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SETTIMANALE DI POLITICA CULTURA ECONOMIA N.

42 ANNO LXVI 11 OTTOBRE 2020


DOMENICA 2,50 EURO L’ESPRESSO + LA REPUBBLICA
IN ITALIA ABBINAMENTO OBBLIGATORIO ALLA DOMENICA GLI ALTRI GIORNI SOLO L’ESPRESSO 3 EURO
Poste Italiane s.p.a.sped.in A.P.-D.L.353/03 (conv.in legge 27/02/04 n.46) art.1comma 1-DCB Roma - Austria - Belgio - Francia - Germania - Grecia - Lussemburgo - Portogallo - Principato di Monaco - Slovenia - Spagna € 5,50 - C.T. Sfr. 6,60 - Svizzera Sfr. 6,80 - Olanda € 5,90 - Inghilterra £ 4,70

Negli Stati Uniti la corsa fra


Trump e Biden diventa uno
scontro di valori. E in Italia
i 5 Stelle implodono nelle loro
contraddizioni. Chi diceva
che le categorie della politica
erano superate ora se le ritrova
davanti. Come a un bivio
Altan

11 ottobre 2020 3
Sommario
numero 42 - 11 ottobre 2020

14
36 54 14
Editoriale Oltre populismo e liberismo
84
Marco Damilano 10 Opinioni Rubriche
Altan 3 La parola 7
Prima Pagina Makkox
Liberti
8
49
Taglio alto
Bookmarks
27
83
Prove di post democrazia Massimo Cacciari 14 Serra 61 Ho visto cose 96
L’incognita parla spagnolo Davide Mamone 18 L’incompetente 96
Così Facebook favorisce la destra Tommaso Grossi e Giacomo Antonelli 20 Scritti al buio 97
Questi fantasmi Michele Serra 24 Noi e voi 98
Con gli occhi di Vito Crimi Susanna Turco 28
Rousseau, c’eravamo tanto cliccati Carlo Tecce 32
Sua eminenza petrolifera Massimiliano Coccia 36 COPERTINA
Le tenebre e la speranza Giuseppe Genna 42 Illustrazione
Così perdiamo il Recovery Fund Gloria Riva 44 di Mauro Biani
Una visione strategica per uscire dalla nebbia Fabrizio Barca e Sabina De Luca 46
Angela non ci lasciare Roberto Brunelli 50
Bonomi mercante in fiera Vittorio Malagutti 54
Uno stipendio a Roma e uno a Milano 56
Quelle donne di nuovo in croce Michela Murgia 64
Storie di un’umiliazione continua Chiara Manetti 66
L’Inquisizione c’è ancora. E boicotta la legge 194 Filomena Gallo 69

Idee
Sulla poltrona c’è la Signorina snob
Omaggio alla scrittrice che non abbiamo compreso
Foto di gruppo su palcoscenico
E Monica Vitti finì dentro un romanzo
Progetto dunque credo
Franca Valeri
Patrizia Zappa Mulas
Andrea Porcheddu
Paolo Di Paolo
colloquio con Mario Botta di Emanuele Coen
70
73
74
77
78
70
Storie
Quei pescatori finiti nella rete di Haftar Marta Bellingreri 84
L’ultimo colpo di cannone contro il fotografo Rocchelli Fabrizio Gatti 88
Giallo a Bollywood. Il colpevole non può che essere femmina Francesca Marino 92

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11 ottobre 2020 5
La parola

rapporto
Quando l’hai consumato è sessuale, Può soggiacere a ogni gerarchia e grado
ma se li tessi, o ne hai vari e continui, (di classe, di specie, parentale) e può
sono più spesso sociali. Se sei prudente travolgerli tutti, in amore.
sono protetti, se li difendi sono privati, Sono legati da un rapporto ogni stella e filo
se invece esplodono nel Tg sono rapporti d’erba, come cantava Lucrezio, ma anche
internazionali. Non facciamo altro, tutti ne il teatro e i nostri portafogli, come spiega
abbiamo, parliamo e giudichiamo, quelli l’Istat. Più che una parola, è un viaggio al
nostri e altrui, con l’aggettivo prima del centro del linguaggio. Rapporto scientifico
nome: buoni rapporti, cattivi rapporti. E o affettivo, legato a cifre o sentimenti. In
poi c’è quello di coppia, che li contiene questo caso però lo curi, custodisci e nutri,
tutti, e infatti per primo ci ha investito Dio. anche rischiando verbi più cruenti, come
Anche quando non lo sai, o ti astieni, tu lo tagliare, spezzare, troncare. Ogni rapporto
sei. In rapporto e rapportabile, con il resto è storia, passata o profezia. Contagio o
del mondo. È la parola più usata anche evoluzione.
sui media, ancor prima che il Covid la Coltiviamo rapporti, con più o meno
imponesse ovunque, condizionando voce, talento, ma soprattutto li stabiliamo tra
mani e prossimità: rapporto distanziato, le cose, - di utilità o rappresentanza - con
guardingo, sospettoso. Il rapporto può postumana spavalderia. Sin quando
trasformare il contatto in scambio, l’Internet delle cose, forse, mostrerà la loro
relazione, ed è qui la storia, personale e supremazia, riducendoci a inerti e infantili
politica - dove comincia e scorre la civiltà. consumatori. Ma io e tu, diceva Martin
È una parola così onnivora che gradisce Buber, sono le facce della stessa medaglia.
tutti i verbi. Un rapporto lo stendi, nel Anche a un metro di distanza, mani in
senso del resoconto, oppure lo infliggi tasca e volto mascherato, siamo relazione.
(o subisci) nel caso di una denuncia o Per tacitare il rapporto più complicato che
punizione. È misurabile o inafferrabile. abbiamo: quello con noi stessi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

ELVIRA SEMINARA

11 ottobre 2020 7
Cronache da fuori

8 11 ottobre 2020
Makkox

11 ottobre 2020 9
Marco Damilano

Oltre populi
LO STATO DI EMERGENZA COVID SI dello stato di emergenza fino al 31 genna-
io 2021 arriva nei giorni della Grande Pau-

ALLUNGA. LA TRAGEDIA GLOBALE


ra collettiva, dell’obbligo delle mascheri-
ne all’aperto, delle liste d’attesa infinite
per fare i vaccini contro l’influenza. Non
OBBLIGA A CAMBIARE STRADA sono finiti con il lockdown (e come pote-
vano esserlo?) i mesi della «tragedia glo-
RISPETTO AGLI ULTIMI ANNI. MA bale» del Covid, di una «tempesta che
smaschera la nostra vulnerabilità e lascia
NÉ I VECCHI PARTITI NÉ I NUOVI scoperte quelle false e superflue sicurezze
con cui abbiamo costruito le nostre agen-
MOVIMENTI SONO ADEGUATI de, i nostri progetti, le nostre abitudini e
priorità». Sono le parole del papa France-
sco, ripetute nella lettera enciclica Fratelli
tutti, firmata ad Assisi il 4 ottobre, il gior-

U
n’affaticata, ordinaria cu- no della festa del santo poverello che è il
pezza caratterizza lo sta- riferimento del papa argentino, più fran-
to di emergenza, la stra- cescano che gesuita.
lunata normalità che vi- È il primo documento di riflessione ge-
viamo, in un tempo stra- nerale a uscire nell’anno della pandemia,
ordinario. Le file di fronte rivolto non solo ai cattolici e ai credenti,
agli ospedali per fare un ma «in dialogo con tutte le persone di
tampone, anche otto o buona volontà». Il papa parla a tutti, men-
nove ore nelle grandi città, per poi sentirsi tre il Vaticano è sconvolto dalle conse-
rimandare a casa con un nulla di fatto. Gli guenze dell’inchiesta sul metodo Becciu
scambi di informazioni su WhatsApp tra anticipata dall’Espresso (Massimiliano
le famiglie sulle disposizioni da seguire Coccia, pagina 36). Intitola il suo messag-
sul positivo, il contatto con il positivo, il gio, non breve e lungamente meditato, al-
contatto con il contatto con il positivo, la «fraternità e amicizia sociale». Ha un
come in un sinistro gioco dell’oca. I tam- obiettivo polemico dichiarato, sul piano
poni estratti come una roulette russa. culturale e direi spirituale: il mondo chiu-
L’ordine, la pazienza, la rassegnazione so con le sue ombre, il ritorno all’indietro
con cui avviene tutto. dei nazionalismi «esasperati, risentiti, ag-
Per il sistema Italia è una consuetudine, gressivi», ma la sua riflessione va oltre.
lo straordinario che diventa quotidiano, il Francesco attacca i poteri dell’economia e
provvisorio che si trasforma in definitivo. della finanza, il globalismo che impone
Ma in questo caso non si tratta di inerzia un modello culturale unico, il «decostru-
amministrativa. La pandemia sta per zionismo» che dissolve «la coscienza sto-
compiere un anno di vita, attraversa le rica, il pensiero critico, l’impegno per la
stagioni, è destinata a superare la barriera giustizia», che svuotano di senso demo-
del 2020. Per il Paese il prolungamento crazia, libertà, giustizia, unità, «espres-

10 11 ottobre 2020
Editoriale

smo e liberismo
sioni manipolate e deformate per
utilizzarle come strumenti di domi-
nio, come titoli vuoti di contenuto che
possono servire per giustificare qualsiasi
azione». Si scaglia contro la comunicazio-
ne via social, con toni che non usa neppu-
re l’apocalittico documentario Netflix
“The social dilemma” sul dominio di Face-
book e Google sulle nostre vite: «L’aggres-
sività sociale trova nella rete uno spazio
di diffusione senza uguali. Ciò ha permes-
so che le ideologie abbandonassero ogni
pudore. Quello che fino a pochi anni fa
non si poteva dire di nessuno senza il ri-
schio di perdere il mondo intero, oggi si
può esprimere nella maniera più cruda
anche per alcune autorità politiche e ri-
manere impuniti. Nel mondo digitale ope-
rano giganteschi interessi economici, ca-
paci di realizzare forme di controllo tanto
sottili quanto invasive, creando meccani-
smi di manipolazione delle coscienze e
del processo democratico».
In controluce, facilmente riconoscibile,
c’è la sagoma di Donald Trump, intento a
insultare gli avversari via Twitter, risul-
tando impunito, almeno fino a quando ar-
riverà la sentenza elettorale della notte
americana di martedì 3 novembre. Ma cia-
scuna di queste affermazioni meriterebbe
una discussione approfondita. Perché il
papa considerato dai nemici interni alla
Chiesa e dai suoi simpatizzanti laici come
il più progressista, sociale ma anche mon-
dano, sfugge invece alla riduzione orizzon-
tale del suo messaggio (Giuseppe Genna,
pagina 42). C’è una sfumatura apocalittica:
il Covid non è un castigo di Dio, ma non è
neppure una pagina che possa essere vol-
tata senza lasciare una traccia profonda
nella coscienza e nei sistemi politici e

11 ottobre 2020 11
Marco Damilano

economici. Nel capitolo dedicato alla sciuto per la prima volta quasi sessant’an-
politica, «la migliore politica», Francesco ni fa. E in Italia, dove andava tanto di mo-
distingue tra il populismo, che strumen- da ripetere «non ci sono soluzioni di de-
talizza il popolo, «sotto qualunque segno stra o di sinistra», ma anche che le
ideologico», per «il proprio progetto per- categorie del Novecento erano finite, su-
sonale e la propria permanenza al pote- perate dai nuovi movimenti, i cittadini
re», e l’aggettivo popolare, che invece si- senza bandiere e senza colori, come era-
gnifica «interpretare il sentire di un po- no in origine le piazze che affollavano i
polo, la sua dinamica culturale e le grandi comizi di Beppe Grillo. Ed ecco invece il
tendenze di una società». Una terza via, presidente della Camera Roberto risco-
popolare, tra il populismo e «le forme li- pre il suo sentirsi uomo di sinistra (Re-
berali al servizio degli interessi economi- pubblica, 7 ottobre), il Movimento 5 Stelle
ci dei potenti»: «per queste visioni, la ca- naufraga sul sogno di Gian Roberto Casa-
tegoria di popolo è una mitizzazione di leggio raccontato per l’Espresso da Mi-
qualcosa che in realtà non esiste». chele Serra (pagina 24) e si divide sulle
In questa difficile terza via tra populi- alleanze e sulla politica, oltre che sulle
smo e individualismo, nella ricerca di quote e sui finanziamenti per l’associa-
contenuti da dare all’aggettivo popolare, zione Rousseau (Susanna Turco e Carlo
Tecce, pagine 28 e 32).

IL M5S ACCUSAVA LE CATEGORIE


Il Pd riscopre che con il bipolarismo si
può isolare ua destra guidata da Matteo
Salvini e perfino tornare a vincere. Vanno
DEL ’900 DI ESSERE SUPERATE: via, finalmente, i vecchi decreti firmati dal
ministro dell’Interno leghista, ma con mol-
ORA SE LE RITROVA DAVANTI. te ambiguità e timidezze, soprattutto sui
diritti di cittadinanza per i nuovi italiani
IL PD RISCOPRE IL BIPOLARISMO che sono il futuro. Ancora una volta tattica,
più che strategia. Così come è tattica la leg-

PER BATTERE SALVINI: MA SI


ge elettorale che si sta progettando nelle
aule parlameatri. Una legge proporzionale
che, come spiega Arturo Parisi (Il Foglio, 7
PERDE NEI SUOI ETERNI TATTICISMI ottobre), costruisce una democrazia fon-
data sulla rendita di posizione, dove «chi
dispone di una porzione di voti stabile non
perché nulla viene detto dal papa sugli vince mai, non perde mai, ma siede stabil-
strumenti per raggiungere il fine - né i mente al tavolo dei consociati».
vecchi partiti né i nuovi movimenti appa- È il modello di governance he da anni
iono adeguati - c’è la sintonia con il dibat- guida il Pd, il caminetto dei capicorrente,
tito pubblico degli ultimi mesi. Il ritorno esteso a tutto il sistema politico, con i ri-
delle categorie antiche nel tempo nuovo sultati che si vedono: mediazioni este-
della pandemia che rispuntano negli Sta- nuanti per fare un passo in avanti, prov-
ti Uniti chiamati a scegliere il loro presi- vedimenti che attendono più di un anno
dente e nella vecchia Europa, anche in per essere approvati, indifferenza ai pro-
Italia. Bentornato bipolarismo, si rivedo- getti e alle persone. Così, appena risco-
no destra e sinistra. Negli Usa, con lo perta la parola sinistra e trascinati gli
scontro tra Trump e Joe Biden. In Europa, elettori del Movimento 5 Stelle a scegliere
dove il governo più attrezzato al tempo da che parte stare, come dimostrano i ri-
nuovo è quello tedesco eternamente pre- sultati dei ballotaggi nelle città, si mette
sieduto da Angela Merkel che di sinistra su un sistema che consentirà al Pd di ce-
non è, ma di tradizioni popolari certa- lebrare la propria inesorabilità al potere,
mente sì (Roberto Brunelli, pagina 50), ma in un quadro di impossibilità di go-
alla guida di una coalizione con la social- vernare. Uno specchio dell’ordinaria cu-
democrazia che dopo tanti anni non è più pezza che siamo chiamati a vivere, in
una eccezione ma un governo di centrosi- questo tempo straordinario. Q
nistra come quelli che l’Italia ha cono- © RIPRODUZIONE RISERVATA

12 11 ottobre 2020
Editoriale

EMERGENCY E L’ESPRESSO PER LA SANITÀ PUBBLICA


“Idee che fanno bene”: il festival on line per un servizio universale, giusto e di qualità
Pubblica, «perché deve essere una responsabilità dello Un’operazione civile, culturale, politica: il rilancio della
Stato garantire le cure ai propri cittadini». Nazionale, sanità pubblica, un bene comune a disposizione di tutti
perché a tutti i cittadini italiani devono essere offerti gli che non può essere sottoposto alle leggi del profitto, su
stessi livelli di cura, da Nord a Sud, e universale, «senza cui si misura il capitale umano di un Paese, al termine
discriminazioni di genere, nazionalità, censo, confessione dell’anno del covid che del sistema sanitario nazionale
religiosa», come prevede l’articolo ha messo in luce la grandezza,
3 della Costituzione. E ancora: la fragilità, le contraddizioni, le
equa, gratuita, di qualità, non potenzialità.
profit, «perché in quanto bene
di tutti la salute non può essere Il primo appuntamento con Gino
oggetto di profitto per qualcuno», Strada, fondatore di Emergency, è
laica, accogliente, «per garantire il 12 ottobre, a colloquio con Marco
il diritto delle persone a veder Damilano in un luogo simbolico, la
riconosciuta la propria dignità splendida cornice di Ca’ Granda a
soprattutto nei momenti di Milano, dove nel 1456 fu fondato
difficoltà e sofferenza». E infine il primo ospedale pubblico della
integrata, «perché la salute è il Lombardia. Si proseguirà con
risultato di politiche sanitarie una lectio sulla sanità diseguale
appropriate, ma anche di scelte, di Michael Marmot, fondatore
azioni e politiche che riducono la dell’epidemiologia sociale, e con un
disuguaglianza all’interno di una monologo di Francesca Mannocchi.
comunità». Roberto Saviano parlerà di quanto
sta avvenendo negli Stati Uniti,
Sono le parole-chiave della Zerocalcare su quanto accade
sanità del futuro che Emergency nel nostro paese dei santi, eroi e
ha scelto per il manifesto che infermieri, Andrea Pennacchi con il
sarà lanciato da “Idee che fanno punto di vista del suo personaggio
bene. Una società più giusta, una il Pojana. E poi Riccardo Iacona,
società più sana”. Un evento on conduttore della trasmissione
line in rete dal 12 al 15 ottobre Rai Presadiretta, Luca Liverani
con incontri, dialoghi, interviste, (Avvenire), la giornalista scientifica
ma anche la costruzione collettiva Roberta Villa, il racconto dei
di un’idea di cura delle persone, braccianti agricoli in Sicilia senza
e dunque di società, diversa da diritti e senza assistenza sanitaria di
quella visto negli ultimi anni di Alan David Scifo, le testimonianze
tagli al servizio sanitario e di della sanità del mondo a cura di
disfacimento di ciò che è di tutti. Gianpaolo Musumeci (Radio 24),
Un progetto di comunicazione, Msssimo Cirri e Chiara D’Ambros,
in partnership con l’Espresso: Qui sopra, Gino Strada. autori del film documentario “Quello
l’incontro tra una voce tra le più In alto: la locandina del festival on line di che serve. Un viaggio nelle radici
importanti della nostra società Emergency, realizzato insieme all’Espresso del Servizio Sanitario” Nazionale,
civile, impegnata nella salvezza Dario Vergassola, Marianna Aprile.
di vite umane e nella promozione di una cultura di pace «Per ricostruire una società più equa e inclusiva»,
e accoglienza da più di un quarto di secolo in diciassette conclude la presidente di Emergency Rossella Miccio.
Foto: Minichiello / AGF

paesi del mondo e in molte periferie italiane, e il nostro Ogni giorno dal 12 al 15 ottobre dalle 15.30 alle 18.30
settimanale che anche con questa iniziativa festeggia i sui canali web di Emergency e dell’Espresso. Q
suoi 65 anni di vita. © RIPRODUZIONE RISERVATA

11 ottobre 2020 13
Elezioni Usa 1/ L’intervento

PROVE DI POST

14 11 ottobre 2020
Prima Pagina

DEMOCRAZIA

UN SISTEMA IN CUI LE CORPORATION,


GLI APPARATI MILITARI E LE ÉLITE DOMINANO
CON LA DISINFORMAZIONE E LA BUGIA. ECCO
DI COSA PARLA TRUMP, ANCHE QUANDO È MALATO.
QUELLO CHE I DEMOCRATICI NON COMPRENDONO
DI MASSIMO CACCIARI ILLUSTRAZIONE DI EMILIANO PONZI
Elezioni Usa 1/ L’intervento

UNA CAMPAGNA MEDIATICA


E DI POTERE PER ABBATTERE
LE “VECCHIE” REGOLE:
BISOGNA GUARDARE AGLI
STATI UNITI PER COMPRENDERE
QUELLO CHE PUÒ ACCADERE,
ANCHE SE IN MODO DIVERSO,
NEGLI ALTRI PAESI

S
e è vero - e credo lo sia -
che occorre guardare agli
Stati Uniti per compren-
dere quello che dovrà ac-
cadere, magari diversa-
mente travestito, negli al-
tri Paesi retti da regimi
(ancora) democratici, lo
svolgimento della campa-
gna per le presidenziali e la figura di Tru-
mp, soprattutto nelle sue ultime vicende
e sortite, potrebbero assumere un signifi-
cato davvero simbolico per il destino di
quest’epoca. L’uomo dei fallimenti e delle
frodi, l’immagine monomaniacale dell’E-
go esclusivamente interessato a se stesso
e ad avere di più, portato alla presidenza
dal sistema della universale disinforma-
zione, ora è colpito dallo stesso male che
fingeva di ignorare. Un volto pallido e sof-
ferente che si industria su come mentire del suo successo presso così vasti strati
sul proprio stesso stato e farlo fruttare a della working class non saranno compre-
proprio vantaggio. Ciò lo porterà inevita- si dai suoi avversari democratici, morto
bilmente a esasperare i toni della campa- un Trump se ne farà un altro), ma, ben più
gna, a ricorrere con ancora più veemenza radicalmente, a come la struttura stessa
alle paranoie complottiste che da sempre del potere si è andata formando e trasfor-
caratterizzano la sua propaganda. Un ca- mando negli Stati Uniti.
rattere come Trump deve coprire la pro- Trump è “immagine” di un sistema in cui
pria fragilità con l’attacco. E la strategia imprese multinazionali, burocrazia mili-
ha buone probabilità di riuscita. Per ra- tare, élites politiche, sempre più strategi-
gioni che non attengono soltanto alla camente in simbiosi, intendono decidere
presa demagogico-populistica della figu- su tutte le questioni davvero rilevanti del-
ra del Presidente (e fino a quando i motivi la nostra esistenza, superando, per quan-

16 11 ottobre 2020
Prima Pagina

proprio perché sembra capace di realiz-


zare perfettamente quella sintesi tra i di-
versi decisori ultimi, che risulta sempre
problematica e insicura in un regime de-
mocratico.
In tale direzione Trump ha proceduto
con metodo, nominando giudici federali
conservatori, favorendo potenti gruppi
industriali con la deregulation in materia
di protezione ambientale e di leggi an-
ti-inquinamento, e altri attraverso le poli-
tiche per la “sicurezza nazionale” contro
la concorrenza cinese e di altri Paesi. Un
mix di ultraliberismo e protezionismo.
Questo indirizzo politico, molto solido,
è stato avvolto nella nube della sistemati-
ca disinformazione, resa oggi possibile
anche dall’uso dei nuovi mezzi di comu-
nicazione. Nube nient’affatto sovrastrut-
turale, ma funzione essenziale di quel si-
stema e di questa politica. Il mondo di
Trump può essere solo quello in cui la
bugia può liberamente circolare e “uni-
versalizzarsi” senza alcun controllo, sen-
za alcuna autorità in grado di arrestarla o
denunciarla. In cui la domanda «Biden fa
uso di droghe?»(Fox News) o altre calun-
nie di ogni tipo possono essere pronun-
ciate senza bisogno di giustificazione o di
prova. Quel sistema in cui molto concre-
tamente e efficacemente si incarnano gli
uni con gli altri gli apparati del potere
economico, finanziario e politico vive e
prospera soltanto in una rete di messaggi
rivolti a rafforzare in ogni modo le nostre
passioni più tristi, invidia, risentimento,
e a indirizzare le nostre insicurezze, fru-
strazioni e paure verso inventati nemici e
inesistenti minacce.
Questo è l’humus in cui nascono le teo-
rie complottiste. Molto più, allora, che
semplici paranoie. In questa fase il loro
to possibile, regole e procedure della “anti- Il presidente degli scopo appare chiaro quanto arrischiato al
ca” democrazia. Una campagna a tutto Stati Uniti e la moglie limite. L’immagine di Trump alle prese con
campo sulle impotenze, i freni, i ritardi che Melania a bordo bande internazionali di nemici del prima-
quest’ultima comporterebbe, è condizione dell’Air Force One to americano e di democratici traditori
Foto: B. Smialowski /AFP / Getty Images

indispensabile per convincere l’opinione prepara, o può preparare, il terreno a una


pubblica sulla necessità di avviarne il “su- accusa di interferenze straniere nelle ele-
peramento”. Questo refrain trumpiano, zioni e a un non riconoscimento dell’even-
proprio dell’intero sistema che egli, anche tuale sconfitta. Si determinerebbe allora
se a volte da fool, rappresenta, sta diventan- una situazione del tutto inedita - e non so-
do universale. La Cina, in questo senso, non lo l’America democratica, ma l’idea stessa
è solo il Nemico - e non lo è affatto nei ter- di democrazia sarebbero chiamate a so-
mini in cui poteva esserlo l’Urss. È il con- stenere una prova durissima. Q
corrente strategico, il grande competitor, © RIPRODUZIONE RISERVATA

11 ottobre 2020 17
Elezioni Usa 2 / Il reportage

L’INCOGNITA
PARLA
SPAGNOLO
GLI ELETTORI DI ORIGINE SUDAMERICANA
NON SONO MAI STATI COSÌ TANTI.
E POSSONO RISULTARE DECISIVI. MA SOLO
SE SCELGONO DI ANDARE ALLE URNE
DI DAVIDE MAMONE DA PHOENIX (ARIZONA)

I
ricordi di Vianey De Anda del lei, che il voto ancora non se lo possono per-
suo primo giorno negli Stati Uni- mettere. «Nonostante viva qua da tempo,
ti sono ancora vividi. Da illegale. non ho la cittadinanza. Sono cresciuta qui
Con la sua famiglia. Da mino- e ora faccio parte del “Daca”», spiega rife-
renne. Sopravvivendo al deserto rendosi al programma dell’amministrazio-
dell’Arizona, che ha portato via ne Obama che nel 2014 mise uno scudo alla
tante vite negli ultimi trent’an- deportazione di tutti quei minorenni giunti
ni. Da allora, quando alla Casa nel Paese con i propri genitori, da illegali: i
Bianca non c’era Donald Trump, a oggi, cosiddetti “dreamers”.
quando è la sua amministrazione ad aprire È proprio da profili come il suo, giovani,
e a chiudere i rubinetti dell’immigrazione, ispanici e in lotta per i loro diritti di essere
di acqua ne è passata parecchia. De Anda, americani, che dipendono gli equilibri elet-
al tempo bambina spaventata, oggi è una torali dell’Arizona. Uno stato storicamente
ragazza determinata di 26 anni, di origini conservatore, che da qualche anno si sta
messicane. E da Phoenix, è direttrice della riscoprendo più liberal e che nel 2020 po-
comunicazione di Progress Arizona, un’or- trebbe votare a sorpresa per il candidato
ganizzazione no profit che lotta per garan- dem Joe Biden, preferendolo a Donald Tru-
tire il diritto di voto, anche di persone come mp. «Il nostro obiettivo è di aprire le porte

18 11 ottobre 2020
Prima Pagina

del voto a quante più persone possibili, an- Tucson, Arizona: voglia votare per posta prima, sia che si vo-
che a chi si crede conservatore, perché pen- Efrain, un migrante glia votare di persona dopo, il 3 novembre, si
siamo debba essere un diritto e non un pri- dal Guatemala con deve stare poi attenti a dove si trovano i seg-
vilegio», dice De Anda, che organizza work- la sua bambina di gi elettorali: secondo il database dell’asso-
due anni nel motel
shop e laboratori per spiegare come funzio- ciazione The Leadership Conference on Ci-
dove è stato alloggiato
ni il sistema di registrazione al voto in provvisoriamente
vil & Human Rights, in Arizona ne sono sta-
Arizona per i neo-elettori, molti dei quali insieme ad altri ti chiusi ben 320 dal 2013 a oggi. E a Marico-
sono ispanici: «Il coronavirus ha complica- 140 connazionali pa County, a sud dello Stato, dove ci sono la
to una situazione già difficile: stiamo pro- grazie agli attivisti città più densamente popolata, Phoenix,
Foto: S. Hodgson - The NYT / Contrasto

vando a organizzare eventi online e a offrire di una Ong cattolica solo 170 saranno aperti. «Qui la politica, a
da remoto supporto alle persone che sono livello statale, negli ultimi anni ha fatto di
diventate cittadine da poco e vogliono ca- tutto per ostacolare il voto», denuncia De
pire come votare». Anda. «Molti non sanno nemmeno di poter
Il problema è che le modalità per regi- votare, manca un percorso di educazione
strarsi sono complicate. Chi voleva farlo civica. E chi lo sa, è costretto ad aspettare
aveva tempo fino a lunedì 5 ottobre e solo ore in coda perché mancano i seggi».
una volta avvenuta la registrazione si può Secondo i dati raccolti dal Pew Research
richiedere la scheda elettorale. Ma sia che si Center, l’Arizona è tra i primi cinque Stati

11 ottobre 2020 19
Elezioni Usa 2 / Il reportage

del Paese per numero di elettori ispanici


ad avere diritto di voto: 1,2 milioni di perso-
ne, che rappresentano circa un quarto degli
elettori complessivi in Arizona nel 2020.
Sempre secondo Pew Research Center, in
una ricerca del 2017 è emerso che negli Usa
ci sono 60 milioni di ispanici in tutto e che
rappresentano circa il 18 per cento della po-
polazione. Nel 1980 erano un quarto (14,5
milioni) e costituivano appena il 4,5 per cen-
to. Attrarre il loro voto, specie negli Stati del
sud come Texas o Arizona, potrà essere de-
cisivo per la Casa Bianca. E per farlo, sini-
stra e destra hanno utilizzato da sempre
due approcci diversi.
«I Democratici hanno cercato di rispon-
dere alle esigenze legate all’accesso per i di-
ritti essenziali. I Repubblicani offrono una
serie di valori, legati alla famiglia cosiddetta
tradizionale, su cui molti ispanici si ritrova-
no», spiega all’Espresso Stephen Nuno Pe-
rez, Director of Communications and Se-
nior Analyst di Latino Decisions, organizza-
zione indipendente che raccoglie dati rela-
tivi al voto degli ispanico-americani. «Le
famiglie latine tendono a frequentare molto
la chiesa e a credere in Dio, si sposano e Una migrante sudamericana irregolare riceve la visita della polizia a Phoenix
hanno più figli, lavorano duro e fanno sacri-

COSÌ FACEBOOK FAVORISCE LA DESTRA


L’algoritmo di Menlo Park mette più in evidenza i post dei Repubblicani. E non è un errore tecnologico
DI TOMMASO GROSSI E GIACOMO ANTONELLI
Si avvicinano le elezioni in America ed è chiaro a favore che ha avuto più successo, solo 22 volte. Esiste una
di chi si schiererà Facebook. Ai piani alti di Menlo spiegazione per il risultato di Shapiro: il suo sito, già
Park, relazioni politiche e personali con i repubblicani responsabile di contenuti razzisti, riceve supporto e
sembrano confermare l’intenzione di Facebook di sponsorizzazioni da pagine e gruppi estremisti che
promuovere non solo la vittoria di Donald Trump, ma Facebook dovrebbe monitorare se non rimuovere.
l’intera destra americana. Il “pregiudizio conservatore” Trattasi di una fitta rete di pagine legate allo stesso
di Facebook denunciato dai Democratici sta dando giornale, che alla stessa ora e con lo stesso contenuto ne
un vantaggio alle bolle di informazione di destra, condivide i post, aumentandone la viralità. Nonostante
permettendo loro anche attività considerate illecite dalla le sponsorizzazioni coordinate siano proibite dalla
stessa piattaforma. A suggerirlo è l’analisi dei post che piattaforma, Facebook ha deciso di chiudere un occhio
hanno ricevuto più interazioni su Facebook in America: nei confronti dell’informazione pro-Trump.
calcolando la frequenza con la quale le pagine di destra
sono finite in cima alla classifica, si può avere un’idea E non si tratta di un caso isolato: sono infatti diverse
chi domini la piattaforma. La pagina del commentatore le pagine conservatrici che hanno più visibilità delle
politico Ben Shapiro è stata per 110 volte tra le prime altre sul social californiano. Dopo essersi rifiutato di
dieci, mentre la Cnn, la pagina non conservatrice rimuovere i post di Trump che incitavano alla violenza

