Sei sulla pagina 1di 7

Percussion Duo (1979) di Charles Wuorinen

Percussion Duo è un brano per Marimba e Vibrafono (singolo esecutore) e Pianoforte,


realizzato nel 1979 dal compositore americano Charles Wuorinen (1938-2020).

Venne commissionato da Steven Schick e James Avery, i quali si esibirono in una prima
esecuzione il 20 Ottobre del 1979 presso l’Università dello Iowa.

Il brano è costituito da un singolo movimento della durata di circa 15” minuti. La macro-
struttura non è di facile comprensione, tantomeno di univoca interpretazione.
Sicuramente la proposta di un unico movimento visto come un flusso continuo e
costante, che va dall’inizio alla fine senza nessun tipo di suddivisione interna, è
un’interpretazione valida e di facile comprensione. La scrittura stessa, con una texture
sempre ricca e densa, suggerisce questa possibilità interpretativa.

Volendo tuttavia analizzare con più attenzione la partitura sono individuabili tre sezioni, di
cui due molto brevi (l’inizio e la fine), e una molto lunga e sviluppata (la parte centrale).

Dopo una prima parte, ben caratterizzata da un punto di vista formale (con un piede
ritmico fisso e chiaramente delineato; un’alternanza tra gli strumenti ciclica e puntuale), il
brano presenta un brusco arresto dalle caratteristiche praticamente uniche all’interno di
tutto il movimento, a cui succede una riproposizione del materiale iniziale.

Questo punto focale suggerisce l’esistenza di una prima parte di presentazione del
materiale (che volendo possiamo indicare come Esposizione), e una parte consequenziale
dove il materiale viene ripreso e sviluppato (Sviluppo).
Se la separazione tra la prima e la seconda parte è piuttosto evidente, la terza parte,
posta nelle ultimissime pagine della partitura, è di più difficile individuazione, e la sua
stessa esistenza è fonte di discussione interpretativa.

Al finale (Coda) si arriva con un rallentando molto graduale e temporalmente esteso, che
porta le configurazioni ritmiche più veloci ad una forma estremamente dilatata e privata
della frenesia precedentemente mostrata.

La tecnica compositiva utilizzata è quella della pitch-class; i gruppi di altezze selezionati


(set) vengono sempre presentati in concomitanza ai propri gruppi complementari (con i
quali formano il totale cromatico), suddivisi tra percussioni e pianoforte.

Nella prima parte possiamo notare come i gruppi principali (costituiti da un minor numero
di altezze complessive) siano prevalentemente attribuiti alla parte delle percussioni,
mentre il pianoforte esegue le altezze complementari; questa suddivisione si attenua
durante lo svolgimento del brano, fino ad arrivare all’assegnamento di gruppi principali in
egual misura ad entrambe le parti.

Da notare che le altezze di un set non sono mai distribuite tra le due parti, ma assegnate
interamente ed esclusivamente ad una singola parte, rendendo in qualche modo più facile
individuare i gruppi selezionati dall’autore.

A tal proposito si può notare come i sets utilizzati siano spesso riconducibili ad una
configurazione di intervalli numericamente speculari, oppure riconducibili alla sequenza
1-2-3; ad esempio il primo set utilizzato è un gruppo di 4 note è costituito proprio dalla
successione di intervalli 1-2-3. Seguono poco dopo ii gruppo 1-2-3-2-1; 1-2-2-1;
1-2-3-2-1; etc…

Esistono ovviamente diversi gruppi che non rispondono a queste caratteristiche, ma sono
collocati in zone di transizione dove il set precedente e quello successivo si intersecano e
mutano dall’uno all’altro.

Passando ad un aspetto percettivo, e forse simbolico, del brano, possiamo notare come
per tutto il suo svolgimento coesistano essenzialmente due atmosfere sonore diverse;
una caratterizzata da una fitta rete di intersezioni ritmiche, e da una complessità metrica
rilevante, che trascendono, almeno parzialmente, la scelta delle altezze, ma si
concentrano piuttosto sulle qualità ritmiche del passaggio; l’altro tipo di atmosfera è
invece più -cantabile-. In questo secondo tipo di intervento l’aspetto timbrico emerge
maggiormente, e le intersezioni ritmiche lasciano spazio a sovrapposizioni sonore
importanti ed efficaci (come ad esempio un cluster in pp che agisce come risonanza ad
uno sfz delle percussioni).

