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AIDA

di Giuseppe Verdi melodramma su libretto di A . Ghislanzoni

Personaggi
AIDA (soprano) principessa etiope
RADAMS (tenore) capitano dell'esercito faraonico
AMONASRO (baritono) re dell'Etiopia e padre di Aida
AMNERIS (mezzosoprano) figlia del re d'Egitto
RE D'EGITTO (basso)
RAMFIS (basso) gran sacerdote
UNA SACERDOTESSA
UN MESSAGGERO
CORO di sacerdoti, sacerdotesse, ministri, soldati, ufficiali, schiavi, popolo
egizio
Introduzione
un'opera in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Antonio Ghislanzoni da
un soggetto di Auguste Mariette.
La prima rappresentazione fu al "Kedivial Opera House " de Il Cairo il 24
Dicembre 1871 in occasione dell'inaugurazione del Canale di Suez.

Trama
ATTO I
Aida vive a Menfi come schiava; il padre Amonasro organizza una spedizione in
Egitto per liberarla dalla prigionia.
Aida si innamora del giovane guerriero Radams, dal quale riamata; ma di costui si
invaghita anche Amneris, la figlia del re d'Egitto.
Amneris nutre sentimenti di gelosia per la principessa etiope e falsamente la consola
del suo pianto.
Un messaggero porta la notizia che l'esercito etiope guidato dal re Amonasro sta
marciando verso Tebe: la guerra.
Il Faraone designa Radams comandante dell'esercito che combatter contro gli
Etiopi.
Aida combattuta tra l'amore per Radams e il sentimento per il padre e il suo
popolo.
Fra cerimonie solenni e danze il gran sacerdote Ramfis gli consegna la spada
consacrata.

ATTO II
Amneris riceve nelle proprie stanze, dove piccoli schiavi mori danzano, Aida e con
l'astuzia la spinge a dichiarare i suoi sentimenti per Radams, annunciandole la morte
dell'amato in battaglia.
Amneris minaccia Aida che, disperata, costretta a chiedere perdono.
Risuonano le trombe della vittoria e la popolazione accorre alla cerimonia del trionfo;
mentre il re siede sul trono con la figlia, l'esercito sfila davanti a lui.
Radams viene incoronato da Amneris con il serto dei vincitori ed intercede a favore
dei prigionieri tra i quali si trova Amonasro, padre di Aida.
Il re accoglie la richiesta di rilasciare i prigionieri, poi, per la protesta dei sacerdoti, 1
decide di trattenere come ostaggi Aida e un guerriero, in realt Amonasro, che giura
di aver sepolto il re degli Etiopi.
Per gratitudine il Faraone concede a Radams la mano della propria figlia.

ATTO III
Radams ha solo apparentemente acconsentito a diventare sposo di Amneris, la quale
si reca al tempio della dea Iside per pregarla di proteggere le sue imminenti nozze.
Quella stessa notte, mentre Aida attende l'amato sulle sponde del Nilo, Amonasro
convince la figlia a tradirlo: Aida ottiene le informazioni richieste.
Il padre, poi, spia il colloquio tra i due innamorati e viene a conoscenza del luogo
dove l'esercito egiziano attaccher gli etiopi.
Quando Amonastro esce dal nascondiglio e si presenta come il re degli Etiopi,
Radams capisce di aver involontariamente tradito il proprio paese.
Con il suo aiuto Aida e il padre riescono a fuggire, mentre Radams si consegna al
gran sacerdote per espiare la propria colpa.

ATTO IV
Amneris desidera salvare la vita dell'uomo che ama, ma Radams la respinge: non
vuole pi nascondere il suo amore per Aida, la schiava liberata e sopravvissuta alla
battaglia durante la quale ha perso il padre.
Amneris si dispera, implora piet per Radams che viene condannato dai sacerdoti
per tradimento ad essere sepolto vivo.
Nella cripta sotto il tempio di Vulcano, mentre sta per essere murato, invoca Aida e
costei come in un sogno gli appare: venuta a morire con lui.
I due innamorati si abbracciano e dicono addio al mondo che li ha condannati, mentre
nel tempio Amneris piange e prega durante le cerimonie religiose e la danza delle
sacerdotesse.

Brani celebri
Atto Primo
Se quel guerriero io fossi... Celeste Aida, romanza di Radames
Ritorna vincitor, romanza di Aida
Atto Secondo
Fu la sorte, duetto Amneris Aida
Gloria all'Egitto, Coro
Quest'assisa ch'io vesto, Amonasro
Son nemici e prodi sono, Ramfis
Atto Terzo
O cieli azzurri, romanza Aida
A te grave cagione m'adduce, duetto Amonasro e Aida
Rivedrai le foreste imbalsamate, duetto Amonasro e Aida
Pur ti riveggio, mia dolce Aida, duetto Radams e Aida
Atto Quarto
L'aborrita rivale a me sfuggia, duetto Amneris e Radams
"Ohim! Morir mi sento", Amneris, Ramfis e sacerdoti)
La fatal pietra sovra me si chiuse... " O terra addio ", duetto Radams e
Aida 2
ANDREA CHENIER
di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica
Personaggi
ANDREA CHNIER (tenore)
CARLO GRARDS (baritono)
LA CONTESSA DI COIGNY (mezzosoprano)
MADDALENA DI COIGNY (soprano)
BERSI (mezzosoprano), serva mulatta
MADELON (mezzosoprano)
ROUCHER (basso)
MATHIEU (baritono), detto Populus, sanculotto
UN INCREDIBILE (tenore)
L'ABATE POETA (tenore)
PIETRO FLVILLE (basso), romanziere del re
SCHMIDT (basso), carceriere
DUMAS (basso), presidente del Tribunale di salute pubblica
IL MAESTRO DI CASA (basso)
FOUQUIER TINVILLE (basso), accusatore pubblico
Dame, signori, abati, lacch, staffieri, conduttori di slitte, ungheri volanti,
musici, servi, paggi, valletti, pastorelli, straccioni, borghesi, sanculotti,
carmagnole, guardie nazionali, soldati della Repubblica, gendarmi, mercatine,
pescivendole, calzettaie, venditrici ambulanti, Meravigliose, Incredibili,
rappresentanti della Nazione, giudici, giurati, prigionieri, condannati, ragazzi
strilloni, un maestro di musica, Alberto Roger, Filandro Fiorinelli, Orazio
Coclite, un bambino, un cancelliere, il vecchio Grard, Robespierre, Couthon,
Barras, un fratello servente (garzone di caff)

Introduzione
un'opera in quattro quadri di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica.
La prima rappresentazione avvenne il 28 Marzo 1896 al Teatro della Scala di
Milano.

Trama
QUADRO PRIMO
La vicenda inizia in una giornata d'inverno del 1789 nella serra del castello di Coigny
dove la contessa organizza un festa.
Un giovane servitore, di nome Grard, mentre addobba la serra rimugina pensieri
d'odio verso i padroni; solo per la contessina Maddalena, che egli ama segretamente,
prova ammirazione.
Alla festa invitato il giovane poeta Andrea Chnier che, sollecitato dalla contessina,
improvvisa un canto all'amore difendendo i suoi ideali contro i costumi corrotti
dell'epoca.
La festa da poco iniziata viene interrotta quando Grard irrompe nella sala alla testa
di un gruppo di mendicanti.
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La contessa rimprovera il suo servo che grida la sua ribellione gettando a terra la
livrea e allontanandosi con i poveri.

QUADRO SECONDO
Giugno 1794: infuria il Terrore. L'azione si svolge a Parigi.
Chnier apprende di essere ricercato, viene pedinato da un "Incredibile" mandato da
Grard divenuto un rappresentante del Terrore.
L'amico Roucher lo esorta a fuggire per non cadere nelle mani dei rivoluzionari, ma il
giovane vuole prima incontrare la sconosciuta che da tempo gli scrive per chiedere
protezione.
Nelle vicinanze del ponte Peronnet i due si incontrano e Chnier riconosce
Maddalena alla quale i rivoluzionari hanno ucciso la madre ed ora costretta a vivere
nascosta e in povert.
Tra Andrea e Maddalena divampa l'amore.
All'improvviso arriva Grard, divenuto luogotenente di Robespierre; tenta di rapire la
giovane ,sfida a duello Chnier, ma da costui viene gravemente ferito.
Mentre Maddalena si mette in salvo, Grard riconosce nel suo avversario il poeta, lo
esorta a fuggire con la donna e alle Guardie nazionali dichiara di non conoscere il suo
feritore.

QUADRO TERZO
L'azione si svolge nel tribunale rivoluzionario.
La patria ha bisogno di denari e di soldati e Grard, ormai guarito, cerca di
convincere la popolazione a donare.
Al suo appello risponde anche Madelon, una vecchia popolana cieca, che offre alla
patria il nipote quindicenne suo unico sostegno.
L'Incredibile costringe Grard ad accusare Chnier che stato arrestato.
Grard esita poi scrive l'atto di accusa, sentendosi, per vile e servo impotente di
nuovi padroni; riflette sulla sua anima rivoluzionaria trasformata in quella di un
assassino.
Ad aggravare il suo stato d'animo arriva sconvolta Maddalena che gli si offre purch
salvi la vita di Chnier. Egli si commuove e cerca di fare il possibile per salvare il
giovane.
Durante il processo ritratta la denuncia mentre il poeta tenta di difendersi dalle
accuse, ma tutto ci non basta: Chnier condannato a morte tra l'esultanza della
popolazione.

QUADRO QUARTO
L'azione si svolge nel cortile della prigione di San Lazzaro.
Assistito dall'amico Roucher, in attesa di morire Andrea Chnier scrive i suoi ultimi
versi.
I due amici si abbracciano poi si separano commossi quando arriva il carceriere
Schmidt.
Maddalena, aiutata dal pentito Grard, riesce ad ottenere un colloquio con l'amato e a
corrompere la guardia.
Quando all'alba i soldati vengono a prelevare i condannati la giovane si sostituisce ad
una prigioniera (Idia Legray) donandole il suo lasciapassare.
Infine i due amanti salgono sulla carretta che li condurr alla ghigliottina.
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Grard, l'uomo della rivoluzione, piange lacrime amare.

Brani celebri
Quadro Primo
O Pastorelle addio, coro
Son sessant'anni, Grard
Un d all'azzurro spazio, (improvviso) Andrea Chnier
Quadro Secondo
Credo a una possanza antica, Andrea Chnier
Eravate possente, Maddalena
Ora soave, Andrea Chnier
Quadro Terzo
Nemico della patria?, Grard
La mamma morta, Maddalena
S fui soldato, Andrea Chnier
Atto Quarto
Come un bel d di maggio, Andrea Chnier
Vicino a te s'acqueta, duetto Chnier e Maddalena

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ATTILA
di Giuseppe Verdi su libretto di Temistocle Solera
Personaggi
ATTILA (basso) re degli unni
EZIO (baritono) generale romano
FORESTO (tenore) cavaliere
LEONE (basso) vecchio romano
ODABELLA (soprano) figlia del signore di Aquileia
ULDINO (tenore) giovane bretone schiavo di Attila
Duci, re e soldati unni, ostrogoti, gepidi, eruli, turingi, sacerdotesse e popolo,
uomini e donne dAquileia, donzelle dAquileia in abito guerriero, ufficiali e
soldati romani, vergini e fanciulli di Roma, eremiti, schiavi (CORO)
Introduzione
un dramma lirico in un prologo e tre atti di Giuseppe Verdi su libretto
di Temistocle Solera tratto dalla tragedia Attila, Koning der Hunnem di Zacharias
Werner.
La prima rappresentazione fu al "Tratro La Fenice" di Venezia il 17 Marzo 1846.

Trama
PROLOGO
Ad Aquileia attorno alla met del V secolo Odabella, figlia del signore della citt, ha
perduto lintera famiglia in seguito al saccheggio della citt da parte di Attila, re degli
Unni ed intende vendicarsi di lui uccidendolo.
Al cospetto del re condotto uno stuolo di vergini aquileiesi prigioniere: le guida
lorgogliosa Odabella; il re ammirato dal suo coraggio le dona la sua spada con la
quale la giovane medita di ucciderlo per vendicare il padre. Riceve poi il generale
romano Ezio e reagisce sdegnato alla proposta di spartirsi con lui limpero.
Ad Ezio non resta che rinnovare lo scontro in campo.
Nella laguna veneta si rifugiano i profughi di Aquileia fuggiti dalla citt distrutta; il
loro capo Foresto, fidanzato di Odabella, vuole fondare una nuova citt.

ATTO I
In un bosco vicino alla tenda di Attila, Odabella, che ha nostalgia del padre ucciso e
di Foresto, incontra lamato al quale nega di tradirlo con Attila.
La giovane lo rassicura rivelandogli di trattarsi di finzione per uccidere il barbaro.
Intanto Attila, addormentato nella propria tenda, si desta di soprassalto e narra allo
scudiero Uldino un sogno: giunto alle porte di Roma, fermato da un vecchio canuto
che gli impone di arretrare di fronte alla terra di Dio.
Scacciato lattimo di debolezza, decide di muovere contro Roma.
Il sogno si preannuncia premonitore: quando le schiere si mettono in marcia, si ode
un canto flebile di donne e fanciulli guidati da Leone, un vecchio imbelle che lo
ferma con le stesse parole udite in sogno.
ATTO II
Nel campo romano Ezio apprende della tregua impostagli dallimperatore fanciullo
Valentiniano. Alcuni Unni recano un messaggio: Attila accantona le ostilit, gli
propone nuovamente lalleanza invitandolo a un banchetto.
Odabella ha saputo che Foresto vuole avvelenare il re, allora lo avverte, non per 6
piet, ma per essere lei ad ucciderlo; Foresto si svela colpevole, Attila lo perdona per
intercessione della giovane, annuncia le sue nozze con lei e congeda Ezio
assicurandogli che non invader Roma.
ATTO III
Nella foresta tra gli accampamenti nemici Foresto scoraggiato per le nozze
imminenti di Attila e Odabella e invoca lintervento delle armi romane. Oltre Ezio,
anche la giovane giunge fuggendo dal campo unno; Attila la insegue, ma quando la
scopre insieme a Foresto e ad Ezio comprende il tradimento.
In quellistante i soldati romani irrompono nellaccampamento barbaro e mentre Unni
e Romani si battono, Odabella trafigge a morte Attila, vendicando luccisione del
padre.

Brani celebri
Prologo
Urli, rapine, Coro d'introduzione
Santo di patria indefinito amor, cavatina di Odabella
Vanitosi! Che abbietti e dormienti, duetto tra Ezio e Attila
Ella in poter del barbaro, cavatina di Foresto
Cara patria gi madre e reina, cabaletta di Foresto
Atto Primo
Oh nel fuggente nuvolo, romanza di Odabella
Oh! T'inebria nell'amplesso, duetto tra Odabella e Foresto
Mentre gonfiarsi d'anima, aria di Attila
Atto Secondo
Dagli immortali vertici, aria di Ezio
Atto Terzo
Che non avrebbe il misero, romanza di Foresto
Te sol, te sol quell'anima, terzetto Odabella, Foresto ed Ezio
Tu rea donna, quartetto Attila, Odabella, Foresto ed Ezio

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IL BARBIERE DI SIVIGLIA
di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini
Personaggi
IL CONTE D'ALMAVIVA (tenore)
FIGARO (baritono)
ROSINA (contralto)
DON BARTOLO (Baritono) dottore in medicina e tutore di Rosina
DON BASILIO (basso) maestro di musica di Rosina
BERTA (soprano) vecchia governante
FIORELLO(baritono) servitore del Conte d'Almaviva
AMBROGIO(mimo) servitore di Don Bartolo
UN UFFICIALE(baritono)
CORO di soldati
Introduzione
un'opera in due atti di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini tratto dalla
commedia omonima di P. Augustin Beaumarchais.
La prima rappresentazione fu al "Teatro Argentina" di Roma il 20 Febbraio 1816.

Trama
ATTO I
Di notte in una piazza di Siviglia sotto la casa di don Bartolo, un anziano medico, si
radunano alcuni suonatori condotti da Fiorello, servitore del conte il quale l per
cantare una serenata alla bella Rosina della quale innamorato.
Il conte chiede a Figaro, barbiere e factotum della citt di aiutarlo a conquistare la
giovane alla quale si presentato sotto il falso nome di Lindoro.
Figaro lo consiglia di fingersi un giovane soldato cui Rosina si dimostra presto
interessata; inoltre il barbiere gli procura un biglietto dalloggio nella casa di don
Bartolo.
Il tutore per, sospettando trame che coinvolgono la sua amata pupilla, decide di
affrettare le proprie nozze con lei e convoca don Basilio che gli riferisce la voce della
presenza in citt del conte di Almaviva che ama Rosina e suggerisce che solo la
calunnia potr mettere fuori gioco il conte; quindi i due si allontanano per preparare il
contratto di nozze.
Figaro parla con Rosina, le conferma lamore di Lindoro e la giovane, su consiglio
del barbiere, gli scrive un biglietto.
Don Bartolo rientra in casa sorprendendo Figaro e Rosina e accorgendosi che manca
un foglio dal taccuino e la rimprovera.
Bussa alla porta Almaviva che, travestito da soldato e fingendosi ubriaco si presenta
con il biglietto dalloggio e Bartolo oppone un documento che lo esenta dalospitalit
ai militari. Nasce una gran confusione tale da far intervenire i gendarmi.
Quando Almaviva rivela furtivamente la propria identit le guardie si allontanano
sollevando lo stupore di tutti.

ATTO II
Bartolo comincia a sospettare circa la vera identit del soldato presentatosi a casa sua,
mentre il conte giunge nuovamente con un altro travestimento sempre frutto
dellingegnoso Figaro: ora Don Alonso, maestro di musica sostituto di Don Basilio 8
rimasto a casa febbricitante.
Per guadagnare la fiducia del tutore, il finto Don Alonso mostra il biglietto che
Rosina gli aveva mandato; nel frattempo giunge Figaro che rade la barba al padrone
di casa nel tentativo di distrarlo dalla conversazione dei due innamorati.
Dopo vari equivoci indotti da imbrogli reciproci Rosina scopre lidentit di Don
Alonso e si appresta a fuggire con il conte dalla finestra della sua camera con una
scala che Figaro aveva preparato. Qualcuno, per, intuendo il piano del barbiere
toglie lascala.
I due amanti e Figaro sono scoperti da Don Basilio e da un notaio convocati da
Bartolo per celebrare le proprie nozze con Rosina.
Ancora una volta Figaro mette in atto unaltra astuzia: Don Basilio costretto ad
assistere al matrimonio dei due giovani.
Al suo arrivo Bartolo non pu che arrendersi di fronte al fatto compiuto e gli resta la
sola consolazione di aver risparmiato la dote per Rosina che il conte di Almaviva
rifiuta.
Il finale caratterizzato dai festeggiamenti per il trionfo di questo amore contrastato.

Brani celebri
Atto Primo
Ecco ridente in cielo, cavatina dAlmaviva
Largo al factotum della citt, cavatina di Figaro
Se il mio nome, canzone dAlmaviva
Allidea di quel metallo, duetto Figaro e Conte
Una voce poco fa, cavatina di Rosina
La calunnia un venticello, cavatina di Don Basilio
Dunque io son, duetto di Rosina e Figaro
A un dottor de la mia sorte, aria di Bartolo
Atto Secondo
Pace e gioia sia con voi, duetto di conte e Bartolo
Contro un cor che accende amore, aria di Rosina
Quando mi sei vicina, arietta di Bartolo
Don Basilio, quintetto di Rosina, Conte, Figaro, Bartolo, Basilio
Il vecchiotto cerca moglie, aria di Berta
Ah! Qual colpo inaspettato, terzetto di Rosina, Conte, Figaro
Cessa di pi resistere, aria dAlmaviva e coro

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LA BOHEME
di Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
Personaggi
MIM (soprano)
MUSETTA (soprano)
RODOLFO (tenore) poeta
MARCELLO (baritono) pittore
SHAUNARD (baritono) musicista
COLLINE (basso) filosofo
BENOIT (basso) padrone di casa
PARPIGNOL (tenore) venditore ambulante
ALCINDORO (basso)
SERGENTE DEI DOGANIERI (basso)
CORO studenti, sartine, bottegai, soldati, camerieri

Introduzione
un'opera in quattro quadri di Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica e
Giuseppe Giacosa tratta dal romanzo Scnes de la vie de Bohme di Henry
Murger.
La prima rappresentazione fu al "Teatro Regio" di Torino il 1 Febbraio 1896 e
diretta dal Maestro Arturo Toscanini.

