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LA SIGNORA CON LA FIACCOLA

Per più di 200 anni i venti dell'indipendenza e della libertà hanno soffiato
attraverso l'Atlantico, tra America e Francia. Se la vittoria di Washington a
Yorktown ha segnato la svolta decisiva della rivoluzione americana, la storia
ricorderà anche i nomi di Lafayette, de Grasse e Rochambeau, tutti Massoni, e
delle flotte e degli eserciti francesi che hanno contribuito a quella vittoria. Con
almeno 29.000 soldati e marinai francesi, le forze di Francia superarono per
ben due a uno i loro 11.000 alleati americani. Da allora, due volte nel XX
secolo, gli Americani hanno varcato l'Atlantico per aiutare la Francia in altre
vittorie. Come simbolo tanto di quell'amicizia franco-americana, quanto della
libertà stessa, un'alta Signora si erge maestosamente all'ingresso del porto di
New York, regalo del popolo di Francia al popolo d'America, eterna memoria
del legame di pegno reciproco tra le due nazioni.
Se la Statua, negli anni, è diventata strettamente identificata con
l'immigrazione, non possiamo dimenticare che il suo significato iniziale era il
tema dell'amicizia inscindibile franco-americana. Benché a volte quell'amicizia è
stata messa in discussione ed esposta a mari burrascosi, queste
incomprensioni sono state superficiali e le acque, alla fine, si sono calmate,
lasciando una solida base di forte fratellanza tra le due nazioni. La Statua, in
ogni caso, è più di un semplice simbolo degli ideali dell'amicizia franco-
americana, è anche un simbolo universale di libertà, di speranza per il futuro e
dei sacrifici fatti per rendere possibile quel futuro. Il Presidente Grover
Cleveland, nel suo discorso d'inaugurazione della Statua il 28 ottobre 1886, ha
accennato a questa speranza: Non dobbiamo dimenticare che la libertà ha
costruito qui la sua casa; né il suo nobile altare dovrà mai essere dimenticato.
Volontari fedeli manterranno costantemente accesi i suoi fuochi e questi
brilleranno sopra le coste della nostra Repubblica sorella all'Est. Di là riflesso
ed unito ai raggi che gli risponderanno, un fascio di luce trafiggerà l'oscurità
dell'ignoranza e l'oppressione dell'uomo, finché la libertà non illumini il mondo.
Come trafiggere quell'oscurità d'ignoranza e di oppressione dell'uomo è stato
un argomento che ha contrapposto le nazioni per secoli. Trovare il giusto
equilibrio tra questi concetti, con quello della giustizia, si è dimostrato un
problema difficile. Mentre una soluzione perfetta forse è ancora da trovare,
l'America è arrivata più vicina alla realizzazione di questi ideali meglio che
altrove.
Tom Paine ha proclamato il Nuovo Mondo un asilo per chi ama la libertà
civile e religiosa da ogni parte d'Europa. Con timori concreti per questi diritti, i
Figli della Libertà guidarono le rivendicazioni contro quelli che erano considerati
aspetti fiscali ingiusti del regime del Re inglese. Allo stesso modo altri, come
Franklin e Jefferson, prestarono la propria voce all'avanzata verso
l'indipendenza americana, diritto di scelta e Libertà, Uguaglianza e Fraternità,
parole forse allora non ancora realmente coniate, ma che comunque erano in
essere. Fu a questi ideali che la Signora dovette la sua esistenza. Ma perché
una Statua? Dalla metà degli anni 1870, Napoleone III aveva lasciato il potere
ed in Francia il nuovo governo repubblicano cercava di sopravvivere, fatto che
alcuni consideravano impossibile. Tuttavia la Repubblica non solo sopravvisse,
ma guadagnò forza e spinse la nazione verso un periodo di benessere. Gli Stati
Uniti, incidentalmente, furono la prima potenza a riconoscere la nuova
Repubblica. Durante quel clima di prosperità, uno scultore francese, Frederic
Auguste Bartholdi, incominciò a prepare progetti per un simbolo ambizioso e
visibile dell'amicizia franco-americana.