L’alternanza di questi due momenti sembra essere dichiarata nella forma complessiva del
brano, dove l’introduzione propone subito un primo momento di incastro ritmico, mentre il
finale (escluse le ultime 5 battute) evidenzia le caratteristiche di questo secondo aspetto.

I due momenti sono comunque sia sempre alternati, in tempi molto brevi, spesso
intersecandosi tra di loro (come ogni altro elemento di questo brano), e spesso
denaturando se stessi in funzione del passaggio successivo.

Per concludere riportiamo le parole che l’autore rivolge al suo stesso brano:

<<The work is in an unproblematic single movement, and for most of its length, it treats
the two members of the duet as a single sonority.  The percussion (vibraphone and
marimba only) compensates by having two timbres at its disposal for the fact that its range
cannot match that of the more expansive piano.  But through this device, real equality
between the two players is achieved.>>

Charles Wuorinen
B3
B1 B2A B2B
6-6 [32] 1-2-3-2-1
4-8 [7] (1-2-3) 4-8 [6] (1-1-5) 3-9 [10] (2-3)

8 9
4-8 [6 ] (1-1-5) 3-9 [10] (2-3)
(Manca FA#)

Testo

4-8 [78](1-2-3)

6-6 [18] 2-1-2-2-2

4-1-2?
1-2-5?

7 7
8 5-7 [5] 4-8 [4] 7-5 [5]
4-8 [7 ](1-2-3) (1-2-2-1) (1-3-3) (1-3-2-3)

7-5 [5]
(1-3-2-3)

5-7 [5]
4-8 [7] (1-2-3) (1-2-2-1) 4-8 [4]
8

(1-3-3)

B4A B4B B5A B5B


B1
Marimba/Vibrafono Pianoforte

œ œ œ œ #œ
& #œ
B1

œ #œ bœ nœ bœ nœ
4-8 [7] (1-2-3) 4-8 [78](1-2-3)

B2A

&œ œ #œ #œ œ bœ nœ bœ
B2 A

œ #œ œ œ
8
4-8 [6] (1-1-5) 4-8 [6 ] (1-1-5)

B2B
B2 B

& bœ œ bœ ( # œ) œ œ bœ nœ
œ bœ nœ 9 œ
3-9 [10] (2-3) 3-9 [10] (2-3)

B3

œ
B3
œ bœ bœ
(Mi b)
& #œ œ œ œ #œ œ #œ #œ
6-6 [32] 1-2-3-2-1
6-6 [18] 2-1-2-2-2

B4A

œ bœ nœ
B4 A

&œ œ bœ œ #œ œ b œ b œ ( n œ)
8 4-8 [7] (1-2-3)
4-8 [7 ](1-2-3)
2
B4B
4-1-2?
B4 B
1-2-5?

& #œ #œ œ #œ œ bœ œ œ bœ

7
5-7 [5]
(1-2-2-1) 5-7 [5]
(1-2-2-1)
( œ) ( œ) # œ ( œ) ( # œ) œ bœ
B4 B v.2

& œ # œ œ bœ œ

B5A
B5 A

œ bœ #œ bœ nœ œ
29

& bœ nœ œ # œ ( œ) œ
4-8 [4] 8
4-8 [4]
(1-3-3)
(1-3-3)

B5B

bœ ( n œ)
B5 B

& bœ bœ œ bœ œ œ œ
33

( œ) œ #œ
7
7-5 [5] 7-5 [5]

(1-3-2-3) (1-3-2-3)
3 su 4 spinge su quartina di sed.

Completamento pause

÷ 32 œ ‰ Œ Ó œ œ œ œ 44 Œ ≈œœ œ œ œ œœœ≈œ œœ ˙
Perc.
J R R
3 5 5 5

Piano ÷ 32 w œ œ œ œ 44 œ œ œ œ œ œ œ ‰ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ≈ œ œ œ . Ó
3 5 5 5

Fermata nel cresc. ritm.

Riempimento valori maggiori

÷ œ œ. œ œ œ Œ œ ˙ œ œ 43 ≈ œ œ œ ‰ œ œ œ œ œ œ
4

Perc.
J J
3 5

÷ œ. œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ. œ œ œ ˙ œ œ 43 œ ‰ œ œ œ ≈ œ œ œ œ
Piano
J
5