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Filosofia della musica lo studio della musica sotto il mero profilo intellettuale, logico e

scientifico. Spesso, nel passato si tentato di vedere la musica solo sotto la visione
matematica e logica, ma la sua componente romantica e spirituale ha fatto si che tale
materia rimamesse libera e indipendente. La filosofia della musica quindi un modo di
approciare la musica che non esaustivo.
Indice
[nascondi]

1 Generalit sulla Filosofia della musica


2 La filosofia della musica come prodotto dell'intelletto
dell'artista nella storia del suo tempo
3 Il rapporto filosofico della musica con il tempo
4 L'estetica come selezione del bello nella musica
5 La fenomenologia che vede la musica staccata dal suo tempo
6 La musica lei stessa una filosofia universale
7 La musica come linguaggio universale superiore
8 La filosofia della musica come celebrazione dell'atto
creativo tra il trascendente ed il momento storico
9 La fenomenologia come momento di svelamento delle verit
10 La fenomenologia della musica e L'estetica musicale oggi

11 Voci correlate

[modifica] Generalit sulla Filosofia della musica


Filosofia della musica lo studio della musica sotto il profilo intellettuale, logico e
scientifico. Spesso, nel passato si tentato di vedere la musica solo sotto la visione
matematica e logica, ma la sua componente romantica e spirituale ha fatto s che tale
espessione artistica rimanesse libera e indipendente. La filosofia della musica quindi un
modo di approcciare la musica, non esaustivo.
Nella storia, soprattutto nel periodo romantico, si tentato pi volte di farne oggetto
d'indagine filosofica, ma la componente passionale e, se vogliamo, irrazionale della musica
ha fatto si che la rendesse libera dai sistemi puramente razionali. La musica si evolve nel
tempo non come divenire storico, pur nutrendosi della cultura storica del momento in cui
viene composta. La musica partecipa alla cultura del tempo storico in cui si forma ma non
si vincola a quel momento perch la sua parte intrinseca e spirituale trascende il contesto
immanente e la rende universale.

[modifica] La filosofia della musica come prodotto


dell'intelletto dell'artista nella storia del suo tempo

Il musicista percepisce una verit con il suo intelletto, con la sua anima, e la traduce in
musica, si avvale della sua cultura, del suo modo di sentire, delle sue conoscenze storiche,
delle sue conoscenze tecniche, delle sue passioni. Quindi l'opera nasce fortemente
determinata dal momento storico, ma lo trascende conferendogli i caratteri di eternit ed
universalit. I musicisti subiscono pi o meno l'ambiente che li circonda, ma pi se ne
lasciano contaminare pi l'opera perde i caratteri dell' universalit; al contrario, pi l'artista
si isola, studia e ricerca nel suo interiore elementi di trascendenza, pi l'opera assume un
carattere universale.

[modifica] Il rapporto filosofico della musica con il tempo


Il primo interrogarsi sull'essenza della musica fu dei filosofi greci: Pitagora pose l'armonia
(il perfetto) assieme alla verit e questa in contrapposizione al male, al falso, al mutevole.
L'armonia presente nell'anima come nel cosmo, musica e viene rappresentata da rapporti
aritmetici che suddividono un segmento geometrico, cio la corda di uno strumento (il
monocorde). Dunque la musica e l'armonia musicale dell'universo coincidono con
l'aritmetica e la geometria e queste sono il reale. Platone esamin l'influenza che aveva la
musica sulla mente e sul corpo (si danza accompagnati dal suono) e quali leggi
matematiche (logiche) la regolassero. Aristotele asseriva che la musica ha scopi molteplici:
pu servire all'educazione, procurare catarsi, concedere riposo, sollevare l'anima. Da qui
nacque il problema estetico del genere musicale da prendere in considerazione.

