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GLI EBOOK DI TEKNORING


IL NETWORK DELLE PROFESSIONI TECNICHE

Dossier tecnici

PIATTAFORME

DI LAVORO ELEVABILI

a cura di

Roberto Cianotti

PROPRIETA LETTERARIA RISERVATA

2015 Wolters Kluwer Italia S.r.l. Strada 1, Palazzo F6 20090 Milanofiori Assago (MI)

_____________________________________________________________________________________
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L'elaborazione dei testi curata con scrupolosa attenzione, leditore declina tuttavia ogni responsabilit
per eventuali errori o inesattezze.

Sommario
1. Definizionepag.4
2. Questioni interpretative 4
2.1 Uso e manutenzione .. 4
2.2 Requisiti tecnici 4
2.3 Lavori in prossimit di parti attive. 5
2.4 Precauzioni 5
2.5 Posto di manovra 6
2.6 Motori 6
2.7 Freni 7
2.8 Stabilit. 8
2.9 Controllo pendenza carro mobile 9
2.10 Funi o catene. 9
2.11 Fine corsa. 9
2.12 Organi di comando.. 10
2.13 Portata. 10
2.14 Dispositivo di controllo delle sollecitazioni 10
2.15 Piattaforme di lavoro elevabili a pantografo con piattaforma munita
di parte a sbalzo sfilabile con portata diversificata rispetto alla portata nominale 11
2.16 Piattaforme di lavoro elevabili dotate di dispositivo manuale di
livellamento piattaforma di lavoro 11
3. Adempimenti amministrativi. 11
3.1 Conformit CE 13
3.2 Verifiche periodiche . 14
3.3 Raccoglifrutta.. 16
3.4 Loader aeroportuali 16

16

4. Sanzioni.
4.1 Sanzioni a carico del datore di lavoro, del dirigente, del noleggiatore
e del concedente in uso
4.2 Sanzioni per i progettisti, i fabbricanti, i fornitori e gli installatori
4.3 Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente
4.5 Sanzioni amministrative

16
17
17
18

5. Illustrazione grafica

18

Appendice
Fonti normative
Approfondimenti
Le verifiche periodiche di apparecchi sollevamento persone
Formulario
Piattaforma di lavoro autosollevante su colonna - scheda tecnica
Ponteggio sospeso motorizzato - Scheda tecnica
Ponte mobile sollevabile - Scheda tecnica
Scale aeree ad inclinazione variabile - Scheda tecnica
Ponte mobile su carro - Modello denuncia di servizio-immatricolazione
Ponte mobile sviluppabile su carro - Modello di richiesta di prima verifica periodica
Ponti sospesi e relativi argani - modello di denuncia di messa in servizio- immatricolazione
Ponti sospesi e relativi argani - modello richiesta di prima verifica periodica
Modello di richiesta verifica periodica successiva alla prima

1. Definizione
Vengono definite "piattaforme di lavoro elevabili" le piattaforme atte a ricevere persone ed attrezzature
per un lavoro specifico, installato su proprio carro di base, aventi possibilit di essere variate in quota
rispetto a quella di riposo per l'intervento di apparecchiature di manovra comunque azionate e senza
necessit di ancoraggi a struttura esterna.
Tale attuale denominazione (MWEP) trova riferimento nella norma EN 280 per quelle piattaforme mobili
elevabili da cui viene eseguito un lavoro.
Allestimenti speciali (piattaforme con parapetto retrattile o piattaforme isolate per lavori in prossimit
di linee elettriche) trovano riferimenti nelle norme ISO 16653, parte 1 e 2.
2. Questioni interpretative
2.1 Uso e manutenzione
I mezzi di sollevamento e trasporto devono essere utilizzati in modo rispondente alle loro caratteristiche
secondo la classe indicata dal costruttore.
Gli apparecchi devono essere mantenuti in buono stato di conservazione e di efficienza e quindi
sottoposti a periodica manutenzione secondo le indicazioni del manuale tecnico della casa costruttrice
(art. 71, comma 4, D.Lgs. n. 81/2008). (Vedi le Schede tecniche nella sezione degli allegati)
Inoltre il datore di lavoro deve effettuare controlli sullapparecchio secondo le indicazioni del
costruttore ovvero in conformit alla normativa tecnica vigente (vedi ISO 9927) (art. 71, comma 8, D.Lgs.
n. 81/2008).
Con circolare del Ministero del Lavoro n. 18 del 23 maggio 2013 stato chiarito che il regime delle
verifiche periodiche di cui allart. 71, comma 11 non trova applicazione per le attivit estrattive a cielo
aperto ed in sotterraneo, per le quali continua a valere il D.Lgs. n. 624/1996.
Per gli apparecchi mobili, trasferibili e PLE il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con D.M. 11
aprile 2011 ha definito lindagine supplementare come Attivit finalizzata ad individuare eventuali vizi,
difetti o anomalie, prodottisi nell'utilizzo dell'attrezzatura di lavoro messe in esercizio da oltre 20 anni.
nonch a stabilire la vita residua in cui la macchina potr ancora operare in condizioni di sicurezza con le
eventuali relative nuove portate nominali. Inoltre stabilito al punto 3.2.3 del punto 2 del D.M. 11 aprile
2011, che il datore di lavoro deve esibirne le risultanze nel corso della verifica periodica.
Sempre con la circolare del Ministero del lavoro n. 18/2013 sono indicati i contenuti minimi di tale
indagine supplementare.

2.2 Requisiti tecnici


Le PLE immesse sul mercato in vigenza della direttiva macchine devono rispondere ai requisiti di
sicurezza di cui allAllegato I del D.P.R. n. 459/1996 in conformit alla norma EN 280.
In conformit al punto 4 dellAllegato V del D.Lgs. n. 81/2008 i ponti su ruote devono avere base ampia
in modo da resistere, con largo margine di sicurezza, ai carichi ed alle oscillazioni cui possono essere
sottoposti durante gli spostamenti o per colpi di vento e in modo che non possano essere ribaltati.
Il piano di scorrimento delle ruote deve risultare livellato; il carico del ponte sul terreno deve essere
opportunamente ripartito. Le ruote del ponte in opera devono essere frenate e/o saldamente bloccate
(es. con cunei dalle due parti).
La verticalit dei ponti su ruote deve essere controllata con livello o con pendolino.
4

I ponti sviluppabili devono essere usati esclusivamente per l'altezza per cui sono costruiti, senza
aggiunte di sovrastrutture.
I ponti, esclusi quelli usati nei lavori per le linee elettriche di contatto, non devono essere spostati
quando su di essi si trovano lavoratori o sovraccarichi.

2.3 Lavori in prossimit di parti attive


In base allart. 83 del D.Lgs. n. 81/2008 non possono essere eseguiti lavori in prossimit di linee
elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, oche per circostanze particolari si debbano
ritenere non sufficientemente protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1
dell'allegato IX, salvo che vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere
i lavoratori dai conseguenti rischi.
Distanze di sicurezza da parti attive di linee elettriche e di impianti elettrici non protette o non
sufficientemente protette.
Un (kV)

Distanza minima consentita (M)

<1

10

3,5

15

3,5

132

220

380

Quanto sopra tenuto conto anche delle norme CEI EN 50110-1:2005, Esercizio degli impianti elettrici,
CEI 11-27:2005, Lavori su impianti elettrici, CEI 11-4:1998 + CEI 11-4;Ec (1999).
In riferimento allart. 117 del D.Lgs. n. 81/2008 quando occorre effettuare lavori in prossimit di linee
elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanze particolari si debbano
ritenere non sufficientemente protette, ferme restando le norme di buona tecnica, si deve rispettare
almeno una delle seguenti precauzioni:
a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori;
b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano l'avvicinamento alle parti attive;
c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni
altra attrezzatura a distanza di sicurezza.
La distanza di sicurezza deve essere tale che non possano avvenire contatti diretti o scariche pericolose
per le persone tenendo conto del tipo di lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni presenti.

2.4 Precauzioni
Riguardo ad incidenti verificatesi per cedimenti nel sistema meccanico ad aste per il livellamento del
cestello, considerato che anche una manutenzione straordinaria con sostituzione di vite di registro, non
5

pu eliminare il rischio di rottura di tale elemento che sembrerebbe cedere per cricche di fatica indotte
nella barra filettata dalle vibrazioni in fase di trasporto, si invita a prendere provvedimenti di carattere
strutturale eliminando la collaborazione delle viti di registro alla livellazione del cestello (nota ISPESL n.
9752 del 5 agosto 1998). Tale provvedimento risulta indispensabile per i ponti in cui il livellamento del
cestello assicurato da un solo tirante.