Trama
QUADRO I 'In soffitta'
Quattro giovani amici, Rodolfo, Marcello, Schaunard e Colline conducono una vita
gaia e spensierata.
La vigilia di Natale vede Rodolfo e Marcello che, impossibilitati a lavorare per il gelo
della soffitta, sono costretti a bruciare il grosso manoscritto di un dramma di Rodolfo.
I festeggiamenti alla notizia che il musicista Schaunard ha guadagnato qualche soldo
sono interrotti dalla inaspettata visita di Benoit, il padrone di casa venuto a reclamare
la pigione.
Costui, costretto a bere dai turbolenti inquilini, si lascia andare ad imprudenti
confidenze sulle sue infedelt coniugali e viene cacciato dai giovani che si fingono
indignati.
I quattro bohmiennes escono tranne Rodolfo che deve attardarsi per terminare un
articolo di giornale.
Rimasto solo, sente bussare alla porta: Mim, una giovane che abita in una soffitta
nello stesso casamento venuta per far riaccendere il lume spentosi.
Mim si sente male: il primo sintomo della tisi e Rodolfo la rinfranca con un po di
vino accanto al fuoco. Quando la giovane sta per andarsene, si accorge di aver
smarrito la chiave della stanza; un colpa daria spegne di nuovo la sua candela e poi
quella del giovane. Inginocchiati sul pavimento, al buio, i due iniziano a cercarla;
Rodolfo la trova, la nasconde in tasca e stringe la piccola mano di Mim.
I due giovani narrano ciascuno la propria storia.
Chiamato a gran voce dagli amici, convince la ragazza ad unirsi a loro. Gi
innamorati, i due giovani si baciano e si avviano.
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QUADRO II 'Al quartiere latino'
Colline e Schaunard fanno acquisti, Rodolfo e Mim si aggirano felici tra la folla,
solo Marcello triste: la bella Musetta lo ha abbandonato per rincorrere nuovi amori.
Al caff di Momus i giovani, dopo la presentazione di Mim, ordinano la cena e
appare intanto Musetta, seguita da un vecchio pomposo, Alcindoro de Mitonneaux.
La bella giovane, allontanato con un pretesto il vecchio amante, civetta con Marcello
che non riesce a resisterle e i due fuggono con gli amici unendosi alla folla che segue
la banda militare e lasciando i conti da pagare ad Alcindoro il quale al suo ritorno,
allibito, cade sopra una sedia.

QUADRO III 'La barriera d'Enfer'


Alla Barriera dEnfer Mim, pallida e sofferente, parla con Marcello: la vita con
Rodolfo diventata impossibile per le continue liti. Nascosta tra gli alberi, ascolta il
colloquio tra Marcello e lamico.
Dapprima Rodolfo accusa Mim di infedelt, poi spiega il vero motivo del suo modo
dagire: la giovane gravemente malata e il vivere nella soffitta umida e fredda finir
per abbreviarle lesistenza, perci necessaria la separazione.
La tosse e i singhiozzi tradiscono la sua presenza e Rodolfo la stringe amorosamente
tra le braccia.
Al colloquio dei due amanti, che si allontanano dopo la decisione di rinviare a
primavera laddio, si intreccia un serio litigio tra Musetta e Marcello, divorati dalla
gelosia: anchessi si separeranno.

ATTO IV 'La soffitta'


Ormai separati dalle giovani, Rodolfo e Marcello si confidano le pene damore;
giungono Colline e Schaunard con una magra cena: pane e unaringa.
La scena di un simulato gioioso festino interrotta dalarrivo di Musetta che
accompagna Mim ormai prossima alla fine.
Ricordando con tenerezza i giorni del loro amore Mim si spegne dolcemente
circondata dal calore degli amici e dellamato Rodolfo, il quale continua a nutrire
vani speranze finch dal contegno dei presenti capisce che la giovane si spenta.
Allora si getta sul suo corpo invocandola disperatamente.

Brani celebri
Quadro Primo
Che gelida manina, aria di Rodolfo
S, mi chiamano Mim, aria di Mim
O soave fanciulla, duetto tra Mim e Rodolfo
Quadro Secondo
Quando men vo, valzer di Musetta
Quadro Terzo
Donde lieta usc, aria di Mim
Quadro Quarto
O Mim, tu pi non torni, duetto tra Rodolfo e Marcello
Vecchia zimarra, romanza di Colline
Sono andati? Fingevo di dormire, assolo di Mim

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CARMEN
di Georges Bizet su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Havly
Personaggi
CARMEN (mezzosoprano) zingara
DON JOS (tenore) brigadiere
ESCAMILLO (baritono) torero
FRASQUITA (soprano) zingara
EL DANCAIRO (tenore) contrabbandiere
EL REMENDADO (tenore) contrabbandiere
MERCDES (soprano) zingara
MICALA (soprano) contadina
MORALS (tenore) sergente
ZUNIGA (basso) tenente
UNA VENDITRICE DI ARANCE (soprano)
UNO ZINGARO (basso)
LILIAS PASTIA (recitante) oste
UNA GUIDA (recitante)
UN SOLDATO (recitante)
SOLDATI, GIOVANI, POPOLANI, SIGARAIE, ZINGARE, ZINGARI,
VENDITORI (Coro)
MONELLI (Coro voci bianche)
Introduzione

un'opera lirica in quattro atti di Georges Bizet su libretto di Henri Meilhac e


Ludovic Halvy ispirato alla novella omonima di Prosper Mrime.
La prima rappresentazione fu all'"Opra Comique" di Parigi il 3 Marzo
1875 mentre la prima rappresentazione italiana avvenne al Teatro Bellini di Napoli
il 15 novembre 1879.

Trama

ATTO I
La scena si svolge in una piazza di Siviglia. Morals e un gruppo di dragoni
osservano incuriositi la giovane Micaela che arriva dalla campagna alla ricerca del
brigadiere Don Jos. Venendo a sapere che Jos arriver di l a poco, ella si allontana;
al suo arrivo nella piazza il brigadiere viene informato da Morals di Micaela.
Scoccata lora della pausa, escono dalla fabbrica le sigaraie solo Jos non mostra
interesse per loro: ama Micaela e ha promesso alla madre di sposarla.
Tutti gli uomini attendono Carmen e, quando la bella sigaraia appare, le si stringono
intorno; costei, accortasi che Jos la ignora, gli lancia un fiore. Il brigadiere resta
turbato e nasconde il fiore sotto la giacca.
Micaela, tornata in piazza, gli consegna una lettera della madre e, prima di congedarsi
da lui, lo bacia castamente.
Scoppia una rissa tra le sigaraie e Carmen, la pi aggressiva, viene arrestata da
Zuniga, tenente delle guardie che ordina a Jos di portarla in prigione. Rimasta sola
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con il brigadiere, Carmen d inizio alla sua opera di seduzione: gli promette amore in
cambio della libert. Jos, ormai irretito, laiuta a fuggire.

ATTO II

trascorso un mese. Nellosteria di Lillas Pastia Carmen danza e canta con le altre
zingare ed attende il ritorno di Don Jos, incarcerato perch colpevole di averla fatta
fuggire. Venuto a brindare con gli amici, entra il torero Escamillo che rivolge a
Carmen parole galanti, ma viene respinto.
Ecco arrivare Jos, uscito di pigione, nel frattempo suona la tromba che ordina il
rientro dei militari e il brigadiere, schernito e aizzato da Carmen, esita a staccarsi da
lei.
Intanto Attila, addormentato nella propria tenda, si desta di soprassalto e narra allo
scudiero Uldino un sogno: giunto alle porte di Roma, fermato da un vecchio canuto
che gli impone di arretrare di fronte alla terra di Dio.
Quando il tenente Zuniga gli ordina di rientrare, Jos si ribella: scoppia una rissa. I
contrabbandieri li separano e luomo, capendo che ormai non pu fare altro che
fuggire, si unisce a Carmen e ai fuorilegge disertando lesercito.
ATTO III

Jos, torturato dai rimorsi e stanco della vita difficile tra le montagne, si accorge che
il rapporto con Carmen non pi quello di un tempo.
La zingara interroga le carte che le predicono la morte vicina.
Intanto Micaela raggiunge, non vista, il campo dei contrabbandieri in cerca di Jos,
ma scappa quando lo vede con Escamillo.
Geloso del rivale, Jos sfida a duello il torero, ma viene fermato dagli zingari che
trovano Micaela nascosta tra le rocce.
Ella riferisce a Jos che la madre in punto di morte; luomo accetta di seguirla, ma
prima di andarsene minaccia Carmen, della quale follemente innamorato.
ATTO IV

Di fronte allarena di Siviglia la folla acclama festante il corteo dei toreri; tra la folla
c Carmen, ora innamorata di Escamillo.
Mercedes e Frasquita la avvertono che Jos nelle vicinanze; costui decide di
affrontare Carmen rimasta sola nella piazza ad attendere il torero, intanto che tutti
assistono alla corrida. Inutili sono le sue suppliche la donna lo respinge e, in segno di
disprezzo, si sfila lanello che le ha donato e glielo getta addosso.
Disperato e accecato dallira uccide Carmen con una pugnalata, poi si costituisce ai
gendarmi mentre la folla festeggia la vittoria di Escamillo.

Brani celebri
Atto Primo
Lamour est un oiseau rebelle, habanera di Carmen
Parle-moi de ma mre, duetto di Jos e Micala
Prs des remparts de Sville, seguidilla di Carmen con Don Jos
Atto Secondo
13
Les tringles des sisters tintaient, chanson bohme di Carmen, Frasquita,
Mercdes
Votre toast, je peux vous le render, couplets di Escamillo
Je vais danser en votre honneur, duetto di Don Jos e Carmen
La fleur que tu mavais jete, aria di Don Jos
Bel officier, bel officier, finale concertato
Atto Terzo
Voyons, quejessaie mon tour, Carmen
Mlon!! Coupon! terzetto di Carmen, Frasquita, Mercdes
Je dis que rien ne mpouvante, aria di Micala
Atto Quarto
A deux cuartos, coro di venditori
Les voici, le quadrille! coro e marcia
Cest toi! Ce moi! duetto e finale, Carmen e Don Jos

14
CAVALLERIA RUSTICANA
di Pietro Mascagni su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci
Personaggi
SANTUZZA (soprano) giovane contadina
TURIDDU (tenore) giovane contadino
LUCIA (contralto) madre di Turiddu
ALFIO (baritono) carrettiere
LOLA (mezzosoprano) moglie di Alfio

Introduzione

un'opera lirica in un atto unico di Pietro Mascagni su libretto di Giovanni


Targioni-Tozzetti e Guido Menasci tratto dalla novella omonima di Giovanni
Verga.
La prima rappresentazione fu al "Tratro Costanzi" di Roma il 17 Maggio 1890.

Trama

ATTO UNICO

Lazione i svolge nella piazza nella quale si trovano una chiesa e losteria di Lucia il
giorno di Pasqua.
Turiddu canta una serenata a Lola, della quale perdutamente innamorato; prima di
partire per il servizio militare le ha giurato amore eterno, ma la giovane durante la sua
assenza ha sposato Alfio, il carrettiere.
Turiddu per vendicarsi inizia a corteggiare Santuzza, ma dopo averla sedotta la
trascura. Il giovane si aggira nei pressi della casa di Alfio che spesso assente non si
accorge di nulla.
Santuzza, angosciata e preoccupata, cerca Turiddu per parlargli e chiedere
spiegazione del suo comportamento; entra allora nella casa di Lucia, madre del
giovane e le confida quanto sta succedendo svelandole i suoi sentimenti e la sua
disperazione: oramai disonorata ed abbandonata.
Arriva Turiddu e i due discutono animatamente finch passa Lola che si sta recando
alla messa di Pasqua sola perch il marito lavora. Le due donne si scambiano battute
ironiche.
Poco dopo Lola seguita da Turiddu, insensibile allimplorazione di Santuzza che gli
augura la mala Pasqua e decide, vedendolo arrivare, di rivelare quanto succede ad
Alfio.
Dopo la messa la piazza torna a popolarsi. Turiddu offre agli amici nellosteria della
madre Lucia un bicchiere di vino e ne offre uno anche ad Alfio che, sdegnato, nel
rifiutarlo lo abbraccia e gli morde lorecchio sfidandolo a duello.
Turiddu, che si finge ubriaco, rivolge commosse parole di saluto alla madre a cui
affida Santuzza e va ad incontrare il rivale.
Poco dopo il grido di una popolana:- Hanno ammazzato compare Turiddu!- annuncia
il tragico esito del duello.

15
Brani celebri
Atto Unico
O Lola, Lola
IL cavallo scalpita, Alfio
Voi lo sapete, o mamma, Santuzza
Fior di giaggiolo, Lola
Intermezzo sinfonico
Viva il vino spumeggiante, Turiddu
Mamma quel vino generoso, Turiddu

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COSI FAN TUTTE
di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte
Personaggi
FIORDILIGI (soprano) dama ferrarese abitante a Napoli
DORABELLA (soprano) dama ferrarese sorella di Fiordiligi
GUGLIELMO (basso) ufficiale e amante di Fiordiligi
FERRANDO (tenore) ufficiale e amante di Dorabella
DESPINA (soprano) cameriera
DON ALFONSO (basso) vecchio filosofo
CORO di soldati, servitori, marinai, convitati alle nozze, popolo

Introduzione

un'opera in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo da


Pontebasato su un fatto realmente accaduto.
La prima rappresentazione fu al "Burgtheater" di Vienna il 26 Gennaio 1790.

Trama

ATTO I

In una bottega di caff a Napoli siedono con un vecchio filosofo, Don Alfonso, i due
ufficiali Guglielmo e Ferrando i quali sostengono che le loro fidanzate,
rispettivamente Fiordiligi e Dorabella, sapranno mantenersi fedeli in ogni circostanza.
Don Alfonso li contraddice sostenendo che la fedelt femminile non esiste e che, se si
presentasse loccasione, le innamorate dimenticherebbero i loro fidanzati per passare
a nuovi amori. I due, per difendere lonore delle future spose, intendono sfidarlo; Don
Alfonso scommette cento zecchini doro per dimostrare che le fidanzate non sono
diverse dalle altre donne: per un giorno Ferrando e Guglielmo dovranno seguire
ciecamente le sue istruzioni.
Nel giardino della casa sulla spiaggia Fiordiligi e Dorabella stanno ammirando
compiaciute i ritratti dei fidanzati, quando arriva Don Alfonso che reca la notizia: i
due fidanzati devono partire subito perch richiamati in guerra. Arrivano i due
ufficiali che si congedano tristemente dalle fidanzate giurando amore eterno. Al
suono di una marcia militare i due uomini fingono di partire e si allontanano su una
barca tra i saluti della folla.
Despina intenta a preparare la colazione per le padrone quando costoro irrompono
nella stanza sconvolte; informata della situazione, la cameriera espone loro le proprie
idee circa la fedelt maschile e consiglia Fiordiligi e Dorabella a non essere fedeli in
quanto i fidanzati faranno altrettanto al fronte.
Le due sorelle vengono convinte da Despina, pagata da Don Alfonso, a ricevere due
nobili albanesiche in realt sono i loro fidanzati travestiti e la loro presenza provoca
lindignazione delle dame.
Don Alfonso presenta gli ufficiali come suoi cari amici. I finti albanesi si dichiarano
loro spasimanti, ma Fiordiligi risponde che resteranno fedeli ai loro amanti sino alla
morte. Fiordiligi e Dorabella si ritirano e i due ufficiali sono convinti di aver vinto la
scommessa, ma Don Alfonso non dello stesso parere. 17
Il vecchio filosofo si allontana con gli albanesi che fingono di avvelenarsi per la
disperazione, poi fa credere di andare in cerca di un medico lasciando i due
agonizzanti.
Le due sorelle iniziano a provare compassione; intanto, travestita da medico, giunge
Despina che li fa rinvenire.
La cameriera e Don Alfonso guidano il gioco ed invitano le dame ad assecondare le
richieste degli spasimanti; ma, quando i due chiedono un bacio, le due donne
rifiutano indignate.

ATTO II

Nella loro camera Fiordiligi e Dorabella vengono convinte da Despina a mettere da


parte ogni scrupolo senza essere infedeli agli amanti: giocheranno e nessuno sapr
niente, la gente penser che gli albanesi siano spasimanti della cameriera. Le due
sorelle decidono di accettare la corte dei nobili, ma le coppie risultano invertite:
Fiordiligi con Ferrando e Dorabella con Guglielmo.
Nel giardino sul mare i due albanesi hanno organizzato una serenata alle dame. I
suonatori e i cantanti arrivano in barca. Don Alfonso e Despina incoraggiano le
donne a parlare con gli amanti e li lasciano soli.
Fiordiligi e Ferrando si allontanano suscitando la gelosia di Guglielmo il quale offre
un regalo a Dorabella, mentre costei cede facilmente alla sua corte. Rimasta sola,
Fiordiligi manifesta i propri sensi di colpa nei confronti di Guglielmo che lei crede in
guerra.
I due uomini si incontrano per raccontarsi gli esiti delle loro imprese amorose.
Ferrando esprime il proprio disappunto per il tradimento di Dorabella, mentre
Guglielmo, dato che la sua fidanzata non ha ceduto, vorrebbe che Don Alfonso
pagasse la scommessa, ma questi chiede d aspettare sino al giorno seguente.
Le due sorelle si confidano con Despina; Dorabella esorta Fiordiligi a cedere, mentre
costei vorrebbe rimanere fedele a Guglielmo e decide di travestirsi da soldato per
raggiungerlo al campo. Ferrando interviene chiedendo la sua mano; a questo punto
Fiordiligi abbandona ogni resistenza. Don Alfonso, ormai vincitore della scommessa
invita i due amici a non drammatizzare troppo perch tanto cos fan tutte.
Nella sala illuminata con la tavola imbandita per gli sposi, Despina organizza i
preparativi delle nozze. Mentre le coppie di sposi brindano, arrivano Don Alfonso e il
notaio, in realt Despina travestita, e viene firmato il falso contratto nuziale.
Ecco la marcia militare annuncia il ritorno dei due ufficiali; Fiordiligi e Dorabella,
terrorizzate, costringono i nobili albanesi a nascondersi nella stanza accanto e si
preparano ad accogliere Ferrando e Guglielmo che fingono di insospettirsi quando
vedono il notaio e il contratto.
Don Alfonso rivela alle dame linganno loro giocato e si giustifica dicendo di aver
agito a fin di bene per rendere pi saggi gli sposi. Le coppie si ricompongono e tutti
cantano la morale: -Fortunato luom che prende / ogni cosa pel buon verso, / e tra i
casi e le vicende / da ragion guidar si fa -.

