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1517 2017, 500 anni dalla Riforma

di EMANULE ANGELERI

Lutero ha aperto in molti modi la strada al mondo moderno, laico e multiculturale. per questa ragione
che occorrerebbe trasformare la ricorrenza del 31 ottobre 2017 (il cinquecentenario dell'affissione delle 95
tesi di Wittenberg), in una vera e propria festa di liberazione.

La cosiddetta civilt occidentale, se quello che (quando lo ), tollerante e democratica, lo deve in gran
parte a lui, a Lutero. Non certo unesagerazione collocare il Grande Riformatore fra i giganti nella storia del
pensiero, qualificandolo come uno degli uomini di spicco con i quali ogni tanto lumanit ci sorprende
purtroppo non sufficientemente riconosciuto e apprezzato per il valore e linfluenza che la sua opera ha avuto
nel forgiare il mondo moderno.

Il Cattolicesimo da una parte, con il suo strapotere, bollando e perseguitando il grande Riformatore come
pericoloso eretico, ha insistentemente lavorato per secoli, calunniando e degradando la sua persona e la sua
opera; il Luteranesimo dallaltra ha agito riduttivamente, imbalsamando questo grande personaggio storico
nella figura di fondatore di una nuova Chiesa, mentre Lutero stato indubbiamente molto, ma molto di
pi.

Il Monaco ribelle, con lintelligenza e lindipendenza di pensiero, priva di pregiudizi, che ha contraddistinto
gran parte della sua attivit intellettuale, ha riscoperto la vera essenza rivoluzionaria dellEvangelo e
coraggiosamente lha annunziata al mondo, dopo che per 15 secoli la burocrazia romano-cristiana,
cristallizzatasi nella Chiesa Cattolica, aveva alacremente lavorato a gettare palate di terra e sabbia sullo
stravolgente messaggio annunziato dal Cristianesimo primitivo Non pi n Re, n Sacerdoti , ma solo
uomini liberi! costruendo nel corso del tempo un istituzione molto pi vicina al mondo pagano cui si era
sostituita che non alle premesse evangeliche sulle quali si sarebbe dovuta fondare.

Lutero ha enunciato coraggiosamente ad ogni uomo del suo tempo il principio neotestamentario secondo il
quale la mediazione sacerdotale, tipica delle religioni precristiane e pagane, con la venuta di Cristo, stata
definitivamente e irreversibilmente abolita. Niente pi preti, niente pi sacerdoti, n tanto meno gran
sacerdoti, ma tutti uomini liberi e responsabili, in grado di vivere la propria religiosit e la propria vita
personalmente, relazionandosi direttamente e a proprio modo con Dio. Il concetto di chiesa, come
potente organizzazione mondana, inserita a tutto tondo nella politica, coinvolta e implicata in scandali e
comportamenti esecrabili, secondo Lutero avrebbe dovuto scomparire per lasciar posto a semplici comunit
di credenti. Di questa interpretazione della Scrittura Lutero era cos convinto che senza eccezioni ha
tradotto in tutto il Nuovo Testamento la parola con Gemeinde (= comunit, ossia un insieme di
persone con eguali interessi) e non con Kirche [[1]].

Lutero dunque anticipatore del mondo laico, nel senso che la chiesa tradizionale che interviene nella
politica, come organizzazione umana strutturata in potere temporale, secondo il riformatore deve cessare di
esistere. Lorganizzazione delle cose umane non riguarda la Chiesa, ma le autorit laiche (ossia Cesare,
secondo che scritto: date a Cesare quello che di Cesare). Resiste soltanto il concetto di comunit dei
fedeli, dei quali nessuno ha maggiore autorit spirituale rispetto agli altri, lunico ed ultimo riferimento
riconosciuto essendo la Scrittura (sola Scriptura).

Cessano il sacerdozio e la relativa struttura sacerdotale, spariscono le figure di preti, cardinali e papa. Ogni
individuo sacerdote di s stesso e si relaziona direttamente con il Trascendente avendo come unica guida
la Scrittura. I fedeli sono tutti eguali fra di loro e riconoscono come loro unico capo Cristo. La figura del papa
come Gran Sacerdote, capo della chiesa, dunque in stridente conflitto con la visione evangelica.
Infatti, essendo Cristo lunico e vero capo della chiesa, dichiarandosi capo della Chiesa il papa si pone
automaticamente come un anticristo usurpatore. Questo, in sintesi, il genuino pensiero del Riformatore.

Lutero ha aperto la strada che porta al mondo moderno. Altre figure di rilievo, Zuiglio e Calvino per citare
soltanto due nomi di famosi riformatori, hanno ripreso le sue idee portandole con coraggio fino alle ultime
conseguenze. Valga, come esempio per tutte, la questione delleucarestia. Mentre Lutero si attenne ad una
posizione vicina a quella cattolica con la sua interpretazione indicata come consustanziazione (non c
trasformazione della sostanza del pane e del vino nella sostanza del sangue e del corpo di Cristo, ma corpo
e sangue di Cristo sono tuttavia presenti nei simboli eucaristici), Zuiglio e Calvino hanno sostenuto il
carattere essenzialmente spirituale della cerimonia (pane e vino restano pane e vino e la presenza di Cristo
una presenza puramente spirituale) che viene celebrata come atto commemorativo (fate questo in memoria
di me).

