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i fiori

dei pigri

Guida
al riconoscimento
dei fiori spontanei
della Provincia di Rimini
Autori
Stefano Cerni
Adriano Mattoni
Con la partecipazione dell’Associazione
“I Radecc”

Progetto realizzato con la collaborazione


del Servizio Ambiente della Provincia di
Rimini

Fotografie
Pagine introduttive
Stefano Cerni
Schede tecniche e muscari in copertina
Adriano Mattoni
Altre
Massimo Fucci
(pag. 2 - pag. 18)

Progetto grafico
Handydandy
Rimini

Stampa
Lithos arti grafiche
Villa Verucchio

Rivolgiamo un pensiero affettuoso ed un doveroso


ringraziamento all’amico Alberto Carati, già presi-
dente dell’Associazione Culturale “I Radecc”, la cui
prematura scomparsa gli ha impedito di vedere la
presente opera oggi completata.
I suoi preziosi consigli, contributi di vera passione,
si sono rivelati fondamentali nelle fasi d’avvio della
pubblicazione.
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I fiori dei pigri
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3

Una ricchezza floreale

Damigella s.
inaspettata

Premessa
I fiori dei pigri sono i fiori che si posso- Ringrazio quindi chi ha lavorato alla re-
no apprezzare per la loro bellezza sen- alizzazione di questo volume ed in par-
za sforzarsi troppo, gettando solo uno ticolare a chi diede l’input iniziale e cioè
sguardo sui luoghi marginali come i cigli Alberto Carati e Stefano Cerni con i quali
della strada, dove si trova una ricchezza chiacchierando alcuni anni fa di natura e
floreale inaspettata che fa parte del pae- biodiversità, della straordinaria vitalità dei
saggio urbano. cigli delle strade e di quanto sarebbe sta-
L’assessorato all’ambiente della Provin- to interessante fissare e raccogliere delle
cia di Rimini, nella convinzione che an- immagini di quei luoghi frequentati ogni
che le aree marginali vadano valorizzate, giorno da moltissimi passanti, abbiamo
ha voluto contribuire alla realizzazione di condiviso un sogno che oggi si realizza.
questo volume dedicato ai fiori che sor- Anche per questo vorrei dedicare questo
gono spontaneamente ai bordi di quelle lavoro al compianto dott. Alberto Carati,
strade che quotidianamente percorriamo socio fondatore e presidente dell’Asso-
in auto, in bici o a piedi, la cui ricchezza ciazione “I radecc” che tanta passione e
passa inosservata ai più perché nella fret- dedizione ha dato per la conoscenza della
ta di raggiungere le nostre mete, l’occhio natura e soprattutto per la valorizzazione
scorre senza fissarle, le immagini del pa- della vegetazione spontanea.
esaggio circostante. Buona lettura.
Ritenendo che la conoscenza e la va-
lorizzazione della flora spontanea erba- Cesare Romani
cea potrebbe costituire la base di un Assessore all’Ambiente
progetto per la valorizzazione estetico- e alle Politiche per lo Sviluppo
paesaggistica e per la riqualificazione Sostenibile Provincia di Rimini
ambientale a basso input energetico di
ambienti antropizzati, è ipotizzabile che
attraverso questa pubblicazione si foca-
lizzi l’attenzione su delle aree marginali
oggi poco considerate.
Soltanto negli ultimi anni, infatti, è cresciu-
to in Italia l’interesse per la flora erbacea
spontanea, ormai rarefatta per le diverse
pressioni antropiche, poiché si è ricono-
sciuto che il suo recupero e valorizzazio-
ne rappresenta probabilmente un’attività
di fondamentale importanza nell’ottica
della conservazione della biodiversità.
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L’incolto come valore


I fiori dei pigri

La strada è indubbiamente uno dei prin- da Gilles Clément e Pierre Donadieu e


cipali attori del paesaggio, a maggior più in generale sui diversi risvolti cultura-
ragione di quello italiano vista la sua lun- li proposti da Emilio Sereni, Marc Augé,
ghissima e articolata storia, e il suo mar- Vito Teti, Eugenio Turri, Massimo Quaini,
gine è un comprimario sempre presente, Duccio Demetrio e Franco La Cecla, solo
anche se poco noto e ancor meno inda- per citare alcuni degli autori che mi hanno
gato. Ma, proseguendo nel parallelo cine- accompagnato sulle strade di carta che
matografico, a ben vedere più che di un conducono a scoprire il senso dei luoghi.
comprimario possiamo senz’altro parlare Incomincio quindi puntualizzando che la
di un caratterista, di un personaggio che, maggior parte dei margini stradali rien-
seppur secondario, ha una spiccata sin- trano a pieno titolo nella categoria delle
golarità, capace di colorare il racconto. aree verdi residuali, frammenti di territo-
Proprio per questo i margini stradali nella rio in cui si rifugia la biodiversità, raccolti
loro ciclica epifania di vegetazioni e fioritu- sotto l’unico termine di “Terzo paesag-
re sono, spesso incosciamente, il sugge- gio”. Prima di procedere in questa breve
stivo sfondo dei nostri viaggi, di quelli lenti descrizione dei valori estetici, ecologici e
fatti a piedi, a cavallo o in bicicletta, ma culturali della vegetazione del margine, è
anche di quelli veloci, degli spostamenti in necessario soffermarsi sul significato di
moto, auto e treno. Luoghi di confine, in- questa recente categoria paesaggistica.
colti, margini, “mo mé u m pis ènca i póst Va quindi chiarito che in territori fortemen-
ch’u n suzéd gnént”, posti dove appa- te antropizzati, come la quasi totalità del-
rentemente non succede niente, seguen- la Provincia di Rimini, da secoli non esi-
do l’invito al viaggio poetico di Raffaello stono più insiemi primari, ossia ambienti
Baldini. Di come i piccoli e grandi incolti da sempre non sfruttati o manomessi
che cingono sentieri, strade e autostra- dall’uomo, ma tutte le aree verdi possono
de, siano parte importante dei paesaggi essere classificate come riserve, parchi
italiani si potrebbe parlare a lungo, così e aree protette, o coltivi di varia natura.
come delle infinite suggestioni persona- Esiste poi un’altra categoria che, magari
li e letterarie, collettive e visive. Ma qui inaspettatamente per i più, cela una quo-
preferisco soffermarmi sull’innovativo si- ta importante di biodiversità, quella dei
gnificato paesaggistico che questi luoghi residui, di tutte quelle aree verdi che deri-
rivestono, in una attualissima lettura eco- vano dall’abbandono di una attività uma-
logica e sociologica insieme. Cercherò na. C’è così il residuo recente di attività
quindi di declinare allo specifico territoria- industriali o artigianali dismesse, quello
le e descrittivo dei fiori dei pigri le attente pluridecennale dell’agricoltura mezzadrile
analisi dei paesaggi contemporanei fatte e spingendosi nell’entroterra montuoso,
quello secolare della pastorizia o della zionale a indurre un mantenimento artifi-
selvicoltura. Ci sono poi i frammenti di ciale del verde. I fiori che crescono invece
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incolto, magari in attesa di edificazione, in libertà lungo i margini stradali, le erbe
alla periferia della città o sarebbe più giu- combattenti, se gestite con riguardo e at-
sto dire in quel grande, nuovo paesaggio tenzione, anche funzionale alle necessità
che viene chiamato “campagna urbana”. stradali, sono la flora più affascinate e al

Presentazione
Semplificando e rimanendo nel riminese, contempo ecologica. Senza dimenticare

Damigella s.
potremmo dire quel territorio ibrido che che in tempi abbastanza brevi gli incolti
sta a monte dell’autostrada. Una zona di erbacei evolvono e, ancora se orientati
incontro e scontro tra interessi economici con attenzione, possono trasformarsi in
di varia natura, tra visioni, a dire il vero meravigliose siepi arbustive punteggia-
non molte, diverse di pianificazione pae- te magari da isolate essenze arboree.
saggistica. Questa campagna urbana è Biancospini e sambuchi, aceri e olmi,
percorsa da strade piccole e grandi che ma anche marugoni e mandorli, sono
tagliano coltivi e zone artigianali, aree re- un semplice accenno floristico ad alcune
sidenziali e commerciali, strisce d’asfalto delle possibili soluzioni spontanee vege-
costeggiate da vegetazione spontanea tazionali che potrebbero ornare non solo
a cui da qualche anno sono andate ad le bellissime strade di campagna, ma an-
aggiungersi nuove isole verdi, le rotato- che le più trafficate arterie urbane. Queste
rie. Proprio le scelte d’arredamento ur- ultime, come d’incanto, ritornerebbero ad
bano fatte su queste ultime diventano essere riconoscibili strade romagnole e
un caso paradigmatico di come spesso non anonime infrastutture circondate da
venga intesa la gestione del verde pub- un verde vivaistico, omologato da nord a
blico. Tralasciando in questa sede le varie sud.
forme d’arte, o sedicenti tali, che hanno “Perché i cittadini del XXI secolo avran-
trovato nelle rotonde nuovi spazi, quello a no bisogno di nature [naturali] da vivere e
cui si assiste quasi sempre è la messa in da vedere”, abitanti di campagne urbane
scena di una natura forzata. Grandi for- attraversate da strade cinte almeno da
zati, schiavi vegetali del sud, sono sia gli margini verdi capaci di emozionare per
ulivi plurisecolari che le palme esotiche, imprevedibilità di colori e suggestioni, per
piccoli forzati, fragili replicanti, petunie, varietà di forme e mescolanze.
tulipani, viole e tante altre specie vivaisti- Verdi bordature, magari ampie e acco-
che capaci di sopravvivere al più qualche glienti per il pedone e il ciclista, in cui far
settimana. tesoro di antiche pratiche contadine, ag-
E’ al contrario indispensabile incomincia- giornate con nuovi saperi fondati su una
re criticamente a riflettere su quanta “na- imprescindibile e improrogabile respon-
tura naturale” sta ai margini delle strade, sabilità ambientale.
osservare come ci invita a fare Cléments
“gli scarti e i residui, il loro funzionamen- Fabio Fiori
to. Osservare i comportamenti che si
svolgono dentro questi spazi, gli esseri
che vi trovano cittadinanza. Nello sguar-
do posato sul Terzo paesaggio, cioè sul
rovescio del mondo organizzato, vi sono
spunti per una critica pertinente, originale
e sottilmente sovversiva ad alcune tec-
niche di pianificazione”. Per altro, anche
solo volendo fare un discorso ecologico,
non va mai dimenticato che la natura for-
zata necessita di grandi quatità di energia
contraria, ossia di costosa energia fun-
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Introduzione
I fiori dei pigri

Come nasce questo libro


Vi dobbiamo delle spiegazioni. particolarmente attraenti e decorative.
Siamo sicuri che solo pochi di voi che vi Può poi sorgervi la curiosità di riconosce-
accingete (speriamo numerosi) a prestare re questa o quella specie così intrepida
la vostra attenzione a questa pubblicazio- da non farsi intimorire da un luogo appa-
ne, senza aver prima letto l’introduzione, rentemente ostile per crescere prospero-
intuiscano il significato e la ragione della sa e fiorire copiosa.
scelta di un titolo poco usuale e di non Al di la del fatto che spesso la curiosità
immediata interpretazione. di leggere un libro nasce anche da un ti-
tolo “intrigante”, non di rado molti autori,
Che nesso esiste tra i fiori spontanei e i completato il lavoro, si trovano nel dilem-
pigri? Apparentemente nessuno ma nella ma di dare alla loro opera un titolo ade-
realtà, dal nostro punto di vista, esiste un guato che sappia riassumere in maniera
legame tra un luogo insolito dove a volte esaustiva il contenuto.
nascono i fiori e coloro che possono ap- Il nostro caso è esattamente l’opposto.
prezzarne la bellezza senza dover neces- Il titolo nacque oltre dieci anni fa quando,
sariamente andare alla loro ricerca. sempre con la Provincia di Rimini, rea-
lizzammo un volume dedicato alle erbe
Quali sono questi luoghi? I lati delle stra- mangerecce del territorio che ebbe gran-
de, quella sorta di “terra di nessuno” che de successo tanto da rendere necessarie
spaventa la maggior parte di noi perché due ristampe dell’opera per far fronte alle
un po’ per l’incuria un po’ per il sempre numerose richieste degli appassionati di
maggior traffico, sono diventati luoghi natura e gastronomia della tradizione.
poco o per nulla frequentabili. Ci sembra simpatico raccontare un aned-
doto legato a questa pubblicazione.
E chi sono i pigri? Tutte quelle persone Come ricordato in precedenza, tra l’idea
che, pur interessate alla natura e che e la realizzazione del libro sono trascorsi
vorrebbero conoscerla maggiormente, oltre dieci anni.
non hanno tempo o voglia da dedicare in Circa tre anni fa ci trovavamo in una loca-
esclusiva per “andar per prati o boschi” lità del Friuli Venezia Giulia per un corso
alla ricerca di un fiore o alla conoscenza di formazione professionale in materia
di una pianta. di analisi sensoriale alimentare. Uno dei
Può accadere così che per diversi motivi, corsisti, in una pausa, ci chiese se fosse
uno in particolare che poi vi indicheremo, disponibile una copia dei “Fiori dei pigri”.
siate nelle condizioni di percorrere, a una Incredibile, come era possibile che a ol-
velocità adeguata, una strada ai cui mar- tre 400 km di distanza qualcuno potesse
gini crescano piante le cui fioriture siano chiedere una cosa solo abbozzata nella
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7

