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LA TEMPERATURA E IL CALORE

ARGOMENTI TRATTATI

1. LE SENSAZIONI TERMICHE
2. COME CONFRONTARE LE SENSAZIONI TERMICHE
3. UNA NUOVA GRANDEZZA FISICA: LA TEMPERATURA
4. LA DILATAZIONE TERMICA DEI SOLIDI
5. LA DILATAZIONE TERMICA DEI LIQUIDI
6. LA DILATAZIONE TERMICA DELLE SOSTANZE AERIFORMI
7. COME CONFRONTARE LE TEMPERATURE IL TERMOSCOPIO
8. IL TERMOMETRO
9. LE SCALE TERMOMETRICHE
10. COME USARE IL TERMOMETRO
11. DENTRO LA MATERIA
12. LAGITAZIONE TERMICA DELLE MOLECOLE
13. LENERGIA TERMICA
14. UN MODO PER AUMENTARE LA TEMPERATURA DI UN CORPO
15. UN ALTRO MODO PER AUMENTARE LA TEMPERATURA DI UN CORPO
16. LEQUILIBRIO TERMICO
17. IL CALORE
18. LA TEMPERATURA E IL CALORE
19. LA PROPAGAZIONE DEL CALORE NEI CORPI SOLIDI
20. BUONI E CATTIVI CONDUTTORI DEL CALORE
21. LA PROPAGAZIONE DEL CALORE NEI LIQUIDI
22. LA PROPAGAZIONE DEL CALORE NEGLI AERIFORMI
23. LIRRAGGIAMENTO
24. LA RELAZIONE TRA IL CALORE E LA TEMPERATURA
25. LA RELAZIONE TRA IL CALORE E LA MASSA
26. IL CALORE SPECIFICO
27. COME SI MISURA IL CALORE

N Esperienze eseguibili: 23

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LA TEMPERATURA E IL CALORE

ELENCO DEL MATERIALE

N. Descrizione Cod.
1 Asta con clip 0012
1 Cordicella 0015
1 Tubetto di vetro con il tappo 0027
1 Morsetto doppio 0159
1 Flacone di alcol denaturato 1022
1 Palloncino di gomma 1221.1
1 Righello 1224
1 Sostegno a treppiede 2004
5 Anellini di gomma 2015
1 Contagocce 2024
1 Bruciatore ad alcol 2072
1 Dilatoscopio volumetrico 2076
10 Candeline 4065.A
1 Portacandele 4065.B
1 Pinzetta 6385
1 Confezione di segatura 6386
1 Base con asta 6387
1 Calorimetro 6389
1 Verga di alluminio 6390
1 Piattina di alluminio forata 6391
1 Cilindro di neoprene 6392
1 Campione di alluminio 6393
1 Modello molecolare 6394
1 Blu di metilene in polvere 6403
1 Reticella spargifiamma F541/K
1 Tappo di gomma pieno G12.1
1 Termoscopio OFF1813
1 Confezione di 20 pallini di Piombo OFF8072
1 Cucchiaino in plastica OR1
2 Termometri ad alcol T22
2 Bicchieri 250ml V30
1 Bicchiere 400ml V31
1 Beuta 100ml V72
1 Bacchetta di vetro per agitazione V142
1 Box
Guida didattica

AVVERTENZA

Le piccole differenze tra le caratteristiche dei pezzi componenti la collezione e i disegni che li
rappresentano, sono giustificate dallaggiornamento tecnologico.

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LA TEMPERATURA E IL CALORE

DESCRIZIONE DEL MATERIALE

0012

0159
0015

1224 2015

1221.1
0027 2004
2072

6385 2076 4065.A Blu di metilene


2024 in polvere

6390 6403

4065.B
6391

6393

6392
G12.1
OFF8072
6387

T22

6389 OFF1813

V142
6394 OR1

F541/K

V72 6386 V31 V30 1022

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LA TEMPERATURA E IL CALORE

PREMESSA

IL BRUCIATORE AD ALCOL

Per le esperienze che vorrai eseguire, dovrai fare uso, come sorgente termica, del bruciatore ad alcol.
opportuno quindi che, per prima cosa, tu impari ad usarlo in modo corretto.
Il bruciatore ad alcol scomponibile in cinque parti (fig. 1):

1) il contenitore dellalcol, indicato con lettera A; C B


2) il portastoppino, indicato con la lettera B;
3) lo stoppino, indicato con la lettera C;
4) il regolatore dello stoppino, indicato con la lettera D; D
5) il coperchio, indicato con la lettera E.

A E

Per un corretto uso del bruciatore necessario eseguire le Fig. 1


seguenti operazioni.

Svita il portastoppino, come indicato in figura 2, poi introduci nel contenitore alcol denaturato, fino a riempire
quasi completamente il contenitore (Fig. 3).

Fig. 2 Fig. 3

Mediante il contagocce inumidisci con lalcol lo stoppino e regola la sua posizione in modo che sporga non
pi di due centimetri dalla parte superiore del portastoppino (Fig. 4).
Con uno straccetto detergi tutte le parti esterne del bruciatore da eventuali tracce di alcol e quindi, dai fuoco
allo stoppino.
Per lo spegnimento della fiamma non soffiare sullo stoppino ma, agendo sul regolatore, abbassa al minimo
lo stoppino e ricoprilo col coperchio (Fig. 5).

Fig. 4 Fig. 5

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LA TEMPERATURA E IL CALORE

1 LE SENSAZIONI TERMICHE

Quando entriamo in contatto con un oggetto estraneo, tramite la pelle, noi avvertiamo una sensazione
termica. Nel linguaggio quotidiano, per descrivere queste sensazioni relative allo stato termico dei corpi
vengono usati i termini caldo, freddo, tiepido, ghiacciato, bollente, ecc.
Se veniamo a contatto con due corpi diversi A e B, siamo in grado di valutare se A pi o meno caldo di B.
Una tale valutazione, per, piuttosto grossolana perch di carattere soggettivo, dal momento che varia da
persona a persona. Se, ad esempio, una persona che stata tutto il giorno al sole, si tuffa in mare, penser
che lacqua sia fredda. Unaltra persona, invece che stata sempre allombra, dir che lacqua calda.
Questa differenza di valutazione non capita tra persone diverse, ma anche per la stessa persona.
Puoi verificarlo con la seguente esperienza.

ESPERIENZA N. 1
Materiale occorrente: 3 bicchieri.

Nel primo bicchiere metti acqua che stata qualche ora in frigorifero; nel secondo bicchiere acqua prelevata
dallimpianto di riscaldamento; nel terzo bicchiere acqua prelevata dal rubinetto.
Per una decina di minuti, tieni un dito della mano sinistra nellacqua prelevata dal frigorifero e un dito
della mano destra nellacqua prelevata dallimpianto di riscaldamento (Fig. 1). Poi immergi le due dita
contemporaneamente nellacqua del rubinetto (Fig. 2). Col dito della mano sinistra proverai una sensazione
di caldo, mentre con quello della mano destra proverai una sensazione di freddo.

