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Esercitazione per corso MOOC DOL a.s.

2013/14

E-book elaborato da Pulvirenti Antonella

ATTIVIT TRASVERSALE DI LETTURA E ANALISI DI TESTI A TEMA LULIVO


PENSATO PER UNA CLASSE 4^/5^ DI SCUOLA PRIMARIA

INDICE

STORIA DELL'OLIVO - TESTO INFORMATIVO

L'ULIVO, DONO DEGLI DEI - TESTO NARRATIVO FANTASTICO (MITO)

COME COLTIVARE GLI ULIVI - TESTO REGOLATIVO

FILASTROCCA DELL'OLIO - TESTO POETICO

STORIA DELL'OLIVO - TESTO INFORMATIVO storico.org Le origini di una pianta e di una tradizione di Simone Valtorta Lolivo stato forse il primo albero addomesticato dalluomo: la sua storia e quella delle civilt affacciate sul Mediterraneo si intrecciano da almeno settemila anni, tanto che costituisce una delle colture pi importanti e caratteristiche della regione mediterranea. Le ricerche condotte a partire dagli anni Cinquanta hanno infatti rivelato i vantaggi offerti dallalimentazione tradizionale mediterranea rispetto alla dieta praticata nei Paesi dellEuropa Settentrionale e del Nord America: il consumo di pasta, pane, frutta, verdura, legumi, pesci e carni bianche, e luso dellolio doliva come condimento aiutano ad evitare le malattie della civilizzazione come linfarto, larteriosclerosi, lappendicite, la colecistite ed alcuni tipi di tumore. Ma se le olive e lolio doliva rappresentano oggi quasi esclusivamente cibo e condimento, nelle epoche passate lolivo garantiva, oltre a necessit vitali, molte raffinatez ze e comodit.

Uliveto a Porto Leone (Grecia) - Simone Valtorta, 2011

Il Mediterraneo inizia e finisce con lolivo ed i loro confini coincidono dalle coste di Siria e Palestina fino allOceano Atlantico. Antiche raffigurazioni, relitti sottomarini e descrizioni dei protagonisti raccontano un viaggio lungo il quale lolivo vede nascere alcune tra le pi grandi citt del mondo antico: Tiro in Fenicia, Atene in Grecia, Cartagine in Africa e Cadice in Spagna. Lolivo divenuto il simbolo mediterraneo per eccellenza: le sue fronde simboleggiano la pace, lonore e la vittoria, proteggono i supplici e gli ambasciatori. un 3

