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SPECIALE Testimoni

UN TEMPO DI GRATITUDINE E ABBANDONO NELLE MANI DI DIO

Lultima stagione
della vita
Lultima stagione della vita costituisce la tappa definitiva dellesistenza
terrena. un dono che va vissuto con gratitudine al Signore, nonostante
tutto. Come viverla da discepolo-consacrato di Ges?

Q
uando si entra nellultima stagione della vita la del grano e della zizzania (Mt 13, 24-30). Ma questo
terrena simpone spontaneamente un triplice sguardo sul passato ci deve condurre, soprattutto, a radi-
sguardo: sul passato, sul presente, sul futuro. La care sempre pi nel cuore tre atteggiamenti di fede.
presente riflessione si snoda attorno a questo triplice
sguardo compiuto alla luce della fede in Cristo Ges per Il rendimento di grazie a Dio
rendere produttiva di frutti buoni lultima stagione del- Il primo atteggiamento di fede da assumere il rendi-
la vita, traducendo in esperienza laffermazione di Ges: mento di grazie a Dio per tutti i doni da Lui ricevuti ...
In questo glorificato il Padre mio: che portiate molto e sono innumerevoli. Di conseguenza, lo sguardo sul pas-
frutto (Gv 15, 8). sato deve posarsi primariamente sul grano, cio su
quanto operato dal Signore nel campo della propria
Lo sguardo sul passato vita. un operato originato dallamore di Ges nei pro-
pri confronti: un amore senza limiti: Come il Padre ha
Nellultima stagione della nostra vita terrena lo sguardo amato me, cos io ho amato voi (Gv 15, 9); un amore sin-
sul passato si rende sempre pi frequente ed un mo- golare dal quale scaturita anche la propria vocazione
mento di verit che svela come la vita sia fatta di positi- alla vita consacrata: Non voi avete scelto me, ma io ho
vit e di negativit, poich essa terreno in cui cresco- scelto voi (Gv 15, 16); un amore che ha colorito il rap-
no grano e zizzania. Ce lo ha detto Ges con la parabo- porto di Ges con noi di amicizia: Non vi chiamo pi
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servi, perch il servo non sa quello che fa il suo padro- peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Ges Cri-
ne; ma vi ho chiamati amici, perch tutto ci che ho udi- sto giusto (1Gv 2, 1). In proposito, emblematica lin-
to dal Padre lho fatto conoscere a voi (Gv 15, 15); un tercessione di Ges rivolta al Padre sul Calvario per i ne-
amore che ci ha coinvolti pienamente nella missione di mici che lo avevano crocifisso, lo stavano deridendo e ol-
Ges : io... vi ho costituiti perch andiate e portiate frut- traggiando mentre stava morendo: Padre, perdona lo-
to e il vostro frutto rimanga (Gv 15, 16)... il frutto del- ro (Lc 23, 34). Questa intercessione era fatta per perso-
la glorificazione di Dio attraverso la propria testimo- ne totalmente indegne di meritare un minimo gesto da-
nianza di vita evangelica, la propria operativit fatta di more perdonante da parte di Ges; eppure, Egli, dopo
servizio molteplice e vario, lannuncio del vangelo varia- aver cercato in loro qualcosa che potesse giustificarli,
mente compiuto. non riusc a trovare altro motivo a loro discolpa se non
linconsapevolezza del loro agire: Padre, perdonali, per-
La pacificazione con il passato ch non sanno quello che fanno (Lc 23, 34). Non c
Il secondo grande atteggiamento di fede da assumere consolazione pi grande per un credente sapere che non
la pacificazione con il proprio passato negativo, rinvigo- esiste nessuna situazione di peccato in cui Ges non in-
rendo la fede nella misericordia di Dio di fronte a tutti i tervenga presso il Padre come avvocato....
nostri peccati che hanno sporcato la vita, consapevoli La misericordia di Dio infinitamente pi grande dei
che la misericordia di Dio ha affermato Giovanni Pao- nostri peccati; il suo desiderio ha affermato Benedet-
lo II nella lettera enciclica Dives in misericordia (ricco to XVI sempre quello di perdonare, salvare, dare vi-
nella misericordia) (1980) costituisce il contenuto fon- ta, trasformare il male in bene.1 E papa Francesco, nel
damentale del messaggio di Cristo e la forza costitutiva suo intervento alla conclusione della Via Crucis al Colos-
della sua missione (n. 6) ed la dimensione indispen- seo, ha affermato: Ges amore, misericordia, perdo-
sabile dellamore... il suo secondo nome (n. 7). no... anche giudizio, ma egli ci giudica amandoci... se
Sono tanti i volti della misericordia di Dio messi in luce lo rifiuto sono condannato, non da Lui, ma da me stes-
nel vissuto e nella parola di Ges. In questa riflessione, so, perch Lui non condanna; sa solo amare e salvare.
