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marzo 2001 Studi Piemontesi, vol. XXX, fasc. 1 Saggi e studi Giancarlo Bergami 3 Gobetti cent’anni

marzo 2001

Studi Piemontesi, vol. XXX, fasc. 1

Saggi e studi

Giancarlo Bergami

3

Gobetti cent’anni dopo, oltre gli schematismi ideologici

Piera Caranta

19

Il teatro comico di Alberto Nota, il « Terenzio piemontese »

Eugenio Tosto

31

Edmondo De Amicis: verso una filosofia della lingua

Roberto Antonetto

47

Ipotesi su una sconosciuta opera giovanile di Pietro Piffetti

Note

Giuseppe Talamo

61

L’Epistolario di Camillo Cavour

Andreina Griseri 67 E chi si incontra negli affreschi in Sant’Andrea a Savigliano? Lui, Carlo

Luisa Clotilde Gentile

71

Magno Imperatore Dalla corte al patriziato urbano: l’araldica come proiezione di rapporti politici nella pittura segusina del Trecento

Paolo Cornaglia

85 Per un profilo di Giuseppe Battista Piacenza, architetto di corte fra Ancien Régime, Impero e Restaurazione

Angiola Maria Sassi Perino

97

Architettura e « Arte del Fabbricare » nelle Enciclopedie torinesi dell’Otto- cento

Tomaso Ricardi di Netro Luigi Griva

109 Ël cont Piossasch, in arte Veritas 123 I Francesi sul Po (1798-1802)

Felice Pozzo 133 Emilio Salgari e le esplorazioni. Il dramma della spedizione italiana al

 

Garhwal

Ritratti e ricordi

Andreina Griseri Liborio Termine Luciano Tamburini Documenti e inediti

137 Roberto Gabetti e il Piemonte 143 Un uomo di frontiera Armando Testa 147 Per Sebastiano Timpanaro

Tomaso Vialardi di Sandigliano

151 Contributi per una storia della Massoneria in Piemonte: all’Oriente dei Reggimenti piemontesi

Notiziario bibliografico:

recensioni e segnalazioni

159

 

P. Dragone, Pittori dell’Ottocento in Piemonte (L. Tamburini) – Biblioteca Reale Torino (R. Roccia) – Theatrum Sabaudiae. Teatro degli Stati del Duca di Savoia (C. Roggero Bardelli) – M. Cerruti, Il piacer di pensare. Solitudini, rare amicizie, cor- rispondenze intorno al 1800 (G. Pagliero) – A. Chemello - L. Ricaldone, Geografie e genealogie letterarie (G. Pagliero) – B. Traversetti, Cronistoria del romanzo occi- dentale: 1711-1957 (F. Pozzo) G. G. Amoretti, La città fedele. Letteratura di lin- gua italiana a Nizza (V. Jacomuzzi) – «Almanacco Piemontese/Armanach Piemontèis» 2001 (G. Bergami) – F. Pozzo, Emilio Salgari e dintorni (L. Tamburini) – G. P. Marchi, La spada di sambuco. Cinque percorsi salgariani (F. Pozzo) – L. Ginzburg, Scritti (G. Bergami) – T. Malpassuto, Portrait d’un pauvre homme. Piero Ravasenga (P. M. Prosio) – G. Calcagno, Dodici lei (G. Tesio) – G. De Rienzo, Il dolore di amare (S. Satragni Petruzzi) – L. Mancinelli, La Sacra Rappresentazione (S. Satragni Petruzzi) – R. Cammilleri, Sherlock Holmes e il misterioso caso di Ippolito Nievo (S. Satragni Petruzzi) – S. Perosino, Tre notti di Rubio; Per Domitilla; Verdeluna; Sintesi spazio colore (B. Dorato) – Carteggio Manno-Vieusseux (1830-1846) (P. Cazzola) – O. Lurati, Perché ci chiamiamo così? Cognomi tra Lombardia Piemonte e Svizzera italiana (G. Gasca Queirazza S.J.) – Il potere e la devozione. La Sindone e la Biblioteca Reale di Torino (R. Roccia) – M. G. Bosco, Il castello di Lagnasco. Storia e committenza al centro della cultura manierista (S. Mamino) – Infanzie. Il bambino nell’arte tra ’800 e ’900 (A. Boidi Sassone) – Incisioni. Francesco Franco (A. Boidi Sassone) – 1848-1857. La Cittadella di Torino (S. Poletto) – La scala di Pietro Micca (P. Cazzola) – M. Leva Pistoi, Torino tra Eclettismo e Liberty 1865-1915 (E. Gianasso) – M. Leva Pistoi -

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marzo 2001 Studi Piemontesi, vol. XXX, fasc. 1 M. Piovesana Gallo, Borgo Nuovo. Un quartiere torinese

marzo 2001

Studi Piemontesi, vol. XXX, fasc. 1

 

M. Piovesana Gallo, Borgo Nuovo. Un quartiere torinese tra storia e vita quotidia- na (E. Gianasso) – Accademie e Società Filarmoniche. Organizzazione, cultura e attività dei filarmonici nell’Italia dell’Ottocento; A. Colturato, Forme dell’associa- zionismo musicale in Piemonte dalla restaurazione allo Statuto Albertino (S. Baldi) – E. Genta - G. Mola di Nomaglio - M. Rebuffo - A. Scordo, I consegnamenti d’arme piemontesi (O. L. Autonomi Maggi) – L’araldica della genealogia. Le armi gentilizie piemontesi (G. Mola di Nomaglio) – Suworow in der Schweiz (P. Cazzola) – A. A. Mola, Storia di Cuneo 1700-2000 (L. Tamburini) – O. Bovio,

Carabinieri in Piemonte 1814-2000 (L. Tamburini) – Il Piemonte alle soglie del 1848 (R. Roccia) – S. Bertoldi, Il Re che tentò di fare l’Italia. Vita di Carlo Alberto di Savoia (F. Contaretti) – 1859-1864. I progetti di una capitale in trasformazione (R. Roccia) – La svolta di Giolitti (C. Ceccuti) - C. Pianciola, Piero Gobetti. Biografia per immagini (G. Bergami) – F. Lupano, La Compagnia di San Paolo e il Servizio sanitario per i poveri nella Città di Torino, 1814-1851 (C.A.M. Burdet) – Un insegnamento per tutti. Centocinquant’anni di mutua istruzione nelle Società operaie piemontesi; S. Bertotto, La bella stagione. 150 anni di mutualismo a Settimo Torinese (F. Quaccia) – D. Albera - P. Corti, La montagna mediterranea:

una fabbrica d’uomini? Mobilità e migrazioni in una prospettiva comparata (sec. XV-XX) (R. Allìo) – Un sistema periodico, da Amedeo Avogadro a Primo Levi (D. Zarrelli) – Appunti per la storia dell’Industria Cinematografica a Torino (L. Palmucci) – C. Ricciardelli, Olivetti. Una storia, un sogno ancora da scrivere (F. Quaccia) – G. Monreale, L’Istituto industriale «Omar » (D. Marucco) – E. Garda, Il Buxus. Storia di un materiale autarchico fra arte e tecnologia (E. Dellapiana) – Fërvaje dle masnà (B. Dorato) – G. Calliero - R. Previati, Ël but (B. Dorato) – M.

