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SCHEDA PROGETTO PER LIMPIEGO DI VOLONTARI IN

SERVIZIO CIVILE IN ITALIA

ENTE

1) Ente proponente il progetto:

ACLI - Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani

2) Codice di accreditamento:
NZ00045

3) Albo e classe di iscrizione: NAZIONALE 1^

CARATTERISTICHE PROGETTO

4) Titolo del progetto:

Clessidra: il passare degli anni non si misura

5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):

Assistenza - 01 Anziani

6) Descrizione dellarea di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza


il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori
misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto:

Il progetto Clessidra il passare degli anni non si misura, finalizzato a prevenire e


combattere lo stato di non autosufficienza e di solitudine, tipici della terza et, si rivolge
prevalentemente agli anziani di 16 province del Centro Italia, distribuite tra Umbria,
Marche e Lazio, Toscana e Abruzzo. Pi nello specifico le aree provinciali coinvolte nelle
attivit sono quelle di:
ANCONA
AREZZO
ASCOLI PICENO
FIRENZE
LAQUILA
LATINA
LUCCA
MACERATA
PESARO URBINO
PESCARA
RIETI
ROMA
SIENA
TERAMO
TERNI
VITERBO

1
Il progetto nasce dallanalisi dei bisogni del territorio, in particolare quegli degli anziani,
che risultano essere in linea con le tendenze nazionali.
Secondo uno studio condotto dallIstat, la popolazione residente in Italia nel 2065 sar
superiore ai 61 milioni di cittadini, destinati ad invecchiare progressivamente. Lanalisi ci
dice infatti che l'et media aumenta da 43,5 anni del 2011 fino di 49,8 anni del 2059,
anno a partire dal quale l'et media si stabilizza ai 49,7 anni.
Un dato significativo rappresentato dell'aumento sensibile del numero degli ultra
65enni, oggi pari al 20,3% del totale della popolazione, che nello studio ISTAT superano
il 33% nel 2056.

Grafico 1: Previsioni della popolazione residente, anni 2020-2065

Grafico 2: Indicatori demografici, Censimenti 1961-2011 e previsioni 2030-


2065

2
Grafico 3: Speranza di vita alla nascita per sesso, anni 1961-2065

Il dato nazionale sulla longevit si sovrappone al persistere di livelli molto bassi di


fecondit, con una media 1,42 figli per donna nel 2012, contro una media europea di
1,58.

Tabella 1 - Distribuzione della popolazione 2015 - Italia


Et Maschi Femmine Totale
0-4 51,4% 48,6% 2.652.845 4,4%
5-9 51,5% 48,5% 2.866.152 4,7%
10-14 51,5% 48,5% 2.864.125 4,7%
15-19 51,7% 48,3% 2.863.938 4,7%
20-24 51,3% 48,7% 3.082.634 5,1%
25-29 50,5% 49,5% 3.282.413 5,4%
30-34 50,2% 49,8% 3.611.895 5,9%
35-39 50,0% 50,0% 4.253.808 7,0%
40-44 49,8% 50,2% 4.831.785 7,9%
45-49 49,5% 50,5% 4.971.852 8,2%
50-54 49,1% 50,9% 4.645.794 7,6%
55-59 48,5% 51,5% 4.019.042 6,6%
60-64 48,2% 51,8% 3.630.255 6,0%
65-69 47,7% 52,3% 3.561.371 5,9%
70-74 46,2% 53,8% 2.962.274 4,9%
75-79 43,9% 56,1% 2.717.980 4,5%
80-84 39,8% 60,2% 2.047.054 3,4%
85-89 33,8% 66,2% 1.264.039 2,1%
90-94 27,2% 72,8% 555.492 0,9%
95-99 21,3% 78,7% 91.769 0,2%
100+ 16,2% 83,8% 19.095 0,0%
Totale 48,5% 51,5% 60.795.612

Fonte: Istat

Di seguito analizzeremo nel dettaglio la struttura della popolazione ed i principali


indicatori demografici dell'Italia negli ultimi 10 anni (nostre elaborazioni su dati ISTAT).
Nello specifico l'analisi della struttura considera tre fasce di et:

1. Giovani 0-14 anni,


2. Adulti 15-64 anni
3. Anziani 65 anni ed oltre.

La tabella seguente mostra nel dettaglio come la popolazione italiana anziana sia in
costante crescita dal 2005 al 2015.
3
Tabella 2 - La struttura della popolazione in Italia
Anno Totale
0-14 anni 15-64 anni 65+ anni Et media1
1 gennaio residenti
2005 8.255.712 38.827.322 11.379.341 58.462.375 42,0
2006 8.283.936 38.875.440 11.592.335 58.751.711 42,1
2007 8.321.900 39.016.635 11.792.752 59.131.287 42,3
2008 8.367.043 39.306.261 11.945.986 59.619.290 42,5
2009 8.428.708 39.531.202 12.085.158 60.045.068 42,6
2010 8.477.937 39.655.921 12.206.470 60.340.328 42,8
2011 8.513.222 39.811.683 12.301.537 60.626.442 43,0
2012 8.325.217 38.698.168 12.370.822 59.394.207 43,3
2013 8.348.338 38.697.060 12.639.829 59.685.227 43,5
2014 8.448.133 39.319.593 13.014.942 60.782.668 43,7
2015 8.383.122 39.193.416 13.219.074 60.795.612 43,9

Fonte: Istat

La percentuale della popolazione nella fascia 0-14 anni rimasta pressoch invariata dal
2008 ad oggi, con una lieve flessione negli ultimi due anni, mentre a fronte di un calo
negli anni di popolazione della fascia intermedia 15-64, si rileva un costante
accrescimento della popolazione over 65.

Grafico 4:

Fonte: Istat

L'invecchiamento della popolazione risalta anche dall'aumento dell'et media (43,9 anni
contro i 42 del 2005) e dal rapporto di dipendenza (passato dal 50,6% del 2005 al
55,1% del 2015).
Dallanalisi demografica risulta, quindi, come la popolazione anziana (over 65 anni) sia in
crescente aumento e come questa crescita continuer nei prossimi 40 anni a livello non
solo italiano ma anche europeo.
Analizzando i dati ISTAT, in Italia nel 2014 rispetto allanno precedente si verificato un
calo delle nascite (- 0,2 per mille), insieme ad una diminuzione dei decessi (- 0,2 per
mille). Invece, la speranza di vita alla nascita registra nel 2013 un balzo in avanti. Gli
uomini raggiungono il livello di 79,8 anni (+1,1 rispetto al 2008), le donne quello di 84,6
anni (+0,7). Allet di 65 anni la speranza di vita residua nel 2013 di 18,5 anni per gli
uomini (+0,7 sul 2008) e di 22 anni per le donne (+0,6). Oltre i 65 anni di et le donne
sono in numero decisamente superiore rispetto agli uomini perch vivono mediamente
pi a lungo. Tuttavia, il rapporto uomini/donne dai 65 anni in poi sta diminuendo.
Come risultato dellaumento della popolazione anziana, let media della popolazione
continua a crescere: da 42,5 anni nel 2008 a 43,9 nel 2015. Ci nonostante, c da

Et media: la media delle et di una popolazione, calcolata come il rapporto tra la somma delle et di tutti gli individui e il numero della
1

popolazione residente. Da non confondere con l'aspettativa di vita di una popolazione.

4
valutare che il profilo strutturale per et della popolazione varia notevolmente sul piano
territoriale, sebbene tutte le regioni, nessuna esclusa, siano coinvolte dal processo di
invecchiamento.

Tabella 3 - Principali indici demografici calcolati sulla popolazione residente in


Italia
Indice di Indice di Indice di
Indice di ricambio4 struttura5 carico6 Indice di Indice di
Indice di
Anno dipendenza3 della della di figli natalit7 mortalit8
vecchiaia2
strutturale popolazione popolazione per donna (x 1.000 ab.) (x 1.000 ab.)
attiva attiva feconda
1 gennaio 1 gennaio 1 gennaio 1 gennaio 1 gennaio 1 gen-31 dic 1 gen-31 dic
2005 137,8 50,6 113,5 99,1 20,8 9,5 9,7
2006 139,9 51,1 108,6 101,6 20,9 9,5 9,5
2007 141,7 51,6 111,9 104,7 21,1 9,5 9,6
2008 142,8 51,7 114,8 107,1 21,3 9,6 9,8
2009 143,4 51,9 119,8 109,8 21,2 9,5 9,8
2010 144,0 52,2 124,3 113,1 21,2 9,3 9,7
2011 144,5 52,3 130,3 116,5 21,0 9,1 9,9
2012 148,6 53,5 129,8 120,3 21,1 9,0 10,3
2013 151,4 54,2 129,1 123,2 21,0 8,5 10,0
2014 154,1 54,6 126,8 126,0 21,1 8,3 9,8
2015 157,7 55,1 126,8 129,3 21,4 - -

Fonte: Istat

Con laumento dellaspettativa di vita e il rapporto sempre pi sfavorevole tra


popolazione attiva e non attiva, tender ad aumentare anche lonere socioeconomico
correlato alla cura, allassistenza e alle spese previdenziali destinate agli anziani,
causando il cosiddetto longevity shock, recentemente sottolineato dal Fondo Monetario
Internazionale.
Negli ultimi 50 anni linvecchiamento della popolazione italiana stato uno dei pi rapidi
tra i Paesi maggiormente sviluppati e si stima che nel 2050 la quota di ultra65enni
ammonter al 35,9% della popolazione totale, con unattesa di vita media pari a 82,5
anni (79,5 per gli uomini e 85,6 per le donne).
Se da un lato laumento della longevit rappresenta indubbiamente una grande
conquista, poich testimonia il crescente miglioramento delle condizioni di vita e i
progressi della medicina, dallaltro potrebbe trasformarsi in una minaccia per limmediato
futuro, nel caso in cui non fosse controbilanciato da una rinnovata capacit di
programmazione di opportuni, sistematici e urgenti interventi di politica sanitaria che
investano la ricerca, lassistenza e il benessere degli anziani, tenendo in considerazione
levoluzione del concetto stesso di invecchiamento.
Nellaccezione corrente, linvecchiamento un processo multifattoriale caratterizzato da
una progressiva perdita delle capacit funzionali e da una crescente presenza di
pluripatologie, proporzionali allavanzamento dellet e che investono lintero arco della
vita.
Passando ora ad esaminare le condizioni di vita della popolazione anziana, riguardo al
tema salute, lindagine multiscopo 2010 dellIstat evidenzia che le malattie pi diffuse
over 65 sono, lipertensione arteriosa seguite dallartrosi e dallartrite, specialmente per
le donne e, per le sole donne, dallosteoporosi. Il peso percentuale cresce con laumento
dellet ed parecchio superiore ai corrispondenti valori per la popolazione generale. La
stessa indagine fornisce dati sulla percezione che lanziano ha del proprio stato di salute:

Indice di vecchiaia: Rappresenta il grado di invecchiamento di una popolazione. il rapporto percentuale tra il numero degli
2

ultrassessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni. Ad esempio, nel 2015 l'indice di vecchiaia per l'Italia dice che ci sono 157,7 anziani
ogni 100 giovani.
Indice di dipendenza strutturale: Rappresenta il carico sociale ed economico della popolazione non attiva (0-14 anni e 65 anni ed oltre) su quella
3

attiva (15-64 anni). Ad esempio, teoricamente, in Italia nel 2015 ci sono 55,1 individui a carico, ogni 100 che lavorano.
Indice di ricambio della popolazione attiva: Rappresenta il rapporto percentuale tra la fascia di popolazione che sta per andare in pensione (55-64
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anni) e quella che sta per entrare nel mondo del lavoro (15-24 anni). La popolazione attiva tanto pi giovane quanto pi l'indicatore minore di
100. Ad esempio, in Italia nel 2015 l'indice di ricambio 126,8 e significa che la popolazione in et lavorativa molto anziana.
Indice di struttura della popolazione attiva: Rappresenta il grado di invecchiamento della popolazione in et lavorativa. il rapporto percentuale tra
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la parte di popolazione in et lavorativa pi anziana (40-64 anni) e quella pi giovane (15-39 anni).
6
Carico di figli per donna feconda: il rapporto percentuale tra il numero dei bambini fino a 4 anni ed il numero di donne in et feconda (15-49
anni). Stima il carico dei figli in et prescolare per le mamme lavoratrici.
Indice di natalit: Rappresenta il numero medio di nascite in un anno ogni mille abitanti.
7

Indice di mortalit: Rappresenta il numero medio di decessi in un anno ogni mille abitanti.
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5
in media circa il 70% degli ultrasessantacinquenni manifesta di essere in buona salute,
dati che rivelano un trend positivo rispetto ai dati del 2005, quando solamente poco pi
del 50% dava affermazioni analoghe. Queste evoluzioni positive nella percezione della
qualit della salute si possono attribuire in parte a un nuovo ed innovativo approccio
allinvecchiamento, che negli ultimi anni andato sempre pi affermandosi.
Di seguito presentiamo unanalisi demografica delle aree di interesse del progetto
(nostre elaborazioni da www.tuttitalia.it e www.dati.istat.it, valori al 1 gennaio).

Tabella 4 Principali indici demografici al 2015 relativi alla Regione Abruzzo


Territorio Abruzzo L'Aquila Pescara Teramo
Anno 2013 2014 2015 2013 2014 2015 2013 2014 2015 2013 2014 2015
tasso di natalit (per mille abitanti) 8,2 7,9 .. 8 7,7 .. 8,6 8,3 .. 8,4 8 ..

tasso di mortalit (per mille abitanti) 10,9 10,8 .. 11,7 11,5 .. 10 10,4 .. 10,5 10,2 ..
popolazione 0-14 anni (valori
13 12,9 12,8 12,3 12,2 12,2 13,6 13,6 13,5 13,2 13,1 13
percentuali)
popolazione 15-64 anni (valori
65 64,9 64,6 65,7 65,5 65,2 64,5 64,5 64,2 65,4 65,3 65
percentuali)
popolazione 65 anni e pi (valori
22,1 22,2 22,6 22,1 22,3 22,7 21,8 21,9 22,2 21,5 21,6 22
percentuali)
indice di dipendenza strutturale
53,9 54,2 54,9 52,3 52,6 53,5 55 55 55,7 53 53,2 53,8
(valori percentuali)
indice di dipendenza degli anziani
34 34,3 35 33,6 34 34,8 33,8 34 34,6 32,9 33,1 33,8
(valori percentuali)
indice di vecchiaia (valori percentuali) 170 172,5 176,2 179,2 182,6 186,6 160 161,3 164,3 163,1 165 168,6

et media della popolazione 44,7 44,9 45,2 45,1 45,3 45,6 44,4 44,5 44,7 44,3 44,5 44,7

Fonte: Istat

Tabella 5 Principali indici demografici al 2015 relativi alla Regione Lazio


Territorio Lazio Latina Rieti Roma Viterbo
Anno 2013 2014 2015 2013 2014 2015 2013 2014 2015 2013 2014 2015 2013 2014 2015
tasso di natalit (per
9,1 8,6 .. 9,4 9 .. 7,4 7 .. 9,4 8,7 .. 7,7 7,7 ..
mille abitanti)
tasso di mortalit (per
9,5 9,3 .. 8,4 8,6 .. 12,3 11,7 .. 9,2 9,1 .. 11,3 11,4 ..
mille abitanti)
crescita naturale (per
-0,4 -0,8 .. 0,9 0,5 .. -4,9 -4,7 .. 0,1 -0,4 .. -3,6 -3,7 ..
mille abitanti)
popolazione 0-14 anni
13,9 13,8 13,8 14,2 14,1 14 12,1 12 11,9 14,1 14,1 14,1 12,7 12,5 12,5
(valori percentuali)
popolazione 15-64 anni
65,4 65,7 65,5 67 66,6 66,3 64,3 64,3 64 65,2 65,6 65,5 65 65,1 64,8
(valori percentuali)
popolazione 65 anni e
20,7 20,5 20,7 18,8 19,3 19,7 23,6 23,7 24,1 20,7 20,3 20,4 22,3 22,4 22,7
pi (valori percentuali)
indice di dipendenza
strutturale (valori 52,8 52,2 52,6 49,2 50,1 50,9 55,5 55,6 56,4 53,5 52,3 52,7 53,8 53,6 54,4
percentuali)
indice di dipendenza
degli anziani (valori 31,6 31,2 31,6 28,1 28,9 29,8 36,6 36,9 37,7 31,8 30,9 31,2 34,3 34,3 35
percentuali)
indice di vecchiaia
149 148 150 133 136 141 194 197 203 147 144 145 176 178 181
(valori percentuali)
et media della
43,9 43,9 44,1 42,7 42,9 43,2 45,8 46 46,3 43,9 43,8 43,9 45 45,2 45,4
popolazione
Fonte: Istat

6
Tabella 6 Principali indici demografici al 2015 relativi alla Regione Marche
Territorio Marche Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Anno 2013 2014 2015 2013 2014 2015 2013 2014 2015 2013 2014 2015 2013 2014 2015
tasso di natalit (per
8,2 8 .. 8,5 8,3 .. 7,7 7,8 .. 8,2 8,2 .. 8,5 8,1 ..
mille abitanti)
tasso di mortalit (per
10,9 10,8 .. 10 9,8 .. 10,5 10,8 .. 11,3 11,3 .. 10,5 10,1 ..
mille abitanti)
crescita naturale (per
13,4 13,3 13,2 14 13,9 13,8 12,7 12,5 12,5 13,3 13,3 13,2 13,8 13,8 13,7
mille abitanti)
popolazione 0-14 anni
63,5 63,3 63,1 64,8 64,7 64,5 64 63,8 63,5 63,3 63,1 62,9 63,9 63,6 63,3
(valori percentuali)
popolazione 15-64 anni
23,1 23,4 23,7 21,2 21,4 21,7 23,3 23,7 24,1 23,4 23,7 23,9 22,3 22,7 23,1
(valori percentuali)
popolazione 65 anni e
57,4 58 58,6 54,2 54,6 55,1 56,3 56,8 57,5 57,9 58,5 59 56,5 57,2 58,1
pi (valori percentuali)
indice di dipendenza
strutturale (valori 36,3 37 37,7 32,7 33,1 33,7 36,4 37,1 37,9 36,9 37,5 38 34,9 35,6 36,5
percentuali)
indice di dipendenza
degli anziani (valori 172,5 176,3 179,8 151,4 154,1 157,7 182,7 188,9 193,2 175,4 178,5 180,8 161,4 164,8 168,8
percentuali)
indice di vecchiaia
45,1 45,4 45,7 44 44,2 44,4 45,4 45,7 46 45,2 45,5 45,7 44,7 44,9 45,2
(valori percentuali)
Fonte: Istat