18
Brani celebri
Atto Primo
La mia Dorabella capace non , terzetto: Ferrando, Don Alfonso,
Guglielmo
la fede delle femmine, terzetto: Ferrando, Don Alfonso, Guglielmo
Una bella serenata, terzetto: Ferrando, Don Alfonso, Guglielmo
Vorrei dir, e cor non ho, aria di Don Alfonso
Smanie implacabili, aria di Dorabella
Come scoglio immoto resta, aria di Fiordiligi
Non siate ritrosi, aria di Guglielmo
Un'aura amorosa, aria di Ferrando
Atto Secondo
Una donna a quindici anni, aria di Despina
Il core vi dono, duetto: Dorabella, Guglielmo
Ah lo veggio, quell'anima bella, aria di Ferrando
Donne mie, la fate a tanti, aria di Guglielmo
amore un ladroncello, aria di Dorabella
Fortunato l'uom che prende ogni cosa pel buon verso, finale: Fiordiligi,
Dorabella, Despina, Ferrando, Don Alfonso, Guglielmo

19
DON GIOVANNI
di Wolfgang Amadeus Mozart melodramma lirico in due atti su libretto
di Lorenzo Da Ponte

Personaggi

Don Giovanni (basso) giovane cavaliere estremamente licenzioso


Donna Anna (soprano) dama figlia del Commendatore e promessa sposa di
Don Ottavio
Don Ottavio (tenore) promesso sposo di Donna Anna
Il Commendatore (basso) padre di Donna Anna
Donna Elvira (soprano), dama di Burgos, abbandonata da Don Giovanni
Leporello (basso), servo di Don Giovanni
Masetto (basso), contadino
Zerlina (soprano), promessa sposa di Masetto
Coro di servi, contadini e contadine
Una leggenda, che trae origini dai ricordi non sempre affidabili della moglie
Konstanze, tramanda che louverture del Don Giovanni venne scritta da Mozart in
fretta e furia, la notte che precedeva la prova generale dello spettacolo. Bench sia
ben noto che Mozart, quando scriveva, solitamente non faceva che affidare alla carta
una composizione gi perfettamente compiuta nella mente: la quasi totale assenza di
correzioni sugli autografi sta a provarlo.
Il soggetto della nuova opera pare sia stato suggerito da Lorenzo Da Ponte, che dopo
il successo de Le nozze di Figaro venne naturalmente richiamato a collaborare
conMozart.

Dopo qualche rinvio, il Don Giovanni and in scena il 29 ottobre a Praga, accolto
con il pi vivo entusiasmo, come scrisse Mozart allamico Gottfried von Jacquin.
Lopera rest in cartellone per molte settimane, e ottenne sul Prager
Oberpostamtzeitung una recensione pi che lusinghiera. Lanno dopo, il 7 maggio
1788, il Don Giovanni fu rappresentato al Burgtheater di Vienna, su espresso
desiderio dellimperatore Giuseppe II.
Don Giovanni gode, fra tutti i titoli mozartiani, del privilegio piuttosto raro di aver
avuto una vita scenica ininterrotta: lOttocento romantico la ebbe a considerare
addirittura lopera per eccellenza, e la mitizz affiancandola al Faust di Goethe fra le
sue bibbie.

Atto primo
notte, nel giardino antistante la casa di Donna Anna. Leporello passeggia annoiato
in attesa del padrone, che si introdotto mascherato in casa di Donna Anna per farla
sua (introduzione Notte e giorno faticar). La tentata violenza per non
riesce: Anna insegue il cavaliere cercando di scoprirne lidentit e viene poi soccorsa
dal padre, ilCommendatore, che sfida Don Giovanni a duello rimanendone
mortalmente ferito. Compiuto il misfatto, Don Giovanni e Leporello fuggono.

Rientra Donna Anna con un manipolo di servitori e scopre il cadavere del padre.
Assistita da Don Ottavio, Anna fa giurare a questultimo di compiere le sue 20
vendette (duetto Fuggi, crudele, fuggi). Frattanto Don Giovanni sappresta a nuove
conquiste: scorge di lontano una fanciulla tutta sola e le si avvicina, ma scopre con
raccapriccio che Donna Elvira, una nobile dama da lui sedotta e abbandonata pochi
giorni prima (aria Ah chi mi dice mai). Ella va cercando disperata damore il
libertino, e nello scorgerlo chiede ragione del suo comportamento: imbarazzato, Don
Giovanni lascia al confusoLeporello il compito di giustificarlo, e quindi fugge.
Il servo non pu far altro che spiegare a Donna Elvira la natura del suo padrone, e le
d un significativo cenno del catalogo delle sue conquiste (Madamina, il catalogo
questo). Elvira non si d comunque per vinta. Poco oltre, un gruppo di contadini
festeggiano le nozze di Zerlina e Masetto. Don Giovanni immediatamente si accinge
alla seduzione della sposina, e spedisce il recalcitrante Masetto a casa sua in
compagnia di Leporello (Ho capito, signor s): restato solo con Zerlina, la invita a
seguirlo e le promette di sposarla (L ci darem la mano). La giovane contadina
sembra acconsentire quando sopraggiunge Donna Elvira, che la mette in guardia
dalle arti malefiche di Don Giovanni e la porta via con s.
Sopraggiungono poi Donna Anna e Don Ottavio, che chiedono a Don Giovanni di
assisterli nella ricerca dellempio uccisore del Commendatore. Ancora una volta,
per, Donna Elviraesorta la nobile coppia a diffidare del cavaliere (quartetto Non ti
fidar, o misera), che per contro accusa la donna di pazzia. Rimasta sola con Don
Ottavio, Anna trasalisce: dalla voce ha riconosciuto in Don Giovanni lassassino di
suo padre, e spinge quindiOttavio a far giustizia (Or sai chi lonore e aria di Don
Ottavio per ledizione viennese Dalla sua pace).
Leporello racconta a Don Giovanni come abbia allontanato Donna Elvira e condotto
con sZerlina alla festa che il padrone gli ha comandato dorganizzare.
Compiaciuto, Don Giovanni esprime la sua volont dallungare in quella notte la lista
delle sue conquiste (Fin chhan dal vino). Nel giardino del palazzo di Don
Giovanni, Zerlina cerca di far pace con Masetto (Batti, batti bel Masetto). Al
giungere del cavaliere, Masetto si nasconde per verificare la fedelt della moglie, ma
subito scoperto; Don Giovanni li invita allora al ballo. Dal balcone,
intanto, Leporello scorge tre persone in maschera e invita anche costoro alla festa a
nome del padrone. Si tratta in realt di Donna Elvira, Donna Anna e Don Ottavio,
accorsi per sorprendere il reprobo. Don Giovanni li accoglie inneggiando alla libert,
mentre iniziano le danze. Il cavaliere balla una contraddanza con Zerlina e cerca di
trarla i disparte per approfittarne. Zerlina per urla fuori scena e tutti si precipitano in
suo soccorso. Don Giovanni cerca allora di scaricare la colpa della tentata violenza
suLeporello, ma le tre maschere, rivelando la propria identit lo accusano
apertamente di tutti i suoi delitti e si fanno avanti per arrestarlo: il dissoluto riesce
tuttavia a fuggire (finale Presto presto, pria chei venga).

Atto secondo
Sul far della sera, in una strada vicino a casa di Donna Elvira, Leporello cerca di
prendere le distanze dal padrone accusandolo dempiet (duetto Eh via
buffone); Don Giovanni lo tacita con unofferta di danaro, e impone poi al servo di
scambiare con lui gli abiti, in modo da permettergli di far la corte alla cameriera
di Donna Elvira, mentre Leporello, con gli abiti del cavaliere dovr tenere occupata
la dama. Elvira saffaccia al balcone e cade nel tranello, pensando che Don
Giovanni si sia ravveduto. Sallontana allora con Leporellotravestito, mentre Don
Giovanni si pone sotto la finestra a far al serenata al suo nuovo oggetto di desiderio 21
(canzonetta Deh vieni alla finestra).

Sopraggiunge per Masetto che, in compagnia daltri villici, d la caccia a Don


Giovanniper trucidarlo. Il cavaliere, approfittando del suo travestimento da Leporello,
non si fa riconoscere e riesce abilmente a disperdere il gruppo. Rimasto solo
con Masetto, lo copre di botte.
I lamenti del contadino attirano allora lattenzione di Zerlina, che soccorre il marito
(Vedrai carino). Frattanto, Leporello non sa pi come reggere il confronto
con Donna Elvira e cerca di fuggire: in breve si trova per circondato da Donna
Anna, Don Ottavio, Zerlina e Masetto, i quali, credendolo Don Giovanni, vorrebbero
giustiziarlo (sestetto Sola sola in buio loco). Allora Leporello svela la propria
identit e riesce a dileguarsi.
Don Ottavio comunica a tutti la sua intenzione di consegnare Don Giovanni alla
giustizia, e prega gli amici di prendersi cura della sua fidanzata (Il mio tesoro
intanto). Elvirarimane sola ed esprime lamarezza e la confusione del suo animo,
oscillante fra amore e desiderio di vendetta (aria per ledizione di Vienna Mi trad
quellalma ingrata). ormai notte fonda, e Don Giovanni s rifugiato nel cimitero,
dove attende Leporello. Quando questultimo arriva, Don Giovanni ride sonoramente
al racconto delle sue disavventure. La risata per interrotta da una voce minacciosa:
Di rider finirai pria dellaurora. Essa proviene dalla statua funebre
del Commendatore.
Resosi conto delevento miracoloso, Don Giovanni non si fa intimorire, e sfida le
potenze dellal di l imponendo a Leporello, terrorizzato, dinvitare a cena la statua
parlante (duetto O statua gentilissima): linvito accettato.

In casa di Donna Anna, Don Ottavio cerca di convincerla ad affrettare le nozze, ma


ella lo prega daspettare che la vendetta su Don Giovanni sia compiuta.

Tutto pronto per la cena nel palazzo di Don Giovanni (finale secondo Gi la
mensa preparata). Il cavaliere, desinando, si fa intrattenere da unorchestra di fiati
che gli suona un pezzo dellopera ? Una cosa rara di Martn y Soler, quindi laria
Come un agnello, Fra i due litiganti il terzo gode di Giuseppe Sarti, e infine laria
del farfallone amoroso dalle Nozze di Figaro : Leporello commenta Questa poi la
conosco purtroppo.... Irrompe Donna Elvira, e tenta disperatamente dottenere il
pentimento diDon Giovanni, ma viene solo derisa. Nellallontanarsi, grida
terrorizzata fuori scena.

Il libertino ordina allora al servo dandare a veder cosa stato. Leporello grida a sua
volta e rientra pallido come un morto: alla porta del palazzo c la statua
delCommendatore. Don Giovanni intima allora daprire e fronteggia a testa alta lo
straordinario convitato. la statua che questa volta invita Don Giovanni a cena, e
chiede la sua mano in pegno; senza lasciarsi intimorire, il cavaliere gliela porge
impavido. La stretta fatale: pur prigioniero di quella mano gelida, Don
Giovanni rifiuta di pentirsi e sprofonda quindi in un abisso di fiamme infernali.
Troppo tardi giungono gli altri personaggi: Leporello li informa che il Cielo ha gi
fatto giustizia; loro non resta che cantare la morale del dramma.

22
DON PASQUALE
di Gaetano Donizetti opera buffa in tre atti su Libretto di Giovanni
Ruffini e Gaetano Donizetti
Personaggi
Don Pasquale (basso) vecchio celibatario, tagliato all'antica, economo,
credulo, ostinato, un buon uomo in fondo
Ernesto (tenore) nipote di Don Pasquale, giovine entusiasta, amante
corrisposto di Norina
Norina (soprano) giovane vedova, natura subita, impaziente di contraddizione,
ma schietta e affettuosa
Dottor Malatesta (baritono) uomo di ripiego, faceto, intraprendente, medico e
amico di don Pasquale, e amicissimo di Ernesto
Un Notaio (basso)
Coro di servi e camerieri
Maggiordomo, modista, parrucchiere che non parlano

Introduzione
La trama viene realizzata su libretto di Angelo Anelli(musicato come Ser
Marcantonio).
Il librettista del Don Pasquale fu invece Giovanni Ruffini. Esule a Parigi perch
mazziniano, Ruffini avrebbe poi scritto due romanzi di successo, Lorenzo Bernoni e
Il dottor Antonio.
Ma proprio perch letterato di alto lignaggio si rifiut di far figurare il proprio nome
nel libretto, sul frontespizio del quale appare lindicazione "Dramma buffo in tre atti
di M. A.". Le sigle M. A. rispondono al nome e al cognome di Michele Accursi, un
altro esule mazziniano amico sia di Donizetti sia di Ruffini.
Il libretto del Don Pasquale pu non essere un saggio di alta letteratura, ma ritmo
serrato e teatralit lo rendono, operisticamente parlando, eccellente.

Trama
ATTO I
SCENA IN CASA DI DON PASQUALE
Don Pasquale, anziano e benestante celibe, vorrebbe designare il nipote Ernesto come
leggittimo erede delle proprie ricchezze, a patto che Ernesto sposi una donna scelta
da lui stesso.
Ma Ernesto ama Norina, una giovine vedova molto graziosa ma povera. Don
Pasquale non d il proprio consenso alle nozze tra i due innamorati, e decide di
diseredare Ernesto, prendendo moglie egli stesso.
Don Pasquale chiede quindi aiuto al Dottor Malatesta affinch lo aiuti a trovar una
sposa ideale. Il Dottor Malatesta un amico di Don Pasquale, ma lo ancor di pi
con Ernesto e Norina, e decide di organizzare un piano per aiutare i due giovani:
propone a Don Pasquale, come moglie, la sorella Sofronia, presentandola come una
donna di buona famiglia, perbene, timida, bella e virtuosa. Don Pasquale, felice e
impaziente di sposarsi, caccia finalmente di casa il nipote.

23
SCENA IN CASA DI NORINA
Norina riceve la visita di Malatesta che la mette al corrente del proprio piano: sar
Norina a impersonificare il ruolo di Sofronia e finger di sposare Don Pasquale,
riducendolo poi alla disperazione.
La ragazza si mette dunque a studiare con il dottore quale dovr essere il
comportamento della finta virtuosa Sofronia.

ATTO II
SALA IN CASA DI DON PASQUALE
Ernesto, ignaro del piano di Malatesta e disperato, sta per lasciare la casa di Don
Pasquale: senza soldi e senza Norina pensa di emigrare in terre lontane.
Arriva la timidissima Sofronia (Norina travestita) accompagnata dal fratello e Don
Pasquale subito conquistato dalla sua docilit e dalla sua bellezza.
Viene chiamato un notaio, in realt un compare del dottore opportunamente
travestito, e il matrimonio viene celebrato. Ernesto giunge nella casa di Don Pasquale
e diviene furiorso nel vedere Norina sposare Don Pasquale; poi il Dott. Malatesta lo
prende in disparte e gli spiega la bura, alla quale decide di partecipare come
testimone del matrimonio. Viene chiamato un notaio, in realt un compare del dottore
opportunamente travestito, e il matrimonio viene celebrato.
Firmato il contratto nuziale, che prevede la divisione a met del patrimonio di Don
Pasquale, Sofronia cambia immediatamente carattere: diventa dispotica, aggressiva,
raddoppia lo stipendio alla servit, vuole fare grandi acquisti e lascia sbalordito il
neo-sposo.

ATTO III
SALA IN CASA DI DON PASQUALE
Don Pasquale cerca invano di opporsi al fatto che la giovane sposa vada a teatro con
Ernesto, ma Sofronia, che intanto ha speso interi capitali in sarti e gioiellieri, si ribella
giungendo perfino a colpirlo con uno schiaffo. Don Pasquale esasperato e
addolorato e chiede quindi l'aiuto a Malatesta, il quale mette al corrente Ernesto di ci
che ha ordito e lo convince a fingere di essere l'amante segreto di Sofronia.
Mentre la moglie si allontana trova anche una lettera nella quale un amante le d un
appuntamento in giardino:la lettera fa parte del piano di Malatesta.
Il povero Don Pasquale confessa al dottore di essersi pentito del matrimonio e l'amico
lo invita a sorprendere la moglie in giardino con l'amante per poterla poi ripudiare.
BOSCHETTO NEL GIARDINO ATTIGUO ALLA CASA DI DON
PASQUALE
Don Pasquale e il Dottor Malatesta, appostatisi nel boschetto, odono la voce di un
giovane che canta una serenata a Sofronia ( Ernesto) e poi ascoltano le parole
d'amore di Sofronia con l'ignoto amante. Mentre l'amante scappa, Don Pasquale
ferma Sofronia e, non riuscendo a farle ammettere di essersi incontrata con qualcuno,
chiede al dottore di escogitare qualcos'altro perch fermamente convinto di voler
scacciare la moglie.
Malatesta finge allora di rivelarle che Don Pasquale ha deciso di acconsentire alle
nozze di Ernesto e Norina: sar cos Norina la nuova padrona di casa.
Sofronia finge di opporsi all'arrivo in casa di un'altra donna e di volersene andare.
Don Pasquale sollevato, ma i tre amici gli svelano la burla. 24
Riconquistata la libert, Don Pasquale felice di apprendere di non essere in alcun
modo legato alla diabolica Sofronia, qiundi perdona tutti e benedice infine le nozze di
Ernesto e Norina.
La morale in tutto questo? E' assai facil da svelarsi: bene scemo di cervello chi si
ammoglia in vecchia et! Va a cercar col campanello noie e doglie in quantit!

Brani celebri
Atto Primo
Bella siccome un angelo, cantabile di Malatesta
Sogno soave e casto, cantabile di Ernesto
Quel guardo il cavaliere, cavatina di Norina
Pronta io son, duetto tra Norina e Malatesta
Atto Secondo
Povero Ernesto [...] Cercher lontana terra, Se tu sei ben mio felice,
recitativo, Aria e Cabaletta, di Ernesto; la cabaletta, anche se molto piacevole e
significativa come testo, non sempre viene eseguita;
rimasto l impetrato, quartetto
Atto Terzo
Cheti, cheti immantinente, duetto tra Malatesta e Don Pasquale
Com' gentil - la notte a mezzo april!, serenata di Ernesto
Tornami a dir che m'ami, duettino (definito in partitura notturno) tra
Norina ed Ernesto

25
EDGAR
di Giacomo Puccini su libretto di Ferdinando Fontana
Personaggi
EDGAR (tenore)
FIDELIA (soprano)
FRANK (baritono)
TIGRANA (mezzosoprano) figlia del re d'Egitto
GUALTIERO (basso)
CORO di contadini e contadine, cortigiani, convitati, soldati, monaci,
fanciulli
Introduzione
un'opera inizialmente in quattro atti, ma poi ridotta a tre in successive
rielaborazioni, diGiacomo Puccini su libretto di Ferdinando Fontana tratto dal
poema drammatico La coupe et les lvres di Alfred de Musset.
La prima rappresentazione fu al "Teatro alla Scala" di Milano il 21 Aprile 1889.

Trama
ATTO I
Lazione si svolge nelle Fiandre nel 1300.
lalba: nel villaggio contadini e pastori si recano al lavoro.
Fidelia, figlia di Gualtiero, innamorata di Edgar, ma il giovane non riesce a resistere
al fascino di Tigrana, una bellissima zingara.
Anche Frank, fratello di Fidelia, innamorato di Tigrana, ma costei lo respinge e
cerca di conquistare Edgar.
Quando la zingara assume atteggiamenti irriverenti, intonando davanti alla chiesa una
canzone sboccata, viene cacciata dai contadini, allora Edgar interviene in sua difesa,
poi preso da unirrefrenabile esaltazione, afferra una torca ed incendia la casa
paterna. Fugge con Tigrana dopo aver affrontato in duello e ferito Frank che tenta di
fermarli.

ATTO II
In un sontuoso palazzo si sta svolgendo una festa ed Edgar, ormai stanco della vita
perversa con Tigrana, pensa con nostalgia alla casa paterna e a Fidelia. La zingara
tenta inutilmente di riconquistarlo.
Davanti al palazzo, tra i rulli dei tamburi e i suoni delle fanfare, passa una schiera di
soldati; allora Edgar sente il desiderio di riabilitarsi e per espiare le sue colpe decide
di unirsi a quei militari guidati da Frank. Tigrana giura di vendicarsi.

ATTO III
Lesercito vince la battaglia, ma molte vittime restano sul campo: anche Edgar tra i
scomparsi. Si preparano le solenni esequie in suo onore.
Mentre Frank pronuncia lelogio funebre, un frate, con il volto coperto da un
cappuccio, ricorda le colpe di cui si macchiato in vita Edgar. Fidelia difende la
memoria delluomo amato, poi si ritira in chiesa a pregare.
A cerimonia ultimata giunge Tigrana che appare addolorata per la morte delluomo; il
frate e Frank le promettono ori e monili se si fa delle confessioni ai danni dello
scomparso.
Quando Amonastro esce dal nascondiglio e si presenta come il re degli Etiopi, 26
Radams capisce di aver involontariamente tradito il proprio paese.
Tigrana dichiara non solo di essere stata lamante di Edgar, ma anche che quello
pensava di tradire la patria. Alcuni soldati, credendo alle accuse della donna, si
avventano sul cadavere di Edgar, ma nella bara c solo la sua armatura: egli vivo,
in realt il frate incappucciato.
Fidelia si slancia verso di lui per abbracciarlo, ma Tigrana compie la sua vendetta:
afferra un coltello e la uccide con una pugnalata. Edgar si china sul suo corpo in
preda alla disperazione.