Come conseguenza della proclamazione luterana del libero esame delle Scritture offerto a tutti
indistintamente e della critica del concetto di Chiesa, il mondo protestante si apr in un ventaglio
di congregazioni, fondatesi sulla libera interpretazione delle Scritture. Questa interessante e meravigliosa
fioritura di assemblee spontanee, violentemente criticata dal mondo cattolico, che le boll (e le bolla) con il
termine dispregiativo di sette, rappresenta invece una delle conseguenze pi proficue e pi moderne della
Riforma avviata da Lutero. Se il rapporto fra Dio e luomo e deve essere rapporto personale, naturale
conseguenza che ciascuno viva questa esperienza in modo autonomo e originale. Dunque la cristianit trova
la sua unit in Cristo nella diversit delle differenti esperienze religiose dei credenti. Il mondo evangelico,
seguendo questo percorso, ha imparato a convivere nel reciproco rispetto e accettazione. Nasce il concetto
di tolleranza e di convivenza fra modi diversi di vivere la propria fede, concetto progressivamente estesosi
nel mondo civile laico. Lo stato laico infatti, sulla base del principio di libert individuale, non pu e non deve
n abbracciare n privilegiare nessuna scelta religiosa, ma deve accettarle e riconoscerle tutte, purch
rispettose delle regole della convivenza civile.

Notiamo che questa idea era gi ben presente nella mente di Lutero, quando coraggiosamente enunci la
contestata proposizione: Haereticos comburi est contra voluntatem Spiritus, sostenendo implicitamente
che anche chi vive una propria religiosit, con idee profondamente diverse dalle tue, merita rispetto.
Ricordiamo che Lutero fu scomunicato da papa Leone X anche per questa sua affermazione, e notiamo
ancora, ahim, che ogni buon cattolico deve ancor oggi accettare la posizione di Leone X in quanto emessa da
un papa infallibile in materia di fede[[2]].

Ma non su queste brucianti assurdit del mondo cattolico che qui ci vogliamo soffermare. Qui si vuole
soltanto sottolineare come la Riforma abbia profondamente inciso su tutto il mondo moderno, al segno che
possibile sostenere, senza timore di essere smentiti, che non c cattolico contemporaneo (fatta eccezione per
qualche fanatico stravagante) che non si schieri, quanto meno intimamente, a favore della proposizione
enunciata di Lutero e che non provi imbarazzo per la posizione assunta da papa Leone X. Questo un
irrisolto punto di contrasto fra Protestantesimo e Cattolicesimo, molto difficile da superare. Le belle e
abusate parole di Papa Bergoglio qui si infrangono contro uno scoglio ineliminabile. La domanda cui non si
mai ricevuta risposta, al di l dei facili discorsi e benevoli sorrisi, e resta la seguente: da che parte si schiera
lattuale papa? Si allinea con la posizione del suo predecessore Leone X o accetta la proposizione di Lutero?
Nel primo caso si condanna da solo, nel secondo, il concetto di chiesa governata da una guida
infallibile crollerebbe miseramente.

Per amore della verit storica occorre ancora dire che Lutero ebbe successo non soltanto per la sua forte
personalit, per le sue eccezionali doti di carattere e per la profonda intima persuasione che la dottrina da lui
proposta fosse evangelicamente ineccepibile [[3]], ma anche per alcune circostanze fortunate che agirono a
suo favore. Linvenzione della stampa ebbe indubbiamente il suo peso. Le idee del riformatore si diffusero
rapidamente in Europa suscitando ovunque interesse e dibattito. La pronta reazione della Chiesa nel 1558 ad
opera di papa Paolo IV con la creazione dellIndex librorum prohibitorum, ossia di un elenco di
pubblicazioni proibite, risult inefficace. Contrastare la libert con le proibizioni non si mai dimostrata una
strategia vincente. Inoltre bisogna ancora ricordare che le idee di Lutero e forse egli stesso, non avrebbero
potuto sopravvivere senza il provvidenziale sostegno di Federico il Saggio di Sassonia che lo protesse da
tutti i suoi nemici al quale si associarono ben presto altri principi tedeschi assieme ai cittadini delle libere
citt del Reich, desiderosi di rendersi indipendenti dal potere della Chiesa di Roma.

Certo, anche Lutero ebbe i suoi limiti. E come accade per tutte le forti personalit, furono grossi limiti.
Quando i contadini nel 1524 si ribellarono, appellandosi alla Bibbia e a Lutero stesso, questi si chiam fuori
mettendosi dalla parte dei padroni terrieri e dei prncipi. Qui il Grande Riformatore commise un plateale
errore, mettendosi chiaramente e spregiudicatamente a far politica: lappoggio dei prncipi e del potere
economico tedesco gli era evidentemente troppo prezioso per rischiare di alienarselo!

