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Ente Nazionale Italiano

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Acustica
NORMA
ITALIANA

Metodo per la stima dellimpatto e del clima acustico


per tipologia di sorgenti

UNI 11143-1

Parte 1: Generalit
MARZO 2005
Acoustics

Method to evaluate the acoustic impact and environment for different


kinds of sources
Part 1: Generality
La norma descrive il procedimento per stimare i livelli di rumore
previsti per una specica sorgente o attivit denendo le applicazioni di tipo previsionale e lapproccio metrologico in funzione delle
diverse tipologie di sorgenti e dellambiente circostante.

TESTO ITALIANO

ICS

UNI
Ente Nazionale Italiano
di Unicazione
Via Battistotti Sassi, 11B
20133 Milano, Italia

17.140.20

UNI
Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
pu essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microlm o altro, senza
il consenso scritto dellUNI.
www.uni.com
UNI 11143-1:2005

Pagina I

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PREMESSA
La presente norma stata elaborata sotto la competenza della
Commissione Tecnica UNI
Acustica
La Commissione Centrale Tecnica dell'UNI ha dato la sua approvazione il 30 settembre 2004.
La presente norma stata raticata dal Presidente dell'UNI, con delibera del 26 ottobre 2004.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conittuale, per rappresentare il reale stato
dellarte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dellapplicazione di questa norma, di poter fornire suggerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dellarte
in evoluzione pregato di inviare i propri contributi allUNI, Ente Nazionale Italiano di
Unicazione, che li terr in considerazione per leventuale revisione della norma stessa.
Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione di nuove edizioni o
di aggiornamenti.
importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di essere in possesso
dellultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a vericare lesistenza di norme UNI corrispondenti alle
norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.
UNI 11143-1:2005

UNI

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INDICE
INTRODUZIONE

SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

RIFERIMENTI NORMATIVI

TERMINI E DEFINIZIONI

4
4.1

CARATTERIZZAZIONE DEL CLIMA ACUSTICO


2
Acquisizione dei dati informativi sul territorio, sulle sorgenti di rumore e sui
ricettori presenti ......................................................................................................................................... 3
Determinazione del rumore ambientale........................................................................................ 3
Rappresentazione della rumorosit ................................................................................................ 4

4.2
4.3

CARATTERIZZAZIONE ACUSTICA ANTE OPERAM


5
Acquisizione dei dati informativi sul territorio, sulle sorgenti di rumore e sui
ricettori presenti ......................................................................................................................................... 5
Determinazione del rumore ambientale........................................................................................ 5
Rappresentazione della rumorosit ................................................................................................ 6

5
5.1
5.2
5.3
6
6.1
6.2

VALUTAZIONE DELL'IMPATTO ACUSTICO. CARATTERIZZAZIONE


ACUSTICA DELLE NUOVE SORGENTI DI RUMORE
6
Dati acustici .................................................................................................................................................. 7
Schematizzazione delle sorgenti sonore (puntiforme, lineare o areali) ...................... 8

PROPAGAZIONE SONORA

8
8.1
8.2

STIMA DEI LIVELLI SONORI POST OPERAM


9
Generazione della mappa acustica................................................................................................. 9
Calcolo dei livelli sonori in punti prestabiliti ................................................................................ 9

INCERTEZZA NELLA DETERMINAZIONE DEI LIVELLI SONORI

APPENDICE
(normativa)

METODI DI CALCOLO RACCOMANDATI DALLA DIRETTIVA 2002/49/CE 10

APPENDICE
(informativa)

ELENCO NON ESAUSTIVO DI DOCUMENTI E MODELLI CONTENENTI


PROCEDURE DI CALCOLO DEI LIVELLI DI POTENZA SONORA DELLE
SORGENTI E/O DEI LIVELLI DI PRESSIONE SONORA NELL'AREA
CIRCOSTANTE
11
Rumore ferroviario................................................................................................................................. 11
Rumore stradale ..................................................................................................................................... 11
Rumore da insediamenti produttivi, commerciali e ludici ................................................. 11

APPENDICE
(informativa)

CALCOLO DEL LIVELLO DI POTENZA SONORA UTILIZZANDO IL


MODELLO MATEMATICO PREVISIONALE

APPENDICE
(informativa)
D.1
D.2

ESPRESSIONE DELL'INCERTEZZA DEI RISULTATI OTTENUTI DA


MISURAZIONI O DA CALCOLO
13
Incertezza associata a valori misurati......................................................................................... 13
Incertezza associata a valori calcolati ........................................................................................ 13

APPENDICE
(informativa)

CALIBRAZIONE DI UN MODELLO DI CALCOLO

B.1
B.2
B.3

figura

E.1

12

15

Schema a blocchi esemplificativo di una possibile procedura di calibrazione...................... 17

UNI 11143-1:2005

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INTRODUZIONE
La presente norma descrive diversi metodi per la stima dell'impatto acustico a secondo
della tipologia della sorgente. Pu costituire un utile riferimento per le attivit di redazione
degli studi di impatto ambientale, le cui nalit e requisiti generali sono deniti nella
UNI 10742 "Impatto ambientale - Finalit e requisiti di uno studio di impatto ambientale".
La presente norma si struttura in parti: una generale ed una specica per tipologie di
rumore, precisamente:
Parte 1: Generalit;
Parte 2: Rumore stradale;
Parte 3: Rumore ferroviario;
Parte 4: Rumore aeroportuale;
Parte 5: Rumore da insediamenti produttivi (industriali, artigianali, commerciali, agricoli ed
ogni altra forma di attivit, anche terziaria);
Parte 6: Rumore da luoghi di intrattenimento danzante, di pubblico spettacolo e da
pubblici esercizi.

SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


La presente norma descrive il procedimento per stimare i livelli di rumore previsti per una
specica sorgente o attivit denendo le applicazioni di tipo previsionale e l'approccio
metrologico in funzione delle diverse tipologie di sorgenti e dell'ambiente circostante.
La presente norma descrive una metodologia per la stima dell'impatto acustico e del clima
acustico in funzione delle diverse tipologie di sorgenti o attivit, allo scopo di denire un
percorso chiaro per il progettista e per chi, da parte dell'amministrazione competente,
deputato a valutare e a decidere di conseguenza. Essa si applica a infrastrutture di
trasporto, a insediamenti produttivi (industriali, artigianali, commerciali, agricoli ed ogni
altra forma di attivit, anche terziaria) e a luoghi per intrattenimenti danzanti, pubblici
spettacoli e pubblici esercizi.

