Sei sulla pagina 1di 4

LE ECCEDENZE DI PERSONALE E LA TUTELA DELLOCCUPAZIONE Un rilievo peculiare assume il fenomeno delleccedenza e della riduzione di personale nellimprese, problema fronteggiato

dallistituto della CASSA INTEGRAZIONI GUADAGNO. Lintervento ordinario della CIG ha la funzione di sostegno del reddito dei lavoratori nei casi di difficolt di esercizio dellattivit produttiva nellambito del settore industriale; si tratta delle sospensioni del lavoro e delle riduzioni dellorario: Dovute a eventi transitori Determinate da situazioni temporanee di mercato.

Originariamente lintervento della CIG era previsto solo per gli operai, ma poi stato esteso anche agli impiegati e ai quadri. Lammontare del trattamento corrisposto pari all80% della retribuzione che sarebbe loro spettata per le ore non lavorate. La legge impone una procedura di informazione e consultazione sindacale con le rsa da svolgersi in via preventiva; il datore deve comunicare la durata prevedibile della sospensione del lavoro ed il numero dei lavoratori interessati; successivamente, vi la fase del procedimento amministrativo di concessione dellintegrazione salariale presso la sede dellINPS. Durata massima di 3 mesi continuativi, prorogabile eccezionalmente fino ad un massimo di un anno.

Anche lintervento straordinario della CIG stato istituito per le imprese del settore industriale ed rivolto ad assicurare la continuit del reddito e delloccupazione dei lavoratori; tuttavia, lintervento straordinario destinato a fronteggiare situazioni di tipo strutturale, cio di durevole eccedenza del personale per crisi di impresa. Le cause per cui pu essere concessa la CIGS sono costituite dalle ipotesi di ristrutturazione, riorganizzazione aziendale e di crisi aziendale di rilevanza sociale oppure nel caso di imprese assoggettate ad una procedura concorsuale e nelle ipotesi di contratto di solidariet. Nelle prime due ipotesi limpresa non riesce a continuare ad operare nel mercato; nelle altre due invece si in presenza di una crisi di grave portata. Tale intervento della CIG pu essere concesso alle imprese che nel semestre precedente la richiesta della CIGS abbiano occupato pi di 15 dipendenti. Nelle ipotesi di ristrutturazione, riorganizzazione limpresa tenuta ad esperire in via preventiva la procedura di consultazione sindacale con le r.s.a.; limpresa deve presentare la richiesta di ammissione allintervento corredata dal programma di risanamento, da cui devono risultare le misure da adottare in relazione alle conseguenza delle scelte. Il programma deve essere approvato dal Ministero del lavoro; la durata dellintervento, nelle ipotesi di ristrutturazione non pu essere superiore a 2 anni; nei casi di crisi aziendale la durata di 12 mesi non prorogabile; la l. 223/1991 ha stabilito che non consentita la concessione di questo trattamento per pi di 36 mesi in 5 anni. Nel caso di procedure concorsuali, qualora non sia stata disposta o sia cessata la continuazione dellattivit produttiva, il curatore, il liquidatore possono chiedere lintervento della CIGS; la concessione del trattamento pu avvenire da parte del Ministero del Lavoro per un periodo non superiore a 12 mesi, prorogabile di 6 mesi qualora sussistono fondate prospettive di ripresa aziendale.

Una trattazione a parte merita lipotesi di intervento della CIGS collegata alla stipulazione di un contratto di solidariet interna; larea di intervento molto ampia; qualora limprenditore abbia stipulato con i sindacati aderenti alle c.m.r. un contratto collettivo aziendale che riduca lorario di lavoro giornaliero, settimanale o mensile con conseguente diminuzione ella retribuzione, tale contratto costituisce presupposto per la concessione di un trattamento di integrazione salariale; tale integrazione pu essere corrisposta per un periodo di 24 mesi. Tale trattamento straordinario era previsto solo per le imprese industriali; in seguito stato esteso ai lavoratori dipendenti da: 1. 2. 3. 4. 5. 6. Imprese industriali addette alla commercializzazione dei loro prodotti; Imprese appaltatrici di servizi di mensa e ristorazione; Imprese appaltatrice di servizi di pulizia; Imprese artigiane; Soci di cooperative di produzione e lavoro; Imprese operanti nel settore dellinformazione ed editoria.

SEZIONE B: I LICENZIAMENTI COLLETTIVI I licenziamenti collettivi per riduzione del personale veniva identificata da esigenze di riduzione o trasformazione di attivit e lavoro. La l 223/1991 ha dettato la prima vera disciplina organica in materia; disciplina comprensiva si tutte le situazioni di eccedenza del personale, di carattere sia temporaneo che definitivo. Per questultima ipotesi si sono delineate due ipotesi di trattamento: 1. Collocamento in mobilit dei lavoratori, nel caso di processo di ristrutturazione, o crisi aziendale; 2. Licenziamento collettivo per riduzione del personale, negli altri casi. Tale disciplina ha portata generale. La procedura di collocamento in mobilit disciplinata dallarticolo 4 della l 223/1991: qualora unimpresa ammessa al trattamento di integrazione straordinaria, nel corso di attuazione del programma ritenga di non essere in grado di garantire il reimpiego di tutti i lavoratori, deve avviare una procedura di collocamento in mobilit; in capo allimpresa grava lobbligo di informazione ei sindacati e della P.A. competente. il primo atto quindi consiste nella comunicazione alle r.s.a. della situazione di difficolt, con lindicazione dei motivi che determina leccedenza e il numero dei lavoratori eccedenti, ecc. entro 7 giorni dal ricevimento della comunicazione, le r.s.a. e le associazioni di categoria possono richiedere un esame congiunto della situazione per la ricerca di soluzioni alternative; qualora entro 45 gg non sia stato raggiunto un accordo, il responsabilit dellufficio tenta una mediazione tra le parti. Una volta esaurita la procedura di mobilit, limprenditore pu procedere al collocamento in mobilit e cio alla risoluzione del rapporto di lavoro dei lavoratori eccedenti. Il legislatore ha dettato precisi criteri di scelta; lindividuazione dei lavoratori avvenga tenendo conto delle esigenza tecnico- produttive ed organizzative dellazienda; dei carichi di famiglia, dellanzianit. Una volta individuati i lavoratori da licenziare, imposta la comunicazione individuale in forma scritta del licenziamento che deve rispettare lobbligo del preavviso. Va comunicato agli uffici competenti e ai sindacati un elenco contenente i dati