Altra pagina buia nella vita di Lutero fu il suo accanito antisemitismo. Si detto che questa sua posizione
sarebbe nata per la delusione conseguente al fatto che gli ebrei rimasero sordi e refrattari ad accettare la
religione cristiana cos come riformulata dal Riformatore secondo lautentico insegnamento evangelico. In
questo pu esserci del vero. Lutero era cos intimamente e fermamente convinto che la sua riscoperta della
vera essenza del cristianesimo fosse una dottrina voluta da Dio assolutamente inoppugnabile [3] e quindi tale
da non poter essere rifiutata da ogni essere ragionevole.

Ma forse limmagine pi corretta per comprendere Lutero quella che lo descrive come un ardito esploratore
che, mentre coraggiosamente muove un piede verso il nuovo e inesplorato mondo moderno, tiene laltro
ancora saldamente piantato nel mondo medievale in cui vive. Lutero, come tutti i mortali, non era perfetto.
Liber il mondo medievale da una infinit di pregiudizi, ma da alcuni non seppe liberarsi. Non si dimentichi
che la Chiesa cattolica di quei tempi (e quella di molti secoli successivi) era dichiaratamente antisemita.
Viene quindi da sorridere quando i polemisti cattolici di oggi accusano pesantemente Lutero dei suoi
scivoloni nellantisemitismo (uno dei pochi punti, ahim, in cui Lutero si attenne rigorosamente
allinsegnamento e alla prassi cattolica!).

La cosa peggiore, a nostro avviso, che fece Lutero, fu, in contrasto col suo stesso pensiero chiaramente
espresso [[4]], di accettare di istituire una propria Chiesa Riformata, che fu chiamata Chiesa Luterana.
Lutero innegabilmente non ebbe il coraggio di accettare le conseguenze della sua dottrina che portavano
inevitabilmente allabolizione dellistituto chiesa per sostituirlo con quello di libera assemblea,
conseguenze alle quali arriver non molto tempo dopo linglese George Fox (1624 1691), fondatore del
movimento quacchero, il cui primo articolo di fede recita La vera religione consiste nellincontro personale
con Dio, pi che nel rito e nelle cerimonie. Proposizione che interpreta ed esprime efficacemente il vero
pensiero di Lutero.

Il Grande Riformatore ebbe indubbiamente alcuni comportamenti timorosi e ambigui, comprensibili in chi si
avventura in regioni ed ambiti inesplorati, ma svolse meravigliosamente la funzione di apripista. Lutero
sfond con una vigorosa spallata la porta di ferro, costruita dal cattolicesimo, che bloccava ermeticamente
laccesso alla modernit, ma esit di fronte ad alcune conseguenze alle quali le sue idee inevitabilmente
portavano. Ma i tempi erano maturi e il testimone fu efficacemente ripreso dai numerosi riformatori che si
presentarono dopo di lui sulla scena europea.

Il grido Niente sacerdoti, Niente Re lavor sotterraneamente sfociando dopo qualche secolo, come un
fiume carsico che torna alla luce, nella rivoluzione francese.

E in mezzo a doglie dolorose e tragiche nacque il mondo moderno.

* * * *

La grande ricorrenza del 31 Ottobre 2017 si avvicina. Ogni uomo libero, maschio o femmina, protestante o
cattolico, credente o non-credente, ebreo o gentile, che si senta uomo autenticamente moderno non potr
che associarsi in cuor suo alla festa, che fondamentalmente festa di liberazione. Il 31 ottobre di ogni anno
la Chiesa Luterana tedesca ha festeggiato levento, ma nel 2017, allo scadere dei 500 anni, i festeggiamenti
saranno particolarmente grandiosi e fastosi: sar passato esattamente mezzo millennio (!) da un importante
evento che ha innegabilmente cambiato la faccia dellumanit, riscoprendo e portando in primo piano il
grande annunzio evangelico di liberazione a tutti gli uomini:

Siete tutti uomini liberi e responsabili di voi stessi, tutti Sacerdoti e tutti Re dunque nessuno pi re e
nessuno pi sacerdote: cade ogni forma di sudditanza fra gli appartenenti alla razza umana!
Ma i preparativi della grande celebrazione lasciano trasparire una circostanza sorprendente: alla grande
cerimonia, secondo quanto i media fanno astutamente filtrare, stato invitato anche papa Bergoglio e, a
quanto ancora pi astutamente si lascia intendere, per creare suspense allevento, Bergoglio con tutta
probabilit accetter!