Tabella 7 Principali indici demografici al 2015 relativi alla Regione Toscana


Territorio Toscana Arezzo Firenze Lucca Siena
Anno 2013 2014 2015 2013 2014 2015 2013 2014 2015 2013 2014 2015 2013 2014 2015
tasso di natalit (per
7,9 7,8 .. 7,7 7,8 .. 8,3 8 .. 7,5 7,3 .. 8,2 8 ..
mille abitanti)
tasso di mortalit (per
11,3 11,1 .. 11,3 11,2 .. 10,8 10,7 .. 11,9 11,6 .. 12 11,6 ..
mille abitanti)
crescita naturale (per
12,9 12,9 12,8 12,9 12,9 12,8 13,3 13,2 13,1 12,6 12,5 12,5 12,8 12,7 12,7
mille abitanti)
popolazione 0-14 anni
62,9 62,7 62,4 63,7 63,2 62,9 62,1 62,2 62 63,3 63,1 62,8 62,3 62 61,8
(valori percentuali)
popolazione 15-64 anni
24,2 24,4 24,8 23,4 23,9 24,3 24,6 24,6 24,8 24,1 24,4 24,8 25 25,3 25,5
(valori percentuali)
popolazione 65 anni e
58,9 59,5 60,2 57 58,2 59,1 61 60,7 61,2 57,9 58,5 59,3 60,6 61,3 62
pi (valori percentuali)
indice di dipendenza
strutturale (valori 38,4 39 39,7 36,7 37,9 38,7 39,6 39,6 40 38,1 38,7 39,4 40,2 40,8 41,4
percentuali)
indice di dipendenza
degli anziani (valori 187,5 190,1 192,9 180,8 186,1 189,7 185,8 187,1 189 192 195 198,5 196,2 198,5 201
percentuali)
indice di vecchiaia
46 46,1 46,3 45,5 45,8 46 46,1 46 46,2 46,1 46,3 46,5 46,4 46,5 46,7
(valori percentuali)
Fonte: Istat

Tabella 8 Principali indici demografici al 2015 relativi alla Regione Umbria


Territorio Umbria Terni

Anno 2013 2014 2015 2013 2014 2015

tasso di natalit (per mille abitanti) 8,3 7,8 .. 8,4 8 ..

tasso di mortalit (per mille abitanti) 11,4 11,1 .. 10,5 10,2 ..

crescita naturale (per mille abitanti) 13,1 13,1 13 13,2 13,1 13

popolazione 0-14 anni (valori percentuali) 63,1 62,8 62,4 65,4 65,3 65

popolazione 15-64 anni (valori percentuali) 23,8 24,2 24,6 21,5 21,6 22

popolazione 65 anni e pi (valori percentuali) 58,4 59,3 60,2 53 53,2 53,8

indice di dipendenza strutturale (valori percentuali) 37,7 38,5 39,4 32,9 33,1 33,8

indice di dipendenza degli anziani (valori percentuali) 181,9 185,2 189,3 163,1 165 168,6

indice di vecchiaia (valori percentuali) 45,6 45,8 46,1 44,3 44,5 44,7

Fonte: Istat

I dati sopra esposti confermano il quadro che pocanzi abbiamo analizzato: quello di una
popolazione che negli ultimi anni e previsionalmente nei prossimi continuer ad
invecchiare.

Tale condizione grava sulle famiglie, sempre pi appesantite dagli oneri di cura non
totalmente garantiti dal pubblico, e sottolinea la mancanza di adeguate politiche e azioni
di welfare e di prevenzione. Nei contesti regionali e provinciali interessati al progetto

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questa semplice analisi demografica particolarmente significativa se si paragonano
alcuni dati territoriali presi in esame con quelli a livello nazionale.

La distribuzione della popolazione


In base alle fasce di et rileva per tutte le province una percentuale mediamente pi alta
della media nazionale (21,7% - Grafico 1) ad eccezione della citt di Latina la cui
popolazione over 65 non supera il 19,7%. Siena appare invece, con il suo 25,5%, la
provincia con il pi alto numero di anziani tra tutte quelle coinvolte.

Grafico 5: La distribuzione della popolazione

Popolazione: fascia 65 anni e pi (valori percentuali)

Siena 25,5
Lucca 24,8
Firenze 24,8
Arezzo 24,3
Ascoli Piceno 24,1
Rieti 24,1
Macerata 23,9
Pesaro e Urbino 23,1
Viterbo 22,7
L'Aquila 22,7
Pescara 22,2
Terni 22
Teramo 22
Ancona 21,7
ITALIA 21,7
Roma 20,4
Latina 19,7

Fonte: Istat

Lindice di vecchiaia - si definisce come il rapporto di composizione tra la popolazione


anziana (65 anni e oltre) e la popolazione pi giovane (0-14 anni). La tendenza
nazionale ha portato negli ultimi dieci anni ad un aumento di pi di 17 punti, passando
da un indice di 140,6 nel 2006 fino a 157,7 nel 2015. Ad eccezione delle due province
laziali di Latina e Roma, evidente come tutte le altre province del contesto preso in
esame hanno percentuali ben superiori alla media nazionale. Per ogni 100 giovani fino a
14 anni Rieti possiede addirittura 200 cittadini con oltre 65 anni.

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Grafico 6: Lindice di vecchiaia
Indice di vecchiaia (valori percentuali)

Rieti

Siena

Lucca

Ascoli Piceno

Arezzo

Firenze

L'Aquila

Viterbo

Macerata

Pesaro e Urbino

Terni

Teramo

Pescara

Ancona

ITALIA

Roma

Latina

0 50 100 150 200 250

Fonte: Istat

LIndice di dipendenza strutturale si definisce come il rapporto tra la popolazione


in et non attiva (0-14 anni e 65 anni e pi) e la popolazione in et attiva (15-64 anni)
cos, a livello nazionale nel 2015, stimato ci siano 55,1 individui a carico ogni 100 che
lavorano; diversamente dal dato precedente si evidenzia una differenza pi marcata tra
le province: la Toscana e le Marche, dove la percentuale maggiore; in Lazio e in
Abruzzo, invece, si rileva una percentuale sensibilmente pi bassa di quella nazionale.

Grafico 7: LIndice di dipendenza strutturale


Indice di dipendenza strutturale

Siena 62
Firenze 61,2
Lucca 59,3
Arezzo 59,1
Macerata 59
Pesaro e Urbino 58,1
Ascoli Piceno 57,5
Rieti 56,4
Pescara 55,7
Ancona 55,1
ITALIA 55,1
Viterbo 54,4
Terni 53,8
Teramo 53,8
L'Aquila 53,5
Roma 52,7
Latina 50,9

Fonte: Istat
9
Non risultano ancora essere disponibili dati georeferenziali aggiornati relativi alla
condizione abitativa dellanziano, tuttavia gi il dato medio nazionale sembra
preoccupante. Ad oggi la popolazione over 65 sola rappresenta circa il 6% dellintera
popolazione nazionale, ci vuol dire che circa il 28,6% degli anziani vive in condizioni
abitative di solitudine. Inoltre, a rafforzare tale situazione vi sono i dati relativi alla
frequenza con cui gli anziani incontrano gli amici: il 5,5% dei maschi dai 65 ai 75
anni dichiara di non averne o di non incontrarne mai, le femmine addirittura in
percentuale doppia; per gli over 75 la percentuale degli uomini aumenta al 15,4% e per
le donne tocca quasi il 20%.

Servizi presenti
Prima di analizzare in particolare i servizi specifici presenti nei territori fondamentale
individuare quali sono quelli offerti dagli enti pubblici.
Le tabelle di seguito riportate, frutto dellelaborazione dei dati Istat dellultimo
censimento (2011), evidenziano il tipo di offerta di servizi rivolti agli anziani, in
particolare: nella prima tabella i dati sono divisi per provincia e riguardano lofferta di
assistenza domiciliare, nella seconda tabella i dati sono ripartiti per Regione e riguardano
il numero di ospiti over 65 presenti nei presidi residenziali socio-assistenziali e socio-
sanitari.

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La tabella mostra come, in tutte le province interessate, la percentuale di comuni che
offrono il servizio di assistenza domiciliare per anziani sia molto alto, in media oltre
l80%, eccezion fatta per il Lazio che presenta dati leggermente inferiori, anche rispetto
alla media nazionale. Lindice di copertura territoriale rispecchia tale situazione, anche se
il dato medio regionale vede lUmbria con valori pi bassi, soprattutto se confrontati con
la sua provincia coinvolta nel progetto, Terni, che, invece, vanta una copertura
pressoch totale. Riguardo allindice di presa in carico, tutte le province, tranne Rieti,
presentano un dato al di sotto della media nazionale, seppure, in media, molto vicino ad
esso.

Tabella 9 Assistenza domiciliare agli anziani - 2012


Anno 2012

indice di presa in
indice di copertura
percentuale di carico degli
territoriale per il
comuni che offrono il utenti per il
Assistenza domiciliare anziani servizio di
servizio di assistenza servizio di
assistenza
domiciliare assistenza
domiciliare
domiciliare

Territorio
Italia 85,7 89,1 1,3
Toscana 92,7 88,8 0,7
Lucca 100 100 0,8
Firenze 95,5 98,1 1
Arezzo 94,9 98,6 0,7
Siena 100 100 1,1
Umbria 83,7 73,8 0,3
Terni 97 99 0,2
Marche 81,2 89,7 0,7
Pesaro e
85 94 0,5
Urbino
Ancona 89,8 95,1 0,5
Macerata 96,5 98,3 1,1
Ascoli Piceno 57,6 75,5 0,5
Lazio 78,6 89,4 0,9
Viterbo 61,7 68,2 1,1
Rieti 74 60 1,6
Roma 72,7 92 0,8
Latina 81,8 82,3 0,9
Abruzzo 96,1 90,9 1,3
L'Aquila 99,1 88,5 1
Teramo 100 100 1,1
Pescara 97,8 87 1,3
Fonte: Istat

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Tabella 10 Anziani ospiti dei presidi socio-sanitari e socio-assistenziali (valori
assoluti) 2012
Anno 2012

Carattere di residenzialit comunitario familiare non indicato tutte le voci

Territorio
Italia
259888 8631 865 269384
Toscana
13778 630 152 14560
Umbria
2383 316 0 2699
Marche
6848 20 0 6868
Lazio
10938 1506 145 12590
Abruzzo
4483 152 0 4635
Fonte: Istat

Per concludere nellanalisi quantitativa dei servizi presenti, questultima tabella riporta il
numero di case di riposo per anziani presenti nelle province interessate dal progetto:

Tabella 11: Case di riposo per anziani


Case di riposo per
Numero
anziani

Ancona 69

Arezzo 25

Ascoli Piceno 11

Firenze 138

LAquila 43

Latina 51

Lucca 43

Macerata 51

Pesaro Urbino 33

Pescara 25

Rieti 42

Roma 332

Siena 44

Teramo 13

Terni 53

Viterbo 40

totale 1013
Fonte: ns elaborazione dati 2015

Oltre ai servizi di assistenza domiciliare, socio-sanitaria e socio-assistenziali sopra


riportati sono presenti i seguenti servizi specifici per anziani:

UMBRIA
TERNI:
centri diurni per autosufficienti e parzialmente autosufficienti;
servizi di mutuo aiuto e volontariato;
servizi di portierato sociale;
servizi di teleassistenza e telesoccorso;
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centri sociali per anziani.

MARCHE

ANCONA:
centri diurni per anziani autosufficienti e non autosufficienti;
soggiorni vacanza;
centri sociali per anziani;
servizio di orientamento per anziani;
servizio di taxi sociale;
corsi di danza.
ASCOLI PICENO:
soggiorni climatici estivi;
servizi di telesoccorso e teleassistenza;
circoli sociali culturali e ricreativi per anziani.
MACERATA:
progetto orti per gli anziani lotti concessi gratuitamente agli anziani per
colture ortive;
affidi di supporto e di convivenza;
cure termali;
vacanze, soggiorno e iniziative ludico ricreative;
telesoccorso;
progetto il libro a domicilio;
sportello InformAnziani;
servizio di volontariato di prossimit.
PESARO URBINO:
centri sociali e culturali per anziani;
soggiorni climatici per la terza et.

LAZIO

LATINA:
centri sociali per anziani;
servizio di mensa a domicilio;
teleassistenza e telesoccorso.
RIETI:
centri sociali;
servizi di volontariato a domicilio;
case vacanze per anziani.
ROMA:
teleassistenza e telesoccorso;
sportello tutela anziani;
consegna a domicilio e presidi sanitari;
casa comunale del volontariato per anziani;
centri diurni;
centri sociali culturali;
telefono-aiuto per gli anziani.
VITERBO:
servizio di assistenza economica;
servizio di sostegno psico-sociale;
soggiorni climatici per anziani.

ABRUZZO

LAQUILA:
centri diurni per anziani;
soggiorni climatici e termali per anziani;
centro servizi per lanziano.
PESCARA:

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estate amica, linea solidale emergenza caldo;
centri sociali per anziani;
centri diurni;
progetto condominio amicale;
servizi di teleassistenza e telesoccorso.
TERAMO:
teleassistenza e telesoccorso;
soggiorni termali per anziani;
centri sociali per anziani.

TOSCANA

AREZZO
centri diurni per anziani;
centro servizi per lanziano.
FIRENZE
estate amica, linea solidale emergenza caldo;
centri sociali per anziani;
centri diurni;
consegna a domicilio e presidi sanitari;
centri sociali per anziani;
servizi di teleassistenza e telesoccorso.
LUCCA
teleassistenza e telesoccorso;
soggiorni termali per anziani;
centri sociali per anziani.
SIENA
teleassistenza e telesoccorso;
soggiorni termali per anziani;
centri sociali per anziani.

I Servizi Acli per gli anziani


LArea Politiche di Cittadinanza la struttura delle Acli Nazionali che si occupa di
seguire e di sviluppare i temi e le azioni riguardanti quattro ambiti di vitale importanza
per lassociazione: economia e lavoro, welfare, politiche per la famiglia e immigrazione.
Acquisire conoscenze sui problemi sociali attuali propedeutico ad individuare piste di
intervento e ad elaborare unazione sociale efficace. Lattivit dellArea mira a rendere
protagoniste le realt locali delle Acli allinterno di una rete in cui i nodi territoriali
dialogano con il nodo nazionale in un continuo lavoro di confronto, di animazione e di
scambio sinergico.
Il lavoro dellArea svolto costantemente perseguendo strategie di integrazione. La
metodologia cui lArea fa ricorso principalmente quella della ricerca-azione, che
consente la produzione di conoscenza specifica e lelaborazione di un pensiero strategico.
Essa agita anche al fine di individuare e diffondere buone pratiche in campo sociale,
per innalzare la qualit degli interventi.
Le Acli sui territori, in cui sono presenti capillarmente, aderiscono a reti con associazioni
del terzo settore formali e informali ed enti pubblici e contribuiscono alla progettazione e
alla realizzazione di iniziative e servizi rivolti allutenza anziana.
I singoli circoli organizzano autonomamente nelle proprie sedi iniziative ricreative,
informative e culturali rivolte alla popolazione anziana.

La FAP (Federazione Anziani Pensionati), nata per dare continuit e riconoscibilit


allimpegno delle ACLI, promuove e tutela i diritti degli anziani e dei pensionati come
cittadini attivi della societ, riconosce loro un protagonismo sociale e politico,
individuandoli come portatori di valori sociali ed etici e al contempo destinatari legittimi
di servizi e assistenza.
La Fap presente nelle singole sedi e offre servizi di assistenza e di informazione,
organizza eventi e campagne di sensibilizzazione su temi socio-sanitari, programma
percorsi formativi e iniziative culturali e ricreative, promuove percorsi culturali e

14
ambientali sui territori in collaborazione con ACLI TERRA. Inoltre sta avviando concrete
forme di mutualismo e auto-organizzazione per migliorare la condizione di vita di
pensionati e anziani, a partire dai servizi, dal credito, dal diritto alla vacanza, all'accesso
ad una sanit di qualit, ma low cost.

LUS Acli, lUnione Sportiva delle ACLI, presente con le proprie sedi in tutte le province
coinvolte nel progetto. In collaborazione con le ACLI e la FAP organizza nei territori
attivit motorie, ludiche e sportive rivolte alle persone pi esposte a rischi di
emarginazione fisica e sociale (anziani, disabili, immigrati). L'US Acli soggetto
promotore di sport per tutti attraverso iniziative funzionali a migliorare la qualit della
vita delle persone, la societ e la vita civile.

Il Patronato Acli presente in tutte le sedi di attuazione del progetto. Per lutenza
anziana offre prevalentemente servizi di assistenza a pratiche contributive e previdenziali
(pensioni, invalidit, assegni di accompagnamento), consulenza ed informazioni in
ambito socio- assistenziale e sanitario. Organizza in collaborazione con la FAP percorsi di
formazione per i volontari e in generale per gli anziani che necessitano di essere
informati in materia di assistenza socio-sanitaria-previdenziale.

Bisogni, problemi e proposte


Bisogno:
Il primo bisogno a cui sicuramente il progetto vuole rispondere legato alla necessit di
offrire azioni di prevenzione rivolte agli anziani che garantiscano agli stessi una buona
qualit della vita, un mantenimento o un miglioramento di uno stato di benessere psico-
fisico attraverso la cura della propria persona, con attenzione particolare agli stili di vita
sani.
Il progetto vuole soddisfare il bisogno spesso inespresso da parte dellanziano di essere
coinvolto nel tessuto sociale del proprio territorio, di non essere visto e vissuto come
peso o fruitore passivo di servizi ma come membro a tutti gli effetti della comunit,
come partecipante attivo e responsabile, come interlocutore privilegiato portatore di
storia, esperienza.
Infine quello che rilevabile da una lettura pi antropologica e sociologica, che esiste
una grossa frattura fra nuove e vecchie generazioni. Se, da un lato, c' sempre stata
difficolt a comunicare e ad entrare in relazione tra nonni e nipoti per la diversa
prospettiva con cui si guarda al mondo, dall'altro bisogna riconoscere che la situazione
contemporanea che si venuta a creare per la prima volta nella storia dell'umanit ha
favorito laumento di questa distanza. Con il progresso della societ, la durata media
della vita si allungata, aumentando cos anche la distanza di et e quindi il divario
generazionale. Tutto sembra pensato oggi per separare gli anziani dai giovani: i locali,
l'abbigliamento, larte, la moda, lalimentazione, la tecnologia; tutto sembra accentuare
la divisione e contribuire a diminuire le occasioni di incontro e le possibilit di scambio.