SENSAZIONE SENSAZIONE
DI CALDO DI FREDDO

ACQUA ACQUA ACQUA


FREDDA TIEPIDA CALDA

Fig. 1 Fig. 2

2 COME CONFRONTARE LE SENSAZIONI TERMICHE


La precedente esperienza dimostra che eseguire il confronto tra gli stati termici di due corpi, mediante i
nostri sensi non un procedimento scientifico, per due motivi:
in primo luogo, perch non oggettivo, dal momento che dipende dalla persona che lo esegue;
in secondo luogo, perch non quantitativo, in quanto non consente di sapere di quanto un corpo pi
caldo o pi freddo di un altro. Questo un problema che si presentato in altre situazioni.
Ricordiamo, ad esempio, che per confrontare quantitativamente la dimensione lineare di due corpi stato
necessario introdurre una grandezza fisica, la lunghezza, e costruire uno strumento per misurarla, il regolo
lineare;
Per confrontare quantitativamente le interazioni tra corpi diversi, stata introdotta come grandezza fisica, la
forza e si misurata con il dinamometro;
Per confrontare la quantit di materia di due corpi, si introdotta un altra grandezza fisica, la massa, e si
usata la bilancia a due piattelli per misurarla.
La fisica piena di situazioni di questo tipo, che sono sempre risolte introducendo nuove grandezze fisiche
e definendo lo strumento con il quale misurarle.
Anche per rendere scientifico il confronto tra le sensazioni termiche necessario introdurre una nuova
grandezza fisica, la temperatura.

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LA TEMPERATURA E IL CALORE

3 UNA NUOVA GRANDEZZA FISICA: LA TEMPERATURA


Espressioni comunemente usate nel linguaggio quotidiano, come riscaldare o raffreddare un corpo, hanno
un significato molto vago, e mal si prestano ad essere usate nel linguaggio scientifico.
Questo il motivo per cui in fisica viene introdotta una grandezza, la temperatura, che consente di precisare
i precedenti concetti. Come ogni corpo ha un dato volume o un dato peso, cos caratterizzato da una data
temperatura. Lespressione: il corpo A pi caldo del corpo B, in fisica si esprime nel seguente modo,
il corpo A ha una temperatura pi elevata di quella del corpo B.
Riscaldare un corpo, significa aumentare la sua temperatura; raffreddarlo significa diminuire la sua
temperatura. Naturalmente, come ogni altra grandezza fisica, anche la temperatura va definita in termini
operativi, cio devono essere specificate le operazioni pratiche, mediante le quali sia possibile misurarla.

4 LA DILATAZIONE TERMICA DEI SOLIDI

Quando si trattato di misurare lintensit delle forze, stato preso in considerazione uno degli effetti che
una forza provoca su un corpo al quale viene applicata: leffetto di deformazione. Il dinamometro, che serve
a misurare lintensit delle forze, si basa proprio su questo fenomeno.
In modo analogo per misurare le temperature viene comodo utilizzare uno dei tanti fenomeni provocati
dallaumento di temperatura: la dilatazione termica.
Salvo casi eccezionali, quando la temperatura di un corpo aumenta, (cio quando viene riscaldato), aumenta
pure il suo volume. Puoi verificarlo con la seguente esperienza.

ESPERIENZA N. 2
Materiale occorrente: 1 dilatoscopio volumetrico; 1 bruciatore ad alcol.

Tenendo con una mano lanello che fa parte del dilatoscopio, puoi verificare che la sfera metallica passa
agevolmente attraverso il foro, come mostrato in figura 3. Se riscaldi la sfera sulla fiamma del bruciatore ad
alcol, per qualche minuto (Fig 4), noterai che la sfera non passa pi attraverso il foro dellanello, perch, il
suo volume aumentato a causa dellaumento della sua temperatura (Fig. 5). Quando la temperatura ritorna
al valore iniziale, la sfera riprende le suo dimensioni primitive e passa di nuovo attraverso lanello.


Fig. 3 Fig. 4 Fig. 5

Una notevole applicazione pratica del fenomeno della


dilatazione termica, si ha nei binari ferroviari.
I vari tronchi di rotaia, infatti, sono collegati in modo che tra
luno e laltro, rimanga una distanza che varia da uno a due
centimetri (Fig. 6).
Se non si usasse questo accorgimento, nella stagione estiva,
quando la temperatura sale, i binari si incurverebbero, non
trovando sfogo al loro allungamento.
Fig. 6

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LA TEMPERATURA E IL CALORE

5 LA DILATAZIONE TERMICA DEI LIQUIDI


Con la precedente esperienza hai potuto verificare che un aumento di temperatura provoca la dilatazione
dei corpi solidi. Con la seguente esperienza ti potrai rendere conto che tale fenomeno riguarda anche i corpi
liquidi.

ESPERIENZA N. 3
Materiale occorrente: 1 beuta; 1 tubetto lineare col tappo; 1 bruciatore;
1 treppiede; 1 reticella; 2 anellini di gomma; 1 pinzetta; blu di metilene.
1 bicchiere 250ml.

ATTENZIONE:
IN QUESTA ESPERIENZA CONVIENE CHE LACQUA CONTENUTA NELLA BEUTA SIA COLORATA.
LA PUOI OTTENERE SCIOGLIENDO QUALCHE GRANELLO DI BLU DI METILENE.
NON TOCCARE QUESTO COLORANTE CON LE DITA, MA SERVITI ESCLUSIVAMENTE DELLA
PINZETTA, NE BASTA UNA PUNTINA.

Nel bicchiere prepara circa 200ml di acqua colorata e con questa riempi la beuta, in modo che il livello del
liquido si trovi a circa mezzo centimetro dal bordo della beuta. Infila quindi il tappo col tubetto nel collo della
beuta e premi in modo che non rimangano imprigionate bolle daria, e il liquido salga cos nel tubetto. In
corrispondenza del livello raggiunto disponi un anello di gomma come mostrato in figura 7.
Completato il dispositivo di figura 8, accendi il bruciatore. Dopo circa 10 minuti, quando vedrai che il livello
del liquido nel tubetto giunto quasi al bordo superiore, spegni il bruciatore e disponi un secondo anellino di
gomma in corrispondenza del massimo livello raggiunto (Fig.9).

h2

h1

Fig. 7 Fig. 8 Fig. 9

DOMANDE
Come interpreti il fenomeno che hai osservato?
Una volta spento il bruciatore come varia la temperatura dellacqua?
Quale conseguenza comporta il ritorno della temperatura al valore iniziale?

8
LA TEMPERATURA E IL CALORE

6 LA DILATAZIONE TERMICA DELLE SOSTANZE AERIFORMI


Anche i gas, come i solidi e i liquidi, subiscono variazioni del volume, al variare della temperatura. Il fenomeno
facilmente visibile dal momento che, anche per piccole variazioni di temperatura, le variazioni di volume
sono rilevanti.
quanto potrai osservare con le seguenti esperienze.

ESPERIENZA N. 4
Materiale occorrente: 1 beuta; 1 tubetto lineare col tappo; 1 bicchiere 400 ml.

