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INTRODUZIONE AL METODO DEGLI

ELEMENTI FINITI

Elemento quadrangolare a 4 nodi


isoparametrico (QL1)

Nicola Zavatta

Alma Mater Studiorum – Università di Bologna


Dipartimento di Ingegneria Industriale (DIN)
E-mail: nicola.zavatta2@unibo.it
Elemento quadrangolare a 4 nodi (QL1)

• Elemento quadrangolare a 4 nodi in coordinate globali:


Elemento quadrangolare a 4 nodi (QL1)

• Elemento quadrangolare a 4 nodi in coordinate globali:

• È necessario determinare la matrice di rigidezza dell’elemento:

𝑲𝑒 = න ℎ𝑩𝑇 𝑫𝑩 dΩ 𝑩 𝑥, 𝑦 = 𝑳𝑵 𝑥, 𝑦
Ω𝑒
Elemento quadrangolare isoparametrico

• L’elemento quadrangolare in coordinate globali viene mappato in coordinate locali:


Elemento quadrangolare isoparametrico

• L’elemento quadrangolare in coordinate globali viene mappato in coordinate locali:

• Poiché l’elemento ha 4 nodi, il polinomio interpolante il campo di spostamento deve


avere 4 termini:

𝑢 𝜉, 𝜂 = 𝑎1 + 𝑎2 𝜉 + 𝑎3 𝜂 + 𝑎4 𝜉𝜂 Lo spostamento è una funzione lineare


delle coordinate locali
Elemento quadrangolare isoparametrico

• I coefficienti del polinomio possono essere calcolati imponendo gli spostamenti ai nodi:

𝑢 −1, −1 = 𝑎1 − 𝑎2 − 𝑎3 + 𝑎4 = 𝑢1
𝑢 1, −1 = 𝑎1 + 𝑎2 − 𝑎3 − 𝑎4 = 𝑢2
𝑎1 , 𝑎2 , 𝑎3 , 𝑎4
𝑢 1,1 = 𝑎1 + 𝑎2 + 𝑎3 + 𝑎4 = 𝑢3
𝑢 −1,1 = 𝑎1 − 𝑎2 + 𝑎3 − 𝑎4 = 𝑢4
Elemento quadrangolare isoparametrico

• I coefficienti del polinomio possono essere calcolati imponendo gli spostamenti ai nodi:

𝑢 −1, −1 = 𝑎1 − 𝑎2 − 𝑎3 + 𝑎4 = 𝑢1
𝑢 1, −1 = 𝑎1 + 𝑎2 − 𝑎3 − 𝑎4 = 𝑢2
𝑎1 , 𝑎2 , 𝑎3 , 𝑎4
𝑢 1,1 = 𝑎1 + 𝑎2 + 𝑎3 + 𝑎4 = 𝑢3
𝑢 −1,1 = 𝑎1 − 𝑎2 + 𝑎3 − 𝑎4 = 𝑢4

• Raccogliendo rispetto agli spostamenti nodali si ottiene:


1 1 1 1
𝑢 𝜉, 𝜂 = 1 − 𝜉 1 − 𝜂 𝑢1 + 1 + 𝜉 1 − 𝜂 𝑢2 + 1 + 𝜉 1 + 𝜂 𝑢3 + 1 − 𝜉 1 + 𝜂 𝑢4
4 4 4 4
Elemento quadrangolare isoparametrico

• I coefficienti del polinomio possono essere calcolati imponendo gli spostamenti ai nodi:

𝑢 −1, −1 = 𝑎1 − 𝑎2 − 𝑎3 + 𝑎4 = 𝑢1
𝑢 1, −1 = 𝑎1 + 𝑎2 − 𝑎3 − 𝑎4 = 𝑢2
𝑎1 , 𝑎2 , 𝑎3 , 𝑎4
𝑢 1,1 = 𝑎1 + 𝑎2 + 𝑎3 + 𝑎4 = 𝑢3
𝑢 −1,1 = 𝑎1 − 𝑎2 + 𝑎3 − 𝑎4 = 𝑢4

• Raccogliendo rispetto agli spostamenti nodali si ottiene:


1 1 1 1
𝑢 𝜉, 𝜂 = 1 − 𝜉 1 − 𝜂 𝑢1 + 1 + 𝜉 1 − 𝜂 𝑢2 + 1 + 𝜉 1 + 𝜂 𝑢3 + 1 − 𝜉 1 + 𝜂 𝑢4
4 4 4 4

• Dall’espressione precedente si ricavano quindi le funzioni di forma:

1 Funzioni di forma dell’elemento quadrangolare


𝑁1 𝜉, 𝜂 = 1−𝜉 1−𝜂
4 a 4 nodi isoparametrico (QL1)
1
𝑁2 𝜉, 𝜂 = 1+𝜉 1−𝜂
4
1
𝑁3 𝜉, 𝜂 = 1+𝜉 1+𝜂
4
1
𝑁4 𝜉, 𝜂 = 1−𝜉 1+𝜂
4
Elemento quadrangolare isoparametrico

• I coefficienti del polinomio possono essere calcolati imponendo gli spostamenti ai nodi:

𝑢 −1, −1 = 𝑎1 − 𝑎2 − 𝑎3 + 𝑎4 = 𝑢1
𝑢 1, −1 = 𝑎1 + 𝑎2 − 𝑎3 − 𝑎4 = 𝑢2
𝑎1 , 𝑎2 , 𝑎3 , 𝑎4
𝑢 1,1 = 𝑎1 + 𝑎2 + 𝑎3 + 𝑎4 = 𝑢3
𝑢 −1,1 = 𝑎1 − 𝑎2 + 𝑎3 − 𝑎4 = 𝑢4

• Raccogliendo rispetto agli spostamenti nodali si ottiene:


1 1 1 1
𝑢 𝜉, 𝜂 = 1 − 𝜉 1 − 𝜂 𝑢1 + 1 + 𝜉 1 − 𝜂 𝑢2 + 1 + 𝜉 1 + 𝜂 𝑢3 + 1 − 𝜉 1 + 𝜂 𝑢4
4 4 4 4

• Dall’espressione precedente si ricavano quindi le funzioni di forma:

1 Funzioni di forma dell’elemento quadrangolare


𝑁1 𝜉, 𝜂 = 1−𝜉 1−𝜂
4 a 4 nodi isoparametrico (QL1)
1
𝑁2 𝜉, 𝜂 = 1+𝜉 1−𝜂 In forma compatta, si può scrivere:
4
1
𝑁3 𝜉, 𝜂 = 1+𝜉 1+𝜂 1
4 𝑁𝑖 𝜉, 𝜂 = 1 + 𝜉𝑖 𝜉 1 + 𝜂𝑖 𝜂
1 4
𝑁4 𝜉, 𝜂 = 1−𝜉 1+𝜂
4
Elemento quadrangolare isoparametrico

• Gli spostamenti possono essere quindi calcolati in coordinate locali come:


𝑢1
𝑣1
𝑢2
𝑢 𝜉, 𝜂 𝑁1 0 𝑁2 0 𝑁3 0 𝑁4 0 𝑣2
𝒖 𝜉, 𝜂 = = 𝑢3 = 𝑵 𝜉, 𝜂 𝒖𝑒
𝑣 𝜉, 𝜂 0 𝑁1 0 𝑁2 0 𝑁3 0 𝑁4
𝑣3
𝑢4
𝑣4
Elemento quadrangolare isoparametrico

• Gli spostamenti possono essere quindi calcolati in coordinate locali come:


𝑢1
𝑣1
𝑢2
𝑢 𝜉, 𝜂 𝑁1 0 𝑁2 0 𝑁3 0 𝑁4 0 𝑣2
𝒖 𝜉, 𝜂 = = 𝑢3 = 𝑵 𝜉, 𝜂 𝒖𝑒
𝑣 𝜉, 𝜂 0 𝑁1 0 𝑁2 0 𝑁3 0 𝑁4
𝑣3
𝑢4
𝑣4
• Poiché l’elemento è isoparametrico, le coordinate geometriche sono interpolate dalle
stesse funzioni di forma che interpolano gli spostamenti:
𝑥1
𝑦1
𝑥2
𝑥 𝜉, 𝜂 𝑁1 0 𝑁2 0 𝑁3 0 𝑁4 0 𝑦2
= 𝑥3
𝑦 𝜉, 𝜂 0 𝑁1 0 𝑁2 0 𝑁3 0 𝑁4
𝑦3
𝑥4
𝑦4
Proprietà di convergenza