[modifica] L'estetica come selezione del bello nella


musica
Quando l'estetica entra nella sfera di un'altra disciplina genera scelte di carattere esclusivo
nel senso che per comparazione qualcosa viene scelta a scapito di altre per migliorarne la
qualit. Cosa poi sia la qualit nella musica non definito, fa parte del percorso storico
della musica. La musica per certi versi si auto seleziona attraverso i gusti di chi la suona, di
chi la scrive, di chi la ascolta. La presunzione storica dell'estetica stata proprio quella di
farne un'analisi dei generi, dicendo che i madrigali sono pi interessati di altre forme di
musica oppure le sonate per pianoforte sono meno belle delle opere da camera. L'approccio
filosofico (storico) alla musica di fatto si pu riassumere in due grandi filoni: Il primo di
stampo cartesiano che analizza il suono sotto il profilo logico matematico e strutturale. Il
secondo derivante da Schopenhauer che invece cerca di studiare la musica come
"interpretazione" metafisica della musica. In ogni caso entrambi concorrono alla creazione
di un modello del bello della musica che appunto l'estetica della musica.

[modifica] La fenomenologia che vede la musica staccata


dal suo tempo

La filosofia della musica, come abbiamo visto, studia i significati della bellezza
fenomenologica della musica, ma di fatto non partecipa al processo logico della filosofia,
ne rimane estranea, poich la musica superiore, la musica ha una sua logica, ha una sua
anima, ha un suo essere nel tempo come concetto e principio di ragione storica. Un musica
viene scritta in un tempo quindi nasce in un momento storico, ma da quando viene editata
(data alla luce) assume una sua dignit di essere indipendente anche da chi la scritta, ed il
principio di ragione storica che d la ragione d'esistenza. L'Inno di Mameli vive di una sua
identit storica perch ha un significato storico ed nato in un preciso momento storico, ma
allo stesso tempo una musica identificabile con una sua melodia che vive di vita
autonoma rispetto a chi la scritta, dal testo che l'accompagna e dal momento storico in cui
nata. Sono tutti attributi legati alla melodia che partecipano alla forma finale e ne danno dei
connotati di contesto storico, ma la melodia ha comunque una sua identit indipendente
come principio di ragione d'essere.

[modifica] La musica lei stessa una filosofia universale


Il linguaggio filosofico dei suoni proprio della musica, non preso in prestito dalla
filosofia tradizionale, gli stili e i modi nascono proprio da come uno pensa la musica. Per
intenderci le espressioni come: semplice, lineare, elaborata, andante, mosso, minore,
maggiore etc, sono un modo di pensare il linguaggio musicale. Se a due musicisti (anche di
diverse nazioni) si chiedesse di sviluppare un'opera su uno stesso tema, ognuno per conto
suo, nascerebbero due opere con filosofie strutturali, melodiche, modali, e armoniche
assolutamente diverse ma se il tema ad esempio la gioia difficilmente gli artisti useranno
tempi lenti, toni bassi, armonizzazioni in minore. Questo dimostra la universalit della
filosofia della musica.

[modifica] La musica come linguaggio universale


superiore
La musica una forma d'arte di livello superiore di livello globale forse la pi universale
tra tutte le forme d'arte in quanto il codice dei suoni universalmente riconosciuto da ogni
razza e persona umana, mentre la poesia sempre vincolata alla cultura e alla lingua
territoriale in cui nasce. Una poesia di Manzoni o un brano di Hemingway eccellente
pu venire percepita solo nella lingua in cui scritta, gi la traduzione fa perdere i
significati, le rime ed il pathos. Anche i poemi scritti da Orazio devono essere letti nella
lingua in cui sono stati scritti: il latino. Un opera scritta da Mozart si sente e basta, si pu
essere educati o no al gusto della musica classica, ma la si pu ascoltare senza conoscere il
tedesco proprio perch la musica un linguaggio universale che completamente staccato
dal contesto letterario storico. Il contesto storico pu influenzare, nutrire l'artista nel
momento della creazione non v' dubbio che Mozart Beethoven siano stati fortemente
influenzati dal Romanticismo, ma le loro opere sono completamente indipendenti, e per
questo universali, dal pensiero filosofico del momento.