Infila il tappo col tubetto lineare nel collo della beuta, operando una certa pressione in modo da impedire che
si sfili (Fig. 10).
Esegui tale operazione piuttosto rapidamente, in modo da non riscaldare con le mani la beuta.
Preparato a parte il bicchiere pieno di acqua, afferra la beuta e tienila in modo che la parte terminale del
tubetto sia immersa nellacqua, come mostrato in figura 11. Potrai cos osservare delle bollicine di aria
formarsi nellacqua in prossimit del tubetto e affiorare, quindi, in superficie.

Fig. 10 Fig. 11

DOMANDE
Tenendo fra le mani la beuta che cosa hai provocato?
Come spieghi la formazione di bollicine di aria allinterno allacqua?
Che fenomeno hai osservato?

ESPERIENZA N. 5
Materiale occorrente: 1 palloncino di gomma; cordicella.

In una giornata di sole, gonfia con il fiato il palloncino di gomma e chiudi il suo ingresso con un tratto di
cordicella.
Se lo esponi al sole noterai che, col passare del tempo, il palloncino si ingrossa sempre pi, proprio perch
lirraggiamento solare provoca laumento della temperatura dellaria in esso contenuta e quindi la sua
dilatazione.
Puoi ottenere lo stesso risultato disponendo il palloncino su un termosifone caldo.

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LA TEMPERATURA E IL CALORE

7 COME CONFRONTARE LE TEMPERATURE IL TERMOSCOPIO


Il termoscopio costituito da un bulbo di vetro che termina con un tubicino capillare e nel quale viene inserito,
sotto vuoto, un liquido, che pu essere mercurio o alcol rosso (Fig.12).
Per comprendere come questo strumento consenta di eseguire un confronto qualitativo delle temperature di
corpi diversi, esegui la seguente esperienza.

ESPERIENZA N. 6
Materiale occorrente: 2 bicchieri da 250ml; 1 termoscopio; 1 base con asta;
1 asta con clip; 1 morsetto; 1 regolo lineare.

In un bicchiere metti 100 ml di acqua del rubinetto; nellaltro bicchiere metti 100 ml di acqua calda del
boiler. Poi, inserisci nel primo il termoscopio, utilizzando lapposito supporto, come mostrato in figura 13.
Dopo un paio di minuti, prendi nota del livello h1 raggiunto dal liquido termometrico nel capillare. Ripeti la
stessa operazione con lacqua contenuta nel secondo bicchiere, prendendo nota del livello h2 del liquido
termometrico. A questo punto, senza ricorrere al tuo senso tattile, sei in grado di stabilire quale delle due
acque ha una temperatura pi elevata. Infatti, in base al fenomeno della dilatazione termica, il confronto tra
le due temperature T1 e T2 si traduce in un confronto tra i due livelli h1 e h2 (Fig. 14)
Se
h1 < h2 allora T1 < T2

Vuoto

Capillare

Bulbo

Fig. 12 Fig. 13 Fig. 14

8 IL TERMOMETRO

Termoscopio una parola che deriva dalle parole del greco antico thermos (caldo) e skopia (osservazione).
Questo strumento, infatti, consente di vedere se un corpo pi caldo, o pi freddo, di un altro.
Non in grado, invece, di informare di quanto differiscono le loro temperature.
Lo strumento mediante il quale possibile misurare la differenze di temperatura il termometro.
Il termometro praticamente un termoscopio tarato, cio un termoscopio sul quale viene incisa una scala
graduata, in cui sono riportati i valori della temperatura secondo una determinata unit di misura.
La taratura richiede di poter disporre di due punti fissi, cio di due temperature che si mantengano
rigorosamente costanti. I due punti fissi sono: la temperatura del ghiaccio mentre fonde e la temperatura
dellacqua mentre bolle a pressione costante.
Puoi imparare come viene eseguita la taratura del termoscopio, eseguendo le seguenti esperienze.

ESPERIENZA N. 7
Materiale occorrente: 1 bicchiere; 1 termoscopio; 1 base con asta; 1 asta con clip;
1 morsetto; ghiaccio; 1 agitatore; 1 anellino di gomma.

Per determinare il primo punto fisso, procurati dei cubetti di ghiaccio, poi avvolgili in un panno e, mediante
un martello, riducili in piccoli pezzi. Metti il ghiaccio cos tritato in un bicchiere e aggiungi un poco di acqua.
Completa il dispositivo di figura 15, facendo in modo che il bulbo del termoscopio si trovi immerso nel miscuglio
di acqua e ghiaccio. Poi, mediante lagitatore, muovi lentamente il miscuglio.
10
LA TEMPERATURA E IL CALORE

Vedrai che il livello del liquido nel capillare del termoscopio scende lentamente, ma ad un certo punto,
si arresta stabilizzandosi. Disponi il primo anellino di gomma in corrispondenza di questa posizione, che
rappresenta il primo punto fisso.
100C Secondo punto
fisso

Primo punto
0C
fisso

Fig. 15 Fig. 16

ESPERIENZA N. 8
Materiale occorrente: 1 bruciatore; 1 treppiede; 1 reticella; 1 bicchiere da 250ml; 1 termoscopio;
1 base con asta; 1 asta con clip; 1 morsetto; 1 agitatore; 1 anellino di gomma.

Metti nel bicchiere circa 50 ml di acqua, preferibilmente distillata, a temperatura ambiente, poi completa
il dispositivo di figura 16 facendo in modo che il bulbo del termoscopio si trovi a met dellacqua. Acceso
il bruciatore, noterai che il livello del liquido nel termoscopio sale, ma quando lacqua inizia a bollire, cio
quando vedrai uscire delle bollicine in modo tumultuoso, la salita del livello si arresta. Disponi il secondo
anellino di gomma il questa posizione e spegni il bruciatore. Questo il secondo punto fisso.

9 LE SCALE TERMOMETRICHE
A seconda dei valori che vengono assegnati alle temperature dei due punti fissi, si hanno le diverse scale
termometriche.

Scala Celsius: temperatura del ghiaccio fondente = 0C


temperatura dellacqua bollente = 100C.

Scala Fahrenheit: temperatura del ghiaccio fondente = 32F


temperatura dellacqua bollente = 212F.