Grosso, Conta mama

conta (B. Dorato) – Musiche, canti e danze tradizionali di

... Balme (B. Dorato) – Valadas Occitanas e Occitània Grande (B. D.) – F. Corradin, Oyen lo rèi (G. Zoppelli) – H. B. de Saussure, Viaggi nelle Alpi. Passo del Gries e Monte Rosa (S. Satragni Petruzzi) – Stranieri in Piemonte e piemontesi all’estero nel Medioevo (M. Baima) – Un officier savoyard au service de l’Italie. Mémoires d’Antoine Salomon (G. Mola di Nomaglio) – M. Crema Giacomasso, Gli ultimi 50 anni. Piemonte 1950-2000 (B. Dorato) – A. Audisio - B. Guglielmotto-Ravet - A. Rosboch, Repertorio bibliografico delle Valli di Lanzo (G. Gasca Queirazza S.J.) – M. Barbaro - C. Parsani Motti - M. T. Pocchiola Viter, Una fatica da donne. Indagine sulla quotidianità femminile nelle Valli di Lanzo (B. Dorato) – A. Gaspani, Astronomia e geometria nelle antiche chiese alpine (S. Satragni Petruzzi) – Moncalieri territorio e arte (E. Gribaudi Rossi) – G. Mongini - C. Oddone, Municipi e castellanie. Storia di Beinasco dalle origini ad oggi (M. Baima) – Le fab-

briche e la foresta. Forme e percorsi del paesaggio biellese (A. Dameri) – L’acqua disegna il paesaggio nella pianura irrigua novarese e lomellina (P. Cazzola) – Carlo Negroni e il suo tempo (L. Manzo) – G. Caramellino, Mulini medioevali a Settimo Torinese (L. Griva) – Il Museo Storico della Cavalleria nel 150° anniversario dello stabilimento in Pinerolo della Scuola di Cavalleria 1849-1999 (P. Cazzola) – A. Corona, Sedici anni di cronache sangermanesi. 1898-1914 (F. Pozzo) – S. Beltramo - S. Gianada, Cuorgnè. Nascita e sviluppo di un Borgo mercantile (F. Quaccia) – Montanaro. Percorsi culturali (C.A.M. Burdet) – Le Icone di Cristo e la Sindone (S. Satragni Petruzzi) – Le Sindoni ritrovate. Il restauro delle raffigurazioni nel bielle- se (F. Quaccia) – T. M. Di Blasio, Veronica, il mistero del Volto (S. Satragni Petruzzi) – L. Regolo, La reginella santa (S. Satragni Petruzzi) – Collana «Minipas» (L. Marucco) – M. Martini - L. Perricone, Un secolo di storia e cam- pioni, l’atletica in Piemonte (G. G. Massara) – Segnalazioni (a cura di B. Dorato e A. Malerba).

Notizie e asterischi

247

 

Qualche curiosità sulla nascita del teatro che diventò « Il Gobetti » (G. Rizzi) – Artigiani restauratori. Una scuola a Torino (C. Genisio) – Per Enrichetta Leospo; Ricordo di Domenico Carpanini; Attività del Centro Studi Piemontesi - Ca dë Studi Piemontèis (a.m.) – Asterischi (a cura di G. Pennaroli).

Libri e periodici ricevuti

269

 

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novembre 2001 Studi Piemontesi, vol. XXX, fasc. 1 Saggi e studi Luciano Tamburini Pier Massimo Prosio

novembre 2001

Studi Piemontesi, vol. XXX, fasc. 1

Saggi e studi

Luciano Tamburini Pier Massimo Prosio

295 Il cuore di Collodi e quello di De Amicis 315 Lamartine a Torino

 

Piero Cazzola

331 Lajos

Kossuth,

dalla

militanza

politica di Londra all’operoso

esilio

 

torinese (1852-1894)

 

Angelo Tamborra

343 Un carbonaro

piemontese, medico e

uomo

di

Stato, nella Serbia

del-

Karl Gebhardt

l’Ottocento: Bartolomeo Silvestri Cuniberti 365 Piamonte / Peamont: comment expliquer ces plus anciennes formes

Laura Ramello

du mot « Piémont »? 375 A la Frasketa parliamo na lengva ke non è da christiani: Varietà linguisti-

Note

che e caratterizzazione dei personaggi nel Baudolino di Umberto Eco

Gustavo Mola di Nomaglio Igor Ferraro

397 La bandiera di Savoia sul mare 417 Gli interventi di Piero Goano, Alessandro Tesauro ed Ascanio Vitozzi per il Santuario di Vicoforte

Angelo Dragone

441 Delleani: ritorno in Vallée

 

Elena Gianasso

451 Studi e progetti tra Otto e Novecento per la Galleria di collegamento e per il Fabbricato detto il Chiablese” alla Villa della Regina di Torino

Sergio Giuntini 467 Romualdo Marenco: da Novi Ligure alla Belle Époque dei balli

Michelangelo Navire

« Excelsior » e « Sport » 477 Bric S. Vito di Pecetto / Monspharatus. Storia di un sito e ipotesi sull’origine del toponimo

P. Barale - M. Codebò - H. De Santis

489 Augusta Bagiennorum (Regio IX), una città astronomicamente orientata

 

Ritratti e ricordi

Giovanni Tesio Andreina Griseri Giacomo Soffiantino

505 Lalla Romano e il percorso delle affinità 513 Lalla Romano: tracce sugli orizzonti 515 Ricordo di Mario Calandri

 

Aldo A. Mola

521 Domenico

Chiattone

(1878-1906).

Dal

Cartario

di

Staffarda

alle

 

carte dello Spielberg

 

Documenti e inediti

Stefania Taranto

533 Mon bon ange

...

Il carteggio coniugale di Cesare Alfieri di Sostegno

 

Notiziario bibliografico:

recensioni e segnalazioni

567

 

V. Bersezio, La Commedia Piemontese. Appendici a « La Gazzetta del Popolo » (1898); V. Bersezio, I miei tempi; Le Novelle di Travet. Antologia di racconti di Vittorio Bersezio (G. Tesio) - G.P. Clivio, Trenin, dësmore e buate. Poesiòte piemontèise pr’ij cit (S. Gilardino) - S. Timpanaro, Virgilianisti antichi e tradizione indiretta (L. Tamburini) - M.A. Morelli Timpanaro, Il Cavalier Giovanni Giraldi (L. Tamburini) - Carteggio Croce- Petrini (G. Bergami) - Carteggio Croce-Spingarn (G. Bergami) - Un uomo di lettere. Marino Parenti e il suo epistolario (F. Quaccia) - La Marchesa Colombi: una scrittrice e il suo tempo (B. Dorato) - E. Salgari, Cartagine in fiamme (F. Pozzo) - Le Aeronavi di Savoia (F. Pozzo) - E. Salgari, La « Stella Polare » ed il suo viaggio avventuroso (S. Satragni Petruzzi) - G. Brunoro,

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novembre 2001 Studi Piemontesi, vol. XXX, fasc. 1 A tu per tu con Andrea Lavezzolo (F.

novembre 2001

Studi Piemontesi, vol. XXX, fasc. 1

 

A tu per tu con Andrea Lavezzolo (F. Pozzo) - R. Debenedetti, Giacomo Debenedetti. L’arte di leggere (P. Cazzola) - V. Bonadé Bottino, Memorie di un borghese del Novecento (P. Cazzola) - G. Morél, Eva (B. Dorato) - S.