[modifica] La filosofia della musica come celebrazione


dell'atto creativo tra il trascendente ed il momento
storico
l'artista che fa da collegamento tra l'universalit della opera, e quindi fuori dal tempo e il
pensiero filosofico - letterario del momento storico, e non potrebbe essere diversamente,
infatti paradossalmente se Mozart o Beethoven fossero nati in un'altra luogo ed in un altro
tempo storico probabilmente non sarebbero diventati quello che sono diventati. La
fenomenologia musicale proprio la celebrazione dell'atto creativo di dare una forma in un
linguaggio universale attraverso l'artista che vive un momento storico una sensazione di
carattere trascendentale. Anche gli animali apprezzano la musica: per esempio, le mucche
producono pi latte. L'animale non ha un linguaggio "propriamente detto", ma ha la stesse
reazioni sia in Africa che in America che in Europa. Questo dimostra l' universalit della
musica senza essere studiata con archetipi e infrastrutture culturali che vizierebbero il
giudizio sulla universalit.

[modifica] La fenomenologia come momento di


svelamento delle verit
Tornando alla fenomenologia, che l'estrinsecarsi del trascendentale che prende una forma
nel trascendente, l'artista quella persona che ha una capacit superiore che quella di
vedere il trascendente ed ha anche la capacit di tradurlo di trasformarlo, di fargli prendere
vita e quindi dargli una forma. Michelangelo diceva che la statua era gi contenuta nel
blocco di marmo, lui si limitava a togliere le parti in pi, gi la vedeva attraverso le
venature, della roccia. Il musicista ha la capacit di trascendere il contingente, di dare
corpo al trascendentale dandogli una "forma" nel tempo. A differenza delle arti figurative la
musica non ha corpo e fisicit per lo meno non nel comune modo d'intendere il corpo e la
fisicit. Lo scultore d una forma ad una opera di materia che resta nello spazio e nel
tempo, il musicista d una forma nel tempo, ma non nello spazio. Il suono si genera in uno
spazio, ma si consuma con il tempo, vive nel tempo ed solo partecipazione (celebrazione)
umana che rende possibile la esecuzione tra chi suona e chi ascolta. Il suono insito nella
parola dell'uomo, da quando si nasce modula la voce con dei suoni a cominciare dal pianto
dei neonati, naturalmente, cos come ci sono delle lingue che naturalmente sono pi
musicali di altre.

[modifica] La fenomenologia della musica e L'estetica


musicale oggi

L'estetica musicale nasce con l'organizzazione dei suoni (scienza dei suoni) in una logica
sequenza che produca piacere ed evochi delle emozioni. Come si organizza la logica
sequenza, con il passare dal disordine all'ordine dal confuso all'organizzato, dal tortuoso al
lineare, dal disarmonico all'armonia, dall'aritmico al ritmo. La scienza dei suoni ha poi
trovato una sua forma di scrittura che la musica scritta sul pentagramma. L'uomo
naturalmente trova serenit con il suono e disturbo con il rumore, ma anche il suono se non
espresso nel modo pi lineare e armonico pu disturbare. La musica l'arte pi sofisticata
nella sua fenomenologia essa per vivere ha bisogno della presenza dell'uomo che la esegue
e che la ascolta, una statua non ha necessita di estrinsecarsi nel tempo una volta scolpita
nata ed li ferma aspettando che lo spettatore ne raccolga il messaggio. La musica ha
necessit del tempo (dello scorrere di attimi che si succedono come le note) per
estrinsecarsi, perch nel tempo che comincia, si evolve e finisce un brano musicale.
Anche se fissato su carta serve sempre uno strumentista che la faccia rivivere, Ci vale
anche per i supporti digitali: un compact disc solo un pezzo di plastica se non lo si fa
riprodurre da un lettore. La musica nel suo linguaggio esecutivo che la teoria della musica
(diverso dal linguaggio descrittivo in cui subentrano altri elementi) come si sa l'insieme
dei suoni che nel sistema dodecafonico composto di 12 suoni che sono la riproduzione
matematica di intervalli e di frequenza ben specificati. L'insieme di alcuni di questi suoni
comporta un armonia; l'armonia non l'insieme dei due o tre suoni ma uno nuovo suono,
causa d'una sensazione nell'uomo pi gradevole del suono singolo. Nell'uomo la musica,
soprattutto quella polifonica (armonica), suscita un'empatia, c' come una risonanza
all'interno dell'animo.