2.5 Posto di manovra


Ogni piattaforma deve essere protetta da tutti i lati verso il vuoto con parapetto normale con fascia
fermapiede.
I cestelli dei ponti sviluppabili con operatore a bordo devono rispondere a specifici requisiti; necessario
pertanto che:
a) il cestello risulti chiuso su tutti i lati con parapetti normali fissi e fascia ferma piede di cm 15. Il
passaggio per l'accesso deve essere munito di chiusura non apribile verso il basso n verso l'esterno;
b) il cestello sia vincolato rigidamente alla struttura portante (braccio di sollevamento) a mezzo di
elementi di adeguata resistenza e sia munito di sistema di autolivellamento; ammesso il livellamento a
gravit, purch integrato da dispositivo per lo smorzamento delle oscillazioni e purch il sistema di
sospensione garantisca lo stato di equilibrio stabile;
c) il cestello sia munito di un efficace sistema di bloccaggio in posizione di lavoro e di un idoneo attacco
per la cintura di sicurezza;
d) l'operatore sulla piattaforma possa avere a sua disposizione, mediante commutatore installato sul
carro, tutti i comandi di manovra normali.
I ponti sviluppabili su carro per ispezione viadotti e sottoponti devono possedere le seguenti
caratteristiche aggiuntive per il posto di manovra:
- deve esistere un collegamento interfonico tra l'operatore sulla piattaforma di lavoro ed il manovratore
in cabina;
- il manovratore del carro deve avere a disposizione un dispositivo di consenso ad un uomo presente per
la traslazione dell'apparecchio ed un pulsante per l'arresto di emergenza;
- il manovratore dal carro pu effettuare solo movimenti di sterzatura;
- deve essere sempre garantita la visibilit completa della zona interessata alla traslazione dai posti di
comando piattaforma e di sterzatura cabina carro.

2.6 Motori
Le parti accessibili dell'apparecchio che, in dipendenza del moto relativo, risultano pericolose devono
essere protette (es. cestello sollevabile tra guide fisse); ugualmente protette mediante carter devono
risultare eventuali ruote dentate, cinghie di trasmissione, pulegge, ecc., se sono a portata di mano
dell'operatore.
Per azionamento a mezzo funi o catene gli organi di trasmissione del moto devono soddisfare almeno
una delle seguenti condizioni:
1) essere calcolati per la coppia max del motore;
2) essere calcolati per la coppia trasmissibile dal motore al riduttore, attraverso un limitatore di coppia;
6

3) sia prevista l'applicazione sul tamburo di un freno a frizione atto a limitare la velocit di discesa ad un
valore prefissato, in caso di rottura di un elemento del meccanismo di trasmissione;
4) sia prevista l'applicazione di un dispositivo paracadute che intervenga entro il 40% di incremento della
velocit di esercizio.
L'azionamento oleodinamico consentito purch: su tutti gli attuatori oleodinamici siano previsti
dispositivi che garantiscano il fermo della piattaforma nella posizione di impiego, l'arresto in caso di
mancanza di f.m., l'arresto in caso di rottura delle tubazioni flessibili, la protezione contro le
sovrapressioni, uguali spostamenti degli steli quando l'azionamento ottenuto con pi attuatori in
parallelo e la discesa controllata della piattaforma.
La posizione di arresto dei vari movimenti non deve essere realizzata dal distributore ma da apposita
valvola.
In ogni caso i comandi devono essere tali da consentire la gradualit dei movimenti.
L'azionamento a cremagliera per il sollevamento ammesso, purch:
- le cremagliere ed i pignoni siano di acciaio ed il coefficiente di sicurezza dichiarato rispetto alla rottura
sia almeno 6, assumendo che l'intero carico sia sopportato da un solo dente;
- su ogni cremagliera vi siano due gruppi motoriduttore-pignone ciascuno dei quali sia in grado di
sollevare la piattaforma a pieno carico oppure un solo motoriduttore-pignone con un secondo pignone
di sicurezza di caratteristiche non inferiori al primo e che agisca nel caso di rottura del pignone motore.
L'azionamento a vite consentito purch:
- la vite e la madrevite siano di acciaio ed abbiano un coefficiente di sicurezza dichiarato rispetto alla
rottura almeno pari a 6;
- la trasmissione abbia una madrevite di carico ed un'altra di sicurezza, scarica, che agisca solo dopo la
rottura della prima.
I ponti sviluppabili devono essere dotati di dispositivi di recupero del personale a bordo della
piattaforma in caso di mancanza di alimentazione dei motori di sollevamento.

2.7 Freni
Le ruote del ponte in opera devono essere frenate e saldamente bloccate con cunei dalle due parti ove il
carro non sia stabilizzato.
L'argano di sollevamento della piattaforma dovr essere corredato di freno automatico se motorizzato o
di arpionismi e freno a frizioni se il sollevamento manuale (trabattelli) (fascicolo 2, istruzioni ENPI).
L'apparecchio dovr poi essere corredato di dispositivi per il blocco meccanico della piattaforma in
posizione di lavoro (fascicolo 2, istruzioni ENPI).
Taluni ponti sviluppabili, ove sia espressamente previsto sul libretto di immatricolazione, sono abilitati a
lavorare in pendenza sino a un massimo dell'8% (5 di inclinazione); si ricorda che in questi casi
necessario che esista e sia inserito un dispositivo di frenatura della eventuale struttura girevole.
Negli impianti idraulici la posizione di arresto dei vari movimenti non deve essere realizzata dal
distributore ma da apposita valvola. Nei ponti di tipo spaziale il dispositivo di blocco della piattaforma in
posizione di lavoro realizzato mediante valvole di blocco pilotate al piede dei cilindri; per quelli
sviluppabili in verticale si tollera la sola valvola limitatrice di flusso in difesa che consenta una velocit
controllata.
7

2.8 Stabilit
I ponti su ruote devono avere base ampia in modo da resistere ai carichi ed alle oscillazioni cui possono
essere sottoposti.
Il carico del ponte sul terreno deve essere opportunamente ripartito.
La verticalit dei ponti su ruote deve essere controllata con livella o pendolino.
Per ottemperare a quanto sopra nell'operare con i ponti sviluppabili su carro occorre prima piazzare gli
stabilizzatori (meccanici o idraulici) realizzando il massimo poligono di appoggio previsto e controllando
l'orizzontalit del carro mediante l'apposito dispositivo; se il carro privo di dispositivi di stabilizzazione,
in assenza di orizzontalit del carro per dislivello del terreno, non si potr operare col ponte.
I carri devono essere corredati di valvole e interruttori di sequenza che impediscano la manovra del
cestello se il carro non stabilizzato ed impediscano il rientro degli stabilizzatori se il braccio non in
posizione di riposo. Questo dispositivo non necessario per gli stabilizzatori a posizionamento manuale
applicati a piattaforme a sviluppo verticale all'interno del perimetro di appoggio.
Nel caso in cui le reazioni di tre stabilizzatori rigidi non allineati risultino sempre positive, consentita la
collaborazione dei pneumatici alla stabilit, senza blocco delle relative sospensioni, purch, durante i
movimenti orizzontali della piattaforma, non si determinino brusche variazioni di quota.
All'atto della stabilizzazione del carro, onde garantire l'orizzontalit del carro durante l'esercizio
necessario considerare la resistenza del terreno di appoggio. Nel caso in cui la pressione trasmessa dagli
appoggi del carro sia superiore alla resistenza del terreno dovranno interporsi piastre di ripartizione
adeguate.
I ponti sviluppabili montati su carro munito di sospensioni elastiche non operanti su stabilizzatori o
destinati ad operare, in relazione ai diagrammi di lavoro stabiliti dal costruttore, su appoggi misti
(sospensioni elastiche e stabilizzatori) devono essere dotati di dispositivi di scarico delle sospensioni,
oppure di bloccaggio delle stesse atti ad impedire:
a) l'elevazione della piattaforma prima dello scarico o del bloccaggio delle sospensioni;
b) lo sblocco del medesimo dispositivo mentre la piattaforma sollevata.
In questo caso deve essere indicato il tipo di sospensione e il relativo dispositivo di scarico o di
bloccaggio.
I ponti sviluppabili azionati a motore e previsti per operare solo su stabilizzatori a posizionamento
motorizzato previo ampliamento della base di appoggio devono essere dotati di dispositivo che
impedisca:
a) l'elevazione della piattaforma prima del posizionamento degli stabilizzatori e/o dell'ampliamento
della base di appoggio;
b) il rientro degli stessi e/o la riduzione della base di appoggio mentre la piattaforma sollevata.
Per gli stabilizzatori a posizionamento manuale il dispositivo di cui sopra non necessario, tuttavia
apposite istruzioni devono ricordare l'obbligo del posizionamento degli stessi prima della elevazione
della piattaforma o dell'ampliamento della base di appoggio.
Gli stabilizzatori in posizione di lavoro devono mantenere comunque la posizione di fermo. In particolare
per quelli ad abbassamento oleodinamico devono essere installate valvole di blocco pilotate.

2.9 Controllo pendenza carro mobile


Molti costruttori, con lapprovazione degli organismi notificati, applicano, sulle piattaforme di lavoro
elevabili semoventi di tipo 3, solo il dispositivo consistente in un inclinometro che attiva un
avvertimento sonoro udibile dalla piattaforma quando il carro di base raggiunge la pendenza massima
prevista dal costruttore durante lo spostamento. Del resto tale pendenza limite, trattandosi di PLE di
tipo 3, pu essere raggiunta con la struttura estensibile in qualsiasi posizione prevista e quindi anche
con la piattaforma gi alla quota corrispondente alla massima estensione. Ci sono invece altri costruttori
che fanno limitare automaticamente la traslazione o addirittura la interdicono con la struttura
estensibile oltre una certa quota.
E evidente che per progetto la PLE deve essere comunque stabile, qualunque sia la posizione della
piattaforma nello spazio, al raggiungimento della pendenza limite segnalata dallavvertitore acustico
nella norma UNI EN 280 ed in tali condizioni devono essere state condotte le prove di stabilit previste
dalla stessa norma (lettera circ. ISPESL lett prot. A00-09/0001920 del 13 giugno 2005 e10 ottobre 2007,
n. A00-09/0003905/07).
Si ricorda che su tale problematica il Ministero del Lavoro aveva emanato la circolare n. 29/2005 con la
quale si richiamava lattenzione dei datori di lavoro, ove utilizzino macchine dotate di solo avvertitore
acustico, in attesa dei successivi sviluppi che potranno derivare dalla revisione in corso della norma,
sulla necessit di provvedere affinch le attivit operative comportanti la traslazione con operatore a
bordo della piattaforma sviluppata siano, di volta in volta, valutate e programmate in modo che le
effettive condizioni ambientali e le modalit e procedure operative previste risultino compatibili con le
indicazioni e limitazioni di uso fornite dal costruttore - e riportate nel manuale distruzione della
macchina - in modo che possano ritenersi esclusi i rischi di instabilit.