Introduzione
Damigella s.
mente? Chiedemmo sorpresi spiegazio- inutilizzati, costringendo le piante, tra uno
ne e capimmo il nesso. Il corsista era sfalcio e l’altro, ad impegnarsi per riuscire,
assistente del prof. Lanfranco Conte do- con la fioritura, a mostrare la livrea migliore.
cente di scienze delle tecnologie alimen- Un luogo ostile quindi a cui dare una di-
tari all’Università di Udine, con il quale gnità, una sorta di rivalsa nei confronti
condividevamo alcuni progetti. dei celebrati boschi e prati che, per i più,
Con lui avevamo evidentemente mani- sono gli unici luoghi dove poter ammirare
festato l’intenzione di realizzare questa i fiori spontanei.
pubblicazione che, per mancanza di op- Attraverso questa pubblicazione vogliamo
portunità, era rimasta solo a livello di idea. dimostrare che anche senza addentrarsi
Il professore ne aveva parlato con il pro- nella natura è possibile ammirare alcune
prio assistente il quale, ritenendo il lavoro fioriture particolarmente decorative.
realizzato e incuriosito dal titolo, ne aveva Non vogliamo essere a tutti i costi originali
richiesto una copia agli autori. nel proporre qualche cosa di innovativo,
Forse questo episodio ha costituito uno vogliamo semplicemente contribuire alla
stimolo in più per realizzare il libro. elementare conoscenza di alcune pian-
te le cui fioriture sono visibili, già sul finire
Girando in largo e in lungo per il territo- dell’inverno, nei bordi delle strade. Abbia-
rio provinciale, ci rendemmo conto che mo fatto cenno ad una situazione partico-
lungo le strade, anche quelle più traffi- lare che ci pone nelle condizioni migliori
cate, nascono tantissime piante sponta- per poter osservare i “fiori dei pigri”: Cosa
nee le cui fioriture spesso assumono dei c’è di meglio che andare in bicicletta,
connotati particolarmente decorativi con senza velleità agonistiche e nella neces-
combinazioni cromatiche e di forme che sità di tenere la destra, osservare in tutta
si avvicinano, alcune volte, alle opere dei tranquillità e sicurezza che cosa è capace
maestri giardinieri. Sembra quasi che la di creare la natura lungo le strade?
natura cerchi la sua rivalsa creando, in Una pubblicazione quindi non solo per
luoghi particolarmente ostili come i cigli “pigri”, anche per ciclisti con la predispo-
delle strade, dei piccoli capolavori che si sizione per la natura che, senza rinunciare
rinnovano continuamente nel corso del- al loro principale hobby, possono riserva-
le stagioni. Carpe diem, cogli l’attimo, è il re un piccolo spazio all’interesse natura-
caso proprio di dirlo visto che anche l’uo- listico.
mo concorre involontariamente a questo
continuo rinnovamento falciando periodi-
camente (per la maggior parte dei cittadi-
ni comunque troppo di rado) questi spazi
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I fiori dei pigri

Per i veri pigri, che non ne vogliono sa- Potrebbe essere utile prendere come
pere di inforcare il “cavallo d’acciaio”, a base il percorso individuato dal Consor-
malincuore suggeriamo di scegliere un zio della Strada dei Vini e dei Sapori dei
itinerario da percorrere con l’autovettu- colli di Rimini (sito www.stradadeivinidiri-
ra che si snodi attraverso le strade poco mini.it) che dà anche l’opportunità di far
trafficate della campagna riminese. visita alle aziende agricole associate per
conoscere ed acquistare i prodotti tipici
del nostro territorio.
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Introduzione
Damigella s.
Come usare questo libro Una raccomandazione
Scegliete una fresca e soleggiata giorna- Può capitare che alcune delle piante de-
ta primaverile (per le fioriture va benissi- scritte siano utilizzabili a fini alimentari.
mo anche una giornata in piena estate), Può sembrare superfluo ricordarlo però,
percorrete una strada di campagna poco la prudenza non è mai troppa, la raccol-
trafficata e quando vi imbattete in qual- ta di erbe spontanee eduli è soggetta ad
che macchia colorata lungo la strada, alcune regole basilari alle quali attenersi
parcheggiate la macchina in un luogo si- scrupolosamente.
curo. Incamminatevi (non si è mai tanto Tra queste una delle più importanti consi-
pigri da non fare neppure qualche passo) glia di non raccogliere erbe mangerecce
con il libro sotto braccio scrutando la flo- che crescono ai lati delle strade per il pos-
ra che cresce lungo il ciglio o sui bordi dei sibile contaminamento da parte di polveri
fossati o sulle scarpate. Cercate di iden- sottili e altre sostanze tossiche emesse
tificare la pianta fiorita che ha attirato la dagli scarichi degli autoveicoli in transito.
vostra attenzione.
Per i ciclisti è tutto più facile, ve lo dice
chi pratica da anni lo sport della biciclet-
ta. La velocità moderata e la necessità di
percorrere la strada mantenendo rigida-
mente la destra, facilitano la visione del
paesaggio circostante. Siccome l’occhio
vede ciò che interessa maggiormente,
partite per la vostra passeggiata (o se-
duta di allenamento se avete qualche
velleità sportiva) facendo attenzione a ciò
che è presente sul lato della strada. Fer-
marsi ogni volta che trovate qualche fiori-
tura che attira la vostra attenzione non è
cosa difficile, basta rispettare rigidamente
le norme del Codice stradale. Anche in
questo caso vale il suggerimento di per-
correre strade di campagna poco traffi-
cate, consiglio valido in generale per ogni
ciclista attento alla salute.
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I fiori dei pigri

La fioritura nelle stagioni


Con i primi tepori della primavera la natu- prati e incolti senza disdegnare i cigli stra-
ra inizia il suo ciclo. Per la verità già a feb- dali.
braio, specialmente nelle annate più miti, Transitando lungo le strade in questo pe-
compaiono le prime, sia pure sporadiche, riodo, possono colpire la nostra attenzio-
fioriture. ne distese di fiori bianchi presenti soprat-
Predomina in questo periodo il colore gial- tutto nei coltivi e nelle vigne. Si tratta della
lo. Nei luoghi umidi, generalmente lungo Rucola selvatica (Diplotaxis erucoides)
i fossati dove permane per lungo tempo che con grande impeto vegetativo, infe-
l’acqua stagnante, compare il fiore del sta i campi. Ha timore solo della reazione
Farfaraccio (Tussilago farfara) che attira dell’agricoltore che con mezzi meccanici
l’attenzione per la sua precocità e per la provvede a limitarne la diffusione. Non
bella fioritura di un intenso giallo vivo esal- temete, lo spettacolo è garantito anche
tata dall’assenza di foglie che compaiono per il prossimo anno visto che le piante
solo con l’avanzare della stagione. Quasi hanno sempre il tempo di produrre nu-
contemporaneamente, sempre nei luoghi merosissimi semi che garantiranno la so-
umidi ma meglio esposti e più riparati dai pravvivenza della specie. Ben più delicata
venti freddi provenienti da nord, cresce il e graziosa è la fioritura bianco crema
Lamio (Lamuim purpureum). E’ una gra- della sempre più presente Rucola coltiva-
ziosa pianticella che abitualmente suole ta (Eruca sativa), sfuggita dalle numerose
riunirsi in vistose macchie la cui fioritura, coltivazioni presenti nella nostra provin-
di colore porpora, da lontano, ma non cia, vocata da sempre alla produzione di
solo, assume un aspetto particolarmente semi di piante orticole da riproduzione.
decorativo. Ci avviciniamo di gran carriera al mese
Sempre sul finire dell’inverno il Ranuncolo di aprile. Ormai la primavera è prepoten-
(Ranunculus Ficaria) si riunisce in colonie temente entrata e con essa l’esplosione
numerose e forma macchie di colore gial- della natura si sta completando.
lo intenso che contrasta con il bel foglia- E’ in questo mese che si concentrano le
me verde scuro brillante di consistenza più belle e numerose fioriture che orna-
coriacea a forma di cuore. Da questo no e decorano gratuitamente le nostre
momento anche il bianco dei petali di al- strade. Compaiono le grandi macchie di
cuni fiori riuniti in grandi macchie fa la sua colore violetto che caratterizzeranno tut-
comparsa. La comune e graziosa Mar- to il mese per la loro grande diffusione.
gherita (Bellis Perennis) annuncia l’arrivo La pianta che maggiormente concorre a
imminente della primavera colonizzando diffondere questa tonalità di colore è la
Borraggine (Borago officinalis) che con-
trariamente al suo aspetto rude prima
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della fioritura, conferito dalla abbondante
tomentosità e bollosità delle sue foglie,
acquista un’ immagine elegante e raffi-
nata dopo che, completato lo sviluppo,

Introduzione
appaiono i vistosi e decorativi fiori.

Damigella s.
Anche la Veronica (Veronica persica),
pianta dall’habitus prostrato e tappez-
zante, mostra la sua fioritura, poco ap-
pariscente ma estremamente delicata,
fatta di fiorellini azzurro cielo screziati di
bianco. L’effetto cromatico e decorativo
viene esaltato quando, caso abbastanza
frequente, si consocia alla margherita.
Non è raro in questo periodo osservare
piccole piante, i Muscari, appartenenti
alla famiglia delle liliacee che si caratte-
rizzano per la fioritura a forma di pigna
di colore violetto che attira l’attenzione
quando la colonia diventa numerosa al
punto da estendersi per ampi tratti.
Appariscente è pure la fioritura della Sal-
via (Salvia officinalis) con spighette di un
viola intenso leggermente reclinate dal
peso dello scapo fiorale.
Sulle tonalità di rosso porpora, già dall’ini-
zio di marzo, appare la Fumaria (Fumaria
officinalis).
La primavera è avanzata, è tempo di
pulizie “pasquali” e gli addetti alla manu-
tenzione delle strade intervengono con
lo sfalcio dell’erba. E’ come passare la
cimosa su un fiore disegnato da un arti-
sta sulla lavagna. Si azzera la situazione
e si ricomincia da capo. E come il pitto-
re deve di nuovo creare l’opera, così la
natura provvede a dare vita a nuove idee
lasciando spazio alle piante più intrapren-
denti che faranno a gara per contendersi
il primato su quello stretto lembo di terra
che costeggia le strade.
Durerà poco il secco dell’erba tagliata,
ben presto il verde tornerà a dominare
lasciando spazio ai colori dei fiori della
tarda primavera e dell’inizio dell’estate.

gli Autori
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Glossario botanico
I fiori dei pigri

Figura 1. Foglia.
Achenio: vedi frutto.
Amplessicaule: di foglia la cui base è al-
largata e abracciante il fusto.
Annuale: di pianta che svolge il ciclo bio-
logico e la propria vita nell’arco dell’anno.
Auricole: prolungamenti della base fo-
gliare di alcune graminacee, di forma e
colore diversi, abraccianti il fusto.
Bacca: vedi frutto.
Biennale: di pianta che svolge il ciclo
biologico e la propria vita nell’arco di 2
anni.
Bilabiato: di struttura divisa in due lab-
Figura 2. Margine fogliare. bri, generalmente uno superiore e uno
inferiore, come la corolla delle Labiate
(Figura 6).
Brattea: foglia modificata con funzione
vessilare o di protezione dei fiori.
Bratteola: formazione bratteiforme mi-
nore, posta sul peduncolo fiorale.
intero ondulato seghettato
Bulbo: germoglio per lo più sotteraneo,
raccorciato e munito di spessi organi
fogliari protettivi, carnosi, gli esterni dei
quali di natura papiracea (Figura 9).
Caduco: organo destinato a cadere una
volta esaurita la propria funzione.
crenato dentato lobato Calice: involucro esterno del fiore, quasi
sempre verde e diviso in parti dette sepa-
li, può essere dialisepalo o gamosepalo
(Figura 4).
Calicetto: formazione situata presso il
calice e costituita di bratteole.
roncinato
Capsula: vedi frutto.
Cariosside: vedi frutto.
Cartilagineo: di organo o parte di orga- Figura 3. Apici e basi fogliari.
no che ha consistenza di cartilagine. 13
Caule: sinonimo di fusto.