Problema:
Consapevoli che questo deterioramento delle relazioni nocivo per entrambi (giovani e
anziani) evidente per che se per i giovani viene percepito come semplice
incompatibilit e incomunicabilit, per gli anziani risulta essere fonte di problemi ben pi
gravi che vanno ad incidere sul proprio stato complessivo di salute. Il senso di solitudine,
e la conseguente e progressiva emarginazione da una societ che per le sue mutazioni
non viene pi riconosciuta come propria dagli anziani, la perdita di autostima, la perdita
di interessi, sono tutti vissuti che alimentano la progressiva diminuzione di
autosufficienza sociale.
I problemi rilevati si possono cos riassumere:

1. Carenza di strutture idonee dove lanziano possa rinforzare e alimentare il proprio


spirito di aggregazione e la voglia di partecipazione attiva.
2. Carenza di iniziative che facilitino e permettano lo scambio e il dialogo
intergenerazionale.

15
3. Aumento degli anziani socialmente soli con conseguente aumento del loro stato di
fragilit fisica e psicologica.
4. Perdita progressiva dellautonomia, della capacit e volont di prendersi cura del
proprio benessere.

Proposta:
Il progetto Clessidra: il passare degli anni non si misura vuole affrontare il disagio degli
anziani agendo sulla loro percezione e sul loro stato di solitudine e di autonomia,
costruendo una risposta sociale e non assistenziale. Con il progetto si vuole contrastare il
diktat sociale di stampo isolazionistico investendo su iniziative che rinforzino il valore
dellintegrazione positiva e partecipata, che superino il pensiero comune di compassione
e offrano strumenti reali di protagonismo sociale quali la formazione, linvestimento sulla
competenza e sulla cultura e riconoscimento delle diversit e delle esperienze.
Unaltra sfida che il progetto vuole affrontare quella di rinforzare e ribadire il concetto
di memoria collettiva, concetto che negli ultimi anni si radicalmente trasformato nel
senso che il cittadino sembra avere sempre un minore bisogno di memoria collettiva
soprattutto in termini di possibilit educative nei confronti dei giovani.
Conseguentemente la memoria storica diventa sempre meno un collante sociale tra
generazioni, un luogo dove cercare una tradizione, un riferimento, una continuit.

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Destinatari
Il progetto quindi ha come target di riferimento gli anziani autosufficienti o con
insufficienza lieve. Beneficiari diretti del progetto saranno anche i giovani che verranno
coinvolti nelle azioni previste dal progetto.
In specifico nellazione 1 prevista in tutte le province individuate i destinatari saranno
gli anziani. Nellincontro con il volontario lo scambio diventa paritario: da un lato
lanziano condivider con il giovane il suo bagaglio di ricordi ed esperienze dallaltro
lanziano affiancher il giovane nella raccolta e nellelaborazione dei contenuti che
avverr tramite lutilizzo di nuove tecnologie (computer, video, foto).
Sar compito dei volontari, dopo unadeguata formazione, guidare gli anziani nel loro
percorso di riflessione autobiografica e sostenerli con la presenza, l'ascolto, la
partecipazione, la messa a disposizione di mezzi e conoscenze tecniche. Il risultato di
questo laboratorio si concretizzer nella realizzazione e nella raccolta di ritratti o video
che potranno essere condivisi nei territori attraverso mostre ed eventi da organizzare
presso le sedi dei circoli.
Nellazione 2 i destinatari delle iniziative saranno anziani over 65 dei territori coinvolti
nel progetto; in particolare lattivit mi piace se ti muovi! sar rivolta ad anziani
autosufficienti e le camminate e pedalate previste saranno aperte anche alle famiglie e
pi in generale alla comunit.

Tabella 12: Destinatari

Azioni 1 Azione 2

Attivit 1.1 Attivit 1.2 Attivit 2.1 Attivit 2.2


PROVINCE
COINVOLTE Capire per Lofficina della Mi piace se ti Educhiamoci a star
comunicare memoria muovi! bene

ANCONA 12 12 30 30

AREZZO 15 18 30 30

ASCOLI PICENO 15 15 30 30

FIRENZE 30 30 40 40

LAQUILA 10 10 25 30

LATINA 15 15 20 30

LUCCA 20 20 25 25

MACERATA 15 15 20 30

PESARO URBINO 15 15 25 30

PESCARA 10 10 20 30

RIETI 10 10 20 30

ROMA 20 20 35 40

SIENA 15 15 20 20

TERAMO 10 10 20 25

TERNI 10 10 20 25

VITERBO 12 12 20 20

TOTALE 219 172 315 380

I Destinatari sono 1086 persone.

I beneficiari indiretti del progetto saranno:


il mondo degli anziani e i giovani delle comunit, che sebbene non investiti
direttamente dalle azioni potranno goderne benefici indiretti;
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le famiglie degli anziani che saranno alleggerite dal carico assistenziale;
le comunit coinvolte che avranno la possibilit di recuperare una memoria storica
legata al proprio territorio;
gli enti pubblici e privati che a diverso titolo erogano servizi socio-sanitari-
assistenziali per anziani.

7) Obiettivi del progetto:

Per procedere con la definizione degli obiettivi necessario partire dai problemi presenti
nel contesto di riferimento, solo in questo modo, dopo aver operato diversi
raggruppamenti, accorpando i problemi che appartengono alla stessa tipologia e
individuando i nessi causa-effetto tra gli stessi, possibile definire la strategia del
progetto, ovvero operare la scelta su quali dei problemi individuati il progetto intende
intervenire al fine di determinare un cambiamento che porti a un miglioramento della
condizione attuale.
Dallanalisi del contesto, dunque, emergono i seguenti problemi che riguardano il target
individuato, ovvero gli anziani:
1. Carenza di strutture idonee dove lanziano possa rinforzare e alimentare il proprio
spirito di aggregazione, la propria autostima e la voglia di partecipazione attiva.
2. Carenza di iniziative che facilitino e permettano lo scambio e il dialogo
intergenerazionale.
3. Aumento degli anziani socialmente soli con conseguente aumento del loro stato di
fragilit fisica e psicologica.
4. Perdita progressiva dellautonomia, della capacit e volont di prendersi cura del
proprio benessere.

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Albero dei problemi e obiettivi

Albero dei Problemi Obiettivo


Generale

Migliorare la qualit della


Perdita progressiva vita degli anziani, in
dellautonomia, della unottica di prevenzione, dai
punti di vista sanitario e
capacit e volont di sociale, intervenendo sullo
prendersi cura del stato di solitudine ed
proprio benessere. emarginazione socio-
culturale e favorendo la
solidariet
intergenerazionale

Obiettivo
Specifico
Aumento degli anziani
socialmente soli con Ridurre lo stato
conseguente aumento del di solitudine
loro stato di fragilit fisica sociale e
e psicologica culturale
dellanziano

Carenza di strutture Carenza di iniziative che


idonee dove lanziano facilitino e permettano lo
possa rinforzare e scambio e il dialogo
alimentare il proprio spirito intergenerazionale.
di aggregazione, la propria
autostima e la voglia di
partecipazione attiva.

Dallalbero dei problemi sopra riportato emerge chiaramente che la solitudine degli
anziani ha conseguenze dirette sulla loro salute psico-fisica, il cui peggioramento
comporta spesso la perdita di autonomia con conseguente aumento del carico economico
e sociale delle famiglie e degli enti pubblici e sanitari. Intervenire preventivamente sul
peggioramento dello stato psico-fisico dellanziano fondamentale per garantirgli una
dignitosa qualit della vita.
Per questo motivo, il progetto pone lattenzione sul dialogo intergenerazionale che,
mettendo da parte giudizi e pregiudizi, il presupposto per un reciproco e paritario
scambio, di saperi, di conoscenze e di competenze, di vissuti.
Le attivit che si intendono realizzare per raggiungere lobiettivo specifico individuato,
quindi, intendono offrire agli anziani momenti di scambio e di relazione in cui riscoprire il
proprio potenziale umano da poter impiegare nel rapporto con gli altri nella costruzione
di reti di solidariet, da una parte facilitando i rapporti intergenerazionali, rendendo gli
anziani protagonisti della costruzione e della diffusione della memoria storica sia
individuale che collettiva, agevolando lanziano nellapprendimento di nuove forme
comunicative e, dallaltra, organizzando corsi di ginnastica e attivit motorie dolci e
proponendo percorsi informativi e formativi di educazione allinvecchiamento attivo.

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Tabella 13 La logica dellintervento
Obiettivo Migliorare la qualit della vita degli anziani, in unottica di prevenzione,
generale dai punti di vista sanitario e sociale, intervenendo sullo stato di solitudine
ed emarginazione socio-culturale e favorendo la solidariet
intergenerazionale
Obiettivo Ridurre lo stato di solitudine sociale e culturale degli anziani
Specifico residenti nelle province di Ancona, Arezzo, Ascoli Piceno, Firenze,
LAquila, Latina, Lucca, Macerata, Pesaro Urbino, Pescara, Rieti,
Roma, Teramo, Terni, Viterbo.
Lobiettivo specifico, inoltre, pu essere declinato per ciascun territorio:
Ridurre lo stato di solitudine sociale e culturale di* anziani residenti nelle
province di:
Ancona *84
Arezzo *93
Ascoli Piceno *90
Firenze *140
LAquila *75
Latina *80
Lucca *80
Macerata *80
Pesaro Urbino *85
Pescara *70
Rieti *70
Roma *115
Siena *70
Teramo *65
Terni *65
Viterbo *64
Risultati R.1 Acquisita conoscenza sui principali strumenti di
comunicazione e maggiore autoconsapevolezza negli anziani
partecipanti alle attivit di progetto
R.2 Aumentato il numero di anziani che adottano uno stile di vita
sano
Attivit AZIONE 1 Organizzazione di iniziative ed attivit culturali che
vedano la partecipazione attiva degli anziani
Attivit 1.1: Non mai troppo tardi
Attivit 1.2: Tessere i fili della memoria

AZIONE 2 Realizzazione di attivit di educazione alla cura del


benessere fisico.
Attivit 2.1: Mens sana in corpore sano!
Attivit 2.2: Educhiamoci a stare bene

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La tabella sottostante illustra la connessione tra i bisogni rilevati, lobiettivo specifico, la
situazione di partenza e i risultati attesi evidenziando, in questo modo, il cambiamento
che il progetto si propone di produrre.

Tabella 14 La situazione ex ante e ex post


SITUAZIONE DI RISULTATI
PROBLEMI OBIETTIVO INDICATORI DI
PARTENZA ATTESI
RILEVATI SPECIFICO RISULTATO
EX ANTE EX POST
1. Carenza di Ridurre lo Almeno 200 R.1 Acquisita
strutture idonee dove stato di anziani hanno conoscenza
lanziano possa solitudine partecipato alle sui principali
rinforzare e sociale e attivit formative strumenti di
alimentare il proprio culturale comunicazion
spirito di degli anziani Almeno 220 e e maggiore
aggregazione, la residenti anziani hanno autoconsapev
propria autostima e la nelle partecipato alla olezza negli
voglia di province di A.1.2 anziani
partecipazione attiva; Ancona, partecipanti
Arezzo, Almeno 25 alle attivit di
2. Carenza di Ascoli ragazzi coinvolti progetto
iniziative che facilitino Piceno, nelle attivit
e permettano lo Firenze,
scambio e il dialogo LAquila, Il 70% degli
Esiste una grossa
intergenerazionale; Latina, anziani che
frattura tra nuove e
Lucca, hanno
vecchie generazioni
3. Aumento degli Macerata, partecipato alle
che per gli anziani
anziani socialmente Pesaro attivit ritiene
risulta essere fonte
soli con conseguente Urbino, che sia
di problemi ben pi
aumento del loro Pescara, migliorato il
gravi che vanno ad
stato di fragilit fisica Rieti, Roma, proprio
incidere sul proprio
e psicologica; Teramo, benessere psico-
stato complessivo
Terni, fisico, il dialogo
di salute.
4. Perdita progressiva Viterbo. con i giovani e
dellautonomia, della diminuito
capacit e volont di lisolamento e il
prendersi cura del senso di
proprio benessere. solitudine a
seguito delle
attivit realizzate
nellambito del
progetto

N. 100 storie
create

N. 32 mostre
realizzate

21
Almeno 400
anziani coinvolti
nelle attivit
motorie
Il senso di
N. 16 corsi solitudine, e la
ginnastica dolce conseguente e
realizzati progressiva
emarginazione da
Almeno 80 uscite una societ che non R.2
trekking Aumentato il
viene pi
realizzate numero di
riconosciuta come
Il 70% di anziani propria dagli anziani che
hanno adottano uno
anziani, la perdita
frequentato i stile di vita
di autostima, la
percorsi formativi perdita di interessi, sano
con costanza, il sono tutti vissuti
70% delle lezioni che alimentano la
L80% di anziani progressiva
che ha diminuzione di
partecipato alle autosufficienza
attivit sociale.
costantemente
conferma di aver
adottato uno stile
di vita pi sano

22
8) Descrizione del progetto e tipologia dellintervento che definisca in modo puntuale
le attivit previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in
servizio civile nazionale, nonch le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che
quantitativo:

8.1 Complesso delle attivit previste per il raggiungimento degli obiettivi

Al fine di conseguire i 2 risultati attesi, il progetto Clessidra: il passare degli anni non
si misura ha individuato 2 azioni, suddivise in molteplici attivit, da svolgere nei diversi
territori. La tabella sottostante riassume il rapporto tra attivit, azioni, territori, indicatori
di realizzazione, fonti di verifica e obiettivo specifico.

Tabella15 Le Attivit
OBIETTIVO FONTI DI
AZIONI ATTIVITA TERRITORI INDICATORI
SPECIFICO VERIFICA
Verbali
N. esperti coinvolti
selezione
Almeno 200 anziani Registro
hanno partecipato partecipanti
alle attivit /fogli firma
Ridurre lo Almeno 220 Registrazioni
stato di interviste realizzate
solitudine
N.100 storie create
sociale e Materiali
culturale degli 1 prodotto realizzato
espositivi
AZIONE 1 nella sede nazionale
anziani
Organizzazi
residenti nelle A 1.1 Almeno 2 eventi- Fogli firma
one di
province di Non mai mostra realizzati in visitatori
iniziative ed
Ancona, troppo ciascun territorio
attivit
Arezzo, Ascoli tardi
culturali che Almeno 400
Piceno, Report
vedano la questionari
Firenze, A 1.2 Tutti Valutazione
partecipazio soddisfazione
LAquila, Tessere i
ne attiva somministrati
Latina, fili della
degli anziani n. materiale
Lucca, memoria Copia
Macerata, informativo/promozi
materiali
Pesaro Urbino, onale realizzato e
Pescara, Rieti, distribuito
Roma, Teramo, Verbali
Terni, Viterbo. 25 volontari coinvolti
selezioni

n. altri giovani Registro


coinvolti adesioni

Almeno 400 anziani


Ridurre lo Schede
coinvolti nelle
stato di iscrizioni
attivit motorie
solitudine A 2.1
AZIONE 2 N. di anziani che
sociale e Mens sana
Realizzazion hanno frequentato i
culturale degli in corpore Fogli firma
e di attivit percorsi formativi
anziani sano!
di con costanza
residenti nelle Tutti
educazione
province di A 2.2 Percentuale Registri
alla cura del
Ancona, Conoscere presenze ai percorsi presenze
benessere
Arezzo, Ascoli per stare
fisico. Almeno 400
Piceno, bene Questionario
questionari di
Firenze, di
valutazione
LAquila, gradimento
somministrati

23
Latina, Lucca, 20 corsi ginnastica
Macerata, dolce realizzati
Registri
Pesaro Urbino, Almeno 200
Pescara, Rieti, partecipanti
Roma, Teramo, Almeno 100 uscite
Terni, Viterbo. trekking realizzate Fogli firma/
Almeno 400 anziani iscrizioni
partecipanti
n. materiale
Copia
informativo/promozi
materiali
onale realizzato e
distribuito
Verbali
25 volontari coinvolti
selezioni
n. altri giovani Registro
coinvolti adesioni

Azione 1 Organizzazione di iniziative ed attivit culturali che vedano la


partecipazione attiva degli anziani.
La memoria e la storia rappresentano da sempre il primo legame tra generazioni. Per
questo motivo le Acli intendono coinvolgere i giovani volontari di servizio civile nella
raccolta delle memorie degli anziani, la testimonianza diretta delle loro esperienze,
attraverso lutilizzo delle nuove tecnologie. Nellincontro generazionale fondamentale
che lo scambio sia paritario e per questo motivo da un lato lanziano condivide con il
giovane il suo bagaglio di ricordi, di conoscenze e di esperienze dallaltro il giovane, che
traduce e rielabora i contenuti nei linguaggi comunicativi pi consoni ai tempi
moderni, illustra allanziano le modalit di funzionamento di tali linguaggi. La raccolta e
lelaborazione dei contenuti avviene quindi tramite lutilizzo di nuove tecnologie
(computer, video, foto).

Attivit 1.1: Non mai troppo tardi


I corsi base sui principali strumenti di comunicazione, attuati in tutte le province, sono
preliminari allattivit 1.2 del progetto ossia lOfficina della memoria. I ragazzi volontari
di servizio civile insieme ad un esperto nel campo organizzano un percorso di formazione
rivolto agli anziani che ha lo scopo di fornire ai destinatari una conoscenza di base dei
nuovi strumenti di comunicazione. I ragazzi hanno il compito di coinvolgere anche altri
coetanei ai quali verr chiesto di affiancare gli anziani durante le lezioni. Il corso avr
durata di dodici ore complessive, si potr prevedere una durata superiore se gli anziani
avranno necessit di comprendere pi nozioni sullargomento e si tratteranno i seguenti
argomenti:
il programma di scrittura word;
lutilizzo di internet e dei principali motori di ricerca;
la creazione di un proprio account;
i siti e i blog;
i social network twitter, facebook;
lutilizzo della macchina fotografica;
lutilizzo della videocamera.