Brani celebri
Atto Primo
O fior del giorno, Fidelia
Gi il mandorlo vicino, Fidelia
Questo amor, vergogna mia, Frank
Tu il cuor mi strazi, Tigrana
Atto Secondo
La coppa simbol della vita, Tigrana
Orgia, chimera dall'occhio vitreo, Edgar
Atto Terzo
Addio, mio dolce amor, Fidelia
Nel villaggio d'Edgar, Fidelia

27
ELEKTRA
di Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal
Personaggi
CLITEMNESTRA (mezzosoprano)
ELETTRA (soprano) figlia di Clitemnestra
CRISOTEMIDE (soprano) sorella di Elettra
EGISTO (tenore)
ORESTE (baritono)
UN GIOVANE SERVO (tenore)
UN VECCHIO SERVO (basso)
L'AIO DI ORESTE (basso)
LA CONFIDENTE (soprano)
LA SORVEGLIANTE (soprano)
L'ANCELLA DELLO STRASCICO (soprano)
CINQUE ANCELLE (contralto, due soprano, due mezzosoprano)
CORO di servi, ancelle
Introduzione
un'opera in un atto di Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal tratto
dalla tragedia omonima di Sofocle.
La prima rappresentazione fu al "Knigliches Opernhaus" di Dresda il 25 Gennaio
1909 raccogliendo scarso successo. La fortuna dell'opera inizi l'anno seguente, quando fu
eseguita al "Covent Garden" di Londra il 10 Febbraio 1910

Trama
ATTO UNICO
A Micene, sul calar della sera, nella corte del palazzo degli Atridi le ancelle parlano di
Elettra il cui padre Agamennone venne ucciso dalla moglie Clitemnestra con laiuto
dellamante Egisto.
Arriva Elettra la quale ricorda che proprio verso quellora suo padre fu sgozzato e,
invocando il suo spettro, conferma il proposito di vendetta.
Crisotemide avvisa la sorella di guardarsi da Egisto e dalla madre la quale poco dopo entra
rivolgendosi ad Elettra per chiederle un rimedio contro gli incubi che tormentano le sue
notti.
Inizialmente la giovane d risposte ambigue, poi le profetizza la vendetta di cui sar la
vittima.
Clitemnestra si rallegra alla notizia, non vera, della morte del figlio Oreste perch vede in
lui un possibile vendicatore.
Elettra, pur non credendo alla morte del fratello, si accinge lei stessa ad uccidere la madre e
lamante; mentre Crisotemide rifiuta di partecipare alla strage.
Elettra non riconosce subito lo sconosciuto che si presenta: Oreste; poi, riconosciuto il
fratello, gli mette in mano una scure e attende fuori dalla porta quando sente il grido della
vendetta compiuta. Elettra, al sopraggiungere di Egisto, lo spinge in casa dove viene ucciso
da Oreste.
Mentre tutti acclamano il vendicatore, Elettra si scatena in una folle danza di esultanza sino
alla morte.

28
ERNANI
di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave
Personaggi
ERNANI (Don Giovanni d'Aragona) (tenore) bandito
CARLO (baritono) re di Spagna
ELVIRA (soprano) nipote e fidanzata di Don Ruy Gomez
DON RUY GOMEZ (basso) grande di Spagna
GIOVANNA (soprano) nutrice di Elvira
DON RICCARDO (tenore) scudiero del re
JAGO(basso) scudiero
CORO di Banditi, cavalieri, vassalli, cortigiani, principi, paggi, dame di
corte
Introduzione
un dramma lirico in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria
Piave tratto dall'omonimo dramma di Victor Hugo.
La prima rappresentazione fu al "Teatro La Fenice" di Venezia il 9 Marzo 1844.

Trama
ATTO I 'Il bandito'
Lazione si svolge nel 1519 in Spagna.
Ernani, in realt Don Giovanni dAragona, a capo di un gruppo di banditi datisi alla
macchia ed intende sollevare una rivolta contro il re per vendicare luccisione del
padre. Si reca al castello di Don Ruy Gomez De Silva per incontrarne la nipote Elvira
della quale innamorato e ricambiato, ma la giovane promessa sposa al vecchio
zio.
Nel castello si trova in incognito il re Carlo, anchegli innamorato di Elvira che lo
riconosce, ma respinge le sue profferte; di fronte alla sua insistenza non esita a
stappargli dalla cintola il pugnale per difendere il suo onore.
Ernani irrompe da un uscio segreto per proteggere Elvira, il re riconosce il bandito e
lo esorta a fuggire. Entra allimprovviso Silva, sdegnato per lattentato al suo onore,
ma riconosce il re e gli rende omaggio.
Generosamente Carlo consente ad Ernani di scappare.

ATTO II 'L'ospite'
La rivolta capeggiata da Ernani fallita: il bandito, travestito da pellegrino, chiede
ospitalit al castello di Silva; questi lo accoglie e gli comunica che sta per sposare
Elvira.
Allora Ernani, sconvolto, rivela la sua identit e offre al rivale come dono nuziale la
sua testa. Allinseguimento di Ernani arriva al castello Carlo, ma Silva, legato dai
doveri dellospitalit, lo nasconde e si rifiuta di consegnarlo.
Il re fa perlustrare il castello e costringe poi Elvira a seguirlo.
Il bandito rivela a Silva lamore del re per la giovane esortandolo a vendicare loffesa
recata al suo onore. I due stringono un patto: Ernani consegna un corno da caccia a
Silva: quando costui vorr la morte del bandito, dovr suonare tre volte il corno ed
Ernani si toglier la vita.

29
ATTO III 'La clemenza'
I congiurati capeggiati da Ernani si recano ad Aquisgrana nei sotterranei del sepolcro
di Carlo Magno, ma sono stati preceduti da Carlo, sceso anchegli di nascosto nel
sepolcro.
Apprendendo che il re aspira al trono imperiale i congiurati ne decidono la morte; si
sorteggia colui che eseguir la sentenza ed esce il nome di Ernani.
I colpi di cannone annunciano che Carlo stato eletto imperatore; dopo che Ernani e
Silva hanno nuovamente giurato appare con il seguito limperatore che decreta la loro
morte, poi cede alle insistenza di Elvira: fa dono della vita ad Ernani e gli concede in
sposa la giovane, mentre Silva medita vendetta.

ATTO IV 'La maschera'


Nel palazzo di Don Giovanni dAragona a Saragozza si prepara la festa nuziale.
Mentre Ernani ed Elvira si abbandonano alla gioia si senton risuonare tre fiati di
corno: Silva che fa valere il patto stipulato con Ernani il quale dapprima cerca di
commuoverlo, poi, tenendo fede alla parola data, si toglie la vita.
Sul suo corpo si accascia Elvira.

Brani celebri
Atto Primo
Come rugiada al cespite, Ernani
Ernani, Ernani involami, Elvira
Infelice! e tu credevi, Silva
Atto Secondo
Vieni meco, sol di rose, Carlo
Atto Terzo
Oh, de verdanni miei, Carlo
Si ridesti il leon di Castiglia, coro
Atto Quarto
Solingo, errante, misero, Ernani

30
FALSTAFF DI VERDI
di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito
Personaggi
SIR JOHN FALSTAFF (baritono)
MRS ALICE FORD (soprano)
FORD (baritono) marito di Alice
NANNETTA FORD (soprano) figlia di Alice e di Ford
FENTON (tenore)
DOTT. CAJUS (tenore)
PISTOLA (basso) un servo
BARDOLFO (tenore) un servo
MRS MEG PAGE (mezzosoprano)
MRS QUICKLY (contralto)
L'OSTE DELLA GIARRETTIERA (mimo)
ROBIN (mimo)
CORO
Introduzione
Si articola in tre atti ed l'ultima opera di Giuseppe Verdi; il libretto di Arrigo
Boitoed ispirato a 'Le allegre comari di Windsor' di William Shakespeare.
La prima rappresentazione fu al "Teatro alla Scala" di Milano il 9 Febbraio 1893.

Trama

ATTO I
Lazione si svolge allinizio del XV secolo durante il regno di Enrico IV A Windsor.
Parte I
Allinterno dellosteria della Giarrattiera il dottor Cajus si scaglia contro Falstaff e i
suoi servi, Pistola e Bardolfo, accusandoli di averlo derubato dopo averlo fatto
ubriacare.
Falstaff pensa solo al benessere della propria borsa e per tal fine scrive per due ricche
signore di Windsor lettere damore uguali: una per Alice Ford e unaltra per Meg
Page.
Quando ordina ai servi di recapitarle e costoro rifiutano in nome delonore, li licenzia
ed affida le missive al paggio Robin.
Parte II
Nel giardino davanti alla casa di Ford Alice, Meg e Quicklj si incontrano e,
conversando risentite, confrontano le due lettere ricevute.
Tra risate e arrabbiatura le donne decidono di vendicarsi: Falstaff va punito.

ATTO II

Parte I
Pistola ed Bardolfo sono di nuovo allosteria della Giarrattiera e si fingono pentiti con
Falstaff per riuscire a farlo incontrare con Ford.
Sopraggiunge Quickly recante un messaggio per il grasso cavaliere: Alice disposta
a riceverlo dalle due alle tre quando il marito sar assente.
Uscita la donna, gli viene annunciata la visita di un certo signor Fontana, un 31
gentiluomo distinto e ricco: si tratta in realt di Ford il quale, supplica Falstaff di
ricorrere alle sue rinomate arti amatorie per conquistare Alice che desidera possedere
anche lui e gli offre un sacco pieno di monete.
Falstaff accetta e gli confida che Alice sta per cadere tra le sue braccia, quindi va a
vestirsi e ad imbellettarsi per lappuntamento. Allora Ford cade in preda ad una crisi
di gelosia. Entrambi escono verso la stessa meta.
Parte II
Le allegre comari, intanto, preparano la burla a casa di Ford .
Presentandosi galantemente d fondo alle sue doti di corteggiatore, ma poco dopo
arriva il marito alla testa di un gruppo di uomini che intende vendicare il suo onore e
comincia a perquisire la casa.
Falstaff riesce appena in tempo a nascondersi dietro un paravento, poi le donne
riescono a farlo entrare con fatica in una cesta di panni sporchi gi controllata.
Nel frattempo Nannetta, promessa sposa al dottor Cajus, e Fenton raggiungono il
paravento e cominciano ad amoreggiare; i loro sospiri sono uditi da Ford che,
pensando si trattasse della moglie, ribalta il nascondiglio: cos viene scoperta la tresca
dei due giovani.
Infine Falstaff, ancora nella cesta, viene gettato dalla finestra nel fossato dalle comari,
tra le risate di tutti i presenti.

ATTO III

Parte I
Unaltra burla viene giocata a Falstaff.
Quickly, la mattina seguente, si reca allosteria dove Falstaff sta affogando nel vino i
propri dispiaceri e gli consegna un secondo invito di Alice, sotto la quercia di Herne
vestito da cacciatore nero a mezzanotte. La tradizione narra che in quel luogo si
incontrano spiriti e fate.
Ancora una volta Falstaff cade nella trappola:stavolta la burla, ordita da donne e
uomini insieme, prevede che tutti gli abitanti di Windsor si travestano da spiriti,
mentre Nannetta impersoner la regina delle fate.
Ford rammenta al dottor Cajus il travestimento della figlia in quanto intende
approfittare della confusione per fargliela sposare; Mrs. Quickly, sentendo i loro
discorsi, avverte subito la giovane.
Parte II
Nel parco di Windsor giungono prima Fenton poi Nannetta, quando irrompe Alice
che modifica i travestimenti per sventare i piani del marito.
A mezzanotte compare Falstaff e trova Alice ad aspettarlo, ma i sussulti amorosi sono
bruscamente interrotti dal sopraggiungere delle fate.
Tutti iniziano a prendersi gioco di Falstaff che riconosce il suo servo Bardolfo
mascherato e comprende di essere stato di nuovo gabbato.
Alice presenta alla compagnia festante due coppie di sposi che Ford benedice; tolte le
maschere, si trovano uniti in matrimonio il dottor Cajus con Bardolfo e Fenton con
Nannetta.
Infine Ford invita tutti a cena e Falstaff detta la morale della storia: - Tutto nel mondo
burla -.

32
Brani celebri
Atto Primo
Lonore? Ladri! monologo di Falstaff

Atto Secondo
sogno? o realt monologo di Ford
Quando ero paggio, arietta di Falstaff
Atto Terzo
Ehi! Taverniere! monologo di Falstaff
Quando il rintocco della mezzanotte, Quickly
Dal labbro il canto estasiato vola, romanza di Fenton
Sul fil dun soffio etesio, romanza di Nannetta
Tutto nel mondo burla, fuga finale coro

33
GIANNI SCHICCHI
di Giacomo Puccini su libretto di Giovacchino Forzano

Personaggi:
Gianni Schicchi, 50 anni (Bar); Lauretta, 21 anni (S); Zita, cugina di Buoso, 60 anni
(A); Rinuccio, nipote di Zita, 24 anni (T); Gherardo, nipote di Buoso, 40 anni (T);
Nella, sua moglie, 34 anni (S); Gherardino, loro figlio, 7 anni (A); Betto di Signa,
cognato di Buoso, et indefinibile (B); Simone, cugino di Buoso, 70 anni (B); Marco,
suo figlio, 45 anni (Bar); la Ciesca, moglie di Marco, 38 anni (Ms); maestro
Spinelloccio, medico (B); Ser Amantio di Nicolai, notaio (Bar); Pinellino, calzolaio
(B); Guccio, tintore (B)

Per la stesura del libretto della terza parte del Trittico dapprima Puccini si rivolse allo
scrittore francese Tristan Bernard, autore di numerosi lavori teatrali di successo e
noto in Francia anche come romanziere, il quale gli sugger come soggetto una sua
favola. Tuttavia tale progetto and in fumo, quando Giovacchino Forzano attir
lattenzione del compositore sulla Divina Commedia e sulla bizzarra figura di Gianni
Schicchi. Secondo alcuni, invece, il merito della fortunata scelta spetta a Puccini, che
leggeva spesso Dante e aveva sempre con s unedizione tascabile del capolavoro. Il
Maestro era contento di musicare un argomento vivace e divertente e per comunicare
il suo stato danimo indirizz a Forzano una strofetta comica: Dopo il Tabarro di
tinta nera / sento la voglia di buffeggiare. / Lei non si picchi / se faccio prima quel
Gianni Schicchi . Infatti la composizione dellopera, avvenuta quasi tutta a
Viareggio, inizi nel luglio 1917 e si concluse il 20 aprile 1918, tranne la breve
interruzione in settembre per la messa a punto di Suor Angelica . Quando i tre atti
unici furono rappresentati al Metropolitan di New York, il 14 dicembre 1918, il
successo pieno lebbe Gianni Schicchi , assai pi applaudito di Tabarro e dell
anemica Suor Angelica : la qual cosa amareggi profondamente il maestro, il quale
amava la sua opera claustrale e contava molto sulla novit del Tabarro . L11
gennaio seguente il Trittico venne dato al Teatro Costanzi di Roma, diretto da Gino
Marinuzzi.
Per la rappresentazione al Covent Garden di Londra, Puccini non volle la direzione di
Toscanini e pretese Gaetano Bavagnoli. A questo proposito scrisse allamica Sybil,
nel marzo 1919, sfogando la sua amarezza: Io ho protestato colla Casa Ricordi
perch non voglio il pig di Toscanini; lui ha detto tanto male delle mie opere e ha
cercato di suggestionare anche alcuni giornalisti, perch ne dicessero male. Tuttavia,
nonostante la critica talora poco favorevole, i tre atti unici continuarono a essere
rappresentati, riscuotendo sempre un grande successo di pubblico; opportuno
ricordare, tra le numerose esecuzioni, quelle al Teatro Coln di Buenos Aires (10
luglio 1919, diretta da Tullio Serafin), al Regio di Torino (25 gennaio 1920, diretta da
Ettore Panizza) e alla Scala di Milano (29 gennaio 1922, con il medesimo direttore).

Trattare un tema furfantesco, una situazione da commedia dellarte, ma di taglio


moderno, era senza dubbio una prova singolare e fuori del comune per un
temperamento non incline allumorismo, nonostante la brillantezza di molte pagine di
Bohme e della Rondine . Pertanto la comicit dispiegata nello Schicchi sorprende
pi di quella del Falstaff , poich Verdi aveva gi dimostrato di possedere una
genuina tendenza a trattare lelemento comico ( Forza del destino , Un ballo in 34
maschera ). I principali punti di contatto fra queste due opere derivano dalla comune
origine del genere buffo operistico italiano: la voce baritonale per il protagonista, la
relazione sentimentale tra soprano e tenore ostacolata dalle famiglie, fino alla beffa
che d origine allo scioglimento. Tuttavia, mentre Verdi riflette anche nella
leggerezza profondi principi morali, Puccini pone laccento sulla dissennata avidit
priva di scrupoli dei parenti di Buoso, valendosi anche di elementi grotteschi e talora
macabri, come la presenza costante del cadavere prima messo in bellavista e poi
deposto nella stanza attigua o lassoluta spudoratezza di Gianni che, per attuare la
sua beffa, si adagia nello stesso letto del defunto senza neppure il cambio delle
lenzuola, n esita a ricattare i parenti di costui con il taglio della mano, pena decretata
per i falsari.

La fonte primaria del soggetto dellopera dunque in un breve episodio contenuto nel
trentesimo canto dellInferno, dove il protagonista viene condannato in quanto
falsatore di persone. A sua volta anche Dante si era ispirato a un fatto realmente
accaduto: lo Schicchi, appartenente alla famiglia Cavalcanti, sostituendosi al
cadavere di Buoso Donati, dett un falso testamento in favore del figlio di costui,
Simone, diseredato dal padre, lasciando per s una cavalla di pregio. Tuttavia
Forzano pot sicuramente disporre per la composizione del suo libretto anche di un
testo ben pi esteso e articolato rispetto ai pochi versi danteschi: il Commento alla
Divina Commedia dAnonimo fiorentino del secolo XIV , stampato a cura di Pietro
Fanfani nel 1866, che riporta molti particolari (la beneficenza di Buoso per
guadagnarsi un posto in paradiso, loccultamento del cadavere, il timore di essere
scoperto che frena la ribellione di Simone, la cappellina, lopera di Santa
Reparata, la migliore mula di Toscana, ecc.) ampiamente ed efficacemente sfruttati
dal nostro librettista. Inoltre il tema dellavidit degli eredi, ricorrente in molte farse e
commedie di ogni tempo e luogo, richiama alla memoria il Volpone (1605) di Ben
Jonson, drammaturgo del teatro elisabettiano, con il quale la trama del Gianni
Schicchi presenta evidenti analogie.