20 11 ottobre 2020
Prima Pagina

fici», spiega Perez. «Il modello di famiglia linea che Goldwater auspicava fosse invisi-
standard venduto dal partito Repubblicano bile, Donald Trump ci sta costruendo un
al Paese è incarnato perfettamente nell’ap- muro, sventrando parchi naturali e disinte-
proccio della comunità ispanica», dice an- ressandosi dei diritti dei richiedenti asilo,
cora. «Ma l’attenzione sui temi delle politi- spesso giunti a bussare le porte degli Stati
che immigratorie e sulla copertura sanita- Uniti dopo essere scappati dalla violenza di
ria dei Dem permette loro di attrarre questa cartelli e gang crimi-nali in Messico, Nicara-
minoranza di più, specie tra i messicani e le gua, Honduras, Guatemala.
persone originarie del centro America». «Molti di questi ispanici sono anche emi-
Molto della partita elettorale tra Joe Bi- grati da situazioni di estrema povertà e han-
den e Donald Trump sugli ispanico-ameri- no vissuto l’America in modo più emargina-
cani in Arizona, infatti, gravita attorno al to, influenzati da politiche migratorie sem-
tema dell’immigrazione. Anche perché il pre più dure», spiega Susan Brewer-Osorio,
partito Repubblicano, con la sola eccezione professoressa di Latin American Studies al-
del 1996 (quando Bill Clinton sconfisse Bob la University of Arizona.
Dole), in Arizona non perde un’elezione pre- A questi immigrati, i Dem hanno teso la
sidenziale dal 1948, quando a vincere fu mano o almeno tentano di farlo. Ma in que-
Harry Truman. E nel corso dei decenni ave- sto stato del sud che si ramifica lungo le tre
va spostato il proprio baricentro più a de- strade statali 10, 17 e 40, percorse da centi-
stra. Sessant’anni fa, l’icona repubblicana naia di turisti a caccia del Grand Canyon,
dell’Arizona, il senatore Barry Goldwater, prima della pandemia, non è mai bastato
vedeva nel 2012 le sorti del confine tra Stati per vincere. Gli immigrati della scorsa ge-
Uniti e Messico simili a quelle tra Stati Uniti nerazione dovevano pensare a pagare le
e Canada: «Un confine libero, con i controlli bollette e a regolarizzarsi dopo il trasferi-
ridotti all’osso e la possibilità per i residenti mento, e non al voto. «Gli elettori di oggi
di entrambi i Paesi di viaggiare avanti e in- invece sono delusi dall’idea del sogno ame-
dietro come se quella linea non esistesse», ricano, che è stato estremamente ridimen-
disse all’epoca. Sessant’anni dopo, su quella sionato per la generazione X, i Millen-

contro i manifestanti, Zuckerberg ha permesso radicale, tra cui Shapiro e Tucker Carlson, per difendere
di postare inserzioni politiche e informazioni non il primo emendamento sui social. Ma è soprattutto
verificabili, continuando a legittimare contenuti di destra Joel Kaplan il legame tra Facebook e i Repubblicani:
estrema e reazionari. Dai gruppi dei Proud Boys fino alle oggi direttore delle politiche pubbliche di Facebook
pagine di QAnon, Facebook continua a fare da cassa e braccio destro di Zuckerberg, Kaplan fu per otto
di risonanza alla causa di Trump, definito dallo stesso anni nell’amministrazione Bush Jr, ed è tuttora amico
Zuckerberg il suo «miglior cliente». Facebook ha difeso intimo di Brett Kavanaugh, il giudice antiabortista e
la neutralità dei suoi algoritmi, motivando il successo omofobo nominato da Trump. Sarebbe stato Kaplan a far
del populismo di destra con il fatto che quei contenuti modificare gli algoritmi di Facebook per favorire pagine e
«sono capaci di trasmettere emozioni forti e viscerali». contenuti conservatori, secondo quanto rivelato dai suoi
Eppure, ripetendo la stessa analisi sui primi dieci post impiegati in forma anonima. Le relazioni tra Facebook
per interazioni in Italia, il quadro è diverso: nonostante e la destra americana non si fermano del resto qui. Sin
Salvini e Meloni siano comparsi spesso in top ten dalla creazione di Facebook, Zuckerberg ha catturato
con una ventina di apparizioni a testa, sono le testate l’interesse di molti investitori vicini alla destra. Tra le
giornalistiche a dominare il social, con Repubblica che varie figure che lo hanno finanziato risalta Peter Thiel,
appare 90 volte in classifica, sebbene i contenuti dei socio fondatore di PayPal e Palantir, frequentatore della
sovranisti italiani non siano meno “emotivi e viscerali” galassia suprematista bianca e che ancora oggi siede
di quelli postati dai loro omologhi Usa. nel consiglio di amministrazione di Facebook. Inoltre
Foto: S. Olson/Getty Images

Zuckerberg trae profondi benefici dall’alleanza con


Il sospetto che Facebook riservi un trattamento di Trump, che si oppone al progetto del partito democratico
favore nei confronti dell’area Trump insomma è più di regolamentare o addirittura smembrare Facebook. Ed
che fondato. D’altronde, il rapporto tra Facebook e la è nota per contro l’antipatia che corre tra Zuckerberg e
destra è profondo. Nel novembre 2019, Zuckerberg Joe Biden, che lo ha definito «un serio problema».  Q
ha tenuto una serie di cene con personalità dell’ala © RIPRODUZIONE RISERVATA

11 ottobre 2020 21
Prima Pagina Elezioni Usa 2 / Il reportage

problema di Biden è che gli elettori ispanici


più giovani preferivano Bernie Sanders»,
riflette Rodney Hero, direttore della School
of Politics and Global Studies di Arizona
State University. L’assenza di un volto an-
ti-establishment, giovane e fresco, potreb-
be costare caro, perché è come se quell’elet-
torato fosse pronto al cambiamento, ma
mancassei il candidato giusto per intercet-
tarne i bisogni.
Un esempio viene dalla lotta per il Senato
in Arizona, dove il Democratico Mark Kelly,
ex astronauta prestato alla politica e figura
nuova è agilmente sopra in tutti i sondaggi
rispetto alla repubblicana Martha McSally,
che ha sostituito John McCain alla sua mor-
te. Un ruolo in questo successo di Kelly ce
l’hanno proprio gli ispanici, anche se diversi
analisti riconoscono che circa un quarto
I “LATINOS” SONO 60 MILIONI, dell’elettorato latino sia ancora per Donald
Trump. «Io lo voto come lo votai nel 2016
IL 18 PER CENTO DELLA perché i Democratici porterebbero il Paese
nel caos», ci dice Luis Ruiz, 45 anni, camio-

POPOLAZIONE. E LE SECONDE nista. Con il suo “truck”, ogni settimana va


avanti e indietro per trasportare prodotti da

GENERAZIONI STANNO CON I DEM


una parte all’altra dello Stato. È capitato an-
che nel profondo sud dell’Arizona, vicino
alla cittadina di confine messicana di Noga-
nials e la generazione Z», continua Yuma, Arizona: les, dove le vetture del Border Patrol si sono
Brewer-Osorio, che non si aspetta grandi Antonio Martinez, moltiplicate da vent’anni a questa parte,
modifiche nelle intenzioni di voto delle sin- sudamericano creando tensione tra gli abitanti locali. «Pri-
gole comunità: «Gli ispanici di origine cu- naturalizzato cittadino ma della pandemia si stava bene e Trump
Usa e barbiere con
bana in Florida, ad esempio, continueran- ha permesso a noi ispanici di raggiungere il
una clientela quasi
no tendenzialmente a temere che i Demo- interamente composta
minimo storico in termini di disoccupazio-
cratici portino il socialismo da cui sono da immigrati come lui. ne», dice Ruiz, arrivato negli Usa una dozzi-
scappati». In Arizona però qualcosa sta A Yuma circa un terzo na di anni fa e diventato cittadino nel 2016.
cambiando: «Potremmo vedere un aumen- della popolazione «Sono venuto qui legalmente, quindi capi-
to dell’affluenza per gli elettori più giovani, è di origine “spanish” sco le ragioni del Presidente. E mi piace il
delusi ma ancora speranzosi». fatto che tenga alla famiglia tradizionale».
Il quadro dei sondaggi è quello di uno Obiettivo dei Democratici sarà conqui-
Stato in bilico, a una manciata di settimane stare le generazioni più giovani di Ruiz.
dal voto. Secondo le stime dell’istituto Real Obiettivo dei Repubblicani, se vogliono te-
Clear Politics, Joe Biden è sopra di circa 2,5- nere il controllo su uno Stato destinato a
3,5 per cento su Donald Trump. Il sorpasso diventare più ispanico, più giovane e sem-
Foto: C. O’Hara - The New York Times / Contrasto

del Democratico è avvenuto a marzo, quan- pre meno attratto da muri e cantieri, di rein-
do i lavori del muro hanno ricevuto una pri- ventarsi e cercare posizioni più vicine ai
ma accelerata. Il vantaggio si è poi consoli- nuovi elettori. «Ma tutto passa dal coinvol-
dato a fine giugno, quando l’Arizona ha su- gimento al voto», conclude convinta Vianey
bito una seconda ondata di contagi e de- De Anda. Uno dei suoi sogni, per lei che sta
cessi da coronavirus. Ma Donald Trump ancora espiando il peccato originale di esse-
ora pare in recupero, esattamente come lo re arrivata nel Paese da minorenne come fi-
era stato nel 2016, in Arizona: fino a due glia di irregolari, è di poter scegliere il pro-
settimane dal voto, Hillary Clinton sembra- prio Presidente: «Nel frattempo», si conso-
va destinata a vincere, poi fu Trump a im- la, « provo ad aiutare gli altri». Q
porsi, con un margine del 3,5 per cento. «Il © RIPRODUZIONE RISERVATA

22 11 ottobre 2020
Implosione 5 Stelle 1 / Il racconto

QUESTI
FANTASMI
«NON VOGLIO PIÙ NOMINARE I POLITICI NEI MIEI
SPETTACOLI», DISSE GRILLO AI SUOI AUTORI. ERANO
GLI ANNI NOVANTA. VOLEVA PARLARE DI “NOI”,
I BUONI, NON DI “LORO”, I CATTIVI. POI INCONTRÒ
CASALEGGIO. E DIVENTÒ UN POLITICO. ODIOSO.
DI MICHELE SERRA

24 11 ottobre 2020
Prima Pagina

è vero che, dei tanti materiali di cui è compo-


sta l’avventura grillesca, quello della presun-
zione digitale è, fin dagli inizi, il più anomalo,
il più sospetto e, per molti, il più allarmante.
Tutto il resto può piacere o non piacere, ma
appartiene alla consolidata esperienza indi-
viduale e sociale che la parola “politica” con-
tiene. Tutto ma proprio tutto: il linguaggio
violento e sprezzante degli inizi, il moralismo
sospettoso e punitivo, il neo-qualunquismo
(destra e sinistra non esistono più), il ricam-
bio generazionale traumatico, il populismo
becero dei “vaffa”, la creazione di un bacino di
contenimento degli umori e delle istanze (al-
cune delle quali buone e giuste, per esempio
quelle ambientaliste) che non riuscivano più
a trovare casa nei partiti, in specie nei partiti
della sinistra. È un urto che si poteva reggere,
un urto sostenibile, perché urtati e urtanti
abitavano nello stesso mondo.
La presunzione digitale, no. Quella non era
metabolizzabile, se non dal piccolo clero co-
stituitosi attorno alla visione di Casaleggio, e
ovviamente dai fedeli del culto. Potremmo
dire, con il senno di poi, che il controverso
guru milanese ha ricalcato, a suo modo, le or-
me dei pionieri del web, l’avanguardia di gio-
vani ingegneri californiani molto libertari e
molto lisergici convinti di costruire, grazie ai
microprocessori, “il mondo nuovo” (vedi “The
game” di Baricco, che di questa genesi rac-
conta molte cose). L’uso degli allucinogeni,
all’epoca, incentivò di molto la creatività, ma
anche gli equivoci.

L
Casaleggio si muove, da questo punto di
Beppe Grillo e Gianroberto vista, fuori tempo massimo. Non è un pionie-
Casaleggio in macchina, re ma un emulo tardivo. E quando indica il
a Roma, il 23 maggio 2014 web come Nuova Frontiera, il web è già cam-
biato come se fossero passati secoli dall’epo-
pea dei garage creativi che abbattono tutti i
a progressiva rottura tra i vertici dei 5 stelle e poteri costituiti. Certo, internet è il fantastico medium che ha
l’erede Casaleggio procura grande sollievo in spalancato le porte della comunicazione all’umanità intera,
una parte consistente dell’opinione pubbli- annullando tempi e distanze, sbriciolando i costi, mettendo
ca. La ragione è che quella rottura attenua, e in crisi pigrizie accademiche e rendite culturali. Ma è diventa-
forse estingue, una diffusa fobia, che è quella per il “partito to, nel frattempo, anche la più gigantesca, impensabile con-
digitale”, luogo trans-politico che nell’illusione di azzerare le centrazione di potere e di denaro mai vista sul pianeta Terra.
distanze tra il cittadino e le decisioni azzera tutte le interme- Con una capacità di controllo, e di manipolazione, almeno
diazioni, tutti gli ammortizzatori, soprattutto tutte le compe- pari al suo potenziale di liberazione (vedi “The Four” di Scott
tenze. Come ogni fobia, anche quella per il partito digitale si Galloway, inchiesta su Apple, Amazon, Facebook e Google,
alimenta - in parte - di fantasmi. Non credo che Casaleggio nuovi padroni del pianeta).
Foto: Gianni Cipriano

padre avesse in mente il controllo delle Galassie tramite algo- Dal momento in cui Grillo incontra Casaleggio (2004) e
ritmo, e neanche che la piattaforma Rousseau sia un diretto- mette le basi del partito digitale, fino al momento in cui quel
rio in grado di pilotare la politica italiana bypassando Parla- partito esplode elettoralmente (2013), l’idea del web come
mento, partiti, opinione pubblica come se fossero detriti del macchina da soldi, arma di potere, persuasore occulto, stru-
passato, alberi morti che basta uno scossone a sradicare. Però mento perfezionatissimo di controllo sociale, fa moltissi-

11 ottobre 2020 25
Implosione 5 Stelle 1 / Il racconto

ma strada. Era fisiologico, dunque, che


l’idea stessa di un partito digitale, governato
da una piattaforma gestita da una ditta pri-
vata, facesse drizzare il pelo a molti. Non era
un pregiudizio luddista, era la consapevole
preoccupazione di un rischio, o quanto me-
no di una gigantesca incognita.
Il casaleggismo ha cambiato tutto, mutan-
do la natura stessa del grillismo? Ha mitizzato
il mezzo (la rete) a scapito del messaggio (i
contenuti politici)? È la tesi di un libro del
2019 (“Snaturati”, edito da Castelvecchi, pros-
sima l’uscita in economica) il cui autore, in
tutta questa storia, ha avuto decisamente vo-
ce in capitolo. È Marco Morosini, docente di
politiche ambientali a Zurigo, chimico di for-
mazione e tossicologo, primo ispiratore e ar-
tefice del Grillo green dei primi anni Novanta
nonché coautore (tutt’ora) dei testi teatrali
Piazza San Giovanni
del fondatore del Movimento. L’incontro di
a Roma gremita per un
Grillo con Morosini è molto precedente a comizio di Beppe Grillo
quello con Casaleggio. Si conoscono al Teatro
Smeraldo di Milano (oggi grande emporio di

ERA L’UNICO A POTERSI GIOCARE


Eataly) nel 1992. Ho memoria abbastanza vi-
va di quella svolta - che allora, ovviamente,
sembrò solamente di natura artistica - perché
facevo parte della precedente leva di autori di
Grillo, sempre in cerca di argomenti, battute,
IL JOLLY AMBIENTALISTA,
nuovi bersagli («una spugna», lo definisce
Morosini). Un comico è una macchina eufori-
MA È RIMASTO PRIGIONIERO
ca e ingorda, per funzionare necessita di una
quantità enorme di stimoli. Li immagazzina e DELLA POLITICA PIÙ DEMAGOGICA,
poi li rumina e li metabolizza. Li incorpora.
Conobbi Morosini a casa di Grillo e mi col- QUALUNQUISTA E RINGHIOSA
pì la prontezza con la quale Beppe coglieva i
paradossi e le storture del nostro way of life che lo scienziato stre stazioni, ci molesta telefonicamente perfino a casa e ci
gli snocciolava davanti agli occhi, con tanto di pezze d’appog- riempie la cassetta delle lettere con carta inutile». Sono gli
gio. Materiali ideali per un comico, praticamente dei semi-la- anni in cui Beppe, nella convention della Unilever, manda in
vorati che Beppe aveva buon gioco a volgere in satira sociale. visibilio un folto pubblico di venditori di detersivo dicendo
Arcistufo della satira politica, che gli aveva portato fama, che «Coccolino fa più danni di Andreotti».
quattrini e grane a non finire, stava già virando verso una sati-
ra dei comportamenti sociali e dei consumi. «Nei miei spetta- Grillo non è un intellettuale. È un comico. Potentissimo,
coli non voglio nominare mai più il nome di un politico, non ingovernabile, intelligente, caustico, disorganizzato. Morosini,
se lo meritano», diceva a noi autori fissandoci con il suo per così dire, gli organizza i pensieri: «Occorre un cambiamen-
sguardo spiritato. to individuale che nessuna politica verde e nessuna ecotecno-
Non credo siano molti i casi di scienziati che scrivono testi logia può generare. Occorre dare più peso alle persone e meno
per un comico, ma così accadde; e non c’è dubbio che molte alle cose, più al vivere e meno al lavorare. Occorre rinunciare
delle idee-forza del Movimento, diciamo la sua spinta propul- consapevolmente a una parte del benessere materiale e dello
siva, nascono precisamente in quegli anni e da quei monolo- spreco in cambio di un modo di vivere più sereno, più convivia-
ghi: la critica del consumismo, il radicalismo verde, la pole- le, più pulito e più sobrio. Quasi tutto ciò che abbiamo è troppo
Foto: Gianni Cipriano

mica frontale contro la pubblicità e il sistema mediatico. Nel numeroso, troppo pesante, troppo veloce. La “troppità” è l’infe-
1993 Grillo (con Morosini) scrive sul Corriere della sera un zione di questo secolo. La sobrietà è il suo anticorpo». La decre-
apocalittico attacco alla pubblicità, «una malattia sociale che scita felice spiegata a un comico. Con qualche anno di anticipo.
devasta e corrompe i nostri media, sfregia le nostre città, Grillo in quegli anni è una specie di Pasolini in versione molto
comprese le chiese e i monumenti, sfigura e ingombra le no- pop (la sua proposta di abolire la pubblicità era sulle orme della

26 11 ottobre 2020
Prima Pagina

proposta di PPP di abolire la scuola, o la televi- Beppe nel 2005 estese il suo progetto d’influenza a tutto l’elet-
sione. Entra - sbraitando e ridendo - nel merito torato. Dal suo punto di vista aveva probabilmente ragione a
delle nostre vite quotidiane e imputa a ciascu- pensare che per ottenere un grande sostegno di massa in Italia
no di noi, presi uno per uno, la responsabilità siano più efficaci la polemica, le semplificazioni, le contro-ve-
delle scelte. Poteva piacere o non piacere. A rità e la volgarità che non gli argomenti razionali… L’ambizio-
me piaceva, anche se non ero più il suo autore; ne di Gianroberto e di Beppe non fu di cambiare un governo.
e mi piaceva proprio perché stava uscendo dal Fu quella di sostituire un’intera classe politica, di cambiare le
seminato che gli era stato assegnato, quello istituzioni della Repubblica e il modo di usarle, e addirittura di
del corpo a corpo con i politici, per parlare fi- cambiare la moralità di un popolo… Il Movimento era l’unico
nalmente di “noi” e non di “loro”. Proprio per partito ad avere in mano il jolly verde. Ma lo ha scartato. Invece
questo mi colpisce e mi convince molto, nel di puntare su un messaggio positivo e moderno, si è snaturato
libro di Morosini, la desolata annotazione che e si è dedicato principalmente a ringhiare contro i nemici. Ora
il “loro” come capro espiatorio diventerà inve- raccoglie gli aridi frutti di ciò che ha seminato».
ce, nel Movimento “snaturato”, un vero e pro-
prio leit-motiv. Loro sono i cattivi, noi i buoni. Mi sono sempre chiesto come mai Marco Morosini, che
È quello stesso, tremendo “loro” che spopola è non solo testimone oculare, ma protagonista diretto della
nei social e scarica ogni colpa, ogni responsa- storia del grillismo, in tutti questi anni abbia goduto di un’at-
bilità sempre sugli altri. «In tanti anni», scrive tenzione mediatica così distratta, nonostante fosse ben rag-
Morosini, «io e Beppe avevano imparato che giungibile e consultabile. Fatte le debite proporzioni, è un po’
“loro” non esiste, ognuno è il “loro” di qualcun come se a nessuno sia mai venuto in mente di fare a Engels
altro. Ora invece (nel Movimento, ndr) il “loro” qualche domanda su Marx: dopotutto, i due si conoscevano
emergeva come causa di tutti i mali. Invece bene. Comunque sia, e messa nel conto anche l’ipotesi che
della consapevolezza della complessità di Morosini sia mosso, nei confronti di Casaleggio, da una sorta
ogni fenomeno, c’era ora il semplicismo: ogni problema com- di gelosia professionale (il guru messo da parte che polemiz-
plesso ha una soluzione semplice, ma è impedita da “loro”». za con il guru che lo detronizza), la sostanza della ricostru-
Non potrebbe essere detta meglio quella tremenda supposizio- zione che lui fa della parabola del Movimento è molto verosi-
ne di innocenza e purezza, e di colpevolezza e sporcizia altrui, mile. Era «l’unico partito ad avere in mano il jolly verde» ed è
che ha reso odioso il grillismo bel al di là dei suoi demeriti. mutato, con l’arrivo del tardo-utopismo digitale di Casaleg-
Perché questo sia accaduto, secondo Morosini, è evidente. gio, in una specie di “ultracorpo” con mire palingenetiche.
«Nel 2004 Beppe incontra l’imprenditore di webmarketing Anche per questo, tornando al punto di partenza, la riduzio-
Gianroberto Casaleggio, che lo convertì alla fede nelle tecnolo- ne del Movimento a forza politica “normale”, e il distacco da
gie digitali e lo convinse ad aprire un sito, poi chiamato Il Blog ciò che rimane della celebre Casaleggio Associati, è una buo-
di Beppe Grillo... Gianroberto aveva sviluppato da anni le tec- na notizia. Anche per il Movimento, o ciò che ne rimarrà.  Q
niche per influenzare una comunità in internet. Arruolando © RIPRODUZIONE RISERVATA

TAGLIO ALTO MAURO BIANI

11 ottobre 2020 27
Implosione 5 Stelle 2 / Il partito

CON GLI OCCHI


STUDIAVA DA GERARCA
MINORE, L’HANNO
RIDOTTO A FARE IL
VIGILE URBANO: FORSE
È QUESTA LA VERA
FINE DEL MOVIMENTO
DI SUSANNA TURCO

Vito Crimi, 48 anni,


dal 22 gennaio 2019
“capo politico facente funzioni”
del Movimento 5 Stelle
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DI VITO
Q
CRIMI uando alla fine arriva, la noia
è qualcosa che spunta anzi-
tutto nei dettagli, e poi traci-
ma coprendo tutto il resto di
grigio. Grigio Viminale: quel-
già lo streaming, ce l’eravamo scordato, in
tutto questo brigare.
In effetti, come in quei film sulla guerra
fredda con gli agenti segreti in cui appunto
alcune facce sono presenti nei passaggi im-
lo che vela lo sguardo di Vito portanti della storia, un Crimi si rintraccia
Crimi. Perché se uno studia da gerarca mi- sempre, nel corso della vicenda pentastella-
nore e si ritrova a fare il vigile urbano del Mo- ta. A volte parlante, a volte silente, ma sem-
vimento Cinque stelle, allora qualcosa dav- pre in scena nelle inquadrature che contano.
vero è andato storto, forse per sempre. Un uomo di fiducia, per la ditta casaleggiana
Così quando l’altro giorno parlando degli che l’ha sempre voluto nei vari comitati dei
appena fissati Stati generali di novembre, garanti, tra i punti di riferimento nei rappor-
Crimi ha sospirato a proposito dello strea- ti con il Colle, un politico che non a caso è
ming che sì, «bisognerà riscoprire anche stato componente del Copasir nella scorsa
questo strumento», tutto all’improvviso è legislatura, e adesso siede al Viminale come
stato chiaro, conchiuso in quel soffio, in viceministro (tra l’altro si occupa dei testi-
quello sbuffo d’aria, in quella specie di fu- moni di giustizia).
metto che gli si è aperto davanti agli occhi. C’era Crimi nei tempi appunto del trion-
La noia. I diciassette anni dal primo meet fo massimo del video in diretta, cioè quan-
up di Brescia, di cui fu fondatore; gli undici do i Cinque stelle con le elezioni del 2013
anni del Movimento cinque stelle, battez- fecero il loro primo e trionfale ingresso in
zati il 4 ottobre 2009 da Grillo e Casaleggio Parlamento. Fu lui stesso, primo capogrup-
padre, devastati il 4 ottobre 2020 dal post di po al Senato, ad andare il 27 marzo 2013,
Casaleggio figlio e relativa replica dei Ga- insieme con la sua omologa della Camera
ranti, di cui fa parte; le vittorie prima, le Roberta Lombardi (è di lei la battuta entra-
sconfitte poi, le ormai tante poltrone occu- ta nella storia: «Mi sembra di stare a Bal-
pate, lontanissimi i 381 voti ottenuti nelle larò»), a sputare sulla proposta del Pd di
parlamentarie; ma soprattutto nel loro in- Pierluigi Bersani di entrare nel governo o
sieme i sette anni e mezzo nei quali, a parti- almeno di appoggiarlo in qualche modo.
re dal marzo 2013, Vito Crimi si è trovato a C’è un Crimi adesso, nel momento più
gestire, invariabilmente, tutte le cose meno drammatico della storia dei Cinque stelle:
scintillanti del Movimento. I lavori sporchi, coi i voti che vanno a picco, la scissione che
le assemblee fiume (le primissime, e queste non è più (per la prima volta) nell’ordine
ultime), gli sfogatoi, le seccature, le liti, le dei rischi teorici ma bensì pratici, ora che si
espulsioni, le epurazioni, i proclami, le liste è andati in litigio aperto persino con il figlio
dei giornalisti cattivi, le noie appunto. Co- del fondatore, col custode di fatto di tutti i
me quel giorno di giugno scorso in cui gli tesori grillini (statuti, blog, simboli, databa-
toccò telefonare a Dibba, sapendo che vole- se, soldi, processi decisionali eccetera),
Foto: A. Casasoli / FotoA3

va mandare tutto all’aria, e poi dichiarare lo adesso trattato come il presidente di una
stesso: «Mi sono confrontato con Alessan- società di servizi – come improvvisamente
dro Di Battista, una risorsa preziosa che ha credendo a una delle più monumentali fo-
dato tanto e ancora tanto può dare al no- glie di fico mai scese in campo. Ecco c’è
stro percorso comune». Roba che alla fine sempre Crimi, pure adesso: solo che invece
uno si batte la fronte con le dita e dice: ah di essere «portavoce» o «capogruppo» è

11 ottobre 2020 29
Implosione 5 Stelle 2 / Il partito

«reggente»: in un’accezione che passan-


do il tempo inclina sempre più da quella L’ASSEMBLEA CHE DELIBERA MA
metaforica di «capo provvisorio» a quella
letterale di «badante». Tiene infatti dritto,
più che un regno, qualcosa che in piedi da
NON DECIDE. IL COMITATO PONTE.
solo non starebbe senza appunto questa
cura grigia e continua, dell’aria fritta e dei
IL GRUPPO DI SUPPORTO. COSÌ IL
suoi più stretti parenti. Non è certamente
un caso che Luigi Di Maio, sin qui l’unico VICEMINISTRO PRENDE TEMPO. E
leader riconosciuto di M5S, gli abbia affida-
to la reggenza dimettendosi giusto giusto il TOCCA VETTE LESSICALI MAI UDITE
22 gennaio di quest’anno, quattro giorni
prima che il partito prendesse la scoppola gestione di poltrone e carriere», è la frase
del voto in Emilia e in Calabria (rispettiva- simbolo pronunciata in questi giorni in tv
mente 4,7 e 6,2 per cento), buttandolo avan- da Alessandro Di Battista), la stessa guida
ti a fare l’uomo dello schermo mentre bat- del partito affidata giusto a Crimi si inseri-
tezzava i «facilitatori» del Movimento e sca proprio in quell’orizzonte, per così dire,
proprio in vista dei mesi di magra in cui mastelliano. Anzitutto per il verso che si di-
avrebbe dovuto (come sta tentando di fare) ceva dell’aria fritta, perfettamente visibile
organizzare il suo assalto finale alla con- se si prova a ricostruire l’annosa vicenda
quista del Movimento. Un partito del quale degli Stati Generali, vale a dire del Congres-
allo stato non rimane nemmeno quella va- so dei Cinque stelle che non si può chiama-
ga idea, che pure il ministro degli Esteri re congresso perché altrimenti significhe-
aveva, di affidare a Chiara Appendino la le- rebbe che il Movimento è diventato un par-
adership del futuro, specie dopo le vicende tito (che orrore).
giudiziarie che hanno coinvolto la sindaca Da quando è stato issato reggente, infatti,
di Torino. Crimi non fa apparentemente altro che oc-
È per altri versi curiosissimo che, proprio cuparsi degli Stati generali, di date e di mo-
mentre tutti giurano di non voler essere né dalità (streaming o non streaming, appunto,
mai diventare come l’Udeur di Clemente alla fine si farà a metà). Prima previsti a feb-
Mastella («così facendo M5S diventerà un braio, poi slittati ad aprile, poi anticipati a
partito come l’Udeur buono forse più per la marzo (il Covid, benedetto in questo caso,

30 11 ottobre 2020
Prima Pagina

tagliò la questione in radice), poi posticipati SFIDANTE Lega. È vero che ha continuato indefesso fi-
al giorno del mai, anzi no a settembre, infine Alessandro Di Battista no all’ultimo a remare contro la revisione dei
(deo gratias) fissati durante questi giorni fu- è nel pieno della sua decreti sicurezza («vediamo se è così urgen-
riosi per il 7 e 8 novembre, gli Stati generali funzione di ribelle: te», è stato l’ultimo tentativo prima del con-
appaiono ora come qualcosa che rasenta la «Penso che l’alleanza siglio dei ministri di lunedì), ma anche que-
categoria del «privo di significato». Frutto strutturale con il Pd sia sta battaglia l’ha portata avanti con una de-
del lento lavorio ai fianchi di Crimi, questo. per noi la Morte nera», terminazione assai meno feroce di quella
ha detto di recente
Un lavorio di decostruzione la cui apoteosi è usata nella miserevole guerra per tentare di
nell’intervista del Fatto in cui, mercoledì togliere la convenzione a Radio Radicale.
scorso, ha spiegato per esempio che «a deci- ASPIRANTE Erano i tempi del governo Conte I, quando
Luigi Di Maio, ministro
dere contenuto e direzione degli Stati gene- degli Esteri, capo
Crimi faceva il sottosegretario con delega
rali non saranno le figure apicali del M5S, ma politico fino a gennaio, all’Editoria, blaterava per far bella figura di
un processo partecipato dal basso», che an- punta a guidare un voler togliere ai giornali contributi che in re-
drà a formare un’assemblea però «non deli- Movimento solo di altà erano stati già tolti da un pezzo e si bec-
berante». Quindi, attenzione: un’assemblea governo (senza lotta) cava ogni giorno da Massimo Bordin via
Foto: Alessandro Serrano’ / AGF, A. Casasoli / FotoA3, Nicola Marfisi / AGF

che decide ma che non delibera, sono que- Stampa e Regime del «gerarca minore».
sto gli Stati generali. Del resto è la linea cri- TRAMONTANTE Eppure, a occhio, in quella incattivita
miana di tutte queste settimane: mai offrire Chiara Appendino, mediocrità Crimi almeno si divertiva. Nulla
una linea, semmai elencare ipotesi che tutti sindaca di Torino, pare esservi più, nemmeno quella discuti-
già conoscono, indicare direzioni ondiva- era stata indicata da bile vitalità che lo portò a far girare sulla
Di Maio come una
ghe, fornire risposte stentate, giustificazioni rete un post su Silvio Berlusconi in cui par-
possibile capa del M5S:
abbozzate, balbettii afoni, imbarazzati giri dopo la condanna in
lava di «peti» e di «incontinenza» proprio
di parole, alternative sempre meno signifi- primo grado per falso nei giorni in cui si discuteva sulla decaden-
canti – tipo quella strepitosa del cosiddetto in atto pubblico, si è za da senatore dell’ex premier. Ma erano
«comitato ponte» da dieci persone - , e mai autosospesa appunto altri tempi: adesso, al massimo,
azzardarsi a usare espressioni che squadri- Crimi organizza un pranzo all’agriturismo
no la realtà da ogni lato, tipo la coraggiosis- Combragor sotto il diluvio universale e più
sima «comitato organizzativo»: «Meglio che studiare da gerarca fa lo spartitraffico
gruppo di supporto», chiarisce Crimi. umano. Annoiandosi moltissimo e magari
Passando gli anni in effetti Crimi non pare pensando, anche lui, che la fine del Movi-
più nemmeno quello dei tempi in cui il Mo- mento sta proprio qua.  Q
vimento governava con Matteo Salvini e la © RIPRODUZIONE RISERVATA

11 ottobre 2020 31
Implosione 5 Stelle 3 / La piattaforma

ROUSSEAU
C’ERAVAMO
TANTO CLICCATI
I TENTATIVI DI ESPORTARE IL MODELLO
ALL’ESTERO, DALL’INDIA ALLA FRANCIA, TUTTI
ANDATI MALE. E LA CACCIA AI PARLAMENTARI
M5S MOROSI. COSÌ L’ASSOCIAZIONE
DI CASALEGGIO JR RISCHIA DI FALLIRE
DI CARLO TECCE

C
he finale scontato. Per il po- Internazionale della democrazia diretta.
tere - il solito e ancora più Anzi del “click”. Fu il momento più alto
bieco potere - viene giù la prima del crollo.
coppia posticcia Cinque Oggi i parlamentari dei Cinque Stelle si
Stelle e Davide Casaleggio, rifiutano di versare l’obolo mensile di 300
l’erede di Gianroberto, il euro all’Associazione presieduta da Davi-
papà fondatore. Potere, e vil pecunia: pro- de e soprattutto di sottostare alla regola
tagonisti già identificati della disputa. Ep- del limite del terzo mandato che delega al
pure c’è stato un tempo in cui, tra la fine medesimo Davide il controllo tecnico dei
del 2017 e l’estate del 2019, la contestata candidati a qualsiasi livello. La mitologica
Associazione Rousseau di Davide - depo- Associazione, saldamente legata al Movi-
sitaria del denaro e delle politiche dei Cin- mento dallo statuto firmato da Davide Ca-
que Stelle - pianificava la conquista del saleggio e da Luigi Di Maio, gestisce il par-
mondo con l’omonima piattaforma inter- tito che ha stravinto le ultime elezioni na-
net Rousseau. Per comandare una sorta di zionali attraverso la piattaforma Rousseau

