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Savigliano 08/10/2009

Commissioning and Warranty Italia


Corso rischi elettrici
Parte 2

Gaetano MARADEI
NORME DI LEGGE, NORME TECNICHE E RISCHI
CONNESSI CON L'ATTIVITA‘

Legge 186 del 1968 (realizzazione degli impianti elettrici secondo la regola dell’arte
La legge stabilisce che la costruzione conforme alle norme CEI si può reputare a regola d’arte);

• Legge 791 del 1977 (caratteristiche che il materiale elettrico deve possedere per
essere utilizzato entro certi limiti di tensione - recepimento della direttiva bassa tensione
72/23/CEE);

• Decreto Legislativo 81 del 2008 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3


agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro);

2
È bene tenere sempre presente che il settore delle ex
Ferrovie dello Stato è sottoposto a legislazione in materia
di prevenzione infortuni, che qui verrà solo elencata, non
appartenendo le squadre di manutenzione ALSTOM a tale
disciplina:
• Legge 26 aprile 1974, n. 191
• Legge 23 gennaio 1979, n. 95
• Decreto del Presidente della Repubblica 1 giugno 1979, n. 469
• Decreto Ministeriale 4 febbraio 1980
• Decreto Ministeriale 18 maggio 1979

Con il decreto 81/2008, si prevede l’armonizzazione della disciplina mediante l’adozione di di


successivi decreti.

3
Oltre alle disposizioni di legge si applicano, a
completamento, le norme tecniche del Comitato
Elettrotecnico Italiano riguardanti la materia in oggetto. Tra
le più importanti si ricordano:

• CEI 0 -10 Guida alla manutenzione degli impianti elettrici


• CEI 11-1 prescrizioni generali per la progettazione e per la
costruzione di impianti elettrici in sistemi con tensione
nominale superiore a 1 kV in c.a.
• CEI 11-27 Lavori su impianti elettrici;
• CEI 11-48 e 11-49: Esercizio degli impianti elettrici;

4
• CEI 64-8 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale
non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in
corrente continua;
• CEI 70-1 Classificazione del grado di protezione IP relativo
agli involucri di macchine, apparecchi e componenti elettrici.

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D.Lgs 81 del 2008
Titolo III
USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE INDIVIDUALE

CAPO III. Impianti e apparecchiature elettriche


Art. 80 Obblighi del Datore di Lavoro
Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché i lavoratori
siano salvaguardati dai tutti i rischi di natura elettrica connessi
all’impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti
elettrici messi a loro disposizione ed, in particolare, da quelli
derivanti da: a) contatti elettrici diretti; b) contatti elettrici indiretti; c) innesco e
propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi
elettrici e radiazioni; d) innesco di esplosioni; e) fulminazione diretta ed indiretta;
f) sovratensioni; g) altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.

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D.Lgs 81 del 2008
Titolo III
USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE INDIVIDUALE

CAPO III. Impianti e apparecchiature elettriche


Art. 80 – 3bis uso e manutenzione
Il datore di lavoro prende, altresì, le misure necessarie affinché le
procedure di uso e manutenzione siano predisposte ed attuate
tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle
indicazioni contenute nei manuali d'uso e manutenzione delle
apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di
quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche.

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D.Lgs 81 del 2008
Titolo III
USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE INDIVIDUALE

CAPO III. Impianti e apparecchiature elettriche


Art. 81 requisiti di sicurezza
1. Tutti i materiali, i macchinari e le apparecchiature, nonché le
installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere
progettati, realizzati e costruiti a regola d’arte.
2. Ferme restando le disposizioni legislative e regolamentari di
recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, i materiali,
i macchinari, le apparecchiature, le installazioni e gli impianti
di cui al comma precedente, si considerano costruiti a regola
d’arte se sono realizzati secondo le pertinenti norme tecniche
(vedere enti di cui all’allegato IX).
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D.Lgs 81 del 2008
Titolo III
USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE INDIVIDUALE

CAPO III. Impianti e apparecchiature elettriche


Art. 82 lavori sottotensione
E’ vietato eseguire lavori sotto tensione. Tali lavori sono tuttavia consentiti nei casi in cui le tensioni su
cui si opera sono di sicurezza, secondo quanto previsto dallo stato della tecnica secondo la
migliore scienza ed esperienza, nonché quando i lavori sono eseguiti nel rispetto delle seguenti
condizioni:
a) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme
tecniche;
b) per sistemi di categoria 0 e I purché l'esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a
lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro come idonei per tale attività secondo le indicazioni della
pertinente normativa tecnica;
c) per sistemi di II e III categoria purché: 1) i lavori su parti in tensione siano effettuati da aziende
autorizzate, con specifico provvedimento del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali,
ad operare sotto tensione; 2) l'esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori abilitati
dal datore di lavoro ai sensi della pertinente normativa tecnica riconosciuti idonei per tale attività.

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D.Lgs 81 del 2008
Categorie di tensione

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D.Lgs 81 del 2008
Titolo III
USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE INDIVIDUALE

CAPO III. Impianti e apparecchiature elettriche


Art. 83 Lavori in prossimità di parti attive
1. Non possono essere eseguiti lavori non elettrici in vicinanza di linee
elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, o che per
circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, e
comunque a distanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1 dell’allegato IX,
salvo che vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee
a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi;
2. Si considerano idonee ai fini di cui al comma 1 le disposizioni contenute
nelle pertinenti norme tecniche.

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D.Lgs 81 del 2008
Titolo III - allegato IX
Distanze di sicurezza nell’esecuzione dei lavori elettrici

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D.Lgs 81 del 2008

Art 117 Lavori in quota


Ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 83,
1. Quando occorre effettuare lavori in prossimità di linee elettriche o di
impianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanze particolari
si debbano ritenere non sufficientemente protette, ferme restando le norme
di buona tecnica, si deve rispettare almeno una delle seguenti precauzioni:
a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei
lavori;
b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano l’avvicinamento alle parti
attive;
c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi
di sollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura a distanza di sicurezza;

2. La distanza di sicurezza deve essere tale che non possano avvenire


contatti diretti o scariche pericolose per le persone tenendo conto del tipo di
lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni presenti e comunque la
distanza di sicurezza non deve essere inferiore ai limiti di cui
all’allegato IX o a quelli risultanti dall’applicazione delle pertinenti
norme tecniche.
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D.Lgs 81 del 2008
Titolo III
USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE INDIVIDUALE

Art. 84 Protezione dai fulmini


Art. 85 Protezione di edifici, impianti strutture ed attrezzature
Art. 86 Verifiche
………
……..

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D.Lgs 81 del 2008
Enti di normazione

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D.Lgs 81 del 2008
REQUISITI DI SICUREZZA DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO
Allegato V punto 9.4. Le macchine e gli apparecchi elettrici devono portare
l’indicazione della tensione, dell’intensità e del tipo di corrente e delle altre
eventuali caratteristiche costruttive necessarie per l’uso.
Allegato V punto 5.16. Le macchine e gli apparecchi elettrici devono portare
l’indicazione della tensione, dell’intensità e del tipo di corrente e delle altre
eventuali caratteristiche costruttive necessarie per l’uso. Le macchine ed
apparecchi elettrici mobili o portatili devono essere alimentati solo da circuiti a
bassa tensione.
Può derogarsi per gli apparecchi di sollevamento, per i mezzi di trazione, per le
cabine mobili di trasformazione e per quelle macchine ed apparecchi che, in
relazione al loro specifico impiego, debbono necessariamente essere alimentati
ad alta tensione.
Allegato V punto 5.16.4. Gli utensili elettrici portatili e gli apparecchi elettrici
mobili devono avere un isolamento supplementare di sicurezza fra le parti
interne in tensione e l’involucro metallico esterno

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D.Lgs 81 del 2008
DISPOSIZIONI CONCERNENTI L’USO DELLE ATTREZZATURE DI
LAVORO – allegato VI del D.lgs 81/08 coordinato con Dlgs 106/09
6 Rischi per Energia elettrica
6.1 Le attrezzature di lavoro debbono essere installate in modo da proteggere i
lavoratori dai rischi di natura elettrica ed in particolare dai contatti elettrici diretti
ed indiretti con parti attive sotto tensione.
6.2 Nei luoghi a maggior rischio elettrico, come individuati dalle norme tecniche,
le attrezzature di lavoro devono essere alimentate a tensione di sicurezza
secondo le indicazioni delle norme tecniche.