[modifica] Voci correlate

Musica
Estetica
Filosofia
Logica
Teoria della musica

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categoria musica

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Filosofia della musica lo studio della musica sotto il mero profilo intellettuale, logico e
scientifico. Spesso, nel passato si tentato di vedere la musica solo sotto la visione
matematica e logica, ma la sua componente romantica e spirituale ha fatto si che tale
materia rimamesse libera e indipendente. La filosofia della musica quindi un modo di
approciare la musica che non esaustivo.
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1 Generalit sulla Filosofia della musica


2 La filosofia della musica come prodotto dell'intelletto
dell'artista nella storia del suo tempo
3 Il rapporto filosofico della musica con il tempo
4 L'estetica come selezione del bello nella musica
5 La fenomenologia che vede la musica staccata dal suo tempo
6 La musica lei stessa una filosofia universale

7 La musica come linguaggio universale superiore


8 La filosofia della musica come celebrazione dell'atto
creativo tra il trascendente ed il momento storico
9 La fenomenologia come momento di svelamento delle verit
10 La fenomenologia della musica e L'estetica musicale oggi

11 Voci correlate

[modifica] Generalit sulla Filosofia della musica


Filosofia della musica lo studio della musica sotto il profilo intellettuale, logico e
scientifico. Spesso, nel passato si tentato di vedere la musica solo sotto la visione
matematica e logica, ma la sua componente romantica e spirituale ha fatto s che tale
espessione artistica rimanesse libera e indipendente. La filosofia della musica quindi un
modo di approcciare la musica, non esaustivo.
Nella storia, soprattutto nel periodo romantico, si tentato pi volte di farne oggetto
d'indagine filosofica, ma la componente passionale e, se vogliamo, irrazionale della musica
ha fatto si che la rendesse libera dai sistemi puramente razionali. La musica si evolve nel
tempo non come divenire storico, pur nutrendosi della cultura storica del momento in cui
viene composta. La musica partecipa alla cultura del tempo storico in cui si forma ma non
si vincola a quel momento perch la sua parte intrinseca e spirituale trascende il contesto
immanente e la rende universale.

[modifica] La filosofia della musica come prodotto


dell'intelletto dell'artista nella storia del suo tempo
Il musicista percepisce una verit con il suo intelletto, con la sua anima, e la traduce in
musica, si avvale della sua cultura, del suo modo di sentire, delle sue conoscenze storiche,
delle sue conoscenze tecniche, delle sue passioni. Quindi l'opera nasce fortemente
determinata dal momento storico, ma lo trascende conferendogli i caratteri di eternit ed
universalit. I musicisti subiscono pi o meno l'ambiente che li circonda, ma pi se ne
lasciano contaminare pi l'opera perde i caratteri dell' universalit; al contrario, pi l'artista
si isola, studia e ricerca nel suo interiore elementi di trascendenza, pi l'opera assume un
carattere universale.

[modifica] Il rapporto filosofico della musica con il tempo

Il primo interrogarsi sull'essenza della musica fu dei filosofi greci: Pitagora pose l'armonia
(il perfetto) assieme alla verit e questa in contrapposizione al male, al falso, al mutevole.
L'armonia presente nell'anima come nel cosmo, musica e viene rappresentata da rapporti
aritmetici che suddividono un segmento geometrico, cio la corda di uno strumento (il
monocorde). Dunque la musica e l'armonia musicale dell'universo coincidono con
l'aritmetica e la geometria e queste sono il reale. Platone esamin l'influenza che aveva la
musica sulla mente e sul corpo (si danza accompagnati dal suono) e quali leggi
matematiche (logiche) la regolassero. Aristotele asseriva che la musica ha scopi molteplici:
pu servire all'educazione, procurare catarsi, concedere riposo, sollevare l'anima. Da qui
nacque il problema estetico del genere musicale da prendere in considerazione.