RIFERIMENTI NORMATIVI
La presente norma rimanda, medianti riferimenti datati e non, a disposizioni contenute in
altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati del testo e
sono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive modiche o
revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte nella presente
norma come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non datati vale l'ultima edizione
della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli aggiornamenti).
UNI 9884
Acustica - Caratterizzazione acustica del territorio mediante la
descrizione del rumore ambientale
UNI EN 12354-3
Acustica in edilizia - Valutazioni delle prestazioni acustiche di
edici a partire dalle prestazioni di prodotti - Parte 3: Isolamento
acustico contro il rumore proveniente dall'esterno per via aerea
UNI EN 12354-4
Acustica in edilizia - Valutazioni delle prestazioni acustiche di
edici a partire dalle prestazioni di prodotti - Parte 4: Trasmissione
del rumore interno all'esterno
UNI CEI ENV 13005 Guida all'espressione dell'incertezza di misura
ISO 9613-1:1993
Acoustics - Attenuation of sound during propagation outdoors Part 1: Calculation of the absorption of sound by the atmosphere
ISO 9613-2:1996
Acoustics - Attenuation of sound during propagation outdoors Part 2: General method of calculation

UNI 11143-1:2005

UNI

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TERMINI E DEFINIZIONI
Ai ni della presente norma si applicano le denizioni seguenti.

3.1

area di inuenza: Porzione o porzioni di territorio in cui la realizzazione di una nuova


opera, o di modiche a un'opera esistente, potrebbe determinare una variazione
signicativa dei livelli di rumore ambientale, rispetto alla situazione ante operam.

3.2

clima acustico: Andamento spaziale e temporale del rumore presente in un determinato


sito.

3.3

impatto acustico: Variazione del clima acustico indotto dalle nuove sorgenti sonore.

3.4

livello di emissione sonora: Livello di pressione sonora ponderato A rilevabile in una


postazione in relazione al contributo di una specica sorgente sonora.
Nota

3.5
3.6

La precedente denizione, pur non essendo rigorosa sotto il prolo sico (poich sarebbe pi correttamente
da attribuire al "livello di immissione sonora dovuto ad una specica sorgente sonora") conforme a quanto
stabilito dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 novembre 1997 "Determinazione dei valori
limite delle sorgenti sonore", art. 2.

livello di immissione sonora: Livello di pressione sonora ponderato A rilevabile in una


postazione in relazione al contributo di tutte le sorgenti sonore acusticamente inuenti.
nuova opera: Nuova realizzazione, modica e/o cambio di destinazione d'uso di un'opera
esistente.

3.7

punto di ricezione: Punto di misura in corrispondenza di un ricettore ritenuto signicativo


per valutare il clima acustico o gli effetti acustici in un'area.

3.8

punto di riferimento: Punto di misura in prossimit della sorgente disturbante e che


costituisce il riferimento rispetto al quale eseguire la calibrazione dei modelli matematici
previsionali in relazione alle caratteristiche di emissione delle sorgenti primarie. Esso
coincide con il punto di calibrazione di cui all'appendice A della presente norma.

3.9

punto di verica: Punto signicativo utilizzato per la verica della corretta calibrazione del
modello matematico previsionale.

3.10

sorgente analoga: Sorgente sonora con le stesse caratteristiche della nuova opera per
potenzialit, dimensioni, tipologia e tecnologia costruttiva.

3.11

tempo di misura: Periodo temporale compreso nel periodo di osservazione nel quale si
effettua una misurazione; il numero e la durata dei tempi di misura sono commisurati alle
caratteristiche di variabilit temporale dell'evento che si intende misurare.

3.12

tempo di osservazione: Periodo temporale compreso nel periodo di riferimento nel quale
si vericano le condizioni di rumorosit che si intendono determinare.

3.13

tempo di riferimento: Periodo della giornata, generalmente denito in base alle normative
vigenti; solitamente sono deniti un tempo di riferimento diurno, un periodo notturno e
talora un periodo serale.

CARATTERIZZAZIONE DEL CLIMA ACUSTICO


La caratterizzazione del territorio eseguita sia dal punto di vista topograco e
morfologico, per avere conoscenza di tutti gli elementi naturali e articiali presenti in sito,
sia dal punto di vista acustico, per avere conoscenza della rumorosit esistente in sito,
attraverso dei rilievi acustici e/o simulazioni con modelli di calcolo. possibile inoltre
rappresentare i livelli di rumore ambientale esistenti nel territorio attraverso la
realizzazione di mappe acustiche. Per quanto non espressamente riportato nel presente
capitolo necessario riferirsi alla UNI 9884.
UNI 11143-1:2005

UNI

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La caratterizzazione del clima acustico si esplica attraverso le seguenti fasi:


-

acquisizione dei dati informativi;

determinazione del rumore ambientale;

rappresentazione dei dati acustici.

4.1

Acquisizione dei dati informativi sul territorio, sulle sorgenti di rumore e sui ricettori
presenti

4.1.1

Dati generali
Devono essere rilevati tutti i dati informativi sul territorio, relativi alla rappresentazione
geograca e topograca, distinguendo tutti gli elementi presenti, naturali ed articiali, con
particolare riguardo alle sorgenti sonore ed ai ricettori. Ove necessario devono essere
fornite le dimensioni geometriche e le coordinate plano-altimetriche su cartograa
adeguata. Nel caso delle sorgenti sonore necessario conoscere tutti i dati intrinseci,
legati alle caratteristiche funzionali della sorgente, utili a valutare l'inuenza della sorgente
sulla rumorosit del sito.

4.1.2

Dati acustici
Devono essere rilevati tutti i dati che possono condurre ad una descrizione acustica delle
sorgenti di rumore che inuiscono sul rumore ambientale nell'area dell'indagine.
Si devono indicare:

4.1.3

le principali sorgenti di rumore presenti;

la variabilit della loro emissione sonora nel periodo di riferimento diurno e notturno;

l'area interessata dalla loro emissione;

i livelli di potenza sonora in banda di terzo di ottava o di ottava, geometria e


direttivit;

le caratteristiche acustiche rilevanti degli elementi che inuiscono sulla


propagazione (per esempio fonoassorbimento e fonoisolamento di barriere,
attenuazione sonora del terreno).

