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RIASSUNTO

LEZIONI
Come si esegue un Pompage
Cervicale di tipo Articolare
Dott. F. Zanella

5 modi per contrastare


l'infiammazione cronica con la dieta
Elisa Aiello - Scienza della Nutrizione
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Come si Esegue un Pompage
Cervicale di tipo Articolare
DOTT. F. ZANELLA

Questa è una tecnica di pompage globale di tutta


la colonna, che in particolare va a lavorare sulla
porzione cervicale. Possiamo utilizzare questo tipo
di tecnica quando abbiamo delle problematiche
compressive o artrosiche, soprattutto localizzate a
livello della colonna cervicale, ma anche quando ci
sono condizioni di dolore muscolo-tensivo o
neuropatie, anche in fase molto acuta.

Con una mano afferriamo la porzione superiore


del rachide cervicale, con "presa a C" e la porzione
occipitale inferiore; l'altra mano va a fare da
rinforzo della prima mano. I pollici si appoggiano
in corrispondenza degli angoli della mandibola.
A questo punto effettuiamo una messa in
tensione abbastanza lieve portando il capo del
paziente in direzione cefalica. La messa in
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tensione dura circa 10 secondi e continua fintanto
che percepiamo un allungamento fisiologico della
fascia e delle strutture articolari di tutta la colonna
e in particolare del collo. Manterremo una decina
di secondi, dopodiché rilasciano lentamente, fino
a far sì che il capo torni nella posizione di partenza.
La durata di un intero ciclo è all'incirca una
trentina di secondi. Quindi, si mette in tensione
contando mentalmente fino a dieci secondi, si
percepisce allungare tutta la fascia cervicale fino
al punto di slack dei tessuti, si mantiene una
decina di secondi e poi progressivamente si torna
nella posizione di partenza. Questo tipo di tecnica
si può utilizzare anche quando ci sono delle
condizioni di tensione muscolare molto elevata
come torcicollo o laterocollo.
Sono possibili anche diverse prese a seconda
della conformazione del capo del paziente. Ad
esempio, possiamo anche optare per una doppia
presa "a coppa" che consiste questa volta
nell'appoggiare le dita sull'occipite e i pollici a lato
delle orecchie. Anche in questo caso si effettuerà
poi il ciclo di messa in tensione, mantenimento e
successivo ritorno nella posizione originale.

DOTT. F. INGLESE

Quando ci sono pazienti con una mobilità


cervicale molto ridotta oppure con una forte
rigidità muscolare possiamo optare per un terzo
tipo di presa. In questo caso metteremo una
mano con "presa a C" sotto l'occipite e l'altra
mano con le due dita effettuerà una presa sotto-
mentoniera. Le due mani effettueranno la
trazione contemporaneamente
Sempre in senso cefalico, andremo a effettuare
una decompressioneDOTT.diF. tutta la colonna, in
INGLESE

particolare del rachide cervicale. Le tempistiche


saranno sempre le stesse: una decina di secondi
di messa in tensione, una decina di secondi di
mantenimento e poi una decina di secondi di
ritorno. In condizioni come neuropatia o
presenza di sintomi radicolari, come ad esempio
parestesie, perdita di sensibilità o perdita di forza,
questo tipo di trattamento può ridurre
notevolmente le sintomatologie, soprattutto il
formicolio agli arti e far recuperare la sensibilità.
5 modi per contrastare
l'infiammazione cronica con la dieta
ELISA AIELLO - SCIENZA DELLA NUTRIZIONE

Per prima cosa è necessario distinguere


l’infiammazione cronica dall’infiammazione acuta.
L’infiammazione acuta è una risposta di difesa
presente in un punto preciso. E’ un meccanismo che
ci protegge contro patogeni o altre sostanze
dannose per il nostro organismo. In presenza di
un’infiammazione acuta si mettono in moto
meccanismi specifici che coinvolgono il rilascio di
sostanze pro-infiammatore e il passaggio dei
leucociti dal letto capillare al tessuto leso per
difenderlo e ripararlo. In questo caso si hanno i segni
e sintomi classici dell’infiammazione, cioè dolore,
rossore, calore, gonfiore, perdita temporanea di
funzionalità.
L’infiammazione cronica invece è un’infiammazione
generalizzata e costante. Al contrario di quella acuta,
che come abbiamo detto è una risposta utile
all’organismo, l’infiammazione cronica risulta essere
una risposta dannosa che porta al danneggiamento
dei nostri tessuti. Per tenere sotto controllo l’
infiammazione cronica o meglio ancora per
prevenirla, dobbiamo considerare alcuni fattori:

Il primo è senza dubbio l’obesità. Infatti una


condizione di obesità, oltre ad incrementare
l’incidenza di diabete e patologie cardiovascolari,
risulta essere coinvolta anche nel processo
infiammatorio. Entrando più nello specifico
possiamo dire che l’incremento di tessuto adiposo
che si verifica in queste circostanze, produce un
processo infiammatorio che vede il rilascio di
numerose citochine proinfiammatorie. In questo
caso quindi una dieta che aiuta a controllare il peso,
associata ovviamente ad esercizio fisico e ad un
corretto stile di vita, automaticamente aiuta a
ridurre i livelli di infiammazione all’interno del nostro
organismo.

Il secondo fattore da monitorare per prevenire o


controllare lo stato infiammatorio è il rapporto che
esiste tra gli acidi grassi essenziali omega 3 e gli
acidi grassi omega 6.
Gli acidi grassi essenziali sono acidi grassi che
l’uomo non è in grado di sintetizzare e perciò
devono essere introdotti con la dieta per mantenere
l’organismo in buone condizioni di salute.

Più precisamente, è raccomandata l’assunzione di 5


grammi di Omega 6 e 1 g di Omega 3 al giorno.
Quindi il rapporto consigliato è di 5 a 1. Nella dieta
dei paesi occidentali però questo rapporto è
fortemente sbilanciato a favore degli Acidi grassi
della serie Omega 6. Si stima infatti che il rapporto
medio nella dieta occidentale sia addirittura di 15 a 1.
Questo perché tendiamo a consumare: oli di mais e
di girasole che sono ricchi di omega 6 ma poveri di
omega 3, ad apportare un basso contenuto di pesce
nella nostra dieta e a consumare in abbondanza
carne di bovino, pollo e maiale che sono allevati con
mangimi a base di mais.

Questo sbilanciamento a favore degli Omega 6


porta ad una maggiore incidenza dello stato
infiammatorio proprio perché hanno funzione Pro-
infiammatoria. Al contrario degli Omega 3 che
invece hanno una funzione Anti-infiammatoria.

L’obiettivo è quindi quello di migliorare questo


rapporto attraverso la dieta, scegliendo pesci ricchi
di omega 3 come sgombro, salmone e tonno, semi
di lino e noci, riducendo il consumo di oli di semi.
Il terzo fattore riguarda sempre le macromolecole
lipidiche. Infatti un consumo eccessivo di acidi grassi
saturi e acidi grassi trans, determina un aumento dei
livelli di infiammazione. Bisogna quindi limitare gli
alimenti che ne contengono in abbondanza. Per
quanto riguarda gli acidi grassi saturi sono presenti
principalmente in alimenti come latte e yogurt
interi, burro, cibi fritti e carni bovine grasse, mentre
gli acidi grassi trans sono altamente presenti ad
esempio nei prodotti confezionati come snack,
merendine e biscotti.

Il quarto fattore che svolge un ruolo determinante


nell’infiammazione cronica è quello che viene
definito stress ossidativo: è importante ricordare che
una dieta che favorisce lo stress ossidativo favorisce
allo stesso tempo anche l’infiammazione. Dobbiamo
introdurre quindi all’interno della nostra dieta
alimenti ricchi di antiossidanti, come ad esempio la
vitamina E contenuta in grandi quantità in alimenti
come avocado, olive, oli vegetali e mandorle, e la
vitamina C di cui ne sono particolarmente ricchi gli
agrumi, i kiwi e i broccoli.

Il quinto e ultimo fattore da considerare per favorire


i meccanismi anti infiammatori riguarda
l’assunzione regolare di alimenti prebiotici come
soia, topinambur e cipolla, insieme ad alimenti
probiotici come yogurt magro e kefir.
Questo perchè un’alterazione dell’equilibrio del
microbiota intestinale, può danneggiare l’epitelio
dell’intestino consentendo il passaggio di sostanze
estranee al circolo sanguigno e, di conseguenza,
scatenando una risposta infiammatoria cronica.

In conclusione dunque, è importante ricordare che


una dieta finalizzata a ridurre i livelli di
infiammazione deve essere ricca di frutta, verdura,
noci, cereali integrali e pesci ricchi di omega 3.
Ovviamente ci tengo a precisare che Il tutto deve
essere accompagnato da una regolare attività fisica
e uno stile di vita sano.