32 11 ottobre 2020
Prima Pagina

su cui - con votazioni certificate solo da un Davide Casaleggio sconforto. «Dopo le elezioni europee
notaio rivolte a circa 170.000 iscritti - si è il presidente (maggio 2019, ndr) creeremo un’infra-
fanno e si disfano governi, si impastano e dell’Associazione struttura per milioni di persone. In tutto il
si troncano riforme, si salva Matteo Salvini Rousseau che gestisce mondo ci chiedono di replicare il nostro
l’omonima piattaforma
dai processi, si entra alleati gialloverdi con modello», predicava ovunque sui media
digitale. Lo statuto
la Lega e si esce compagni giallorossi col dell’Associazione è
Enrica Sabatini, pupilla di Davide, attivi-
Pd. Se i parlamentari si scindono, si ribel- stato scritto da Luigi sta abruzzese, già consigliera comunale di
lano e non pagano, Rousseau scompare. E Pescara, oggi terza socia di Rousseau as-
Foto: Alessandro Serrano’ / AGF

Di Maio e dallo stesso


il canale ufficiale, il “Blog delle stelle”, si Casaleggio junior sieme a Pietro Dettori e al capo Casaleg-
spegne. Dal nulla nacque la classe dirigen- gio. Allora c’era fermento nella sede in af-
te dei Cinque Stelle, nel nulla può cadere fitto a 100.000 euro annui di via Gerolamo
l’Associazione Rousseau. Non erano mica Morone di Milano, che fu anche base della
“I Buddenbrook” di Thomas Mann. Casaleggio Associati, l’azienda di famiglia,
Quanta nostalgia per le imprese fallite. sempre guidata da Davide. Da mesi si ten-
Per fortuna c’è il ricordo a mitigare lo tava di plasmare un prodotto esporta-

11 ottobre 2020 33
Implosione 5 Stelle 3 / La piattaforma

bile, una piattaforma non fallata - come


quella multata dal Garante per la Privacy
- da vendere o cedere a organizzazioni ge-
melle in Europa e anche in Sudamerica,
addirittura in India. Tant’è che l’Associa-
zione fu convertita in ente commerciale
senza scopo di lucro e furono investite
centinaia di migliaia di euro. Il 7 dicembre
2017 al centro studi Sesc di San Paolo, in
Brasile, Sabatini era in missione con Casa-
leggio per illustrare le meraviglie della
piattaforma Rousseau. Il sociologo Massi-
mo Di Felice, docente di Teoria delle reti
all’università paulista, era interessato a INGEGNERE
Emanuel Mazzilli prima
una struttura digitale di resistenza per le
di Rousseau ha lavorato
popolazioni indigene. Di Felice è un con- per Twitter e Facebook
tatto che Davide ha ricevuto in dote dal
mucchio di relazioni estere di papà Gian-
roberto. Per il tramite di Di Felice, spesso
ospite a eventi dei Cinque Stelle in Italia,
Davide stringeva relazioni anche in Boli-
via. E Sabatini smistava le richieste di in-
formazioni che giungevano copiose da
Giappone, Finlandia, Olanda, Estonia. La
piattaforma, però, era scadente, piena di ne e pensò di avvalersi degli strumenti
buchi, spesso lenta, assai farraginosa e per dell’Associazione per rinfocolare la propa-
niente sicura. Il voto del 4 marzo 2018 ha ganda una volta al governo. Qualche setti-
portato 338 seggi ai Cinque Stelle, cioè 300 mana più tardi, per perorare la causa
euro al mese per 338 eletti che vuol dire Rousseau, il movimentista Alessandro Di
più di 1,2 milioni di euro di risorse all’anno Battista e lo ieratico Luigi Di Maio andaro-
per riparare Rousseau. Col piglio di chi è no a omaggiare i Gilet Gialli che infiam-
ormai padrone, Sabatini reclutò, a titolo BRASILE mavano la Francia per invitarli ad adotta-
Massimo Di Felice
gratuito, due conterranei, per l’esattezza re la stessa piattaforma: «Non mollate!
sociologo, tramite di
di Teramo, due ingegneri informatici che Rousseau in Brasile e
Avete lo spirito dei Cinque Stelle, vi offria-
si sono conosciuti a San Francisco: Ema- in Bolivia mo Rousseau», arringò Luigi. Il vicepre-
nuel Mazzilli che ha lavorato per Twitter e mier Di Maio, futuro ministro degli Esteri
Facebook e che con i 5S corse invano per dalla camicia e dalla diplomazia ben ina-
un posto alla Camera nella circoscrizione midate, all’epoca era in piena fase populi-
Nord America; Vincenzo Di Nicola, che ha sta e sovranista e per assecondare le ambi-
fondato Conio, un’applicazione per scam- zioni dell’Associazione formò un’alleanza
biare criptovalute, il denaro digitale. Maz- europea di periferia con i croati di Zivi
zilli ha contributo a sviluppare l’odierna Zid, che in italiano significa “barriera
piattaforma Rousseau e poi è rientrato in umana” e si opponevano agli sfratti; i po-
California; Di Nicola ha studiato un pro- lacchi di Kukiz 15, i finlandesi di Liike Nyt;
getto per un innovativo sistema di voto. Il i greci di Akkel. Tutti potenziali clienti di
ruolo operativo per Rousseau, invece, fu una Internazionale della democrazia di-
affidato alla società milanese Mikamai. retta con la regia di Casaleggio. Il 10 marzo
Il 2018 si chiuse con una visita a Casa- 2019, a due mesi dalle elezioni europee, al
leggio, a Milano, di alcuni emissari del par- Villaggio Rousseau di Milano, nel retropal-
tito Congresso nazionale indiano di Rahul SOCIA co, l’ingegnere Di Nicola domandò ai 67
Enrica Sabatini è
Gandhi. Il rampollo Gandhi, che sfidava il partecipanti di scegliere il tipo di pranzo
una dei tre soci (con
presidente uscente Narendra Modi alle Casaleggio e Pietro
da consumare: pizza, mele, pasta, arance,
elezioni di aprile e maggio 2019, tirò fuori Dettori) di Rousseau caramelle. Non fu alzata di mano o anima-
dal cilindro un reddito minimo garantito ta discussione, si utilizzò un’applicazione
per il venti per cento delle famiglie india- sul telefonino per una votazione anonima

34 11 ottobre 2020
Prima Pagina

cui si scaglia il nervosismo dei parlamen-


tari di un Movimento che sprofonda verso
percentuali simboliche. Qualcuno solleva
principi democratici, altri agitano il con-
flitto di interessi: la Casaleggio Associati è
una società privata che fa consulenze per
le strategie su internet, ma l’ascesa dei
Cinque Stelle e il doppio ruolo di Davide,
dicono i maligni, hanno attirato nuovi af-
fari come quelli con Philip Morris e il
gruppo Moby, tant’è che il fatturato dell’a-
zienda è cresciuto fino ai 2,2 milioni di eu-
ro nel 2019. Di sicuro i parlamentari sono
tenuti a distanza da Rousseau.
Il presidente e tesoriere Casaleggio, lo
scorso maggio, con i soci Dettori e Sabatini
in collegamento, ha approvato il bilancio
2019 dell’Associazione con un utile di eser-
cizio di 31.000 euro. I ricavi erano di 1,377
il Villaggio Rousseau milioni di euro, in aumento di 250.000 ri-
organizzato nel 2018 spetto al 2018, e provenivano in gran parte
dal M5S a Pescara dagli eletti. Le “erogazioni liberali” dei so-
stenitori si sono fermate a 100.000 euro. I
costi per il personale, fra collaboratori e
e protetta con una vigilanza diffusa grazie sette dipendenti, hanno superato 320.000
alla tecnologia “blockchain” (catena di euro. Per far funzionare l’Associazione sono
blocchi, in senso letterale). Nessuno pote- stati spesi circa 600.000 euro, oltre la metà è
va conoscere l’andamento dei risultati du- stata utilizzata per comunicazione, servizi
rante l’ora di urne aperte. Vinse la pizza, amministrativi e telematici. Ormai Rousse-
facile previsione di una perfetta esecuzio- au ha una dimensione così definita che im-
ne, ma Casaleggio non ha adottato questo pedisce la tolleranza dei “morosi”, non so-
modello per la sua piattaforma. Il sistema pravvive senza l’apporto finanziario dei
chiamato Terminus, però, è stato presen- parlamentari, ragion per cui Casaleggio ha
tato alla conferenza scientifica Euro-Par disdetto l’affitto e ne ha ridotto la funzione.
Foto: Gloria Imbrogno / IPA / Fotogramma, Aleandro Biagianti / AGF, Alessandro Serrano’ / AGF

2020. Spiega Di Nicola: «Ogni progetto di A molti parlamentari non dispiace. Non
avanguardia ha bisogno di investimenti. hanno capito come si bruciano i 3.600 euro
Purtroppo l’informatica in Italia è perce- annui a testa. E s’infuriano quando per i Vil-
pita ancora come qualcosa di irrilevante, CRIPTOVALUTE laggi Rousseau, semplici incontri sul terri-
da smanettoni di pagine su internet. La Vincenzo Di Nicola torio, sono invitati a versare 1.000 euro cia-
realtà è diversa: un discreto ingegnere a ha creato una app per scuno. Il finale è scontato. Il pubblico è già
Google prende 300.000 dollari l’anno. Un scambiare criptovalute in fila all’uscita. Q
progetto di voto digitale, con le sue grandi © RIPRODUZIONE RISERVATA

sfide di ricerca crittografica, sviluppo, test


e infine rilascio, richiederebbe milioni di

L’ULTIMO BILANCIO SI È CHIUSO


euro e tanti mesi di pazienza». Casaleggio
virò sull’attuale sistema, più comodo e or-
dinario. Poi il precipizio. Gli alleati euro-
pei dei Cinque Stelle hanno raccolto un
misero seggio. Modi ha sconfitto Gandhi.
CON 1,3 MILIONI DI RICAVI, METÀ
Il moderato Conte ha pensionato il Conte
avvocato del popolo. Di Maio adora fare il
DELLE SPESE SE NE VANNO IN
ministro e non può rinunciare al terzo giro
in Parlamento. SERVIZI. SENZA IL CONTRIBUTO DI
A Casaleggio è rimasta la solita piatta-
forma con tanti difetti e molti sospetti su DEPUTATI E SENATORI SI CHIUDE
11 ottobre 2020 35
Esclusivo / I soldi del Vaticano

SUA EMINENZA
Ihitatiore
laceaque sed
quiatur amus
quam hil iduciis
ex essinctatur aut
aut quae

36 11 ottobre 2020
Prima Pagina

DOPO L’ANGOLA,
DENARO NEI POZZI
IN IRLANDA
E AUSTRALIA.
E NON SOLO.
I NUOVI SVILUPPI
DELL’INCHIESTA SUL
CARDINALE BECCIU
DI MASSIMILIANO COCCIA

I
l 24 settembre, dopo l’inchiesta
condotta dal nostro settimanale,
il cardinale Angelo Becciu ha ras-
segnato le dimissioni dalla cari-
ca di Prefetto della Congregazio-
ne delle Cause dei Santi ed è stato
spogliato dei diritti connessi al
cardinalato. Una seconda sanzio-
ne che fu preceduta dalla rimozione nel
maggio 2018 dalla Segreteria di Stato dopo
i dubbi sull’operazione dell’acquisto del pa-
lazzo in Sloane Avenue a Londra.
Il cardinale è davanti a un bivio: mantenere
Foto: F. Monteforte - Afp / Getty Images

l’atteggiamento seguito fin qui o collabora-


re con i promotori di giustizia per ricostru-
ire la selva di rapporti, investimenti e spe-
culazioni. La rinuncia ai diritti del porpo-
rato fa infatti decadere ogni possibile im-
Papa Francesco munità prevista dal diritto canonico e
a conclusione di rende Becciu vulnerabile da un punto di
un’udienza in Vaticano vista giudiziario. C’è irritazione negli am-

PETROLIFERA
bienti investigativi, si sarebbero attesi

11 ottobre 2020 37
Esclusivo / I soldi del Vaticano

già da giorni un riscontro da parte del


cardinale. Becciu invece ha cambiato stra-
tegia difensiva e avvocato (ora è assistito
da Fabio Viglione): la strategia verte sul si-
lenzio, mentre fa parlare altri, ex soci nella
gestione delle casse del Vaticano come il
finanziere Enrico Crasso che con il Fondo
Centurion ha amministrato i tesori della
Segreteria di Stato dividendoli in fondi in-
vestimento offshore e obbligazioni di so-
cietà con sede in paradisi fiscali.
Da nuove carte riservate che abbiamo
potuto visionare in esclusiva e che raccon-
tano i rendiconti e i rendimenti del patri-
monio della Segreteria di Stato, la maggior
parte dei fondi movimentati sono stati in-
vestiti per i prossimi anni in paradisi fisca-
li come le Cayman, Malta e Russia. Sono
rotte consuete per gli investimenti di un
certo tipo di finanza speculativa, ma che al
Vaticano hanno procurato non solo una
caduta di credibilità, ma anche perdite
economiche.
Nel 2018 infatti Centurion, fondo che
ammonta a circa 70 milioni di euro di cui
due terzi del Vaticano, ha perso il 5% del
suo valore, ma ha guadagnato circa due
milioni di euro per le commissioni di ge-
stione. Centurion aveva un’altra scatola di
gestione, la società Gamma Capital, con IL FONDO DI INVESTIMENTO
USATO DAL PORPORATO SI SERVE
cui condivide gli uffici a Malta, ed è il ge-
store del denaro in disposizione del fondo.
Centurion è presieduto da Enzo Filippini,
già gestore della Banca svizzera Bsi, che fu
sciolta dalle autorità svizzere nel 2016 per i
DI BANCHE MALTESI E SVIZZERE
reati di omessa vigilanza bancaria, rici-
claggio, mancanza di adesione alle regole
INDAGATE PER CORRUZIONE
anticorruzione previste dalla legislazione
svizzera. Filippini si adoperò in quanto te- DIMISSIONI tróleos de Venezuela. Le mazzette per
nutario della Bsi a far avere un prestito a Il cardinale Angelo Abraham Ortega, ex direttore della società
condizioni fuori mercato e particolarmen- Becciu si è dimesso petrolifera statale sarebbero proprio pas-
te svantaggiose proprio alla segreteria di da Prefetto della sate da un conto bancario della Banca Za-
Stato per la ristrutturazione di un com- Congregazione delle rattini di Lugano dove sono depositati i
Cause dei Santi ed
plesso immobiliare a Londra, che diven- soldi del Segreteria di Stato tramite il Fon-
è stato privato delle
terà teatro delle speculazioni successive. prerogative cardinalizie
do Centurion. Gli inquirenti svizzeri stan-
La ricostruzione dei flussi di investimento no approfondendo il coinvolgimento pro-
sulle carte della Segreteria di Stato ci rac- prio del fondo guidato da Crasso che
conta che la Gamma Capital ha depositato avrebbe, con un espediente fiscale, assie-
tutti i fondi del Fondo Centurion in una me a Gamma Capital, fornito liquidità per
piccola banca svizzera, la Banca Zarattini oliare il meccanismo di tangenti in Vene-
e nella Sparkasse Bank di Malta. Due istitu- zuela, fondi quindi di natura vaticana.
ti accomunati dall’essere al centro di inda- Il petrolio è un investimento che torna
gini degli inquirenti statunitensi per le tan- nella gestione Becciu della Segreteria di
genti che hanno coinvolto funzionari go- Stato. Saltato nel 2013 l’affare con l’angola-
vernativi venezuelani e i vertici della Pe- na Falcon Oil, Crasso e il cardinale decido-

38 11 ottobre 2020
Prima Pagina

no di investire in obbligazioni nella Tullow PARADISI FISCALI gli alert interbancari.


Oil, una compagnia petrolifera irlandese, I resoconti dei fondi di Insieme agli investigatori italiani e vati-
accusata proprio nel 2013 di aver dato tan- investimento della cani, in queste ore si sarebbe mossa anche
genti a funzionari del governo del Regno segreteria di Stato la Finma, l’autorità federale di vigilanza sui
gestiti da Enrico Crasso,
Unito e politici tra cui William Hauge, ex mercati finanziari svizzeri, che avrebbe ac-
insediati nei paradisi
leader della Camera dei Comuni ed espo- fiscali. Si nota anche un
quisito documentazione relativa ai movi-
nente di spicco del Partito Conservatore, e numero considerevole menti bancari e speculativi in merito ai
di aver successivamente causato un disa- di obbligazioni alla fondi gestiti da Enrico Crasso e da Valeur
stro ambientale nel villaggio ugandese di società Cooperativa Group. Un atto formale che non configura
Kakindo, versando liquami tossici e scarti Osa, che opera in l’immediata certificazione di un illecito,
di lavorazione petrolifera nelle falde ac- ambito sanitario ma che aiuterà gli inquirenti ad accorciare
quifere. Gli investimenti petroliferi porta- i tempi di verifica rispetto ai giri di consu-
no anche in Australia, dove la Segreteria lenze e investimenti che sono stati effet-
ha investito nella Glencore Australia Hol- tuati in questi ultimi anni. E che anticipa,
dings, società accusata dalle autorità loca- come avevamo scritto nelle precedenti
li di aver trasferito 30 miliardi di dollari puntate dell’inchiesta, il passaggio di do-
fuori dalla rete fiscale australiana dopo cumenti importanti tra la Svizzera e gli in-
averne dichiarato 16 di svalutazione. Un quirenti vaticani.
altro investimento poco in linea con gli Non c’è solamente il mondo della finan-
Foto: A. Solaro - Afp / Getty Images

standard etici imposti da Papa Francesco: za ad essere nel mirino in queste ore. Gli
un investimento che, così come tutti gli al- inquirenti vogliono vedere chiaro anche
tri, è stato rendicontato da Enrico Crasso sul motivo degli investimenti effettuati,
al cardinal Becciu e agli uomini del suo passando per la cassa della Segreteria di
staff. Questi nel corso degli anni hanno Stato, in obbligazioni della Cooperativa
sempre approvato gli investimenti, incu- Osa, attiva nel settore sanitario. La Osa
ranti delle segnalazioni dei fondi di con- aveva chiesto l’acquisto del suo debito an-
trollo anticorruzione internazionali e de- che a Gianluca Torzi, broker molisano

11 ottobre 2020 39
Prima Pagina Esclusivo / I soldi del Vaticano

zionale sulla vicenda che ha portato alle


accuse prima e al processo poi del cardi-
nale australiano George Pell, già Segreta-
rio per l’economia, tornato a Roma da die-
ci giorni.
Papa Francesco qualche giorno fa ha in-
contrato il nunzio apostolico dell’Australia,
Adolfo Tito Yllana, al quale ha richiesto la
massima collaborazione della Chiesa loca-
le per comprendere le dinamiche che
avrebbero portato a un complotto nei con-
fronti di Pell. L’attenzione del Papa si è in-
fatti concentrata con Ylana sulle mosse de-
gli ordini cavallereschi e religiosi intorno a
questa vicenda. Poi ha chiesto un confron-
to con la comunità di Ballarat, che avrebbe
avanzato fin dall’inizio dubbi sulle accuse
di pedofilia avanzate nei confronti di Pell.
Il dossier australiano preoccupa parec-
arrestato e poi rilasciato dalla gendar- COMPLOTTO chio la Santa Sede. Da un lato deve tenere
meria. L’affare non era andato in porto, Il cardinale australiano una linea di fermezza nell’opera di pulizia
perché a Giuseppe Milanese, presidente George Pell. Gli contro i pedofili, ed evitare che un’even-
della cooperativa, venne sconsigliato di inquirenti vaticani tuale conferma del complotto ordito ai
avere rapporti con Torzi, vista la poca chia- stanno cercando di danni di Pell possa vanificare il lavoro fatto
ricostruire se e come
rezza che lo circondava per l’operazione dal Pontefice per restituire trasparenza su
siano state “costruite”
del palazzo di Sloane Avenue a Londra. alcune testimoninanze
questo aspetto. Dall’altro deve comprende-
L’investimento operato dalla Segreteria di contro di lui nel re il meccanismo parallelo che Becciu i
Stato nella cooperativa sembra essere frur- processo che lo ha visto suoi uomini avrebbero usato per costruire
ro del rapporto tra Fabrizio Tirabassi, assolto dalle accuse di il dossier e le accuse contro il cardinale au-
membro dello staff di Becciu, e Milanese. aver coperto preti straliano. Un metodo, per di più, che avreb-
Un capitolo, questo della coooperativa sa- pedofili be potuto allungare le proprie spire anche
nitaria, che sarà aperto dagli inquirenti in sul prossimo Conclave, una deriva da di-
un secondo momento, ma ricollega a un’al- sinnescare e da comprendere fino in fondo.
tra vicenda che vede il dimissionario Bec- Papa Francesco negli ultimi giorni è tor-
ciu protagonista, quella del Bambin Gesù. nato anche a chiedere chiarezza sugli affari
Per il momento i bilanci e le carte proces- di famiglia del cardinale. Ci sono le storie
suali sono stati secretati per evitare il de- già note: la vicenda degli infissi rifatti dal
fault dell’ospedale. fratello Francesco, quella della Birra Polli-
E la lista delle accuse all’ex cardinale po- cina del fratello Mario e della cooperativa
trebbe allungarsi ancora. La scorsa setti- Spes del fratello Tonino, attività finanziate
mana, dopo le rivelazioni di Monsignor con soldi della Cei e dell’Obolo di San Pie-
Alberto Perlasca, collaboratore di Becciu, tro. Ma c’e un nuvo prodotto realizzato dal-
e dopo la nostra inchiesta, ha preso forma la filiera di famiglia Becciu: si tratta dell’o-
anche la richiesta di un’indagine interna- lio “Donum Dei” prodotto dalla Sabina
Trading Srl, una società fondata dalla mo-
glie di Mario Becciu, la professoressa Anna
UN NUOVO AFFARE DI FAMIGLIA.
Foto: A. Pizzoli -- Afp / Getty Images

Rita Colasanti, che ne detiene il 30%, una


società a composizione familiare e di me-
L’OLIO “DONUM DEI” dici e docenti, con un bilancio robusto. Al
momento non vi è alcun addebito, ma l’in-
PRODOTTO IN SABINA DALLA negabile verve imprenditoriale del paren-
tado Becciu continua a tenere sveglia l’at-

MOGLIE DEL FRATELLO MARIO tenzione degli investigatori.  Q


© RIPRODUZIONE RISERVATA

40 11 ottobre 2020
che fanno

Una società più giusta,


una società più sana.

Seguici online sui canali di EMERGENCY e L’Espresso:

emergency.it lespresso.it

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EVENTO
ONLINE
Lettera al mondo

LE TENEBRE E LA SPERANZA
DI GIUSEPPE GENNA

C
hi scrive non è battezzato. Del resto, chi è mondo parole di pura disperazione e speranza?
battezzato mentre sta scrivendo? Dovrem- Si può partire proprio dalla disperazione, per smentire ogni
mo ricercare e reperire una scrittura ispirata interpretazione orizzontale della “Fratelli tutti”. Il Papa ini-
e profetica, un mistico che verga sacri testi. zia affrontando un’impressionante sequenza di lacerazioni,
Ma da tempo, e soprattutto in questo nostro un Getsemani la cui estensione è il mondo intero, un catalo-
attuale, non sappiamo quale nuovo testo sia go buio di sofferenze e devastazioni. Le chiama ombre del
sacro, quali parole siano attestate come ispi- mondo chiuso. La frantumazione di ogni sogno e il crollo
rate e battezzate. Non a caso la ricezione di della coscienza storica, la sperequazione economica e la
“Fratelli tutti”, la nuova enciclica papale di Francesco, la sua collettivizzazione della rabbia, la connessione pervasiva
terza e forse più acuminata e ambigua, ritiene anzitutto po- che crea la disconnessione tra se stessi e il mondo, l’incultu-
litico il discorso che il pontefice sviluppa e che ai laici sem- ra violenta che tende a scartare l’ultimo. Sono i segni tragici
bra interessare proprio perché apparentemente laicale, di un fato planetario assunto e realizzato con progressiva
comprensibile in quanto orizzontale. Sembrerebbe un ag- accelerazione dall’umano. Non una volta viene posta la do-
giustamento della dottrina sociale della Chiesa. Si parla di manda da dove il male provenga. Una fenomenologia cupa,
nazionalismi, di populismi, di riforma dell’Onu, di multila- l’analisi gelida di un mondo altrettanto gelido, che più si so-
teralismo, di dialogo interreligioso, di marketing politico, di vrappopola e più diviene deserto. Questo urlo di Munch
comunicazione, di reti, di mercato, di democrazia. E di vi- emesso dal mondo e, insieme al mondo, da Francesco, con-
rus: il passaggio forse più drammatico dell’intera enciclica ferma lo stato delle cose: un “Metropolis” ubiquitario preme
sta nel negare che la pandemia sia un castigo di Dio, quasi alle porte della percezione e della vita umana. È uno degli
che non avesse a che fare col genere umano e le sciagure che atti più disperati che si siano visti compiere a un pontefice,
commina a ciò di cui dovrebbe prendersi cura. Una materia detto che la storia dei Papi è una reiterazione rinnovata di
grassa, che si spalma come sciolina su chi analizza il presen- disperazioni dal carattere storico e cosmogonico: il cadave-
te senza sedere su nessun trono, tantomeno quello di San re di Pio XII che esplode per i gas in San Pietro nel corso
Pietro. Come una talpa feroce con il muso che cozza e si in- dell’ostensione, il cereo sembiante di Paolo VI che supplica i
trude nella terra nera, chi legge Francesco in questa missiva brigatisti, la morte precoce di Luciani, l’urlo strozzato e par-
al mondo, che è formidabile in quanto fa paura, cerca inva- kinsoniano di Giovanni Paolo II che si affaccia sulla piazza,
no nel messaggio del Papa la violenza del gesto che spezza il così pure il vento apocalittico che volta le pagine del Vange-
pane e rivela il cuore radioso e immateriale delle cose. Il lo sulla sua bara, la scena dirompente dell’abdicazione di
lampo mistico che si oppone all’ordinarietà del mondo è un Benedetto XVI e quello che è forse il momento più dramma-
perenne desiderio inconfessato del profano e dell’agnostico, tico e metafisico di questa genealogia: la predicazione soli-
crea l’idea e l’afflato di una magia, di un superomismo di chi taria di Francesco nella piazza buia e vuota all’apice del
misticamente vive, profetizza e medita. L’idea che un’enci- lockdown. Il “vicario di Cristo”, che peraltro proprio
clica sociale (ma quale non lo è stata?) sistematizzi il ruolo quest’anno ha cancellato nell’annuario pontificio questa im-
della politica e del legame sociale e dia forma a un catalogo pegnativa espressione, attraversa quello che chiama «sci-
morale del vivere secondo rettitudine, stando alle innume- sma fra il singolo e la comunità umana». In questa discesa
revoli reazioni che il testo di Francesco ha suscitato, si in- agli inferi, che sono poi il mondo che abitiamo nel nostro
quadra in una sintesi in cui a sparire è Dio e Cri- tempo travagliato e duro, «è la realtà stessa che
sto farebbe fatica ad affiorare. Perfino il capo dei geme e si ribella». Non la natura, non l’umanità:
vescovi statunitensi ha riassunto la lettera come la realtà stessa. Francesco ricorre alla poesia, in
«una visione potente e urgente per il rinnova- questo passaggio del testo che meriterebbe una
mento morale della politica e dell’economia, dal trattazione ampia e profonda, richiamando il
livello locale a quello globale, chiamandoci a co- verso virgiliano per cui «sono le lacrime delle
struire un futuro comune che serva veramente il cose e le cose mortali toccano la mente». Le co-
bene della persona umana». Un orizzonte socia- se piangono, la mente umana ne è toccata. Da
le piatto e troppo umano graverebbe sul capo di questo inabissamento nella tenebra della morte
chi, ispirato battezzato, ha scritto e inviato al in vita, nel palpitare della specie tra rischio di

42 11 ottobre 2020
Prima Pagina

Assisi, tomba di San Francesco, 4 ottobre: papa Francesco firma l’Enciclica “Fratelli tutti”

estinzione e delirio di potere, affiora la risposta di France- e ogni silenzio), una trattazione della paternità, un invito a
sco, ovvero la distensione di un quadro definito di valori e essere come il padre, a incarnare il padre. Il passaggio tra
azioni, al cui centro e ovunque è la carità. È oggi la più de- fratello e padre è possibile soltanto in nome della fecondità:
cisiva tra le virtù, poiché la speranza è una difficile ed equi- fecondando, l’umano fraterno diventa padre. E il padre non
voca, si fonda sulla fede, della cui luce il pontefice aveva è qualcosa di altro dal fratello: il padre infatti è sin dall’inizio
fatto l’oggetto della sua prima enciclica, “Lumen fidei”. Il un fratello. Una fraternità di padri, una sorellanza di madri
tempo balugina nell’ombra. è l’orizzonte in cui si colloca la “carne umana” mossa dai
venti della storia, capace di muovere la storia di tutte le di-
Non è questa la sede per un commento esaustivo o rigo- gnità e di ogni indegnità.
roso. C’è però un preciso momento, che lascia sbalorditi e Il 26 gennaio 2014 era una domenica, mite nel clima tiepi-
che va sottolineato, nella trattazione della fraternità, la qua- do come una guancia a Roma, e il pontefice si affacciò dal
le è oggetto dell’enciclica, ma anche prerequisito e risposta Palazzo Apostolico sulla piazza gremita, insieme con due
alla Caienna del mondo e della storia. A proposito dell’ispi- bambini, che istruì su come lanciare una coppia di candide
ratore del testo, cioè il santo da cui prende il nome, France- colombe dalla finestra. Le lanciarono e sorrisero. Sorrisero
sco osserva come sia stato «un padre fecondo che ha susci- anche i fedeli stipati tra il celebre colonnato. A quel punto
tato il sogno di una società fraterna», perché come dice un prese vita una scena perturbante, che tutti osservarono
passo del francescano Eloi Leclerc, «solo l’uomo che accetta traendone auspici infausti e un soprassalto dei cuori: una
di avvicinarsi alle altre persone nel loro stesso movimento, cornacchia e un gabbiano reale si avventarono sulle co-
non per trattenerle nel proprio, ma per aiutarle a essere lombe albine, facendone strame. L’inoppugnabilità della
maggiormente sé stesse, si fa realmente padre». La fraterni- natura intrattiene qui legami sospetti con il significato del-
Foto: Vatican Pool - Vatican Pool / Getty Images

tà è la risposta teologica e politica all’umano agire nel pia- la storia. Per comprendere quel momento, per penetrare il
neta, il quale si fa mondo. E nel momento in cui Francesco mistero e la guarigione, è stata scritta e divulgata l’encicli-
la offre come piano totalizzante del discorso, già essa risulta ca meno mite e tiepida del pontefice che attraversa il pas-
superata: il fratello deve farsi padre. È dunque, questa enci- saggio da un’era all’altra, al culmine della prima paura to-
clica apparentemente lineare e invece profondamente mi- talmente planetaria. Q
stica (diciamo una mistica diffusa, che pervade ogni parola © RIPRODUZIONE RISERVATA

“FRATELLI TUTTI” INDICA L’UNICA SALVEZZA POSSIBILE:


RICOMPORRE LO SCISMA TRA SINGOLO E COMUNITÀ
11 ottobre 2020 43
Le scelte del governo

COSÌ PERDIAMO
IL RECOVERY FUND
S
PROGETTI INCOERENTI, enza un’idea di futuro, l’Italia ri-
schia di perdere il treno del Re-

CHE NON RISPONDONO ALLE


covery and Resilience Facility e
addio ai 209 miliardi di prestiti e
stanziamenti concessi dall’Euro-
RICHIESTE EUROPEE, NESSUNA pa al nostro Paese. È l’intero iter
di presentazione del piano a non rispondere
TRASPARENZA. L’ITALIA RISCHIA alle direttive europee, che prevede innanzi-
tutto la messa in campo di progetti a lungo

DI MANCARE L’OCCASIONE PER termine, sufficientemente rispondenti alle


criticità evidenziate dalla Commissione per

RIMETTERE IN SESTO IL PAESE


ciascuna nazione. Anziché puntare su obiet-
tivi strategici, l’Italia è partita dall’apertura
dei cassetti, dove giacevano progetti incom-
piuti, più o meno datati, seicento in tutto, poi
scremati a cento. E non è detto che questi ul-
timi rispondano a quell’idea di nuova Europa
DI GLORIA RIVA che la Commissione vuole sostenere. Il con-

44 11 ottobre 2020
Prima Pagina

«Siamo partiti con il piede sbagliato, con


una corsa dei ministeri e delle grandi azien-
de di Stato a inviare progetti che non rispon-
dono per nulla a una logica di sostenibilità
ambientale e sociale», commenta Edoardo
Zanchini, vice presidente di Legambiente,
che frena sia sul fronte delle proposte avan-
zate, non rispondenti all’obiettivo di riduzio-
ne dell’impatto ambientale, sia su quello del-
le tempistiche. Infatti il governo ha intenzio-
ne di presentare una prima bozza di piano
entro il 15 ottobre, «ma c’è tempo fino alla
fine di aprile, tutta questa urgenza non ha ra-
gion d’essere». La Commissione prevede un
orizzonte di sei mesi per l’elaborazione del
piano, partendo dall’analisi dei problemi e
delle priorità su cui si vuole intervenire, pro-
seguendo con l’identificazione delle scelte
strategiche, delle motivazioni sottostanti e
dei risultati attesi, così come indicato dalle
linee guida stilate dall’Unione Europea. «L’I-
talia, da questo punto di vista è molto indie-
tro. Attualmente non esiste neppure un cen-
tro unico di coordinamento, né tantomeno
un luogo di confronto pubblico. Non è possi-
bile continuare la discussione su progetti sle-
gati da strategie territoriali né, tantomeno,
elargire sussidi alle imprese, con una logica
di pura sopravvivenza», incalza Zanchini,
che lancia l’idea di un osservatorio civile per
verificare quanto i progetti presentati dal go-
verno corrispondano alle reali esigenze degli
italiani e alle indicazioni di Bruxelles.
Nelle proprie raccomandazioni, l’Europa
chiede all’Italia di spostare il peso della fisca-
lità dal lavoro al consumo di risorse ambien-
tali; di aumentare gli investimenti sul siste-
dizionale è d’obbligo, poiché all’interno del ma educativo e la ricerca; di puntare su tran-
governo vige il più totale riserbo sull’elenco sizione ecologica, trasformazione digitale e
dei fortunati progetti selezionati. Ma in base coesione sociale; di rafforzare l’occupazione
alle prime indiscrezioni, filtrate dal ministero femminile; di ridurre i tempi della giustizia, il
dell’Economia, fra i grandi favoriti ci sarebbe lavoro nero e l’evasione fiscale; infine di raf-
Eni, società controllata dallo Stato, che forzare le politiche contro la povertà e l’e-
avrebbe chiesto 12 miliardi di euro per la rea- sclusione sociale che colpiscono soprattutto
lizzazione di un impianto nel mar Adriatico, i giovani, le donne, i precari e il Sud. Sul fron-
al largo di Ravenna, utile alla produzione di te ambientale, il piano dovrà essere coerente
idrogeno da fonte fossile e allo stoccaggio di con il nuovo obiettivo climatico di riduzione
anidride carbonica in ex giacimenti di gas; in delle emissioni di almeno il 55 per cento en-
Foto: Getty Images, Shutterstock

lista anche il ministero dei Trasporti con la tro il 2030 e, in tal senso, Legambiente avan-
richiesta di svariati miliardi per il completa- za l’idea di puntare su impianti eolici offsho-
mento o la creazione di autostrade da tempo re di grandi dimensione, che fornirebbero
in attesa di finanziamento; e ancora una cor- l’energia verde indispensabile per concen-
sia preferenziale sarebbe stata accordata ad trare nelle aree industriali dismesse di Sarde-
alcuni territori che vorrebbero usare i fondi gna e Sicilia la produzione di idrogeno verde,
europei per realizzare inceneritori. replicando il modello olandese.

