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a cura di

G. Pieranti

A lato Fig. 1
Testa della dea Leucotea, dal Santuario di Pyrgi.
Roma, Museo di Villa Giulia.

A destra Fig. 2

Fig. 1
Animali e decorazione
floreale, mosaico
pavimentale. Aquileia, aula
teodoriana meridionale.

I BESTIARI MEDIEVALI
A. “VEDERE” LA NATURA, “IL LIBRO SCRITTO DAL DITO DI DIO”

La specificità del rapporto tra uomo, na-


tura e Dio nel pensiero medievale defini-
sce il carattere di ogni espressione cultura-
le: filosofica, scientifica, letteraria, artisti-
ca, iconografica. Comprendere in modo
più approfondito tale relazione significa,
quindi, possedere uno dei principali ele-
menti di interpretazione dell’epoca.
Per l’uomo del Medioevo guardare la
natura non significava solo godere della
bellezza del mondo o meravigliarsi davan-
ti alla molteplicità e perfezione delle sue
varie forme, ma ammirare l’opera e la glo-
ria dell’onnipotenza di Dio: la realtà fisica
della natura veniva vista e pensata, com-
Fig. 2 presa e assimilata in rapporto con la realtà
Dio padre misura spirituale. Se già San Paolo, in più di un
il mondo, 1250 circa. passo delle sue epistole, aveva affermato
Miniatura da un codice che la realtà visibile è immagine delle
miniato della realtà ideali e che ogni oggetto inanimato
Bible Moralisée.
Vienna, Biblioteca o vivente del mondo terreno è perciò
Nazionale Austriaca. specchio delle verità assolute, è Ugo di

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Fig. 3 San Vittore che nel De tribus diebus so e all’animo presenta qualcosa oltre se
Aulnay-de-Saintonge, (1123) afferma con chiarezza che “questo stesso” (De Dialectica, 5).
ex collegiata di Saint-Pierre- mondo sensibile è quasi un libro scritto Tutto ciò è confermato in maniera poeti-
de-la-Tour, portale
del transetto meridionale, dal dito di Dio”, cioè creato dalla potenza camente concisa da Alano di Lilla quando
dopo il 1130. divina, e che le singole creature sono co- afferma che “Ogni creatura del mondo / è
me figure generate dalla volontà divina per noi come un libro / una pittura, uno
per manifestare la sapienza invisibile di specchio / Della nostra vita, della nostra
Dio. Come l’analfabeta di fronte ad un li- morte fedele simbolo” (Rithmus alter).
bro aperto, tuttavia, scorge i segni, ma non Fenomeni, esseri, elementi e comporta-
ne comprende il senso, così lo stolto e menti della natura nascondono pertanto un
l’uomo che non capisce le cose divine di significato simbolico e alludono a verità
queste creature visibili colgono soltanto spirituali, a momenti essenziali della vita
l’aspetto esteriore, senza afferrarne l’inte- cristiana; il mondo diviene un testo che ci
riore significato. “Colui che vive nella gra- rivela le verità celesti, che indica i pericoli
zia, invece, [...] mentre considera di fuori e i comportamenti da tenere, insomma una
la bellezza dell’opera vi legge dentro speculare Sacra Scrittura che necessita di
quanto mirabile sia la sapienza del creato- essere indagata secondo il sistema esegeti-
re”. Ogni elemento naturale, dunque, so- co dei quattro sensi di scrittura (letterale, al-
stiene Ugo di San Vittore, dà luogo ad una legorico, anagogico, morale).
teofania, ossia ad una manifestazione di
Dio: nella “bellezza dell’opera”, nello Concezione simbolica della natura e
straordinario spettacolo del creato si legge
linguaggio visivo
la potenza divina. La natura, quindi, è
“opera”, libro che contiene il codice cifra- La concezione simbolica della natura si
to della Creazione, testo in cui ogni ogget- esprime così nella specificità del linguag-
to naturale è signum, cioè parola dotata gio artistico medievale concepito innanzi-
non solo di un significante ma anche di un tutto come mezzo per esprimere i concetti
significato, come afferma Sant’Agostino: essenziali della fede cristiana: “Dalle cose
“Signum è ciò che al senso mostra se stes- che sono in basso possiamo innalzarci a