Auguste nacque il 2 aprile del 1834, a Colmar, una piccola città dell'Alsazia
nel nord est della Francia. La famiglia di Bartholdi era agiata, di discendenza

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tedesca ed era stata luterana protestante per diverse generazioni, con un ramo
stabilitosi poi in Alsazia. Benché la situazione finanziaria della famiglia fosse
buona, quando Bartholdi ebbe due anni il padre morì e sua madre trasferì la
famiglia a Parigi per amministrare le loro proprietà. Colmar rimase però
profondamente impressa nelle loro radici e fu spesso meta di visite e vacanze.
Studente un po' pigro, Bartholdi scoprì l'arte, prese le sue prime vere lezioni a
Colmar e quindi lavorò con celebri pittori e scultori come Ary Sheffer, Jean-
François Soitoux ed Eugène E. Viollet-le-Duc. Di fatto, ebbe la migliore
preparazione possibile per quei tempi. Situata al confine settentrionale della
Francia vicino al confine tedesco, la provincia dell'Alsazia occupa una nicchia in
qualche modo unica nella storia europea, perduta a vantaggio del nuovo impero
germanico nella guerra franco-prussiana e poi successivamente restituita alla
Francia. Contemporaneamente francesi e ferventi patrioti, gli Alsaziani parlano
sia francese che un dialetto locale con tracce di tedesco. Intorno al 1850, gli
uomini preminenti della città decisero di celebrare gli eroi locali e di utilizzare
artisti del posto per farlo. Questione non facile per un giovane nuovo arrivato,
ma quando Colmar decise di onorare il generale Jean Rapp, l'occasione bussò
alla porta. Essendo della città e con amici influenti, Bartholdi ricevette l'incarico,
la sua reputazione salì e seguirono altre commesse. Mentre la Statua della
Libertà può essere il suo successo più monumentale, la sua eredità comprende
anche molte altre opere di grande effetto, i cui prototipi possono essere visti
nella sua casa di Colmar, trasformata in museo.
Nel 1856, in un viaggio attraverso l'Egitto, Bartholdi aveva ammirato le
colossali sculture del paese e l'architettura antica, le loro bellezze ed i tratti
pieni di forza ed incominciò a sognare un monumento tutto suo. Inizialmente
pensò ad un faro da erigersi a Suez, forse con tratti simili al leggendario
Colosso di Rodi o a divinità romane. Mentre seguì poco a quel sogno segreto,
si può vedere come alcuni dei suoi primi schizzi per Suez suggeriscono
l'aspetto della Statua. Nel 1871, la sua disillusione per l'esito della guerra
franco-prussiana, il disordine portato a Parigi dalla Comune, la prospettiva di
trovare commesse per le sue sculture ed il desiderio tanto di vedere l'America,
quanto di trovare aiuti decisivi per il suo monumento alla Libertà, lo spinsero a
lasciare la Francia. Giunto nel porto di New York il 21 giugno 1871, viaggiò per
tutta la nazione. Visitando, tra le altre, città come Boston, Chicago, San
Francisco, Washington, fu impressionato tanto dalla vastità del continente
americano, quanto dalla sua forza e dalla sua connotazione nazionale.