Arneodo, Rousari de passioun (B. Dorato)- Maestra. Poesie inedite di Ines Poggetto (A. Malerba) - G. Zoppelli, Il leone e la lyra. Poesia e patois in Valle d’Aosta (B. Dorato) - Disegni del Rinascimento in Valpadana (L. Tamburini) - Album delle principali Castella feudali della Monarchia di Savoia (R. Roccia) - P. Gobetti, Scritti sull’arte (G. Bergami) - G. Montanari, Giuseppe Momo ingegnere-architetto (W. Canavesio) - La Galleria Sabauda di Torino (R. Roccia) - Ferro, oro, pietre preziose. Le armi orientali dell’Armeria Reale di Torino (R. Roccia) - C. Accornero-E. Dellapiana, Il Regio Museo Industriale di Torino (D. Marucco) - Almisonis melos. Latin Motets and Mass Fragments in the Ivrea Codex (C. Santarelli) - C. Gallico, Per Verdi e altri scritti (L. Tamburini) - G.P. Tomasina, « All’uso di Francia » dalla moda all’industria (F. Malaguzzi) - Le carte dell’Archivio Cordero di Montezemolo (F. Malaguzzi) - Collezioni di Arme gentilizie… di Mondovì; Biblioteche del polo fossanese, Inventari degli esemplari a stampa del XVI secolo; L. Damonte, La libreria dei Gesuiti di Castelnuovo Scrivia (F. M.) - Certosini e cistercensi in Italia (Sec. XI-XV) (S.A. Benedetto) - I. Naso, Università e sapere medico nel Quattrocento (R. Nacca) - E. Tapparelli d’Azeglio, Una famiglia piemontese in via di estin- zione (C. Gros) - M. Ruggiero, Napoleone il giovane (P. Cazzola) - La Bibbia, la coccarda e il tricolore. I Valdesi fra due emancipazioni 1798-1848

  • (G. Vaccarino) - P. Cazzola, La storiografia italiana sul Maresciallo Suvórov

  • (G. Baselica) - E. Genta, Una rivoluzione liberale mancata. Il progetto

Cavour-Santarosa (P. Casana) - A. Scirocco, Garibaldi. Battaglie, amori, ideali di un cittadino del mondo (A.A. Mola) - M. Donat-Cattin, Vers de nouveaux destins (C.A.M. Burdet) - R. Bianchi, Bocci-Bocci. I tumulti anno- nari nella Toscana del 1919 (L. Tamburini) - M. Scavino, « Se otto ore vi sembran poche… » (G. Bergami) - Carlo e Nello Rosselli e l’antifascismo europeo (G. Bergami) - G. Arian Levi-M. Montagnana, I Montagnana. Una famiglia ebraica piemontese e il movimento operaio (1914-1918) (P. Cazzola) - G. Boatti, Preferirei di no (F. Contaretti) - A. G. Ricci, La

Repubblica (A.A. Mola) - F. Ferrarotti, La società e l’utopia; F. Ferrarotti, Un imprenditore di idee; Olivetti 1908-2000; G. Soavi, Adriano Olivetti (F. Quaccia)- P. Manuele, Principi marinai (L. Griva) - F. Cordero di Pamparato, Piemontesi alle crociate (L. Griva) - Gocce di Piemonte (F. De Caria) - Alla scoperta di Azeglio (F. Quaccia) - Album di Coazze. Immagini

d’epoca in omaggio a Luigi Pirandello (P. Cazzola) - S. Montiferrari, I Piloni di Coazze (B. Dorato) - G.G. Bricco, Ad Lancei Valles brevis lusus poëticus

  • (M. Baima) - A. Bonci, Bealere, mulini e altri artifici. Note di economia e

imprenditorialità a Lanzo (R. Roccia) - G. Inaudi, Le sounàiess a Balme (F. De Caria) - Usoei-Uxellos-Usseglio (B. Dorato) - M. Actis-F. Longo-D. Ginestrone, La parrocchia di San Giacomo Apostolo in La Loggia (F. De Caria) - Carmagnola: luoghi della memoria (F. De Caria) - M. Pasqua, I Carmelitani ad Incisa (F. De Caria) - A. Alacevich, Una cheraschese illustre:

Benedetta Clotilde Lunelli Spinola (B. Dorato) - La valanga. Val Formazza 1951 (P. C.) - M. Centini, Nascere vivere morire (S. Satragni Petruzzi) - Segnalazioni (a cura di B. Dorato e A. Malerba).

Notizie e asterischi

632

 

La scienza sulle Alpi (P.C.) - Attività del Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis - Asterischi (a cura di G. Pennaroli).

Libri e periodici ricevuti

649

 

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Contributi per una storia della Massoneria in Piemonte:

all’Oriente dei Reggimenti piemontesi

Tomaso Vialardi di Sandigliano

Se lo sviluppo della storia della Massoneria britannica non pone particolari problemi 1 , il suo sviluppo storico sul continente, dominato da Francia e Germania 2 , implica coin- volgimenti di classi sociali in contrasto per cultura e forma- zione politica che non facilitano l’esame della sua evoluzio- ne. Come per tutte le società chiuse, anche per la Massoneria è per lo meno incauto fissare date e fatti, sovente alterati per fattore precauzionale o perché trasmessi tradizionalmente. È necessaria una lettura molto attenta per esplorare la realtà variegata e contraddittoria che gli archivi massonici europei lasciano trapelare, realtà fatta di rivolte poco frater- ne, tanti ingenui, qualche lampante cialtrone ed un regicida 3 . Furono gli uomini del secolo con tutte le loro contraddizio- ni a dare al contesto latomistico del ’700 la propria impron- ta, dove alcuni Fratelli, pochi contro molti, seppero rivolge- re alla trascendenza uno sguardo più profondo di quanto sia in genere sospettato, sovrapponendo alla debolezza interio- re di un’istituzione nascente, quell’esoterismo mistico che ancora oggi permea i Rituali di certi Alti Gradi. Dall’Inghilterra, la Massoneria raggiunse l’Europa conti- nentale seguendo canali non sempre facilmente percepibili, al seguito dei contingenti militari irlandesi di stanza in Francia, dove ebbero origine le due prime Logge all'Oriente 4 di altret- tanti reggimenti giacobiti 5 . La mobilità intrinseca all'elemento militare fu per oltre un secolo il mezzo di propagazione, da piazzaforte in piazzaforte e da prigionia in prigionia 6 , di quei fattori innovatori assorbiti nei differenti paesi, tanto in pace quanto in guerra. La comunicazione di Gradi e Rituali ultra- nazionali divenne la peculiarità delle Logge castrensi 7 , nelle quali il principio della fratellanza trovò applicazioni più ampie che nelle Logge ad estrazione borghese 8 . In Italia la Massoneria fu segmentata da fazioni profon- damente politicizzate, con una maturazione che si discostò da quella inglese, rendendo la ricerca storica complessa, loca- le e distante dal contesto europeo, senza a volte tenere con- to delle tipologie politiche proprie agli Stati che convissero nella penisola. Questa mancanza di tradizione massonica orga- nizzata sviluppò, soprattutto nelle Logge di matrice risorgi- mentale che videro nei Papi l’ostacolo all’Unità d’Italia, l’an- ticlericalismo vittimistico ravvisabile ancora oggi. La crono- logia latomistica generalmente accettata è quella che sugge-