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Sopra Fig. 4 quelle che sono in alto e da ciò che vedia- zio dell’epoca medievale l’aspetto fisico,
Chiesa di San Michele, mo sulla terra possiamo capire ciò che è materiale, della natura ha poco valore,
XII secolo. Pavia. contenuto nei cieli” ricorda Origene. poiché rappresenta soltanto un riflesso ap-
Particolare del portale in
arenaria. Dal Romanico al Gotico i programmi prossimativo del mondo soprannaturale,
iconografici, pur con diversità importanti verso la fine del Medioevo la bellezza ma-
Sopra a destra Fig. 5 legate all’evoluzione del linguaggio, si ar- teriale della natura e la sua raffigurazione
Cattedrale di San Lazzaro, ricchiscono di situazioni, elementi, rap- artistica acquistano un’importanza prima-
Il Giudizio Universale,
1130-1145. Autun, Francia. presentazioni naturalistiche, temi animali, ria proprio perché sono un riflesso del
Particolare del portale decorazioni floreali, cosmogonie. Le fac- mondo divino”.
principale. ciate, le cornici, le finestre ma anche le Ciò nonostante gli elementi che costitui-
mura perimetrali esterne, i capitelli e gli scono la natura, anche se maggiormente
elementi decorativi si infoltiscono di pro- approfonditi e precisi, in quanto riflesso
tomi animali o di intere scene figurate, di del mondo divino mantengono agli occhi
fregi zoomorfi, intrecci di forme vegetali e dello spettatore medievale una funzione
figurazioni naturalistiche di ogni genere: si didascalica, caricandosi fortemente di si-
considerino, ad esempio, i sette ordini di gnificati morali: in sostanza, la contempla-
bassorilievi sulla facciata di San Michele a zione della natura e delle sue immagini
Pavia oppure le chiese di Vézelay o Autum (che, oltre a impressionare e a commuove-
in Francia. Parimenti avviene anche nelle re, insegnano), costituisce una lezione del-
miniature, dove il crescente interesse per la morale cristiana, allorché il comporta-
l’immagine naturalistica si rivela nella ric- mento umano si percepisce in analogia
chezza, nella preziosità, nonché nella pre- con il comportamento degli animali.
cisione della rappresentazione, o, infine, Alla base di questi programmi iconogra-
nei cicli pittorici o musivi della Creazione fici vi sono, infatti, le grandi enciclopedie,
della Cappella Palatina a Palermo, del le summae del sapere simbolico della na-
Duomo di Monreale oppure della Basilica tura e soprattutto i bestiari. La grande im-
di Venezia. portanza che tali opere rivestono per noi,
Certamente durante il Medioevo la rap- oggi, consiste nel fatto che esse ci consen-
presentazione della natura subisce un’evo- tono di decodificare i messaggi e ricostrui-
luzione legata al mutare dello stesso modo re il significato allegorico di quelle rappre-
di concepire la realtà: come sostiene la sentazioni che all’osservatore dell’epoca
storica dell’arte Xenia Muratova “se all’ini- risultavano di immediata comprensione.

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B. IL FISIOLOGO E I BESTIARI

Figg. 6 e 7 I bestiari sono opere di carattere didatti- superiore presso la quale trovava la sua
Manuel Phyles, co allegorico-morale in cui sono descritti spiegazione e la sua ragione d’essere. Al-
Physiologus, XVI secolo. animali reali e immaginari attraverso le lo- l’uomo medievale, pertanto, non interessa-
Cartoncino, 166x117 mm.
Venezia, Biblioteca ro caratteristiche fisiche e comportamenta- va affatto conoscere la realtà dei fenomeni
Marciana. li, da cui ricavare insegnamenti etici o spi- naturali nella sua struttura intima e nei suoi
rituali. In queste enciclopedie si somma- nessi causali poiché trovava ciò superficia-
vano, in una maniera che al lettore mo- le, vacua o pericolosa curiositas; ciò che
derno appare caotica e contraddittoria, os- veramente gli stava a cuore era capire in
servazioni scientifico-razionali (di prove- che maniera essi fossero “specchio” della
nienza prevalentemente aristotelica), vi- rivelazione e quali insegnamenti morali se
sioni filosofiche, credenze magiche, ele- ne potevano trarre.
menti derivati dalle Sacre Scritture e dati Questo fu l’atteggiamento mantenuto nei
tratti dall’esperienza diretta o da convin- confronti del regno animale anche da tutta
zioni popolari. la produzione enciclopedica fino al XII se-
La fonte era principalmente Aristotele, colo, che trova nelle Etymologiae di Isido-
giunto al Medioevo latino dapprima trami- ro di Siviglia (VII sec.), nel De rerum natu-
te la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, ra di Beda (VIII) e nel De universo di Raba-
poi, tra il XII e XIII secolo, recuperato, an- no Mauro i suoi esempi più significativi,
che nella sua impostazione scientifica, at- che a loro volta pure entrano a far parte
traverso le traduzioni e i commenti arabi. delle fonti di molti bestiari.
A questo approccio si sovrapponeva la
visione e la cultura cristiana che, fondata Il Physiologus
sull’esegesi della Scrittura e sul commento Il capostipite dei bestiari è il Physiologus,
delle auctoritates, come abbiamo già detto, scritto forse nel II o nel III secolo d.C. in
valutava il fatto naturalistico non in sé, au- lingua greca da un anonimo autore in am-
tonomamente, ma in relazione a una realtà biente di cultura giudeo-cristiana e tradot-