albero benedetto e pu trasmettere benedizioni: il suo olio misto a balsamo unge i Re, i Profeti, i Sacerdoti, i Vescovi, e li consacra; unge i credenti, infonde loro vigore, speranza e salvezza, scandendo la nascita, la morte ed i momenti pi importanti della loro vita. Lolio doliva lofferta prediletta da Dio ed arde sul Suo altare: la fiamma alimentata da olio doliva simbolo della fede delluomo e della presenza di Dio. Lolivo veicolo di attributi sacri, segno divino, offerta consacrata e fonte di ispirazione artistica: durante molti millenni ha presenziato ai riti ed alle manifestazioni spirituali delle civilt mediterranee; nellOriente antico, nelle religioni del mondo classico, nella fede cristiana, ebraica e musulmana, gli olivi e lolio doliva sono partecipi della realt umana e del mondo divino, offrendo alla fede delluomo la materia ed i simboli pi sacri. Molti oggetti descritti nei miti e nelle leggende delle civilt mediterranee sono fabbricati in legno dolivo: la clava di Ercole, il letto di Ulisse, il palo con cui Ulisse accec Polifemo, la mazza del ciclope, lascia delleroe Pisandro, il simulacro della dea Atena nel Partenone, le statue degli angeli nel Tempio di Salomone a Gerusalemme La storia dellolivo affonda le radici in epoche incredibilmente antiche: gi dodici milioni di anni fa, molto prima della comparsa delluomo sulla Terra, sulle coste del Mediterraneo esistono molte variet di alberi del genere olea. La loro distribuzione determinata dalla latitudine, dagli ambienti e soprattutto dal clima. Settemila anni fa, dopo la creazione dei primi villaggi di agricoltori, luomo inizia a selezionare le piante di olivo, a potarle ed innestarle. La propagazione dellolivo unimportante conquista economica e culturale: richiede infatti sofisticate nozioni botaniche e una struttura sociale organizzata e solida, poich ci vogliono molti anni prima di raccoglierne i frutti. Sulle coste dellattuale Israele sono state rinvenute tracce dellolio pi antico che si conosca, estratto oltre seimila anni fa dai frutti di olivi selvatici. Cinquemila anni fa, quando gli uomini inventano la scrittura, lolio di oliva gi un prodotto prezioso e i mercanti attraversano il deserto ed il mare per portarlo alle citt della Mesopotamia e dellEgitto. Lolio viene trasportato nelle anfore, robusti recipienti in ceramica forniti di una stretta imboccatura che pu essere sigillata con tappi di legno o cera, oppure contenuto in preziosissimi vasetti. Navigatori orientali prima e poi Fenici, Micenei e Greci commerciano lolio doliva e gli unguenti profumati. Grazie a questi contatti, le antiche popolazioni delle regioni costiere che oggi chiamiamo Grecia, Sicilia, Sardegna, Tunisia, Italia, Francia e Penisola Iberica scoprono le straordinarie virt dellolio doliva e imparano le tecniche di coltivazione dellolivo. Lolivo inizia da Tiro di Fenicia il proprio viaggio che si svolge sotto la protezione di Melqart, dio fenicio della vegetazione, della navigazione e delle spedizioni coloniali, pi tardi identificato con Eracle/Ercole. A Tiro, nel tempio di Melqart, c un luogo sacro allinterno di un recinto in cui cr esce un olivo 4

dalle fronde luminose e da lui nasce un fuoco che arde con grandi fiamme fra le sue fronde (Achille Tazio). A bordo delle navi dei Fenici di Tiro, lolivo oltrepassa lo stretto di Gibilterra e a Cadice un olivo di smeraldi, posto in un altro tempio di Melqart, segna la fine del viaggio e del Mare Mediterraneo. A Ebla, in Siria, sono documentati veri e propri oliveti e una forte produzione dolio. Fra gli Ittiti e in Egitto lolio di oliva viene adoperato per cerimonie di consacrazione e rituali che ricordano le unzioni dellArca dellAlleanza e dei Re dIsraele narrati nella Bibbia; lEgitto deve importare enormi quantit di unguenti necessari per limbalsamazione dei defunti ed il culto. Preziosi vasi in pietra ed in pasta di vetro garantiscono la conservazione di questi oli nel corso dei lunghi viaggi da un capo allaltro del Mediterraneo. Lolivo raggiunge la Grecia e gi cinquemila anni fa gli abitanti di Creta e del Peloponneso si nutrono di cibi cotti in olio doliva. Quattromila anni fa Minosse di Creta e poi i Re micenei sono grandi produttori di olio, che commerciano in Italia Meridionale, Sicilia e Sardegna. NellAtene classica lolivo gode di una considerazione eccezionale: lalbero piantato sullAcropoli dalla stessa dea Atena il simbolo della citt, ne incarna la sopravvivenza e la prosperit. Le leggi ateniesi proteggono gli olivi sacri (chi li estirpa pu essere addirittura messo a morte!) e ne regolano la coltura: lolio che producono ed una corona delle loro fronde intrecciate premiano i cittadini vincitori dei giochi panatenaici che si svolgono in onore della dea Atena. Lolio usato soprattutto per la cura e ligiene del corpo, come dimostrano moltissimi vasi che raffigurano scene di gineceo o di ginnasio. In misura minore lolio utilizzato per lalimentazione, come lubrificante o per lilluminazione (un litro dolio pu alimentare un lume per almeno duecento ore); i lumi pi antichi alimentati con olio doliva risalgono a quattromila anni avanti Cristo: ogni lume costituito dal serbatoio, contenente il liquido combustibile, e da uno stoppino a cui appiccare il fuoco. Lolivo fa una prima timida comparsa in Italia tremilacinquecento anni fa, e si diffonde ad opera dei mercanti fenici, cartaginesi e dei coloni greci soprattutto a partire dal VII secolo avanti Cristo. Nelle citt italiche della Magna Grecia lolio doliva necessario per lalimentazione, la cosmesi, i riti, lilluminazione e la salute del corpo. Etruschi e Italici acquistando lolio dai mercanti greci e fenici iniziano ad apprendere le tecniche di coltivazione dellolivo e di estrazione olearia: in breve tempo le popolazioni di molte regioni italiane impiantano oliveti e producono olio doliva che d origine ad un commercio interno sempre crescente. Per vari secoli si importano dalla Grecia soprattutto oli di pregio, cosmetici e profumi esotici, prodotti nei centri pi rinomati del Mediterraneo Orientale. Autori latini come Catone e Columella scrivono volumi per spiegare come si devono coltivare gli olivi e come si produce lolio migliore. A Roma, capitale dellImpero, ogni anno giungono trecentoventunmila anfore contenenti duecentoventiquattromila quintali di olio. Lolio doliva e lolivo arrivano sulla costa mediterranea ed atlantica della 5