2.10 Funi o catene


L'azionamento a mezzo di funi o catene ammesso, purch:
- le funi o le catene siano almeno due indipendenti e, quando necessario, dotate di dispositivo di
ripartizione del carico;
- le funi siano di acciaio ed abbiano un diametro non inferiore a 6 mm; siano composte da almeno 114
fili, con carico di rottura unitario compreso fra 1570 N/mmq e 1960 N/mmq;
- il coefficiente di sicurezza statico delle funi sia almeno 10 ed il rapporto tra diametro primitivo tamburo
e diametro fune e tra diametro primitivo pulegge e diametro fune sia almeno di 12 per gli argani azionati
a mano e almeno di 20 per quelli azionati a motore; nel caso di avvolgimento a pi strati della fune sul
tamburo il coefficiente di sicurezza della fune sia maggiorato del 10%;
- il coefficiente di sicurezza statico delle catene sia almeno 8.
I calcoli relativi a funi e catene dovranno essere riferiti alla sollecitazione effettiva loro applicata.
I sistemi di attacco (capi fissi) devono essere realizzati a regola d'arte come per gli apparecchi di
sollevamento.

2.11 Fine corsa


Alle estremit della corsa dei movimenti motorizzati del ponte devono esistere dispositivi automatici di
fine corsa agenti sull'apparato motore; nei circuiti idraulici anche le valvole di sovrapressione
sull'attuatore assolvono a tale scopo.
Per i ponti sviluppabili su carro per ispezione viadotti e sottoponti deve essere installato un dispositivo
per l'arresto immediato del mezzo e della piattaforma quando questa venga in contatto con un ostacolo.
9

2.12 Organi di comando


Gli organi di comando devono essere protetti contro l'azionamento accidentale e portare la chiara
indicazione delle manovre cui sono asserviti.
La manovra contemporanea da posti diversi non consentita.
Nei ponti mobili, sviluppabili con operatore a bordo, l'operatore sulla piattaforma deve avere a sua
disposizione, mediante commutatore installato sul carro, tutti i comandi di manovra normale (Il
comando degli stabilizzatori pu avvenire dalla piattaforma solo se dalla stessa pu essere comandata la
traslazione).
Nel caso in cui le piattaforme abbiano incorporato il gruppo di sollevamento, in alternativa alla
duplicazione dei comandi a terra tramite commutatore su carro, le stesse possono essere utilizzate solo
in presenza di almeno due operatori a bordo della piattaforma.
Per i ponti sviluppabili su carro per ispezione viadotti e sottoponti, il comando del movimento di
traslazione, con operatore a bordo del mezzo durante la fase di lavoro, deve avvenire dalla piattaforma
di lavoro e deve escludere automaticamente tutti gli altri movimenti.

2.13 Portata
La portata dichiarata per l'apparecchio deve esprimere il carico ammesso comprensivo del numero delle
persone previste, per le quali deve essere comunque garantita la superficie minima prevista.
La portata della piattaforma quella complessiva della massa delle persone e delle attrezzature (non
inferiore a 20 kg per persona).
Sono ammesse portate variabili e/o diagrammi di lavoro differenziati stabiliti dal costruttore, in
relazione a specifici assetti dell'apparecchio e/o della piattaforma, purch:
- sia provata la stabilit dell'apparecchio nelle diverse condizioni di esercizio pi gravoso;
- siano installati dispositivi automatici di sicurezza che non permettano l'utilizzo dell'apparecchio al di
fuori del diagramma di lavoro prescelto. Il diagramma, nelle diverse configurazioni, deve essere allegato
al certificato e ne far parte integrante.

2.14 Dispositivo di controllo delle sollecitazioni


La soluzione indicata nella tabella 3 (terza colonna) della EN 280 che prevede rispettivamente un
dispositivo di controllo del momento ed una limitazione delle dimensioni della piattaforma di lavoro
abbinata a criteri di sovraccarico rinforzati secondo il punto 5.4.1.6, determina di fatto la possibilit (in
particolare per le PLE per due persone) di raggiungere sbracci maggiori di quelli che lintervento del
limitatore di momento consente di raggiungere con la portata nominale in caso di utilizzo della
piattaforma con carichi inferiori, determinando di fatto unarea di lavoro variabile ovvero pi diagrammi
in funzione del carico in piattaforma.
Per le PLE con area di lavoro variabile con selezione manuale con pi di un carico nominale si prevede
sempre la presenza del dispositivo di controllo del carico abbinato ad un dispositivo di controllo del
momento o della posizione.
Pertanto il rispetto del suddetto punto della EN 280 deve essere sempre richiesto per tutte quelle PLE
per le quali il fabbricante abbia previsto sistemi di sicurezza, attivabili mediante selezione manuale, la
cui taratura sia funzione di aree di lavoro diverse o di carichi diversi.

10

E per esempio il caso delle PLE con piattaforma di lavoro di dimensioni ridotte per 2 persone e dotate di
dispositivo di controllo della posizione con portate diverse a seconda dello sbraccio tramite apposita
selezione (200 kg e 120 kg); in questo caso necessario che per ciascuna configurazione selezionata sia
adottata una delle combinazioni di soluzioni previste dalla tabella 3 della EN 280 per la riduzione del
rischio di ribaltamento e di sovraccarico (ad. esempio secondo quanto indicato nelle colonne 1 e 4 della
tab. 3: per la configurazione 120 kg: controllo della posizione + dispositivo di controllo del carico; per la
configurazione 200 kg controllo della posizione + criteri di stabilit e di sovraccarico rinforzati).
Qualora invece la PLE sia dotata di dispositivo di controllo continuo del momento che limita lo sbraccio
in relazione al carico sulla piattaforma determinando di fatto unarea di lavoro compresa tra la curva di
intervento del dispositivo di controllo del momento con il carico massimo e la curva di intervento dello
stesso dispositivo con il carico minimo, consentito, per le piattaforme di dimensioni ridotte per una o
due persone, avvalersi dei criteri di sovraccarico rinforzati in conformit al punto 5.4.1.6 della norma,
secondo quanto indicato nella colonna 3 della tab. 3. In questo caso il fabbricante, al fine di fornire
allutilizzatore tutte le informazioni necessarie sulle effettive prestazioni della macchina, dovr indicare
in maniera esplicita nelle istruzioni per luso lintera area percorribile dalla piattaforma di lavoro sotto il
controllo del limitatore evidenziando al suo interno le curve limite rappresentative delle varie portate in
funzione del numero delle persone (pi gli accessori) compresa la curva limite che la piattaforma pu
percorrere con il carico minimo: tale carico minimo non pu comunque essere inferiore a 80 kg (vedi
Tabella 2 del prEN 280: ottobre 2006 di revisione della EN 280).
Resta comunque lobbligo da parte del fabbricante di fornire le opportune istruzioni sul manuale duso
che consentano allutilizzatore di verificare periodicamente la corretta taratura dei dispositivi di
sicurezza installati. (lettera circ ISPESL 1/010/07-A00-09/0003905/07).

2.15 Piattaforme di lavoro elevabili a pantografo con piattaforma munita di parte a sbalzo sfilabile con
portata diversificata rispetto alla portata nominale
Per le macchine attualmente sul mercato e messe in servizio prive di uno specifico dispositivo di
controllo del carico, necessario che sia comunque garantita la stabilit della piattaforma e la resistenza
del balconcino estraibile con il carico massimo che pu gravare sulla parte estensibile, equivalente al
carico determinato dal numero massimo di persone che, in relazione alle dimensioni dellestensione, ci
possono stazionare secondo la distribuzione dei carichi prevista al punto 5.2.3.1 della EN 280 (ISPESL
lettera circolare 10 ottobre 2007, n. A00-09/0003905/07).
2.16 Piattaforme di lavoro elevabili dotate di dispositivo manuale di livellamento piattaforma di lavoro
Nelle more dellapprovazione della revisione della EN 280, per le macchine gi immesse sul mercato e
messe in servizio, si ritiene che il suddetto dispositivo possa essere accettato a condizione che il
fabbricante giustifichi la necessit della presenza di tale dispositivo e che dettagliate istruzioni per il suo
uso siano riportate sul manuale per lutilizzatore con levidenza dei pericoli conseguenti al suo cattivo
uso (ISPESL lettera circolare 10 ottobre 2007 n. A00-09/0003905/07).

