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N.

434 - SETTEMBRE 2017


€ 3,50
Poste Italiane Spa - Sped. A.P.
D.L. 353/03 Art. 1, Cm. 1, DCB MI
ISSN 1123-9719
EDIZIONE ITALIANA
70434 with ENGLISH TEXTS

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IN EDICOLA DAL 22 AGOSTO 2017

ARCHITECTURAL DIGEST. LE PIÙ BELLE CASE DEL MONDO


KENZO: LA MIA CASA A PARIGI

Aria di
campagna
LA GENTE, LE COSE, LE CASE: RITORNO
ALLA NATURA DALLA PUGLIA ALLA SICILIA

EDIZIONI CONDÉ NAST


ARMADIO GLISS MASTER E CABINA ARMADIO SEDIA MHC.3 MISS— TOBIA SCARPA
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Editoriale.

V ia dalla pazza folla. Il fil


rouge che, sottotraccia, accomuna le case presentate
in questo numero di AD è la loro connotazione
forese, o meglio country, ché la parola inglese
sa cogliere con più puntualità il senso del VIVERE
cimenta anche come interior decorator; e l’Hôtel
de Crillon, in uno degli storici palazzi voluti da
re Luigi XV a cornice di place de la Concorde:
rinato nel segno del Secolo dei Lumi ma con un
twist tutto attuale dopo un lungo, minuzioso
IN CAMPAGNA , le sue atmosfere e suggestioni restauro a cui ha partecipato pure Karl Lagerfeld,
ineffabili e uniche alimentate dal paesaggio, che del Crillon è un fervoroso fan. COUNTRY
dalla luce, dai colori, dalla solida consistenza & CHIC : questi dunque i temi della rivista. Li
dell’architettura, dalla spontaneità dell’arredamento. ritroviamo nel FOCUS che affronta le nuove
Un mood che, nel restauro di un’antica masseria declinazioni dello stile rurale e i suoi intrecci
alle porte di Noto, si manifesta nella puntigliosa con il design, al Nord come al Sud, in America
ricostruzione del plot originale capace, tuttavia, come in Europa, Italia compresa. Il PORTFOLIO
di delineare soluzioni in perfetta sintonia con la parla di ILLUMINAZIONE è una sorta di recap
SENSIBILITÀ CONTEMPOR ANEA e la sua voglia di su quanto si è visto a Euroluce in cui le lampade
ambienti dal sentimento caldo, rassicurante, con sono ambientate su uno sfondo di tessuti e carte
una sottile, mai esibita vena narrativa. In un senso da parati anche essi spunto per dare nuova linfa
analogo si muove il recupero di un complesso di all’arredamento domestico. Ricco il capitolo
trulli tra gli uliveti di Ostuni: qui la cifra storica delle STORIE. Si comincia con i 50 anni della
rintracciata con acribia è contaminata da una celeberrima poltrona gonfiabile BLOW di De Pas,
rarefatta presenza di pezzi di design e di arte D’Urbino e Lomazzi per Zanotta, irriverente
contemporanea in una sintesi piena di verve, assai espressione dello spirito pop calato nel design. Poi
piacevole da vivere. Altri esempi? Una magnifica è di scena un grande artista, Giancarlo Vitali,
residenza a sud di Marrakech dove la modernità è alla cui densa retrospettiva milanese curata dal
accostata agli stilemi del GENIUS LOCI marocchino figlio Velasco ha contribuito, per l’allestimento,
con effetti di grande impatto emozionale. E, anche Peter Greenaway. Ancora si raccontano
appena oltre i confini di Lisbona, la villa-studio il debutto di KATE MOSS quale fantasiosa
dell’artista francese Philippe Pasqua; modernissima disegnatrice di carte da parati, e gli straordinari
nella struttura architettonica, immaginifica negli progetti disegnati di Giovanni Michelucci, un
arredi e nei colori, nel turbinoso disordine dello protagonista dell’architettura del XX secolo. Infine
studio esprime in pieno la sulfurea vis creativa del si ritorna in campagna per assaporare il fascino
proprietario. Insomma, tanta aria di campagna della Franciacorta e delle sue irresistibili bollicine.
spira tra queste dimore. A esse si aggiunge una E, in più, un'ampia rassegna sui MAXI-YACHT
puntata nello chic di Parigi, da sempre maestra da sogno al varo nel 2017. Buona lettura!
di stile, per visitare la casa di KENZO geniale e
antesignano fashion designer giapponese che qui si ETTORE MOCCHETTI

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 27


N° 434 — SETTEMBRE 2017

SOMMARIO.
«La casa è la nursery dell’infinito».
WILLIAM ELLERY CHANNING

48 66 72 52 56 58

DISC OV ERIES .
39 HOME — La casa-studio milanese di LIA BOSCH
artista cosmopolita dal temperamento eclettico.
68 WATCH — Una riedizione rivisitata per festeggiare
i 60 anni del Railmaster di OMEGA .

42 FOOD DESIGN — In un castello dei Grigioni


ANDREAS CAMINADA crea armonie di forme e sapori.
70 HIGH TECHNOLOGY — In un workshop a Milano sono
state studiate soluzioni per la CUCINA del domani.

44 SPACES — Un gusto museale caratterizza gli spazi


del nuovo negozio DOLCE&GABBANA a Venezia.
72 AGENDA — MOSTRE ed eventi da Londra a New
York. E a Milano per una giornata di moda.

48 DESIGN — Un’attenta ricerca sui materiali è la nota


distintiva dei progetti di DE ALLEGRI&FOGALE .

52 SPECIAL PROJECTS/1 — Patricia Urquiola ha firmato


il restyling dello storico stabilimento di CASSINA .
A D YAC H T. PREVIEW

56 CRYSTAL — Il graphic designer Arran Gregory ha 183 OTTO BARCHE da sogno prossime protagoniste dei
nostri mari. Spettacolari maxiyacht appena varati
rivisitato le figurine in cristallo SWAROVSKI . o in fase di messa in acqua che testimoniano la
superqualità della cantieristica nautica italiana.
58 SPECIAL PROJECTS/2 — Struttura rigorosa per il
profumo di CHANEL presentato alle sfilate parigine.
CON I CANTIERI: AZIMUT, BAGLIETTO, CCN, CODECASA,
OVERMARINE, RIVA, SANLORENZO, SILVER ARROWS MARINE

60 MOTORING — Mobilità altamente automatizzata


per la A8, ammiraglia di casa AUDI .

62 OPENING — La nuova boutique milanese di


TIFFANY, dove dialogano arte e cultura del gioiello.

66 ASTE — A Londra sono di scena i cimeli


di AUDREY HEPBURN , attrice e icona di stile.

206

28 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Collezione Perlée
Oro bianco,
oro rosa e diamanti.

Haute Joaillerie, place Vendôme dal 1906

Via Condotti, 15 ROMA


Via Montenapoleone, 10 MILANO
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SOMMARIO.

144 124

170 154

MASSIMO LISTRI. GIORGIO BARONI. DIDIER DELMAS. NATHALIE KRAG


124 GENIUS LOCI — Il Minimalismo si tinge dello spirito del luogo
nella residenza di un collezionista d’arte in MAROCCO .

134 OGGI COME IERI... — Design e tradizione in una masseria


dell’Ottocento nel cuore della SICILIA barocca.

LE CASE DEL MESE. 144 EST & OVEST — Echi di Giappone e memorie da viaggiatore
nei due appartamenti parigini (casa e studio) di KENZO TAKADA .

154 SOTTO IL CONO — A OSTUNI , una rilettura contemporanea


della fisionomia dei classici trulli pugliesi.

162 TRÈS CHIC — Dopo quattro anni riapre l’Hôtel de


di PARIGI , storico albergo che coniuga grandeur e
Crillon
ospitalità.

170 ESTRO SENZA FINE — Nella casa di Philippe Pasqua alle porte
di LISBONA è di scena la verve esuberante dell’artista francese.

30 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Italian Masterpieces
DIVANO GRANTORINO. DESIGN BY J.M. MASSAUD.
SALONE DONNA ELENA, PALAZZO CORSINI, FIRENZE.
poltronafrau.com
SOMMARIO.

PORT FOL IO.


101 FACCIAMO LUCE — Tanti modi per
declinare il concetto di ILLUMINAZIONE
oggi. Una rassegna di esempi, dal
classico moderno all’ipertecnologico.

STORIE .
217 COMFORT GONFIABILE —
50 anni fa nasceva la poltrona
BLOW, espressione di una
minirivoluzione culturale.

220 GLI ANEMONI ROCK DI KATE


MOSS — La supermodel ha
disegnato una linea di carte
da parati per DE GOURNAY.

222 I SEGNI DEL PROGETTO —


Un volume per riscoprire
le architetture di GIOVANNI
MICHELUCCI .

224 PICCOLO GR ANDE MONDO —


A Milano è di scena una
mostra diffusa delle opere
di GIANCARLO VITALI .

226 IL CALICE È SOLO L’INIZIO —


FR ANCIACORTA , un vino e un
territ
territorio di tendenza, tra
gustoo, cultura e lifestyle.

BACK STAGE .
180 DENTRO AD — Curiosità, approfondimenti,
novità, anteprime: cercando suggestioni
e ispirazioni dietro le quinte
del numero di SETTEMBRE . NIKOLAI VON BISMARCK

FOCUS.
81 MODERN COUNTRY — Arredi e oggetti
che richiamano le atmosfere
della CAMPAGNA , rivisitate secondo
i codici del design più attuale.

32 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


LE EMOZIONI NON VANNO RACCONTATE, VANNO VISSUTE.

design Paola Navone - ph. Andrea Ferrari

Milano, largo Augusto 1 · Roma, via Gregorio VII 308/310 | www.baxter.it


In questo numero.
ELENA LOPS
È nata in Puglia ma è stata adottata dalla Sicilia, che considera la sua bellissima terra.
Imprenditrice e mamma, ha coniugato la passione per il design contemporaneo e l'amore per il
Mediterraneo e le sue tradizioni. Si è occupata interamente del recupero di Dimora delle Balze.

Un itinerario barocco in Sicilia? «La chiesa di San Sebastiano a Palazzolo Acreide,


la cattedrale di San Giorgio a Modica (splendida come tutta la cittadina
con il centro storico arroccato in collina) e Palazzo Nicolaci di Villadorata, a Noto,
lungo il corso della famosa via Nicolaci, chiusa dalla chiesa di Montevergine».

DOMENICO DOLCE & STEFANO GABBANA


Fondatori del gruppo Dolce&Gabbana, sono da sempre
la fonte creativa e stilistica di tutte le attività del brand
e i primi registi delle strategie di sviluppo.
PHILIPPE PASQUA
Il Gruppo crea, produce e distribuisce abbigliamento,
Ha iniziato a dipingere e a scolpire a 18 anni. Nato a Grasse,
pelletteria, calzature, accessori, orologi.
in Provenza, vive da anni in Portogallo. Nell’ultima mostra,
“Borderline” (fino al 30 settembre al Museo oceanografico di
Monaco), analizza il rapporto tra l’uomo e l’universo marino.
Bellezze veneziane da non perdere? «La vista
dalla meravigliosa Loggia Foscari di Palazzo Ducale
e le Gallerie dell’Accademia dove è in corso Il suo indirizzo preferito in Portogallo?
il restauro del ciclo di Sant’Orsola del Carpaccio «L’Oceanario di Lisbona, con i suoi 30 e più acquari
sostenuto in parte da Dolce&Gabbana». e gli oltre 8.000 organismi marini,
tra animali e piante. Davvero magnifico».

MATTIA AQUILA
Laureato in Fotografia, è appassionato di interior, design
e architettura. Ha importanti collaborazioni con studi
professionali, aziende e riviste di settore.

L’angolo più fotogenico di Noto? «La vista dalla


terrazza del boutique hotel Gagliardi
al crepuscolo: si respira un’atmosfera unica».

PETER BLUNSCHI
Investitore privato di origine svizzera, pratica
l’hobby dell’interior design per sé e per i suoi
amici. La sua residenza di Taroudant, in Marocco,
l’ha ristrutturata in diciotto mesi.

Un gioiello architettonico da non perdere in


MATTIA AQUILA. BABIC. GIORGIO BARONI. SARA COZZOLI. DIDIER DELMAS

Marocco? «L’Atelier Majorelle a Marrakech


da poco restaurato. E, ovviamente, l’edificio
che ospita il museo Yves Saint Laurent».

SONIA COCOZZA
Giornalista freelance di interior, lifestyle, travel and food con un approccio
multidisciplinare al mondo del design. Dal 1996, dopo aver diretto
una testata di architettura, lavora sull’iconographic concept
e su photo shoots collaborando con riviste nazionali e internazionali.
Con lei nella foto il marito Paolo Verde, imprenditore del lusso.

Una passeggiata pugliese? «Perdersi al tramonto con la bici tra le dune


costiere di Ostuni e scoprire le torri di avvistamento: quella aragonese di
Torre Pozzelle e quella di Torre Guaceto. In questa riserva, arte e natura
34 convivono attraverso opere e installazioni site specific di artisti pugliesi».
Harmony Maker Puglia, Italia

JEREMY DIVANO – DESIGN MANZONI & TAPINASSI / IDO TAVOLO DA SALOTTO – DESIGN
MAURO LIPPARINI / MARCUS TAPPETO / LEGGERO TAVOLO DA PRANZO – DESIGN VICTOR VASILEV
LISA SEDIA – DESIGN VICTOR VASILEV / RE-VIVE POLTRONA RECLINABILE – DESIGN NATUZZI
ACCADEMIA MADIA – DESIGN BERNHARDT & VELLA

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Ci accontentiamo semplicemente del meglio e creiamo i migliori prodotti editoriali.


Per questo abbiamo AD, che da oltre 30 anni racconta le più belle case del mondo,
La Cucina Italiana, da oltre 90 anni la guida più autorevole nel mondo del gusto
e della tradizione italiana, e Traveller, viaggi straordinari accompagnati da eccezionali
reportage fotografici per viaggiare comodamente dalla poltrona di casa.
Tradotto in una parola, Qualità. In due parole, Condé Nast.

Direttore Responsabile
ETTORE MOCCHETTI

Art Director
GIUSEPPE PINI Caporedattore
Attualità
MARIO GEROSA Caporedattore, RUBEN MODIGLIANI Caporedattore
ELENA DALLORSO Caposervizio, ALESSANDRA VALLI Caposervizio
Impaginazione
FRANCESCA MARINO Vice Caposervizio,
MICHELA BUZZONI, MARGHERITA CARRARA
Segreteria di Redazione
MARIA GRAZIA CECCONELLO Responsabile, FEDERICA CLARI Photo editing
Project Consultant
RICCARDO BIANCHI
New York
CHRISTINA NICASTRI Segreteria e Redazione
Hanno collaborato:
BERTA ADLER, ALBERTO BRIGIDINI, SONIA S. BRAGA, ANTONELLA COTTA RAMUSINO,
PAOLO MATTEO COZZI, NICOLETTA DEL BUONO, CESARE DE SETA, FIAMMETTA FADDA, UMBERTA GENTA,
VÉRONIQUE GUILPAIN, MARC LANDERS, GIAMPIERO NEGRETTI, GLORIA PASQUINELLI, GAIA PASSI,
BERNARDO RIZZATO, FRANCA ROTTOLA, BIAGIO TRIBOLIN, FRANCESCA VINCI
DAVIDE BASSOLI elaborazione fotografica, MAURO GATTI illustrazioni, STEPHEN PICCOLO traduzioni, STUDIO DIWA revisione testi
Fotografie di:
MATTIA AQUILA, GIORGIO BARONI, DIDIER DELMAS, NATHALIE KRAG, MASSIMO LISTRI

Direttore Editoriale LUCA DINI

Direttore Generale Sales & Mktg FRANCESCA AIROLDI

Publisher CARLO CLERICI, Advertising Manager CRISTINA RONCAROLO

Direttore Vendite GIANCARLO ROPA


Digital Sales Director: CARLO CARRETTONI
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Grandi Mercati: MICHELA ERCOLINI Direttore. Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta: MATTIA MONDANI Area Manager
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Uffici Pubblicità Estero - Parigi/Londra: ANGELA NEUMANN. New York: ALESSANDRO CREMONA. Barcellona: SILVIA FAURÒ
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EDIZIONI CONDÉ NAST S.p.A.

Presidente GIAMPAOLO GRANDI


Amministratore Delegato FEDELE USAI
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CLARK Direttore Centrale Consumer e Audience Development MASSIMO MONZIO COMPAGNONI
design Luigi Brembilla Direttore Comunicazione LAURA PIVA, Direttore Circulation ALBERTO CAVARA
Direttore di Produzione BRUNO MORONA, Direttore Risorse Umane CRISTINA LIPPI
Direttore Amministrazione e Controllo LUCA ROLDI, Direttore Branded Content RAFFAELLA BUDA
Tutto assolutamente imprevedibile e nuovo.
Questo è davvero un bel modo di essere diversi. Sede: 20121 Milano, piazza Castello 27 - tel. 0285611 - fax 028055716. Padova, via degli Zabarella 113 - tel. 0498455777
- fax 0498455700. Bologna, via Carlo Farini 13, Palazzo Zambeccari - tel. 0512750147 - fax 051222099. Roma, via C.
Monteverdi 20 - tel. 0684046415 - fax 068079249. Parigi/Londra, 4 place du Palais Bourbon - 75007 Paris - tel. 00331-
44117885 - fax 00331-45569213. New York, 125 Park avenue suite 2511 - New York NY 10017 - tel. 212-3808236 - fax
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Redazione: 20121 MILANO - piazza Castello 21 - tel. 0285611 - fax 0285612698

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ARTE. DESIGN. ICONE. PERCORSI. ASTE. OGGETTI. IDEE. TALENTI.

DISCOVERIES.
VERSATILE.
Lia Bosch con uno
dei suoi gatti. Nata
a Napoli e formatasi a
Milano, Los Angeles,
New York e Parigi,
spazia in numerosi
ambiti artistici, dalla
pittura alla moda, alla
fotografia e al design.
MATTIA AQUILA
DI S C OVE R I E S . HOME

UN GUSTO
NOMADE
DELL’ABITARE
LIA BOSCH , giovane artista
napoletana dallo spirito
cosmopolita e dall’anima pop,
è cittadina del mondo.
Una vena eclettica che si
esprime nella sua casa milanese.

«L
a casa, per me, è qualcosa di temporaneo:
a un certo punto arriva sempre il momen-
to di abbandonarla, come un bruco che si
trasforma in farfalla. Ecco perché non è im-
portante il luogo in sé, ma quello che c’è dentro». Lia Bosch,
giovane artista napoletana, possiede lo spirito nomade dei veri
viaggiatori. La sua formazione è avvenuta tra Milano, Los An-
geles e New York; per un lungo periodo ha esplorato l’Europa,
l’A sia e il Sudamerica, prima di trasferirsi a Parigi e infine,
tre anni fa, di nuovo a Milano, in un luminoso appartamento
affacciato sulla chiesa barocca di Sant’A lessandro. Un altro in-
dirizzo momentaneo, un’altra tappa nel suo percorso personale
e artistico: «Oggi sono qui, domani magari sarò già altrove».
La casa-studio milanese – che Lia condivide con le due gatte
Maia e Bepa – contiene un intero universo creativo: stampe e
MATTIA AQUILA

dipinti, disegni e fotografie, libri di filosofia e medicina alter-


nativa, barattoli di vernice e pennelli arredano ogni stanza in
un disordine metodico. Gli spazi riflettono la sua vocazione

40 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Forme d’arte.
PAGINA PRECEDENTE :
l’installazione I’m in love,
una collezione
di Polaroid di viaggio
dipinte con colori acrilici.
A SINISTRA: in primo piano
l’opera Blue Lovers,
un’elaborazione grafica
stampata su lastra
di alluminio. Sulla destra,
Nostalgia, grafica su lastra
di alluminio. A DESTRA:
l’abito Janara e la maglia
Partenope fanno parte
della collezione Athanatos,
presentata al Fuorisalone
2017 nella Galleria
Rossana Orlandi di Milano.
IN BASSO: una serie
di fotografie di reportage
e immagini artistiche
realizzate da Lia Bosch.

UN TEMPERAMENTO POLIEDRICO,
CHE LE CONSENTE DI MISURARSI
CON MOLTEPLICI FORME ESPRESSIVE.

che l’artista ha presentato al Fuorisalone


poliedrica: pittrice e fotografa, regista e 2017 negli spazi della Galleria Rossana
poetessa, designer e stilista, Lia Bosch Orlandi: «Athanatos è una ricerca alche-
non si pone limiti nell’esplorare, attra- mica: ogni abito è un pezzo unico, che ho
verso il suo lavoro, tutte le sfaccettature tagliato e disegnato a mano ispirandomi
della creatività. Il suo personale diario alla tradizione sartoriale partenopea. I
di viaggio è racchiuso nella collezione di soggetti evocano miti e racconti che han-
Polaroid I’m in love, una serie di istanta- no radici antiche nella nostra terra, come
nee scattate in giro per il mondo con la quello del munaciello (spiritello leggen-
vecchia macchina fotografica del nonno dario del folclore napoletano, ndr). Ogni
e dipinte a mano come piccoli quadri. abito è un simbolo di trasformazione e ri-
In salotto, due amanti abbracciati in nascita». Il progetto proseguirà con «una
un amplesso accolgono gli ospiti: sono i protagonisti di Blue seconda collezione di abiti, profumi e mobili», opere d’arte che
Lovers, una delle opere esposte nel 2014 negli spazi della Gal- diventano parte della quotidianità. L’impressione è di trovarsi
leria 10 Corso Como, a Milano, in occasione del progetto Art nel bel mezzo di un “work in progress”, uno spazio in continua
Therapy di Elio Fiorucci. Dall’incontro di Lia Bosch con lo sti- evoluzione in cui prendono vita idee e progetti. «La creatività
lista milanese è nata una serie di foulard e accessori dall’anima può assumere vesti differenti: io stessa all’inizio non so quale
pop, che fondono insieme i linguaggi della moda e dell’arte. aspetto avranno le mie opere. L’artista è solo un canale, l’im-
L’esperienza prosegue idealmente nella collezione Athanatos, portante è che “il nascituro” venga alla luce». ʉGAIA PASSI

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 41


DI S C OVE R I E S . FOOD DESIGN

Giochi di consistenze.
Un piatto giocato sulle
variazioni di consistenze
di un solo ingrediente, il
cavolo rosso, esaltato
da aceto balsamico,
succo di mela e pizzichi
di mostarda.

WHO’S WHO
A soli 40 anni Andreas Caminada
vanta una carriera folgorante.
In pochi anni si è aggiudicato le tre
Rapsodia in rosso stelle della Guida Michelin con lo
stile ricercato dello Schauenstein
In un castello della minuscola Fürstenhau, tra i monti svizzeri, lo chef Schloss (schauenstein.ch), mentre
ANDREAS CAMINADA fa “haute couture” con gli ingredienti più umili. al nuovo Igniv (igniv.com),
disegnato da Patricia Urquiola,
di FIAMMETTA FADDA all’interno del Badrutt’s Palace di
St. Moritz, fa una cucina amicale
e disinvolta. È tra i fondatori
Eppure è un cavolo. Per la precisione un cavolo Ad Andreas piace regalare quarti di nobiltà
della Fundaziun Uccelin
cappuccio rosso: uno dei vegetali più umili agli ingredienti ingiustamente sottovalutati
che sostiene le tipicità svizzere.
dell’orto, sostentamento contadino di inverni della sua regione; come le cipolle o i cavoli,
grami, offensivo al naso durante la cottura appunto, che propone a ospiti prima perplessi
e pervasivo quando esce dalla salamoia per e poi entusiasti. Non che poi li privi di caviale,
incontrare il grugno e le costine del maiale. naturalmente. Comunque per la mise en
Un cenerentolo della cucina che a un certo beauté di questo esemplare ha usato un mix
punto ha incontrato il principe che ne ha tra la marinatura di un’oculata massaia e le
scoperto virtù e bellezze nascoste e lo ha tecniche contemporanee più spinte: l’atollo
trasformato in questa rarefatta meraviglia centrale è un globo di succo sferificato in azoto
di design e sapore. Lui è il fascinoso e molto liquido, la foglia cristallizzata è deumidificata
mondano chef tre stelle svizzero Andreas per 24 ore. Una quindicina di passaggi che si
Caminada, che lo ha introdotto nelle cucine risolvono in un paio di bocconi. Però, oltre
dello Schauenstein Schloss, il suo relais- all’estasi minimalista dell’occhio, in quei due
ristorante-castello nei Grigioni, porta bocconi c’è tutto: il morbido, il croccante,
d’ingresso alle bellezze della Confederazione. l’acido, il piccante. Il costo? Cavoli...

42 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . SPAC ES

LA BOUTIQUE
Il nuovo spazio

IL TESORO
di Dolce&Gabbana
è ricavato all’ interno
di palazzo Torres,

RIVELATO architettura ottocentesca


in Calle Larga XXII
Marzo. Il progetto
Legni antichi, affreschi, marmi. Oppure
si sviluppa su due
spazi moderni, lineari ma ugualmente piani che ospitano sia
preziosi. È il nuovo DOLCE&GABBANA a Venezia. ambienti storici, quelli
Un palazzo restituito alla città. affacciati sulla calle,
sia altri che sono stati
di RUBEN MODIGLIANI
trasformati con un’attenta
ristrutturazione.

A Venezia da anni è in atto un fenomeno: nuovi spazi vengono diversificazione dei suoi punti vendita (vedi AD 426, dicembre
riscoperti, valorizzati e riconsegnati alla città per la meraviglia 2016). Prima di loro, l’ultimo inquilino di queste sale era stata
dei quasi 4,5 milioni di turisti (il dato è del 2016) che ogni una banca: le vetrine erano occupate da stendardi pubblicitari
anno arrivano in Laguna. Alla bellezza si aggiunge come se e da un bancomat e protette da una fitta inferriata. Lì dietro
non bastasse altra bellezza, con buona pace della sindrome c’era un tesoro sconosciuto, che adesso si riverbera sulla strada.
di Stendhal. L’ultimo episodio di questa lunga serie è una «È inconsueto trovare questo livello di ricchezza decorativa
boutique a pochi minuti da San Marco. È quella di Dolce&- in un edificio profano, una qualità che stupisce i visitatori»,
Gabbana, che sta continuando nell’interessante percorso di racconta Eric Carlson, fondatore dello studio Carbondale ZZ

Come uno scrigno. SOTTO: la prima sala della nuova boutique Dolce&Gabbana di Venezia, in un palazzo del XIX secolo. L’impianto
decorativo è dell’epoca ed è stato riportato all’originale splendore grazie a un lungo restauro. IN ALTO: l’ingresso su Calle Larga XXII Marzo.

MASSIMO LISTRI

44
DI S C OVE R I E S . SPAC ES

L’architettura del lusso


Progetti fuori dal comune per
CARBONDALE , studio internazionale
con sede a Parigi e dna americano.

Eric Carlson, nato nel 1963 negli Stati


Uniti, nel 2004 ha fondato lo studio
di architettura Carbondale a Parigi,
città dove vive e lavora. Il suo pensiero
progettuale è basato sulla ricerca
dell’eccezionale. Lo studio, tra i primi
a portare l’architettura tra i settori
del lusso, opera a più livelli: design
urbano, architettura, design degli
interni, arredamento. Dall’Europa
all’America, fino all’Asia.

«VENEZIA È COME UN SOGNO DOVE È BELLO PERDERSI».


DOMENICO DOLCE & STEFANO GABBANA

che ha firmato il progetto. «Questo ci ha indirizzato verso la A ogni spazio corrisponde una delle anime del brand: donna,
creazione di uno spazio di qualità museale. Abbiamo voluto uomo, accessori, gioielli, alta moda. «È un esercizio di pensiero
farne una destinazione culturale, dove scoprire come vive- “spaziale”, una storia fatta di stanze», prosegue Carlson. Un
va una grande famiglia di fine Ottocento. Un luogo dove si racconto ambientato in una scenografia incantata. «Venezia
innesta benissimo la ricchezza iconografica di un brand co- è come un sogno, è una città-non città, dove è bello perdersi
me Dolce&Gabbana». Il negozio è articolato su due livelli, per scoprire angoli dal fascino unico»: a parlare adesso sono
tornati a essere comunicanti: dopo il frazionamento del pa- Domenico Dolce e Stefano Gabbana. «Qui abbiamo trovato
lazzo, infatti, il primo piano era diventato un appartamento un palazzo che è diventato per intero parte del nostro mondo.
autonomo. Sia al piano terra che al primo piano, gli ambienti Non trasformando nulla, ma mantenendo ciò che la storia ha
su strada erano quelli in cui era stato conservato l’impianto costruito. I muri, i mosaici e i soffitti di questo palazzo sono
decorativo originario, e sono stati restaurati col rispetto che si stati per noi la base per costruire il bello e il nuovo».
dà a un monumento. La parte meno
visibile dalla calle, invece, è frutto di
una ristrutturazione che ha miscela-
to contemporaneità e tradizione, fa-
cendo ricorso a tecniche e lavorazioni
storicamente veneziane (mosaico in
vetro e in marmo, dettagli come ap-
penderie e pomoli delle porte in vetro
lavorato artigianalmente) ma usate
in modo moderno e accostandole a
mobili lineari, realizzati su disegno.