17
D.Lgs 81 del 2008
DISPOSIZIONI CONCERNENTI L’USO DELLE ATTREZZATURE DI
LAVORO – allegato VI del D.lgs 81/08, prima dell’entrata in vigore
del D.lgs 106/2009

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LEGGE 186 DEL 1968

Art. 1
Tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le
installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono
essere realizzati e costruiti a regola d'arte.
Art. 2
I materiali, le apparecchiature, i macchinari, le
installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici
realizzati secondo le norme del Comitato Elettrotecnico
Italiano ( CEI ) si considerano costruiti a regola d'arte

19
D.LGS. 81/2008

Obblighi del datore di lavoro, del dirigente e del preposto


Consultare direttamente articoli corrispondenti (17-18-19)

20
D.LGS. 81/2008

Obblighi dei lavoratori


Consultare direttamente articoli corrispondenti (art. 20)

21
D.LGS. 81/2008
Obblighi dei progettisti, dei fabbricanti, dei fornitori e
degli installatori
Consultare direttamente articoli corrispondenti

22
D.LGS. 81/2008
Contratto di appalto o contratto d'opera

Consultare direttamente articoli corrispondenti (26)

23
D.LGS 81/2008
Art 36 e 37 Informazione e formazione dei lavoratori
IL DATORE DI LAVORO PROVVEDE AFFINCHÉ
CIASCUN LAVORATORE RICEVA UN'ADEGUATA
INFORMAZIONE. (OMISSIS)
IL DATORE DI LAVORO ASSICURA CHE CIASCUN
LAVORATORE, RICEVA UNA FORMAZIONE
SUFFICIENTE ED ADEGUATA IN MATERIA DI
SICUREZZA E DI SALUTE, CON PARTICOLARE
RIFERIMENTO AL PROPRIO POSTO DI LAVORO ED
ALLE PROPRIE MANSIONI

24
D.LGS. 81/2008
Formazione dei lavoratori
LA FORMAZIONE DEVE AVVENIRE IN OCCASIONE:

a) dell'assunzione;

b) del trasferimento o cambiamento di mansioni;

c) dell'introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove


tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi.

25
D.LGS. 81/2008

Sanzioni

[articoli 55, 56, 59]

26
D.LGS. 81/2008
(Contravvenzioni commesse dai progettisti, dai fabbricanti e
dagli installatori)

[articolo 57]

27
Grado di protezione IP (norma CEI 70-1)

1°cifra Descrizione 1°cifra Descrizione


0 Non protetto. Non è prevista 0 Non protetto.
alcuna protezione.
1 Protetto contro i corpi solidi di 1 Protetto contro la caduta
dimensioni superiori a 50 mm o verticale di gocce d’acqua
una grande superficie del corpo
umano (es. una mano)
2 Protetto contro i corpi solidi di 2 Protetto contro la caduta di
dimensioni superiori a 12 mm gocce d’acqua con
(es. dito di una mano). inclinazione massima di 15
°C.
3 Protetto contro i corpi solidi di 3 Protetto contro la pioggia da
dimensioni superiori a 2,5 mm. una direzione, rispetto alla
verticale fino a 60 °C.
4 Protetto contro i corpi solidi di 4 Protetto contro gli spruzzi di
dimensioni superiori a 1 mm. acqua da tutte le direzioni.
28
Grado di protezione IP

1°cifra Descrizione 1°cifra Descrizione


5 Protetto contro la polvere. 5 Protetto contro i getti di acqua
da tutte le direzioni.
6 Totalmente protetto contro la 6 Protetto contro le ondate e i
polvere. getti potenti
7 Protetto contro gli effetti delle
immersioni
8 Protetto contro gli effetti della
sommersione in continuità

29
Grado di protezione IP

30
Grado di protezione IP

31
Grado di protezione IP
Oltre a questi numeri è possibile la presenza di una lettera
(A,B,C,D) che indica la non accessibilità all’involucro delle
dita di una mano. Tale lettera è presente solamente se
l’inaccessibilità non sia garantita dal primo numero. Una
seconda lettera (H,M,S,W) fornisce informazioni
supplementari.

A Impedisce l’accesso con il palmo della mano

B Impedisce l’accesso con il dito

C Impedisce l’accesso con un oggetto impugnato

D Impedisce l’accesso con un filo impugnato

32
Grado di protezione IP

Informazioni supplementari relative a:


H Apparecchi ad alta tensione

M Prova con acqua con apparecchiatura in moto

S Prova con acqua con apparecchiatura non in moto

W Condizioni atmosferiche

33
Simbologia elettrica

Doppio isolamento elettrico

Idoneità del materiale fino a 1000 V

Conformità del prodotto alle normative europee

Marchio dell’istituto italiano di qualità

34
Simbologia elettrica

Idoneità all’uso in atmosfera potenzialmente esplosiva

Marchio di conformità della Repubblica Federale


Tedesca

35
NORME AZIENDALI PER L'ESECUZIONE
DI LAVORI ELETTRICI

FIGURE LAVORATIVE FONDAMENTALI E LORO


COMPITI

Datore di lavoro

Responsabile dell’impianto

Preposto ai lavori

Addetto ai lavori

36
NORME AZIENDALI PER L'ESECUZIONE
DI LAVORI ELETTRICI

Datore di lavoro (correzione secondo D.lgs. 81/2008)

il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o,


comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l'organizzazione
dell'impresa, ha la responsabilità dell'impresa stessa ovvero
dell'unità produttiva, quale definita ai sensi della lettera i), in quanto
titolare dei poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche
amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29, per datore di lavoro si intende il dirigente al
quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente
qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest'ultimo sia preposto
ad un ufficio avente autonomia gestionale

37
NORME AZIENDALI PER L'ESECUZIONE
DI LAVORI ELETTRICI

Responsabile dell’impianto (CEI 11-27) - è la persona resp. di:

a) della pianificazione e della programmazione dei lavori;


b) della redazione del Piano di lavoro;
c) della programmazione ed esecuzione delle modifiche gestionali (per es. modifiche
taratura protezioni, esclusione richiusure, inibizione di controalimentazioni) e delle
manovre sull’impianto elettrico, o sua parte, oggetto dei lavori;
d) per lavori fuori tensione, dell’esecuzione dei sezionamenti, dei provvedimenti per
evitare richiusure intempestive, della realizzazione di eventuali terre di
sezionamento e dell’apposizione di cartelli monitori;
e) dell’individuazione dell’impianto elettrico, o parte di esso, interessato dai lavori e
della delimitazione dell’area entro la quale il lavoro può svolgersi con le modalità
previste;
f) del trasferimento al preposto ai Lavori delle informazioni sugli eventuali rischi
ambientali ed elettrici specifici dell’impianto oggetto dei lavori;
g) della consegna dell’impianto elettrico al Preposto ai lavori; 38
NORME AZIENDALI PER L'ESECUZIONE
DI LAVORI ELETTRICI
Preposto ai lavori (CEI 11-27) - è la persona indicata e responsabile
dell’esecuzione del lavoro, che, ponendo in opera le misure di
protezione necessarie, anche in base alle informazioni ricevute dal
Responsabile dell’Impianto, è responsabile della:
a) preparazione dei lavori;
b) pianificazione delle attività: definizione della sequenza più opportuna per
l’esecuzione dei lavori;
c) stesura del Piano d’intervento, se del caso;
d) presa in carico dell’impianto elettrico o di sua parte dal Responsabile
dell’Impianto e successiva riconsegna;
e) verifica dell’assenza di tensione nell’impianto ed apposizione delle terre di lavoro,
nel caso di lavori fuori tensione;
f) verifica della sicurezza delle masse;
g) verifica e controllo delle condizioni ambientali prima e durante l’esecuzione dei
lavori; 39
NORME AZIENDALI PER L'ESECUZIONE
DI LAVORI ELETTRICI
…………….PREPOSTO……………….

h) adozione delle procedure previste per i lavori in prossimità nei confronti di parti
attive prossime, potenziali fonti di pericolo;
i) gestione e trasferimento al personale a lui subordinato delle informazioni
necessarie per il lavoro e la sicurezza;
j) messa in opera di ulteriori misure di protezione a fronte dell’insorgenza di rischi
elettrici e non elettrici non valutati preventivamente, o sospensione dei lavori nel
caso non sia in grado di farvi fronte;
k) organizzazione delle risorse lavorative assegnate o necessarie, compreso il
coordinamento di eventuali lavoratori autonomi che interferiscono nell’attività
lavorativa che si svolge all’interno della zona di lavoro, rendendoli edotti dei rischi
ai quali sono esposti ed adottando le eventuali misure di sicurezza necessarie per
evitarli;
l) accertamento dell’adeguatezza delle attrezzature, della strumentazione e dei mezzi
speciali necessari al lavoro
40
NORME AZIENDALI PER L'ESECUZIONE
DI LAVORI ELETTRICI
…………….PREPOSTO……………….