Province coinvolte: Tutte


Beneficiari: 200 anziani residenti nei territori considerati e almeno 25 ragazzi
Enti partner coinvolti: Censis nellambito delle attivit 1.1 mette a disposizione
materiale di ricerca e studi sul settore per
MEDIAERA Parteciper al progetto mettendo a disposizione un esperto
informatico e materiali divulgativi sulla prima alfabetizzazione informatica

24
Fasi di realizzazione
1.1.I Individuazione dellesperto;
1.1.II Organizzazione del percorso formativo in collaborazione con lesperto in strumenti
di comunicazione e linformatico;
1.1.III Realizzazione materiale promozionale delle attivit: brochure, locandine,
volantini, comunicati stampa che verr distribuito sui territori;
1.1.IV Diffusione del materiale informativo. Nel dettaglio i volontari provvederanno ad
accogliere gli anziani presso la sede per illustrare loro gli obiettivi dellazione;
1.1.V Raccolta adesioni;
1.1.VI Coinvolgimento altri coetanei dei volontari;
1.1.VII Organizzazione della logistica delle attivit;
1.1.VIII Avvio corsi:

Attivit 1.2: Tessere i fili della memoria


Dopo unadeguata formazione sulle metodologie autobiografiche i volontari di servizio
civile, coinvolgendo sempre coetanei ed amici, definiscono tempi e modalit di raccolta
delle storie.
Lofficina della memoria propone momenti collettivi e momenti individuali.
Durante i momenti collettivi gli anziani ripercorrono la propria esperienza e, secondo il
principio del racconto come cura di s, acquisiscono maggiore consapevolezza rispetto
alla propria condizione. Gli incontri si svolgono nel periodo successivo alla formazione
specifica e hanno una cadenza settimanale e una durata complessiva di venti ore. Si
svolgono presso le sedi coinvolte nel progetto.
Vi saranno successivamente momenti individuali in cui agli anziani, supportati dai
giovani, verr richiesto di raccogliere materiale autobiografico che serva da
continuazione storica di una memoria collettiva. Potr essere materiale recuperato nelle
soffitte, nelle cantine, negli archivi o anche video e foto di luoghi, ambienti e volti che
hanno rappresentato e rappresentano la propria vita personale e comunitaria.
I materiali verranno raccolti e catalogati per tematiche (la famiglia, il lavoro, la guerra, la
tradizione) in modo tale da costruire diverse storie da raccontare con immagini e
documenti. Per ogni area verr, quindi, composto un puzzle di video-interviste, foto,
scritti. Il prodotto finito poi verr condiviso con la comunit attraverso:
1. lorganizzazione di mostre itineranti presso le sedi dei circoli Acli o nelle sedi di
parrocchie a associazioni che ne faranno richiesta. Gli anziani sono i protagonisti
di queste iniziative e hanno il compito di accompagnare e guidare i visitatori alla
scoperta delle memorie individuali e collettive, aggiungendo altri particolari e altri
racconti a quelli gi descritti.
2. la creazione di uno spazio virtuale che potr essere: un sito, un canale youtube,
un profilo facebook. La realizzazione e lo sviluppo di questi strumenti di
divulgazione sar gestito direttamente dai ragazzi perch a loro destinato. I
ragazzi diventano protagonisti, fruitori e destinatari della storia della propria
comunit.
Questa iniziativa permette allassociazione di venire in contatto con numerosi anziani del
territorio, capirne i vissuti e i bisogni, e coinvolgerli nella progettazione e nella
programmazione di attivit culturali e ricreative future finalizzate a garantire allanziano
percorsi di socializzazione, di scambio e di partecipazione attiva.
Inoltre, nella sede nazionale a Roma il volontario impegnato nel progetto, coadiuvato
dallOLP, contribuir a fornire alle sedi assistenza nella ricerca, nellanalisi dei contesti
specifici e nella raccolta delle storie e del materiale provenienti dalle diverse esperienze
territoriali che verranno rielaborati e dai quali poi si ricaveranno uno o pi prodotti finali.

Province coinvolte: Tutte


Beneficiari: 240 anziani residenti nei territori considerati e almeno 25 ragazzi
Enti partner coinvolti: UNIVERSIT UNITELMA SAPIENZA Fornir ai volontari
ricerche e studi relativi alla realizzazione delle autobiografie ed alla costruzioni di
itinerari di memoria collettiva e individuale

25
Fasi di realizzazione
1.2.I Definizione delle modalit di attuazione dellOfficina della memoria (tempi di
raccolta, modalit);
1.2.II Raccolta e catalogazione materiali;
1.2.III Costruzione delle storie;
1.2.IV Organizzazione dellevento-mostra;
1.2.V Individuazione delle sedi espositive;
1.2.VI Contatti con i fornitori delle attrezzature generali;
1.2.VII Allestimento della mostra;
1.2.VIII Creazione e gestione dello spazio virtuale.

Azione 2: Realizzazione di attivit di educazione alla cura del benessere fisico.


Nella convinzione che agendo con azioni soprattutto di prevenzione si possa influire
positivamente sulla qualit della vita degli over 65, con lazione 2 si vogliono organizzare
percorsi benessere per lanziano, in particolare attivit motorie e iniziative formative
legate agli stili di vita sani (alimentazione, cura della persona).

Attivit 2.1: Mens sana in corpore sano!


In collaborazione allunione sportiva dellassociazione si programmeranno iniziative
dedicate alla cura e al benessere della persona in particolare:
- corsi di ginnastica dolce; si proporranno esercizi leggeri che andranno ad
interessare tutto il corpo, si porr particolare attenzione agli esercizi legati alla
corretta postura. I corsi saranno anche loccasione per insegnare alcuni esercizi
da fare in autonomia a casa e per dare alcune indicazioni su una alimentazione
sana da seguire;
- trekking leggero e percorsi in bicicletta con gradi diversi di difficolt a seconda
delle abitudini dei partecipanti: da brevi passeggiate nei parchi e nelle aree di
valenza storica, artistica e naturalistica ad escursioni giornaliere nei dintorni.

Province coinvolte: Tutte


Beneficiari: 400 anziani residenti nei territori considerati
Enti partner coinvolti: UNIVERSIT Unitelma Sapienza. Fornir ai volontari
ricerche e studi relativi allo sport e ai suoi benefici e sulle forme di turismo
sociale.

Fasi di realizzazione
2.1.I Realizzazione del materiale informativo e promozionale del servizio;
2.1.II Realizzazione di un calendario settimanale delle attivit con orari e giorni del
servizio;
2.1.III Organizzazione e nella gestione dei corsi di ginnastica dolce;
2.1.IV Organizzazione e nella gestione delle uscite;
2.1.V Contatti eventuali fornitori (per noleggio pullman, acquisto guide, entrate ai
parchi).

Attivit 2.2: Educhiamoci a star bene


Verranno organizzati percorsi di informazione e sensibilizzazione sul tema
dellinvecchiamento in unottica preventiva (alimentazione, attivit motoria, stile di vita
sani) e di valorizzazione delle capacit residue e del bagaglio umano ed esperienziale. I
corsi non saranno destinati solo agli anziani ma saranno rivolti allintera cittadinanza,
perch educare allinvecchiamento vuol dire sensibilizzare la popolazione alla piena
consapevolezza al valore degli anziani come risorsa vitale per lintera societ. E
indiscutibile che una maggior consapevolezza da parte di tutti sullo stato di anziano
contribuisca a promuovere e stimolare la solidariet, la comprensione e il dialogo tra le
generazioni.

26
Province coinvolte: Tutte
Beneficiari: 400 anziani residenti nei territori considerati
Enti partner coinvolti:
UNIVERSIT Unitelma Sapienza- Fornir ai volontari ricerche e studi relativi alla
realizzazione delle autobiografie ed alla costruzioni di itinerari di memoria collettiva
ed individuale.
Censis Messa a disposizione di ricerche e statistiche sugli anziani.
Vittoria Assicurazioni Metter a disposizione materiale sullinformazione finanziaria
e assicurativa per la realizzazione degli incontri informativi .

Fasi di realizzazione
2.2.I Organizzazione del setting daula
2.2.II Stesura e preparazione del materiale didattico
2.2.III Realizzazione del materiale informativo e promozionale del servizio;
2.2.IV Realizzazione di un calendario settimanale delle attivit con orari e giorni del
servizio;
2.2.V Realizzazione le giornate informative;
2.2.VI Adempimenti vari: uffici pubblici, disbrigo pratiche;
2.2.VII Creazione del data base informatico degli iscritti e delle attivit fatte.

27
Cronogramma delle attivit previste dal progetto Clessidra: il passare degli anni non si misura

10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
1
2
3
4
5
6
7
8
9
Fasi Settimane
Accoglienza
volontari
Formazione
generale
Formazione
specifica
Pianificazione delle
attivit di progetto
Azione trasversale
di promozione
Attivit 1.1

Attivit 1.2

Attivit 2.1

Attivit 2.2

Monitoraggio e
valutazione

28
8.2 Risorse umane complessive necessarie per lespletamento delle attivit previste, con la
specifica delle professionalit impegnate e la loro attinenza con le predette attivit

Coerentemente con le attivit previste dal progetto Clessidra: il passare degli anni non si
misura, i 25 volontari interagiranno con le figure previste dalla normativa sul Servizio Civile
Nazionale e con figure tecniche esperte, interne alla sede attuativa di progetto.
Nel dettaglio, si evidenzia come tali risorse umane si affiancheranno ai volontari in Servizio
Civile Nazionale:

29
8.3 Ruolo ed attivit previste per i volontari nellambito del progetto
Sede di
N. Profilo Ruolo nel progetto Inquadramento
attuazione
Addetto/a alla segreteria con il ruolo di
gestione della corrispondenza, raccordo
delle comunicazioni per gli operatori di
progetto, gestione dellarchivio,
Addetto alla
19 tutte aggiornamento rubriche e indirizzari, Dipendente
segreteria
produzione di copie dei materiali per la
pubblicizzazione delle iniziative, presa
appuntamenti e contatti con i vari
soggetti che partecipano al progetto.
Coordina le attivit progettuali e
supervisiona tutte le fasi di realizzazione
19 tutte Coordinatore delle attivit, regolarmente organizza Dipendente
momenti di incontro con lo staff per
verificare lo stato dellarte
Sar coinvolto nellorganizzazione e
nella realizzazione del percorso di
Esperto nelle formazione previsto nellattivit 1.1,
principali supervisioner e affiancher gli anziani
19 tutte Volontario
tecniche di e i ragazzi nella catalogazione dei
comunicazione prodotti e dei racconti raccolti e li
affiancher nellorganizzazione delle
mostre espositive attivit 1.2
Supporta le figure esperte e il
coordinatore nellorganizzazione e nella
gestione delle attivit previste
Operatore
19 Tutte Loperatore volontario previsto nell Volontario
volontario
Azioni 1 a supporto delle attivit 1.2,
nellAzione 2 a supporto delle attivit
2.1 e 2.2
Supporta lesperto nelle tecniche di
comunicazione durante lattivit 1.1 e
19 Tutte Informatico affianca i ragazzi nelle attivit nella Dipendente
creazione e nella gestione on line degli
spazi virtuali attivit 1.2
La figura di esperto in metodologie
autobiografiche sar di supporto ai
Esperto in
ragazzi non solo in fase di formazione
19 Tutte metodologie volontario
ma anche nella costruzione del percorso
autobiografiche
da seguire per la raccolta della memoria
individuale e collettiva - attivit 1.2
Il suo compito sar quello di organizzare
i corsi di ginnastica dolce degli anziani,
19 Tutte Insegnante e sar supportato dai volontari di collaboratore
servizio civile e da operatori volontari
attivit 2.1
Docente esperto in tematiche
riguardanti la condizione dellanziano da
19 Tutte Docente un punto di vista psico-fisico, la volontario
prevenzione, gli stili di vita sano
attivit 2.2
La guida turistica accompagner gli
19 Tutte Guida turistica volontario
anziani nelle passeggiate attivit 2.1
Il ricercatore supervisioner e
accompagner i ragazzi nelle attivit di
Per la sede
ricerca documentazione, analisi dei 30
1 nazionale a Ricercatore dipendente
contesti, nella raccolta ed elaborazione
Roma
delle storie e dei racconti prodotti dai
territori
I 25 volontari in Servizio Civile coinvolti nei singoli territori dattuazione del progetto realizzano
le attivit cos come definite nel Cronogramma. Potranno essere coinvolti sia in prima persona
nelle attivit o affiancati ai professionisti e agli esperti (riportati nella tabella al punto 8.2)
individuati per lo svolgimento del compito corrispondente.

Obiettivi da raggiungere per i volontari in servizio


Offrire ai giovani volontari la possibilit di cimentarsi in ruoli operativi attraverso
lesperienza di volontariato;
Aumentare le proprie capacit e competenze relazionali ed educative;
Sviluppare il proprio senso di responsabilit e autonomia;
Sviluppare un proprio senso di cittadinanza attiva e partecipata;
Sperimentarsi nella relazione intergenerazionale;
Costruire una sensibilit culturale del servizio e della partecipazione
Promuovere il valore della memoria e della storia individuale e collettiva come patrimonio
fondamentale per le nuove generazioni
Il raggiungimento di tali obiettivi sar misurato con indicatori con cui si verificher il grado di
competenza raggiunto dai volontari nello svolgere i propri compiti, nonch il grado di
coinvolgimento e di partecipazione.

Il progetto Clessidra: il passare degli anni non si misura impegner complessivamente 25


volontari che saranno cos distribuiti nelle 19 sedi accreditate.

SEDE DI ATTUAZIONE
PROVINCIA DEL PROGETTO VOLONTARI
ANCONA Ancona 1
AREZZO Arezzo 1
ASCOLI PICENO Ascoli Piceno 1
ASCOLI PICENO San Benedetto del Tronto 1
FIRENZE Firenze 1
LAQUILA LAquila 1
LATINA Latina 2
LUCCA Lucca 1
MACERATA Macerata 1
PESARO URBINO Pesaro Urbino 1
PESCARA Pescara 1
RIETI Rieti 2
ROMA Roma 4
ROMA Roma SEDE NAZIONALE 1
SIENA Siena 2
SIENA Siena 1
TERAMO Teramo 1
TERNI Terni 1
VITERBO Viterbo 1
TOTALE 25

Attivit in cui saranno coinvolti i volontari secondo il cronogramma delle attivit


riportato:
Accoglienza ed inserimento dei volontari in servizio civile

31
Per consentire ai volontari in Servizio Civile di svolgere le proprie mansioni in sinergia con gli
altri operatori verr dedicata una settimana di tempo allaccoglienza e al loro inserimento,
durante la quale saranno fornite le informazioni necessarie per lo svolgimento dellattivit.
In sostanza si proceder con:
a) la presentazione dellOperatore Locale di Progetto responsabile del giovane;
b) la presentazione complessiva delle equipe dei vari servizi;
c) il disbrigo delle formalit di inserimento dei giovani in servizio civile;
d) lillustrazione delle principali procedure e prassi operative.
In questa prima settimana si cercher di non circoscrivere le relazioni con i volontari alla sola
trasmissione di informazioni e dati, ma di facilitare un primo contatto conoscitivo della realt del
territorio e delle persone che frequentano le ACLI a vario titolo: soci, utenti dei servizi,
operatori, semplici cittadini.

Formazione generale dei volontari


La formazione generale dei volontari verr erogata utilizzando le metodologie tempistiche e i
contenuti previsti in sede di accreditamento.

Formazione specifica dei volontari


La formazione specifica, da espletarsi entro i primi 3 mesi di attivit, costituisce la base
necessaria e imprescindibile per lo svolgimento delle azioni progettuali. Si partir con
unapprofondita attivit preliminare in cui:
si condivider della mission progettuale;
si discuter sulle modalit di attuazione;
si studieranno le strategie utili al raggiungimento degli obiettivi;
si analizzer il ruolo di ciascun componente del progetto;
si tratteranno gli argomenti specifici di stretta attinenza con i compiti che andranno a
svolgere
Compito della formazione specifica sar quello di permettere ai volontari la realizzazione
materiale del progetto. A tale scopo si agir sia sulla motivazione al senso del servizio, sia sul
piano delle competenze necessarie al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Pianificazione delle attivit di progetto


Dopo la formazione lo.l.p., i volontari in Servizio Civile e i professionisti coinvolti nelle singole
attivit fisseranno e condivideranno i parametri di tutte le attivit che saranno svolte. In
particolare saranno stabiliti le fasi di attuazione. Saranno pianificate le attivit da svolgersi nel
corso dell'anno, contenente specifici obiettivi, attivit, risorse e materiale da impiegare, tempi di
realizzazione, risultati attesi e indicatori di valutazione. Le sedi in cui sar realizzato il
coordinamento e l'organizzazione dellintero progetto la stessa in cui sar ubicato lo sportello
informativo.

Pubblicizzazione delle attivit


Parallelamente alla pianificazione delle attivit, a partire dalla 6 settimana sar indispensabile
pubblicizzare il progetto capillarmente su tutto il territorio e soprattutto per lazione 2 sar
importante coinvolgere anche le sedi Acli delle province da cui maggiormente arrivano gli
studenti. La pubblicizzazione sar realizzata attraverso: la diffusione di volantini e/o depliant
presso le Universit, le Asl, le istituzioni locali, la sede del Comune, le parrocchie, i circoli Acli e
la promozione sul sito dellassociazione sia a livello territoriale che regionale/nazionale

Compiti e mansioni dei volontari in servizio civile:


Relativamente allAzione 1, attivit 1.1 1.2 ciascuno dei volontari nei giorni di svolgimento
in servizio, in collaborazione con gli o.l.p., provveder a:
Realizzare il materiale promozionale delle attivit: brochure, locandine, volantini,
comunicati stampa che verr distribuito sui territori;
Promuovere liniziativa tramite diffusione del materiale informativo. Nel dettaglio i
volontari provvederanno ad accogliere gli anziani presso la sede per illustrare loro gli
obiettivi dellazione;
Partecipare allorganizzazione logistica delle attivit;

32
Raccogliere le adesioni;
Organizzare il percorso formativo in collaborazione con lesperto in strumenti di
comunicazione e linformatico;
Definire le modalit di attuazione dellOfficina della memoria (tempi di raccolta,
modalit);
Seguire lorganizzazione dellevento-mostra;
Verificare e Contattare le sedi della zona disposte ad esporre;
Contattare i fornitori per il noleggio delle attrezzature generali;
Coadiuvare i referenti nellallestimento della mostra.

In particolare il volontario per la sede nazionale di Roma collaborercon lArea politiche di


cittadinanza come:
Supporto ai ricercatori nelle attivit di scouting;
Supporto ai ricercatori nelle attivit di raccolta ed elaborazione documenti;
Supporto nellanalisi dei contesti territoriali e nella stesura di elaborati di ricerca;
Supporto nella raccolta delle storie e dei racconti elaborati nei territori.