11 ottobre 2020 45
Le scelte del governo

Non c’è solo Legambiente a chiedere miliardi di euro. Un enorme spreco di risorse
maggiore trasparenza nelle scelte del Gover- perché ad ogni disastro si è sempre ricomin-
no. Anche Anci, l’associazione dei comuni ita- ciato tutto da capo, senza fare tesoro delle
liani, chiede di meglio indirizzare i fondi per esperienze passate». In Italia si verifica un si-
l’edilizia, in modo da favorire una rinascita sma ogni cinque anni, che provoca morti e
delle periferie, oggi dimenticate. Mentre Elly guasti strutturali nel breve termine, ma an-
Schlein, vicepresidente dell’Emilia Romagna, che un’importante disgregazione del tessuto
rivendica il diritto di Regioni e Comuni ad socioeconomico locale, perché la lentezza
avere voce in capitolo: «Le risorse non devo- della ricostruzione porta allo spopolamento
no andare a pioggia, serve una discussione e all’emigrazione. Mentre per la gestione
ampia per coinvolgere i territori, perché la dell’emergenza vengono seguiti processi defi-
sfida riguarda tutto il paese e dobbiamo im- niti, che per altro sono studiati e replicati in
pegnarci a restringere i divari territoriali». Si tutto il mondo, facendo dell’Italia un’eccel-
aggiunge all’appello, affinché l’intero piano lenza, per quanto riguarda la messa in sicu-
Recovery scenda dalle stanze dei ministeri rezza, la manutenzione del territorio e tutta
alla società civile, anche ActionAid, associa- la fase di ricostruzione il Paese soffre di un
zione impegnata in progetti a sostegno dei gigantesco vuoto normativo, a cui si aggiunge
diritti fondamentali dell’uomo. Dice il presi- un’eterogeneità di attori coinvolti. Risultato:
dente Marco De Ponte: «Il governo deve pren- a giugno di quest’anno, degli oltre 80mila edi-
dere atto della fragilità del nostro territorio e fici privati inagibili, sono stati avviati poco
delle comunità. Negli ultimi 70 anni le cata- più di cinquemila cantieri, altri 2.500 sono
strofi naturali hanno causato danni per 290 stati conclusi e le abitazioni ricostruite. Per

di FABRIZIO BARCA e SABINA DE LUCA

Una visione strategica


per uscire dalla nebbia
È
con grande forza che la Com- dro sfidante per l’impegno politico e ma della coesione economica, sociale
missione europea si è pro- tecnico di ciascun paese, delle sue isti- e territoriale come obiettivo generale
nunciata nei giorni scorsi tuzioni e delle sue organizzazioni del del Piano. Nonostante l’attenzione alla
sull’utilizzo della Recovery lavoro, della cittadinanza e dell’impre- dimensione sociale non sia valorizza-
and Resilience Facility. Lo ha fatto con sa. Lo Stato in particolare è chiamato ta adeguatamente nelle indicazioni
la Presidente Ursula von der Leyen, ad esprimere una visione strategica, tecniche, non c’è dubbio alcuno che
che ha formulato indirizzi e proposte basata su investimenti e riforme e giustizia ambientale e giustizia so-
politiche robuste e sentite sulla svolta guidata da obiettivi motivati, relativi ciale possano e debbano diventare le
da compiere per un’Europa più coesa, non solo alla spesa ma anche alle re- stelle polari del Piano italiano. Ben sa-
resiliente, giusta e sostenibile. E con alizzazioni e ai risultati in termini di pendo che dalla capacità di declinare
le indicazioni tecniche volte a indi- qualità di vita. E chiamato ad attrez- assieme questi due obiettivi discende
rizzare il lavoro degli Stati membri zarsi per assicurare tutte le condizioni anche la possibilità di dare finalmente
per la definizione dei Piani di ripresa necessarie, a partire dall’adeguatezza una spinta alla produttività, da tempo
e resilienza. A dimostrazione che ora, amministrativa, affinché questi obiet- stagnante nel nostro Paese proprio a
dopo tante esitazioni, vengono colte tivi siano effettivamente raggiunti e causa delle profonde e crescenti disu-
la straordinarietà del momento, le at- l’impegno dei cittadini a ridisegnare i guaglianze.
tese di centinaia di milioni di cittadi- propri piani di vita non venga tradito. Ma per cogliere questa occasione oc-
ni, le opportunità di cambiamento. Si Transizione verde e digitale sono le pa- corre essere all’altezza della sfida e
tratta, proprio per questo, di un qua- role-chiave, in tutt’uno con la confer- correggere gli errori di impostazione

46 11 ottobre 2020
Prima Pagina

per delineare linee guida semplici, da appli-


care non solo alle ricostruzioni post sisma,
ma sempre», dice De Ponte. Infatti, anche
qualora la prima tranche dei finanziamenti
del Recovery and Resilience Facility dovesse
arrivare in Italia, a bloccare i successivi stan-
ziamenti potrebbe essere l’inadeguata mac-
china amministrativa - centrale e locale - che
blocca persino i progetti ambientali competi-
tivi: «Le ultime gare per l’assegnazione degli
quanto riguarda gli edifici pubblici, a fronte Amatrice. A quattro incentivi a eolico e solare sono andate quasi
di 2,1 miliardi di euro impegnati per la rico- anni dal terremoto deserte perché i progetti sono bloccati, men-
struzione di edifici pubblici, le risorse effetti- la ricostruzione della tre continuano i sussidi per lo sfruttamento di
vamente erogate ammontano a 200 milioni di città è ancora molto in fonti fossili e il prelievo di materie prime», de-
ritardo
euro, circa il dieci per cento del totale. Pesa su nuncia Zanchini di Legambiente. Ecco per-
Foto: Alessandro Serrano’ / AGF

tutti il ritardo nella ristrutturazione scolasti- ché, fra le priorità dovrebbe esserci anche lo
ca: all’Aquila, colpita dal terremoto 11 anni fa, sblocco del turnover della Pubblica Ammini-
solo tre delle 31 scuole danneggiate e da rico- strazione, per assumere persone competenti,
struire sono state riaperte. Due di queste so- in grado di realizzare una forte semplificazio-
no private, l’altra è stata inaugurata un mese ne degli interventi green e un attento presidio
fa. Per le altre toccherà attendere chissà di spesa pubblica. Q
quanto ancora. «Insomma, servono riforme © RIPRODUZIONE RISERVATA

che espongono a forti rischi l’accet- rabili; Aprire alle Pmi l’accesso alla le 72 aree-progetto (17% del territorio
tazione stessa del Piano. Va rimos- trasformazione tecnologica: questi e nazionale e oltre 1000 Comuni) della
sa, allora, la massa di progetti che il altri obiettivi sono stati espressi nei Strategia Aree Interne, trasferendo re-
Governo ha raccolto nella sua “falsa contributi del ForumDd e di altre al- sponsabilità e rafforzandone le tecno-
partenza”: non si tratta di selezionar- leanze sociali e centri di competenza. strutture. Secondo, occorre garantire
ne cento o meno dai cinquecento, Per ognuno di essi si tratta di fissare un livello di monitoraggio pubblico in
ma di prenderli in esame solo quan- nel Piano risultati attesi misurabili, itinere di altissimo profilo e dunque,
do si sarà costruita una strategia con tappe realistiche di attuazione e le muovendo dalla piattaforma Open-
obiettivi chiari in termini di risultati condizionalità sociali e ambientali Coesione, occorre predisporre una
attesi. E in questo processo, come che ogni intervento dovrà soddisfa- piattaforma aperta e tempestivamen-
chiede l’Europa, serve un piglio di re. Ma non basta. Bisogna convincer- te alimentata con dati localizzati su
forte autorevolezza del centro nazio- ci e convincere l’Europa che sapremo risorse programmate e spese, realiz-
nale, che si avvalga e guidi il meglio davvero attuare tutto ciò, visto che è zazioni e risultati alle tappe previste,
delle competenze tecniche che ha a nell’attuazione che larghissima par- e ancora sui soggetti programmatori e
disposizione. E che coinvolga, giorno te delle misure di riforma e di inve- attuatori.  Questa piattaforma consen-
per giorno, i saperi delle autonomie stimento prende davvero forma. E a tirà l’avvio di un controllo civico, spro-
locali e delle organizzazioni della cit- questo scopo tre sono le carte decisi- ne decisivo perché le cose succedano
tadinanza, del lavoro e dell’impresa, ve a disposizione. e siano ben fatte. Terzo, il massiccio
chiamate a raccogliere questa sfida. Primo, bisogna dare un forte ruolo ai rinnovamento generazionale della
Ecco allora che gli obiettivi strategici Comuni nella fase attuativa di molti Pubblica Amministrazione deve ces-
uscirebbero fuori dalla nebbia. Supe- degli interventi, perché lì sono le sen- sare di essere attuato “alla chetichella”
rare emergenza, sovraffollamento e sibilità e le competenze affinché gli e deve invece diventare una “strategia
degrado abitativo; Orientare la tra- interventi siano attuati a misura dei paese”, dando forte peso nella sele-
sformazione digitale alla giustizia contesti e usandone i saperi. A que- zione alle competenze organizzative,
sociale; Prevenire e renderci resi- sto scopo andranno sfruttate le due curando l’entrata delle nuove leve, af-
lienti ai sismi; Abbattere la povertà “piattaforme istituzionali del fare” che fidando loro missioni, incentivandone
educativa; Accelerare la transizione già esistono: le Città Metropolitane la discrezionalità. Al lavoro! Q
energetica, a favore dei più vulne- (36% della popolazione del paese) e © RIPRODUZIONE RISERVATA

11 ottobre 2020 47
Mala tempora Stefano Liberti

Perché da noi
è sempre emergenza
Trombe d’aria, piogge alluvionali, grandinate. Il nostro paese è un
hotspot del cambiamento climatico. Con costi per centinaia di miliardi

I
numeri sono impressionan- atmosferici. Si tratta di un’emergen- viene con politiche puntuali, si pos-
ti: 163 trombe d’aria da inizio za permanente, che trascina con sé sono ridurre in modo rilevante.
anno, 204 piogge alluvionali, costi colossali: secondo un rappor-
459 grandinate con chicchi di to recente dell’Agenzia europea per Queste previsioni sembrano trova-
diametro superiore ai 2 centi- l’ambiente, dal 1980 al 2017 il nostro re conferma in quello cui assistia-
metri. L’incidenza sempre maggiore paese ha subito danni per eventi mo ogni giorno: le trombe d’aria che
dei fenomeni meteorologici estremi estremi pari a 64,6 miliardi di dollari. colpiscono le nostre coste, le piogge
- misurata dalla banca dati europea torrenziali che inondano le città, le
European severe weather database Nonostante questi dati allarman- prolungate ondate di calore che si
- dimostra in modo inequivocabi- ti, rimaniamo clamorosamente pri- susseguono ogni estate dovrebbero
le quello che decine di studiosi ri- vi di una strategia di adattamento. spingerci a tirare fuori quel piano dal
petono ormai da anni: l’Italia è un Tra i diciassette stati europei che cassetto e agire in modo tempestivo.
hotspot climatico, un luogo dove le stanno realizzando piani per ade-
conseguenze del surriscaldamento guarsi al mutato scenario climatico, Per fare questo, è necessario tut-
globale sono più evidenti che altro- il nostro brilla per la sua assenza. tavia un cambio di passo. E un ro-
ve. Non passa giorno senza che un’a- vesciamento di prospettiva: invece
rea del paese non sia colpita dagli A dire il vero, un processo era sta- di ritenere il cambiamento climati-
effetti di quello che viene generica- to avviato. Nel 2017 il Centro eu- co una calamità irreversibile, che
mente definito “maltempo”, ma che ro-mediterraneo sui cambiamenti possiamo solo osservare inermi e
in realtà è il portato dei mutamenti climatici ha stilato per conto del terrorizzati, dovremmo comincia-
del clima. governo un Piano nazionale di adat- re a considerarlo un’opportunità.
tamento. Nelle più di 400 pagine Uno stimolo per cambiare modello
Condannata dalla sua morfologia del documento si leggono previsio- di sviluppo, promuovere politiche
complicata, da un territorio fatto ni inquietanti - come una stima tra più sostenibili, ridurre il consumo
di colline e montagne, ma anche da i 4,5 e gli 11 miliardi di euro l’anno di suolo, accelerare la transizione
anni di cementificazione selvaggia di danni solo per fenomeni alluvio- energetica. E rendere così i nostri
e di consumo di suolo ipertrofico (2 nali al 2050. Ma si sottolinea come territori fragili più capaci di as-
metri quadri al secondo, secondo l’I- questi danni siano computati in uno sorbire gli shock presenti e futuri.
spra), l’Italia è oggi particolarmente scenario statico, cioè in assenza di Oggi abbiamo un’occasione unica:
esposta alla violenza dei fenomeni azioni di adattamento: se si inter- i 209 miliardi di euro previsti dal
Recovery Fund sono una pioggia di
denaro che non si vedeva dal Piano
Il Piano elaborato nel 2017 è rimasto Marshall.

I vincoli ambientali del piano ci


nel cassetto. Dobbiamo capire che le
Illustrazione: Ivan Canu

stimolano peraltro a muoverci in


quella direzione. La domanda è: sa-
calamità sono anche un’opportunità per remo in grado di cogliere quest’op-
portunità? Q
mettere in sicurezza i territori più fragili © RIPRODUZIONE RISERVATA

11 ottobre 2020 49
Germania anno zero

50 11 ottobre 2020
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ANGELA
NON CI LASCIARE
DI ROBERTO BRUNELLI IILLUSTRAZIONE DI ANDREA VENTURA

A
ngela Merkel è molto brava con i numeri, del sommo dissidente Aleksei Navalny (non a caso - è lui ad
questo si sa. «Ho semplicemente elaborato esprimersi così - salvato a Berlino).
un modello di calcolo. A luglio avevamo 300 Il fatto è che la Germania Anno Domini 2020 segue la sua
nuovi contagi, ora ne abbiamo 2400. Questo cancelliera. È da mesi che, sull’onda della pandemia, la sua
significa che in tre mesi le infezioni sono popolarità veleggia intorno a un abnorme 80% dei consensi,
raddoppiate tre volte: da 300 a 600, da 600 a mentre il blocco Cdu/Csu di cui è espressione arriva a sfiora-
1200, da 1200 a 2400. E se continuasse così, re il 40%, più o meno sette punti più del 32,9% del 2017. Nella
nei prossimi tre mesi si passerebbe da 2400 classifica “Deutschlandtrend” dei politici più apprezzati
a 4800, da 4800 a 9600, a 19.200. Con questo volevo semplice- Merkel stacca di dieci punti il secondo arrivato, ossia il mini-
mente sottolineare l’urgenza dell’azione». Et voilà. Ecco di stro alla Sanità Jens Spahn, e di venti punti il candidato so-
nuovo la cancelliera-scienziata, la mamma di tutti i tedeschi, cialdemocratico alla cancelleria Olaf Scholz. Raramente una
che spiega senz’ombra di pathos la chiave ineluttabile della nazione si è identificata con tanto trasporto in chi lo guida:
guerra contro il coronavirus. lo dicono i sondaggi, lo dicono le chiacchiere da bar, lo dice
Parole scandite con sovrana tranquillità, la giacchetta del la politica. Numeri fantascientifici ad altre latitudini, con la
tailleur questa volta è bianca, il video come sempre virale Germania del “Merkel IV” che sembra aver trovato una cen-
come quello di un’influencer. E poi, dopo il suo discorso al tralità globale impensabile solo pochi anni fa, quando il Pae-
Bundestag in cui parla di “società aperta e libera”, subito è la se rimaneva inchiodato all’aggettivo “riluttante” immanca-
Cdu - certo, il suo partito - a twittare con entusiasmo: «È un bilmente associato all’espressione “egemone” utilizzata per
bene che in tempi come questi Merkel sia la nostra cancellie- definire il colosso al centro dell’Europa.
ra». Il riferimento è alla pandemia, ma non solo: ci sono di L’ultimo paradosso tedesco è tutto lì: la cancelliera più
mezzo la svolta europea del Recovery Fund, praticamente amata e più riverita nel mondo tra un anno se ne va, lascia
una sua creatura, l’antagonismo certo non dissimulato verso alla fine della legislatura. E immaginarsi la Germania senza
l’uragano Trump, la complicatissima partita con la Cina di Xi Merkel è un salto nell’ignoto. La cancelliera appare insostitu-
Jinping, la difesa delle manifestanti in bianco e rosso di Min- ibile, e la sua mano ferma nella gestione della pandemia ha
sk e la sfida a Putin, resa incandescente dall’avvelenamento rafforzato questa immagine una volta di più. Thomas

INQUIETUDINE. ANSIA. PAURA. I TEDESCHI VIVONO


L’ANNUNCIATA USCITA DI SCENA DELLA MERKEL COME
UN SALTO NEL BUIO. E VOGLIONO CHE CAMBI IDEA
11 ottobre 2020 51
Germania anno zero

Schmid, editorialista ed ex direttore della Welt, quotidia-


no di riferimento del mondo conservatore, ricorre ad un pa-
ragone storico: «Quando Adenauer si dimise dopo 14 anni
da cancelliere, nel 1963, su un giornale tedesco apparve una
caricatura che mostrava un uomo anziano, con un berretto
da notte in testa, il quale, aprendo le tende della sua camera
da letto, esclama: “Incredibile, siamo già da otto giorni senza
Adenauer, eppure il sole continua ancora a sorgere”. Ebbene,
molti tedeschi si sentiranno nello stesso modo quando Mer-
kel non sarà più cancelliera».
Così, da tempo corre sottotraccia l’ipotesi di un inusitato
quinto mandato targato Merkel, nonostante lei abbia ripetu-
to fino allo sfinimento che non si ricandiderà. La domanda
che si ripete in tutta la Germania, anche in ambiti cultural-
mente lontanissimi dalla cancelleria, è sintetizzata in ma-
niera piuttosto efficace da un tweet dell’autrice tedesca di
origini turche Sibel Schick: «Non sono una fan di Merkel. Ho
semplicemente paura di quello che viene dopo. Perché cer-
tamente non sarà meglio, ma molto peggio».
Poi ci si sono i numeri. Numeri che passano di mano in
mano a Berlino, dove si è incerti se prenderli con gioia o con
terrore, e che dicono che l’addio della cancelliera aprirà una
voragine: fino al 48% degli elettori della Cdu potrebbe votare Angela Merkel durante la cerimonia per i trent’anni della
un altro partito se Merkel dovesse davvero andarsene. Dice, riunificazione tedesca. Al centro: Berlino, Potsdamer Platz. A destra:
inoltre, il rilevamento dell’istituto Forsa, che il 30% di chi vo- i leader del partito dei Verdi Robert Habeck e Annalena Baerbock
ta cristiano-democratico potrebbe rivolgersi ai Verdi, il 19%
all’Spd, il 18% ai liberali dell’Fpd e solo il 3% all’ultradestra
dell’Afd. «Potenzialmente un terremoto», si va sussurrando possibili successori. In effetti, si guarda con malcelata ansia
in casa Cdu. Dove si sa benissimo che Merkel è il convitato di al congresso della Cdu di inizio dicembre. Non solo perché il
pietra delle prossime elezioni: perché se non si candiderà si partito che fu di Adenauer e di Kohl sotto la coperta del mer-
tratterà di riempire una voragine, mentre se rimanesse in pi- kelismo oggi appare lacerato, ma anche e soprattutto perché
sta, lei che è al governo ininterrottamente dal 2005, si creerà i tre candidati “ufficiali” alla leadership - il capo della corren-
un precedente mai visto in una democrazia occidentale te di destra Friedrich Merz, il governatore del Nord-Reno Ve-
avanzata. «Però è evidente è con la sua statura globale e la stfalia Armin Laschet e il presidente della Commissione
sua popolarità rappresenterebbe un asso formidabile alle Esteri Norbert Roettgen - scontano la somma delle loro de-
elezioni dell’autunno 2021», ci dice a microfoni spenti un de- bolezze, tanto che c’è persino chi arriva a temere una scissio-
putato. Tutti a Berlino ti ripetono che il terremoto di cui so- ne. È che nessuno dei tre sembra in grado di risolvere il rom-
pra si presta a scenari del tutto impensabili neanche un anno picapo delle alleanze dopo il voto federale dell’autunno 2021:
fa, quando la cancelliera era ancora un’“anatra zoppa”. Co- la Spd - attualmente al governo con la Cdu nella Grosse Koa-
stretta alle dimissioni da leader di una Cdu alla frenetica ri- lition - non riesce a riemergere dagli abissi dei sondaggi, che
cerca dell’identità perduta sotto i colpi della post-ideologia la inchiodano al 15%, mentre i Verdi di Robert Habeck e An-
merkeliana che tanto piace agli elettori di ambito progressi- nalena Baerbock, stando agli istituti demoscopici, sono or-
sta: la “politica delle porte aperte” nella crisi dei migranti del mai la seconda forza politica della Germania. Tanto che i più
2015, prima ancora l’uscita dal nucleare, poi il matrimonio danno per scontata la loro alleanza con i cristiano-democra-
tra persone dello stesso sesso e infine l’inaudito Recovery tici, che sarebbe una primizia assoluta nella storia politica
Fund da 750 miliardi di euro per i Paesi più colpiti dalla pan- tedesca. Una Germania solidamente “nero-verde” al centro
demia, giunto a ristabilire nuovi standard nell’Ue dopo anni dell’Unione europea.
passati a stragiurare che mai e poi mai Berlino avrebbe ac- Una prospettiva, tuttavia, impossibile se a vincere dovesse
condisceso alla condivisione del debito. essere l’iper-liberista Merz, già presidente del consiglio di vi-
La prima a lanciare il sasso nello stagno è stata la Bild, poi gilanza di BlackRock Germany, comunque abbastanza stri-
è stato il ministro all’Interno Horst Seehofer a evocare la pos- dula sia con Laschet che con Roettgen. Paradossalmente,
sibilità che Merkel decida di restare al suo posto. Lo Handel- quello con le maggiori chances sarebbe il ministro alla Sani-
sblatt è stato più esplicito: «Si sta avvicinando il quinto man- tà Spahn, che tuttavia ha il piccolo difetto di non essere can-
dato», scriveva tempo fa il principale quotidiano economico didato. A bordo campo si muove poi il governatore della Ba-
tedesco, puntando il dito soprattutto sulla debolezza dei viera, Markus Söder, leader dell’Unione cristiano-sociale, il

52 11 ottobre 2020
Prima Pagina

partito “fratello” della Cdu: astuto e con lo sguardo lungo, con il suo “La tedesca: Angela Merkel e noi”. «Già all’altro giro
Söder da tempo ha mostrato sensibilità per le tematiche am- voleva smettere, poi è rimasta a causa dell’elezione di Trump,
bientali, ma la caratura storicamente più conservatrice della scelta di cui si è pentita mille volte prima del virus». A meno
Csu rende più complicato un abbraccio con i Verdi 2.0 di Ha- che, ammette lo stesso Bollmann, «una maggioranza chiara
beck & Baerbock. «Infatti io credo che Söder resterà in Bavie- non ci sia e si riveli molto difficile la formazione di un nuovo
ra», commenta il socialdemocratico Matthias Machnig, con- governo: allora Merkel si troverebbe nelle condizioni di resta-
siderato lo stratega dell’ultima grande vittoria elettorale re in Cancelleria, almeno fino a elezioni anticipate».
dell’Spd, quella delle elezioni europee del 2014. Secondo Ma- Il punto è che la figlia del pastore Kasner non solo ha abi-
chnig, è proprio l’alleanza “nero-verde” l’esito più plausibile tuato la Germania e il mondo a improvvise svolte inattese,
dell’autunno 2021: «Tutt’e due i partiti vogliono questa coali- ma anche mostrato spesso di avere la stoffa dell’araba fenice.
Foto: S. Gallup - Getty Images, M. Hitij - Getty Images, K. Nietfeld - picture alliance via Getty Images

zione. La disposizione d’animo a realizzarla va ben oltre le Jeremy Cliffe, reporter del New Statesman e uno dei più acuti
persone, anche se deve essere chiaro che si dovranno fare dei osservatori di cose tedesche, si è divertito a mettere insieme
compromessi», mentre una riedizione della Grosse Koali- un po’ di vecchi titoli della stampa internazionale: “È in vista
tion «non è più considerata un’opzione realistica». Impensa- la fine dell’era Merkel”, sostiene il Financial Times nel 2015.
bili accordi con l’Afd, dilaniata e schiacciata ai margini finan- “Arriva la fine dell’era Merkel”, echeggia il New York Times
che dalla pandemia, o con la sinistra della Linke, esili le pro- nel 2016. “La lunga e dolorosa fine di Angela”, è il verdetto di
spettive dei liberali, che con il loro 5% potrebbero persino Politico nel 2018. Oggi la storia è tutta un’altra. «La tormen-
rimanere esclusi dal Bundestag. In effetti, la garante perfetta tata Germania del 2005 sarebbe diventata la Germania più
per un’alleanza nero-verde porta il nome di Angela Merkel, la aperta e consapevole del 2020 senza di lei? Sospetto di no»,
“Klimakanzlerin” che decise l’uscita dal nucleare, colei che sibila su Twitter Cliffe, secondo il quale la possibilità che
non ci pensa due volte a ricevere Greta Thunberg quando Merkel si ricandidi «è del 10% se Trump dovesse vincere il
l’icona svedese si trova a Berlino. voto americano». Ancora ipotesi da Sudoku globale, ancora
«Io escludo che si ricandiderà», ribatte invece Ralph Bol- una battaglia di numeri. Pane per i denti della scienziata di
lmann, giornalista del domenicale della Frankfurter Allge- nome Angela. Q
meine nonché acclamato biografo dell’ex “ragazza dell’est” © RIPRODUZIONE RISERVATA

PARTITO DIVISO, SUCCESSIONE INCERTA, SONDAGGI


ALLARMANTI. E SOLO LEI POTREBBE GUIDARE
LA PROBABILE COALIZIONE CON I VERDI IN ASCESA
11 ottobre 2020 53
Doppi incarichi

BONOMI
MERCANTE
IN FIERA
DI VITTORIO MALAGUTTI
Prima Pagina

IL LEADER DEGLI INDUSTRIALI È ANCHE


PRESIDENTE DELL’ENTE MILANESE.
A CONTROLLO PUBBLICO. UN CONFLITTO
D’INTERESSI SENZA PRECEDENTI

L
a nomina ufficiale porta attaccare il governo e la politica in genera-
la data di venerdì 2 otto- le, incapaci di creare le condizioni perché il
bre, quando i soci di Fiera sistema Italia ritrovi la rotta verso la cresci-
Milano spa hanno confer- ta. «Non possiamo, né vogliamo diventare
mato Carlo Bonomi alla il Sussidistan», ha scandito il capo degli in-
presidenza della società. dustriali, evocando il pericolo che il Paese
Votazione rapida e dall’e- non riesca a ripartire una volta esauriti i
sito scontato. Insomma, bonus e gli aiuti di Stato che hanno fin qui
una semplice formalità, almeno a prima vi- sostenuto l’economia nazionale prostrata
sta, dato che Bonomi era già stato cooptato dal Covid.
in consiglio di amministrazione ad aprile. Al momento però è difficile non notare
Quel giorno però, come non hanno manca- che anche Bonomi ha afferrato al volo l’oc-
to di notare gli osservatori più attenti de- casione di uno stipendio pubblico proprio
gli equilibri di potere nazionale, è andata nel pieno della pandemia. La poltrona in
in scena una novità assoluta. Non era mai Fiera è infatti di gran lunga l’incarico
successo che il numero uno di Confindu- aziendale più importante nel suo persona-
stria, l’alfiere dell’imprenditoria privata, ac- le curriculum. A questo proposito, va ri-
cettasse un incarico, e il relativo compen- cordato che il presidente di Confindustria
so di 107 mila euro l’anno, da un’azienda a non ha scalato il vertice dell’associazione
controllo pubblico. Fiera Milano, infatti, fa partendo dall’azienda di famiglia, come è
capo all’omonima fondazione, che invece successo per i suoi predecessori, da
a sua volta dipende dalla regione Vincenzo Boccia al defunto Giorgio
Lombardia guidata dal leghista Squinzi. Il capo degli imprenditori pos-
Attilio Fontana. È toccato quin- siede una partecipazione di netta mi-
di alla giunta Fontana dare luce noranza nel capitale di un gruppo che
verde alla candidatura di Bonomi produce apparecchiature biomedicali
per la presidenza di Fiera spa, che è con un fatturato annuo che si aggira
quotata in Borsa intorno ai 20 milioni.
Ironia della sorte, la no- A cavallo di Ferragosto, al
mina è stata ratificata a termine di una complicata
soli tre giorni di distan- operazione con scorpori e
za dal discorso all’as- conferimenti di attività, la
semblea di Confindu- quota di controllo della
stria in cui il capo del- galassia aziendale presie-
la lobby degli impren- duta da Bonomi è passa-
ditori è tornato ad ta di mano. È uscito di
Foto: Nicola Marfisi / AGF, P. Tre / FotoA3

scena Berrier capital, un


fondo di private equity.
107 MILA EURO Nel ruolo di azionista di
Carlo Bonomi riceve da
Fiera Milano Spa un
maggioranza è sceso in
compenso di 107 mila campo un altro investito-
euro l’anno. re istituzionale con basi a
A sinistra: i grattacieli Hong Kong e a Lussembur-
di Milano visti dal tetto go, il Mandarin Fund diret-
del Duomo to da Alberto Forchielli, un

11 ottobre 2020 55
Doppi incarichi

UNO STIPENDIO A ROMA


consulente molto attivo in Cina noto al
grande pubblico per i suoi interventi nel
talk show televisivi. A giochi fatti però il
ruolo di Bonomi non è cambiato: possiede