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Sopra Fig. 8 to e rimaneggiato in moltissime lingue, pri- no la sua voce: dalla sua voce esce ogni
Leone stiloforo, 1085 circa. ma fra tutte in latino (il cosiddetto Fisiolo- profumo d’aromi, e le fiere seguono il
Bari, Cattedrale go latino) nel IV secolo. Il titolo non signi- profumo della voce della pantera e le
di Santa Maria.
fica ‘studioso della natura’ ma piuttosto giungono appresso.
Sopra a destra Fig. 9 ‘esegeta cristiano della natura’, in quanto il Così anche nostro Signore Gesù Cristo il
Lettorino dell’ambone termine fisiologia aveva in quell’area cultu- terzo giorno è risuscitato dai morti ed ha
di Acceptus in forma rale il significato di intelligenza spirituale gridato: ‘Oggi è arrivata la salvezza per il
di aquila, 1041. Monte
Sant’Angelo, Santuario di delle Scritture. mondo, per quello visibile e per quello
San Michele Arcangelo, Il libro è un piccolo trattato composto di invisibile’ [Luca, 19.9], ed è divenuto per
Museo Lapidario. quarantotto capitoletti, ciascuno dedicato noi profumo, e ‘pace per gli uomini vici-
ad un animale; ogni animale viene illustra- ni e lontani’ [Is., 57.19; Ef., 2.17], come
to attraverso una struttura ricorrente: prima ha detto l’Apostolo. Variopinta è la Sa-
viene fornita una descrizione dei suoi com- pienza spirituale di Dio, come è detto
portamenti e abitudini, unendo spesso ai anche nel Salmo: ‘Sta la regina alla tua
dati naturali notizie leggendarie e fantasti- destra, avvolta in una veste ricamata d’o-
che; queste informazioni forniscono le pre- ro, variopinta’ [Salmi, 44.10]. Variopinto
messe per la conclusiva interpretazione al- è Cristo, il quale è verginità, moderazio-
legorico-morale confortata dalle citazioni ne, misericordia, fede, virtù, concordia,
scritturali. pace, pazienza; inoltre è nemico del dra-
Consideriamo un esempio che, per la sua go ribelle che sta nell’acqua.
brevità, ci permette di cogliere agevolmen- La Scrittura, dunque, non ha detto nulla
te questa ricorrente struttura compositiva. senza una precisa ragione intorno agli
uccelli e alle fiere.
[La pantera] Bene, dunque, il Fisiologo ha detto della
“Il profeta ha detto nella sua profezia: pantera.”
‘Sono divenuto come una pantera per
Efraim’ [Os., 5.14]. Fondamentale è l’opposizione costante
Il Fisiologo ha detto della pantera che ha tra il bene e il male, tra Cristo e il diavo-
questa natura: è molto amica di tutti gli lo, che si manifesta nella natura degli ani-
animali, nemica solo del drago; è vario- mali: per cui il pellicano, la fenice, l’uni-
pinta come la tunica di Giuseppe, e gra- corno, il leone, l’aquila e la pantera ven-
ziosa, e assai docile e mite. Dopo che ha gono interpretati come figura, decifrati co-
mangiato e si è saziata, si addormenta me simboli di Cristo, mentre la iena, la
nella propria tana, e il terzo giorno si de- scimmia, la volpe, il lupo, la balena, l’o-
sta dal sonno, e ruggisce chiamando a nagro sono immagini del demonio; l’ele-
gran voce, e le fiere lontane e vicine odo- fante è simbolo di castità e di temperanza,

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Sopra Fig. 10 è saggio e casto, è nemico del serpente, verso occidente, il drago fugge ad orien-
Elefante, 1085 circa. cioè del male; dell’aquila si dice che, or- te, quando invece è proiettata verso
Bari, Cattedrale mai vecchia, vola diretta verso il Sole così oriente, esso fugge ad occidente. Ma se
di Santa Maria.
Particolare della cornice da bruciare le piume logore per gli anni e la colomba si smarrisce nelle tenebre
della finestra absidale. la caligine degli occhi, indicando in tal lontano dall’albero, il drago la trova e la
modo come l’uomo debba fissare il suo uccide.
Sopra a destra Fig. 11
sguardo in Dio per potersi rigenerare spiri- L’albero è un’immagine del Padre di tutte
Serpente, XI-XII secolo.
Mosaico. San Demetrio tualmente; invece nell’aspide che chiude le cose, come ha detto Gabriele a Maria:
Corone, Cosenza. l’orecchio con la coda si legge il peccato- ‘Lo Spirito Santo verrà sopra di te, e la
Particolare del pavimento. re che si nega alla parola del Signore. potenza dell’Altissimo ti coprirà con la
L’immagine complessiva della natura che sua ombra’ [Luca, 1.35]. ‘La Sapienza è
sta alla base di questo testo e della menta- un albero di vita per tutti coloro che ri-
lità e iconografia di tema zoologico è quel- mangono accanto ad essa’ [Prov., 3.18],
la di un’arena della lotta tra il bene e il ma- ‘che darà frutto nella sua stagione’ [Sal-
le, il luogo di un conflitto tra forze positive mi, 1.3], e ‘noi ci rifugeremo all’ombra
e forze negative, di opposizione, di com- delle Tue ali’ [Salmi, 56.2]. E l’ombra di
penetrazione e di fusione. Si pensi, ad san Pietro ha allontanato la morte perni-
esempio, al capitolo dedicato all’albero ciosa dagli uomini. Se dunque anche noi
peridéxion in cui l’albero della vita, identi- rimaniamo accanto alla Sapienza e man-
ficato con la croce del Salvatore e sotto i giamo i frutti dello Spirito, che sono leti-
cui rami vivono le colombe, figure dello zia, pace, moderazione, pazienza, non
Spirito Santo, è posto in opposizione con i ci si avvicina il demonio malvagio; ma
draghi, simbolo del male e del demonio. se, invece, ci smarriamo nelle opere del-
le tenebre, che sono lussuria, adulterio,
[L’albero della vita, idolatria, passioni, cattivi desideri e cupi-
o albero peridéxion] digia, il demonio, sorprendendoci lonta-
“In India esiste un albero chiamato pe- ni dall’albero della vita, ci cattura senza
ridéxion: il suo frutto è dolcissimo e soa- difficoltà. Perciò anche l’Apostolo, sa-
vissimo. Le colombe vi si dilettano e si pendo che l’albero della croce distrugge
nutrono del frutto di quest’albero (in esso la potenza del demonio, gridava: ‘Che
infatti nidificano), ma c’è il drago che in- mai io mi glorifichi se non nella croce
sidia la colomba. Il drago teme, tuttavia, del Signore, mediante la quale il mondo
quest’albero e la sua ombra, in cui dimo- è crocifisso per me, e io per il mondo’
rano le colombe, e non può avvicinarsi [Gal., 6.14].
alla colomba né all’ombra dell’albero. Bene dunque il Fisiologo ha detto dell’al-
Quando l’ombra dell’albero è proiettata bero peridéxion.”