Le funzioni di forma dell’elemento TL1 soddisfano le proprietà di convergenza:


I. Per ciascun nodo si verifica che 𝑁𝑖 𝜉𝑗 , 𝜂𝑗 = 𝛿𝑖𝑗
Proprietà di convergenza

Le funzioni di forma dell’elemento TL1 soddisfano le proprietà di convergenza:


I. Per ciascun nodo si verifica che 𝑁𝑖 𝜉𝑗 , 𝜂𝑗 = 𝛿𝑖𝑗
II. La somma delle funzioni di forma è unitaria:

𝑁1 𝜉, 𝜂 + 𝑁2 𝜉, 𝜂 + 𝑁3 𝜉, 𝜂 + 𝑁4 𝜉, 𝜂 =

1 1 1 1
1−𝜉 1−𝜂 + 1+𝜉 1−𝜂 + 1+𝜉 1+𝜂 + 1−𝜉 1+𝜂 =1
4 4 4 4
Proprietà di convergenza

Le funzioni di forma dell’elemento TL1 soddisfano le proprietà di convergenza:


I. Per ciascun nodo si verifica che 𝑁𝑖 𝜉𝑗 , 𝜂𝑗 = 𝛿𝑖𝑗
II. La somma delle funzioni di forma è unitaria:

𝑁1 𝜉, 𝜂 + 𝑁2 𝜉, 𝜂 + 𝑁3 𝜉, 𝜂 + 𝑁4 𝜉, 𝜂 =

1 1 1 1
1−𝜉 1−𝜂 + 1+𝜉 1−𝜂 + 1+𝜉 1+𝜂 + 1−𝜉 1+𝜂 =1
4 4 4 4

III. Completezza: le funzioni di forma sono lineari in 𝜉 e in 𝜂, pertanto permettono di


ottenere un valore costante della derivata prima (deformazione costante)
Proprietà di convergenza

Le funzioni di forma dell’elemento TL1 soddisfano le proprietà di convergenza:


I. Per ciascun nodo si verifica che 𝑁𝑖 𝜉𝑗 , 𝜂𝑗 = 𝛿𝑖𝑗
II. La somma delle funzioni di forma è unitaria:

𝑁1 𝜉, 𝜂 + 𝑁2 𝜉, 𝜂 + 𝑁3 𝜉, 𝜂 + 𝑁4 𝜉, 𝜂 =

1 1 1 1
1−𝜉 1−𝜂 + 1+𝜉 1−𝜂 + 1+𝜉 1+𝜂 + 1−𝜉 1+𝜂 =1
4 4 4 4

III. Completezza: le funzioni di forma sono lineari in 𝜉 e in 𝜂, pertanto permettono di


ottenere un valore costante della derivata prima (deformazione costante)
IV. Compatibilità: lo spostamento lungo ciascun lato è definito in modo univoco da una
funzione lineare, garantendo perciò la continuità degli spostamenti tra elementi
adiacenti
Trasformazione di coordinate

• Per calcolare la matrice di rigidezza 𝑲𝑒 occorre conoscere la matrice 𝑩:

𝜕𝑁1 𝜕𝑁2 𝜕𝑁3 𝜕𝑁4


0 0 0 0
𝜕𝑥 𝜕𝑥 𝜕𝑥 𝜕𝑥
𝜕𝑁1 𝜕𝑁2 𝜕𝑁3 𝜕𝑁4
𝑩= 0 0 0 0
𝜕𝑦 𝜕𝑦 𝜕𝑦 𝜕𝑦
𝜕𝑁1 𝜕𝑁1 𝜕𝑁2 𝜕𝑁2 𝜕𝑁3 𝜕𝑁3 𝜕𝑁4 𝜕𝑁4
𝜕𝑦 𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑥
Trasformazione di coordinate

• Per calcolare la matrice di rigidezza 𝑲𝑒 occorre conoscere la matrice 𝑩:

𝜕𝑁1 𝜕𝑁2 𝜕𝑁3 𝜕𝑁4


0 0 0 0
𝜕𝑥 𝜕𝑥 𝜕𝑥 𝜕𝑥
𝜕𝑁1 𝜕𝑁2 𝜕𝑁3 𝜕𝑁4
𝑩= 0 0 0 0
𝜕𝑦 𝜕𝑦 𝜕𝑦 𝜕𝑦
𝜕𝑁1 𝜕𝑁1 𝜕𝑁2 𝜕𝑁2 𝜕𝑁3 𝜕𝑁3 𝜕𝑁4 𝜕𝑁4
𝜕𝑦 𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑥

• Le derivate delle funzioni di forma in coordinate globali sono date da:

𝜕𝑥 𝜕𝑦
𝜕𝑁𝑖 𝜕𝑁𝑖 𝜕𝜉 𝜕𝜉 𝐽11 𝐽12
𝑱= = Matrice Jacobiana
𝜕𝑥 𝜕𝜉 𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝐽21 𝐽22
= 𝑱 −1
𝜕𝑁𝑖 𝜕𝑁𝑖 𝜕𝜂 𝜕𝜂
𝜕𝑦 𝜕𝜂
1 𝐽22 −𝐽12
𝑱−1 =
det 𝑱 −𝐽21 𝐽11
Trasformazione di coordinate

• Poiché l’elemento è isoparametrico, si ottiene:


4 4 4
𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑁𝑖 𝜕𝑁𝑖
𝑥 𝜉, 𝜂 = ෍ 𝑁𝑖 𝜉, 𝜂 𝑥𝑖 ෍ 𝑥𝑖 ෍ 𝑦𝑖
𝜕𝜉 𝜕𝜉 𝜕𝜉 𝜕𝜉
𝑖=1
𝑱= = 𝑖=1
4
𝑖=1
4
4 𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑁𝑖 𝜕𝑁𝑖
𝑦 𝜉, 𝜂 = ෍ 𝑁𝑖 𝜉, 𝜂 𝑦𝑖 𝜕𝜂 𝜕𝜂 ෍ 𝑥𝑖 ෍ 𝑦𝑖
𝜕𝜂 𝜕𝜂
𝑖=1 𝑖=1 𝑖=1
Trasformazione di coordinate

• Poiché l’elemento è isoparametrico, si ottiene:


4 4 4
𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑁𝑖 𝜕𝑁𝑖
𝑥 𝜉, 𝜂 = ෍ 𝑁𝑖 𝜉, 𝜂 𝑥𝑖 ෍ 𝑥𝑖 ෍ 𝑦𝑖
𝜕𝜉 𝜕𝜉 𝜕𝜉 𝜕𝜉
𝑖=1
𝑱= = 𝑖=1
4
𝑖=1
4
4 𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑁𝑖 𝜕𝑁𝑖
𝑦 𝜉, 𝜂 = ෍ 𝑁𝑖 𝜉, 𝜂 𝑦𝑖 𝜕𝜂 𝜕𝜂 ෍ 𝑥𝑖 ෍ 𝑦𝑖
𝜕𝜂 𝜕𝜂
𝑖=1 𝑖=1 𝑖=1

𝜕𝑁𝑖 1 𝜕𝑁𝑖 1
Derivate in coordinate locali: = 𝜉𝑖 1 + 𝜂𝑖 𝜂 = 𝜂𝑖 1 + 𝜉𝑖 𝜉
𝜕𝜉 4 𝜕𝜂 4
Trasformazione di coordinate

• Poiché l’elemento è isoparametrico, si ottiene:


4 4 4
𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑁𝑖 𝜕𝑁𝑖
𝑥 𝜉, 𝜂 = ෍ 𝑁𝑖 𝜉, 𝜂 𝑥𝑖 ෍ 𝑥𝑖 ෍ 𝑦𝑖
𝜕𝜉 𝜕𝜉 𝜕𝜉 𝜕𝜉
𝑖=1
𝑱= = 𝑖=1
4
𝑖=1
4
4 𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑁𝑖 𝜕𝑁𝑖
𝑦 𝜉, 𝜂 = ෍ 𝑁𝑖 𝜉, 𝜂 𝑦𝑖 𝜕𝜂 𝜕𝜂 ෍ 𝑥𝑖 ෍ 𝑦𝑖
𝜕𝜂 𝜕𝜂
𝑖=1 𝑖=1 𝑖=1