puntiamo i riflettori sulla misericordia di Dio verso chi Ma la cosa pi sorprendente, circa la misericordia di Dio,
ha peccato, una misericordia delineata da Ges in tre che egli prova gioia nellessere misericordioso verso
splendide parabole: la pecora smarrita (Lc 15, 4-7), la chi riconosce i propri peccati. Ci emerge dalla conclu-
moneta perduta (Lc 15, 8-10), il pap misericordioso (Lc sione che Ges fa delle tre parabole sulla misericordia:
15, 11-32). Commentando queste parabole, papa France- la parabola della pecorella smarrita conclusa con laffer-
sco, allAngelus del 15 settembre 2013, ha affermato: Ge- mazione: Ci sar pi gioia in cielo per un peccatore con-
s tutto misericordia, Ges tutto amore. vertito, che per novantanove giusti che non hanno biso-
In riferimento a questo volto misericordioso di Dio ver- gno di conversione (Lc 15, 7); la parabola della donna
so chi ha peccato, san Giovanni nella prima lettera scri- che, ritrovata la dramma smarrita, grida alle amiche:
ve: Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi Rallegratevi con me (Lc 15, 10); la parabola del figliol
stessi e la verit non in noi, ma se riconosciamo i no- prodigo, che ritornato alla casa paterna, il padre non rin-
stri peccati, Dio che fedele e giusto ci perdoner i pec- faccia il suo smarrimento, non lo condanna, ma lo
cati e ci purificher da ogni colpa (1Gv 1, 8-9). Pertan- comprende; gode del suo ritorno, labbraccia e lo bacia,
to, chi riconosce sinceramente i propri peccati, se ne pen- fa festa... dicendo ai servi: Portate qui il vestito pi bel-
te, chiede perdono con limpegno a ricostruire un rinno- lo e rivestitelo, mettetegli lanello al dito e i calzari ai pie-
vato rapporto di comunione con Dio, ha la certezza del di. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e
perdono di Dio, poich egli misericordioso. Una con- facciamo festa (Lc 15, 22-23). Pertanto, riconoscere i
ferma di questa affermazione di san Giovanni ci viene propri peccati lasciandoci riconciliare da Dio (cf. Paolo,
recapitata da vari comportamenti di Ges nei confronti 2Cor 5, 20) ridargli la gioia del suo abbraccio perdo-
di chi ha peccato. Ne sottolineo uno: la risposta di Ges nante. Da questa gioia di Dio scaturisce anche la nostra
morente sulla croce data alla richiesta fattagli da uno dei gioia, perch avvolti dal suo amore misericordioso.
due malfattori, crocifissi pure loro accanto a Lui: Ges,
ricordati di me quando entrerai nel tuo regno! Gli rispo- Per costruire con sapienza il presente
se: In verit ti dico, oggi sarai con me nel paradiso (Lc Lo sguardo retrospettivo sul proprio passato, se consen-
23, 42-43). Questa promessa assicurativa di Ges nasce te una valutazione pi oggettiva di come si vissuti, de-
dal riconoscimento dei propri peccati fatto dal malfatto- ve diventare una scuola efficace per edificare sempre
re quando, poco prima, di fronte al sarcasmo dellaltro meglio loggi della propria vita sulla roccia che Ge-
malfattore che stava insultando Ges, gli disse: Nean- s, il suo vissuto e la sua parola. Ricordare il passato si-
che tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? gnifica, allora, lasciare che la nostra storia parli con
Noi giustamente, perch riceviamo il giusto per le nostre informazioni utili a non rifare gli errori del passato e ad
azioni, egli invece non ha fatto nulla di male (Lc 23, 40- aprire nuovi orizzonti per costruire con sapienza il
41). Certamente, le radici del peccato restano in noi con presente.
la sua potenza distruttiva, nonostante la seriet del no-
stro proposito di non peccare pi. Appropriandoci di questi atteggiamenti di fede il nostro
Scrive ancora lapostolo Giovanni: Figlioli miei, vi scri- passato diventa come un otre che Ges nel suo amo-
vo queste cose perch non pecchiate; ma se qualcuno ha re sconfinato e misericordioso riempie di gioia.