Dati climatici e meteorologici


Devono essere fornite, informazioni sui dati climatici e meteorologici prevalenti nell'area
relativamente al periodo diurno e notturno.
In particolare devono essere indicati i dati meteo - climatici in termini di:
-

temperatura (C);

gradiente termico (misurato o stimato) (C/m);

umidit relativa dell'aria (%);

direzione e velocit del vento prevalente (m/s).

Questi dati possono essere acquisiti dalle stazioni meteorologiche pi vicine al sito in
esame.

4.2

Determinazione del rumore ambientale


Il rumore ambientale descritto dal livello di pressione sonora continuo equivalente
ponderato A relativo al tempo di riferimento.

4.2.1

Misurazione del livello sonoro equivalente


La misurazione del livello di pressione sonora continuo equivalente ponderata A
eseguita in posizioni di misura signicative per la caratterizzazione acustica del territorio.
Il numero, la durata e i periodi di effettuazione delle misurazioni devono essere adeguati
a rappresentare la variabilit dei livelli sonori esistenti in una determinata postazione, al
ne di consentire a tutti i normali fattori che inuenzano la rumorosit ambientale del sito,

UNI 11143-1:2005

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di esercitare compiutamente il loro effetto. Tali fattori comprendono principalmente: la


variabilit delle sorgenti che agiscono nel sito e le condizioni meteorologiche che
determinano la propagazione del rumore.
L'inizio delle operazioni di monitoraggio deve essere preceduto da una fase di verica
della strumentazione attraverso la calibrazione dei dispositivi di misura. Successivamente
possibile procedere al rilievo dei parametri acustici insieme ai dati meteorologici:
temperatura, umidit relativa, velocit e direzione del vento.
Al termine del monitoraggio deve essere ripetuta l'operazione di calibrazione su tutti i
microfoni: qualora si riscontrino variazioni maggiori di 0,5 dB, il sistema di misura deve
essere vericato e le misurazioni scartate e ripetute.
Le posizioni di misura devono essere riportate nella mappa cartograca della zona. Nel
denire le posizioni di misura consigliabile generalmente la tecnica della griglia di
misura.
Le posizioni di misura sono scelte approssimativamente equidistanti, per esempio
sovrapponendo una griglia a maglie quadrata alla mappa territoriale; nei nodi di tale
griglia sono individuate le posizioni di misura.
La densit dei nodi della griglia dipende dalle caratteristiche tipologiche e morfologiche
del territorio e dalla variazione spaziale dei livelli di rumore; in prossimit di sorgenti e di
ostacoli la densit spaziale deve essere pi elevata. Inoltre, la differenza di livello tra punti
adiacenti non deve essere maggiore di 5 dB, se si rilevano differenze maggiori occorre
eseguire, se possibile, ulteriori misurazioni nei punti intermedi.
In talune situazioni pu essere opportuno un criterio di misura semplicato (per esempio
quando l'area in cui si intende valutare il clima acustico dimensionalmente molto ridotta,
possono essere scelti alcuni punti, disposti in modo anche non regolare, tali comunque da
caratterizzare adeguatamente l'area in esame).

4.2.2

Determinazione teorica della rumorosit ambientale


Modelli teorici di previsione del rumore ambientale possono trovare impiego anche ad
integrazione dei rilievi sperimentali. In questo caso infatti possibile limitare l'esecuzione
delle misurazioni nelle posizioni pi signicative e poi utilizzare un modello previsionale
per completare la determinazione dei livelli di rumore in altri punti del territorio.
Il livello prodotto da pi sorgenti in un punto di stima pu essere scomposto nei singoli
contributi di ogni sorgente.
Indicazioni di natura generale circa i modelli di calcolo e la loro calibrazione sono riportate
nelle appendici A, B, D e E.
Nelle altre parti della presente norma sono specicati i criteri per la scelta e l'applicazione
di idonei modelli di calcolo, in riferimento alle differenti tipologie di sorgenti sonore.

4.3

Rappresentazione della rumorosit


I livelli di rumore ambientali misurati ed eventualmente stimati con i modelli di calcolo
possono essere rappresentati su cartograa mediante mappe acustiche,
opportunamente colorate o retinate.
Le aree del territorio caratterizzate da valori del livello di rumore compresi in un certo
intervallo devono assumere la medesima colorazione o retinatura; tale rappresentazione
deve essere effettuata sia per il periodo diurno sia per quello notturno secondo la
UNI 9884.
Congiuntamente o alternativamente possibile una rappresentazione della rumorosit
per punti.

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CARATTERIZZAZIONE ACUSTICA ANTE OPERAM


La stima dell'impatto acustico prodotto da sorgenti sonore richiede la caratterizzazione
del territorio in cui va ad inserirsi la nuova opera, struttura o attivit per consentire la
valutazione dell'interazione tra i vari elementi che determinano lo stato dell'ambiente.
I criteri per valutare la situazione acustica di un'area prima della realizzazione di un'opera
capace di inuenzarla acusticamente, presentano, per vari aspetti, similitudini con i criteri
di determinazione del clima acustico.

5.1

Acquisizione dei dati informativi sul territorio, sulle sorgenti di rumore e sui ricettori
presenti
Questi dati vengono acquisiti seguendo gli stessi criteri deniti nel punto 4.1.

5.2

Determinazione del rumore ambientale


Il rumore ambientale descritto dal livello di pressione sonora continuo equivalente
ponderato A relativo al tempo di riferimento.
Nel caso in cui sia richiesto anche il rispetto del criterio differenziale ci si riferisce altres al
livello di pressione sonora continuo equivalente ponderato A relativo al tempo di misura.
Poich tale determinazione deve avvenire in ambiente abitativo interno, si seguono i
criteri stabiliti nel punto 5.2.3.