Relativamente allAzione 2 attivit 2.1 2.2 volontari in collaborazione con gli o.l.p.,
provvederanno a:
Predisporre il materiale informativo e promozionale del servizio;
Realizzare un calendario settimanale delle attivit con orari e giorni del servizio;
Supportare linsegnante nellorganizzazione e nella gestione dei corsi di ginnastica dolce;
Supportare la guida nellorganizzazione e nella gestione delle uscite;
Contattare eventuali fornitori (per noleggio pullman, acquisto guide, entrate ai parchi);
Provvedere allorganizzazione del setting daula;
Collaborare alla stesura e preparazione del materiale didattico;
Supportare in aula linsegnante durante le giornate informative;
Adempiere a commissioni varie: uffici pubblici, disbrigo pratiche;
Collaborare alla creazione del data base informatico degli iscritti e delle attivit fatte.

9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto:


25

10) Numero posti con vitto e alloggio: 0

11) Numero posti senza vitto e alloggio: 25

12) Numero posti con solo vitto:


0

13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo: 1400

14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) : 5

15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:

Realizzazione delle attivit previste dal progetto, ove fosse necessario e


coerentemente con le necessit progettuali, anche in giorni festivi e prefestivi;
Flessibilit oraria in caso di esigenze particolari
Disponibilit alla fruizione dei giorni di permesso previsti in concomitanza della
chiusura della sede di servizio (chiusure estive e festive);

33
Partecipazione a momenti di verifica e monitoraggio;
Frequenza di corsi, di seminari e ogni altro momento di incontro e confronto utile ai
fini del progetto e della formazione dei volontari coinvolti, anche nei giorni prefestivi
e festivi allinterno e al di fuori del territorio comunale;
Disponibilit ad effettuare il servizio al di fuori della sede entro il termine massimo
dei 30 gg previsti;
Osservanza della riservatezza dellente e della privacy di tutte le figure coinvolte
nella realizzazione del progetto;
Disponibilit alla guida di automezzi e motoveicoli dellente e disponibilit
allaccompagnamento degli utenti.

34
16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato:

Nominativi degli Operatori Locali di Nominativi dei Responsabili Locali di


Sede di Cod. N. vol. Progetto Ente Accreditato
N. attuazione del Comune Indirizzo ident. per
Cognom
progetto sede sede Cognome Data di Data di
C.F. ee C.F.
e nome nascita nascita
nome
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18

35
17) Eventuali attivit di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:

Le ACLI, in quanto ente nazionale con sedi periferiche in tutte le regioni e province, operano,
relativamente alle attivit di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale, a tre
distinti livelli:

1. Nazionale
Le Acli hanno attivato un sito Internet appositamente per il servizio civile
www.acliserviziocivile.org nel quale oltre a riportare notizie sui propri progetti, informazioni utili
per i volontari, vi una area dedicata al Servizio Civile Nazionale.
Le ACLI, oltre a produrre un rapporto annuale sul servizio civile, sono componenti attive della
CNESC (Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile) sin dalla sua costituzione nel 1986.
Da anni le ACLI sono fra gli enti invitati dalla Fondazione ZANCAN ai seminari, svoltisi nella
residenza estiva di Malosco (TN), sul Servizio civile, organizzati in collaborazione con lUfficio
Nazionale per il Servizio civile. Agli atti prodotti viene data ampia diffusione attraverso il
periodico Studi Zancan, che viene inviato agli esperti di settore (assessori, professori
universitari, ecc) ed attraverso la pubblicazioni di libri tematici.

Le ACLI inoltre partecipano al TESC (Tavolo Ecclesiale sul Servizio Civile), un coordinamento di
organismi della Chiesa italiana che intende promuovere il servizio civile come importante
esperienza formativa, di servizio agli ultimi, di testimonianza dei valori della pace, giustizia,
cittadinanza attiva e solidariet. Il TESC ha attivato un proprio sito: www.esseciblog.it e invia a
tutti gli enti una newsletter di aggiornamento sulle tematiche specifiche del servizio civile.

Il sito delle Acli nazionali (www.acli.it) offre ampio spazio alle tematiche del servizio civile
nazionale, in particolare c unarea dedicata al servizio civile; nelle sezioni In evidenza, News
Nazionali sono messe in risalto le notizie pi importanti sul servizio civile nazionale pubblicati
dai principali giornali e periodici di rilevanza nazionale.

2. Regionale
Le ACLI come realt regionali sono parte delle Conferenze regionali: Co.Lomba. (Conferenza
enti servizio civile Lombardia), Tavolo enti di servizio civile Torino, C.L.E.S.C. (Conferenza
Ligure enti di servizio civile), C.R.E.S.C. Puglia (Conferenza regionale enti di servizio civile
Puglia), C.R.E.S.C.E.R. (Conferenza regionale enti di servizio civile Emilia Romagna), C.R.E.S.C.
Lazio, C.R.E.S.C. Toscana. Inoltre fanno parte dei non ancora istituzionalizzati C.R.E.S.C. Friuli
Venezia Giulia, C.R.E.S.C. Sicilia, C.R.E.S.C. Marche, C.R.E.S.C. Campania e C.R.E.S.C. Valle
dAosta. Attraverso la propria partecipazione a questi organismi di secondo livello le ACLI
contribuiscono alla divulgazione territoriale del servizio civile nazionale e si pongono come
consulenti per le leggi regionali e la loro successiva applicazione. Relativamente alle Regioni
Valle dAosta, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Campania e Puglia le ACLI, in quanto socie della
CRESC, partecipano ai progetti di informazione e formazione della Regione, previsti dal D. Lgs
77/02 e finanziati con il Fondo nazionale del servizio civile.
Inoltre i livelli regionali prevedono numerosi siti informativi, nello specifico: Lazio;
www.aclilazio.it, Piemonte; www.aclipiemonte.it, Puglia; www.enaip.puglia.it, Sardegna;
www.aclisardegna.it, Sicilia; www.aclisicilia.it, Toscana; www.aclitoscana.it

3. Provinciale
Le realt locali ACLI possono contare su una capillare rete di siti e di testate che consente la
massima divulgazione delle proprie attivit, non ultima quelle relative ai progetti di servizio
civile nazionale. Oltre 74 siti e 39 testate compongono una rete divulgativa efficace e capillare.

www.aclialessandria.it www.acliperugia.it
www.acli-ancona.it www.aclipesaro.it
www.acliarezzo.com www.aclipisa.it
www.acliascolipiceno.it www.acli.pn.it

36
www.acliavellino.it www.acliprato.it
www.aclibelluno.it www.acliravenna.it
www.aclibenevento.com www.aclirimini.it
www.aclibergamo.it www.acliroma.it
www.aclibiella.com www.aclirovigo.it
www.aclibo.it www.aclisassari.it
www.kvw.org www.aclisavona.it
www.aclibresciane.it www.aclisiena.it
www.aclibrindisi.it www.aclisondrio.it
www.aclicagliari.it www.aclitaranto.it
nuke.aclicaserta.it www.acliteramo.it
www.aclicatania.altervista.org www.aclitorino.it
www.aclicomo.it www.aclitrentine.it
aclicosenza.blogspot.it www.aclitreviso.it
www.aclicremona.it www.aclitrieste.jimdo.com
www.aclicuneo.it www.acliudine.it
www.aclienna.it www.aclivarese.org
www.aclifirenze.it www.aclivenezia.it
www.aclifoggia.it www.aclivercelli.it
www.aclifc.it www.acliverona.it
www.acligenova.org www.aclivicenza.it
www.acligorizia.wordpress.com www.acli.viterbo.it
www.aclimperia.it www.aclicampanialab.blogspot.it
www.aclilaquila.it www.acliemiliaromagna.it
www.aclilodi.it www.aclilazio.it
www.aclimacerata.it www.aclilombardia.it
www.acli.mantova.it www.aclimarche.it
www.aclimassa.it www.aclipiemonte.it
www.aclimilano.it www.aclipuglia.it
www.aclimodena.it www.aclisardegna.it
www.aclinovara.org www.aclisicilia.it
www.aclipadova.it www.aclitoscana.it
www.aclipavia.it www.acliveneto.it

4. Le testate territoriali delle ACLI


La forte vocazione locale delle ACLI testimoniata anche dalle numerose testate giornalistiche
facenti capo alle diverse realt acliste. Ad oggi si contano 39 testate registrate a livello
provinciale ed 1 regionale. Anche attraverso questi strumenti si realizzano, a livello territoriale,
attivit di sviluppo e promozione del servizio civile.
Ecco lelenco delle testate ad oggi censite:

Arezzo Impegno aclista


Asti Vita sociale
Bari L'altra voce
Belluno Impegno sociale
Benevento Acli news Benevento

37
Bergamo Acli laboratorio
Bologna L'apricitt
Bolzano Acli notizie
Brescia Battaglie sociali
Acli bresciane
Como Informando
Laboratorio sociale
Cuneo Impegno sociale
Forl-Cesena Lavoro d'oggi
Genova Acli Genova
Gorizia Acli isontine
Imperia Acli Imperia
La Spezia Notiziario delle Acli di La Spezia
Lodi Acli oggi (inserto quotidiano locale)
Lucca Acli Lucca notizie
Macerata Il bivio
Milano Il giornale dei lavoratori
Modena Segnalazioni sociali Acli Modena
Perugia Acli notizie
Ravenna Impegno aclista
Rimini La voce del lavoratore
Roma Vite
Savona Savona Acli (on-line)
Salerno La voce dei lavoratori
Sondrio L'incontro
Terni Esse
Torino Torino Acli
Trento Acli trentine
Treviso L'ora dei lavoratori
Varese Acli Varese
Acli Varese in rete (supplemento Luce)
Venezia Tempi moderni
Verona Acli veronesi
Vicenza Acli vicentine

Quanto sopra riportato dimostra come, in un sistema complesso, le azioni possano partire sia
dal territorio, sia dal vertice nazionale, consentendo a tutti gli attori di essere inseriti in un
contesto pi ampio di quello proprio. Lente nazionale non altro che la sommatorie delle unit
locali che lo compongono, con laggiunta di uno staff di coordinamento nazionale. Questo
garantisce uniformit e supporto a tutti i territori. Le attivit di sensibilizzazione e promozione
attivate dalle ACLI in ogni territorio mirano ad un presa di coscienza della popolazione
sullesperienza di servizio civile, cos da attivare processi di collaborazione e condivisione. Ogni
anno sia a livello provinciale che di singoli comuni vengono realizzati convegni e open day di
promozione di servizio civile con la distribuzione di depliant informativi. Lattivit di
promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale di ogni territorio coinvolto
nei progetti supera ampiamente limpegno di 25 ore annue, alle quali si affiancano i
lavori regionali e nazionali.

18) Criteri e modalit di selezione dei volontari:

Si rimanda al sistema accreditato verificato dallUNSC

38
19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione
dellEnte di 1^ classe dal quale stato acquisito il servizio):
Si Si rimanda al sistema accreditato verificato dallUNSC

20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dellandamento delle attivit del progetto:

Si rimanda al sistema accreditato verificato dallUNSC

21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione


dellEnte di 1^ classe dal quale stato acquisito il servizio):

Si Si rimanda al sistema accreditato verificato dallUNSC

22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti
dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:

nessuno

39
23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del
progetto:
La realizzazione delle azioni progettuali, cosi come indicato anche in riferimento al punto 25
relativo alle risorse tecniche e strumentali necessarie, prevede, oltre alla valorizzazione delle
risorse interne allassociazione, le seguenti risorse finanziarie aggiuntive:

PIANO DI FINANZIAMENTO - Progetto "Clessidra: il passare degli anni non si misura"

SPESE (EURO)
voci di spesa costi unitari quantit costo per riga costo per voce
1 Formazione specifica

Lezioni di formazione
16 persona x 60,00 x 42 ore 40.320,00

Aula attrezzata

16 150,00 2.400,00

Materiale promo e cancelleria

16 300,00 4.800,00

Totale voce 1 47.520,00

2 Azione 1

Sala attrezzate attivit 1.1

19 500,00 forfait annuale 9.500,00


Materiale promo, attrezzature e cancelleria Attivit 1.1
19 300,00 forfait annuale 5.700,00
Attrezzature informatiche e tecniche e audio video e costi allestimento attivit 1.2
19 100,00 forfait annuale 1.900,00

Totale voce 2 17.100,00


3 Azione 2
Affitto palestra attivit 2.1

19 500,00 forfait annuale 9.500,00

Allenatore

19 1.500,00 forfait annuale 28.500,00

Spese trasporti ed entrata parchi Attivit 2.1

19 600,00 forfait annuale 11.400,00

Materiale didattico attivit 2.2

19 200,00 forfait annuale 3.800,00

Totale voce 3 53.200,00


4 Segreteria e gestione progetto
Materiale promozionale

19 600,00 forfait annuale 11.400,00

Materiale cancelleria e attrezzatura varia

19 200,00 forfait annuale 3.800,00

Totale voce 4 15.200,00

COSTO TOTALE 133.020,00

40
24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners):

Per la sua realizzazione il progetto prevede la partecipazione dei seguenti partner nazionali:

PARTNER UNIVERSITA
Unitelma Sapienza, istituita nel 2004 ai sensi del Decreto interministeriale del 17 aprile 2003,
abilitata al rilascio di titoli accademici aventi valore legale. Unitelma Sapienza, tramite
lutilizzo di metodologie e tecnologie informatiche avanzate nella formazione a distanza,
promuove attivit di ricerca, didattiche e formative, in grado di coniugare saperi giuridici,
economici e manageriali, necessari per gestire organizzazioni e sistemi aziendali complessi nella
c.d. societ della conoscenza.
Apporto
Fornir ai volontari ricerche e studi relativi alla realizzazione delle autobiografie ed alla
costruzioni di itinerari di memoria collettiva ed individuale.

PARTNER NON PROFIT


CENSIS-Centro Studi Investimenti Sociali Il Censis un istituto di ricerca socioeconomica
fondato nel 1964. A partire dal 1973 divenuto Fondazione riconosciuta con D.P.R. n. 712
dell11 ottobre 1973, anche grazie alla partecipazione di grandi organismi pubblici e privati. Da
pi di quarantanni svolge una costante attivit di studio, consulenza, valutazione e proposta nei
settori vitali della realt sociale, ossia la formazione, il lavoro, il welfare, le reti territoriali,
lambiente, leconomia, lo sviluppo locale e urbano, il governo pubblico, la comunicazione e la
cultura.
Apporto
Messa a disposizione di ricerche e statistiche sugli anziani

PARTNER PROFIT
VITTORIA ASSICURAZIONI opera in tutti i settori del rischio e fonda la propria attivit su una
lunga esperienza, maturata dal 1921 ad oggi, in campo assicurativo per la tutela delle persone,
della famiglia e delle aziende.
Apporto
Metter a disposizione materiale sullinformazione finanziaria e assicurativa per la realizzazione
degli incontri informativi

PARTNER PROFIT
MEDIAERA una societ di consulenza e sviluppo di strumenti multimediali per il marketing
digitale che supporta ed accompagna le aziende e gli enti nel raggiungimento dei rispettivi
obiettivi strategici, attraverso modelli flessibili che sfruttano le potenzialit offerte
dallInformation & Communication Technology.
Apporto
Parteciper al progetto mettendo a disposizione un esperto informatico e materiali divulgativi
sulla prima alfabetizzazione informatica

25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per lattuazione del progetto:

La piena e completa attuazione del progetto prevede la dotazione di risorse tecniche e


strumentali adeguate al fabbisogno organizzativo, agli obiettivi da raggiungere, ai beneficiari da
coinvolgere, alla durata del progetto, alle attivit e ai servizi da erogare. Fondamentale la
predisposizione di locali in grado di accogliere i partecipanti.
In primo luogo, le risorse tecniche e strumentali necessarie in ogni sede di attuazione del
progetto sono: Postazione pc con collegamento internet;telefono fax e fotocopiatrice; Periferiche
esterne: Lettori di Memorie Esterne, Masterizzatori, Modem, Monitor, Mouse, Pendrive,
Scanners, Stampanti e Plotter, Tastiere, Proiettore, Schermo per proiettare, Casse audio, Hard

41
Disk e Software di video scrittura e calcolo, sedie, tavoli per le attivit, mentre le risorse
strumentali per ogni specifica attivit da realizzare sono elencate nella tabella a seguire.
Trasversali a tutte le attivit sono le seguenti risorse: cancelleria
(carta/penne/matite/colori/gomma/cartelle/blocchi), materiale promozionale e di allestimento.

Risorse specifiche:
DESCRIZIONE
(EVIDENZIARE
RISORSA TECNICA E ADEGUATEZZA
ATTIVITA' RISORSE TRASVERSALI
STRUMENTALE SPECIFICA RISPETTO
ATTIVITA' 8,1 E
OBIETTIVI 7)
spazio riunioni per lincontro,
attrezzato con sedi e tavoli;
spazio attrezzato per colloqui
AZIONE 1 individuali
Organizzazione di postazione computer con
iniziative ed attivit collegamento internet;
culturali che vedano la telefono e fax;
partecipazione attiva pc;
In ogni sede di
degli anziani stampante-fotocopiatrice;
attuazione del
materiale di cancelleria;
progetto si
A 1.1 Non mai troppo videoproiettore;
Unaula attrezzata con pc e avranno a
tardi cancelleria
videoproiettore; disposizione le
(carta/penne/matite/colori/gomm
una videocamera; risorse necessarie
a/cartelle/blocchi), materiale
una macchina fotografica; per organizzare le
promozionale e di allestimento.
un registratore; iniziative ed
spazio riunioni per lincontro,
espositori per mostre; attivit culturali,
attrezzato con sedi e tavoli;
un impianto audio-video (a distribuire
spazio attrezzato per colloqui
noleggio); materiale,
individuali
AZIONE 1 riviste, testi e ricerche. promuovere le
postazione computer con
Organizzazione di attivit al fine
collegamento internet;
iniziative ed attivit della massima
telefono e fax;
culturali che vedano la partecipazione.
pc;
partecipazione attiva
stampante-fotocopiatrice;
degli anziani
materiale di cancelleria;
A 1.2
videoproiettore;
Tessere i fili della memoria
cancelleria
(carta/penne/matite/colori/gomm
a/cartelle/blocchi), materiale
promozionale e di allestimento.
spazio riunioni per lincontro, In ogni sede di
attrezzato con sedi e tavoli; attuazione del
spazio attrezzato per colloqui progetto si
individuali avranno a
postazione computer con disposizione le
AZIONE 2 Realizzazione
collegamento internet; una palestra; risorse necessarie
di attivit di educazione
telefono e fax; tappetini; per organizzare le
alla cura del benessere
pc; palle mediche; iniziative di
fisico.
stampante-fotocopiatrice; elastici; educazione alla
A 2.1
materiale di cancelleria; guide turistiche per le escursioni. cura del benessere
Mens sana in corpore sano!
videoproiettore; distribuire
cancelleria materiale,
(carta/penne/matite/colori/gomm promuovere le
a/cartelle/blocchi), materiale attivit al fine
promozionale e di allestimento. della massima

42
spazio riunioni per lincontro, partecipazione.
attrezzato con sedi e tavoli;
spazio attrezzato per colloqui
individuali
postazione computer con
AZIONE 2 Realizzazione
collegamento internet;
di attivit di educazione
telefono e fax; aula per gli incontri attrezzata;
alla cura del benessere
pc; lavagna cartacea;
fisico.
stampante-fotocopiatrice; materiale didattico e dispense.
A 2.2 Conoscere per stare
materiale di cancelleria;
bene
videoproiettore;
cancelleria
(carta/penne/matite/colori/gomm
a/cartelle/blocchi), materiale
promozionale e di allestimento.