SIGLE E ABBREVIAZIONI

AB ARAST: Arturo Bersano, Adel- fi, Federati e Carbonari. Contributo alla Storia delle Società segrete, Atti della Reale Accademia delle Scienze di Torino, v. 45, Torino 1910. ADS RDT 26 F: Archivi Diparti- mentali della Savoia, fondo 26 F 1-26 ADS BAS 86: Archivi Dipartimen- tali della Savoia, Bibliothèque de l’Académie de Savoie, tomo 86. ASB D: Archivio di Stato di Buda- pest, fondo Degh. AST: Archivio di Stato di Torino. ASVc: Archivio di Stato di Vercelli. AVS FM: Archivio Vialardi di San- digliano, fondo Massoneria. BM SSP: Bianca Marcolongo, La Massoneria nel secolo XVII , Studi Storici, vol. XIX, Nuova Serie v. I, Pavia 1910. Cop. F II v. 11e: Archivi Gran Log- gia Nazionale di Danimarca. FC: Francesco Cognasso, I Savoia, Varese 1971. HFM: H. F. Marcy, Essai sur l’ori- gine de la Franc-maçonnerie et l’histoire du Grand Orient de France, voll. 2, Paris 1949-1956. JB MAISTRE: Écrits Maçonniques de Joseph de Maistre, Édition critique par Jean Rebotton, Genève 1986. PC: Pierre Chevallier, Histoire de la Franc-maçonnerie francaise, voll. 3, Paris 1974-1975. PM A 15: Pericle Maruzzi, L’Acacia Massonica, a. VII, 1915. PM BSBS 28 & 30: Pericle Maruz- zi, Notizie e documenti sui Liberi Muratori in Torino nel sec. XVIII , Bollettino Storico Bibliografico Su- balpino, XXX, Torino 1928, e XXXII, Torino 1930. RLF: René Le Forestier, La Franc- maçonnerie Templière et occultiste aux XVIII et XIX siècles, voll. 2, Paris 1987, II edizione. Thory: Claude-Antoine Thory, Acta Latomorum, voll. 2, Paris 1815. TS BSV: Terenzio Sarasso, La libe- ra Muratoria Vercellese nel ’700 ,

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risce una data leggermente posteriore allo sviluppo conti- nentale, mentre rimane aperto il dibattito sul dove siano sta- te installate le prime Logge 9 . Per il Piemonte, una nostra ricerca in fondi inediti 10 ha tracciando un quadro delle pri- me presenze massoniche. La formazione degli eserciti europei fu abbastanza simi- le, con un forte nucleo iniziale d’elementi spagnoli, tedeschi, inglesi, più tardi anche francesi, inquadrati in prevalenza in reggimenti privati. La caduta stuartista allargò gli effettivi di molti reparti, tanto che dal 1694 al 1696, in Piemonte, il 2° battaglione del reggimento di fanteria d’ordinanza Chablais 11 fu composto esclusivamente da irlandesi che portarono al loro seguito, come in Francia, le prime logge. Allo sciogli- mento nel 1704 del Chablais, gli irlandesi superstiti della pri- gionia di San Benedetto sul Po entrarono nel reggimento del- le Guardie, portando la componente massonica contigua alla Corte. La Massoneria seguì quindi anche per il regno sardo la strada dei reggimenti stuartisti. I legami militari con la Francia proseguirono nonostante le guerre e dopo lo spostamento della capitale a Torino. Chambéry continuò ad essere il getaway intellettuale verso l’Europa e, con la fine della guerra dei Sette Anni, il punto di riferimento per quegli ufficiali che aveva- no portato in patria le iniziazioni ricevute in paesi stranieri. Come per la Francia, anche in suolo piemontese la prima log- gia fu al seguito di un reggimento, il Savoia-Fanteria 12 , instal- lata all'Oriente di Casale il 20 gennaio 1765 13 e causa pro-

babile dell'interdizione del 23 giugno dello stesso anno 14 . L’avvento al trono di Vittorio Amedeo III 15 , re in odore

  • di Massoneria 16 e riformatore appassionato d’uniformi, ali-

mentò i sogni di un esercito sconvolto, retto da generali letar- gici che mostrarono nei fatti di Savoia e Nizza la loro peri- colosa nullità, nonostante gli atti di coraggio di subalterni eroici. La Massoneria sembrò respirare aria nuova. Nei posti civili e militari di maggiore responsabilità, tanto a Corte quan- to nelle città sedi di reggimenti, l’Ordine si rivelò ben pre- sente, mai però legato ad interessi specifici, perché costitui- to da gente onesta anche se non sempre capace. Fu masso- ne il mondo familiare in cui visse il re, cominciando dalle sue due figlie: Maria Teresa sposa nel 1773 del Fratello Carlo,

conte d’Artois 17 e Maria Giuseppina sposa nel 1771 del Fratello Luigi, conte di Provenza 18 . Fu massone il ramo Carignano- Soissons, con la Sorella Maria Teresa, figlia del Fratello Luigi Vittorio, IV principe di Carignano, sposa del Fratello Alessandro conte di Lamballe 19 e sorella del Fratello Eugenio, brigadier des armées du roi e Dignitario del Grande Oriente

  • di Francia. E fu massone il Fratello Roberto di Malines, isti-

tutore del futuro Carlo Emanuele IV 20 . Se la Bastiglia colse impreparate le Cancellerie d’Europa, che valutarono l’episodio come sporadico e tipico della men- talità francese, la discesa a Torino, poi a Moncalieri, dei paren-

ti d’oltralpe 21 , colse ancora più impreparato Vittorio Amedeo III. Alla testa di una corte di principi, principesse, generali

Bollettino Storico Vercellese, n. 9, Vercelli 1977. TVS 1: Tomaso Vialardi di Sandi- gliano, Una fronda filo francese nei Reggimenti piemontesi, Archivi e Storia n° 2, Vercelli 1989. TVS 1a: Tomaso Vialardi di Sandi- gliano, Una fronda filo francese nei Reggimenti piemontesi, Torrione Lodge of Research N° 34, Bruxelles, 1996, edizione ampliata ed emendata. TVS 2: Tomaso Vialardi di Sandi- gliano, Essai sur l’origine de la Franc- Maçonnerie militaire, Travaux de la Loge de recherches Alliance n. 17, Paris 1996. TVS 3: Tomaso Vialardi di Sandi- gliano, Military masonry, MBC, Bloo- mington 1997 YD VdH: Yves Duret, Joseph de Maistre et la Franc-Maçonnerie savoi- sienne, Travaux de la Loge nationale de recherches Villard de Honnecourt n. 9, II serie, Courbevoie 1984.

1 La fondazione della Massoneria moderna risale alla San Giovanni d’e- state del 1717, quando quattro logge lon- dinesi, parte di un contesto più ampio, si costituirono per la prima volta in Gran Loggia. Nel 1723 il pastore anglicano Anderson pubblicò la prima edizione delle The Constitutions of the Free- Masons, che furono la Charta costituti- va della nuova Massoneria. Risale a quel- la data l’inizio della decristianizzazione dei Rituali a favore di un deismo laiciz- zante, passaggio che ancora oggi è moti- vo d’instabilità in molte Obbedienze. Storicamente, il vero anno di fondazio- ne fu il 27 dicembre 1813, quando la Gran Loggia degli Ancients (Antichi) e quella dei Moderns (Andersoniani) sti- pularono l’Atto d’Unione, installando la Gran Loggia Unita d’Inghilterra.