Penisol a Iberica nellVIII secolo avanti Cristo ad opera dei mercanti fenici. I Fenici di Tiro fondano Cadice vicino alle Colonne dErcole, e la citt fa da tramite fra il mondo mediterraneo e quello delle genti locali. Ceramiche, avori, gioielli, profumi e tutte le merci di lusso provenienti dallOriente servono ad acquistare i metalli di cui la Spagna ricca: rame, argento, oro. Durante i primi secoli dellImpero Romano, la Spagna diviene la principale provincia olearia mediterranea. Duemila anni fa, allinizio dellEra Cristiana, lolivo ormai una delle principali colture agricole del Mediterraneo. Lolio indispensabile in molti aspetti della vita quotidiana e milioni di anfore olearie vengono trasportate dal Mediterraneo alle pi remote province dellImpero Romano. Frammenti di anfore olearie usate per il trasporto dellolio proveniente dalla Penisola Iberica e dallAfrica, a Roma hanno formato una collina artificiale chiamata Monte Testaccio. un monumento unico al mondo: situato nel lembo pi meridionale della pianura compresa fra il fiume Tevere e il colle Aventino, il Monte Testaccio alto quarantanove metri, con una circonferenza di un chilometro ed una superficie di ventiduemila metri quadrati. Il monte il risultato di un accumulo metodico e protratto nel tempo di anfore contenenti olio che, scaricate nel vicino porto fluviale, dopo lo svuotamento venivano sistematicamente spezzate e ridotte in frammenti prima di essere trasportate e depositate in unarea adibita a discarica a ridosso dei maga zzini. Diversamente dalle anfore destinate al trasporto di prodotti quali vino, miele ed olive, le anfore olearie infatti non erano riutilizzabili a causa della facile e rapida alterazione dei residui dolio. Il problema dello smaltimento rapido ed economico di tali voluminosi vuoti a perdere fu risolto con questa discarica, ove dallepoca augustea i frammenti vennero accatastati con la massima economia di spazio e con la sola deposizione di calce che, destinata ad eliminare gli inconvenienti causati dall a decomposizione dellolio, ha rappresentato per i cocci anche un ottimo elemento di coesione. Nellantichit pi costoso trasportare un carico su carro per centocinquanta chilometri che farlo viaggiare per nave da un capo allaltro del Mediterraneo: per questo i commerci oleari si svolgono soprattutto via mare o lungo i fiumi navigabili, come viene ben documentato al Museo Navale Romano di Albenga. Il commercio oleario controllato dallo Stato, che interviene quando gli armatori non riescono a soddisfare le esigenze del mercato: lAnnona imperiale provvede direttamente ai rifornimenti per la popolazione di Roma e per le truppe acquartierate lungo i confini settentrionali dellImpero; a questo scopo vengono ammassate notevoli quantit di generi alimentari e buona parte della produzione di olio doliva. Ma nel V secolo lolivo viene travolto dalla crisi politica, economica e militare dellImpero Romano dOccidente. Alberi di olivo sono coltivati solo attorno ai monasteri o ai centri urbani pi importanti. Dopo la fine del mondo antico, 6