Ritornando a Parigi nell'autunno del 1871, aveva già visualizzato l'isola di
Bedloe nel porto di New York come lo scenario perfetto per il suo progetto. Non
pensò però ad un'altra delle tante banali sculture, ma piuttosto ad un
monumento sensazionale, costruito per durare. Influenzato dal suo amico
professor Edouard Réné Lefebre de Laboulaye, giurista insigne e fautore
dell'indipendenza dell'America, l'immaginazione di Bartholdi trasferì
semplicemente il suo faro da Suez agli Stati Uniti. Uomo sognatore e di grandi
idee, Bartholdi era anche permeato di pragmatismo e dell'abilità di tradurre in
realtà i suoi sogni, una combinazione positiva. Mentre egli può essere
considerato il creatore della Statua, de Laboulaye ne può essere considerato il
padre. Ad un pranzo del 1865 nella casa appena fuori Parigi di de Laboulaye, la
sua idea di commemorare il centenario dell'Indipendenza dell'America rapì
l'immaginazione di Bartholdi. Ma se il sogno esisteva nel 1865, gli eventi politici
avrebbero imposto un ritardo di molti anni, in attesa di un momento più
opportuno per la sua realizzazione. Attraverso una vita spesa in discorsi,
insegnamento, scritti ed altre attività, gli sforzi di de Laboulaye contribuirono a
creare un clima intellettuale e politico favorevole che rese la società francese
propensa all'idea di una Statua. Tra le sue molte idee progressiste, ad esempio,
ci fu la proposta del 1858 per la separazione di Chiesa e Stato, lodando la
Riforma che liberava la coscienza umana, ed il sostegno dei diritti civili, sociali e

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religiosi. Dopo aver esaminato diverse soluzioni per la forma da dare al suo
progetto, modificando la sua idea per Suez, è comunemente accettato che
Bartholdi scelse per la Statua l'espressione del volto di sua madre con l'aspetto
generale che si vedeva in un famoso quadro francese di Delacroix, la Libertà
che guida la Nazione, una donna che tiene in alto una bandiera francese
durante la rivolta civile del 1830. Al posto di una bandiera, Bartholdi pose
invece una fiaccola con la luce della libertà che brillava in avanti. Le sue
modelle, secondo la leggenda, furono una sconosciuta Jeanne ed Emilie
Baheux du Pusicux, più tardi sua moglie.
Era importante, comunque, che il monumento non fosse visto come un
simbolo della vittoria rivoluzionaria, ma piuttosto come un simbolo
d'indipendenza. La fiaccola della Libertà e il faro di luce, il libro nel braccio
sinistro della Statua, le Tavole della legge, con l'iscrizione 4 luglio 1776,
riferentesi alla Dichiarazione d'Indipendenza, sono probabilmente il risultato
dell'influenza di Laboulaye, strenuo difensore della libertà. Nella Francia del XIX
secolo, la Massoneria era strettamente legata al pensiero politico liberale ed un
gran numero di simboli scelti per la Statua possono essere ricondotti al
pensiero massonico, ad esempio la fiaccola, il libro e la stella a sette punte
sulla testa della Statua. Mentre i documenti storici non possono identificare con
sicurezza tutti i Massoni coinvolti, molti notoriamente membri del governo, è
evidente che l'influenza massonica predomina sia nella nascita della Statua che
nel suo simbolismo. Thomas Jefferson, un Massone senza Grembiule,
sostenne per tutta la sua vita la causa della libertà. Poco prima della sua morte,
scrisse: Tutti gli occhi sono aperti o si stanno aprendo sui diritti dell'uomo. La
diffusione generale della luce della scienza ha già mostrato sotto tutti i punti di
vista l'evidente verità che la folla dell'umanità non è nata con basti sulla
schiena, né che esistono pochi privilegiati in stivali e speroni, pronti a cacciarla
via legittimati dalla grazia di Dio. Le sue parole furono profetiche e se la loro
realizzazione non si è dimostrata un compito facile, il tempo ne ha dimostrato il
valore.
Dopo la rivoluzione francese del 1789 e le rivolte del 1830, 1848 e 1870,
l'idea di un simbolo per esprimere il concetto di libertà, quella libertà di cui
parlava Jefferson, fu ben accolta in Francia. In breve, era un'idea il cui
momento era maturato. Poiché i monumenti commemorativi avevano allora
grande fascino, Bartholdi scrisse nel 1890 ad un amico americano: La mia idea
è sempre stata che ci sarebbe stato nel futuro una specie di Pantheon per le
glorie dell'Indipendenza Americana. Che voi avreste costruito attorno al
monumento della Libertà le statue dei vostri grandi uomini e riunite colà tutte le
sublimi memorie. Se non ci sono statue che circondano la Signora, possiamo
vedere l'idea di Bartholdi in molti monumenti ai grandi uomini d'America in
Washington, D.C., come Washington, Lincoln, Grant e Jeffeson. Nel 1875, fu
formato un Comitato Confederato franco-americano con lo scopo di raccogliere
fondi per la Statua ed il 6 novembre di quell'anno, ad una grande cena al Hotel
du Louvre, l'idea suscitò molto interesse. Bartholdi, suo cugino Dietz Monnie,
Jean Mace e V. Vorie, tutti massoni, erano membri del Comitato e
naturalmente ne erano i maggiori sostenitori. Altri coinvolti nel progetto furono
Oscar de Lafayette, il conte di Tocqueville ed ancora un noto massone, Henri
Martin.