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Lo sguardo sul presente c timore; al contrario, lamore perfetto scaccia il timore,


perch il timore suppone un castigo e chi teme non per-
Lultima stagione della vita che si sta vivendo segnata fetto nellamore (1Gv 4, 18). In proposito ha scritto Gio-
da tanti colori autunnali. Si restringe sempre pi la vita- vanni Paolo II quanto pi intima e forte lesperien-
lit corporea e psichica; lorganismo si affievolisce, la za di questo amore gratuito di Dio, tanto maggiormen-
mente si appanna, la debolezza apre la via alla malattia te la persona avverte prepotente il bisogno di risponde-
con conseguente bisogno degli altri. Si sperimenta pure re a questo amore, mettendo Dio nella profondit del
una progressiva e varia spogliazione: spogliazione da proprio cuore e al centro della propria vita.
quelle attivit nelle quali ciascuno ha riconosciuto fino 2. Restare aperti a un incessante rendimento di grazie a
ad allora lespressione della propria identit; spogliazio- Dio, mettendoci costantemente nella lunghezza donda
ne da servizi qualificanti nel proprio Istituto, nella Chie- di quanto si afferma nel Prefazio eucaristico: vera-
sa e nella societ; spogliazione nelle relazioni significati- mente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di sal-
ve; dinamiche di marginalizzazione; senso di solitudine. vezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
Queste esperienze possono essere produttive di soffe- re, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo
renza, facendo correre il rischio di trascorrere lultima nostro Signore. Occorre, allora, sentirsi costantemente
stagione della vita nella depressione, sentendosi insigni- riconoscenti a Dio, dicendogli sempre grazie, consa-
ficanti, inutili. Da questi prodotti negativi occorre vacci- pevoli che il grazie a Dio: confessare Dio come datore
narsi con una vita di fede pi vera e pi coinvolgente. di ogni bene; riconoscerci e accettarci come beneficia-
Sorge, allora, una domanda: Come vivere costruttivamen- ti da Lui, perci debitori a lui di tutto; vivere la beati-
te il presente nellorizzonte di questa fede? Aprendoci a tudine del servo che rende tutti i suoi beni al Signore
una spiritualit solida e profonda,2 che consenta di vi- Iddio (Mt 25, 14-23); non lamentarci per quanto non ci
vere costruttivamente lultima stagione della vita, radi- concede. Allora, non dobbiamo mai finire di dire grazie
cando sempre pi nel cuore alcuni fondamentali atteg- al Signore per ogni cosa (Ef 5, 20) che ci dona ogni
giamenti di fede nel rapporto con Dio-con se stessi-con giorno: gioie e amarezze, successi e insuccessi, apprezza-
i fratelli. menti e critiche, comprensioni e incomprensioni, ecc.,
consapevoli che tutto coopera al bene di coloro che
Rapporto con Dio amano Dio (Rm. 8, 20). Si tratta di rivivere in se stessi:
1. Vivere costantemente la certezza del suo amore pater- lesperienza di Tb 4, 19: In ogni circostanza benedici il
no, gratuito e illimitato. La presenza di questo amore di Signore; lesperienza di Gb 1, 20-22: Il Signore ha da-
Dio a noi stata affermata da Ges nellultima cena: Il to, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signo-
Padre vi ama (Gv 16, 27). Ma Dio-Padre come ci ama? re; lesperienza di Charles De Foucauld: Padre mio, io
Come ha amato Ges. Lo ha dichiarato Ges stesso nel-
la preghiera rivolta al Padre nellultima cena: Padre, li hai
amati come hai amato me (Gv 17, 23). Davanti a questa
ANNAMARIA CORALLO
a cura di Michele Simone
dichiarazione damore un amore non paragonabile ad
alcun amore umano per quanto grande sia (Lc 11,11-
13) non pu esserci nel suo discepolo consacrato alcun
Atelier della Bibbia
dubbio non solo di essere amato da Dio-Padre, ma di es- Dal tessuto della Scrittura al vestito della Parola
sere amato come il Padre ama Ges (Gv 15, 9-11). Ed PRESENTAZIONE DI MASSIMO GRILLI
questa la ragione prima che spiega come la gioia di Ge-
s di essere amato dal Padre diventi anche e necessaria-
mente gioia del discepolo: Questo vi ho detto perch la
mia gioia di essere amato dal Padre sia in voi e la vo-
stra gioia sia piena (Gv 15, 11). Dio amore, afferma
C he cosa hanno in comune creare
un abito e comprendere la Bibbia?