lolio di oliva di nuovo raro e prezioso in Europa ed riservato ai riti religiosi o a pochi privilegiati. In Oriente, invece, nello splendore delle corti e nelle tende, lumi ad olio in ottone ed in argilla con superficie invetriata, ed oli profumati che soffondono atmosfere da Mille e una notte continuano una tradizione millenaria. solo durante il Settecento che le oliere si diffondono nei Paesi dellEuropa mediterranea, dove i dettami delletichetta ed il modo di vita francese si impongono alle corti e sulle tavole della nobilt europea. Proprio loreficeria e largenteria francesi producono durante il Seicento ed il Settecento le loro pi elevate espressioni artistiche, soprattutto in relazione alla committenza dellaristocrazia e della casa reale; particolare nelle oliere di produzione francese la forma a barca dei supporti in argento, ispirata a modelli di centrotavola medievali e rinascimentali usati per contenitori di sale, pepe, spezie ed oggetti vari. Il panorama degli argenti italiani invece arricchito dalla presenza di numerosi ambiti regionali, con centri caratterizzati da particolari scelte artistiche e decorative, tutte di grande qualit: gli acquirenti commissionano il lavoro rivolgendosi direttamente agli argentieri e la qualit delloggetto che viene loro offerto testimoniata dallimposizione di marchi che contrassegnano la provenienza, lofficina, il maestro argentiere e la bont del metallo impiegato. La diffusione delle oliere da tavola giunge rapidamente nelle case pi agiate del Nord Europa, coinvolgendo anche Paesi molto lontani dalle aree produttrici di olio doliva: sorprende la capacit di penetrazione di modelli culturali e alimentari dellEuropa Meridionale sino in Germania, Svizzera, Austria, Gran Bretagna e nelle Fiandre.

Ulivo bimillenario a Kastos (Grecia) - Simone Valtorta, 2008

Ma quando si parla di olivo limmaginazione corre rapida alla terra per eccellenza di questa pianta, la Liguria: dalle Alpi liguri discendono le vallate che precipitano al mare valli e dorsali scoscese, fatte di pietra ricoperta da un 7

sottile strato di terra. Per rendere le colline coltivabili stato necessario un ciclopico lavoro di terrazzamento: costruire dei muri per contenere la poca terra e solo cos renderla coltivabile. Sulla roccia si creata la base del muro, eretto con la pietra ricavata sul posto e linvaso riempito con la terra raccolta attorno. Cos, dal basso in alto, fascia dopo fascia, nata la Liguria: pietra su pietra, con le mani degli uomini, per secoli e secoli, dal mare fin su alla montagna. Quando si impianta un oliveto, a protezione dello stesso viene innalzata unedicola, che ospita unimmagine sacra o una statuetta di un Santo o della Madonna. In et medievale e moderna, la misurazione dellolio di oliva fatta mediante unit di peso e di volume stabilite e controllate dalle autorit. In ogni centro urbano esistono magistrati preposti alla conservazione ed alla sorveglianza delle misure comunali: nel Medioevo ad Oneglia sono chiamati Rasperii e a Porto Maurizio Ministralis; essi controllano che le misure usate corrispondano al barile, ununit di volume che varia da sessanta a sessantacinque litri circa, secondo le zone. Lolio prodotto in Liguria trasportato via terra con otri caricati su muli che risalgono le valli alpine in lunghe carovane; tuttavia la maggior parte dellolio lascia la costa ligure dentro barili di legno, fabbricati a migliaia appositamente per il commercio oleario. Dalla seconda met dellOttocento lolio della Riviera prende il mare diretto in Francia, Inghilterra e Germania; poi, al seguito degli Italiani allestero, varca gli oceani e conquista i mercati del Nord e del Sud America, e dellAustralia. Alla fine degli anni Venti del XX secolo dal porto di Oneglia e da Porto Maurizio, a bordo di navi a vela e a motore, partono duecentonovantaseimila quintali di olio di oliva confezionato in latte litografate, variopinte e spesso fantasiose nei marchi e nelle decorazioni. Alla fabbricazione di questi imballaggi lavorano diverse aziende di Imperia che sono allavanguardia nel settore: la ditta Renzetti di Oneglia, per esempio, ha prodotto nel corso di sessantanni di attivit circa settemila marchi oleari che documentano limportanza dellolio ligure in ogni parte del mondo. Ai tempi nostri, lolivo uno degli elementi pi importanti del paesaggio e della cultura del Mediterraneo. Dal Medioevo, attraverso i secoli, sono nate e si sono consolidate le tradizioni delle grandi zone oleicole di oggi: Grecia, Italia, Spagna. Lolivo e lolio sono una presenza indispensabile al nostro benessere quotidiano, oltre che un richiamo alla nostra storia pi antica e pi vera. A buon diritto allolivo stato dedicato un ampio museo ad Imperia, che nelle marmoree sale di uno storico palazzo unisce in modo magistrale tradizione e modernit: non vi si trovano solo anfore ed oggetti duso quotidiano, ma anche modelli di navi mercantili, audiovisivi, e persino ricostruzioni in grandezza naturale di stive di navi romane, frantoi medievali ed altri ambienti tipicamente legati alla millenaria storia dellolivo, tanto che sembra non di vedere dallesterno un percorso storico, ma di trovarsi allinterno della Storia stessa. 8