3. Adempimenti amministrativi
In conformit all'art. 11, comma 3, D.P.R. n. 459/1996, l'utente deve fare denuncia all'ISPESL (ora INAIL)
del ponte mobile sviluppabile. Le procedure di intervento sono riportate nella circolare MICA del 25
giugno 1997, n. 162054.
In conformit alle raccomandazioni del Comitato 98/37/CE della Commissione Europea, i Ministeri delle
Attivit Produttive e del Lavoro hanno emanato una circolare per ladeguamento allo stato dellarte
della produzione di piattaforme di lavoro elevabili che evidenzia quanto segue:

11

Atteso che la norma EN 280-2001 rappresenta una evoluzione dello stato dellarte, per tutte le
macchine che hanno ottenuto la certificazione CE di tipo:
a) antecedentemente alla data del 14 giugno 2002 ed immesse sul mercato a partire da tale data, i
costruttori e gli Organismi Notificati debbono:
- riconsiderare, nei fascicoli tecnici rispettivamente presentati o esaminati, lanalisi dei rischi a suo
tempo effettuata;
- giudicare se risulti necessario un adeguamento ai livelli di protezione corrispondenti al nuovo stato
dellarte. In tal caso, procedere, previa nuova certificazione del tipo (ovvero dellesemplare singolo),
alladeguamento delle macchine ed allemissione di una nuova dichiarazione di conformit;
b) successivamente alla data del 14 giugno 2002, i costruttori e gli Organismi Notificati dimostrano di
aver soddisfatto i requisiti essenziali di sicurezza di cui allallegato I della direttiva 98/37/CE, mediante:
- lapplicazione delle pertinenti disposizioni della norma EN 280:2001;
- oppure ladozione di specifiche soluzioni tecniche che garantiscano lequivalente copertura del
rischio.
Secondo il documento WG-2005.46rev2 della EUROPEAN COMMISSION ENTERPRISE AND INDUSTRY
DIRECTORATE-GENERAL Mechanical and electrical equipment Directive 98/37/EC Machinery Working
Group rientrano in tale categoria anche le attrezzature assemblate alla macchina in modo permanente
per costituirne un insieme integrato. Lattrezzatura intercambiabile deve risultare conforme ai requisiti
essenziali di sicurezza ed alle disposizioni formali della direttiva macchine (CE direttiva n. 1998/37 D.P.R. n. 459/1996).
Secondo la norma armonizzata EN 280 le PLE sono divise in due gruppi principali:
A: PLE ove la proiezione verticale del centro di gravit del carico sempre interna alla linea di
ribaltamento;
B: PLE ove la proiezione verticale del centro di gravit del carico pu essere esterna alla linea di
ribaltamento.
Relativamente alla traslazione le PLE sono divise in tre tipi:
1. traslazione consentita con piattaforma in sola posizione di trasporto;
2. traslazione con piattaforma elevata comandata dal carro;
3. traslazione con piattaforma elevata comandata dalla piattaforma di lavoro.
NOTA: tipo 2 e 3 possono essere combinati.
A far data dall'entrata in vigore del D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459, chiunque immetta sul mercato o metta
a disposizione dei lavoratori dopo modifica o variazioni di uso, un ponte sviluppabile (art. 1, D.P.R. n.
459/1996) deve rispettare i requisiti di sicurezza previsti nell'allegato 1 del D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459
ed attestarne la conformit mediante dichiarazione CE e marcatura CE (art. 2, D.P.R. n. 459/1996); fino
al 31 dicembre 1996 potranno essere mantenute le disposizioni previgenti riguardo alla loro immissione
sul mercato e messa in servizio (art. 11, D.P.R. n. 459/1996).
In conformit all'art. 11, comma 3, D.P.R. n. 459/1996, l'utente deve fare denuncia all'ISPESL del ponte
mobile sviluppabile.

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In conformit alla raccomandazione del Comitato 98/37/CE della Commissione Europea, i Ministeri delle
Attivit Produttive e del Lavoro hanno emanato (2004) una circolare per ladeguamento allo stato
dellarte della produzione di piattaforme di lavoro elevabili che evidenzia quanto segue:
Atteso che la norma EN 280-2001 rappresenta una evoluzione dello stato dellarte, per tutte le
macchine che hanno ottenuto la certificazione CE di tipo:
a) antecedentemente alla data del 14 giugno 2002 ed immesse sul mercato a partire da tale data, i
costruttori e gli Organismi Notificati debbono:
- riconsiderare, nei fascicoli tecnici rispettivamente presentati o esaminati, lanalisi dei rischi a suo
tempo effettuata;
- giudicare se risulti necessario un adeguamento ai livelli di protezione corrispondenti al nuovo stato
dellarte. In tal caso, procedere, previa nuova certificazione del tipo (ovvero dellesemplare singolo),
alladeguamento delle macchine ed allemissione di una nuova dichiarazione di conformit;
b) successivamente alla data del 14 giugno 2002, i costruttori e gli Organismi Notificati dimostrano di
aver soddisfatto i requisiti essenziali di sicurezza di cui allallegato I della direttiva 98/37/CE, mediante:
- lapplicazione delle pertinenti disposizioni della norma EN 280:2001;
- oppure ladozione di specifiche soluzioni tecniche che garantiscano lequivalente copertura del
rischio.

3.1 Conformit CE
Chiunque immetta sul mercato o metta a disposizione dei lavoratori dopo modifica o variazioni di uso,
una macchina o quasi macchina deve rispettare i requisiti di sicurezza previsti nell'allegato I della
direttiva 2006/42/CE ed attestarne la conformit mediante dichiarazione CE e marcatura CE (art. 3,
D.Lgs. n. 17/2010).
Ai fini dell'attestazione di conformit della macchina il fabbricante o il suo mandatario applica una delle
procedure di valutazione della conformit previste allart 9 del D.Lgs. n. 17/2010.
- Se la macchina non contemplata dall'allegato IV, il fabbricante o il suo mandatario applica la
procedura di valutazione della conformit con controllo interno sulla fabbricazione della macchina di cui
all'allegato VIII.
- Se la macchina contemplata dall'allegato IV ed fabbricata conformemente alle norme armonizzate,
e nella misura in cui tali norme coprono tutti i pertinenti requisiti di sicurezza e di tutela della salute, il
fabbricante o il suo mandatario applica una delle procedure seguenti:
a) la procedura di valutazione della conformit con controllo interno sulla fabbricazione della macchina
di cui all'allegato VIII;
b) la procedura di esame per la certificazione CE del tipo di cui all'allegato IX, pi controllo interno sulla
fabbricazione della macchina di cui all'allegato VIII, punto 3;
c) la procedura di garanzia qualit totale di cui all'allegato X.
- Se la macchina contemplata dall'allegato IV, ma stata fabbricata non rispettando o rispettando solo
parzialmente le norme armonizzate ovvero se le norme armonizzate non coprono tutti i pertinenti
requisiti di sicurezza e di tutela della salute o non esistono norme armonizzate per la macchina in
questione, il fabbricante o il suo mandatario applica una delle procedure seguenti:

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a) la procedura di esame per la certificazione CE del tipo di cui all'allegato IX, nonch controllo interno
sulla fabbricazione della macchina di cui all'allegato VIII, punto 3;
b) la procedura di garanzia qualit totale di cui all'allegato X.
Per una quasi macchina (insieme che costituisce quasi una macchina, ma che, da solo, non in grado di
garantire un'applicazione ben determinata; un sistema di azionamento una quasi-macchina; le quasimacchine sono unicamente destinate ad essere incorporate o assemblate ad altre macchine o ad altre
quasi-macchine o apparecchi per costituire una macchina) dovranno essere seguite le procedure di
conformit di cui allart. 10 del D.Lgs. n. 17/2010 in particolare devono essere state predisposte le
istruzioni per lassemblaggio e la dichiarazione di incorporazione che accompagnano la quasi macchina
fino all'incorporazione.
Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o in locazione finanziaria macchine o componenti di sicurezza
gi immessi sul mercato o in servizio alla data del 21 settembre 1996, deve attestare, sotto la propria
responsabilit, che essi siano conformi al momento della consegna, ai requisiti di sicurezza previsti (art.
11, comma 1, D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459, art. 18 del D.Lgs. n. 17/2010 ed art. 72, comma 1, D.Lgs. n.
81/2008 cos come modificato dallart 45 del D.Lgs. n. 106/2009).

3.2 Verifiche periodiche


Il datore di lavoro in conformit dellart. 71 del D.Lgs. n. 81/2008 provvede affinch:
1) le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle condizioni di installazione siano sottoposte a un
controllo iniziale (dopo l'installazione e prima della messa in esercizio) e ad un controllo dopo ogni
montaggio in un nuovo cantiere o in una nuova localit di impianto, al fine di assicurarne l'installazione
corretta e il buon funzionamento; le attrezzature soggette a influssi che possono provocare
deterioramenti suscettibili di dare origine a situazioni pericolose siano sottoposte:
a) a controlli periodici, secondo frequenze stabilite in base alle indicazioni fornite dai fabbricanti, ovvero
dalle norme di buona tecnica, o in assenza di queste ultime, desumibili dai codici di buona prassi;
b) a controlli straordinari al fine di garantire il mantenimento di buone condizioni di sicurezza, ogni volta
che intervengano eventi eccezionali che possano avere conseguenze pregiudizievoli per la sicurezza
delle attrezzature di lavoro, quali riparazioni, trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi
prolungati di inattivit;
c) i controlli di cui alle lettere a) e b) sono volti ad assicurare il buono stato di conservazione e l'efficienza
a fini di sicurezza delle attrezzature di lavoro e devono essere effettuati da persona competente.
I risultati dei controlli devono essere riportati per iscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi tre anni,
devono essere conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza.
Qualora le attrezzature di lavoro siano usate al di fuori della sede dell'unit produttiva devono essere
accompagnate da un documento attestante l'esecuzione dell'ultimo controllo con esito positivo.
Il datore di lavoro deve inoltre farsi parte diligente della richiesta di verifica periodica volta a valutarne
leffettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nellallegato
VII del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 cos come modificato dal D.Lgs. n. 106/2009.
La prima di tali verifiche effettuata dallINAIL che vi provvede nel termine di sessanta giorni dalla
richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro pu avvalersi delle ASL o di soggetti pubblici o
privati abilitati con le modalit di cui al comma 13. Le successive verifiche sono effettuate dai soggetti di
cui al precedente periodo, che vi provvedono nel termine di trenta giorni dalla richiesta, decorso