E UNO A MILANO
il 33 per cento di una società che ha indiret-
tamente in portafoglio l’8 per cento circa di
Medtech, la holding ora controllata dal
Mandarin fund di Forchielli, a cui fanno ca-
po le aziende operative. In questo gioco di
scatole, l’investimento personale del presi- Per un anno intero, un solo manager ha occupato il posto
dente di Confindustria si misura quindi in di comando di due grandi enti fieristici italiani, aziende
poche decine di migliaia di euro. pubbliche in teoria concorrenti tra loro. Enrico Pazzali, scelto
Ben diverse sono le dimensioni di Fiera a luglio del 2019 dal governatore lombardo Attilio Fontana per
Milano, che ha chiuso l’anno scorso con un l’incarico di presidente della Fondazione Fiera Milano, era già
giro d’affari di 280 milioni di euro. Sul futu- amministratore delegato della romana Eur spa, controllata del
ro della società incombe però la crisi inne- ministero dell’Economia. Niente dimissioni immediate, come
scata dalla pandemia, che negli ultimi sei di solito succede in casi come questi. Il nodo è stato sciolto
mesi ha praticamente azzerato il business solo tre mesi fa con l’uscita di Pazzali dalla società capitolina.
aziendale. Tutti i grandi eventi della scorsa Nel frattempo però la doppia poltrona ha fruttato anche
primavera sono stati annullati e con l’au- un doppio stipendio. Ai 208 mila euro annui per la carica
mento dei contagi è a rischio anche la timi- in Eur spa si sono sommati i 270 mila euro garantiti dalla
da ripresa dell’attività programmata per fondazione milanese, che fa capo alla regione Lombardia.
l’autunno. In altre parole, la presidenza di In totale si arriva quindi a 478 mila euro. Di fatto Pazzali ha
Bonomi coincide con la fase di gran lunga quindi finito per superare, almeno per 11 mesi, il limite di
più complicata nella storia di un gruppo 240 mila euro fissato per legge alle retribuzioni dei dirigenti
che era da poco tornato a macinare profitti delle imprese di Stato, con l’esclusione dei grandi gruppi
dopo il ribaltone giudiziario di quattro anni quotati in Borsa come Eni, Enel e Poste italiane. Interpellato
fa, quando un’inchiesta della magistratura da L’Espresso, Pazzali ha precisato che la sovrapposizione dei
aveva alzato il velo sui rapporti d’affari di due incarichi deriva «da una richiesta degli azionisti pubblici
alcuni dirigenti con una cosca mafiosa. di Eur spa». Cioè, in pratica, il governo.
Nei primi sei mesi di quest’anno, a causa Non è la prima volta che il numero uno di Fondazione Fiera
del Covid, i ricavi sono crollati a 55 milioni, incassa uno stipendio extra. Nel 2017, quando era al vertice
oltre il 60 per cento in meno rispetto allo di Eur spa, Pazzali si vide assegnare un compenso di 360
stesso periodo del 2019 e a giugno i conti mila euro dalla Polifin, la holding di famiglia dell’imprenditore
erano in rosso di 12 milioni. Nonostante le bergamasco Domenico Bosatelli, patron del gruppo Gewiss,
prospettive incerte e a differenza di molte marchio famoso dell’elettrotecnica e dell’illuminazione,
altre società quotate, ad aprile la società nonché sponsor dell’Atalanta calcio e dello stadio della
milanese non ha comunque rinunciato a città orobica. Polifin è la cassaforte che custodisce le
distribuire il dividendo. Con ovvia soddi- partecipazioni più pregiate di Bosatelli, a cominciare dalla
sfazione degli azionisti, a cominciare dal quota di controllo di Gewiss.
socio di maggioranza, la Fondazione, che Nelle carte societarie consultate dall’Espresso si legge che
ha incassato quasi 6 milioni. «è stato attribuito al dottor Enrico Pazzali» un non meglio
Non è solo questione di numeri di bilan- precisato «incarico di business development». All’epoca,
cio, però. Di recente la Fiera ha dovuto fare il manager milanese era uno dei quattro amministratori di
a meno anche dell’amministratore delegato Polifin e nessuno degli altri tre, tra cui lo stesso Bosatelli e la
Fabrizio Curci, che a giugno si è fatto da moglie, percepiva un compenso. A dicembre del 2018, Polifin
parte per passare al vertice di Marcolin, il è arrivata a fine corsa fondendosi con la consociata Polibis, di
marchio dell’occhialeria. Il nuovo capoa- cui ha preso la ragione sociale.
zienda si chiama Luca Palermo ed è arriva- Uscito di scena a Bergamo, Pazzali si è subito lanciato in
to ai primi di ottobre, a quattro mesi di di- una nuova iniziativa, questa volta come imprenditore in
stanza dalle dimissioni di Curci. Nel frat- proprio. A novembre di due anni fa lo troviamo al comando
tempo le deleghe operative sono tempora- di Equalize, un’azienda che offre servizi di intelligence e
neamente passate a Bonomi, cooptato ad sicurezza, dalla difesa contro gli attacchi informatici alla
aprile nel consiglio di amministrazione.
La nomina al vertice di Fiera del pre-

56 11 ottobre 2020
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all’Antimafia, alla Criminalpol e tra il 2001 e il 2003 è stato


portavoce dell’allora capo della Polizia, Gianni De Gennaro.
Poco dopo ha lasciato la divisa per accasarsi alla corte dei
Moratti, prima come direttore delle relazioni istituzionali del
gruppo petrolifero Saras e poi all’Inter. Nel 2006, quando
esplode lo scandalo di Calciopoli, Filucchi era responsabile
della sicurezza del club nerazzurro, un ruolo a dir poco
delicato, visti i tempi a dir poco turbolenti, tra dossier,
accuse, indagini della giustizia sportiva e di quella penale. La
squadra dei Moratti ne esce alla grande, vince uno scudetto
a tavolino ai danni della Juventus e anche l’ex responsabile
della sicurezza fa carriera e scala la gerarchia aziendale fino
all’incarico di vicedirettore generale.
Chiusa nel 2013 l’avventura con l’Inter, Filucchi non ha
abbandonato la Serie A. L’ex poliziotto è infatti approdato
come vicepresidente al Cagliari del patron Tommaso Giulini,
già consigliere d’amministrazione nerazzurro e da sempre
legato ai Moratti. Risale invece all’anno scorso l’investimento
di Filucchi nell’Equalize del suo amico Pazzali, che si è fatto
le ossa in grandi aziende come Compaq e Poste prima di
Enrico Pazzali, presidente della approdare come dirigente in regione Lombardia ai tempi di
Fondazione Fiera Milano Roberto Formigoni. Nel 2007 il manager milanese, classe
1964, fece il gran salto alla direzione generale di Fiera Milano
spa, la società quotata in Borsa che organizza e gestisce gli
più tradizionale prevenzione delle frodi. Non è una sorpresa, eventi nelle aree di proprietà dell’omonimo ente pubblico.
allora, che l’incarico di amministratore delegato di Equalize La carriera prese il volo anche grazie all’appoggio di Ignazio
sia stato affidato un poliziotto in pensione come Carmine la Russa, il leader della destra milanese. Di lì a poco, nel
Gallo, 62 anni, un ex commissario ben conosciuto negli 2009, arriva la promozione ad amministratore delegato, con
ambienti investigativi lombardi, a lungo in prima linea contro Fontana, il futuro governatore, sulla poltrona di vicepresidente
il terrorismo e la criminalità organizzata. insieme alla berlusconiana Licia Ronzulli.
Pazzali possiede l’85 per cento della società, mentre il L’ascesa si interrompe bruscamente nel 2015, quando
resto del capitale è diviso in parti uguali tra Gallo e altri due Pazzali lascia un’azienda assediata dai guai e dalle perdite.
azionisti, Pierfrancesco Barletta e Stefano Filucchi, due nomi Nonostante i bilanci in rosso il manager dimissionario incassa
che hanno almeno un paio di caratteristiche in comune. Una una ricca buonuscita, circa 1,4 milioni di euro. Pochi mesi
decina di anni fa entrambi erano nella squadra dei dirigenti di dopo il ribaltone al vertice, la Fiera finisce al centro di
punta dell’Inter dei Moratti. Più di recente invece, i due soci un’inchiesta della procura di Milano sulle infiltrazioni mafiose
della Equalize di Pazzali si sono conquistati uno strapuntino nelle attività del gruppo anche durante la gestione di Pazzali,
nell’affollato treno delle nomine varate nei mesi scorsi dal che supera senza danni la bufera giudiziaria. Nel frattempo,
governo di Giuseppe Conte. l’ex numero uno di Fiera spa si era già accasato a Roma scelto
Ambedue gli incarichi hanno a che fare con la sicurezza dal governo di Matteo Renzi come amministratore delegato di
nazionale. Barletta, 47 anni, ha esordito a maggio nel Eur spa. Quattro anni dopo è Fontana a richiamarlo a Milano.
consiglio di amministrazione di Leonardo, la ex Finmeccanica Pazzali sale al piano superiore: dalla spa quotata in Borsa
quotata in Borsa, la grande azienda di Stato che produce passa alla Fondazione che la controlla. La nomina è il frutto di
sistemi d’arma e componenti per l’industria aerospaziale. un’intesa tra le varie componenti del centrodestra, con il via
Filucchi invece è stato scelto dal ministro Lorenzo Guerini libera del sindaco Pd di Milano, Beppe Sala. Tutti d’accordo
Foto: Ernesto Ruscio / Getty Images

per l’incarico di vicepresidente di Difesa servizi, la società per premiare il manager che quattro anni prima aveva lasciato
che gestisce beni e attività che fanno capo alle Forze Armate. la Fiera con i conti a pezzi. V.M.
Anche Filucchi, come Gallo, è un ex poliziotto. Ha lavorato © RIPRODUZIONE RISERVATA

PAZZALI GUIDA LA FONDAZIONE. PER LUI COMPENSI


EXTRA E UNA SOCIETÀ DI SECURITY E INTELLIGENCE

11 ottobre 2020 57
Prima Pagina Doppi incarichi

stata risolta in modo differente. Non è la


prima volta, infatti, che la rotta di Bonomi
incrocia il sistema fieristico. Nel 2010 il fu-
turo presidente di Confindustria è stato
eletto per la prima volta nel consiglio gene-
rale di Fondazione Fiera, l’organo collegiale
che sovrintende alla gestione dell’ente. Ri-
sale invece a settembre del 2016 l’ingresso
tra i nove membri del comitato esecutivo.
Meno di un anno dopo, nel giugno del 2017,
l’imprenditore milanese, da tempo molto
attivo nei ranghi dell’associazione, conqui-
sta la poltrona di presidente di Assolom-
barda, la più importante tra le rappresen-
tanze territoriali degli industriali.
Ebbene, nel giro di quattro mesi, a otto-
bre del 2017, Bonomi rinunciò all’incarico
in Fondazione Fiera e nella successiva rela-
zione di bilancio dell’ente il passo indietro
del consigliere venne giustificato con la no-
mina al vertice di Assolombarda. Tre anni
fa, dunque, lo stesso Bonomi si fece da par-
te per dedicarsi al nuovo impegno nel sin-
dacato degli imprenditori. Questa volta in-
sidente di Confindustria corre sul filo vece le cose sono andate diversamente. Il
del conflitto d’interessi. La questione ruota presidente di Confindustria ha accettato la
attorno all’interpretazione di una norma nomina al vertice di Fiera spa, un compito
del codice di governance della società, ben più gravoso rispetto a quello di sempli-
quella che vieta al presidente di svolgere ce consigliere della Fondazione. A quanto
incarichi esecutivi in società estranee al pare, il numero uno degli industriali ora ri-
gruppo fieristico. Nel caso di Bonomi, il tiene di poter conciliare i mille impegni
problema non si pone tanto per il piccolo nell’associazione di categoria con la presi-
gruppo biomedicale di cui è socio di mino- denza di una società quotata in Borsa.
ranza. Il suo ruolo nella holding Medtech è Strada facendo, Bonomi rischia anche di
infatti di pura rappresentanza istituziona- trovarsi in una posizione scomoda, costret-
le, senza deleghe operative. Diverso è il ca- to a conciliare interessi diversi e a volte in
so di Confindustria. Lo statuto dell’asso- conflitto tra loro. Da una parte c’è il suo
ciazione nazionale degli industriali affida ruolo in un’azienda con centinaia di azioni-
la gestione operativa a un direttore genera- LEGHISTA sti che ovviamente si aspettano profitti e
le, ma ampi poteri sono riservati anche al Attilio Fontana, dividendi in crescita. Lo stesso Bonomi
presidente. Il quale, come si legge all’arti- presidente leghista però, come presidente di Confindustria, è
colo 12, «provvede all’esecuzione delle de- della regione anche chiamato a rappresentare gli im-
Lombardia. Da lui
liberazioni degli organi, nonché alla vigi- prenditori. E proprio questi ultimi sono i
dipendono le nomine
lanza sull’andamento delle attività confe-
Foto: Gino Begotti / Contrasto, Claudia Greco / AGF

ai vertici della
principali clienti della Fiera, che ogni anno
derali». Come si concilia questo ruolo con Fiera di Milano mette a disposizione delle imprese gli spazi
la regola di governance di Fiera Milano spa dove organizzare eventi, promuovere la
che vieta al presidente di rivestire incarichi propria immagine e intrecciare nuovi rap-
esecutivi in altre società? «Nessuna incom- porti d’affari. Che fare, dunque? Come ga-
patibilità», questa in sostanza la risposta rantire gli uni e gli altri, operatori finanziari
di Fondazione Fiera, che ad aprile ha pre- e acquirenti dei servizi fieristici? Costretto
sentato la candidatura del leader degli in- a indossare due cappelli contemporanea-
dustriali al vertice della controllata quota- mente, Bonomi dovrà sfoderare doti note-
ta in Borsa. voli di equilibrista. Con il rischio, alla fine,
A ben guardare, però, esiste almeno un di scontentare tutti.  Q
precedente in cui una questione simile è © RIPRODUZIONE RISERVATA

58 11 ottobre 2020
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

NOME RUOLO AGENZIA


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sono consulenti che basano il proprio zione alle novità e alla formazione dei
comportamento sulla discrezione e sulla collaboratori, dalla storica sede di Fran-
conoscenza delle esigenze specifiche di migliore in assoluto è indispensabile po-
ter contare su un ampio ecosistema, che coforte fino alle località più prestigiose
ogni cliente” ci racconta Christian Weis-
solo un brand internazionale può garan- d’Europa” Conclude poi Weissensteiner:
sensteiner, agente immobiliare abilitato,
tire”. La scelta però, prosegue, non è stata “Per il progetto VON POLL in Italia siamo
amministratore del Center-shop VON
semplice, “Praticamente tutti i brand del partiti dalla selezione di partner e colla-
POLL di Bolzano e Master Lincensee del
brand in Alto Adige, Lombardia e Tosca- settore finiscono per offrire solo un’inse- boratori di comprovata competenza ed
na. Christian Weissensteiner è un media- gna da esporre; in pochi propongono un esperienza, professionisti abilitati nel
tore immobiliare e un imprenditore di metodo di lavoro strutturato e all’altezza proprio ruolo che, sostenuti dal Gruppo e
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ha scelto di dare il via al progetto VON e disagio per la loro clientela. Tutto que- un partner perfetto per la nostra cliente-
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Satira Preventiva Michele Serra

Trump Boys in marcia


al passo del tapiro
Per i gruppi neonazisti che appoggiano il presidente è impossibile fare
quello dell’oca. Sono tutti obesi e incapaci di muoversi insieme

C
ome si diventa membri Nei campi di addestramento si op- solvere la questione razziale con un
dei Proud Boys, il fronte ta, dunque, per il passo del tapiro, solo sterminio».
suprematista bianco di- meno marziale ma molto amato dai
sposto a prendere le armi bambini che vedono i loro genitori L’effetto Covid I Proud Boys, così
in caso di sconfitta di Tru- marciare in modo divertente. Tra come tutti i fan di Trump, preven-
mp? Essere un bianco di mezza età le altre discipline, la tradizionale gono la malattia secondo le indica-
sovrappeso per l’ingestione ininter- impiccagione del negro, specialità zioni del loro presidente, bevendo
rotta di junk-food e avere un cappel- degli Stati del Sud, contende i favori varechina. Medici e nutrizionisti
lino da baseball sono pre-condizioni dei coscritti alle specialità degli Sta- non sono del tutto contrari. «Secon-
indispensabili, ma non sufficienti. ti del Nord: il bracconaggio e l’assal- do diversi studi - spiega il professor
Non basta neanche avere un arsenale to al villaggio indiano. L’intramon- Ciom Lu, docente all’Ucla - rispet-
nell’armadio: la metà degli america- tabile Sarah Palin, molto amata dai to alla loro normale alimentazione
ni ce l’ha, compreso il corrispettivo patrioti americani perché spara ai quotidiana, la varechina rappresen-
yankee della casalinga di Voghera, la lupi e alle alci dall’elicottero, è do- ta un notevole miglioramento. Basta
casalinga di Chattanooga, che usa la cente di bracconaggio. Karl Custer, curare le ustioni labiali con le stesse
Colt per aprire le scatole di sardine e discendente del famoso generale, metodologie usate per le patatine
magari vota democratico. tiene un corso di genocidio degli in- fritte, o il pollo arroventato della
diani molto seguito. «Sono rimasti Virginia, o il lardo fuso del Wiscon-
La prova Per essere ammessi nei in pochi - spiega Custer - ma perse- sin, e le conseguenze sono ridotte al
Proud Boys bisogna superare l’esa- guitarli fa parte delle tradizioni pro- minimo. Quanto al Covid, che cosa
me più difficile, una vera e propria fonde della nostra storia. La penuria c’entra il Covid con la varechina?».
prova di iniziazione. Bisogna guar- di bisonti e la penuria di indiani è
darsi allo specchio (a figura intera), un problema che l’America moderna Il giallo Nel frattempo un vero e
vedere un adulto obeso vestito come non può trascurare». proprio giallo scuote la campagna
un bambino di otto anni, con il cap- elettorale. La portavoce di Trump
pellino da baseball, la t-shirt mac- L’insurrezione Ma come dovrebbe Winnie Kupcik, la segretaria Goosie
chiata di ketchup che strippa sulla svolgersi la presa del potere dei na- Warner, l’interprete Sandy Breeve, la
pancia, i pantaloni corti d’estate e zisti americani? C’è molta discus- moglie Ivanka, la figlia Olenka e tut-
unti d’inverno, e dire ad alta voce: sione. Una Notte dei Cristalli con te le donne dello staff del presidente
«io sono la razza superiore». Se, ri- distruzione dei negozi degli ebrei sono quasi indistinguibili: sono tut-
dotti in quelle condizioni, riuscite a viene considerata discriminatoria: te bionde, sorridenti, alte un metro
pensarlo per davvero, niente e nes- perché risparmiare i negozi degli e 76, vestite con tailleur color pa-
suno potrà mai fermarvi. ispanici, dei neri, degli arabi, degli stello, con lo stesso filo di perle e lo
omosessuali? L’antisemitismo è vi- stesso rossetto. In una informativa
L’addestramento Qualche diffi- sto con molta diffidenza da parte dei servizi segreti francesi, resa nota
coltà con il passo dell’oca, perché dell’estrema destra americana, per- da alcuni siti di enigmistica e subi-
Illustrazione: Ivan Canu

la maggior parte dei nazisti ameri- ché limita ad una sola razza il ber- to divenuta virale, si sostiene che si
cani non riesce a sollevare le gam- saglio da colpire. «In una società tratterebbe sempre della stessa don-
be a compasso, e anche quelli che complessa come la nostra - spiega na che assume identità diverse a se-
potrebbero farlo non capiscono uno degli ideologi dei Proud Boys, il conda delle necessità. Q
l’espressione “gambe a compasso”. garagista Bud Rudek - non si può ri- © RIPRODUZIONE RISERVATA

11 ottobre 2020 61
In nome di tutte

QUELLE
DONNE
DI NUOVO
IN CROCE
DOPO LA DENUNCIA DELL’ESPRESSO,
LA SCOPERTA DI UN CIMITERO DI FETI
ABORTITI CON IL NOME DELLE MADRI SULLE
TOMBE. AL LORO POSTO SCRIVETE INVECE
LE MOTIVAZIONI CHE LE HANNO SPINTE A
INTERROMPERE LA GRAVIDANZA: DIFFERENZA
DI GENERE, PRECARIETÀ, PAURA, STUPRO...
DI MICHELA MURGIA

64 11 ottobre 2020
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45 ANNI DOPO
Sopra: cimitero Flaminio
di Roma, l’area dove sono
sepolti i feti all’insaputa delle
donne che hanno abortito,
con i loro nomi scritti sulle
croci. Nella foto grande:
l’immagine di Dante Vacchi
per la copertina dell’Espresso
del 19 gennaio 1975
Foto: A. Serranò / Agf

11 ottobre 2020 65
In nome di tutte

L’
inchiesta dell’Espresso
(e la denuncia di una
donna che si è trovata il
suo nome su una tomba
in un cimitero di cui
ignorava l’esistenza)
hanno portato all’atten-
zione pubblica lo scan-
dalo legale di una trentina di luoghi di tu-
mulazione dei feti abortiti. Posti simili non
sono spazi di pietà per i prodotti abortivi,
ma nascono per punire le donne, messe in
croce una per una sulla tomba delle mater-
nità che non hanno voluto o potuto assu-
mersi. È il trionfo dello stigma sociale, la
TRAGEDIA ITALIANA lettera scarlatta, la gogna e soprattutto l’e-
Il numero dell’Espresso terno memento del senso di colpa: ricordati
che nel 1975 fu che hai fatto morire e se provi a dimenticar-
sequestrato dalla
telo te lo ricordiamo noi. Che si sappia chi
magistratura. Il direttore
di allora, Livio Zanetti,
sono le degenerate che hanno scelto di non
venne denunciato dare la vita. Che si conosca il nome di chi ha
per “vilipendio alla rigettato la sua vocazione naturale. Così
Manifestazione a
religione”. La legge accade che i nomi delle donne, che in tutti Roma per l’aborto
sull’aborto fu approvata gli altri contesti spariscono con estrema fa- farmacologico
tre anni dopo, nel 1978 cilità, in questo genere di cimitero vengano senza ricovero

STORIE DI UN’UMILIAZIONE CONTINUA


di Chiara Manetti
Nessuno pensava che potessero essere così tante. capito male. Capita anche quando, fino ai minuti prima
Ostacolate e discriminate, le donne lasciate sole e senza del raschiamento, continuano a suggerirti di “ripensarci”.
assistenza ad affrontare un aborto sono centinaia. E si Senza preoccuparsi delle tue motivazioni, perché non
tratta solo di quelle che ci hanno contattato, ma chissà possono esistere ragioni valide per abortire. Non per il 69
quante altre ne esistono che rimangono in silenzio, per per cento dei ginecologi e neanche per il 30 per cento degli
vergogna o per paura. Grazie alla campagna lanciata sul anestesisti o il 42 per cento del personale non medico in
sito dell’Espresso #innomeditutte, nata dopo il racconto Italia. Questi dati risalgono al 2018 e sono i più recenti che
di un’interruzione volontaria di gravidanza trasformata in abbiamo a disposizione.
tortura, abbiamo accumulato esperienze provenienti da tutta Alcune delle storie raccolte sono attuali, altre risalgono
Italia. Ne riportiamo alcune. Per tutte coloro che hanno a decine di anni fa. Ad esempio T. da Perugia parla del
scelto di interrompere una gravidanza perché una legge di suo aborto nel 1987: «Ma vedo che nulla è cambiato in
Stato lo permette. Per le madri che scelgono di non volere chi dovrebbe mettere un po’ di umanità e solidarietà nel
un altro figlio. Per i mariti che vengono tagliati fuori da un proprio lavoro, soprattutto tra donne». Ricorda una stanza
percorso che si dovrebbe affrontare in due. Per chi viene gelida, insieme ad altre venti come lei. Ricorda un farmaco,
trattato come se l’aborto non fosse un diritto. forse un tranquillante, ma nessuna spiegazione a riguardo.
Capita quando hai 18 anni e una dottoressa cerca di Sul lettino, prima che si addormentasse, «sentivo medici
convincerti a non farlo: «I tuoi genitori non potrebbero e infermiere parlare della festa a cui avevano partecipato
prendersi cura di lui?». Capita quando senti lo sguardo il giorno prima. Nessuno che mi abbia tranquillizzata,
degli infermieri posarsi sulle più insignificanti zone neanche un misero gesto di comprensione. Ma da quanto ho
scoperte della tua pelle, sotto quel camice verde annodato letto, il 2020 è ancora peggio».
malamente. «Prima vanno a divertirsi e poi...». Speri di aver «Siamo tornati indietro di anni», lamenta un medico

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invece crocifissi sulle tombe, contro la vo-


lontà delle persone coinvolte o addirittura
a loro insaputa. La violenza simbolica è
praticata con la complicità della burocra-
zia, spietata con le vite delle donne vive e
vegete in nome della presunta pietà per i
resti delle interruzioni di gravidanza. In
luoghi come questo viene infatti inscenato
il paradosso che spesso appartiene ai cosid-
detti movimenti religiosi anti-scelta: la vita
presunta è più rispettata della vita effetti-
va. La matrice di questo paradosso è l’odio
alle donne e alla libertà di scelta garantita
da quella legge 194 che i nuovi e vecchi mo-
vimenti no-choice vorrebbero abolire. Fer-
mo restando che la libera scelta di non di-
ventare madre è motivazione più che suffi-
ciente per l’aborto, sarebbe stato molto più
interessante se sulle croci fossero stati
scritti non i nomi delle donne, ma le moti-
vazioni esterne che le hanno condotte a
scegliere di non diventare madri. Immagi-
nate quanto sarebbe più veritiera e lucida
una simile distesa di cartigli, croce per cro-
ce. “Posti insufficienti negli asili e nidi

psichiatra che negli anni ‘80, subito dopo la 194, Roma, città in cui oggi i medici non obiettori sono solo
prescriveva molti certificati per le Ivg. Una storia, quella cinque e cinque è anche il numero di ospedali in cui viene
di M., risale a quel periodo: è il 1989 quando l’ecografia effettuato l’aborto terapeutico. I dati più recenti sulle Ivg
alla 22esima settimana mostra un’ernia diaframmatica. effettuate nella capitale risalgono al 2018, il Comune li
«Trafila identica a quella raccontata nella storia pubblicata ha pubblicati a maggio: sono più di seimila, mentre in
sul vostro giornale - e sono passati trent’anni. Primo tutta Italia superano quota 76mila. Si tratta del 67,5 per
step, istituto di Igiene mentale dove un assistente sociale cento in meno rispetto al 1982, quando si registrò il più
suggerisce addirittura il ricovero di almeno un giorno». M. alto numero di Ivg nel Paese.
aspetta quasi una settimana prima di recarsi in ospedale: La storia di L. inizia proprio nel 2018, a Roma. È alla
«Mi sentivo un pacco esplosivo che cercavano di passarsi 24esima settimana quando scopre una rara patologia.
di mano pur di non essere coinvolti». Una mattina la «Devi abortire immediatamente, perché tuo figlio sarà
ricoverano in una camera con partorienti e neonati e lì un vegetale», le dice il suo ginecologo, ma aggiunge
inizia la terapia abortiva. I dolori sono lancinanti, ma le che non può aiutarla. Dovrà rivolgersi altrove, «forse
negano un calmante. Quando le contrazioni durano ormai all’estero». Presa dal panico, scopre in autonomia che
da 23 ore, i medici si rifiutano di intervenire perché c’è un reparto per la 194 all’ospedale San Camillo. Lì
bisogna lasciare che tutto accada. «Tra le mie gambe sento abortisce, al sesto mese. Sentendo il pianto disperato
il sangue e un piccolo esserino che lentamente si muove. di suo marito, rigorosamente fuori ad aspettare che
Mio marito ha la prontezza di prendermi in braccio ed inizia tutto finisca. La storia di L. ha un risvolto ancora più
a correre verso la sala parto». Di colpo medici, ostetriche drammatico: dall’autopsia risulta un errore nella diagnosi
e infermieri risorgono. Dopo aver preteso di essere sedata del ginecologo: il bambino poteva nascere sano. La
durante l’aborto, M. finalmente si addormenta. «Appena ho diagnosi chiara e definitiva lei e suo marito la aspettano
potuto ho preso la mia dignità e ho lasciato quell’ospedale da due anni. Colpa anche del Covid-19, che ha rallentato
Foto: C. Minichiello - Agf

che ormai per me era un incubo». ulteriormente le cose.


L’attesa sembra essere una costante in tutte queste storie.
Come racconta anche D., «ci sono posti in cui ti fanno Uno dei tanti fili rossi che le collegano tra loro. Quella
sentire colpevole. Non c’è giorno che non pensi a ciò di C. è avvenuta in una sala parto, ancora una volta a
che ho fatto, anche se sono passati 15 anni». Scrive da Roma. La lasciano da sola con un pulsante da premere

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In nome di tutte

pubblici”, “Inesistenti politiche per la


conciliazione familiare”, “Dislivelli di con-
gedo parentale per i padri”, “Differenza di
stipendio tra i generi”, “Timore della con-
danna sociale”, “Stupro”, “Paura di non es-
sere all’altezza dell’idea sociale di materni-
tà”, “Rischio di perdita del lavoro”, “Sfiducia
nel futuro”, “Malasanità”, “Affitti impossi-
bili da sostenere”, “Precarietà contrattua-
le”, “Nessun ammortizzatore sociale”, “As-
segni familiari ridicoli”, “Nonni lontani”,
“Scuole fatiscenti”. Questo cimitero all’idea
di futuro esiste: è sotto gli occhi di tutti
ogni volta che leggiamo le statistiche che
indicano il tasso di natalità italiano in 1,3
figli per donna. Se fosse un luogo fisico,
quello che agli occhi di chi lo ha visitato è
apparso come un immenso atto di accusa
contro le donne apparirebbe finalmente
per quello che realmente è: la rappresenta-
zione plastica delle responsabilità politiche
e sociali che ogni giorno portano molte di
loro a pensare di non avere altra scelta che
l’aborto. Q
© RIPRODUZIONE RISERVATA

«quando è successo». Sì, ma cosa? «Lo


scoprirai», le rispondono le infermiere. Poi
“succede” e C. spinge il bottone. «Non sai
che il giorno dopo ti sentirai stranamente
felice, ma saranno solo gli ormoni che
rispondono ad un finto parto. Io con l’arrivo Raccolta di firme per la
del latte sono caduta nel baratro. Un anno di contraccezione gratuita
analisi e l’amore di mio marito non mi hanno e l’applicazione della
fatto affondare, ma è stata solo fortuna». legge 194 sull’aborto
Una di queste storie ci viene raccontata
proprio da un marito. Da Piacenza. È il 2006
quando lui e la sua compagna optano per weekend che non esistono più: solo lei e altri quattro nella
un aborto farmacologico: «Non ti dicono che ti ritrovi sua struttura sono non-obiettori. «Abbiamo una cardiologa
su una tazza del water a fare uscire un piccolo feto. E che non referta gli ECG e anestesisti che si appigliano
tiri l’acqua, poi. Io ero lì accanto per tutto il tempo a al fatto che l’epidurale non sia garantita». Ma molte
tenerle la mano. E quando sai che la legge 194 prevede cose funzionano: la somministrazione della RU486 e la
l’assistenza psicologica capisci che i diritti e l’aiuto spiegazione dettagliata di ciò che potrebbe avvenire dopo, a
previsti sono rimasti sulla carta. Zero informazione, casa. Come il parto sul water, che con le adeguate istruzioni
nessun supporto. Nessuna umanità si incontra in questi si potrebbe evitare. Se solo a Piacenza le avessero date.
drammi di donne, di uomini e di relazione». «Capita che le donne ringrazino prima di essere
Da Firenze invece arrivano le scuse di un’ostetrica «per dimesse» spiega l’ostetrica. Si sentono fortunate ad
non aver fatto abbastanza come professionista. Starò aver trovato un posto dove sono seguite passo passo.
sempre a fianco delle donne e continuerò a lottare perché Si tratta di un loro diritto, ma glielo fanno dimenticare.
tutte abbiano un trattamento dignitoso e rispettoso». Ma «Gli obiettori sono un’anomalia che dovrebbe sparire»,
una non sembra abbastanza per ricucire i danni di tutti i aggiunge. Un’anomalia troppo diffusa. Q
medici obiettori.
Un’altra ostetrica ci racconta dei turni estenuanti e dei © RIPRODUZIONE RISERVATA

68 11 ottobre 2020
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di FILOMENA GALLO*

L’Inquisizione c’è ancora.