L'ULIVO, DONO DEGLI DEI - TESTO NARRATIVO FANTASTICO (MITO)https://sites.google.com/site/raccontimitologia/cosi-nacque-l-ulivo Poseidone, dio del mare, non si accontenta di aver ottenuto, nella spartizione del regno del padre Crono, la signoria degli oceani. Invidia a suo fratello Zeus il dominio del cielo ed avido di terre, che contende, appena pu, a tutti gli altri dei. Poseidone abitava in uno stupendo palazzo sull'isola di Eubea. La reggia era decorata di madreperla con numerosi intarsi di conchiglie, coralli e gemme preziose. Quando Poseidone usciva su un carro d'oro trainato da alati cavalli bianchi, era seguito dalla numerosa corte di tritoni, sirene e nereidi. Tutte le creature del mare gli ubbidivano e buona parte di quelle della terra lo temevano perch egli aveva piena signoria sulle onde, i maremoti e le burrasche marine, che inviava sulle coste quando andava in collera. Poco lontano dal suo regno c'era una citt stupenda, Atene , ricca di splendidi palazzi di marmo e di templi imponenti, che onorava soltanto la saggia figlia di Zeus, Atena. Il dio del mare, invidiosissimo, fremeva dalla voglia di diventarne il signore. Un giorno arriv col suo carro veloce sul punto pi alto di Atene, l'Acropoli, e battendo sulla roccia con la sua arma, il tridente, fece sgorgare una fonte d'acqua marina. "Ecco la prova che Atene mia" grid il dio ai quattro venti. "Qui sgorga acqua di mare, e io sono il dio del mare...". La dea Atena si fece avanti, protestando, ma Poseidone la sfid: "Ah, s, questa citt tua ? Te la ridar se sarai capace di battermi in duello". "Perch combattere ?" , disse. "Facciamo una gara pacifica : vincer chi regaler agli abitanti di questa terra la cosa pi utile". "Io dono il cavallo!", grid Poseidone, sicuro di vincere. Che cosa c'era infatti, per quei tempi, di pi utile del veloce cavallo ? Atena piant in terra la sua lancia e immediatamente spunt in quel punto una piantina dalle foglie d'argento, che crebbe a vista d'occhio : era l'ulivo. Poseidone s'appell a Zeus, il quale convoc subito una giuria di dei e di dee, in numero uguale. A quel punto chiese loro di dare un giudizio: era pi utile il cavallo o l'ulivo dai frutti preziosi ? Difficile prendere una decisione. Dopo infinite ed accese discussioni, che si protrassero per giorni e giorni, l'eccellente giuria non pot emettere un verdetto definitivo. 9

Infatti gli dei erano in favore di Poseidone, mentre tutte le dee erano dalla parte di Atena. Vinsero per queste ultime, perch il padre Zeus, come giudice supremo, si astenne dal voto, dando la maggioranza alle dee. Cos fu evitato il duello nel quale Atena avrebbe senz'altro avuto la peggio. Da allora l'ulivo divenne il simbolo della pace e tale rimasto anche ai nostri giorni.

