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CORSO DI DIRITTO AGRARIO ITALIANO E DELL’UE (Costato - Russo)

Cap. 3 - GLI INTERVENTI SUL MERCATO AGRICOLO DALLE ORIGINI SINO ALLA RIFORMA DEL 2013
L’intervento comunitario nel mercato dei prodotti agricoli: L’OCM, le quote produttive, i diritti a produrre
L’UE è intervenuta sui mercati agricoli mediante la creazione dell’Organizzazione Comune di Mercato (OCM) e
con l’erogazione degli aiuti diretti agli agricoltori operanti nel mercato interno dei prodotti agricoli.
Il diritto UE distingue i prodotti agricoli in:
- Commodities (o prodotti di massa): Sono prodotti di massa che finiscono all’impresa di trasformazione
(cereali, semi oleosi, foraggi);
- Prodotti di pregio: Sono prodotti che si presentano sul mercato per essere acquistati come tali dal
consumatore finale (frutta, verdura, agrumi).
Il legislatore UE ha differenziato il suo intervento e ha raggiunto soglie elevatissime di protezione per le
commodities agricole, mentre per i prodotti di pregio ha utilizzato strumenti commerciali (ad es. DOP).
L’OCM è disciplinata dal reg. 1308/2013 ma non opera per tutti i settori agricoli e in alcuni casi l’intervento sul
mercato si realizza con l’applicazione di regole comuni in materia di concorrenza.

La riforma della PAC del 1992 e del 1999


La riforma della PAC del 1992, implementata nel 1999, prevedeva pagamenti per superficie in favore dei
coltivatori di seminativi. Il pagamento per superficie era fissato per ettaro ed era basato sulla produzione
media unitaria di zone omogenee, tenendo conto del quinquennio dal 1986-87 al 1990-91 ed eliminando, tra i
cinque, l'anno migliore e quello peggiore di produzione unitaria.
Per ottenere il pagamento per superficie, il produttore doveva fare apposita domanda, provvedere alle semine
e mettere a riposo, a rotazione, una percentuale dei terreni destinati a seminativi. Il pagamento veniva erogato
sia per i terreni seminati, sia per quelli a riposo.

La riforma della PAC del 2003 e il c.d. health check del 2008
La PAC è stata di nuovo riformata con il reg. 1782/2003 che ha mitigato il meccanismo del disaccoppiamento
totale. Con il termine disaccoppiamento (decoupling) si fa riferimento al fatto che gli aiuti, con la riforma del
2003, sono erogati agli agricoltori a prescindere dai prodotti agricoli ottenuti (quantità e tipologia).
L’Accordo agricolo vede con sfavore gli aiuti accoppiati (aiuti erogati al produttore in funzione della natura e
della quantità del prodotto) perché li considera distorsivi del mercato e della concorrenza; quelli disaccoppiati
sono più accettabili perché sono aiuti al reddito dell'agricoltore e quindi sganciati dalle produzioni ottenute.
Il reg. 1782/2003, in seguito ad una verifica del suo “stato di salute” (health check) è stato abrogato e sostituito
dal reg. 73/2009 e poi dal reg. 1307/2013.

La PAC 2014-2020
Nel 2013 è stato raggiunto un accordo politico per la PAC del periodo 2014-2020. In seguito a questo accordo
sono stati adottati una serie di regolamenti (reg. 1305/2013, reg. 1306/2013, reg. 1307/2013, reg. 1308/2013).