Sorge spontanea una domanda in chi abbia qualche conoscenza della storia passata e si soffermi a riflettere
sulla notizia ormai dilagata su tutta la stampa: Che cosa mai avr da festeggiare e da celebrare, alloccasione,
lattuale papa? Difficile rispondere. Che un uomo chiamato Lutero cinquecento anni fa labbia descritto
come un usurpatore, addirittura come un anticristo, autoproclamatosi Gran Sacerdote (Pontifex
Maximus), capo infallibile di una chiesa cristiana solo nel nome, corrotta e pagana nei riti e nelle credenze?
Che quelluomo abbia irriverentemente bruciato la scomunica che il Papa di quei tempi prontamente gli
commin? Che quello sconosciuto monaco e le tante persone che lhanno seguito, abbiano deciso di
abbandonare quel tipo di chiesa, quel modo di stravolgere il messaggio evangelico, decidendo di rifondare il
cristianesimo su basi rigorosamente scritturali?

A volte accade anche lincredibile! E pur vero che il presenzialismo di questo pontefice non finisce di stupire:
ormai quasi maniacale labitudine del Bergoglio di essere immancabilmente presente ad ogni
manifestazione che abbia una qualche risonanza mediatica, ma in questo caso ci sembra che si passino i
limiti della normalit per strabordare semplicemente nel farsesco. Provate a immaginare che alla festa
della presa della Bastiglia le autorit invitassero il pretendente al trono di Francia, un tale di nome Don
Alois d'Orlans, e che questi accettasse. Unassurdit: uno, che si crede Re, festeggia la fine della monarchia
e la nascita della repubblica?! O, mutatis mutandis, uno che si crede Grande Sacerdote e Re (come monarca
assoluto dello Stato Vaticano), che festeggia la dichiarazione della fine del Sacerdozio e della Monarchia e il
500.mo anniversario della rinascita di una religione in cui si annuncia e si vuole realizzare un mondo senza
Sacerdoti e Re?!

Ma lo stupore diventa ancora pi imbarazzante quando si riflette sul comportamento della stessa Chiesa
Luterana: come pu essere venuto in mente agli attuali vertici del luteranesimo di invitare alla grande
celebrazione un Papa? Perch chiamare una controparte che in 500 anni di storia non si mossa di un
millimetro dalle posizioni condannate ed esecrate da Lutero? La Chiesa era corrotta ai tempi della Riforma,
come Lutero le ha rinfacciato, e ancora oggi il problema non appare risolto; la struttura sacerdotale della
Chiesa, ereditata dal paganesimo romano, non minimamente in crisi alle donne si prova a dare qualche
risibile contentino, ma il sacerdozio resta precluso anzi si resa ancora pi inossidabile e inaccettabile con
l enunciazione del dogma della infallibilit (1870).

Per capire le imbarazzanti domande pi sopra esposte bisogna riandare ai cinquecento anni che ci stanno
dietro le spalle. Il Protestantesimo, che scatur dalla rivolta di Lutero, manifest fino dagli inizi due anime:
una, che dette luogo alla nascita di numerose e differenti libere assemblee di credenti ed una che invece
volle mantenere la struttura istituzionale di Chiesa.

Questo seconda anima identificabile in alcune chiese istituzionali affermatesi in diverse nazioni, fra le quali
ricordiamo la Chiesa luterana in Germania, la Chiesa anglicana in Inghilterra, la Chiesa presbiteriana negli
USA, la Chiesa metodista nel mondo e la Chiesa valdo-metodista in Italia. Queste chiese riformate, ma pur
sempre istituzionali, hanno subto nel tempo una deriva che definiremo verticistica, che le ha
progressivamente allontanate dallessenza profonda del messaggio riformatore consistente nel sottolineare
limportanza del rapporto diretto fra lindividuo e Dio.

Con il passare del tempo queste chiese hanno sviluppato un lento processo di sclerotizzazione organizzazitiva
che le ha avvicinate alla struttura di chiesa, verso la quale gi Lutero si era criticamente espresso. Dal
pensiero del Riformatore in effetti si evince che il concetto di organizzazione dei fedeli in chiesa nasconde il
pericolo di creare una organizzazione umana, con tutte le debolezze e gli inconvenienti che ci comporta
[[5]]. Tuttavia, alcune fra le varie congregazioni protestanti, nate dopo la Riforma si vollero costituire in
chiese e verso la fine del 1800 decisero addirittura di creare un organismo unitario nellintento di facilitare
le varie Chiese Evangeliche Riformate nellazione (opere benefiche e soccorso ai bisognosi) e
nell evangelizzazione. Pur con le migliori intenzioni venne cos alla luce una nuova costruzione umana (un
progetto di superchiesa) che ebbe il nome di World Council of Churches (WCC) che crebbe nel tempo
in un enorme organismo che conta oggi 349 Chiese: ossia, la maggior parte delle Chiese ortodosse,
la Comunione anglicana, numerose
Chiese protestanti, alcune battiste, molte luterane, metodiste e riformate,
alcune Chiese pentecostali, alcune Vetero cattoliche e un vasto campione di Chiese indipendenti.
Praticamente con questa operazione ecumenica, nata nel mondo protestante, sotto il comune
denominatore del motto riunificazione nella diversit stata progressivamente riunita tutta la cristianit
non cattolica, che conta un numero di fedeli circa pari a quelli della chiesa di Roma.