2 La Massoneria francese fu stuarti- sta e giansenista nei suoi inizi, poi liber- tataria ed innovatrice, mentre rimase imperiale e cavalleresca in Germania, dove la sua contiguità ai Cerchi Rosa- Croce accentuò nel ’700 la tradizione occultista ed ermetica dei suoi Sistemi, che svilupparono una particolare cristo- logia alchemica. Per esprimersi comple- tamente, questa nuova corrente creò un Grado proprio, il Cavaliere Rosa-Croce, che assunse vari nomi (Cavaliere del- l'Aquila nera, del Pellicano, di sant'An- drea di Scozia, Sovrano Principe di Herodom). Questo Grado, da solo, rap- presentò il nec plus ultra della Massoneria mistica e fin dal suo apparire fu il più ambito e praticato di tutti gli Alti Gradi. La Massoneria templare rimase però ibri- da, presentandosi tanto come Sistema strettamente cavalleresco, quanto come cristianesimo mistico dedito alla teurgia

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e gentiluomini, il conte d’Artois, il conte di Provenza ed i vari Condé cercarono nel re sabaudo e soprattutto nei suoi ufficiali un orecchio ben disposto. Fu l’inizio di una fronda seducente per gli sbocchi che lasciava sperare, ma sconcer- tante per la sua superficialità. S’innescò una fitta ragnatela relazionale, che portò sul tavolo la proposta d’armare 15.000

uomini per un colpo di mano su Lione. Gli ufficiali si rivol- sero ai Fratelli negli eserciti stranieri, tanto in Francia quan- to nel resto dell’Europa e la filiera massonica di Chambéry, che rappresentava la via per Lione, fu la più attiva. I reggi- menti coinvolti installarono o rifondarono le Logge ai pro- pri Orienti, molte passando per cautela sotto la Gran Loggia

  • di Ginevra 22 .

Per facilitare i contatti con i Fratelli d’Oltralpe, la Saint Jean de la Candeur all'Oriente di Casale 23 rilasciò il 15 Aprile 1790, a Gioachino Avogadro di Quinto 24 , capitano in Savoia- Cavalleria, una patente al Grado di Gran Maestro Aggiunto 25 , con lo scopo di fargli avere libero accesso alle Logge stra- niere. È dubbio che la Saint Jean des trois Mortiers potesse ancora concedere patenti, poiché non più riconosciuta da nessuna Obbedienza come Grande Loge Maîtresse du Royaume de Sardaigne . Lo stesso Capitolo Rosa-Croce di cui erano membri i Maestri fondatori della Candeur, non aveva il pote- re d’installare Logge e, fatto più significativo, questo Capitolo non ebbe mai il riconoscimento dei Trois Mortiers 26 . La costru- zione simbologica della patente data ad Avogadro, esponen- ziale del Grado Chevalier d'Orient ou de l’Epée, per impo- stazione e gusto, è d’area francese. La sua ridondanza mar- ca l’inclinazione dell’epoca, il glifo profano prendendo il sopravvento sulle tematiche iniziatiche. In che modo il documento, certamente in bianco, lasciò gli archivi dei Trois Mortiers? Attraverso il mondano S.C.R.C. 27

  • di Chambéry ed al suo compiacente Grand garde des Sceaux

Battaillard 28 , Venerabile dei Trois Mortiers. Nel Tableau General du Grand Orient [Sarde] a nostre mani, successivo di pochi mesi, non esiste traccia dell’aumento di salario a Gioachino Avogadro, che continuò ad essere Frère membre de la Loge, maître. La nomina fu inventata per dare ad Avogadro un cre- dito maggiore negli incontri d’Oltralpe, oppure la Candeur accarezzò effettivamente l'intenzione di costituirsi in Gran Loggia, riunendo intorno a sé la fronda filofrancese? L’idea non è da scartare, dato che la Candeur, pur non essendo una loggia castrense in senso stretto, riunì i principali fautori del- la fronda, tutti ufficiali in quei reggimenti che gravitavano nell'ambito savoiardo dell'infausto conte de Lazary 29 . I legami con i reggimenti furono tenuti dai Fratelli Chevaliers Chiesa, Ignazio e Alexis, mentre il Fratello mar- chese Luigi della Rovere, membro della Sincerité di Chambéry, loggia massonicamente scomunicata ed in aperto contrasto con i Trois Mortiers 30 , tenne i contatti con i Fratelli francesi. Il Fratello de Lazary il giovane, Gentilhomme, Second Expert dei Trois Mortiers e contemporaneamente affilié a la Loge de Casal, completò il collegamento con l’Oltralpe. Alcuni reg-

magico-kabbalistica, nessuno di questi volti riuscendo mai a imporsi in manie- ra definitiva. Ancora oggi, nei suoi mol- teplici aspetti e significati, questo Grado rappresenta il punto culminante della costruzione del Tempio, trovando l’e- spressione massima nel Royal Order of Scotland (RSYCS).

  • 3 Luigi Filippo Giuseppe, duca di Chartres, poi duca d'Orléans e, nella sua veste di regicida, Philippe Égalité. Gran Maestro dell'Ordine in Francia dal 24 giugno 1771, apostata pubblico il 24 feb- braio 1793 su Le Journal de Paris n. 55, supplemento.

  • 4 L'Oriente è lo spazio dove la log- gia è installata. Le Logge ambulanti (mili- tari o castrensi), sono installate all'Oriente del proprio reggimento.

  • 5 Carlo II Stuart armò a Saint- Germain-en-Laye, nel 1661, il Royal Irlandais. Dopo la disfatta del 1689, il reggimento ritornò a Saint-Germain con Giacomo II: è al suo Oriente che nac- que la Parfaite Égalité, prima loggia su suolo francese, forse già installata fin dal 25 marzo 1688. Ancora a Saint-Germain, il reggimento di Dillon (Walsh Infanterie) diede origine nel 1699 alla Bonne Foi, tuttora esistente a quell’Oriente. Una let- tera del 1737 di Bertin du Rocheret, pre- sidente all’elezione d’Épernay, rafforza questa tesi. Scrivendo della Massoneria in Francia, la definì Société ancienne

d’Angleterre [

...

]

introduite en France a

la suite du roy Jacques II en 1689 (PC, v. I e TVS 2). È un triste dato di fatto che su questa realtà storica stuartista, peri-

colosi avventurieri inventarono devian- ze molto lontane dal contesto tradizio- nale, sfruttando la sete mistica ed esote- rica del secolo. Questa è la ragione che ha reso dubbiosi alcuni storici sulle radi- ci stuartiste della Massoneria europea, ma HFM ha risolto definitivamente il problema.

  • 6 In una corrispondenza dell’ottobre 1776, Luigi di Borbone-Condé, conte di Clermont e abate di Saint-Germain-des- Prés, Gran Maestro dell’Ordine in Francia, scrisse al marchese de Gages, suo omologo nei Paesi Bassi Austriaci:

non installate troppe Logge militari, è in genere da queste che hanno origini tutte le indiscrezioni; i militari sono uccisi o i

loro bagagli presi, di conseguenza i loro documenti frugati (PC, v. I, T.d.A.). I Rituali degli Alti Gradi furono, per tut- to il ’700, merce preziosissima di scam- bio.