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Sopra Fig. 12 Particolare interesse suscitano le descri- deciso, incostante in tutti i suoi disegni.
Drago (simbolo della morte) zioni di animali fantastici (il drago, il cen- Ci sono alcuni che si radunano in Chiesa
che divora una figura tauro, la fenice, l’unicorno, la sirena, l’idra, e hanno le apparenze della pietà, ma rin-
umana, seconda metà
del XII secolo. le sfingi, i cinocefali, il leone-formica) che negano ciò che ne è la forza, e in Chiesa
Chauvigny (Vienne), vengono condotte con gli stessi criteri se- sono come uomini, quando invece se ne
ex collegiata di San Pietro. guiti per gli animali reali, segno che per il allontanano, si mutano in bestie. Costoro
Sopra a destra Fig. 13 Fisiologo tutti gli esseri rientravano nel sono simili alle sirene e agli ippocentauri:
Ippocentauro, XIII secolo. grande testo della natura e concorrevano infatti ‘con le loro parole dolci e sedu-
Fornovo di Taro (Parma), alla glorificazione del Creatore. centi’, come le sirene, ‘ingannano i cuori
Chiesa parrocchiale Alcuni di questi animali sono portatori di dei semplici’ [Rom., 16.18]. Perché ‘le
dell’Assunta.
Particolare di un messaggi positivi come, ad esempio, la feni- cattive conversazioni corrompono i buo-
capitello esterno. ce che è immagine del Cristo e della risur- ni costumi’ [1 Cor., 15.33].
rezione, la maggior parte sono invece Bene dunque il Fisiologo ha detto delle
espressioni di forze oscure e negative come, sirene e degli ippocentauri.”
ad esempio, le sirene e gli ippocentauri:
[Le sirene e gli ippocentauri:] Le ragioni alla base
“Ha detto il profeta Isaia: ‘Gli spettri e le
di questa fantasia visionaria
sirene e i ricci danzeranno in Babilonia’ Le ragioni profonde di questo interesse
[IS., 13.21]. per il prodigioso, della frequente ricorren-
Il Fisiologo ha detto delle sirene e degli za di animali mostruosi e di creazioni del-
ippocentauri: ci sono nel mare degli ani- la fantasia più visionaria, che influiranno
mali detti sirene, che simili a muse canta- fortemente nelle figurazioni scolpite nelle
no armoniosamente con le loro voci, e i chiese romaniche e gotiche a partire dal-
naviganti che passano di là quando odo- l’XI secolo, sono ancora oggetto di discus-
no il loro canto si gettano nel mare e pe- sione da parte degli storici: c’è chi parla di
riscono. Per metà del loro corpo, fino al- frutto dell’esuberanza dell’immaginazione
l’ombelico, hanno forma umana, per la a fini estetici, chi di “fantasie segrete di
restante metà, d’oca. Allo stesso modo, sovversione”, cioè “di forma di protesta
anche gli ippocentauri per metà hanno contro l’uomo immagine di Dio” (Le Goff),
forma umana, e per metà, dal petto in chi di prodotti di un’epoca sprovvista di
giù, di cavallo. Così anche ogni uomo in- scienza.

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Sopra Fig. 14 Alla radice di questo fenomeno figurativo gli occhi dei monaci intenti alla lettura,
Sirena, formella dello vi sono molteplici ragioni. Alcune motiva- che significato ha quella ridicola mostruo-
Zooforo esterno del zioni sono di carattere generale e riguarda- sità, quella strana deforme formosità e for-
Battistero del
Duomo di Parma. no i meccanismi conoscitivi degli autori dei mosa difformità? Quelle laide scimmie?
bestiari: “la descrizione delle nature anima- Quei feroci leoni? Quei mostruosi centau-
Sopra a destra Fig. 15 li si integra con certe prospettive escatolo- ri? Quegli esseri semiumani? […]. È dato
Idra dalle sette teste, da giche, in cui, come dice Sant’Agostino, qui vedere parecchi corpi sotto una sola
Beatus de Liebana,
Commento dell’Apocalisse. quel che importa è il significato di un fatto, testa e, al contrario, molte teste sopra un
Soria (Spagna), Cattedrale. e non la sua autenticità. La veridicità delle solo corpo. Si vede qui un quadrupede
nature descritte non è, quindi, necessaria: è con coda di serpente, là un pesce con te-
possibile inventarle o evocare delle nature sta di quadrupede: qui un animale che
mitiche nella misura in cui ci consentono di sembra un cavallo visto da davanti e mez-
comprendere delle verità di tutt’altra porta- zo capro visto da di dietro, là una bestia
ta, che, in loro stesse, non sono suscettibili con le corna e il dorso di cavallo. Infine,
di contestazioni” (G. Celli). da tutti i lati si scorge una così ricca e sor-
Più specificatamente, per le rappresenta- prendente varietà di forme che è più grato
zioni artistiche vi sono altre ragioni di tipo leggere i marmi che i manoscritti e passa-
didascalico: “Ciò che la scrittura rappre- re tutto il giorno ad ammirare queste cose,
senta per i dotti, le immagini lo sono per una per una, anziché meditare sulla legge
gli ignoranti, che vedono attraverso di esse divina” (Apologia ad Willelmum).
quello che devono ricevere” scriveva Gre- Questa zoologia surrealistica ha peraltro
gorio Magno nel 600, evidenziando come origini antichissime e fonti diverse, radici
le immagini rappresentassero in maniera precedenti al Cristianesimo e alla sua sim-
fortemente emotiva e icastica le paure, i bologia che affondano nella cultura medi-
tormenti, l’orribile, il mostruoso del pec- terranea e nella tradizione orientale, in
cato, il terrificante del diavolo oppure la il- virtù della quale essa può superare il mo-
limitata potenza divina. Voce critica fu mento allegorico: nel Liber monstruorum,
Bernardo di Chiaravalle, che vedeva nel un’opera dell’VIII secolo che ebbe una lar-
proliferare di queste figure nei programmi ghissima diffusione nel Medioevo, ad
decorativi delle chiese un elemento di di- esempio, gli animali portentosi e fantastici
strazione del fedele piuttosto che uno sti- sono descritti privi di un’interpretazione
molo alla meditazione: “Nei chiostri, sotto spirituale o morale.