Dallaccostamento delle due arti nasce
Giovanni nella 1 lettera (1 Gv 4, 16). Pertanto, il DNA lidea di un breve corso di sartoria bi-
di Dio amore.3 Dio sa solo amare; da Lui si sem-
blica. Il libro propone un percorso li-
pre e solo amati. Pertanto, necessario rinvigorire sem-
pre pi questa certezza di essere sommamente amati da neare ed efficace per apprendere, da
Dio anche quando si sperimenta il silenzio-assenza di soli o in gruppo, un processo interpre-
Dio, che mette a dura prova questa certezza, come lha tativo applicato soprattutto ai testi nar-
sperimentato Ges sulla croce: Dio mio, Dio mio, perch rativi del Nuovo Testamento.
mi hai abbandonato (Mc 15, 34)... Ma subito gridando a
PEDAGOGIA DELLA FEDE pp. 88 - 9,80
gran voce disse: Padre, nelle tue mani affido il mio spiri-
to. Detto questo spir (Lc 23, 46). Questa certezza con- DELLA STESSA AUTRICE
sente: di gustare in continuit la gioia di sentirsi sempre LE CHIAVI DI CASA
Laboratorio di formazione biblica di base
sommamente amati da Dio... gioia che nessuno pu to-
pp. 96 - 8,80
gliere, perch niente pu annullare lamore di Dio.... nep-
pure il peccato, poich lamore di Dio pi grande di es- Edizioni Via Scipione dal Ferro, 4 - 40138 Bologna
Tel. 051 3941511 - Fax 051 3941299
so (Rm 5, 8; 1Gv 2, 1-2); di tenersi liberi da sentimenti di Dehoniane
paura di Lui, come sottolinea Giovanni: Nellamore non
Bologna www.dehoniane.it
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mi abbandono a te; fa di me ci che ti piace; qualunque razione a Dio, come dettoci da Ges nel colloquio con
cosa tu faccia di me, ti ringrazio. necessario, allora, la Samaritana: giunto il momento, ed questo, in cui
lungo il cammino quotidiano della vita, rivolgere a Dio i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verit.4
la lode di san Paolo: Benedetto sei tu, o Dio, Padre del Allora i veri adoratori secondo Ges sono coloro che vi-
Signore nostro Ges Cristo, perch in Cristo ci hai bene- vono ogni frammento di vita in Cristo-con Cristo-per
detti con ogni benedizione spirituale nei cieli. (Ef 1,3). Cristo, sostenuti dallazione dello Spirito Santo. e il
3. Rendere il vissuto quotidiano luogo in cui Dio ado- Padre cerca questi adoratori, ci ha detto Ges.
rato e glorificato sulla esemplarit di Ges, il quale nel c) Offrire una testimonianza di vita evangelica finalizza-
dialogo con il Padre gli ha detto: Padre Io ti ho glo- ta a far s che quanti ci accostano rendano gloria a Dio,
rificato sopra la terra, compiendo lopera che mi hai da- come propostoci da Ges: Risplenda la vostra luce da-
to da fare (Gv 17, 4). Questa finalit si fa domanda di vanti agli uomini, perch vedano le vostre opere buone
alcuni impegni segnalati dallo stesso Ges: e rendano gloria al vostro Padre che nei cieli (Mt
5,16). Ci fattibile ha affermato Giovanni Paolo II in
a) Vivere una sempre pi crescente fedelt al Vangelo, VC attraverso una vita cristiforme,5 che si esplica
tenendo presente quanto dettoci da Ges tramite lim- nel rendere presente al mondo Cristo stesso mediante la
magine del vestito e del vino: Nessuno strappa un pez- testimonianza personale,6 finalizzata a condurre la gen-
zo da un vestito nuovo per attaccarlo a un vestito vec- te a glorificare Dio. Pertanto, alla domanda dove abi-
chio; altrimenti egli strappa il nuovo, e la toppa presa dal ti, la persona consacrata deve poter rispondere venite
nuovo non si adatta al vecchio. E nessuno mette vino e vedrete (Gv 1, 39), vale a dire venite e vedrete chi
nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli Ges per me, venite e vedrete che la mia abitazio-
otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti. Il vino nuovo ne Ges. Solo cos il discepolo-consacrato effonde il
bisogna metterlo in otri nuovi (Lc 5, 36-38). Davanti al profumo di Cristo Ges tramite la sua esperienza di vita.
