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Tomaso Vialardi di Sandigliano, nato a Milano, dopo gli studi in Italia si trasferisce a New York e poi a Los Ange- les dove entra nel gruppo responsabile del coordina- mento del Hierarchiology Project diretto dal professor Laurence J. Peter (1965-1967). Nell’ambito di Agenzie internazionali militari e civili ha ricoperto incarichi in Estremo Oriente, Est Europa e Sud America (1968-2006). È Presidente della Federazione di Biella e Vercelli dell’Istituto del Nastro Azzurro tra De- corati al Valor Militare e dell’Associazione Europea Ami- ci degli Archivi Storici. Dal 2006 è Membro internaziona- le della giuria del Rassemblement International des Amazones (Carcassonne). Anglosassone di formazione, cultore di storia militare, è autore di numerosi saggi su “Studi Piemontesi” con cui collabora e di approfondimenti sulla storia medioevale biellese pubblicati in vari volumi. Tra le altre opere si ricordano: Military Masonry (MBC 1997); Libro Eroico della Provincia di Biella (Artistica Editrice 2004); Verrone, l’immagi- ne ricostruita (Artistica Editrice 2005); Storia dello spionaggio (con Virgilio Ilari) (Artistica Editrice 2006) e Batterie a Ca- vallo (con il contributo di Tommaso Vitale) (Artistica Edi- trice 2007). Ha inoltre collaborato alla redazione e revi- sione del Dizionario biografico dell’Armata Sarda curato da Virgilio Ilari e Davide Shamà (Widerholdt Frères 2008).

E 25,00

“ Un viaggio non convenzionale e irriverente attraverso una memoria che abbiamo dimenticato ” W TOMASO
“ Un viaggio non convenzionale e irriverente
attraverso una memoria che abbiamo dimenticato ”
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TOMASO VIALARDI
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DI SANDIGLIANO

TOMASO VIALARDI DI SANDIGLIANO

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1921-1991

Prefazione di

Aldo Alessandro Mola

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I decenni tra il 1910 e la caduta del muro di Berlino segnano un periodo capitale per l’Europa, perché disegnano il pas- saggio tra l’implosione inaspettata dei grandi assolutismi mitteleuropei, imperi e dittature e la ritracciazione dei suoi confini e delle sue democrazie. Storia conosciuta, ma i cui risvolti più compiegati sono ancora terra di discussione o sepolti in quei cimiteri di comodo in cui la nostra società sotterra con funerali di Stato verità imbarazzanti. Nell’am- biente indiscreto, privato e intimo dei saloni di un castello medioevale capace di resistere ai duchi di Savoia fino al 1426, le firme sul suo Libro degli Ospiti rappresentano una traccia intermittente di quella storia più minuta sovente sottaciuta, un mondo complesso di simboli e di riti, un viag- gio tra il 1921 e il 1991 graffiante e non usuale nella nostra memoria. Tra le firme degli Ospiti, donne e uomini semplici spettatori coinvolti dalla propria posizione nella società del tempo o co-attori consapevoli della condizione storica, scorre un passato vicino dove si intrecciano episodi opachi della nostra storia contemporanea, tra Tedeschi prima alle- ati e poi nemici, Case Regnanti in fuga, Resistenza, Ordini più o meno sacri e più o meno profani, Malta e Massoneria, Vaticano e Servizi Segreti. Uno spazio silenzioso che ha de- terminato cinquanta anni di assetti politici dell’Italia post- bellica, implicando scelte, fatti e interrelazioni non sempre percepibili se slegati dal contesto del behind the scene inter- nazionale. Trame ancora avvolte in ambiguità volute e “di- stinguo” storico-etimologici, che hanno lasciato senza volto molte controparti di un passato appena passato, come l’omicidio di Mozart, il suicidio-delitto di Mayerling, l’atten- tato di Sarajevo e di un presente che era ieri, come la strana sepoltura di Evita Perón, l’uccisione di Che Guevara, la dop- pia vita di John F. Kennedy e la morte di Diana Spencer (Lady D). A partire da schegge sparse di ricordi che l’Autore ha raccolto negli archivi di famiglia, in quelli dell’intelligence family internazionale e in fondi privati, il Libro degli Ospiti pro- pone approfondimenti che a volte discordano e a volte completano eventi cari alla nostra mitografia, senza presun- zione di revisione o giustificazione. Il castello è il testimo- ne-cornice che lega i protagonisti del Libro degli Ospiti, tra le cui mura corre un viaggio irriverente che oscilla tra tragedia e parodia del gossip storico, un viaggio non convenzionale e coinvolgente attraverso una memoria che ci è vicina ma che abbiamo dimenticato.