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Fig. 16
Capitelli del portale
centrale, serie di sinistra,
della Basilica
di San Michele a Pavia.

C. I BESTIARI TARDO-MEDIEVALI E I BESTIARI D’AMORE

Le immagini di animali che decorano le non coerente nell’interpretazione degli ani-


chiese romaniche e gotiche, le immagini mali, delineato da simili testi bisogna ricor-
dei mosaici o delle sculture hanno come rere nella lettura dei ricchi programmi ico-
fonte principale, dunque, oltre le enciclo- nografici delle chiese romaniche e gotiche,
pedie e i trattati naturalistici (si ricordino al- per cercare di ricostruire l’universo concet-
meno il XII libro delle Etimologie di Isidoro, tuale e immaginario del fedele che, pur nel-
il De Universo di Rabano Mauro, del IX la diversità delle forme e dei tratti che la sin-
sec., o il De animalibus di Alberto Magno) gola specie animale poteva assumere, ne ri-
anche i repertori zoologici che, sull’esem- conosceva con sicurezza i significati morali
pio del Fisiologo latino, furono compilati e mistici. In particolar modo la chiesa roma-
nel Medioevo e che diedero vita ad un ve- nica, pensiamo ad esempio a San Michele a
ro e proprio genere letterario-scientifico: il Pavia, al Duomo di Modena o a Vézelay, si
bestiario. Rispetto al modello antico i be- presentava come un immenso testo da os-
stiari tardo-medievali presentano una mag- servare in ogni suo particolare decorativo e
giore complessità, derivata da una lettura costruttivo: il fedele che vi si addentrava ve-
allegorica arricchita da altre chiavi interpre- niva colpito dalla selva di immagini, narra-
tative, fornite da altre tradizioni popolari o, zioni, animali, alcuni familiari altri terrifi-
ad esempio, da certe affinità fisiche di di- canti o curiosi, impressi sui capitelli, nei
versi animali, da rapporti numerici o cro- portali o sugli architravi; ma veniva anche
matici, da elementi di tipo etimologico o semplicemente affascinato dalla fantasia
paretimologico: ad esempio il “castoro” si delle forme e dalla non convenzionalità del-
chiama così perché si castra, ecc. Tra questi le figure, dalla “mira deformis formositas ac
bestiari i più famosi e diffusi sono quello di formosa deformitas”, ‘bellezza così deforme
Ugo di San Vittore (1096 ca.-1141) dal tito- e bella deformità’, che non sempre i bestia-
lo De bestiis et aliis rebus, esempio di una ri ci aiutano a spiegare poiché prodotto ori-
lettura fortemente simbolica di tutti gli ani- ginale della fantasia artistica costruito con
mali del creato pensata per una rapida con- “soluzioni ad hoc che non si lasciano ordi-
sultazione, una sorta di prontuario con fun- nare dal punto di vista morfologico e delle
zione didattica per la lettura mistica delle fonti testuali” (B. Brenk).
immagini, o quello che Ugo di Fouilloy
scrisse nel 1150, Aviarum; ma fu soprattut-
Il Bestiaire d’amour
to in area francese che il bestiario si diffuse
nel XII secolo attraverso varie rielaborazio- Un interessante mutamento del genere av-
ni volgari del Fisiologo latino: quelle in ver- viene nel XIII secolo, quando la cultura cor-
si del poeta anglonormanno Philippe de tese si impossessa dei bestiari e li rilegge se-
Thaon o del normanno Guillaume le Clerc, condo la propria ideologia. Utilizzando gran
il Bestiaire divin, o il Bestiaire in prosa di parte della materia zoologica presente nel
Pierre de Beauvais. già citato Bestiaire di Pierre de Beauvais, Ri-
Al complesso sistema di simboli, spesso chard de Fournival scrive nel 1250 il più im-

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Sopra Fig. 17 e 18 portante ed originale fra i bestiari medievali Giacché esse si dissimulano completa-
Esseri fantastici, 1220 circa. francesi, il Bestiaire d’amour, un trattato alle- mente quando dovrebbero mettersi allo
Kastellaz, Chiesa di San gorico in forma di epistola amorosa che rein- scoperto, mentre si divertono a cercare
Giacomo, particolari
dello zoccolo dell’abside. terpreta in una narrazione continua la sim- uno qualunque del quale si fidino e con
bologia spirituale animale in chiave cortese il quale civettare. Io dico che questo è
Sopra a destra Fig. 19 ed amorosa rintracciando, non senza ironia, spezzare il becco alla rovescia. E tali don-
La dama con l’unicorno, analogie e similitudini tra il comportamento ne assomigliano anche al coccodrillo.”
fine XV secolo.
Miniatura francese. degli animali e quello degli innamorati, mi-
schiando così sacro e profano. Oppure al liocorno, che nel Fisiologo gre-
Ad esempio, l’aquila, che abbiamo visto co e latino era allegoria di Cristo, qui l’auto-
essere allegoria dell’uomo cristiano colto re assegna, invece, un significato erotico,
nell’ansia di rigenerazione spirituale, nel che avrà una grande fortuna iconografica.
Bestiario d’amore diviene simbolo dell’or-
goglio, sentimento che è uno dei principa- [Il liocorno]
li ostacoli all’amore cortese. “E fui catturato anche per mezzo dell’odo-
rato, come l’unicorno che si addormenta
[L’aquila] al dolce profumo della verginità di una da-
“[...] Ma mi sembra che anche voi siate migella. Questa è la sua natura: non esiste
provvista in misura eccessiva di quell’or- alcun animale così pericoloso da cattura-
goglio che non può stare insieme ad amo- re, e in mezzo alla fronte ha un corno al
re: dovreste spezzarlo oppure non guste- quale nessuna armatura può resistere, tan-
reste la gioia dell’amore. Come fa l’aquila to che nessuno ha il coraggio di attaccarlo
che quando il suo becco è diventato trop- e di avvicinarglisi tranne una fanciulla ver-
po lungo, tanto da impedirle di mangiare, gine. Perché quando ne riconosce una al
lo spezza e lo affila nuovamente sulla pie- fiuto, si inginocchia davanti a lei e si in-
tra più dura che riesce a trovare. china con umiltà e dolcezza come volesse
Il becco dell’aquila simboleggia l’orgo- mettersi al suo servizio. Sicché i cacciatori
glio che è contrario ad amore. Infatti si avveduti che conoscono la sua natura met-
spezza il becco quando ci si umilia tanto tono una vergine sul suo passaggio, e l’u-
da aprire le porte della fortezza che si tro- nicorno si addormenta nel suo grembo; al-
va davanti alla lingua, affinché questa lora, quando è addormentato, giungono i
possa riconoscere e concedere. Ma esi- cacciatori che non avevano il coraggio di
stono donne che le aprono alla rovescia. attaccarlo da sveglio e lo uccidono.”