𝜕𝑁𝑖 1 𝜕𝑁𝑖 1
Derivate in coordinate locali: = 𝜉𝑖 1 + 𝜂𝑖 𝜂 = 𝜂𝑖 1 + 𝜉𝑖 𝜉
𝜕𝜉 4 𝜕𝜂 4

• Dalle espressioni delle funzioni di forma si ricava:

𝜕𝑥 1 𝜕𝑦 1
𝐽11 = = 1 − 𝜂 𝑥21 + 1 + 𝜂 𝑥34 𝐽12 = = 1 − 𝜂 𝑦21 + 1 + 𝜂 𝑦34
𝜕𝜉 4 𝜕𝜉 4

𝜕𝑥 1 𝜕𝑦 1
𝐽21 = = 1 − 𝜉 𝑥41 + 1 + 𝜉 𝑥32 𝐽22 = = 1 − 𝜉 𝑦41 + 1 + 𝜉 𝑦32
𝜕𝜂 4 𝜕𝜂 4

Dove si è indicato: 𝑥𝑖𝑗 = 𝑥𝑖 − 𝑥𝑗 𝑦𝑖𝑗 = 𝑦𝑖 − 𝑦𝑗


Trasformazione di coordinate

• Lo Jacobiano della trasformazione è dato da:


4 4

det 𝑱 = 𝐽11 𝐽22 − 𝐽12 𝐽21 = ෍ ෍ 𝜉𝑖 𝜂𝑗 1 + 𝜂𝑖 𝜂 1 + 𝜉𝑗 𝜉 𝑥𝑖 𝑦𝑗 − 𝑥𝑗 𝑦𝑖


𝑖=1 𝑗=1

1
= 𝑥31 𝑦42 − 𝑥42 𝑦31 + 𝑥43 𝑦21 − 𝑥21 𝑦43 𝜉 + 𝑥32 𝑦41 − 𝑥41 𝑦32 𝜂
8

• La matrice inversa 𝑱−1 è la seguente:

−1
1 1 − 𝜉 𝑦41 + 1 + 𝜉 𝑦32 − 1 − 𝜂 𝑦21 − 1 + 𝜂 𝑦34
𝑱 =
4det 𝑱 − 1 − 𝜉 𝑥41 − 1 + 𝜉 𝑥32 1 − 𝜂 𝑥21 + 1 + 𝜂 𝑥34
Trasformazione di coordinate

• Si possono quindi esprimere le derivate in coordinate globali come:

𝜕𝑁1
𝜕𝑥 1 −1 − 1 − 𝜂 1 𝑦24 + 𝑦43 𝜉 + 𝑦32 𝜂
𝜕𝑁1 = 4 𝑱 − 1−𝜉
=
8det 𝑱 𝑥42 − 𝑥43 𝜉 − 𝑥32 𝜂
𝜕𝑦
𝜕𝑁2
𝜕𝑥 1 −1 1 − 𝜂 1 𝑦31 − 𝑦43 𝜉 − 𝑦41 𝜂
𝜕𝑁2 = 4 𝑱 − 1+𝜉
=
8det 𝑱 𝑥13 + 𝑥43 𝜉 + 𝑥41 𝜂
𝜕𝑦
𝜕𝑁3
𝜕𝑥 1 −1 1 + 𝜂 1 𝑦42 − 𝑦21 𝜉 + 𝑦41 𝜂
𝜕𝑁3 = 4 𝑱 1+𝜉
=
8det 𝑱 𝑥24 + 𝑥21 𝜉 − 𝑥41 𝜂
𝜕𝑦
𝜕𝑁4
𝜕𝑥 1 −1 − 1 + 𝜂 1 𝑦13 + 𝑦21 𝜉 − 𝑦32 𝜂
𝜕𝑁4 = 4 𝑱 1−𝜉
=
8det 𝑱 𝑥31 − 𝑥21 𝜉 + 𝑥32 𝜂
𝜕𝑦
Trasformazione di coordinate

• La matrice 𝑩 risultante per l’elemento quadrangolare a 4 nodi è la seguente:

𝑦24 + 𝑦43 𝜉 + 𝑦32 𝜂 0 𝑦31 − 𝑦43 𝜉 − 𝑦41 𝜂 0


1
𝑩= ቎ 0 𝑥42 − 𝑥43 𝜉 − 𝑥32 𝜂 0 𝑥13 + 𝑥43 𝜉 + 𝑥41 𝜂
8det 𝑱
𝑥42 − 𝑥43 𝜉 − 𝑥32 𝜂 𝑦24 + 𝑦43 𝜉 + 𝑦32 𝜂 𝑥13 + 𝑥43 𝜉 + 𝑥41 𝜂 𝑦31 − 𝑦43 𝜉 − 𝑦41 𝜂

𝑦42 − 𝑦21 𝜉 + 𝑦41 𝜂 0 𝑦13 + 𝑦21 𝜉 − 𝑦32 𝜂 0 ഥ


𝑩
0 𝑥24 + 𝑥21 𝜉 − 𝑥41 𝜂 0 𝑥31 − 𝑥21 𝜉 + 𝑥32 𝜂 ቏ =
det 𝑱
𝑥24 + 𝑥21 𝜉 − 𝑥41 𝜂 𝑦42 − 𝑦21 𝜉 + 𝑦41 𝜂 𝑥31 − 𝑥21 𝜉 + 𝑥32 𝜂 𝑦13 + 𝑦21 𝜉 − 𝑦32 𝜂
Trasformazione di coordinate

• La matrice 𝑩 risultante per l’elemento quadrangolare a 4 nodi è la seguente:

𝑦24 + 𝑦43 𝜉 + 𝑦32 𝜂 0 𝑦31 − 𝑦43 𝜉 − 𝑦41 𝜂 0


1
𝑩= ቎ 0 𝑥42 − 𝑥43 𝜉 − 𝑥32 𝜂 0 𝑥13 + 𝑥43 𝜉 + 𝑥41 𝜂
8det 𝑱
𝑥42 − 𝑥43 𝜉 − 𝑥32 𝜂 𝑦24 + 𝑦43 𝜉 + 𝑦32 𝜂 𝑥13 + 𝑥43 𝜉 + 𝑥41 𝜂 𝑦31 − 𝑦43 𝜉 − 𝑦41 𝜂

𝑦42 − 𝑦21 𝜉 + 𝑦41 𝜂 0 𝑦13 + 𝑦21 𝜉 − 𝑦32 𝜂 0 ഥ


𝑩
0 𝑥24 + 𝑥21 𝜉 − 𝑥41 𝜂 0 𝑥31 − 𝑥21 𝜉 + 𝑥32 𝜂 ቏ =
det 𝑱
𝑥24 + 𝑥21 𝜉 − 𝑥41 𝜂 𝑦42 − 𝑦21 𝜉 + 𝑦41 𝜂 𝑥31 − 𝑥21 𝜉 + 𝑥32 𝜂 𝑦13 + 𝑦21 𝜉 − 𝑦32 𝜂

• A differenza dell’elemento triangolare lineare TL1, in cui la matrice 𝑩 è costante, i


termini della matrice dell’elemento quadrangolare lineare QL1 dipendono dalle
coordinate 𝜉 e 𝜂
• Tensioni e deformazioni possono variare linearmente all’interno dell’elemento
Matrice di rigidezza

• La matrice di rigidezza dell’elemento quadrangolare a 4 nodi isoparametrico è data da:

𝑲𝑒 = න ℎ𝑩𝑇 𝑫𝑩 dΩ in coordinate globali


Ω𝑒
Matrice di rigidezza

• La matrice di rigidezza dell’elemento quadrangolare a 4 nodi isoparametrico è data da:

𝑲𝑒 = න ℎ𝑩𝑇 𝑫𝑩 dΩ in coordinate globali


Ω𝑒

1 ഥ𝑇
1
𝑩 ഥ
𝑩
=න න ℎ 𝑫 det 𝑱 d𝜂 d𝜉 in coordinate locali
−1 −1 det 𝑱 det 𝑱
Matrice di rigidezza

• La matrice di rigidezza dell’elemento quadrangolare a 4 nodi isoparametrico è data da:

𝑲𝑒 = න ℎ𝑩𝑇 𝑫𝑩 dΩ in coordinate globali


Ω𝑒

1 ഥ𝑇
𝑩 1 ഥ
𝑩
=න න ℎ 𝑫 det 𝑱 d𝜂 d𝜉 in coordinate locali
−1 −1 det 𝑱 det 𝑱

1 1 1 1
1 𝑷 𝜉, 𝜂
= ℎන න ഥ 𝑇 ഥ
𝑩 𝑫𝑩 d𝜂 d𝜉 = ℎ න න d𝜂 d𝜉
−1 −1 det 𝑱 −1 −1 𝑄 𝜉, 𝜂
Matrice di rigidezza

• La matrice di rigidezza dell’elemento quadrangolare a 4 nodi isoparametrico è data da:

𝑲𝑒 = න ℎ𝑩𝑇 𝑫𝑩 dΩ in coordinate globali


Ω𝑒

1 ഥ𝑇
𝑩 1 ഥ
𝑩
=න න ℎ 𝑫 det 𝑱 d𝜂 d𝜉 in coordinate locali
−1 −1 det 𝑱 det 𝑱

1 1 1 1
1 𝑷 𝜉, 𝜂
= ℎන න ഥ 𝑇 ഥ
𝑩 𝑫𝑩 d𝜂 d𝜉 = ℎ න න d𝜂 d𝜉
−1 −1 det 𝑱 −1 −1 𝑄 𝜉, 𝜂

• Nota la matrice 𝑫, è possibile calcolare la matrice di rigidezza dell’elemento


Matrice di rigidezza

• La matrice di rigidezza dell’elemento quadrangolare a 4 nodi isoparametrico è data da:

𝑲𝑒 = න ℎ𝑩𝑇 𝑫𝑩 dΩ in coordinate globali


Ω𝑒

1 ഥ𝑇
𝑩 1 ഥ
𝑩
=න න ℎ 𝑫 det 𝑱 d𝜂 d𝜉 in coordinate locali
−1 −1 det 𝑱 det 𝑱

1 1 1 1
1 𝑷 𝜉, 𝜂
= ℎන න ഥ 𝑇 ഥ
𝑩 𝑫𝑩 d𝜂 d𝜉 = ℎ න න d𝜂 d𝜉
−1 −1 det 𝑱 −1 −1 𝑄 𝜉, 𝜂

• Nota la matrice 𝑫, è possibile calcolare la matrice di rigidezza dell’elemento


• È necessario calcolare l’integrale di un funzione razionale

Formule di quadratura
Integrazione dell’elemento

• La matrice di rigidezza è calcolata utilizzando le formule di quadratura Gaussiana:

1 1 1 1 𝑛 𝑛
𝑷 𝜉, 𝜂
න න d𝜂 d𝜉 = න න 𝑹 𝜉, 𝜂 d𝜂 d𝜉 = ෍ ෍ 𝑤𝑖 𝑤𝑗 𝑹 𝜉𝑖 , 𝜂𝑗
−1 −1 𝑄 𝜉, 𝜂 −1 −1 𝑖=1 𝑗=1

• I valori dei punti di Gauss e dei pesi fino al terzo ordine sono riportati in tabella:

Numero di punti 𝑛 Punti di Gauss 𝜉𝑖 , 𝜂𝒊 Pesi 𝑤𝑖


1 0 2
1
2 ± 1
3
8
0
9
3
3 5
±
5 9
Integrazione dell’elemento

• Utilizzando un formula con 2 × 2 punti di integrazione si ha:

1
𝜉1 , 𝜉2 = ±
3
1
𝜂1 , 𝜂2 = ±
3

𝑤1 = 𝑤2 = 1
Integrazione dell’elemento

• Utilizzando un formula con 2 × 2 punti di integrazione si ha:

1
𝜉1 , 𝜉2 = ±
3
1
𝜂1 , 𝜂2 = ±
3

𝑤1 = 𝑤2 = 1

• La matrice di rigidezza è calcolata come:

1 1 2 2
1 1
𝑲𝑒 = ℎ න න ഥ 𝑇 ഥ
𝑩 𝑫𝑩 d𝜂 d𝜉 = ℎ ෍ ෍ 𝑤𝑖 𝑤𝑗 ഥ 𝑇 𝜉𝑖 , 𝜂𝑗 𝑫𝑩
𝑩 ഥ 𝜉𝑖 , 𝜂𝑗
−1 −1 det 𝑱 𝑖=1 𝑗=1 det 𝑱 𝜉𝑖 , 𝜂𝑗
Modi di deformazione