Scala Kelvin: temperatura del ghiaccio fondente = 273K


temperatura dellacqua bollente = 373K

La scala Celsius divisa in 100 parti, per cui viene anche definita scala centigrada. Viene usata in quasi
tutti i paesi nelle applicazioni quotidiane. La scala Fahrenheit divisa in 180 parti, per cui, avendo un
maggior numero di divisioni, a parit di intervallo di temperatura, pi precisa delle altre due scale. Si usa
esclusivamente nei paesi anglosassoni (Inghilterra; Stati uniti dAmerica). La scala Kelvin, come la scala
Celsius, divisa in 100 parti. Lo zero di questa scala, (0K), che corrisponde a - 273 gradi della scala
Celsius, viene definito zero assoluto in quanto non esistono in natura temperature inferiori. Si utilizza
esclusivamente in ambito scientifico.
Per passare dalla temperatura in scala Celsius alla temperatura in scala Fahrenheit si deve usare la seguente
relazione:
TF = 1,8 TC + 32

Per passare dalla temperatura in scala Celsius alla temperatura in scala Kelvin si deve usare la seguente
relazione:
TK = TC + 273

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LA TEMPERATURA E IL CALORE

10 COME USARE IL TERMOMETRO


Esistono in commercio vari tipi di termometro, a seconda delluso che se ne deve fare.
Quello di cui disponi per lesecuzione delle tue esperienze, si definisce termometro a liquido (Fig. 17). Nelle
abitazioni viene solitamente utilizzato il termometro da parete (fig. 18), oppure il termometro a massima e
minima, che rivela la temperatura massima e quella minima durante una giornata (Fig. 19).
Per quanto riguarda il termometro a liquido, una volta messo a contatto del corpo di cui si vuole misurare la
temperatura, importante attendere qualche minuto prima della lettura, in modo da dare tempo al termometro
di assumere la stessa temperatura del corpo

Fig. 17 Fig. 18 Fig. 19

Supponiamo, ad esempio che, dopo aver immerso il termometro nellacqua, il livello del liquido si arresti in
corrispondenza del numero 40.
Comunemente si usa dire che la temperatura dellacqua di 40C, ma opportuno precisare che il modo
corretto per esprimere un tale risultato il seguente:

la differenza tra la temperatura dellacqua e quella del ghiaccio fondente, 40 volte maggiore della
centesima parte della differenza tra la temperatura dellacqua bollente e quella del ghiaccio fondente.

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LA TEMPERATURA E IL CALORE

11 DENTRO LA MATERIA

Che cosa succede dentro la materia, quando si fa variare la temperatura?


I nostri sensi non ci consentono di rispondere a questa domanda. Per poterlo fare dovremmo disporre di un
potente microscopio, in grado di farci vedere allinterno della materia.
Vedremmo cos che la materia, indipendentemente dallo stato di aggregazione in cui si trova, (solido, liquido
o aeriforme), costituita da piccole particelle, le molecole, le quali rappresentano la pi piccola unit di
sostanza che possa esistere, conservando invariate tutte le propriet della stessa sostanza.
A loro volta le molecole sono costituite da particelle ancora pi piccole che sono gli atomi.
Per adesso a noi non interessa sapere cosa c dentro alle molecole. Per quanto riguarda le variazioni di
temperatura, possiamo considerare le molecole come minuscole sferette rigide, la cui disposizione e i cui
movimenti dipendono dallo stato di aggregazione della materia.
Consideriamo separatamente i tre stati della materia.

I solidi

Nella materia allo stato solido, le molecole sono fortemente legate tra loro, mediante una forza definita forza
di coesione, per cui sono disposte in modo ordinato e occupano delle posizioni fisse. Per questo motivo i
solidi, come ad esempio i metalli, sono duri e hanno volume e forma ben definiti.
Gli unici movimenti che le molecole possono fare sono delle piccole oscillazioni intorno alla posizione di
equilibrio (Fig. 20).
Se la temperatura aumenta, le oscillazioni diventano sempre pi ampie, ma fino a quando non viene raggiunta
la temperatura di fusione, le molecole non possono abbandonare la loro posizione di equilibrio.

Fig. 20 Fig. 21 Fig. 22

ESPERIENZA N. 9
Materiale occorrente: 1 modello molecolare della materia.

In ogni piccolo incavo praticato nella piattina di alluminio, inserisci una sferetta.
Ogni sferetta rappresenta una molecola (Fig. 21). Se agiti leggermente la piattina, puoi verificare che ogni
pallina esegue piccoli movimenti oscillatori, intorno alla sua posizione di equilibrio (Fig. 22). Ma fino a quando
la materia rimane solida, ogni molecola non pu cambiare la sua posizione.

I liquidi

ESPERIENZA N. 10
Materiale occorrente: 1 modello molecolare della materia.

Metti le sferette nella scatola trasparente e chiudila con il coperchio.


Adesso le sferette, che simulano le molecole di un liquido, non sono pi costrette a rimanere in una posizione
fissa, per cui, se agiti la scatola, le vedrai muoversi disordinatamente in tutte le direzioni, con velocit sempre
maggiore quanto pi violentemente agiti la scatola (Fig. 23).

Nella materia allo stato liquido, la forza di coesione molto debole, per cui le molecole si possono muovere
liberamente, in tutte le direzioni. Questo spiega perch i liquidi non hanno una forma propria. Hanno, per,

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LA TEMPERATURA E IL CALORE

un volume proprio, per cui le molecole devono sempre rimanere allinterno del volume del liquido (Fig. 24).
Aumentando la temperatura, le molecole diventano sempre pi veloci (Fig. 25).

Fig. 23 Fig. 24 Fig. 25

Gli aeriformi

Nella materia allo stato aeriforme, le molecole sono praticamente libere di andare dove vogliono, occupando
tutto lo stazio che hanno a disposizione. Le molecole dei gas che formano laria, ad esempio, noi non le
vediamo, ma vanno dove il vento le porta (Fig. 26). Come per i liquidi, anche per gli aeriformi, un aumento di
temperatura fa aumentare la velocit delle particelle (Fig. 27).

Fig. 26 Fig. 27

In fisica, il movimento delle molecole dentro la materia, viene definito agitazione termica delle molecole.

Si scoperto che lagitazione termica delle molecole di tutta la materia si arresta quando la temperatura
raggiunge il valore minimo di - 273,16C. (zero assoluto).

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LA TEMPERATURA E IL CALORE

12 LAGITAZIONE TERMICA DELLE MOLECOLE


Che le molecole di un liquido si muovano disordinatamente, puoi verificarlo con la seguente esperienza.
ATTENZIONE: ti serve una puntina di blu di metilene; non toccarlo con le dita, ma usa la pinzetta;
per lesperienza che devi eseguire ne bastano quattro o cinque granelli.

ESPERIENZA N. 11
Materiale occorrente: 1 bicchiere 250 ml; 1 pinzetta; blu di metilene.

Metti circa 200 ml di acqua nel bicchiere. Poi mediante la pinzetta lascia cadere nellacqua qualche granello
di blu di metilene, proprio una puntina della pinzetta (Fig. 28). Noterai che il colorante inizia a diffondersi,
in quanto le molecole dellacqua, nel loro movimento disordinato urtano le molecole del colorante, in tutte
le direzioni (Fig. 29). Dopo una ventina di minuti la diffusione sar completa e lacqua avr assunto un
colorazione uniforme (Fig. 30). Se poi, anzich acqua del rubinetto, utilizzi acqua calda, o disponi il bicchiere
su un termosifone, potrai notare che la diffusione del colorante pi rapida, proprio perch pi alta la
temperatura, pi veloce il movimento delle molecole dellacqua.

Fig. 28 Fig. 29 Fig. 30

13 LENERGIA TERMICA

Quando un oggetto qualsiasi si muove, in fisica si dice che ha energia cinetica.