[modifica] L'estetica come selezione del bello nella


musica
Quando l'estetica entra nella sfera di un'altra disciplina genera scelte di carattere esclusivo
nel senso che per comparazione qualcosa viene scelta a scapito di altre per migliorarne la
qualit. Cosa poi sia la qualit nella musica non definito, fa parte del percorso storico
della musica. La musica per certi versi si auto seleziona attraverso i gusti di chi la suona, di
chi la scrive, di chi la ascolta. La presunzione storica dell'estetica stata proprio quella di
farne un'analisi dei generi, dicendo che i madrigali sono pi interessati di altre forme di
musica oppure le sonate per pianoforte sono meno belle delle opere da camera. L'approccio
filosofico (storico) alla musica di fatto si pu riassumere in due grandi filoni: Il primo di
stampo cartesiano che analizza il suono sotto il profilo logico matematico e strutturale. Il
secondo derivante da Schopenhauer che invece cerca di studiare la musica come
"interpretazione" metafisica della musica. In ogni caso entrambi concorrono alla creazione
di un modello del bello della musica che appunto l'estetica della musica.

[modifica] La fenomenologia che vede la musica staccata


dal suo tempo
La filosofia della musica, come abbiamo visto, studia i significati della bellezza
fenomenologica della musica, ma di fatto non partecipa al processo logico della filosofia,
ne rimane estranea, poich la musica superiore, la musica ha una sua logica, ha una sua
anima, ha un suo essere nel tempo come concetto e principio di ragione storica. Un musica
viene scritta in un tempo quindi nasce in un momento storico, ma da quando viene editata
(data alla luce) assume una sua dignit di essere indipendente anche da chi la scritta, ed il
principio di ragione storica che d la ragione d'esistenza. L'Inno di Mameli vive di una sua
identit storica perch ha un significato storico ed nato in un preciso momento storico, ma
allo stesso tempo una musica identificabile con una sua melodia che vive di vita
autonoma rispetto a chi la scritta, dal testo che l'accompagna e dal momento storico in cui
nata. Sono tutti attributi legati alla melodia che partecipano alla forma finale e ne danno dei
connotati di contesto storico, ma la melodia ha comunque una sua identit indipendente
come principio di ragione d'essere.

[modifica] La musica lei stessa una filosofia universale


Il linguaggio filosofico dei suoni proprio della musica, non preso in prestito dalla
filosofia tradizionale, gli stili e i modi nascono proprio da come uno pensa la musica. Per
intenderci le espressioni come: semplice, lineare, elaborata, andante, mosso, minore,
maggiore etc, sono un modo di pensare il linguaggio musicale. Se a due musicisti (anche di
diverse nazioni) si chiedesse di sviluppare un'opera su uno stesso tema, ognuno per conto
suo, nascerebbero due opere con filosofie strutturali, melodiche, modali, e armoniche
assolutamente diverse ma se il tema ad esempio la gioia difficilmente gli artisti useranno
tempi lenti, toni bassi, armonizzazioni in minore. Questo dimostra la universalit della
filosofia della musica.

[modifica] La musica come linguaggio universale


superiore
La musica una forma d'arte di livello superiore di livello globale forse la pi universale
tra tutte le forme d'arte in quanto il codice dei suoni universalmente riconosciuto da ogni
razza e persona umana, mentre la poesia sempre vincolata alla cultura e alla lingua
territoriale in cui nasce. Una poesia di Manzoni o un brano di Hemingway eccellente
pu venire percepita solo nella lingua in cui scritta, gi la traduzione fa perdere i
significati, le rime ed il pathos. Anche i poemi scritti da Orazio devono essere letti nella
lingua in cui sono stati scritti: il latino. Un opera scritta da Mozart si sente e basta, si pu
essere educati o no al gusto della musica classica, ma la si pu ascoltare senza conoscere il
tedesco proprio perch la musica un linguaggio universale che completamente staccato
dal contesto letterario storico. Il contesto storico pu influenzare, nutrire l'artista nel
momento della creazione non v' dubbio che Mozart Beethoven siano stati fortemente
influenzati dal Romanticismo, ma le loro opere sono completamente indipendenti, e per
questo universali, dal pensiero filosofico del momento.