Il WCC non tard a mostrare i limiti delle strutture umane, tanto pi pericolosi quanto pi la struttura
assume grandi dimensioni. Durante il periodo sovietico si scopr che numerosi e importanti rappresentanti
della Chiesa Ortodossa presso il WCC non erano altro che agenti del KGB, opportunamente camuffati da
raffinati teologi, come del resto anche fra i numerosi rappresentanti del mondo protestante americano si
scoprirono numerosi agenti della CIA e appartenenti alla Massoneria internazionale. Il grande riformatore
aveva visto giusto anche su questo punto: lorganizzazione delle religioni in chiese (ancor peggio, in
superchiese) ha necessariamente, come tutte le strutture umane, delle derive pericolose, contro le quali
lunica sicura difesa consiste nellaccettare il principio fondante proposto dal sopra ricordato quacchero
George Fox che recita La vera religione consiste nell incontro personale con Dio pi che nel rito e
nelle cerimonie. E il concetto di incontro personale con Dio sta in posizione diametralmente opposta a
quello di Chiesa [[6]]

La Chiesa cattolica ovviamente non ha mai aderito al WCC, ma nel 1971 ha costituito un proprio ufficio
denominato Consilium Conferentiarum Episcoporum Europae (CCEE) al quale ha demandato fra gli
altri compiti anche la gestione degli affari ecumenici. Il Vaticano ha evidentemente visto nel WCC una grossa
occasione per tentare riprendere il controllo di quella parte della cristianit istituzionale che con la Riforma
si era separata. Abbiamo notato come il WCC si sia rapidamente politicizzato per le infiltrazioni di una
componente russo-americana (KGB,CIA) e, daltra parte, incontestabile che il Vaticano, come Stato
nazionale, sempre stato fortemente coinvolto in affari politici, con propri agenti segreti che si
chiamano aderenti allOpus Dei, affiliati allOrdine dei Gesuiti et similia. E dunque, semplicemente facendo
2+2 = 4, si pu capire come WCC e CCEE abbiano rapidamente trovato un piano comune di intesa in un
ambito extrareligioso di interessi economico-politici, giungendo al grandioso progetto di restaurare di
comune accordo lantico cristianesimo trionfante, riunendo mondo cristiano non-cattolico e mondo cattolico
in un unico Grande Chiesa sedicente Cristiana.

Ai grands commis del WCC e del CEE, ossia dellalto clero romano, protestante e ortodosso, non c
ovviamente niente che possa importare di meno del rapporto diretto fra uomo e Dio e dellautonomia e
libert di espressione della esperienza religiosa dellindividuo, ai loro occhi, pericolose utopie scaturite dalla
mente di teologi estremisti e pazzi. Il punto che veramente importa alla gerarchia religiosa, per essa
politicamente rilevante, quello di creare una grande religione, in appoggio a e appoggiata da un forte potere
politico-militare. che permetta di tenere soggiogati i vari popoli, sfruttando e riproponendo in forma
moderna lantico timore superstizioso pagano che alberga nelle anime semplici della stragrande maggioranza
della popolazione del pianeta.

Non chiaro in questa partita il ruolo che avr lortodossia russa, n come essa potrebbe collocarsi. Forse si
limiter soltanto ad osservare e tenersi informata. Ma la convergenza di interessi temporali lascia
prevedere una possibile saldatura fra Protestantesimo e Cattolicesimo in tempi non troppo lontani. Nelle
stanze segrete vaticane non mai stato abbandonato il sogno, da lungo tempo accarezzato, di restaurare il
fecondo rapporto esistente fra religione e stato, vigente nellantico impero romano. Daltra parte il mondo
protestante, consistentemente rappresentato dagli Stati Uniti, aspira anchesso, nemmeno tanto
segretamente, alla leadership mondiale e lidea di costituire un unico potente blocco economico-politico
occidentale, sostenuto da ununica religione di stato, certamente non dispiace agli addetti alla conservatrice
geopolitica degli USA, i quali intravedono nella realizzazione di questo blocco anche un prezioso ingrediente
a sostegno del possibile scontro con il mondo mussulmano. Trasformare le guerre in spietate crociate d ai
pianificatori di conflitti la pi ampia libert dazione: guerre basate su interessi concreti, quali possono essere
contese territoriali o per laccesso a risorse preziose (quali il petrolio, per esempio), possono essere risolte
imponendo con la forza delle armi accordi commerciali che vedono un vincente ed un perdente, ma se nel
conflitto si riesce ad innestare una componente religiosa, allora si ha la certezza che il confronto sar
spietato, perch la guerra religiosa presuppone che l altro sia definitivamente eliminato [[7]]

E dunque, le premesse per un accordo ci sono, occorre soltanto che WCC e CEE facciano la loro parte.