E boicotta la legge 194
A
42 anni dall’entrata in vigore della legge la loro battaglia - poi vinta - contro quei divieti italia-
194, che riconobbe il diritto di decidere ni che impedivano ad una coppia fertile di accedere
se interrompere o portare avanti una gravi- alla procreazione medicalmente assistita per poter
danza senza commettere un reato, il corpo eseguire indagini diagnostiche sull’embrione prima
delle donne continua ad essere sotto attacco. Ancora del trasferimento in utero. Grazie all’abbattimento di
peggio, è diventato un vero e proprio terreno di scon- quei divieti in tribunale, oggi, Sara e Gabriele han-
tro, su cui alcuni pensano di poter esercitare potere e no una bellissima bimba di 4 anni. Le recenti notizie
avanzare pretese. La libertà di scelta, il diritto all’au- delle sepolture dei feti, avvenute a insaputa di diverse
todeterminazione - conquiste fondamentali che cre- donne, hanno però riportato Sara indietro nel tem-
devamo fossero tutelate da una legge di Stato basata po, a quei giorni durissimi di ricovero, quando per-
su diritti costituzionalmente rilevanti, leggi del no- sone sconosciute, che non erano né medici e neppure
stro ordinamento che non vengono rispettate - sono personale dell’ospedale, entravano nella sua stanza,
costantemente in pericolo. chiamandola assassina. Un dolore indelebile a cui
A 42 anni dall’entrata in vigore della legge 194, un oggi si è aggiunta l’angoscia di poter trovare anche
diritto, quello di abortire, si trasforma ancora trop- il proprio nome su una di quelle croci, la possibilità
po spesso in una tortura, in un percorso ad ostacoli, che qualcuno abbia deciso, al posto suo e senza il suo
fatto di attese infinite, leggi violate, traumi e umi- consenso, cosa fare del feto.
liazioni. E la classe politica non può continuare ad
ignorare che in Italia esiste un problema di mancata In base alle norme italiane, questa pratica è di fat-
(e corretta) applicazione di questa norma, che ha il to giuridicamente permessa da tre piccole paroline:
merito di aver cancellato la piaga degli aborti clan- nel regolamento di polizia mortuaria è infatti previ-
destini, tutelando la salute fisica e psicologica della sto che entro 24 ore dall’aborto, i parenti o “chi per
donna. Una classe politica spesso convinta di avere il essi” possono procedere alla richiesta. Ovviamente
potere di “normare” le nostre esistenze, riportando il chi vuole è libero di procedere con la sepoltura, ma
Paese indietro nel tempo di 50 anni e facendo pagare chi, rassicurato dal fatto che è l’ospedale ad occupar-
un caro prezzo alle donne e al loro corpo. Una legge si del dopo aborto e non vuole procedere con batte-
c’è e - anche se dovrebbe essere aggiornata in molti simo e sepoltura, ha il diritto di non subire decisioni
punti, per riconoscere maggiormente il diritto all’au- altrui, a propria insaputa, vedendo peraltro la pro-
todeterminazione - deve essere rispettata. pria privacy gravemente violata. Con l’Associazione
Luca Coscioni potremo ritornare nei tribunali anche
Nel 2020 sembra ancora esserci un perenne tri- in questo caso, ma anche su questo il governo do-
bunale dell’inquisizione pronto a giudicare le don- vrebbe intervenire immediatamente, stabilendo che
ne per le loro scelte. Come è successo a Sara (nome vi sia una procedura che non veda l’immissione di
di fantasia) che in questi giorni è ripiombata nel suo terzi non autorizzati dalla donna a ritirare quel feto,
doloroso passato, dopo le notizie degli ultimi giorni soggetti che si sostituiscono all’unica persona che
sui cosiddetti cimiteri dei feti. in quel caso può decidere del dopo aborto: la donna.
Non si può permettere che vengano calpestati i prin-
La storia di Sara e quella di suo marito iniziano cipi fondanti della nostra democrazia e delle nostre
con un grande desiderio, quello di diventare genitori. libertà, alla base dei quali deve esserci, sempre e ad
Ad ogni esame pre-natale del feto, però, il referto era ogni costo, il rispetto della volontà della persona,
sempre lo stesso: malformazioni incompatibili con la perché nessun altro possa decidere al suo posto.
Foto: C. Minichiello - Agf

vita. E ogni volta, la gravidanza veniva interrotta con * avvocato e Segretario


interruzione volontaria. Sara e Gabriele non hanno Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni
mai rinunciato al loro sogno e hanno portato avanti © RIPRODUZIONE RISERVATA

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L’inedito

S U L L A

P O L T R O N A

Signorina
C’ È L A

snob
L’infanzia. I genitori. Le leggi razziali. L’odio
per il fascismo. Si intitola “La sedia del nonno”.
È l’ultimo racconto scritto dalla grande attrice
di Franca Valeri illustrazione di Ivan Canu

I
l ricordo ha la valenza di una foto- Il ricordo è anche un magnetofono curio-
grafia. Vedo la prima casa che ho so che si accende e si spegne da solo. Mentre
abitato a Milano. Incredibile che rivedo quel terrazzo sento una voce che dice:
me la ricordi così bene, ricordo - «Quando il nonno è morto la Franca ave-
tutto o quasi di quella casa, per- va tre anni».
sino i pavimenti, le scale. E ricor- Quindi si parlava di me. E del nonno.
do che sono in terrazzo, c’è una Quando sento quella frase non so cosa
persona che passeggia su quello voglia dire essere morto, certo ho capito
di fronte. che non l’avrei visto più. Come potevo avere
È bella quella terrazza, proprio di fronte a solo tre anni, se mi sembra di vederlo anco-
noi. E si sentono le voci di chi ci sta. So chi ra così bene?
sono, c’è una bambina della mia età che si È un uomo piccolo, elegante e bello come
chiama Ester. Non è stata a lungo mia amica, il papà. Sì, lo vedo con chiarezza sul quel ter-
ha lasciato presto quella casa perché alla sua razzo, ha in mano un pacchetto rotondo. È
mamma non piaceva. Peccato perché era certamente una torta che, tanto per cambia-
grande e comoda. Anche il nostro terrazzo è re, non mi piaceva. Non sono una grande
bello, contornato di pietre. Ma mi fa impres- amante dei dolci. A mio fratello Giulio inve-
sione stare lì, la mamma è vestita di nero e ce sì, gli piacciono molto.
sento papà che le dice: Spesso non capivo che cosa si dicessero i
- «Cecilia, non importa che ti vesta di miei genitori, certo cose molto importanti
nero». per loro. E quando entrava la balia, smette-
- «Ma tu ci tenevi molto» - risponde lei. vano di parlare.
- «Ma non è d’obbligo il nero». Avevamo una balia toscana di cui ri-
Illustrazione di Ivan Canu tratta dal libro “Very Italiani”
di Rossana e Francesco Maletto Cazzullo, Adriano Salani editore

11 ottobre 2020
Idee

71
L’inedito

cordo solo il cognome Sturlini. Quando


siamo diventati abbastanza grandi, se n’è
andata e non abbiamo più avuto sue notizie.
Giulio le era molto affezionato, e lei a lui.
Mio fratello da piccolo era piuttosto bello,
evidentemente più di me. Era tutto riccio di
capelli e quando la nonna Francesca veniva,
quasi a cadenza giornaliera, gli metteva la
mano fra i capelli e gli portava dei regali. An-
che a me portava dei regali, ma si trattava di
bambole di stoffa che finivano subito in un
cassone in anticamera.
- «Perché le butti Franca»?
- «Perché sono brutte, non mi piacciono».
Era chiaro che la nonna preferisse Giulio
a me, anche se la mamma credeva il contra-
rio. Ma è così. L’incredibile ragione di questa
preferenza è che era il maschio.
Il nonno ci ha lasciato tra tante cose an-
che una sedia. Una bella poltroncina di fine
settecento che adesso sta nella mia casa al
Fleming.
Poco tempo fa arriva un signore modesto
che dice: - «Sono un restauratore».
E guarda quella sedia rovinata dai gatti.
Ho dimenticato di dire che avevamo due
gatti molto importanti per noi. Erano soriani
tutti e due. La mamma li curava insieme alla
donna, che non era più la balia ma era già
Clotilde, la tuttofare che li ha trovati nei din- Franca Valeri nel 1958, alle per mangiarle. La mamma diceva:
torni di casa. Ci piacevano molto, quei gatti, prove dello spettacolo che - «Su ragazzi, non potete mangiarvi tutto
quando sono arrivati. Avevo paura che an- ne celebrava i dieci anni di il panettone».
dassero fuori sul terrazzo, ma si sono accoc- palcoscenico Effettivamente non ci faceva piacere ma
colati su quella sedia e ci stavano benissimo. intanto il panettone a poco a poco finiva e la
Uno era tigrato e l’altra somigliava a una sia- gatta guariva, grazie alle cure di mio padre
mese, beige con due splendidi occhi azzurri. che si alzava ogni notte per darle la corami-
Non so come ma temevo che prima o poi na. E noi eravamo contentissimi. Mignina
sarebbe successo un guaio. E infatti una se- era ben guarita e miagolava tutto il giorno
ra, papà era già al letto, la gatta è caduta dal- per la felicità di Clotilde che badava a cibare
la finestra ed è finita nel giardino di sotto. Il i gatti. Non posso non ricordarmi di lei,
papà ha lanciato un grido e si è precipitato al quando andavo con la mamma a trovare i
balcone esclamando: - «Eccola, la vedo, è vi- nonni al cimitero monumentale, vedevo
va! Si muove! ». sempre il nome Clotilde sulla lapide. La
Ed è corso al pianterreno per riprenderla. mamma la rimpiangeva molto. (...).
Poi ha gridato da lì sotto: Da allora ho sempre avuto gatti e cani che
- «È viva! Ma non cammina!».
Mio padre ci ha portato su Mignina che
sembrava colpita gravemente. L’ha appog-
giata sulla sedia del nonno, e solo dopo un
“La nonna mi portava bambole di
po’ la gatta ha cominciato a muoversi, coc-
colata dal suo compagno. Si chiamavano stoffa che finivano subito in un cassone.
Mingo e Mignina. La mamma non ha avuto
molta fantasia nella scelta dei loro nomi. Preferiva mio fratello Giulio a me.
Sul mobile della stanza da pranzo c’era un
panettone e i gatti buttavano giù le briciole L’incredibile ragione è che era il maschio”
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Idee

hanno usato, grattato e graffiato quella bella


sedia antica. Il restauratore è dispiaciuto per
quanto l’hanno deturpata. Poi rivolge lo
Omaggio alla scrittrice
sguardo a due bei tavoli rotondi che piaccio-
no molto anche a me. E lo colpisce una vetri-
che non abbiamo compreso
na bianca e oro.
Bisogna chiarire subito la storia di questa di Patrizia Zappa Mulas
vetrina. Quando lasciamo non so se la se-
conda o la terza casa, c’è in mezzo la morte Incontro Franca per la prima volta nel 2001 al Premio Venere,
del nonno e poi anche della nonna. Mio pa- quando ha ottantun anni ed è ancora una ragazza di genio. Sono
dre è l’erede maschio e potrebbe scegliere seduta anch’io in quella platea e mi preparo a una lettura per lo
che cosa tenersi, ma i tre figli di zia Maria, spettacolo. Sotto la mia sedia dormicchia Taramà, una cagnetta di
che era la zia bella, vogliono prendersi una garbo che mi porto sempre con me. Quando sente la mia voce negli
vetrina raffinata, piuttosto piccola, bianca e altoparlanti si alza, sale con circospezione i gradini che portano in
oro. L’esperto che guida mio padre gli spiega palcoscenico e si accuccia ai miei piedi. Il pubblico scoppia a ridere
che si tratta d’oro zecchino. I cugini la vo- e Taramà lo ricambia con uno sguardo impassibile.
gliono a tutti i costi e papà cede subito, non Franca s’innamora immediatamente del mio cane, e solo più tardi
ama discutere ed è molto generoso. La si accorge di me. Me lo confida al ristorante dove ceniamo dopo
mamma invece si arrabbia come di dovere, lo spettacolo. È la prima di una lunga serie di confidenze. Da quel
ma non c’è niente da fare: momento cominciamo a telefonarci tutti i giorni e diventiamo amiche
- «Non insistere, Cecilia, sono molto pre- come possono esserlo due milanesi trapiantate a Roma e due attrici
potenti, non la spunterai mai. Ne faremo fa- che fanno teatro perché amano le parole. Ci scambiamo impressioni
re un’altra». su quello che succede in Italia, progettiamo spettacoli, ci consigliamo
Troviamo un artigiano che la riproduce su quel che stiamo scrivendo. E ogni volta ci capiamo al volo, come
tale e quale, compreso il dettaglio dell’oro se ci conoscessimo da secoli. Abbiamo caratteri completamente
zecchino. Così è stato e adesso campeggia in diversi ma appena ci sentiamo le parole cominciano a scorrere
salotto a casa mia, è bellissima. È lì da anni, come un liquido tra due vasi comunicanti. Nel 2003 lavoro con lei
da quando abito qui. Contiene gli oggetti di alla pubblicazione del suo teatro, che era ancora inedito. Franca la
pregio che appartenevano al nonno. Il re- conoscono tutti come attrice, ma nessuno ha mai dedicato una vera
stauratore dice che aveva un gran buon gu- attenzione alla sua attività di commediografa. Ho cercato di riparare
sto. E amava lo stile impero, forse glielo sug- a un torto di distrazione nella prefazione di quel libro, di presentarla
geriva la sua cultura. come una scrittrice. E Franca lo ha molto apprezzato. Le pagine sono
Il nonno era un vero cultore di oggetti an- state il terreno privilegiato della nostra amicizia.
tichi, e tutti di valore. Compreso un delizioso Quando Franca ha cominciato ad allontanarsi ho sentito il bisogno
servizio da tè giapponese al quale la mam- di finire il lavoro cominciato nel 2003 e scrivere il suo ritratto
ma tiene molto perché è un regalo del suoce- d’artista. Per tenerla ancora viva davanti a me, forse per trattenerla.
ro, che le vuole bene perché pensa che suo O accompagnarla per l’ultima volta. Che Franca sia una
figlio non avrebbe potuto cascare meglio scrittrice è ormai riconosciuto da tutti, ma non ancora
che con lei. che tipo di scrittrice sia. Franca resta un’incompresa
Ho già scritto della coppia perfetta che d’immenso successo. È un destino unico nel suo
erano i miei genitori, non ricordo litigi, genere, che ho ricostruito attraverso i racconti che
magari qualche borbottio quando mi ha fatto della sua vita. L’ho cominciato il 7 luglio
papà tornava a casa tardi e noi aveva- 2020 e l’ho finito l’8 agosto. Il giorno dopo Franca se
mo già mangiato da ore. La mamma ne è andata.
si alzava e diceva: Nelle ultime commedie Franca ha fatto i conti con i
-«Matilde, non preoccuparti. Ri- paradossi del pensiero che si avvia fuori dal tempo.
scaldo io». Ricordo queste voci fami- “La sedia del nonno” è l’ultimo racconto che
liari. Mi piace lasciare un ricordo ha scritto, un flusso di ricordi o forse di sogni
Foto: Mondadori - GettyImages

del nostro clima di casa, adesso che va letto immaginando la sua voce e le sue
che non è facile trovare coppie pause. È un racconto che chiude il cerchio del
che non si sognerebbero mai di suo ritratto e la riporta all’inizio. Quando la
rompersi. Purtroppo la mam- sua vita è cominciata. Q
ma e il papà sono al cimitero © RIPRODUZIONE RISERVATA

monumentale di Milano e a me
non resta che ricordarli.

11 ottobre 2020 73
L’inedito

Foto di gruppo
Il nonno, come ho detto, aveva una fac-
cia bellissima e anche se era più piccolo di
papà, si somigliavano molto. Loro, nonna e
nonno Norsa, erano già scomparsi alla so-
glia delle leggi razziali, non so come le avreb-

su palcoscenico
bero prese. Non posso dire che fossero molto
legati alla religione ebraica. La mamma di-
ceva spesso: -«Ormai sono tutti atei, anche i
cattolici». Non avevamo amici che si preoc-
cupassero degli orari della messa, o delle
connesse cerimonie. Purtroppo quello che
diceva la mamma era vero, a cominciare da
lei. Una volta ho trovato in un libricino una
preghiera ebraica e l’ho imparata a memo-
Giovani, impegnate, sensibili ai temi della
ria. Avevo pochi anni, diciamo dieci e ancora
me la ricordo. Forse avrei amato potermene
contemporaneità e con lo sguardo rivolto
servire, non l’ho mai dimenticata: «Sh’ma
Yisrael Adonai Elohenu Adonai Echad». Mi
al mondo. Sono le eredi di Franca Valeri:
mettevo davanti ad un termosifone e recita-
vo la preghiera. Qualche volta lo faccio anco-
le nuove interpreti del teatro italiano
ra adesso. Ci sono delle cose della vita sulle
quali non sai decidere. Perché ho deciso di di Andrea Porcheddu
ricordare il nonno in questo racconto? Forse
perché ho capito che è una figura importan-
te del mio passato. È stata fatta una mostra Da tempo sostengo che una vera rivoluzione teatrale si avrà
sulle famiglie importanti nella quale compa- quando le donne prenderanno definitivamente il controllo
riva anche la nostra, anche se era scampata della scena. Attrici, registe, drammaturghe, tecniche sono
miracolosamente alle leggi razziali e allo parte sostanziale e non adeguatamente riconosciuta di un teatro
sterminio. A questo proposito voglio ricor- italiano ancora appannaggio degli uomini. Lo sapeva l’adorata
dare come e chi ci ha aiutato generosamente Franca Valeri: attrice e drammaturga aguzza, irriverente,
a scampare il pericolo. innovativa, a partire dal mitico Teatro dei Gobbi ha saputo creare
Ricordo un impiegato all’anagrafe, ha in infiniti personaggi e un punto di vista sul mondo e sul teatro
mano dei documenti aggiornati con il co- sempre combattivo – fino alle prese di posizione, inascoltate,
gnome cambiato. Era intrepido ad addos- per la riapertura del Teatro Valle di Roma. Di certo, la lezione di
sarsi questa responsabilità e portare a termi- Franca Valeri ha lasciato traccia in una nuova ondata di giovani e
ne l’operazione. Si chiamava Portaluppi. È giovanissime interpreti, che stanno agguantando, con capacità e
strano come ci si ricordi tutto. talento, la scena nazionale.
Papà va in Svizzera all’inizio della guerra Procedo allora, in modo soggettivo, a una ricognizione:
con un lasciapassare e mio fratello Giulio ovviamente, ci saranno dimenticanze in questa storia. Quel
espatria a piedi con l’aiuto di una guida tro- che preme, però, è testimoniare la ventata di cambiamento, la
vata da alcuni amici che abitano proprio al vivacità diffusa, la consapevolezza. Sono tante, vengono dalle
confine con l’Italia. Eravamo molto eccitati migliori scuole, e non esitano a frequentare workshop, come
all’idea che Giulio partisse a piedi. Ricordo quelli del Centro Santacristina, fondato in Umbria da Luca
che sapevo usare a malapena ago e filo ma Ronconi o della Biennale Teatro. Passano da piccole a grandi
ho cucito un anello con un brillante nell’im- produzioni, recitano nei centri sociali o nei grandi palcoscenici,
bottitura della manica di una giacca. La inventano progetti, scoprono nuovi testi, che magari traducono
mamma ed io restiamo a Milano, ma ci ren- direttamente. Si schierano per il riconoscimento dei diritti
diamo conto che è pericoloso rimanere in dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo, affrontando
quella casa. E ci viene in soccorso una mia precariato e scarse tutele di settore. Sono sensibili all’impegno
compagna di scuola di nome Semenza. La femminista, alle campagne #metoo, alle prospettive
sua famiglia ha una casa in Brianza, molto internazionali.
bella. Sembra una casa antica, con un gran- A guardarsi attorno, ci sono attrici del calibro di Federica
de cortile dove scorazzano due magnifici Fracassi, Pia Lanciotti, Anna Della Rosa, Monica Piseddu,
pastori maremmani che si chiamano Simba Valentina Picello, Monica Demuru, Francesca Ciocchetti,
e Peter. Erano bellissimi e molto affettuo- Giuliana Musso, Franca Penone, Viola Graziosi, Vanessa

74 11 ottobre 2020
Idee

di Sade con la regia di Fabio Condemi. «Tradizione e


innovazione sono inscindibili. Il “nuovo” si colloca nel
solco del passato, inteso non come cimitero dei classici, ma
come rielaborazione sempre attuale. E non dimentichiamo
che, nel confinamento, anche i consumatori occasionali di
cultura hanno capito che non ce l’avrebbero fatta senza il
lavoro “inutile” di artisti, attori, scrittori». Ribatte Marina
Occhionero: «Teoricamente, l’Attore nella sua funzione
sciamanica, rende il teatro il luogo in cui si guarda la realtà
e, in tempi di crisi, aiuta a capire il mondo. Praticamente
invece, il teatro ha pochissimo valore se i lavoratori non sono
messi nelle condizioni di salario e tutele minimi. Così poco,
che non è strano pensare a un lavoro alternativo».
Eppure le attrici continuano, nonostante tutto, la propria
ricerca. All’insegna della contaminazione è il lavoro di Marta
Cuscunà, artefice di un “teatro di figura” con pupazzi e
burattini, che narra storie di grande impatto politico. Sempre
nel lavoro con gli oggetti e con le ombre, si muove il gruppo
Unterwasser, ovvero Valeria Bianchi, Aurora Buzzetti e Giulia
De Canio, da poco applaudito alla Biennale Teatro.
L’attrice Chi, oltralpe, sta consolidando la propria notorietà, con un
Federica Rosellini teatro visionario e algido, è la regista e scenografa Silvia
Costa, a lungo assistente di Romeo Castellucci, che con la
propria ricerca è stata praticamente adottata in Francia.
Scalera, Alice Arcuri, Chiara Baffi, Sylvia De Fanti, Gaia Ma di nomi se ne potrebbero fare molti altri.
Insenga, Chiara Lagani, Elena Aimone, Linda Gennari, Silvia Come quello dell’umbratile Giordana Faggiano, protagonista
Gallerano… Ed ecco dunque che già un’altra ondata di attrici di molte regie di Valerio Binasco; della vivacissima Barbara
di livello si staglia alla ribalta. Chi sono? Mazzi; oppure di Elena Cotugno che ha dato vita a una
Federica Rosellini è stata Dioniso ne “Le Baccanti” con la struggente “Medea in Strada”, agita su un furgoncino con
regia di Andrea De Rosa e Amleto per Antonio Latella al cui ha girato mezza Italia. E sarebbe grave dimenticare
Piccolo (spettacolo rinviato per la pandemia). Spiega:«Franca Lucrezia Guidone o Matilde Vigna. Gravissimo non citare
Valeri è stata un esempio per tutte noi. Ed è bello poter Camilla Semino Favro, Antonietta Bello, Leda Kreider, Emilia
dire che c’è una maggiore consapevolezza e il desiderio di Scarpati Fanetti, Gemma Hansson Carbone (che nomino,
portare questa consapevolezza nel proprio mestiere, anche nonostante sia mia moglie), Sara Putignano, Camilla Violante
se il teatro è ancora molto maschile e maschilista. Dobbiamo Scheller o la star tv Elena Radonicich che ha confermato il
farci i conti sempre, ma spero che il confine tra maschile e suo talento anche sul palcoscenico.
femminile diventi sempre più labile». E ancora Astrid Casali, “figlia d’arte”: il padre Renzo è tra
Aggiunge Elisabetta Mazzullo, splendidamente nel doppio i fondatori, in Argentina, della storica compagnia Comuna
ruolo di Federigo e Beatrice dell’apprezzato “Arlecchino” Baires. Racconta Astrid: «mi sono avvicinata al teatro sin da
goldoniano diretto da Valerio Binasco: «In questo periodo, bambina, lavorando e vivendo di teatro. Inutile nasconderlo,
la vita ci ha dato l’opportunità di riscoprire il perché fare ci sono difficoltà su vari livelli, non solo economiche: è una
teatro. E vorrei che le trentenni prendessero in mano il scelta da rinnovare ogni volta, quasi a ricominciare sempre
proprio talento per diventare le nuove registe, le nuove attrici, da capo. Ma nel caos troviamo una strada».
i nuovi attori del futuro». D’accordo Martina Badiluzzi, Seguiamo queste protagoniste, e già altri volti si fanno
attrice, autrice, regista, videomaker. Tra le sue tante notare, come quelli di Noemi Apuzzo, Martina Galletta,
attività, sarà al Romaeuropa Festival con lo spettacolo “The Noemi Francesca o di Lisa Lendaro e Lucia Fontanelli
making of Anastasia”: «Ricominciamo a fare teatro, dopo il (con la brava Federica Granata) che a Genova danno corpo
Foto: V. Zunino Celotto - GettyImages

lockdown, pensando ad altri luoghi, a drammaturgie originali. alla scrittura noir di Maurizio De Giovanni, con la regia di
L’autorialità ci permette di stare su vari fronti e in diversi Mercedes Martini: arrivano in scena con una determinazione
ruoli. Ibridi: senza posizioni uniche, ma complesse. Il teatro davvero omicida.
può lavorare e ribaltare i “finali” delle storie, al di là degli E mentre Franca Valeri sorride di lassù, questa parzialissima
stereotipi e dei luoghi comuni». e analisi conferma una sola cosa: la potenza della scena
Scavallare codici e generi sembra necessario. Ne sa femminile. Non c’è dubbio, le attrici sono pronte per la
qualcosa Elena Rivoltini, già Lady Macbeth per Carmelo rivoluzione. Q
Rifici e Madame de Saint-Ange ne “La filosofia del boudoir” © RIPRODUZIONE RISERVATA

11 ottobre 2020 75
L’inedito

si. Io non avevo ancora un cane mio e lo


desideravo molto. Siamo rimaste in questa
casa ospitale completamente nascoste, la
mamma ed io. Era bello stare lì con quegli
amici in Brianza, terra bellissima, e il paese
aveva un curioso nome, Santa Maria Hoè.
Purtroppo un fatto tragico ci ha costrette a
lasciarla. È morta all’improvviso la figlia
maggiore della nostra ospite, che era sposa-
ta e aveva un bambino. Quella bellissima
ragazza si chiamava Nora, non la dimenti-
cherò mai. È stato un tale dolore che abbia-
mo dovuto andarcene. Siamo partite con il
rincrescimento di lasciare i nostri amici di-
strutti da quel triste evento.
Ma subito altri amici si sono offerti di ospi-
tarci, sempre sul lago Maggiore, più vicino a
Lecco, in altro paese dal nome curioso, Bolo-
gna di Perledo. Questa seconda casa era del-
la famiglia di Paolo Buzzi, uno scrittore e
poeta che aveva una caratteristica attraente,
suonava benissimo il pianoforte. (...) C’era
anche un fratello minore di Paolo un po’ de- RITRATTO
mente, che lui amava molto e non si rispar-
miava a difendere la sua intelligenza. Aveva
DI SIGNORA
scritto un libro intitolato “Gigì di purità”, e
quando l’ho letto mi ha ispirato molta tene-
rezza. Questo fratello ci amava tutti, era feli-
ce che fossimo in quella casa.
La sera, Paolo che tutti chiamavano Paoli- “Franca. Un’incompresa di Io covando il mio odio per il fascismo e la
no come un gatto che ho avuto poi, suonava successo”, di Patrizia Zappa mamma con il pensiero fisso ai nostri due in
al pianoforte musica di opere liriche che io Mulas, arriva in libreria il Svizzera, dei quali siamo riuscite ad avere
adoravo e ho imparato tutte da lui. E leggeva 22 ottobre, edito da SEM solo poche notizie grazie a un altro cono-
a voce alta i romanzi celebri di Dostoevskij o (pp. 160, € 15). Più che scente, il calzolaio che faceva le scarpe ele-
“I Promessi Sposi”, che avrei dovuto studiare una biografia, un ritratto, ganti di papà e aveva una moglie inglese. Si è
a scuola. Era una vita piacevole con questi sul palco e dietro le quinte, offerta lei di farci avere una lettera da loro.
amici cari, la loro cultura, la loro eleganza. della grande protagonista del Così abbiamo saputo come si sentivano, e
Una mattina Maria si affaccia alla porta mol- teatro scomparsa due mesi abbiamo mandato una breve risposta.
to composta dicendo: - «Non spaventatevi, fa. All’interno, “La sedia del Non è stata una lunga corrispondenza.
ci sono qui delle guardie». Più tardi ci tran- nonno”, il racconto inedito Quando abbiamo saputo che Mussolini è
quillizza: - «Sono andati via». che qui pubblichiamo quasi stato arrestato e poi ammazzato, non vi di-
Solo che con sé hanno portato via una fa- integralmente. co quanto sono stata felice. Sapevo che non
miglia ebrea. Era pericoloso restare anche lì. era un sentimento umanitario ma ho la-
Con la fiducia che ci sarebbe venuto in sciato a casa mia madre terrorizzata e mi
aiuto qualcuno, la mamma telefona al ragio- sono avviata con una folla verso Piazzale
niere che si occupava degli affari di papà pri- Loreto, dove era appeso chi ci aveva reso la
ma della guerra e si chiamava Galbusera. Da vita infelice per tanti anni. Eravamo ancora
ragazzi il Giulio ed io schernivamo il suo co- in quella casa quando una mattina sentia-
gnome. Il Galbusera ci ha subito trovato un mo i passi di qualcuno che ci chiama. Era
piccolo appartamento a Milano, in una casa Giulio, che è venuto dalla Svizzera a piedi,
bombardata, e ci siamo rimaste alcuni mesi, prima di papà che aveva difficoltà a ottene-
in fondo tranquilli perché era in un quartiere re il permesso. Giulio era scappato dal rifu-
non troppo popolare, ma quasi. Alla fine la gio in cui era ancora trattenuto. La mamma
città sembrava più sicura di un paese. era felice, aggrappata al suo bambinone
Siamo rimaste lì fino alla fine della guerra. che finalmente rivedeva, e aspettavamo di

76 11 ottobre 2020
Idee

E Monica Vitti finì dentro un romanzo


di Paolo Di Paolo
Come Franca Valeri, il suo nome ruffiani, le gerbere sempliciotte), c’è
d’arte se l’era inventato lei: Vitti da Armanda la dattilografa e c’è Dea
Vittiglia, il cognome di sua madre da Dani, la protagonista di “Polvere di
ragazza. Le dissero che Maria Luisa stelle”, raccontata con malinconica
Ceciarelli non andava bene, «un po’ lontananza. Marangoni riflette nella
burino». «Esile dalla voce rauca, versatilità stilistica – cambia toni,
delicata ma non smunta, sensuale forme, prospettive (c’è anche una
e al tempo stesso algida, ottimista ballata alla Prévert!) – la versatilità
e problematica, aristocratica e della Vitti. E a fine lettura rimane
popolana, vivace anche se mai nelle orecchie come un vociare,
davvero spensierata, provvista allegro, disperato, vitalissimo; il
di una lievissima, permanente senso di una moltitudine contenuta
inquietudine»: così scrive Eleonora in un corpo d’attrice, un baule
Marangoni, nata oltre mezzo pieno di gente. Claudia, Raffaella,
secolo dopo la grande attrice, Sabina. Teresa popolana e ladra.
nelle pagine di “E siccome lei”, in Valentina sofisticata, misteriosa,
uscita per Feltrinelli il 29 ottobre. che cita Hermann Broch.
È l’impressionante, rara versatilità Nella cronologia che chiude il
il punto di partenza del libro: volume, all’anno 1960 viene
comica e pensosa; abissale con menzionata un’intervista in cui la
Antonioni, “fatalona” con Monicelli. Vitti citò come scrittore preferito
Inclassificabile, imprendibile. Ma Thomas Mann. E così commentò
più che chiedersi, come fecero i il cronista: «Potrebbe essere lei
critici per decenni, quale fosse la “vera” Monica Vitti, stessa un personaggio di Mann, una di quelle creature
Marangoni - da scrittrice - fa un passo oltre. E costruisce che non si sentono diverse dalla folla ma hanno
un omaggio che è anche un insolito esperimento abbastanza solitudine in cuore per accorgersi del fiume
narrativo: facendo vivere oltre lo schermo le donne a cui che corre – e il mondo e la vita – e averne compassione,
Monica Vitti ha prestato il volto: «Per ognuna ha creato rabbrividirne». Leggendo “E siccome lei” si avverte
e difeso uno spazio che non esisteva». I personaggi dei esattamente questo: qualcosa di più che un talento,
film diventano personaggi di un romanzo per tessere, già di per sé fuori misura. Un’anima larga, accogliente,
prendono vita propria e a volte anche la prima persona. capace di ridere e di piangere insieme alle donne che,
Si confessano, si sfogano: c’è l’Adelaide Ciafrocchi letteralmente, incarnava. Scritte sul suo corpo. Q
di “Dramma della gelosia” che parla di fiori (gli iris © RIPRODUZIONE RISERVATA

ritrovare papà. Eravamo sconvolte dalla Sopra: Monica Vitti nel 1968. solo questione di fortuna sfuggire alla mor-
gioia, la mamma in lacrime e piangevo an- Le figure da lei interpretate sono te. Questa è la storia della nostra guerra.
ch’io, che ho tenuto duro per tutta la guerra diventate personaggi del libro di L’importante è che fosse finita. Mi dava
perché sapevo che sarebbe finita come de- Eleonora Marangoni “E siccome quella certezza il corpo appeso di chi è sta-
sideravo, come ho creduto per cinque anni lei” (in uscita per Feltrinelli). to il responsabile della nostra disgrazia. È
Foto: Mondadorti - GettyImages (2)

Nell’altra pagina: Franca Valeri


attaccandomi a tutto, anche alla piccola difficile dire i sentimenti che sono stati la
e Alberto Sordi in “Un eroe dei
preghiera ebraica e alle preghiere che mi ha nostri tempi” di Mario Monicelli
guida della nostra resistenza. A poco a po-
insegnato la mia madrina di battesimo. co, è venuta la pace. Molto a poco a poco.
Già, perché dopo le leggi razziali sono stata Dopo un simile trambusto abbiamo ritro-
battezzata, la mamma era cattolica. Ovvia- vato la vita, per me in particolare che ho
mente per prudenza, anche se anche quei iniziato la carriera teatrale. Che è stata lun-
riti si sarebbero rivelati inutili, non avreb- ga e fortunata (...). Q
bero impedito quegli arresti mostruosi. Era © 2020 SOCIETA’ EDITRICE MILANESE - RIPRODUZIONE RISERVATA