LA FIGURA DEL PREPOSTO È STATA INTRODOTTA PER LA


PRIMA VOLTA DAL DPR 547/55 ALL’ARTICO 4 ED È RIPRESA DA
TUTTA LA LEGISLAZIONE SUCCESSIVA IN MATERIA DI IGIENE E
SICUREZZA SUL LAVORO

LA FIGURA DEL PREPOSTO O RESPONSABILE ESISTE, PER


DESIGNAZIONE FORMALE O DI FATTO, IN OGNI ATTIVITÀ UMANA
E, NORMALMENTE, È COLUI CHE PER ESPERIENZA, ETÀ,
IDONEITÀ, SA SVOLGERE CON COMPETENZA IL PROPRIO
RUOLO.

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NORME AZIENDALI PER L'ESECUZIONE
DI LAVORI ELETTRICI

ADDETTO AI LAVORI

Persona che esegue materialmente lo specifico lavoro affidatogli


secondo le istruzioni impartitegli in proposito dal preposto ai lavori.
Tale persona è responsabile della osservanza delle misure
individuali di sicurezza

L'addetto ai lavori è quindi un operatore al quale viene assegnato


un compito che deve eseguire secondo le istruzioni, ma è anche
una persona che deve rendersi responsabile della osservanza delle
misure individuali di sicurezza, quindi non è completamente sotto
tutela ma ha delle responsabilità, seppur limitate alla propria
attività; ad esempio, è responsabile della corretta tenuta della
dotazione individuale di attrezzi. In determinati casi il preposto ai
lavori assolve anche la funzione di addetto ai lavori
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NORME AZIENDALI PER L'ESECUZIONE
DI LAVORI ELETTRICI
PERSONA ESPERTA (PES)
PERSONA CON ISTRUZIONE, CONOSCENZA ED ESPERIENZA RILEVANTI
TALI DA CONSENTIRLE DI ANALIZZARE I RISCHI E DI EVITARE I
PERICOLI CHE L’ELETTRICITÀ PUÒ CREARE (autonomia)
PERSONA AVVERTITA (PAV)
PERSONA ADEGUATAMENTE AVVISATA DA PERSONE ESPERTE PER
METTERLA IN GRADO DI EVITARE I PERICOLI CHE L’ELETTRICITÀ PUÒ
CREARE
PERSONA IDONEA
PERSONA CHE OLTRE A POSSEDERE TUTTE LE CARATTERISTICHE
DELLA PERSONA ESPERTA POSSIEDE ANCHE L’ESPERIENZA
NECESSARIA PER L’ESECUZIONE DEI LAVORI SOTTO TENSIONE

PERSONA COMUNE (PEC)


PERSONA CHE NON È ESPERTA E NON È AVVERTITA 43
ALCUNE DEFINIZIONI

OFFICINA ELETTRICA
Complesso, contenuto in uno o più locali o aree all'aperto
racchiuse in un'unica recinzione, di installazioni destinate ad
almeno una delle seguenti funzioni: produzione, conversione,
trasformazione, regolazione o smistamento dell'energia elettrica. Le
officine elettriche eventualmente incorporate nei fabbricati civili e
negli stabilimenti industriali, si intendono limitate ai soli locali o
aree all'aperto comprendenti gli impianti elettrici ad esse relativi. Le
officine elettriche si suddividono in: centrali, stazioni, cabine

44
ALCUNE DEFINIZIONI
TENSIONE NOMINALE
Tensione per cui un impianto o una sua parte è progettato. (La
tensione reale può differire dalla nominale entro i limiti di tolleranza
permessi. In relazione alla loro tensione nominale i sistemi elettrici
si dividono in:
sistemi di categoria 0 (zero), quelli a tensione nominale minore o uguale a
50 V se a corrente alternata o a 120 V se a corrente continua (non
ondulata);
sistemi di I categoria, quelli a tensione nominale da oltre 50 fino a 1000 V
compresi se a corrente alternata o da oltre 120 fino a 1500 V se a corrente
continua;
sistemi di II categoria, quelli a tensione nominale oltre 1000 V se a corrente
alternata o oltre 1500 V se a corrente continua, fino a 30000 V compreso;
sistemi di III categoria, quelli a tensione nominale maggiore di 30000 V.
Per i sistemi trifase si considera la tensione concatenata
45
ALCUNE DEFINIZIONI

TENSIONE DI CONTATTO. Tensione che si stabilisce fra parti


simultaneamente accessibili, in caso di guasto dell'isolamento
TENSIONE DI CONTATTO PRESUNTA. Il più alto valore della
tensione di contatto che si può stabilire in caso di un guasto di
impedenza trascurabile in un impianto elettrico utilizzatore
TENSIONE DI CONTATTO LIMITE CONVENZIONALE (UL). Massimo
valore della tensione di contatto che è possibile mantenere per un
tempo indefinito in condizioni ambientali specificate. Nella Norma
come tensione di contatto limite convenzionale UL si considera il
valore massimo a vuoto, che convenzionalmente si ritiene possa
permanere per un tempo indefinito nelle condizioni ambientali
specificate e alla tensione nominale di alimentazione, senza
pericolo per le persone

46
ALCUNE DEFINIZIONI

TENSIONE TOTALE DI TERRA. Tensione che si stabilisce a seguito


di un cedimento dell'isolamento, fra masse e un punto
sufficientemente lontano a potenziale zero.
TENSIONE NOMINALE VERSO TERRA DI UN SISTEMA. Si intende
tensione nominale verso terra:
- nei sistemi trifase con neutro isolato o con neutro a terra
attraverso impedenza, la tensione nominale;
- nei sistemi trifase con neutro direttamente a terra, la tensione
stellata corrispondente alla tensione nominale;
- nei sistemi monofase, o a c.c., senza punti di messa a terra, la
tensione nominale;
- nei sistemi monofase, o a c.c., con punto di mezzo messo a terra,
la metà della tensione nominale

47
ALCUNE DEFINIZIONI

PARTE ATTIVA. Conduttore o parte conduttrice in tensione nel


servizio ordinario, compreso il conduttore di neutro, ma escluso,
per convenzione, il conduttore PEN .
Massa. Parte conduttrice di un componente elettrico che può essere
toccata e che non è in tensione in condizioni ordinarie, ma che può andare
in tensione in condizioni di guasto.
Nota - Una parte conduttrice che può andare in tensione solo perché è in
contatto con una massa non è da considerare una massa. Il termine massa
designa essenzialmente le parti conduttrici accessibili facenti parte
dell'impianto elettrico e degli apparecchi utilizzatori separate dalle parti
attive solo con isolamento principale. Il guasto si riferisce pertanto
all'isolamento principale. Una parte metallica è considerata accessibile non
solo quando è a portata di mano, ma anche quando può venire toccata nel
servizio ordinario.
………….……………………CONTINUA……………………

48
ALCUNE DEFINIZIONI

……………..MASSA…………..
Una parte conduttrice che può andare in tensione in caso di
cedimento dell'isolamento principale, posta dietro un involucro o
una barriera non saldamente fissati o rimovibili senza l'uso di un
attrezzo, è da considerare una massa se diviene accessibile dopo la
rimozione dell'involucro o della barriera; se invece l'involucro o la
barriera sono saldamente fissati o sono rimovibili solo con l'uso di
un attrezzo, le parti retrostanti non sono da considerare masse, se
non è necessario rimuovere l'involucro o la barriera nell'esercizio
ordinario. Una parte metallica non accessibile, che non è in
tensione nel servizio ordinario, ma che può andare in tensione in
caso di cedimento dell'isolamento principale, viene denominata
parte intermedia .

49
ALCUNE DEFINIZIONI

MASSA ESTRANEA. Parte conduttrice non facente parte


dell'impianto elettrico in grado di introdurre un potenziale,
generalmente il potenziale di terra. Generalmente una massa
estranea è suscettibile di introdurre il potenziale di terra; solo in
casi particolari si considerano masse estranee le parti conduttrici
suscettibili di introdurre altri potenziali.