5.2.1

Determinazione del livello sonoro equivalente


La misurazione del livello di pressione sonora continuo equivalente ponderata A
eseguita in posizioni di misura signicative per la caratterizzazione acustica del territorio.
Il numero, la durata e i periodi di effettuazione delle misurazioni devono essere adeguati
a rappresentare la variabilit dei livelli sonori esistenti in una determinata postazione, al
ne di consentire a tutti i normali fattori che inuenzano la rumorosit ambientale del sito,
di esercitare compiutamente il loro effetto. Tali fattori comprendono principalmente: la
variabilit delle sorgenti che agiscono nel sito e le condizioni meteorologiche che
determinano la propagazione del rumore.
Le posizioni di misura devono essere riportate nella mappa cartograca della zona. Nel
denire le posizioni di misura preferibile utilizzare il metodo delle posizioni
ricettori-orientate.
Le posizioni ricettori-orientate sono scelte in prossimit di edici o gruppi di edici. Esse
sono impiegate per caratterizzare la rumorosit in corrispondenza di insediamenti
abitativi. Nella scelta delle posizioni di misura si deve tenere conto della congurazione
del sistema sorgenti- ambiente-ricettori (considerando aspetti quali la direzione
prevalente di provenienza del rumore, la forma dell'edicio, la eventuale presenza di
ostacoli, ecc.).
Alternativamente pu essere scelto il metodo della griglia di misura, descritto nel punto 4.2.1.
Il metodo delle posizioni sorgenti-orientate utilizzato invece essenzialmente al ne di
caratterizzare le sorgenti sonore e valutare l'inuenza reciproca delle varie sorgenti.
Le misurazioni presso le sorgenti presenti in sito (infrastrutture stradali, ferroviarie,
impianti industriali e ogni altra sorgente signicativa) servono, in genere, a calibrare e
vericare il modello di calcolo previsionale utilizzato eventualmente per la stima della
rumorosit ambientale.

5.2.2

Determinazione teorica della rumorosit ambientale


Si applica quanto espresso al punto 4.2.2.

5.2.3

Determinazione dei livelli sonori all'interno degli edici


Qualora si richieda anche una valutazione del livello di pressione sonora all'interno degli
edici, necessario eseguire le misurazioni in corrispondenza dell'ambiente
maggiormente disturbato, parallelamente ai rilievi a lungo termine, sia a nestre aperte
sia a nestre chiuse. Il microfono deve essere posto ad 1 m di distanza dalla nestra,
rivolto verso l'esterno, ad 1,5 m dal pavimento e ad almeno 1 m dalle pareti perimetrali.
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Per rendere l'operazione di rilievo meno invasiva per il ricettore interessato, la postazione
microfonica interna pu essere correlata con un punto di riferimento esterno da porre
preferibilmente da 1 m a 2 m di distanza dalla facciata e possibilmente in asse con la
postazione interna. Questa disposizione permette di ridurre i tempi di misura a seconda
del grado di stazionariet delle sorgenti presenti.
Qualora non sia possibile effettuare tale correlazione attraverso delle misurazioni dirette
(condizione comunque sempre da prediligere) necessario effettuare una valutazione
dell'attenuazione globalmente prodotta dalla parete esterna, tenendo conto delle
caratteristiche fonoisolanti dei singoli elementi che compongono la parete
(vedere UNI EN 12354-3).

5.2.4

Area di inuenza
La rumorosit ambientale ante operam viene rilevata o calcolata nell'area interessata
dalla realizzazione dell'opera o attivit soggetta a valutazione di impatto e nell'area
territoriale che risente della presenza di questa sorgente.
L'area di inuenza dipende:
-

dalle caratteristiche geometriche e tipologiche (estensione, quota rispetto al


territorio circostante) e di emissione (potenza sonora, direttivit) della sorgente in
esame;

dalle caratteristiche del territorio in cui si propaga il rumore originato da tale sorgente
(orograa del terreno, presenza di elementi naturali o articiali schermanti, presenza
di condizioni meteorologiche favorevoli);

dalla classicazione acustica del territorio interessato;

dal livello sonoro esistente ante operam.

Poich gli effetti acustici delle opere soggette a valutazione di impatto sono noti solo a
conclusione dell'iter valutativo, in questa fase dell'attivit l'area di inuenza pu essere
determinata solo in via preliminare. Eventuali integrazioni possono essere necessarie nel
corso del procedimento (vedere punto 8).
L'area di inuenza deve almeno includere tutto il territorio in cui la nuova opera determina
incrementi dei livelli di immissione sonora e di emissione sonora (quando applicabili) tali
da eccedere i limiti previsti dalla classicazione acustica del territorio.
Nei casi in cui si debba anche valutare la compatibilit con i limiti differenziali, l'area di
inuenza deve includere il territorio in cui la nuova opera determina superamenti di tali
limiti (pur tenendo presente che tale valutazione risulta necessariamente imprecisa in
considerazione del fatto che essa si riferisce ad ambienti abitativi interni).

5.3

Rappresentazione della rumorosit


Si applica quanto espresso al punto 4.3.

VALUTAZIONE DELL'IMPATTO ACUSTICO. CARATTERIZZAZIONE ACUSTICA DELLE


NUOVE SORGENTI DI RUMORE
Tutte le nuove sorgenti sonore, oggetto della valutazione di impatto, devono essere
caratterizzate in termini di:
-

livelli di potenza sonora e direttivit. Nel caso in cui non siano disponibili i diagrammi
polari di emissione della sorgente sonora devono essere forniti i livelli di pressione (o
di intensit) sonora rilevati in un certo numero di posizioni, espressi in bande di terzo
di ottava (o di ottava) (vedere punto 5.1);

geometria (puntuale, lineare o areale) (vedere punto 5.2);

caratteristiche costruttive e funzionali utili per caratterizzare le emissioni sonore.

Per ciascuna di tali sorgenti sonore deve essere predisposto un foglio dati in cui siano
riportate tutte le informazioni di cui sopra.

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In assenza totale o parziale di informazioni possibile utilizzare dati acustici di sorgenti


analoghe di caratteristiche note. Devono essere forniti tutti i dati utili a valutare l'analogia
tra le due sorgenti sonore e si deve dichiarare lo scostamento massimo atteso in termini
di differenze di livelli di potenza sonora e/o di pressione/intensit sonora.

6.1

Dati acustici
I livelli di potenza sonora e le direttivit o, in alternativa, i livelli di pressione o di intensit
sonora delle varie sorgenti sonore devono essere attribuite sulla base di:
-

misurazioni documentate effettuate sulle medesime o su sorgenti sonore analoghe


(rapporti di prova/relazioni tecniche, ecc.);

procedure di calcolo ufcialmente riconosciute (per esempio quelle utilizzate per la


stima del rumore da trafco stradale, ferroviario, aereo, ecc.);

dati del macchinario forniti dal fabbricante;

dati teorici o sperimentali dedotti dalla letteratura scientica;

prescrizioni tecniche (originate, per esempio, da direttive comunitarie o leggi dello


Stato).