  • 7 È innegabile l’ampio mezzo di dif- fusione che il militare ha rappresentato. Il Tableau del 1787 per la Francia, solo per il suo Grande Oriente, riporta 76 Logge di cui 8 in sonno e 10 Capitoli

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gimenti non sembrano avere avuto Fratelli nelle Logge che parteciparono alla fronda, ma questa non fu mai denunciata neppure in corrispondenze private 31 , a testimonianza di un favore attesista. Colpisce la profondità che la fronda assun- se in tempo breve, coinvolgendo rami diversi delle stesse fami- glie, come si evince dai cognomi uguali 32 che emergono in reggimenti differenti, tutti Frères membres delle Logge com- promesse. L’unico tableau della Candeur, correlato con le nostre ricerche 33 , conferma questa realtà. Il re ne fu al cor- rente? È difficile pensare il contrario, vista l’ampiezza ed i livelli di partecipazione 34 , di cui il conte de Lazary fu l’e- sponente preminente. Tutto durò pochi mesi, effervescenti e pieni di speranze. Il sogno si spezzò nel maggio del ’91, quando notizie sem- pre più drammatiche allontanarono definitivamente le cer- tezze romantiche dei mesi precedenti. Le pressioni del re di Francia e dell’imperatore Leopoldo fecero sì che, nel giugno, tutti i parenti reali francesi lasciassero il Piemonte. Dolorosa- mente, i Fratelli coinvolti nella fronda si resero conto che gli avvenimenti di Francia erano stati seguiti da quei Fratelli nel- le Cancellerie russe, austriache, prussiane ed inglesi di cui avevano vagheggiato l’aiuto, con interessi molto diversi ed un punto fermo comune: la monarchia di Versailles era l’o- stacolo alle mire espansionistiche delle loro Cancellerie. La conclusione fu amara e la sofferenza morale di un esercito già in sfacelo precipitò verso gli eventi storici che conoscia- mo.

La patente della Candeur ad Avogadro ci trasmette un episodio poco conosciuto di un periodo storico confuso ed una realtà che in tempi molto brevi costrinse i frondisti a decisioni politiche ben più gravi. Con incongruenze ed oscil- lazioni, ma senza mutazioni dei temi di fondo, singoli Fratelli passarono in Logge straniere, servendo sotto Napoleone e morendo in battaglie non italiane. Gioachino Avogadro fu tra questi 35 . Altri Fratelli, riprendendo e portando all’estre- mo con letture differenti le stesse tesi, parteggiarono nei fat- ti ancora oscuri del 1821. La Candeur risorse sull’onda napoleonica nel 1806, fran- cesizzata e borghese, per ritornare pochi anni dopo nell’o- blio questa volta definitivo.

APPENDICE 36

TABLEAU des Loges dépandantes du Grand Orient Sarde, & de celles constituées par la Grande-Mère Loge Nationale de Saint Jean des trois Mortiers, à l’époque du 1 er . Décembre 1790, stile vul- gaire, avec les noms de leurs Officiers, suivant l’élection de la Fête de la Saint Jean 5790, & de leurs Membres.

St Jean de la Candeur, à l'Orient de Casal.

Député au Grand Orient Sarde.

le

F...

Vibert de Massingi, Officier dans le Régiment de la Reine.

Sovrani, a cui si devono aggiungere un numero imprecisato di Logge affiliate ad Obbedienze diverse. Su 200 reggimenti in armi si conta, restrittivamente, una loggia ogni due reggimenti (TVS 3).

8 Sulle Colonne dei reggimenti euro- pei, compresi quelli all'Oriente della Corte od appartenenti alle Case Reali dove l'ammissione avveniva solo per chia- mata e con Prove di Nobiltà, convisse- ro su piede d’uguaglianza ufficiali nati e bas officiers (TVS 3).

9 La loggia stuartista castrense che lavorò a Roma tra il 1735 ed il 1737, non può essere considerata italiana, anche se tra i Fratelli contò il conte Soderini. Discorso diverso vale per la prima log- gia inglese di Firenze, che dal 1732 inco- minciò ad accogliere anche Fratelli tosca- ni.

  • 10 ADS RDT 26 F, ADS BAS 86 e ASB D.

  • 11 Armato nel 1687. Nel 1696 gli Irlandesi entrarono nel 1° battaglione. Questo reggimento non va confuso con il Chablais o Lullin già sciolto nel 1660. Il nuovo Chablais ebbe come primo comandante il Conte di Bernezzo, ante- nato di quel Carlo Gabriele Filippo, mag- giordomo di Corte di Vittorio Amedeo III, che fu tra i fondatori della St. Jean de la Mystérieuse , della quale Carlo Gabriele fu Venerabile, prima di essere nominato Gran Maestro provinciale del- la Massoneria per il Piemonte.

    • 12 La St. Jean de la Constante Amitié.

  • 13 La prima loggia storica torinese, la St. Jean de la Mystérieuse, fu installata il 27 dicembre 1765.

    • 14 In seguito all'intervento del vesco-

vo di Chambéry-Annecy, M. le Comman- dant Général pour S.M. dans le Duché de Savoie, manda le Vénérable [Jaume de La Valette, ancien cap.ne d'Infanterie au ser- vice de France] de la grande Maîtresse Loge des trois Mortiers, et lui intima de la part du roi, la defense expresse de ne

plus assembler dorénavant de Loges (ADS RDT 26 F, préambule, f.° 3). Quest’ordine non fu mai revocato, ma non molestò la coscienza dei Fratelli e la loggia torine- se La Mystérieuse fu installata sotto quel vocabolo per il gusto contemporaneo del mistero e non per nascondersi al veto politico, come alcuni storici hanno affer- mato. Basta ricordare che il Luogotenente di polizia di Torino era Gioachino Adalberto Pallavicini, marchese delle Frabose, commendatore dei SS. Maurizio e Lazzaro e membro della stessa Mysté- rieuse. Nei confronti della massoneria, l’ambiente piemontese fu equivoco come l’atteggiamento del suo re. Nonostante una sua richiesta personale del 1780 al

154

OFFICIERS DE LA LOGE.

Vénérable, Chiesa Ignace, Capitaine au Régiment de Casal, tous les grades. Premier Surveillant, de Coconitto, Marquis [di Montiglio] [ancien Officier], Eco[ssais]. Second Surveillant, [Bernardo] De Morelly [di Popolo], Officier au Régiment de Casal, idem. Orateur, [Giuseppe] de St. Nazar [di Giarole], Officier au Regt. d'Aqui, id. Secrétaire, de la Rouere, [Luigi della Rovere di Montabone], Officier [aiutante maggiore] au Régiment de Casal, tous les grades. Trésorier, de Gambera [di Mirabello], Comte, [ancien Officier], maître. Maître des Cérémonies, de St. Nazar, Comte, [ancien Officier], Eco[ssais]. Censeur, de Daniere [de Vallière], Offic. au Regt. d'Aoste, t[ous]. l[es]. g[rades]. Maître d'Hôtel, [Bellone] d'Attavilla, Marquis, [ancien Officier], maître. Expert, [Alessandro Zaverio] d'Arborioz [d’Arborio], Officier au Regt. d'Aoste, Ec[ossais].

FRÈRES MEMBRES DE LA LOGE.