Naturalmente ci sono delle difficolt. Ai fedeli cattolici e protestanti bisogna pur dare qualche spiegazione.
Alla base del Protestantesimo ci sta un fondamento che si chiama libert e autonomia dellindividuo, al
fondo del Cattolicesimo viceversa ci sta qualcosa di decisamente e profondamente diverso che si chiama
sudditanza allautorit sacerdotale. Ed allora ecco la soluzione escogitata dalle teste duovo:
dimentichiamo i principi, sorvoliamo sui punti di attrito e parliamo daltro. In fondo in fondo, questa
autonomia di pensiero dellindividuo, rivendicata dalla Riforma, a chi si propone di ricostituire un impero
mondiale non pu nemmeno essere tanto gradita e per il resto questo immaginiamo sia il loro
retropensiero se, sfruttando la superstizione, si riesce a reintrodurre un po di ordine e disciplina, non
sarebbe niente male.

E dunque la riconciliazione si dovr basare su un diversivo. Ed ecco che cosa le sottili menti degli strateghi,
nascosti dietro le vesti di teologi, hanno escogitato: il peccato della divisione. Una formulazione sotto tutti i
punti di vista semplicemente assurda ed inconsistente, ma resa uno slogan incontraddicibile dalla
martellante azione mediatica. Ora, ognuno vede da s, che la parola divisione in s stessa neutra. E
dunque, anche entrando nella logica religiosa, si dovr concludere che dividersi pu essere o non essere
peccato in dipendenza da ci da cui ci si divide. Per fare un esempio, se un gruppo di mafiosi si separa dalla
Mafia rinnegandola, per costituire una organizzazione benefica, compie unazione commendevole e sarebbe
veramente ingiusto bollarli con lepiteto di peccatori. Ma tant. La riconciliazione, cos come la si descrive,
si basa sul fatto che le due parti riconoscano di fronte a Dio di essere colpevoli del grave peccato della
divisione e chiedano umilmente perdono. E intanto la campana mediatica mondiale batte continuamente i
suoi rintocchi parlando ad ogni occasione del peccato della divisione. Tutti devono essere convinti che con la
Riforma si compiuto il grave peccato della divisione e soprattutto non si deve parlare n sentire parlare di
altro. Non crediamo che sia un semplice caso se nessuno parla pi neppure da parte protestante
della funzione liberatrice che avuto la Riforma nella storia dellumanit.

Noi, in questa sede ci permettiamo di osservare, a proposito della scissione avvenuta per effetto della
Riforma protestante, che la divisione ha operato su due piani: quello organizzativo e quello dei princpi. Ora,
ad una divisione sul piano organizzativo non certamente imputabile nessun peccato. Nessuno, religiosi
inclusi, pu seriamente pensare che, se unorganizzazione di qualunque tipo, per qualsiasi ragione, si
suddivide in due organizzazioni differenti, commetta un peccato. Viceversa, per quanto poi riguarda i
principi si torna a quanto pi sopra osservato: In determinati casi la separazione pu addirittura essere una
decisione positiva.

Ora, per ridurre la questione allosso, Lutero si fatto scomunicare e ha accettato di separarsi dalla Chiesa di
Roma, in quanto da lui ritenuta colpevole di tradimento dei principi del Cristianesimo come enunciati nelle
Scritture (Nuovo Testamento). Il sofferto dilemma che dovette affrontare Lutero era il seguente: o la Chiesa
Cattolica si riformava e la separazione veniva ipso facto vanificata o persisteva nella suo grave peccato e la
separazione diventava un atto dovuto. Pertanto, o si dimostra che Lutero in questo suo giudizio caduto in
errore (impresa impossibile, in quanto il testo del Nuovo Testamento ormai largamente disponibile a tutti
come ognuno si pu accertare da s, prendendosi la cura di leggerlo, sta inequivocabilmente dalla parte
di Lutero) o si constata che la Chiesa cattolica si nel tempo adeguata alle argomentazioni di Lutero.
Purtroppo su questo punto la questione rimasta irrisolta e dopo 500 anni di storia le accuse che Lutero ha
avanzato restano sul tavolo e sotto gli occhi di tutti: lEvangelo nega il sacerdozio e la mediazione
sacerdotale, ma il Papa, al di l della buona volont del sig. Bergoglio, resta sempre Gran Sacerdote e
la mediazione sacerdotale , e resta, asse portante della dottrina cattolica; inoltre la Chiesa di Roma era
corrotta nel 1500, come Lutero le rimproverava, e la Chiesa contemporanea come evidente dai numerosi
scandali nei quali la Chiesa implicata, addirittura contrastati, per il momento soltanto a parole, dal Papa
non sembra aver risolto, n avviata a risolvere il problema, al di l delle dichiarate buone intenzioni del sig.
Bergoglio.