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Figg. 20 e 21 Quindi l’operazione di Richard de Fourni- corpo quello che difficilmente avrebbero
Aviarium di Ugo di Fouilloy, val è il prodotto dell’incrocio di più culture: potuto cogliere con l’occhio della mente; e
Bestiario secondo Plinio, da una parte il simbolismo che ha le sue ra- in ambito invece aristocratico cortese, Ri-
due fogli con esseri
fantastici, 1280 circa. dici nella concezione filosofico-religiosa del chard de Fournival, nel rivolgersi alla donna
Paul Getty Museum, mondo proveniente dal Fisiologo e, dall’al- dedicataria del trattato, sostiene la necessità
Manoscritto XV4, folio 117 tra, l’erotismo cortese. funzionale delle pittura in rapporto con la
recto e verso.
È indubbio che il Bestiario d’amore e i scrittura per intensificare nella memoria del-
suoi numerosi imitatori ebbero una grandis- l’amata il ricordo dell’amante: “Vi mando in
sima diffusione in tutta Europa presso un questo scritto sia immagini che parole, af-
pubblico che era quello delle corti, dei no- finchè, quando non sarò presente, questo
bili e degli ambienti più raffinati, permeati scritto con le sue immagini e con le sue pa-
dalla cultura della poesia cortese e dei ro- role mi renda quasi presente alla vostra me-
manzi dei cicli bretoni. Vivendo il fatto let- moria” e più sotto “la memoria ha due por-
terario all’interno di un codice di raffinata te, la vista e l’udito, e ciascuna agisce su
fruizione, anche la veste editoriale risultava una strada che conduce comunque ad uno
importante, fino ad essere complementare stesso fine, la pittura e la parola”.
al testo. Il bestiario è, infatti, sempre ricca- Il successo del libro di Fournival influenzò
mente decorato con immagini che, fino al anche la cultura italiana, che ebbe i suoi be-
XII secolo, provengono prevalentemente stiari moderni, quali il Diretano Bando, ver-
dalla memoria culturale del miniaturista, da sione toscana del Bestiario d’amore (secon-
ciò che ha già visto nelle chiese o nei mo- da metà del XIII sec.), o i più interessanti be-
saici, piuttosto che dall’osservazione diretta stiari moralizzati, come il Bestiario Toscano
della natura. I libri illustrati del Medioevo si (XIII sec.) e la coeva parallela versione vene-
presentano, dunque, come un enorme re- ta, il cosiddetto Bestiario tosco-veneto. L’a-
pertorio di immagini animali che svolgono spetto peculiare di questi due ultimi testi è
una funzione non solo di accompagnamen- che, derivati dal bestiario di Fournival, estra-
to decorativo del testo, ma anche di suppor- polano dal continuum narrativo del modello
to alla memorizzazione dei contenuti e di francese le singole nature degli animali rein-
aiuto alla decodifica corretta del testo. Ugo terpretandole in senso religioso come nei be-
di Fouilloy, nel prologo del Aviarium, affer- stiari tradizionali: il punto di arrivo sarà quel-
ma che, poiché si poneva come fine ultimo lo che è stato chiamato il Bestiario moraliz-
quello di edificare lo spirito dei semplici, ha zato di Gubbio (tardo XIII sec.), una raccolta
voluto aggiungere delle illustrazioni al testo di sessantaquattro sonetti ciascuno dei quali
affinché i suoi confratelli laici semiletterati presenta l’illustrazione del significato allego-
potessero comprendere con l’occhio del rico-morale di un animale.