Il reg. UE 1306/2013 sul finanziamento della PAC, sui controlli e sulla condizionalità
Il reg. 1306/2013 disciplina i due fondi agricoli (FEAGA e FEASR) e la loro gestione finanziaria. Stabilisce che gli
Stati devono istituire un sistema di consulenza agli agricoltori sulla conduzione del terreno e dell’azienda: gli
agricoltori possono godere di questo servizio ma non sono obbligati. Inoltre prevede un sistema integrato di

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gestione e di controllo finalizzato alla verifica del rispetto della normativa sui regimi di sostegno.
Gli Stati devono effettuare controlli amministrativi per accertare l’ammissibilità degli aiuti. In caso di mancato
rispetto dei criteri di ammissibilità, degli impegni o altri obblighi relativi alle condizioni di concessione dell’aiuto
o de sostegno, si dispone il non pagamento dell’aiuto o la sua revoca e gli Stati membri irrogano sanzioni
amministrative.
Condizionalità: Per ricevere i pagamenti (ex regg. 1307/2013, 1308/2013) e alcune misure di sostegno (ex reg.
1305/2013), i beneficiari devono rispettare i criteri di gestione obbligatoria in materia di sanità pubblica, salute
delle piante e degli animali, ambiente e benessere degli animali, e tutte le norme, stabilite dai singoli Stati
membri, per il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali. Il mancato rispetto di
questi criteri provoca una sanzione amministrativa a carico dei beneficiari consistente nella riduzione degli
oneri e nell'esclusione dai pagamenti assoggettati alle regole di condizionalità.

Il reg. UE 1307/2013 sui pagamenti diretti


Il reg. 1307/2013 che prevede norme sui pagamenti diretti concessi agli agricoltori. In base al regolamento, è
agricoltore chi esercita un’attività agricola nel territorio dell’UE. Per attività agricola si intende attività di
produzione di animali o vegetali ma anche il mantenimento della superficie agricola in uno stato che la renda
idonea al pascolo e alla coltivazione. Il reg. si applica ai prodotti agricoli contenuti nell'allegato I del Trattato
con l'aggiunta del cotone e con l'esclusione dei prodotti della pesca.
Il reg. 1307/2013 stabilisce che nessun pagamento diretto può essere erogato in favore di persone fisiche o
giuridiche la cui attività agricola non raggiunga il livello di attività minima definita da ciascuno Stato membro. È
stata anche stilata una black list di soggetti ai quali è precluso l’accesso agli aiuti.
Il reg. 1307/2013 prevede forme di pagamento sganciate dalla produzione agricola infatti l’agricoltore ha diritto
di ottenere una serie di pagamenti per il solo fatto di avere la disponibilità di terreni agricoli,
indipendentemente dall’effettiva produzione di specifici prodotti agricoli: gli aiuti vengono concessi anche se
l'agricoltore si limita a mantenere i terreni in uno stato che li rende idonei al pascolo o alla coltivazione o a
svolgervi l'attività minima definita dallo Stato membro. Rimane dunque prevalente l'idea di aiuti disaccoppiati
mentre rimangono marginali gli aiuti accoppiati.
Gli aiuti erogabili a titolo di pagamenti diretti sono predeterminabili ex ante poiché non dipendono più da
variabili (ad es. la produzione agricola ottenuta ogni anno). I pagamenti diretti sono attribuiti a seguito di
domanda di assegnazione presentata da coloro che hanno maturato il diritto a riceverli o a seguito di
trasferimento o di assegnazione dalla riserva nazionale che deve essere costituita dagli Stati membri nel primo
anno di applicazione del nuovo regime. La riserva deve essere alimentata dai diritti all'aiuto per i quali non si
chiede il pagamento per 2 anni consecutivi, dai titoli restituiti volontariamente dagli agricoltori e deve essere
utilizzata in favore dei giovani agricoltori e dei nuovi agricoltori.
Oltre al pagamento di base, sono previsti ulteriori pagamenti (ad es. quello riservato agli agricoltori che
rispettano il greening, quello per le zone soggette a vincoli naturali, quello in favore dei giovani agricoltori).
Circolazione dei diritti all’aiuto: I diritti all’aiuto possono essere ceduti per atto inter vivos o mortis causa,
definitivamente o temporaneamente, con o senza contestuale trasferimento di terreno agricolo.
Se il trasferimento avviene inter vivos, il cessionario deve essere un altro agricoltore che sia stabilito nello
stesso Stato membro del cedente, e non deve trattarsi di soggetti contenuti nella black list o escluso dal
regime. Tale limitazione non opera in caso di trasferimento mortis causa ma anche in tal caso i diritti possono
essere attivati solo nello Stato membro in cui sono stati fissati.
Inoltre gli Stati possono decidere che i diritti possono essere trasferiti od utilizzati solo nella stessa regione.