Anche in questa opera, come nelle precedenti del Trittico , Puccini caratterizza con
grande precisione latmosfera e lambiente, ritraendo unimmagine splendida della
Firenze medioevale. La citt rivive grazie a precisi riferimenti storici (Giotto, i
Medici, i ghibellini) e topografici individuando lesatto contesto geografico in
relazione al Valdarno, dove sono i possedimenti ambiti dai Donati, oppure citando il
fiume che lattraversa e linguistici, con espressioni peculiari, veri e propri
toscanismi, che stimolarono non poco la creativit del lucchese Puccini, specie negli
ensembles concertati. Nella prima parte i Donati sono al centro dellazione, e sia il
libretto sia la partitura li identificano con grande precisione, definendo let di
ciascuno e i rapporti di parentela, importanti quando si deve stabilire a chi spettino i
diritti di uneredit. Avidi e cinici, sono disposti a tutto pur di raggiungere il loro
scopo, esprimono un cordoglio manierato e falso, sono nobili decaduti, opportunisti,
pronti a dare solo se ricevono: Simone accende le candele non appena il suo nome
compare nel testamento, ma le spegne prontamente quando si rende conto che non
ricever nulla. Anche per lultima parte del Trittico , Puccini osserv le due unit di
luogo e di tempo: lazione si svolge nella camera da letto di Buoso Donati, inizia alle
nove del mattino e termina circa a mezzogiorno.
35
Nella sua casa di Firenze (anno 1299) spirato Buoso Donati e i parenti lo vegliano
in preghiera. Ma poich corre voce che Buoso abbia lasciato i suoi beni ai frati, la
veglia viene interrotta per aprire il testamento, che conferma la fondatezza delle
dicerie. Rinuccio, fidanzato di Lauretta, figlia di Gianni Schicchi, propone alla
famiglia di ricorrere ai consigli del futuro suocero, che ritiene uomo astuto e accorto
(recitativo-arioso di Rinuccio Avete torto! fine! ... astuto...). Zita, detta la
Vecchia, protesta allarrivo di Schicchi, a causa delle sue origini plebee e costui,
offeso, se ne andrebbe, senza le implorazioni di Lauretta (O mio babbino caro).
Subito Gianni elabora un piano che diventa a tutti chiaro quando, contraffacendo la
voce di Buoso, risponde al dottor Spinelloccio, venuto a informarsi della salute del
paziente. Pertanto manda a chiamare il notaio (arietta di Gianni Si corre dal notaio)
e, messosi a letto travestito da Buoso, detta il nuovo testamento, destinando i beni pi
ambiti per s: la casa di Firenze, la mula, i mulini di Signa. N i parenti possono
protestare senza svelare la truffa e quindi incorrere nella giusta punizione (stornello
di Gianni Addio, Firenze, addio, cielo divino). Dopo aver scacciato tutti dalla casa
che ormai divenuta sua propriet, mentre Rinuccio e Lauretta amoreggiano sul
balcone (Lauretta mia, staremo sempre qui), egli si rivolge al pubblico, spiegando
di aver tanto osato per il bene dei due fidanzati e reclama lattenuante.

Puccini, nella lettera indirizzata ad Eisner il 14 dicembre 1913, disse di voler


comporre unopera pi divertente e organica del Rosenkavalier di Richard Strauss,
realizzando una notevole concentrazione del materiale musicale grazie alla continua
presenza in scena dei parenti di Buoso, nove solisti nei diversi registri vocali, trattati
dal compositore come un coro da camera. La scrittura tematica, atta a veicolare i
significati semantici con chiarezza, e il ritmo sono gli elementi unificatori della
partitura. Le linee melodiche, quasi sempre di struttura metrica binaria, si
accompagnano a ostinati ribattuti spesso inaspriti da episodi politonali e dallo scontro
di taglienti dissonanze di sapore bartokiano (Michele dallOngaro). Le possibilit
timbriche delle voci e dellorchestra sono ampiamente sfruttate per esprimere le pi
svariate sfumature, dal tratto ironico allesasperazione grottesca: sono soprattutto i
legni, specialmente gli strumenti ad ancia, a mettere in rilievo i numerosi scorci
caricaturali dellopera.

Gi nel piccolo preludio possiamo ascoltare due temi che saranno fortemente presenti
anche in seguito. Il primo, denominato del lutto, costituito da un movimento
ostinato di crome al quale subito dopo si sovrappone il secondo, dal carattere
svettante, ritmicamente puntato, rivolto nella prima parte essenzialmente a mettere in
ridicolo linteresse dei Donati per leredit. Entrambi i temi sono estremamente
duttili, e assumono aspetti diversi in base ai cambiamenti metrici e agogici. Il tema
ostinato passa dal veloce Allegro del preludio al tempo di Largo su cui si alza il
sipario, caratterizzando il lamento ipocrita dei parenti di fronte al corpo esanime del
loro congiunto. Un Allegro vivo sottolinea ed accompagna laffannosa ricerca del
testamento in ogni angolo della stanza. Poi ritorna nellassolo di Gianni Si corre dal
notaio, quando viene descritta la scena che si presenter agli occhi del notaio,
condensandosi nei due melismi delle parole semioscura e letto; sempre su questo
melisma si modella limportante melodia dellavvertimento sulla pena riservata ai
falsari, Addio, Firenze. Il secondo motivo, come detto, utilizzato per ridicolizzare
linteresse alleredit, passa in seguito a indicare Gianni Schicchi, nominato per la 36
prima volta da Rinuccio. Quindi punteggia tutta la prima parte dellassolo del tenore
Avete torto, e torna nel momento in cui il protagonista bussa alla porta,
sovrapponendosi alla melodia dei bassi; infine viene intonato dalle tre donne di
famiglia dopo la scena della vestizione (Nella, la Ciesca, Zita Spogliati
bambolino).

Quando Rinuccio nel suo recitativo arioso Avete torto, tesse le lodi del personaggio
principale, compare, alternato al tema del nome, un altro motivo importante a lui
strettamente legato, quello della beffa: alle parole Motteggiatore! beffeggiatore!,
la voce accompagnata da una piccola fanfara di triadi ribattute. Questa cellula sar
ripresa pi volte nellopera per ricordare la vera natura dello Schicchi in relazione
alla falsa identit di Buoso. Un altro tema ricorrente, costituito ancora da un
frammento di ostinato inserito entro una cadenza, quello definibile del testamento,
in quanto si presenta per la prima volta mentre i Donati aprono il suddetto
documento, viene ripreso l dove Spinelloccio vanta a sproposito i meriti della scuola
bolognese, poi nellassolo di Schicchi riferito al notaio e infine, molto chiaramente,
quando questultimo far il suo ingresso in scena. Medicina e legge vengono
ambedue ridicolizzate dai tratti scolastici di questa cadenza perfetta. Anche lamore
tra Rinuccio e Lauretta ha un motivo specifico pi volte ripreso: una melodia piena di
slancio, citata inizialmente dallorchestra dopo che il ragazzo riuscito a trovare la
pergamena del testamento e, forte della sua scoperta, approfitta per chiedere subito la
mano dellamata fanciulla. Uno dei punti pi interessanti del Gianni Schicchi il
concertato (Simone Dunque era vero) che segue lapertura del testamento: una
pagina dove si scatena la rabbia di tutti che protestano contro le ultime volont dello
scomparso e dove la musica, utilizzando una variante del tema del lutto, diventa pi
netta e squadrata, lasciando spazio ad aggressivi ostinati, tinti da acidissime
dissonanze, alla maniera di un Bartk o di uno Stravinskij. Rinuccio, dopo aver
replicato alla protesta dei parenti contrari allunione fra un Donati e la figlia di un
villano! / Duno sceso a Firenze dal contado!, canta, ad uso di stornello toscano,
come indica la partitura, la prima vera e propria romanza dellopera: Firenze come
unalbero fiorito. Fra la prima e la seconda strofa inserita la melodia della
successiva aria di Lauretta Oh mio babbino caro, poi viene descritto lo scorrere
dellArno con figure ostinate di semicrome e infine nellultima parte, condotta a mo
di marcia, sono citati due grandi toscani venuti dalla provincia, Arnolfo di Cambio e
Giotto.

Puccini, per la celebre aria di Lauretta Oh mio babbino caro, brano di intensa
effusione lirico-sentimentale, con cui la ragazza supplica il padre di aiutarla a
coronare il suo sogno damore, riprende la melodia per la prima volta esposta nello
stornello di Rinuccio, probabilmente per associare alla gente nuova, esaltata dal
fidanzato, il senso dellaffetto familiare di cui i Donati sono totalmente sprovvisti. Il
personaggio che pi di ogni altro affascina e convoglia lammirazione e le simpatie
del pubblico, perfettamente descritto sia dal punto di vista narrativo che musicale,
sicuramente Gianni Schicchi: uomo scaltro e astuto, dalla forte personalit, vero
rappresentante di una classe borghese solida anche al tempo in cui la vicenda
ambientata. Fin dal suo ingresso in scena si dimostra impavido, senza scrupoli e,
completamente padrone della situazione, aggredisce con vigore la Zita che lo scaccia,
apostrofandola Vecchia taccagna! Stillina! Sordida! Spilorcia! Gretta!; 37
dopodich attacca un travolgente quartetto in cui la sua voce si contrappone a quella
della vecchia e allansia dei due amanti, che parlano della collina di Fiesole dove si
sono giurati eterno amore. Dopo lassolo Si corre dal notaio il protagonista canta
una canzone dallandamento grottesco In testa la cappellina!, in cui lorchestra
accompagna la voce in una melodia cromatica, quasi da cabaret , con accordi
pizzicati dagli archi. Lo stesso cromatismo lo troviamo nel brevissimo concertato
seguente, caratterizzato da un fitto intreccio polifonico. LAddio, Firenze, stornello
prima intonato da Gianni e poi dagli altri, dalla modalit medievaleggiante, in cui la
nota dominante esercita una forza dattrazione tale da convergere tutte le ondulate
figure di cui composto il tema, funge da necessaria premessa al gran finale e
rappresenta il macabro avvertimento ai parenti prima che arrivi il notaio. Lo Schicchi
detta il testamento e lascia per s i beni pi preziosi del defunto Buoso, unica
possibilit che permetta lunione di Rinuccio con Lauretta, ostacolata dalla classe
nobile, corrotta e decaduta.

Per frenare le proteste dei Donati, il baritono alterna la dettatura al canto minaccioso
di Addio Firenze, intessuto darmonie sempre pi dissonanti. Infine lamore tra i
due giovani, espresso nel duetto conclusivo Lauretta mia, staremo sempre qui!,
basato sul tema simbolo del loro sentimento, si contrappone alla confusione della
scena precedente, in cui i furiosi parenti saccheggiano la casa cacciati dal nuovo
proprietario e riscatta tutte le debolezze umane, compresa quella di Gianni che torna
in scena carico degli oggetti strappati ai Donati. Come in ogni opera buffa che si
rispetti, lo Schicchi avanza verso il proscenio e, accennando agli innamorati con la
berretta in mano, declama la sua licenza sugli accordi tenuti dellorchestra.

38
LOMBARDI ALLA PRIMA CROCIATA
di Giuseppe Verdi su libretto di Temistocle Solera
Personaggi
ARVINO (tenore)
PAGANO (basso)
VICLINDA (soprano)
GISELDA (soprano)
PIRRO (basso)
ACCIANO (basso)
ORONTE (tenore)
SOFIA (soprano)
UN PRIORE DELLA CITTA' DI MILANO (tenore)
CORO cittadini, sgherri, crociati, pellegrini, claustrali, schiave, ambasciatori

Introduzione
un'opera in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Temistocle Solera.
La prima rappresentazione fu al "Teatro alla Scala" di Milano il 11 Febbraio 1847.

Trama
ATTO I
Lazione si svolge a Milano tra il 1097 e il 1099.
Nella chiesa di SantAmbrogio i cittadini sono riuniti per festeggiare il rito del
perdono concesso da Arvino al fratello Pagano, il quale in passato lo aveva aggredito
in uno scatto di gelosia per amore della bella Viclinda, ora moglie di Arvino.
Dopo lunghi anni di esilio, Pagano ritorna a Milano. I cittadini se ne rallegrano, ma al
pentimento non credono n Arvino, n Viclinda, n la figlia Giselda.
Il priore annuncia che Arvino sar condottiero dei crociati lombardi in Terrasanta.
Rimasto solo con lo scudiero Pirro, Pagano rivela il suo rancore per la cognata e il
suo odio per il fratello, che decide di uccidere chiedendo la complicit di Pirro e di
alcuni bravi.
Intanto nel palazzo di Folco Viclinda e Giselda sono turbate temendo per la vita di
Arvino. Le due fanno un voto: se si salveranno, andranno pellegrine a Gerusalemme a
pregare sul Santo Sepolcro.
Arriva Pirro dicendo a Pagano che pu agire in quanto suo fratello si coricato;
Pagano entra in azione, poi vedendo arrivare Arvino, capisce il tragico errore
commesso: non ha ucciso il fratello, bens il padre ed invoca la maledizione di Dio.
Quando Arvino giunge per ucciderlo, Giselda si oppone dicendo che il castigo sar il
rimorso.

ATTO II
Lazione inizia nelle stanze di Acciano, tiranno di Antiochia. Costui invoca la
vendetta di Allah sullesercito cristiano che ha invaso il territorio.
Oronte, suo figlio, chiede alla madre Sofia, segretamente convertita al cristianesimo,
notizie di Giselda, la cristiana prigioniera che egli ama e dalla quale riamato.
Sentendo dalla madre che la giovane lo sposer solo se si convertir al cristianesimo,
Oronte accetta.
La scena si sposta nella grotta dove vive in esilio Pagano aspettando larrivo 39
dellesercito cristiano. Anche Pirro si rifugiato in Terrasanta e si fatto musulmano,
costui si presenta a Pagano ma non lo riconosce.
Pirro invoca il suo aiuto per avere il perdono divino: lui, aprir le mura di Antiochia,
essendone custode. Arvino, pur non riconoscendo il fratello, lo prega affinch salvi la
figlia Giselda.
Pagano annuncia la caduta della citt la notte stessa.
Nellharem di Antiochia Giselda invoca la madre perch la perdoni di essersi
innamorata di un pagano.
Sofia le comunica che un traditore ha consegnato la citt ai cristiani ed ora Acciano e
Oronte giacciono morti in battaglia.
Intanto giunge Arvino che, sentendo la figlia maledire il trionfo cristiano, la ripudia;
sta per ucciderla quando leremita gli ferma la mano dicendo che Giselda agisce cos
per amore.

ATTO III
Nella valle di Giosafat Giselda piange Oronte che, improvvisamente, le appare
davanti in veste lombarda: egli stato solo ferito. I due fuggono insieme.
Arvino maledice la figlia e giura vendetta contro Pagano, riconosciuto da crociati
lombardi.
Giselda porta Oronte ferito in una grotta; giunge leremita che sollecita Oronte a
convertirsi alla fede cristiana. Il giovane si converte e muore, invocando Giselda, con
la benedizione di Pagano.

ATTO IV
Nella caverna delleremita Pagano mostra ad Arvino la figlia colta da febbre che gli
implora perdono. Alla fanciulla appare in sogno Oronte che annuncia ai cristiani che
le acque del Siloe placheranno la siccit che li ha colpiti.
Intanto i lombardi pregano il Signore e ricordano laria fresca, la natura e la pace
della terra lombarda.
Giselda, Arvino e leremita giungono ed annunciano di aver trovato le acque del
Siloe.
Pagano, in punto di morte, rivela ad Arvino di essere il fratello e chiede il suo
perdono; costui lo abbraccia e lo perdona, mentre Gerusalemme cade in mano ai
crociati.

Brani celebri
Atto Primo
Tassale un tremito, Giselda
Te, Vergin santa, Giselda
Atto Secondo
La mia letizia infondere, Oronte
Oh madre dal cielo soccorri al mio pianto, Giselda
Atto Terzo
Gerusalem..Gerusalem la grande, coro
Atto Quarto
O Signore,dal tetto natio, coro

40
MADAMA BUTTERFLY
di Giacomo Puccini Melodramma in tre atti su Libretto di Luigi
Illica e Giuseppe Giacosa

Personaggi
Madama Butterfly - Cio-Cio-San (soprano) giovane geisha giapponese
Pinkerton (tenore) tenente della marina degli Stati Uniti, sposo di Butterfly
Suzuky (mezzosoprano) servente di Butterfly
Sharpless (baritono) console statunitense a Nagasaky
Goro (tenore) sensale di matrimoni
Lo zio Bonzo (basso)
Il principe Yamadori (tenore) pretendente di Butterfly
Kate Pinkerton (mezzosoprano) moglie americana di Pinkerton
Imperial Commissario (basso)
Ufficiale di Registro (basso)
Zio Yakusid (basso)
Zia di Butterfly (soprano)
Cugina (soprano)
Madre e Parenti di Butterfly (coro)
Dolore (bimbo mimo)

Introduzione

Opera in 3 atti di G. Puccini, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa

Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 17 febbraio 1904

Trama
ATTO I
In una casa con giardino, a Nagasaki, il tenente della marina statunitense Benjamin
Franklin Pinkerton, accompagnato da Goro, sensale di matrimoni, attende divertito il
corteo nuziale della sua sposa, la geisha Cio-Cio-San, detta Madama
Butterfly. Goro gli presenta l'ancella Suzuky, nel frattempo giunge Sharpless, console
americano, al qualePinkerton espone, conversando amabilmente davanti a un
bicchiere di whisky, la sua cinica filosofia di yankee che vuol godersi la vita,
sprezzando rischi e i sentimenti altrui: s invaghito delle ingenue grazie di Cio-Cio-
San e intende ora sposarla secondo il rito giapponese, non riconosciuto negli Stati
Uniti.

Sharpless gli fa un garbato rimprovero, perch ha compreso che ella ci crede


veramente, ma alla fine alza il bicchiere con Pinkerton che brinda al giorno in cui si
sposer con una vera sposa americana.

Intanto, arriva Butterfly e il console le rivolge qualche domanda, Cio-Cio-San dice di


essere nata a Nagasaki da una famiglia un tempo assai prospera, ma poi finita in
miseria, motivo per cui stata costretta a fare la geisha. Vive con la madre il padre
morto. Quando le viene chiesta let, Butterfly si diverte fanciullescamente a farla 41
indovinare, poi ammette maliziosa di avere 15 anni. L'et dei giochi
commenta Sharpless con tono severo verso Pinkerton.

Giungono quindi la madre di Butterfly e gli altri parenti per la cerimonia,


e Pinkerton li osserva divertito.
Butterfly trae in disparte Pinkerton per mostrargli alcuni oggetti che ha portato con s
in dote: dei fazzoletti, una pipa, una cintura, uno specchio, un ventaglio, un vaso di
tintura per il trucco tradizionale e, infine, un astuccio lungo e stretto, ma alla richiesta
diPinkerton di vedere cosa contiene, essa lo ripone in tutta fretta, dicendo che c
troppa gente intorno. Interviene Goro e spiega sottovoce che si tratta della lama con
cui il padre si suicidato su invito dellImperatore.

In attesa dellinizio della cerimonia, Cio-Cio-San confessa a Pinkerton, a


dimostrazione della sua devozione, di aver rinnegato la sua fede e di essere divenuta
cristiana. Si celebrano quindi le nozze, il console e i funzionari se ne vanno, mentre
tutto il parentado si trattiene per festeggiare. Sode di lontano la voce terribile
dello Zio Bonzo, che irrompe furibondo, avendo scoperto che Cio-Cio-San ha
rinnegato la fede degli avi e, cacciato daPinkerton, la maledice rinnegandola a sua
volta, seguito dai parenti.

Il pianto di Butterfly viene placato dalle ardenti parole di Pinkerton, infiammato dal
desiderio, mentre scende la notte. Lingenua fanciulla risponde teneramente alle
appassionate parole del marito che, stringendola in un abbraccio, la conduce
allinterno della casa.

ATTO II

La fedele Suzuki prega davanti alla statua di Budda affinch Cio-Cio-San non pianga
pi, perch da tre anni, la sposa aspetta il ritorno del marito Pinkerton, partito per gli
Stati Uniti con la promessa di ritornare a primavera, nella stagione in cui i pettirossi
fanno il nido.

Butterfly convinta che che un bel giorno dallorizzonte spunter la nave


di Pinkerton e il suo sposo salir la collina chiamandola con gli affettuosi
vezzeggiativi di un tempo. Sopraggiungono Goro e Sharpless, il quale ha ricevuto
una lettera da Pinkerton con un messaggio per Cio-Cio-San. Ella raggiante di gioia
e d il benvenuto al console.Sharpless non ha il coraggio di comunicarle
che Pinkerton si risposato in America e che verr presto a Nagasaki con la sua
nuova sposa.