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inutilmente il quale il datore di lavoro pu avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati, con le modalit
di cui al comma 13.
Per leffettuazione delle verifiche le ASL e lINAIL possono avvalersi, (D.M. 11 aprile 2011), del supporto
di soggetti pubblici o privati abilitati. I soggetti privati abilitati acquistano la qualifica di incaricati di
pubblico servizio e rispondono direttamente alla struttura pubblica titolare della funzione.
Secondo il D.M. 11 aprile 2011 (art. 2, comma 2) all'atto della richiesta di verifica, il datore di lavoro
indica il nominativo del soggetto abilitato, pubblico o privato, del quale il soggetto titolare della funzione
si avvale laddove non sia in grado di provvedere direttamente con la propria struttura entro i termini
temporali sopra citati. L'elenco messo a disposizione dei datori di lavoro, a cura del titolare della
funzione, per l'individuazione del soggetto di cui avvalersi.
Periodicit della verifica secondo l'Allegato VII del D.Lgs. n. 81/2008, cos come modificato dal D.Lgs. 3
agosto 2009, n. 106:
- Ponti mobili sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato: Verifica annuale
- Ponti mobili sviluppabili su carro a sviluppo verticale e azionati a mano: Verifica biennale.
I datori di lavoro devono tempestivamente comunicare all'organo territoriale competente per la verifica,
la cessazione dell'esercizio, il trasferimento in altro stabilimento o cantiere, o lo spostamento in altro
reparto dell'apparecchio.
Secondo il D.M. 11 aprile 2011 la prima di tali verifiche effettuata dall'INAIL che vi provvede nel
termine di sessanta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro pu avvalersi
delle ASL e o di soggetti pubblici o privati abilitati con le modalit di cui al comma 13. Le successive
verifiche sono effettuate dai soggetti di cui al precedente periodo, che vi provvedono nel termine di
trenta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro pu avvalersi di soggetti
pubblici o privati abilitati, con le modalit di cui al comma 13.
Secondo la modifica dellart 71 del D.Lgs. n. 81/2008 riportata dalla legge n. 98/2013 di conversione del
D.L. n. 69/2013, per la prima verifica il datore di lavoro si avvale dellINAIL, che vi provvede nel termine
di quarantacinque giorni dalla messa in servizio dellattrezzatura. Una volta decorso inutilmente il
termine di quarantacinque giorni sopra indicato, il datore di lavoro pu avvalersi, a propria scelta, di altri
soggetti pubblici o privati abilitati.
Le successive verifiche sono effettuate su libera scelta del datore di lavoro dalle ASL o, ove ci sia
previsto con legge regionale, dallARPA, o da soggetti pubblici o privati abilitati.
Per l'effettuazione delle verifiche le ASL o ARPA e l'INAIL possono avvalersi (D.M. 11 aprile 2011 e D.L. 21
giugno 2013, n. 69), del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. I soggetti privati abilitati
acquistano la qualifica di incaricati di pubblico servizio e rispondono direttamente alla struttura pubblica
titolare della funzione.
Il datore di lavoro deve farsi parte diligente della richiesta di verifica periodica con la frequenza indicata
nell'allegato VII del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81.
Chiarimenti circa le modalit di:
- richiesta, da parte del datore di lavoro, delle verifiche periodiche ai soggetti interessati,
- scelta del soggetto abilitato,
- attivazione del soggetto abilitato da parte del soggetto titolare della funzione,
- modulistica,
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- tariffazione;
sono indicati nella circolare Ministero del lavoro e previdenza sociale 25 maggio 2012, n. 11.
La circolare INAIL n. AOO-09 del 24 maggio 2012 fornisce le prime indicazioni operative sulle modalit di
gestione delle denunce di messa in servizio delle attrezzature del tipo SC e SP di cui al D.M. 11 aprile
2011, pervenute in data antecedente al 23 maggio 2012.
Le denunce delle attrezzature e le richieste di verifiche devono essere effettuate, da parte dei datori di
lavoro, on line sui siti delle istituzioni locali titolari del servizio.
Con circolare MLPS n. 23/2012 sono state dati ulteriori chiarimenti e semplificazioni circa le procedure di
verifica. In particolare per quanto di competenza del datore di lavoro si specifica che:
- il datore di lavoro autorizzato a fare richiesta cumulativa di pi verifiche di attrezzature con scadenze
differite nel tempo, lASL/ARPA dovranno comunicare entro 30 giorni dalla data della richiesta limpegno
a portare a compimento la verifica periodica direttamente o mediante intervento del Soggetto Abilitato;
- per le attrezzature concesse in uso o noleggiate senza operatore, la richiesta di verifica periodica pu
essere inoltrata dal concedente in uso o dal noleggiatore;
- la periodicit delle verifiche non interrotta dai periodi di inattivit;
- lo spostamento dellattrezzatura di lavoro soggetta a verifica comporta sempre comunicazione al
soggetto titolare del servizio competente per territorio in riferimento alla nuova ubicazione.
(Per lo schema esaustivo sulle verifiche periodiche si veda la sezione approfondimento)

3.3 Raccoglifrutta
In riferimento a questo tipo di attrezzature il Ministero del lavoro con circolare 5 marzo 2013, n. 9 ha
precisato che le macchine non marcate CE rimangono assoggettate al regime di collaudo del D.M. 4
marzo 1982, che potr essere condotto da INAIL o da tecnico e poi a successivo regime di verifica
periodica come da D.M. 11 aprile 2011.
3.4 Loader aeroportuali
In riferimento a questo tipo di attrezzature il Ministero del lavoro con circolare 5 marzo 2013 n. 9 ha
precisato che non rientrano nella tipologia di ponti mobili sviluppabili e quindi non assoggettati al
regime di verifica di cui allart. 71, comma 11 del D.Lgs. n. 81/2008.

4. Sanzioni
4.1 Sanzioni a carico del datore di lavoro, del dirigente, del noleggiatore e del concedente in uso (Art. 87,
D.Lgs. n. 81/2008 cos come modificato dal D.Lgs. n. 106/2009)
Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti con la pena dellarresto da tre a sei mesi o con lammenda da
2.500 a 6.400 euro per la violazione:
- dellarticolo 70, comma 1;
- dellarticolo 70, comma 2, limitatamente ai punti 3.2.1, 5.6.1, 5.6.6, 5.6.7, 5.9.1, 5.9.2, 5.13.8 e 5.13.9
dellallegato V, parte II;
- dellarticolo 71, commi 1, 2, 4, 7 e 8.

16

Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti con la pena dellarresto da due a quattro mesi o con
lammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione:
a) dellarticolo 70, comma 2, limitatamente ai punti 2.10, 3.1.8, 3.1.11, 3.3.1, 5.1.3, 5.1.4, 5.5.3, 5.5.7,
5.7.1, 5.7.3, 5.12.1, 5.15.2, 5.16.2, 5.16.4, dellallegato V, parte II;
b) dellarticolo 71, comma 3, limitatamente ai punti 3.1.3, 3.1.4, 3.1.5, 3.1.6, 3.1.7, 3.2.1 dellallegato VI.
Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro
1.800 per la violazione:
a) dellarticolo 70, comma 2, limitatamente ai punti dellallegato V, parte II, diversi da quelli indicati alla
lettera a) del comma 3 e alla lettera b) del comma 2;
b) dellarticolo 71, comma 3, limitatamente ai punti dellallegato VI diversi da quelli indicati alla lettera
b) del comma 2, e commi 6, 9, 10 e 11.
La violazione di pi precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai
luoghi di lavoro di cui allallegato V, parte II, punti 1, 2, 3.1, 3.2, 3.3, 3.4, 4.1, 4.2, 4.3, 4.4, 4.5, 5.1, 5.2,
5.3, 5.4, 5.5, 5.6, 5.7, 5.8, 5.9, 5.10, 5.11, 5.12, 5.13, 5.14, 5.15 e 5.16 considerata una unica violazione,
penale o amministrativa a seconda della natura dellillecito, ed punita con la pena o la sanzione
amministrativa pecuniaria rispettivamente previste dai precedenti commi. Lorgano di vigilanza tenuto
a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.
La violazione di pi precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai
luoghi di lavoro di cui allallegato VI, punti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 2, 3.1, 3.2, 4, 5, 6, 7, 8,
9 e 10 considerata una unica violazione ed punita con la pena prevista dal comma 2, lettera b).
Lorgano di vigilanza tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.
Il venditore, il noleggiatore o il concedente in uso punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da
750 a 2.700 euro per la violazione dellarticolo 72.