Si dimostra che lenergia cinetica cresce con il quadrato della velocit. Questo significa che se la velocit
raddoppia lenergia cinetica diviene quattro volte pi grande, se la velocit triplica, lenergia cinetica diviene
nove volte pi grande e cos via. Quindi, anche le molecole della materia, dal momento che si muovono, sono
in possesso di energia cinetica. Lenergia cinetica delle molecole, e degli atomi, viene definita energia
termica.
Sopra lo zero assoluto, la materia ha sempre energia termica perch le molecole sono sempre in movimento.
Pi alta la temperatura di un materiale rispetto ad un altro, maggiore sar la sua agitazione termica e la
sua energia termica.

14 UN MODO PER AUMENTARE LA TEMPERATURA DI UN CORPO


Tutto quello che stato esposto fino ad ora, ha avuto lo scopo di farti capire che

la temperatura, la grandezza fisica che ci permette di eseguire un confronto quantitativo delle


sensazioni termiche; la grandezza fisica che si misura con il termometro; la grandezza fisica che
fornisce informazione sullenergia termica contenuta nella materia.

Rimane adesso da sapere come sia possibile aumentare la temperatura di un corpo. Vi sono vari modi.
Per esempio, luomo primitivo, per accendere il fuoco, strofinava tra loro due legnetti secchi (Fig.31). Se tu
dovessi martellare per qualche minuto un pezzo di ferro, provocheresti un aumento della sua temperatura
(Fig. 32).

15
LA TEMPERATURA E IL CALORE

Fig. 31 Fig. 32 Fig. 33

Ogni volta che si pratica un foro in un materiale, mediante un trapano, facile verificare che sia la punta del
trapano che il materiale si sono riscaldati a causa dellattrito (Fig. 33).

ESPERIENZA N. 12
Materiale occorrente: 1 termometro.

noto che dinverno, per scaldare le mani, basta sfregarle una con laltra per qualche minuto.
Afferra il termometro in modo che il bulbo contenente il liquido si trovi nel palmo della mano. Attendi un paio
di minuti e prendi nota della temperatura (Fig. 34) Poi, sfrega le mani una contro laltra, per qualche minuto
e ripeti la precedente operazione, con la stessa mano. Noterai che la temperatura aumentata di almeno
un grado centigrado (Fig. 35).

Fig. 34 Fig. 35

ESPERIENZA N. 13
Materiale occorrente: 1 beuta; 1 tappo di gomma; 1 termometro.

Introduci nella beuta circa 60 ml di acqua, prendi nota della sua temperatura, poi chiudila con il tappo di
gomma (Fig. 36). Dopo averla afferrata per il collo, agitala con energia, per circa dieci minuti (Fig. 37). Se alla
fine delloperazione misuri la temperatura dellacqua, noterai che aumentata di almeno un grado centigrado.
Strofinare due legnetti, martellare un metallo, fare fori con il trapano, sfregarsi le mani e agitare una beuta,
richiede lintervento di una forza con relativo spostamento, quindi richiede lesecuzione di lavoro. Possiamo,
allora, concludere che,

un modo per aumentare la temperatura di un corpo di eseguire su di esso del lavoro.

16
LA TEMPERATURA E IL CALORE

Fig. 36 Fig. 37

15 UN ALTRO MODO PER AUMENTARE LA TEMPERATURA DI UN CORPO

I modi descritti per innalzare la temperatura di un corpo, non sono certamente i pi comodi.
Se, ad esempio, ci serve dellacqua calda, sappiamo tutti cosa fare: basta disporre la pentola sulla fiamma di
un bruciatore a gas, oppure su una piastra elettrica.
Ma tu sai qual il vero motivo per cui, operando in questo modo, lacqua si riscalda?
Prima di rispondere ti conviene eseguire le seguenti esperienze.

ESPERIENZA N. 14
Materiale occorrente: 1 calorimetro; 1 campione di alluminio; 2 termometri;
1 bicchiere da 250 ml.

Il calorimetro un recipiente che consente lo studio dellequilibrio termico.


Come prima operazione, inumidisci con dellolio un termometro e infilalo nel tappo di gomma del calorimetro,
in modo che il bulbo disti circa 4 cm dal fondo.
Poi, metti nel calorimetro 200 ml di acqua calda, alla temperatura di circa 50C (Fig. 38).
Se puoi attingerla allimpianto termico, meglio; altrimenti mettila nel bicchiere e scaldala sul bruciatore.
Con laltro termometro misura la temperatura del campione di alluminio, tenendolo in posizione verticale,
come mostrato in figura 39. Poi, rapidamente, introducilo nel calorimetro, facendolo passare attraverso il
foro praticato nel coperchio (Fig. 40). Muovi lentamente lagitatore.
A questo punto, devi soltanto osservare i due termometri. Potrai cos vedere che la temperatura dellacqua
continua a diminuire, mentre quella dell alluminio continua a salire.
Dopo una decina di minuti noterai che le due temperature sono praticamente eguali, cio hanno raggiunto
quello che in fisica viene definito lequilibrio termico.

Fig. 38 Fig. 39 Fig. 40

17
LA TEMPERATURA E IL CALORE

16 LEQUILIBRIO TERMICO

Dallesperienza che hai appena eseguito, emerge un concetto estremamente importante:

mettendo a contatto un corpo a temperatura pi alta con un corpo a temperatura pi bassa, il corpo
pi caldo si raffredda, quello pi freddo si riscalda, fino a quando raggiungono entrambi la stessa
temperatura (equilibrio termico).

Nella precedente esperienza il corpo pi caldo era lacqua, quello pi freddo era la verga di alluminio. Ma,
attenzione,
ci che si propagato dallacqua allalluminio non sono le molecole dellacqua; soltanto un poco
dellenergia cinetica delle molecole dellacqua stata ceduta alle molecole dellalluminio.

Per comprendere come viene raggiunto lequilibrio termico, pensa al gioco del biliardo. Quando una palla
viene lanciata contro unaltra palla ferma, dopo lurto, la prima rimbalza con minore velocit, mentre la
seconda si mette in movimento. Quindi la palla che ha urtato ha perduto energia cinetica, quella urtata ha
acquistato energia cinetica (Fig. 41).
In conclusione la prima ha ceduto energia alla seconda.
Acqua
Alluminio

Fig. 41 Fig. 42

Nellesperienza eseguita, le molecole dellacqua, molto Prodotti


agitate a causa dellelevata temperatura, nei loro moti combustioni
disordinati hanno urtato gli atomi del cilindro di alluminio. + comburente
A causa di questi urti, le molecole dellacqua hanno perso
energia cinetica, mentre gli atomi dellalluminio hanno Fronte
acquistato energia cinetica, mettendosi ad oscillare pi della fiamma
rapidamente (Fig. 42).
La stessa cosa si verifica quando poniamo un recipiente di Altezza
acqua sulla fiamma di un bruciatore. della fiamma Prodotti
La fiamma non altro che un gas incandescente che si Combustione
produce durante la combustione, che una reazione + combustibile
chimica violenta tra lossigeno e il combustibile, che pu
essere solido (legno), liquido (alcol) o gassoso (metano). Comburente
La zona pi alta della fiamma costituita dai gas che Combustibile
si producono nella combustione, gas che si trovano a
temperature molto elevate, per cui le loro molecole urtando
contro il recipiente, cedono energia che dal recipiente viene
poi trasmessa allacqua in esso contenuta (Fig. 43).