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D. BESTIARI DEL NOVECENTO

Dall’alto a sinistra Il bestiario è un genere letterario che ha con un nuovo codice simbolico, talvolta li-
Raoul Dufy, disegni per le cessato da secoli la sua ragione d’essere, mitato alla soggettività del loro autore co-
liriche de Le Bestiaire superato dalla moderna biologia animale
di Guillaume Apollinaire. me ne Le Bestiaire ou Cortège d’Orfée di
nei suoi vari campi di indagine, ma, soprat- Guillaume Apollinaire, scritto nel 1911 e
Fig. 22 tutto, da una diversa concezione del rap- illustrato da Rauol Dufy.
Il Polipo. porto dell’uomo con la natura. Quello che Il progetto di un bestiario moderno illu-
ci divide dalla sensibilità degli autori e let- strato venne ad Apollinaire qualche anno
Fig. 23
tori dei bestiari medievali è la nostra inca- prima, frequentando l’atelier di Picasso
Il Gambero.
pacità di trovare nella presenza degli ani- nel periodo in cui il pittore stava lavoran-
Fig. 24 mali, nelle loro oscure ragioni un significa- do ad una serie di figure animalesche su
La Medusa. to profondo che riguardi le ragioni ultime legno.
dell’esistenza, il non riuscire, come invece Il testo, evidentemente ispirato ai be-
Fig. 25
facevano un tempo, a cogliervi il codice ci- stiari medievali, è una raccolta di trenta
Il Carpione.
frato della vita e di Dio. La natura ha cessa- poesie epigrammatiche dedicate ognuna
Fig. 26 to di essere uno spazio sacro, il mondo co- ad un essere zoomorfo: animali estrapola-
Il Delfino me libro scritto da Dio è diventato muto o ti dalla tradizione medievale (il serpente,
parla un linguaggio incomprensibile. La il leone, l’elefante, il delfino, il pavone e
Fig. 27
Le Sirene.
grande frequenza di animali nell’arte e nel- il gufo) o riferiti ad una dimensione più
la letteratura del ‘900 rivela l’attenzione de- quotidiana e casalinga (il topolino, la mo-
gli autori per queste presenze quotidiane sca, il bruco, il gufo impagliato), oppure
che non sono più portatrici di un significa- esseri prodigiosi come le sirene. In una
to simbolico da dover decodificare, oppure forma che rimanda alla sapienzialità dei
sono figure che forse nascondono un mes- modelli antichi, Orfeo-Apollinaire guida
saggio ma difficilmente comprensibile e re- con la sua lira dietro di sé un corteggio di
cuperabile dall’uomo. animali ognuno dei quali, pur carico dei
simboli cristiani e pagani della tradizione,
Le Bestiaire di Guillaume Apollinaire si riduce ad emblema, figura più modesta
Privati di una significazione spirituale o dell’esperienza biografica e poetica del-
filosofica gli animali compaiono nel ‘900 l’autore.

12 I BESTIARI MEDIEVALI © ISTITUTO ITALIANO EDIZIONI ATLAS


Dall’alto a sinistra La Pulce che sono state date di un particolare mostro.
Raoul Dufy, disegni per le Pulci, amici, anche le amanti, Qui siamo di fronte alla riduzione a puro
liriche de Le Bestiaire come sono crudeli quelli che ci amano! gioco letterario del bestiario: a differenza di
di Guillaume Apollinaire.
Tutto il nostro sangue scorre per essi. quelli medievali, che comunque fornivano
Fig. 28 Che sventura essere tanto amati. una mappa dell’esistente, in Borges si affer-
La Tartaruga.
Il bruco ma la natura cartacea, illusoria del testo, il
Il lavoro conduce alla ricchezza.
suo fondarsi anche con oggettività scientifi-
Fig. 29
Poveri poeti lavoriamo!
ca sul nulla, sull’inesistente e rivendicando
Il Sorcio.
A forza di fatica il bruco
per il testo il suo esclusivo fine di “inutile”
Fig. 30
diventa la ricca farfallla
divertimento della mente.
Il Bue.
Il gatto I bestiari fantasy
Fig. 31 Vorrei avere nella mia casa:
La Pulce. Diverso e complesso fenomeno è quello
un donna ragionevole invece dei bestiari fantasy che, sia su carta
Fig. 32 Un gatto che sfiori i libri sia in Internet, sono oggi molto diffusi e po-
Il Bruco. Amici in ogni stagione polari nel mondo. Questi bestiari sono uno
Senza i quali non posso vivere strumento utile per affrontare giochi di ruolo
Fig. 33
Il Gatto. quali Dungeons & Dragons o Warhammer,
Il manuale di zoologia fantastica di ambientati in un improbabile Medioevo in
Jorge Luis Borges cui le paure, le ansie e le aspirazioni della
Altro modo moderno di concepire il be- società di massa si riflettono e prendono for-
stiario nel ‘900 è rappresentato dal Manua- ma in duelli contro forze del male, contro
le di zoologia fantastica di Jorge Luis Borges dragoni o mostri dalle più varie sembianze e
del 1957. In esso l’autore ha raccolto le nu- capacità, ecc. Questi bestiari sono concepiti
merose descrizioni di animali prodotti dal- sostanzialmente come quelli medievali, anzi
l’immaginazione degli scrittori, oppure pro- si potrebbe ritrovarvi anche a livello di strut-
venienti da fonti storiche e religiose moder- tura parecchie somiglianze; infatti, in questi
ne e antiche, dall’anfesibena agli animali repertori che sono i regolamenti del gioco,
sferici dal mirmicoleone allo squonk o al- degli animali di origine fantastica medievale
l’ottuplo serpente fino ai più “comuni” dra- (draghi di varia forma e carattere, ippogrifi,
ghi, manticore, sfingi, ecc. e cercando tal- liocorni) si forniscono la descrizione fisica, il
volta di fare luce con scrupolo di filologo o carattere, gli obiettivi, il modo di comportar-
scienziato naturalista sulle varie versioni si e la natura morale.

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Dall’alto a sinistra
Battistero
del Duomo di Parma,
formelle dello
Zooforo esterno.

Fig. 34
Cavallo marino.

Fig. 35
Capra.

Fig. 36
Manticora
(animale leggendario
dell’India, con
volto umano e coda di
scorpione).