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La cessione del diritto all’aiuto non dà automaticamente diritto ad ottenere il pagamento corrispondente infatti
il credito sorge in capo al cessionario a seguito dell’abbinamento del titolo con ettari ammissibili e a seguito
della presentazione della domanda di pagamento.

Il reg. UE 1308/2013 sull’OCM


Il reg. 1308/2013 disciplina le organizzazioni di produttori e le organizzazioni interprofessionali. Per
implementare l’efficacia dell’azione delle OP e delle OI, il reg. 1308/2013 prevede che le decisioni adottate da
tali organismi sono estese anche ai non iscritti.
Organizzazioni dei produttori: Le OP devono essere riconosciute dallo Stato membro di appartenenza: con il
riconoscimento si attesta che l’OP corrisponde ai criteri previsti dal diritto UE e che può svolgere i compiti
previsti dal regolamento. Gli Stati membri possono riconoscere le OP in tutti i settori produttivi ricompresi
nell’OCM (in alcuni settori il riconoscimento è obbligatorio). Le OP svolgono:
- Funzioni normative: Le OP dettano ai propri iscritti regole relative alla coltivazione o allevamento e relative
alle caratteristiche dei prodotti da immettere sul mercato;
- Funzioni operative: Le OP commercializzano i prodotti dei soci;
- Funzioni contrattuali: Le OP che hanno il compito di concentrare l’offerta o di commercializzare la
produzione dei propri aderenti o di perseguire l’ottimizzazione dei costi di produzione, possono negoziare,
nell’interesse dei propri membri, il contenuto dei futuri contratti per la fornitura dei prodotti. L’OP,
esercitando il potere di negoziazione contrattuale, consente ai produttori di vendere i propri prodotti
direttamente all’acquirente.
Organizzazioni interprofessionali: Le OI sono composte da rappresentanti delle attività economiche connesse
alla produzione, alla trasformazione e al commercio di un determinato settore produttivo. Le OI devono essere
riconosciute dallo Stato membro di appartenenza. Gli Stati membri possono riconoscere le OI in tutti i settori
produttivi ricompresi nell’OCM (in alcuni settori il riconoscimento è obbligatorio).
Le OI hanno competenze di tipo solo consultivo o informativo in favore degli associati; non possono svolgere
compiti di natura operativa.

L’AGEA e il SIAN
La disciplina relativa agli interventi sul mercato agricolo e sui pagamenti diretti agli agricoltori necessita per la
sua attuazione, di organismi pagatori statali. In Italia, un ruolo centrale è esercitato dal Agenzia per le
erogazioni in agricoltura (AGEA). L’AGEA svolge funzioni di coordinamento e, nelle Regioni che non si sono
dotate di propri organismi pagatori, svolge anche funzioni di organismo pagatore dello Stato italiano per
l’erogazione di aiuti. Distinzione tra organismi pagatori e organismi di coordinamento:
- Organismi pagatori: Vengono istituiti dalle Regioni, erogano le somme previste dall’UE a sostegno delle
attività agricole e sono responsabili della correttezza delle operazioni di erogazione;
- Organismi di coordinamento: Raccoglie tutte le informazioni occorrenti per le comunicazioni alla
Commissione europea e rappresenta lo Stato italiano per ogni funzione relativa al FEAGA.
L’AGEA e gli organismi pagatori regionale possono utilizzare, nello svolgimento delle loro funzioni, il
telerilevamento previsto dal diritto UE e dei servizi del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN).