[Giuseppe] Alciaty, Comte, Officier dans le Régiment de Verceil, maître. [Gioachino] Avogadro [di Quinto], Chevalier, Officier dans le Régiment de Savoye Cavalerie, idem. De Bettex, Officier dans le Régiment d'Aoste, id. [Solaro] Du Bourg, Marquis, [ancien Officier], Ecossais. [Solaro] Du Bourg, Chevalier, Officier dans le Régiment des Dragons de Chablais, maître. [Scarampi di Camino] De Camin, Comte, Officier dans le Régiment de la Marine, idem. De Cacciapiatty, Docteur ès droits, idem. De Caqueran [d'Osasco della Rocca], Officier dans le Régiment d'Aoste Infanterie, idem. Chiesa Alexis, Officier [tenente] dans le Régiment des Dragons du Roi, tous les grades. François, Officier dans le Régiment d'Aoste Inf. m[aitre]. De Léaque, Officier dans le Régiment des Dragons de Chablais, idem. De Leardy, Comte, Officier dans le Régiment de Casal, idem. De Lodi [di Capriglio], Officier dans le Régiment de Savoye Cavalerie, idem. De Miolans [barone], Officier dans le Régiment des Dragons de Chablais, idem. De Morelly [di Popolo], Chevalier, Officier dans le Régiment aux Gardes, maître. De St. Nazar, [di Giarole], Chevalier, Officier dans le Régiment des Dragons du Roi, tous les grades. De St. Nazar [di Giarole], Officier dans le Régiment d'Aoste Cavalerie, maître. De la Palme [di Borgofranco], Officier dans le Regt. d'Aoste Inf. El[u]. De Panissera [di Veglio], Comte, Officier dans le Régiment de la Reine Infanterie, maître.

Gran Priorato d'Italia di sospendere i lavori, le Logge continuarono indistur- bate. Solo l'11 aprile 1783 il conte Gabriele di Bernezzo voulant respecter la volonté de l'autorité souveraine (Cop. F II v. 11e) lasciò la Gran Maestria del- la IV Provincia, non in ossequio alla volontà reale, ma in vista del suo nuovo incarico a Corte assunto il 23 (o 24) apri- le 1784 (Maestro delle Cerimonie).

15

1773.

16

verso la Chiesa cieca [

]

tismo [

]

17

Futuro Carlo X.

18

Futuro Luigi XVIII.

19

FC scrive che il re avesse avuto in qualche momento interesse per l'occulti- smo massonico, ma anche una devozione

digiuni in casa,

manifestazioni pubbliche di massimo pie-

e che veramente [il re] non ave-

... va interessi culturali. È difficile vedere in Vittorio Amedeo un cripto-massone, succubo com’era di un’Inquisizione che spingeva per l’applicazione delle due bol- le di scomunica contro i Liberi Muratori ou Francs-Massons (In eminenti del 1738 e Providas Romanorum Pontificum del 1751), rafforzate dall’inequivocabile ed inefficace Editto Ferrao. L’equivoco si spiega con la confusione con gli altri due Vittorio Amedeo di Savoia, rispettiva- mente III e V principe di Carignano- Soissons, nonno e nipote, i loro legami massonici essendo certi. Il palazzo Soissons di Parigi, che fu sede della più importante bisca dell'epoca, ospitò rego- larmente i lavori di una loggia scoperta in una retata di polizia dell'8 giugno 1745.

Tutti i più bei nomi femminili di Francia gravitarono intorno alla Mas- soneria attraverso le Logge d’Adozione, adottate cioè da Logge maschili, soven-

te militari e nate dalla debolezza profa- na di certi Fratelli. Tra le Sorelle più illu- stri troviamo la principessa di Lamballe- Carignano, le duchesse di Borbone, di Chartres e di Lamballe. Grande Maîtresse di tutte le Logge d'Adozione di Francia fu la duchessa di Borbone, installata il 5 maggio 1775, sorella del nefasto Égalité. Grande Maîtresse particulière della log- gia d’Adozione della Saint-Jean d’Ecosse du Contrat Social all’Oriente di Parigi fu Maria Teresa de Lamballe, nata Savoia- Carignano, che patentò a Torino, in un anno imprecisato tra il 1783 e il 1787, la sconosciuta Espérance. Il Grande Oriente Sardo contò una sola loggia d’Adozione, la St. Jean de la Parfaite Harmonie all’Oriente di Casale, installata il 16 giu- gno 1789 sulle ceneri di velleità prece- denti, per delega del Sovrano Capitolo Rosa-Croce di Savoia al Fratello tenen- te nei Dragoni del Re, Cavalier Alexis Chiesa, Ch. de l’aigle et du Pelican par- fait maçon libre d’heredon, S.P. de R. C.

155

De Panissera [di Veglio], Officier dans le Regt. de la Marine,

id.

 

De Patono [di Meirano], Officier dans le Regt de la Marine,

Elu.

[Mola] De la Rissé, Officier dans le Regt. d'Aoste Inf. ma[itre]. De la Rouere [della Rovere?], Chevalier, Officier dans le Régiment des Dragon du Roi, Ecossais. De Thiesi [marchese di Villahermosa], Officier dans les Dragons de Chablais, m[aitre].

Ginevra del 28 febbraio 1791, già instal- lata in precedenza. [.?.]:

La Nouvelle Union , Oriente del Suisse-Bernois (Rochmondet), patenti del Directoire Helvétique Romand di Losanna del 1791, più probabilmente del 1790, che dal 1791 contò tra i suoi affiliés libres molti ufficiali dell'Aosta- Cavalleria.

  • 23 Non abbiamo trovato traccia del-

FRÈRES SERVANS.

De Noel, Ferraris, De Lucis, maîtres.

Adresse de la loge.

À Monsieur Ignace Chiesa, Capitaine au Régiment de Casal, à Casal.

l'irregolare patente di costituzione della Candeur, non registrata come quella dei Trois Mortiers, che i suoi tableaux dan- no installata nel maggio 1749. Di que- st'ultima loggia si conosce però la paten- te rilasciata dalla Gran Loggia di Londra il 13 giugno 1739, registrata il 27 dicem- bre dello stesso anno a favore di Joseph- François Noyel de Bellegarde, marche- se delle Marches e di Curtinge, iniziato a Londra nel 1723. Nel 1739 venne accor- data un'altra patente (RLF, v. I) a favo- re della Concorde di Moûtiers, con le stesse prerogative concesse al Bellegarde, probabilmente data dalla Gran Loggia degli Ancients. Le patenti furono dun- que due, una degli Ancients (13 giugno),

et membre du Souverain Conseil des Ch. d’Orient à l’orient de Chambéry (ADS RDT 26 F). Fu l’unica loggia installata da questo Capitolo e la sua irregolarità fu talmente evidente da non essere nem- meno menzionata nel Tableau General du Grand Orient des Etats de Sa Majesté le Roi de Sardaigne, & des Loges qui en dépendent (ADS BAS).

  • 20 Questo clima equivoco d’acquie- scenza, anche per la pressione del car- dinale delle Lanze, cessò con l'11 gen- naio 1790 (Thory, v. I), quando i fatti di Francia fecero precipitare gli eventi. Nel febbraio 1790 la Parfaite Sincerité e nel novembre dello stesso anno i Trois Mortiers spensero i loro fuochi, nono- stante esistano Tableaux ancora del dicembre del '90, compilati in realtà nel giugno-settembre. In tutta la penisola, fatta esclusione di una loggia a Napoli e due in Puglia, tutte le Camere Rituali, indistintamente dalle Obbedienze, sospe- sero i lavori. Sopravvissero nell'ombra quelle logge nate tardivamente, che ebbe- ro nello spirito della Bastiglia il proprio elemento costitutivo. La giovane Massoneria italiana, più di altre, prestò le proprie simbologie a tendenze estra- nee poco controllabili di cui ancora oggi porta il peso.

    • 21 Incominciata il 14 settembre 1789.