11 ottobre 2020 77
Architettura e fede

Progetto
DUNQUE CREDO

L
a costruzione di un luo-
go di culto non può esse- «Se fosse per me costruirei solo edifici sacri»
re indifferente rispetto
al contesto. Deve testi- dice l’architetto, che ha appena realizzato
moniare attitudini, fun-
zioni, messaggi e spe-
ranze della vita quoti-
una chiesa in Sud Corea. E spiega perché
diana. E, al tempo stesso, divenire me-
moria storica, sintetizzare valori di cui
i luoghi di culto sono il cantiere del futuro
il territorio e gli uomini si nutrono...
Scandisce lentamente le parole Mario colloquio con Mario Botta di Emanuele Coen
Botta, mentre illustra il suo nuovo pro-
getto, la basilica di Nostra Signora del
foto di Alberto Giuliani per L’Espresso
Rosario a Namyang, in Corea del Sud,
non lontano da Seul, in un luogo-sim- Sergio Massironi e Beatrice Basile, offre «Non mancano temi civili e profani
bolo dell’eccidio di migliaia di cattolici l’occasione per ragionare con Botta sui entusiasmanti, ma in gran parte han-
intorno alla metà dell’Ottocento, ai luoghi di culto, tema a lui sempre più no perso di fascino. Le città si assomi-
tempi della dinastia Joseon. caro negli ultimi anni. gliano, si costruisce lo stesso edificio in
Il grande architetto svizzero guarda Architetto, nella sua carriera ha Norvegia e in Egitto. L’architettura, for-
orgoglioso ed emozionato il plastico in progettato fabbriche, banche, case, se, è la disciplina che ha pagato il prez-
legno davanti a sé, che riproduce in mi- musei come il Mart di Rovereto e il zo più alto della globalizzazione, ha
niatura la chiesa con quasi duemila po- MoMa di San Francisco. Ma anche assecondato troppo le leggi del merca-
sti aperta sulla valle sacra, due grandi sinagoghe, moschee e chiese come to. Gli architetti dovrebbero seguire il
absidi cilindriche alte quaranta metri. la cattedrale di Évry, in Francia, e paradigma dei grandi artisti, che han-
Quando la cattedrale verrà ultimata, ora la basilica di Namyang vicino a no resistito di più: Anselm Kiefer, ad
dopo il rallentamento dovuto alla pan- Seul. Come sceglie i suoi progetti? esempio, ha fatto proprie le contrad-
demia, ospiterà sopra l’altare l’impo- «L’architetto non sceglie cosa fare, se dizioni dell’esistenza e le ha trasferite
nente crocefisso e i due grandi disegni fosse per me costruirei solo edifici sa- nelle sue opere. Nel campo dell’archi-
dello scultore Giuliano Vangi, sospesi cri. È un tema che ho scoperto tardi, tettura, invece, gli ultimi maestri sono
a tre metri d’altezza, che raffigurano nel 1986, quando mi proposero di rico- stati i miei: Le Corbusier, Louis Kahn,
due momenti emblematici della vita di struire la chiesetta seicentesca di Mo- Carlo Scarpa. La nuova generazione
Gesù: l’Annunciazione e l’Ultima cena. gno, in Canton Ticino, distrutta da una si è ubriacata nella società dei consu-
Tra qualche giorno il Cristo ligneo e i valanga che aveva cancellato 400 anni mi: scelgono materiali identici, fanno
disegni, serigrafati su enormi lastre di di storia. Il fatto mi commosse molto, la banca che somiglia alla fabbrica,
cristallo, lasceranno per sempre l’Ita- da allora ho trovato nel sacro le ragioni la fabbrica che sembra una chiesa, la
lia. L’incontro nello studio dell’artista, dell’architettura». chiesa che somiglia all’edificio residen-
a Pesaro, all’indomani dell’uscita del Costruire un museo non è altrettan- ziale. Amo lo spazio del sacro perché
libro “Il gesto sacro” (Electa), a cura di to appassionante? mantiene ancora forti gli elementi

78 11 ottobre 2020
Idee

Mario Botta nello


studio dello scultore
Giuliano Vangi,
a Pesaro
Architettura e fede

fondanti della disciplina: il senso di


gravità come radicamento alla terra, la
luce come generatrice dello spazio, la
soglia come elemento di transizione, la
relazione tra finito e infinito. Sono con-
vinto che, alla fine, ciascuno faccia ciò
che gli è più congeniale».
Che rapporto ha con il sacro, è cre-
dente?
«È molto difficile rispondere a questa
domanda, credo che ognuno di noi ab-
bia una propria fede. La cultura euro-
pea, cristiana e occidentale, mi ha for-
mato ma non sono un buon cristiano,
anche se mi piacerebbe esserlo perché
l’insegnamento del Vangelo è straordi-
nario. Non riesco a vedermi come fede-
le se non nella dedizione e nella fiducia
nell’architettura».
Che differenza c’è tra spiritualità e
religiosità?
«Sono due concetti distinti. Si può es-
sere spirituali sul bordo di un fiume o
in mezzo al bosco, una vaga forma di
spiritualità è insita nella natura uma-
na. La religiosità, invece, ha a che fare
con il comportamento sociale, le rela-
“Il senso di gravità che radica alla terra. La
zioni interpersonali, la ritualità. La for-
za dello spazio sacro risiede nel suo si- luce generatrice. La soglia come transizione,
gnificato collettivo, nella condivisione
da parte del popolo dei fedeli. Le ora- la relazione tra finito e infinito. Ho trovato nel
zioni, i canti, sono un modo per sentirsi
parte di una civiltà. La mia ricerca però
si concentra sullo spazio, che ha una
sacro le ragioni profonde dell’architettura”
religiosità propria molto forte». scorsa Pasqua, l’eventuale riaper- teatro, una camera. Ora l’architettura
Nelle metropoli contemporanee lo tura delle chiese è diventato oggetto deve possedere una qualità propria, al
spazio del sacro è stato sostanzial- di dibattito politico. Oggi Israele è di di là della finalità. Mi spiego meglio: il
mente rimosso dal tessuto urbano. nuovo in chiusura totale e le sinago- Pantheon non era nato per la funzio-
È un fatto reversibile? ghe sono interdette ai fedeli, tra mil- ne che ha oggi, ma ne riconosciamo il
«Per la generazione precedente alla le polemiche. Le religioni incarnano miracolo per il buco che guarda verso
mia lo spazio del sacro dettava il rit- l’idea di assembramento per loro il cielo. Era la tomba di Adriano, poi
mo della vita. Se non andava in chie- natura, con il Covid-19 cambierà la è diventato un mercato, dopo ancora
sa, mia madre perdeva l’equilibrio. È progettazione degli spazi sacri? una chiesa».
vero, nelle metropoli contemporanee «Il Covid ci dice che per essere sani do- L’Italia vanta il più vasto patrimo-
lo spazio del sacro è stato rimosso, ed vremmo essere soli. Per vivere, invece, nio d’arte sacra al mondo, in molti
è altrettanto vero che a volte questo abbiamo bisogno dell’altro. Come in casi indegnamente trascurato. Non
fenomeno spinge alla ricerca di forme tutte le epoche, in tutti gli stili archi- sarebbe opportuno investire nella
espressive esasperate, caricaturali, che tettonici dal romanico alle avanguar- conservazione invece di costruire?
però danno il segno della sua necessi- die artistiche del Novecento, alcuni «Allora bisognerebbe ammazzare tutti
tà. In Corea del Sud, ad esempio, in una fatti storici hanno rovesciato il nostro gli uomini nuovi e non fare bambini.
società fortemente secolarizzata, una modo di vedere le cose. Oggi, nel pro- Il patrimonio è un dono che abbiamo
volta ho visto una cappella su cinque gettare definirei meno le funzioni e ricevuto, certo, ma il punto centrale è
livelli diversi, fuori misura». più la qualità. Per millenni l’architet- un altro: la costruzione della memoria.
Durante il lockdown i luoghi di cul- tura ha definito gli spazi con un ruo- Non edifichiamo per il futuro, non co-
to sono rimasti chiusi. In Italia, la lo specifico: una sala, una cucina, un nosco l’avvenire ma so cos’è il grande

80 11 ottobre 2020
Idee

Da sinistra, in senso «Sì, sempre. Ogni volta che un lavoro


orario: la Chiesa di Santa entra nella fase di cantiere vorrei cam-
Maria degli Angeli nel biarlo, magari a torto, non sono mai
Canton Ticino; la chiesa
soddisfatto. La spinta all’azione è più
di Mogno, riedificata nel
1986 dopo una valanga; forte della cosa ben fatta».
la Sinagoga Cymbalista Nel corso della sua carriera ha dise-
a Tel Aviv; la Chiesa del gnato chiese, sinagoghe, moschee.
Santo Volto a Torino C’è un filo rosso che le collega?
«Ogni religione monoteista porta
passato: mi ha dato esempi straordina- ho pensato neanche un istante di ri- con sé una certa idea di spazio. La
ri di bellezza, funzionalità, flessibilità, costruirla esattamente com’era, una sinagoga, ad esempio, è il luogo della
quindi di intelligenza. Perché tutti vo- chiesa del Seicento, ma dov’era sì». lettura della Torah, dei versetti della
gliono andare a Venezia? Per incontra- Per Notre-Dame avrebbe dato spa- Bibbia, non ha nulla di sacro in sé. Di-
re se stessi: la civiltà occidentale, la sto- zio all’architettura contemporanea, versa è la chiesa cristiana: sull’altare
ria dell’umanità di cui facciamo parte». come auspicato dal presidente fran- avviene la trasformazione del pane e
Qualche tempo fa in Francia si è cese Emmanuel Macron? del vino nel corpo di Cristo. Quanto
aperto un dibattito sui criteri di re- «Anzitutto non l’avrei lasciata bru- alla moschea l’orientamento verso
stauro della Cattedrale di Notre-Da- ciare. Siamo andati sulla Luna e non la Mecca resta l’aspetto più impor-
me, semidistrutta da un incendio il siamo capaci di installare un sistema tante dal punto di vista spaziale, ma
15 aprile 2019. Alla fine si è deciso di antincendio efficace? In ogni caso, ri- per me resta ancora misterioso cosa
ricostruire tutto com’era prima. Che produrre il passato vuol dire fare il fal- accade davvero all’interno. Per fare il
Foto:Ipa, Getty Images (2), Shutterstock

ne pensa? so. Forse ha avuto senso per Varsavia, mio mestiere ci vuole anche un po’ di
«Gli edifici, come gli uomini, devono rasa al suolo durante la Seconda guerra ignoranza, non occorre sapere tutto
poter vivere e morire. Anche le pirami- mondiale. E poi il restauro conservati- ma avere delle intuizioni».
di d’Egitto, che sembrano eterne, un vo non esiste, implica sempre una tra- Spesso i luoghi di culto sono simboli
giorno periranno. Questo attaccamen- sformazione, con nuove tecnologie e di pace e al tempo stesso di conflitto.
to morboso al passato fa male, l’antico nuovi materiali. Intorno al tema c’è un Non è paradossale?
ha bisogno del contemporaneo. Quan- equivoco di fondo». «Dipende dagli uomini, non dagli ar-
do mi hanno chiamato per la chiesa di Si è mai pentito di un progetto rea- chitetti».  Q
Mogno, distrutta dalla valanga, non lizzato? © RIPRODUZIONE RISERVATA

11 ottobre 2020 81
Bookmarks/i libri
A cura di Sabina Minardi

NELL’ATELIER DELLE PAROLE


Da Maylis de Kerangal un potente atto d’amore per la letteratura
CATERINA BONVICINI
“Un mondo a portata di mano” di Maylis de Ke- la - protagonista strabica di un romanzo sullo
rangal (Feltrinelli) è un romanzo di formazio- sguardo, l’occhio ribelle che aiuta a guardare
ne, ma anche una storia d’amore, l’amore per di più - nei suoi anni di apprendistato, prima
il proprio mestiere. Maylis de Kerangal sceglie a Bruxelles e poi nei cantieri del cinema, l’epi-
come alter ego Paula, una pittrice di trom- centro dell’illusione, ci apre ai segreti di Maylis,
pe-l’oeil, per raccontarci il suo rapporto con la quelli davvero intimi, che vanno oltre i perso-
scrittura, fondato sull’esattezza, sulla ricerca nali: siamo dentro al suo amore per la scrittura.
ossessiva di nominare le cose, di descriverle Un rapporto fatto di parole, moltissime e sco-
nel minimo dettaglio, fino a farle uscire dal- nosciute, oppure note e da sezionare. Paula,
la pagina, attraverso un’illusione ottica, uno come Maylis, «accumula parole come un bot-
scatto di profondità, oltre la bidimensionalità tino di guerra», «impara a distinguere, a spe-
della parola. cificare», è nella lingua che «individua e fissa i
Racconta storie di «copisti, cacciatori di re- suoi punti fermi, i suoi punti di contatto con la
altà, trafficanti di finzioni», «il popolo dei realtà». È solo attraverso questa fatica, questa
falsari», per raccontare sé stessa nel cantiere umiltà, che si arriva a «scoprire nel cuore del
della letteratura. Con gli occhi che bruciano per lo sforzo di lavoro uno sforzo sconosciuto, per cui ardere». E che amare
guardare un mondo che non è davvero a portata di mano, veramente, come dipingere veramente o scrivere veramente,
se non sai riprodurlo. Un legno, un marmo o la vita qualun- sono la stessa cosa. Q
que: non conta l’oggetto, conta imparare a vedere. «Serve a © RIPRODUZIONE RISERVATA

immaginare». La scrittura, come il trompe-l’oeil, «deve mo-


strare al tempo stesso in cui nasconde», è «un’avventura dei “UN MONDO A PORTATA DI MANO”
sensi che riesce a scuotere il pensiero, interrogare la natura Maylis de Kerangal (trad. Maria Baiocchi)
dell’illusione», «un paziente lavoro di appropriazione». Pau- Feltrinelli, pp.189, € 16,50

Erranze, nomadismi “Noi” sono loro, Amitav Ghosh ne aveva


vagabondaggi per una coppia e la loro denunciato l’assenza,
luoghi e per profondità storia. Ma anche la ora sta accadendo:
dell’animo. Chi ha comunità di vivi, e l’arrivo di libri che
amato “Bussola”, persino di morti, che affrontano l’urgenza
“L’alcol e la nostalgia” al loro legame assiste ambientale con
o “La perfezione del e inevitabilmente padronanza scientifica
tiro” riconoscerà nella partecipa. Un amore e capacità di toccare
scrittura vorticosa la che irradia luce, tra l’animo, e dunque
biografia avventurosa dell’autore, torce fiaccole astri e in fondo i smuovere all’azione.
docente di arabo in Spagna, studioso corpi stessi, i primi a fare luce: alba Con vena da narratore e piglio
d’arte all’École du Louvre e grande e oro che lottano col tempo, col da attivista, l’autore affronta i
viaggiatore in Medio Oriente. Da suo scorrrere. Con il bosco, totem cambiamenti nelle caratteristiche
Damasco a Beirut, dal Tagikistan a ricorrente dell’autrice, mistero fitto dell’acqua del pianeta, tra racconti,
Sarajevo, profumi, incontri, amori e giardino al tempo stesso. Una foto, dati. Un incalzante reportage
in suggestivi e densi frammenti raccolta di versi che si affida alla dentro grandi trasformazioni per
poetici. Tradotto da Lorenzo Alunni e forza evocativa delle parole e che andare oltre il ronzio informativo. E
Francesco Targhetta. arriva dritta al cuore. conoscere la verità.

“ULTIMO DISCORSO ALLA SOCIETÀ “NOI” “IL TEMPO E L’ACQUA”


PROUSTIANA DI BARCELLONA” Laura Pugno Andri Snaer Magnason (trad. S. Cosimini)
Mathias Enard, Edizioni e/o, pp. 161, € 18 Amos Edizioni, pp. 75, € 12 Iperborea, pp. 285, €19,50

11 ottobre 2020 83
Libia, la guerra e il sequestro

MAZARA DEL VALLO

Quei pescatori finiti


nella rete di Haftar. E dei suoi
continui ricatti all’Italia
Diciotto lavoratori del mare prelevati in acque internazionali e ora in ostaggio del generale di Tobruch. Che vuole
in cambio la liberazione di quattro scafisti condannati in appello. E la diplomazia non riesce a risolvere il caso

di Marta Bellingreri
foto di Alessio Mamo

84 11 ottobre 2020
Storie
padre ha cambiato la sua routine. Ades-
so Naoires fa avanti e indietro da Maza-
ra del Vallo alla capitale, viaggiando in
pullman di notte insieme ad altri com-
ponenti delle famiglie e all’armatore
dei due pescherecci sequestrati, Marco
Marrone. «Erano partiti il 20 agosto e
sarebbero dovuti tornare in questi gior-
ni, i primi di ottobre. Mio papà si chia-
ma Mhamed Ben Haddad, ha 59 anni,
vive a Mazara da 43 anni e da 22 fa il ma-
rinaio. In pratica, da quando sono nata
io», prosegue Naoires. «Anche la mam-
ma del capitano, Rosetta, nonostante i
suoi 73 anni, è venuta con noi a Roma».
Marica invece si definisce «una gio-
vane moglie» ed è la prima volta nella
sua vita che non ha nessun contatto col
suo compagno, Giacomo Giacalone,
capitano della nave Anna Madre, che
è riuscita a fuggire dall’arresto. «Mio
marito in quanto capitano è stato pre-
so dalle motovedette libiche ma il suo
peschereccio è riuscito a fuggire e tor-
nare a Mazara, insieme a un secondo»,
racconta sconfortata. Marica, 27 anni,
ha una bimba di un anno e due mesi
che spesso in questi giorni rimane con
la nonna mentre lei fa i turni insieme
alle altre famiglie perché ci sia sempre
Pescherecci nel porto di Mazara del Vallo (Trapani) qualcuno in aula consiliare. «Mio ma-
rito ha 32 anni e va in mare a pescare
da quando ne aveva 12, rinunciando

L’
aula Consiliare di Mazara del milizie del generale Khalifa Haftar del- alle estati di divertimento, ha iniziato
Vallo da due settimane è oc- la Libyan National Army (LNA). «Non a fare il pescatore. È la mia famiglia: e
cupata. I lavori dell’assemblea abbiamo notizie dei nostri familiari», io e mia figlia siamo la sua famiglia.
cittadina interrotti. Nel frat- continua Naoires, «abbiamo sentito Non lo sento dal giorno del sequestro.
tempo anche a Roma, davanti al Par- soltanto il capitano Pietro Marrone È il periodo più lungo della mia vita,
lamento, c’è un presidio permanente. una volta a metà settembre. Ha chia- questo silenzio mi sta uccidendo, ci sta
«Non ce ne andremo da qua finché i mato la mamma Rosetta. Accanto a uccidendo. Spero che almeno lui senta
nostri padri, fratelli, mariti e amici non lui si sentiva una voce, molto probabil- la forza del nostro amore da lontano».
torneranno a casa», dice Naoires Ben mente di una guardia libica, che diceva La storia dei pescatori della flotta di
Haddad da piazza Montecitorio. Così di dire che stavano bene. In quella tele- Mazara del Vallo e dei sequestri a largo
come afferma contemporaneamente fonata abbiamo percepito solo un gri- della Libia ha però più anni di Naoires
Marica Calandrino dall’aula occupata do di aiuto, una richiesta di soccorso». e Marica. Era ancora al potere il co-
del Comune di Mazara. A fare questa Ed è così che i familiari non hanno più lonnello Muammar Gheddafi quando
pressione sulle istituzioni e provare a voluto perdere un giorno. Mimmo Asaro con il suo peschereccio
tenere alta l’attenzione sono le famiglie Osiride si trovava in acque internazio-

N
dei pescatori di Mazara del Vallo arre- aoires ha 22 anni e lavora nale, cinquanta miglia nautiche a est
stati in acque internazionali e portati con il Servizio Civile in una di Misurata. Era la mattina del 22 mar-
in carcere a Bengasi, in Libia, lo scorso casa famiglia per minori zo 1996. «Verso le sette si avvicina un
primo settembre. Diciotto tra pescato- stranieri. Alcuni dei ragazzi mezzo militare. Per la paura abbiamo
ri ed equipaggio: 10 italiani, 6 tunisini sono tunisini come lei, altri provengono provato a scappare. L’inseguimento è
e 2 indonesiani sulle navi Artemide e da diversi paesi dell’Africa occidentale. durato quattro-cinque ore con colpi di
Medinea, oggi sotto il controllo delle Dal primo settembre però l’arresto del mitragliatrice dietro di noi. La pan-

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Libia, la guerra e il sequestro

Il mercato del pesce a Mazara del Vallo: sono circa 4.000 i pescatori mazaresi imbarcati, che rientrano ogni 50-60 giorni

cia della nave dove si proteggevano deranno conto della partita in gioco,
gli altri marinai era tutta bucata. Una continueranno ad avvenire sequestri
scheggia mi ha sfiorato la testa. Ci sia- in acque internazionali e ci saranno i
mo dovuti fermare. Sono saliti a bordo nostri fratelli marinai in prigione in Li-
dicendo di voler fare solo un controllo. bia. Nessun governo ha capito a fondo
Ma poi siamo rimasti in carcere per sei il dramma di Mazara». L’ultimo episo-
mesi». In una stanza insieme ad altri dio in cui è stato coinvolto col suo pe-
150 carcerati con un solo bagno, Mim- schereccio ed il suo equipaggio risale al
mo Asaro non ha perso solo 22 chili in 2012. Sono rimasti a Bengasi 56 giorni.
Libia. È tornato in Italia ricevendo la Secondo la sentenza del Tribunale Mi-
grazia del colonnello Gheddafi “per litare che li ha giudicati il peschereccio
buona condotta” ma senza il pescherec- La protesta dei familiari dei pescatori poteva liberamente tornare a Mazara,
sequestrati in piazza Montecitorio a Roma
cio costruito dal padre nel 1974. «Da noi dopo aver pagato una multa. «Ma le
i pescherecci sono come i figli. Fonte di sivi di pesca fino a 74 miglia dalle pro- milizie al porto di Bengasi hanno por-
lavoro, di vita. Per mio padre è stato un prie coste, estese dalle 12 riconosciute tato via tutta l’attrezzatura. Ci hanno
duro colpo, è caduto in depressione. Io dal diritto internazionale. Questo porta lasciato solo il motore», conclude Mim-
sono diventato diabetico». Ma la fami- a considerare illegali le attività di pesca mo. Il loro sconforto è grande tanto
glia non si è arresa. Mimmo ha venduto di pescherecci stranieri, come quelli quanto i decenni di storia di pesca nel
la casa per comprare un altro pesche- della flotta di Mazara. Ma già prima Mediterraneo che li precedono. E che
reccio dopo qualche anno. La storia si del 2005 Gheddafi voleva far valere la rischia di morire, per la paura dei se-
ripete nel 2010 con un inseguimento, sua legge. Negli ultimi 25 anni oltre 50 questri e le grosse perdite economiche.
uno speronamento e l’equipaggio mol- sequestri, 5 morti, milioni di euro di Questa volta però le cose sono più com-
to spaventato. «Ma quella volta siamo multe e la perdita di pescherecci non plicate del previsto. Il generale Haftar
riusciti ad arrivare a 74 miglia a nord lasciano dubbi a Mimmo Asaro: «Que- avrebbe chiesto in cambio della libera-
della Libia e ci hanno lasciato andare». sta è una guerra del Mediterraneo: è la zione dei pescatori la libertà per quat-
Secondo una decisione unilaterale nel guerra del pesce. Fino a che il governo tro cittadini libici, calciatori di profes-
2005 la Libia ha dichiarato diritti esclu- italiano e l’Unione europea non si ren- sione nelle squadre principali di Benga-

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Storie

L’entrata del porto più piccolo di Mazara del Vallo, quello di San Vito. Sull’area portuale gravitano centinaia di grandi motopescherecci d’altura

si. Almeno fino all’agosto 2015, quando verno di Tripoli riconosciuto dalle Na-
insieme ad oltre 350 rifugiati si sono zioni Unite, presieduto da Serraj, sem-
messi in mare verso l’Italia cercando di brerebbe rimanere fuori dalla vicenda.
proseguire la carriera calcistica lontano Mentre Haftar, suo nemico nella Libia
dalla guerra civile. Durante il viaggio, 49 orientale, potrebbe usare il caso per
delle persone a bordo, stipati nella stiva fare pressione sull’Italia. Se i pescatori
dell’imbarcazione di legno, sono morti verranno giudicati da un tribunale mili-
asfissiati. Secondo alcuni testimoni, tare a Bengasi i tempi per il ritorno a ca-
i giovani libici erano posti a control- sa potrebbero dilatarsi ulteriormente.
lo della stiva e insieme a due cittadini Suor Alessandra dell’associazione Casa
marocchini sono stati arrestati e con- Speranza di Mazara ha tra i suoi ragaz-
dannati dai 20 ai 30 anni di carcere per Il capitano Mimmo Asaro, che nel 1996 zi tanti dei figli dei marinai che fanno
restò sei mesi sequestrato dai libici
traffico di essere umani. Per i familiari il doposcuola. «La situazione è molto
si tratta di un errore giudiziario: «I no- Anche uno dei suoi fratelli, Saif, afferma tesa, diversi familiari sono stati male e
stri figli e nipoti hanno pagato il viaggio di essere sconvolto dalla storia di suo sono finiti in ospedale. Queste giovani
come gli altri. Purtroppo alcune delle fratello: «Non riesco a credere che mio donne sono forti, sostengono le mam-
persone a bordo sono morte. Ma non fratello sia in carcere in Italia da cinque me, si occupano dei figli, ma ora sono
ne sono responsabili i nostri calciatori. anni. Abbiamo fatto diverse manifesta- molto stanche», conclude. Marica è più
Volevano raggiungere la Germania per- zioni al porto di Bengasi per non farli di- angosciata che stanca: «Andare a mare
ché in Libia non potevano più allenarsi menticare». La difesa ricorrerà in Cas- non è una passeggiata, è un sacrificio.
e giocare con le loro squadre con cui sazione. Per l’armatore dei pescherecci, Abbiamo un nostro rito ogni volta che
avevano dei contratti regolari. Abbiamo Marco Marrone, «le due vicende non parte per il mare. Io lo accompagno e
rispetto per la magistratura italiana, hanno alcun legame. I nostri pescatori gli dico: Ja’, il vero marinaio si vede nelle
ma vorremmo che il caso venisse rivi- sono vittime di un sequestro in acque lunghe tempeste. Poi ci diamo un baci-
sto», dichiara da Bengasi la dottoressa internazionale come succede da troppi no e se ne va. Questa volta però non è
Ibtisam Faraj, la zia di uno dei quattro anni, ma questa volta non so perché sta ancora tornato dalla lunga tempesta. Q
calciatori, Abdelkarim Hamad Faraj. diventando un caso diplomatico». Il go- © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Giustizia per Andrea

IL FREELANCE CHE TESTIMONIAVA CONTRO LA GUERRA

Ribaltare la verità sulla sua morte:


l’ultimo colpo di cannone
contro il fotografo Rocchelli
Una campagna di fake news e delegittimazione avvelena il processo
per l’omicidio del reporter italiano massacrato sei anni fa in Ucraina

di Fabrizio Gatti

In alto: alcuni scatti dell’ultima sequenza


fotografica realizzata da Andrea Rocchelli
tra gli alberi dove pochi secondi dopo è
stato colpito dai mortai delle milizie ucraine

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Storie

N
on è facile sopportare ogni di fronte ad accuse vigliacche. Ancora la liberazione dell’unico condannato:
giorno gli insulti al proprio oggi l’agenzia d’informazione Myrotvo- Vitaly Markiv, 31 anni, doppia cittadi-
figlio, ora che non può nem- rets.center, molto vicina all’intelligence nanza italiana e ucraina, detenuto nel
meno difendersi: la continua e al ministero dell’Interno ucraini, pub- carcere di Opera, su cui pende la sen-
insinuazione che sia andato a Sloviansk blica gli elenchi di presunti terroristi tenza della Corte d’assise di Pavia a ven-
per aiutare una banda di terroristi, lun- russi, criminali di guerra e traditori in- tiquattro anni per concorso nel duplice
go il fronte fratricida tra ucraini e russi. sieme con i nomi dei giornalisti consi- omicidio.
Anche perché Andy, il loro ragazzo, il derati nemici dell’Ucraina, per non aver Di solito, quando al fronte vengono
fotorepoter di Pavia Andrea Rocchelli, suonato la propaganda di Kiev. E sulle assassinati un fotografo, un operatore,
per quel lavoro di testimone che aveva loro pagine personali, lo stesso sito mo- o un giornalista, è impossibile accerta-
scelto è stato ucciso, insieme con il suo stra le foto di Andrea e di Andrei con re la verità dei fatti. Con poco rispetto
interprete, l’attivista per i diritti umani l’agghiacciante scritta in sovrimpres- per il loro coraggioso impegno che ci
Andrei Mironov. Gli assassini li hanno sione rossa: «Liquidato». Una disgusto- aiuta a comprendere il mondo, ci si ras-
braccati nel fosso dove si erano rifugia- sa vicenda che sta guastando i rapporti segna all’idea che si siano trovati nel
ti. Venti minuti di lanci da una schiera con l’Italia. posto sbagliato. Grazie alle indagini del
di mortai, almeno venti-trenta esplo- Ros dei carabinieri e della Procura di

R
sioni, a distanza di dieci-quindici metri ino Rocchelli, il papà ingegne- Pavia, la sentenza di primo grado rac-
l’una dall’altra, il tempo di aggiustare la re in pensione, la mamma Eli- conta invece che Andrea Rocchelli, 30
mira. Era il benvenuto contro un picco- sa Signori, docente di Storia anni, Andrei Mironov, 60, e il collega fe-
lo gruppo di giornalisti europei, disar- contemporanea all’Università rito, William Roguelon, allora 28, erano
mati, inoffensivi. Ma visti da lassù, dalle di Pavia, la sorella Lucia e la compagna nel giusto luogo dove un reporter lavo-
postazioni dei tiratori sulla collina Ka- di Andrea, Mariachiara Ferrari, non ra. E dove non si sparava più. Rocchelli
rachun, ugualmente pericolosi: perché hanno mai perso la calma e la silenzio- e Mironov sarebbero ancora vivi, se non
Foto: A. Rocchelli / Cesura

con le loro foto, Andy e un collega fran- sa fiducia nei giudici. E non la perdono fosse stato per un plotone di artiglieri
cese gravemente ferito nell’agguato sta- ora che il governo di Kiev in vista del rimasti sconosciuti e per il soldato Vi-
vano documentando le vergogne, per- secondo grado del processo, comincia- taly Markiv, fervente volontario della
petrate sui civili da questa nuova guer- to il 29 settembre davanti alla Corte Guardia nazionale ucraina, che su quel-
ra nazionalista nel cuore dell’Europa. d’assise d’appello di Milano, ha avviato la collina dava appoggio all’esercito re-
Non è facile nascondere l’irritazione una massiccia campagna per ottenere golare e, dalla sua postazione che

11 ottobre 2020 89
Giustizia per Andrea

dominava la pianura, comunicava me possibili nemici». La sentenza ri- e cespugli dove Rocchelli, Mironov,
via radio le coordinate per aggiustare i conosce quindi che Markiv «parteci- Roguelon e il tassista si erano protetti.
tiri di mortaio. È proprio Markiv, poche pò alla prima sparatoria con i fucili Da questa conclusione comincia il
ore dopo il duplice omicidio, a confes- Ak74 contro i giornalisti nelle vici- processo d’appello, chiesto dai difen-
sare l’attacco contro il gruppo di civili. nanze del muro della fabbrica Zeus, sori, gli avvocati Raffaele Della Valle e
con cadenza a raffiche mediante tiro Donatella Rapetti, ora sostenuti dalla

I
l 24 maggio 2014 Rocchelli, Miro- a saturazione... con il maggior volu- campagna mediatica lanciata dal go-
nov e Roguelon scendono da un me di fuoco disponibile. Non riuscen- verno ucraino.
taxi vicino a una fabbrica e si av- do ad attingere i giornalisti con il ka- A fine agosto il ministro dell’Interno
viano a piedi verso un passaggio a lashnikov, proseguì la propria azione di Kiev, Arsen Avakov, ha infatti illu-
livello, ostruito da alcuni carri merci seguendone i movimenti grazie al strato, con un ritardo di sei anni, la
crivellati dalle bombe. Vitaly Markiv ne mirino ottico in dotazione, comuni- controindagine che ovviamente sca-
parla con la giornalista freelance Ilaria cando attraverso il proprio coman- giona Markiv. Secondo la sua versione,
Morani. «Le modalità furono proprio dante con l’esercito (“Carichiamo Rocchelli e Mironov sono stati uccisi
quelle descritte a Ilaria Morani da Mar- l’artiglieria pesante”), al fine di colpi- dai ribelli russi: una tesi che, sempre
kiv, in quella confessione stragiudizia- re il taxi per impedire la fuga e immo- secondo il governo ucraino, i magistra-
le», è scritto nella sentenza di primo bilizzare e eliminare i soggetti nel ti italiani avrebbero ignorato per il
grado firmata il 12 luglio 2019 dalla pre- bosco, ove si erano rifugiati». mancato sopralluogo sulla collina Ka-
sidente della Corte d’assise, Annamaria rachun, giudicato superfluo dalla Cor-

A
Gatto, e dal giudice estensore, Daniela quel punto, secondo quanto te d’assise per l’abbondanza di foto e
Garlaschelli, «elemento rilevante del è stato stabilito nel processo, video. Gli stessi dubbi sono sostenuti in
compendio probatorio che l’imputato il soldato Markiv segnala via Italia dai Radicali che, per dare voce al-
non ha saputo/potuto smentire al di- radio le coordinate che sol- la causa ucraina, hanno presentato a
battimento e che, invece, ha trovato tanto dalla sua postazione può indicare Roma il film “The wrong place”, il posto
piena corrispondenza nelle ulteriori con precisione. La distanza, di poco su- sbagliato, titolo del documentario defi-
decisive prove acquisite». periore al chilometro e mezzo, è infatti nito indipendente dagli autori Cristia-
I giudici hanno infatti valutato deci- eccessiva perché il suo fucile possa col- no Tinazzi, Olga Tokariuk, Danilo Elia e
ne di fotografie e filmati che Markiv fa- pire con efficacia. Ma è sufficiente per- Ruben Lagattolla. Una controinchiesta
ceva e si faceva durante i suoi turni di ché, attraverso l’ingrandimento di un che, secondo loro, fa luce su «una sen-
guerra lungo la prima linea. Una quan- binocolo, possa distinguere se le perso- tenza che non spiega nulla, perché ba-
tità di immagini, estratte anche dal te- ne inquadrate imbracciano armi o, ad- sata unicamente su prove indiziarie e
lefonino personale, tanto esaustive che dirittura, se hanno la barba lunga, come che sembra aver trovato un capro
il procuratore di Pavia, Giorgio Reposo, lui stesso dichiara in un video. espiatorio per mettere la parola fine a
e il pubblico ministero, Andrea Zanon- Proprio Markiv, secondo i giudici, di- una tragedia».
celli, non ritennero necessario il sopral- rige i colpi di mortaio che hanno invece Durante l’affollato incontro nella se-
luogo in Ucraina. una gittata di oltre quattro chilometri: de romana dei radicali, l’indipendenza
«Markiv», aggiunge la sentenza, «Consentendo di calibrare quei colpi della presentazione è stata smentita
«nella sua funzione di capo-postazio- che Roguelon ha descritto come preci- dall’intervento del viceministro dell’In-
ne, pur in assenza di qualsivoglia at- si, in progressivo avvicinamento e ag- terno di Kiev, Anton Gerashchenko. È lo
tacco di fuoco della parte nemica, giustamento, a distanza di sei secondi stesso politico accusato dai giornalisti
insospettito dai movimenti dei gior- e che, in sequenza, lo attinsero alle ucraini dopo la pubblicazione sul sito
nalisti avvicinatisi in prossimità del gambe, poi caddero accanto a Rocchel- dell’agenzia Myrotvorets dei numeri di
treno, si mosse “sparando a tutto li e Mironov, con un colpo più vicino, telefono personali e degli indirizzi
quello che si muoveva nel raggio di dalle conseguenze letali... L’azione pro- email di tutti i colleghi nazionali e inter-
due chilometri”, secondo quella che è seguì (anche) quando la fazione ucrai- nazionali che avevano ricevuto l’accre-
apparsa essere la consueta modalità na comprese la presenza di sopravvis- dito stampa nei territori occupati dai
di azione bellica congiunta della suti all’attacco, nuovamente crivellan- ribelli filorussi. Un documento neces-
Guardia nazionale e dell’esercito. E, do di proiettili il taxi in fuga e, infine, il sario per poter svolgere in sicurezza il
del resto, è stato proprio l’imputato a veicolo che portò in salvo Roguelon per loro lavoro. «I giornalisti ucraini... con-
dare corpo a questa ricostruzione eliminare l’ultimo scomodo testimone dannano le azioni di Gerashchenko e
quando ha affermato che, pur in as- della vicenda». del sito Myrotvorets... Pubblicare gli in-
senza di scontri in atto e di persone Vitaly Markiv non ha quindi ucciso dirizzi email privati e i numeri di telefo-
che indossavano divise militari in con il suo fucile, ma secondo la sen- no corrisponde a un reato», scrivono i
uso ai filorussi, era usuale guardare tenza ha guidato il bombardamento a reporter riuniti nell’Ukraine Crisis Me-
con sospetto anche ai civili, visti co- tappeto sulla piccola striscia di alberi dia Center: «Rendere questi dati pub-

90 11 ottobre 2020
Storie

per bucare la sagoma di legno dell’au-


to, anche se non la trapassa. Secondo
la sentenza, però, Markiv spara dalla
collina a un’altezza di circa novanta
metri. E da un appoggio solido e non
oscillante come il tetto del camion mi-
litare, visto nell’esperimento al poligo-
no. Condizioni, quindi, ancor più favo-
revoli. È normale che sotto la grandi-
nata di proiettili Rocchelli, Mironov,
Roguelon e il loro tassista si buttino
nel fosso. Non possono immaginare
che un esercito che vuole essere euro-
peo insegua a colpi di mortaio quattro
persone disarmate.