Cio-Cio-San informa il console di come il sensale insista per trovarle un nuovo


marito. Uno dei pretendenti il ricco Yamadori, che giunge poco dopo in gran pompa
accompagnato dai suoi servi, ma Cio-Cio-San non vuole saperne, orgogliosa nella sua
tenace convinzione di essere ancora sposata con Pinkerton, anche secondo la legge
americana.
Sharpless comincia con imbarazzo a leggere la lettera di Pinkerton, continuamente
interrotto da Butterfly e cerca di farle capire la verit chiedendo: Che fareste []
sei non dovesse ritornar pi mai? Cio-Cio-San sarresta, immobile, e risponde
sommessa che le alternative sono due: tornare a fare la geisha o morire. 42
Butterfly chiama Suzuki e le chiede di accompagnare alla porta il console, poi
allimprovviso corre nella stanza accanto e ritorna trionfante con un bambino in
braccio: se Pinkerton lha scordata, potr scordare anche suo figlio? Il console,
profondamente turbato, promette che informer Pinkerton dellesistenza del bambino
ed esce.

Si avverte un colpo di cannone e Cio-Cio-San si precipita fuori e, con un


cannocchiale, cerca di individuare la bandiera della nave, quindi, esultante ne grida il
nome: Abramo Lincoln!, la nave di Pinkerton. La sua gioia immensa e ordina a
Suzuki di cogliere tutti i fiori del giardino per adornare la casa e ricevere degnamente
lo sposo. Le due donne cospargono tutto con i fiori raccolti, poi, dopo aver indossato
labito da sposa, Cio-Cio-Sansi accoccola con Suzuki e il bambino davanti allo shosi
in attesa dellarrivo di Pinkerton.

ATTO III

A poco a poco la notte si dilegua, Butterfly, si allontana dalla stanza con il bimbo
addormentato in braccio. Poco dopo giunge Pinkerton, in compagnia di Sharpless e
di Kate, la moglie americana, che resta ad aspettare in giardino. Informato dal
console del figlio che Butterfly gli ha dato, infatti salito alla casa sulla collina per
convincerla ad affidargli il piccolo. Quando apprende da Suzuki come Butterfly lo
abbia atteso in quei tre anni, si allontana col cuore gonfio di rimorso.

Butterfly si desta, chiama Suzuki, entra sollecita nella stanza, vede il console e pensa
in grande agitazione di trovare anche Pinkerton, scorge invece Kate, sulla terrazza, ed
colta da un brutto presentimento. Interroga Suzuki su Pinketon mentre fissa Kate,
quasi affascinata e finalmente comprende chi . Kate allora si avvicina e, chiedendole
perdono per il male che inconsapevolmente le ha fatto, si mostra amorevolmente
disposta ad avere cura del bambino e a provvedere al suo avvenire. Butterfly risponde
che consegner il piccolo soltanto a lui, se avr il coraggio di presentarsi mezzora
dopo. Poi li congeda.

Rimasta sola crolla a terra. Ordina a Suzuki di chiudere le imposte e di ritirarsi


nellaltra stanza con il bambino. Suzuki intuisce le intenzioni della padrona e
vorrebbe restare, maCio-Cio-San, risolutamente, la spinge fuori. Poi estrae
dallastuccio di lacca il coltello di suo padre e legge con solennit le parole incise
sulla lama: Con onor muore chi non pu serbar vita con onore. Sta per compiere
harakiri, quando allimprovviso Suzuki spinge nella stanza il
bambino. Butterfly lascia cadere il coltello, si precipita verso il piccolo, lo abbraccia
soffocandolo di baci e, dopo avergli rivolto uno straziante addio, gli benda gli occhi e
lo fa sedere, mettendogli in mano una bandierina americana. Quindi raccoglie il
coltello, si ritira dietro il paravento e si uccide. Nello stesso istante, invocandola da
lontano, accorre nella stanza Pinkerton, che singinocchia singhiozzante sul suo
corpo.

43
Brani celebri
Atto Primo
Amore o grillo, Pinkerton e Sharpless
Ancora un passo... Spira sul mare, Butterfly e coro
Viene la sera.... Bimba dagli occhi pieni di malia, Pinkerton e Butterfly
Atto Secondo
Un bel d vedremo, Butterfly
Che tua madre dovr prenderti in braccio, Butterfly e Sharpless
Scuoti quella fronda, Bytterfly e Suzuky
Coro a bocca chiusa
Atto Terzo
Addio fiorito asil, Pinkerton
Tu, tu piccolo Iddio, Butterfly

44
MARIA STUARDA
di Gaetano Donizetti su libretto di Giuseppe Bardari
Personaggi
Maria Stuarda (soprano) regina di Scozia
Elisabetta (soprano, spesso interpretata da mezzosoprano) regina d'Inghilterra
Anna Kennedy (mezzosoprano) giovane vedova, natura subita, impaziente di
contraddizione, ma schietta e affettuosa
Roberto Leicester (tenore) conte innamorato di Maria Stuarda e conteso da
Elisabetta
Giorgio Talbot (basso)
Lord Guglielmo Cecil (basso) Gran Tesoriere
Un araldo (tenore)
Cavalieri, dame d'onore, familiari di Maria, guardie reali, paggi,
cortigiani, cacciatori, soldati di Forteringa, sceriffo ed ufficiali di
Giustizia(coro)

Introduzione

Melodramma in 3 atti di Gaetano Donizetti, su libretto di Giuseppe Bardari tratto


dalla tragedia omonima di F. Schiller nella traduzione italiana di A. Maffei.

Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 30 dicembre 1835

L'opera ebbe una genesi complessa: era prevista per Napoli, ma venne proibita in
extremis perch Borbone non gradiva melodrammi tragici nelle serate di gala, ci fu
poi un ritardo dell'opera, prevista per il 6 luglio, ma fu rinviata pi volte poich il
libretto venne censurato a causa del giovane e inesperto librettista (Bardari all'epoca
era diciassettenne, studente di legge!). Un altro motivo fu la zuffa tra le due prime
donne, Giuseppina Ronzi de Beignis e Anna del Sere (nei ruoli
di Maria ed Elisabetta), venute alle mani nella scena dello scontro delle due regine,
insultandosi tra di loro pesantemente, tant' che la de Beignis l'accus di essere la
favorita del compositore. Donizetti, ormai stufo dei litigi, replic: "Io non proteggo
nessuna di voi due, ma due p... erano quelle (Elisabetta e Maria) e due p... siete voi
due e pose fine alle eventuali liti tra le due".

L'opera arriv al debutto un anno dopo, con una non proprio in forma Maria
Malibrannel ruolo di Maria Stuarda. Sebbene la censura le imponesse di non
cantare la parte in cui Maria insulta Elisabetta, la Malibran la cant comunque.
L'opera venne proibita dopo sole sei recite, e riadattata ad un altro
libretto, Buondelmonte, eseguita Napoli. Fu ripresa solo nel 1865.

Trama
ATTO I

Inghilterra, Palazzo di Westminster, seconda met del secolo XVI

Elisabetta annuncia le sue nozze future col re di Francia, per poter rafforzare il
regno. Essa allegra, e Talbot approfitta della sua contentezza per affrontare un 45
argomento delicato: Maria Stuarda. Talbot e Leicester chiedono alla regina la
liberazione della povera scozzese, detenuta a Fotheringay in un castello in mezzo al
bosco, con l'accusa di alto tradimento.
Cecil, il gran tesoriere, invece esorta la regina a non aver piet.
La regina dubbiosa: ella sa che Maria ama l'uomo amato anche da lei
stessa: Roberto Leicester.
Lo stesso Leicester si incontra con Talbot, che gli consegna un foglio: da parte
di Maria, a cui Talbot andato appena fare visita. La regina, insospettita, riesce ad
ottenere il foglio, e lo legge. Con furore, afferma che andr subito alla prigione
dove Maria Stuarda reclusa per parlarle.

ATTO II

Nel parco di Fotheringay Maria, reclusa nel castello, rimpiange il suo passato e
rievoca i bei momenti vissuti in Francia da bambina con la nutrice Anna. La sua
tranquillit viene turbata dai suoni delle trombe da caccia. Giunge Leicester, in
avanscoperta che spiega aMaria che la caccia una scusa per Elisabetta per venire a
vederla. Roberto la esorta a rimanere calma dinnanzi alla Regina: con una atto di
sottomissione potr riottenere la libert.
Giungo Elisabetta e il suo seguito tra cui Talbot e Cecil, il gran tesoriere e principale
ispiratore del partito che vuole morta la Stuarda.
Elisabetta rimprovera a una prostrata Maria di essere stata infedele alla corona
inglese insinua che sia stata prodiga di favori verso Leicester per ottenere il suo
appoggio.
Maria, all'inizio supplichevole, e poi insultata con disprezzo da Elisabetta, al colmo
del furore, la copre d'insulti spregevoli. Elisabetta, infuriata pi che mai, la fa
arrestare, promettendole la scure. Maria si sente come liberata da un
incubo, Leicester, Talbot e Anna, dama di compagnia di Maria, sono afflitti. Cecil e i
cortigiani gridano il loro sostegno alla sovrana offesa.

ATTO III

Elisabetta, nei suoi appartamenti, indecisa se ordinare la condanna a morte della


Stuarda. Cecil convince Elisabetta a firmare la condanna a morte di Maria. L'arrivo
diLeicester fa accendere in lei la gelosia, e le preghiere dell'amato non riescono a
farla smuovere dal suo proposito, anzi, ottiene di esacerbarla ancora di pi: per suo
volere, egli dovr assistere all'esecuzione.
Nel castello, Maria teme che la regina si vendichi su Leicester, e in quel momento
giungono Talbot e Cecil, a confermarle la condanna. Maria rifiuta di essere
confessata da un prete protestante, essendo cattolica, come le offre Cecil. Rimasta
sola con Talbot, chiede di essere confessata da un prete cattolico. Talbot rivela di
essere prete cattolico, la confessa, e le assolve i peccati.
Maria sta per essere decapitata: i familiari, Anna, Leicester e Talbot l'attendono per
vederla l'ultima volta (Vedeste? - Vedemmo), mentre Cecil si rallegra per l'imminente
uccisione della rivale di Elisabetta. Maria appare vestita a lutto con la corona in testa
attesa da Anna e i servi. Implora Leicester di non imprecare ancora contro la
condanna, e gli chiede di perdonare, di non serbare rancore e di vederla morire.
Scoppiano tre colpi di cannone, segno dell'avvio alla condanna: ma Maria si avvia
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serenamente al supplizio.

Brani celebri
Sinfonia
Quando all'ara scorgemi cavatina di Elisabetta
Era d'amor l'immagine duetto tra Roberto e Elisabetta
O nube, che lieve...nella pace del mesto riposo cavatina di Maria
Da tutti abbandonata duetto tra Maria e Roberto
Morta al mondo...figlia impura di Bolena scena "del confronto" tra Elisabetta
e Maria
D'una sorella, o barbara duetto tra Elisabetta e Roberto
Oh, mio buon Talbot duetto "della confessione" tra Talbot e Maria
Ah se un giorno da queste ritorte cabaletta finale di Maria

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NABUCCO
di Giuseppe Verdi su libretto di Temistocle Solera
Personaggi
Nabucco (Baritono), re dei Babilonesi
Ismaele (Tenore), nipote di Sedecia re di Gerusalemme
Zaccaria (Basso), gran pontefice degli Ebrei
Abigaille (Soprano), schiava, figlia adottiva di Nabucco
Fenena (Soprano), figlia di Nabucco innamorata di Ismaele
Abdallo (Tenore), vecchio ufficiale del re di Babilonia
Anna (Soprano), sorella di Zaccaria
Soldati babilonesi, soldati ebrei, Leviti, vergini ebree, donne babilonesi,
Magi, grandi del regno di Babilonia, popolo (coro)

Introduzione

Melodramma in 4 atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Temistocle Solera.

Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 9 marzo 1842

Originariamente era Nabucodonosor, nella partitura autografa di Verdi e nella prima


edizione a stampa, ma lo stesso Verdi us sempre in seguito il titolo
abbreviato,Nabucco, per la sua terza opera nonch primo dei numerosi trionfi che
segnarono la sua lunga carriera. Limpresario della Scala, Bartolomeo Merelli, nel
periodo successivo alla composizione di Oberto, conte di San Bonifaci , offr
a Verdi un contratto per tre opere da scrivere in otto mesi, tra cui unopera buffa, Un
giorno di regno, che cadde clamorosamente alla prima esecuzione; Merelli non
diede peso a questo evento e conferm comunque la sua fiducia in Verdi, offrendogli
di musicare un libretto Nabucodonosor appunto che era stato rifiutato dal giovane
compositore prussianoOtto Nicolai.

Prima fonte del libretto di Temistocle Solera naturalmente la Bibbia, letta nella
traduzione di Giovanni Deodati, come testimoniano le citazioni apposte a capo delle
varie sezioni del libretto. I riferimenti alla Bibbia riguardano in particolare il regno di
Giuda e la sua invasione da parte del re babilonese Nabucodonosor nel 587-586 a.C.,
quando fu saccheggiato il tempio di Gerusalemme, cui segu la deportazione dei vinti
in Babilonia, dove circa mezzo secolo dopo furono liberati; nel racconto biblico non
figurano per nIsmaele nipote di Sedecia re di Gerusalemme n Abigaille, e
neppure Fenena. Altre fonti pi vicine al libretto di Solera sono il dramma
francese Nabuchodonosor diAuguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu,
rappresentato nel 1836 al Thtre de lAmbigu-Comique di Parigi, tradotto dopo
circa due anni in italiano, e Il ballo storicoNabuccodonosor di Antonio Cortesi,
rappresentato alla Scala il 27 ottobre 1836. Frutto della fantasia di Solera invece
lamore non corrisposto di Abigaille per Ismaele, che non trova riscontro in alcuna
delle fonti citate.

Lopera and in scena il 9 marzo 1842 con un successo tale da venire ripresa
settantacinque volte solo alla Scala entro la fine dellanno.
48
Trama
ATTO I - Gerusalemme

Nel tempio di Salomone, Ebrei e Leviti invitano le vergini ebree a pregare per la
salvezza di Israele, poich Nabucco, il re dAssiria, li ha invasi.
Entra Zaccaria, profeta ebraico, dicendo che Dio ha tratto in suo potere Fenena,
figlia diNabucco: lei forse potr far ritornare la pace; invita perci gli Ebrei a
confidare nel loro Dio.

Improvvisamente si sentono urla: giunge quindi Ismaele, nipote di Sedecia re di


Gerusalemme, per annunciare che Nabucco si sta avvicinando
furibondo. Zaccaria affidaFenena a Ismaele, predicendo rovina al Dio di Belo.
Rimasti soli Ismaele e Fenena, ricordano quando, nelle vesti di ambasciatore di
Giuda, Ismaele and in Babilonia e fu imprigionato. Fu Fenena a salvarlo sia dalla
prigione sia dallamore furente della di lei sorella, Abigaille.

Fenena gli rammenta la sua attuale condizione di schiava, e Ismaele, follemenente


innamorato, le giura che le render la libert. Mentre sta per aprire una porta segreta
da cui fuggire, entra Abigaille, schiava creduta figlia primogenita di Nabucco, seguita
da alcuni guerrieri babilonesi travestiti da Ebrei.

Sorpresi i due amanti, ella accusa Ismaele di tradire la patria per una donna
babilonese e grida vendetta, confessando di averlo amato e di avergli offerto anche il
regno di Babilonia; sentendosi schernita, ha mutato ora il suo amore in odio, ma si
dichiara pronta a salvarlo se Ismaele cambier partito.
Gli Ebrei sono in preghiera nel tempio, quando giunge la notizia che Nabucco a
cavallo si sta avvicinando. Savanza anche Abigaille, inneggiando a Nabucco: lei
che ha aperto il passo ai guerrieri babilonesi, che ora fanno irruzione nel tempio.
Segue anche Nabucco, che viene affrontato da Zaccaria; questi minaccia di
uccidere Fenena, che tiene in pugno, se Nabucco osasse profanare il tempio.
Mentre Zaccaria sta per vibrare il colpo suFenena, Ismaele ferma il pugnale; la
fanciulla corre fra le braccia di Nabucco, che annuncia tremenda vendetta.

ATTO II - L'empio

Abigaille ha in mano uno scritto, sottratto a Nabucco, nel quale scopre le sue origini
servili.
Per questa ragione Nabucco destina il trono alla figlia minore, Fenena,
mentre Abigaille tenuta in schiavit.
Questa sua condizione la rende furente contro tutti, al punto da minacciare di
morteFenena, il finto padre Nabucco e il regno.
Il gran sacerdote di Belo avverte Abigaille che Fenena sta liberando gli Ebrei, per cui
il popolo assiro acclama regina Abigaille.

Nella reggia Ismaele incontra i Leviti che gli intimano di fuggire, maledicendolo
perch ha tradito il suo popolo. Sopraggiunge Anna, che dice di aver piet di Ismaele:
ha salvato unebrea, Fenena, che si infatti convertita al dio di Israele.

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Entra Abdallo dicendo che stata annunciata la morte di Nabucco e che Abigaille
invocata regina.
Abigaille intima a Fenena di renderle la corona; ma entra Nabucco e, strappata la
corona dalle mani di Abigaille, la sfida a prenderla dal suo capo.
Nabucco ripudia il dio di Babilonia, che ha reso i babilonesi traditori, e quello degli
Ebrei, che li ha posti in suo potere e, in un impeto dorgoglio, dichiara se stesso dio.
A questa affermazione viene colpito da un fulmine e Nabucco sembra avere sul volto
le tracce della follia: sconvolto, cade, invocando laiuto di Fenena,
mentre Abigaille raccoglie la corona.

ATTO III - La profezia

Negli orti pensili di Babilonia Abigaille sul trono. Il sacerdote di Belo invoca la
morte per tutti gli Ebrei e per Fenena per prima, perch traditrice di Belo.

Entra quindi Nabucco, trasandato e con abbigliamento lacero. Abigaille ordina di


rinchiuderlo nelle sue stanze, poich ha perso il senno, ma Nabucco rivendica il suo
trono e affronta Abigaille chiedendole come osa sedervi.
La donna dice di averlo occupato per il bene di Belo quando lui era demente e lo
informa dell'imminente sterminio degli Ebrei. Nabucco stupito, Abigaille rincara la
dose e lo accusa di essere un vile e Nabucco, messo alle strette, firma allora lordine,
ma quando si rende conto che in questo modo ha condannato anche Fenena vorrebbe
tornare sui suoi passi. Abigaille non lo permette, e dice che avr lei come figlia.
Infuriato, Nabucco la definisce "schiava" e cerca il foglio che attesta la sua nascita
servile, ma Abigaille lo estrae dal seno lo distrugge.

Abigaille fa rinchiudere Nabucco in prigione, ed egli disperato, le chiede di rendergli


almeno Fenena.

Intanto, sulle sponde dellEufrate, gli Ebrei incatenati e costretti al lavoro pensano
con nostalgia alla loro patria Va pensiero sullale dorate. Subito dopo
giunge Zaccaria, che profetizza la futura liberazione del suo popolo.

ATTO IV- L'idolo infranto

Negli appartamenti della reggia Nabucco sta dormendo. Si ode il suono di guerra e
Nabucco si sveglia ansante credendo che Belo stia cadendo in mano agli Ebrei. Si
affaccia alla finestra e vede la figlia Fenena tratta a morte in catene. Cerca di
liberarsi, ma si rende conto di essere rinchiuso; disperato, si tocca la fronte e invoca il
perdono al Dio di Giuda. Sentendosi guarito e rinvigorito riesce ad aprire con
violenza la porta, ruba la spada ad Abdallo e corre a salvare Fenena. Intanto negli orti
pensili il sacerdote di Beloattende Fenena, che si prepara al martirio.
Irrompe Nabucco, con Abdallo e i guerrieri; cade lidolo, e Nabucco spiega come il
Dio di Giuda lo rese demente quandera tiranno, facendo anche
impazzire Abigaille che nel frattempo ha bevuto il veleno.