Dunque la preghiera ecumenica congiunta che le due parti, la Chiesa Luterana e quella cattolica, reciteranno
assieme nella celebrazione della festa della Riforma, in cui in rito comune le due organizzazioni in contesa si
dichiarano pentite del grave peccato della divisione, si mostra per quello che , un atto sostanzialmente
politico avente chiari scopi diversivi, una copertura architettata per parlare daltro e giustificare al pubblico
dei fedeli una volont di unificazione di vertice che non ha assolutamente nessun carattere religioso

Parlare di peccato di divisione senza avere risolto il problema di fondo, ossia se le tesi di Lutero siano vere o
false, una mistificazione che conferma il legittimo sospetto che la unificazione cui le due parti aspirano
abbia ragioni assolutamente estranee al problema religioso e nasconda oscuri piani che il futuro ci
permetter di scoprire negli sviluppi che avr la grave insidia per lumanit che si nasconde dietro questa
ambigua azione associata alla celebrazione del 500.rio della Riforma. Il futuro possibile di questo pianeta
poggia sulla costruzione di una societ libera e laica, ove le esigenze religiose personali siano rispettate;
mentre, per contro, ogni rafforzamento delle organizzazioni religiose istituzionali, rappresentando un
gravissimo rischio per la societ umana, come la storia ci ha dimostrato, deve essere sempre temuto,
vigilando con particolare attenzione.
Il potere economico del nord Europa che per difendere i propri interessi e liberarsi dal giogo del potere
della Chiesa di Roma, 500 anni fa trov conveniente sostenere Lutero nella sua contesa con il Cristianesimo-
Cattolico e il Papato oggi diventato pi forte con linclusione del Nord America, che aspira a diventare il
centro del potere mondiale, trova conveniente allearsi col vecchio nemico. E il tanto propagandato
ecumenismo sembra potersi riassumere tutto in un semplice miserabile mercimonio. La questione
religiosa, la libert di pensiero e autonomia dellindividuo, la condanna del potere sacerdotale a chi aspira a
gestire la finanza e leconomia mondiale interessano ben poco: Il famoso detto Parigi val bene una messa
sempre di attualit a chi dedito al culto di Mammona

La festa della Riforma, come la si prevede dalle dichiarazioni che filtrano dalla Stampa e nei mass media, sar
una cerimonia ipocrita, un fidanzamento o, forse addirittura, un matrimonio di interessi, un tradimento dei
veri valori del Protestantesimo da tempo assorbiti dalla societ laica civile che consistono
nel riconoscimento della autonomia dellindividuo e nellabbattimento di ogni sudditanza nelle relazioni
umane, secondo che scritto: No ai Sacerdoti, No ai Re!

Luterani e cattolici si chiederanno perdono reciprocamente per un peccato inventato e inesistente, creato ad
hoc per vendere come riconciliazione un accordo commerciale, totalmente basato sugli interessi terreni e
non su interessi spirituali celesti, come si vuol far credere che li render insieme pi potenti come
organizzazione umana impegnata a fare bassa politica e nullaltro. Questo incredibile risultato si otterr a
scapito della figura di Lutero che sar progressivamente ridotta a quella di un estremista esaltato in buona
fede, colpevole nella sua foga rivoluzionaria del grave peccato della divisione e a danno della Riforma che,
mentre si dice di volerla celebrare, in realt viene indicata come un grave errore cui dopo 500 anni
doveroso porre rimedio.

La Chiesa di Roma e il Papa avranno buoni motivi per esultare perch, con la riunificazione fra le due parti in
contesa, alla fine lobiettivo espresso dalla formula imperiale romana in unum cogere dalla Chiesa
sempre perseguito, di essere cattolica (= universale), non soltanto di nome ma anche di fatto, avr fatto un
decisivo passo avanti.

* * **

Il gallo, di evangelica memoria, che ha cantato numerose volte nel corso della storia per gli autonominatisi
successori del mai investito Pietro, si prepara oggi a cantare ancora una volta per i grossi papaveri del
Protestantesimo internazionale contemporaneo.

Sempre che abbiano orecchi per udire!

NOTE

[1] E a buona ragione, perch la parola e la corrispondente parola aramaica qehill, con tutta
probabilit usata da Cristo ai tempi in cui parlava con i discepoli, significava semplicemente assemblea,
comunit di persone spontaneamente riunite non specificatamente per finalit religiose, senza strutture
organizzative di alcun tipo. Gi ai tempi di Lutero, e senza dubbio ancora oggi, il ricalco della parola greca
(ecclesia lat., eglise franc., chiesa it.) indica per contro una organizzazione mondana con propri ben
precisi interessi temporali, nel caso della Chiesa Cattolica addirittura sviluppatisi in stato nazionale. In
tedesco la parola che corrisponde a ecclesia storicamente Kirche (dal greco =
dominicus, appartenente al Signore una delle poche parole greche entrate direttamente nella lingua
tedesca), termine criticato da Lutero, che ne contesta la struttura essenzialmente umana. Il Riformatore
intende per chiesa la cristianit sulla terra, non distinguendo neppure fra chiesa visibile e chiesa invisibile:
Il concetto di chiesa viene inteso in senso prettamente religioso, come la comunit di tutti i credenti
chiamata dallo Spirito che gode della salvezza delle anime (vedasi anche nota 4)