Spazi moderni. A DESTRA: la sala


dedicata alle collezioni Fine
Jewellery ha pavimenti in tessere di
marmo nero e pareti in mosaico di
vetro. IN ALTO: marmo rosso Lepanto,
stucco veneziano e specchi per
l’area delle collezioni donna al piano
terra. Arredi realizzati su disegno.

46 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . DESIGN

Onde di colore. I vasi Nereidi,


prodotti dalla manifattura
muranese Salviati, sono ispirati
dalla laguna veneziana: la base
evoca l’acqua su cui galleggia il
riflesso del cielo al tramonto.

Costruire la meraviglia
Spazi trasformati da prospettive illusorie, materiali che sembrano preziosi ma che sono scarti industriali
riciclati. I progetti di DE ALLEGRI AND FOGALE , tra ricerca formale e attenzione all’anima delle cose.

di RUBEN MODIGLIANI

La Svizzera, il Sudamerica, l’Italia, la Gran Bretagna. Il per-


corso (personale) dei due fondatori del giovane studio di design
londinese de Allegri and Fogale è una specie di giro intorno al
mondo che tocca culture molto diverse tra loro. E si sposa bene
col loro approccio alla progettazione, dove la ricerca è sia for-
male e teorica, sia tecnologica: «Ci piace considerare materiali
onesti, di qualità e non convenzionali. Ma anche la funzionalità
e la longevità dei prodotti», spiegano. Una visione d’insieme
espressa con la massima semplicità che si traduce in oggetti e
installazioni fuori dal comune. Come -ISH, il primo progetto
che hanno presentato insieme (London Design Festival, ZZ

WHO’S WHO
Laetitia de Allegri (svizzera, diplomata in Industrial Design
all’ECAL di Losanna) e Matteo Fogale (nato in Uruguay,
OLIVIA ESTEBANEZ

si è laureato in Disegno Industriale allo IUAV di Venezia)


si sono conosciuti a Londra, città dove entrambi vivevano
da anni e dove lavoravano in importanti studi di design.
Hanno fondato il loro studio di progettazione nel 2014.

48
Indoor – Outdoor: Mystone Ardesia Cenere
www.marazzi.it

Human Design
Da più di ottant’anni progettiamo ceramiche in cui tecnica e innovazione sono al servizio
delle persone. Perché il vero design nasce sempre attorno alle emozioni di chi lo vive
DI S C OVE R I E S . DESIGN

settembre 2014): mobili e accessori per la tavola che sembrano


in marmo o ardesia ma che in realtà sono fatti in materiali ot-
tenuti dal riciclo di denim, carta, cotone. Tra natura e artificio il
confine diventa labile. E virtuoso. L’anno successivo, de Allegri
e Fogale creano un’installazione all’interno del Victoria & Al-
bert Museum: è Mise-en-abyme, una serie di fogli di acrilico
colorato posti in successione che creano una sorta di tunnel,
giocando con la percezione del visitatore e alterando la pro-
spettiva. Un’idea simile è quella da cui è nato Mystical Solace,
il progetto che i due – insieme a Il Casone, azienda specializzata
in rivestimenti lapidei – hanno presentato ad aprile durante la
Milano Design Week: un piccolo spazio trasfigurato da una
scenografia in marmo giallo e nero, uno spazio dove potersi
isolare dal caos urbano. Una dimensione quasi magica che si
trova anche nei loro oggetti: nei vasi Nereidi per Salviati, bolle
di vetro plumbeo che sbocciano in dischi di colore vivo. L’idea
della leggerezza in un oggetto in realtà massiccio. Un contrasto
dinamico, sorprendente. E pieno di poesia.

2
«CI PIACE CONSIDERARE
MATERIALI ONESTI,
DI QUALITÀ E
NON CONVENZIONALI».
LAETITIA DE ALLEGRI & MATTEO FOGALE

3
OLIVIA ESTEBANEZ. DELFINO SISTO LEGNANI

Prove d’autore. 1. Mise-en-abyme, installazione per il London Design Festival del 2015 allestita al Victoria
& Albert Museum. 2. Tavolo basso dalla collezione -ISH: il piano effetto pietra è in scarti industriali riciclati.
3. I “breadboards” ideati per Makers & Bakers, mostra organizzata da Airbnb in occasione del Salone del
Mobile 2016. 4. Mystical Solace, installazione realizzata durante la scorsa Milano Design Week.

50 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


D I S C O V E R I E S . S P E C I A L P R O J E C T S/ 1

L’alba di un nuovo mattino


In occasione del 90° della sua fondazione Cassina ha rinnovato parte del proprio storico stabilimento di Meda.
Un work in progress che ne farà l’ HUB DELL’AZIENDA . A progettare l’ intervento è stata Patricia Urquiola.

di FR ANCESCA VINCI

WHO’S WHO 1927: a Meda nasce Cassina. A fondarla sono i fratelli Um-
Patricia Urquiola è tra i maggiori berto, la mente mercantile, e Cesare, l’intelligenza creativa.
progettisti contemporanei. Nata Le loro strategie e i loro prodotti hanno scritto la storia del
a Oviedo, ha lo studio a Milano. design. 90 anni di vita vissuta intensamente. Per celebrarli,
È direttore artistico di Cassina Gianluca Armento, odierno direttore generale di Cassina,
e collabora con altri prestigiosi e il suo staff hanno deciso di rinnovare l’immagine dello
brand come Moroso, B&B Italia, storico stabilimento, mixando il passato e l’oggi, un’opera
Kartell, Foscarini, Flos. Suoi affidata a Patricia Urquiola che dell’azienda è da poco l’art
alcuni classici: le sedute Antibodi director. Dice Armento: «Nell’anno del nostro 90° anni-
e Comback, la collezione Canasta, versario continuo a ripetere che dalla storia delle cose nasce
la lampada Caboche. la forma del tempo. E quindi ogni cosa che facciamo deve
tenere conto di ciò, a cominciare dalla nostra sede». A sua
STEFANO DE MONTE

Rifugio d’autore per una pausa.


IN ALTO: la nuova area relax incentrata
volta l’architetto iberico-meneghina spiega: «L’idea-guida è
sul Refuge Tonneau ideato nel 1938 da stata quella di evidenziare il fatto che Cassina è un’industria
Perriand e Jeanneret. Poltrone LC2 in dove si realizzano arredi contemporanei ma pure un luogo
versione colorata, da I Maestri, Cassina. con una lunga storia da raccontare. Lo stabilimento ZZ

52 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


D I S C O V E R I E S . S P E C I A L P R O J E C T S/ 1

è lo spazio che svela, mette in mostra e narra il dna del


marchio». L’intervento, il primo di una serie che riguarderà
l’intera struttura, si sviluppa in tre momenti: la corte d’ac-
cesso allo stabilimento, il corridoio che conduce agli spazi
produttivi (la Galleria) e l’ex zona di approvvigionamento
della produzione, fulcro del restyling. La corte, sotto una
volta industriale, è un’area relax incentrata sulla presenza del
Refuge Tonneau, miniarchitettura mobile ideata da Char-
lotte Perriand e Pierre Jeanneret e di recente ricostruita da
Cassina: uno stralcio di cultura architettonica dove ospiti e
maestranze dell’azienda possono entrare e gustare un caffè.
«Il Refuge Tonneau», osserva Urquiola, «è stato a suo tempo
un progetto sperimentale dove nulla è lasciato al caso, nato
da un’idea visionaria e da una lettura del futuro». Nella zona
c’è anche un piccolo giardino verticale. Spiega ancora Ur-
quiola: «Suggerisce un senso di relax, ideale per un ambiente
dedicato a un momento di pausa. Inoltre il verde porta la
natura all’interno della fabbrica e sottolinea la cultura della
sostenibilità, tema molto caro a Cassina». Nella Galleria,
invece, il dettato estetico si ispira alla “In-Store Philosophy
3” messa a punto per caratterizzare i punti vendita dell’a-
zienda con gli stilemi genetici del marchio. Un luogo di
cultura destinato a ospitare mostre ed eventi aperti anche
ai dipendenti. «Credo», conclude a tal proposito Patricia
Urquiola, «che, guardando al futuro, la cultura, il progresso
e l’evoluzione siano una risorsa necessaria per reinterpretare
l’eredità storica dell’azienda».

Parete verde. SOPRA: uno scorcio dell’area relax con la copertura a botte di chiaro segno
industriale. In primo piano l’accesso al Refuge Tonneau ricostruito di recente
da Cassina in base ai progetti originari di Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret. Dietro,
panca 514 Refolo di Perriand e sofà LC3 di Le Corbusier, Jeanneret e Perriand, collezione
I Maestri di Cassina. Sul fondo, la parete vegetale che introduce la natura nella scena.
IN ALTO, A DESTRA: dettaglio dell’area relax con la parete vegetale visto da un oblò
del Refuge Tonneau. A DESTRA: uno scorcio della corte di accesso dello stabilimento
Cassina a Meda dopo il restyling di Patricia Urquiola per il 90° anniversario dell’azienda.

54 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


PLACE VENDOME COLLECTION 2017 – DESIGN: VANILLE, HANDKNOTTED IN WOOL AND SILK RELIEF - 400X400 CM

LUXURY CUSTOM MADE RUGS DESIGNED IN ITALY

MILANO • VIA A. MANZONI, 45 • +39 02 8690570 | LONDON • 62-64 BROOK STREET, MAYFAIR • +44 (0) 20 3887 4589

MOSCOW | SHANGHAI | JEDDAH | RIYADH | LOS ANGELES | BAKU | TEHRAN | TOKYO | OSAKA

S A H R A I . C O M
DI S C OVE R I E S . C RYSTA L

La terza
dimensione
Nascono dagli schizzi di un graphic
designer le reinterpretazioni delle
classiche figurine in cristallo SWAROVSKI .

di ELENA DALLORSO

hanno dato vita a una versione


contemporanea delle tradizio-
Bestiario. SOPRA: gli schizzi
nali figurine nate nel 1976. «Ho
per la figurina del lupo.
imparato molto sul mio stile e la A SINISTRA: la personale “Hunt”
mia tecnica lavorando insieme alla di Arran Gregory alla Old
squadra, perché ho dovuto analiz- Truman Brewery di Londra
zare ogni scelta da punti di vista per la scorsa Frieze Art Week.
diversi dal mio», spiega Gregory. 20 sculture di leopardo
«La stessa location, in mezzo alle in specchio. SOTTO: il designer
Arran Gregory.
Alpi austriache, ha dato forza al
IN BASSO, A SINISTRA: Bear della
progetto. Ho ricreato il mio mon- Mirror Nature Collection.
do con il cristallo a taglio brillante
e già questa è stata una novità. Di
solito le collaborazioni sono terre-
no di compromesso, ma in questo
Otto anni fa, quando il graphic designer inglese Ar- caso posso dire che mi sono trovato perfettamen-
ran Gregory, classe 1987, ha fatto la sua incursione te allineato con Swarovski». Che, come risultato
d’esordio nella scultura, certo non immaginava che del biennio di ricerca e sviluppo insieme ad Arran
sarebbe stato il primo designer esterno a firmare Gregory, ha prodotto una speciale cromatura che,
un’intera collezione per Swarovski: un lupo, un usata in combinazione con la precisione del taglio a
leopardo e un orso, ovvero i suoi soggetti iconici brillante, replica benissimo l’effetto specchio tipico
in scala, sono la nuova Mirror Nature Collection delle sculture dell’artista.
del marchio austriaco. «Per questa collaborazione Fonte d’ispirazione costante di Gregory sono la con-
ho usato gli animali che conoscevo e ho sviluppa- nessione tra l’uomo e la natura e i legami primordiali
to un linguaggio visivo diverso, che prendesse in che abbiamo con essa, tradotti in un linguaggio mi-
considerazione non solo la terza dimensione, ma nimalista: forme essenziali definite da un insieme
anche la capacità del cristallo di riflettere la luce», di angoli e linee. «Swarovski ha creduto in me e ha
racconta. Quasi due anni di lavoro e un mese di alimentato la mia tecnica senza chiedermi di sa-
full immersion con la squadra che lavora a Wattens crificare le mie idee. Il massimo, per un artista».

WHO’S WHO O
Arran Gregory si è
specializzato in graphiic
design per la comunicazion ne
al Chelsea College of Art &
Design di Londra. Con Mirro or
Bear, del 2009, ha iniziato a
MICHELLE BEATTY. SWAROVSKI

interessarsi di scultura. H
Ha
all’attivo molte collaborazion ni
con brand come Johnniie
Walker, Ralph Lauren e
Swarovski. Sta preparando la
sua sesta personalee.

56 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . S P E C I A L P RO J E C TS

Inventiva. Fasi della lavorazione


del flacone di Gabrielle, nuovo
profumo di Chanel (A DESTRA):
per conferire al recipiente
la massima leggerezza, il fondo
– dove normalmente
si deposita uno strato più spesso
di vetro – è stato estroflesso
e in seguito molato. L’oro
pallido di tappo ed etichetta
è ispirato ai tessuti della Maison.

Profumo di luce
L’ultima fragranza nata da CHANEL , lanciata durante le sfilate parigine
di Haute Couture, è un progetto totale. Dove si incontrano arte olfattiva e design.

di RUBEN MODIGLIANI

Un profumo nuovo, da Chanel, è un avvenimento che capita di cio, tuberosa. Note che sono state organizzate in una struttura
rado: Chance, l’ultima fragranza originale pensata per l’universo architettonica, rigorosa. Un po’ come place Vendôme. Ma mi
femminile, era nato nel 2003. La sera del 4 luglio, a Parigi, ha viene in mente anche la Villa Savoye di Le Corbusier (non a caso
avuto luogo il lancio mondiale di Gabrielle, nuova pagina di un edificio bianco, ndr): ha 90 anni ma la sua modernità attra-
questa storia iniziata nel 1921 col leggendario N°5. «I fiori sono versa il tempo. Come le idee di Gabrielle Chanel». Il nome del
il filo conduttore di tutti i nostri profumi. Ma non ne avevamo profumo è stato scelto per sottolineare il legame con la grande
ancora nessuno “fiorito”: un vuoto che andava colmato», spie- couturière: coraggiosa, forte, decisa. Il flacone è arrivato dopo un
ga Olivier Polge, creatore dell’essenza e figlio di Jacques Polge, lungo periodo di studio. «Il primo disegno è del 2009»: a parlare
storico naso della Maison. «Questo è un fiore concettuale. Una è Sylvie Legastelois, che lo ha ideato. «Per tradurre in forma la
summa di corolle bianche: ylang-ylang, gelsomino, fiore d’aran- creazione di Polge volevo un contenitore che fosse lieve, lumino-
so. Insieme ai nostri fornitori abbiamo studiato come al-
leggerire il più possibile la bottiglia. Ci sono voluti
WHO’S WHO 5 anni. Siamo così arrivati a una soluzione che
Sylvie Legastelois, in Chanel dal 1984, è abbiamo brevettato: estroflettere il fondo
direttrice del design grafico e del del recipiente, dove lo strato di vetro è
packaging per cosmetica, profumi e più spesso, e poi molarlo». Il risultato
gioielli. Ha iniziato lavorando a è un quadrato minimale con delica-
COURTESY CHANEL

fianco di Jacques Helleu, storico te nervature che convergono verso il


direttore artistico della griffe e centro e un’etichetta in un oro palli-
scomparso nel 2007. Oggi la sua do, ispirato ai tessuti della Maison.
équipe è composta da più di 30 persone. Un omaggio alla luce.

58 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Artemide is proud sponsor of
DI S C OVE R I E S . M OTO R I N G

Tutto da sola
Audi propone l’ammiraglia A8 in versione A GUIDA AUTONOMA
e con sofisticate tecnologie per il massimo comfort di viaggio.

di PAOLO MATTEO COZZI

WHO’S WHO
Marc Lichte (1969) inizia la
carriera in Volkswagen nel 1996.
Lavora su Golf (generazioni 5,
6 e 7), Passat, Touareg e Arteon,
poi dal 2004 è responsabile del
design Audi. Con la nuova A8
vuole «armonizzare il design e
la tecnologia, caratterizzando
così il volto del marchio».

Guida da sola fino a 60 chilometri orari, ha 4 ruote sterzanti e un sistema


di sospensioni predittive che assorbono ogni asperità dell’asfalto: Audi
A8, la prima ammiraglia al mondo sviluppata per la mobilità altamente
automatizzata, è l’auto che cambia le regole del gioco. Dotata di guida
autonoma di livello 3 – si possono togliere le mani dal volante mentre la
vettura mantiene la rotta – la quarta generazione dell’ammiraglia tedesca
sviluppa ulteriormente la filosofia dell’avanguardia tecnologica con un
nuovo linguaggio stilistico e segna un cambio di paradigma del design per
l’intero marchio. La carrozzeria (5,17 m) impone una forte presenza sce-
nica con il frontale verticale, l’ampia griglia single frame, le linee fluide e
muscolose per esprimere eleganza sportiva. L’abitacolo invece si prepara a
diventare lo spazio per accogliere, oltre ai passeggeri, anche guidatori con
molto più «tempo libero» perché, grazie al pilota automatico, guideremo
sempre meno. Specie nel traffico delle congestionate megalopoli. Allora
avremo quella che Audi definisce la «25esima ora», quell’ora strappata
alla routine quotidiana degli spostamenti. Come riempirla? Riposando,
dialogando, lavorando, insomma, dedicando più tempo a noi stessi: è la
promessa Audi per la mobilità del futuro.

IN ALTO : l’architettura dell’abitacolo:


via gli interruttori, largo a comandi vocali o touch. SOPRA: un nuovo modo di viaggiare: oltre a tutto ciò che
serve per connettersi al mondo, c’è anche un sistema per il massaggio dei piedi. SOTTO: l’esterno di A8: linee fluide per esprimere eleganza sportiva.

60 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Collezione : Molitor

CAMPANIA AD STUDIO CASA, 83036 MIRABELLA ECLANO (AV), 0825649376  ANTICA TAPPEZZERIA MIRANDA, 80047 SAN G. VESUVIANO (NA), 0818274831  GIODÈ, 81028 SANTA MARIA A VICO (CE), 3474999879 
HOME INTERNI D’ARTE, 80063 PIANO DI SORRENTO (NA), 0815321659  SOLE, 81031 AVERSA (CE), 3335912959  TOP EVENTS, 81054 SAN PRISCO (CE), 0823795005  EMILIA ROMAGNA CASA DELLA TENDA, 48100
RAVENNA, 0544454119  CASA DEL MATERASSO, 40134 BOLOGNA, 051435724  POLETTI & PARESCHI, 40018 SAN P. IN CASALE (BO), 051810571  LAZIO ARMONIE D’ARREDO, 00199 ROMA, 0686208474  C.I.L.M SRL, 00149
ROMA, 065587666  IAN TESSUTI E TENDGGI, 00192 ROMA, 3402760422  LE DECORAZIONI, 00195 ROMA, 0660668395  LILLI, 00019 TIVOLI (RM), 0774317812  MAGLIANELLA 80, 00166 ROMA, 0666510281  MATERIALS
CONSULTING, 00191 ROMA, 063337412  ORTENZI STEFANO, 00142 ROMA, 065031111  LOMBARDIA BANI CARLO, 22063 CANTU (CO), 031711079  BIEMME TENDE, 20025 LEGNANO (MI), 0331547790  GEROSA TENDE,
22040 ALZATE BRIANZA (CO), 031630015  IL TAPPEZZIERE DI SIGNORINI GIANCARLO, 27029 VIGEVANO (PV), 038182080  RATTI DI RATTI ENZO, 20124 MILANO, 022047488  SILVA TESSUTI, 20123 MILANO, 0289400788 
SPINELLI A & G, 22060 AROSIO (CO), 031761214  TAPPEZERIA COLOMBO, 25030 CASTELMELLA (BS), 0302780611  TAPPEZZERIA MAZZA, 24047 TREVIGLIO (BG), 036343704  TAPPEZZERIE VITTORIA ZAPPA, 25121 BRESCIA,
0303754047  TONOLI TENDE, 25015 DESENZANO DEL GARDA (BS), 0309141330  MARCHE GUIDI MARIO, 61100 PESARO, 0721414816  INTERNI D’ELITE, 63832 MAGLIANO DI TENNA (MC), 0734678018  PUGLIA
MANFREDI NICOLA, 70022 ALTAMURA (BA), 0803103155  TOSCANA LA CASA NEL CORTILE, 50136 FIRENZE, 0552346095  LINOLEUM GOMMA ZANAGA, 50142 FIRENZE, 0557323713  ROSSANO SCONTINI, 50013 CAMPI
BISENZO (FI), 055301548  TDR, 50058 SIGNA (FI), 0558734865  UMBRIA DIVANIA, 05100 TERNI, 0744800233  TAPPEZZERIA PARTENZI, 06038 SPELLO (PG), 0742315104  VENETO NALESSO, 35122 PADOVA, 0498762470

TESSUTO, CARTE DA PARATI, PASSAMANERIA


www.casamance.com
DI S C OVE R I E S . O PE N I N G

Conversazione Con i suoi 1.000 metri quadrati il nuovo store Tiffany in piazza del
Duomo, a Milano, è il più grande d’Europa. L’ingresso è a doppia
a due (e più) voci altezza, la zona centrale è dominata da un imponente lampadario
composto da decine e decine di cilindri di vetro. Al centro, grandi
Il glamour di New York. Rivisto, però, in chiave tavoli ovali disposti in successione ospitano le creazioni della casa.
meneghina. È il nuovo store TIFFANY inaugurato a In fondo una scala porta al primo piano, dove scintillano altre
vetrine. Ma quello che rende davvero speciale questo luogo è la
Milano: fatto di marmi, di vetro, di luce. E di sogni.
presenza discreta di spazi più piccoli, discreti, ognuno con una
sua vocazione: al piano terra una sala è riservata alle collezioni
di RUBEN MODIGLIANI
di orologeria, e una suite composta da un salotto e da un altro
locale può essere chiusa per garantire un’ovattata riservatezza.
Al primo piano ci sono una dining room e un bar che si affaccia
sul porticato. «È come un salotto milanese con l’eleganza di New
York», ci spiega Raffaella Banchero, amministratore delegato Tif-
fany & Co. Italia e Spagna. «Abbiamo soffitti di sei metri ma lo
spazio non è sovraccarico, non c’è opulenza eccessiva. Il punto di
partenza di questo progetto è stato il rispetto per il luogo, per dove
siamo. Abbiamo voluto fare le cose “come si fanno a Manhattan”
ma in chiave meneghina: gli archi che accolgono le vetrate, per
esempio, sono smussate e hanno scanalature che ricordano quelle
del Duomo». Come il pavimento in marmi intarsiati al piano
terra. Passeggiando in sua compagnia per gli spazi dedicati al ZZ
MASSIMO LISTRI

Vibrazioni. IN ALTO: la scalinata che porta al primo piano. A parete


un’opera di Loris Cecchini. A SINISTRA: l’ingresso del negozio. Il motivo
del pavimento è ispirato ai marmi del Duomo; dall’alto spunta un
dettaglio del grande lampadario-installazione in cilindri di vetro.

62
Eikon.
Energia evoluta e finiture pregiate.

Placche dal design ricercato. Comandi ergonomici e meccanismi


silenziosi. Materiali pregiati; dettagli e colori affascinanti per un tocco
di classe incomparabile. Eikon Evo, Eikon Tactil, Eikon Chrome, Eikon
Total Look: quattro linee nate da un’idea di bellezza unica. Con la
certezza del made in Italy e una garanzia di 3 anni.
DI S C OVE R I E S . O PE N I N G

UNA GALLERIA VISTA DUOMO


All’ interno del terzo store milanese
per Tiffany, inaugurato a luglio
nel cuore della città, davanti alla
cattedrale, c’ è anche una collezione
di opere che raccontano simboli del
mondo Tiffany, commissionate a
otto artisti contemporanei: Alek
O., Gio Pastori, Felice Serreli, Loris
Cecchini, Zeno Peduzzi, Patrick
Tuttofuoco, Gianluca Franzese e
Niccolò Fiorentini. Nomi affermati
scelti insieme all’Artist Consultant
Alessandro Arensberg anche per la
loro relazione con Milano.

«UN SALOTTO MILANESE CON L’ELEGANZA DI NEW YORK»

pubblico emergono storie, aneddoti. Nella sala bar, per esempio: Spazi & arte. IN ALTO: la
«C’è stata lotta su un dettaglio fondamentale, la macchina del dining room al primo piano,
col dipinto di Gianluca
caffè», racconta divertita Banchero. «Per gli americani doveva
Franzese. QUI SOPRA: il bar,
stare assolutamente dietro le quinte, ma non ho ceduto: per noi
affacciato sul porticato di
italiani il caffè è quasi una religione, la macchina dobbiamo piazza del Duomo. Dietro al
averla sotto gli occhi, il suo rumore fa parte del rituale». Tra bancone un lavoro di Gio
marmi, ottoni e mobili realizzati su misura da nomi di presti- Pastori. A SINISTRA IN ALTO:
gio (Molteni, Giorgetti, Minotti...) c’è anche la bella presenza l’opera di Alek O., una figura
dell’arte, con opere realizzate appositamente per questi spazi stilizzata di gatto (omaggio
a Colazione da Tiffany).
(vedi box). «I nostri oggetti sono nei più grandi musei del mon-
A SINISTRA IN BASSO: nel salotto
do, siamo partner del Whitney per la sua Biennale. L’arte è nel
privato al piano terra, il
nostro dna», conclude Banchero. «E, in più, commissionare quadro di Felice Serreli.
queste opere è per noi un modo per dare un sostegno a giovani
autori di valore». Un investimento a lungo termine. E saggio.

64 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


GROUP
ROSS & RHEAL GROUP MILANO •

SICILY Collezioni & punti vendita S I T A P. I T


DI S C OVE R I E S . L E A ST E

STELLA CON STILE


A Londra è in programma un’asta molto attesa
dedicata ai cimeli di AUDREY HEPBURN ,
attrice divenuta inimitabile icona di eleganza.

di UMBERTA GENTA

SOPRA: panca Tokyo di Charlotte Perriand (1956),


stimata 20.500-27.300 € (Phillips).

il famoso trench di Burberry indossato in


Colazione da Tiffany e stimato 6.800-9.100
euro, una selezione di ballerine in varie to-
nalità (a partire da 1.700 euro) e un elegante
abito da cocktail in seta blu firmato Hubert
de Givenchy, che fece della diva la sua mu-
sa prediletta, stimato 11.300-17.000 euro.
Immancabili gli scatti dei grandi ritrattisti,
da Cecil Beaton a Steven Meisel, che dagli
anni ’50 ai ’90 hanno immortalato l’attrice
sui set di film senza tempo, o sulle pagine
di prestigiose testate di moda. I lotti dell’a-
I memorabilia appartenuti alle star del ci- sta saranno in parte protagonisti di un’asta
nema negli ultimi tempi si sono guadagnati parallela online, “Audrey Hepburn: Part II”,
un posto di rilievo nelle aste internazionali. dal 19 settembre al 3 ottobre.
Particolarmente attesa da collezionisti e fa- Sempre a Londra, il 20 settembre Phillips
shion addicted è “Audrey Hepburn: Part I”, inaugura la stagione autunnale con “Design”:
la vendita di Christie’s del 27 settembre a tra i pezzi proposti all’incanto, Tokyo, un
Londra, che propone un’ampia selezione di tavolino-panca-divano di
oggetti personali dell’interprete di My Fair Charlotte Perriand del 1956
Lady, icona di stile intramontabile. Un’oc- (stima 20.500-27.300 euro),
casione speciale per conoscere alcuni oggetti mentre a New York continua
unici e personali dell’attrice, finora mai ap- a fare tendenza l’arte degli au-
parsi sul mercato: particolarmente interes- tori afroamericani dagli anni
santi i copioni dei film con le sue annotazio- ’60 a oggi, a cui la casa d’aste
ni, come quello di Sciarada (1963) stimato Swann dedica la vendita an-
17.000-28.500 euro, mentre tra i lotti più nuale “African-American Fine
contesi del suo guardaroba personale ci sono Art”, prevista il 5 ottobre.

Diva. SOPRA A DESTRA: un portacipria di Ciardetti appartenuto a Audrey Hepburn (nel 1954 sposò Mel Ferrer), stimato 2.300-3.400 €, e un suo
ritratto del 1956 di Bud Fraker stimato 570-900 € (Christie’s). IN ALTO A SINISTRA: Untitled di Haywood “Bill” Rivers (1969) stimato 17.600-26.400 € (Swann).