Intanto Bartholdi, deciso l'aspetto, aveva incominciato a tradurlo in realtà. Il
suo primo modello in gesso era di poco oltre 4 piedi di altezza, poi ingrandito in
scala 1:16, poi in scala 1:4 ed infine, grazie al genio dell'ingegneria e della
scultura, alla dimensione finale. Utilizzando per precisione fili a piombo, regoli e
compassi, ciascun modello aveva richiesto migliaia di meticolose misurazioni,
calcolate alla fine in oltre 100.000. Il cugino di Bartholdi era il Ministro Addetto
agli Stati Uniti e l'Esposizione del Centenario a Filadelfia, l'anno successivo,
sembrò un'occasione perfetta per la presentazione. Nessuno comunque aveva

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previsto ritardi ed in particolare le difficoltà finanziarie. Si fecero molti tentativi
per raccogliere fondi e tante città francesi, uomini d'affari e Massoni diedero
contributi sostanziosi, ma il denaro raccolto era ancora molto lontano
dall'importo necessario. Fra gli altri progetti per raccogliere fondi, fu esposta la
testa di 30 piedi della Statua all'Esposizione Universale di Parigi del 1878 ed ai
costruttori furono permesse campagne pubblicitarie. Infine, nel 1879, venne
decisa una lotteria, quest'ultimo sforzo portando finalmente con il 7 luglio 1881
il totale raccolto a 400.000 dollari. Se è comunemente riconosciuto che si deve
la Statua a Bartholdi, un non ricordato ma essenziale collaboratore fu
l'ingegnere francese Alexandre Gustave Eiffel, già celebre per la costruzione di
un importantissimo ponte, al quale lo scultore si rivolse per consigli. Fu Eiffel
che progettò l'ingegnoso ed innovativo peso interno supportante la struttura
metallica, dando alla Statua la massima capacità tecnologica dell'epoca. Pur
mostrando nella sua collaborazione una parte della sua genialità ingegneristica,
fu soprattutto il suo capolavoro del 1889, la torre, a dare ad Eiffel fama
immortale. Gli architetti posteriori devono molto al genio dell'audace progetto di
Eiffel, soprattutto il suo contributo ad innalzare strutture, tecnica che più tardi gli
Americani preferirono. Un'altra necessità vitale per la Statua da 225 tonnellate,
fu una tecnica di assemblaggio-disassemblaggio per permettere il trasporto in
America. I rivestimenti esterni necessitarono di sostegni interni solidi ma mobili
ed il contributo di Eiffel si dimostrò decisivo per il successo del progetto.
Certamente il più ambizioso monumento mai concepito nel suo genere, la
Statua è un testamento al genio di Bartholdi. Montati sulla struttura metallica
interna della Statua vi sono 300 lastre di rame, ciascuna spessa solo 3/32 di
pollice e con circa 4 piedi di larghezza. La costruzione fu un processo ripetitivo,
la Statua assemblata in sezioni, ogni lastra di rame martellata una ad una su
modelli di legno per dare loro la forma voluta, alla fine rivettate insieme, quindi
fissate ai supporti metallici interni. Il processo di lavorazione e costruzione è
talmente perfetto che la Statua sembra essere un unico pezzo senza giunzioni
piuttosto che un insieme di centinaia di pezzi separati.