L
e parti civili, rappresentate da-
gli avvocati Alessandra Balleri-
ni ed Emanuele Tambuscio per
la famiglia Rocchelli, Giuliano
Pisapia per la Federazione nazionale
della stampa italiana e Gian Luigi Tiz-
zoni per Cesura, il collettivo fotografico
di Andy, considerano le motivazioni
scritte nella sentenza di primo grado
pienamente coerenti e documentate.
Forse anche per questo giorni fa il mini-
stro dell’Interno Avakov e il suo vice Ge-
rashchenko, il politico che sostiene il
sito Myrotvorets, sono comparsi in
udienza a Milano. Lo stesso giorno in
cui la presidente della Corte d’assise
d’appello, Giovanna Ichino, annuncia
irritata in aula di avere ricevuto un’e-
mail irrituale dal ministero della Giusti-
zia ucraino. La destra nazionalista di
Kiev vuole trasformare la condanna in
un caso politico.
Ma il vero nemico del soldato Markiv
Andrea Rocchelli (Pavia, 27 settembre 1983 - Andreevka, Ucraina, 24 maggio 2014) è solo Vitaly Markiv. L’unico nuovo do-
cumento, che il sostituto procuratore
blici sottopone i giornalisti a pericoli a un chilometro e mezzo di distanza, si generale Nunzia Ciaravolo ha chiesto di
aggiuntivi». Il sito è lo stesso che si com- ha conferma di tre importanti circo- acquisire, è infatti un brogliaccio dei ca-
piace della morte di Rocchelli e Miro- stanze. La prima: l’esercito di Kiev, che rabinieri del Ros, compilato durante
nov con la scritta “liquidato”. tuttora protegge i complici del duplice un’intercettazione in carcere. Secondo
Non sarà semplice, nemmeno per il omicidio rimasti sconosciuti, parteci- la trascrizione, il detenuto Markiv parla
regista Cristiano Tinazzi, smontare la pa al tentativo di liberare Vitaly Mar- con un compagno di cella. E gli dice
quantità di prove contenute nelle cen- kiv. La seconda: da millecinquecento così: «Nel 2014 abbiamo fottuto un re-
tosettantasei pagine della sentenza di metri, con il mirino ottico in dotazio- porter». Il processo riparte da quei file
primo grado. Alcune sequenze del suo ne, l’auto si vede benissimo, tanto da audio. E dalla notizia, trasmessa per
Foto: A. Arcara / Cesura

documentario rischiano addirittura di distinguerne i finestrini, le ruote e le competenza alla Procura, che l’inter-
fornire nuovi argomenti all’accusa. Ad eventuali persone a terra, proprio co- prete che avrebbe dovuto tradurli si è
esempio, durante l’esperimento di tiro me avevano verificato nei video e nelle dimessa per le minacce ricevute dalla
in un poligono militare ucraino contro foto i giudici di Pavia. La terza: il pro- sua famiglia in Ucraina. Q
la sagoma in legno di un’auto piazzata iettile calibro 5,45 ha ancora l’energia © RIPRODUZIONE RISERVATA

11 ottobre 2020 91
India

ESTREMISMO RELIGIOSO

Giallo a Bollywood.
E il colpevole non può
che essere femmina
Un divo del cinema trovato morto. Suicidio? Omicidio? In entrambi i casi
parte la caccia alle streghe. Cioè alle donne libere. E mai abbastanza induiste
di Francesca Marino

È
il 14 giugno 2020, Mumbai. conclusioni della polizia:, si discuto-
Interno, giorno. Un corpo di no ferite e contusioni del corpo, con
un uomo ormai senza vita, tanto di fotografie che mostrerebbe-
disteso sul letto, viene ri- ro un segno sul collo non da impic-
trovato dalla polizia. A telefonare al caggione ma da strangolamento. Il
più vicino distretto sono state due giallo dilaga sui social media: in una
persone, il domestico e il coinquilino nazione di più di un miliardo di per-
dell’uomo. Dicono di averlo trovato sone, più della metà diventa esperta
impiccato al ventilatore, di aver stac- di medicina forense e di criminolo-
cato il corpo, di averlo adagiato sul gia, su Twitter, su Facebook. Metà
letto e di aver chiamato la polizia e la dei giornalisti indiani si improvvisa
famiglia del morto. Il corpo senza vi- detective, con una speciale menzio-
ta è di un attore piuttosto famoso, Su- ne d’onore per il canale Republic che
shant Singh Rajput, 34 anni. Uno dei fa del giornalismo-spazzatura spac-
nuovi volti di Bollywood, l’industria ciato per giornalismo d’inchiesta un
del cinema indiano, con centinaia di vanto personale. Contusioni e lividi,
migliaia di affezionati fans e follower secondo il tribunale della stampa e
sui social media. La polizia constata dei media, non sono compatibili con
la morte per asfissia dell’attore, in- le modalità del suicidio descritte da-
terroga le persone vicine e rubrica il gli inquirenti. E, oltretutto, qualcuno
caso come suicidio. Visto anche che, scrive che Sushant non soffriva affat-
come appare subito chiaro a una pri- to di depressione, anzi, era un amico-
ma indagine e come sapevano quasi ne che faceva morire dal ridere i suoi
tutti nell’ambiente, l’attore era mala- amici. La questione diventa cultura-
to: di depressione secondo alcuni, di le, quasi politica: la malattia mentale,
un vero e proprio disturbo bipolare il disagio psichico, è stato sostenuto
secondo altri. Certo è che faceva uso a mezzo stampa da alcuni “esperti”,
massiccio di farmaci e che il suicidio non esistono affatto, se li è inventati duzione più importanti, non veniva
della sua manager e amica Disha Sa- la medicina occidentale per vendere più scritturato per ruoli importanti.
lian non aveva migliorato le sue con- a tutto il mondo medicinali inutili e Immediata la risposta dei big di Bol-
dizioni. Tutto chiaro? Non proprio. dannosi. lywood: macché, era lui a essere con-
Perché si tratta di Bollywood, di una Ma non finisce qui, perché ai dub- siderato del tutto inaffidabile viste le
morte importante, di una straordina- bi sul suicidio si aggiunge il processo sue condizioni psichiche, tutti quelli
ria occasione mediatica per rimepire alla megaindustria del cinema india- che negli ultimi tempi avevano lavo-
pagine di giornali e programmi tivù no. Sushant era stato ostracizzato rato con lui ne avevano pagato le con-
con qualcosa di diverso dal Covid. E da mezza Bollywood perché non era seguenze in termini di ritardi nella
allora, i media avanzano dubbi sul “figlio di”. E, nonostante fosse sotto produzione. Controrisposta degli an-
suicidio e ipotesi che contrastano le contratto con una delle case di pro- ti-Bollywood: Sushant non era affatto

92 11 ottobre 2020
Storie

Pubblicità di film di Bollywood per le strade di Kolkata

inaffidabile visto che all’università la strega, è subito pronta e servita con Sushant senza aver prima con-
era un ragazzo prodigio, che aveva su di un piatto d’argento. È giovane, tratto il sacro vincolo del matrimo-
quasi preso una laurea in ingegneria, è bella, fa l’attrice anche lei dunque nio. E in più non andava d’accordo
Foto: D. Sarkur / AFP via Getty Images

che aveva vinto le olimpiadi naziona- per l’India conservatrice non è una con la di lui famiglia.
li di fisica e aveva partecipato a un brava ragazza. Si chiama Rhea Cha- Sushant, che era sposato (ma non
training della Nasa per addestramen- kraborty ed è l’ultima fidanzata di è chiaro se avesse ottenuto o meno il
to a missioni nello spazio. Sushant. Rhea, figlia di un ufficiale divorzio visto che la moglie si è pron-
E, siccome sempre di Bollywood si dell’esercito in pensione, ha moltis- tamente atteggiata a vedova incon-
tratta, il passo successivo di un caso sime colpe: per gli ultrà religiosi è di solabile) aveva avuto una lunga rela-
di cui parla tutta l’India è quasi scon- facili costumi perché appare sullo zione fino a meno di un anno fa con
tato: cherchez la femme. E la femme, schermo, inoltre è andata a vivere un’altra attrice, Ankhita Lokhan-

11 ottobre 2020 93
India

L’attrice Rhea Chakraborty esce dagli uffici della polizia dopo aver subìto un interrogatorio per la morte del fidanzato Sushant Singh Rajput

de. Che, ovviamente, ne approfitta ri di tutta la famiglia di Rhea e trova


per togliersi non un sassolino ma un delle chat da cui si evince che Rhea e
vero e proprio macigno dalla scarpa suo fratello procuravano della droga
e pareggiare i conti con Rhea Cha- a Sushant. Anfetamine, cocaina, ex-
kraborty: accusa la collega che le ha tasy, ketamina? No, una trentina di
rubato il fidanzato di aver estraniato grammi di marijuana. Dalle chat si
Sushant dalla sua famiglia e dai suoi deduce anche, e Rhea lo ammette nel
veri amici, di essere una “cercatrice corso di un interrogatorio durato tre
d’oro”, di aver causato danni alla car- giorni, che sia lei sia suo fratello e lo
riera dell’attore perché quest’ultimo stesso Sushant fumavano spinelli. Su
cercava di imporla come co-protago- questa base, Rhea e suo fratello ven-
nista in tutti i suoi contratti. gono arrestati e, tanto per fare buon
Rajput con la sua ex, Ankhita Lokhande
peso, vengono denunciati a piede li-

L
a vita privata di Rhea viene gazione al suicidio, oltre che per ap- bero anche i genitori dei due.
quindi saccheggiata e pas- propriazione indebita. Gli inquirenti E da qui si scatena una versio-
sata al setaccio: la relazione non prendono molto sul serio queste ne in salsa Bollywood di una vera e
professionale e personale con accuse ma per la stampa e per l’opi- propria caccia alle streghe. A esse-
il produttore e regista Mahesh Bhatt, nione pubblica Rhea è più che col- re sotto accusa, una volta di più, è
star di prima grandezza e tra paren- pevole. Di sicuro la descrivono come “l’ambiente corrotto e debosciato”
tesi appassionato di filosofia, viene colpevole di essere tornata a vivere del cinema. Vengono resuscitate
definita “torbida”. La ragazza viene con i suoi una settimana prima del vecchie storie che hanno sempre il
accusata di aver condotto l’attore suicidio di Sushant, di essere anda- loro appeal per il pubblico indiano:
alla disperazione e di averlo istigato ta alle feste, di avere degli amici, di i vecchi legami tra mafia pakistana
al suicidio. La famiglia di Sushant la volersi divertire. Così, pressata dai e industria del cinema indiano, per
denuncia in procura proprio per isti- media, la polizia sequestra i cellula- esempio, e riappare il nome del capo

94 11 ottobre 2020
Storie

L’attore Sushant Singh Rajput, trovato morto in casa sua, e la diva Deepika Padukone, accusata dagli ultrà induisti di essere “comunista”

dei capi con sede a Karachi Dawood tutti coloro che nell’industria del strocchio la cui trama sarebbe giu-
Ibrahim. Secondo le ultime illazioni cinema hanno fumato o comprato dicata improbabile anche in un film
della famiglia di Sushant e del canale marijuana. Curiosamente, secondo di Bollywood, ha anche una chiave
Republic, l’attore aveva confidato a i media, sono tutte donne: a leggere di lettura politica. Sushant era nato
suo padre e sua sorella di essere sta- le cronache sembra che a trafficare nello stato del Bihar, dove le elezioni
to minacciato dalla D-Company, la e consumare droga siano solo loro, amministrative si sarebbero dovute
famiglia mafiosa di Dawood Ibrahim inducendo al consumo anche i bravi svolgere e la sua famiglia appartiene
con connessioni (veritiere e provate, ragazzi di sesso maschile. L’ultima, e a una comunità, quella dei Rajput,
quest’ultime) con i servizi segreti la più famosa, a essere finita sotto i piccola ma di grande influenza.
pakistani, con Al Qaida e con tut- riflettori e a diventare vittima di un Sostenere o meno la sua famiglia
ta l’internazionale jihadi dell’area. linciaggio a mezzo stampa e televi- orienta una grande quantità di voti.
Ripartono allora le teorie sul com- sione, è una delle più famosi attrici A difendere Rhea, massacrata dalla
plotto e l’omicidio: Sushant sarebbe di Bollywood: Deepika Padukone, stampa di destra, scende in campo il
stato ammazzato dalla D-Company, altro esempio perfetto della strega partito del Congress del West-Ben-
così come la sua manager Disha: le perfetta. È giovane, è bella, è famosa gal, lo stato di cui è originario il pa-
due morti sarebbero collegate tra e indipendente. E soprattutto, pos- dre della ragazza. Deepika è da tem-
loro e dovute a presunte rivelazioni siede una mente pensante e non ha po tacciata di essere “comunista” e
che i due avrebbero voluto fare. Se- paura di esprimere le sue opinioni. È di attività anti-nazionali, quindi è
condo un’amica dell’ex-fidanzata scesa in campo più di una volta per un bersaglio facile. A Rhea sono sta-
di Sushant, Rhea sarebbe stata una difendere e sostenere gli studenti ti negati i domiciliari ed è ancora in
Foto: Getty Images (4)

“honey trap” dei trafficanti e per am- che protestavano contro le violenze carcere, la tempesta infuria su tutta
mazzare l’attore sarebbe stata ado- della polizia alla Jahawarlal Nehru la stampa indiana e sui social me-
perata anche la magia nera. University a Delhi e per difendere la dia. La caccia alle streghe è appena
A questo punto, la stampa im- libertà d’espressione. cominciata. Q
pazzisce e inizia a dare la caccia a E in effetti, questo intricato pa- © RIPRODUZIONE RISERVATA

11 ottobre 2020 95
Ho visto cose/tv
ANTONELLA PERSA NEL FANTABOSCO
La Clerici tenta la riprova del cuoco fra scoiattoli parlanti e alberi magici
BEATRICE DONDI
C’è bisogno di leggerezza, e questo è nella, si siede su un’altalena fiorata
un fatto più o meno assodato. Ma ci per uno dei due quiz del giorno, dopo
sono programmi che senza cedere ad aver recuperato l’indizio da uno sco-
alcuna via di mezzo hanno preso de- iattolo parlante appoggiato nel tron-
cisamente in parola la tensione al sor- co di un albero al centro dello studio.
riso. Anche troppo. Un esempio (non) Il quale albero anch’esso è dotato di
a caso è la riprova del cuoco, ovvero voce propria, ma come dice la con-
il ritorno a casa di Antonella Clerici duttrice, «ha un tono un po’ surrea-
con “È sempre mezzogiorno” che già le». E viene da chiedersi, con un filo
dal titolo fa presagire una sorta di pu- di preoccupazione generalizzata, se
nizione obbligata a occhi socchiusi con una modulazione diversa sem-
per il trionfo di luce emanata dallo brerebbe invece normale ai presenti,
studio e dagli intenti. Il riassunto delle puntate preceden- visto che trattasi comunque sempre di albero. Per il secon-
ti è presto fatto per i contenuti: giochini, cucina e sorrisi. do gioco invece, la domanda posta al pubblico da un telefo-
Un po’ più articolato invece per le scene, della serie, citando no anni ‘20 rigorosamente rosa contratto, è un recupero del
quell’antipatico di San Tommaso, se non si vede difficilmen- barattolo dei fagioli, il regalino all’arricchimento cultura-
te si può credere di essere arrivati a tanto. Lo studio è una le del Paese che fece Boncompagni per voce e caschetto di
sorta di gigantesca vasca trasparente immersa in un bosco Raffaella Carrà. E siccome dalla brutta tv non si butta mai
virtuale ma reale, nel senso che è quello che realmente vede niente, viene riproposto pari pari in versione bucolica, an-
la signora Clerici dalla sua magione. I colori vanno dal rosa zi green, ovvero indovina quante foglie ha il bonsai. Così la
al fucsia, con piccole concessioni al verde (bosco ovviamen- signora Clerici dopo una pausa simil forzata, torna in onda
te). E già la scelta cromatica griderebbe vendetta. Ma siamo con lo stesso entusiasmo (e ambientazione) che fu di Tonio
solo all’inizio. Tra i grembiuli delle nonne presenti e dei cuo- Cartonio e la sua Melevisione. Peccato che si rivolga teori-
chi con sorrisi alla jocker, si staglia un fungo rosso da sette camente a un pubblico che avrebbe dovuto lasciare il Fan-
nani, altrimenti detto amanita muscaria, il cui potere allu- tabosco da quel dì. Ma evidentemente Rai Uno ne ha fatto,
cinogeno, come sottolineano le malelingue, è sicuramente duole dirlo, il suo modello di riferimento. Q
efficace. Antonella, gradevole, simpatica, adorabile Anto- © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’incompetente LUCA BOTTURA


PACIFICAZIONE storica che… ok, questa la sai. urlando innocenza. All’ingresso, un
OBIETTIVO LONTANO Forse non sai che non ero mai signore mascherato che invita a
Trieste è bella e ci vivrei. Per la andato alla Risiera di San Sabba. sanificarsi le mani, che si scusa
tua collezione di chissenefrega, Unico campo di concentramento ché non può vendere libri e altro
amico lettore/amica lettrice, nazifascista che trucidava i materiale, grato - davvero - perché
aggiungo che mi sono sempre prigionieri in loco, fabbrica della sei andato fin lì. Dentro, quel che
piaciuti i non luoghi. Specie quelli morte italiota, banalità ed enormità resta del garage in cui venivano
che lo sono perché ne assommano del male a due passi da piazza passati per le armi partigiani,
molti altri. Oltre alla luce, che dell’Unità, dal salotto invariabile civili, presunti collaborazionisti,
sembra quella di “Lisbon Story”, il delle pasticcerie patrizie, proprio categorie indifese a caso: una
film di Wim Wenders, e rimbalza di dietro lo stadio, di fronte a case piazza vuota. E i muri altissimi. E
qua e di là dall’Adriatico che devono aver visto e sentito, per le celle minuscole. E la “sala delle
sovraesponendo palazzi e persone, interposti occhi e orecchie altrui, croci”. E le targhe coi nomi di
mi affascina la stratificazione le vite inermi che si spegnevano ebrei, omosessuali, resistenti.

96 11 ottobre 2020
Scritti al buio/cinema
QUEI SETTE RIVOLUZIONARI DI CHICAGO
Un fatto storico di 52 anni fa rivisitato in salsa pop e con rimandi all’America di oggi
FABIO FERZETTI
Il celebre processo ai “Sette di Chica- portamenti da reinterpretare, ma
go” (1968-1969), che all’inizio erano come un teatrino popolato da figure
otto, aggiornato all’epoca di Black riconoscibili (e consumabili) in cui
Lives Matter e di Wikipedia. Il primo lo spettatore ritrova istanze ancora
per l’accento messo sulla questione aperte.
razziale, con tutti i possibili rimandi Ne esce un “courtroom drama” par-
all’America in fiamme dei nostri gior- latissimo e spesso molto godibile che
ni. La seconda per il gusto di una re- però tiene costantemente il piede in
gia che concede l’indispensabile alla tre scarpe. Il contesto politico (il ne-
ricostruzione storica ma riduce tutti opresidente Nixon vuole addossare i
i personaggi a figurine da incollare violenti disordini dell’agosto 1968 a
nell’album della cultura pop. “Icone” Chicago e le relative vittime ai leader
di un’epoca, come si dice oggi, sintetizzate nei loro tratti delle forze che avevano organizzato un’imponente manife-
essenziali (e a volte caricaturali) da un plotone di attori ec- stazione contro la guerra in Vietnam). Il processo vero e pro-
cellenti e non meno iconici. In testa Frank Langella, giudi- prio, forse la parte migliore del film. E i retroscena, spesso
ce scellerato e abusivo, e Sacha Baron Cohen che è invece il un poco didascalici, in cui emergono gli attriti e le divisioni
survoltato Abbie Hoffman, leader della controcultura anni delle varie anime del movimento. Tesi di fondo: l’anarchico
60-70, celebre per l’antiautoritarismo e le iniziative surreali. Abbie Hoffman e l’istituzionale Tom Hayden (Eddie Red-
Come indire una manifestazione per far «levitare il Pentago- mayne) erano in realtà due facce di una stessa medaglia.
no», o pubblicare un bestseller per vivere senza soldi (“Ruba Nato per Spielberg, che preferì dedicarsi a ”The Post”, è già in
questo libro”) destinato a mandare in crisi molti librai. sala e dal 16 ottobre sarà su Netflix. Più che un film troppo
Diretto dallo sceneggiatore di titoli ormai storici come “The lungo forse sarebbe stato un’ottima miniserie. Q
Social Network”, ”The West Wing”, “The Newsroom”, autori- © RIPRODUZIONE RISERVATA

tà indiscussa nel campo scivoloso degli intrecci fra politica


e vecchi e nuovi media, “Il Processo ai Chicago 7” è anche, “IL PROCESSO AI CHICAGO 7”
fatalmente, un saggio sul modo in cui oggi si mette in scena di Aaron Sorkin
il passato. Concepito non come un campo di logiche e com- Usa, 129’ aaacc

Quasi ti vergogni di essere vivo, di culture millenarie, aderirono a Dalmazia. Quando esco, sono
mentre vaghi confuso tra i pochi quella che sembrava una brutta contento di aver reso omaggio ai
cartelli in inglese e italiano. barzelletta: «Stavolta, cattivi». miei compatrioti nonostante chi
Mentre il cielo livido sembra messo Però, ecco, sia detto con garbo, insiste per avocarli a una sola
apposta a mo’ di cappello, perché vorrei che non fosse derby per memoria, o utilizzarli come scudo
sormonta un altrove vicino eppure nessuno. Non per chi dentro al per il proprio sentire autoritario.
lontanissimo: Basovizza. La fanno museo della foiba ha appoggiato Sono morti di tutti, gli infoibati.
in molti, la doppia visita. La faccio cartelli infiniti che servono solo a Italiani da portare nel cuore e nella
anch’io. Perché non mi sono mai fare confusione. In cui sembra che mente. Come quelli della Risiera.
piaciuti i derby. Perché gli inermi i partigiani (non quelli titini, gli Dovreste piantarla di lordarne la
lo sono sempre. Perché chi è finito italiani) fossero responsabili anche memoria infilandoli nelle vostre
nelle foibe non aveva colpa dei delle morti dei civili sloveni guerre perdute. Senza le quali,
7.000 civili sloveni ammazzati trucidati dai fascisti. Dove ogni tra l’altro, gli istriani non
dagli occupanti italiani in nostro crimine preesistente avrebbero mai conosciuto l’esodo,
Jugoslavia quando gli stupratori di semplicemente non esiste. Dove perché le loro terre sarebbero
identità e di intere cittadine, gli un signore peraltro gentile vende ancora italiane.
assassini col mio stesso passaporto libri sulla conquista di Fiume GIUDIZIO: PACE
in tasca, gli italianizzatori violenti (Marinetti) o bandiere di Istria e © RIPRODUZIONE RISERVATA

11 ottobre 2020 97
Noi e Voi N. 42
11 OTTOBRE 2020
DIRETTORE RESPONSABILE: MARCO DAMILANO

LE SCELTE DI CHI NON SENTE


VICEDIRETTORI: Lirio Abbate, Alessandro Gilioli
CAPOREDATTORE CENTRALE: Leopoldo Fabiani
UFFICIO CENTRALE: Beatrice Dondi (vicecaporedattore),
Sabina Minardi (vicecaporedattore)
REDAZIONE: Federica Bianchi, Paolo Biondani (inviato),
Emanuele Coen (vicecaposervizio), Angiola Codacci-Pisanelli
(caposervizio), Fabrizio Gatti (inviato), Vittorio Malagutti
(inviato), Mauro Munafò (caposervizio web), Carlo Tecce
(inviato), Gianfrancesco Turano (inviato), Susanna Turco
RISPONDE STEFANIA ROSSINI [ STEFANIA.ROSSINI@ESPRESSOEDIT.IT ]
ART DIRECTOR: Stefano Cipolla (caporedattore)
UFFICIO GRAFICO: Catia Caronti (caposervizio, controllo Cara Rossini, sono abbonata all’Espresso da molti anni e ultimamente ho
qualità), Martina Cozzi (caposervizio), Alessio Melandri,
Emiliano Rapiti (collaboratore) letto un articolo sull’universo parallelo dei sordi. Da madre di un ragazzo
PHOTOEDITOR: Tiziana Faraoni (vicecaporedattore) ipoacusico profondo prelinguale, come recita la diagnosi, vorrei raccontar-
RICERCA FOTOGRAFICA: Giorgia Coccia, Mauro Pelella,
Elena Turrini le il mio diverso punto di vista. Emanuele non vive “nel mondo dei sordi”
SEGRETERIA DI REDAZIONE: Valeria Esposito (coordinamento),
Sante Calvaresi, Rosangela D’Onofrio, Pietro Giardina (Milano)
ma nel mondo in cui tutti viviamo, con la sua famiglia, i fratelli udenti ed
OPINIONI: Michele Ainis, Altan, Mauro Biani, Luca Bottura, i pochissimi amici, udenti anch’essi. Noi non conosciamo altri ragazzi sor-
Massimo Cacciari, Lucio Caracciolo, Donatella Di Cesare,
Roberto Esposito, Luciano Floridi, Bernard Guetta, Sandro di perché non siamo iscritti a nessuna associazione. Io credo, magari sba-
Magister, Makkox, Bruno Manfellotto, Ignazio Marino, Ezio Mauro,
Michela Murgia, Soli Ozel, Denise Pardo, Massimo Riva, Pier Aldo
gliando, che le associazioni siano un po’ ghettizzanti: i sordi si frequentano
Rovatti, Giorgio Ruffolo, Roberto Saviano, Eugenio Scalfari, tra sordi, i ragazzi down tra ragazzi down, e ci chiudiamo in questi mondi
Michele Serra, Raffaele Simone, Aboubakar Soumahoro, Bernardo
Valli, Gianni Vattimo, Sofia Ventura, Luigi Vicinanza, Luigi Zoja paralleli. La vita di mio figlio è stata ed è tutta in salita, fatta di anni di
COLLABORATORI: Loredana Bartoletti, Giuliano Battiston,
Marco Belpoliti, Alessandra Bianchi, Caterina Bonvicini, Floriana
scuola in cui l’integrazione è stata impossibile, di compagni che lo hanno
Bulfon, Roberto Calabrò, Roberta Carlini, Giuseppe Catozzella, preso in giro e mortificato, di insegnanti volenterosi ma in difficoltà ad af-
Rita Cirio, Stefano Del Re, Alberto Dentice, Cesare de Seta,
Roberto Di Caro, Paolo Di Paolo, Fabio Ferzetti, Alberto Flores frontare una disabilità come questa. Perché di disabilità si tratta. Emanuele
d’Arcais, Marco Follini, Mario Fortunato, Antonio Funiciello,
Giuseppe Genna, Wlodek Goldkorn, Claudio Lindner, Alessandro è protesizzato con 2 impianti cocleari, il primo messo da bimbo, a 3 anni ed
Longo, Alessandra Mammì, Francesca Mannocchi, Federico
Marconi, Luca Molinari, Andrea Muni, Marco Pacini, Massimiliano
il secondo a 18, per sua scelta, l’anno scorso, perché “essere sordi è bruttissi-
Panarari, Gianni Perrelli, Paola Pilati, Marisa Ranieri Panetta, mo”. Acquisire il linguaggio è stato ed è difficile perché non si tratta solo di
Mario Ricciardi, Gigi Riva, Gloria Riva, Stefania Rossini, Paolo
Sardi, Caterina Serra, Francesca Sironi, Leo Sisti, Lorenzo Soria, imparare il significato di rosa, che rimane un fiore e un colore solo se l’ac-
Elena Testi, Fabio Tibollo, Chiara Valentini, Stefano Vastano,
Andrea Visconti, Daniele Zendroni, Andrea Zhok
cento sulla o è grave, altrimenti ha tutto un altro significato, e lo si deduce
PROGETTO GRAFICO: Stefano Cipolla e Daniele Zendroni dal senso della frase (e dedurre che significa?). Il problema non è stato in-
GEDI GRUPPO EDITORIALE SPA
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segnargli ed acquisire il linguaggio concreto, ma quello astratto. Emanuele
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
vuol sapere cosa significano parole come sperare, sebbene, tuttavia, diritto
PRESIDENTE : JOHN ELKANN di voto. Quando mi chiese cosa vuol dire rispetto, che cambia significato a
VICEPRESIDENTE : CARLO PERRONE
AMMINISTRATORE DELEGATO E DIRETTORE GENERALE: Maurizio Scanavino seconda della frase, ho tentato ma poi mi sono arresa. Lui, che non ha mai
CONSIGLIERI: Giacaranda Maria Caracciolo di Melito Falck, voluto imparare la lingua dei segni e se gesticoli quando parli si inquieta
Marco De Benedetti, Turi Munthe, Tatiana Rizzante, Pietro Supino,
Enrico Vellano perché “io ci sento”, dopo anni di trattamento con una logopedista fantasti-
DIRETTORE EDITORIALE GRUPPO GEDI: Maurizio Molinari ca adesso arricchisce il proprio vocabolario anche da solo, guardando film
DIRETTORI CENTRALI: Stefano Mignanego (Relazioni Esterne),
Roberto Moro (Risorse Umane) e video su YouTube. Ma la sua vita rimane difficile, ancora torna da scuola
DIVISIONE STAMPA NAZIONALE:
Via Cristoforo Colombo, 90 00147 Roma,
triste perché i compagni non parlano con lui, ed anche trovare un istruttore
DIRETTORE GENERALE: Corrado Corradi che gli insegnasse a nuotare fu un’impresa. E non viviamo in un piccolo
DIREZIONE E REDAZIONE ROMA: Via Cristoforo Colombo, 90 -
00147 Roma, Tel. 06 84781 (19 linee) - Fax 06 84787220 - 06 centro, ma a Firenze. Valeria Petrella
84787288. E-mail: espresso@espressoedit.it
REDAZIONE DI MILANO: Via Nervesa, 21 - 20139 Milano,
Tel. 02 480981 - Fax 02 4817000 La signora Petrella contrappone la propria esperienza di madre di un
Registrazione Tribunale di Roma n. 4822 / 55
Un numero: € 3,00; copie arretrate il doppio ragazzo non udente a quanto ha letto in un ampio reportage pubbli-
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Servizio grandi clienti: Tel. 0864 256266 interno affiancandosi, senza pretesa di amalgamarsi, al mondo degli
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località Miole Le Campore-Oricola (L’Aquila);
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N. 42 - ANNO LXVI - 11 OTTOBRE 2020 PRECISOCHE@ESPRESSOEDIT.IT - ALTRE LETTERE E COMMENTI SU LESPRESSO.IT
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98 11 ottobre 2020
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