significato simbolico di queste due immagini scelte da d) Consentire a Dio-Padre di pronunciare la sua parola
Ges, comprendiamo perch Giovanni Paolo II in VC 24 di compiacimento su di noi come lha pronunciata su
sottolinea: Bench tutta la Sacra Scrittura sia utile per Ges nellevento della trasfigurazione (Mt 17, 5).
insegnare (2 Tm 3, 16) e sorgente pura e perenne del-
la vita spirituale, meritano particolare venerazione gli 4. Dare spazio alla preghiera lungo il cammino quotidia-
scritti del Nuovo Testamento, soprattutto i Vangeli, che no della vita, consapevoli che il pregare propostoci da
sono il cuore di tutte le Scritture, poich, annota li- Ges chiamato ad affiorare sempre dalla coscienza di
struzione Ripartire da Cristo, l ... che il Maestro si ri- una relazione filiale con Dio, che Padre: Quando pre-
vela, educa il cuore e la mente. E l che si matura la vi- gate dite Padre (Lc 11, 2). Di conseguenza, il nostro
sione di fede fino ad avere il pensiero di Cristo pregare dovr essere sempre un dialogo damore che
(1Cor 2, 16) (n. 24). Questa priorit data al Vangelo, sboccia al di dentro di un rapporto paterno e filiale in-
mettendolo in pratica, la condizione indispensabile per sieme, un dialogo fra persone che si amano, capace di
poter dichiarare di amare Ges. Lha detto lui stesso: coinvolgere laffettivit profonda del cuore. Se non si
chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi mette il nostro pregare dentro a questo clima damore,
ama (Gv 14, 21). Pertanto, la prova indiscussa che lo si allora esso diventa un puro e depauperante verbali-
ama davvero sta nel tenere continuamente davanti a s smo, una pratica formalistica senza riscontro nel vis-
la sua parola mettendola in pratica. Daltra parte, pun- suto quotidiano, perci sterile. Pertanto, indispensabi-
tualizza Ges, laccoglienza della sua parola e la fedelt le passare dalle preghiere alla preghiera, che sgorga dal
ad essa scaturiscono dallamore a Lui: se mi amate, os- cuore, la quale porta a tradurre nel vissuto quotidiano
serverete i miei comandamenti (Gv 14, 15). Pertanto, ci che si pregato; consentendole la sua opera di tra-
quanto pi uno ama Ges tanto maggiormente vive del- sformazione.
la sua parola e viceversa. Amore a Ges e amore alla sua
parola sono, allora, due amori inscindibili e interinciden- 5. Lasciarsi condurre dallo Spirito del Signore, poich
ti: non c luno senza laltro e luno alimenta laltro. afferma VC Lui che, trovando cuori aperti e dispo-
nibili, fa germogliare e crescere unesistenza trasfigu-
b) Accogliere l esortazione di Paolo ai Colossesi: Qua- rata in Cristo Ges.7 Questo lasciarsi condurre dallo
lunque cosa fate, fatela di cuore, come per il Signore e non Spirito del Signore, perci camminare secondo lo Spi-
per gli uomini (Col 3, 23). Qualunque cosa fate, cio tut- rito e non secondo la carne (Gal 5, 16-25): obbliga a
to, ogni azione umana, anche la pi semplice... Fatela di operare un costante discernimento del proprio vissuto
cuore, cio con amore.. Noi sappiamo bene la differenza alla luce dei prodotti dello Spirito, chiaramente indica-
che c tra il fare le cose con il cuore e il farle solo per ti da Paolo nella lettera ai Galati in contrapposizione al-
farle, senza voglia n entusiasmo. Come per il Signore. ... le opere della carneIl frutto dello Spirito amore, gioia,
cio perch Dio sia glorificato in se stessi. Non per gli uo- pace, pazienza, benevolenza, bont, fedelt, mansuetudi-
mini... cio non per cercare gratificazioni personali, af- ne, autocontrollo (Gal 5:22); impegna a non far morire
fermazione di se stessi, riconoscenza, apprezzamento, incatenando nella nostra mentalit, nella nostra sen-
ecc. ... sulla esemplarit di Ges, che ha dichiarato: Io sibilit e nei nostri costumi tante sue iniziative, poich
non cerco la mia gloria (Gv 8, 50). In tal modo la vita soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di do-
quotidiana viene resa il luogo per eccellenza dellado- ve viene e dove va (Gv 3, 8); fa acquisire la consapevo-
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lezza che quanto si fa in parole e opere non nel nome di ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi
Ges un chiaro segno che lo Spirito stato soffocato gli uni gli altri. Vi ho dato infatti lesempio, perch come
(1Ts 5, 19). Di conseguenza, lasciandosi guidare dallo ho fatto io, facciate anche voi (Gv 13, 14-15). Questa te-
Spirito in un incessante cammino di purificazione,8 si stimonianza di Ges d il fondamento e la spiegazione
rende la propria vita quotidiana abitazione dello Spiri- della netta richiesta di servizio rivolta ai discepoli. Si
to del Signore, vale a dire vita dello Spirito e nello Spi- tratta di farsi servi secondo Cristo, cio sul suo esem-
rito, perci si autentici figli di Dio: tutti quelli che so- pio e a sua imitazione, consapevoli che nel servizio pren-
no guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio de corpo la pi vera esperienza dellamore fraterno. In
(Rm 8, 14). tal modo, la vita non trattenuta per s, ma fatta do-
no, poich diventa chicco di grano che cade nella ter-
Rapporto con se stessi ra degli altri e produce frutto (Gv 12, 24).