IN ITALIA
18-19 SETTEMBRE 25-26 SETTEMBRE 26-29 SETTEMBRE 27 SETTEMBRE 3 OTTOBRE
• WANNENES • BOETTO • IL PONTE • PANDOLFINI • BOLAFFI
piazza Campetto 2, Mura dello Zerbino 10R, via Pitteri 10, Palazzo Ramirez-Montalvo, Grand Hotel et de
Genova Genova Milano Borgo degli Albizi 26, Milan, via Manzoni 29,
Arredi, sculture Antiquariato Decorazione d’interni, Firenze Milano
e oggetti d’arte e dipinti sec. XIX arte moderna Auto classiche Gioielli

66 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


HAUTE NATURE

© 2017 Antolini Luigi. All Rights reserved.

Corteccia & Bianco Lasa I Covelano “Vena Oro” (Soft Quartzite & Marmo) DESIGN ALESSANDRO LA SPADA

Antolini crede nel potere di ciò che è autentico. La maestosa


forza di madre natura racchiusa in sorprendenti creazioni.
Creato dalla natura, perfezionato in Italia.
antolini.com
DI S C OVE R I E S . WATC H

Tempo al tempo
Ritorna in un’edizione limitata, rinnovato nella tecnologia
e proposto in una confezione vintage da collezione,
il Railmaster di OMEGA , un classico degli anni ’50.

di GIAMPIERO NEGRETTI

In occasione del 60° anniversario ritorna l’Omega rifà al progenitore, reca infatti inciso, come un tempo, il
Railmaster nella sua prima versione, quella del 1957, cavalluccio marino. Progettato per chi, come scienziati
quando venne presentato insieme con altri due modelli o tecnici di laboratorio, lavorava in ambienti con forti
destinati a restare nella storia: lo Speedmaster e il Sea- campi elettrici, il primo Railmaster era stato dotato
master, entrambi riproposti quest’anno e disponibili di una doppia cassa a protezione antimagnetica: un
anche in un cofanetto speciale comprendente tutti e problema ampiamente superato nella versione attuale
tre gli orologi. Una riedizione quella del Railmaster grazie al calibro 8806. È un movimento automatico e
che recupera tutte le caratteristiche estetiche originali, di manifattura che, oltre a varie particolarità tecniche,
a partire dalla misura della cassa: un diametro di 38 può resistere a campi magnetici superiori ai 15.000
mm che ai giorni nostri, dove dominano le taglie gigan- gauss, in pratica la massima intensità misurabile. L’o-
ti, può apparire anacronistico, ma che in realtà è ancora rologio, inoltre, è dotato del certificato di Master Chro-
apprezzato da molti. La ricostruzione è avvenuta par- nometer, che ne certifica sia le qualità costruttive e di
tendo dalla scansione digitale di un vecchio modello resistenza, sia la precisione di marcia. Con quattro anni
campione, così da ricavare quote e misure per potere di garanzia e bracciale in acciaio identico all’originale,
avviare la nuova produzione, che è limitata a una serie ma con maglie più robuste, l’orologio viene venduto
di 3.557 esemplari. Con cassa impermeabile fino a 60 in una confezione ispirata a quella del 1957 e con due
metri e bracciale in acciaio lucido, l’orologio presenta cinturini di ricambio a 6.400 euro.
un quadrante con grafica vintage per esempio, le lan-
cette stile Broad Arrow e dove gli indici luminescenti,
Visibile ovunque. IN ALTO: il nuovo
più profondamente incavati, consentono una forte vi-
Omega Railmaster con l’immagine e la
sibilità nell’oscurità. Anche il fondello serrato a vite si scritta celebrative sul fondello. A SINISTRA
IN ALTO: il Railmaster visto dalla
parte del quadrante. A SINISTRA IN BASSO:
l’orologio come appare al buio.

Zoomorfo. SOPRA:
È L’ORA DEL RAGNO l’Arachnophobia.
È disponibile
Ha l’aspetto di un aracnide stilizzato nella versione
un insolito orologio di MB&F e L’ÉPÉE . nera e in quella
placcata oro a 18K.

VERSATILE. Una macchina del tempo davvero particolare l’Arachnophobia, frutto della
collaborazione tra MB&F un artigiano creatore di altissima gamma e l’Épée, storica
Le dimensioni degli orologi
fabbrica svizzera. Un orologio da tavolo (ma anche da parete) a forma di ragno e con 8 zampe
pubblicati qui sopra
articolate che possono assumere diverse posizioni. Alto 203 mm, il modello a zampe distese
sono quelle reali.
misura 405 mm. Il movimento, di manifattura e a carica manuale, è molto ben rifinito,
mentre l’ora è indicata da due lancette sopra la cupola nera, che costituisce la testa del ragno,
68 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA con ore e minuti bianchi. Per informazioni e prezzo: emmanuelle.mary@swiza.ch
DI S C OVE R I E S . P RO G E T T I

Spazio versatile.
A SINISTRA E IN BASSO:
bozzetto e rendering
del progetto Kirigami
(kitchen-origami)
di Alberto Talarico,
Hamid Al Busaidi
e Gursimran Maini
per la cucina di due
artisti proiettati
nel futuro. Uno spazio
versatile con isola
a geometria modulabile,
in cui cucinare (magari
il fine settimana),
convitare, ma anche
svolgere il proprio
lavoro creativo.

A ciascuno il suo
Curato da POLI.DESIGN-POLITECNICO DI MILANO con FRIGO 2000 , un workshop internazionale disegna quattro
ambienti-cucina per altrettanti tipi di utenti rappresentativi della società di oggi e, attendibilmente, di domani.

di ELEONOR A TR AMONTIN

Tra i fattori che hanno portato il Politecnico tali ricognizioni gli studenti hanno indivi-
di Milano ai primissimi posti nella classifica duato 4 diverse tipologie di utenti – la food
mondiale delle migliori università a indiriz- blogger, il freelance, la famiglia con bambini,
zo tecnico sono stati i fecondi rapporti con due artisti – per le quali, nella seconda fase,
il mondo industriale e del progetto. A essi, hanno sviluppato progetti ad hoc intesi anche
nell’ambito delle tematiche dell’abitare, va a ottimizzare l’impiego dei prodotti Sub-Ze-
ascritto il recente workshop internazionale ro, Bora e Wolf proposti da Frigo 2000. A
“Conviviality 4 Kitchen and Modern Living”, vincere è stato l’elaborato Kirigami ideato
un master-contest (con tanto di premio) di per due artisti da Alberto Talarico, Hamid
“Industrial Design for Architecture” del Po- Al Busaidi e Gursimran Maini. Un’isola a
litecnico di Milano e POLI.design svoltosi geometria variabile con relativi apparati dove
con la propositiva collaborazione di Frigo cucinare e mangiare, ma anche creare arte.
2000, che ha messo a disposizione
di relatori e partecipanti le sue pro-
fonde conoscenze sul soggetto cucina
maturate in qualità di distributrice
PROGETTI A CONFRONTO
esclusiva di una serie di marchi “cu-
Coordinati dai docenti del Politecnico
cinieri” top di gamma, dai frigoriferi
di Milano, Venere Ferraro, Federico Elli
ai forni, dai piani cottura alle cappe,
e Riccardo Negri coadiuvati da Silvia
alle cantinette. L’iniziativa si è svolta
Ferraris, a sfidarsi sono stati i progetti
in due fasi secondo il concept studiato
Oasi di Michele Caponigro e David
da Frigo 2000, molto più didattico
Freire per un freelance-single (sopra);
che aziendalista. Nella prima sono
Slide di Meric Adali, Khadija Ibtisam,
stati analizzati da un punto di vista
Irene Lomonte per una food blogger;
sociologico i diversi modi di intende-
Il mezzo, per una famiglia con bambini,
re, usare e vivere la cucina pensando
di Betul Yetkin, Indira Pambudy, Vipul
anche a una loro proiezione nel pros-
Arora; e Kirigami per una coppia
simo futuro (5 anni). Sulla scorta di
di artisti. A giudicare gli elaborati una
giuria di noti architetti e designer con
70 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA la presenza anche di uno chef stellato.
DI S C OVE R I E S . AG E N DA

AZIONE E REAZIONE
Nel panorama delle mostre, che oscillano tra VINTAGE
e AVANGUARDIA , si spazia da un design che ha il sapore
del revival al gusto per la sperimentazione.

di SONIA S. BR AGA

Icone. A LATO:
in compensato,
Gj Bow Chair
di Grete Jalk, 1963.
A DESTRA: il manifesto
della mostra “Björk
Digital”. Nel tondo,
l’artista islandese.

OLTRE LA MUSICA
Cccb, Centre de Cultura
Contemporània de Barcelona

f ino al 24 settembre
Prosegue il tour internazionale di “Björk Digital”, un’esperienza
immersiva in realtà virtuale che presenta le opere digitali e video
nate dalla collaborazione tra la star islandese del pop elettronico
e i più eclettici artisti visivi, programmatori e registi del nostro
tempo. Dall’ultimo album Vulnicura è tratto Notget VR, in cui la
cantante indossa le sorprendenti maschere create da James Merry.
IL RITORNO DEL COMPENSATO
Victoria and Albert Museum, Londra

fino al 12 novembre Innovativa. La concept car CREATIVI A R ACCOLTA


Renault Trezor, una GT

©VICTORIA AND ALBERT MUSEUM, LONDRA. ©PHOTO NICK KNIGHT. ANDREW THOMAS HUANG
King’s Cross, Londra
Dopo oltre un secolo di innovazioni elettrica dalle linee futuribili,
esposta a Designjunction.
e di ricerca formale, la mostra dal 21 al 24 settembre
“Plywood: Material of the Modern
World” svela le potenzialità del Richiama 27mila visitatori, 200 brand
compensato, materiale versatile ed di design e progettisti da tutto il mondo.
ecologico. Sono esposti 120 pezzi, Designjunction torna nell’hub creativo di
che spaziano dagli arredi icona del King’s Cross in occasione del London Design
modernismo ai prototipi open source Festival e coinvolge cinque location: Cubitt
per la stampa digitale. House, Cubitt Park, The Canopy, Granary
Square, The Crossing. Arricchiscono l’evento,
installazioni, talk e pop-up shop.

ZZ

72 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


LINEA PROGÈNIE CONTEMPORANEE
IN LEGNO DI QUERCIA ANTICA
CON INTARSI IN MARMO E OTTONE

DESIGN BY: FRANCESCO PERINI

IVASSALLETTI.IT
DI S C OVE R I E S . AG E N DA

SCOLPIRE L’ABITARE
Tate Britain, Londra

dal 12 settembre 2017 al 21 gennaio 2018


Un’antologica per i 25 anni di carriera di Rachel Whiteread (1963), la
prima artista donna ad aggiudicarsi il Turner Prize, nel 1993. Nello
stesso anno realizzò House, calco architettonico di una casa vittoriana
poi demolita, un lavoro che fece molto parlare. In mostra le opere più
note, legate alla dimensione della memoria, e nuove produzioni.

VIENNA-ATENE
Altri spazi. SOPRA: Untitled (Room 101) di Rachel Whiteread, 2003. L’artista
Belvedere, Vienna è, con Damien Hirst, tra gli esponenti di spicco degli “Young British Artists”.
SOTTO: Hasta Abajo 05 di Leslie Moquin. In mostra ad Arles.
fino all’8 ottobre
Il focus della mostra “Klimt
e l’antichità” è il dialogo SCATTI IN AVANTI
tra l’arte classica e l’opera Arles, varie sedi
del pittore austriaco
(sopra: Ritratto di Josef Pembaur, 1890). Una lettura fino al 24 settembre
che pone a confronto il gusto decorativo di Klimt con
La forza delle immagini conquista
sculture e vasi greci dipinti (sotto: kylix del pittore di
ogni angolo della città, che si
Tarquinia, 470-460 a.C.). C’è pure una riscoperta:
trasforma in un festival
un’edizione dei Dialoghi delle cortigiane di Luciano di
fotografico diffuso: con oltre 250
Samosata illustrata da artisti della Secessione Viennese.
artisti e 25 sedi espositive
“Les Rencontres d’Arles” festeggia
in grande stile la 48a edizione.
Che quest’anno punta i riflettori
sulla fotografia latino-americana,
racconta la nuova generazione
spagnola, scandaglia gli approcci
più attuali del documentario.
ZZ
A DESTRA:
Rosario
Fiorello, cui è stato
assegnato il Premio
Nuove Frontiere. SOTTO:
Alberto Matano
e Francesca Fialdini
sul palco, a Sorrento.
©RACHEL WHITEREAD. ©TIROLER LANDESMUSEEN. ©KMKG-MRAH. LESLIE MOQUIN

LE VOCI E LE IDEE
Sorrento

Cronache
In una sera di giugno, Marina Grande di Sorrento è
stata la cornice di un importante evento concepito
per rendere omaggio al mondo dell’informazione
e della comunicazione, il Premio Biagio Agnes,
giunto quest’anno alla IX edizione. Il 24 giugno,
sul palco, nel corso di una serata presentata da
Alberto Matano e Francesca Fialdini, si sono
avvicendati giornalisti, editorialisti, opinion leader,
ma anche uomini di spettacolo distintisi per il
74 desiderio di innovare e sperimentare.
DI S C OVE R I E S . AG E N DA

LA MATER
RIA DEL SUONO
MAD, Musseum of Arts and Design, New York

fino all’11 febbraio 2018


Come si puuò dare concretezza e consistenza al suono?
La mostra “Sonic Arcade: Shaping Space with
Sound” esp plora attraverso ambienti immersivi,
installazion
ni, oggetti performativi una nuova
dimensione multisensoriale del design.

TENDENZE IN DIRETTA
1
Grand Palais, Parigi

dall’11 al 17 settembre
È Biennale di nome, ma non di fatto, dato coppia di carpe in porcellana ornate con
che si tiene ogni anno. E con questa nuova montatura d’epoca Luigi XV. Gioca sul
cadenza la Biennale des Antiquaires di contrasto Robilant+Voena, che affianca
Parigi, di scena al Grand Palais, intende dipinti antichi alle opere dei maestri italiani
SOPRA:Braccialetto Diamond testimoniare il desiderio di seguire 2 del Dopoguerra. Ben rappresentato
Rattle di Arjen Noordeman l’incalzare delle mode. Cospicuaa 900: alla Biennale espongono
il ’9
e Christie Wright, 2010. la presenza di chi punta Downtown-Laffanour,
D con arredi
Al MAD di New York.
sull’antiquariato più classico: di Jean Prouvé e Charlotte
la Galerie G. Sarti esporrà Perriand, Kunsthammer
una commode intarsiata di di
d Vienna, che punta sullo
Pietro Piffetti, la Galerie Eric Jugendstil,
J e Yves Gastou, che
Coatalem porterà un raro propone tra l’altro alcune poltrone
dipinto di Jean-Baptiste Greuzee, di André Arbus. «La galleria si
e non mancano preziosi gobelins. orien nta verso i suoi grandi amori,
Come spiega Céline Letessier deella comee Carlo Mollino e i mobili in
Galerie Chevalier, «le tappezzeriie legnno», spiega Yves Gastou. Grande
medievali, come le Mille fleurs, speccialista del XX secolo anche
sono rare e ricercate. Altrettanto Michel Giraud, secondo cui, «l’A rt Déco
richieste quelle rinascimentali».» continua a essere il Graal dei grandi
Capolavori realizzati dal ’600 all’800 collezionisti». Si impone poi l’arte africana.
caratterizzano le scenografiche esposizioni Come nota Jean-Baptiste Bacquart, della
degli stand di Philippe Perrin e di Steinitz, Galerie Bacquart, «i collezionisti cercano
NELLA CITTÀ DELLA MODA mentre Pascal Izarn presenterà una gli oggetti realizzati per uso tribale».
Milano Su AD di ottobre si parlerà della Biennale Internazionale di Antiquariato di Firenze.

14 settembre 1. Donna pensierosa di Léonard Tsuguharu Foujita, 1928 (Damien Boquet Art, Parigi). 2. Figura
di reliquiario Kota dell’artista Semangoy, Gabon, 1870 (Galerie Bacquart, Parigi). 3. Divano Salonicol
“Vogue Fashion’s Night Out di Jacques-Émile Ruhlmann, 1928 (Galerie Michel Giraud, Parigi).
for Milano”. Con questo nuovo
appellativo, che sottolinea il legame
con la città, ritorna l’appuntamento
che celebra la cultura della moda.
3
Ora è un’intera giornata, con
fashion talk, mostre fotografiche, un
concerto e proiezioni di film. Partner
dell’evento sono Audi, Martini®,
Nivea, QVC, Chanel, oltre alla
collaborazione con il Fashion Film
Festival. La radio ufficiale è RMC.

76 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


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dalla connotazione
agreste, ispirati
a diversi Paesi
e reinterpretati
dal tocco del design.
Per ricreare
un’atmosfera
calda, accogliente,
informale,
ovunque ci si trovi.

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e ALESSANDR A VALLI
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ispirata a Wimbledon e realizzata con cura artigianale
da Bespoke Sofa London, prezzo indicativo 1.338 ¤.
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1 – Sedie Toro di Michaeel


Geldmacher per B-Line, il prezzzo
parte da 344 ¤. • 2 – Camino
a legna 75 Wood con
Passe-partout della linea Plasm ma
di Mcz, da 3.015 ¤. • 3 – Pouf Tildda
4 di Francesco Bettoni per Baxter,
in pelle Cloister Natural e struttuura
di vimini, prezzo a richiesta.
4 – Borsa DV One di Versace,
2.450 ¤ circa. • 5 – Mobile Longi
Cabinet di Nika Zupanc (nel ritrattto)
per il progetto Tracing Identityy 3
di De Castelli, costa 24.375 ¤.

CAMPAGNA
DELLA MENTE

P
er semplificare ci si riferisce
all’arredamento della casa di campagna
con una parola inglese: country.
Uno stile, un approccio progettuale
5 che è sempre di moda perché va oltre le questioni
estetiche: è quasi una categoria dello spirito.
Molti sono i “volti” con cui si presenta, giacché
ogni popolo ha un suo modo di intendere la
vita in campagna. Gli anglosassoni, che hanno
coniato il termine, ne sfoggiano oggi una
versione chic. Il Grande Nord europeo lo vive
con una sfumatura romantica e fiabesca
che ne addolcisce il rigore funzionalista.
MASSIMO GARDONE, FULVIO GRISONI

Più solare e divertita l’interpretazione che ne


danno creativi e aziende dei Paesi del magico
Sud. Ed esiste pure una declinazione trasversale,
di “design”, nella quale il senso della ruralità non
è evocato da forme vintage, ma da materiali,
colori, texture. E da dettagli stilizzati come, per
dirne uno, la base di un tavolo che ricorda le
strutture a cupola su cui si fa seccare il fieno. ZZ

82 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Per chi ama il benessere e
la raffinatezza un materasso
Simmons è di casa.
Lo straordinario comfort e
l’incomparabile fascino assicurano
un riposo impareggiabile.
La cura meticolosa dei dettagli,
la scelta dei materiali più nobili
e la manifattura artigianale più
scrupolosa, esclusivamente
made in Italy, sono gli elementi
caratterizzanti dell’indiscussa
qualità Simmons.
Perchè i materassi non sono tutti
uguali e per dormire bene c’è
bisogno di Simmons. Simmons. Nient’altro.

simmons.it
800-250407
FOCUS.

4 Si parla inglese
1 – Carta da parati Orangery, 125 € a rollo; tessuti: tinta
unita, per cuscino e seduta, Contour, 106 € al metro
e per cuscini floreali Duchesse Garden, 122 € al metro.
Tutto di Matthew Williamson per Osborne & Little.
2 – Poltroncina Caribe, della collezione Ames Sala by 3
Sebastian Herkner, Ames, 689 €. • 3 – Stile anni 20
per la lampada da tavolo con base a tortillon di Roberto
Giovannini, da 910 €. • 4 – Di Sollos, l’appendiabiti
in noce ideato da Jader Almeida, 2.798 ¤. • 5 – Tavolo Tubi
di La Quercia 21, con tubi idraulici in ferro zincato
e assi grezze di frassino. 1.650 €.

5
ANDRES VALBUENA

Gli indirizzi
delle aziende
si trovano ZZ
Z
a pag. 232.

84 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


AELLA
Design Toso & Massari

AELLA “GUN METAL”


In vetro fumé su una base rifinita come una canna di fucile, è la nuova versione di una lampada di tradizione antica.
E’ l’interpretazione contemporanea del mito di AELLA, storico disegno di Renato Toso e Noti Massari,
che ha identificato dagli anni ’60 una famiglia di lampade di grande successo ed eleganza,
oggetti preziosi da collezione che costruiscono l’identità e il carattere di LEUCOS.
Le nuove versioni, mini bold e mini thin, valorizzano il prezioso materiale soffiato a bocca,
abbinandoli a pietre ricercate come l’onice ed altri marmi unici, tutti rifiniti a mano.

Tutte le classiche lampade AELLA, con diametro da 54 cm, nonché le “Aella mini” da 30, 25 e 20 cm,
oltre alle versioni Bold (da 23 cm) e Thin (da 18 cm) sono disponibili anche in versione a sospensione
e dotate di potenti circuiti LED dimmerabili a luce calda di altissima qualità per lunga vita e minimi consumi.
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Gli indirizzi
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1 – Di Roberto Giovannini, la cornice per camino stile Transizione


in legno massiccio finito in nero fiammingo. Da 4.520 €.
2 – Tavolino in legno vecchio riciclato e top in acciaio inox con finitura
spazzolata, di Dialma Brown, circa 1.990 €. • 3 – Di Primark Home,
della collezione Minimalux il set per piumone con foglie,
11 €, e vari cuscini assortiti, il cui prezzo va dai 6 agli 8 €. • 4 – Tavolo
della collezione Trapt di Timothy Oulton in legno africano laccato
con resina e ferro industriale. Il prezzo è 2.375 €.

POSTATOMICO 3

Oggetti NEOZOTICI vetrificati da


Elliot Walker, per la mostra Half-Life,
alla Vessel Gallery di Londra.
Sfacciatamente apocalittico, l’artista
del vetro Elliot Walker esplora le
conseguenze delle catastrofi ambientali,
come la vetrificazione, su materiali
organici o manufatti dell’uomo,
p
scolpendo a mano vitrei oggetti
domestici e fiori. Alla Vessel Gaallery di
Londra dal 9 novembre al 16 diccembre.

SOTTO E A SINISTRA:
Elliot Waalker con
la sua Chair, in
vetro all’uranio
scolpito a mano.
Foto di
d Simon
Brruntnell.

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del Nord
1 – Divano modulare Bob, disegnato
da Thomas Bernstrand e Stefan 2
Borselius per Blå Station, da 5.200 ¤
per la versione a 3 posti con braccioli.
• 2 – Piccolo comò in legno decapato 3

Gustavia di Maisons du Monde, 300 €.


• 3 – Brocca isotermica Geo di Nicholai
Wiig Hansen per Normann Copenhagen,
68 ¤: madeindesign.it. 4 – Tappeto in
plastica, di Pappelina, in vendita online,
da 50 ¤. 5 – Panca-lettino di Eske Rex
e Maria Mengel per Mindcraft, prezzo
a richiesta. 6 – Poltroncina OW124, Gli indirizzi
nota anche col nome Beak chair, di delle aziende
Ole Wanscher (1951). Prodotta da Carl si trovano
Hansen & Søn, da 2.083 ¤. a pag. 232.

SOTTO: ll’architetto
architetto e designer danese
Ole Wanscher (1903-1985).

6
5

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FOCUS.

Gli indirizzi
delle aziende
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a pag. 232.

Tocco
chic
1 – Gyrofocus di Focus
è il primo camino al mondo
sospeso e girevole a 360°,
in acciaio nero, creato nel 1968 4
da Dominique Imbert, anima
e direttore artistico di Focus,
è da sempre un’icona dell’azienda.
Prezzo a installazione.
2 – Nella foto di Tom Watson,
la sedia Luxembourg di Frédéric GRANDEUR FRANCESE
Sofia per Fermob, in tubolare
Per celebrare il Paese del Re Sole,
di alluminio, trattato per
citazioni IRONICHE E POP che rileggono
l’esterno. Impilabile, costa 266 ¤.
stilemi di un’epoca magniloquente.
3 – Divano Bubble
di Sacha Lakic per Roche Fa il verso a Versailles la maestosa
Bobois, in tessuto Techno 2D, lampada da terra (2 metri e 35 di altezza,
costa 4.220 ¤. 1 e 90 di larghezza) King of Love creata da
4 – Chaise-longue Marony Graziano Moro e Renato Pigatti per Slide.
di Flamant, con struttura Realizzata in polietilene riciclabile,
in teak e legni misti e cuscino ha la base in stile barocco e i paralumi
impermeabile in Dacron. 1.290 €. decorati con eleganti motivi classici. Il
divertissement sta proprio nella commistione
di stili e nel sovradimensionamento. ZZ

A SINISTRA: King of Love di Moro e Pigatti


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NATURA
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DA TUTELARE
Una profonda ricerca
per RIFLETTERE sui rischi
di estinzione della biosfera.
Firmata Ctrlzak.

1 – Disegnata da Elise Fouin


per Forestier la lampada
a sospensione Papillon in metallo,
costa 320 €, in vendita Oggetti di uso quotidiano,
su madeindesign.it • 2 – Pouf Circus, accostati a opere d’arte e pezzi
che può fungere anche da tavolino: simbolici, sono gli elementi
reinterpretazione nordica del progetto Extincto (a cura di
di un classico marocchino, Alberto Zanchetta) presentato
è di Normann Copenhagen, il prezzo o al Museo d’A rte Contemporanea
è 645 €, anch’esso su madeindesign.it di Lissone da Ctrlzak, al secolo
3 – Di Flamant il letto Thanos Zakopoulos e Katia
4
a baldacchino Cap Ferrat in legno Meneghini, attivi e noti a livello
decapato, prezzo da definire. internazionale nell’arte e nel
4 – Poltroncina Stecca ideata design. Una riflessione sul tema
da Alban Le Henry ispirata ai classicii del pericolo d’estinzione, per
modelli in legno curvato, mano dell’uomo, comune a molte
ma realizzata in alluminio: di Colos. specie viventi. Umani compresi.
200 ¤ circa.
SOPRA: dettaglio di un pannello,
fra i pezzi in mostra a Lissone:
92 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA ZZ di Ctrlzak. Prezzo a richiesta.
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2 – Disegnato da Alain Gilles per l’ottantesimo co ompleanno di Bonaldo,
il Mass Table ha piano in legno, marmo o cristtallo e base a gabbia
o crinolina in metallo verniciato. Da 2.404 €. • 3 – Vaso Limoniera: Essentials
– Linea Delightful Murano, di Ciarmoli Q Queda Studio,
il prezzo è a richiesta. • 4 – Lampadario Flower Pow werr con tulipani artificiali.
Di VG, da 1.500 ¤. • 5 – Di Maiori Design, la lamppada a energia solare
della collezione La lampe, modello Petitte, costa 269 ¤.

Gli indirizzi
YOSHIE NISHIKAWA

delle aziende
si trovano
a pag. 232.

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94 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


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Gli indirizzi
delle aziende
si trovano
a pag. 232

1 – Progettato da Matteo Cibic e realizzato


in collaborrazione con Bottega Gadda per
Doppia Firmaa, il tavolino Monstera, con piano
a forma di foglia, è in ottone. Costa 800 €. 2
2 – Poltroona Manila in tubolare di rame
1 acidato e giunco di Manila, incordata con
corda tecnica rivestita in pelle Cloister Grey.
Disegnata da Paola Navone e realizzata
da Baxter, costa 5.600 €. • 3 – Due ante
in ebano e pelle, ripiani interni in cristallo
e luci a led per la credenza Brera disegnata
da Statilio Ubbiali. Rozzoni Mobili d’Arte, 19.700 €.
4 – In cristaallo sintetico, i bicchieri Palazzo
di Mario Luca Giusti si ispirano al bugnato
de lazzo o dei Diamanti di Ferrara. In vari
colori, 20 € cadauno.
3

SOTTO: sedia Ruelle, disegnata da Philippe Tabet per Infiniti, ha l’anima


in alluminio e lo schienale in multistrato di rovere. Da 304 €. ZZ
4

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Le ispirazioni più varie accendono
l’assortimento di Infiniti, brand italiano
giovane, versatile e COSMOPOLITA .
Nato nel 2008 dal gruppo Omp,
il marchio Infiniti offre una gamma
di complementi d’arredo per la casa
e il contract, di progettisti mondiali,
destinati a un pubblico internazionale
e variegato. A testimoniare
un percorso creativo vivace e curioso,
caratterizzato dalla sperimentazione
e dall’accostamento di materiali diversi,
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Elaborazione fotografica
di DAVIDE BASSOLI

A NUDO. 1. Filo, di Andrea Anastasio per Foscarini, in porcellana, cavo tessile, vetro soffiato e metallo, vuole evidenziare le singole parti
che compongono una lampada: dalla sorgente luminosa alla decorazione. 360 ¤. Carta da parati effetto garza Net di Agena 45,20 ¤ al metro lineare.
PORTFOLIO.

Riflessi cangianti,
e trasparenze del cristallo,
ma anche di materiali
sintetici, belli e resistenti.