4.2 Sanzioni per i progettisti, i fabbricanti, i fornitori e gli installatori (Art. 57, D.Lgs. n. 81/2008 cos come
modificato dal D.Lgs. n. 106/2009)
I progettisti che violano il disposto dellarticolo 22 sono puniti con larresto fino a sei mesi o con
lammenda da 1.500 a 6.000 euro.
I fabbricanti e i fornitori che violano il disposto dellarticolo 23 sono puniti con larresto da tre a sei mesi
o con lammenda da 10.000 a 40.000 euro.
Gli installatori che violano il disposto dellarticolo 24 sono puniti con larresto fino a tre mesi o con
lammenda da 1.200 a 5.200 euro.

4.3 Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente (Art. 165 D.Lgs. n. 81/2008 cos come modificato
dal D.Lgs. n. 106/2009)
Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti:
a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell'articolo
163;

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b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione
dell'articolo 164.
La violazione di pi precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi alla
segnaletica di sicurezza di cui ai relativi Allegati considerata una unica violazione ed punita con la
pena prevista dal comma 1, lettera a). L'Organo di vigilanza tenuto a precisare in ogni caso, in sede di
contestazione, i diversi precetti violati.

4.4 Sanzioni amministrative


In conformit allart 15 del D.Lgs. n. 17/2010, sono sanzionabili amministrativamente per inosservanza
della direttiva Macchine fabbricanti, mandatari, chiunque appone o fa apporre marcature, segni ed
iscrizioni che possono indurre in errore i terzi circa il significato o il simbolo grafico, o entrambi, della
marcatura CE ovvero ne limitano la visibilit e la leggibilit e chiunque promuove pubblicit per
macchine che non rispettano le prescrizioni di sicurezza previste.
Il responsabile delle violazioni di non conformit tenuto a rifondere le spese sostenute per l'attuazione
delle procedure di verifica sulle macchine o quasi-macchine.
Le sanzioni sono irrogate dalla competente Direzione generale del Ministero dello sviluppo economico.

5. Illustrazione grafica

18

Appendice
Fonti normative
Norme giuridiche

-DECRETO LEGISLATIVO 4 agosto 1999, 359


Attuazione della direttiva 95/63/CE che modifica la direttiva 89/655/CEE relativa ai requisiti minimi di
sicurezza e salute per l'uso di attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori
-DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81
Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della
sicurezza nei luoghi di lavoro
Art. 63 (Requisiti di salute e di sicurezza)
Allegato IV (Requisiti dei luoghi di lavoro)
Art. 64 (Obblighi del datore di lavoro)
Art. 70 (Requisiti di sicurezza)
Allegato V, Parte II (Prescrizioni supplementari applicabili ad attrezzature di lavoro specifiche)
Art. 71 (Obblighi del datore di lavoro)
Allegato VI (Disposizioni concernenti l'uso delle attrezzature di lavoro)
Art. 72 (Obblighi dei noleggiatori e dei concedenti in uso)
-DECRETO LEGISLATIVO 3 agosto 2009, n. 106
Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della
salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro
-DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 17
Attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE
relativa agli ascensori)
- DECRETO MINISTERIALE 11 aprile 2011
Disciplina delle modalit di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all'Allegato VII del decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonch i criteri per l'abilitazione dei soggetti di cui all'articolo 71, comma
13, del medesimo decreto legislativo
-DECRETO MINISTERIALE 22 luglio 2011
Proroga dell'entrata in vigore del decreto 11 aprile 2011 recante disciplina delle modalit di
effettuazione delle verifiche periodiche di cui all'Allegato VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81,
nonch criteri per l'abilitazione dei soggetti di cui all'articolo 71, comma 13, del medesimo decreto
legislativo
-CONFERENZA STATO-REGIONI accordo 22 febbraio 2012, n. 53
Accordo ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 tra il Governo, le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano concernente l'individuazione delle attrezzature di lavoro per le
quali richiesta una specifica abilitazione degli operatori, nonch le modalit per il riconoscimento di
tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validit della
formazione, in attuazione dell'articolo 73, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e
successive modifiche e integrazioni
-DECRETO LEGGE 21 giugno 2013, n. 69
Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia), conv. in legge, con modificazioni, dalla L. 9 agosto
2013, n. 98

Interpretazioni ed istruzioni amministrative


-ENPI circolare 24 maggio 1973, n. 42
Verifiche ponti mobili sviluppabili
-ENPI circolare 21 luglio 1973, n. 52
Verifiche ponti mobili sviluppabili
-ENPI lettera circolare 13 gennaio 1978, n. 5
19

Ponti mobili sviluppabili su carro: procedure di denuncia - Collaudo e verifica


-ISPESL circolare 13 gennaio 1988, n. 3
Omologazione ponti mobili sviluppabili
-ISPESL circolare 17 marzo 1988, n. 21
Omologazione ponti mobili sviluppabili - Chiarimenti alla circolare n. 3 del 13 gennaio 1988
-ISPESL lettera circolare 1 luglio 1988, n. 6801
Omologazione di attrezzature speciali di sollevamento persone e materiali: loader, catering, skip,
montaferetri, montamobili
-ISPESL circolare 1 luglio 1988, n. 41
Omologazione ponti mobili sviluppabili dell'Ente Ferrovie dello Stato
-ISPESL lettera circolare 27 ottobre 1988, n. 10012 (Omologazione ponti mobili sviluppabili - Chiarimenti
alla circolare n. 3/1988)
-ISPESL circolare 20 ottobre 1989, n. 62
Ponti sviluppabili su carro per ispezione viadotti e sottoponti
-ISPESL circolare 29 settembre 1992, n. 74
Ponti sviluppabili adibiti al controllo e riparazione corpi illuminanti e linee elettriche di gallerie
autostradali
-ISPESL circolare 5 luglio 1994, n. 87
Omologazione attrezzature aeroportuali denominate "de-icer"
-ISPESL circolare 22 agosto 1994, n. 106
Prontuario nuove tariffe di cui alla tabella B annessa al D.P.R. 18 aprile 1994, n. 441
-ISPESL circolare 27 febbraio 1996, n. 29
Piattaforme elevabili per carico/scarico di autocarri installate su proprio carro di base
-MINISTERO INDUSTRIA circolare 25 giugno 1997, n. 162054
Disposizioni applicative del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459, art. 11,
comma 3, in merito alla compilazione del libretto delle verifiche per i controlli periodici da parte delle
A.S.L.
-ISPESL circolare 16 luglio 1997, n. 71
Disposizioni applicative del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459, art. 11,
comma 3, in merito alla compilazione del libretto delle verifiche per i controlli periodici da parte delle
A.S.L. - Circolare 25 giugno 1997, n. 162054
-ISPESL circolare 20 marzo 1998, n. 35
D.P.R. n. 547/1955, art. 25 - D.M. 12 settembre 1959, art. 6 - Macchine per sollevamento persone
denunciate ma non collaudate entro il 31 dicembre 1996
-MINISTERO LAVORO circolare 8 gennaio 2001, n. 3
Art. 2, comma 4, del D.Lgs. n. 359/1999 - Chiarimenti sul regime delle verifiche periodiche di talune
attrezzature di lavoro
-MINISTERO LAVORO circolare 14 luglio 2005, n. 29
Piattaforme di lavoro elevabili - Traslazione con operatore a bordo delle piattaforme sviluppate
-ISPESL lettera circolare 10 ottobre 2007, n. A00-09/0003905/07
Piattaforme di lavoro elevabili - Chiarimenti
-MINISTERO LAVORO circolare 8 agosto 2011, n. 21
Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro - Primi chiarimenti in ordine al contenuto delle istanze di
cui al punto1.1 dellAllegato III del D.M. 11 aprile 2011
-INAIL circolare 24 maggio 2012, n. AOO-09
Modalit di gestione delle denunce di messa in servizio delle attrezzature del tipo SC e SP di cui al D.M.
11 Aprile 2011, pervenute in data antecedente al 23 maggio 2012 - prime indicazioni operative)
-MINISTERO LAVORO circolare 25 maggio 2012, n. 11 (D.M. 11 aprile 2011 concernente la "Disciplina
delle modalit di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all'Allegato VII del D.Lgs. 9 aprile 2008, n.
81, nonch i criteri per l'abilitazione dei soggetti di cui all'articolo 71, comma 13, del medesimo decreto
legislativo" - Chiarimenti
-MINISTERO LAVORO circolare 13 agosto 2012, n. 23

20

D.M. 11 aprile 2011 concernente la "Disciplina delle modalit di effettuazione delle verifiche periodiche
di cui allAllegato VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. nonch i criteri per labilitazione dei
soggetti di cui allarticolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo" - Chiarimenti
-MINISTERO LAVORO circolare 5 marzo 2013, n. 9
D.M. 11 aprile 2011 concernente la Disciplina delle modalit di effettuazione delle verifiche periodiche di
cui all'Allegato VII del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, nonch i criteri per l'abilitazione dei soggetti di cui
all'articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo - Chiarimenti
-MINISTERO LAVORO circolare 23 maggio 2013, n. 18
D.M. 11 aprile 2011 concernente la "Disciplina delle modalit di effettuazione delle verifiche periodiche
di cui all'Allegato VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonch i criteri per l'abilitazione dei
soggetti di cui all'art. 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo" - Chiarimenti

Norme UNI
UNI EN 280:2009 - 15/10/2009 - (Piattaforme di lavoro mobili elevabili - Calcoli per la progettazione Criteri di stabilit - Costruzione - Sicurezza - Esami e prove)
ISO 16653-1: 2008 (Piattaforme di lavoro mobili elevabili - Calcoli per la progettazione - Criteri di stabilit
- Costruzione - Sicurezza - Esami e prove per allestimenti speciali - parte1: MEWP con sistema di
parapetto retrattile)
ISO 16653-2: 2009 (Piattaforme di lavoro mobili elevabili - Calcoli per la progettazione - Criteri di stabilit
- Costruzione - Sicurezza - Esami e prove per allestimenti speciali - parte2: MEWP con componenti isolati)
ISO 18878:2004 (Piattaforme di lavoro mobili elevabili - formazione del conduttore)
ISO 18893:2004 2008 (Piattaforme di lavoro mobili elevabili - principi di sicurezza, ispezione,
manutenzione ed utilizzazione

21

Le verifiche periodiche di apparecchi sollevamento persone


(Gruppo SP)

PIATTAFORME DI LAVORO ELEVABILI

VERIFICHE DI ATTREZZATURE
relative al Gruppo SP
Sollevamento persone Allegato II, punto 1.1.2. D.M. 11 aprile 2011
(Allegato VII, D.Lgs. n. 81/2008)

22

Verifica
Annuale

Scale aeree ad inclinazione variabile

Ponti mobili sviluppabili su


carro ad azionamento
motorizzato

Biennale

Ponti mobili sviluppabili su


carro a sviluppo verticale e
azionati a mano

Ponti sospesi e relativi argani.