Esempi di masse estranee sono:

-elementi metallici facenti parte di strutture di edifici;

- condutture metalliche di gas, acqua e per riscaldamento

50
ALCUNE DEFINIZIONI

SHOCK ELETTRICO: Effetto patofisiologico risultante dal


passaggio di una corrente elettrica attraverso il corpo umano
CONTATTO DIRETTO: Contatto di persone con parti attive

CONTATTO INDIRETTO: Contatto di persone con una massa in


tensione per un guasto
CORRENTE PERICOLOSA: (per il corpo umano). Corrente che
passa attraverso il corpo umano avente caratteristiche tali da
causare effetti patofisiologici
CORRENTE DI DISPERSIONE VERSO TERRA. Corrente che, in
assenza di guasto, fluisce verso terra o verso le masse
CORRENTE DIFFERENZIALE. Somma algebrica dei valori istantanei
delle correnti che percorrono tutti i conduttori attivi di un circuito in
un punto dell'impianto
51
ALCUNE DEFINIZIONI
ISOLAMENTO PRINCIPALE. Isolamento delle parti attive utilizzato
per la protezione base contro i contatti diretti e indiretti. Nota -
L'isolamento principale non coincide necessariamente con
l'isolamento utilizzato esclusivamente per scopi funzionali
ISOLAMENTO SUPPLEMENTARE. Isolamento indipendente
previsto in aggiunta all'isolamento principale per assicurare la
protezione contro i contatti elettrici in caso di guasto
dell'isolamento principale
DOPPIO ISOLAMENTO. Isolamento comprendente sia l'isolamento
principale sia l'isolamento supplementare.
ISOLAMENTO RINFORZATO. Sistema unico di isolamento applicato
alle parti attive, in grado di assicurare un grado di protezione
contro i contatti elettrici equivalente al doppio isolamento, nelle
condizioni specificate nelle relative Norme.
Nota - L'espressione "sistema unico d'isolamento" non implica che l'isolamento
debba essere costituito da un pezzo omogeneo. Esso può comprendere più strati
che non possono essere provati singolarmente come isolamento principale o
supplementare. 52
ALCUNE DEFINIZIONI
PAVIMENTI E PARETI ISOLANTI. Pavimenti e pareti di locali la cui
resistenza è sufficientemente elevata per limitare la corrente a un
valore non pericoloso
PAVIMENTI E PARETI ISOLANTI. Pavimenti e pareti di locali la cui
resistenza è sufficientemente elevata per limitare la corrente a un
valore non pericoloso. Sono ritenuti in genere isolanti i pavimenti in
legno, i pavimenti ricoperti con moquette o con rivestimento di
plastica o di linoleum; non lo sono invece i pavimenti di cemento o
con mattonelle
TERRA. Il terreno come conduttore il cui potenziale elettrico in ogni
punto è convenzionalmente considerato uguale a zero
IMPIANTO DI TERRA. Insieme dei dispersori, dei conduttori di terra,
dei collettori (o nodi) di terra e dei conduttori di protezione ed
equipotenziali, destinato a realizzare la messa a terra di protezione
e/o di funzionamento.

53
ALCUNE DEFINIZIONI
ALTA TENSIONE: (ai fini della norma CEI 11-27). l'Alta Tensione
(AT) è la tensione nominale di sistemi oltre 30 kV (sistemi di
Categoria III) sia in corrente alternata, sia in corrente continua.
MEDIA TENSIONE: (ai fini della norma CEI 11-27). la Media
Tensione (MT) è la tensione nominale di sistemi oltre 1 kV fino a 30
kV (sistemi di Categoria II) sia in corrente alternata, sia in corrente
continua.
BASSA TENSIONE: (BT) è la tensione nominale di sistemi fino a 1
kV sia in corrente alternata, sia in corrente continua. Essa,
pertanto, comprende anche la bassissima tensione (sistemi di
Categoria 0 e I, escluse le tensioni superiori a 1000 V fino a 1500 V
in corrente continua).

BASSISSIMA TENSIONE (ELV): di norma, tensione non superiore a


50 V in corrente alternata (c.a.) o a 120 V in corrente continua non
ondulata (c.c.) sia tra conduttori sia verso terra (sistemi di
Categoria 0); essa comprende circuiti SELV, PELV e FELV.
54
NORME AZIENDALI PER L'ESECUZIONE
DI LAVORI ELETTRICI

DEFINIZIONE DI LAVORO ELETTRICO

Si intende un intervento su impianti o apparecchi elettrici con


accesso alle parti attive (sotto tensione o fuori tensione)
nell’ambito del quale, se non si adottano misure di sicurezza, si è in
presenza di rischio elettrico. Esempi di intervento sono: prove e
misure, riparazioni, sostituzioni, modifiche, ampliamenti, montaggi
ed ispezioni. Le manovre di apparecchiature elettriche costruite ed
installate a regola d’arte non sono considerate lavori elettrici ai fini
della presente Norma

55
NORME AZIENDALI PER L'ESECUZIONE
DI LAVORI ELETTRICI

• Impianto complesso – per impianto complesso si intende un


impianto, o parti di esso, i cui circuiti risultino particolarmente
articolati o poco controllabili visivamente per la particolare
disposizione dei circuiti e dei componenti in occasione dei
lavori, o per il numero di possibili alimentazioni, o per la
presenza di impianti di Alta o Media Tensione (AT o MT)

• Lavoro complesso – un lavoro si intende complesso se viene


svolto su un impianto complesso, ad esso connesso o vicino
ad esso.

56
LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE BT

57
LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE BT

58
LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE BT

DISTANZE REGOLAMENTATE

DISTANZE CHE DEFINISCONO I CONFINI DI VOLUMI NELL’AMBITO


DEI QUALI IL LAVORO È CONSENTITO SOLO NEL RISPETTO DI
APPOSITA REGOLAMENTAZIONE.

59
LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE BT
DISTANZA LIMITE DL
Distanza regolamentata che varia al variare della tensione di
esercizio dell’impianto. I valori della distanza limite sono riportati di
seguito.
Vn [kV] DL (mm) DV (mm)

<1 150 650


10 150 1150
15 200 1200
20 280 1280
30 400 1400
45 600 1600
66 780 1780
132 1520 3520
150 1670 3670
220 2300 4300
380 3940 5940 60
LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE BT

DISTANZA DI PROSSIMITÀ
Distanza regolamentata che si ottiene aggiungendo alla distanza
limite DL una quantità pari a 0,50 metri per tensioni fino a 1 kV, pari
a 1 m per tensioni oltre 1 kV fino a 110 kV, pari a 2,00 metri per
tensioni superiori a 110 kV.

MAGGIORAZIONE ERGONOMICA
Distanza in aria da aggiungere alle distanze regolamentate per
prevenire la violazione dei volumi da queste definiti a causa di
movimenti involontari .
DISTANZA SICURA

Distanza ottenuta dalla somma della distanza limite più la


maggiorazione ergonomica.
61
LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE BT
ZONA DI LAVORO SOTTO TENSIONE
LA ZONA DI LAVORO SOTTO TENSIONE È IL VOLUME CHE
CIRCONDA LA PARTE ATTIVA FINO AD UNA DISTANZA PARI
ALLA DISTANZA LIMITE. LA ZONA DI LAVORO SOTTO TENSIONE
È LA ZONA ALL’INTERNO DELLA QUALE NON È AMMESSA LA
PRESENZA DI PERSONE O DI OGGETTI MOBILI ESTRANEI
ALL’IMPIANTO CHE SIANO COLLEGATI O ACCESSIBILI A
PERSONE (AD ES.: SCALE, ATTREZZI, VEICOLI, MATERIALI VARI)
A MENO CHE NON SIANO ADOTTATE LE MISURE PREVISTE PER
IL LAVORO SOTTO TENSIONE. LA ZONA DI LAVORO SOTTO
TENSIONE PUÒ ESSERE MODIFICATA DALLA PRESENZA DI
IMPEDIMENTI FISICI COME INVOLUCRI O PROTETTORI. 62
LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE BT

ZONA DI PROSSIMITÀ
VOLUME CHE CIRCONDA LA ZONA DI LAVORO SOTTO TENSIONE
PER UNO SPESSORE DEFINITO. LA SUPERFICIE ESTERNA DELLA
ZONA DI PROSSIMITÀ È POSTA AD UNA DISTANZA DALLA PARTE
ATTIVA PARI ALLA DISTANZA DI PROSSIMITÀ. LA DEFINIZIONE
DELLA ZONA DI PROSSIMITÀ È FINALIZZATA ALL’ISTITUZIONE DI
UN VOLUME DI RISPETTO INTORNO ALLA ZONA DI LAVORO
SOTTO TENSIONE, ALL’INTERNO DEL QUALE SONO IMPOSTE
DALLA NORMATIVA PARTICOLARI RESTRIZIONI PER GLI
OPERATORI, STANTE IL RISCHIO DI PENETRAZIONE NELLA ZONA
DI LAVORO SOTTO TENSIONE.
63
LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE BT

ZONA DI LAVORO

ZONA ALL’INTERNO DELLA QUALE DEVONO ESSERE COMPRESI


TUTTI I LAVORI ELETTRICI DI TIPO OPERATIVO. ALL’INTERNO
DELLA ZONA DI LAVORO DEVONO ESSERE GARANTITE LE
MISURE DI PREVENZIONE. NESSUN ESTRANEO DEVE ENTRARVI
SENZA PERMESSO E NESSUN OPERATORE DEVE COMPIERE
ATTIVITÀ LAVORATIVE FUORI DA ESSA