HOT METAL . 1. Ottone in varie finiture per il lampadario in edizione limitata Supernova di Boca Do Lobo, 8.890 ¤.
2. Una collaborazione fra Flos e Baccarat, con il design di Philippe Starck, per la lampada Bon Jour Versailles in cristallo, o Pmma, con tecnologia
led sviluppata da Flos. Il prezzo è da definire. Sullo sfondo, il rivestimento da parati in tessuto non tessuto con stampa a colla Arcadia,
di Sahco, disponibile in sei combinazioni cromatiche. Costa 137 ¤ a bobina di 0,70x10 metri.

102 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


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Linee leggere, dall’allure


poetica. Motivi traforati
in metacrilato, disegni
che si ispirano ai gioielli.

ESILI SILHOUETTE . 1. Lampada a sospensione Storm di Bartoli Design per Penta, formata da un’asta metallica, il prezzo parte da 284 ¤. 2. Una collezione
di luci di Sforzin Illuminazione: Lamoi, con versioni a sospensione, a soffitto, appoggio e terra. La struttura è in acciaio, con copertura in metacrilato trasparente.
Illuminazione a led. Questo modello costa 1.482 ¤. 3. Lampada da terra della collezione Bon Ton, disegnata da Cristina Celestino per Torremato e ispirata a
degli orecchini. Il prezzo è 960 ¤. Rivestimento murale con intreccio effetto rafia Controvento, linea Sorrente: di Elitis, in 4 colori, costa 150 ¤ al metro quadrato.

104 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


PORTFOLIO.

Atmosfera lunare, con dischi metallici


illuminanti e forme essenziali da tavolo,
per effetti rarefatti ed eleganti.

DAL FUTURO. 1. Lampada da tavolo Luà, di Icone Luce: orientabile, la luminosità è fornita da cob led 220V che non necessitano di alimentazione, il prezzo
parte da 410 ¤. 2. Lampada a sospensione Ufo con montatura in metallo verniciato bianco opaco, diffusore in materiale plastico bianco satinato con led
integrati. Di Ideal Lux, 534 ¤. 3. Cado, di Be.emanuelgargano, ha ottenuto il primo premio ai Darc Awards 2017 e costa 481,50 ¤. La carta da parati Optima
di Zimmer+Rohde, dai toni delle superfici metalliche ossidate, ha un prezzo di 118,25 ¤ per un rollo di 10 metri con altezza di 53 centimetri.

106 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


PORTFOLIO.

Ispirazioni dalla natura,


modelli tratti dal primo Novecento:
le lampade attingono agli stili
più vari reinterpretati per offrire
la massima funzionalità.

FORMA E SOSTANZA. 1. Disegnata da Rainer Mutsch, la collezione Orchid di Axolight ha due anime distinte e complementari: quella ispirata alla natura,
estetica, e quella più nascosta, legata alla tecnologia high tech dei led. Questa versione costa 1.083,36 ¤. 2. Eos di Bernhardt & Vella per Artemide, nasce da uno
stelo sottile che attraversa il diffusore rotondo e fa anche da corpo illuminante. Prezzo a richiesta. 3. Lampada Galerie, di Federico Peri per FontanaArte, ispirata
alle lampade a olio della Belle Époque. Da terra, costa 2.026 ¤. Carta da parati Pampelonne di Nina Campbell distribuita da Osborne & Little, 101 ¤ al rollo.

108 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


PORTFOLIO

La perfezione della forma circolare,


declinata con le nuance del rame
e dell’oro, o verniciata di bianco:
la luminosità regala anche emozioni.

IN TONDO. 1. Trae spunto dal mondo della musica e dalla famiglia degli ottoni, la lampada Sound di Giovanni Battista Gianola per Masiero, declinata nelle versioni
da terra, a sospensione e applique. In metallo, finitura oro spazzolato e rame spazzolato, il prezzo è 2.560 ¤. 2. SI chiama Led+O, disegnata da Studio Natural
per Martinelli Luce, la lampada da parete a luce diffusa, in estruso di alluminio verniciato, vincitrice dell’If Design Award 2017. Da 280 ¤ circa. Il tessuto, in cotone
con filamento di acciaio, adatto al rivestimento di pannelli divisori, è Belle Epoque, falso unito con motivo di ventagli di Christian Fischbacher. 124 ¤ al metro.

110 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


SPECIAL EDITION 2017
TRIBUTE DI HÄSTENS
Disponibile esclusivamente dal 1 settembre al 31 dicembre 2017

Tribute di Hästens celebra la nostra esperienza di 165


anni nella creazione di letti: uno splendido esempio di
artigianato, qualità ed estetica. Rivestito in un fresco e
moderno motivo Taupe Check, Tribute porta un’eleganza
senza tempo in ogni camera da letto. Abbinalo a tonalità
luminose o colori neutri per un tocco di classe.

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PORTFOLIO.

Vetro delicato, dai volumi


scolpiti, per creazioni
dalla struttura
architettonica ed eterea.

TR ASPARENZE . 1. Dina+, di Donegani & Lauda per Rotaliana, è disponibile con paralume opaco e trasparente e costa 244 ¤.
2. Un progetto di Hangar Design Group per la storica vetreria Vistosi: Stone abbina la leggerezza del vetro soffiato alla solidità
delle forme geometriche lineari. Da 960 ¤. Sullo sfondo, il rivestimento murale realizzato con scorza di banano, della collezione
Manado, modello Maoli, di Casamance. Il prezzo è 144,20 ¤ al metro. Viene realizzato con una larghezza di 91,5 centimetri.

112 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


PORTFOLIO.

Spicchi luminosi
che rischiarano
il buio, bagliori
come gocce d’acqua,
calde essenze pregiate.

IN LIBERTÀ. 1. Charlotte, di Doriana e Massimiliano Fuksas per Slamp, una luce che ricorda il rincorrersi delle onde. Questo modello (anche in bianco o arancio)
ha un prezzo di 2.950 ¤, ma c’è anche la versione da terra. 2. Si chiama invece Eva - 216 la lampada da tavolo in metallo, con luce indiretta e riflessa, formata da una
boule in cui vive la fonte led. Ideata dalla giovane designer romana Francesca Borelli per Oluce, costa 820 ¤. 3. Leva, lampada da tavolo disegnata da Massimo Iosa
Ghini per Leucos, in nuove essenze e potente circuito led. Da 653 ¤. Carta da parati su misura in vinile. Nebulae di Ctrlzak per Wall&decò. 110 ¤ al metro quadrato.

114 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


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di ispirazione.” è un elemento creativo.” sempre le opportunità.”
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Ramage dorati
per illuminare gli ambienti
con discrezione,
pezzi da tavolo
dai dettagli preziosi.

IL TOCCO IN PIÙ. 1. Disegnato da Luca De Bona e Dario De Meo per Karman, il lampadario Ghebo è un gioiello luminoso in vetro
e metallo, una rivisitazione dei modelli classici settecenteschi. Nelle versioni oro, che costa 2.560 ¤, ma anche bianca e nera.
2. Vetro per la lampada da tavolo Crystal di Nika Zupanc per Contardi, che esalta le proprietà evocative e illuminanti di questo materiale: da 1.464 ¤.
Carta da parati Mayse con supporto Natural Stucco, di Italian Wallcoverings Tecnografica. Il prezzo è 76 ¤ al metro quadrato.

116 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


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Lovely Day divano design Marc Sadler. Lacoon Island divano design Jai Jalan.
Sabi tavolini e Syon tappeto design Setsu & Shinobu Ito, 100% made in Italy

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Sospensioni
scultoree, icone
rivisitate, edizioni
limitate con
citazioni letterarie
e applicazioni
manuali.

PUNTI DI FORZA. 1. Lampadario inciso a mano effetto tessuto, finitura in ottone e nichel. Design Simone Granchi per Sigma L2, prezzo a richiesta.
2. Un’icona di Luceplan, Costanza, progettata da Paolo Rizzato nel 1986, viene proposta nella finitura ottone e in versione piccola: si chiama Costanzina,
costa 291 ¤. 3. Bulb Limited Edition, nel modello Fly: prodotto in 12 esemplari, con incisa una citazione di Gabriel García Márquez e con mosche fatte a mano
applicate sul bulbo. Di Ingo Maurer, prezzo a richiesta. Carta da parati Shibori Wall realizzata da Rubelli, 193 ¤ il rotolo di 10 metri per 70 centimetri di altezza.

118 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Pioli
DESIGN ANDREA CROSETTA
Un radiatore che vuole unire classico e moderno, così
come una scala collega due livelli tra loro separati.
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con originalità l’archetipo della scala portatile e posizio-
nabile in base alle proprie necessità.
L’essenziale singolarità di Pioli è enfatizzata dalla colo-
razione in bianco o nero ma il radiatore è disponibile in
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Storie di stile
e di cultura
DUE FIERE IMPORTANTI (A PARIGI E A FIRENZE),
UN NUOVO SPAZIO A LONDRA: LA RICERCA
DI ROBERTAEBASTA GALLERIA D’ARTE E DI DESIGN,
HA UN PUBBLICO SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE.

L
ondra, Parigi, Firenze. E naturalmente Milano, che Francia, la produzione italiana spicca per una sua identità
è il punto di partenza. Per Robertaebasta, piccola precisa, molto legata a un’estetica neoclassica. A causa
galassia di gallerie dedicate all’arredamento d’epoca dell’autarchia, poi, tanti materiali non venivano importati:
di alta qualità e all’arte, sono questi i quattro questo ha stimolato una risposta di enorme creatività
punti cardinali della stagione del rientro. Ma andiamo con per far fronte a una situazione di oggettiva difficoltà. Nel
ordine. A Londra, Robertaebasta ha partecipato all’inizio dopoguerra, poi, specialmente negli anni ’70, il design
dell’estate a “Masterpiece London”, fiera internazionale italiano – fantasioso e al tempo stesso impeccabile nella
di grande importanza: «La nostra proposta non poteva realizzazione e nelle finiture – è diventato il migliore al
incontrare migliore accoglienza», spiega Roberta Tagliavini, mondo». Nei giorni della fiera c’è stata anche l’apertura del
la fondatrice di questo scintillante impero del gusto. «Mi primo spazio londinese per Robertaebasta: «Una piccola
ha fatto molto piacere vedere il consenso unanime che casa su quattro piani, dove ogni livello ospita un ambiente:
c’è stato, per fare un esempio, su un personaggio come salone, sala da pranzo, camera da letto...», prosegue Roberta
Gabriella Crespi, riscoperto da poco. Sono orgogliosa di Tagliavini. «C’è anche un delizioso giardino sul retro, dove
vedere come il Made in Italy d’epoca sia seguito e apprezzato. esporremo arredi outdoor e che faremo vivere con eventi».
Nel periodo dell’Art Déco, per esempio, dominato dalla Come l’inaugurazione ufficiale, che avrà luogo a ottobre.
IN QUESTE PAGINE :
1. Vetrina francese del 1940 in lacca rossa e bronzo dorato disegnata da Eugène Printz. 2. Il piatto Pontesca (Gio Ponti, 1925), pezzo
simbolo della collaborazione tra il progettista e Richard Ginori. 3. Tavolo Yang Yin di Gabriella Crespi, del 1970, in acciaio e ottone su legno.
4. Segno, dittico di Alighiero Boetti (circa 1983), penna a sfera su cartone applicato su tela. 5. Eccezionale mobile anni ’30 firmato da Eugène Printz
e Jean Dunand: in palissandro con base in bronzo dorato, ha due ante a ribalta e due a battente decorate sia all’interno che all’esterno.

5
Prima, però, altri due appuntamenti top: dall’11 al 17/9
Robertaebasta è a Parigi per la Biennale de Antiquaires.
Mentre dal 23/9 fino 1/10 la scena si sposta a Firenze
per un’altra Biennale, la BIAF («L’unico grande evento in
Italia, a cui partecipiamo per la prima volta: un grande
onore», spiega Roberta Tagliavini). La proposta è eclettica
e segue il filo di una ricerca di gusto che non dà niente per
scontato. Tra i protagonisti molti italiani: Franco Albini,
Vittorio Introini, Gio Ponti, Osvaldo Borsani, Guglielmo
Ulrich. Ma non mancano i francesi, come Eugène Printz e
Jean Dunand. Tutti con pezzi fuori serie, unici o rarissimi,
a cui viene affiancata un’attenta proposta di opere d’arte
moderna e contemporanea, con molta attenzione per la
scena orientale. Per veri intenditori.
www.robertaebasta.com
www.tubesradiatori.com
Photo: Max Zambelli — AD: Ludovica+Roberto Palomba

ORIGAMI RADIATOR

DESIGN ALBERTO MEDA PLUG and PLAY


CASE.

Un angolo della piscina dell’Hôtel de Crillon di Parigi, disegnata


da Chahan Minassian. Pareti decorate dall’artista Peter Lane.

Questo mese AD visita la residenza di un collezionista d’arte


in MAROCCO, descrive una masseria nella SICILIA barocca,
esplora la casa di Philippe Pasqua alle porte di LISBONA , svela
le suggestioni di una dimora nel cuore della PUGLIA che rilegge
lo stile dei trulli. E poi, a PARIGI , racconta gli appartamenti
di Kenzo Takada e il fascino senza tempo dell’Hôtel de Crillon,
che riapre dopo quattro anni di restauri.
MASSIMO LISTRI
GENIUS LOCI
In MAROCCO la residenza di un collezionista d’arte
contemporanea rilegge in chiave originale
la poetica del Minimalismo, adattandola al contesto
del luogo, grazie all’ impiego di tecniche e materiali della
tradizione che caratterizzano gli spazi austeri e lineari.
testo di MARIO GEROSA — fotografie di GIORGIO BARONI

125
Presente e passato. SOPRA: il patio a ridosso della piscina, rivestita con lastre di marmo nero. I tavolini in ferro sono di Garelli.
PAGINA SEGUENTE : il soggiorno. In primo piano, sgabelli Nagato di François Champsaur per Christian Liaigre, accanto a un antico

vassoio persiano in rame. IN APERTURA: ancora il soggiorno. Il tavolo in noce e il divano sono su disegno, le sedie sono di Christian Liaigre.
Sul fondo, un collage di Robert Courtright, sulla destra, un’opera di Van Dongen, sopra il divano, un dipinto di Olivier Premoli.

126 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


128 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA
Spirito architettonico. I volumi
scultorei del vano scala definiscono
l’ingresso della casa, con le pareti
imbiancate a calce e il pavimento
rivestito con lastre di marmo bianche
e nere. Al primo piano è stato
conservato il soffitto originale con
travi in legno di argan. PAGINA PRECEDENTE:
una sala da pranzo. Tessuti in stile
marocchino, sedie su disegno. Alle
pareti, alcuni dipinti di Richard Texier.
N
el giro di una decina d’anni la tasso- linee molto pure». In questo modo ha preso corpo un’inedita
nomia dell’interior design si è notevol- idea di Minimalismo, contaminato dal gusto locale, evocato
mente diversificata, dando vita a una da alcuni dettagli e mai ostentato. «Ho fatto coprire il patio
serie di categorie e di sottocategorie principale con grandi lastre di marmi di Carrara», continua il
che non erano immaginabili quando, padrone di casa. «Per il resto, abbiamo privilegiato i materiali
nei grandi atlanti dell’arredamento, si locali: all’interno, sui muri, il tadelakt, un intonaco marocchino
tendeva a ricondurre ogni ambiente a color della terra, sul pavimento, piastrelle di terracotta opache
una scelta tra quattro o cinque stili di riferimento, che andavano e senza vernice». Questo l’involucro, la cornice molto rigorosa e
dal Barocchetto veneziano a un generico “moderno”. Il mondo rispettosa del genius loci, dove sono state collocate le opere d’ar-
dell’arredamento non è mai stato così ricco e diversificato, si te e i mobili che movimentano questa atmosfera, introducendo
è arrivati progressivamente a una classificazione sempre più una nota di gusto occidentale che contrasta piacevolmente con
estesa e dettagliata. Prendete il Minimalismo: oggi non si può il senso di esotismo suggerito da forme e materiali. «L’arte mi
più parlare di Minimalismo tout court, c’è tutta una serie di appassiona. Ho portato qui varie opere di maestri moderni e
varianti che arricchiscono di sfumature tale tendenza. contemporanei, come Robert Courtright, Van Dongen, Shirley
Ne è la prova questa casa nella medina, ovvero la città Goldfarb, Olivier Premoli, Claudio Bravo e Igor Mitoraj», spiega
vecchia, di Taroudant, in Marocco, a sud di Marrakech, una Blunschi. «Dalla Francia ho fatto arrivare molti mobili, perlopiù
residenza dall’identità molto ben definita, dove le pareti im- di Christian Liaigre e di Jean-Michel Wilmotte, oltre ad alcune
biancate a calce o color polvere mettono in risalto le forme applique di Dubreuil. A questi ne ho affiancati altri realizzati
scultoree di un’architettura che racconta un tempo lontano, da artigiani locali, che ho disegnato io stesso». Il progetto è
segnandone sapientemente gli invasi e le stondature, e dove le riuscito, tiene fede alle premesse. E il risultato è una residenza
opere d’arte del Ventesimo secolo che portano firme illustri si al passo con i tempi, complessa nella sua linearità. FINE

Per la ristrutturazione della casa il proprietario aveva le idee chiare:


si doveva conferire all’abitazione un tocco di modernità rispettando
però gli elementi berberi che ne definivano la personalità.
confrontano orgogliosamente con gli oggetti d’artigianato et-
nico, quasi sospesi in un interno che nulla concede all’eccesso.
«Ho scoperto Taroudant per caso, in seguito all’invito di
un’amica francese che ha una casa qui», spiega Peter Blunschi,
il proprietario, un investitore privato di origine svizzera che si
divide tra il Marocco, Parigi e Venezia e che, per hobby, si dedica
all’interior design, per sé e per gli amici. «Ho fatto un giro della
città in calesse, e il conducente, dopo aver notato il mio interesse
per le architetture del posto, mi ha fatto visitare qualche casa».
Tra queste, una dimora realizzata un secolo e mezzo fa che abbi-
sognava di notevoli cure, ma che lasciava presagire di poter di-
ventare una dimora fascinosa, ricca di atmosfera. Blunschi non
ha avuto dubbi, è stato il classico colpo di fulmine: «Il giorno
successivo ho comprato la casa, senza rendermi conto dell’im-
portanza del lavoro che mi aspettava». Subito dopo, coadiuvato
da una squadra di artigiani locali, il proprietario ha dato l’avvio
a un’accurata opera di ristrutturazione durata diciotto mesi.
L’intento era di «rispettare e restaurare gli elementi berberi
tradizionali, portando al contempo un tocco di modernità, con

Arte diffusa. PAGINA PRECEDENTE: un “mobile” di Alexander Calder e un dipinto di Shirley Goldfarb in una camera da letto. Sul tappeto di Nobilis
poggia una sedia di Maison Jansen. SOPRA: la stanza padronale, arricchita da opere di Richard Texier, Olivier Premoli e Claudio Bravo.
Il padrone di casa è un appassionato collezionista di arte contemporanea. Nella casa dipinti e sculture dei maestri del Ventesimo secolo
creano un piacevole contrasto con la semplicità degli ambienti, che sono caratterizzati dai colori tenui delle terre e da materiali naturali.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 131


Etnico e dintorni. Un ornamento Masai è accostato a un lavoro di Olivier Premoli e, sul piano della nicchia,
una coppa disegnata da Garouste & Bonetti, degli anni ’80. Spesso il padrone di casa ama affiancare opere di epoche
e stili diversi. PAGINA SEGUENTE: sul pavimento in marmo del patio poggia una scultura africana in legno.

132 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Oggi
come
ieri…
Nella campagna siciliana,
non lontano da NOTO, una masseria
dell’800 si è trasformata in una
dimora che distilla suggestione.
Sospesa tra passato e presente, tra
nostalgia e gusto contemporaneo.
interior design di ELENA LOPS,
DR AGA OBR ADOVIC, STEFANO GUIDOTTI
testo di NICOLETTA DEL BUONO
fotografie di MATTIA AQUILA

134 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Echi d’Africa. Nello spazio anticamente
adibito a mangiatoia per gli animali è stata
ricavata una zona per la colazione.
Divano di recupero in ferro battuto con
cuscini fatti a mano su misura, lampadario
proveniente dai mercatini di Noto, lanterne
marocchine, tavolini di Atmosphere.
PAGINA PRECEDENTE: la sala della colazione.

Sulla console di Atmosphere, piatto


marocchino e ceramiche Snowdrops.
T
utto è cominciato otto anni fa. Soggetto del- stessi profumi e colori, stessi silenzi pieni di vento e delle mu-
la storia: una masseria baronale fortificata siche imprevedibili della Natura. Stessa pace per lo sguardo e
nella Trinacria barocca, tra Noto e Palazzolo per l’anima. «Considerata la magia del posto, si è optato per un
Acreide. A caratterizzarla erano le corti in restauro conservativo che non turbasse la sostanza architettoni-
sequenza, soprattutto la maggiore dove si ca, ma anzi la esaltasse». Lavate e sanate, le tegole antiche sono
affacciavano le stanze anticamente destina- andate a “rivestire” quelle nuove, porte e infissi ammalorati sono
te all’abitazione del massaro, ai magazzini stati sostituiti da altri eseguiti con materiali del posto, anche
e alle stalle e, all’opposto, introduceva con elegante movimento vecchi e di riuso, da bravissimi artigiani locali, i soffitti, integrati
architettonico il palazzo padronale circondato da un giardino laddove serviva, sono stati dipinti nel colore originale ritrovato
ormai inselvatichito. «L’abbiamo acquistata da un letterato nel e riprodotto dopo lunga ricerca. «Abbiamo riportato alla luce
settembre del 2009», racconta Elena Lops, imprenditrice nel i suggestivi affreschi risorgimentali, li abbiamo risanati: con
campo della moda, del design e ora anche dell’ospitalità. «Mio grazia narrativa riagganciano la masseria al suo passato. Per i
marito è siciliano, io sono di origine gitana, abbiamo tre figli e pavimenti si sono usate delle cementine fatte a mano, provenienti
tre nipoti, abbiamo abitato in molte parti d’Italia: volevamo un dal Marocco, abbiamo anche aggiunto dei camini prendendo a
approdo dove ancorarci e riunire la famiglia. E magari stare con modello quello della cucina, l’unico esistente in loco, ma decli-
gli amici. Quando abbiamo visto questa costruzione che digra- nandoli con essenzialità molto contemporanea. Si sono dovute
dava lenta e solenne lungo un declivio verdeggiante ci siamo detti fare le canne fumarie perché all’epoca non si usavano: il fumo
che doveva essere nostra. Che cosa meglio di questo luogo nella era sfogato attraverso porte e finestre. Anche l’illuminazione
campagna siciliana così cara al mio consorte? Certo, molto an- è nuova; d’altronde c’erano ancora le lampade a petrolio. Luca
dava modificato affinché i nostri desideri si potessero realizzare». Turrini, trascorsi con Artemide e Flos, ha fatto un bellissimo
Così è iniziata la storia della Dimora delle Balze. Parafrasando lavoro, per nulla invadente, sommesso ed efficace».
il Gattopardo, tutto è stato rifatto perché nulla cambiasse (però Nell’operazione, a cui hanno collaborato l’amica designer
con un cuore nuovo, tecnologico, contemporaneo). In effetti dopo Draga Obradovic e l’architetto Stefano Guidotti, le antiche
l’intervento di Elena Lops si respirano ancora le atmosfere otto- stalle sono state trasformate in camere e suite, la mangiatoia
centesche della masseria originaria. Stessa lentezza meditativa, è diventata la sala della prima colazione. Ciascuna delle ZZ

Giochi di sole e ombra. IN ALTO: il giardino padronale. Ombrellone di Kettal, sedie Loop e seduta Roy di Vincent Sheppard, sgabello
di Atmosphere. PAGINA SEGUENTE: ancora la mangiatoia e l’ingresso a una delle residenze chiamata Eva. Vasi di terracotta di Affari,
sedia portoghese restaurata conservativamente dall’artista designer Draga Obradovic, con inserti in resina colorata; tavolino di Atmosphere.

136 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Luci d’autore. Il cosiddetto disimpegno
Apollinaire. Il lampadario è un pezzo unico,
realizzato su disegno di Luca Turrini; i vasi vengono
dal Marocco, il tavolo in noce è di recupero.
Seduta orientale rivestita da Draga Obradovic.
PAGINA SEGUENTE: l’atrio. A parete, piatti marocchini;

lampade String Light con testa a sfera di Michael


Anastassiades per Flos.
ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 139
Design d’arte. Il pranzo nell’ex mangiatoia.
Lampadario Wireflow di Vibia, tavolo e sedie di
Atmosphere. PAGINA PRECEDENTE: nel Salone Azzurro,
libreria PioPio di Antonino Sciortino per
Diamantini & Domeniconi, divano di Zoppini Salotti,
poltrona Bonaparte di Gubi, vasi marocchini.

Stanze poetiche, dove vibrano positività e armonia, dove si respira


un’aura magica, di terra selvaggia e di mare: lontano eppure vicino.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 141


Stanze con terrazza. SOPRA: residenza L’Annunciata. Lampadario di recupero, tende di Chez moi, poltrona di recupero rivestita con tessuto
Tabularasa di Dedar. PAGINA SEGUENTE: una delle terrazze affacciate sul giardino padronale. Pouf e cuscini di Paola Lenti, lanterne di Lum’Art.
Il tavolino in legno è di Atmosphere, la poltrona Yoda in giunco intrecciato è un’opera dell’artista designer filippino Kenneth Cobonpue.

dodici camere ha ora il nome di uno scrittore o di un poeta e godibili corollari. A iniziare dalla spettacolare piscina, un to-
anche i saloni sono stati “battezzati”. pazio luccicante squadernato sul panorama agreste dove scorre
Ogni mobile, vintage o di design, ogni suppellettile o arte- il Manghisi, e dal giardino che sfoggia i resti di antiche colonne
fatto, così come la loro disposizione, tutto qui è il risultato di e che è articolato in una successione di verdi terrazzamenti
un pensiero di Elena, Draga e Stefano che, per affinità o per interpretati come salotti all’aperto con poltrone, accessori di
contrasto, mira a creare un teatro del bien vivre adatto all’infor- design e un tocco di natura sub specie di ulivi dalla chioma
malità della vita quotidiana in famiglia ma anche ideale come argentata. Dopo anni di tenace lavoro, ogni cosa è andata al
palcoscenico per organizzare eventi, matrimoni, mostre. O per posto giusto, ciascuna scelta è servita per costruire una nuova
ospitare amici o amici degli amici. A rendere un tale eden la armonia che soggioga il cuore. «Ma è un nuovo che ha il gusto
Dimora delle Balze, delicatamente ricamata in quest’angolo di malioso del passato. Non trova?», conclude Elena Lops, mentre
Trinacria rilucente di mediterraneità, sono pure i suoi molti il tramonto incendia il cielo siciliano. FINE

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L’arte del mixage. Nel
soggiorno a doppia altezza,
disegni di Jean Cocteau
e paravento Baccarat.
Lampadario Mathieu,
méridienne Napoleone
III. PAGINA SEGUENTE: Kenzo
Takada sulla sua versione
del divano Mah Jong
(Roche Bobois), rivestito
in velluto e tessuti ispirati
al Giappone del teatro NŌ.
Est & Ovest
In due appartamenti (quasi) gemelli, a PARIGI , vive e lavora
Kenzo Takada. Una leggenda della moda col Giappone nel cuore
e il mondo negli occhi. Che si diverte a creare oggetti di design.

interior design di KENZO TAKADA


testo di RUBEN MODIGLIANI — fotografie di MASSIMO LISTRI

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 145


Métissage. SOPRA: nel salotto convivono la chaise-longue LC4 di Le Corbusier, Jeanneret & Perriand (Cassina) e un tavolo giapponese
in lacca. I cuscini sono disegnati da Kenzo Takada per Roche Bobois. IN BASSO: la scultura classica spicca davanti a una parete di incisioni acquistate
al Museo del Cairo. PAGINA SEGUENTE: autoritratto di Kenzo in guisa di attore del teatro NŌ. Sul camino, una collezione di porcellane Imari.