Carri raccoglifrutta

I carri raccoglifrutta sono equiparati a


ponti sospesi e relativi argani

Ascensori e montacarichi da cantieri


con cabina/piattaforma guidata
verticalmente

Piattaforme di lavoro autosollevanti su


colonne

23

Soggetti titolare dell'obbligo

Per le operazioni di verifica, i


soggetti titolari dell'obbligo devono
mettere a disposizione dei
funzionari incaricati:
1. il personale occorrente sotto la
vigilanza di un preposto;
2. un'area idonea;

Il Datore di Lavoro della Ditta Utilizzatrice dell'apparecchio di


sollevamento o suo delegato con requisiti previsti dal D.Lgs. n.
81/2008

Il Lavoratore autonomo proprietario e/o utilizzatore art. 2 comma


4 D.Lgs. n. 81/2008

3. i mezzi necessari per l'esecuzione


delle prove.

Il Proprietario (es. Noleggiatore, Concessionario in uso)

24

Obblighi

Denuncia messa
in servizio
(ad INAIL)

Richiesta prima
verifica

E' di competenza del datore di lavoro la comunicazione di messa in servizio dellattrezzatura di


lavoro allunit operativa territoriale Inail competente (UOT) secondo lapposita modulistica
specifica per ciascuna tipologia di attrezzatura.
Si veda la sezione formulario
Modello di denuncia di messa in servizio/immatricolazione (INAIL)
ponte mobile sviluppabile su carro

Il datore di lavoro deve rivolgersi allInail per la prima verifica periodica.


Per leffettuazione della prima verifica periodica lInail pu avvalersi dei soggetti pubblici
o privati abilitati, come previsto dal D.M. 11 aprile 2011.
E' di competenza del datore di lavoro la richiesta della prima delle verifiche periodiche
allunit operativa territoriale Inail competente (UOT), almeno sessanta giorni prima della
scadenza, attraverso i moduli specifici.
Entro 45 giorni dalla richiesta di I verifica periodica lInail, in qualit di titolare dellattivit,
pu effettuare direttamente la prestazione o avvalersi del soggetto, pubblico o privato,
abilitato scelto dal datore di lavoro nellelenco regionale pertinente e specificato nella
richiesta.
Secondo il D.M. 11 aprile 2011 (art. 2, comma 2) all'atto della richiesta di verifica, il datore di
lavoro indica il nominativo del soggetto abilitato, pubblico o privato, del quale il soggetto
titolare della funzione si avvale laddove non sia in grado di provvedere direttamente con la
propria struttura entro i termini temporali previsti dalla legge. L'elenco messo a disposizione
dei datori di lavoro, a cura del titolare della funzione, per l'individuazione del soggetto di cui
avvalersi.
Si veda la sezione formulario
Modello di richiesta di prima verifica periodica
ponte mobile sviluppabile su carro
25

Obblighi

Richiesta verifica
periodica

Il datore di lavoro deve farsi parte


diligente della richiesta di verifica con la
frequenza indicata nella tabella iniziale

La richiesta deve essere fatta preferibilmente 30 gg. prima della data di scadenza
della verifica precedente e secondo le periodicit previste (Allegato VII del D.Lgs. n.
81/2008).
Le verifiche successive alla prima sono effettuate dalle ASL o dai soggetti pubblici o
privati abilitati indicati negli Albi regionali, che vi provvedono nel termine di trenta
giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro pu avvalersi di
soggetti pubblici o privati abilitati.
Per l'effettuazione delle verifiche le ASL possono avvalersi, (D.M. 11 aprile 2011), del
supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. I soggetti privati abilitati acquistano la
qualifica di incaricati di pubblico servizio e rispondono direttamente alla struttura
pubblica titolare della funzione.
Secondo il D.M. 11 aprile 2011 (art. 2, comma 2) all'atto della richiesta di verifica, il
datore di lavoro indica il nominativo del soggetto abilitato, pubblico o privato, del
quale il soggetto titolare della funzione si avvale laddove non sia in grado di
provvedere direttamente con la propria struttura entro i termini temporali sopra
citati. L'elenco messo a disposizione dei datori di lavoro, a cura del titolare della
funzione, per l'individuazione del soggetto di cui avvalersi.
Si veda la sezione formulario
Modello di richiesta verifica periodica successiva alla prima

(allegato VII del D.Lgs. 9 aprile 2008, n.


81 cos come modificato dal D.Lgs. n.
106/2009).
26

Obblighi

Tariffe

Il Decreto Tariffe del 23 novembre 2012, aggiornato al gennaio 2015 (Circ. MLPS
n. 5 del 03 marzo 2015) fissa la tariffa per ogni tipologia di attrezzatura e per
tipologia di verifica

Tabella n. 1A
Attrezzature di lavoro del gruppo
SP

Prima verifica
periodica

Verifica periodica
successiva alla prima

Piattaforme di lavoro autosollevanti su


colonne

334,99

249,22

Ascensori e montacarichi da cantieri

334,99

249,22

Carri raccoglifrutta

259,31

153,37

Scale aeree ad inclinazione variabile


manuali

309,76

216,94

Scale aeree ad inclinazione variabile


motorizzate

334,99

249,22

Ponti mobili sviluppabili a sviluppo


verticale ad azionamento manuale

309,76

216,94

Ponti mobili sviluppabili ad azionamento


motorizzato

334,99

244,22

Ponti sospesi manuali o motorizzati,


compresi i relativi argani

309,76

216,94

27

Marca
da bollo

MODELLO DI DENUNCIA DI MESSA IN SERVIZIO/IMMATRICOLAZIONE


PONTE MOBILE SVILUPPABILE SU CARRO

Spett.le INAIL
Settore Ricerca, Certificazione e Verifica
Dipartimento Territoriale di _____________

Il sottoscrittonato a... il..


residente in... via ..n
1

legale rappresentante della ditta ..


codice cliente INAIL
partita IVA.

codice fiscale...

con sede sociale in....prov. ....c.a.p......


via ...... n. .. tel. ....
esercente attivit di ..
ai sensi del D.M. 11 aprile 2011 e s.m.i. denuncia la messa in servizio e

RICHIEDE

LIMMATRICOLAZIONE DELLA SEGUENTE ATTREZZATURA:


2

Costruttore: ..

Nazionalit: italiana
estera
In caso di nazionalit italiana compilare anche i seguenti campi:

partita IVA ..

codice fiscale..

indirizzo ..

numero civico ..

CAP ..

Comune ..

Provincia ..

Telefono ..
Descrizione:
Ponte mobile sviluppabile su carro ad azionamento motorizzato
Ponte mobile sviluppabile su carro a sviluppo verticale e azionato a mano

1
2

numero di fabbrica
data costruzione ...
macchina accompagnata da dichiarazione di conformit CE SI
NO
modello ..
inserire ragione sociale
inserire ragione sociale

MOD.IMM.04 rev. 0 di maggio 2012

portata massima in Kg .. comprese n. persone .

Messo in servizio /Installato presso

indirizzo ..

numero civico ..

CAP ..

Comune ..
NOTE _________________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________________
Si allega:
Copia dichiarazione conformit CE

Attestazione omologazione ISPESL3

Il Legale Rappresentante
Data..

.
(Timbro e firma)

3
Solo per ponte mobile sviluppabile su carro costruito in assenza delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento
delle direttive comunitarie di prodotto rientranti nel regime di verifiche D.M. 12 settembre 1959. Nel caso non si sia in possesso di
omologazione ISPESL sul prodotto necessario contattare INAIL Settore Ricerca, Certificazione e Verifica - Dipartimento
Certificazione e Conformit di Prodotti ed Impianti.

MOD.IMM.04 rev. 0 di maggio 2012

Marca
da bollo

MODELLO DI RICHIESTA DI PRIMA VERIFICA PERIODICA


PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI

Spett.le INAIL
Settore Ricerca, Certificazione e Verifica
Dipartimento Territoriale di _____________

Il sottoscrittonato a... il..


residente in... via ..n
1

legale rappresentante della ditta ..


codice cliente INAIL
partita IVA.

codice fiscale...

con sede sociale in....prov. ....c.a.p......


via ...... n. .. tel. ....
esercente attivit di ..
ai sensi del D.M. 11 aprile 2011 e s.m.i.