Glossario botanico
Caulinare: relativo al caule.
Cespuglioso: di pianta legnosa avente
diversi fusti di dimensioni analoghe.
Cirri: organi di sostegnoo di attacco del- acuto
le Angiosperme rampicanti non volubili, di
varia origine (fogliare, fiorale, caulinare)
Corolla: involucro interno del fiore, for-
mato da petali, quasi sempre colorati,
può essere dialipetala o gamopetala ottuso
(Figura 5).
Decorrente: foglia il cui lembo si pro-
lunga inferiormente in un’ala fogliacea sul
ramo o sul fusto.
Decussate: foglie a inserzione opposta mucronato
e incrociate, nella loro disposizione, ad an-
golo retto.
Deiscente: vedi frutto.
Dioica: specie i cui fiori maschili e fem-
minili sono portati rispettivamente da indi-
vidui distinti. acuminato
Drupa: vedi frutto.
Embriciato: con parti che si ricoprono
per metà come le tegole di un tetto.
Endocarpo: vedi frutto.
Epigeo: pianta o organo che sta fuori dal ottusa
terreno.
Erbaceo: verde o della consistenza mol-
le dell’erba, contrapposto a colorato
o legnoso.
Esocarpo: vedi frutto.
Fascicolato: riunito in un fascio. tronca

Fiore: organo della pianta destinato alla


riproduzione e fornìmato da varie parti
(Figura 4).
Foglia: organo per lo più verde, di forme
svariatissime e più spesso laminare. cordata
Presiede alla fotosintesi e alla traspirazio-
ne (Figura 1).
Follicolo: vedi frutto.
Frutto: deriva dalla modificazione dell’ova-
rio (se di altra struttura del fiore, viene
chiamato “falso frutto” es. fragola); la cuneata
parte dell’ovario che poi si accresce nel
frutto, è detta “pericarpo”, ed è divisa in
tre strati (a partire dall’esterno, esocarpo,
Figura 4. Fiore.
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I fiori dei pigri

Figura 5. Corolla.
mesocarpo, endocarpo); a seconda della
consistenza del pericarpo distinguiamo
“frutti carnosi” e “frutti secchi”; infine, in
relazione alle modalità di apertura, i frutti
si distinguono in “deiscenti” (si aprono a
maturità), “indeiscenti” (non si aprono a
maturità) e “prorompenti” (a maturità get-
corolla dialipetala
tano lontano i semi).
Frutti carnosi
Drupa: frutto per lo più presente nelle nel-
le Rosacee Prunoidee (amarena, albicoc-
ca, pesca, susina, ciliegia). L’esocarpo è
la cosidetta “polpa”; l’endocarpo è lignifi-
cato, ed è il cosidetto “nocciolo”.
Bacca: esocarpo più o meno consistente,
mesocarpo ed endocarpo concresciui e
corolla gamopetala carnosi (pomodoro, peperone, banana,
kiwi e uva).
Frutti secchi
Figura 6. I petali. Carrioside: tipico frutto delle graminacee,
il pericarpo è intimamente connesso al
labbro superiore seme e difficilmente separabile (frumento,
mais, riso).
labbro inferiore
Noce o nucola: il pericarpo è legnoso e
facilmente separabile dal seme (ghianda,
nocciola, castagna).
fiore delle Labiate Follicolo: si apre secondo una linea.
Legume: si apre secondo due linee longi-
tudinali (pisello, fagiolo).
vessillo Siliqua e siliquetta: si aprono secondo
ala due linee, mettendo in evidenza un setto
che porta i semi, la siliqua è più lunga che
carena
larga, la siliquetta è pressapoco lunga
quanto larga (Crucifere).
fiore delle Leguminose Capsula: si apre secondo più linee.
Fusto: parte della pianta, più spesso epi-
gea, deputata al sostegno e al trasporto Figura 7. Lamine fogliari.
della linfa (Figura 9). 15
Glabrescente: quasi glabro.
Glabro: sprovvisto di peli.

Glossario botanico
Glandoloso: provvisto di ghiandole, or-
gani vescicosi secernenti liquidi di varia
natura.
Glauco: tipico colore verde grigio dovuto
alla presenza di uno strato di cera sul verde palmata laceolata obovata
sottostante.
Guaina: parte basilare del picciolo slar-
gato e abbracciante il fusto.
Infiorescenza: insieme di fiori ravvicinati
portati da uno o più rami (Figura 8).
Involucro: gruppo di brattee poste al di
sotto di una infiorescenza. ellittica cordata aghiforme
Involuto: si dice del margine fogliare av-
volto sulla pagina superiore.
Ipogeo: che si sviluppa sotto terra.
Lacinia: incisione profonda che fram-
menta un organo (foglia, petalo).
Lamina fogliare: vedi (Figura 7).
Legnoso: costituito prevalentemente da paripennata imparipennata palmata
legno (in genere di pianta con fusto ligni-
ficato).
Legume: vedi frutto. Figura 8. Infiorescenze.
Lesiniforme: di organo terminante in una
punta ricurva.
Ligula: piccola membrana situata alla
sommità della guaina nelle foglie delle
Graminacee.
Ligulato: di fiore tipico delle Composite,
costituito da una corolla aperta da un lato
e spianata, simile ad una linguetta.
Mesocarpo: vedi frutto. racemo spiga verticelli
Legnoso: costituito prevalentemente da
legno (in genere di pianta con fusto ligni-
ficato).
Legume: vedi frutto.
Lesiniforme: di organo terminante in una
punta ricurva.
Ligula: piccola membrana situata alla spicastro spiga capolino
sommità della guaina nelle foglie delle
Graminacee.
Ligulato: di fiore tipico delle Composite,
costituito da una corolla aperta da un lato
e spianata, simile ad una linguetta.
Mesocarpo: vedi frutto.
ombrella corimbo
Monoico: specie i cui fiori maschili e fem-
minili sono portati dallo stesso individuo.
Figura 9. Fusti. Mucrone: punta breve e rigida, in genere
all’apice di foglie (Figura 3).
16 Nervatura: vedi (Figura 3, 10).
fusti aerei
Nettario: organo glanduloso di certi fiori
secernente un liquido zuccherino detto
nettare.
I fiori dei pigri

Noce o nucola: vedi frutto.


Opercolo: coperchio delle capsule che
permane fino alla loro deiscenza; in genere,
eretto organo destinato a chiudere un’apertura.
Ovario: parte del pistillo contenente uno
o più ovuli, dopo la fecondazione diventa
frutto (Figura 4).
Ovulo: corpo in genere rotondeggian-
prostrato te che rappresenta il primo abbozzo del
seme.
Pappo: complesso di appendici all’apice
del frutto delle Compositae; impropria-
mente, ciuffo di peli che incorona il seme.
Peduncolo: sostegno di uno o più fiori
ascendente (figura 4).
Pennatifida: lamina fogliare divisa più o
meno profondamente in lacinie (Figura 7).
Perenne: pianta che vive più di 2 anni,
per la presenza di organi svernanti.
Perianzio: il complesso dell’involucro
fiorale, distinto in alcune piante in calice
volubile
e corolla.
Pericarpo: vedi frutto.
fusti sotteranei Perigonio: involucro fiorale non distinto
in calice e corolla, i cui elementi si chia-
mano tepali.
Petaloideo: che ha l’aspetto di un pe-
talo.
Picciolata: foglia che possiede un picciolo.
Pinnula: fogliolina nelle foglie bi e tricom-
poste.
bulbo
Pistillo: parte femminile del fiore composta
da ovario, stilo e stigma (Figura 4).
Polimorfa: specie che può presentarsi
sotto aspetti e forme differenti.
Pronubo: insetto che, trasportando polline
da un fiore ad un’altro,favorisce la feconda-
rizoma zione incrociata.
Prostata: pianta adagiata al suolo (Figura 9).
Rachide: asse della spiga nelle Gramina-
cee, picciolo comune delle foglie compo-
ste nelle felci.
Radice: vedi (Figura 11).
tubero Rampicante: pianta che avendo un càu-
le debole e lungo è obbligata a sostenersi,
aggrapparsi ad un un tutore mediante or- Figura 10. Nervature.
gani d’attacco o avvolgendosi attorno ad
esso.
20
17
Rostro: prolungamento di un organo a

Glossario botanico
forma di becco.
Scaglia: sinonimo di squama.
Scapo: fusto sprovvisto di foglie, in gene-
re portante fiori.
Sessile: sprovvisto di sostegno (picciolo
o peduncolo).
Siliqua, siliquetta: vedi frutto. penninervia retinervia
Squama: formazione di aspetto lamellare
ed appiattito, in genere di piccole dimensioni.
Stame: componente della parte maschile
del fiore costituito da filamento ed antera
che a maturità libera il polline (Figura 4).
Stipola: appendice fogliacea membra-
nosa posta alla base del picciolo.
Suffrutice: pianta con fusto legnoso alla
base ed erbaceo superiormente.
Tepalo: elemento del perigonio. parallelinervia palminervia
Tetramero: verticillo fiorale o fogliare co-
stituito da quattro elementi.
Tomentoso: si dice di organo ricoperto
di peli fitti e spesso intrecciati.
Tubuloso: si dice di fiore tipico delle
Composite a forma di tubo.
Verticcilato: si dice di un gruppo di ele-
Figura 11. Radici.
menti disposti a verticillo, cioè inseriti sul
medesimo piano attorno ad un asse.
Picciolata: foglia che possiede un pic-
ciolo.

radice fittone

radice fascicolata
18
I fiori dei pigri
pagina 20

I fiori 40

76

104
Schede tecniche
Spesso, quando si crea una guida o un
manuale, è facile cadere nell’errore di
usare una terminologia troppo scientifica
o seguire un’impostazione eccessiva-
mente didattica, rischiando di perdere di
vista l’obiettivo del lavoro: servire il letto-
re.
Questo è uno dei motivi che ci hanno
spinto a trovare una chiave di ricerca di-
versa, raggruppando i fiori in base al loro
colore, per rendere più immediata l’iden-
tificazione e creare uno strumento utile
anche per i meno esperti.
Una volta riconosciuta la foto del fiore
all’interno della sezione, si potrà consul-
tare la scheda tecnica con la descrizione,
le caratteristiche specifiche e le proprietà,
della relativa pianta, imparando a indivi-
duare con semplicità alcuni dei fiori che
crescono spontaneamente nella provin-
cia di Rimini.
20
I fiori dei pigri

Borragine
Origine del nome
Diverse sono le versioni dell’etimo del nome del genere, la più
accreditata sembra che derivi dall’arabo abou rach e significa
“padre del sudore” riferito alle proprietà sudorifere della pianta.

Descrizione
Pianta annuale, ispida in tutte le sue parti per setole subspinose
patenti o riflesse. Il fusto è eretto e ramoso in alto. Le foglie basali
hanno lamina ovata a contorno intero, ondulate, mentre quelle
del fusto sono lanceolate e progressivamente ridotte. I fiori hanno
cinque petali saldati alla base e di colore azzurro vivo con antere
scure.

Dove si trova
Cresce negli incolti, nei prati e nelle vigne; fiorisce quasi tutto
l’anno.

Proprietà
La borragine nelle nostre zone viene consumata sia per fare
ripieni e farcie, sia come verdura cotta da sola o in misticanza;
e proprio l’uso alimentare della pianta oscura l’uso dell’infuso
come emolliente, sudorifero ed astringente.
21

Borragine

Borragine s.
Damigella
Nome Borago officinalis L.

Famiglia Boraginaceae
22
I fiori dei pigri

Bugula
Origine del nome
Il nome del genere deriverebbe dal latino abigere cioè “espellere”
perché favorisce il parto e reptans perché la pianta produce
stoloni striscianti.

Descrizione
Piantina perenne, strisciante con stoloni radicanti ai nodi, fusti
fioriferi eretti e lanosi in alto.
Le foglie basali sono lungamente picciolate, di forma spatolata
e bordo crenato; quelle del fusto hanno picciolo corto e progres-
sivamente ridotte. I fiori formano una densa spiga facendo
risaltare il colore azzurro-violetto delle corolle.
Osservando i dettagli nella spiga si nota una pubescenza sulle
facce opposte che si alterna agli internodi; anche il tubo corollino
e pubescente con gli stami appena sporgenti.

Dove si trova
Cresce nelle radure dei boschi di latifoglie, nei prati stabili e lungo
i sentieri; fiorisce da marzo a giugno.

Proprietà
Questa piantina ormai dimenticata era utile in tutte le lesioni della
pelle (piaghe e ferite); nelle infiammazioni delle mucose (bocca,
gola e vagina); inoltre per uso interno nelle emorragie polmonari
di origine tubercolare, nell’asma bronchiale, bronchiti acute
o croniche, nelle infiammazioni gastro-intestinali, nelle diarree
e dissenterie.
21
23

Bugula

Bugula s.
Damigella
Nome Ajuga reptans L.

Famiglia Labiatae
24
I fiori dei pigri

Cipollaccio col fiocco


Origine del nome
Il nome del genere deriva dal latino muscus per l’odore di mu-
schio dei fiori.

