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Mentre scriviamo queste righe (l'ultimo stadio della preparazione di ogni numero) siamo a metà aprile.

Non era mai successo che, a mese di uscita inoltrato, la


rivista non fosse consegnata alla tipografia. Purtroppo il lock down ci ha sorpreso mentre eravamo a metà dell'impaginazione. Tra la voglia di portare a termine
il lavoro e le esortazioni di tutti a "stare tutti a casa", cosa fare? Abbiamo cercato di fare la media e ci siamo avventurati in redazione una volta a settimana. Così
eccoci qua giunti a termine. Non sappiamo quando la rivista potrà arrivare a voi: da qui in poi dipenderà dai ritmi lavorativi della tipografia, dello spedizioniere
e delle Poste. Non possiamo che sperare in una ripresa veloce. Quando sarà il momento, alcuni di voi (i soliti distratti e ritardatari, destinatari della nostra
annuale lettera di richiamo) saranno forse sorpresi di ricevere il numero di aprile non avendo ancora rinnovato l'abbonamento. Sappiamo che alcuni dei nostri
abbonati aspettano il nostro promemoria per attivarsi. Alcuni penseranno di avere rinnovato e averlo dimenticato. In realtà, coi tempi che corrono, non ci siamo
sentiti di scrivervi per ricordarvi la scadenza. Temiamo che in molte case ci possano essere problemi ben più gravi. Quindi, passata l'emergenza, vi invitiamo a
verificare con noi, se non siete sicuri, l'avvenuto rinnovo, o meno, del vostro abbonamento e a provvedere nei limiti delle vostre possibilità. Sappiamo che con
l'eccezione degli impiegati pubblici, la maggioranza degli altri potrà affrontare serie difficoltà e "il Fronimo" non è certo un genere di prima necessità. Tuttavia,
spronati da un'immagine commovente che abbiamo visto in televisione – un cestino appeso sulla strada dall'alto di un palazzo della vecchia Napoli con la scritta
"Chi può metta, chi non può prenda" – abbiamo pensato di fare anche noi qualcosa del genere. Chi vuole continuare a ricevere la nostra rivista e si trova in
difficoltà, ci scriva o faccia un pagamento parziale e noi metteremo il resto. Se qualcuno tra i nostri abbonati e lettori si trova in posizione privilegiata e se lo può
permettere, forse può valutare la possibilità di contribuire a creare un "abbonamento sospeso": anche in questo caso prendiamo l'idea da una consuetudine che
sappiamo esistere nel Sud, il "Caffè sospeso". Insomma, chi può si dia da fare, rinnovando, contribuendo, facendo pubblicità. Altrimenti a fine anno potremo
contare anche "il Fronimo" tra le vittime dei tempi. Vediamo ora i contenuti di questo numero. In apertura Piero Bonaguri ci regala una panoramica della
corrispondenza che ebbe Andrés Segovia con uno dei suoi amici più intimi, Salvador de Madariaga, importante letterato e diplomatico spagnolo. Le lettere di
Segovia spaziano lungo l'arco di molti decenni e trattano gli argomenti più svariati. La Fondazione che le conserva non ha ancora dato il permesso per la loro
riproduzione completa, ma con l'aiuto di Bonaguri possiamo formare un'idea delle tematiche della corrispondenza e avvicinarci a un Segovia per certi aspetti
sconosciuto. Diamo il benvenuto a Pietro Paolo Dinapoli, che nella sua prima collaborazione con "il Fronimo" ci fa conoscere le Bagatellen per flauto e chitarra
del compositore spagnolo José María Sánchez-Verdú (classe 1968). Pur essendo un brano giovanile, le Bagatellen meritano un approfondimento e rappresentano
una buona occasione per avvicinarci alla figura e all'opera di un musicista che ha dedicato alla chitarra, come strumento solista e in ambito cameristico, svariati
lavori. Nella seconda parte della monografia dedicata a Dionisio Aguado, Eduardo Fernández prosegue e termina l'esame della Escuela del 1825 grazie al quale si
potranno trarre conclusioni ed elementi utili da applicare all'esecuzione delle opere da concerto del chitarrista spagnolo, come vedremo nella prossima e ultima
puntata dell'articolo. L'anno scorso (n. 185) Ricardo Aleixo ha dedicato un articolo al cambiamento stilistico, testimoniato nei trattati dell'epoca, avvenuto nel
modo di suonare la chitarra in Spagna tra la seconda metà del Settecento e gli inizi dell'Ottocento: vediamo in questi trattati come si è passati dall'uso esclusivo
del rasgueado all'introduzione del punteado che poi ha prevalso, per lo meno nella musica colta. Come veniva però notato ed eseguito il rasgueado? È quello che
ci spiega Aleixo in questo nuovo articolo. Ci rendiamo conto adesso che gli articoli di questo numero della rivista abbracciano quattro secoli di chitarra spagnola.
Semplice coincidenza. Due parole per la rubrica dei Corsi – Concorsi – Appuntamenti. Non possiamo sapere quante iniziative da maggio in poi saranno
effettivamente realizzate. Alcuni organizzatori ci hanno contattato per avvertirci delle cancellazioni, altri hanno preferito essere ottimisti. Alcuni concorsi hanno
posticipato la scadenza di iscrizione. Abbiamo evidenziato gli elementi modificati rispetto a quelli pubblicati sul numero scorso. Chiudiamo qui augurandovi
salute e libertà al più presto.