• È possibile ricavare i modi di deformazione di un elemento dall’equazione di equilibrio,


imponendo che i carichi siano proporzionali agli spostamenti nodali (stessa direzione):
𝑲𝑒 𝒖𝑒 = 𝒇𝑒 𝒇𝑒 = 𝜆𝒖𝑒

𝑲𝑒 − 𝜆𝑰 𝒖𝑒 = 0 Equazione agli autovalori


Modi di deformazione

• È possibile ricavare i modi di deformazione di un elemento dall’equazione di equilibrio,


imponendo che i carichi siano proporzionali agli spostamenti nodali (stessa direzione):
𝑲𝑒 𝒖𝑒 = 𝒇𝑒 𝒇𝑒 = 𝜆𝒖𝑒

𝑲𝑒 − 𝜆𝑰 𝒖𝑒 = 0 Equazione agli autovalori

• Calcolando gli zeri del polinomio caratteristico (det 𝑲𝑒 − 𝜆𝑰 = 0) si ricavano gli


autovalori 𝜆𝑖 e i corrispondenti autovettori 𝒗𝑖 :

𝑲𝑒 𝒗𝑖 = 𝜆𝑖 𝒗𝑖 𝑲𝑒 = 𝑽𝚲𝑽−1
Modi di deformazione

• È possibile ricavare i modi di deformazione di un elemento dall’equazione di equilibrio,


imponendo che i carichi siano proporzionali agli spostamenti nodali (stessa direzione):
𝑲𝑒 𝒖𝑒 = 𝒇𝑒 𝒇𝑒 = 𝜆𝒖𝑒

𝑲𝑒 − 𝜆𝑰 𝒖𝑒 = 0 Equazione agli autovalori

• Calcolando gli zeri del polinomio caratteristico (det 𝑲𝑒 − 𝜆𝑰 = 0) si ricavano gli


autovalori 𝜆𝑖 e i corrispondenti autovettori 𝒗𝑖 :

𝑲𝑒 𝒗𝑖 = 𝜆𝑖 𝒗𝑖 𝑲𝑒 = 𝑽𝚲𝑽−1

• Poiché la matrice 𝑲𝑒 è simmetrica, gli autovalori sono tutti reali


• Gli autovettori 𝒗𝑖 corrispondono ai modi di deformazione dell’elemento e la relativa
energia di deformazione può essere calcolata come:
1 𝑇 1
𝑈𝑒 = 𝒗𝑖 𝑲𝑒 𝒗𝑖 = 𝜆𝑖 𝒗𝑇𝑖 𝒗𝑖 𝜆𝑖 > 0 deformazione
2 2

𝜆𝑖 = 0 moto di corpo rigido


(energia di deformazione nulla)
Modi di deformazione

• Modi di deformazione di un elemento QL1 con 2 × 2 punti di integrazione:

Dati:

ℎ=1 𝐸=1
𝐿=3 𝜈=0
𝐻=2

• Si osservano 8 modi di deformazione, pari al numero di gradi di libertà dell’elemento:


• 5 modi di deformazione (𝜆𝑖 > 0): 2 di deformazione monodirezionale, 2 di deformazione
flessionale e 1 di deformazione volumetrica
• 3 moti di corpo rigido (𝜆𝑖 = 0): 2 traslazioni e una rotazione
Modi di deformazione

• Modi di deformazione di un elemento QL1 a 1 punto di integrazione (integrazione ridotta):

Dati:

ℎ=1 𝐸=1
𝐿=3 𝜈=0
𝐻=2

• I modi di deformazione sono influenzati dall’approssimazione introdotta nel calcolo di 𝑲𝑒 :


• 3 modi di deformazione (𝜆𝑖 > 0): 2 di deformazione monodirezionale e 1 di deformazione
volumetrica
• 2 modi di deformazione flessionale spuri a energia nulla (𝜆𝑖 = 0), detti modi hourglass
(da tenere sotto controllo per evitare che forniscano risultati errati)
• 3 moti di corpo rigido (𝜆𝑖 = 0): 2 traslazioni e una rotazione