Descrizione
Pianta perenne, dal bulbo globoso di forma ovato-piriforme con
tuniche esterne di colore rossiccio o rosate. Lo scapo è sem-
plice, eretto, cilindrico e glabro. Le foglie, nascono dal bulbo e
sono lineari ed erette prima della fioritura, poi via via prostrate
e flaccide. I fiori fertili, disposti in un racemo cilindrico o pirami-
dato, sono patenti alla fioritura e sormontati da un vistoso ciuffo
di fiori sterili, più chiari dei fertili. Il colore dominante dei fiori è il
violetto che schiarisce verso l’apice.

Dove si trova
Cresce di preferenza nelle scarpate e negli incolti dei terreni
subacidi; fiorisce da aprile a giugno.

Proprietà
I bulbi schiacciati servivano per fare maturare gli ascessi e i
paterecci; usati come alimento hanno effetto diuretico ed antin-
fiammatorio della vescica e dell’intestino. Questi bulbi, commer-
cializzati sott’olio con il nome di lampascioni sono menzionati tra
le specialità pugliesi.
21
25

Cipollaccio col fiocco

Cipollaccios.
Damigella
Nome Muscari comosum Miller

Famiglia Liliaceae

Sinonimo Leopoldia comosa (L.) Parl. / Hyacinthus comosus L.


26
I fiori dei pigri

Iris
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco e significa “arcobaleno”,
perché molte specie hanno fiori molto belli.

Descrizione
Pianta perenne con rizoma cilindrico e strisciante sul terreno.
Il fusto è cilindrico, leggermente compresso, eretto con 3-4 fiori
alla sommità. Le foglie a forma di sciabola hanno la punta acuta.
Fiore subsessile con spata bianco membranosa in alto; ha tre
tepali rivolti verso il basso e tre verso l’altro, di colore violetto,
percorsi da una striscia centrale di peli giallastri solo nella prima
metà.

Dove si trova
Generalmente coltivato per ornamento spesso è sfuggito a colti-
vazione nelle scarpate aride; fiorisce da aprile a giugno.

Proprietà
Nelle campagne il rizoma pulito e decorticato veniva usato per
fare i dentaroli; dopo un lungo invecchiamento prende odore
di violetta quindi veniva utilizzato per profumare la biancheria
oppure ridotto in polvere veniva usato come cipria sbiancante
per la pelle.
21
27

Iris

Damigella s.
Nome Iris germanica L. sp. p.

Iridaceae

Iris
Famiglia
28
I fiori dei pigri

Lingua di vacca
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco e significa “belletto” per
le sostanze coloranti contenute nelle radici di alcune specie.

Descrizione
Pianta perenne ricoperta in tutte le sue parti da setole rigide
e patenti. Le foglie basali sono lanceolato-spatolate, acute;
quelle del fusto lanceolato-lineari. Il fusto è ramoso e ha dense
cime scorpioidi che si allungano alla fruttificazione. I fiori hanno
corolla azzurro violetta.

Dove si trova
Cresce nei bordi dei campi, negli incolti, nei pascoli aridi e nei
bordi delle strade; fiorisce in primavera e inizio estate.

Proprietà
Sebbene in passato sia stata usata diversamente oggi il suo
infuso, secondo studi più recenti ha effetto diuretico, depurativo,
bechico e sudorifero.
21
29

Lingua di vacca

Lingua di vacca
Damigella s.
Nome Anchusa italica retz.

Famiglia Boraginaceae

Sinonimo Anchusa azurea Rehb. an Miller


30
I fiori dei pigri

Muscari
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal latino muscus per l’odore di
muschio dei fiori.

Descrizione
Piantina perenne, con bulbo ovato-piriforme, solitario o bulbillifero
avvolto da tuniche nerastre. Le foglie sono scanalate, striate,
strette, numerose, lunghe circa quanto lo scapo e marcescenti
all’apice. I fiori di forma urceolata sono raccolti in un racemo
compatto, di colore viola scuro.

Dove si trova
Cresce nei pascoli, negli orti, nei vigneti e nelle scarpate; fiorisce
da marzo a giugno.

Proprietà
Un tempo i bulbi venivano schiacciati, sia crudi che cotti per fare
dei cataplasmi nella maturazione di ascessi o paterecci; oggi
viene usata più semplicemente per abbellire i prati ed i tappeti
erbosi.
21
31

Muscari

Muscari s.
Damigella
Nome Muscari atlanticum Boiss et Reuter

Famiglia Lilaceae

Sinonimo Muscari racemosum Auct.


32
I fiori dei pigri

Salvia minore
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal latino “salvare” per le virtù curative
conosciute già dagli antichi.

Descrizione
Pianta perenne, con fusto quadrangolare, eretto, ramoso in alto
e due tipi di peli (patenti e ghiandolari). Le foglie basali sono pic-
ciolate, di forma ellittica, con alcune profonde lobature, mentre
quelle del fusto progressivamente più piccole, sessili e più o
meno ovali. I fiori di colore azzurro-violetto, hanno dimensioni
più ridotte rispetto ad altre specie e sono raccolti in spicastri
allungati.

Dove si trova
La troviamo nei prati aridi, nelle scarpate, ai bordi dei sentieri
e delle strade; fiorisce da primavera fino ad estate inoltrata.

Proprietà
Questa pianta ha più o meno le stesse virtù terapeutiche delle
specie più conosciute e può essere aggiunta nella misticanza
delle verdure da cuocere, perché ne migliora il sapore attenuan-
do l’amaro.
21
33

Salvia minore

Salvia minore
Damigella s.
Nome Salvia verbenaca l.

Famiglia Labiatae
34
I fiori dei pigri

Salvia pratense
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal latino “salvare” per le virtù curative
conosciute già dagli antichi.

Descrizione
Pianta perenne con radice fittonante; le foglie basali disposte
a rosetta sono picciolate, rugose ed aspre superiormente, pelose
di sotto, mentre quelle del fusto sono sessili.
Il fusto è eretto, quadrangolare, poco ramoso, con molti peli
riflessi. I fiori bilabiati sono disposti in verticilli fino a 6 elementi,
lunghi fino a 3 cm di colore blu-violaceo. Tutta la pianta emana
un odore intenso poco gradevole.

Dove si trova
Si può trovare facilmente nei prati, nei pascoli magri, nei bordi
di strade; la fioritura di solito è primaverile, anche se nei prati
falciati può essere più tardiva.

Proprietà
Il suo infuso per uso interno come antisudorifero, stomachicho
e antispasmodico. Il suo decotto per uso esterno come astrin-
gente nelle afte, nelle gengiviti, laringiti e per detergere le piaghe
atone era conosciuto fin dall’antichità.
La pianta tenera ancora in rosetta veniva raccolta come verdura
anche se controindicata alle gestanti; i fiori si possono aggiun-
gere nelle insalate.
21
35

Salvia pratense

Salvia pratense
Damigella s.
Nome Salvia pratensis L.

Famiglia Labiatae
36
I fiori dei pigri

Pancotto, Veronica
Origine del nome
Il nome del genere secondo alcuni A.A. è dedicato a Santa
Veronica, per altri deriva da due parole “vera” e “unica” per le
proprietà medicinali ritenute in passato insuperabili, persica per
la probabile provenienza dalla Persia.

Descrizione
Piantina annuale, con fusto prostrato e radicante. Le foglie dalla
lamina ovale o subrotonda sono seghettato-crenate e pube-
scenti, le superiori progressivamente ridotte. I fiori sono azzurri
luminosi, il frutto è una capsula compressa e carenata con stilo
sporgente.

Dove si trova
Cresce nei campi, nelle colture, negli orti, nei prati e sui bordi
delle strade; fiorisce tutto l’anno.

Proprietà
Sebbene di questa pianta vi sia una massiccia presenza come
infestante non si conoscono usi utili.
21
37

Pancotto, Veronica

Pancotto, Veronica
Damigella s.
Nome Veronica persica Poiret

Famiglia Scrophulariaceae

Sinonimo Veronica tourneforti Gmelin / Veronica buxbaumii Te.


38
I fiori dei pigri

Pervinca
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal latino e significa “avvinghiare” riferito
al portamento sarmentoso e strisciante dei suoi fusti.

Descrizione
Pianta perenne con fusti striscianti e radicanti ai nodi. Le foglie
sono sempreverdi, ovate, e cigliate sui bordi, spesso acumina-
te, con un lungo picciolo. I fiori sono solitari e peduncolati, con
corolla azzurro-violetta (caratteristico color pervinca).

Dove si trova
Cresce nei boschi, nelle siepi, negli orti, nei giardini e spesso
lungo le strade; fiorisce da aprile a giugno.

Proprietà
Solo la pervinca minore ha buone proprietà terapeutiche, quindi
è sconsigliato l’uso di questa pianta perché non abbastanza
studiata e sperimentata.
21
39

Pervinca

Pervinca s.
Damigella
Nome Vinca major L.

Famiglia Apocynaceae
40
I fiori dei pigri

Capraggine
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco gala cioè latte ed ago cioè
apporto per le sue proprietà di aumentare la montata lattea,
officinalis perché veniva impiegata nelle officine farmaceutiche.

Descrizione
Pianta perenne, con fusto ascendente o eretto, striato, glabro,
ramoso e debolmente zigzagante. Le foglie sono imparipennate
con 11-15 segmenti lanceolati-lineari troncati all’apice.
I fiori in racemi allungati, all’ascella delle foglie sono di colore
azzurro pallido; il frutto è un legume con alcuni semi.

Dove si trova
Cresce prevalentemente nei luoghi freschi, lungo l’alveo dei tor-
renti e bordi di strade sterrate; fiorisce da maggio ad agosto.

Proprietà
Poco appetita dai bovini veniva data per aumentare la quantità
del latte alle capre da cui prende il nome; il suo infuso oltre a
fare aumentare il latte combatte le forme leggere di diabete.
21
41

Capraggine

Damigella s.
Capraggine
Nome Galea officinalis

Famiglia Leguminosae
42
I fiori dei pigri

Cardo asinino
Origine del nome
Il nome del genere deriva dalla parola greca Kirsós che significa
“varice”, perché in passato la pianta veniva usata per curare le
varici.

Descrizione
Pianta biennale con fusto eretto, ramoso, peloso e con ali
spinose. Le foglie inferiori decorrenti sono pennato-partite, con
5 paia di segmenti spinosi e ragnatelose sulla pagina inferiore.
Capolini subsessili, involucro piriforme e ispido, corolle roseo-
violette.

Dove si trova
Cresce negli incolti, nei cedui, ai margini delle vie e vicino ai rico-
veri di animali al pascolo; fiorisce da giugno ad ottobre.

Proprietà
Seppure commestibile la pianta è immangiabile per le spine.
21
43

Cardo asinino

asinino
Damigella s.
Nome Cirsium vulgare (Savi) Ten.

Cardo
Famiglia Compositae

Sinonimo Cirsium lanceolatum (L.) Scop. non Hill.


44
I fiori dei pigri

Cardo rosso
Origine del nome
Il nome del genere è quello con il quale i latini indicavano queste
piante, il nome specifico è riferito al caratteristico dondolio dei
capolini e significa “fare cenno con il capo”.

Descrizione
Pianta biennale, dal fusto eretto e poco ramoso con ali dalla
larghezza irregolare, munite di robuste spine, sotto i capolini
è cilindrico e bianco-tomentoso. Le foglie pennato-partite hanno
6-8 paia di segmenti laterali spinosi. I capolini hanno involucro
emisferico, sono spesso inclinati, le squame hanno strozzatura
mediana, alla fine ripiegate verso il basso, corolla rossastra.

Dove si trova
Cresce prevalentemente nei luoghi freschi, lungo l’alveo dei
torrenti e bordi di strade sterrate; fiorisce da maggio ad agosto.

Proprietà
Non si conoscono proprietà d’uso.
21
45

Cardo rosso

rossos.
Damigella
Nome Carduus nutans L.

Cardo
Famiglia Compositae
46
I fiori dei pigri

Cardo saettone
Origine del nome
Il nome del genere è quello con il quale i latini indicavano queste
piante, il nome specifico dal greco significa “densi capolini”.

Descrizione
Pianta biennale, con il fusto eretto, ramoso-corimboso in alto,
alato fino alla base dei capolini, oppure cilindrico con diffusa
pelosità biancastra e robuste spine. Le foglie bianco lanose
di sotto hanno le spine sul margine. I capolini a forma di pera
allungata sono avvolti da squame appuntite; la corolla dei fiori
è rosea.

Dove si trova
Cresce negli incolti, vicino le siepi, sui bordi delle vie e nelle
bordure dei coltivi; fiorisce da aprile a luglio.