1. Vivere la varia e molteplice spogliazione preceden- 3. Essere continuamente aperti al perdono fraterno, of-
temente accennata tenendo lo sguardo fisso su Ges, il ferto come logica conseguenza della propria esperienza
quale spogli se stesso... assumendo la condizione di ser- di persone perdonate dal Padre, come propostoci da Ge-
vo (Fil 2, 7). Se cos avviene, la suddetta spogliazione s: Siate misericordiosi come il Padre vostro (Lc 6, 36).
prende la configurazione di un dono del Signore, poich Non dimentichiamo unaffermazione di Ges, riferita da
ci configura a Ges. Di conseguenza, si tratta di non vi- Mt (7, 2): Nella misura con cui perdonate sarete perdo-
vere lultima stagione della vita come tempo di rimpian- nati da Dio. Il perdono di Dio diventa veramente no-
to e di nostalgia, ma di serenit.. il tempo in cui una stro solo quando diventiamo datori di perdono. Di con-
persona pu affermare di valere per ci che davanti a seguenza, il comportamento di Dio e sar di perdono,
Dio e non per ci che fa. In Vita consecrata, n. 12 si leg- se ciascuno di noi perdona di cuore il fratello, chiun-
ge: Il ritiro progressivo dallazione, in taluni casi la ma- que egli sia.. Non va scordata la beatitudine proclamata
lattia e la forzata inattivit, costituiscono unesperienza da Ges: Beati i misericordiosi, perch troveranno mi-
che pu divenire altamente formativa. Momento spesso sericordia. Perci, quanto pi profonda la propria
doloroso, esso offre tuttavia alla persona consacrata an- esperienza del perdono di Dio, tanto pi vero, sponta-
ziana lopportunit di lasciarsi plasmare dallesperienza neo, gioioso deve essere il perdono al fratello... un per-
pasquale, configurandosi a Cristo crocifisso che compie dono che si fa segno visibile del perdono di Dio in mez-
in tutto la volont del Padre e sabbandona nelle sue ma- zo a noi; un perdono che si fa celebrazione nella vita del-
ni fino a rendergli lo spirito. Pertanto, anche il periodo la misericordia di Dio.
di infermit e di limitazione fecondo quanto quello
dellattivit specifica, se viene vissuto alla luce del miste- Vivendo il presente dellultima stagione della vita con
ro della morte e risurrezione di Ges. questi atteggiamenti di fede, esso non solo produttivo
2. Vivere la beatitudine Beati i poveri di spirito, perch di serenit, ma offre nuove opportunit di crescita nella
di essi il regno dei cieli (Mt 5,3). I poveri in spirito so- fede e di impegno.