D
ue appartamenti, quasi gemelli. Uno per «La città si stava preparando alle Olimpiadi, interi quartie-
vivere e uno per lavorare. È la soluzione ri erano in trasformazione», racconta Takada. «Il palazzo in
salomonica che Kenzo Takada, figura cui abitavo doveva essere demolito per essere ricostruito più
leggendaria della moda (primo giappo- moderno. Mi offrirono un bel risarcimento: avevo il denaro
nese a sbarcare a Parigi, fonda il marchio per andare a Parigi, città dei miei sogni». Un professore gli
omonimo che nel 1993 è stato acquisito consiglia di prendere la nave e non l’aereo. Il viaggio procede a
dal gigante Lvmh), ha scelto per sé. Una tappe, con una serie di scali. E così il giovane Kenzo, che non
soluzione alla portata di pochi, visto che gli appartamenti in era mai uscito dal Giappone, in un mese vede un mondo: Hong
questione sono in un immobile di quel lusso parigino sobrio ma Kong, Saigon, Singapore, Bombay. Arriva a Marsiglia e da qui
assolutamente evidente, dove le stanze sono ariose e piene di a Parigi con gli occhi ancora pieni di tutti quei colori, fantasie,
luce, gli stucchi perfetti, i camini in marmi preziosi. Dalla piccola emozioni. È il 1965. «A quei tempi Parigi era la couture, la
terrazza sopra il soggiorno a doppia altezza la Tour Eiffel è lì che moda giovane era a Londra», racconta il designer. «Ma le ZZ
fa compagnia. Lo studio è al quarto piano, la casa al sesto. In
entrambi troneggia un pianoforte a coda, un altro macroscopico
dettaglio di lusso che però dice molto anche sul protagonista di
questa storia: perché Kenzo, quei pianoforti, li suona davvero. A
78 anni (ma ne dimostra molti, molti di meno) prende lezioni.
Un uomo che non ha perso il gusto di scoprire.
Del resto è sempre stato un esploratore: affascinato fin da
bambino dal mondo dell’abbigliamento, è uno dei primi ragazzi
a essere ammessi, nel 1958, al Bunka College di Tokyo, scuola
di moda di grande tradizione, fino ad allora aperta solo alle
ragazze. Si diploma e, a un certo punto, succede l’imprevisto:

146 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


«La moda e il design
di interni hanno molto
in comune: entrambi
danno piacere quotidiano.
Sono come vitamine».

Passioni. IN ALTO E A DESTRA: le altre sale che, con


il living (tre spazi passanti), compongono la zona
giorno dell’appartamento. In una, il pianoforte
Yamaha su cui Kenzo Takada studia. Le tele sono
tutte autoritratti. L’altra invece è adibita a biblioteca.
PAGINA SEGUENTE: all’ingresso dello studio, due piani

più in basso rispetto all’appartamento, una serie


di sculture totemiche provenienti dal Borneo
e dipinti realizzati dal padrone di casa.

148 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


cose stavano cambiando. Stava arrivando la moda hippy, etni- avevo voglia anche di confrontarmi con la decorazione, sebbene
ca, orientalista. Ho iniziato nel momento migliore». Il resto è probabilmente non pensassi proprio a mobili ma a qualcosa di
storia: il suo primo negozio, Jungle Jap, che lo fa conoscere, e più tessile, di più vicino al mio mondo». L’occasione si è (ri)pre-
poi le sfilate più folli (in un circo, oppure allo Studio 54 di New sentata anche di recente quando Roche Bobois, grande editore
York), il successo planetario. francese di design, gli ha proposto di creare una collezione. Idea
Nel 1999 annuncia il suo ritiro, e nel 2002 firma una serie di che è stata subito sposata con entusiasmo, e i cui frutti sono
mobili e di complementi d’arredo: uno di questi è il paravento in divani, cuscini e vasi sparsi un po’ dappertutto tra casa e studio.
lacca e cristallo, disegnato per Baccarat, che si vede nel living, tra In più di cinquant’anni Kenzo ha cambiato molte case, ogni
una méridienne (sorta di divanetto senza schienale) Napoleone volta esplorando quartieri diversi: «Prima di installarmi qui vive-
III, un colossale geode con cristalli di ametista e una parete vo vicino alla Bastiglia», ricorda, e sembra un ragazzino che parla
piena di disegni di Jean Cocteau. «Moda e design di interni della sua collezione. «Prima ancora ho abitato in rue de Fleurus,
hanno molto in comune: entrambi danno piacere quotidiano, non lontano da qui: la mia prima casa sulla Rive Gauche. Uno
sono come vitamine», spiega. «Quando ho iniziato a creare abiti dei miei sogni però era vivere a Saint-Germain, e quindi ZZ

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 149


Paesaggi. Nello studio,
la parte più spettacolare
è una sala tonda affacciata
sugli alberi di boulevard
Raspail. Uno spazio dove
vengono ricevuti i clienti
e discussi i progetti.
La decorazione in pannelli,
che riveste l’intera
stanza, è un lavoro site
specific commissionato
all’artista giapponese Akira
Kugimachi. Al centro, due
tavolini con struttura
in legno lavorato e piano
in pietra di Philippe Hurel.
Tutto intorno, divani
e poltrone disegnati
da Christian Liaigre.
I cuscini, ideati da Kenzo
Takada per Roche Bobois,
reinterpretano motivi
tradizionali giapponesi.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 151


ho preso questo spazio. E in futuro vorrei abitare davanti alla pezzo di terra del Sol Levante lì, sotto il cielo di Parigi, in mez-
Senna...». Questa indole da viaggiatore traspare anche dagli og- zo a stucchi, specchi e parquet in Point de Hongrie. Ma non è
getti che punteggiano gli ambienti: totem del Borneo, sculture un elemento nostalgico: semmai una dichiarazione d’identità.
greco-romane. Un posto speciale nel suo cuore però è occupato Perché il mondo di monsieur Takada è fatto di gioia. Per capirlo
dal Giappone, che non si stanca di reinventare: molti dei quadri basta passare in rassegna le mensole dei caminetti: decine di
che si vedono tra casa e studio, quasi tutti dipinti da lui (e molti vasi grandi e piccoli con fiori, collezioni di porcellane giapponesi
sono autoritratti), traggono ispirazione dal teatro NŌ e dai suoi o di elefantini, Buddha di cristallo. E tante foto in cornice piene
costumi. Non a caso il primo elemento che si vede entrando di persone belle, sorridenti, che hanno l’aria di divertirsi un
nella casa è un tatami disposto a mo’ di porta pivotante: un mondo. Nella meravigliosa leggerezza della vita. FINE

152 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Spazi creativi. QUI SOPRA: sul tavolo da lavoro, tessuti
ispirati agli antichi kimono e due vasi in ceramica,
Ara Kame e Ara Uroko. A terra un elemento del
divano Mah Jong. Tutto dalla nuova collezione Kenzo
Takada per Roche Bobois. Pannelli con origami di
Benjamin Gaumard. A DESTRA IN ALTO: dietro i vasi Aka
Hanawa, sempre Roche Bobois, un pannello in carta
a rilievo di Hitomi Uchikura. A DESTRA IN BASSO: opere
del padrone di casa in un passaggio dello studio.

153
SOTTO
IL CONO
Tra gli ulivi della campagna di OSTUNI va in scena una rilettura raffinata
e contemporanea di antichi trulli. A idearla e realizzarla con
passione una interior stylist che scrive di architettura e di design.
interior design di SONIA COCOZZA e STUDIO TALENT
testo di BERTA ADLER — fotografie di NATHALIE KR AG

154 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Vita all’aperto. All’esterno, contigua alla
piscina, è stata creata un’area pranzo
caratterizzata da un tavolo “conviviale” di
cemento lungo ben 5 metri. PAGINA
PRECEDENTE : la piscina a sfioro realizzata su

disegno di Studio Talent sembra prolungarsi


nel paesaggio grazie a una superficie
specchiante che ne moltiplica l’immagine.
LIVING INSIDE
Il vecchio e il nuovo. SOPRA: l’aia conserva gli originari pavimenti in pietra calcarea. Una lamina di ferro giallo, su disegno dell’interior stylist Sonia
Cocozza, riveste gli antichi gradini in pietra. SOTTO: l’isola centrale della cucina, disegnata per Sonia e Paolo dall’amico architetto Giuliano Andrea
dell’Uva. Sgabelli Donut di Alessandra Baldereschi per Mogg, lampadario su disegno. PAGINA SEGUENTE: è dell’artista napoletano Umberto Pintore
la scritta al neon che, enfatizzando la circolarità del living, recita un detto popolare pugliese. Tavolini Iso A e Iso B di Petite Friture.

U
n incontro fortuito e fatale. Sonia Cocozza e
Paolo Verde, lei giornalista di architettura
e design, lui imprenditore, definiscono così
il loro primo contatto con la Val d’Itria,
uno dei più straordinari territori della Pu-
glia. Da subito hanno accarezzato l’idea
di acquistare una casa in quella contrada:
il bianco abbagliante dei suoi borghi, gli ineffabili trulli, le dolci
colline, l’aria secca e fresca proveniente dai Balcani, li hanno decisi.
Ora si trattava di trovare il luogo e la costruzione dei loro sogni.
E, come talvolta accade, è stata la casa a sceglierli. Un piccolo
insieme di trulli arroccati su una collina ombreggiata dalle folte
chiome di un uliveto. Sullo sfondo fichi d’India e lunghi filari di
vite: sembrava che attendessero solo loro per iniziare una seconda
vita. Ma c’era molto da lavorare per trasformare il complesso nel
rifugio estivo dall’aura magica che la coppia si era immaginata. Le
caratteristiche coperture a cono originarie chiedevano un attento
restauro: smontati e risanati, gli elementi costitutivi sono stati
poi ricomposti come in una costruzione Lego. E a questi “coni”
altri se ne sono aggiunti, realizzati seguendo le antiche procedure.
Rispettare e integrare il complesso rurale per Sonia significava
creare una sintesi tra l’eredità culturale del luogo e la sua ZZ

156 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Segni di Puglia. La camera padronale. Il letto
a baldacchino è su disegno di Sonia Cocozza
come la scaletta di ferro laccato. Tavolino Banjooli
Low di Moroso. Lampade Yupik di FontanaArte.
PAGINA SEGUENTE: a caratterizzare il bagno è un setto

murario che ne ripartisce le funzioni. Lampade


a palloncino Grillo di Elise Fouin per Petite Friture.

158 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


«La percezione dello spazio e il gioco delle prospettive cominciano già
dall’aia, dove i trulli col loro bianco abbacinante iniziano a mostrarsi».

L’ascolto del luogo ha rappresentato la chiave


interpretativa del mio procedere. Ogni stanza
ha una storia da raccontare. Le camere da letto
sono state concepite come fogli bianchi da scri-
vere e reinventare». La forma circolare del trullo
ha dettato le regole funzionali ed estetiche degli
ambienti, in particolare delle stanze. Il segno ar-
chitettonico c’è ma è morbido, sommesso, come le
forme della natura. Ovunque s’intravedono scelte
materiche che richiamano ed esaltano l’architet-
tura spontanea del trullo. Alla chianca (la tipica
pietra calcarea pugliese) originale del pavimento
dell’alcova si affiancano i rivestimenti cementizi.
Il ferro laccato, sottile come una lama, veste, trat-
teggia, taglia e intaglia ora le scale esterne della
vecchia alcova, ora i camini e le nicchie in mura-
tura, ora gli imbotti delle porte finestre, ora le ar-
madiature a scomparsa. Gli arredi si inseriscono
armoniosamente, senza invadenza pur essendo
per lo più orientati al design e all’artigianato di
ricerca. Una scritta al neon in dialetto pugliese
evoca una volta di più le radici del luogo. Nella
stessa direzione si muovono anche “le farfalle”,
un’installazione dell’artista-architetto Camilla
Castaldo da un idea di Sonia. Che dice: «Volevo
che l’anima pugliese emergesse a chiare lettere in
tutto il complesso. All’interno sentivo di esserci
riuscita, la sistemazione degli esterni chiedeva in-
vece nuova linfa. Un intervento che unisse valori
paesaggistici, storia e cultura del territorio». Con
lo Studio Talent di Ostuni è così nato il progetto
del verde che incornicia l’andamento tradizionale
dei coni interrotto a sorpresa da un monolite in
calce bianca. Interno ed esterno fluiscono l’uno
nell’altro mantenendo ciascuno la propria iden-
tità. Si familiarizza con i trulli scoprendoli a poco
a poco, in un lento percorso di conoscenza che
inizia già dall’aia dove le costruzioni stupiscono
e affascinano con il bianco luccicante delle mura-
personale visione dell’abitare. Uno dei criteri che l’hanno guidata ture. In questo spazio in cui il vento mescola i profumi autoctoni
è stato avere tutti gli ambienti in aperto dialogo con la natura, del mirto e del rosmarino, del lentisco e della menta, della lavan-
un altro la semplicità, un terzo l’impiego di materiali e tecniche da, della ginestra e del carrubo, sono i muretti a secco, frutto di
della tradizione locale (il rapporto con le maestranze del posto un’antica sapienza costruttiva, a delineare le varie aree en plein air.
non è stato sempre facile) e infine una voglia di sperimentare I gradini ricavati dai massi di roccia calcarea conducono alla zona
aggiungendo tocchi glamour alle soluzioni progettuali. per il pranzo contigua alla piscina. La quale reclama un tuffo per
«Con questi trulli», spiega Sonia, «ho potuto liberare la mia immergersi contemporaneamente nell’acqua e pure nel paesag-
vena di interior stylist. Ho concepito gli ambienti come spazi della gio circostante, giacché la superficie specchiante, che ne intesta
spontaneità. I trulli sono il risultato di un’architettura della ne- una estremità, cattura e moltiplica il verde in una dimensione
cessità, minimali e insieme ricchi di potenzialità e suggestioni. spazio-tempo che si prolunga all’infinito. FINE

160 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Giochi di colore. Il bagno è un
volume staccato dal resto della
costruzione e parte integrante del
progetto che ha riguardato l’esterno.
Lavabo in ceramica di Spagnulo,
rubinetteria Modo di Zazzeri. PAGINA
PRECEDENTE: l’alcova antica conserva il

sapore di un tempo. L’installazione


Farfalle, ideata da Sonia Cocozza, è
stata realizzata dall’artista-architetto
Camilla Castaldo. Sedia Regina
di Atipico. Alla parete, Lampe de
Marseille di Nemo by Cassina.
Très Chic!

Riapre, dopo quattro anni, l’HÔTEL DE CRILLON grazie


a un cast stellato di designer. Incluso Karl Lagerfeld.

Art de vivre. SOPRA: uno dei loghi


originali dell’Hôtel de Crillon,
A Rosewood Hotel, sulle porte
d’ingresso, rimaste immutate
anche dopo la ristrutturazione.
testo di ELENA DALLORSO A SINISTRA: la facciata dell’Hôtel de

fotografie di Crillon, costruito da Ange-Jacques


MASSIMO LISTRI Gabriel nel 1758. A DESTRA:
il bar Les Ambassadeurs, opera
del designer Chahan Minassian.
La scultura è di Olivier Strebelle.

162 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 163
C
i vuole coraggio a mettere
mano alla ristrutturazio-
ne di un mostro sacro del
panorama parigino, niente
di meno che uno dei due
edifici voluti da Luigi XV
a costituire un lato della
place de la Concorde e da lui commissiona-
ti ad Ange-Jacques Gabriel, autore del Petit
Trianon, e architetto più quotato del regno in
quel lontano 1758. Magnifico esempio di neo-
classicismo francese, con il colonnato corinzio
e le sculture di Coustou, la facciata dell’Hôtel
de Crillon, A Rosewood Hotel, appena riaperto
dopo quattro anni di lavori, è considerata mo-
numento storico nazionale, così come alcuni
saloni e uno scalone, rimasti intatti. «Marmi,
specchi e stanze d’epoca sono come un tempo,
ma l’atmosfera è cambiata», spiega il direttore
artistico Aline Asmar d’A mman, dello studio
Culture in Architecture con sede a Parigi e
in Libano, che ha garantito la coerenza della
progettazione e ha guidato e ispirato gli in-
terior designer, Tristan Auer (nominato da
Maison&Objet Designer of the Year), Chahan
Minassian, Cyril Vergniol e Karl Lagerfeld, che
ama da sempre il Crillon, tanto da possederne
un antico plastico in carta. A lui si deve il décor,
in pieno rispetto dello stile del XVIII secolo
(ma con un twist innovativo), delle due suite
affacciate su place de la Concorde e chiamate
“Les Grands Appartements”: crema, malva e
pesca (con pavimenti in marmi bianchi e neri)
sono i colori della palette scelta da Lagerfeld
che ha voluto pareti in grigio chiaro, per ri-
flettere la luce argentata di Parigi. In queste
suite sono presenti pezzi d’epoca originali e sue
Antichi fasti. SOPRA: ai piedi dello scalone, Stack 9 Copper Blue (2017), un’opera di
personali interpretazioni (ma non repliche) dei
Annie Morris commissionata per l’Hôtel de Crillon. Pigmenti, metallo, cemento, gesso
mobili antichi. A Tristan Auer, noto in tutto il
e sabbia. SOTTO: il lampadario brutalista in ottone tailor-made di Chahan Minassian per
mondo per le sue creazioni basate su un mix
il bar Les Ambassadeurs. PAGINA SEGUENTE: le scalinate originali, con le nuove lampade
corposo di riferimenti classici e design d’avan-
create ispirandosi allo stile del XVIII secolo. La panca in bronzo è di Sebastian
guardia, si deve la riorganizzazione di tutti gli
Brajkovic commissionata da Aline Asmar d’Amman alla Carpenters Workshop Gallery.
spazi al piano terra, con un nuovo concetto, più
intimo, di zona check-in e concierge, la crea-
zione di una cigar room con un humidor, l’a-
pertura di un barbiere (The Barber by La Bar-
bière de Paris), di un parrucchiere per signora
(Hair Salon by David Lucas) e di un bistrot,
la Brasserie d’Aumont, più easy del ristorante
L’Ecrin diretto dallo chef Christopher Hache.
È di Chahan Minassian l’approccio più “resi-
denziale” all’hotel cinque stelle: il cocktail bar
Les Ambassadeurs al posto dell’omonimo

164
«Marmi, specchi e stanze d’epoca sono come un tempo,
ma l’atmosfera è cambiata».

166 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Nuovi spazi. A SINISTRA: la piscina, disegnata da Chahan Minassian, come tutta l’area benessere (cabine
trattamenti, palestra, reception) di Sense, A Rosewood Spa. Le pareti sono opera dell’artista Peter Lane.
SOPRA: la Brasserie d’Aumont, così chiamata in onore di uno dei proprietari dell’Hotel, il duca d’Aumont.

Il progetto è firmato da Tristan Auer. SOTTO: la lobby disegnata da Tristan Auer, che è anche autore
del Calendar table al centro. Alla parete, un dipinto di Jules de Balincourt (proveniente dalla Galerie T. Ropac).
Lusso privato. SOPRA: la Suite Bernstein, così chiamata perché qui Leonard Bernstein veniva per comporre. L’interior design è di Chahan
Minassian. SOTTO: la Suite Jardin, disegnata da Aline Asmar d’Amman. PAGINA SEGUENTE, IN ALTO: il Salon Marie-Antoinette, dove si dice
che la regina prendesse lezioni di piano. La tapisserie d’Aubusson è precedente alla ristrutturazione. Il salone viene utilizzato per eventi
o come estensione della Suite Marie-Antoinette. NEL TONDO: la terrazza della Suite Bernstein, con vista sulla Tour Eiffel e il Grand Palais.

168
ristorante tradizionale nel salone Rococò, il sulla Tour Eiffel, mentre la Marie-Antoinette
jardin d’hiver e una piscina underground (con terrazza interna e balcone privato) ha
che, grazie alla luce che filtra dai cor- decorazioni grigio-perla e punte di rosa.
tili estrosi disegnati dall’architetto Sotto il tetto mansardato si trovano
di paesaggi Louis Benech, perde gli Ateliers d’Artistes, tre nuove suite
l’angustia che hanno spesso le sempre a firma Chahan Minassian
aree benessere sotterranee. 124 le che rendono omaggio ai poeti e ai
stanze (di cui 33 suite), decorate pittori vissuti a Parigi. È dell’ar-
da Cyril Vergniol, che ha riem- chitetto Richard Martinet il re-
pito il guscio settecentesco con stauro storico della facciata e delle
continui rimandi al design mo- grandi sale al secondo piano, il
derno e contemporaneo, come, Salon Marie-Antoinette, il Salon
per esempio, le poltroncine anni des Batailles e il Salon des Aigles
’50 ricoperte in seta. Le 10 suite (dove sono stati firmati, nel 1778 il
distintive sono il fiore all’occhiello primo trattato franco-americano per
dell’hotel: la Louis XV, disegnata da la Dichiarazione di Indipendenza, e nel
Chahan Minassian, ha una terrazza af- 1919 il Patto della Lega delle Nazioni) con
facciata su place de la Concorde, con vista i suoi antichi soffitti alti sei metri. FINE

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 169


Tigre da
appartamento.
A DESTRA: una “pietra

tombale” in marmo
di Carrara, ideata
da Philippe Pasqua.
PAGINA SEGUENTE: sul

tavolo della
sala da pranzo, un
cranio di
ippopotamo in
bronzo cromato e
una vanitas, opere
di Philippe Pasqua.
Sedie Eames
Plastic Armchair e
Side Chair di
Charles &
Ray Eames per
Vitra. Sulla destra,
l’installazione
Hector, realizzata
da Philippe
Pasqua con la
collaborazione di
Yves Gaumétou,
scultore-
tassidermista.

Estro senza fine


Vanitas monumentali, grandi dipinti e pezzi di design iconico
definiscono l’originale carattere della dimora portoghese di PHILIPPE PASQUA ,
una delle voci più audaci e interessanti dell’arte di oggi.

testo di VÉRONIQUE GUILPAIN — fotografie di DIDIER DELMAS


PHOTODEPARTMENTS

170 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


G
li spazi ariosi, ben proporzionati, le in perfetto stato e la coppia ha dovuto soltanto arredarla. Le
geometrie ben definite, il gusto moderno stanze hanno soffitti alti e non di rado sono movimentate da
definiscono immediatamente la casa di originali trovate architettoniche che conferiscono agli ambienti
Philippe Pasqua, artista francese di fama un carattere scultoreo: nei grandi spazi design e opere d’arte
internazionale, che vive e lavora alle por- dialogano idealmente in perfetta armonia, mentre i cactus gi-
te di Lisbona, in una residenza all’avan- ganti, le sole piante autorizzate nella casa, regalano un tocco
guardia, concepita secondo i canoni di esotico alla casa.
un’eleganza in linea con le nuove tendenze dell’architettura. Interamente rivestita in pietra del Brasile, l’abitazione si
Quella personalità così marcata ha subito colpito l’artista, che apre generosamente verso il fitto giardino, che sembra dover
tre anni fa ha visto in questa villa il luogo ideale per vivere con la irrompere dall’ampia parete in vetro. L’ha disegnata il pro-
sua famiglia e concentrarsi sulle sue future esposizioni. Circon- prietario stesso, supportato da un architetto portoghese per
data da 30 ettari di vegetazione, l’abitazione è stata affiancata la parte strutturale. Seppur vicini, la casa e l’atelier sono due
da un atelier di 400 metri quadrati, che Pasqua ha fatto coprire mondi assolutamente diversi. La prima, ordinatissima, vede
con una rete mimetica, in modo che si potesse confondere con un riuscito equilibrio tra le sculture, i dipinti e gli arredi, in
il paesaggio circostante. Quando è stata rilevata, la casa era una serie di ambienti giocati su un accorto bilanciamento ZZ

Wunderkammer extralarge. A SINISTRA: il soggiorno. In primo piano, una vanitas attorniata da farfalle, scultura in bronzo di Philippe Pasqua.
Nel mezzanino si intravede una EarChair di Studio Makkink & Bey per Prooff. IN ALTO: un’opera di Atelier Van Lieshout nel mezzanino.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 173


174 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA
Il ruggito dell’arte. SOPRA: nella cucina è protagonista la tigre dell’opera Hector. SOTTO: in un soggiorno, divani Mah Jong di Hans Hopfer
per Roche Bobois con tessuti Missoni. Sulla parete, litografie di Philippe Pasqua. PAGINA PRECEDENTE: un angolo di un soggiorno. Attorno
al tavolo in acciaio realizzato su misura, sedie Eames Plastic Armchair di Charles & Ray Eames per Vitra. Alla parete Leo di Philippe Pasqua.

tra forme e colori. L’atelier, invece, trova la sua cifra stilistica


in un affascinante disordine creativo. Qui nulla può turbare la
fantasia di Philippe Pasqua, un talento che procede al di fuori
dei sentieri più battuti, che traccia da solo la sua strada e che
da una ventina d’anni è protagonista nel mondo dell’arte, con
esposizioni in tutto il mondo, in gallerie e musei di primo piano.
Pasqua ha bisogno del suo atelier, trova l’ispirazione anche
nel disordine di questo spazio, dove nei momenti liberi si può
distrarre con la televisione, con il backgammon, con i suoi
film preferiti, seduto comodamente sulla sua Eames Chair. È
il suo antro, dove trascorre la maggior parte della giornata,
dove lavora senza sosta dalle sette del mattino fino alla sera.
Nell’atelier, come nella residenza, si notano subito le ope-
re dell’artista francese. Le sue tele monumentali raccontano
corpi e volti. Sono quadri violenti, potenti, imponenti, la cui
forza risiede perlopiù nell’espressività. Pasqua scolpisce va-
nitas giganti nel marmo di Carrara o, ancora, immortala nel
bronzo crani di mammiferi. Sul pavimento dell’atelier, fram-
menti di disegni destinati alle sue nuove opere, su tavoli ZZ
Design diffuso. SOPRA: poltrone EarChair
di Studio Makkink & Bey per Prooff. Sul fondo, un
prototipo di una scultura di rinoceronte di Philippe
Pasqua. A SINISTRA: nella sala da bagno spicca il disegno
Vanessa di Philippe Pasqua. PAGINA SEGUENTE: la camera
padronale, caratterizzata da volumi scultorei, ha
un’ampia finestra a tutta parete che si affaccia sul
giardino. Il pavimento è rivestito in pietra del Brasile.

176
ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 177
Di scena nel mondo.
A SINISTRA: in fondo

alla scala si intravede


la poltrona Well
Tempered Chair di
Ron Arad. IN BASSO: lo
studio in cui Philippe
Pasqua realizza le sue
opere, ospitato in una
struttura a due passi
dalla sua residenza.
Qui nascono sia le tele
monumentali e i grandi
disegni dell’artista
francese, che spesso
ama ritrarre il corpo
umano, sia le vanitas,
che comprendono
teschi rivestiti in foglia
d’oro e d’argento, opere
che si affiancano
ai grandi crani umani
e animali in marmo
e in bronzo.

giganteschi sono impilati i pennelli, i tubetti di colore e le


tavolozze, tutti elementi che trasformano questo spazio in una
sorta di opera d’arte. Per la mostra “Borderline” organizzata
al Museo Oceanografico di Monaco (fino al 30 settembre),
Philippe Pasqua ha realizzato appositamente sette sculture
monumentali che si confrontassero con le collezioni perma-
nenti, un progetto concepito per l’occasione, cui ha dedicato
un intero anno di ricerche. Salutata con grande successo di
critica e pubblico, l’esposizione di Monaco si affianca ad al-
tri importanti appuntamenti, che testimoniano il valore di
Pasqua, protagonista di una personale alla galleria Zemack
a Tel Aviv, allestita fino a fine luglio, e di una rassegna in
programma dal maggio al settembre del 2018 al Domaine de
Chamarande, nella regione dell’Île-de-France. FINE

178 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


SUGGERIMENTI, INDIRIZZI, CURIOSITÀ, DETTAGLI: DIETRO LE QUINTE DI AD
D.

PAG. 124
Contenitore in porcellana di
Gucci, prodotto da Richard Ginori
1735, decorato con motivo a
chevron. Prezzo da definire.

PAG. 170
Vincitrice del German Design Award 2017, la
sospensione Golden Ring di Panzeri è costituita da
una serie di anelli luminosi dorati. Con led, da 1.136 €.

CRONACA
PAG. 144
DI UN’ESTATE Piatto Black Yuan di
Settembrine suggestioni tra Oriente e Ibride, in melamina
decorata con poetici
Occidente, per rinfrescare la casa in vista motivi naturalistici di
dell’AUTUNNO e ricordare le vacanze. ispirazione orientale.
58 € il set di 4 pezzi con
Forme spaziali e planetarie, imprestiti cromatici dal disegni diversi.
Maghreb, incursioni nell’arte e nel design cinesi e
nipponici, curiose esplorazioni dei misteri della luce e
dell’illuminazione, e ancora... Viaggi a ritroso nel tempo,
alla riscoperta di stili, stilemi, materiali e metodi di
lavorazione tradizionali. Le pagine centrali di questo
numero ci introducono in dimore da sogno e ci offrono
tanti spunti da copiare. NICOLETTA DEL BUONO
PAG. 170
Collezione Soft
PAG. 154 Scenario di Slide,
in polietilene,
Di Matteo Ugolini per Karman, composta da
la famiglia di lampade Ululì-Ululà, elementi luminosi
da terra e a sospensione, è in come Cubo e Snake
vetroresina e tessuto macramè. e sedute come
Da 928 €. Gelée e Gelée Grand
(design di Roberto
Paoli). Da 98 a 965 €.

