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Melilotus officinalis L.

Dominio: Eukaryota
Regno: Plantae
Phylum: Spermatophyta
Subphylum: Angiospermae
Classe: Dicotyledonae
Ordine: Fabales
Famiglia: Fabaceae
Sottofamiglia: Papilionoideae
Genere: Melilotus
Specie: Melilotus officinalis L.
Nome comune: Meliloto

È una pianta erbacea annuale o biennale con radice a fittone


spesso ramificata ed alta fino a 150 cm con foglie trifogliate e
fiori riuniti in racemi ( da 30-70 calici) di colore giallo , il frutto
è un legume obovato, bruno-nerastro, molto piccolo (4 mm) i
semi invece sono ovoidali e di colore verde-giallastro, fiorisce
da maggio a luglio.
Nativa del continente asiatico ma globalmente presente per via della sua
spiccata invasività e della longevità dei semi nel suolo .
Coltivazione e malattie
La pianta va coltivata a regime annuale anche in pieno sole , destinandole soprattutto terreni asciutti, collinari dai 0 a 14 00
m.s.m. ; anche poveri purché siano dotati in calcare con PH <5 e che abbiano ospitato leguminose negli anni passati; questa
condizione è necessaria per l’instaurarsi della simbiosi con i batteri azotofissatori, nello specifico il Rhyzobium meliloti.

La semina va effettuata nel periodo autunnale o di fine inverno, sufficientemente presto, affinché la pianta subisca una
buona vernalizzazione che è necessaria affinché la pianta vada a fiore.
In base all’utilizzo destinato può essere raccolta in tempi differenti .

La coltivazione di questa specie è soggetta a fitopatologia come : muffa bianca , necrosi agli steli ( spring/summer black
steams e il colletto bianco veicolati da funghi come : Sclerotinia trifoliorum, Ascochyta meliloti, Cercospora davisii e
Phytophthora cactorum.
Sono tutti funghi necrotrofici , il primo si presenta come la caratteristica muffa bianca principalmente nelle foglie basali della
parte aerea , l’Ascochyta m. e Cercospora d. Invece si manifestano prevalentemente con necrosi scure dapprima sugli steli poi
anche sulla parte aerea. Il Phytophthora causa invece marciume radicale anche detto marciume del colletto.

E anche all’attacco di larve di : Echinargus isola e Mompha amorphella


Ascochyta meliloti Cercospora davisii Phythophthota cactorum
Slerotinia • Necrosi, sprig black • Necrosi ,summer black • Marciume del colletto
trifoliourum stems stems
• Muffa bianca

I metodi preventivi per cercare di evitare il presentarsi in gran numero di questi patogeni
sono per esempio la rotazione delle colture , piantare meno piante così da evitare la
formazione di microclimi che promuovono lo sviluppo di questi patogeni , tenere sotto
controllo gli insetti vettore , scegliere varietà resistenti , evitare di tenere zone delle piante
umide per più di 12 ore o eliminare in tempo il tessuto corrotto .

Spesso ciò non basta e quindi si passa all’utilizzo di prodotti o anche metodi preventivi con
fungicidi , questo non nel caso di una coltivazione erboristica , oppure ancora per esempio
il Tricoderma come agente di biocontrollo.
Utilizzi
Infiorescenze essiccate
FITOTERAPI
principalmente per
CO
l’estrazione e dei
composti attivi.

Essendo una Fabacea SOVESCI


è utile a fissare O
l’azoto al suol

In passato principalmente era FORAGGI


particolarmente utilizzata per il O
foraggio degli animali.

Molto prelibata dalle api , utilizzata sia. APICOLTUR


per produrre mieli monofloreali cheA
per aiutare la condizione delle apii in
genere.
Fitoterapia

Dall’estrazione e analisi per colonna cromatografica (CC) si


hanno 2 nuovi glicosidi-acidi idrobenzoici ( 1 e 2) , insieme a
sette composti noti: acido salicilico (3) , cumarina (4) ,
betaina (5) , acido fumalico (6), acido caffeico (7) , luteolina
(8), quercetina (9) .1

Vengono utilizzate le sommitá fiorite ed ha tra le cose proprietà : sedative,


antispasmodiche, digestive, diuretiche, espettoranti, decongestionanti e
astringenti ; una spiccata azione fleboprotettiva collegata
all’allontanamento delle principali catecolamine l'effetto principale
della cumarina è sul drenaggio linfatico , può potenziare l’effetto degli
anti-coagulanti.

Sembra anche avere proprietà anti –tumorali , antiinfiammatorie


ed antiossidanti 1. Non va usato in gravidanze e né durante
l’allattamento , può causare. –raramente- una leggera
intossicazione epatica reversibile .
È utilizzata anche in forma estratta, tipicamente titolata a
cumarina al 20% .

[1] Chemical Constituents and Antioxidant, Anti-Inflammatory and Anti-Tumor Activities of Melilotus officinalis (Linn.) Pall https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6017420/ Published
online 2018 Jan 29.
Sovescio
Il Melilotus è largamente utilizzato come pianta
da sovescio sia per via della caratteristica
tipica delle leguminace di fissare l’azoto nel
suolo , sia per la semplicità della sua
coltivazione , questo binomio la rende
largamente utilizzata . Ciò sopracitato
causa anche delle modifiche alla
costituzione chimica del suolo e ciò va a
fortificare la sua forte invasività mettendo
le altre colture anche tipiche a rischio per il
suolo.
Foraggio
Si riporta che il meliloto sia un ottimo foraggio.
È noto però che il foraggio di meliloto può essere
fonte di problemi per il bestiame. Una cattiva
fienagione con piogge e successiva
fermentazione porta allo sviluppo all’interno
del fieno non ben essiccato di dicumarolo,
potente anticoagulante.
In caso di eccessiva assunzione di tale fieno,
gli animali vanno incontro alla “sweet clover
disease” malattia che consiste in una
estrema fragilità dei capillari e tendenza a
patire emorragie inarrestabili.
Apicoltura
Produce nettare e polline in abbondanza per api
mellifere, bombi con la lingua lunga o corta e
in particolare il calabrone (Bombus
soroeensis) e api solitarie. Produce miele di
buona qualità con sfumature simili alla
vaniglia, se coltivato su scala
sufficientemente ampia.

Ad ogni modo il suo impiego in questo campo è


largamente utilizzato anche per dare un
minimo di sostentamento agli impollinatori ,
ultimamente a rischio per via delle
condizioni climatiche.
Giorgio Veneruso