no coloro che mettono la loro fiducia nellamore di Dio
Padre. Questa beatitudine implica, tra laltro, limpegno Lo sguardo sul futuro
a vivere il voto di povert, come totale liberazione da
qualsiasi senso di propriet, di attaccamento alle proprie Lultima stagione della vita il tempo in cui pi natural-
cose terrene, alle cose che si conservano anche se non ci mente si tiene lo sguardo teso allincontro finale con il
servono pi.... Non va scordato quanto scrive Paolo ai Signore; il tempo in cui la prospettiva della morte vie-
Galati: Cristo ci ha chiamati a libert (Gal 5, 13). ne vissuta come orizzonte sempre meno lontano e sem-
pre pi familiare e naturale; il tempo in cui le parole di
Rapporto con i fratelli Ges morente sulla croce Padre, nelle tue mani conse-
1. Offrire una testimonianza esemplare di vita innestata gno il mio spirito (Lc 23, 46) devono essere nostre,
in Ges, vissuta come il primo e pi prezioso dono da of- pronti sempre a consegnare la propria vita al Signore;
frire a tutti, a partire dai fratelli della propria comunit, il tempo in cui si percepisce maggiormente lessere
consapevoli che la testimonianza di vita evangelica la pellegrini e forestieri (1Pt 2, 11). Ora, tenere lo sguar-
prima e insostituibile forma della missione (RM 42), do teso allincontro finale con il Signore ci deve portare
poich essa dice eloquentemente che quanto pi si vi- ad assumere alcuni atteggiamenti di fede significativi.
ve di Ges, tanto meglio Lo si pu servire negli altri (cf.
VC 76). 1. Camminare con la certezza nel cuore di partecipare,
2. Dedicarsi con amore per quanto fisicamente pos- dopo la morte, alla gloria celeste di Ges-Risorto. Que-
sibile a un variegato e semplice servizio fraterno; ci so- sta certezza scaturisce dalla richiesta fatta da Ges al Pa-
no tante cose da fare, una moltitudine di piccoli servizi dre nellultima cena: Padre, voglio che anche quelli che
da rendere, tante mani tese, tanti cuori da amare, tante mi hai dato siano con me dove sono io, perch contem-
sofferenze a cui si pu prestare ascolto e portare conso- plino la mia gloria, quella che mi hai dato (Gv 17, 24).
lazione, tante gioie da recare o da condividere. Ovvia- La imperiosit della sua richiesta rivolta al Padre vo-
mente, lofferta di questo servizio fraterno va vissuto sul- glio lo rivela come il Ges che, sommamente miseri-
la esemplarit di Ges, che, dopo aver lavato i piedi ai cordioso verso i suoi discepoli presenti e futuri, a lui af-
discepoli, afferma: Se dunque io, il Signore e il Maestro, fidati dal Padre li vuole tutti partecipi della sua gloria
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celeste. Questa certezza riempie il cuore di gioia, liberan- dono di Dio, assieme allemergere sempre pi intenso e
dolo da ogni paura dellincontro finale con il Signore, forte del desiderio delleternit. Si tratta di far propria
consapevoli di unaltra promessa di Ges: Chiunque mi esperienza quanto diceva Giovanni Paolo II: Nonostan-
riconoscer davanti agli uomini, anche il Figlio delluo- te le limitazioni sopraggiunte con let, conservo il gusto
mo lo riconoscer davanti agli angeli di Dio(Lc 12, 8). della vita. Ne ringrazio il Signore! bello potersi spen-
dere sino alla fine per la causa del regno di Dio. Al tem-
2. Andare incontro al Signore con la lampada della fede po stesso, trovo una grande pace nel pensare al momen-
accesa e alimentata con lolio delle opere della luce. to in cui il Signore mi chiamer: di vita in vita!.
(cf. Parabola delle 10 vergini in Mt 25,1-13). Queste ope-
re della luce si identificano nel seguire Ges, come da 5. Guardare la morte e accoglierla come sorella morte,
Lui dettoci: Io sono la luce del mondo; chi segue me, che ci apre la porta del paradiso. Lultima stagione del-
non camminer nelle tenebre, ma avr la luce della vita la vita il tempo in cui la prospettiva della morte viene
(Gv 8, 12). Seguire Ges implica il mettersi a scuola del vissuta come orizzonte sempre meno lontano e sempre
suo vissuto e della sua parola per accoglierli come linea pi familiare e naturale. La morte rappresenta il pi al-
conduttrice e riferimento irrinunciabile del proprio vive- to momento vocazionale duna persona, la chiamata de-
re quotidiano. Solo cos possibile avere lolio che ali- cisiva per eccellenza: la chiamata alla vita eterna, trami-
menta la lampada della fede, rivestendoci del Signore te la quale la vita non tolta, ma trasformata, come si
Ges Cristo. confessa nel Prefazio dei Defunti.