Infine per realizzare lattivit il monitoraggio utilizzati strumenti di rilevazione del


bisogno/fabbisogno/soddisfazione quali i questionari e le schede di rilevazione, materiale di
cancelleria, spazi da adibire alla somministrazione dei questionari e fascicoli e cartelline per
larchivio dei questionari.

I volontari di Servizio Civile per tutte le attivit avranno la possibilit di accedere a biblioteca
cartacea e informatica inerente:
- materiale documentale e bibliografico sulle tematiche delle ACLI relative al settore Anziani;
- materiale relativo al terzo settore, a buone prassi attuate in altre regioni/paesi;
- progetti realizzati a favore delle famiglie da enti pubblici e privati;
- database online e non.

CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI

26) Eventuali crediti formativi riconosciuti:

Non previsti

27) Eventuali tirocini riconosciuti:

Non previsti

28) Competenze e professionalit acquisibili dai volontari durante lespletamento del


servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:

Il percorso che i volontari affronteranno nellespletamento del servizio civile si caratterizza per
un mix tra servizio guidato e formazione sulle aree tematiche che caratterizzano il progetto:

Invecchiamento attivo;
Lotta allemarginazione sociale ed alla solitudine;
Gestione di gruppo
Metodologia autobiografica

Linsieme di queste attivit consentono ai volontari di acquisire un set articolato di competenze


di base, trasversali e professionali che contribuiranno ad elevare la qualit del curriculum del
volontario e a migliorare la sua professionalit nel settore di impiego.
In particolare:

Competenze di base

43
(intese come quel set di conoscenze e abilit consensualmente riconosciute come essenziali per
laccesso al mondo del lavoro, loccupabilit e lo sviluppo professionale)
conoscere e utilizzare gli strumenti informatici di base (relativi sistemi operativi, word,
powerpoint, internet e posta elettronica);
conoscere e utilizzare i principali metodi per progettare e pianificare un lavoro, individuando
gli obiettivi da raggiungere e le necessarie attivit e risorse temporali e umane;
conoscere la struttura organizzativa ove si svolge il servizio (organigramma, ruoli
professionali, flussi comunicativi, ecc).

44
Competenze trasversali
(intese come quel set di conoscenze e abilit non legate allesercizio di un lavoro ma strategiche
per rispondere alle richieste dellambiente e produrre comportamenti professionali efficaci)
sviluppare una comunicazione chiara, efficace e trasparente con i diversi soggetti che a vario
titolo saranno presenti nel progetto;
saper leggere i problemi organizzativi e/o i conflitti di comunicazione che di volta in volta si
potranno presentare nella relazione con gli anziani;
saper affrontare e risolvere gli eventuali problemi e/o conflitti, allestendo le soluzioni pi
adeguate al loro superamento;
saper lavorare in gruppo con altri volontari e gli altri soggetti presenti nel progetto ricercando
costantemente forme di collaborazione.

Competenze tecnico professionali


(intese come quel set di conoscenze e abilit strettamene connesse allesercizio di una
determinata mansione lavorativa e/o di un ruolo professionale)
conoscenze teoriche nel settore di impiego;
capacit di coordinare e gestire attivit di animazione socio-educativa;
conoscenza delle caratteristiche sociali ed evolutive dei soggetti con cui interagisce;
conoscenze metodologiche dellazione orientata allaiuto, al sostegno, al cambiamento;
capacit di valutare lefficacia degli interventi;
capacit di osservare i comportamenti individuali e di gruppo;
abilit relazionali, quali capacit di ascolto e comunicazione;
conoscenza delle tecniche di conduzione dei gruppi e di socializzazione;
capacit di utilizzo di tecniche e strumenti necessari allanimazione quali giochi, attivit
espressive, manuali.

Metacompetenze
(intese come linsieme delle capacit cognitive a carattere riflessivo che prescindono da
specifiche mansioni e sono considerate sempre pi strategiche nella societ della conoscenza)
comprendere, analizzare e riflettere i compiti che verranno richiesti nellambito del progetto e
il ruolo che si dovr svolgere mettendo in relazione il proprio bagaglio di conoscenze pregresse
con quanto richiesto per lesercizio del ruolo;
rafforzare e migliorare costantemente le proprie competenze/attitudini anche al di l delle
occasioni di formazione che verranno proposte nel progetto;
riflettere sul proprio ruolo nello svolgimento del servizio civile e ricercare costantemente il
senso delle proprie azioni, potenziando i propri livelli di auto-motivazione e i propri progetti
futuri di impegno nel settore del volontariato.

Si precisa che la certificazione delle competenze verr rilasciata da Associazione C.I.O.F.S.


Formazione Professionale, in virt dellaccordo stipulato di cui si allega il protocollo dintesa.

Al termine del periodo di servizio civile, Associazione C.I.O.F.S. Formazione Professionale ente
terzo rispetto al proponente del progetto, certificher le conoscenze e le competenze in
possesso dai volontari, attraverso la realizzazione del portfolio delle competenze.

Inoltre, le ACLI rilasceranno un attestato a seguito della partecipazione del volontario alla
formazione specifica.

Tale attestato composto da due strumenti: uno sintetico, che attesta la partecipazione del
soggetto al percorso di formazione, e uno dettagliato, che riporta i dati per la trasparenza del
percorso.
Lattestato dettagliato, in particolare, prevede quattro categorie di indicatori:
la prima fa riferimento ai soggetti che a vario titolo sono coinvolti nel percorso di
formazione, con unattenzione particolare ai nominativi e al ruolo dei firmatari del documento.
prevista anche limmissione dei nominativi dei soggetti partner che a vario titolo hanno portato
il loro contributo allazione formativa;

45
la seconda prevede gli indicatori che rendono trasparenti le caratteristiche principali del
percorso: la denominazione, la data, la durata, la sede di svolgimento delle attivit, il luogo e la
data di rilascio dellattestato;
nella terza sono elencati i dati anagrafici di riconoscimento del partecipante;
nella quarta, che il cuore della trasparenza, sono elencate le voci che specificano e dettagliano
il percorso formativo: obiettivi, contenuti, moduli, durata, etc. Questi dati rappresentano la
parte pi spendibile dell attestato, quella che pu essere facilmente letta e compresa da
soggetti terzi. Da questa parte, in particolare, si rilevano le conoscenze e le competenze
perseguite, che diventano patrimonio visibile dellindividuo e che costituiscono un effettivo
valore aggiunto per il curriculum vitae.

Formazione generale dei volontari

29) Sede di realizzazione:

Quanto segue fa riferimento al sistema di formazione verificato dallUNSC in sede di


accreditamento, al quale si rimanda.
La formazione generale sar svolta a cura della sede nazionale ACLI e del suo staff di formatori.
I giovani in servizio civile saranno riuniti su base territoriale o regionale o sovra-regionale (si
veda lo schema riportato di seguito). Allinterno del territorio individuato si organizzer la
formazione in modo tale da costituire gruppi di massimo 25 volontari, modalit utile per
assicurare ad ognuno la formazione generale secondo quanto stabilito dalla circolare Linee
guida per la formazione generale.
In questo modo verr assicurata la unitariet del processo formativo e nello stesso tempo la sua
territorialit.
Le sedi ACLI presso le quali si svolger la formazione in forma aggregata per macroregioni
saranno nellordine:

Macroregione Sede
Piemonte Valle dAosta Liguria Torino,sede Provinciale Acli-Via Perrone 3, bis - Torino

Veneto Padova, sede Enaip/Acli Venete - Via A. da Forl, 64/a -


Friuli V. G. Trentino A. A.Padova
Trieste, sede provinciale Acli - Via San Francesco 4/1 -
Trieste
Trento, sede provinciale Acli Via Roma 57 - Trento
Lombardia Emilia Romagna Milano, sede regionale Acli Lombardia - via Luini 5 -
Toscana Marche Milano
Toscana Umbria Firenze, sede Provinciale Acli Piazza di Cestello, 3 -
Firenze
Marche Ancona, sede Regionale Alci Marche Via Di Vittorio, 16
- Ancona
Lazio Abruzzo Umbria Roma, sede Nazionale Acli -Via Marcora 20 - Roma
Puglia Bari, sede provinciale Acli -Via V De Bellis 37 Bari
Brindisi C.so Umberto I, 122 -
Campania Molise Basilicata Napoli, sede provinciale Acli - Via del fiumicello 7
Napoli
Benevento Sede Provinciale ACLI VIA f. Flora Parco De
Santis 31 -
Avellino Sede Provinciale ACLI Via S. De Renzi 28 -
83100
Calabria Lamezia Terme, sala Formazione -Piazza Lamezia Terme,
12 Lamezia Terme
Sicilia Catania, sede provinciale Acli - Corso Sicilia 111 -
Catania

46
Enna, sede provinciale Acli - Via Dante 1 - Enna
Caltanissetta, sede provinciale Acli - Via Libert 180
Caltanissetta
Palermo Via Trapani, 3 - Palermo
Sardegna Oristano, sede provinciale Acli - Via Cagliari 234b
Oristano
Cagliari sede provinciale Acli Viale Marconi 4/A Cagliari

Eventuali variazioni dei territori aggregati e delle sedi potranno essere possibili per sopraggiunte
condizioni organizzative diverse sulla base del posizionamento geografico delle sedi di
attuazione dei progetti.

30) Modalit di attuazione:

a) In proprio presso lente con formatori dellente

La formazione sar svolta in proprio con formatori dell ente.


Si prevede inoltre lintervento di esperti secondo quanto contemplato dalle Linee guida per la
formazione generale dei volontari.

Per la formazione generale saranno applicate le normative stabilite con relativa determina
dallUfficio Nazionale di Servizio Civile.
Le Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale costituiscono
una conferma della unit di intenti e comunanza nel modo di interpretare lo spirito del servizio
civile tra lUNSC e le ACLI.

Si concorda in particolare sul ruolo e sugli obiettivi affidati alla formazione:


1. fornire ai giovani gli strumenti per vivere correttamente lesperienza del servizio civile;
2. sviluppare allinterno degli Enti la cultura del servizio civile;
3. assicurare il carattere unitario, nazionale del servizio civile,
4. promuovere i valori ed i diritti universali delluomo.

Il primo obiettivo fornire ai giovani gli strumenti per vivere correttamente lesperienza del
servizio civile pu essere declinato come dotare il volontario di strumenti e modalit che gli
permettano di assicurare la conoscenza dei diritti e doveri, nonch la consapevolezza del ruolo
del giovane in servizio civile, affinch riconosca il senso della propria esperienza e limportanza
delleducazione alla responsabilit, al senso civico e alla pace.

Il secondo obiettivo sviluppare allinterno degli Enti la cultura del servizio civile e perseguito
attraverso il continuo coinvolgimento dei r.l.e.a., laddove obbligatori, dei responsabili provinciali
del Servizio Civile e degli o.l.p., nella progettazione e organizzazione della formazione generale
rivolta ai volontari. R.l.e.a., responsabili provinciali e o.l.p. sono inoltre, nellambito delle ACLI,
fruitori della formazione a loro dedicata. Infatti ogni anno si tengono:
due seminari nazionali di due giorni;
una giornata di formazione per ogni gruppo territoriale.

Il terzo obiettivo assicurare il carattere unitario, nazionale del servizio civile viene perseguito
anche attraverso la particolare modalit prescelta di attuazione della formazione. Infatti lo staff
formativo ACLI impegnato sul Servizio Civile, si riunisce frequentemente per la progettazione e
la valutazione congiunta dellattivit formativa alla presenza del responsabile nazionale di ente
accreditato, della responsabile politica e del responsabile della formazione del SC. Questa
modalit assicura continuit, ricorsivit, trasmissione di conoscenza e monitoraggio da parte
della sede nazionale ACLI e del responsabile nazionale di ente accreditato verso i territori e i
volontari. Inoltre laggregazione dei giovani per macroregioni permette uno scambio continuo
tra diverse esperienze locali dedite al medesimo progetto o anche a progetti diversi.

47
Il quarto obiettivo promuovere i valori e i diritti universali delluomo presente e trasversale
nei moduli di formazione generale. In particolare affrontando i temi legati alla difesa non armata
della Patria, alla solidariet, allimpegno sociale e civile, alla tutela dellambiente e del
patrimonio culturale, alla cittadinanza attiva, alla negoziazione e al conflitto, ragionando con i
volontari sulla storia dellobiezione di coscienza, sulla dichiarazione Universale dei Diritti
dellUomo e sulla costituzione, si vuole portare i giovani a riflettere sui valori e sui diritti umani
che vanno riconosciuti e difesi coerenti con valori e i diritti che lAssociazione con il suo operato
quotidiano intende tutelare.

LEnte possiede al suo interno le competenze per svolgere lattivit formativa. Le ACLI hanno a
disposizione un proprio Dipartimento Formazione e sono soggetto promotore di un importante
Ente di formazione di rilevanza nazionale (ENAIP), radicato nelle diverse realt regionali.

Il Patronato ACLI, lENAIP nazionale, le ACLI TERRA nazionali, i Giovani delle ACLI, lUnione
Sportiva ACLI, lIPSIA, dispongono inoltre ciascuno di un proprio servizio formazione per le parti
pi specifiche.
I formatori accreditati potranno utilizzare nella lezione frontale esperti che contribuiscano ad
arricchire i contenuti offerti. I curricula di tali esperti saranno tenuti dallEnte a disposizione per
qualsivoglia verifica e i nominativi degli esperti saranno riportati nei registri di formazione
predisposti a cura dellente. Tali esperti saranno sia interni allente sia esterni.
Le spese vive (trasporti e vitto) saranno sostenute dalle sedi di attuazione di progetto.
Come gi accennato, i gruppi di volontari in formazione, sia per quanto riguarda le lezioni
frontali sia per quanto riguarda le dinamiche non formali, non supereranno le 25 unit,
condizione fondamentale per assicurare una relazione efficace tra i partecipanti, nel gruppo e
con il formatore.
La formazione dei formatori e la formazione dei selezionatori sono processi attivi ormai da
diversi anni.
Dal 2005 al 2013 i formatori del Servizio Civile delle ACLI nazionali hanno partecipato a tre
giornate di formazione formatori per ciascun anno.
Inoltre i formatori sono stati coinvolti in due giornate di formazione in contemporanea ai
selezionatori, allo scopo di contribuire a monitorare e a costruire un sistema coerente di
selezione, valutazione, formazione.

31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione


dellEnte di 1^ classe dal quale stato acquisito il servizio:

SI Si rimanda al sistema di formazione verificato dallUfficio in sede di accreditamento

32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:

La formazione generale viene erogata con lutilizzo di tre metodologie:


1. la lezione frontale: i formatori si avvarranno anche di esperti della materia trattata, come
indicato alla voce Modalit di attuazione della presente scheda progetto; i nominativi degli
esperti saranno evidenziati nei registri della formazione come indicato dalle Linee guida. Ai
registri verranno allegati i curriculum vitae che le ACLI nazionali si impegnano a rendere
disponibili per ogni richiesta dellUfficio Nazionale per il Servizio Civile.
2. le dinamiche non formali: la situazione formativa che fa riferimento alle dinamiche di un
gruppo (ed alla sua evoluzione sul piano della autoregolazione della struttura e degli obiettivi)
essenzialmente legata a risultati di facilitazione affinch i volontari riescano a percepire e ad
utilizzare le risorse interne al gruppo, costituite da ci che ciascuno, come individuo e come
parte di una comunit, porta come sua esperienza, come suo patrimonio culturale, e dalle
risorse che lEnte mette a disposizione dei partecipanti in diversi modi e sotto diversi aspetti.
Le tecniche alluopo utilizzate comprendono, in maniera ampia, il metodo dei casi, il T-group e
lesercitazione, i giochi di ruolo e loutdoor training, e, nel complesso, sia le tecniche di

48
apprendimento che i tipi di esperienze riconducibili alla formazione alle relazioni in gruppo e di
gruppo.
3. la formazione a distanza: potr essere utilizzata per alcuni moduli formativi in modalit
blended, cio attraverso la discussione in piattaforma di alcuni contenuti e moduli formativi gi
trattati in presenza (o in attivit di lezione frontale o in attivit di dinamica non formale). La
piattaforma consentir di fruire dei contenuti in maniera flessibile e adattabile al singolo utente,
in particolare seguendo il dibattito anche off-line.
Il programma di formazione generale del presente progetto, nellambito delle tre possibili
modalit sopra indicate, prevede il ricorso alla lezione frontale per 22 ore (oltre il 30% del
monte ore complessivo) e il ricorso alle dinamiche non formali per altre 20 ore per un totale di
42 ore.

Le ACLI adotteranno materiale didattico e dispense predisposti dallUfficio Nazionale,


provvedendo eventualmente a integrare e ad arricchire la documentazione laddove se ne
presentasse la necessit.