Fig. 43

18
LA TEMPERATURA E IL CALORE

17 IL CALORE
Dunque, con le esperienze descritte nel paragrafo 14 stato mostrato che un modo per innalzare la
temperatura di un sistema fisico, che dallesterno venga eseguito lavoro su di esso. evidente che, se
fosse il sistema a compiere lavoro sullesterno, la sua temperatura diminuirebbe.
Con lesperienza 14 hai potuto verificare che esiste un altro modo per variare la temperatura di un corpo.
Se vogliamo innalzarla, basta metterlo a contatto con un corpo pi caldo.
Se vogliamo abbassarla, basta metterlo a contatto con un corpo pi freddo.
In questo modo viene attuato un trasferimento di energia termica da un corpo allaltro.
In fisica, lenergia che viene trasferita da un corpo ad un altro per effetto della differenza di temperatura
viene definita calore.

18 LA TEMPERATURA E IL CALORE
Purtroppo, nel linguaggio comune si fa spesso confusione tra la temperatura e il calore.
un grave errore, in quanto si tratta di due grandezze fisiche che si riferiscono a concetti completamente
diversi. Da tutte le precedenti esperienze emerso chiaramente che,
la temperatura una propriet dei corpi, che dipende dalla velocit con la quale si muovono i loro atomi
e le loro molecole; pi intensa lagitazione termica di queste particelle, pi alta la temperatura.

Invece,
il calore non una propriet dei corpi, perch rappresenta lenergia termica che si trasferisce da un
corpo a temperatura pi alta ad uno a temperatura pi bassa.
Per un principio fondamentale della natura, il cosiddetto principio di conservazione dellenergia,
lenergia termica ceduta dal corpo pi caldo deve essere eguale allenergia termica acquistata dal
corpo pi freddo.

Dal momento in cui i due corpi hanno raggiunto lequilibrio termico, ha termine il flusso del calore.
Parlare di calore, da questo momento, non ha senso. profondamente errato parlare di calore posseduto
dai corpi. Tutto ci che si pu dire che, ad equilibrio termico raggiunto, il corpo che era pi caldo ha ceduto
energia termica, quello che era pi freddo ha acquistato energia termica.
Il calore lenergia termica che transitata da uno allaltro.

19 LA PROPAGAZIONE DEL CALORE NEI SOLIDI


Se lestremit A di una verga metallica viene riscaldata sulla fiamma, si verifica un passaggio di calore dalla
fiamma alla verga (Fig. 44).
Il calore, poi, si propaga dal punto A in tutte le altre zone della verga.

Caldo Freddo

Calore

Fig. 44

19
LA TEMPERATURA E IL CALORE

Puoi verificarlo con la seguente esperienza.

ESPERIENZA N. 15
Materiale occorrente: 1 bruciatore; 1 piattina di alluminio forata; 1 candela;
1 treppiede; pallini di piombo.

Disposta la piattina di alluminio su un foglio di carta nella posizione indicata in figura 45, inserisci in ogni foro
un pallino di piombo. Poi, accesa la candela, fai colare una goccia di cera in corrispondenza di ogni foro, in
modo che i pallini di piombo non cadano.
A questo punto, completa il dispositivo di figura 46.

Fig. 45 Fig. 46

Una volta acceso il bruciatore, potrai notare che i pallini cadono, una alla volta, a mano a mano che il calore
trasmesso dalla fiamma si propaga lungo la verga, provocando lo scioglimento della cera.

20 BUONI E CATTIVI CONDUTTORI DEL CALORE


La propagazione del calore in un corpo solido, ha luogo con diverse velocit, a seconda del materiale di cui
costituita il solido.

Si definiscono buoni conduttori del calore i materiali nei quali la propagazione veloce.
Si definiscono cattivi conduttori del calore i materiali nei quali la propagazione lenta.

Puoi verificare la diversa conducibilit termica dei materiali con le seguenti esperienze.

ESPERIENZA N. 16
Materiale occorrente: 1 verga di alluminio; 1 verga di vetro; 1 bruciatore.
Dopo avere acceso il bruciatore, afferra la verga di alluminio ad una estremit e disponi laltra estremit sulla
fiamma del bruciatore. Mediate un orologio, misura dopo quanti minuti senti aumentare la temperatura della
verga di alluminio (Fig. 47). Ripeti la stessa operazione con la verga di vetro (Fig. 48).

Alluminio
Vetro

Fig. 47 Fig. 48

DOMANDE
Quale dei due materiali un buon conduttore del calore?
Quale un cattivo conduttore del calore?
I metalli sono buoni conduttori del calore?
Perch le pentole hanno i manici di materiale plastico?
20
LA TEMPERATURA E IL CALORE

Per quale motivo toccando la maniglia metallica di una porta si ha sensazione di freddo, mentre toccando la
porta di legno non si ha sensazione di freddo?
Tra i seguenti materiali, segna con una crocetta quelli che secondo te sono buoni conduttori del calore.

O il ferro; O lottone; O la bachelite; O il polistirolo espanso; O il sughero;

O il legno; O laria; O loro; O la lana di vetro; O il vuoto.

ESPERIENZA N. 17
Materiale occorrente: 2 bicchieri 250ml; 2 termometri; 1 cilindro di isolante.

Metti nei due bicchieri circa 150 ml di acqua alla stessa temperatura di circa 50C. Dopo avere avvolto uno
dei due bicchieri con lisolante, introduci in entrambi i bicchieri i termometri (Fig. 49).
Per circa mezzora, prendi nota ogni cinque minuti delle due temperature.
In quale dei due bicchieri lacqua si raffredda pi lentamente? Spiega perch.
Riporta in un grafico le temperature in funzione del tempo.

Fig. 49

21 LA PROPAGAZIONE DEL CALORE NEI LIQUIDI


Nel paragrafo 19 stato mostrato come il calore si propaga nei corpi solidi. Questo modo di propagarsi del
calore, si definisce propagazione per conduzione.
La propagazione del calore per conduzione caratterizzata dal fatto che non si verifica trasferimento di
materia.
La propagazione del calore nei liquidi ha luogo in maniera completamente diversa, in quanto, come stato
affermato, nei liquidi le molecole sono libere di muoversi.
Come il calore si propaga nei liquidi puoi capirlo eseguendo la seguente esperienza.

ESPERIENZA N. 18
Materiale occorrente: 1 bruciatore; 1 treppiede; 1 reticella; 1 bicchiere 400 ml;
1 cucchiaino; segatura.

Introduci nel bicchiere circa 400 ml di acqua del rubinetto; poi, spargi nellacqua mezzo cucchiaino di segatura
e agita col cucchiaino il miscuglio. Infine completa il dispositivo di figura 50, e accendi il bruciatore.
A mano a mano che la temperatura aumenta, potrai notare che le particelle di segatura, sospinte dalle
molecole dellacqua, salgono nella parte centrale per discendere lungo le pareti. Quindi, a differenza della
propragazione del calore nei solidi, la propagazione del calore nei liquidi ha luogo con traferimento di materia.