Proprietà
La pianta sarebbe commestibile, ma immangiabile per le spine;
tuttavia i fusti teneri venivano sbucciati e mangiati crudi sul
campo come si fa con la sulla (lupini).
Considerata l’ispidità della pianta viene rifiutata anche dagli
animali al pascolo.
21
47

Cardo saettone

saettone
Damigella s.
Nome Carduus pycnocephalus L.

Cardo
Famiglia Compositae
48
I fiori dei pigri

Fumaria
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal latino “fumus” per l’aspetto evane-
scente simile al fumo, riferito al colore delle foglie della pianta.

Descrizione
Piantina annuale dall’aspetto glabro, glauco e ramosissima.
I fusti sono prostrati, ascendenti e spigolosi. Le foglie hanno
lamina a contorno triangolare, un corto picciolo e sono 3-4
pennatosette. I fiori disposti in racemi eretti hanno la corolla
rosea e porpora alla fauce; il seme è racchiuso in una capsula
sferica e liscia.

Dove si trova
Cresce come infestante delle colture concimate, negli orti, nelle
vigne e sui ruderi; fiorisce in primavera ed estate.

Proprietà
Le sue proprietà toniche, antispasmodiche, depurative, diureti-
che e deostruenti epatiche erano conosciute già nell’antichità,
e proprio per questo era una pianta impiegata nelle officine
farmaceutiche.
21
49

Fumaria

Damigella s.
Fumaria
Nome Fumaria officinalis L.

Famiglia Papaveraceae
50
I fiori dei pigri

Geranio malvaccino
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco e significa “gru” perché il
suo frutto assomiglia alla testa di una gru.

Descrizione
Questo geranio può essere annuale o perenne; ha il fusto
prostrato o ascendente, ramoso, zigzagante, arrossato e fitta
pubescenza in tutta la sua lunghezza. Le foglie sono picciolate
con lamina rotondeggiante e suddivisa in 5 lobi ognuno dei
quali ha 3 denti. I fiori sono peduncolati ed i petali hanno colore
violetto chiaro; il frutto ha il calice accrescente ed il becco di
circa 1cm.

Dove si trova
Cresce negli incolti, nelle vigne, negli oliveti, nei bordi delle stra-
de e nei vecchi muri; fiorisce da maggio ad ottobre.

Proprietà
Anche questo geranio veniva usato in decotto come cicatrizzante
e lenitivo, essendo più comune rispetto ad altri era forse il più
impiegato.
21
51

Geranio malvaccino

malvaccino
Damigella
Geranio s.
Nome Geranium rotondifolium L.

Famiglia Geraniaceae
52
I fiori dei pigri

Geranio rosso
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco e significa “gru” perché
il suo frutto assomiglia alla testa di una gru.

Descrizione
Piantina perenne, con fusto ascendente, ramosissimo, e zigza-
gante; ai nodi ingrossato e con 3 brattee triangolari; peli patenti
in tutta la sua lunghezza.
Le foglie inferiori del fusto sono picciolate; la lamina a contorno
circolare, è divisa in segmenti tridentati ed è tormentosa.
I fiori hanno un lungo peduncolo interrotto a metà da una cop-
pia di brattee; i petali sono rosa, con 3-4 nervi più scuri di forma
obovata; il frutto ha un corto becco sormontato dallo stilo.

Dove si trova
Cresce ai bordi dei boschi, nei cespuglieti e nelle boscaglie
aride; fiorisce da maggio ad ottobre.

Proprietà
Questo geranio è un eccellente vulnerario, antisettico e cica-
trizzante, per questo motivo i contadini usavano in decotto per
curare le mastiti bovine. Per uso interno il suo infuso è antiemor-
ragico, astringente, tonico e antidiabetico.
21
53

Geranio rosso

rosso
Damigella
Geranio s.
Nome Geranium sanguineum L.

Famiglia Geraniaceae
54
I fiori dei pigri

Geranio sbrandellato
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco e significa “gru” perché il
suo frutto assomiglia alla testa di una gru.

Descrizione
Pianta annuale con fusti prostrati e ramosi con breve pubescenza
ruvida. Le foglie hanno contorno arrotondato e la lamina è divisa
completamente in segmenti lineari, semplici o multifidi.
I fiori hanno un corto peduncolo ed i petali sono di colore rosa
pallido; il frutto ha un becco di circa 1,5 centimetri.

Dove si trova
Cresce prevalentemente negli orti, nelle vigne, negli incolti
e presso le abitazioni; fiorisce dall’inizio della primavera alla fine
dell’estate.

Proprietà
In alcune zone rurali il decotto di geranio veniva usato per uso
esterno come cicatrizzante e lenitivo sulla pelle.
21
55

Geranio sbrandellato

s. s.
Damigella
Geranio
Nome Geranium dissectum L.

Famiglia Geraniaceae
56
I fiori dei pigri

Lamio rosso
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco e significa “gola” alludendo
alla forma della corolla, purpureum riferito al colore delle foglie
fiorali.

Descrizione
La piantina ha il fusto prostrato alla base, poi eretto, quadran-
golare, spigoloso e scarsamente peloso. Le foglie con un corto
picciolo, sono cuoriformi ed hanno il margine dentellato, e man
mano che si sale sul fusto si concentrano verso l’alto assumendo la
caratteristica colorazione arrossato-purpurea. I fiori dalla forma
bilabiata hanno colore rosa-porpora, minuscoli e a volte
si confondono con le foglie.

Dove si trova
Cresce nei campi, nelle vigne, negli orti e nei ruderi formando
a volte delle vistose macchie colorate; fiorisce in primavera,
raramente in autunno.

Proprietà
Quando la pianta è tenera si può consumare in misticanza come
verdura cotta, oppure per ripieni, farce e frittate. Un tempo veni-
va usata nelle cure depurative di primavera come diuretica, oggi
è stata soppiantata e si sfruttano esternamente le sue proprietà
astringenti per sciacqui, gargarismi e bagni oculari.
21
57

Lamio rosso

rossos.
Damigella
Nome Lamium purpurem L.

Lamio
Famiglia Labiatae
58
I fiori dei pigri

Lino malvino
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco linom termine con cui si
designava la “fibra”, per estensione la fibra vegetale che si ottene-
va (tessuto di lino).

Descrizione
Piantina perenne con fusto ascendente ricoperto di densa peluria
patente-riflessa, al tatto vischiosa.
Le foglie sono alterne, lanceolate con 3 nervi paralleli e sul bordo
una serie di peli ghiandolari. Su corti peduncoli ci sono i fiori,
con sepali ghiandolosi e petali rosso-vinosi di forma spatolata,
il portamento è eretto-patente; il frutto è una capsula subsferica.

Dove si trova
Cresce nei prati aridi collinari, scarpate aride e preferibilmente
su terreno subacido; fiorisce da maggio a luglio.

Proprietà
Di questa piantina graziosa alla vista, non se ne conosce utilità
come nelle altre specie.
21
59

Lino malvino

malvino
Damigella s.
Nome Linum viscosum L.

Lino
Famiglia Linaceae
60
I fiori dei pigri

Malva
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco e significa “molle” per le sue
proprietà emollienti; quello del genere dal latino silva “selva”,
inteso come selvaggio.

Descrizione
Questa pianta può essere annuale o perenne; il fusto è prostrato
o ascendente, striato e ispido. Le foglie hanno un lungo picciolo;
la lamina è a contorno più o meno circolare con 5 lobi ben
visibili e contorno dentellato. I fiori situati all’ascella delle foglie
superiori hanno 5 petali cuoriformi di colore roseo-violetto con
striature longitudinali più scure. Il frutto è una capsula che ricorda
una piccola caciotta o ciambella, composta da diversi semi dalla
forma simile ad una mezzaluna.

Dove si trova
La troviamo comunemente negli incolti, nei calpestati, negli
accumuli di detriti o macerie e ai bordi di sentieri; fiorisce dalla
primavera all’autunno.

Proprietà
Si hanno notizie certe che questa pianta venisse già usata
nell’ottavo secolo a.c. tuttora l’infuso di malva viene indicato
come emolliente, rinfrescante, diuretico e bechico; per uso
esterno nei lavaggi delle pelli arrossate e gargarismi. Le foglioline
tenere ed i fiori si possono aggiungere alle insalate, se la pianta
è più coriacea si mette nella misticanza da cuocere. Prestare
particolare attenzione perché la malva viene facilmente parassi-
tata da alcune muffe (ruggini).
21
61

Malva

Damigella s.
Nome Malva sylvestris L.

Malva
Famiglia Malvaceae

Sinonimo Malva mauritiana L. / Malva ambigua Guss.


62
I fiori dei pigri

Mentuccia, nepetella
Origine del nome
Il nome del genere deriva da due parole greche kala-minthe
cioè “bella menta” riferito all’uso che se ne fa come condimento
in cucina e nepeta deriverebbe (secondo Arcangeli 1882) da
Nepet o Nepete antica città dell’Etruria.

Descrizione
Piantina perenne che emana in tutte le sue parti un buon aroma
di menta. I fusti sono ascendenti, legnosi nella parte inferiore
e ricoperti di peli inclinati. Le foglie sono ovali e acute, con
margine revoluto, intero o debolmente dentato. I fiori in numero
di 5-20 disposti lungo una spiga fogliosa hanno il calice gozzuto
ed ispido, corolla pubescente con tubo violetto chiaro, labbro
inferiore trilobo con al centro due macchie violette.

Dove si trova
Cresce nei prati aridi, negli incolti e sui vecchi muri; fiorisce
da maggio ad ottobre.

Proprietà
Oltre che ad essere usata come condimento in cucina l’infuso
serve come stomachico, carminativo e stimolante.
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63

Mentuccia, nepetella

n.
Damigella s.
Mentuccia
Nome Calamintha nepeta L.

Famiglia Labiatae

Sinonimo Calamintha parviflora Lam. / Satureja nepeta Scheele / Satureja calamintha Scheele
64
I fiori dei pigri

Milzadella
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco e significa “gola” alludendo
alla forma della corolla e maculatum per le macchie porporine
del labbro inferiore del fiore.

Descrizione
Pianta perenne, con fusto ascendente o eretto, tubuloso, lucido,
glabro, raramente peloso. Le foglie sono picciolate, hanno la
lamina ovale-triangolare o cuoriforme con margine dentato,
spesso con una stria longitudinale bianca o chiara. I fiori hanno
il tubo biancastro, il labbro superiore roseo purpureo, quello
inferiore chiaro con macchie porpora; non sono rare però piante
che li hanno completamente bianchi.

Dove si trova
Cresce nelle scarpate, nelle siepi, negli incolti e ai margini dei
boschi fiorisce dalla primavera all’inizio dell’estate.

Proprietà
Questa piantina da cruda ha un odore sgradevole forse per
questo è poco usata in cucina; tuttavia in passato godeva di
fama nella cura dei tumori alla milza, la leucemia, l’anemia
e la foruncolosi.
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65

Milzadella

Damigella s.
Milzadella
Nome Lamium maculatum L.

Famiglia Labiatae
66
I fiori dei pigri

Monete del papa


Origine del nome
Il nome del genere è riferito alla forma dei semi e la lucentezza
dei frutti rotondeggianti simili alla luna.

Descrizione
Nonostante il nome la pianta è biennale o perenne; il fusto
è cilindrico, eretto, glabro o ispido per densi peli. Le foglie infe-
riori sono picciolate e opposte, mentre le superiori sono alterne
e sessili; la lamina ha la forma triangolare-astata, con dentatura
grossolana e irregolare, progressivamente ridotta verso la
sommità. I fiori hanno petali violetto chiaro, il frutto ha la forma
ellittica, arrotondata alle 2 estremità.

Dove si trova
Cresce preferibilmente nelle fosse, nelle rupi e nelle scarpate
umide ed ombrose; fiorisce da aprile a giugno.

Proprietà
Spesso questa pianta viene usata nella composizione di fiori
secchi, per l’aspetto madreperlaceo caratteristico del suo frutto.
21
67

Monete del papa

dels.papa
Damigella
Nome Lunaria annua L.

Monete
Famiglia Cruciferae

Sinonimo Lunaria biennis Hoench


68
I fiori dei pigri

Orchidea maggiore
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco e significa “testicolo” perché
queste piante hanno due bulbi sotterranei di forma ovaloide
appaiati; purpurea riferita al colore dominante.

Descrizione
Pianta bulbosa, con fusto robusto, glabro e guainato nella metà
inferiore. Le foglie tutte basali hanno forma allungata, sono più o
meno erette e lucide. L’infiorescenza densa, cilindrica o globosa,
corolle purpuree o rosa-violetto; il frutto è una capsula allungata.

Dove si trova
Cresce di preferenza nei prati stabili, suoli compatti, boschi
xerofili, cespuglietti e scarpate soleggiate; fiorisce da aprile
a giugno.