Per ciascuna sorgente sonora deve essere fornito lo spettro di potenza sonora espresso
in bande di ottava o di terzo di ottava, specicando:
-

le modalit di misurazione, citando il riferimento normativo utilizzato;

le eventuali procedure di calcolo utilizzate (si possono per esempio assumere come
riferimento quelle riportate nell'appendice A);

gli eventuali riferimenti bibliograci da cui sono state dedotte le informazioni e i dati;

l'enunciato delle prescrizioni che sono state inserite nel capitolato dell'opera.

Per le sorgenti sonore che presentano emissione sonora anisotropa si deve specicare
anche l'indice di direttivit, DI, espresso, come la potenza, in bande di terzo di ottava o di
ottava, lungo le direttrici pi signicative.
In alternativa ai dati di potenza sonora e direttivit possono essere forniti per
caratterizzare una sorgente sonora una serie di livelli di pressione o di intensit sonora,
espressi per bande di terzo di ottava o di ottava e rilevati a distanze note dalla stessa.
Per ciascuna sorgente devono essere specicate:
-

le modalit di misurazione, citando il riferimento normativo utilizzato;

le eventuali procedure di calcolo utilizzate;

gli eventuali riferimenti bibliograci da cui sono state dedotte le informazioni e i dati;

l'enunciato delle prescrizioni che sono state inserite nel capitolato dell'opera.

Se la potenza sonora viene calcolata mediante una norma o procedura, insieme ad essa
deve essere stimata la direttivit.
Solo nel caso in cui i livelli di potenza sonora delle nuove sorgenti sonore non siano in
alcun modo deducibili sulla base delle norme applicabili o dalla letteratura scientica, n
attribuibili come prescrizione, avendo a disposizione solo alcuni livelli di pressione o di
intensit sonora misurati o assegnati nelle vicinanze dell'opera, possibile ricorrere al
modello matematico previsionale che si intende utilizzare per la valutazione d'impatto,
applicandolo in "modalit inversa"1) (vedere appendice C).
Nel caso in cui siano misurati o assegnati livelli di pressione o di intensit sonora
all'interno di edici, la potenza sonora emessa all'esterno attraverso le pareti e le varie
aperture, pu essere calcolata per bande di terzo di ottava o di ottava utilizzando i criteri
stabiliti dalla UNI EN 12354-4.

1)

Un modello matematico di previsione del rumore ambientale viene applicato in "modalit inversa" quando utilizzato per
calcolare le potenze sonore di sorgenti incognite a partire dai livelli di pressione o di intensit sonora rilevati o assegnati
in un certo numero di punti circostanti.

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6.2

Schematizzazione delle sorgenti sonore (puntiforme, lineare o areali)


Una sorgente sonora pu essere considerata di tipo puntiforme quando la distanza tra
sorgente e ricevitore pari ad almeno due volte le dimensioni massime della sorgente e
quando le condizioni di propagazione tra sorgente e ricevitore rimangono pressoch
invariate.
In caso contrario la sorgente deve essere considerata lineare, areale o costituita da un
gruppo di sorgenti puntuali.
Allo stesso modo, un gruppo di sorgenti puntuali pu essere descritto da una sorgente
puntiforme equivalente posta al centro del gruppo quando le sorgenti sonore hanno circa
la stessa altezza sul piano campagna, le stesse condizioni di propagazione verso i
ricevitori e la distanza sorgente equivalente-ricevitore maggiore di due volte il diametro
maggiore dell'area che racchiude il gruppo (vedere ISO 9613).
Sorgenti lineari o areali possono essere suddivise rispettivamente in segmenti o frazioni
di area, ciascuna delle quali rappresentata da una sorgente puntiforme posta al suo
centro (ISO 9613).
Nel caso in cui siano presenti superci verticali riettenti e il modello che si intende
utilizzare non tenga conto delle riessioni, necessario aggiungere alle sorgenti
individuate le eventuali sorgenti virtuali come indicato nella ISO 9613-2.

PROPAGAZIONE SONORA
L'equazione base della propagazione sonora in ambiente esterno data da:

Lp (r) = Lw + Dc A

(1)

dove:

Lp (r) il livello di pressione sonora alla distanza r (m) dalla sorgente;


Lw

il livello di potenza sonora della sorgente;

Dc

il fattore di correzione dovuto alla direttivit della sorgente e alla propagazione


sonora entro specici angoli solidi;

il termine di attenuazione.

Tutti i termini sono espressi in dB, in bande di ottava o globale.


Il termine A il risultato della somma di tutti i fattori di attenuazione che inuenzano la
propagazione, come risulta dall'espressione che segue:

A = Adiv + Aatm + Amet + Agr + Abar + Amisc

(2)

dove:

Adiv

l'attenuazione dovuta alla divergenza geometrica;

Aatm l'attenuazione per assorbimento dell'aria;


Amet l'attenuazione dovuta ad effetti di origine meteorologica (direzione e velocit del
vento, gradienti di vento, gradienti di temperatura, ecc.);
Agr

l'attenuazione per "effetto suolo", espressa in dB;

Abar

l'attenuazione per presenza di barriere;

Amisc l'attenuazione per vari effetti (presenza di edici o di vegetazione).


Tutti i termini sono espressi in dB, in bande di ottava o globale.
I termini di attenuazione possono assumere valore positivo, se creano riduzione del livello
di pressione sonora, o negativo, se creano incremento del livello.
Le basi per il calcolo di tali attenuazioni possono essere dedotte dalle ISO 9613-1 e
ISO 9613-2. Possono inoltre essere utilizzate altre formulazioni purch dedotte dalla
letteratura scientica o dalla normativa internazionale.

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STIMA DEI LIVELLI SONORI POST OPERAM


I livelli di pressione sonora immessi in ambiente possono essere stimati utilizzando
algoritmi di calcolo e modelli matematici previsionali di riconosciuta validit (vedere
appendici A e B).
In questa fase occorre valutare l'adeguatezza dell'area di inuenza precedentemente
denita ed effettuare, ove necessario, misurazioni integrative in aree escluse nella
primitiva valutazione.
I risultati delle valutazioni possono essere rappresentati attraverso delle mappe di rumore
estese a tutta l'area di inuenza o tramite l'indicazione del valore numerico della stima, se
si utilizzano modelli che forniscono il livello di rumore in punti prestabiliti (stima puntuale).

