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Scheda ricorso straordinario

IL RICORSO STRAORDINARIO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

L’istituto è riconducibile al tradizionale potere riconosciuto al Sovrano, nelle monarchie


assolute, di decidere in ultima istanza sugli atti che si ritenevano illegittimi.

Tra le prime fonti normative:

 Costituzioni generali di Vittorio Amedeo II del 1729: disciplinarono per la


prima volta il Ricorso Straordinario al Re;
 Regie patenti del 30 aprile 1749: stabilirono che il Sovrano dovesse ascoltare il
parere del neo istituito Consiglio del Re prima di decidere sul ricorso a lui
indirizzato;
 L. 30 ottobre 1859, n. 3707 (Riordinamento del Consiglio di Stato, istituito
nel 1831): stabilì l’obbligo per il Sovrano di assumere il parere del Consiglio di
Stato;
 L. 20 marzo 1865, n. 2248, allegato D: trasformò il parere in quasi vincolante;
 L. 31 marzo 1889, n. 5992 (Istituzione della IV Sez. del Consiglio di Stato):
introdusse il principio di alternatività tra il ricorso Straordinario al Re e il ricorso
alla IV Sez. del Consiglio di Stato;

Fonti normative attuali:

 D.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199 (Semplificazione dei procedimenti in


materia di ricorsi amministrativi): Artt. 8 – 15;
 Art. 69 (Rimedi giustiziali contro la Pubblica Amministrazione) della L. 18
giugno 2009, n. 69 (Disposizioni per lo sviluppo economico, la
semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile):

Le ragioni del favore per il ricorso straordinario sono:

- Mancanza di spese di giudizio e di necessità di difesa tecnica


- Relativa rapidità
- Più lungo termine per la proposizione

CARATTERI GENERALI

 Il ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica costituisce un rimedio


amministrativo di carattere generale.

Le caratteristiche fondamentali sono:


 è consentito solo contro gli atti amministrativi definitivi;
 è consentito solo per motivi di legittimità (con esclusione dunque di doglianze
attinenti al merito dell’atto);
 può essere proposto per la tutela di interessi legittimi o diritti soggettivi (compresi
nella giurisdizione esclusiva g.a. art 133 c.p.a.);
 è alternativo rispetto al ricorso giurisdizionale avanti il giudice amministrativo
(TAR); la parte resistente può tuttavia richiedere, con apposita opposizione, che il
ricorso venga deciso in sede giurisdizionale;
 è volto ad ottenere l’annullamento dell’atto impugnato.

Proposizione è preclusa quando la controversia investe situazioni giuridiche soggettive


sottoposte alla giurisdizione dei giudici speciali; contro atti privi del provvedimento
amministrativo

PROCEDIMENTO.

Redazione del ricorso.


Il ricorso straordinario va proposto con atto scritto diretto al Capo dello Stato, che deve
contenere i seguenti elementi:
o generalità del ricorrente;
o indicazione del provvedimento impugnato;
o motivi di impugnativa;
o richiesta di annullamento;
o sottoscrizione del ricorrente.

Non è necessario il patrocinio di un legale.

Proposizione del ricorso.


La proposizione del ricorso va effettuata nel termine perentorio di 120 giorni dalla data
della notificazione o della comunicazione dell’atto impugnato o da quando l’interessato
ne abbia avuto piena conoscenza.

Entro il suddetto termine il ricorso deve essere:

 notificato ad almeno uno dei controinteressati; non comporta tuttavia


inammissibilità l’omessa a controinteressati non individuati o non facilmente
individuabili in base all’atto;
 presentato quindi all’organo che ha emanato l’atto o al Ministero competente; tale
presentazione può avvenire direttamente, mediante notificazione o mediante
lettera raccomandata con avviso di ricevimento (in questo caso la data di
spedizione vale quale data di presentazione).

Contraddittorio.
I controinteressati entro 60 giorni dalla notifica possono depositare le loro deduzioni o
documenti, ovvero proporre ricorso incidentale; possono infine richiedere, con atto
notificato al ricorrente e all’organo che ha emanato l’atto impugnato, che il ricorso sia
deciso in sede giurisdizionale.

Istruttoria e richiesta parere.


Il ricorso straordinario è istruito dal Ministero competente (che redige solitamente
apposita relazione), e quindi trasmesso al Consiglio di Stato per il prescritto parere, che
viene reso in camera di consiglio. Agli atti istruttori il ricorrente può accedere con
apposita istanza, e presentare memorie e documenti.
La trasmissione al Consiglio di Stato per il parere deve avvenire nel termine di
centoventi giorni dalla scadenza del termine di 60 giorni previsto per il deposito di
deduzioni da parte dei controinteressati; trascorso il detto termine, il ricorrente può
richiedere, con atto notificato al Ministero competente, se il ricorso sia stato trasmesso al
Consiglio di Stato, ed in caso di risposta negativa o di mancata risposta entro trenta
giorni, può depositare direttamente copia del ricorso presso il Consiglio di Stato.

Fase cautelare.
A richiesta del ricorrente e in presenza di danni gravi ed irreparabili può essere disposta
la sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato, con atto motivato del Ministero
competente su parere conforme del Consiglio di Stato.

Decisione.
Il ricorso straordinario viene infine deciso con Decreto del Presidente della Repubblica,
su proposta del Ministro competente in base al parere del Consiglio di Stato; qualora il
ministro intenda proporre una decisione difforme dal parere del Consiglio di Stato, deve
sottoporre l’affare alla deliberazione del Consiglio dei Ministri.
L’amministrazione è tenuta a dare piena esecuzione alla decisione del ricorso
straordinario.

La decisione di accorgimento produce l’effetto di annullare ex tunc il provvedimento


impugnato e obbliga l’amministrazione al ripristino dello status quo ante. Decreto che
decide il ricorso straordinario è impugnabile solo per vizi di procedimento.
La decisione sul ricorso straordinario non e impugnabile in Cassazione.

Impugnazione della decisione:


• Ricorrente e Controinteressati ai quali sia stato notificato il ricorso
- Per vizi di forma o di procedimento (Artt. 82 e 103)
- Revocazione (Art. 15)
• Controinteressati ai quali non sia stato notificato il ricorso:
Nessun limite (Art. 103)