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COME COLTIVARE GLI ULIVI - TESTO REGOLATIVO it.wikihow.com 1. Coltiva usando un vaso. Alcune specie di olive nane sono molto adatte per essere coltivate nei vasi del giardino. Se decidi di piantare gli olivi in un vaso, sceglilo di larghezza sufficiente. Il vaso deve essere largo almeno 60 cm e profondo altrettanto. o Assicurati che il terreno abbia un buon drenaggio. Ricorda che il nemico peggiore degli olivi un terreno intriso dacqua. Scegli un terreno sabbioso o limoso che si pu irrigare bene. Assicurati che il terreno sia completamente asciutto prima di innaffiare di nuovo. o Sappi che lolivo in vaso richiede un po pi di cura e di potatura rispetto a un olivo piantato a terra. La potatura regolare spesso necessaria, e molti olivicoltori suggeriscono di evitare che la pianta sviluppi troppi rami principali. Soltanto tre o quattro rami principali sono spesso la quantit desiderata. 2. Se pianti un olivo nel terreno, inizia a spargere 9 litri di compost ricco di azoto o di concime animale ben disgregato nel terreno ogni 3 piante. Evita di concentrare troppo in un solo albero. 3. Porta il pH del terreno a un livello accettabile con laggiunta di calce. Se il pH del terreno al di sotto di 6,5, aggiungi calce al terreno per aumentare lalcalinit. Parla con esperti o con i responsabili di una societ di fertilizzanti se vuoi un pH specifico, oppure se vuoi mantenere costante il valore del pH a 6,5. 4. Rivolta il terreno per almeno 60 cm di profondit e 3 mt di larghezza in prossimit di ogni pianta. Rivoltare il terreno aumenta il drenaggio e facilita la compattazione, dando un buon avvio agli olivi e la possibilit di accelerare la crescita. o Questo processo inoltre mescoler i fertilizzanti, il limo e altri minerali con il terreno. Piuttosto che concentrare il fertilizzante e il limo sulla superficie del terreno, meglio distribuirli rivoltando il terreno. o Dopo aver rivoltato puoi voler livellare con uno strumento adatto, ma non strettamente necessario. 5. Pianta gli olivi in pieno sole, allaperto, allo stesso livello in cui erano nel vaso. Lideale piantare in aprile o in marzo quando non probabile che il gelo danneggi le piante. o Scava una buca delle stesse dimensioni del vaso in cui era piantata la pianta. o Togli lalbero dal vaso e controlla le radici. Taglia o srotola tutte le radici che formano un cerchio come meglio puoi, senza disturbare le radici principali. o Usa la terra che hai scavato per fare il buco e quella circostante per coprire. 11

6. Innaffia e pacciama larea con paglia. Pacciamare con la paglia ha diversi vantaggi: conserva lacqua, mantiene il suolo fresco, e inibisce la crescita dinfestanti. Se usi paglia fresca come pacciamatura, cerca di usare balle danneggiate dalla pioggia, perch sono molto economiche e fanno una grande pacciamatura. o Si pu usare anche altro per la pacciamatura. Erba medica, fagioli di soia, foglie secche di piselli sono pacciamature eccellenti che contengono azoto e altri elementi nutrienti per le piante. o Quando pacciami, tieni libera la base del tronco dellalbero. Questo evita di soffocare lalbero in fase di crescita.

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FILASTROCCA DELL'OLIO - TESTO POETICO webcache.googleusercontent.com

Inversi
di Bruno Tognolini

Filastrocca dellolio
Nonno dellolio, sonno delloro Sugo dorato del nostro lavoro Brillano e colano come promesse In cinque gocce le tue cinque ESSE SOLE del cielo che ti d calore SALE del mare che ti d sapore SASSI nel suolo che dolce ti avvolge SOLCO daratro che lo capovolge SCURE delluomo che taglia e che toglie Cascano olive, cascano foglie Cascano foglie, cascano olive Loliva muore, ma lolio vive

(da Rima rimani, Salani, 2002)

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