anagrafici e professionali. La legge 223 dispone linefficacia dei licenziamenti intimati senza forma scritta mentre dichiara annullabili quelli in violazione dei criteri di scelta; in entrambi i casi si applica larticolo 18, cio la reintegrazione nel posto di lavoro. I lavoratori collocati in mobilit: a) Hanno diritto ad unindennit di mobilit per un periodo massimo di 12c mesi, se hanno unanzianit aziendale di 12 mesi di cui 6 di lavoro effettivo. b) Devono essere iscritti in una lista di mobilit, la quale attribuisce loro una sorta di dote personale da spendere nella ricerca di nuova occupazione. c) Sono cancellati dopo la scadenza dei periodi massimi Limprenditore che rientra nellambito di applicazione della CIGS pu decidere di procedere subito ad una riduzione di personale; larticolo 24 della l 223/1991 ha dettato una specifica disciplina che individua la nozione di licenziamento collettivo per riduzione del personale. Tale articolo pone a fondamento del licenziamento una riduzione o trasformazione di attivit o di lavoro; ad esso si devono applicare tutte le disposizioni procedurali dettate per il collocamento in mobilit. La legge pone a carico dellimprenditore soggetto alla CIGS oneri economici di un certo peso- cd contributi di mobilit-. Per ogni lavoratore licenziato limprenditore tenuto a versare allINPS in 30 rate mensili un contributo pari a 6 volte il trattamento mensile iniziale di mobilit; contributo maggiorato del 50% per i lavoratori licenziati ai sensi dellarticolo 24. Anche nel caso di procedure concorsuali si pu procedere al licenziamento collettivo; la legge 223 prevede che, quando non sia possibile la continuazione dellattivit anche attraverso la cessione di azienda il curatore il liquidatore hanno facolt di collocare in mobilit i lavoratori ai sensi dellarticolo 4. La disciplina dei licenziamenti collettivi stata estesa anche ai privati datori di lavoro non imprenditori. Anche le liste di mobilit hanno avuto integrazioni in senso estensivo; importante la mobilit lunga; il legislatore al fine di far fronte ad eccedenze definitive di personale collegate a situazioni di crisi, spesso ha utilizzato la concessione anticipata della pensione di vecchiaia. SEZIONE C: SOSTEGNO ED INCENTIVAZIONE DELLOCCUPAZIONE. A partire dagli anni 70 si sono verificate profonde modificazioni del sistema economico e industriale; lintervento pubblico ha dovuto affrontare gli effetti sociali di una forte riduzione occupazionale. Quindi ai contratti di solidariet interna stato previsto un ulteriore modello di contratto collettivo aziendale solidariet esterna, volto a promuovere loccupazione attraverso la creazione di posti di lavoro; si tratta di un contratto stipulato con le confederazioni m.r. che prevede da un lato una riduzione dellorario di lavoro e poi la contestuale assunzione di lavoratori a tempo indeterminato. Altro istituto di rilevanza stato costituito dai c.d. lavori socialmente utili, cio unattivit che ha ad oggetto la realizzazione di opere per la fornitura di servizi di utilit collettiva orientate alla creazione di nuovi posti di lavoro e allacquisizione di una qualificazione professionale. INTEGRAZIONE APPENDICE DI AGGIORNAMENTO: Nellambito delle misure di sostegno delloccupazione vanno ricondotti alcuni tipi di rapporto di lavoro con il fine di favorire il reimpiego dei lavoratori disoccupati.

Il primo il contratto di reinserimento introdotto dallarticolo 20 della legge 223/1991 destinato ai lavoratori che percepiscono da almeno 12 mesi la disoccupazione; questi lavoratori possono essere assunti da imprese che al momento della conclusione del contratto non abbiano in corso sospensioni o non abbiano proceduto a riduzioni del personale. ai datori di lavoro sono riconosciute delle agevolazioni. Il secondo il lavoro accessorio: il lavoratore pagato mediante buoni lavoro il cui valore nominale fissato dal Ministero del Lavoro; possono essere oggetto di lavoro accessorio le prestazioni occasionali rese nellambito di: Lavoro di pulizia, giardinaggio Di manifestazioni sportive, fieristiche Della consegna porta a porta e della vendita ambulante di stampa quotidiana o periodica. In via sperimentale per il 2010 si intendono anche quelle attivit rese nellambito di qualsiasi settore produttivo da parte di lavoratori con contratti a tempo parziale Con riferimento alle manifestazioni sportive, il ministero ha sancito che il reclutamento elle steward ossia gli assistenti sportivi negli stadi possa essere effettuato sia dagli istituti di sicurezza privata autorizzati sia dalle agenzie di somministrazione