[2] Secondo la dottrina cattolica i dogmi enunciati dalla Chiesa sono verit evidenti per se
stesse , sempre e per sempre vere. Per intendersi con un esempio, esattamente come accade per le verit
matematiche che sono sempre vere ancora prima che qualcuno le enunci formalmente (il teorema di
Pitagora era certamente vero prima che i matematici lo enunciassero e dimostrassero). A confermare questo
concetto nella introduzione alla formulazione del dogma della infallibilit papale (1870) a prescindere
dalla discutibile veridicit della affermazione viene affermato che linfallibilit papale in materia di fede
stata da sempre ritenuta per vera dalla cristianit. Tutti i papi sono dunque infallibili, anche quelli prima del
1870, Leone X incluso.
[3] Rispondendo ad un suo oppositore cattolico, Lutero si espresse nello stupefacente modo che riportiamo
qui di seguito nelle sue parole: Ich geb mich fr keinen Engel, aber meine Lehre, dieweil ich weiss, dass ist
nich mein, sondern Gottes ist, und ich will niemand unverantwortet lassen antasten (non intendo
spacciarmi per un angelo, ma non permetter a nessuno di toccare irresponsabilmente il mio insegnamento,
poich io so che non mio, ma di Dio)

[4] Ich glaube dass do sey auf erden, o weyt die welt ist, nit mehr dan eyne heylige gemeyne Christliche
kyrche, wilche nit anders ist, dan die gemeyne odder sammlung der heyligen, der frumen, glaubigen
menschen auf erden, Wilche durch denselben heyligen geyst versammelt, erhalten und regiret wird, und ynn
den sakramenten und wort gottis gemehret (io credo che sulla terra ci sia, cos come il mondo , non di pi
che una santa comunit [detta] Chiesa cristiana, che non altro che la comunit o assemblea sulla terra degli
uomini credenti santi e pii, la quale viene radunata, mantenuta e retta dallo stesso spirito santo e da esso
ingrandita nel sacramento e nella parola di Dio). Qui, come pi sopra stato osservato, Lutero intende
per chiesa la comunit di tutti i sinceri credenti sulla terra, non distinguendo neppure fra chiesa visibile e
invisibile. (Kurze Form des Glauben, 1520, WA 7,219,1-5, da R. Schwarz, Martin Luther, Lehrer der
christlichen Religion, Tbingen 2015 Mohr Siebeck)

[5] Nei riguardi della tradizione, punto in contestazione con la controparte cattolica, Lutero ha sostenuto che
non poteva essere accettata irrefutabilmente, come la Chiesa pretende, ma doveva essere sottoposta al
confronto con lEvangelo: se la tradizione fosse risultata in perfetto accordo con lEvangelo poteva essere
accettata, ma ove essa se ne fosse semplicemente discostata o addirittura ne fosse in evidente contrasto,
doveva essere decisamente rifiutata. Largomento era il seguente: la tradizione basata su testimonianze e
argomenti provenienti dalla Chiesa, che in quanto organizzazione umana fallibile, lEvangelo, di divina
ispirazione, il solo riferimento sicuro cui ci si possa appellare.

[6] Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, e serratone luscio, fa orazione al Padre tuo che nel
segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne dar la ricompensa (Mat: VI - 6). Cristo negli Evangeli
parla di assemblee e di rapporto diretto fra uomo e Dio, mai di chiesa. Il concetto di chiesa posteriore.

[7] In questa luce trova una logica spiegazione anche la strategia di sterminio del popolo ebraico messa in
atto dal nazismo durante la II guerra mondiale. Le ragioni economiche, che stavano alla base del conflitto,
andavano sostenute da ragioni irrazionali religioso-razziali per trasformare il conflitto in un guerra di
sterminio, con la totale eliminazione della parte avversa. Il nemico veniva individuato in un popolo diverso
per religione e per razza, che doveva essere interamente soppresso, in quanto causa profonda del
legittimo conflitto messo in atto dalla Germania .

(6 marzo 2017)

Tag:cattolicesimo, libert, protestantesimo, religione, tolleranza

Scritto luned, 6 marzo, 2017 alle 17:30 nella categoria Archivio. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS
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Un commento a 1517 2017, 500 anni dalla Riforma


umberto farneti scrive:
7 marzo 2017 alle 17:39

relazione veramente interessante che fornisce una opportuna informazione su un aspetto quello della
riforma luterana sempre sottaciuto dalla nostra societ che si sempre identificata con la chiesa
cattolica e su cui non mai trapelata una bench minima informazione sino dalla mia adolescenza,
per quel che mi riguarda dagli anni '5o a tutt'oggi.