RICHIEDE
LA PRIMA VERIFICA PERIODICA DELLA SEGUENTE ATTREZZATURA:
Matricola .

Costruttore: ..

Nazionalit: italiana
estera
In caso di nazionalit italiana compilare anche i seguenti campi:

partita IVA ..

codice fiscale..

indirizzo ..

numero civico ..

CAP ..

Comune ..

Provincia ..

Telefono ..
Descrizione:
ponte sospeso motorizzato
ponte sospeso ad azionamento manuale

1
2

numero di fabbrica
data costruzione ...
inserire ragione sociale
Inserire ragione sociale

MOD.PVP.06 rev. 0 di maggio 2012

NO
macchina accompagnata da dichiarazione di conformit CE SI
modello ..
portata massima in Kg .. comprese n. persone .

Messo in servizio /Installato presso

indirizzo ..

numero civico ..

CAP ..

Comune ..
NOTE _________________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________________

Indicare nominativo soggetto abilitato:


Ragione sociale ,
partita IVA/codice fiscale ,.
Si allega:
Copia dichiarazione conformit CE

Attestazione omologazione ISPESL3


Copia attestazione di avvenuto collaudo

Il Legale Rappresentante
Data..

.
(Timbro e firma)

Solo per ponti sospesi e relativi argani costruiti in assenza delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle
direttive comunitarie di prodotto, rientranti nel regime di verifiche D.M. 12 settembre 1959. Nel caso non si sia in possesso di
omologazione ISPESL sul prodotto necessario contattare INAIL Settore Ricerca, Certificazione e Verifica - Dipartimento
Certificazione e Conformit di Prodotti ed Impianti.
4
Solo per ponti sospesi e relativi argani costruiti in assenza delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle
direttive comunitarie di prodotto, rientranti nel regime di verifiche D.M. 04/03/1982.
MOD.PVP.06 rev. 0 di maggio 2012

Marca
da bollo

MODELLO DI DENUNCIA DI MESSA IN SERVIZIO/IMMATRICOLAZIONE


PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI

Spett.le INAIL
Settore Ricerca, Certificazione e Verifica
Dipartimento Territoriale di _____________

Il sottoscrittonato a... il..


residente in... via ..n
1

legale rappresentante della ditta ..


codice cliente INAIL
partita IVA.

codice fiscale...

con sede sociale in....prov. ....c.a.p......


via ...... n. .. tel. ....
esercente attivit di ..
ai sensi del D.M. 11 aprile 2011 e s.m.i. denuncia la messa in servizio e

RICHIEDE

LIMMATRICOLAZIONE DELLA SEGUENTE ATTREZZATURA:


2

Costruttore: ..

Nazionalit: italiana
estera
In caso di nazionalit italiana compilare anche i seguenti campi:

partita IVA ..

codice fiscale..

indirizzo ..

numero civico ..

CAP ..

Comune ..

Provincia ..

Telefono ..
Descrizione:
ponte sospeso motorizzato
ponte sospeso ad azionamento manuale

1
2

numero di fabbrica
data costruzione ...
macchina accompagnata da dichiarazione di conformit CE SI
NO
modello ..
inserire ragione sociale
Inserire ragione sociale

MOD.IMM.06 rev. 0 di maggio 2012

portata massima in Kg .. comprese n. persone .

Messo in servizio /Installato presso

indirizzo ..
numero civico ..
CAP ..
Comune ..

NOTE _________________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________________
Si allega:
Copia dichiarazione conformit CE

Attestazione omologazione ISPESL3


Copia attestazione di avvenuto collaudo

Il Legale Rappresentante
Data..

.
(Timbro e firma)

Solo per ponti sospesi e relativi argani costruiti in assenza delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle
direttive comunitarie di prodotto, rientranti nel regime di verifiche D.M. 12 settembre 1959. Nel caso non si sia in possesso di
omologazione ISPESL sul prodotto necessario contattare INAIL Settore Ricerca, Certificazione e Verifica - Dipartimento
Certificazione e Conformit di Prodotti ed Impianti.
4
Solo per ponti sospesi e relativi argani costruiti in assenza delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle
direttive comunitarie di prodotto, rientranti nel regime di verifiche D.M. 04/03/1982.
MOD.IMM.06 rev. 0 di maggio 2012

Fac-simile per la richiesta di verifica periodica successiva alla prima (art.71 comma 11 D.Lgs 81/2008)
PREDISPORRE SU CARTA INTESTATA DITTA RICHIEDENTE

Spett.le
A.S.L.

RICHIESTA VERIFICA PERIODICA DI ATTREZZATURE DI CUI ALLALLEGATO VII


(art. 71, comma 11 D. Leg.vo 9 aprile 2008 ss.mm.ii.; D.M. 1 dicembre 2004, n 329; D.M. 11 aprile 2011)
IL SOTTOSCRITTO.NATO A.PROV.IL.......
RESIDENTE/DOMICILIATO IN....VIA.......N
IN QUALITA DIDELLA DITTA ..
C.F..P. I.V.AESERCENTE ATTIVITA DI
SEDE LEGALE COMUNE DI.PROVCAP.VIA/PIAZZA....N
TEL.FAX...E-MAIL............. E-MAIL PEC....

RELATIVAMENTE ALLE ATTREZZATURE UBICATE:


PRESSO UNITA PRODUTTIVA SITA NEL COMUNE DI.....VIA...N
(Non compilare se coincidente con sede legale)
PRESSO CANTIERE EDILE SITO NEL COMUNE DI.....VIA......N
N NOTIFICA PRELIMINARE:..
PRESSO OFFICINA SITA NEL COMUNE DI.....VIA.........N

REFERENTE DA CONTATTARE:TELEFONO:....E-MAIL....

CHIEDE:
LA VERIFICA PERIODICA SUCCESSIVA ALLA PRIMA (come da allegato elenco:

Mod. SC-SP)

Il sottoscritto dichiara di essere a conoscenza ed accettare le vigenti tariffe per leffettuazione delle verifiche su
indicate nonch gli eventuali successivi adeguamenti delle tariffe stesse secondo le disposizioni di legge e si
impegna a mettere a disposizione personale e mezzi idonei per lo svolgimento della/e verifica/che.

Data.
(firma e timbro legale rappresentante/datore di lavoro)

_____________________________________________
All.ti: Elenco attrezzature da sottoporre a verifica periodica successiva alla prima (Mod. SC-SP)
SIS mod. 056 rev. 01 ottobre 2013
Richiesta verifica periodica All. VII D.lgs 81/08

ELENCO ATTREZZATURE PER SOLLEVAMENTO (Mod. SC/SP)


(gruppo SC: Apparecchi di sollevamento materiali non azionati a mano gruppo SP: Sollevamento persone)
(N.B.: compilare una riga per ogni singola attrezzatura inserendo correttamente tutti i dati richiesti e riportati nella tabella sottostante)

La compilazione di tutti i campi obbligatoria

NR

*MATRICOLA ISPESL

DATA MESSA IN
SERVIZIO
( DENUNCIA ISPESL)

SETTORE IMPIEGO1

*TIPOLOGIA

*COSTRUTTORE

*NR FABBRICA

PORTATA
*ANNO
Kg
COSTRUZIONE

PERIODICITA
ALL. VII
D. LGS 81/2008

*PRIMA VERIFICA O
* VERIFICHE
DATA ULTIMA
LIBRETTO VERIFICHE
PERIODICHE ASL
VERIFICA
ENPI/INAIL/ISPESL
PRECEDENTI

SI

NO

SI

NO

SI

NO

SI

NO

SI

NO

SI

NO

SI

NO

SI

NO

SI

NO

SI

NO

SI

NO

SI

NO

SI

NO

SI

NO

SI

NO

SI

NO

SI

NO

SI

NO

Ai sensi

dellart.2,

comma

del D.M.

11/04/2011,

si indica,

quale

Soggetto

Abilitato,

desunto

dallelenco

locale

pubblicato,

il seguente

organismo:

Allatto del sopralluogo, secondo quanto previsto dal D.M. 11 aprile 2011, sar resa disponibile la seguente documentazione:

Libretto delle verifiche/omologazione ISPESL/INAIL (in originale-copia conforme), ovvero, per le attrezzature provviste di marcatura CE, copia della dichiarazione di conformit;

Eventuali verbali di verifiche periodiche precedenti ;

Manuale duso/manutenzione rilasciato dal costruttore dellattrezzatura di lavoro;

Registro di controllo e/o registrazione degli interventi di controllo previsti dal costruttore cos come previsto dallart. 71, comma 9, D. Lgs 81/2008 e ss.mm.ii.,

Documentazione concernente le eventuali indagini supplementari, per attrezzature mobili e/o trasferibili messe in esercizio da oltre 20 anni.
In caso di indisponibilit del numero di matricola, lo scrivente si impegna a richiedere il rilascio dello stesso al dipartimento INAIL ex ISPESL al quale stata comunicata la
prima messa in servizio, comunicando, successivamente, lo stesso numero di matricola a codesta ASL, nel pi breve tempo possibile.
NOTA: In assenza di precedente verbale di VERIFICA PERIODICA redatto da ASL (o ARPA), lo svolgimento della Verifica Periodica in oggetto subordinato alla presenza o del libretto
delle verifiche ENPI o INAIL (ex ISPESL) o del verbale di PRIMA VERIFICA effettuata da INAIL (ex ISPESL) o da Soggetto Abilitato.

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