Ai volontari verr consegnata da parte dellO.l.p, al momento della presa servizio, una cartella
completa contenente materiale utile e obbligatorio per la presa servizio e per la formazione.
Tale cartella contiene, fra laltro:
documentazione sullUfficio Nazionale per il Servizio Civile della Presidenza del Consiglio
dei Ministri;
legge 6 marzo 2001 n.64;
carta etica del servizio civile nazionale;
documentazione sulle ACLI, il Patronato ACLI, lENAIP, ed i principali servizi/settori
DellAssociazione;
dispense e articoli su volontariato e SCN;
documentazione sulle ACLI in Italia e sulle sedi operative;
materiale informativo sulla storia delle ACLI;
modulistica per lavvio al servizio;
materiale di documentazione sulla relazione di aiuto, la tutela, linvalidit civile, il
diritto previdenziale, lassistenza, limmigrazione e lemigrazione, il diritto del lavoro, il
mercato del lavoro;
guida allutilizzo della rete telematica e alla posta elettronica;
questionari per la verifica dellapprendimento;
cartellina con blocco notes;
materiali per le esercitazioni pratiche.

Le metodologie dunque si possono riassumere in: lezioni frontali e dinamiche non formali,
compresi lavori di gruppo ed individuali e restituzione in plenaria; discussione; roleplaying;
problemsolving; brainstorming; esercitazioni pratiche.

Le attrezzature utilizzate sono: lavagna luminosa; lavagne a fogli mobili; pc e videoproiettore


per la proiezione di slide e quanto altro, postazioni multimediali con collegamento internet in
caso di necessit didattica.

33) Contenuti della formazione:

Eopportuno premettere alla descrizione dei contenuti formativi la definizione delle


caratteristiche di setting, che a nostro parere rappresentano una condizione fondamentale per
lo svolgimento di una appropriata ed efficace azione formativa.

Le caratteristiche del setting


Le ACLI, accogliendo un esperienza che discende dalla tradizione della obiezione di coscienza, si
impegnano a garantire un servizio civile volontario come esperienza di apprendimento,di
formazione,di educazione alla cittadinanza, alla solidariet, alla partecipazione, di crescita
umana e professionale

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Aula per massimo 25 persone, sedute, set in forma circolare e/o semicircolare.
Modalit: frontale, circolare, dinamica, a seconda dellobiettivo e delle indicazioni delle linee
guida della formazione generale.

Tutte le attivit vengono svolte da un formatore accreditato, con il sostegno organizzativo di


risorse dellufficio servizio civile delle ACLI nazionali.
Precedentemente allavvio della formazione volontari, viene organizzato un incontro con gli
r.l.e.a. o i responsabili provinciali interessati per la preparazione specifica del setting della
formazione dei volontari, con i quali vengono approfondite le linee guida della formazione
generale e i moduli che si svolgeranno. Questa azione mira a coinvolgere i r.l.e.a. anche nella
formazione generale.

MODULI FORMAZIONE GENERALE DEI VOLONTARI

I modulo
Titolo: Lidentit del gruppo in formazione e patto formativo

Contenuti: Partendo dalla presentazione dei partecipanti e dello staff si prosegue illustrando il
percorso generale e la giornata formativa in specifico. Ai volontari viene richiesto di esplicitare
le proprie aspettative, le motivazioni, gli obiettivi e le idee riguardanti il servizio civile. La
giornata formativa si conclude con la presentazione dei concetti e pratiche di Patria, Difesa
senza armi, difesa non violenta.
Obiettivi: Costruire lidentit di gruppo, come persone in servizio civile volontario presso
lassociazione ACLI. Costruire attraverso la presentazione, avvio, raccolta aspettative e bisogni,
le condizioni pedagogiche relazionali per realizzare un clima di fiducia necessario ad un
apprendimento efficace. Creare nel volontario singolo e nel gruppo, cos come richiesto dalle
linee guida per la formazione generale, la consapevolezza che la difesa della Patria e la Difesa
non violenta costituiscono il contesto che legittima lo Stato a sviluppare lesperienza di servizio
civile.
Ore: 4 di cui 1 di lezione frontale e 3 di dinamiche non formali

II modulo
Titolo: Dallobiezione di coscienza al servizio civile nazionale: evoluzione storica,
affinit e differenze tra le due realt

Contenuti: Partendo dalla presentazione della legge n. 64/01, si evidenzieranno i fondamenti


istituzionali e culturali del servizio civile nazionale, sottolineando gli elementi di continuit e di
discontinuit fra il vecchio servizio civile degli obiettori di coscienza e il nuovo servizio civile
volontario, con ampi riferimenti alla storia del fenomeno dellobiezione di coscienza in Italia e ai
contenuti della legge n. 230/98.
Obiettivi: Costruire la consapevolezza del senso e del significato del servizio civile nazionale,
partendo dallobiezione di coscienza.
Ore: 3 di cui 2 di lezione frontale e 1 di dinamiche non formali

III modulo
Titolo: Il dovere di difesa della Patria difesa civile non armata e non violenta

A) Il dovere di difesa della Patria


Contenuti: A partire dal dettato costituzionale, articolo 52 La difesa della Patria sacro dovere
del cittadino se ne approfondir lattualizzazione anche alla luce dellattuale normativa e della
giurisprudenza costituzionale.
In particolare, si illustreranno i contenuti delle sentenze della Corte Costituzionale nn.164/85,
228/04, 229/04 e 431/05, in cui si d contenuto al concetto di difesa civile o difesa non armata.

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Obiettivi: Approfondire la conoscenza e levoluzione storica del concetto di dovere di difesa
della Patria.

B) La difesa civile non armata e non violenta


Contenuti: Si utilizzer la lezione frontale per affrontare alcuni aspetti storici di difesa popolare
nonviolenta, si presenteranno le forme attuali di realizzazione della difesa alternativa sul piano
istituzionale, di movimento e della societ civile.
In specifico si affronteranno i temi di gestione e trasformazione nonviolenta dei conflitti,
prevenzione della guerra e operazioni di polizia internazionale, nonch i concetti di
peacekeeping, peace-enforcing e peacebuilding, collegati allambito del diritto
internazionale.
Obiettivi: Approfondire la conoscenza e la riflessione del concetto di difesa non armata e non
violenta.
Ore: 4 di cui 2 di lezione frontale e 2 di dinamiche non formali

IV modulo
Titolo: La normativa vigente e la Carta di impegno etico

Contenuti: Sar illustrato linsieme delle norme che regolano il sistema del servizio civile
nazionale. In modo particolare sar analizzata la Carta dimpegno etico e limportanza della sua
sottoscrizione da parte del responsabile dellente.
Obiettivi: Aiutare i volontari ad inserirsi nel percorso con consapevolezza. Conoscere i dati di
contesto, tratti dalle fonti legislative, che diverranno vincolo e risorsa a cui attingere durante
lanno di servizio civile
Ore: 2 di cui 1 di lezione frontale e 1 di dinamiche non formali

V modulo
Titolo: La formazione civica

Contenuti: Saranno ripresi i contenuti della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della
Carta costituzionale e, quindi, linsieme dei principi, dei valori, delle regole e dei diritti e doveri
in essa contenuti, che costituiscono la base della civile convivenza e quadro di riferimento
indispensabile per lesercizio della cittadinanza attiva.
Saranno analizzati la funzione e il ruolo degli organi costituzionali, la struttura delle Camere e
liter di formazione delle leggi.
Obiettivi: da una parte fornire al volontario la consapevolezza di essere parte di un corpo sociale
ed istituzionale mutevole nel tempo, dallaltra trasmettere allo stesso la conoscenza di quelle
competenze civiche e sociali funzionali per vivere una cittadinanza attiva e tradurre quindi i
principi teorici in azioni pratiche.
Ore: 2 di cui 1 di lezione frontale e 1 di dinamiche non formali

VI modulo
Titolo: Forme di cittadinanza

Contenuti: In questo modulo si partir dal principio costituzionale di solidariet sociale e dai
principi di libert ed eguaglianza per affrontare il tema delle limitazioni alla loro
concretizzazione.
Si far riferimento alle povert economiche e allesclusione sociale, alla lotta alla povert nelle
scelte politiche italiane e negli orientamenti dellUnione Europea, al contributo degli Organismi
non Governativi. Verr presentato il concetto di cittadinanza e di promozione sociale, come
modo di strutturare, codificando diritti e doveri, lappartenenza ad una collettivit che abita e
interagisce su un determinato territorio. In particolare le ACLI promuoveranno il tema della
coesione sociale come mezzo per difendere la Patria dal di dentro garantendo a tutti

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possibilit di promozione, di inclusione, di partecipazione attiva alla societ; si insister sul
concetto di cittadinanza attiva, per dare ai volontari il senso del servizio civile come anno di
impegno, di condivisione e di solidariet.
Obiettivi: Dare senso alle parole , cittadinanza, solidariet, globalizzazione, interculturalit e
sussidiariet, riscoprendo il significato dellessere cittadini attivi e solidali, in un contesto e una
visione multi-etnica e aperta alle istanze internazionali.
Ore: 4 di cui 2 di lezione frontale e 2 di dinamiche non formali

VII modulo
Titolo: La protezione civile

Contenuti: In questo modulo verranno forniti elementi di protezione civile intesa come
collegamento tra difesa della Patria e difesa dellambiente, del territorio e delle popolazioni. Si
evidenzieranno le problematiche legate alla previsione e alla prevenzione dei rischi, nonch
quelle relative agli interventi di soccorso.
Obiettivi: Dare senso e ragione del servizio civile come attivit di prevenzione e protezione
della popolazione affrontando anche la protezione civile nel senso diretto e immediato del
termine (calamit, terremoti, ordine pubblico, ecc.) e gli elementi di base necessari ad
approntare comportamenti di protezione civile.
Ore: 3 di lezione frontale

VIII modulo
Titolo: La rappresentanza dei volontari nel servizio civile

Contenuti: Sar illustrata ai volontari la possibilit di partecipare e candidarsi alle Elezioni per i
Rappresentanti regionali e nazionali dei volontari in Servizio Civile Nazionale, come forma di
cittadinanza attiva e saranno individuate anche le responsabilit che derivano da tale
partecipazione. Per dare maggiore incisivit allargomento, saranno invitati ex volontari
rappresentanti e/o delegati.
Obiettivi: Fornire ai volontari un esempio concreto di cittadinanza agita, collegata allesperienza
del Servizio Civile Nazionale.
Ore: 2 di lezione frontale

IX modulo
Titolo: Presentazione dellEnte: le ACLI, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani

Contenuti: In questo modulo, per fornire ai volontari gli elementi di conoscenza del contesto in
cui si troveranno a prestare lanno di servizio civile, verranno presentate la storia, le
caratteristiche specifiche e le modalit organizzative ed operative dellEnte accreditato.
Si potr anche svolgere unanalisi della realt nazionale: incontrare dei testimoni privilegiati
(aclisti adulti che forniscano tracce della storia), con preparazione, esecuzione e report di
interviste, analisi della realt territoriale delle ACLI attraverso una scheda apposita, raccolta dati
e progettazione piccoli interventi di approfondimento.
Obiettivi: Agevolare la conoscenza e linserimento nel giovane volontario nella realt in cui
prester servizio.
Ore: 2 di lezione frontale

X modulo
Titolo: Il lavoro per progetti

Contenuti: Che cos la progettazione sociale? Quali sono i suoi principi cardine? Come si
esplicita in un lavoro metodico e organizzato? Come valutare i risultati?
Verr illustrato il processo della progettazione nelle sue articolazioni: dallideazione alla
realizzazione, compresa la fase di valutazione di esito, di efficacia ed efficienza del progetto.
Si sosterranno i volontari nel conoscere e approfondire metodi per lauto-valutazione partendo
dal progetto di servizio civile in cui sono inseriti.

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Obiettivi: Offrire al giovane volontario strumenti per facilitare un percorso di analisi e di
progettazione e per migliorare le proprie capacit di valutazione e di autovalutazione, partendo
dal progetto di servizio civile in cui inserito
Ore: 4 di cui 1 di lezione frontale e 3 di dinamiche non formali

XI modulo
Titolo: Lorganizzazione del servizio civile e le sue figure

Contenuti: Sar fornito ai volontari di Servizio Civile Nazionale un quadro dei ruoli e delle
diverse figure che ruotano attorno al progetto. Per completare la panoramica saranno fornite
informazioni anche circa il sistema di servizio civile (gli enti di SCN, lUNSC, le Regioni e le
Provincie autonome), che rappresenta la sovrastruttura pi grande in cui si collocano le ACLI
rispetto al Servizio Civile Nazionale.
Obiettivi: offrire ai giovani gli strumenti per riconoscere tutte le figure che si trovano allinterno
dello stesso progetto e che operano per il raggiungimento degli obiettivi del progetto stesso.
Ore: 2 di lezione frontale

XII modulo
Titolo: Disciplina dei rapporti tra enti e volontari del servizio civile nazionale

Contenuti: Si metteranno in evidenza il ruolo e la funzione del volontario, si metteranno a fuoco


le condizioni necessarie agli efficaci inserimenti nei sistemi organizzativi; si illustrer la circolare
sulla gestione, concernente la disciplina dei rapporti tra enti e volontari del servizio civile
nazionale (DPCM 4 febbraio 2009e successive modifiche).
Obiettivi: Offrire ai volontari gli strumenti di base per definire diritti e doveri, facendo appello
alla lettera da loro sottoscritta ma anche al dettato della circolare che sosterr il percorso,
facilitando anche i rapporti con lente, e che definisce bene vincoli e opportunit.
Ore: 2 di cui 1 di lezione frontale e 1 di dinamiche non formali

XIII modulo
Titolo: Comunicazione interpersonale e gestione dei conflitti

Contenuti: sar fornita lanalisi dei cinque pilastri della comunicazione e sar analizzato come le
dinamiche di comunicazione allinterno di un gruppo possano essere causa di conflitti, ma anche
opportunit di confronto e scambio costruttivi.
Obiettivi: offrire strumenti per una maggiore comprensione del "funzionamento" di alcuni
concetti di base della comunicazione interpersonale; sviluppare le capacit comunicative in
ambito lavorativo; fornire elementi per la conoscenza del processo comunicativo cos come si
articola all'interno di un'organizzazione.
Ore: 4 di cui 1 di lezione frontale e 3 di dinamiche non formali

XIV modulo
Titolo: Il valore esperienziale del servizio civile

Contenuti: attraverso lutilizzo di modelli di apprendimento basati sullesperienza cognitiva ed


emotiva, si accompagneranno i ragazzi a riflettere consapevolmente, sulla propria storia, sui
propri vissuti, sulle proprie emozioni e sulle dinamiche relazionali e a porre lattenzione al
proprio pensiero sia in termini di contenuto (cosa?) che di metodo (come?); ci contribuir a
rendere il servizio civile unesperienza di crescita, di formazione e di educazione per il
volontario.
Obiettivi: Offrire al giovane volontari uno strumento che permetta loro di dare significato e
valore alla propria esperienza di servizio civile.
Ore: 4 di cui 1 di lezione frontale e 3 di dinamiche non formali

34) Durata:

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42 ore. Tutte le ore di formazione saranno erogate entro il 180 giorno dall'avvio del progetto.

Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari

35) Sede di realizzazione:

La formazione specifica sar realizzata presso le sedi provinciali delle Acli dei territori coinvolti
nel progetto.

36) Modalit di attuazione:

La formazione sar effettuata in proprio, presso lente con formatori dellente. Per il modulo di
formazione e informazione sui rischi connessi allimpiego di volontari si potr ricorrere
allutilizzo di esperti.

37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:

1. Barbato Renzo, nato ad Avezzano (AQ) il 27/07/1965


2. Barsi Alessandro, nato a Forte dei Marmi (LU) il 20/08/1961
3. Cantini Maria Chiara nata a Firenze il 18/10/1974
4. Cardinale Maria Chiara, nata a Velletri il 06/05/1978
5. Cecchini Emidio, nato ad Ascoli piceno il 18/04/1958
6. Cinelli Roberta nata a Pescara il 18/11/1972
7. Di Marcangelo Bernardo, nato a Teramo il 02/10/1944
8. Ferrini Martina, nata a Arezzo il 01/12/1981
9. Frusone Paolo, nato a Roma il 01/08/1966
10.Guerrini Maria Sara, nata a Viterbo il 28/12/1978
11.Magnapane Elisabetta, nata a Tolentino (MC) il 16/04/1971
12.Marchese Giuseppe, nato a Caltanissetta il 01/07/1958
13.Menza Giacomo, nato a Oliveto Citra (SA) il 11/10/1981
14.Morga Cristina nata a Lussemburgo il 18/02/1965
15.Reali Stefania nata a Rieti il 17/07/1980
16.Recchia David, nato a Valmontone (Roma) il 15/10/1974
17. Tomassini Maurizio, nato a Fano (PU) il 09/10/1947
18. Torchio Maurizio, nato a Terni il 19/12/1942
19. Ulissi Roberta, nata a Ancona il 30/07/1976
20. Volpi Federica, nata a Roma il 14/08/1969

38) Competenze specifiche del/i formatore/i:

Barbato Renzo
Psicologo e Psicoterapeuta. Presidente della Scuola mediterranea di psichiatria sociale di
Zagabria. Specializzazioni in Psicosomatica e Psicoprofilassi, Psichiatria dellet evolutiva.
Esperto in Psicologia giuridica, Psicologia dello sport e psicologia di Comunit. Ricercatore

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Sociale. Docente presso lUniversit della Terza Et e Formatore specifico. Relatore in numerosi
convegni e collaboratore per il quotidiano Il Tempo dAbruzzo. Coordinatore Acli Regione
Abruzzo per le politiche sociali.

Barsi Alessandro
Dirigente delle Acli di Lucca, dal 2002 al 2014, coordinatore dei servizi di informazione ed
orientamento per gli utenti appartenenti alla Terza Et e delle attivit di inclusione sociale e
culturale delle persone anziane. Dal 2002 al 2014 ha svolto attivit di volontariato presso le Acli
di Lucca ricoprendo il ruolo di Formatore sui temi della dispersione scolastica e la cittadinanza
attiva per giovani.

Cantini Maria Chiara


Studi universitari, impegnata da anni nelle Acli fiorentine dove si cura del servizio civile, giovani,
e consulenze alle persone. Responsabile del progetto Punto Famiglia e del Punto Giovani, ha
acquisito una notevole, esperienza nel coordinamento e organizzazione di progetti ed eventi di
animazione. Formatore accreditato UNSC.