Agli inizi del 1884, dopo dieci anni di costruzione ed ancora protetta
dall'impalcatura, la Statua si elevò alta sopra i tetti parigini, vi rimase per circa
due anni e diventò un'importante attrazione turistica. Tra le migliaia di visitatori
vi furono il presidente francese Jules Grevy, l'ex presidente degli Stati Uniti
Ulysses S. Grant ed il romanziere francese Victor Hugo. Iniziato alla
massoneria francese il 14 ottobre 1875 nella Loggia parigina Alsazia e Lorena,
Bartholdi fu innalzato Maestro il 9 dicembre 1880. Il 14 giugno 1884 i Fratelli
della Loggia andarono tutti insieme a vedere in anteprima la creazione dello
scultore ed il 4 luglio la Statua fu offerta ufficialmente agli Stati Uniti, ricevuta
dal suo Ministro in Francia, Levi Parsons Morton, a nome del Presidente
Chester A. Arthur e del popolo americano. Per il suo sostrato massonico, il 13
novembre Bartholdi scolpì una tavola nella sua loggia sulla storia e sui vari
metodi usati nella creazione della Statua e sull'uso della luce e
dell'illuminazione, memori simboli della sua appartenenza massonica. Da quel
momento il governo francese apppogiò il progetto e nel dicembre iniziò il lavoro
di smontaggio, lavoro che durò diversi mesi. Ogni pezzo fu attentamente
numerato, i pezzi imballati in gigantesche casse di legno e la struttura metallica
interna fu imballata allo stesso modo in gabbie per un totale complessivo di 214
singole casse. Autocarri speciali trasportarono poi le 500.000 libbre di legno e
metallo alla stazione ferroviaria di St. Lazare ed un treno di 70 vagoni rimorchiò
il tutto al porto interno di Rouen per il trasporto in America, sulla nave da guerra
Isere. Se oggi conosciamo la Statua come la Signora con la fiaccola, sarebbe
ben potuta diventare la storia della Signora che non ci fu! Progetto
sopravvissuto prima in Francia a serie difficoltà finanziarie, poi a serie difficoltà
finanziarie in America, ebbe ancora un altro possibile disastro in mare aperto.
Salpata il 21 maggio 1885, la Statua avrebbe potuto non raggiungere mai

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1'America, dato che l'Isere fu messa duramente alla prova da una tempesta in
mezzo all'oceano, con il suo carico di casse che si spostava pericolosamente. Il
destino ebbe la meglio, la fortuna infine sorrise ed il 18 giugno vide l'arrivo della
Statua sana e salva. Durante la seconda visita di Bartholdi in America, nel
1876, era stata donata alla città di New York la sua statua di Lafayette, che ora
s'innalza nella Union Square della città, regalo della Francia e della comunità
francese di New York.
Per sottolineare maggiormente l'amicizia franco-americana, Bartholdi
progettò il monumento dedicato a Lafayette ed a Washington che ora è in Place
des Etats-Unis a Parigi. Quello stesso anno, il 1876, il braccio a grandezza
naturale e la fiaccola andarono in mostra a Filadelfia e a New York ed
incominciarono gli sforzi americani per finanziare la costruzione del piedistallo.
Ripetendo gli sforzi iniziali francesi, i fondi, comunque, non arrivarono né
facilmente né in fretta, l'opinione pubblica era piuttosto indifferente e persino il
Congresso inizialmente non favorì il finanziamento necessario. Se, alla fine, si
trovarono altri 100.000 dollari, fu soltanto grazie agli sforzi ostinati di Joseph
Pulitzer e del suo giornale World. Emigrante ungherese arrivato negli Stati Uniti
nel 1864, aveva fatto fortuna con il giornalismo. Avendo acquistato da poco
World, rimase deluso dalla scarsa risposta americana alla raccolta di fondi e
cercò una soluzione. Uomo d'intuito, vide nella Statua il mezzo per guadagnare
pubblico al suo giornale, sollecitando aiuti per il piedistallo. Lanciando la sua
campagna il 16 marzo 1885, Pulitzer portò sensazionalismo e folklore alla
raccolta di fondi e si appellò all'onore della nazione. Le donazioni piovvero,
molte da modesti contribuenti e con l'11 agosto il successo fu raggiunto e poté
continuare la progettazione del piedistallo.
La diffusione del World aumentò, per inciso, in maniera esponenziale. Il 6
dicembre 1881 era stato scelto l'americano Richard Morris Hunt, architetto e
massone, per disegnare il basamento. Studioso di architettura francese, fu
anche l'unico Americano ad avere un ruolo nel progetto del grande museo
francese, il Louvre. Dopo molte proposte, il 13 luglio 1884 fu fatta una selezione
definitiva tra i progetti presentati, inizio indiscutibilmente consono all'allegoria di
Bartholdi. La fondazione incominciò il 9 ottobre 1894 e completata il 17 maggio
1885, quando iniziò il lavoro al piedistallo. Il 5 agosto del 1884, nonostante le
forti piogge, alle cerimonie dirette dal Gran Maestro di New York William A.