3. Vivere una costante e attenta vigilanza su di s per es- Facciamo nostro linvito del Signore Ges, che troviamo
sere bene preparati allincontro finale con Ges. Questa in Apocalisse 2, 10: Sii fedele fino alla fine ed io ti dar
vigilanza lha proposta Ges stesso alla conclusione la corona della vita.
della parabola delle 10 vergini: Vegliate... e ne ha da-
ta la motivazione: Perch non sapete n il giorno n lo- Considerazione finale
ra. La nostra vita nelle sue mani. Nessuno sa quando
avverr questo incontro finale con Lui; pu avvenire in Nella misura in cui si vive quanto riflettuto si riesce ad
qualsiasi momento. Di conseguenza, necessario vivere accogliere e vivere lultima stagione della vita nella con-
ogni giorno come se fosse lultimo. Su questa vigilan- sapevolezza che essa alla luce della Parola di Dio
za c un altro passo del Vangelo di Luca, estremamen- un tempo diverso rispetto alle stagioni precedenti, ma
te confortante, nel quale Ges esorta: Siate pronti, con non meno fecondo e importante per se stessi e per gli al-
la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a co- tri davanti a Dio. Essa una grazia, una ricchezza e non
loro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, una povert. Sono anni da vivere con un fiducioso ab-
per aprirgli subito, appena arriva e bussa. Beati quei ser- bandono nelle mani di Dio, Padre provvidente e miseri-
vi che il padrone al suo ritorno trover ancora svegli; in cordioso; un periodo da utilizzare in modo evangelica-
verit vi dico, si cinger le sue vesti, li far mettere a ta- mente creativo, idoneo a dare una risposta credibile a
vola e passer a servirli. E se, giungendo nel mezzo del- quanto la gente, soprattutto le giovani generazioni in
la notte o prima dellalba, li trover cos, beati loro! (Lc questo nostro contesto storico-culturale, esigono dalla
12, 35-39). Noi sappiamo cosa significa attendere una persona consacrata a Dio: sia persona totalmente di
persona particolarmente cara e significativa: la mente, il Dio e questa sua identit trasparisca dal suo vissuto e
cuore, le mani, i piedi, gli occhi, le orecchie, tutto pola- dal suo operato.
rizzato sullattesa del suo arrivo. Allora, attendere larri- E qui metto sotto il nostro sguardo uno stralcio della
vo del Signore significa vivere il tempo presente con gli preghiera di Giovanni Paolo II nella lettera agli anziani
occhi fissi su di esso, preparando questo arrivo con una del 1 ottobre 1999:
vita ricca di valori. Se cos accade si godr dice Ges Dacci, o Signore della vita, di prenderne lucida coscienza
la grande beatitudine di quei servi che il padrone al suo e di assaporare come un dono, ricco di ulteriori promes-
ritorno trover ancora svegli: in verit vi dico, si cinger se, ogni stagione della nostra vita. Fa che accogliamo con
le sue vesti, li far mettere a tavola e passer a servirli. Con amore la tua volont, ponendoci ogni giorno nelle tue ma-
questa affermazione Ges sottolinea una ricompensa in- ni misericordiose. E quando verr il momento del defini-
credibile, sorprendente, gioiosa per chi nella vita dogni tivo passaggio, concedici di affrontarlo con animo se-
giorno fa suo latteggiamento dei servi svegli, attenti, im- reno, senza nulla rimpiangere di quanto lasceremo..
pegnati, pronti. In proposito, ho trovato splendida una p. Agostino Martini
preghiera di Chiara Lubich: Ges, fammi parlare sem-
pre come fosse lultima parola che dico. Fammi agire
1. Benedetto XVI, Udienza generale 18 maggio 2011: Lintercessione di
sempre come fosse lultima azione che faccio. Fammi sof- Abramo per Sodoma (Gen 18, 16-33).
frire sempre come fosse lultima sofferenza che ho da of- 2. Cf. VC 93.
3. Si legga la lettera enciclica di Benedetto XVI: Deus caritas est del
frirti. Fammi pregare sempre come fosse lultima possi- 25/12/2005.
bilit, che ho qui in terra, di colloquiare con Te. 4. Gv 4, 23 - Secondo S. Giovanni, la verit identificata in Cristo.
5. Cf. VC 25.
6. Cf. VC 85.
4. Donare una testimonianza dellultima stagione della 7. Cf. VC 19 e 30.
vita pur nei suoi limiti e acciacchi come impagabile 8. Cf. VC 19.

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