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TOMASO VIALARDI DI SANDIGLIANO
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1921-1991
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Prefazione di
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Aldo Alessandro Mola
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Proprietà letteraria riservata

© 2009 by Tomaso Vialardi di Sandigliano © 2009 Widerholdt Frères srl Regione Monticelli 12 28045 Invorio (NO)

e-mail: info@widerholdt.it http://www.widerholdt.it/

ISBN 978-88-902817-0-9

Prima edizione luglio 2009

A Nicoletta e a Vida perché ricordino che un folle non può essere né persuaso né spezzato

Prefazione

Non è narrativa, né storia, né memorie nel significato usuale. Se poetare non sta per fantasticare sibbene significa fare, queste pagine sono un poema epico in prosa lirica. Monumentali, esse evocano, ammoniscono e incitano ad agire. Fondono insieme le esperienze dell’Autore e i profili di personaggi maggiori e minori delle età più disparate, evocati da Tomaso Vialardi di Sandigliano come fossero cono- scenti antichi, ora amici, ora no. Molti gli furono affidati dai genitori, dagli zii, dal- le memorie di una Casa documentata dai tempi di Uberto “Biancamano” conte en Maurienne. Le reliquie, qui bene si coglie, è quanto del passato veneriamo ed è presente e vivo. Vi poniamo la mano per l’ora dei voti. Non ispirano tristezza nep- pure quando riconducono a momenti drammatici, come l’assalto sabaudo e la deva- stazione del castello del Torrione. Acque tempestose, sulle quali specchiarsi per ricomporre i frammenti del vissuto in una visione pacata del tempo. Con penna lieve, padronanza linguistica e felicità narrativa l’Autore annoda gli eventi con il filo segreto di invidiato cultore di storia dell’intelligence. In quest’Opera, che è “d’arte”, nulla è casuale. Vi si intravedono diversi libri. Perciò la sua lettu- ra può essere affrontata, per esempio, dall’indice dei nomi, che a suo modo è un Ordine al pari dell’apparente vaghezza della sequenza di ospiti illustri del castel- lo. Perciò quando ne scorse il novero il rimpianto Eddy Sogno, mai corrivo alla melanconia, suggerì all’Autore di raccogliere non per sé solo queste singolari “memo- rie”: di una terra, di una gente, di un mondo temprato dai secoli. Oppure si può iniziare dalla tavola di equivalenza dei gradi militari germanici e italiani, come un tempo si faceva all’arrivo degl’Imperatori (un Vialardi rappresentò Vercelli alla pace di Costanza il remoto 26 maggio 1183: figura dai brividi carducciani) o, meglio ancora, dal siglario introduttivo, a tutto anteposto quale giardino incantato di sim- boli. Da quegli acrostici arcani si comprende di quanti attrezzi occorra dotarsi se davvero si voglia comprendere il corso della storia (lo insegnava Leo Valiani a pro- posito di quella di Fiume, qui ripetutamente accennata) e si miri a rimanere anco- ra signori di sé sessant’anni dopo l’invenzione di Echelon. Il ginepraio di mosse e contromosse odierno a ben vedere ricalca il celebre ritratto di Carlo Emanuele I, quasi smarrito nel labirinto delle sue trame politico-militari. La chiave di lettura più intrigante di quest’Opera è però l’alternanza di capitoli e spezzoni della Piccola cronologia per servire il Libro degli ospiti. Mentre il testo è sorridente, ironico, qui e là venato di autentica poesia, la cronologia – che interseca le

vicende di Casa Vialardi con la storia italiana e generale – distilla massime e sen- tenze talora lapidarie. Come tutte le cronologie anche questa è opinabile, ma pro-