64
LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE BT

ZONA DI INTERVENTO
ZONA, COMPRESA ALL’INTERNO DELLA ZONA DI LAVORO,
POSSIBILMENTE POSTA FRONTALMENTE RISPETTO
ALL’OPERATORE, NELLA QUALE DEVONO ESSERE CONTENUTE
LE PARTI ATTIVE SULLE QUALI L’OPERATORE INTERVIENE PER
ESEGUIRE UN LAVORO SOTTO TENSIONE A CONTATTO. ESSA
INDIVIDUA LO SPAZIO D’AZIONE DELL’OPERATORE ED È UNO
SPAZIO VIRTUALE CHE SERVE A VERIFICARE LA POSSIBILITÀ DI
TENERE SOTTO CONTROLLO LE FONTI DI PERICOLO. LA SUA
EVENTUALE DELIMITAZIONE RICADE SOTTO LA
RESPONSABILITÀ DEL PREPOSTO AI LAVORI.
65
LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE BT

LAVORO SOTTO TENSIONE

OGNI ATTIVITÀ IN CUI UN OPERATORE ENTRA


DELIBERATAMENTE NELLA ZONA DI LAVORO SOTTO TENSIONE
CON QUALSIASI PARTE DEL CORPO O CON ATTREZZI/UTENSILI,
APPARECCHI O DISPOSITIVI DA LUI MANEGGIATI

IMPIANTO IN SICUREZZA

SITUAZIONE IN CUI SI TROVA UN IMPIANTO O UNA PARTE


D’IMPIANTO E TUTTE LE SUE PARTI ATTIVE DOPO CHE SIANO
STATE ADOTTATE TUTTE LE MISURE PREVISTE PER IL LAVORO
FUORI TENSIONE.

66
LAVORI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE BT

LAVORO SOTTO TENSIONE

67
PRESCRIZIONI DI CARATTERE GENERALE PER
ESEGUIRE I LAVORI

Ordine del Interruzione


preposto ai lavori circuiti, Terre

SICUREZZA

Condizioni Persone presenti


ambientali sul posto di lavoro

68
PRESCRIZIONI DI CARATTERE GENERALE PER
ESEGUIRE I LAVORI

ORDINE DEL PREPOSTO AI LAVORI

È VIETATO A CHIUNQUE ACCEDERE A LINEE O AD ELEMENTI DI


IMPIANTI ELETTRICI, O NELLE IMMEDIATE VICINANZE DI QUESTI,
PER ESEGUIRE LAVORI IN PRESENZA DI TENSIONE SENZA AVER
RICEVUTO ORDINE DAL PREPOSTO AI LAVORI

………. SI TRATTA DI UN PRECISO DETTATO DI LEGGE…………

69
PRESCRIZIONI DI CARATTERE GENERALE PER
ESEGUIRE I LAVORI

INTERRUZIONI SOTTO CARICO

È vietato effettuare interruzioni sotto carico di circuiti senza


adeguati organi di manovra.

In assenza di tali organi possono essere tollerate interruzioni di


piccoli carichi dell'ordine di qualche Ampere.

La eventuale possibilità di interrompere piccoli carichi deve essere


intesa come situazione a carattere eccezionale ed essere effettuata
solo quando esistono notevoli problemi per la disattivazione del
carico stesso e, comunque, dopo aver accertato con sicurezza
l'esiguità del valore della corrente

70
PRESCRIZIONI DI CARATTERE GENERALE PER
ESEGUIRE I LAVORI
CONDIZIONI AMBIENTALI
Sono vietati i lavori in tensione a contatto in una delle seguenti
condizioni:
• all'esterno sotto pioggia, neve o grandine
• all'interno, in ambienti bagnati: per ambienti bagnati si intendono
ambienti nei quali si procede usualmente a spargi menti di acqua o nei
quali sono presenti con continuità vapore acqueo o esalazioni umide in
misura tale da dar luogo a formazione di gocce sulle pareti, sul soffitto o
sul pavimento
• con presenza, nelle vicinanze, di ripetute scariche atmosferiche - a
meno che l'installazione non sia alimentata da una rete totalmente in cavo
sotterraneo e il lavoro si svolga all’interno

• con visibilità scarsa - tale da impedire agli operatori di operare e/o di


distinguere chiaramente le installazioni e i componenti su cui essi operano
ed al preposto di svolgere il proprio compito di sorveglianza
71
PRESCRIZIONI DI CARATTERE GENERALE PER
ESEGUIRE I LAVORI

….ULTERIORI CONSIDERAZIONI IN MERITO ALLA


VISIBILITÀ RIDOTTA…

E' evidente che il buio non consente di operare in


sicurezza; alla situazione contingente si può comunque
porre rimedio con l'impiego di fonti luminose fisse o
portatili (faretti, proiettori, ecc….). Ad esempio, una
valutazione di sufficiente illuminazione, per i casi di
lavori in elevazione, può essere la possibilità del
preposto a terra di distinguere le operazioni che svolge
l’addetto nel suo posto di lavoro in elevazione.

72
PRESCRIZIONI DI CARATTERE GENERALE PER
ESEGUIRE I LAVORI

….ULTERIORI CONSIDERAZIONI IN MERITO ALLA


VISIBILITÀ RIDOTTA…

Per tutte le condizioni ambientali sopradescritte,


qualora il lavoro in tensione sia iniziato e si manifesti
una delle condizioni specificate, è lasciata al preposto la
valutazione di far interrompere l'operazione in corso, in
ragione dell'intensificarsi delle perturbazioni
atmosferiche o del tempo necessario alla conclusione
del lavoro. Nel caso di sospensione, il preposto deve
prendere tutte le misure per garantire la sicurezza dei
terzi.

73
PRESCRIZIONI DI CARATTERE GENERALE PER
ESEGUIRE I LAVORI
PERSONE PRESENTI SUL POSTO DI LAVORO

Sul posto di lavoro di norma devono essere presenti due persone;


può essere accettata la presenza di una sola persona quando il
lavoro consiste in operazioni molto semplici che non richiedono
azioni di supporto e aiuto (ad esempio: misure di grandezze
elettriche, asportazione o inserzione di componenti estraibili, ecc.),
purché queste operazioni vengano eseguite al suolo o da un piano
di calpestio che permetta il comodo appoggio di entrambi i piedi e
l'agevole accesso da tutti i Iati.

74
PRESCRIZIONI DI CARATTERE GENERALE PER
ESEGUIRE I LAVORI

PERSONE PRESENTI SUL POSTO DI LAVORO

Non sono quindi ammesse operazioni con una sola persona se si


devono impiegare scale, sgabelli o simili.

Particolare attenzione deve poi essere prestata in caso di


improvvise interruzioni di corrente, in quanto la rimessa in tensione
dell’impianto deve essere effettuata dopo avere verificato che sono
verificate tutte le condizioni di sicurezza.

75
PREDETERMINAZIONE DEI LAVORI ESEGUIBILI

I LAVORI ELETTRICI POSSONO ESSERE:

• fuori tensione;
• a contatto;

• in prossimità;

• a distanza;

• sotto tensione in equipotenzialità;

• lavori elettrici particolari;


76
PREDETERMINAZIONE DEI LAVORI ESEGUIBILI

LAVORI ELETTRICI FUORI TENSIONE

Prima di eseguire un lavoro elettrico fuori tensione si


devono compiere le seguenti operazioni

1. Individuare la zona di lavoro, cioè la zona entro la quale gli


addetti devono operare e nella quale possono muoversi senza
cautele.
2. Sezionare i circuiti relativi alle parti attive che distano meno della
distanza DV dal confine della zona di lavoro.

3. Chiudere a chiave i dispositivi di sezionamento, oppure il quadro,


o il locale in cui sono installati; apporre il cartello “lavori in
corso, non effettuare manovre”.

77
PREDETERMINAZIONE DEI LAVORI ESEGUIBILI
Lavori elettrici fuori tensione
4. Verificare l’assenza di tensione.
5. Mettere a terra e in cortocircuito le parti attive su cui si opera
(sempre in alta tensione, solo in casi particolari in bassa tensione).