Cardinale Maria Chiara


Laureata in Scienze delleducazione (educatore professionale ed esperto dei processi formativi)
conseguita presso la Facolt di SCIENZE DELLA FORMAZIONE dellUniversit degli Studi "ROMA
TRE". Ha conseguito il Master in Formazione e gestione delle Risorse Umane, conseguito
presso la Irisform sede di Roma. Da settembre 2013 ad oggi lavora come Educatrice
Professionale negli Istituti Scolastici Primari del Comune di Cisterna di Latina. Da ottobre 2010
ad oggi, collabora con Acli/Enaip Latina per progetti nel settore sociale e come docente in corsi
di formazione area socio-pedagogica. stata Volontaria del Servizio Civile Nazionale presso il
T.S.M.R.E.E della A.S.L. del Distretto Cisterna di Latina; sul Progetto: I Volontari una realt nei
servizi per let evolutiva. Svolgendo le mansioni di: Accoglienza ai genitori dei nuovi utenti,
promozione dei valori della famiglia e sviluppo delle politiche di welfare.

Cecchini Emidio
Presidente provinciale delle ACLI di Ascoli Piceno, ha ricoperto la carica di Presidente del circolo
ACLI, dellACLI Service, di esperto Enars nel consiglio provinciale e presidente del locale
Patronato. Possiede una pluriennale esperienza nella formazione e progettazione sociale. Dal
2003, in quanto insegnante di musica, ha realizzato e continua a realizzare laboratori musicali
presso scuole dellinfanzia, elementari e medie, dedicando una sezione musicale ai portatori di
handicap.

Cinelli Roberta
Laureata in lingue e letterature straniere, con abilitazione allinsegnamento della lingua italiana
L2. Attualmente formatrice nellambito della preparazione allacquisizione di certificazioni
linguistiche per studenti di scuola secondaria e docente presso istituti di istruzione superiore
della provincia di Pescara.

Di Marcangelo Bernardo
Laureato in Lettere allUniversit di Chieti, stato insegnante di italiano nelle scuole medie
inferiori, direttore dellEnaip Abruzzo dal 1973 al 1997, ha lavorato presso il Ministero della
Pubblica Istruzione dal 1997 al 2009. Presidente provinciale delle Acli di Teramo dal 2004.
responsabile di corsi di formazione per alfabetizzazione di immigrati, promotori sociali delle Acli,
di gestione delleconomia solidale, dellimpegno sociale e politico.

Ferrini Martina
Laureata in Lettere e Filosofia indirizzo Musica e Spettacolo allUniversit di Siena.
responsabile dellArea Pace e Stili di Vita delle Acli-Arezzo, dove organizzatrice e coordinatrice
di progetti sociali come lapertura del Punto Famiglia Acli di Arezzo e il coordinamento di
progetti con le scuole elementari del territorio.

Frusone Paolo

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Laureato in Scienze Politiche presso luniversit La Sapienza di Roma, ricopre il ruolo di
membro della Presidenza delle ACLI, avendo avuto gi esperienza presso lE.n.A.I.P. (Ente
nazionale ACLI) della sede Provinciale di Roma. Ha partecipato attivamente allorganizzazione di
corsi di alfabetizzazione informatica in progetti di inclusione sociale riservati a utenti della terza
et, per i quali ha nutrito uno spiccato interesse.

Guerrini Maria Sara


operatrice sociale ed impiegata presso il Punto famiglia di Acli di Viterbo come consulente
fiscale e animatrice sociale in attivit di sostegno alle famiglie. Il coordinamento delle attivit
per le famiglie le ha permesso di maturare competenze ed esperienze nel campo della
progettazione e gestione di tali servizi nonch della promozione dei valori di unit, dialogo,
cultura e valorizzazione della persona e della famiglia.

Magnapane Elisabetta
Iscritta allalbo degli Assistenti sociali; ha maturato una consolidata esperienza nella formazione
e nel coordinamento dei volontari presso lassociazione Sermit. Ha coordinato numerosi progetti
sulle tematiche del sociale rivolte alle fasce deboli della popolazione, in particolar modo
immigrati e anziani. Autrice di diverse pubblicazioni.

Marchese Giuseppe
Coordinatore nazionale di Acli Politiche di Cittadinanza delle Acli incardina Welfare, Famiglia,
Economia e Lavoro, Immigrazione; gia Direttore Nazionale dellUfficio Servizio Civile,
responsabile della formazione, della selezione e della progettazione dal 2009 al 2013. Ha
esperienze pluriennali nazionali ed internazionali nel campo della progettazione e della
formazione: direttore area progetti dellIstituto Ricerche Educative Formative (2005-2006);
valutatore e selezionatore per conto dell ENAIP nazionale, docente e formatore in ambito psico
pedagogico.

Menza Giacomo
Presidente organizzativo del CTA (Centro Turistico Acli) di Siena dal 2010, dove ha maturato
esperienza nelle seguenti attivit : organizzazione di convegni, mostre, dibattiti per la
salvaguardia del patrimonio artistico, culturale e naturale - progettazione proposte di turismo
sociale in Italia ed allestero organizzazione soggiorni in case vacanza e tour culturali
promozione e sviluppo delle proposte di turismo sociale e solidale del CTA Nazionale
promozione culturale della famiglia quale risorsa sociale e realizzazione di iniziative per il
benessere materiale e relazionale delle famiglie.

Morga Cristina
Referente (ricerca e organizzazione) delle Politiche per la Famiglia e dei Punto Famiglia delle
ACLI e Ricercatrice sociale. Laureata in sociologia presso lUniversit degli studi di Roma La
Sapienza con una tesi sul tema Famiglia esperta senior nelle tematiche inerenti il Welfare, la
Famiglia, limmigrazione.

Reali Stefania
Laureata in Scienze del Servizio Sociale, si specializzata in programmazione e gestione delle
politiche e dei servizi sociali e successivamente ha conseguito labilitazione allesercizio della
professione di Assistente Sociale. Ha organizzato e partecipato a numerosi convegni, tra i quali
Anziani e Disabili Oggi e ha anche partecipato allorganizzazione di corsi di alfabetizzazione
alla lingua italiana per adulti, comprendenti anche educazione civica e legislazione italiana.

Recchia David
Laureato in sociologia presso lUniversit degli studi di Roma La Sapienza con indirizzo
politico istituzionale. Esperto tecnico dell Area politiche di cittadinanza delle Acli nazionali.
Ricercatore e valutatore di Iref (Istituto di ricerche delle Acli). Dal 2009 al 2013 stato
coordinatore del Dipartimento Welfare Acli Nazionali e responsabile nazionale del monitoraggio

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e valutazione del Servizio Civile (accreditato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri). Dal
2009, in qualit di responsabile nazionale, cura i monitoraggi e la valutazione dei progetti di
servizio civile delle Acli nazionali.

Tomassini Maurizio
Sociologo. docente incaricato di Metodi e Tecniche di programmazione territoriale nellambito
del Corso di laurea specialistica in Organizzazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali,
presso la Facolt di Sociologia dellUniversit di Urbino ed ha esperienza pluriennale nel mondo
del volontariato per le famiglie. Presidente Provinciale ACLI Pesaro Urbino ha pubblicato
numerosi volumi in ambito sociale, familiare e della emarginazione. relatore in numerosi
convegni su tematiche dellassociazionismo, immigrazione, sociali, della programmazione
territoriale.

Torchio Maurizio
Membro del Consiglio di Amministrazione del CAF ACLI Nazionali; Presidente delle ACLI
Provinciali di Terni; Presidente del Patronato ACLI di Terni; Presidente ACLI Service s.r.l. Terni.
Per il suo forte e significativo impegno nella vita sociale e civile, nel 2000, gli stata
riconosciuta lonorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana.

Ulissi Roberta
Dal 2008 ad oggi esperienze maturate nella collaborazione e organizzazione di eventi e progetti
nellattivit di promozione dei valori della famiglie e dellinclusione sociale, Componente
Coordinamento Donne presso le Acli Provinciali di Ancona

Volpi Federica
Ricercatrice e coordinatrice delle attivit di ricerca presso lUfficio Studi delle ACLI Nazionali.
Laureata in scienze politiche esperta in metodologia della ricerca sociale. esperta senior in
tematiche di genere, del welfare, terzo settore e nuove forme di responsabilit sociale, anche in
unottica europea ed internazionale. autrice di diversi saggi e pubblicazioni.

39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:

La Metodologia alla base del percorso formativo specifico, prevede:


Lapprendimento diretto di conoscenze e competenze, finalizzato ad una forte
sensibilizzazione al lavoro individuale e in rete, basato sullintegrazione dei ruoli e sullo
scambio di esperienze;
Lintegrazione di diverse metodologie di intervento. Il percorso formativo proposto
facilita la visione dellorganizzazione, dei servizi e dei sistemi nei quali i volontari sono
inseriti. Tale percorso si configura pertanto come una consulenza formativa tramite la
formazione tout-court utilizzando le classiche lezioni daula integrate con lavori
individuali e di gruppo, esercitazioni pratiche, discussioni in plenaria e analisi dei casi.

Le scelte metodologiche sottese allattivit formativa specifica intendono superare le tradizionali


metodologie dapprendimento, privilegiando forme apprendimento attivo che fanno capo anche
ai principi della ricerca-azione per la quale tutti i soggetti sono coinvolti in quanto attori della
formazione.
Inoltre, attraverso il ricorso a forme di cooperative learning, gli attori si impegnano a porre
domande, a sperimentarsi attivamente, a risolvere problemi, ad assumersi responsabilit ad
essere creativi per costruire significati per s stessi e per il gruppo di riferimento.

57
Verr favorita anche la riflessione sulle relazioni tra le persone, da sviluppare attraverso la
valorizzazione delle differenze. Questo tipo di approccio contribuisce ad accrescere nei soggetti
coinvolti la consapevolezza del modo in cui i valori personali e i significati attribuiti a ci che
accade, influenzano la percezione e le scelte di agire di ciascuno.

Il cooperative learning, infatti oltre che a consentire il conseguimento degli obiettivi di


contenuto, favorisce lo sviluppo di competenze cognitive ed anche sociali quali la capacit di
leadership, le abilit comunicative, la gestione dei conflitti o il problem solving.
In particolare 30 ore della formazione specifica verranno erogate tramite lutilizzo della
Piattaforma informatica TRIO, il sistema di web learning della Regione Toscana che metter a
disposizione delle ACLI laccesso ai Web Learning Group (WLG).

I Web Learning Group (WLG) sono lo strumento con cui il sistema di Web Learning TRIO
metter a disposizione delle ACLI un insieme di contenuti e servizi personalizzati, configurati in
funzione della dimensione e delle caratteristiche della comunit dei volontari e dei suoi obiettivi
formativi.

Le Acli hanno aderito alla carta dei servizi di Trio, per usufruire dei contenuti dei moduli
afferenti alle tematiche trasversali del problem solving, dellanalisi organizzativa e della
comunicazione efficace.

Il servizio WLG prevede una pagina di accesso personalizzato alle risorse didattiche che
permette il tracciamento delle attivit formative svolte dai soggetti iscritti e lutilizzo della
piattaforma per lerogazione di servizi e attivit complementari alla didattica.

Laccordo prevede inoltre laccesso ai servizi di tutoring tramite i quali sar possibile valutare il
livello di apprendimento raggiunto, monitorare il livello dellinterazione e le attivit dellutente.
TRIO, infatti, assicura il monitoraggio dellandamento del WLG e invia periodicamente i report
relativi allattivit didattica degli utenti. ll superamento positivo del corso permetter la
certificazione delle conoscenze acquisite tramite il rilascio di attestato dalla Regione
Toscana/Piattaforma Trio.

Le risorse tecniche utilizzate saranno adeguate alle esigenze formative dei volontari
consentendo di raggiungere gli obiettivi progettuali:

PC portatile e postazioni informatiche;


stampanti;
Internet;
telefoni;
videoproiettori;
supporti di memorizzazione;
televisione;
lavagna luminosa;
lavagna a fogli mobili;
webcam;
piattaforme informatiche.

40) Contenuti della formazione:

In aggiunta alla formazione generale si prevede una sessione di formazione specifica che
permetter al volontario di acquisire le conoscenze, le capacit e le abilit necessarie per poter
essere parte attiva del progetto e protagonista delle azioni in esso previste. La formazione
specifica consentir al volontario da un lato di entrare nel vivo delle attivit da svolgere e,
dallaltro, di avere competenze spendibili alla fine dellanno di servizio civile sia nel mondo del
lavoro che nella sfera personale.

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La formazione specifica prevista considerata on the project, volta a supportare e
accompagnare i volontari nella fase di inserimento in un nuovo ambito lavorativo, attraverso
attivit didattiche in affiancamento con un formatore esperto e/o con il monitoraggio di un
mentore esterno (o.l.p. e r.l.e.a.).

La prima parte della formazione specifica (30 ore) sar erogata tramite FAD mediante lutilizzo
della Piattaforma TRIO (vedi voce 39-Tecniche e metodologie di realizzazione previste), su
moduli trasversali (la comunicazione interpersonale, il team working, l'ascolto attivo, la gestione
dei conflitti, la negoziazione, l'essere e il fare comunit, come orientarsi tra i servizi attivi sul
territorio, etc. inerenti competenze trasversali ovvero caratteristiche e modalit di
funzionamento individuale che entrano in gioco quando un soggetto si attiva a fronte di una
richiesta dellambiente organizzativo; tali competenze sono essenziali nel produrre un
comportamento professionale che trasformi un sapere in una prestazione
lavorativa.Inoltre,ancheil modulo di formazione di base, riguardante la sicurezza nei luoghi di
lavoro, verr seguito in FAD dai ragazzi, sar possibile, tuttavia, che in caso di esigenze
particolari dovuti alla tipologia di attivit previste dal progetto (servizio presso case di riposo,
scuole, carceri), al modulo FAD seguir una formazione in aula gestita direttamente da un
esperto.

I modulo
Titolo: Analisi del contesto lavorativo
Formatore: Tramite FAD
Il modulo ha lobiettivo di fornire un quadro di riferimento: dei modelli di funzionamento e di
gestione delle organizzazioni, della gestione dei rapporti interpersonali e dell'inserimento in
contesti professionali, della gestione del lavoro e della risoluzione dei problemi in un'ottica di
flessibilit e disponibilit ai cambiamenti. Il modulo ha lobiettivo di facilitare la comprensione
dell'importanza della qualit quale elemento per il successo personale e organizzativo e la
consapevolezza sul ruolo del volontario e sulla sua posizione all'interno della sede attuazione di
progetto.
Durata: 8 ore

II modulo
Titolo: le Tecniche della comunicazione
Formatore: Tramite FAD
Il modulo descrive le tecniche dellagire comunicativo allinterno di un gruppo, le possibilit
comunicative di cui unorganizzazione dispone, alcuni aspetti della comunicazione
interpersonale, limportanza rivestita dalla leadership allinterno di un gruppo di lavoro.
Inoltre saranno delineati le principali caratteristiche della comunicazione interpersonale, gli
elementi che costituiscono la comunicazione, il tema del linguaggio verbale e del linguaggio non
verbale.
Durata: 8 ore

III modulo
Titolo: Il lavoro di gruppo
Formatore: Tramite FAD
Il modulo illustra le principali dinamiche che portano alla formazione di un gruppo di persone,
sia in ambito privato che nellambiente di lavoro; si indicano le variabili che ne determinano la
crescita e lintegrazione tra i componenti del gruppo nello svolgimento delle attivit; si analizza
la formazione di un gruppo di lavoro dentro unorganizzazione; si mostra la gestione di un
progetto, indicandone le fasi principali, i problemi che possono emergere e le relative tecniche
di risoluzione; si affronter infine il tema della leadership, analizzandone alcuni stili.
Durata: 8 ore

IV modulo
Titolo: Formazione e informazione sui rischi connessi allimpiego dei volontari in progetti di
servizio civile
Formatore: Tramite FAD, formatori inseriti nel box 38 ed esperti

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Il modulo illustra: le normative di riferimento rispetto alla sicurezza; i principali rischi connessi
alle attivit previste dal progetto di servizio civile e ai luoghi di svolgimento delle stesse; le
azioni di prevenzione e di emergenza da adottare.
Durata: 6 ore
V modulo
Titolo: Il volontario e la relazione con lanziano
Formatore: vedi nominativi inseriti nel box 38
Il modulo mira a fornire informazioni e conoscenze sul ruolo che il volontario pu svolgere in
contesti di assistenza alla persona. Facilitare lapproccio alle relazione con la persona anziana,
acquisendo conoscenze strumenti e tecniche specifiche, in grado di valorizzare lintervento di
sostegno. Saranno trattati temi quali: i compiti del volontario, il processo di cambiamento nella
relazione umana in particolare con lanziano, La condizione anziana: approfondimento di alcune
patologie proprie dellet, delle condizioni psichiche e psicologiche dellanziano, tecniche e
metodi per aumentare la capacit di ascolto e relazionale.
Durata: 12 ore

VI modulo
Titolo: la ricerca sociale metodi e tecniche di base
Formatore: vedi nominativi inseriti nel box 38
Il modulo mira a fornire informazioni, conoscenze e competenze di base su come impostare e
condurre un lavoro di indagine empirica e sulla scelta degli strumenti pi idonei per la raccolta
di dati utili in relazione alle diverse tipologie di richieste
Durata 8 ore

VII modulo
Titolo: La metodologia autobiografica
Formatore: vedi nominativi inseriti nel box 38
Il modulo ha lobiettivo di dare ai ragazzi alcuni strumenti base di metodologia autobiografica. I
partecipanti verranno in particolare formati: sulle tecniche di esercitazione della memoria; sulle
tecniche di raccolta e di strutturazione di un ricordo; sulle principali modalit di scrittura
(diaristica, narrativa, epistolare..); sulla gestione del gruppo in formazione e sulla gestione delle
relazioni a due in un contesto specifico di raccolta delle memorie
Durata: 12 ore

VIII modulo
Titolo: Promuovere ed organizzare eventi
Formatore: formatore specifico di ogni sede come indicato al punto 38
Il modulo andr ad approfondire la conoscenza dei nuovi strumenti e canali di comunicazione
(siti, blog, mailing list i social network).
Il modulo tratter inoltre la progettazione di un evento culturale (mostre ed esposizioni)in
particolare: lindividuazione dellidea, studio di fattibilit, progettazione e definizione delle azioni
organizzative; lindividuazione di budget e risorse; il fundraising; la promozione la gestione; la
valutazione e lanalisi dei risultati- individuazione di indici quantitativi e qualitativi.
Durata: 10 ore

41) Durata:

72 ore

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Altri elementi della formazione

42) Modalit di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto

Si rimanda al sistema di monitoraggio verificato dallUfficio in sede di accreditamento

Roma, 14 ottobre 2015

Il Responsabile del Servizio Civile Nazionale dellEnte


dott. Alberto Scarpitti

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