8.1

Generazione della mappa acustica


La mappa dei livelli di immissione sonora (cio relativa alla rumorosit dovuta a tutte le
sorgenti acusticamente signicative) e di emissione sonora (cio relativa alla rumorosit
dovuta alle sole sorgenti di cui si valuta l'impatto acustico) pu essere realizzata in due
modi diversi:
-

si individua un reticolo a maglia rettangolare di dimensioni adeguate, tali che le


differenze di livello tra punti adiacenti risultino sempre minori di 5 dB, e si calcolano
i livelli globali ponderati A in ciascun nodo, ad un'altezza dal terreno pari a 4 m. Si
tracciano quindi le curve isolivello utilizzando un programma di interpolazione;

si generano le curve di isoimmissione applicando modelli matematici che


dispongano di modalit di restituzione direttamente nella forma di curve isolivello.

In entrambi i casi le aree racchiuse dalle curve isolivello devono essere colorate o
tratteggiate secondo le indicazioni riportate nella UNI 9884. La generazione delle mappe
acustiche deve essere effettuata in riferimento alle condizioni meteorologiche ritenute pi
rappresentative per l'area in esame.

8.2

Calcolo dei livelli sonori in punti prestabiliti


Il calcolo dei livelli sonori nei punti prestabiliti, in ambiente esterno o all'interno di ambienti
abitativi, deve essere effettuato in relazione alla reale o ipotizzata posizione dei ricettori.
Valgono anche in questo tipo di rappresentazione i criteri relativi alle condizioni
meteoclimatiche precisati al punto 8.1.

INCERTEZZA NELLA DETERMINAZIONE DEI LIVELLI SONORI


Nelle appendici D ed E sono descritti alcuni criteri generali per valutare l'incertezza nella
determinazione, attraverso misurazioni e modelli di calcolo, dei livelli sonori.
Criteri specici per particolari tipologie di sorgenti sonore sono descritti in alcune delle
altre parti della presente norma.

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APPENDICE
(normativa)

A METODI DI CALCOLO RACCOMANDATI DALLA DIRETTIVA 2002/49/CE


L'allegato II della Direttiva 2002/49/CE del Parlamento Europeo e del consiglio del
25 giugno 2002 relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale,
pubblicata su GUCE serie L 189/12 del 18-07-2002, raccomanda i seguenti metodi
provvisori di calcolo per la determinazione degli indicatori comuni Lden e Lnight per il
rumore dell'attivit industriale, degli aeromobili, del trafco veicolare e ferroviario per gli
Stati Membri che non dispongono di un metodo nazionale di calcolo e per quelli che
desiderano cambiare il metodo di calcolo.
-

Per il RUMORE DEL TRAFFICO VEICOLARE: metodo di calcolo ufciale francese


"NMPB-Routes-96 (SETRA-CERTU-LCPC-CSTB)", citato in "Arrt du 5 mai 1995
relatif au bruit des infrastructures routires, Journal Ofciel du 10 mai 1995, article 6"
e nella norma francese "XPS 31-133".

Per il RUMORE FERROVIARIO: metodo di calcolo ufciale dei Paesi Bassi


pubblicato in "Reken- en Meetvoorschrift Railverkeerslawaai '96, Ministerie
Volkshuisvesting, Ruimtelijke Ordening en Milieubeheer, 20 November 1996".

Per il RUMORE DEGLI AEROMOBILI: ECAC doc. 29 "Report on Standard Method


of Computing Noise Contours around Civil Airports", 1997.

Per il RUMORE DELL'ATTIVIT INDUSTRIALE: ISO 9613-2: "Acoustics Attenuation of sound propagation outdoors, Part 2; General method of calculation".

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APPENDICE
(informativa)

B.1

B.2

B.3

B ELENCO NON ESAUSTIVO DI DOCUMENTI E MODELLI CONTENENTI PROCEDURE


DI CALCOLO DEI LIVELLI DI POTENZA SONORA DELLE SORGENTI E/O DEI LIVELLI
DI PRESSIONE SONORA NELL'AREA CIRCOSTANTE

Rumore ferroviario
1

La valutazione d'impatto acustico in attuazione della legge 447/95 "Legge quadro


sull'inquinamento acustico", GAA - Lecco, Aprile 1998.

Istruzioni per l'inserimento ambientale delle infrastrutture stradali, e ferroviarie con


riferimento al controllo dell'inquinamento acustico - Commissione internazionale
ANAS, Ferrovie dello Stato, Soc. Autostrade, AISCAT, Ministero dell'Ambiente. A
cura dell'ANAS e della societ Autostrade - Gennaio 1992.

OAL 28 e OAL 30 - Austria.

DIN 18005, Schall 03 - Germania.

Kilde report 130, Noise from railway trafc - Scandinavia.

Rumore stradale
1

La valutazione d'impatto acustico in attuazione della legge 447/95 "Legge quadro


sull'inquinamento acustico", GAA - Lecco, Aprile 1998.

Istruzioni per l'inserimento ambientale delle infrastrutture stradali, e ferroviarie con


riferimento al controllo dell'inquinamento acustico - Commissione internazionale
ANAS, Ferrovie dello Stato, Soc. Autostrade, AISCAT, Ministero dell'Ambiente. A
cura dell'ANAS e della societ Autostrade - Gennaio 1992.

Atti del seminario AIA - Metodi numerici di previsione del rumore da trafco. AA.VV.
a cura di R. Pompoli /Parma 1989.

OAL 23 - Austria.

Calculation of road trafc noise - Inghilterra.

Statens planverk (Nordic Road Noise Prediction) - Scandinavia.

Model designed by EMPA - Svizzera.

Federal Highway Model (FHWA) USA.

RLS 90 - Germania.

10

Guide du bruit des Transports Terrestres - Prevision des niveaux sonores - Ministere
de l'Environnement e du Cadre de Vie, Ministere des Transports.

11

Bruit des Infrastructures routieres - NMPB - Routes - 96 - France Janvier 1997.

Rumore da insediamenti produttivi, commerciali e ludici


1

La valutazione d'impatto acustico in attuazione della legge 447/95 "Legge quadro


sull'inquinamento acustico", GAA - Lecco, Aprile 1998.