Brodie, una delegazione di oltre 100 massoni presenziò alla posa della pietra
angolare del piedistallo con una capsula di rame fatta per durare nel tempo
contenente oggetti dell'allegoria massonica. Quindi il Deputy Gran Maestro ed i
Grand Wardens celebrarono le cerimonie rituali di consacrazione massonica. Il
Gran Maestro fece alcune osservazioni ed il Deputy Gran Maestro, R. W.
Prank W. Lawrence, ebbe parole emozionanti esaltando l'idea di libertà.
Quando gli fu chiesto il perché la Fratellanza Massonica fosse stata chiamata a
posare la pietra angolare di un'opera come quella, il Gran Maestro Brodie
replicò: Nessuna istituzione ha fatto di più per promuovere la libertà e per
liberare l'uomo dagli ostacoli e dalle catene dell'ignoranza e della tirannide di
quanto ha fatto la Massoneria.
Il brigadiere generale Charles Pomeroy Stone fu il genio che guidò sia la
fondazione che la costruzione del piedistallo e la posa della Statua. Fu anche
lui che progettò i supporti strutturali necessari ad ancorare l'insieme contro le
tremende raffiche di vento. Assediato da innumerevoli difficoltà, cronica
mancanza di fondi e critiche dei giornali, egli continuò nonostante tutto, portò a
termine il suo compito in maniera eccezionale e fu orgoglioso del fatto che
nessuna vita umana andò perduta durante l'imponente sforzo di costruzione,
eclatante contrasto con le vite umane perse nella costruzione del ponte di
Brooklyn. Nell'osservare il progetto finito, Bartholdi disse: Il sogno della mia vita
è compiuto. In questo, io vedo il simbolo dell'unità e dell'amicizia tra due
nazioni, due grandi Repubbliche. Egli disse ancora: L'arte statuaria non

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consiste semplicemente nel costruire una Statua enorme. Essa dovrebbe dare
un'emozione nel respiro degli spettatori, non per la sua mole ma perché la sua
grandezza è nella capacità di mantenere l'idea che interpreta. Si presentò,
però, ancora un problema. Se i bozzetti del 1875 erano accompagnati da una
nota che diceva: di notte un alone di luce splenderà dalla sua fronte lontano
verso il mare senza confini, nessuna soluzione era stata presa per il sistema
definitivo d'illuminazione. Non essendoci fondi disponibili, un donazione di 7.000
dollari da parte di Edward Goff, presidente dell'American Electric Manufactoring
Co., permise la progettazione e la realizzazione dell'impianto elettrico. Quando
la Statua fu finalmente completata, martellato l'ultimo dei 300.000 rivetti e finita
l'ambientazione paesaggistica di Frederic Law Olmsted, fu stabilita come data
per l'inaugurazione il 28 ottobre 1886. Nonostante la pioggia e la nebbia, lo
sfarzoso spettacolo incluse una sfilata di due ore, a cui parteciparono molte
Logge massoniche, una flottiglia nel porto di New York ed una folla stimata in
più di un milione di persone. New York era uno scintillio di bandiere francesi ed
americane e fu dichiarata festa pubblica, nonostante i fuochi d'artificio in
programma fossero ritardati per il tempo inclemente. Di fronte al World di
Pulitzer fu eretto un arco di trionfo di sempreverde con striscioni su cui si
leggeva la Belle France, the United States e Vive l'entente fraternelle des Deux
Republiques.
Le cerimonie furono aperte con un'Invocazione del vescovo Episcopale di
New York Fratello Henry C. Potter, il Fratello Bartholdi tirò una fune liberando
un velo tricolore dalla testa della Statua ed il presidente Cleveland ricevette
ufficialmente la Statua ed il piedistallo a nome degli Stati Uniti. Il Fratello
senatore Chauncy M. Depew pronunciò il discorso centrale ed il vescovo Potter
chiuse la cerimonia con una benedizione. Nel 1936, alla celebrazione del
cinquantesimo anniversario della Statua, il presidente e Fratello Franklin D.