Proprietà
In passato le orchidee secondo la teoria della segnatura ave-
vano la fama di stimolare la potenza sessuale maschile, natu-
ralmente la cosa non è stata comprovata da studi più recenti;
tuttavia i bulbi contengono in media il 15% di proteine ed altri
buoni nutrienti che le rendono un buon alimento.
Tutto questo avviene nei paesi mediorientali perché da noi tutte
le orchidee sono protette.
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69

Orchidea maggiore

Damigellamaggiore
Orchidea s.
Nome Orchis purpurea Hudson

Famiglia Orchidaceae

Sinonimo Orchis fusca Jacq.


70
I fiori dei pigri

Trifoglio
Origine del nome
Al genere è stato dato questo nome perché la foglia è composta
da tre segmenti.

Descrizione
Pianta perenne con rizoma legnoso avvolto da guaine scure;
i fusti prima prostrati poi arcuati-eretti sono erbacei. Le foglie
con lungo picciolo hanno i segmenti da lanceolati a ellittici ad
obovati. I capolini possono essere peduncolati o subsessili
all’ascella delle foglie superiori; le corolle hanno colore violetto.

Dove si trova
Generalmente coltivata come foraggiera si può trovare anche
nei prati, nei pascoli e negli incolti; fiorisce tutto l’anno.

Proprietà
Sebbene oggi viene utilizzata solo come foraggiera già gli antichi
romani la usavano come pianta medicinale dalle virtù miraco-
lose; recenti ricerche hanno evidenziato una attività antibiotica
contro diversi batteri inoltre per la ricchezza di isoflavoni gli
estratti vengono proposti nel trattamento della menopausa
e disturbi associati.
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71

Trifoglio

Damigella s.
Trifoglio
Nome Trifolium pratense L.

Famiglia Leguminosae
72
I fiori dei pigri

Veccia dentellata
Origine del nome
Il nome generico potrebbe derivare dal latino vincire cioè
“avvincere”, per i fusti avvolgenti o dal greco bikíon riferito
a diverse leguminose.

Descrizione
Pianta annuale con fusti prostrati, striati o angolosi e gracili.
Le foglie inferiori hanno 2-4 segmenti subrotondi, le superiori
4-6 segmenti ellittici e mucronati; stipole ovali con molti denti
lesiniformi; cirri generalmente bifidi. I fiori da 1-3 subsessili su un
peduncolo comune hanno la corolla bianco-porporina;
il frutto è un legume con 4-7 semi.

Dove si trova
Cresce negli incolti, nei pascoli aridi, nelle siepi e nei campi;
fiorisce da marzo a giugno.

Proprietà
Gradita dai bovini al pascolo non si conoscono altri usi.
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Veccia dentellata

dentellata
Damigella s.
Nome Vicia bithynica L.

Veccia
Famiglia Leguminosae
74
I fiori dei pigri

Veccia pelosa
Origine del nome
Il nome generico potrebbe derivare dal latino vincire cioè
“avvincere”, per i fusti avvolgenti o dal greco bikíon riferito
a diverse leguminose.

Descrizione
Le foglie hanno 16-20 segmenti strettamente ellittici e cirri ramosi.
I fiori in numero di 10-30 disposti in racemo più corto o più lungo
della foglia ascellante hanno il calice gozzuto alla base,
la fauce obliqua e denti ineguali; la corolla ha colore variabile più
frequentemente tende all’azzurro-violetto.
Il frutto è un legume glabro o poco peloso con 2-8 semi.

Dove si trova
Cresce nelle colture, negli incolti aridi e nei ruderi; fiorisce
da marzo a giugno.

Proprietà
Viene usata esclusivamente come foraggio.
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75

Veccia pelosa

pelosa
Damigella s.
Nome Vicia villosa Roth

Veccia
Famiglia Leguminosae
76
I fiori dei pigri

Calendula
Origine del nome
Il nome del genere deriva dalla parola latina calendae perché
fiorisce tutti i mesi, quello della specie significa “dei campi”.

Descrizione
Pianta erbacea, annuale o biennale, finemente pelosa, ha una
rosetta basale con fusti ascendenti o eretti, ramosi e irregolar-
mente corimbosi. Le foglie in basso sono picciolate, spatolate e
irregolarmente dentate, in alto sono sessili e lanceolate. I capolini
sono isolati ed i fiori sono giallo-arancio; i semi sono acheni di
diverse forme, quelli esterni sono rostrati e nella forma ricordano
il ferro di cavallo.

Dove si trova
Vive nei campi, nelle vigne, negli incolti e nelle scarpate; fiorisce
dall’autunno alla primavera. Questa piantina difficilmente sop-
porta la siccità estiva.

Proprietà
L’infuso e la tintura alcolica di calendula veniva e viene tuttora
usata per regolare le mestruazioni e migliorare la digestione;
il decotto per uso interno come anticanceroso, esternamente
come lenitivo per lavaggi; le foglie fresche pestate e ridotte in
poltiglia come cataplasma sugli ascessi, sulle verruche e sui
calli. Le foglie tenere e i capolini appena sbocciati si possono
aggiungere alle insalate, le parti più coriacee nella misticanza
di verdure da cuocere.
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Calendula

Calendula s.
Damigella
Nome Calendula arvensis L.

Famiglia Compositae
78
I fiori dei pigri

Cerinte
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco e significa “fiore di cera”
riferito all’aspetto dei fiori pregevolmente melliferi.

Descrizione
Pianta annuale che presenta fusti ascendenti, glabri e ramosi.
Le foglie di forma ellittica sono amplessicauli e presentano fitti
tubercoli chiari sulla pagina superiore e setole patenti sul margine;
diventano nere nella pianta essiccata. Il fiore è tubuloso
di colore giallo con anello purpureo verso la metà; antere violette
e stilo appena sporgente.

Dove si trova
Si trova facilmente negli incolti, nelle vigne, negli oliveti e lungo
le vie; fiorisce da marzo a giugno.

Proprietà
Nonostante l’aspetto poco invitante la pianta è commestibile
e generalmente viene usata in misticanza cotta o per ripieni;
i fiori se succhiati hanno un sapore che ricorda il miele.
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Cerinte

Cerinte s.
Damigella
Nome Cerinthe major L.

Famiglia Boraginaceae

Sinonimo Cerinthe aspera Roth.


80
I fiori dei pigri

Farfara
Origine del nome
Il nome del genere deriva da due parole latine e significa “cac-
ciare la tosse”; mentre la specie deriverebbe da farfarus, nome
del pioppo bianco per la somiglianza della forma delle foglie.

Descrizione
È una piantina erbacea, perenne e produce i fiori prima delle fo-
glie nei mesi di febbraio e marzo. Ogni scapo fiorale è ricoperto
di squame ovali, ed ha un solo capolino giallo, che a fruttificazio-
ne diventa un pappo piumoso bianco. In seguito compariranno
le foglie, che sono picciolate, più o meno cuoriformi o esagonali,
glabrescenti superiormente e bianco tormentose di sotto, che
continueranno a crescere per tutta l’estate.

Dove si trova
Cresce preferibilmente negli incolti, lungo i corsi d’acqua, ai
margini dei sentieri, nelle zone umide di terreni argillosi e marne.

Proprietà
Fin dall’antichità l’infuso di farfara veniva usato per curare
l’asma, le bronchiti, le tracheiti, l’enfisema e la cistite. La foglia
essiccata veniva fumata nelle crisi di asma e nelle tossi ostinate.
I capolini appena sbocciati si possono aggiungere alle insalate.
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21

Farfara

Farfara s.
Damigella
Nome Tussilago farfara L.

Famiglia Compositae
82
I fiori dei pigri

Favagello
Origine del nome
Il nome del genere si riferisce agli ambienti di crescita umidi ed
acquatici, favorevoli anche alla vita delle rane; quello della specie
è riferito ai tubercoli sotterranei, che nella forma ricordano il fico.

Descrizione
È una modesta piantina perenne dall’ingannevole aspetto
di succulenta. Le foglie sono picciolate, lucide, glabre e gras-
sette, con lamina cordata, lucida e margine crenato. I tuberetti
sotterranei sono biancastri e fusiformi, mentre il fusto è tubuloso,
prostrato o ascendente, di consistenza flaccida. I fiori sono
solitari con petali gialli lucidi.

Dove si trova
Si trova comunemente nei boschi di latifoglie, nelle siepi e nei
luoghi umidi; fiorisce in primavera.

Proprietà
Le tenere foglioline appena spuntate venivano mangiate in
insalata; col succo dei tuberetti mescolato a caldo con strutto
si otteneva un unguento utile nella cura delle emorroidi.
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21

Favagello

Favagello s.
Damigella
Nome Ranunculus facaria L.

Famiglia Ranunculaceae

Sinonimo Ficaria verna Hudson / Ficaria ranunculoides Roth


84
I fiori dei pigri

Ginestrino
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco lotos nome dato alle piante
foraggiere di pregio, corniculatus perché quando il baccello
è maturo si apre arrotolando le due parti prendendo così
l’aspetto di corna.

Descrizione
Pianta generalmente perenne con fusto lignificato alla base
e rami erbacei, ascendenti o eretti, più o meno angolosi. Foglie
composte da 5 segmenti ovali spesso appuntiti, con elevata
variabilità nelle caratteristiche. I fiori in gruppo di 3-8 formano
un capolino; la corolla ha colore giallo-dorato frequentemente
screziata di rossastro.
Il frutto è un legume cilindrico con piccoli semi.

Dove si trova
Cresce nei prati falciati e concimati, pascoli aridi, incolti erbosi
e in alcune zone viene proprio coltivato come foraggio; fiorisce
da aprile a ottobre.

Proprietà
Le tenere foglioline vengono aggiunte alle insalate agresti;
in passato l’infuso veniva usato negli stati angosciosi, nelle
insonnie, nelle depressioni e nei disturbi del sistema nervoso
vegetativo.
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Ginestrino

Ginestrino s.
Damigella
Nome Lotus corniculatus L. sp.p.

Famiglia Leguminosae
86
I fiori dei pigri

Iperico
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco hipó cioè sotto e erike
che significa erica, per estensione “pianta che cresce sotto le
eriche”. Pianta perenne generalmente glabra; il fusto alla base è
prostrato e lignificato, poi eretto e in basso rossastro.

Descrizione
Le foglie di forma lanceolata sono cosparse di ghiandole traslu-
cide su tutta la lamina e ghiandole scure sui bordi. I fiori da 10
a 30 riuniti in corimbo hanno sepali stretti e acuti; i petali sono
ellittici, spesso asimmetrici, dentellati, con ghiandole scure sul
bordo, di colore giallo carico; il frutto è una capsula bruna
a maturità.

Dove si trova
Cresce nei prati aridi, nelle boscaglie, ai bordi dei boschi, ai
margini delle strade e negli incolti; fiorisce da maggio ad agosto.

Proprietà
Numerose le proprietà di questa pianta; per uso interno l’infuso
migliora la digestione con buona attività ipotensiva; essicata e
polverizzata mezzo cucchiaino 3 volte al giorno per migliorare
l’umore infine la finitura oleosa per uso esterno nelle scottature
o arrossamenti della pelle.
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Iperico

Iperico s.
Damigella
Nome Hypericum perforatum L.

Famiglia Guttiferae
88
I fiori dei pigri

Linaria
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal latino linum cioè “lino” per la somi-
glianza delle foglie tra queste piante.

Descrizione
Pianta perenne con fusti eretti, semplici o ramosi in alto e al
tatto peloso-ghiandolosi. Le foglie sono alterne, di forma lineare,
uninervie e appuntite. I fiori disposti in racemo denso, hanno un
corto peduncolo, il calice laciniato e corolla gialla; il frutto è una
capsula ovoide contenente numerosi semi.

Dove si trova
Cresce negli incolti, sui ruderi, lungo le massicciate e ai bordi
delle strade; fiorisce da giugno a ottobre.

Proprietà
Questa pianta ormai desueta era stimata in passato per la cura
delle coliti, le atonie intestinali, le emorragie anche dovute a
tumori intestinali, le emorroidi, le fistole suppuranti e le affezioni
delle vie urinarie.
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Linaria

Linaria s.
Damigella
Nome Linaria vulgaris L.

Famiglia Scrophulariaceae
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I fiori dei pigri

Primula notturna
Origine del nome
Il nome generico deriva dal greco onos cioè asino e thera che
significa preda, associando “cibo per asini”.

Descrizione
Pianta biennale con fusto eretto semplice o poco ramoso in
alto, ingrossato a fuso alla base e lignificato nella metà inferiore.
Le foglie possono essere sia glabre che ispide, lanceolate
e acute, grossolanamente dentate, arrossate lungo il nervo prin-
cipale a maturità avanzata. I fiori in racemo foglioso terminale
hanno il calice verde e i petali giallo vivo; il frutto è una capsula
clavata.

Dove si trova
Cresce nei suoli aridi, negli alvei dei torrenti, sulle sabbie e sulle
dune marittime; fiorisce da giugno a settembre.