prio lì sta la sua forza. Il 1909, per esempio, non viene ricordato dall’Autore per il varo della legge di tutela dei monumenti e delle belle arti, ma perché «il fon- datore della FIAT Giovanni Agnelli venne rinviato a giudizio per aggiotaggio e truf- fa». Ognuno tragga libere riflessioni da “episodi” che tali non sono affatto, bensì suggerimento di “lunga durata”, e sui quali perciò venne fatto scendere l’oblio, qui rotto non per incantesimo ma per emozione razionale. Altrettanto vale per la figu-

ra di padre Alighiero Tondi. Perché mai

lasciarlo riposare in pace? E perché

... non indagare sul “deserto di specchi” del controspionaggio e sui prezzi che ne ven- nero pagati? Con gusto dell’aneddoto rivelatore l’Autore non risparmia staffilate, ma senza perfidia, anzi guardando fisso negli occhi il personaggio sul quale assesta la ner- bata. È il caso del maresciallo Pietro Badoglio, la cui “valigia” zeppa di valori, ricorda Vialardi, venne casualmente dimenticata a Roma, come anche fece con il memoriale del suo rivale di sempre, Ugo Cavallero, motivatamente fatto “suicida- re alla nuca” da Kesselring in un tepido settembre della villa di Frascati sede del suo Comando. Mentre tanto si indagò sulla valigia di Mussolini (e sui suoi diari, a loro volta qui evocati), quella di Badoglio venne subito dimenticata.

Vi è molto Vecchio Piemonte in queste pagine, terra di genti dalla schiena drit- ta, capaci di sacrifici sublimi ma con l’orgoglio, però, di chi decide da sé se e come entrare nel grande gioco senza domandarsi quale ne sia il prezzo, perché è fissa- to da sempre: onore e dovere. Perciò qui si affollano il Sovrano Militare Ordine di Malta e gli Alti Gradi di massonerie dei due emisferi e di varie strette e amplissi- me osservanze, Servizi Segreti di diversi Stati e venturieri che attraversarono le vicende più bizzarre col sorriso di chi non ha bisogno di rileggere l’Ecclesiaste per sapere che tutto è vanità, tranne la percezione della «semplicità terribile dei gran-

  • di avvenimenti» in cui ciascuno, come la leopardiana “povera foglia frale”, va dove

lo portano il vento, le proprie scelte e quella quieta follia che è la suprema padro-

nanza di sé. Dalla lettura del volume si esce come da una Valle dei Tempi Perduti, con il riscoperto piacere della solitudine che si prova andando per cimiteri di guerra e abbazie precluse alle visite, senza orpelli né tintinnio di monete per “prodotti tipi- ci” da grandi magazzini. Chiusa l’Opera, rimirata la bella copertina, il lettore avrà certo un moto d’invidia: non perché è stata scritta ma per la vita ch’essa sottende. L’Autore sa che su alcune persone e vicende qui narrate abbiamo valutazioni dif- ferenti. Perciò considero un privilegio essere stato scelto per anteporre alle sue, così

ricche e dotte, una pagina mia per ripetere che anche in questo modo Tomaso Vialardi

  • di Sandigliano insegna il piacere della libertà. La sua è Vita anche per quella altrui.

ALDO A. MOLA

Sommario

Prefazione di Aldo A. Mola

 

pag. 7

Siglario Prima che tutto sia dimenticato

» 11

marzo 2009

.

..........

»

13

La casa

il castello del Torrione

.........

»

15

Il padrone di casa Carlo Vialardi di Sandigliano ........

»

19

La padrona di casa

 

Fanny Vialardi di Sandigliano

.......

»

23

Il Libro degli Ospiti

 

Natale 1921

...........

»

27

  • I lontani parenti

 

fine ottobre 1925

..........

»

29

La duchessa e il corridore

 

2

settembre 1934

..........

»

33

  • I cavalli di Gabriele D’Annunzio

 

5

agosto 1935 ...........

»

37

La principessa e la dama di Ysangarda

 

8

agosto 1936 ...........

»

43

Gli scheletri di Mayerling

 
 

30

gennaio 1938

..........

»

47

Spies come and spies go

 

21

dicembre 1946

..........

»

55

ll pastello di Degas

 

metà ottobre 1949

..........

»

63

L’Americano dell’Orient Express

26

febbraio 1950

..........

pag. 67

L’uomo di nome William Field

14

gennaio 1952

..........

»

71

Il conte e la milonga di Mar del Plata

 

26

luglio 1952 ...........