Roosevelt disse: Fu nella speranza di coloro che ci hanno dato questa Statua e
nella speranza del popolo americano nel riceverla che si fusero insieme la dea
della Libertà e la dea della Pace. Alta 151 piedi, la Statua poggia su un
piedistallo di 89 piedi che, a sua volta, poggia su un basamento di 65 piedi, una
passeggiata lastricata che una volta era la piattaforma artigliera a forma di
stella del vecchio Fort Wood. Due scale a chiocciola di 168 scalini si avvolgono
intorno ad una colonna centrale interna alla Statua, che vanno dalla base fino
all'Osservatorio nella Corona, una per salire, l'altra per scendere. Oggi sono in
genere autorizzati a salire senza permesso fino alla Fiaccola solo gli operai
addetti alla manutenzione. Negli anni, le fortune della Statua hanno avuto alti e
bassi per vari problemi di consolidamento e manutenzione che sorgevano
periodicamente, tormentandola. All'approssimarsi del suo centesimo
compleanno, fu evidente che era indispensabile un restauro straordinario per i
molteplici problemi dovuti al tempo ed alle intemperie.
Nel maggio del 1952, perciò, fu costituito un comitato di 21 membri per il
centenario della Statua della Libertà nell'Ellis Island. Principali finanziamenti
provenienti da fonti private diedero i 70 milioni di dollari necessari per il restauro
della Statua e più di 100.000.000 di dollari per ricostruire le infrastrutture
dell'Ellis Island, l'ingresso all'America durante il periodo della grande
immigrazione. In tono con le opere di restauro, il 26 settembre 1972 fu
inaugurato dal presidente Nixon un American Museum of Immigration da
5.000.000 di dollari a Bedloe's Island, ribattezzata nel 1956 Liberty Island. Nel
1976, per il bicentenario nazionale, grazie alla donazione di un appaltatore nel
settore dell'elettricità, fu reso operativo un sistema completamente nuovo di
illuminazione. Preludendo alla celebrazione del 4 luglio 1986, furono spesi molti
anni nei restauri necessari. Mentre possono essere immediatamente visibili le
effettive piccole modifiche esterne, l'ambizioso disegno ha dato a tutta la
Statua, da capo a piedi, uno spazio interno maggiore ed un completo restauro
esterno. Fra i molti miglioramenti, ad esempio, furono posati nuovi rivetti,

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riposizionato e rinforzato il braccio, eseguiti importanti lavori interni e sostituite
oltre 1700 sbarre metalliche interne di supporto, con uno sforzo imponente
forse tanto complesso quanto lo era stata la stessa costruzione originale.
Seguendo il progetto di partenza di Bartholdi, furono costruiti anche una nuova
fiaccola, un balcone ed una fiamma, gli originali essendo irrecuperabili. Per
eseguire questo delicato lavoro, fu portata in America una squadra di artigiani
francesi specializzati nella tecnica della modellatura in rilievo del metallo,
conosciuta come repousse [lavorazione a sbalzo], analoga al processo di
lavorazione originale. Rifinita con una foglia d'oro applicata da uno specialista
francese ed illuminata da riflettori esterni, la nuova fiaccola brilla come uno
splendido faro. Con il presidente Ronald Regan che accendeva la fiaccola, il
week-end del 4 luglio vide un numero altissimo di festeggiamenti con più di
1.000.000 di visitatori. Vi furono concerti di musica sinfonica e popolare, balletti,
mostre di libri, altre manifestazioni ed uno spettacolo pirotecnico senza
precedenti. I festeggiamenti furono celebrati non soltanto quel week-end ma
furono prolungati per dieci giorni, legando il nostro 4 luglio americano con il
corrispondente francese, il 14 luglio giorno della Bastiglia. Furono esposte
copie più piccole della Statua in varie località tanto in Francia che nel mondo,
ma forse la più famosa è la riproduzione in bronzo di 36 piedi che si innalza a
Parigi, nell'Ile des Cygnes, al ponte Grenelle sulla Senna e che guarda alla sua
sorella americana lontana 3.000 miglia, dono della colonia americana a Parigi
nel 1889. Alla sua inaugurazione il 4 luglio di quell'anno, il presidente Carnot
guidò la grande rappresentanza del Governo francese. Scolpite nel piedistallo
vi sono le parole: Francia e America sono tutt'uno nella causa in un governo di
uomini liberi. Per i danni interni dovuti all'acqua per le crepe causate
dall'esplosione di una granata durante la Liberazione di Parigi del 1944, anche
questa statua fu restaurata per eliminarne i danni.