Proprietà
Dai semi di questa pianta si ricava un olio molto apprezzato per
la preparazione di prodotti cosmetici.
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21

Primula notturna

Primula notturna
Damigella s.
Nome Oenothera biennis L.

Famiglia Onagraceae
92
I fiori dei pigri

Ranuncolo
Origine del nome
Il nome del genere si riferisce agli ambienti di crescita umidi
ed acquatici, favorevoli anche alla vita delle rane.

Descrizione
La distinzione delle numerose specie di ranuncoli generalmente
viene fatta dalla forma delle foglie basali, dalla forma degli acheni,
dai diversi e peculiari particolari ed infine pelosità e colore dei
fiori. Le specie più comuni delle nostre zone hanno dimensioni
e tempi di fioritura variabili, generalmente con fiori gialli più
o meno vistosi. I fusti sono eretti e più o meno ramosi, in alcune
specie sono cavi; a volte le foglie possono avere delle macchie
scure sulla lamina. I fiori hanno numerosi stami e 5 petali gialli;
i frutti sono acheni lisci o tubercolari, con o senza becco a sua
volta dritto o uncinato, raccolti in spiga sferica o allungata.

Dove si trova
Cresce vicino ai fossi, nei prati falciabili, nelle radure boschive
e nei giardini; fiorisce generalmente in primavera, salendo di
quota fino ad estate inoltrata.

Proprietà
Tutti i ranuncoli sono tossici o velenosi, le specie acris e bulbo-
sus proprio per il loro potere vescicante venivano usati esterna-
mente per combattere la sciatica in una insolita cura bulgara.
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Ranuncolo

Ranunculos.
Damigella
Nome Ranunculus sp.p.

Famiglia Ranunculaceae
94
I fiori dei pigri

Ravastello
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco senapa, pianta piccante che
ancora oggi si usa nelle salse.

Descrizione
Pianta erbacea, annuale, con fusto eretto, ramoso e striato.
Le foglie basali sono lanceolate, grossolanamente dentate, quasi
lirate; quelle del fusto progressivamente ridotte.
I fiori sono gialli e le silique sono più o meno cilindriche.

Dove si trova
Cresce come infestante nei campi di cereali, negli incolti e negli
orti; fiorisce quasi tutto l’anno.

Proprietà
Questa infestante è un’ottima pianta alimentare, da sola o in mi-
sticanza, l’unica raccomandazione è che trascorra poco tempo
dalla raccolta alla cottura, diversamente diventa amara e poco
gradevole per la significativa presenza di composti solforati nella
pianta.
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21

Ravastello

Ravastello s.
Damigella
Nome Sinapis arvenis

Famiglia Cruciferae

Sinonimo Brassica arvensis Rabenh / Brassica sinapistrum Boiss.


96
I fiori dei pigri

Senape bianca
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco senapa, pianta piccante
che ancora oggi si usa nelle salse.

Descrizione
Pianta erbacea, annuale, con fusto eretto, ramosissimo e con
peli riflessi. Le foglie basali hanno contorno spatolato e sono
formate da 7-9 segmenti laterali alternati con margine dentato.
I fiori sono gialli disposti in un racemo allungato. I semi sono
racchiusi in una siliqua falciforme con becco compresso come
una lama.

Dove si trova
Cresce nei campi di cereali, nelle scarpate, spesso era coltivata
come erba da foraggio per la sua rapida crescita; fiorisce da
marzo a giugno.

Proprietà
Nei tempi passati veniva consumato come verdura cotta,
soprattutto ripassato in padella o come le cime di rapa; dai suoi
semi si ricava la farina per fare la senape dolce.
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21

Senape bianca

Senape bianca
Damigella s.
Nome Sinapis alba L.

Famiglia Cruciferae
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I fiori dei pigri

Senape nera
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal celtico e significa “cavallo” e nigra
per il colore scuro dei suoi semi.

Descrizione
Pianta annuale, con fusto eretto, ramoso ed ispido. Le foglie
sono ispide, di forma lirato-pennatosetta, di colore verde scuro.
I fiori disposti in racemi terminali hanno i petali gialli; le silique
sono erette appressate all’asse.

Dove si trova
Cresce nei campi di cereali, nelle bordure di coltivi, nelle scarpate
e nelle vigne; fiorisce da marzo a giugno.

Proprietà
Questa pianta è sempre stata consumata come verdura cotta
e qualora fosse in uno stato vegetativo avanzato si raccolgono
le cime in prefioritura come si fa con i broccoletti.
Con la farina dei semi si produce la senape forte inoltre in
passato serviva per fare i senapismi (si applicava un cataplasma
fatto con acqua e farina dei semi come revulsivante nelle algie
e nei dolori reumatici). La sua essenza serve per aromatizzare
la mostarda.
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Senape nera

Senape nera
Damigella s.
Nome Brassica nigra L. Koch

Famiglia Cruciferae
100
I fiori dei pigri

Soffione, tarassaco
Origine del nome
Il nome del genere deriva da due parole greche e significa
“disturbo” e “sanare”, officinalis perché impiegato nelle officine
farmaceutiche.

Descrizione
Piantina perenne con radice a fittone e foglie picciolate, con
lamina da profondamente incisa a quasi intera. Generalmente
da ogni rosetta si ergono diversi fusti cavi internamente, ognuno
dei quali sorregge un capolino giallo carico che a maturazione
diventa un pappo piumoso, formato da numerosi acheni bianca-
stri, poi disseminati dal vento.

Dove si trova
Cresce nelle schiarite, nei prati stabili, negli ambienti ruderali,
nelle aiuole e nelle vigne inerbate; fiorisce da fine inverno a tutta
la primavera.

Proprietà
Molto conosciuta viene apprezzata nelle insalate rustiche più per
il suo sapore amaro che per le sue proprietà terapeutiche.
Il tarassaco è indicato nella stipsi, nella ritenzione idrica,
nell’inappetenza, nei disturbi digestivi, nella renella, nell’insuffi-
cienza epatica e molti altri disturbi.
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Soffione, tarassaco

Soffione, tarassaco
Damigella s.
Nome Taraxacum officinalis Web.

Famiglia Compositae
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I fiori dei pigri

Trombone
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco narcao col significato
di “paralizzare” per il penetrante profumo emanato dai fiori.

Descrizione
Piantina perenne, con bulbo ovoide ricoperto da tuniche brune.
Lo scapo è eretto e compresso, mentre le foglie sono lineari,
piane e lunghe circa quanto lo scapo. Il fiore generalmente
è unico, la spata è membranosa e traslucida, il perigonio è giallo
più o meno intenso, la paracorolla è tubulosa, dentata e arro-
tondata sul bordo.

Dove si trova
Un tempo coltivato per ornamento oggi spontaneizzato negli
orti, nelle vigne e nei campi; fiorisce in primavera. In alcune zone
la pianta è protetta.

Proprietà
Non si conosce uso della pianta.
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103

Trombone

Trombone s.
Damigella
Nome Narcissus pseudonarcissuss L.

Famiglia Amaryllidaceae
104
I fiori dei pigri

Alliaria
Origine del nome
Il nome del genere è riferito all’odore di aglio emanato soprattutto
se strofinata fra le dita.

Descrizione
Pianta biennale o perenne con spiccato odore di aglio in tutte
le sue parti. I fusti sono eretti, semplici o ramosi in alto e pu-
bescenti. Le foglie basali sono picciolate e reniformi e man
mano che si sale sul fusto diventano triangolari-cuoriformi poi
rombiche. I fiori hanno petali bianchi e sono disposti in racemo
corimboso; i frutti sono silique allungate ed eretto-patenti.

Dove si trova
Cresce nei terreni concimati e ricchi di organico, nelle siepi
e nelle scarpate; fiorisce da aprile a luglio.

Proprietà
Questa piantina dallo spiccato aroma di aglio viene usata per
insaporire le insalate; un tempo veniva considerata come pianta
officinale serviva come espettorante e attivante la respirazione;
esternamente con il suo decotto si facevano lavaggi e pediluvi
per migliorare la circolazione agli arti.
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105

Alliaria

Alliaria s.
Damigella
Nome Alliaria petioiata (Bieb) Carara et Grande

Famiglia Cruciferae

Sinonimo Alliaria officinalis Andrz. / Erysimum alliaria L / Sisymbrium alliaria Scop.


106
I fiori dei pigri

Calenzuola
Origine del nome
Il nome del genere è dedicato a Euforbos (I sec. a.C.) medico
del re Giuba, mentre la specie sempre dal greco significa “che
guarda il sole” riferito alle infiorescenze.

Descrizione
Piantina annuale, con fusto ascendente, spesso arrossato,
ed in alto con peli patenti. Le foglie aumentano di dimensione
fino a raddoppiare verso l’alto, la forma è obcuneata con apice
arrotondato. Un’ombrella a 5 raggi alla cui base vi sono brattee
simili alle foglie forma l’infiorescenza, il fiore femminile è circon-
dato da diversi fiori maschili nella caratteristica formazione a
barchetta detta “ciato”; il frutto è una capsula liscia contenente
dei semi irregolarmente rugosi.

Dove si trova
Si trova facilmente negli incolti, nei pascoli aridi, nelle vigne e
lungo i sentieri; fiorisce da marzo a giugno.

Proprietà
Tutta la pianta è molto tossica; i contadini usavano il latice della
pianta per togliere i porri, i calli e le verruche, oppure in veteri-
naria quando si voleva provocare lo svuotamento rapido degli
intestini dei suini o dei ruminanti.
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Calenzuola

Calenzuolas.
Damigella
Nome Euphorbia helioscopia l.

Famiglia Euphorbiaceae
108
I fiori dei pigri

Fiorone, indugliosa, ombrellino


Origine del nome
Il nome del genere secondo Arcangeli (1882) deriverebbe da
due parole greche “scalpello” e “girare” forse perché il petalo
vessillare dilatato dei fiori esterni ricorda uno scalpello che ruota
attorno all’asse dell’ombrella.

Descrizione
Piantina annuale, ricoperta di peli patenti morbidi. Le foglie
basali sono picciolate, imparipennate e composte da 7 o 9
segmenti di uguale grandezza circa con cinque lobi profondi
e margine crenato; quelle del fusto sono subsessili. Il fusto
è eretto e ramoso spesso fin dalla base. Ombrelle a 6-8 raggi
e brattee riflesse più corte dei raggi; bratteole più o meno
patenti e dimensioni più ridotte.
I fiori esterni hanno un petalo vessillare bianco o rosato; il frutto
è un discoide ellittico con bordo zigrinato.

Dove si trova
Cresce di preferenza nei coltivi, negli incolti, nei pascoli aridi
e nelle vigne; fiorisce da marzo a giugno.

Proprietà
La rosetta basale di questa pianta viene usata per insaporire
l’insalata conferendogli un particolare e apprezzato sapore.
Fiorone, indugliosa,
21
109

ombrellino

Fiorone s.
Damigella
Nome Tordylium apulum L.

Famiglia Umbelliferae
110
I fiori dei pigri

Giacinto romano
Origine del nome
Il nome del genere è dedicato a Richer de Belleval (1564-1602)
fondatore dell’orto botanico di Montpellier.

Descrizione
Pianta perenne con bulbo sferoidale o piriforme e tuniche esterne
nerastre. Le foglie sono più lunghe dello scapo fiorale, glabre
e spesso canalicolate.
I fiori disposti in racemo lasso sono tutti fertili con peduncoli
eretto-patenti rispetto allo scapo; il perigonio è campanulato,
con denti acuti e colore biancastro. Il frutto è una capsula
formata da valve ellittiche.

Dove si trova
Cresce comunemente nei campi, nei prati, negli incolti e nelle
vigne; fiorisce da marzo a maggio.

Proprietà
Non si conosce uso della pianta perché tossica.
21
111

Giacinto romano

Giacointo romano
Damigella s.
Nome Bellevalia romana. L. sweet

Famiglia Liliaceae

Sinonimo Hyacinthus romanus L.


112
I fiori dei pigri

Latte di gallina
Origine del nome
Il nome del genere dal greco significa “latte di uccello”, consi-
derando che spesso cresce dove razzolano le galline il nome
popolare è diventato “latte di gallina”; umbellatum per la forma
ad ombrella della infiorescenza.

Descrizione
Piantina perenne con bulbo prolifero; le tuniche sono chiare
e racchiudono il bulbo principale, ma non i bulbilli. Le foglie sono
lineari, canalicolare, in genere più lunghe dello scapo e con una
linea mediana madreperlacea. L’infiorescenza corimbiforme è
formata da 10-20 fiori; quelli inferiori con peduncolo più allungati
e a volte arcuati.
I fiori sono formati da 6 tepali bianchi con linea dorsale verde;
il frutto è una capsula con coste circa equidistanti.

Dove si trova
Cresce di preferenza nei prati, nelle bordure dei coltivi e nelle
scarpate; fiorisce da aprile ai primi di giugno.