Tutti si inginocchiano e rendono grazie a Dio. Entra Abigaille, in fin di vita, sorretta
da due guerrieri: chiede perdono a Fenena, benedicendo il suo amore con Ismaele;
50
muore implorando la piet di Dio, mentre Zaccaria saluta Nabucco re dei re.

Brani celebri

Sinfonia (parte I)
Mio furor, non pi costretto, (finale atto I)
Ben io t'invenni, o fatal scritto!... Anch'io dischiuso un giorno, recitativo e aria
di Abigaille (atto II)
Vieni, o Levita, preghiera di Zaccaria (atto II)
S'appressan gli istanti!, concertato (atto II)
l'Assiria una regina, introduzione (atto III)
Va', pensiero, sull'ali dorate, coro degli ebrei (atto III)
Dio di Giuda preghiera di Nabucco (atto IV)

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NORMA
di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani
Personaggi
Pollione, proconsole di Roma nelle Gallie (Tenore)
Oroveso, capo dei Druidi (Basso)
Norma, druidessa, figlia di Oroveso (Soprano)
Adalgisa, giovane ministra del tempio dIrminsul (Soprano)
Clotilde, confidente di Norma (Mezzosoprano)
Flavio, amico di Pollione (Tenore)
due fanciulli, figli di Norma e Pollione
druidi, bardi, eubagi, sacerdotesse, guerrieri e soldati galli
cavalieri, dame, paggi, alabardieri

Introduzione
Tragedia lirica in due atti (spesso suddivisi in quattro) di Vincenzo Bellini su libretto
diFelice Romani, dalla tragedia Norma ou linfanticide di A. Soumet. Prima
rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 26 dicembre 1831.

Trama
ATTO PRIMO
La vicenda si svolge nelle Gallie, allepoca dellinvasione Romana
Nella foresta sacra dei Druidi il gran sacerdote Oroveso annuncia larrivo di Norma,
la sacerdotessa sua figlia, che compir il sacro rito in omaggio alla divinit lunare.
Intanto Pollione, segreto amante di Norma da cui ha avuto due figli, incontra lamico
Flavio e gli confida di essersi innamorato di unaltra sacerdotessa (Adalgisa) e di
voler con lei fuggire alla volta di Roma, temendo lira e la vendetta di Norma.
I guerrieri Galli esortano Norma ed Oroveso a dare lordine di sterminare gli
oppressori romani, ma Norma, quale interprete della volont divina, asserisce che
lora della rivolta non le ancora stata comunicata dagli di. Intona quindi una
preghiera alla luna, al termine della quale congeda lassemblea dei Galli, che si
allontana invocando il giorno della vendetta.
Nella sacra foresta rimane solo Adalgisa, subito raggiunta da Pollione che la invita ad
abbandonare le sue divinit e a seguirlo a Roma; la fanciulla, alfin convinta, promette
di fuggire con lui lindomani.
Nella sua abitazione, Norma confida a Clotilde daver appreso che Pollione
richiamato in patria: teme che il proconsole abbia intenzione dabbandonarla e le
affida i due figli per poter rimaner da sola ma la raggiunge Adalgisa che, ignorando la
relazione tra Norma e Pollione, le confida il suo colpevole amore senza rivelare
lidentit dellamato; narra il primo incontro e Norma commossa, al ricordo del suo
idillio con Pollione, scioglie Adalgisa dai suoi voti e la congeda, invitandola a vivere
liberamente con lamato.
Allarrivo inatteso del proconsole, Norma comprende che proprio lui luomo amato
dalla fanciulla ed in preda al furore, la mette in guardia contro linfedelt del romano.
Adalgisa, sconvolta dalle rivelazioni, rimprovera Pollione di averla ingannata e rifiuta
di seguirlo. 52
I Druidi, intanto, richiamano Norma alla celebrazione dei sacri riti; Pollione si
allontana, furente, e Adalgisa informa Norma che intende rinunciare al proprio
amore.

ATTO SECONDO
Nella abitazione di Norma
Norma decide di vendicarsi uccidendo i due bambini avuti da Pollione; ma quando
entra, nottetempo, nella stanza in cui dormono brandendo un pugnale, il sentimento
materno prevale. Fa chiamare Adalgisa e le affida i figli , pregandola di condurli
allaccampamento romano: lei ha deciso di morire.
Adalgisa, disperata, tenta di dissuaderla, e promette di intercedere in suo favore
presso il proconsole romano, al quale ella ha definitivamente rinunciato; commossa,
Norma labbraccia e le assicura la sua eterna amicizia.
Nella foresta intanto, Oroveso annuncia ai guerrieri galli la prossima partenza di
Pollione, che verr sostituito da un proconsole ancor pi temibile; ma invita tutti ad
attendere con pazienza lora dellinsurrezione dato che Norma non ha ancora dato il
responso.
Norma spera ancora che Pollione possa tornare al suo amore, ma Clotilde la dissuade,
rivelandole che il proconsole deciso a rapire Adalgisa e a condurla a Roma.
Sconvolta e desiderosa di vendetta, Norma chiama a raccolta i guerrieri galli,
annunciando loro che giunta lora di ribellarsi a Roma.
Poco dopo Pollione, sorpreso nel sacro recinto delle vergini, viene arrestato e
condotto al tempio; Norma vorrebbe ucciderlo ma poi, mossa a piet, allontana tutti
col pretesto dinterrogare il prigioniero, per scoprire lidentit della sacerdotessa sua
complice.
Rimasti soli, Norma lo supplica di tornare al suo amore ma Pollione rifiuta, poi, di
fronte alla minaccia di uccidere i due figli e mandare al rogo Adalgisa, accetta le
condizioni impostegli. Rientrano i guerrieri e i sacerdoti e Norma annuncia loro
daver scoperto il nome della donna spergiura e traditrice: tra lo stupore e la
costernazione generale accusa se stessa del misfatto, e ordina che venga eretto il rogo
sul quale andr a morire.
Prega Oroveso di prendersi cura dei figli (Deh, non volerli vittime) e si avvia verso
il rogo, mentre Pollione, straziato dal rimorso e resosi conto damare ancora quella
donna generosa e sublime, decide di seguirla unendosi al suo tragico destino.

Brani celebri
Atto Primo
Casta diva, Norma e coro
Va, crudele, al Dio spietato, Pollione
Sola, furtiva, al tempio, Norma e Adalgisa
Atto Secondo
Deh, con te, con te li prendi, Norma e Adalgisa
Mira o Norma, Norma e Adalgisa
Deh, non volerli vittime, finale

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LES PECHEURES DE PERLES
di Georges Bizet su libretto di Michel Carr e Eugne Cormon
Personaggi
LILA (soprano) sacerdotessa di Brahma
NADIR (tenore) un pescatore
ZURGA (baritono) capo dei pescatori
NOURABAD (basso) un gran sacerdote di Brahma
CORO di pescatori, fachiri, sacerdoti
Introduzione
un'opera in tre atti di Georges Bizet su libretto di Michel Carr e Eugne
Cormonda un soggetto di Auguste Mariette.
La prima rappresentazione fu al "Thtre Lyrique" di Parigi il 29 Settembre
1863 il cui direttore, Lon Carvalho, commission a Bizet un'opera esotica.

Trama
ATTO I
A Ceylon un gruppo di pescatori danza sulla spiaggia in attesa di eleggere il nuovo
capo: la scelta cade su Zurga a cui tutti giurano obbedienza.
Giunge improvvisamente, dopo molti anni di assenza, Nadir, il pescatore di perle,
grande amico di Zurga.
I due si erano separati perch, durante un viaggio a Candi la visione di una donna
velata, sacerdotessa del tempio di Brahma, ha turbato la loro amicizia; ora giurano
che nessun sentimento damore potr separarli.
Approda sullisola una piroga che conduce una giovane accompagnata dal sacerdote
Nourabad; ella dovr proteggere il lavoro dei pescatori: Lila, la sacerdotessa di
Candi.
Si fa sera. Nadir pensa alla fanciulla e si assopisce finch viene svegliato dal canto di
Lila che invoca il dio Brahma.

ATTO II
notte. Lila racconta a Nourabad di aver salvato anni prima un uomo inseguito da
nemici e di aver ricevuto da lui una collana. Rimasta sola, viene riconosciuta da
Nadir e fra i due vi un tenero scambio di frasi amorose.
in arrivo un forte temporale e, mentre i due innamorati si separano, il sacerdote li
vede e fa arrestare Nadir.
Arriva Zurga che, dapprima ordina di liberare i prigionieri, poi, quando riconosce la
fanciulla del tempio, credendosi tradito da Nadir, ordina che vengano uccisi.

ATTO III
Zurga si pente della condanna, ma, quando Lila si reca da lui supplicandolo di
salvare il suo amato, preso dalla gelosia, cambia nuovamente parere.
Lila consegna ad un pescatore la collana ricevuta dallo sconosciuto, pregandolo di
consegnarla alla madre, Zurga riconosce loggetto e capisce che lei la persona che
lo aveva salvato da morte certa.
Per salvare i due giovani decide di incendiare il villaggio e, mentre il popolo e i
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sacerdoti fuggono, li libera e li aiuta a salire su una barca, restando solo e sconsolato
ad osservare la loro fuga.

Brani celebri
Atto Primo
Sur la grve en feu, coro
Je crois entendre encore, romanza di Nadir
O Dieu Brahma, romanza con coro di Lila
Atto Secondo
Lombre descend des cieux, coro
De mon amie, fleur endormie, canzone di Nadir
Ton coeur na pas compris le mien, duetto Lila e Nadir
Atto Terzo
O Nadir, tendre ami de mon jeune ge, aria di Zurga

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RIGOLETTO
di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave
Personaggi
RIGOLETTO, buffone di corte (baritono)
IL DUCA DI MANTOVA (tenore)
GILDA, figlia di Rigoletto (soprano)
SPARAFUCILE, bravo (basso)
MADDALENA, sorella di Sparafucile (mezzosoprano)
GIOVANNA, custode di Gilda (mezzosoprano)
IL CONTE DI MONTERONE(baritono)
MARULLO, cavaliere (baritono)
MATTEO BORSA, cortigiano (tenore)
IL CONTE DI CEPRANO (basso)
LA CONTESSA DI CEPRANO (mezzosoprano)
UN USCERE DI CORTE (tenore)
PAGGIO DELLA DUCHESSA (mezzosoprano)
cavalieri, dame, paggi, alabardieri

Introduzione
Opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, ispirato al dramma Le roi
samuse di Victor Hugo, andata in scena a Venezia, Teatro La Fenice, l11 Marzo
1851. Lopera, ambientata nel Ducato di Mantova nel periodo rinascimentale, inizia
con una festa al Palazzo Ducale.

Trama
ATTO PRIMO
Il Duca corteggia la contessa di Ceprano, ma attratto anche da una fanciulla che
vede ogni domenica in chiesa; tuttavia egli stesso dichiara alla sua Corte che le donne
avvenenti sono, per lui, tutte da conquistare.
Rigoletto, buffone di corte gobbo e maligno, irride il conte di Ceprano, e i cortigiani
decidono di punire la sua insolenza. Sopraggiunge il vecchio Conte di Monterone, al
quale il duca ha sedotto la figlia, a chiedere ragione dellonta subita; Rigoletto lo
deride sarcasticamente ed il Duca lo fa arrestare: sui due piomba allora la
maledizione del vecchio nobile.
La scena successiva si apre sulla casa, molto appartata, di Rigoletto.
notte e Rigoletto avvicinato dal borgognone Sparafucile, che mette la propria
spada di sicario a disposizione del gobbo in caso di necessit. Rigoletto ricusa ma,
rimasto solo, paragona la propria lingua beffarda alla tagliente arma di Sparafucile,
ma la maledizione di Monterone lha turbato. Nella sua casa vive, nascosta, la figlia
Gilda vigilata dalla domestica Giovanna; il loro incontro tenerissimo, e quando la
giovane chiede notizie della madre, Rigoletto la descrive simile ad un angelo
prematuramente scomparso. Rigoletto raccomanda alle due donne di non fidarsi degli
sconosciuti e di tener sempre chiusa la porta ma appena sallontana, Giovanna
consente ad un giovane, di entrare in casa e di presentarsi a Gilda come Gualtier
Mald, lo studente povero che la segue in chiesa ogni domenica e di cui la fanciulla 56
si perdutamente innamorata.
Rimasta sola, Gilda manifesta il proprio amore per Gualtier Mald.
Frattanto il gruppetto di cortigiani, che si propone di rapirla credendola lamante di
Rigoletto, sorpreso dallarrivo del gobbo; nel buio, Borsa fa credere a Rigoletto di
voler rapire la moglie del conte di Ceprano, il cui palazzo si trova nelle vicinanze e lo
benda poich anche gli altri, gli viene assicurato, sono mascherati.
I cortigiani rapiscono cos Gilda con la complicit inconsapevole del padre. Rigoletto,
rimasto solo, si avvede della crudele beffa: la maledizione di Monterone sta per
avverarsi.

ATTO SECONDO
Salotto nel Palazzo Ducale.
Il Duca, turbato perch tornato di notte nella casa di Rigoletto non ha pi trovato
Gilda, medita vendetta ma pensa soprattutto al dolore della fanciulla. Giungono i
cortigiani, e gli raccontano daver rapito lamante di Rigoletto.
Appreso che Gilda stata condotta nel suo palazzo, il duca corre esultante a
raggiungerla.
Sopraggiunge Rigoletto: simulando dapprima indifferenza, inveisce poi contro gli
astanti invocando infine la loro piet, ma quando Gilda irrompe in scena, li allontana
per permetterle di narrare la vicenda, di come abbia conosciuto il duca e come da lui
sia stata ingannata ed ora oltraggiata.
Rigoletto cerca di confortarla ma, alla vista di Monterone che condotto al patibolo,
decide di vendicare lonore del vecchio conte e di se stesso, mentre Gilda invoca il
perdono per luomo che lha sedotta.

ATTO TERZO
Rigoletto ha assoldato il borgognone per uccidere il Duca.
In riva al Mincio, nottetempo, nella locanda di Sparafucile, ove Maddalena, sorella
del sicario, ha attirato il duca, del quale si incapriccia, giungono anche Rigoletto e
Gilda, in abiti maschili, che verr fatta partire per Verona; prima dovr per
constatare quali siano i veri sentimenti del Duca libertino, che travestito da ufficiale
di cavalleria, canta unaria sulla volubilit delle donne.
Mentre Maddalena si beffa delle proposte del suo corteggiatore, Gilda ricorda con
amarezza le lusinghe che il duca le aveva rivolto; Rigoletto la esorta a partire e
dimenticare.
Rigoletto anticipa a Sparafucile dieci scudi, promettendone altrettanti quando gli sar
consegnato, chiuso in un sacco, il cadavere del corteggiatore di Maddalena.
Maddalena, invaghita, chiede al fratello di non uccidere il bel giovane (il Duca) e lo
convince a risparmiare lufficiale sostituendo il suo cadavere con quello del primo
viandante che chieder ospitalit per la notte.
Gilda, spinta dallamore per il Duca, torna alla locanda e dopo aver ascoltato quanto
Sparafucile e Maddalena hanno convenuto, decide di sacrificarsi per salvargli la vita,
fingendosi un mendicante di passaggio.
Viene infatti pugnalata durante la notte tempestosa e quando Rigoletto aprir, fuori
dellosteria, il sacco consegnatogli da Sparafucile, trover il corpo dellagonizzante
figlia mentre in lontananza si udr la beffarda melodia di La donna mobile.

57
Gilda spira, dopo aver chiesto al disperato padre il perdono per s e per il suo
seduttore.

Brani celebri
Atto Primo
Questa o quella, Duca di Mantova
Pari siamo, Rigoletto
Caro nome, Gilda
Zitti zitti muoviamo a vendetta, coro cortigiani
Atto Secondo
Ella mi fu rapita... Parmi veder le lacrime, Duca di Mantova
Scorrendo uniti, coro cortigiani
Possente amor mi chiama, Duca di Mantova
Cortigiani vil razza dannata, Rigoletto
Tutte le feste al tempio, Gilda
Si, vendetta, tremenda vendetta, duetto Gilda e Rigoletto
Atto Terzo
La donne mobile, Duca di Mantova
Un d se ben rammentommi, quartetto Duca di Mantova, Gilda,
Maddalena Rigoletto

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SUOR ANGELICA
di Giacomo Puccini Opera in un atto di Giovacchino Forzano
Musica di Giacomo Puccini
Personaggi
SUOR ANGELICA (Soprano)
LA ZIA PRINCIPESSA (Contralto)
LA BADESSA (mezzosoprano)
LA SUORA ZELATRICE (mezzosoprano)
LA MAESTRA DELLE NOVIZIE (mezzosoprano)
SUOR GENOVIEFFA (soprano)
SUOR OSMINA (soprano)
SUOR DOLCINA (soprano)
LA SUORA INFERMIERA (mezzosoprano)
LE CERCATRICI (soprani, coro)
LE NOVIZIE (soprani, coro)
LE CONVERSE (soprano e mezzosoprano, coro)
Coro interno di donne, ragazzi e uomini

Trama
L'azione si svolge in un monastero, verso la fine del XVII secolo.
Suor Angelica (soprano) da sette anni in un monastero per volont della sua
aristocratica famiglia che lha costretta alla clausura per aver avuto un figlio al di
fuori del matrimonio.
Nonostante la vita di preghiera non pu per dimenticare il bambino avuto
dall'illecita relazione che fu la causa del suo ritiro dal mondo.
Per sette anni ha atteso una visita e grande emozione suscita nella suora la notizia
dell'imminente arrivo di sua Zia Principessa.
Ma la donna, divenuta amministratrice dei beni di famiglia dopo la morte dei genitori
di Angelica, le chiede di firmare un atto di rinuncia al patrimonio, mentre implacabile
le annuncia che il suo bambino morto.
Disperata, Angelica decide di suicidarsi ingerendo un veleno distillato con i fiori
raccolti nel giardino del convento.
In preda al rimorso per il peccato commesso, la suora invoca la Vergine che le appare
circondata di luce e accompagnata da una musica celestiale.
In segno di perdono la Madonna sospinge un bimbo fra le braccia della morente.
Brani celebri
La Zia Principessa e Suor Angelica
Il principe Gualtiero vostro padre
Suor Angelica, Senza mamma, bimbo
Suor Angelica, Amici fiori.

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LA TRAVIATA
di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave
Personaggi
VIOLETTA VALRY (soprano)
FLORA BELVOIXamica di Violetta (mezzosoprano)
ANNINAserva di Violetta (soprano)
GIORGIO GERMONT (baritono)
ALFREDO GERMONTfiglio di Giorgio Germont (tenore)
GASTONEVisconte di Letorires (tenore)
IL MARCHESE DOBIGNY (basso)
IL BARONE DOUPHOL (baritono)
IL DOTTORE DI GRENVIL (tenore)
GIUSEPPEservo di Violetta (tenore)
UN SERVO DI FLORA (basso)
UN COMMISSARIO (basso)
CORO Signore e Signori amici di Violetta; Zingarelle e Matadores

Introduzione
Melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria
Piavetratto da La dame aux camlias di Alexandre Dumas.
La prima rappresentazione fu al "Teatro La Fenice" di Venezia il 6 Marzo 1853.

Trama
ATTO I
Lazione si svolge a Parigi a met dell' '800.
C una gran festa nellelegante casa parigina di Violetta Valry, una mondana
famosa amante del barone Douphol: un modo per soffocare il dolore e le pene che
le d la sua malattia.
Il visconte Gastone De Letorires le presenta un giovane, Alfredo Germont, suo
ammiratore. Questi invita Violetta a ballare, ma dopo pochi passi la donna, colta da
una violenta crisi di tosse, costretta a fermarsi.
Alfredo le dichiara il suo amore e Violetta gli dona una camelia, il suo fiore preferito,
promettendo di rivederlo quando sar appassita.
Partiti gli invitati e rimasta sola,si rende conto di essere per la prima volta veramente
innamorata.