180 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Poltrona Twist, lampadari Rodin, Tavolino City www.cantori.it
A D YAC H T. PREVIEW

IN MARE Sommario

Torna a marciare, se non proprio a correre, il mondo della nautica da diporto, uno dei fiori
all’occhiello del made in Italy e dell’Italian Style. Nei cantieri si respira ottimismo e lavoro, si
affacciano nuove RICETTE COSTRUTTIVE che puntano sulla massima affidabilità
delle prestazioni, sulla personalizzazione spinta e ricercata degli interni spesso affidati a famosi
designer, sull’attenzione all’eccellenza “totale” e alla sostenibilità degli yacht.

Overmarine Group Silver Arrows Marine Baglietto


Mangusta 165E Da Vinci è il 50 La sinergia tra il cantiere inglese Si ispira ai motoscafi d’assalto
metri in vetroresina più veloce e Mercedes ha creato il futuribile della Marina Militare l’MV19
al mondo. E con interni d’autore. Arrow 460-Granturismo. Ridoc. Comodo e velocissimo.

pag. 184 pag. 186 pag. 190

Sanlorenzo CCN Riva


SX 88: la classe di Sanlorenzo Un cantiere vocato alla 100’ Corsaro è un 30 metri
si arricchisce del tocco di Piero personalizzazione con un tris dallo spirito sportivo che rinforza
Lissoni che firma gli interni. d’assi tra cui spicca il K40. il mito del cantiere di Sarnico.

pag. 190 pag. 198 pag. 202


e ancora…

Boat Show
Arriva la stagione dei grandi saloni nautici:
a Genova (21-26 settembre), ma soprattutto
a Cannes (12-17) e a Montecarlo (27-30)
Azimut Yachts vanno in passerella, a terra e in acqua, gli Codecasa
In 90 piedi la spaziosità di uno yacht più belli del mondo. Occasioni da non Confortevole, elegante, sicuro, per
ILLUSTRAZIONI MAURO GATTI

yacht di metratura superiore: perdere per capire le tendenze tecniche e lunghe navigazioni e crociere da sogno.
Grande 27 Metri è un gioiello. stilistiche del mercato cantieristico. È il 43 Full Beam Serie Vintage C122.

pag. 206 pag. 214 pag. 210

Testi di ALBERTO BRIGIDINI, RICCARDO BIANCHI, ANTONELLA COTTA RAMUSINO, ELENA DALLORSO, MARIO GEROSA.

183
A D YAC H T. PREVIEW

Carta d’identità
Cantiere Overmarine Group
Lunghezza 49,90 m
Larghezza 9,20 m
Materiale composito

Sofisticato sportivo
Dislocamento 285 t a pieno carico
Posti 12 in 5 cabine
Motori 4 MTU 16V 2000 M94 con 2600
HP, 4 idrogetti Rolls-Royce/KameWa
NP e 4 stabilizzatori Seakeeper
Velocità massima 37 nodi Mangusta 165E Da Vinci di OVERMARINE GROUP:
Autonomia 900 miglia a 20 nodi lo yacht in vetroresina più veloce
al mondo è anche un campione di design,
tecnologia e ampiezza dei volumi interni.

184 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Considerazioni
progettuali
Interni d’autore
e personalizzati

M axine Tissenbaum,
canadese, è tra
i più apprezzati designer
di interni navali. Dice:
«Nel progettare
il Da Vinci ho cercato
di rappresentare la forte
personalità dell’armatore,
creando un’atmosfera
glamour, ricercata, ma
anche giocosa. Come una
dimora sofisticata, dove
intrattenersi con gli amici,
rilassarsi, o ritagliarsi
momenti di intimità».

SOGLIA

S
ulla scia già tracciata dai precedenti modelli PREZIOSA senbaum, alla sua seconda esperienza con il cantiere
di cui ripropone le linee filanti e aggres- Per l’accesso viareggino. La designer ha impiegato con sagacia
sive, icone della “flotta” Mangusta, 165E al salone, un intarsio e gusto un’ampia gamma di materiali di pregio
di marmi Zebrino nero,
Da Vinci è il nuovo gioiello nato dall’e- – legni al naturale, marmi preziosi, pelle, ottone
Palissandro bluette
sperienza dei cantieri Overmarine Group. Ci sono e Marquina di varie satinato e brunito – e ha curato con meticolosi-
voluti quasi due anni di intenso lavoro per dare vita forme e dimensioni. tà ogni dettaglio, per esempio l’inserto a mosaico
a un maxiopen di 50 metri unico per stile, comfort color oro che corre lungo il lavello, il pavimento, fino
di bordo e prestazioni davvero al top. Basti dire, a tal pro- alla parete della doccia del bagno armatore: il risultato è
posito, che tocca i 37 nodi di velocità, un record assoluto tra gli un’imbarcazione dall’anima unica e raffinata, tutta da vivere.
yacht in composito. In pratica si vola sull’acqua, ma senza quasi A bordo del Da Vinci infatti c’è spazio per la convivialità così
accorgersene: rumorosità e vibrazioni sono infatti praticamen- come per il relax o la privacy con aree dedicate studiate al milli-
te inesistenti, specie se paragonate a quelle avvertibili su altre metro, all’interno come en plein air. A livello di esterni, disegnati
imbarcazioni di pari classe. Dunque un supersportivo, ma con da Stefano Righini, segnaliamo l’ampio pozzetto di poppa con
un’anima sofisticata, anche in virtù della possibilità di custo- grande zona lounge protetta da una tenda-sole, separata, da un
mizzare la compartimentazione e il design degli interni, come in mobile centrale con tv a scomparsa, dalla zona dining compren-
ogni Mangusta d’altronde. A soddisfare le esigenze dell’armatore siva di tavolo per 12. A prua invece è previsto un lounge club
ci ha pensato l’estrosa interior designer canadese Maxine Tis- mediterraneo con area prendisole e jacuzzi.

Lusso & velocità. PAGINA PRECEDENTE: linee filanti e aggressive per Mangusta 165E Da Vinci, 50 metri open che supera 35 nodi di velocità.
IN ALTO: l’accesso al salone principale con lo scenografico pavimento marmoreo e, sulla sinistra, il bancone del bar. SOTTO DA SINISTRA: sala da bagno

della zona ospiti con dettaglio in mosaico color oro. Le cabine, come tutti gli interni, sono giocate sul contrasto bianco e nero.
A D YAC H T. PREVIEW

SULLE STRADE DEL MARE


Grande abitabilità e un concept ripreso dal mondo dell’automotive per l’ Arrow
460-Granturismo di SILVER ARROWS MARINE , firmato con Mercedes-Benz Style.

TUTTO D’ARGENTO
Anche la verniciatura
è stata curata come
in un’auto Granturismo.
Per questo non ci sono
stacchi cromatici
fra scafo e
sovrastruttura.

Innovativo. SOPRA: l’Arrow 460-Granturismo, che porta lo stile delle auto Mercedes-Benz nelle forme di uno yacht a motore.
Il concept-project è di Martin Francis e Tommaso Spadolini. IN BASSO: “Il cielo in una stanza”: uno scorcio dell’interno con vista da prua verso poppa.

D
esign minimalista, forme aerodi- dea di lusso che ritorna negli allestimenti
namiche, profili pensati per una degli interni, realizzati con la decisiva colla- Elegante
navigazione “Granturismo”. La borazione di Wolz Nautic Italy. Anche qui è come un coupé
parentela tra la sagoma filante di scena l’innovazione: gli arredi, che paiono Un design dinamico
dell’Arrow 460-Granturismo Edition 1, il pri- sospesi, danno un grande senso di leggerezza, con le proporzioni
mo yacht a motore di Silver Arrows Marine, e gli ambienti sono rivestiti da pannellature di un’auto di lusso.
e le linee delle automobili Mercedes-Benz (il in eucalipto a tripla curvatura, dove la vena
concept è firmato dal centro stile della Casa
di Stoccarda) si coglie al primo sguardo. Un’i-
del legno è continua. È una barca piccola, ma
concepita come un superyacht, rifinita in ZZ L’ Arrow 460-Granturismo, che
trae ispirazione dal mondo delle
auto di lusso, ricorda le forme di un
coupé. Nota Gorden Wagener, Chief
Design Officer Daimler Mercedes-
Benz: «Lo scafo scolpito e allungato
simboleggia la limpida sensualità del
design, dinamico ma non aggressivo.
Con il ponte di prua dalla forma
allungata, il profilo del tetto arcuato
e filante e una sezione posteriore che
punta leggermente verso il basso, il
design ha proporzioni tipicamente
automobilistiche».

186
A D YAC H T. PREVIEW

Carta d’identità
Cantiere Silver Arrows Marine
Lunghezza 14,17 m
Larghezza 3,97 m
Materiale composito Sprint ST94 2
Dislocamento 14 t a pieno carico
Posti 10, ma posti letto 2
Motori 2 Yanmar a iniezione diretta
Velocità 26,5 nodi
(stimata da prototipo preproduzione)
Autonomia 190 miglia nautiche
a 26,5 nodi (indicativa)

ogni dettaglio. Come ha detto Emanuele Sal- Versatile. 1. a prua, l’open space presenta un comodo divano a U con schienale
vador, CEO di Wolz Nautic Italy, «per arrivare rivestito in tessuto e staccato dalla struttura. Con un tablet si comandano le principali funzioni: oltre
a questa qualità si è reso necessario un grande ad alzare e abbassare finestre e parabrezza oscurati creando a prua una sorta di pergola, si può regolare
studio». Per esempio, sono stati realizzati vari l’intensità delle luci e agire sulla climatizzazione. 2. Al centro del divano a U è posizionato un sistema,
prototipi con la stampa in 3D, creando due unico nel suo genere, che consente l’estrazione, alternativamente, di un tavolo,
modelli preliminari in scala 1:1 degli interni. di un televisore e di un letto, cosicché l’ambiente può fungere da zona pranzo, intrattenimento o notte.
Le tante soluzioni si colgono soltanto visitan- 3. All’interno gli spazi sono sfruttati al centimetro per soddisfare ogni esigenza dei passeggeri.
do e vivendo lo yacht, dove la cabina misura
più di 1,90 m di altezza e dove si può stare
seduti in sei persone a tavola: uno spazio di-
latato e generoso. In questo yacht di 14 metri
si delinea così una sorta di “loft living space”
di 16 metri quadrati ricchi di spazi versatili
e modulari. Ne sono un esempio il salotto,
che, quando viene sollevata la sezione di prua
del parabrezza, dà l’impressione di trovarsi 3
sotto una pergola, e la cosiddetta “terrazza
sul mare”, una plancia retraibile a poppa, da
sfruttare per gli sport acquatici.

188 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


A D YAC H T. PREVIEW

Ufficiale e gentiluomo
Il rigore formale dei motoscafi d’assalto rivisitato da BAGLIETTO in chiave
lussuosa e contemporanea per Ridoc, primo esemplare della linea MV19.

ECHI MILITARI
Ispirata ai motoscafi
d’assalto della nostra
Marina Militare,
la linea MV è in presa
diretta con l’ heritage
di Baglietto.

Volare sulle onde.


La V profonda della
carena permette
al MV19 Ridoc di
Baglietto di raggiungere
i 40 nodi sempre
in perfetta tenuta
di mare. Gli esterni
comprendono, a poppa
e a prua, due ampie
zone prendisole.

D
ue importanti vari a breve di-
stanza l’uno dall’altro la dico-
no lunga circa l’importanza del
Cantiere Baglietto di La Spezia
nel panorama della cantieristica interna-
zionale. Dopo il 48 metri dislocante in ac-
ciaio e alluminio Andiamo, messo in mare
ai primi di giugno, è stata infatti la volta di
Ridoc, primo esemplare della linea MV19
costruito per un armatore europeo. ZZ

190 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


TERMOARTE.
TERMOARTE.
TERMOARTE.
TERMOARTE.

CURVIFOCUS : il primo focolare a gas con la fiamma racchiusa da uno schermo vetrato concavo. La
bidimensionalità è superata, l’antica magia del fuoco si riverbera con una inedita e spettacolare profondità. A te la scelta
tra il classico focolare ad effetto legna e la versione in metallo scolpito dalla lama dell’arte. Entrambe le soluzioni regalano
una fiamma viva e libera di affascinare. A questo Curvifocus aggiunge tutti i vantaggi ecologici e tecnologici di un avanzato
focolare a gas, come la programmabilità di accensione
e spegnimento e l’attivazione con telecomando.

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Il nuovo lessico del fuoco.


A D YAC H T. PREVIEW

Carta d’identità
Cantiere Baglietto
Lunghezza 19,50 m
Larghezza 5,10m
Materiale alluminio
Dislocamento 32 t a pieno carico
Posti 10 con cabina armatoriale, 2
cabine ospiti e 1 cabina per il capitano
Motori 2 motori MAN V12 da 1.800 Hp
Velocità 40 nodi massima,
30 nodi di crociera
Autonomia 310 miglia nautiche
a velocità di crociera


“ Un carattere deciso che abbina la sportività degli esterni e l’eleganza degli interni

Ispirato ai Mas, i motoscafi d’assalto in forza


alla nostra regia Marina Militare durante la
prima e seconda Guerra mondiale, il nuovo
yacht è interamente costruito in alluminio su
progetto dello Studio Francesco Paszkowski
Design che ne ha curato sia gli esterni sia gli
interni, mentre carena, impianti e propulsio-
ni sono stati studiati dall’Ufficio tecnico Ba-
glietto. Che si tratti di una barca davvero in-
solita e con diverse anime racchiuse nei suoi
19,50 metri si fa presto a capirlo. L’anima
dinamica, militaresca è rappresentata dallo
scafo a V profonda che permette elevate per-
formance (40 nodi di velocità massima con
perfetta tenuta di mare), e la cui aggressivi-
tà risulta enfatizzata dal colore grigio scuro
metallizzato e da alcuni dettagli costruttivi
le prese d’aria simmetriche lungo lo scafo
in diretta discendenza dai Mas. Saliti a bor- Essenzialità e lusso. IN ALTO: lo scafo: colore e zione per nulla scontata su un’imbarcazione
do, si scopre invece un’atmosfera d’insieme prese d’aria sono richiami allo “stile” dei Mas. di queste dimensioni. MV19 Ridoc accoglie
rilassata e accogliente, dove nulla è lasciato SOPRA: una dinette con galley occupa il centro comodamente fino a 10 persone alloggiate
al caso. L’attenta ricerca sui materiali e le della barca. SOTTO: a prua: sobria ricercatezza tra la cabina armatoriale a prua e due cabi-
finiture condotta da Francesco Paszkowski per la suite armatoriale con oblò passanti. ne ospiti a centro barca, mentre l’armatore
in collaborazione con Margherita ha espressamente voluto che vi
Casprini, che hanno selezionato il fosse un’ulteriore cabina per il
noce canaletto alternato al laccato comandante, con accesso diretto
lucido per i rivestimenti, e il rovere al ponte coperta. Oltre alla zona
invecchiato scuro per i pavimenti: comando, equipaggiata anche
una scelta che dà un fascino spe- con un ben leggibile schermo da
ciale, elegantemente lussuoso agli 24 pollici, il ponte coperta offre
interni, molto confortevoli e supe- due grandi aree prendisole, una
raccessoriati. Non mancano, per a prua e una a poppa, dove poter
esempio, sistemi di tecnologia avan- godere di intensi e corroboranti
zata come la tv satellitare, una dota- bagni di sole.

192 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


IL SEGRETO È NEL TELAIO
l’esclusivo design dei profili
permette l’integrazione
totale nella parete.
PUNTI LUCE CON SISTEMA BREVETTATO
puoi incassare nel controtelaio fino a
10 scatole elettriche per anta.

EFFETTO FILOMURO TOTALE


soluzioni per chiudi-vano e
battiscopa filomuro.
C’è posto anche per i led.

COSA VEDI?
ECLISSE Syntesis® Collection
Una linea sottile, un’apertura inattesa, la sorpresa di un varco là
dove prima era parete. Vedi tutto questo o lo intuisci soltanto?
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a scomparsa prive di cornici esterne, soluzioni a filomuro per porte
battenti, chiudi-vano e un innovativo profilo battiscopa. Scopri di
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A D YAC H T. PREVIEW

Carta d’identità
Cantiere Sanlorenzo
Un loft sulle onde
Lunghezza 26,70 m
Spazi ampi e versatili, linee eleganti e interni
Larghezza 7,20 m firmati da un architetto di grido per il SANLORENZO SX 88 ,
Materiale vetroresina
Dislocamento 72 t a pieno carico
che interpreta l’ idea di motoryacht crossover.
Posti 1 master cabin, 1 vip cabin,
2 cabine per ospiti

L
Motori 3 x IPS 1050 Volvo (800 Hp) a prima impressione che si ha quan- che rendono questa barca dalla prua alta, molto
Velocità 23 nodi massima, do si sale a bordo del Sanlorenzo SX marina, un perfetto esempio di yacht da vivere
20 nodi di crociera 88 è che lo spazio non debba mai a 360 gradi. Pensato nell’ottica del crossover,
Autonomia 1.000 miglia nautiche finire. Le ampie superfici vetrate che come una sintesi tra il classico motoryacht con
a 12 nodi consentono di godere al massimo lo spettacolo flying bridge e la tipologia explorer, l’SX 88,
del mare, il ponte di coperta che offre la pos- che misura 27 metri, è nato da una riuscita si-
sibilità di creare un originale open space da nergia progettuale. Il concept è dell’ufficio stile
vivere da poppa fino a prua, come se fosse un Sanlorenzo, guidato dall’architetto Luca San-
loft sulle onde, il piano della plancia di pop- tella, l’esterno è stato curato dall’Officina Italia-
pa, che si può trasformare in un beach club di na Design di Mauro Micheli e Sergio Beretta,
A perdita d’occhio. IN ALTO: quasi 30 metri quadrati, sono tutte prerogative gli interni sono firmati da Piero Lissoni, ZZ
il ponte di coperta
si configura come un ampio
open space. Secondo
le versioni dello yacht,
INNOVATIVO
lo spazio può essere aperto
L’SX 88 fila alla
completamente da poppa velocità di 23 nodi. Lo
fino a prua. A DESTRA: yacht, che misura 27
il Sanlorenzo SX 88 metri, è caratterizzato
in navigazione. Lo scafo dalle da ampie superfici
vetrate.
forme slanciate si distingue
per la prua molto alta.

194 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


A D YAC H T. PREVIEW

“ Io continuo
a immaginarmi
le barche, anche
quelle molto
grandi, come
se fossero dei loft,
quindi spazi
molto aperti, con

grande vivibilità.
PIERO LISSONI

mentre l’americano Lou Codega ha disegnato Interno ed esterno.


le linee d’acqua. Ne è derivato uno yacht da SOPRA: il flying bridge,
primato: realizzato con un processo costrut- che ospita anche la
tivo all’avanguardia, con assemblaggio a scafo timoneria. A DESTRA: la suite
aperto, si caratterizza per una grande versatilità dell’armatore. IN BASSO: il
nella concezione degli spazi. Oltre al ponte di piano della plancia di
coperta, che può dar vita a uno spazio di ampio poppa dello yacht ha una
respiro, senza soluzione di continuità, questa superficie di quasi 30 metri
idea di flessibilità si ritrova nel flying bridge, quadrati. Può essere
dove l’area della timoneria può essere chiusa usato come garage per
da vetrate a saliscendi, così come nel ponte natanti, come beach club o
inferiore, dove, a seconda dell’assetto, si può essere attrezzato per
arrivare a disporre di cinque cabine doppie. attività sportive.

Tante soluzioni
e un layout elastico
Per gli interni Piero Lissoni
ha creato uno spazio
fortemente modulare.

D a anni Sanlorenzo ha avviato


una sinergia con grandi
nomi dell’architettura, invitati
a interpretare l’interior design degli
yacht. Dopo la collaborazione con
Dordoni Architetti e con Antonio
Citterio Patricia Viel, è ora la volta
di Piero Lissoni, che per l’SX 88
ha studiato un ambiente unico e
continuo da poppa a prua. Si tratta
di un “layout elastico” dove si può
scegliere tra vari moduli disponibili,
dall’open space a una soluzione
intermedia con alcuni spazi chiusi.

196 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


VENITE A SCOPRIRE IL NOSTRO LETTO VICTORIA
L’esclusivo letto Victoria è dotato del materasso Victoria, realizzato a mano da maestri artigiani, che grazie alla sua fattura unica offre
il comfort e il supporto per cui Vispring è famosa. Il sistema di molle disposte manualmente a nido d’ape all’interno di sacchetti in
cotone calicò è prodotto con acciaio Vanadium della migliore qualità, inserito in generosi strati imbottiti a mano dei materiali più pre-
giati, quali la pura lana Shetland certificata Platinum, il cotone e il crine di cavallo britannico. Questi materiali naturali di eccellenza
fanno sì che il Victoria non sia solo un materasso estremamente comodo su cui dormire, dotato di un supporto di livello superiore, ma
lo rendono anche assolutamente salubre. Il sommier basso e la testata coordinati completano il set e sono disponibili in un’esclusiva
selezione di tessuti per soddisfare qualsiasi esigenza di gusto. Garanzia di lusso senza precedenti e massimo comfort per sonni tran-
quilli, questo esclusivo letto Victoria è la scelta perfetta per chi ambisce al meglio nella vita.

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† I prezzi includono un materasso da 180 x 200 cm di un solo pezzo (Tick- 1007) e un sommier basso di 25 cm. Il set Victoria è fornito con
piedini L1 (13 cm) inclusi. La fodera rimovibile del sommier illustrata in foto è disponibile separatamente al costo di 716 €.
Rivolgersi al proprio rivenditore per i termini e le condizioni di questa promozione speciale. www.vispring.com
A D YAC H T. PREVIEW

Come tu
mi vuoi
One-of-a-kind è
la nuova tendenza dei
cantieri CCN : yacht
fuoriserie customizzati.

Carta d’identità

B
ello, affidabile e di facile gestione. L’expedition yacht
K40, capostipite della Series K commissionato da
Cantiere CCN-Cerri Cantieri Navali
Floating Life e costruito CCN-Cerri Cantieri Nava-
li, coniuga un’estetica estremamente curata con una Lunghezza 40,80 m
solidità di struttura pensata per affrontare anche lunghe navi- Larghezza 9,40 m
gazioni polari, secondo la richiesta dell’armatore americano per Materiale scafo in acciaio rinforzato e
il quale viene costruito, e secondo la tendenza del fully custom sovrastruttura in alluminio
della nuova nautica. Firmato dallo Studio Sculli (ingegneria ZZ Dislocamento 375 t ca.
Posti 12 ospiti, 11 membri d’equipaggio
Motori 2 x 1470 Hp (CAT C32 ACERT)
Velocità 16 nodi massima,
Design marino. IN ALTO: lo yacht K40 di Floating Life 14 nodi di crociera
e costruito da CCN. QUI: il salotto dello yacht, disegnato, Autonomia 5.400 miglia navali
come tutti gli interni, dallo Studio Sculli. a 10 nodi, velocità da lunga navigazione

198 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


NOTHING ELSE

100’ Corsaro

Iseo - Aqua r i va Super - R i va m a r e - ’ R i va le - ’ Virtus


’ Perseo - ’ Bahamas - ’ Domino Super - ’ Florida - ’ Corsaro

a Ferretti Group brand


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NAUTICA CASAROLA s.r.l.


Peschier a del Garda (VR) Italy - via M. Biagi, 7
Tel. +39 (045) 640 14 12 - Fax + 39 (045) 640 14 14
Porto Cervo (OT) Italy - Via della Marina
info@nauticacasarola.com - www.nauticacasarola.com
A D YAC H T. PREVIEW

Fuoriclasse.
A SINISTRA: una delle

cabine doppie dello


yacht K40. SOTTO,
A SINISTRA: il nuovo

Fuoriserie di 27 metri
disegnato per un
armatore italiano.
Raggiunge la velocità
massima di 40 nodi
grazie a tre idrogetti.
IN BASSO, A DESTRA: Elsea,

il primo yacht da 50
m in alluminio “fully
custom” prodotto dai
cantieri CCN. Grande
importanza hanno
gli spazi esterni, con
beach club, bar, day
toilet, piscina e un
sistema audio con
altoparlanti.

navale dello studio Vannini-Oleggini) è lungo, fuori tutto, quasi Personalizzazione massima
41 metri e largo 9.40, ha scafo in acciaio rinforzato per la classe Dallo scafo all’interior: nasce lo yacht
“Light Ice” e sovrastruttura in alluminio. Si sviluppa su quattro su misura per il cliente al 100 per cento.
ponti (uno è riservato all’armatore) senza superare i 500 GT.
Lo speciale processo di finitura esterna, ovvero l’applicazione
di uno stucco dello spessore di 4 millimetri, regala allo yacht A ggressiva e ad alta prestazione, ma anche conviviale
ed elegante: Elsea è un megayacht di 50 metri
con scafo semi-planante in alluminio e segna l’ingresso
una superficie dello scafo perfettamente omogenea, facendo
scomparire i microdifetti delle lamiere. Legno chiaro per gli di CCN nella produzione di motoryacht totalmente
interni, mobili laccati e tessuti, e cucina e cambusa paragonabili customizzati. Firmato dallo Studio Bacigalupo (gli
a quelle di uno yacht di 50 metri. Tra le dotazioni di bordo ci interni sono invece disegnati dallo Studio Giorgio
sono un tender di oltre 6 metri collocato in un garage centrale, Vafiadis), Elsea ha tre motori MTU 16V 2000 M94 che
una beach area con cinema, spogliatoio, ricovero garantiscono una velocità massima di 27 nodi e una
per le attrezzature subacquee, aree esterne con di crociera di 18. Sul main deck sono le zone living e
MINI POTENZA zone pranzo, BBQ e bar nel sundeck. ʉ pranzo e la suite armatoriale (quasi un appartamento)
“Solo” 27 metri il a tutto baglio. Le cabine per gli ospiti sono cinque, con
Fuoriserie di CCN- un interior che è una reinterpretazione moderna dello
Cerri Cantieri Navali
disegnato dallo Studio stile Déco, con cristalli e specchi. Due i saloni, uno,
Spadolini per un sul ponte principale, più formale con un tavolo per 12.
armatore italiano. L’altro, sul ponte superiore, ha un grande sofà circolare
che contribuisce a creare un ambiente più familiare.

200 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


A D YAC H T. PREVIEW

GRAN COMFORT
Parte del flybridge
è protetta dall’ hard top
per gustare un cocktail
o un pranzo panoramico
al riparo da sole,
vento e pioggia.

UNA FRECCIA SUL MARE


100’ Corsaro, lanciforme e maestoso maxiyacht dallo spirito sportivo, scrive
un nuovo, entusiasmante capitolo nella prestigiosa storia di RIVA.

Carta d’identità

F
esteggiare i propri 175 anni di attività alla grande. È Design firmato. IN ALTO:
quello che ha fatto Riva mettendo in faretra l’ennesima il flybridge con cocktail bar,
Cantiere Riva
freccia vincente. Perché proprio di freccia si tratta: il zona dining con sedute
profilo di 100’ Corsaro mentre si lancia tra le onde a 26 di Dedon, area relax con Lunghezza 29,90 m
nodi evoca immediatamente la punta acuminata di un dardo. sedute di Paola Lenti. Larghezza 6,70 m
Niente male per uno yacht maestoso nelle dimensioni, affilate da SOTTO: il salone del ponte Materiale vetroresina
un design dinamico di impronta sportiva, che già al suo debutto di coperta. Sofà Andersen Dislocamento 110 t a pieno carico
durante il weekend del Gran Premio di Montecarlo di Formula 1 di Minotti. In fondo zona Posti 20 con 5 cabine ospiti
ha incantato armatori e appassionati di nautica di lusso. Il nuovo pranzo con tavolo e 3 cabine per l’equipaggio
gioiello Riva, frutto ancora una volta della feconda collabora- di Acerbis International. Motori MTU 16V 2000 M96
zione tra Officina Italiana Design da 2435 hp
di Mauro Micheli, Comitato Stra- Velocità 26 nodi massima,
tegico di Prodotto Ferretti Group 23 nodi di crociera
e Dipartimento Engineering del Autonomia 320 miglia nautiche
Gruppo, ha tutte le carte in regola
per essere protagonista nel settore
dei maxiyacht flybridge. La linea
filante, accentuata dalla tonalità
Shark Grey dello scafo nuovo
stilema della flotta Riva che ne
rimarca la sportività, cattura su-
bito l’attenzione. La classe, poi, è
quella tipica delle barche del can-
tiere di Sarnico, vere icone ZZ

202 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


A D YAC H T. PREVIEW

Eleganza senza compromessi. SOPRA: la pratica dinette di 100’ Corsaro è alle spalle della cabina Master wide body. SOPRA, A DESTRA: la sagoma a freccia
della barca vista dall’alto. A poppa la spiaggetta. SOTTO: una delle 4 VIP suite sottocoperta. Letto matrimoniale con cuscini e copriletto Ivano Redaelli.
IN BASSO: la doccia separata del bagno armatore, con pareti e pavimentazioni in marmo Magic Brown. Rubinetteria Taps Elka e accessori Pomd’Or.