Proprietà
I raccoglitori dei erbe agresti utilizzano tutte le parti della pianta
sia nelle insalate che nelle frittate e nei minestroni.
21
113

Latte di gallina

Latte di gallina
Damigella s.
Nome Ornithogalum umbellatum L. sp. p.

Famiglia Liliaceae
114
I fiori dei pigri

Margherita
Origine del nome
Il nome del genere tradotto dal greco significa “fiore bianco”.

Descrizione
Pianta con il fusto semplice o ramoso, peloso in basso per
il resto glabro. Le foglie basali della rosetta hanno la lamina
spatolata-obovata ristretta verso la base, il contorno è crenato
e salendo lungo il fusto assumono via via forma oblunga poi
lineare. Il fiore è un capolino con al centro fiori tubulosi gialli ed
attorno una corona di fiori ligulati bianchi; i frutti sono acheni con
pappo a corona o nudi.

Dove si trova
Cresce negli ambienti antropizzati, nei prati falciati, nei campi
e bordi delle vie; fiorisce da maggio ad ottobre.

Proprietà
Non solo conosciuta come il fiore dell’amore “m’ama, non
m’ama” i suoi capolini essiccati servivano per fare un’efficace
infuso tossifugo, antispasmodico e astringente.
21
115

Margherita

Margheritas.
Damigella
Nome Leucenthemum lam. sp. p.

Famiglia Compositae

Sinonimo Leucanthemum ircutianum Turcz. DC.


116
I fiori dei pigri

Narciso
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal greco narcao col significato
di “paralizzare” per il penetrante profumo emanato dai fiori.

Descrizione
Questa piantina perenne ha il bulbo piriforme, avvolto da tuniche
brune che spesso si allungano ad abbracciare anche il robusto
scapo. Le foglie da 4 a 6 sono piane, larghe al massimo 2 cm
e lunghe quanto lo scapo. I fiori disposti ad ombrella lassa sono
chiusi alla base da una membrana biancastra, hanno il perigonio
formato da lacinie lanceolate e paracorolla gialla.

Dove si trova
Si trova nei prati, nei coltivi e negli incolti umidi; fiorisce in prima-
vera.

Proprietà
In un tempo non tanto remoto era comunissimo ed era facile
raccoglierne notevoli quantità per farne dei mazzi di fiori; oggi
non è più possibile per la scarsa reperibilità ma soprattutto
perché è pianta protetta.
21
117

Narciso

Narciso s.
Damigella
Nome Narcissus tazetta L.

Famiglia Amaryllidaceae
118
I fiori dei pigri

Rucola
Origine del nome
Il nome del genere deriva dal latino urere per evidenziare il suo
sapore acre e pungente; sativa significa coltivata.

Descrizione
Pianta annuale con fusto ascendente o eretto, glabro e ramoso.
Le foglie sono pennatifide, con 1-5 paia di segmenti laterali e
1 apicale, grossolanamente dentate sul bordo; quelle del fusto
progressivamente ridotte. I fiori disposti in racemo allungato
hanno corti peduncoli, sepali violetti, petali bianco-giallastri
venati di violetto; il frutto è una siliqua appuntita e appressata
al fusto.

Dove si trova
Generalmente coltivata spesso inselvatichita presso gli orti,
campi coltivati e incolti e lungo i sentieri; fiorisce da marzo
a giugno.

Proprietà
Ottima pianta commestibile ricercata e consumata in insalata
quando è tenera; poi rifiutata per il suo sapore piccante.
21
119

Rucola

Rucola s.
Damigella
Nome Eruca sativa Miller

Famiglia Cruciferae
120
I fiori dei pigri

Rucola viola
Origine del nome
Il nome del genere si riferisce alla disposizione in doppia fila dei
semi all’interno della siliqua.

Descrizione
Piantina annuale, con fusti eretti, striati e ispidi. Le foglie sono
pennatosette e sessili, le superiori dentate e pubescenti al tatto.
I fiori disposti in racemo allungato sono di colore bianco o violetti;
il frutto è una siliqua più o meno cilindrica.

Dove si trova
Cresce nei prati, nelle vigne, negli incolti, nei coltivi e negli orti;
fiorisce quasi tutto l’anno.

Proprietà
Il suo aroma agliaceo e sapore piccante non è gradito da tutti,
per questo se ne fa un uso limitato nelle insalate; nel sud viene
venduta sulle bancarelle del mercato.
21
121

Rucola viola

Rucola viola
Damigella s.
Nome Diplotaxis erucoldes (L.) D. C.

Famiglia Cruciferae
122
I fiori dei pigri

Strigolo, stridolo
Origine del nome
Il nome del genere fa riferimento al calice dei fiori di alcune spe-
cie, rigonfio come il ventre del dio Sileno.

Descrizione
Questa piantina ha i fusti e le foglie di forma variabile; i fusti pos-
sono essere da prostrati ad ascendenti o eretti, mentre le foglie
da lineari a lanceolate e sessili.
I fiori su peduncoli flessuosi, generalmente sono penduli, hanno
il calice rigonfio (urceolato); i petali di colore bianco o legger-
mente rosato presentano un’unghia lunga quanto il calice con
lembo bianco diviso in 2 lacinie subspatolate e patenti. Il frutto
è una capsula globosa od ovoide contenente numerosi semi.

Dove si trova
Cresce negli incolti, nei prati; nelle ghiaie, nei macereti e a volte
come infestante le coltivazioni; fiorisce da primavera ad estate
inoltrata.

Proprietà
Questa piantina molto apprezzata in cucina, sia cruda in insalata,
che come verdura per sughi, per ripieni, da aggiungere
ai minestroni e per le frittate.
Da qualche anno questa piantina in primavera è reperibile anche
nelle bancarelle che vendono verdura.
21
123

Strigolo, stridolo

Strigolo, stridolo
Damigella s.
Nome Silene vulgaris (MMoench) Garcke

Famiglia Caryophyllaceae

Sinonimo Silene inflata (Salisb.) Sm. / Silene venosa (Gilib.) Asch / Silene cucubalus Wibel
124

Bibliografia
I fiori dei pigri

AA.VV. (1993) Contarini E. (1998)


Scoprire, riconoscere, usare le erbe Le piante erbacee spontanee
Gruppo Editoriale Fabbri Ed. Essegi, Ravenna

AA.VV. (1996) Crescentini R., Klaver M. J. I. (1997)


Saperi e sapori di Romagna; le erbe, reg. Orchidee spontanee della provincia di
Emilia Romagna, prov. di RN, az. USL Pesaro e Urbino
Rimini La Pieve Verucchio (RN)
Tipolitografia U.T.J. Jesi (AN)
Gubellini L., Di Massimo S. (2001)
Arrigoni P.C., Cerni S., Piccari S., La flora della Rocca di Maiolo, quaderni
Sarti S. (2002) dell’ambiente n° 7 Provincia PU.
Le buone erbe della campagna riminese, Grafica Vadese PU
reg. Emilia Romagna, prov. di RN.
Seconda ediz. Pazzini Stampatore Lanzani Abbà A. (1989)
Editore Il prato del piatto
Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Milano
Bagli L., Casini L. (2003)
Flora e fauna di Rimini, guida naturalisti- Mattoni A., Molari G. (2006)
ca al territorio comunale Le meraviglia della flora spontanea
La Pieve Verucchio (RN) Lithos Villa Verucchio (RN)

Bayer, Buttler, Finkenzeller, Grau (1990) Penzig O. (1974)


Piante del mediterraneo Flora popolare italiana, 2 voll
RCS Rizzoli Libri Milano Edagricole Bologna

Bremness L. (1995) Perugini Billi F. (2002)


Guarda e scopri erbe Le nostre piante medicinali
Fabbri Editori stampato a Singapore Junior Edizioni BG.

Campolmi B. (1993) Pignatti S. (1997)


Piante selvatiche in cucina Flora d’Italia, 3 voll
Ed. Olimpia S.p.A. Firenze Edagricole Bologna.
125

Bibliografia
Poggiani L. (2003)
L’orto botanico di casa Archilei
Arti Grafiche Stibu Urbania PU
Poggiani L., Dionisi V., Gubellini L. (2004)
Ambiente, flora e fauna del litorale di
Fano, Associazione naturalistica Argo-
nauta
Arti Grafiche Stibu Urbania PU

Poletti A. (1994)
Fiori e piante medicinali, 4 voll
Musumeci Editore Quart. (Valle d’Aosta)

Schönfelder I. e P. (1996)
La flora mediterranea
Istituto Geografico DeAgostini Novara

Simonetti G., Watschinger M. (1997)


Erbe di campi e prati
Ed. Stock Libri S.p.A. Torriana (RN)

Treben M. (1980)
La salute dalla farmacia del Signore
Casa Editrice Ennsthaler, Steyr Austria

Viggiani P., Angelini R (2002)


Dicotiledoni spontanee e infestanti
Bayer Edagricole (BO)

Zangheri P. (1976)
Flora italica, 2 voll
CEDAM Padova
126

Indice
I fiori dei pigri

Una ricchezza floreale inaspettata 2


Presentazione 4
Introduzione 6
Glossario botanico 12
I fiori 18

Alliaria 104 Fiorone, Indugliosa, Ombrellino 108


(Alliaria petioiata) (Tordylium Apulum L.)
Bugula 22 Fumaria 48
(Ajuga Reptans L.) (Fumaria Officinalis L.)
Borragine 20 Geranio Malvaccino 50
(Borago Officinalis L.) (Geranium Rotondifolium L.)
Calendula 76 Geranio Rosso 52
(Calendula Arvensis L.) (Geranium Sanguineum L.)
Calenzuola 106 Geranio Sbrandellato 54
(Euphorbia helioscopia L.) (Geranium Dissectum L.)
Capraggine 40 Ginestrino 84
(Galega Officinalis L.) (Lotus Corniculatus L. pp.p.)
Cardo asinino 42 Iperico 86
(Cirsium vulgare Savi Ten.) (Hypericum Perforatum L.)
Cardo Rosso 44 Iris 26
(Carduus Nutans L.) (Iris Germanica L. Sp.P)
Cardo Saettone 46 Lamio Rosso 56
(Carduus Pycnocephalus L.) (Lamium Purpureum L.)
Cerinte 78 Latte Di Gallina 112
(Cerinthe Major L.) (Ornithogalum Umbellatum L. Sp.P.)
Cipollaccio col fiocco 24 Linaria 88
(Muscari comosum Miller) (Linaria Vulgaris L.)
Farfara 80 Lingua Di Vacca 28
Tussilago Farfara L. (Anchusa Italica Retz.)
Favagello 82 Lino Malvino 58
(Ranunculus Ficaria L.) (Linum Viscosum L.)
127

Indice
Malva 60 Rucola 118
(Malva Sylvestris L.) (Eruca Sativa Miller)
Margherita 114 Rucola Viola 120
(Leucanthemum Vulgare Lam. Sp. P.) (DiplotAxis Erucoides L.D.C.)
Mentuccia-Nepetella 62 Salvia Minore 32
(Calamintha Nepeta L.) (Salvia Verbenaca L.)
Milzadella 64 Salvia Pratense 34
(Lamium Maculatum L.) (Salvia pratensis L.)
Monete del papa 66 Senape Bianca 96
(Lunaria annua L.) (Sinapis Alba L.)
Muscari 30 Senape Nera 98
(Muscari Atlanticum Boiss Et Reuter) (Brassica Nigra L. Koch)
Narciso 116 Soffione, Tarassaco 100
(Narcissus Tazetta L.) (Taraxacum Officinalis Web.)
Orchidea Maggiore 68 Stigolo, Stridolo 122
(Orchis Purpurea Hudson) (Silene Vulgaris Moench Garcke)
Pancotto, Veronica, 36 Trifoglio 70
(Veronica Persica Poiret) (Trifolium Pratense L.)
Pervinca 38 Trombone 102
(Vinca Major L.) (Narcissus Pseudonarcissuss L.)
Primula notturna 90 Veccia Dentellata 72
(Oenothera biennis L.) (Vicia Bithynica L.)
Ranuncolo 92 Veccia Pelosa 74
(Ranunculus Sp. P.) (Vicia Villosa Roth)
Ravastello 94
(Sinapis Arvensis)
i fiori
dei pigri
Guida al riconoscimento dei fiori spontanei
della Provincia di Rimini

“I fiori dei pigri”


è una guida al riconoscimento dei fiori spontanei
della provincia di Rimini, che raccoglie oltre 50 specie
di piante, fornendo per ognuna immagini e scheda
tecnica, contenente tutte le informazioni relative all’origine
del nome, alla descrizione della pianta, alle sue proprietà,
al periodo di fioritura e al luogo in cui si può trovare.
All’interno del volume, i fiori sono stati raggruppati
in quattro sezioni, in base al loro colore, per facilitare
e rendere più immediata l’identificazione, anche ai lettori
meno esperti.

Assessorato all’Ambiente
e alle Politiche
per lo Sviluppo Sostenibile