NOTA BENE 1: in alta tensione si deve utilizzare un sezionatore o un


interruttore di manovra-sezionatore, comunemente detto sezionatore
sotto carico.
NOTA BENE 2: in alta tensione la messa a terra e in cortocircuito
delle parti su cui si opera deve essere sempre effettuata, mediante un
sezionatore di terra, oppure mediante dispositivi di messa a terra
mobili.
NOTA BENE 3: in bassa tensione la messa a terra e in cortocircuito è
richiesta in caso di: pericolo di tensioni indotte da fenomeni
atmosferici o da altre linee elettriche vicine; incertezza nella messa
fuori tensione e in sicurezza di tutte le possibili fonti di energia, ad
esempio per la presenza di un gruppo elettrogeno non sezionabile in
78
modo affidabile.
PREDETERMINAZIONE DEI LAVORI ESEGUIBILI

Lavori elettrici in tensione a contatto


Il lavoro elettrico sotto tensione a contatto è il lavoro elettrico sotto
tensione per antonomasia. È ammesso soltanto in bassa tensione,
salvo le deroghe previste per le imprese aventi determinati requisiti
(DM 9/6/80 e DM 13/7/90 n. 442). Finora solo l’Enel si è avvalso di
questa facoltà.

I lavori elettrici in tensione a contatto possono essere


predeterminati mediante un apposito elenco in modo da fornire al
preposto ai lavori una tipologia precisa di situazioni dove, nel
rispetto delle norme che l'azienda ha impartito, può operare o far
operare in tensione a contatto. l’elenco deve essere compilato dai
lavoratori e dal preposto. 79
PREDETERMINAZIONE DEI LAVORI ESEGUIBILI
Lavori elettrici in tensione a contatto
….esempi….

a) Gruppi di misura, sostituzione o installazione di interruttore,


contatore o base di gruppo di misura monofase o trifase,
attacco o distacco di partenze in corrispondenza del gruppo
stesso;
b) Cassette di derivazione e/o sezionamento, attacco o distacco di
derivazioni temporanee o permanenti, inserzione o
disinserimento di ponticelli di sezionamento;
c) Linee costituite da cavi unipolari, attacco o distacco di
derivazioni temporanee o permanenti in linea;
d) Misure di grandezze elettriche, misure su impianti e linee in
cavo;

80
PREDETERMINAZIONE DEI LAVORI ESEGUIBILI

Lavori elettrici in tensione a contatto


….esempi….

e) Impianti di illuminazione in derivazione, interventi su apparecchi


di illuminazione;

f) Relè, fusibili, asportazione o inserzione di componenti estraibili;

g) Circuiti ausiliari, interventi o operazioni su circuiti di


regolazione, controllo e comando.

81
PREDETERMINAZIONE DEI LAVORI ESEGUIBILI

Lavori elettrici in tensione a contatto

PER COMPLETEZZA SI PUÒ ANCORA DIRE CHE EVENTUALI


LAVORI IN TENSIONE NON COMPRESI IN ELENCHI
PREDETERMINATI POTREBBERO COMUNQUE ESSERE
ESEGUITI, IN CASI ECCEZIONALI, PURCHÉ LE OPPORTUNE
VALUTAZIONI SIANO ESEGUITE DA TECNICI DI ADEGUATO
LIVELLO DANDO POI AL PREPOSTO AI LAVORI UNA SPECIFICA
AUTORIZZAZIONE SCRITTA DA RIPORTARE, AD ESEMPIO,

SULLA DOCUMENTAZIONE DI LAVORO.

82
LAVORI IN TENSIONE IN PROSSIMITÀ

Lavori elettrici sotto tensione in prossimità

Se l’operatore entra «nella zona prossima ma non nella zona di


guardia» con una parte del corpo o con un attrezzo conduttore o
isolante si ha un «lavoro elettrico sotto tensione in prossimità».
Nello svolgimento del lavoro sotto tensione in prossimità la
sicurezza dell’operatore è costituita dall’interposizione di barriere
di protezione isolanti che schermano le parti attive oppure dalla
distanza dalla zona di guardia con sorveglianza da parte di un’altra
persona. Sono considerate lavori in prossimità di parte attive
anche lavori non elettrici quali montaggio di impalcature o di
macchine nella zona definita «prossima».
83
LAVORI IN TENSIONE IN PROSSIMITÀ

Lavori elettrici sotto tensione in prossimità

QUESTI LAVORI……….

normalmente sono eseguiti da personale non elettrico pertanto a


maggior ragione è necessario siano installate barriere di sicurezza
o ostacoli che impediscono l’avvicinamento di queste persone alle
parti in tensione.

84
LAVORI IN TENSIONE IN PROSSIMITÀ

Lavori elettrici sotto tensione in prossimità

85
LAVORI IN TENSIONE IN PROSSIMITÀ

Determinazione della distanza di prossimità

La distanza di prossimità DV risulterà dalla somma della distanza


limite DL più lo “spessore” della zona prossima. Tale “spessore”
assume i valori seguenti:

Per tensioni nominali inferiori o uguali a 1 kV 0,50 m

Per tensioni nominali superiori o uguali a 1 kV 1,00 m

Per tensioni superiori a 110 kV 2,00 m

86
LAVORI IN TENSIONE A DISTANZA

Lavori elettrici a distanza


Se l’operatore rimane con il corpo fuori della zona prossima ed
entra con un’asta isolante nella zona di guardia si ha un «lavoro
elettrico a distanza». In questo tipo di lavoro l’operatore deve
essere munito di aste isolanti e dispositivi di protezione
individuali (guanti isolanti, elmetto isolante, occhiali e vestiario
adeguato che ricopra le braccia e le gambe).

Il lavoro elettrico sotto tensione a distanza è ammesso soltanto


in bassa tensione, salvo le deroghe previste per le imprese
aventi determinati requisiti, DM 9/6/80 e DM 13/7/90 n. 442.
Secondo quest’ultimo decreto la manovra di un sezionatore con
fioretto non è da considerare un lavoro elettrico. 87
LAVORI IN TENSIONE A DISTANZA

Lavoro elettrico sotto tensione a distanza

88
LAVORI IN TENSIONE A DISTANZA

Lavoro elettrico sotto tensione a distanza

89
LAVORO ELETTRICO SOTTO TENSIONE IN
EQUIPOTENZIALITÀ
L’operatore esegue il lavoro a contatto dopo essersi
posto alla stessa tensione e isolato dall’ambiente
circostante.

90
LAVORI ELETTRICI PARTICOLARI

Talvolta l’operatore si trova a svolgere un lavoro


elettrico sotto tensione a contatto su parti attive poste
nella zona di intervento con la presenza di altre parti
attive nella zona prossima. In questi casi di lavori
misti è indispensabile ricorrere a barriere di
protezione nei confronti di quelle parti attive che pur
non essendo interessate all’intervento configurano un
lavoro elettrico in prossimità.

91
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

Per passare all’esecuzione pratica dei lavori in


tensione a contatto, restano da precisare tre punti:

• i compiti assegnati al preposto ai lavori;

• i compiti dell’addetto ai lavori;

• le precauzioni da adottare durante la esecuzione.

92
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

COMPITI ASSEGNATI AL PREPOSTO AI LAVORI

il preposto ai lavori, verificato che l’intervento sia


compreso nell’elenco “predeterminato” (o possegga
specifica autorizzazione scritta), può eseguire
direttamente o ordinare l’esecuzione di lavori in
tensione

dopo aver accertato, sul posto di lavoro, che:

93
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

A) i lavori in tensione siano eseguibili nel rispetto


delle norme aziendali in vigore;

Nel caso delle norme in esame il preposto deve


rispettare lo spazio di sicurezza effettuando le
opportune valutazioni sul posto di lavoro. Se vi sono
impedimenti, per realizzarlo può ricorrere all’impiego
di adeguati schermi o barriere isolanti tra operatore e
le parti in tensione;

………………oppure………………..
94
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

………….. qualora sia possibile, alla loro messa fuori


tensione (disattivazione, verifica di assenza di
tensione, messa in corto circuito al neutro ed a terra).
È bene ricordare che le operazioni relative
all’opposizione ed alla rimozione di schermi o barriere
per la realizzazione dello spazio di sicurezza, come
pure la rimozione e la rimessa in sito delle difese
esistenti alla zona di intervento (come carcasse,
carter o coperchi di cassette), sono sempre da
considerarsi “lavori in tensione”.
95
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

B) le attrezzature collettive da utilizzare, ad un


controllo a vista, risultino efficienti;

…………si sottolineano……….