»

75

Il matrimonio reale

30

dicembre 1953

..........

»

81

L’occasione mancata

 
 

capodanno 1954

..........

»

85

Il marito della signora Ambasciatore

 
 

agosto 1956

...........

»

89

Macao, Hong Kong, Saigon e ritorno

 

primi di maggio 1967

.........

»

95

Il fuoriuscito di Losanna

 

22

novembre 1967

..........

»

99

Il documento del Feldmaresciallo settembre 1973 ...........

»

105

Il tango di Che Guevara

 

23

novembre 1977

..........

»

111

Ortensia Inglese

inizio settembre 1981

.........

»

115

La storia di un vecchio nazista

 

11

luglio I982 ...........

»

121

Il veggente tra i fantasmi

 

fine maggio 1983

..........

»

127

 

Au revoir et merci

un castello e due fratelli

.........

»

133

Piccola cronologia per servire il Libro degli Ospiti

 

996-1991 ...........

»

139

 

APPENDICE

Equivalenza dei gradi tra esercito tedesco e italiano

...

......

....

»

159

Struttura del SIFAR al 30 marzo 1949

»

160

Quadro dei rami di Casa Savoia da Carlo Alberto

»

161

 

Indice dei nomi

...........

»

163

Siglario

AASR

Ancient and Accepted Scottish Rite

AIL

Armata Italiana della Libertà

ALAM

Antichi Liberi e Accettati Massoni

BND

Bundesnachrichtendienst

CAM

Corpo d’Armata Motorizzato

CIA

Central Intelligence Agency

CIC

Counter Intelligence Corp - G 2

CLN

Comitato Liberazione Nazionale

CMRP

Comando militare regionale Piemonte

COI

Office of Coordinator of Information

COMIT

Banca Commerciale Italiana

CS

Controspionaggio

D.C.

District of Columbia

DC

Democrazia Cristiana

DNA

Desaxy-ribonucleic acid

EIAR

Ente Italiano Audizioni Radiofoniche

ENDIROT

Ente Nazionale Distribuzione Rottami

FBI

Federal Bureau of Investigation

FIAT

Fabbrica Italiana Automobili Torino

GAP

Gruppi di Azione Patriottica

GCHQ

Government Communications Head Quarters

GESTAPO

Geheime Staats Polizei

GIL

Gioventù Italiana Littorio

GOI

Grande Oriente d’Italia

GULAG

Glavnoye Upravlenie Lagerej

HVA

Hauptverwaltung Aufklärung

IMT

International Military Tribunal

IOR

Istituto per le Opere di Religione

ISA

Intelligence Support Activity

KGB

Komitet Gosudarstvennoi Bezopastnosti

LSD

Lysergic acid diethylamide

MI-6

Military Intelligence-6

NARA

National Archives and Records Administration

NATO

North Atlantic Treaty Organization

NCWC

National Catholic Welfare Council

11

NKVD

Narodnij Kommissariat Vnutrennykh Del

NSA

National Security Agency

NSC

National Security Council

OPC

Office of Policy Coordination

ORI

Organizzazione per la Resistenza Italiana

OSCIR

Organizzazione Servizio Controllo Intercettazioni Radio

OSS

Office of Strategic Services

OVRA

Opera Vigilanza Repressione Antifascista

PCI

Partito Comunista Italiano

PNF

Partito Nazionale Fascista

PS

Pubblica Sicurezza

RSI

Repubblica Sociale Italiana

SA

Special Activities

SD

Sicherheitsdienst

SDECE

Service de Documentation Extérieur et de Contre-Espionnage

SID

Servizio Informazioni Difesa

SIFAR

Servizio Informazioni Forze Armate

SIM

Servizio Informazioni Militari

SIP

Società Idroelettrica Piemontese

SIS

Secret Intelligence Service

SIS Marina

Servizio Informazioni e Sicurezza Marina

SISDE

Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica

SME

Stato Maggiore Esercito

SMOM

Sovrano Militare Ordine di Malta

SOE

Special Operations Executive

SPE

Servizio permanente effettivo

SRI

Sacro Romano Impero

SS

Schutzstaffel (Waffen-SS)

SSU

Strategic Services Unit

STASI

Ministerium für Staatssicherheit

URSS

Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche

X-2

Counter Intelligence Division

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