Atti del convegno "Edilizia e Ambiente", Trento, 18-20 Febbraio 1998.

OAL 28 - Austria.

CONCAWE - The propagation of noise from petroleum and petrochemical


complexes to neighbouring communities - Australia.

VDI 2714 e VDI 2720 - Germania.

Construction noise regulation for EPD - Hong Kong.

General prediction method for industrial plants - Scandinavia.

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APPENDICE
(informativa)

C CALCOLO DEL LIVELLO DI POTENZA SONORA UTILIZZANDO IL MODELLO


MATEMATICO PREVISIONALE
Nel caso di una singola sorgente isotropa, avendo misurato o assegnato il livello di
pressione sonora della i -esima banda spettrale Lpi (in terzo di ottava o di ottava) in un punto
acusticamente inuenzato dalla sola sorgente, il livello di potenza sonora LWi della i -esima
banda spettrale pu essere stimato mediante la relazione seguente:

LWi = Lpi + Lai

(C.1)

dove:

Lai

il livello di attenuazione sonora della i -esima banda calcolato con l'ausilio del
modello matematico previsionale.

Dopo aver inserito nel modello i dati di ingresso corrispondenti alla situazione in cui
stata effettuata la misurazione della pressione sonora o a cui la pressione sonora si
riferisce (orograa e tipologia del terreno, schermi, riessioni, condizioni meteorologiche,
ecc.) si attribuisce alla banda in esame un livello di potenza ttizio (Lw) si calcola un
corrispondente livello ttizio di pressione sonora (Lp) nel punto in esame e, per differenza
aritmetica dei due, il livello di attenuazione acustica (Lai). Quindi, utilizzando l'equazione
C.1, si determina il reale livello di potenza sonora della sorgente.
Nel caso in cui siano misurati o assegnati i livelli di pressione sonora in pi punti
inuenzati dalla sola sorgente in esame, disposti lungo direttrici diverse, possibile
calcolare sia la potenza sonora della sorgente sia le eventuali direttivit.
Nel caso in cui si abbiano N sorgenti incognite supposte puntuali e isotrope e M livelli
misurati o assegnati in altrettanti punti inuenzati dalle sorgenti stesse, se M>>N
(M 3 N ) le potenze sonore incognite possono essere stimate anche applicando metodi
matematici che minimizzano gli scarti tra la pressione sonora (o il corrispondente livello)
misurata o assegnata nei vari punti e la pressione sonora (o il corrispondente livello)
calcolata dal modello. Per esempio pu essere utilizzato il metodo dei minimi quadrati.

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APPENDICE
(informativa)

D ESPRESSIONE DELL'INCERTEZZA DEI RISULTATI OTTENUTI DA MISURAZIONI O


DA CALCOLO
L'accuratezza dei risultati limitata da molteplici fattori, sia nel caso di valori misurati sia
nel caso di valori ottenuti mediante calcolo.

D.1

Incertezza associata a valori misurati


Nel caso di valori misurati, concorrono all'incertezza dei risultati:
-

l'imperfetta denizione del misurando;

l'incertezza strumentale del misuratore di livello sonoro utilizzato;

l'ampiezza dell'intervallo temporale di misura;

le uttuazioni di livello sonoro della sorgente che si vuole caratterizzare;

le uttuazioni di livello sonoro del rumore residuo;

le condizioni meteorologiche presenti durante la misurazione e l'ampiezza delle loro


uttuazioni;

le condizioni del terreno presenti durante la misurazione e l'ampiezza delle loro


uttuazioni.

Nota 1

Se, per esempio, si deve misurare il livello continuo equivalente di pressione sonora su 24 h associato ad un
certo fenomeno sonoro variabile nel tempo, Leq,24h, necessario specicare chiaramente se l'intervallo
temporale durante il quale la strumentazione rileva il segnale sonoro coincide o meno con l'intervallo
temporale di 24 h. Infatti, nel caso di misurazione limitata ad un intervallo temporale T minore delle 24 h il
misurando sarebbe Leq,T e non Leq,24h; si tratterebbe quindi di una denizione del misurando che potrebbe
generare ambiguit in sede di interpretazione dei risultati.

Nota 2

Nel Decreto del Ministeriale 16 marzo 1988 "Tecniche di rilevamento e misurazione dell'inquinamento acustico",
allegato A, si distingue tra "tempo di riferimento", "tempo di osservazione" e "tempo di misura". Il primo un
periodo convenzionale della giornata durante il quale si esegue la misurazione (diurno o notturno); il secondo un
periodo di tempo durante il quale si vericano le condizioni di rumorosit che si intendono valutare; il terzo un
periodo di tempo, compreso nel secondo, durante il quale si opera effettivamente la misurazione; all'interno di un
singolo "tempo di riferimento" si possono individuare pi "tempi di osservazione"; all'interno di un singolo "tempo
di osservazione" si possono individuare pi "tempi di misura". Nell'ambito del presente paragrafo dedicato alla
stima dell'incertezza dei risultati, quando si parla di "intervallo temporale di misura" si intende il periodo temporale
durante il quale si mette in atto la procedura di misurazione. Nel caso si debba misurare un livello continuo
equivalente di pressione sonora ponderata "A" ai sensi del Decreto del Ministeriale 16 marzo 1998, "l'intervallo
temporale di misura" coincide con il "tempo di osservazione" e con il "tempo di misura" deniti nel Decreto stesso
quando si adotta la tecnica per integrazione continua; "l'intervallo temporale di misura" coincide invece con il
"tempo di osservazione" e include pi "tempi di misura" quando si adotta la tecnica di campionamento.
Si dovrebbe sempre fornire una stima dell'incertezza associata ad ognuna delle
componenti sopra menzionate, dichiarando il metodo utilizzato per ottenerla
(campionamento statistico ripetuto, analogie con casi simili, ecc.).
Le varie componenti dell'incertezza cos determinate dovrebbero essere composte con
legge quadratica conformemente alla UNI CEI ENV 13005 per determinare l'incertezza
tipo composta del risultato.
Quando il risultato deve essere confrontato con valori limite assegnati, si fornir una stima
dell'incertezza estesa del risultato, U, ottenuta moltiplicando l'incertezza tipo composta,
uc, per un fattore di copertura, k, scelto sulla base del livello di ducia, p, desiderato:

U = k uc

D.2

Incertezza associata a valori calcolati


Nel caso di risultati ottenuti mediante calcolo occorre distinguere due casi:
a)

il modello di calcolo stato "calibrato" per confronto con misurazioni, eseguendo sia
i calcoli sia le misurazioni in un caso simile a quello in esame, ancorch semplicato;

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b)

il modello di calcolo stato semplicemente applicato cos com', senza confronti con
misurazioni.