• compiti di “supervisione” caratteristici della funzione di


preposto

• esame a vista dell’efficienza delle attrezzature, non deve essere


inteso come un atto formale, ma come una operazione
“automatica” che viene eseguita tutte le volte che si deve iniziare
un’operazione.
96
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

C) le masse metalliche con cui l’operatore può venire


a contatto durante i lavori non siano in tensione;

Questa verifica, tipica della fase preparatoria, ha una notevole


importanza al fine di creare un’area di lavoro esente da rischi
imprevisti

97
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

D) Lo stato dei componenti su cui si opera sia tale da


evitare il pericolo di rottura e di spostamento delle
parti metalliche in tensione o delle parti isolanti;

98
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

E) Gli addetti possano operare in modo agevole;

Ovviamente, per prestare il massimo dell’attenzione al lavoro da


eseguire sulle parti in tensione, la posizione deve essere ben
salda ed entrambe le mani devono essere libere; ne deriva che
per le posizioni in elevazione (in quota) è indispensabile l’uso di
una idonea cintura di sicurezza. Qualora il preposto, fatte le
verifiche relative ai cinque punti precedenti, valuti che il lavoro
non può essere eseguito in tensione, in quanto non tutti sono
completamente osservati, non deve procedere.

99
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

F. Nel caso in cui il preposto non esegua dir.te il


lavoro, deve:

• dare agli addetti ai lavori tutte le informazioni circa il lavoro da


svolgere

• precisare le modalità di esecuzione nonché le misure di


sicurezza da adottare nel suo svolgimento

• esigere il rispetto delle istruzioni date, e delle norme di


sicurezza in particolar modo.

100
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

COMPITI DELL’ADDETTO AI LAVORI

l'addetto ai lavori, ricevuto dal preposto l'ordine di eseguire i


lavori, deve:

A) controllare a vista, prima dell'uso, l'efficienza delle


attrezzature personali in dotazione (d.p.i.); è quindi responsabile
della tenuta e dell'efficienza delle attrezzature in dotazione, di
richiederne la sostituzione in caso di deterioramento; se un
lavoro viene eseguito con attrezzi non idonei, il primo
responsabile è, pertanto, lo stesso addetto ai lavori:

………….continua…………….
101
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

COMPITI DELL’ADDETTO AI LAVORI

………….continua…………….

B) eseguire il lavoro in conformità alle presenti disposizioni;

La norma aziendale deve quindi essere conosciuta da tutti gli


operatori, a tutti i livelli.

C) attenersi alle eventuali ulteriori prescrizioni impartite dal


preposto ai lavori; in relazione al tipo e alle condizioni di lavoro il
preposto può assumere delle decisioni operative che devono
essere ovviamente adottate da chi opera.

102
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

COMPITI DELL’ADDETTO AI LAVORI

D) segnalare al preposto ai lavori, eventuali imprevisti che


dovessero sopravvenire nel corso del lavoro. È la garanzia che
ogni situazione anomala viene ricondotta a chi ha il compito di
assumere, sul posto, le decisioni del caso.

103
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

PRECAUZIONI DA ADOTTARE DURANTE LA


ESECUZIONE DI LAVORI A CONTATTO

È necessario che l’operatore:


• sia protetto da guanti isolanti, visiera di protezione ed elmetto;
La protezione di base è quindi costituita dai tre mezzi protettivi
sopracitati che devono pertanto essere assegnati come
dotazione individuale

• realizzi la condizione di doppia protezione isolante verso le


parti in tensione su cui esso lavora; (utilizzando quindi sempre e
contemporaneamente guanti isolanti e attrezzi isolati (simbolo
doppio quadrato e doppio triangolo).
104
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

105
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

• mantenga rigorosamente la distanza minima di 0,20 m di


avvicinamento tra le parti in tensione e le parti del suo corpo non
protette da isolante;

106
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

• indossi il vestiario di dotazione senza lasciare scoperte parti


del tronco e degli arti;

……….È INOLTRE NECESSARIO CHE:………

• sia realizzata la condizione di semplice protezione isolante


verso le parti in tensione ed il neutro con i quali si può venire
accidentalmente in contatto;

107
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO
DIFFERENZA FRA DOPPIA PROTEZIONE E SEMPLICE
PROTEZIONE

DOPPIA PROTEZIONE: per allentare la


vite indicata dalla freccia è necessario
realizzare la doppia protezione (guanti isolanti

più cacciavite isolato)

SEMPLICE PROTEZIONE: tra la vite e le


CASSETTA altre due fasi ed il neutro è necessaria la
semplice protezione (per impedire contatti fra
punti a potenziale diverso)

108
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

È inoltre necessario che:

• gli elementi nudi in tensione su cui si interviene siano contenuti


nella zona di intervento e siano ubicati solo in posizione frontale
rispetto alla faccia dell’operatore

“Lavorando con le parti in tensione in posizione frontale ed


utilizzando attrezzature idonee, automaticamente si rispetta
anche la distanza minima di avvicinamento (20 cm); non è il caso
di sottolineare ulteriormente che le posizioni diverse da quella
frontale presentano rischi maggiori di contatti accidentali“

109
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

È inoltre necessario che:

• l’estensione della zona di intervento in larghezza, in altezza e in


profondità sia tale da escludere la possibilità di avvicinamento
agli elementi in tensione di parti del corpo dell’operatore che non
siano le mani.
“l’estensione della zona di intervento è inversamente
proporzionale al grado di sicurezza; se si opera con una zona di
intervento di limitate dimensioni (piccole cassette di derivazioni
con setti in materiale isolante ecc….) il rischio di contatto
accidentale è quasi nullo; con zone di intervento ampie i rischi
aumentano e devono quindi essere adeguatamente controllati “
110
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

Esempio: intervento su una sbarratura nuda

esaminando la figura appaiono evidenti i rischi di contatto, il


lavoro deve pertanto essere organizzato a fasi e, per ognuna di
esse, è necessario isolare preventivamente le sbarre sulle quali
non si opera con attrezzatura specifica e a norma 111
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

• Le parti a potenziale diverso (fasi, neutro, masse metalliche),


nella zona di intervento, siano separate da schermi isolanti (setti
già previsti in cassetta o realizzati ad hoc e con appositi
materiali); l’assenza di tali schermi può essere tollerata solo nei
casi in cui le dimensioni degli elementi metallici nudi maneggiati
(attrezzi, conduttori, ecc..) siano sensibilmente inferiori alle
distanze minime esistenti tra parti a potenziale diverso;

112
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO

La figura esemplifica chiaramente come la distanza possa


sopperire ai setti isolanti “ d > l “
113
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO
• Eventuali elementi nudi in tensione al di fuori della zona di
intervento, all’interno dello spazio di sicurezza, siano protetti
mediante adatti schermi isolanti (setti, teli e canaline isolanti).

114
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO
INTERVENTI NEI QUADRI ELETTRICI

A volte si interviene all’interno di quadri con parti in tensione


accessibili per eseguire interventi semplici, come il ripristino di
un relè termico, o la regolazione di un dispositivo.

Il rischio dipende dalla posizione relativa del dispositivo da


azionare rispetto alle parti attive, perché la probabilità di entrare
accidentalmente in contatto con le parti in tensione diminuisce
con la loro distanza.

115
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO
INTERVENTI NEI QUADRI ELETTRICI

In sede internazionale sono allo studio le distanze minime


intorno al dispositivo da azionare, all’interno delle quali non
devono essere installate parti attive accessibili, per permettere
un intervento convenzionalmente sicuro dell’operatore, al quale
è comunque richiesta una buona dose di equilibrismo.

116
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO
INTERVENTI NEI QUADRI ELETTRICI

117
ESECUZIONE DEI LAVORI IN TENSIONE A CONTATTO
Qualifica delle persone in relazione al lavoro che può eseguire

118
DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER GLI IMPIANTI CON
TENSIONE NOMINALE SUPERIORE A 1000 V

TENSIONE SUPERIORE A 1000 VOLT

Il tipo di disposizione nell’ambiente, le dimensioni e le distanze


in gioco in questi impianti rendono spesso impossibile
l’installazione di barriere, soprattutto alle tensioni più elevate.

La scelta di adottare la distanza sicura è quasi sempre obbligata

119
DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER GLI IMPIANTI CON
TENSIONE NOMINALE SUPERIORE A 1000 V

L’adozione di tale misura (DISTANZA) è agevolata, soprattutto


per le tensioni più elevate, dalle dimensioni degli impianti che
prevedono di per sé distanze elevate necessarie a garantire
l’isolamento funzionale.

In casi in cui fosse possibile, soprattutto quando dovesse


rimanere in opera per periodi ragguardevoli, l’installazione di
una barriera rappresenta la soluzione più conveniente.