La Statua della Libertà è stata esaltata e satirizzata, usata come immagine
pubblicitaria e invasa da gruppi politici radicali. Alfred Hitchcock vi ambientò la
scena culminante di un film di Hollywood, l'illusionista David Copperfield la fece
sparire ed è stata riprodotta in souvenir, puzzles ed in centinaia di altri gadgets.
Nonostante tutto questo, un'umanità più attenta vede nella Statua la detentrice
di un'aura ineguagliata di dignità. Come la torre Eiffel è diventata il simbolo
della Francia, così la Statua è diventata il simbolo dell'America. L'interesse del
pubblico è aumentato talmente che dalla metà degli anni '60 in poi, è stata
visitata da ben più di un milione di persone all'anno, con un numero in costante
crescita. La Statua è diventata più di una semplice virtuosità meccanica ed una
attrazione turistica. Essa rappresenta un simbolo di libertà ed indipendenza e
l'America è vista come un'emblema visibile di quelle idee, una nazione dove
l'uomo può liberarsi dalle catene della tirannide ed abbracciare la libertà, dove
l'uomo non è stretto dalla coercizione di confini e/o dell'origine, ma è libero di
cercare e forgiare il proprio destino. Mentre pochi conoscono il vero nome della
Statua gigantesca, la Libertà che illumina il mondo, molti possono recitare i
versi del famoso poema di Emma Lazarus, the New Colossus. Figlia di un ricco
uomo d'affari ebreo newyorkese, le fu chiesto di scrivere un poema che fu
pubblicato la prima volta nel 1883, in concomitanza con una mostra d'arte
progettata per raccogliere fondi per il piedistallo. Inizialmente il poema ebbe
poco successo e fu soltanto l'incremento di milioni di immigranti che diede alla
fine celebrità al suo lavoro. Nel 1903 fu affissa alla base della Statua una
placca di bronzo con il suo poema, i versi che seguono essendo i più
conosciuti: Datemi le vostre stanche, le vostre povere, le vostre masse affollate
bramose di vivere libere, i miserabili rifiuti della vostra brulicante costa.
Mandatemi questi, i senza casa, tempesta scagliata contro di me, io innalzo la
mia fiaccola accanto alla porta d'oro. Milioni di immigranti si sono ammassati
alle coste d'America, come un posto di rifugio dalla persecuzione religiosa, da
governi tiranni, o semplicemente per sfuggire terre povere e cercare

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opportunità nel Nuovo Mondo; attraversato l'oceano, la prima cosa che
vedevano era la Signora con la Fiaccola. Bartholdi passò alla Grande Loggia
Superiore il 3 ottobre 1902, ma il suo retaggio vivrà per le ere a venire.

Bibliografia

1. Liberty - The French-American Statue in Art and History - Harper & Row -
1986
2. Statue Of Liberty - 0. Handlin - Newsweek Books - 1971. 1984 - Doubleday
& Co
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6. GLNF Actualites - Nos. 17 & 19 - Paris, France - 1986
7. France And The United States - J.R Droselle - 1976 - University of Chicago
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11. Endopedie Quillet - PARIS
12. How They Built The Statue Of liberty~ M. J. Shapiro - 1985 - Random
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13. The Statue Of Liberty - P.B.S. Documentary - 1985
14. The Making Of Liberty - P.B.S. Documentary - 1986
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†William E. Parke and Tomaso Vialardi di Sandigliano


© May 2004

Tradotto dall'originale inglese da


Tomaso Vialardi di Sandigliano, SGIG Scottish Rite
© 2000-2001