[modifica] La filosofia della musica come celebrazione


dell'atto creativo tra il trascendente ed il momento
storico
l'artista che fa da collegamento tra l'universalit della opera, e quindi fuori dal tempo e il
pensiero filosofico - letterario del momento storico, e non potrebbe essere diversamente,
infatti paradossalmente se Mozart o Beethoven fossero nati in un'altra luogo ed in un altro
tempo storico probabilmente non sarebbero diventati quello che sono diventati. La
fenomenologia musicale proprio la celebrazione dell'atto creativo di dare una forma in un
linguaggio universale attraverso l'artista che vive un momento storico una sensazione di
carattere trascendentale. Anche gli animali apprezzano la musica: per esempio, le mucche
producono pi latte. L'animale non ha un linguaggio "propriamente detto", ma ha la stesse
reazioni sia in Africa che in America che in Europa. Questo dimostra l' universalit della

musica senza essere studiata con archetipi e infrastrutture culturali che vizierebbero il
giudizio sulla universalit.

[modifica] La fenomenologia come momento di


svelamento delle verit
Tornando alla fenomenologia, che l'estrinsecarsi del trascendentale che prende una forma
nel trascendente, l'artista quella persona che ha una capacit superiore che quella di
vedere il trascendente ed ha anche la capacit di tradurlo di trasformarlo, di fargli prendere
vita e quindi dargli una forma. Michelangelo diceva che la statua era gi contenuta nel
blocco di marmo, lui si limitava a togliere le parti in pi, gi la vedeva attraverso le
venature, della roccia. Il musicista ha la capacit di trascendere il contingente, di dare
corpo al trascendentale dandogli una "forma" nel tempo. A differenza delle arti figurative la
musica non ha corpo e fisicit per lo meno non nel comune modo d'intendere il corpo e la
fisicit. Lo scultore d una forma ad una opera di materia che resta nello spazio e nel
tempo, il musicista d una forma nel tempo, ma non nello spazio. Il suono si genera in uno
spazio, ma si consuma con il tempo, vive nel tempo ed solo partecipazione (celebrazione)
umana che rende possibile la esecuzione tra chi suona e chi ascolta. Il suono insito nella
parola dell'uomo, da quando si nasce modula la voce con dei suoni a cominciare dal pianto
dei neonati, naturalmente, cos come ci sono delle lingue che naturalmente sono pi
musicali di altre.

[modifica] La fenomenologia della musica e L'estetica


musicale oggi
L'estetica musicale nasce con l'organizzazione dei suoni (scienza dei suoni) in una logica
sequenza che produca piacere ed evochi delle emozioni. Come si organizza la logica
sequenza, con il passare dal disordine all'ordine dal confuso all'organizzato, dal tortuoso al
lineare, dal disarmonico all'armonia, dall'aritmico al ritmo. La scienza dei suoni ha poi
trovato una sua forma di scrittura che la musica scritta sul pentagramma. L'uomo
naturalmente trova serenit con il suono e disturbo con il rumore, ma anche il suono se non
espresso nel modo pi lineare e armonico pu disturbare. La musica l'arte pi sofisticata
nella sua fenomenologia essa per vivere ha bisogno della presenza dell'uomo che la esegue
e che la ascolta, una statua non ha necessita di estrinsecarsi nel tempo una volta scolpita
nata ed li ferma aspettando che lo spettatore ne raccolga il messaggio. La musica ha
necessit del tempo (dello scorrere di attimi che si succedono come le note) per
estrinsecarsi, perch nel tempo che comincia, si evolve e finisce un brano musicale.
Anche se fissato su carta serve sempre uno strumentista che la faccia rivivere, Ci vale
anche per i supporti digitali: un compact disc solo un pezzo di plastica se non lo si fa
riprodurre da un lettore. La musica nel suo linguaggio esecutivo che la teoria della musica
(diverso dal linguaggio descrittivo in cui subentrano altri elementi) come si sa l'insieme
dei suoni che nel sistema dodecafonico composto di 12 suoni che sono la riproduzione
matematica di intervalli e di frequenza ben specificati. L'insieme di alcuni di questi suoni

comporta un armonia; l'armonia non l'insieme dei due o tre suoni ma uno nuovo suono,
causa d'una sensazione nell'uomo pi gradevole del suono singolo. Nell'uomo la musica,
soprattutto quella polifonica (armonica), suscita un'empatia, c' come una risonanza
all'interno dell'animo.

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Teoria della musica

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