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Cap. 6 - IL FINAZIAMENTO DELLA PAC E GLI INTERVENTI SULLE STRUTTURE AGRICOLE


Il finanziamento della PAC
Per il finanziamento della politica agricola comune si istituì il Fondo europeo di orientamento e garanzia
(FEOGA) diviso in sezione Orientamento per il finanziamento degli interventi sulle strutture agricole e sezione
Garanzia per il sostegno degli interventi sul mercato dei prodotti agricoli. Ai fini di un riordino, il FEOGA è stato
soppresso e sono stati creati 2 nuovi fondi: il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e il Fondo europeo
agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR):
- FEAGA: Finanzia le spese previste dal regolamento sull’OCM dei prodotti agricoli e dal regolamento che
disciplina i pagamenti diretti;
- FEASR: Finanzia le strutture produttive al fine di renderle più efficienti e competitive.
I benefici sono erogati da organismi pagatori (AGEA). Se sono riconosciuto più organismi pagatori, gli Stati
membri designano un organismo di coordinamento. Gli Stati membri sono obbligati a recuperare dai
beneficiari qualsiasi pagamento che risulta essere stato eseguito indebitamente.

Il reg. 1698/2005: il sostegno allo sviluppo rurale nel periodo 2007-2014


Il reg. 1698/2005 prevedeva tutti i possibili interventi di sostegno allo sviluppo rurale. Le misure non venivano
finanziate solo dal FEASR, ma cofinanziate anche dagli Stati membri che erano liberi di scegliere quali misure
adottare. Il regolamento non era dedicato solo alle strutture produttive agrarie, ma faceva riferimento anche
allo sviluppo rurale infatti tendeva a favorire gli interventi a favore del territorio anziché quelli a sostegno
dell’azienda agraria.

Il reg. 1305/2013 sul sostegno allo sviluppo rurale nella PAC 2014-2020
Il reg. 1305/2013 disciplina il sostegno dell’UE a favore dello sviluppo rurale finanziato dal FEASR, definisce gli
obiettivi che la politica di sviluppo rurale contribuisce a conseguire e le misure di sviluppo rurale.
Gli obietti dell’intervento dell’UE sono: stimolare la competitività del settore agricolo; garantire la gestione
delle risorse naturali; realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali.
Ciascuno Stato membro deve presentare un programma di sviluppo rurale (PSR) (unico a livello nazionale o
diversi programmi regionali) nel quale stabiliscono quali misure previste dal regolamento si intendono
adottare. Il programma deve essere approvato dalla Commissione.

(Segue): regole di condizionalità, monitoraggio, controlli


Il reg. 1305/2013 vieta l’erogazione di aiuti di Stato. Sono possibili finanziamenti nazionali integrativi per le
misure previste dal regolamento che devono essere inseriti nei PSR ed essere approvati dalla Commissione.
Autorità di gestione: In base al reg. 1305/2013 gli Stati membri devono designare per ciascun programma di
sviluppo rurale un organismo pagatore, un organismo di certificazione e un’autorità di gestione. L’autorità di
gestione può essere un ente pubblico o privato che opera a livello nazionale o regionale o anche lo Stato. Essa è
incaricata della gestione del PSR ed è responsabile dell’efficace, efficiente e corretta gestione e attuazione del
programma. Lo Stato membro o l’autorità di gestione può delegare le proprie funzioni ad uno o più organismi
intermedi (enti locali, enti regionali, OGN) ma rimane responsabile.
Monitoraggio: Il reg. 1305/2013 stabilisce che l’Autorità di gestione e il Comitato di monitoraggio svolgono il
monitoraggio di ciascun PSR: il Comitato di monitoraggio accerta l’effettiva attuazione del PSR. Gli Stati membri
che dispongono di un PSR regionalizzato possono istituire un Comitato di monitoraggio nazionale.
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