21
LA TEMPERATURA E IL CALORE

Serbatoio acqua

Radiatore

Caldaia

Fig. 50 Fig. 51

Questo particolare movimento, definito moto convettivo, si spiega osservando che lo strato di acqua a
diretto contatto con il fondo del bicchiere, il primo a scaldarsi, per cui tende a salire nella parte centrale. Il
posto lasciato vacante dallacqua calda che sale, viene preso dallacqua pi fredda sovrastante, che scende
lungo le pareti.
Su questo principio si basa il funzionamento degli impianti di riscaldamento domestici, come mostrato in
figura 51.
Lacqua riscaldata nella caldaia, sale per moto convettivo, passando nei radiatori, dove si raffredda in quanto
cede energia termica per irraggiamento e poi ritorna alla caldaia.

22 LA PROPAGAZIONE DEL CALORE NEGLI AERIFORMI


ancora per convezione che il calore si propaga negli aeriformi. Puoi verificarlo.

ESPERIENZA N. 19
Materiale occorrente: carta velina (non fornita); 1 verga di alluminio.

Procurati un foglio di carta velina e taglialo a pezzetti; mettili in un piattino e bruciali. Poi, con la verga di
alluminio, riduci in cenere la carta bruciata. Parte di questa cenere devi spargerla al di sotto e parte al di sopra
di un termosifone caldo. Potrai cos osservare che la cenere disposta sotto il termosifone viene risucchiata
verso lalto e quella disposta sopra il termosifone viene sospinta verso il soffitto (Fig.52). Evidentemente,
la cenere sospinta dallaria, per cui le sue traiettorie mostrano il movimento dellaria in prossimit di una
sorgente calda.


Fig .52 Fig. 53 Fig. 54

22
LA TEMPERATURA E IL CALORE

In altre parole, laria che si trova in basso fredda, ma quando viene riscaldata dal termosifone, si riscalda,
per cui sale, lasciando il posto ad altra aria fredda. In questo modo tutta laria del locale viene riscaldata
mediante un processo ciclico che viene definito moto convettivo (Fig. 53).
Quindi anche la propagazione del calore negli aeriformi ha luogo con trasferimento di materia.

Che laria calda si trovi in alto e quella fredda in basso, puoi verificarlo con un semplice esperimento. Se apri
la finestra di un locale riscaldato e disponi due candele accese, una nella parte alta del vano e laltra nella
parte bassa, noterai che la fiamma della candela pi alta si inclina verso linterno, mentre quella della candela
pi bassa si inclina verso lesterno (Fig. 54).

DOMANDE
Per quale motivo i termosifoni sono disposti sempre nella parte bassa degli ambienti dove sono installati?
I locali verrebbero riscaldati se i termosifoni fossero disposti in alto?

23 LIRRAGGIAMENTO
In una giornata di sole esegui la seguente esperienza.

ESPERIENZA N. 20
Materiale occorrente: 1 bicchiere 250 ml; 1 termometro; segatura oppure terriccio (non fornito).

Metti nel bicchiere un poco di terriccio (o di segatura) e infila il bulbo del termometro nel terriccio.
Prendi nota della temperatura iniziale e poi esponi il bicchiere al sole. Potrai notare che col passare del
tempo la temperatura aumenta (Fig. 55).
Questa esperienza sta a dimostrare che il calore pu passare da un corpo a temperatura pi alta, in questo
caso il Sole, ad un corpo a temperatura pi bassa, la Terra, anche senza la presenza di mezzi materiali che
lo conducano o lo trasportino con moto convettivo.
noto, infatti, che tra il Sole e la Terra esiste il vuoto, ma lenergia termica giunge a noi mediante radiazioni
emesse dal Sole.
In questo caso la propagazione del calore ha luogo per irraggiamento (Fig. 56).

Fig. 55 Fig. 56

23
LA TEMPERATURA E IL CALORE

24 LA RELAZIONE TRA IL CALORE E LA TEMPERATURA


Come si visto il calore e la temperatura sono due grandezze fisiche diverse.
Tuttavia i fenomeni termici dimostrano che tra queste due grandezze vi uno stretto rapporto.
Per esempio, in tutte le precedenti esperienze, quando hai voluto riscaldare dellacqua, hai posto sulla
fiamma del bruciatore il bicchiere che la conteneva.
Come stato fatto presente al paragrafo 16 la fiamma si genera quando le molecole dellalcol si combinano
con le molecole dellossigeno. In questa reazione chimica si producono dei gas, che hanno un elevato
contenuto di energia termica.
Di conseguenza, nel contatto tra la fiamma e il bicchiere, si verifica un trasferimento di calore dalla fiamma
allacqua, la quale subisce un aumento di temperatura.
Cio,
calore
FIAMMA ACQUA aumento di temperatura

La domanda che viene spontanea :

esiste una relazione tra la quantit di calore Q ceduto dalla fiamma allacqua e la variazione di
temperatura T ?
(Ricordati che il simbolo significa variazione)
Potrai scoprirlo dopo che avrai eseguito le seguenti esperienze.

ESPERIENZA N. 21
Materiale occorrente: 1 candela; 1 regolo lineare; 1 orologio (non fornito)

Come prima cosa prepara sul tavolo un pezzo di carta, poi accesa la candela fai colare sulla carta un paio
di gocce di cera sulle quali devi appoggiare la candela spenta, in modo da farle assumere una posizione
verticale.
Con il regolo lineare prendi nota dellaltezza h0 della candela quando spenta (Fig. 57).
Mediante lorologio annota listante in cui accendi la candela; poi a intervalli di tempo di un minuto misura la
lunghezza h della candela, (Fig. 58) e riporta i dati in un tabella come quella di figura 59.

Tempo (minuti) Altezza


candela(cm)
0 h0
5
10
15
20

Fig. 57 Fig. 58 Fig. 59

Osservando i risultati ti puoi rendere conto che il consumo di cera proporzionale al tempo. Cio,

pi tempo la candela resta accesa, pi cera si consuma, pi calore viene trasferito allaria.

Generalizzando questo risultato possiamo allora affermare che,

quando un combustibile brucia, il calore passato dalla fiamma allambiente proporzionale al tempo
durante il quale la fiamma resta accesa con la stessa intensit.

Lo sanno bene i tuoi genitori: pi a lungo resta acceso limpianto di riscaldamento, pi diventa cara la bolletta
di pagamento del combustibile.

24
LA TEMPERATURA E IL CALORE

ESPERIENZA N. 22
Materiale occorrente: 1 bruciatore; 1 treppiede; 1 reticella; 1 bicchiere 250 ml;
1 termometro; 1 base con asta; 1 morsetto; 1 asta
con clip; 1 agitatore; 1 orologio (non fornito).