“ Gli interni
sono l’emblema
dell’eleganza e
del comfort stile
Riva con mobili
e complementi
firmati da
alcune delle
più prestigiose
realtà del design

d’arredamento

di stile: si concreta nell’uso di materiali nobili, come il legno


di noce rigatino – essenza che domina a bordo – accostato ai
laccati, all’acciaio inox lucido, al cuoio testa di moro. Arredi e
complementi, indoor come outdoor, sono firmati da alcune delle
più prestigiose aziende del design d’arredo. Il comfort è garantito
da volumi supergenerosi come sul flybridge e nel grande pozzetto
del main deck con divani e prendisole, mentre all’interno spicca
l’ampia zona armatore sul ponte di coperta che culmina nella
suite padronale wide body. Ma anche gli ospiti hanno il loro
lussuoso angolo di Eden privato all’interno delle quattro sontuose
suite sotto coperta, curate nei minimi dettagli, come d’altronde
tutta la barca. Il piacere di navigare è garantito. ʉ

204
YACHT

SX88

NEW SX LINE. SX88


A WORLD PREMIERE AT CANNES YACHTING FESTIVAL
Your dreams, expectations and wishes now take the most amazing shape.
SX88 is a revolution. The innovative steering position on the fly bridge can be entirely enclosed
and air-conditioned by the automatically operated side windows, leaving a free main deck that spreads on the same
level from stern to bow – your exclusive loft on a 27-meter yacht. Alternatively, a grand owner’s suite can be placed
on this deck for a more intimate solution, an absolute exclusivity of SX88 in this range of yachts. Incomparable space
is offered on the wide beach area astern, which can also accommodate large watercrafts for your sea exploration.
Additional space is available to the fore, where a sunbathing/dining area is directly connected to the main body.
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A D YAC H T. PREVIEW

UNO SPIRITO
A
zimut Yachts non si smentisce e vara un nuovo
“Signore del mare”: Azimut Grande 27 Metri. A di-
segnarlo è stato un asso dello yacht design, ovvero

GENEROSO Stefano Righini, che l’ha pensato come un wide body


dalle linee però affusolate e con volumi che non hanno riscontro
nei pari lunghezza: merito del largo impiego della fibra di carbonio
Azimut Grande 27 Metri è il nuovo che consente di aumentare gli spazi senza incrementare il peso
dell’imbarcazione. In tale materiale sono hardtop, roll-bar, flydeck,
gioiello della flotta di AZIMUT YACHTS. sovrastruttura e lo specchio di poppa mentre la coperta è in ibrido
Veloce e affidabile, offre spazi molto vetro carbonio e lo scafo in vetroresina. Le ampie finestrature e
la prua verticale sottolineano lo spirito sportivo della barca e ne
ampi rispetto ai pari categoria. costituiscono il segno grafico distintivo. Ben studiato anche il ZZ

Veloce con la V. SOTTO: l’Azimut Grande 27 metri in navigazione. Grazie anche alla carena a V profonda, l’imbarcazione può toccare i 27 nodi.

PIÙ LEGGERO
Le grandi finestrature
della sovrastruttura sono
il tratto caratteristico di
questo yacht. Per ampliare
gli spazi della barca senza
gravare sul peso molte sue
parti sono in fibra
di carbonio.

206 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


A D YAC H T. PREVIEW

layout con una cabina armatoriale a tutto baglio sul main deck e autore pure dei “set” esterni: dominano le forme fluide, ricche e
altre ben cinque cabine, un unicum su natanti analoghi. La cabina armoniose talché qualcuno ha voluto definire lo stile dell’archi-
dell’armatore, completata da una sala da bagno e da una dressing tetto romano “the new Italian Renaissance”. Quanto agli arredi
room, sfoggia grandi finestre a tutt’altezza che la inondano di Salvagni, fautore del “su misura”, suggerisce pezzi unici, disegnati
luce e di panorami straordinari quando si naviga lungo le coste. e realizzati ad hoc da validi esperti. Ma, in alternativa, l’armatore
A prua la zona lounge propone una grande terrazza sul mare e può optare per una selezione ugualmente messa a punto da Sal-
un’area prendisole. Sul ponte fly si trovano la timoneria, la dinette vagni di prodotti di design, espressione dell’eccellenza del made
e un’area bar, mentre la zona poppiera può essere arredata come in Italy. Dal lato tecnico, infine, Grande 27 Metri si segnala per il
living all’aperto oppure con prendisole e vasca idromassaggio. Di vasto corredo di sistemi tecnologici volti a rendere la navigazione
classe l’interior design firmato da un big come Achille Salvagni, sicura, affidabile e confortevole. ʉ “
“ Gli interni sono studiati in modo che l’arredamento possa essere personalizzato

Stile essenziale
e grandi vedute.
A SINISTRA: si apre sul salone

principale il pozzetto di
poppa allestita come un
living all’aperto nel quale
il tono chiaro dei divani
(rivestimenti tecnici Ferrari;
all’interno i rivestimenti
sono di Dedar) bene si
coniuga all’assito in legno.
SOTTO: stile moderno ed

essenziale per la cabina


fullbeam dell’armatore.
Da notare le finestre a
tutta altezza: fonte di una
grande luminosità creano
magnifiche inquadrature
sulle suggestioni del mare
e delle coste.

Carta d’identità
Cantiere Azimut Yachts
Lunghezza 26,78 m
Larghezza 6,59 m
Materiale VTR e fibra di carbonio
Dislocamento 89 t a pieno carico
Posti 10 e 4 di equipaggio con 5 cabi-
ne + 2 per l’equipaggio
Motori 2xMAN V12 da 1.900 Hp
Velocità 27 nodi massima,
24 nodi di crociera
Autonomia 800 miglia nutiche
a 12 nodi

208 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Via Manzoni, 14/16 | Milano
Tel +39 02 76006262 www.delitebedding.com
A D YAC H T. PREVIEW

LUSSO GRIFFATO
Mobili, complementi,
tessuti, cucina firmati
da top brand come
Marioni, Poltrona Frau,
Jab Anstoetz, Miele

Sobria eleganza
e Gaggenau.

Atmosfera accogliente, arredi di design, navigazione sicura: a bordo


del CODECASA 43 Full Beam Serie Vintage C122 la vita è tutta comfort e relax.

L
a Serie Vintage inaugurata da Codecasa nel 2011 con il resinato nella medesima tonalità cromatica dello scafo. Zona
primo 42 metri procede col vento in poppa con il varo per antonomasia dedicata alla vita en plein air, il ponte sole,
di C122, un 43 metri full beam. Frutto del lavoro con- a differenza delle precedenti barche della Serie, è equipaggiato
giunto dello staff tecnico del cantiere e degli architetti con il rollbar che rende più fruibile l’area, arredata con ampia
Della Role, il nuovo yacht del brand viareggino ne rivisita alcuni zona prendisole, Jacuzzi, divani, mobile bar e tv. Un altro spazio
codici progettuali ricorrenti e consolidati. A cominciare dall’e- prendisole è presente anche a poppa. Tra le soluzioni innovative
leganza delle linee esterne, sottolineate dalla livrea grigia con rispetto alla versione da 42 metri, oltre alla Jacuzzi sul sundeck,
bagliori metallici, proseguendo con il comfort degli ambienti, spiccano la configurazione a tutto baglio della suite armatoriale,
avvolti dalla luce naturale delle grandi finestrature laterali e con- collocata a prua del ponte coperta, e la cabina comandante sul
cludendo con i dettagli, sempre curati minuziosamente. Salendo ponte superiore, a diretto contatto con la plancia. Nello specifico,
a bordo il pozzetto di poppa accoglie l’armatore e i suoi ospiti con la zona dedicata all’armatore dispone di un confortevole studio
comodi divani e poltrone realizzati su disegno in teak e legno con scrivania, poltroncine, librerie, doppio dressing room ZZ

Spirito calmo. IN ALTO:


il salone sul ponte coperta,
arredato sui toni del bianco e
dell’avorio, dispone di bar,
ampia zona conversazione
con grandi divani e si affaccia
sul pozzetto di poppa.
A DESTRA: Codecasa 43 Full Beam

assicura crociere confortevoli


e nella massima sicurezza.

210 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


A D YAC H T. PREVIEW

“ L’atmosfera
ricercata
traspare
dalle scelte
cromatiche e
dall’equilibrata
miscela di stili
di arredi e

complementi.

Carta d’identità
Cantiere Codecasa
Lunghezza 43 m
e sontuosa sala da bagno in marmo Calacatta. In ogni ambiente della
Larghezza 9 m
barca l’atmosfera ricercata e rassicurante, fondamentale per la vita in
Materiale scafo in acciaio,
mare, scaturisce dalle scelte cromatiche orientate sui toni chiari, lumi-
sovrastruttura in alluminio
nosi, tanto solari quanto sobri: dal bianco delle boiserie al giallo e ai
Dislocamento 440 t
grigi dei tessuti di rivestimento. A loro volta le soluzioni d’arredamento
Posti suite armatoriale,
mixano con equilibrio mobili che per il loro elegante decorativismo
2 cabine matrimoniali,
sembrano appartenere ai primi decenni del secolo scorso, a elementi di
2 cabine doppie a letti singoli
gusto orientale. Così, nel grande salone del ponte coperta, suddiviso in
Motori 2 caterpillar 3.512C
zona conversazione, bar e area pranzo con tavolo per 12, si scopre una
da 1.650 Hp
rassegna di arredi, divani, poltrone e tessuti firmati per un insieme
Velocità 16,5 nodi (max)
gradevole e luminoso. La zona ospiti sul ponte sotto coperta prevede 2
Autonomia 4.000 miglia a 11 nodi
cabine matrimoniali e 2 a due letti, tutte molto luminose, con boiserie
bianche, come i soffitti, e pavimenti in rovere.

Spazi generosi. IN ALTO: il tavolo per 12 persone nella zona pranzo del salone sul ponte
di coperta. Eccezionale la luminosità dell’ambiente dovuta alle grandi finestrature
lungo lo scafo. A SINISTRA: la suite armatoriale a tutto baglio con studio privato
e letto king size con testata in pelle lavorata artigianalmente. SOTTO: anche nelle cabine
ospiti il bianco di soffitti e boiserie è abbinato al rovere chiaro dei pavimenti.

212 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


A D YAC H T. PREVIEW

MARE NEWS
L’attenzione del mondo della marineria da diporto si concentra sui tre
grandi SALONI NAUTICI del Mediterraneo. E in ottobre a Venezia la sfida tra
le vele degli alberghi della Serenissima timonate da famosi skipper.

In scena. A SINISTRA: i giganti del mare in


mostra al Monaco Yacht Show (27-30.9). SOTTO
Formula 1 a vela
E IN BASSO: 40° Cannes Yachting Festival: la
Si disputa il 14 ottobre nel bacino di San
passerella con le barche attraccate e il test in Marco la quarta edizione della Venice
mare davanti alla Promenade de la Croisette. Hospitality Challenge, Gran Premio velico
tra maxiyacht, organizzato dallo Yacht Club
di Venezia. Dieci le barche in gara, per gli
hotel Danieli, The Westin Europa & Regina,
The Gritti Palace, SINA Centurion Palace,
Belmond Hotel Cipriani, JWMarriott, Ca’
Sagredo, Hilton Molino Stucky, Palazzina G e
l’ hotel Cristallo. In rappresentanza della città
gareggia il Moro di Venezia. Assicurazioni
Generali S.p.A., Marina Yachting e Moët &
Chandon sono gli sponsor della regata, che
ha come scenario piazza San Marco, Palazzo
Ducale, i Giardini della Biennale e il Canale
della Giudecca. venicehospitalitychallenge.it
SHOW
Cannes, Genova, Montecarlo
L’OR A DI BORDO

LE VETRINE DEI CAMPIONI Segnatempo per yacht

Settembre è tempo di saloni nautici. Si comincia, dal 12 al 17 del mese, con il Navigazione al secondo
Cannes Yachting Festival che quest’anno festeggia il 40°. Allestito tra il Vieux Thomas Mercer, maison di nobili
Port e il Port Pierre Canto di Cannes, è il più grande appuntamento fieristico per tradizioni, propone una nuova versione
numero di barche in acqua: quasi 600, tra yacht, superyacht, multiscafo, natanti di Observatory (il primo risale agli anni
da pesca, un centinaio al debutto mondiale. Attesi oltre 50.000 visitatori. Segue ’80), un orologio navale grand complication
il 57° Salone Nautico di Genova (21-26), il più visitato tra quelli che si tengono di straordinaria fattura. Frutto di tre
nell’area mediterranea (127.000 presenze nel 2016), che con la crescita degli anni di ricerche, sfoggia una base di legni
espositori certifica la solidità della ripresa della cantieristica italiana. A completare pregiati e, tra le funzioni, doppio fuso
il calendario è, dal 27 al 3o a Port Hercules di Montecarlo, il Monaco Yacht orario, calendario perpetuo, equazione
Show, il massimo raduno mondiale dedicato ai maxiyacht: 118 con lunghezze che del tempo, fasi lunari. Un capolavoro
spaziano dai 25 ai 120 metri. All’esposizione che mette in scena le più affascinanti meccanico da esporre con orgoglio. Lo
imbarcazioni del momento, quest’anno la manifestazione aggiunge vari eventi di distribuisce in esclusiva Pisa Orologeria.
grande interesse che ne accentuano la leadership mondiale nel suo segmento: la
Sapphire Experience, il Monaco Yacht Summit, the Starboard lounge-exhibition.

214
L’acqua
è di moda

25/29 settembre 2017

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promosso da CONFINDUSTRIA CERAMICA in collaborazione con organizzato da segreteria operativa Promos srl
STORIE.

Giusto cinquant’anni fa esordiva


una poltrona choc: la Blow. Gonfiabile,
trasparente, colorata, irriverente,
democratica nel prezzo: un successo
subito planetario grazie anche a una
efficace campagna di comunicazione.

1 RIVOLUZIONE
D’ARIA:
Nel 1967,
2 DESIGN
AL TOP:
Kate Moss
3 IL SEGNO
DEL MAESTRO:
Il mezzo con cui
4 TUTTA MIA
LA CITTÀ:
Una grande
5 IN ALTO
I CALICI:
Sono 50 anni
su progetto di tre ha disegnato Giovanni Michelucci, mostra antologica, che può fregiarsi
giovani designer, per de Gournay grande architetto distribuita su della Doc:
Zanotta realizzò una collezione di del ’900, andò quattro sedi è il Franciacorta,
la poltrona carte da parati formando il suo espositive nel squisito vino che
gonfiabile Blow. dove eleganti mondo architettonico centro, invade si coniuga con una
Un bestseller fantasie floreali era il disegno. Milano, celebrando profonda cultura
che costava solo dai colori delicati Un ductus fluido l’arte, la vita e del territorio e che
15.000 lire rivisitano con gusto che sgorgava da la poetica delle esprime anche
di allora pari contemporaneo un intenso colloquio piccole cose di un’elegante idea
a 140 € di oggi. la tradizione. con se stesso. Giancarlo Vitali. di lifestyle.
STORI E .

Comfort
gonfiabile

C
Mezzo secolo fa debuttava la poltrona BLOW: “imbottita” ercansi idee. Era questo il mantra che, sottotraccia,
d’aria, colorata e trasparente, figlia giocosa della cultura circolava nel mondo del design alla metà degli anni
pop e di una tecnologia all’avanguardia, segnò una ’60. International style, Good Design, bel design: la
corrente culturale del progetto non era certo morta,
rottura con il design allora imperante. I suoi “padri”?
ma tendeva a ripetersi, a elaborare e rielaborare esperienze già
Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi.
mature. Il mondo stava cambiando radicalmente e i giovani cre-
ativi premevano per una discontinuità, per uno strappo a suo
di RICCARDO BIANCHI
modo antiseriale, ma allo stesso tempo democratico. Occorreva
del nuovo e il nuovo arrivò, sulla spinta della Pop Art. Prima le
utopie di Archigram, e le “follie” di Gufram, poi le allegre provo-
cazioni di Zanotta con la seduta Sacco, quella elevata a icona da
Fracchia-Fantozzi, e soprattutto, nel 1967, con la poltrona Blow,
espressione e conseguenza di una minirivoluzione culturale e di
costume. Per l’epoca un prodotto tutt’altro che facile da realizzare
perché di tekné pneumatica s’intendevano in pochi: ma Aurelio
Zanotta, patron d’altri tempi, s’impuntò e, in un agosto torrido

WHO’S WHO
ARCHIVIO ZANOTTA. TONI NICOLINI

Architetti e industrial designer, da sinistra Jonathan De Pas


(1932-1991), Paolo Lomazzi (1936), Donato D’Urbino (1935)
fondarono lo studio Ddl nel 1966. Loro sono classici del design
come la poltrona-sofà Joe (Poltronova), l’appendiabiti Sciangai
(Zanotta, Compasso d’Oro nel 1979) e il divano Onda (Zanotta).
Alla morte di De Pas, Lomazzi e D’Urbino hanno proseguito
218 l’attività con uno studio a loro nome.
Per tutti gli stili. PAGINA PRECEDENTE: 3 Blow nello studio Ddl, 1967. In Pvc trasparente termosaldato, nella sua espressività iconoclasta, la Blow era
una seduta adatta a ogni tipo di arredamento: non rifacendosi ad alcuno stile, legava con tutti! Era comodissima e quando si era stanchi della
sua presenza o ci si doveva spostare, bastava sgonfiarla e riporla nella sua scatola. SOTTO: disegni di progetto. Il canotto è il modello ispirativo.

tra mille audaci empirismi, il progetto andò in porto. Tante le giocoso e irriverente di un design alla portata di tutti, «anche
sue novità. Era il primo pezzo d’arredamento gonfiabile prodotto se sono soprattutto i ricchi a possederla, in quanto simbolo non
industrialmente (nel 1954 Arthur Carrara aveva ideato Inflata di uno status sociale, ma culturale», scrive Bruno Di Marino
Lamp, una lampada gonfiabile a sospensione, ma era più o meno in Film Oggetto Design. Fu lanciata con una vivace campagna
sperimentale), il primo trasparente e colorato, il primo formato pubblicitaria che la piazzava, usata da seducenti modelle, in luo-
da tubolari di Pvc (e non di neoprene come i materassini da ghi di fascino, non ultimo una scogliera sul mare a enfatizzarne
spiaggia) stampati e termosaldati. Esprimeva uno spirito ludico robustezza e resistenza in contrapposizione al suo aspetto quasi
e ironico, anticonformista rispetto a una visione progettuale che, etereo. Anche il cinema contribuì a farne un cult. La troviamo
nata nell’anteguerra, risentiva di utopie ormai consumate. Con in Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente
il piano di seduta molto basso e i plastici tubolari che fungevano scomparso in Africa? diretto da Ettore Scola nel 1968. Interpre-
d’appoggio al suolo e da schienale, si ispirava ai gommoni nautici te del disagio dell’italiano medio di fronte all’irrompere di una
e anche al buffo omino Michelin. A disegnarla un terzetto di modernità che non comprende e gli è estranea, Alberto Sordi
trentenni scapigliati: Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Pa- ne scaglia nell’aria una versione nera come un grido di dolore
olo Lomazzi (con loro collaborò Carla Scolari). Veniva venduta a e ribellione estremo contro i riti opprimenti della società. Ri-
prezzi accessibilissimi, sgonfia e riposta in una confezione dall’al- compare ne L’amica (1969) di Alberto Lattuada come arredo di
lure industriale nella quale erano compresi anche il gonfiatore rottura nella casa borghese di Lisa e Paolo, a sua volta industrial
a pedale e un kit per le piccole riparazioni. Poteva essere designer, protagonisti di una deliziosa storia di corna. Un
inserita nell’arredamento domestico con folgoranti oggetto iconico e per sempre, e che tuttavia definisce
effetti “a contrasto” con i mobili esistenti, ma fun- lo spirito di un’epoca ben precisa insofferente a
zionava benissimo anche all’aria aperta, in pisci- regole obsolete. Non per nulla Paolo Lomazzi
na o in mare. Fu da subito un successo, simbolo la chiama tuttora «la nostra bambina». FINE

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 219


STORI E .

Gli anemoni rock


di Kate Moss
I fiori nati dalle lacrime d’amore di una dea di ieri hanno ispirato una bellezza leggendaria di oggi.
Sono protagonisti delle CARTE DA PAR ATI glamour e hollywoodiane disegnate dalla supermodel britannica
per de Gournay, unendo un lato romantico e uno spirito più aggressivo.

di GAIA PASSI

Q
ualche volta la realtà supera l’immaginazione: può
accadere, per esempio, che Kate Moss disegni la carta
da parati per le stanze della nostra casa. Proprio lei:
la divina che nel 1990, sedicenne, ha rivoluzionato il
mondo della moda; la top model che ha stravolto i canoni classici
della bellezza; la cattiva ragazza delle passerelle che da tre decenni fa
discutere e innamorare. A 43 anni compiuti Miss Moss non finisce di
stupire: ora che ha deciso di dedicarsi all’interior design, al suo fianco
ha voluto Claud Cecil Gurney, fondatore del brand di home decor di
lusso de Gournay. «Abbiamo lavorato molto insieme, disegnando e
sperimentando: Kate è carismatica e divertente», rivela l’imprendi-
tore britannico. Da questo insolito sodalizio creativo è nata la carta
da parati Anemones in light. «Gli anemoni sono fiori portafortuna:
secondo la leggenda nacquero dalle lacrime d’amore di Afrodite per
Adone», spiega Jemma Cave, direttore creativo di de Gournay, che ha
seguito personalmente il progetto. «Kate ha voluto unire all’elemento
floreale un segno grafico forte ispirato all’art déco: raggi di luce
obliqui attraversano la composizione donandole uno straordinario
movimento». Il disegno rispecchia la sfaccettata personalità della
Fantasie firmate. SOPRA: la carta da parati Anemones
designer: delicato e potente, romantico con un tocco rock, contem-
in light, disegnata da Kate Moss in collaborazione
poraneo e rétro. «Ho amato i pomeriggi di pace trascorsi a dipingere
con de Gournay e dipinta a mano. SOTTO: la sala
da bagno dell’appartamento londinese di Kate Moss, insieme a Jemma, sorseggiando Lapsang Souchong (tè affumicato
decorata con la carta da parati Anemones in light cinese, ndr). E mi ha sorpreso la soddisfazione che ho provato mentre
della tonalità Dusk, giocata su colori crepuscolari. srotolavo il primo pannello di carta da parati finito», racconta la
stilista e supermodel. Per il bagno

SIMON BROWN. NIKOLAI VON BISMARCK. STYLING ZOE BEDEAUX


della sua casa londinese, Moss ha
scelto la tonalità Dusk (crepusco-
lo): una palette monocromatica
sui toni del grigio che Claud Cecil
Gurney ha definito «glamour e
hollywoodiana». Per lei, «la carta
da parati ha il potere di donare ca-
lore e teatralità a una stanza. Può
sollevare l’anima e trasportarti
in un altro luogo». Quel luogo,
per esempio, in cui Kate Moss in
carne e ossa disegna una carta da
parati per casa tua. FINE

220
WHO’S WHO
Kate Moss (Londra, 1974) è una
delle modelle più famose al mondo.
Musa ispiratrice dei più grandi
stilisti, dal 1990 a oggi è comparsa
su oltre 300 copertine: il suo stile
iconico ha rivoluzionato i canoni
estetici della moda e della fotografia.
STORI E .

I segni del progetto


Mai uguale a se stesso e allergico alle mode, GIOVANNI MICHELUCCI , uno dei protagonisti
dell’architettura del ’900, ha disegnato tutto quello che ha costruito e ciò che non ha realizzato.
Con un tratto inconfondibile che rivive in un volume di recentissima pubblicazione.

di CESARE DE SETA

G
iovanni Michelucci (1891-1990) coltivò l’ars aedifi- penna dal 1935 agli anni ’80. Un corpus animato da uno spirito di
catoria non assecondando mai le mode. Un posto curiosità intellettuale e di verità formale che ci consentono d’en-
nell’architettura del ’900 se lo conquistò nel 1933-35, trare nell’alambicco del mago. Perché il disegno è una radiografia
quando, con un gruppo di allievi, vinse il concorso di quanto avverrà nel cemento o nel ferro. Michelucci disegna
per la Nuova Stazione di Firenze, la più bella stazione che cono- con lo spirito di libertà che animava l’architettura toscana dalla
sca per lo straordinario dialogo con l’abside medievale di Santa civiltà medievale in poi. Spesso, durante la conversazione, schiz-
Maria Novella. Il percorso professionale è lungo e tortuoso perché zava senza staccare la mano dal foglio. Conservo una sua Torre
mai aderente a una linea stilistica stabilita una volta per tutte. Campanaria che mi donò. Il suo fu un magistero estinto con la
La casa, la chiesa, il mercato, l’edificio commerciale, il teatro o digitalizzazione. Perché i disegni vivono di una loro vita, non
la banca sono punti di incontro con la città: luogo del dialogo in sono “reperti archeologici”. La chiesa di San Giovanni Battista
senso cristiano, filtro (non barriera), spazio aperto alla comuni- a Campi Bisenzio sull’autostrada del Sole è un esempio vibrante
tà. Michelucci disegnò tutto quanto ha costruito e quanto non del suo talento. La chiesa ha pianta libera, segnata dal percorso
è riuscito a realizzare. Due volumi della Fondazione Giovanni liturgico. Con straordinarie vele, rette da possenti scarniti alberi
Michelucci fanno scorrere sotto gli occhi i suoi schizzi a matita e a di cemento: uno spazio che allude alla capanna, scandita da una

222 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


3
ARCHITETTUR A DI PENNA
Sketch, disegni e acquerelli hanno
avuto un ruolo basilare nell’opera di
Giovanni Michelucci (1891-1990, a
destra). Ce lo rammentano due densi
volumi (il secondo di recentissima
pubblicazione) della Fondazione
Giovanni Michelucci (e altri enti)
2 curati da Andrea Aleardi e Nadia
Musumeci: Giovanni Michelucci.
Disegni 1935-1964 e Disegni dal
1965 ai primi anni ’80, Diabasis e
Settegiorni Editore. Di Electa poi,
sempre con molti disegni, è Giovanni
Michelucci e la sede della Contrada di
Valdimontone a Siena 1974-1977.

Spirito creativo. 1. Chiesa di San Giovanni Battista, Campi Bisenzio (Fi), autostrada
A1, Vedute prospettiche della tenda, 1963. 2. Studio per la Torre Campanaria della chiesa
dell’Immacolata Concezione di Longarone (Bl), 1968. 3. Progetto per monumento
a Michelangelo sulle Alpi Apuane, Veduta Parziale della copertura, 1973. 4. Giustificazione
di una forma=i percorsi. Studio per la chiesa di San Giovanni Battista, Campi Bisenzio, 1964.

grande aula che induce il pellegrino verso l’altare grazie alla ribas-
sata curva della copertura-tenda. Per le mura perimetrali ritorna
la pietra delle colline circostanti, perché in effetti questa ardita 4
capanna dai pavimenti “rocciosi” vuole essere parte integrante
COURTESY FONDAZIONE GIOVANNI MICHELUCCI

del paesaggio toscano. L’impatto della chiesa fu dirompente per


l’innovativa cifra linguistica che conferisce allo spazio interno un
sapore arcaico, una connotazione metastorica che è propria delle
grotte, delle fenditure e degli anfratti che segnano l’Appennino:
una poetica che non era di certo “neoespressionismo”, come scris-
se lo storico Manfredo Tafuri, ma piuttosto affine alla tematica
dell’Action Painting. La radicalità del gesto ha attinenze con la
cappella di Ronchamp di Le Corbusier, ma non per vocazione
formale quanto piuttosto per l’intenzionale e vigorosa volontà di
rifiutare ogni forma progettuale costruita sulla geometria. FINE

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 223


STORI E .