ATTO II
Quadro Primo.
Violetta e Alfredo vivono felici in una villa di campagna.
Il giovane, venuto a sapere dalla cameriera Annina che Violetta ha venduto i gioielli
per pagare le loro spese, si precipita a Parigi per procurarsi del denaro. Violetta,
rimasta sola, riceve la visita di Giorgio Germont, il quale le chiede di troncare la
relazione che minaccia di portare alla rovina il proprio figlio.
Violetta, sdegnata, gli dimostra che stata lei a vendere i suoi gioielli e afferma di
non aver mai chiesto denaro allamante.
Germont sembra convinto, ma non rinuncia al proposito di separarli e la scongiura di
rinunciare ad Alfredo per non rovinare il fidanzamento della figlia a causa dello 60
scandaloso legame. Violetta senza parenti n amici e provata dalla tisi non pu
accettare.
Germont le fa notare che, quando il tempo avr cancellato la sua avvenenza, Alfredo
si stancher di lei.
Violetta accetta di lasciare Alfredo e scrive dapprima al barone Douphol poi
allamante per comunicargli la sua decisione.
Quando Alfredo ritorna, Violetta parte: il giovane crede che si assenti solo per una
visita, ma, quando apprende che partita per Parigi su invito di Flora, si ingelosisce e
decide di raggiungerla, nonostante le suppliche del padre.
Quadro secondo.
Alla festa in casa di Flora Bervoix Violetta giunge accompagnata dal barone; Alfredo
al tavolo da gioco e, alla richiesta della giovane, risponde che se ne andr solo se lo
seguir. Violetta costretta a rivelargli di aver giurato a Douphol di non rivederlo
mai pi: lascia credere di aver fatto questo giuramento per non raccontare del
colloquio avuto con il padre del giovane.
Alfredo allora, indignato, getta il denaro vinto al gioco ai piedi di Violetta che sviene
in braccio a Flora; il padre, sopraggiunto, lo rimprovera per il gesto, ma non li svela
la verit.

ATTO III
La tubercolosi si fa pi acuta e il dottor Grenvil rivela ad Annina che la sua padrona
in fin di vita. Violetta, sola nella stanza, rilegge la lettera nella quale il vecchio
Germont le annuncia di aver rivelato la verit ad Alfredo che sta per raggiungerla.
Annina porta la buona notizia: arrivato Alfredo, che entra, abbraccia Violetta e le
promette di portarla con s a Parigi.
Arriva anche Giorgio Germont, che manifesta il proprio rimorso.
Violetta sembra riacquistare le forze, si alza dal letto, ma subito muore.

Brani celebri
Atto Primo
Libiam ne lieti calici Violetta, Alfredo e coro
Un d felice, eterea Alfredo e Violetta
strano!....Follie, FOllie!, Violetta
Atto Secondo
De miei bollenti spiriti, Alfredo
Pura siccome un angelo, Germont e Violetta
Che fai?/ Nulla / Scrivevi? Alfredo e Violetta
Di Provenza il mar, il suol, Germont
Noi siamo zingarelle Coro
Mi chiamaste?che bramate?.. Alfredo e Violetta
Atto Terzo
Teneste la promessa Violetta
Parigi, o cara Alfredo e Violetta
Gran Dio! Morir s giovane, Violetta

61
TOSCA
di Giacomo Puccini opera lirica su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
Personaggi
FLORIA TOSCA (soprano) celebre cantante
BARONE SCARPIA (baritono) capo della polizia
MARIO CAVARADOSSI (tenore) pittore
CESARE ANGELOTTI (basso)
IL SAGRESTANO (basso)
SPOLETTA (tenore) agente di polizia
SCIARRONE (basso) gendarme
UN CARCERIERE (basso)
UN PASTORELLO (voce bianca)
SERGENTE DEI DOGANIERI (basso)
CORO

Introduzione
un'opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe
Giacosa tratta dal dramma omonimo di Victorien Sardou.
La prima rappresentazione fu al "Teatro Costanzi" di Roma il 14 Gennaio 1900.

Trama
Lazione si svolge nel 1800 a Roma in un clima di tensione in seguito agli
avvenimenti rivoluzionari in Francia e alla caduta della prima Repubblica Romana.
ATTO I 'Chiesa di Sant'Andrea della Valle
Il prigioniero politico Cesare Angelotti, evaso da Castel SantAngelo, cerca rifugio
nella chiesa, trova la chiave nel luogo convenuto ed entra nella cappella che
appartiene alla sorella, la marchesa Attavanti.
La donna stata ritratta senza saperlo in un quadro del pittore Mario Cavaradossi il
quale sta dipingendo una cappella della chiesa.
Angelotti si nasconde allapparire del sagrestano; costui borbottando mette in ordine
gli attrezzi del pittore il quale giunge poco dopo per continuare il suo dipinto. Il
sagrestano si congeda, allora Angelotti esce dal nascondiglio, riconosce in
Cavaradossi un amico e gli racconta la sua avventurosa fuga. Il loro colloquio
interrotto dallarrivo di Floria Tosca, la bella cantante amante del pittore.
Di nuovo Angelotti si nasconde; Tosca, mentre espone a Mario il suo progetto
amoroso per la sera, vede nella figura della Maddalena del dipinto la marchesa
Attavanti, fa una scenata di gelosia al pittore che riesce a calmarla. Alluscita di
Tosca il fuggitivo riappare e continua il dialogo con Mario che gli offre il suo aiuto.
Cavaradossi e Angelotti lasciano la chiesa dove entra, alla ricerca dellevaso, poco
dopo Scarpia, capo della polizia papalina, sospettando di Mario bonapartista.
Tosca torna alla chiesa per informare lamato che la sera deve cantare a Palazzo
Farnese per i festeggiamenti della vittoria dellesercito austriaco su Napoleone a
Marengo.
Scarpia, che si invaghito di Tosca, alimenta la gelosia della giovane; costei
sospettando un incontro di Mario con la marchesa giura di ritrovarli mentre viene
seguita dal poliziotto Spoletta per ordine del suo capo.
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ATTO II 'Palazzo Farnese'
Scarpia, mentre cena in una sala di Palazzo Farnese, ode la voce di Tosca che esegue
la cantata celebrativa; nel frattempo i poliziotti conducono in sua presenza Mario che,
arrestato e interrogato, rifiutando di rivelare il nascondiglio di Angelotti, viene
condotto in una stanza dove viene torturato.
Sopraggiunta Tosca convocata da Scarpia, udendo i gemiti dellamato, rivela il
nascondiglio del fuggitivo: il pozzo della villa di Cavaradossi.
Mario apprende del tradimento della giovane e si rifiuta di abbracciarla; in quel
momento arriva il gendarme Sciarrone ad annunciare che Napoleone non ha subito
una sconfitta, ma ha vinto a Marengo.
Mario esulta ad alta voce e Scarpia lo condanna immediatamente a morte. Disperata,
Tosca gli chiede di concedere la grazia a Mario. Scarpia la ricatta: se gli si conceder,
potr salvare Cavaradossi e lasciare Roma con lui. Viene interrotto da Spoletta il
quale informa che Angelotti per evitare la cattura si ucciso.
Tosca promette di darsi a Scarpia in cambio della vita dellamato, allora costui finge
di dare ordini perch la fucilazione di Mario sia solo simulata con i fucili caricati a
salve. Mentre quello compila il salvacondotto la giovane prende un coltello e lo
uccide.

ATTO III 'La piattaforma di Castel Sant'Angelo'


lalba. Cavaradossi, in attesa di essere giustiziato, inizia a scrivere una lettera di
addio che un carceriere, in cambio di un anello, dovr consegnere a Tosca. La donna
arriva e informa il giovane della fucilazione simulata; in realt Scarpia lha
ingannata: Mario viene fucilato veramente.
Allora Tosca, disperata ed inseguita dagli sbirri che hanno scoperto il cadavere di
Scarpia, si getta dagli spalti del castello.

Brani celebri
Atto Primo
Recondita armonia, romanza di Cavaradossi
Tre sbirri Una carrozza, finale concertato
Atto Secondo
Ella verr per amor del suo Mario, romanza di Scarpia
Vissi darte, romanza di Tosca
Atto Terzo
Mattutino, preludio
E lucevan le stelle, romanza di Cavaradossi
O dolci mani, romanza di Mario e Tosca
Marcia al supplizio

63
TURANDOT
di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni
Personaggi
TURANDOT, Principessa (soprano)
ALTOUM, Imperatore suo padre (tenore)
TIMUR, Re tartaro spodestato (basso)
CALAF, Principe ignoto suo figlio (tenore)
LIU', giovane schiava (soprano)
PING, gran cancelliere (baritono)
PANG, gran provveditore(tenore)
PONG, gran cuciniere (tenore)
UN MANDARINO (baritono)
IL PRINCIPE DI PERSIA (tenore)
Guardie imperiali, boia, servi del boia, ragazzi, sacerdoti, dignitari, otto
sapienti, ancelle di Turandot, soldati, portabandiera, folla ecc.

Introduzione
Dramma lirico in tre atti e cinque quadri su libretto di Giuseppe Adami e Renato
Simoni, dalla omonima trama teatrale di Carlo Gozzi. Prima
rappresentazione: Milano,Teatro alla Scala, 26 aprile 1926.

Trama
ATTO PRIMO
Pechino, in un mitico Tempo delle Favole.
E lora del tramonto e gli spalti delle mura della Citt Imperiale si stagliano nella
luce sfolgorante; su di essi, quasi a monito, una serie di pali su cui sono infissi i teschi
dei pretendenti fatti decapitare dalla crudele principessa Turandot.
Dalle mura, un Mandarino si prepara ad annunciare al popolo di Pechino la Crudele
legge di Turandot: la Principessa sposer colui che, di sangue reale, risolver tre
enigmi da lei proposti; in caso contrario, il boia Pu-Tin-Pao provveder a decapitare
coloro che falliranno il tentativo. La folla, in preda alleccitazione, travolge il vecchio
Timur, spodestato principe Tartaro ormai cieco, sorretto dalla piccola schiava Li che
chiede per lui soccorso ed in questo momento che incontrano Calaf che riconosce,
dal racconto dei due, lormai vecchio padre e la fanciulla a cui un giorno, nella
reggia, aveva regalato un sorriso.
Si fa notte e nel cielo campeggia la luna, la folla esaltata invoca Pu-Tin-Pao.
Tra la calca avanza il corteo con il condannato a morte Principe di Persia e dallalto
appare la figura della Principessa, illuminata dal bagliore lunare, che con un gesto
imperioso ricusa le richieste di grazia per il giovane Principe ormai condannato. In
quel momento Calaf vede la misteriosa figura incantatrice della Principessa Turandot
e se ne innamora perdutamente tanto da voler, a sua volta, affrontare la prova dei tre
enigmi. Invano Timur, Li e i tre ministri tentano di dissuaderlo dallinsano
proposito; preso dallenfasi, Calaf percuote per tre volte il gong invocando il nome
della principessa Turandot.

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ATTO SECONDO Quadro Primo
I tre ministri si trovano a dover preparare sia le nozze che le esequie per il nuovo
pretendente; a seconda dellesito che avr la sfida proposta dal principe ignoto.
I tre si lasciano andare ai ricordi di felici tempi passati prima della nascita della
giovane Turandot e quasi in preda a sogno, immaginano di preparare il giaciglio per
la prima notte damore della principessa di Ghiaccio ormai vinta dallAmore.
ATTO SECONDO Quadro Secondo
Si appronta la cerimonia degli enigmi.
La Corte Imperiale si accomoda sulla altissima scalinata della Reggia; persino il
vecchio Imperatore Altoum tenta di dissuadere il giovane dallaffrontare la prova, ma
il Principe, ostinato, per ben tre volte chiede di affrontar la prova.
Il Mandarino proclama nuovamente la Legge di Turandot.
Si avanza la Principessa, in tutto il suo gelido splendore, fino ai piedi del Trono ove
intona il suo canto dichiarando i motivi della sua ferocia (In questa reggia).
E il momento degli enigmi; Il Principe, con saggezza ed arguzia, li risolve vincendo
la prova tra le acclamazioni del popolo e della Corte, ma Turandot non domata; la
ragazza implora il padre di salvarla dalle braccia dello straniero ma sar Calaf stesso
a rinunciare alla vittoria ponendo, a sua volta, un enigma da risolvere prima dellalba
alla Principessa: se riuscir a conoscere il suo nome, egli abbandoner ogni pretesa
nei suoi confronti e accetter di morire.

ATTO TERZO Quadro Primo


E notte, nel giardino della Reggia.
Gli Araldi diffondono la volont della Principessa: ognuno vegli e cerchi di
conoscere il nome del Principe ignoto. Anche Calaf veglia pregustando la sua dolce
vittoria (Nessun dorma).
Anche i tre ministri tentano, con generose offerte, di carpire il segreto del Principe
ma allennesimo rifiuto, le guardie introducono il vecchio Timur e la piccola Li
sospettati di essere a conoscenza del segreto; la giovane schiava, torturata, fronteggia
allora la Principessa di gelo (Tu che di gel sei cinta) e, felice di morire per la vittoria
del suo amato Principe, si uccide ai piedi di Turandot.
Timur, straziato dal dolore, inveisce contro la crudelt della Principessa ed accopagna
mestamente il feretro della fanciulla morta.
Con questa scena si chiude la versione di Giacomo Puccini che mor prima di aver
terminato lintera stesura dellopera; la parte successiva, stata elaborata da
Franco Alfano basandosi su carteggi del Maestro.
Alluscita del corteo funebre, Turandot ed il Principe rimangono soli; in uno slancio
impetuoso, Calaf riesce ad abbracciare la Principessa ed a baciarla; immediatamente
la donna appare trasfigurata, vinta.
Si levano le prime luci dellalba e Calaf, dopo il brivido confessato dalla Principessa,
svela il proprio nome.
ATTO TERZO Quadro Secondo
Nel Palazzo sfolgorante, lImperatore e la Corte sono circondati dallintera
popolazione; nel momento culminante, Turandot annuncia a suo padre ed alla folla,
di conoscere alfine il nome dello straniero: il suo nome Amore.

65
Brani celebri
Atto Primo
Signore ascolta, Li
Non piangere Li, Calaf
Atto Secondo
In questa reggia, Turandot
Atto Terzo
Nessun dorma, Calaf
Tu che di gel sei cinta, Li

66
I VESPRI SICILIANI
di Giuseppe Verdi su libretto di Eugne Scribe e Charles Duveyrier
Personaggi
GUIDO DI MONFORTE (baritono) governatore di Sicilia
IL SIGNORE DI BTHUNE (basso) ufficiale francese
IL CONTE DI VAUDEMONT (basso) ufficiale feancese
ARRIGO (tenore) giovane siciliano
GIOVANNI DA PROCIDA (basso) medico siciliano
ELENA (soprano) duchessa sorella del duca dAustria
NINETTA (contralto) cameriera di Elena
TEBALDO (tenore) soldato francese
ROBERTO (baritono) soldato francese
DANIELI (tenore) siciliano
MANFREDO (tenore) siciliano
CORO di soldati, siciliani e siciliane
Introduzione
un'opera in cinque atti di Giuseppe Verdi su libretto di Eugne Scribe e Charles
Duveyrier ispirato alla vicenza dei Vespri Siciliani.
La prima rappresentazione assoluta fu all' "Opra" di Parigi il 13 Giugno
1855 mentre in Italia venne rappresentata per la prima volta al Teatro alla
Scala di Milano il 4 Febbraio 1856 con il titolo mutato in Giovanna di Guzman.

Trama
ATTO I
In una piazza di Palermo Tebaldo, Roberto, Bethune, Vaudemont e altri soldati
francesi festeggiano guardati con rancore dai siciliani.
Arriva la duchessa Elena vestita a lutto per la morte del fratello giustiziato dai
francesi; Roberto la oltraggia e la costringe a cantare.
Elena canta unaria che incita i siciliani alla rivolta e costoro sono gi pronti alla
sommossa, ma allarrivo del governatore Guido di Monforte la folla si disperde.
Elena sorpresa di veder giungere lamato Arrigo che era stato arrestato per
tradimento.
Arrigo, non riconoscendo il governatore, esprime il suo odio per Monforte che si
palesa e offre ad Arrigo, ammirandone lardimento, di diventare ufficiale
dellesercito francese e lo consiglia di star lontano da Elena. Il giovane rifiuta con
sdegno.

ATTO II
Lesule Giovanni da Procida, appena sbarcato, viene raggiunto da Elena e Arrigo e li
informa dei suoi piani di rivolta.
Elena, colpita dalleroismo di Arrigo, ricambia il suo amore, ma prima dovr essere
vendicata la morte del fratello.
Avendo Arrigo rifiutato linvito di Monforte per il ballo a palazzo, vi viene trascinato
con la forza. 67
Ha luogo una festa di fidanzamento: dodici future spose, tra le quali Ninetta,
scendono dalla collina ballando la tarantella; alcuni francesi affascinati dalla loro
bellezza e su suggerimento del facinoroso Procida le rapiscono.
La reazione dei siciliani inconcludente.
Quando Procida vede unimbarcazione che reca al ballo dame e cavalieri decide di
andarvi mascherato.

ATTO III
Nel palazzo Monforte legge la lettera di una donna siciliana che, costretta a diventare
la sua amante, gli rivela di essere il padre di Arrigo; costui, convocato davanti al
governatore, apprende di esserne il figlio e subito sconvolto fugge precipitosamente.
Durante la festa due figure mascherate si avvicinano ad Arrigo:sono Elena e Procida
che gli confidano che Monforte verr ucciso.
Arrigo, mentre Elena si avventa con un pugnale sul governatore, gli fa scudo con il
proprio corpo.
I cospiratori vengono messi in prigione; Arrigo, disperato si getta tra le braccia del
padre.

ATTO IV
Arrigo si reca nelle prigioni dove Elena e gli insorti attendono lesecuzione e le rivela
il motivo del suo gesto; a quel punto la giovane cambia atteggiamento e lo perdona
confessandogli il suo amore. Anche Procida lo perdona.
Subito entra Monforte che ordina la morte dei cospiratori; Arrigo lo supplica di non
ucciderli. Il governatore dichiara che, se lo chiamer padre, tutti saranno liberi.
Subito non cede, poi, quando vede Elena vicino al carnefice chiama padre Monforte
che non solo concede la grazia, ma anche acconsente alle nozze di Arrigo ed Elena, ai
vespri del giorno stesso.

ATTO V
Un gruppo di giovanette e cavalieri intonano canti festosi nella cappella dove si
celebrer il matrimonio.
Elena riceve felice le amiche e si incontra con lamato.
Procida le si avvicina, la informa che durante la cerimonia il suono delle campane
sar il segnale di riscossa per i siciliani e resta sorpreso della perplessit della donna.
Al ritorno di Arrigo Elena combattuta dal dilemma: tradire i compatrioti o perdere
Arrigo; con la scusa della morte del fratello gli comunica che non intende pi
sposarlo. Giunge Monforte che non intende ragioni e unisce in matrimonio i due
giovani. Procida fa suonare le campane. Elena disperata incita Monforte alla fuga, ma
da ogni parte accorrono, guidati da Procida, i siciliani che si avventano sul
governatore e sui francesi.

FINALE ATTO V
Il finale dellatto V fu tagliato, soprattutto alcune parti che indicavano cosa sarebbe
accaduto ai personaggi. Si coglie che Arrigo combatte a fianco del padre, Elena cerca
di proteggere lamato mentre Procida incita il popolo alla rivolta.
La furia dei siciliani si scatena su Monforte, Arrigo, Elena e sugli invitati alla festa.

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Brani celebri
Atto Primo
In alto mare, battuto dai venti, Elena
Atto Secondo
O tu Palermo, terra adorata, Procida
Atto Terzo
In braccio alle dovizie, Monforte
Quando al mio sen, duetto Monforte e Arrigo
Ballo delle quattro stagioni
Atto Quarto
Di Monforte il cenno, Arrigo
Giorno di pianto, di fier dolore, Arrigo
Arrigo, tu parli ad un core, Elena
Volgi il guardo a me sereno, duetto Arrigo e Elena
Atto Quinto
Merc dilette amiche, Elena

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