120
DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER GLI IMPIANTI CON
TENSIONE NOMINALE SUPERIORE A 1000 V

POSSIBILE INTERFERENZA CON MACCHINE OPERATRICI

RISCHIO ELEVATO

Studio attento del lavoro con Adozione, se Istruzioni dettagliate al


individuazione chiara dei possibile, di blocchi manovratore circa i
movimenti ammessi e di quelli meccanici o elettrici movimenti ammessi e
vietati. Devono essere presi in che impediscano i quelli vietati con
considerazione tutti i fattori di movimenti vietati o, l’illustrazione delle zone
rischio come oscillazione di in subordine, da non invadere per alcun
conduttori, smottamenti del segnalino, con il motivo
terreno, extracorse per inerzia, dovuto margine
ecc. e prevedere margini di d’anticipo, l’inizio
sicurezza della loro
effettuazione. 121
DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER GLI IMPIANTI CON
TENSIONE NOMINALE SUPERIORE A 1000 V

POSSIBILE INTERFERENZA CON MACCHINE OPERATRICI

Se, nonostante misure precedenti rischio elevato

Persona, incaricata dal Datore di lavoro esercente l'impianto


elettrico, dedicata esclusivamente alla sorveglianza dei
movimenti per la durata del funzionamento della macchina

La persona incaricata: conscia dell’importanza del suo ruolo,


ben preparata all’incarico, formata e istruita specificamente,
dotata dei mezzi di segnalazione più opportuni in grado di
ordinare l’arresto dei movimenti per prevenire l’invasione di zone
122
vietate
LAVORI NON ELETTRICI
Sono quelli che non coinvolgono impianti elettrici oppure li coinvolgono
esclusivamente quando questi sono in sicurezza.

L’esecuzione di lavori non elettrici su impianti fuori tensione o in


prossimità deve seguire le disposizioni della presente Norma.

In particolare non è ammesso mantenere in tensione l’impianto qualora


non fosse assicurato totalmente il rispetto della zona di lavoro sotto
tensione.

Per il fatto che spesso tali lavori sono realizzati e coordinati da persone
comuni, chi organizza (Responsabile dell'impianto) e chi gestisce il
lavoro devono esercitare una valida supervisione e/o sorveglianza
adoperandosi con particolare zelo nel porre in atto comportamenti
prudenziali e sensibilizzando e responsabilizzando gli esecutori circa i
pericoli elettrici esistenti
123
LAVORI NON ELETTRICI FUORI TENSIONE
Lavori di natura non elettrica su o in prossimità di impianti messi in
sicurezza (cioè fuori tensione secondo le prescrizioni della presente Norma)

il PL (preposto ai lavori) può essere PEC (persona comune)

RI eserciterà la supervisione accertandosi dell’effettiva assenza di rischi


elettrici, disponendo egli stesso l’installazione delle terre di lavoro. Dovrà
anche ammonire il PL circa la non rimozione delle terre.

L’ubicazione delle terre di lavoro e la disposizione di non rimuoverle devono


essere riportate sul documento di consegna impianto che, in questo caso, è
successivo alla installazione delle terre e per il resto segue la procedura
prevista. Al termine del lavoro il PL restituisce l’impianto e solo dopo il RI
può disporre la rimozione delle terre di lavoro 124
LAVORI IN PROSSIMITÀ DI IMPIANTI IN TENSIONE

Quando ad operare è una PEC, e quando le attività di supervisione non


fossero sufficienti, oltre alle indicazioni riportate nella presente Norma, può
essere necessario adottare un’ulteriore misura di prevenzione: LA
SORVEGLIANZA

La sorveglianza consiste nell’adibire una Persona esperta o avvertita al


controllo delle attività eseguite da una Persona comune, con la possibilità di
intervenire su di essa per evitare comportamenti pericolosi o di prescrivere
il modo corretto e sicuro di operare.

La sorveglianza deve essere adottata nei confronti di PEC quando è


possibile un comportamento inconsapevolmente pericoloso non prevenibile
con altre misure. La sorveglianza previene esclusivamente azioni volontarie
125
che la PEC non è in grado di valutare .
LAVORI IN PROSSIMITÀ DI IMPIANTI IN TENSIONE

La situazione più diffusa che richiede sorveglianza si presenta quando una


PEC deve rispettare la distanza sicura senza che sia possibile l’adozione di
strumenti efficaci per segnalare in modo evidente e continuativo tale limite

TIPICO DEGLI IMPIANTI A TENSIONE ELEVATA

126
LAVORI IN PROSSIMITÀ DI IMPIANTI IN TENSIONE
QUANDO NON È RICHIESTA LA SORVEGLIANZA

Quando gli impianti sono costruiti rispettando le distanze di vincolo previste


dalla Norma (CEI 11-1) che, per definizione, sono protetti contro i contatti
diretti in caso di semplice presenza di persone.

Quando i pericoli possono derivare solo da comportamenti che esulano dal


contesto lavorativo, purché la PEC sia stata informata ed ammonita in tal
senso, senza che ciò configuri la necessità di riconoscerla PAV

NB: L’adozione della sorveglianza non deve diminuire l’importanza di


considerare prudenzialmente l’adozione della maggiorazione ergonomica. In
particolare per gli impianti in bassa tensione, dove la distanza di prossimità
è sensibilmente contenuta, la distanza sicura deve avere valori
prudenzialmente maggiori in considerazione della ridotta competenza (dal
punto di vista elettrico) di chi opera. 127
SCHEMA
RIASSUNTIVO

(1) le misure di sicurezza da


adottare sono le stesse sia che
l’operatore acceda alla zona di
guardia oppure alla zona prossima

(2) l’installazione delle barriere con


le parti attive in tensione
costituisce un lavoro elettrico:
-sotto tensione a contatto se
l’operatore accede alla zona di
guardia
- in prossimità mediante distanza
con sorveglianza, se l’operatore
non entra nella zona di guardia
128
ATTREZZATURE PER LAVORI IN BASSA TENSIONE

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ED ATTREZZI

Il decreto legislativo 81/2008 e s.m.i, impone al datore di lavoro, in relazione


alla natura dell’attività dell’azienda o della unità produttiva, nella scelta
delle attrezzature di lavoro e nella sistemazione dei luoghi di lavoro, di
valutare i rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori anche nei
riguardi di gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari.

Il datore di lavoro, fra i vari altri compiti, quindi, ha anche quello di fornire
gli attrezzi necessari per lavorare in sicurezza e i dispositivi di protezione
individuale che i lavoratori devono usare per ripararsi dai rischi residui.

129
ATTREZZATURE E DPI PER LAVORI IN BASSA TENSIONE

Gli attrezzi ed i dispositivi di protezione individuale devono soddisfare, oltre


che la legislazione vigente, anche le prescrizioni delle corrispondenti
Norme Europee, nazionali o internazionali quando esistenti.

Essi, inoltre, devono essere usati in conformità alle istruzioni e/o alle
direttive fornite dal fabbricante o dal fornitore

Le istruzioni e/o indicazioni devono essere fornite nella lingua del paese in
cui vengono usate

Ogni attrezzo e dispositivo di protezione previsto per l’esercizio sicuro di


impianti elettrici e per i lavori elettrici, e quindi anche per le operazioni di
manutenzione, deve essere idoneo al lavoro da fare, deve essere custodito
appropriatamente e mantenuto in condizioni da conservare le sue
caratteristiche. 130
DPI PER LAVORI IN BASSA TENSIONE
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI) PIÙ SIGNIFICATIVI

131
DPI PER LAVORI IN BASSA TENSIONE

I DPI per lavori elettrici in bassa tensione devono essere:

• idonei all’ambiente;

• di semplice uso;

• facilmente indossabili;

• compatibili con gli altri DPI;

• rispondere alle disposizioni riportate nel D. L.vo 475/92 che definisce le


modalità di uso e conservazione degli stessi (Articolo 43 del D. L.vo 626/94).

132
DPI PER LAVORI IN BASSA TENSIONE

133
UTENSILI PER LAVORI IN BASSA TENSIONE
Gli utensili utilizzati per i lavori elettrici devono rispondere alle rispettive
norme di buona tecnica e devono essere conservati nel rispetto delle
disposizioni del costruttore.

Si ricorda che gli attrezzi isolati possono essere utilizzati come prima barriera di
protezione contro i contatti diretti. 134
UTENSILI PER LAVORI IN BASSA TENSIONE

135
UTENSILI E DPI PER LAVORI IN BASSA TENSIONE

136
UTENSILI E DPI PER LAVORI IN BASSA TENSIONE

137
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

138
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

139
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

140
ALLEGATI: esempio piano di lavoro (CEI 11-27)

141
ALLEGATI: consegna e restituzione impianto (CEI 11-27)

142
ALLEGATI: piano di intervento (CEI 11-27)

143
ALLEGATI: piano di intervento (CEI 11-27)

144
ALLEGATI: esempio di scheda per interventi ripetitivi che può sostituire
il Piano di intervento (il preposto deve compilare solo i campi evidenziati in
grigio)

145
146