Piccolo grande mondo


A Milano il pittore GIANCARLO VITALI è protagonista di un grande progetto espositivo in più sedi (Palazzo Reale,
Castello Sforzesco, Museo di Storia Naturale, Casa del Manzoni) che raccontano ognuna la poetica del maestro
da un punto di vista differente. Con la complicità di un figlio pittore e di un grande regista.

di ELENA DALLORSO

T
ime out, ovvero gioco fermo. Nelle 4 sedi di Palazzo del padre Giancarlo e un Autoritratto. «La scommessa nel curare
Reale, Castello Sforzesco, Casa del Manzoni (con l’al- una mostra su mio padre è stata quella di riuscire a racconta-
lestimento del regista Peter Greenaway) e Museo di re anche quello che io penso della pittura. E di rispondere alla
Storia Naturale di Milano fino al 24 settembre sono domanda: nella confusione dell’arte contemporanea c’è posto
esposte le opere di Giancarlo Vitali, ottantasettenne di Bellano, per opere che provengono da un angolo di mondo e narrano di
figlio di pescatori che per oltre 70 anni ha ininterrottamente piccole cose, affetti familiari, lavori umili?», dice Velasco Vitali.
dipinto («C’è voluto molto tempo, anni, perché potessi accettare La risposta parrebbe essere sì, dal momento che chi le osserva le
di essere un pittore, una sorta di privilegiato»), in un viaggio che trova universali. «In molti hanno detto che, qualunque soggetto
parte dai primi quadri degli anni Quaranta, già apprezzati da abbia dipinto, ho fatto sempre dei ritratti. Anche nel caso di una
Carlo Carrà, passando per le opere degli anni ’80 e ’90, esaltate rosa, un pollo o un melograno. Ho sempre avuto il bisogno di
STUDIO BORLENGHI

da Giovanni Testori, fino all’ultima produzione. “Giancarlo Vitali. raccontare l’umanità intorno a me e, così facendo, credo di aver
Time Out” è curato da Velasco Vitali, figlio di Giancarlo e artista dipinto con lo stesso sguardo anche ciò con cui ha a che fare
egli stesso. Non a caso la grande retrospettiva di Palazzo Reale questa umanità nel quotidiano. E l’umanità di un paese in fondo
è chiusa da un doppio dipinto su tavola di Velasco, un Ritratto è in piccola scala quella del mondo intero», spiega Vitali. FINE

224 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


2

A CASA DEL MANZONI CON PETER GREENAWAY


Com’è nato il suo allestimento della mostra di Giancarlo soffocando l’evidenza di quel passato e l’ambiente emotivo.
Vitali alla Casa del Manzoni? Per farla diventare la casa di Giancarlo Vitali, abbiamo portato
«Non amo le gallerie con i muri bianchi, neutri, gli spazi lì molti dei suoi dipinti e creato delle mise en scène della sua
artificiali. Nessuno vive in un posto così. Volevo uno spazio vita, delle sue relazioni sociali, della natura del Lago di Como».
vissuto, con odore e polvere, angoli bui, dove si dorme davanti Da quali particolari è fatta una casa?
a un camino crepitante, un posto dove rifugiarsi a piangere, «Dalla presenza di una famiglia, abiti, cibo, tavole imbandite,
dove poter essere malati senza sentirsi in colpa, con tracce pace, sicurezza, ordine personale, l’ idiosincrasia con cui sono
evidenti di bambini felici, pavimenti scricchiolanti, muri disposti i mobili, sono fatti i letti, sono appese le tende, sono
scrostati, porte che non si chiudono bene, non un museo. La messi in ordine i piatti, da come cigolano le porte e i pavimenti
Casa del Manzoni, di certo più bella, più ricca e più borghese scricchiolano di notte, il movimento della luce, la geografia
di quella di Vitali e abitata un centinaio di anni prima, ha le del possesso e il rispetto che si dà alla privacy, l’ idea
caratteristiche di una casa di famiglia dove la vita si svolgeva dell’ interior in contrasto con l’esterno, le associazioni intime,
tra le pareti 24 ore al giorno tra pace domestica e normali le combinazioni di tutti questi ingredienti, che si possono
ansie famigliari. La Casa del Manzoni è diventata un museo, ricordare quando si è lontani da casa».

3 4

Artisti in un interno. 1. Velasco Vitali e Peter


Greenaway davanti al Ritratto-autoritratto (recto)
del padre dipinto nel 1988. 2. Uno degli allestimenti
di Casa del Manzoni, curati da Peter Greenaway.
3. Pesci decorativi, olio su tavola (2009). 4. Una delle
sale dell’antologica “Time Out” a Palazzo Reale,
con i dipinti che raccontano il Macello (del 1988).

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 225


STORI E .

226 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


STORI E .

Il calice
è solo l’inizio
Il piacere del vino è soltanto una delle prerogative del FR ANCIACORTA ,
percepito come un’esperienza complessa, che parte col gusto
per evocare la storia, la cultura e un’arte di vivere tutta italiana.

di MARIO GEROSA

C
i sono tre grandi prospettive storiche per descrivere
Tradizione di qualità. la fama e lo sviluppo del vino Franciacorta. La pri-
IN ALTO: un vigneto ma fa riferimento al XVI secolo e testimonia l’antica
a Clusane, frazione vocazione per la cultura del vino di questo territorio
di Iseo. SOTTO: Vittorio generoso che si estende tra Brescia e il Lago d’Iseo. La seconda
Moretti, presidente
vede, nel giro di poco più di mezzo secolo, l’incessante sviluppo
del Consorzio per la
tutela del Franciacorta. di un’eccellenza tutta italiana. Una stagione di successi iniziata
A SINISTRA: una cantina nel 1961, al tempo del Boom economico, quando undici aziende
della Franciacorta. della zona iniziarono a produrre duemila ettolitri di Francia-
corta. Una stagione felice, rinvigoritasi
nel 1967, allorché la zona della Francia-
corta fu riconosciuta Denominazione di
origine controllata, poi nel 1990, con la
creazione del Consorzio per la sua tutela,
e culminata nel 1995, quando il Francia-
corta, il primo vino italiano prodotto con
il metodo della rifermentazione in botti-
glia, ottenne la Denominazione di origine
FLAVIO PAGANI. ALDO PAVAN

controllata e garantita.
La terza, grande prospettiva storica
è quella che ha portato il Franciacorta
oltre i nobili confini del vino e l’ha tra-
ghettato nel mondo del lifestyle. Infat-
ti, oggi, dire Franciacorta significa ZZ

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 227


STORI E .

Lifestyle. A SINISTRA DALL’ALTO: Palazzo grande Calini-Maggi


a Calino, in provincia di Brescia, costruito nel XVI secolo, arricchito
da affreschi di Lattanzio Gambara. Aymo Maggi, uno dei proprietari
della storica dimora, negli anni Venti fu tra i promotori
della Mille Miglia, la celebre gara automobilistica. Un momento
della vendemmia. Il nuovo calice Franciacorta, a forma di tulipano
arrotondato, con il gambo molto sottile, presentato nel 2011.

evocare un territorio ricco di suggestioni, di storia, di cultura e


di gusto per il buon vivere, dove il calice a tulipano rappresenta
solo l’inizio di un’esperienza ricca e complessa. Quando si par-
la di Franciacorta, non si fa riferimento soltanto a un vino da
intenditori, diventato di moda, ma si pensa anche alle zone cui
è legato, alle tante identità e alle molteplici tradizioni di luoghi
assai piacevoli e ospitali.
Come spiega Vittorio Moretti, presidente del Consorzio per la
tutela del Franciacorta, «esiste un profondo connubio tra il vino
e il territorio, e dunque tra il Franciacorta e la Franciacorta. Lo
sviluppo vitivinicolo nel nostro territorio si è accompagnato a
una valorizzazione della proposta turistica, indirizzandosi a
un pubblico che sa apprezzare l’eleganza e lo charme. Sotto
il profilo paesaggistico siamo fortunati: le colline vitate che
digradano verso il lago di Iseo sono uno scenario di grande bel-
lezza, cui si aggiungono importanti testimonianze di arte, storia
e cultura. Personalmente ho sempre creduto nella possibilità
che questo territorio potesse esprimere l’eccellenza anche sotto
il profilo dell’accoglienza. E l’azione dell’associazione Strada
del Franciacorta è stata fondamentale per mettere a sistema
tutte le risorse del territorio». Si delinea quindi un mondo, che
gravita attorno al vino, fulcro di un’esperienza multiculturale
a 360 gradi. Un vino che, come nota Moretti, «in questi anni è
riuscito a conquistare un posizionamento di assoluta eccellenza
sui mercati internazionali. Il percepito è quello di un nettare che
esprime eleganza ed equilibrio, oltre a essere particolarmente
digeribile grazie a un perlage di grande finezza. Il successo
ottenuto è frutto certamente, da un lato, dell’impegno e della
ricerca con cui i produttori si sono mossi, con un’attenzione
sia al lavoro in vigna che in cantina; dall’altro, del prezioso e
fondamentale supporto offerto dal Consorzio, che oggi conta
116 produttori tra piccoli e grandi, favorendo una promozione
del brand in Italia e all’estero, sostenendo la crescita complessiva
delle aziende e mantenendo alta l’asticella della qualità, grazie
a un disciplinare particolarmente severo». FINE

UN ANNIVERSARIO IMPORTANTE
Quest’anno ricorrono i 50 anni della denominazione del
FABIO CATTABIANI. ALDO PAVAN

Franciacorta. Il 16 e 17 settembre ci sarà il tradizionale


appuntamento con il Festival in cantina, durante il quale si
potranno visitare i vigneti e degustare i vini. Inoltre sono stati
studiati vari eventi. Tra questi, un convegno, in programma il 18
settembre, in cui verrà delineato il futuro della Franciacorta da
qui al 2027, grazie a un lavoro di ricerca guidato da Domenico
De Masi, che ha visto coinvolti oltre 35 produttori.

228 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Enrico Montecchi - Fabrizio Mariani
NABA - Nuova Accademia di Belle Arti, Milano.

25-29 SETTEMBRE 2017

promosso da

CONFINDUSTRIA CERAMICA

in collaborazione con

organizzato da

Biglietto omaggio: segreteria operativa


www.cersaie.it/biglietteria Promos srl
ENGLISH TEXTS.
p.124 Genius loci architectural substance». Damaged doors and casements were replaced
using local materials, including recycled items. The ceilings were repaired
IN MOROCCO THE RESIDENCE OF A CONTEMPORARY ART and painted in their original color. «We also found frescoes, which have
COLLECTOR REINTERPRETS THE POETICS OF MINIMALISM. been restored. The floors are in handmade tile from Morocco, and we
added fireplaces based on the model of the one in the kitchen, in a con-
words MARIO GEROSA – photos GIORGIO BARONI temporary interpretation. We had to add the chimneys, because when
the house was built they were not utilized in this region. The lighting
Today it is no longer possible to simply speak of Minimalism: there are
is also new. Luca Turrini, who has worked for Artemide and Flos, did a
all kinds of nuances that build on an established trend. As can be seen in
great, very discreet job».
this house in the medina of Taroudant, in Morocco, south of Marrakesh, a
The operation also relied on the help of the designer Draga Obradovic and
residence with a clearly defined identity, where white lime or powder-tone
the architect Stefano Guidotti. The old stables have become rooms and
walls bring out the sculptural forms of the architecture, which seems to
suites. Each of the 12 guestrooms has been named for a Sicilian writer.
narrate a distant time.
All the furnishings, vintage or design, every object and its placement, are
«I discovered Taroudant by chance, thanks to an invitation from a French
the result of the deliberations of Elena, Draga and Stefano, a theater of
friend who has a home here», says Peter Blunschi, the owner, a private
everyday family life that can also be used to organize events, weddings,
investor of Swiss origin who spends his time in Morocco, Paris and Venice,
exhibitions. Or to welcome friends and their friends. Dimora delle Balze
and works on interior design for himself and his friends as a hobby. «I
is an earthly paradise, delicately nestled in this fascinating area of Sic-
took a buggy ride around the city, and when the driver saw my interest
ily. With a spectacular swimming pool and a garden that contains the
in the local architecture, he took me to see some houses». One of them
remains of ancient columns, on a series of green terraces like outdoor
was a dwelling made a century and a half ago that needed plenty of
salons. After years of work, everything is in place.
work, but clearly had the potential to become a fascinating home. For
Blunschi it was a classic case of love at first sight: «I bought the place on
the following day, without really understanding what a difficult project it
would be». Having activated a team of local artisans, the owner launched
p.144 East and West
a sweeping program of renovation that took 18 months. The goal was
KENZO TAKADA, A FASHION LEGEND WITH JAPAN IN HIS HEART,
to «respect and restore the traditional Berber elements, while adding a
LIVES AND WORKS IN TWO (ALMOST) TWIN APARTMENTS IN PARIS,
touch of modernity, with very pure lines». The result is an original idea
of Minimalism contaminated by local tastes, evoked in certain details words RUBEN MODIGLIANI – photos MASSIMO LISTRI
and never brashly displayed. «I had the main patio covered with large
slabs of Carrara marble», Blunschi says. «For the rest, we focused on Two apartments, nearly twins, one for living, one for work. This is the
local materials: the internal walls are in tadelakt, a Moroccan stucco in solution Kenzo Takada, the legendary fashion designer, came up with for
earth tones, while the floors have been done with matte terracotta tiles». his own life. A solution affordable for but a few people, since the apartments
This is the enclosure in which to position works of art and furnishings are in a sober but luxurious building in Paris, with a view of the Tour Eiffel
that introduce notes of western taste, in a pleasant contrast with the from a small terrace above the two-story living area. The studio is on the
exotic accents of the forms and materials. «There are pieces by modern 4th floor, the home on the 6th. Both have grand pianos, because Kenzo
and contemporary masters like Robert Courtright, Van Dongen, Shirley really plays. At the age of 78 (though he looks much younger) he takes
Goldfarb, Olivier Premoli, Claudio Bravo and Igor Mitoraj», says Blunschi. lessons. He still loves to discover new things. Kenzo has always been an
«I brought lots of furniture from France, mostly by Christian Liaigre and explorer. Fascinated by apparel, he was one of the first males to enroll at
Jean-Michel Wilmotte, and some Dubreuil appliques. Other items are of Bunka College in Tokyo, a fashion school with a grand tradition. After
my own design, made by local craftsmen». graduating something unexpected happened: «The city was preparing
for the Olympics, and they demolished the building where I lived. I was
reimbursed, so I used the money to go to Paris». He went by sea, on a long
tour for a young man who had never been outside Japan: Hong Kong,
p.134 Today, like yesterday Saigon, Singapore, Bombay. He reached Marseille, and then Paris. The
year was 1965. «In those days Paris meant couture, young fashion was in
NOT FAR FROM NOTO, IN SICILY, A FARMHOUSE FROM THE 1800S,
London», the designer says. «But things were changing. Hippie, ethnic,
TRANSFORMED INTO AN EVOCATIVE HOME.
oriental trends. A great moment in which to get started». The rest is history,
words NICOLETTA DEL BUONO – photos MATTIA AQUILA a story of worldwide success.
In 1999 he announced his retirement, and in 2002 he made a series of
It all began 8 years ago. A farm estate between Noto and Palazzolo furnishings. One piece was a screen in lacquer and crystal designed for
Acreide, in Sicily. A sequence of courtyards, leading to the manor house Baccarat, now standing in his living room, with a Napoleon III méridienne
surrounded by an overgrown garden. «We bought it from a writer in and a gigantic geode. The wall is covered with drawings by Jean Cocteau.
September 2009», says Elena Lops, an entrepreneur in the fields of fash- In over 50 years Kenzo has moved many times, exploring different dis-
ion, design and now hospitality. «My husband is Sicilian, we have three tricts: «I used to live near the Bastille», he says. «Before that I was on
children and three grandchildren, and we have lived in many parts of Rue de Fleurus, not far from here. My first house was on the Rive Gauche.
Italy. We wanted a place for gatherings of family and friends. What could But one of my dreams was to live in Saint-Germain, so I got this space.
be better than this complex on a green slope in the Sicilian countryside? In the future I would like to try living by the Seine...». The need to roam
But it required lots of modifications». extends to travel, from which he returns with objects: totems from Borneo,
At Dimora delle Balze everything has been remade to make sure nothing Greek-Roman sculptures. To understand the joyful spirit of the world of
would change. After the project by Elena Lops one still senses the original Monsieur Takada, just look at the shelves over the fireplaces: dozens of
19th-century atmosphere, the same slow pace, aromas, colors, windswept vases with flowers, Japanese porcelain, little elephants, crystal Buddhas.
silence. «The place is magical, so the restoration tried not to disturb its And many photographs of beautiful, smiling people.

230 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


p.154 Under the cone innovative twists, of the two suites facing Place de la Concorde, known as
“Les Grands Appartements”: cream, mauve and peach (with floors in black
A CONTEMPORARY REINTERPRETATION OF THE ANCIENT TRULLI, and white marble) are the tones chosen by Lagerfeld to go with the light
AMIDST THE OLIVE TREES OF THE COUNTRYSIDE OF OSTUNI. gray walls. Tristan Auer has reorganized all the ground floor spaces with
a new, more intimate concept, from the check-in to the concierge desk, a
words BERTA ADLER – photos NATHALIE KR AG cigar room, a barbershop (Barber by La Barbière de Paris) and a hairdresser
(Hair Salon by David Lucas), not to mention the Brasserie d’Aumont and
A fatal encounter, by chance. Sonia Cocozza and Paolo Verde, the former
the L’Ecrin restaurant.
an architecture and design journalist, the latter an entrepreneur, use this
Chahan Minassian has taken a “residential” approach to the 5-star hotel:
phrase to describe the initial impact of Val d’Itria, an extraordinary part of
the Les Ambassadeurs bar in the Rococo room, a tearoom in the winter
Apulia. They immediately thought about finding a house there, persuaded
garden, an underground swimming pool which thanks to the light that
by the bright white villages, the gentle hills. As often happens, it was as
enters from the vivid courtyards created by landscape architect Louis
if the house had found them, not vice versa. A small cluster of trulli on a
Benech, avoids the gloom that often impacts basement zones. There are 114
hillside studded with olive trees. In the background, prickly pear cacti
rooms (including 33 suites) decorated by Cyril Vergniol, who has filled the
and vineyards. Extensive work was required to transform the place into a
18th-century shell with constant references to modern and contemporary
summer haven with a magical aura. The characteristic conical roofs needed
design. The architect Richard Martinet handled the historical restoration,
careful restoration, dismantled and reassembled like a construction game.
including the facade and the large halls on the second floor, the Salon Ma-
Other “cones” were added, using the traditional methods. For Sonia, respect
rie-Antoinette, Salon des Batailles and Salon des Aigles with its venerable
for this rural complex meant creating a synthesis of cultural heritage and
six-meter ceilings.
personal vision. One of the main criteria was to have all the spaces in open
contact with nature; another was simplicity, and a third was the use of
local materials and techniques. Finally, there was the desire to experiment,
adding glamorous touches to the design solutions.
p.170 Endless flair
«With these trulli», Sonia says, «I had a chance to enjoy operating as an
MONUMENTAL VANITAS, BIG PAINTINGS AND ICONIC DESIGN
interior stylist. I wanted spontaneous spaces. These rural buildings are
IN THE PORTUGUESE HOME OF PHILIPPE PASQUA.
the result of an architecture of necessity; they are minimal, but full of
potential. Listening to the place was important. Every room tells a story». words VÉRONIQUE GUILPAIN – photos DIDIER DELMAS
The circular form of the trullo dictated functional and aesthetic rules. The
architecture is there, but it is soft, understated, like the forms of nature. Well-proportioned spaces, clear geometric lines and modern taste, in the
The material choices enhance the spontaneous structure of the build- home of Philippe Pasqua, the French artist who lives and works at the
ings. The typical local limestone used for the original floor of the alcove gates of Lisbon. An avant-garde residence whose elegance is clearly in tune
has been joined by coatings of cement. Painted iron now clads, cuts and with the latest architectural trends. The artist was immediately struck
carves the external steps of the old alcove, masonry hearths and niches, by the personality of the place, and three years ago he decided it was the
deep window frames, wardrobes. The furnishings are harmonious, never ideal choice as a family home and studio. Surrounded by 30 hectares of
invasive, oriented towards design and innovative crafts. Local roots are vegetation, the house is joined by an atelier of 400 square meters, cov-
also reflected in an installation by the artist-architect Camilla Castaldo, ered with camouflage screen to blend into the surrounding landscape.
based on an idea by Sonia. «I wanted the spirit of Apulia to clearly stand The house was in perfect condition at the time of purchase, requiring
out everywhere. The interiors seemed to fit the bill, but for the outdoor only decorating. The rooms have high ceilings and original architectural
zones I needed new stimuli, combining landscape with the history and inventions that add a sculptural character. In the large spaces, works of
culture of the territory». So with Studio Talent of Ostuni, a green project art and design establish a perfect dialogue, while giant cacti – the only
was developed, framing the traditional white structures. plants allowed in the house – add an exotic touch.
Entirely clad in Brazilian stone, the house opens towards the garden
thanks to a large glass wall. It was designed by the owner himself, with
p.162 Très chic! the help of a Portuguese architect for the structural parts. The house and
studio are two absolutely different worlds. The first is very orderly, with
A NATIONAL MONUMENT IN PARIS, TRANSFORMED TO CONTAIN
a perfect balance of sculptures, paintings and furnishings, in rooms that
A 5-STAR LUXURY HOTEL BY A STAR-STUDDED CAST OF DESIGNERS.
blend different forms and colors. The studio is a place of creative disorder,
words ELENA DALLORSO – photos MASSIMO LISTRI where nothing can disturb this original talent who has found his own
path on the art scene for the past two decades, with exhibitions all over
It takes courage to approach the regeneration of a legend of Paris, one of the the world in leading galleries and museums.
two buildings ordered by Louis XV to make one side of Place de la Concorde, In his atelier, Pasqua finds inspiration in the midst of chaos, and can also
commissioned to Ange-Jacques Gabriel, author of the Petit Trianon and enjoy the distractions of television, backgammon and films, comfortably
the most successful architect in the kingdom back in 1758. A magnifi- seated on his Eames Chair. He spends most of the day in this refuge,
cent example of French neoclassicism, with its Corinthian colonnade and working intensely from dawn to dusk.
sculptures by Coustou, the facade of Hôtel de Crillon (just reopened after His monumental canvases of bodies and faces are violent, powerful,
four years of work, managed by Rosewood Hotels & Resorts) is a national striking. Pasqua also sculpts gigantic vanitas in Carrara marble, as
monument, where several spaces and a large staircase have remained intact. well as skulls of mammals in bronze. For the exhibition “Borderline” at
«The marble, mirrors and period rooms are the same, but the atmosphere the Oceanographic Museum of Monaco (until 30 September), he has
has changed», says the art director Aline Asmar d’A mman, of the studio created seven monumental sculptures. Pasqua’s work is also featured
Culture in Architecture based in Paris and Lebanon, who coordinated the in a solo show at the Zemack Gallery in Tel Aviv, until the end of July,
interior designers Tristan Auer, Chahan Minassian, Cyril Vergniol and while another show is slated for May-September 2018 at Domaine de
Karl Lagerfeld. The latter did the decor in 18th-century style, but with Chamarande, Île-de-France. THE END

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 231


AD. INDIRIZZI

DISCOVERIES da pag. 43:


D au i.it B ETT aste oetto.it B LAFF o a i.it A INA cass na
n t e USA: Con é Nas
c HA E , c ane .com; HRI TIE risties.com; D LCE ABBAN hairman Emeritus: S.I. Newhouse Jr.
dolce abbana.it; RI 2 fri o2000.net; IL P NT onteonline.com; resident & Chief Executive Officer: Robert A. Sauerber , Jr.
B mbandf.com ME , ome awatches.com; PAND LFIN andolfini rtistic Director: nna Wintou
t HILLIP , www. hilli s.com; CHL SS SCHA ENSTEI schauenstein.ch n other countries: Condé Nast Internationa
WAN , swann a eries.com; WAR VSKI swarovs i.com TIFFANY Chairman and Chief Executive: Jonathan Newhous
tiffan .it; ANNENES wannenes rou .co Presi ent an C ief Digita Officer: Wo fgang B a
xecutive Vice President and Chief Operatin Officer: James Woolhous
FOCUS da pag. 85: xecutive Committee: Wo fgang B au, Nic o as Co eri ge, Moritz von Laffert, Jonat an New ouse
Xavier Romatet Elizabeth Schimel James Woolhouse
AME , amesdesi n.de; B XTE baxter.it ESP KE S FA L ND N President, New Markets and Editorial Director, Brand Development: Karina Dobrotvorska
es okesofalondon.co.uk; BL STATI blastation.com B-LI E b-line irector of Finance an Strategy: Jason Mi e
t NALD bonaldo.it B TTE A ADD botte a adda.it; ARL irector of Ac uisitions and Investments: Moritz von Laffer
o ue Di ital Director: Jamie Jounin
HANSEN & S car ansen.com CATTELAN ITALIA catte anita ia.com
IARM LI UEDA STUDI , c studio.it; C L colos.it CTRLZAK ART loba
DESI N ST DI ctrlzak.com DE A TELL decastelli.it IALMA BR WN Presi ent, Con é Nast E-commerce: Franc Za a
dialmabrown.it LAMANT flamant.com FERM fermob.com C S
focus-camini.it F RESTIE forestier.fr NFINITI infinitidesi n.it; A UERCIA
21, la uercia21.it; ADE IN DESI N ITALI madeindesi n.it; MAI RI DESI Vo ue, Vanit Fair, Glamour, Brides, Self, GQ, GQ St le, The New Yorker,
maiori.com MAIS NS D M ND maisonsdumonde.com ARI CA ondé Nast Traveler, Allure, AD, Bon Appétit, Epicurious, Wired, W, Golf Di est,
I ST , marioluca iusti.it; M Z mcz.it MI DCRAF mindcraftexhibition o f Wor , Teen Vogue, Ars Tec nica, T e Scene, Pitc for , Bac c anne
com SB RNE LITTL osborneandlittle.com APPELI a elina.com; K
Vo ue, House & Gar en, Bri es, Tat er, T e Wor of Interiors, GQ, Vanit Fair,
PRIMARK H M rimark.com; R BERT I VANNIN roberto iovannini ondé Nast Traveller, Glamour, Condé Nast Johansens, GQ St le, Love, Wired,
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LT , timoth oulton.com; ER A E versace.com ESSEL ALLERY Vo ue, Vo ue Hommes International, AD, Glamour, Vo ue Collections, GQ, AD Collector,
vesselgaller .com; NEWTREN , v newtrend.it Vanity Fair, GQ Le Manue u Sty e, G amour Sty
tal
PORTFOLIO da pag. 103: Vo ue, L’Uomo Vo ue, Vo ue Bambini, Glamour, Vo ue Sposa, AD, Condé Nast Traveller,
A EN , a ena rou . t; RTEMID artemide.it X LI H axoli ht.it; Q, Vanity Fair, Wire , Vogue Accessory, La Cucina Ita iana, CNLiv
BA AR baccarat.it BE EMAN EL AR AN , emanuel a ano.com; CA German
D B bocadolobo.com A AMAN casamance.com HRI TIAN ogue, GQ, AD, G amour, GQ Sty e, Myse f, Wire
FI HBA HE fischbacher.com NTARD contardi-italia.com LITI elitis. pai
fr L flos.com NTANAARTE fontanaarte.com SCARINI foscarini. Vo ue, GQ, Vo ue Novias, Vo ue Niños, Condé Nast Traveler, Vo ue Colecciones,
Vogue Be eza, G amour, AD, Vanity Fai
com C NE L C iconeluce.com DE L L ideal-lux.com N MA RER
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n o-maurer.com; TALIAN WALLC VERIN S TECN RAFIC , tecno rafica ogue, GQ, Vogue Gir , Wire , Vogue We ing
ne RM karmanitalia.it E C leucos.com L EPLA luce lan
Taiwa
com ARTINELLI L CE martinelliluce.it MASIER , mas ero rou .com; Vo ue,
c L CE oluce.com SB RNE LITTL osborneandlittle.com E
M xi n L in Am ri
entali ht.it; R TALIAN rotaliana.com BELL rubelli.com AHC sahco o ue Mexico and Latin America, Glamour Mexico and Latin America, AD Mexico,
com SI MAL , si mal2.it; F RZIN ILL MINAZI NE sforzinilluminazione Q Mexico and Latin America, Vanit Fair Mexic
com LAM , slamp.com; T RREMAT orrema o. com IST S stos ndi
t ZIMMER+R HD zimmer-ro e.com ALL DEC wa an eco.com ogue, GQ, Con é Nast Trave er, AD

BACKSTAGE da pag. 180: Published under oint Venture


r zil Vo ue, Casa Vo ue, GQ, Glamour, GQ St l
CC ucc .com; RM N armanita ia.it ENNETH C B NP E ussia Vogue, GQ, AD, G amour, GQ Sty e, Tat er
kennethcobon ue.com; K SE kosemilano.com IBRIDE ibride.fr PA ZER
anzer . t; EEB eeboo.com; ICHARD IN R , richard inori1735.com;
r i Vogue, Vogue Living,
BERT I VANNIN roberto iovannini.com/it; LID slidedesi n.it; ulgaria Glamou
in Vogue, Se f, AD, Con é Nast Trave er, GQ, GQ Sty e,
AD YACHT PREVIEW da pag. 185: Brides, Condé Nast Center of Fashion & Desi n, Vo ue M
AZIMU BENETTI GROUP, it.azimut achts.com; A LIETT ba lietto zech Republic and Slovakia La Cucina Italian
ungary G amou
om C -CERRI CA TIERI AVALI cerricantierinavali.it C DECAS celand Glamou
odecasa achts.com; VERMARINE , overmarine.com, mangusta achts orea Vo ue, GQ, A ure, W
om ISA R L ERI isaoro o eria.com; RIVA FERRETTI GROU r va i l E Condé Nast Traveller, AD, Vo ue Café at The Dubai Mall, GQ Bar Dubai, Vo ue
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Il designer degli orologi illustrati nell’articolo “Cucù new st le” alle pagine 76-77
dello s eciale AD WATCH alle ato al numero 432 di D è MARC MARZINI Direttore Res onsabile: Ettore Mocchetti. Co right © 2017 er le Edizioni Condé Nast. Registrazione del Tribunale di Milano
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