Metti nel bicchiere 100 ml di acqua del rubinetto; poi completa il dispositivo di figura 60, facendo in modo che
il bulbo del termometro si trovi a met altezza dellacqua.
Un attimo prima di accendere il bruciatore, prendi nota della temperatura T0 dellacqua.
Subito dopo annota, con lorologio, listante in cui accendi il bruciatore. Dovrai segnare i minuti e i secondi.
Indicherai zero questo istante iniziale. Riassumendo,

temperatura iniziale dellacqua = T0 (C);


istante iniziale dellesperienza = 0 minuti;

Mediante lagitatore, muovi ogni tanto lentamente lacqua, in modo che il calore fornito si distribuisca in modo
uniforme.
Dopo 5 minuti dallistante iniziale, prendi nota della temperatura dellacqua, che indicherai T1 e ripeti la stessa
operazione ogni cinque minuti, per almeno cinque volte, indicando T2, T3, T4 e T5 le successive temperature.
A questo punto compila una tabella come quella mostrata in figura 61.

Tempo (minuti) Temperatura


(C)
0 T0
5 T1
10 T2
15 T3
20 T4
25 T5

Fig. 60 Fig. 61

Osservando i risultati della tabella si nota che la temperatura dellacqua aumenta proporzionalmente al
tempo. Daltra parte, la precedente esperienza ha dimostrato che il calore passato dalla fiamma allacqua,
proporzionale al tempo, per cui, generalizzando questo risultato, possiamo concludere affermando che,

laumento di temperatura che un corpo subisce proporzionale alla quantit di calore che gli viene
trasmessa.

In altre parole,

se un corpo si trova alla certa temperatura T0 e lo si vuole portare ad unaltra temperatura T, la quantit
di calore Q che gli si deve fornire tanto pi grande, quanto pi grande laumento di temperatura
(T - T0 ).

25
LA TEMPERATURA E IL CALORE

25 LA RELAZIONE TRA IL CALORE E LA MASSA


Con le precedenti esperienze hai potuto verificare che per riscaldare un corpo necessario fornirgli una
quantit di calore che proporzionale allaumento di temperatura.
Per esempio se desideriamo che la temperatura nel nostro appartamento sia di 18C dobbiamo consumare
una certa quantit di metano. Ma se desideriamo che la temperatura sia pi alta, ad esempio 22C bisogna
consumare una maggiore quantit di metano dovendo produrre una maggiore quantit di energia termica.
Ma il calore necessario a riscaldare un corpo dipende soltanto dallaumento di temperatura o anche da qual-
cosa daltro? Potrai saperlo eseguendo la seguente esperienza.

ESPERIENZA N. 23
Materiale occorrente: 1 bruciatore; 1 treppiede; 1 reticella; 1 bicchiere 250 ml;
1 base con asta; 1 morsetto; 1 asta con clip ;
1 termometro; 1 agitatore; 1 orologio (non fornito).

Metti nel bicchiere 100 ml di acqua del rubinetto, poi completa il dispositivo di figura 62.
Fai in modo che il bulbo del termometro si venga a trovare a met dellacqua.
Prendi nota, con lorologio, dellistante in cui accendi il bruciatore e agita lentamente in modo da rendere
uniforme il riscaldamento.
Spegni il bruciatore quando la temperatura aumentata di 20C, e prendi nota del tempo t1 trascorso
dallistante in cui hai acceso il bruciatore.

200g
100g

Fig. 62 Fig. 63

Vuota il bicchiere, lascialo raffreddare e riempilo con 200 ml di acqua del rubinetto.
Ripeti la stessa prova di prima, prendendo nota della temperatura iniziale dellacqua, e del tempo che
intercorre tra laccensione del bruciatore e listante in cui la temperatura dellacqua aumentata di 20C (Fig.
63).
Salvo un piccolo errore dovuto al fatto che si riscalda anche il bicchiere, il tempo t2 trascorso in questa
seconda prova dovrebbe risultare il doppio del precedente. Cio,

t2 = 2t1

Ma se il tempo doppio doppia anche la quantit di calore trasferita allacqua nella seconda prova, per cui,

Q2 = 2Q1

26
LA TEMPERATURA E IL CALORE

Inoltre 200 ml di acqua hanno una massa di 200 g, doppia di quella di 100 ml di acqua, per cui
m2 = 2m1

Se a massa doppia corrisponde una quantit di calore doppia, significa che,

la quantit di calore Q che si deve fornire al un corpo di massa m per aumentare la sua temperatura
da T0 a T proporzionale sia alla massa che allaumento di temperatura (T - T0).

26 IL CALORE SPECIFICO
Le precedenti esperienze hanno insegnato che la quantit di calore che si deve fornire ad un corpo per
riscaldarlo proporzionale sia alla sua massa che allaumento di temperatura.
Rimane da rispondere ad una domanda:
supponiamo che per riscaldare di 20C 100 g di acqua occorra una quantit di calore Q;
per riscaldare di 20C 100 g di unaltra sostanza, ad esempio olio, ferro, alluminio ecc. occorrer lo stesso
calore, oppure di meno o di pi?
Come sempre solo lesperienza che pu rispondere a questo tipo di domande.
Ebbene, se tu dovessi rifare la precedente esperienza con liquidi diversi o corpi diversi, troveresti che, a
parit di massa e di aumento di temperatura, il calore necessario diverso al variare della sostanza.
Questo significa che ogni sostanza caratterizzato da una grandezza che viene definita calore specifico
cos definita:

il calore specifico (c) di una sostanza rappresenta la quantit di calore che si deve fornire ad 1 kg di
quella sostanza per innalzare la sua temperatura di 1C.

27 COME SI MISURA IL CALORE


Visto che il calore proporzionale sia alla massa che allaumento di temperatura, chiaro che per aumentare
la temperatura di un corpo, il calore necessario si ottiene moltiplicando il suo calore specifico c per la sua
massa m per laumento di temperatura (T - T0).
Cio,
Q = cm (T - T0).

Questa formula vale per misurare sia il calore che si deve fornire ad un corpo per riscaldarlo, sia il calore
che un corpo cede quando si raffredda, cio quando la temperatura finale T minore di quella iniziale T0.
Lunit di misura del calore dipende dalle unit di misura che si usano per misurare le tre grandezze da cui
esso dipende. Nel Sistema internazionale, la differenza di temperatura si misura in gradi kelvin oppure in
gradi celsius; la massa si misura in chilogrammi; il calore specifico si misura in joule/ kgC.
Di conseguenza, il calore nel SI si misura in joule (J).

Nella tecnica si usa misurare il calore in Calorie (Cal) . Si ha che 1 Caloria = 4186 joule.

27
LA TEMPERATURA E IL CALORE

ESEMPIO

Quanto calore necessario per riscaldare di 20C 100 g di acqua, sapendo che il calore specifico dellacqua
c = 4186 J/ kgC?
J
Q = 4186 --------- 0,1 kg * 20C = 8372 J
kgC

Evidentemente, se si volesse diminuire di 20C la temperatura di 100 g di acqua, si dovrebbero sottrarre


8372 J di calore.

Qui di seguito riportata la tabella dei valori medi dei calori specifici di alcune sostanze.

Materiale Calore Specifico Calore Specifico


J/kg Cal/kg
Acqua 4186 1,00
Alluminio 900 0,215
Aria 1000 0,24
Rame 385 0,092
Ferro 450 0,107

28