Fig. 37
Centauro che scocca
una freccia.

LO ZOOFORO DEL DUOMO DI PARMA


La chiesa eretta nell’XI secolo è espressione di quell’originale versione del Romanico che
si realizzò nel lombardo-emiliano tra la fine del XI e gli inizi del XII secolo. La facciata
a capanna è decorata da tre ordini di eleganti loggette sorrette da colonnine: l’ordine su-
periore è parallelo agli spioventi del tetto ed è coronato da una fila di archetti intrec-
ciati, le altre loggette sono poste orizzontalmente a metà circa della facciata.
Gli archi delle loggette che ingentiliscono le absidi e la cupola presentano decorazioni
scultoree con animali e mostri e motivi con tralci vegetali stilizzati e racemi. Il portale
centrale, di gusto gotico, oltre ai due leoni presenta nel sottarco una serie di rilievi con
la raffigurazione dei mesi, ad iniziare da marzo.
Assai complessa è anche la decorazione nell’attiguo Battistero, opera principalmente di
Benedetto Antelami (1178-1216).
L’edificio, a pianta ottagonale e rivestito di marmo rosso di Verona, ha tre grandi porta-
li, è traforato da quattro ordini di esili logge aperte e concluso da una fascia di archi cie-
chi che anticipano una terrazza con balaustra e pinnacoli. Al rigore dei volumi esterni
fa da contrasto la slanciata cupola ogivale interna, che accentua il proprio carattere
ascensionale mediante sedici costoloni che, sezionando spazi irregolari, convergono nel-
la chiave di volta ad anello; l’elemento fa di questo originale edificio un capolavoro del-
l’arte protogotica.
Importante, come si è detto, è la decorazione scultorea che arricchisce le strutture ar-
chitettoniche e che copre: gli stipiti, gli architravi e le lunette dell’esterno dei tre porta-
li; tutti e sedici i semicatini delle nicchie nell’interno; la prima galleria sempre all’inter-
no, con la serie dei Mesi delle Stagioni; le nicchie rettangolari dell’esterno con statue di
arcangeli, di profeti, di Salomone con la Regina di Saba e con un fregio.
La presenza di figure zoomorfe si rileva in molti di questi programmi, compresi quelli

14 I BESTIARI MEDIEVALI © ISTITUTO ITALIANO EDIZIONI ATLAS


Dall’alto a sinistra
Battistero
del Duomo di Parma,
formelle dello
Zooforo esterno.

Fig. 38
Gatto marino.

Fig. 39
Idra dalle sette teste.

Fig. 40
Grifo.

Fig. 41
Leongrifo.

Fig. 42
Bue accosciato.

Fig. 43
Folaga sull’acqua.

di derivazione biblica, come nel caso della leggenda di Barlaam e Josaphat: un uomo o
un ragazzo è su un albero per fuggire ad un unicorno o ad un drago, lì si ciba di mie-
le incurante del fatto che due topi stanno rosicchiando le radici della pianta e che un
drago, tra i simboli del sole e della luna, gli sta rivolgendo il suo pericoloso soffio.
Il realismo e la vivacità naturalistica di sapore francese dell’opera di Antelami e delle
sue botteghe rivelano già un atteggiamento mutato nell’osservazione della realtà, ma
sottolineano anche la componente di originale inventiva dello scultore rispetto ai mo-
delli iconografici preesistenti e rispetto ai testi di riferimento.

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Fig. 44
Chiesa abbaziale della
Madeleine, 1096,
ricostruita dopo il 1120.
Vézelay (Borgogna).
Particolare dei capitelli
della navata
laterale destra.

L’APPARATO ICONOGRAFICO DELLA CHIESA DELLA MADELEINE A VÉZELAY


Abbazia benedettina situata nella Francia centrorientale e fondata nel IX secolo fu, do-
po varie distruzioni, ricostruita nel XI secolo, divenendo un importante centro di pelle-
grinaggi sia per le reliquie di Maria Maddalena sia in qualità di punto di partenza dal
Nord-Est francese per Santiago de Compostela.
Della originaria abbazia resta la Chiesa della Sainte-Madeleine la cui navata (prima metà
del XII sec.) è un capolavoro dell’arte romanica francese, mentre il coro (seconda metà del
XII sec.) è uno dei più antichi monumenti dell’architettura gotica.
Importante è la decorazione plastica, che è particolarmente ricca e che esprime varie
età dell’arte romanica; essa trova nelle decorazioni scultoree del portale della facciata,
rappresentanti il tema della Discesa dello Spirito Santo, il punto più alto di elaborazio-
ne artistica.
I capitelli fittamente decorati presentano scene derivate, senza una cronologia della narra-
zione né un ordine sistematico dei temi, dall’Antico e Nuovo Testamento e da diverse leg-
gende di santi; prevalgono le raffigurazioni con personaggi demoniaci o lotte con animali
mostruosi, inseriti spesso anche quando il testo originario non prevede demoni.

16 I BESTIARI MEDIEVALI © ISTITUTO ITALIANO EDIZIONI ATLAS


Dall’alto a sinistra
Chiesa abbaziale
della Madeleine,
1096, ricostruita
dopo il 1120.
Vézelay (Borgogna).

Figg. 45 e 46
Particolari di
capitelli della navata
laterale destra.

Fig. 47
Figura demoniaca.
Particolare del
capitello sulla
Tentazione di
Sant’Antonio e
San Benedetto.

Fig. 48
La cavalletta,
simbolo dei pagani
convertiti.
Particolare di
un capitello.

Fig. 49
Il cinocefalo e la sua
gola senza voce.
Particolare del
timpano del portone
centrale.

Fig. 50
Il demonio.
Particolare
di un capitello.

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