  • 22 La Grande Loge Nationale di Gine- vra fu costituita il 24 giugno 1769 e sospe- se i propri lavori nel 1781, per rinasce- re nel 1786. Dal suo Calendrier del 1791 prese il titolo di Grand Orient National di Ginevra. Diamo un elenco di Logge all’Oriente dei reggimenti au service de S.M. Sarde di cui è possibile delineare un quadro storico, anche se non definitivo (TVS 3):

CASALE:

St. Jean de la constante Amitié ,

Oriente del Savoia-Fanteria, patenti del- la Gran Loggia Madre St. Jean des Trois Mortiers di Chambéry del 20 gennaio

  • 1765. l'altra dei Moderns (27 dicembre) (Thory, v. I), come le date differenti fanno sup- porre, rilasciate tutte e due al Bellegarde. Nel 1788 comparve a Chambéry una nuo- va patente a favore di Pierre-Marc Dupuy

St. Jean de la Candeur, loggia milita- re a tutti gli effetti, Oriente di Casale, patenti della Gran Loggia Madre St. Jean

des Trois Mortiers di Chambéry del 15 aprile 1790.

PINEROLO:

Saint Jean de la sincere Union, Régiment de Piemont , Oriente del Piemonte-Cavalleria, patenti della Gran

Loggia Madre St. Jean des Trois Mortiers

  • di Chambéry del 22 luglio 1768.

SALUZZO:

Saint Jean de La Fidélitè , Oriente dell’Aosta-Cavalleria, patenti della Gran

avec pouvoir d’agir comme Grand Maître provincial et Grande Loge dans le royau- me de Sardaigne , rilasciata dal Gran Maestro per la Francia dell'Ordine d'Heredom di Kilwinning (ADS RDT 26 F, fondo J. Cochon, art. 65-66) che,

nonostante le aspre polemiche, incontrò un grande favore nelle Logge locali. Alexis Chiesa era già parfait maçon libre d'heredon almeno dal 1789.

Loggia Madre St. Jean des Trois Mortiers

  • di Chambéry in data sconosciuta, ma non

posteriore alla metà del 1789. La Parfaite Harmonie allo stesso Oriente, verso la fine dello stesso anno.

SAVIGLIANO:

Parfaite Harmonie, Loge Militaire et

ambulante, riportata sul Calendrier del Grande Oriente di Ginevra del 28 luglio 1790, già installata in precedenza.

CUNEO:

Parfaite Harmonie , Oriente dei

Dragoni della Regina, Calendrier del

Grande Oriente di Ginevra del 28 luglio 1790, già installata in precedenza.

Silencieuse, Loge Militaire et ambu-

lante formée a Coni, Oriente di Cuneo, Calendrier del Grande Oriente di Ginevra del 28 luglio 1790, già installata in pre- cedenza.

  • 24 [Giuseppe] Avogadro di Valdengo,

Lieutenant au Régiment de Saluce, nel 1790 era invece maître nella Saint Jean des trois Mortiers.

25 ASVc, Famiglia Avogadro di Quinto, pergamene, 101. Il documento è stato commentato da TS BSV, da TVS 1 e da TVS 1a. Si rimanda a quegli stu-

  • di ogni questione testuale.

    • 26 La regolarità del Grande Oriente Sardo pose, fin dal 1773, non pochi pro- blemi. Se la patente concessa al Bellegarde il 23 giugno 1739 con il pote- re di creare, costituire logge nel ducato di Savoia e nel principato di Piemonte, demo- lirle e sospenderle, nominare Gran Maestri vicari e dignitari permise ai Trois Mortiers

      • di proclamarsi fin dal 1752 Grande Loge

Maîtresse du Royaume de Sardaigne

NIZZA:

Silencieuse, Oriente del Regina-Fan- teria, Calendrier del Grande Oriente di

(Grande Oriente sardo), non vietò alla Mystérieuse di Torino di chiedere alla Gran Loggia di Londra l'autorizzazione

156

  • di costituirsi in Gran Loggia provincia-

le per il Piemonte. La patente fu con- cessa il 3 aprile 1774, ma già dal 1773 Asinari di Bernezzo comparve nel- l’ Engraved List della Gran Loggia di Londra con il titolo di Gran Maestro provinciale, rimanendovi stranamente iscritto fino al 1804. È celebre l’appas- sionata Requête de la Loge des Trois Mortiers au Grand Orient de Londre di Joseph de Maistre, Orateur dei Trois Mortiers, del 13 ottobre 1774 (JB MAI- STRE), mai arrivata a Londra perché intercettata dalla polizia di Chambéry. I Trois Mortiers, a scanso d’irregolarità nei confronti delle altre Obbedienze, si auto- nominarono Gran Loggia della Savoia,

continuando però, nei tableaux interni, a fregiarsi illegittimamente di Grande Oriente Sardo. Nel febbraio del 1790 anche il Grande Oriente di Francia dichiarò che non potessero più en aucun

cas se prevaloir du titre de G

...

O

...

de

Sardaigne. Per i Trois Mortiers e il suo

poco legittimo Grande Oriente Sardo fu la fine, ogni installazione di nuove Logge essendo fuori dalla regolarità. La Can- deur, nella patente ad Avogadro, attestò

  • di essere stata installata dai Trois Mortiers

il 15 aprile 1790.

27 Sublime Capitolo Rosa-Croce.

  • 28 Nella vita profana premier Officier du Bureau de la Solde des Troupes de S.M.

  • 29 Comandante nel '92 delle truppe piemontesi in Savoia.

  • 30 Nei lavori del 30 dicembre 1779 i Trois Mortiers lanciarono contro la Sincéritè quella che de Maistre chiamò una scomunica massonica, proibendo a tutte le proprie Logge di frequentare, anche indirettamente, la loge prétendue dite de la réforme, alla quale però lo stes- so de Maistre si affiliò poco dopo, rin- negando definitivamente i Trois Mortiers (YD VdH).

    • 31 TVS 3.

  • 32 Vedasi appendice, ricavata dal Tableau Général du Grand Orient (ADS BAS). Indicato, ma non letto in origina- le da BM SSP, errato in AB ARAST for- se per una cattiva copia di BM SSP, cono- sciuto solo in parte da PM A 15, le sue 23 pagine sono inedite. La collazione è stata fatta con PM A 15 e PM BSBS 28 & 30, AB ARAST, ADS RDT 26 F e due documenti in copia provenienti dal castel- lo di Degh (TVS 3) in archivio privato, i cui originali sono presso i disordinati

ASB D.

  • 33 TVS 2.

  • 34 Elenco dei reggimenti coinvolti di

cui è possibile seguire la traccia storica, ricavato dal tableau della Candeur, dai

tableaux di altre Logge e collazionato con il Tableau Général militaire des

Troupes de S.M. le Roi de Sardaigne selon le dernier établissement en 1775 (recte 1778), AST, Corte, Carte topografiche, serie terza, Militaria (TVS 3):

reggimento della Regina reggimento di Acqui reggimento di Casale reggimento d'Aosta-cavalleria reggimento di Vercelli reggimento della Marina

reggimento Dragoni del Re

reggimento Regina-fanteria

reggimento Savoia-cavalleria reggimento Aosta-fanteria reggimento delle Guardie reggimento Dragoni del Chablais

35 Colonnello del 28 ° Cacciatori a Cavallo nella Grande Armata, morì a Königsberg nel 1813 per le ferite ripor- tate nella battaglia della Beresina (Russia) servendo Napoleone.

36 Conformemente ai principi ammes- si nelle edizioni moderne, abbiamo tra- scritto le citazioni ed i documenti con

tutte le loro caratteristiche anche orto-

grafiche.

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