In entrambi i casi concorrono all'incertezza dei risultati i seguenti fattori:

Nota

l'incertezza dei dati di ingresso del modello di calcolo (quali: potenza sonora e
direttivit delle sorgenti sonore, tipologia puntuale, lineare o areale delle sorgenti
sonore, fattori di riessione delle superci modellate, ecc.);

l'incertezza dovuta alle ipotesi sulle quali basato il modello di calcolo (quali:
rappresentazione idealizzata delle condizioni geomorfologiche e meteorologiche,
presa in conto dei fenomeni di riessione e di diffrazione e relativo grado di
approssimazione, ecc.);

l'ampiezza dell'area di validit del modello di calcolo, intesa come l'area oltre la quale
le approssimazioni insite nel modello di calcolo non permettono pi di ottenere
risultati attendibili, indipendentemente dai valori dei dati di ingresso;

l'incertezza dovuta alla rappresentazione dei valori numerici con un numero nito di
cifre;

l'incertezza dovuta alla combinazione dei valori di ingresso secondo algoritmi


complessi ("rumore di calcolo").
Un esempio di stima dell'area di validit del modello di calcolo fornito nel prospetto 5 della
ISO 9613-2.

Nel caso di calcolo diretto senza confronto con misurazioni, l'incertezza pu talora
assumere valori cos elevati da precludere un confronto signicativo con valori limite
assegnati, e ci si pu vericare per casi anche molto diversi tra loro e non identicabili a
priori.
In particolare, eseguendo un confronto a posteriori tra le previsioni di modelli di calcolo
non calibrati e valori misurati, si riscontrano spesso importanti deviazioni sistematiche.

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APPENDICE
(informativa)

E CALIBRAZIONE DI UN MODELLO DI CALCOLO


Nel caso di calcolo con un modello calibrato per confronto con misurazioni, le componenti
d'incertezza associate all'uso del modello di calcolo possono essere notevolmente ridotte,
anche se naturalmente vengono introdotte tutte le componenti d'incertezza sopra
menzionate nel caso di misurazioni dirette. L'esperienza dimostra che un'adeguata
calibrazione per confronto con misurazioni porta ad una riduzione del valore nale
dell'incertezza tipo composta, per cui si raccomanda l'uso di modelli di calcolo calibrati.
La calibrazione deve avvenire di preferenza per confronto con misurazioni relative al sito
ed al caso specico in esame. Solo se ci non possibile si ammette una calibrazione
compiuta eseguendo sia i calcoli sia le misurazioni in un caso simile a quello in esame,
ancorch semplicato. Per calibrare il modello di calcolo si variano i valori di alcuni
parametri critici al ne di avvicinare i valori calcolati con i valori misurati: ci richiede che
si identichino con cura i parametri che, per difcolt nella stima o imprecisione del
modello di calcolo, si ritiene abbiano maggiori responsabilit nel determinare differenze
tra misure e calcoli. Tale operazione pu essere effettuata ponendosi come obiettivo la
minimizzazione della somma degli scarti quadratici tra i valori calcolati ed i valori misurati.
Per ogni applicazione di un modello di calcolo, calibrato o meno, si devono dichiarare
almeno le incertezze dei singoli dati di ingresso, e una stima dell'incertezza globale del
modello di calcolo.
Nota

Un esempio di stima dell'incertezza globale del modello di calcolo fornita nel prospetto 5 della ISO 9613-2.
In pratica si procede per passi successivi, per esempio nel modo seguente (si veda anche
lo schema a blocchi rappresentato nella gura E.1):
1)

effettuare misurazioni di livello sonoro, in funzione della frequenza, sia in punti di


riferimento prossimi alle sorgenti sonore individuate (punti di calibrazione delle
sorgenti) sia in punti pi lontani ed in prossimit dei ricettori (punti di calibrazione dei
ricettori e di verica). I punti di verica devono essere generalmente diversi dai punti
di calibrazione. Ne risultano i valori di livello sonoro Lmc nei punti di calibrazione e Lmv
nei punti di verica;

2)

sulla base dei valori misurati, determinare i valori dei parametri di ingresso del
modello di calcolo (potenza sonora e direttivit delle sorgenti sonore, tipologia
puntuale, lineare od areale delle sorgenti sonore, ecc.), in maniera tale che la media
degli scarti |Lcc Lmc| al quadrato tra i valori calcolati con il modello, Lcc, ed i valori
misurati, Lmc, nei punti di calibrazione delle sorgenti sia minore di 0,5 dB:
NS

L mc L cc

-------------------------------------- 0,5 dB
Ns
c=1

dove:

NS

il numero dei punti di riferimento sorgente-orientati;

3)

sulla base dei valori misurati ai ricettori (calibrazione ai ricettori) minimizzare la


somma dei quadrati degli scarti regolando i parametri del modello che intervengono
sulla propagazione, in maniera tale che la media degli scarti al quadrato sia minore
di 1,5 dB:
NR

L mc L cc

-------------------------------------- 1,5 dB
NR
c=1

dove:

NR

il numero di punti di misura ricettore-orientati utilizzati per la calibrazione, calcolare


i livelli sonori nei punti di verica, Lcv;

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4)

se lo scarto |Lcv Lmv| tra i livelli sonori calcolati, Lcv, e quelli misurati, Lmv, in tutti i
punti di verica) minore di 3 dB(A), allora il modello di calcolo da ritenersi
calibrato; altrimenti, necessario riesaminare i dati di ingresso del modello di calcolo
(specicatamente quelli relativi alla propagazione acustica) e ripetere il processo.

In talune situazioni il procedimento, soprattutto in presenza di sorgenti sonore non molto


numerose o non molto complesse, pu consentire di ridurre lo scarto fra i valori calcolati
e i valori misurati entro 2 dB in tutti i punti di verica.
La metodologia pu essere talvolta semplicata, per esempio utilizzando punti
ricettori-orientati, oltre che per regolare i parametri del modello di propagazione, come
punti di verica.

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gura

E.1

Schema a blocchi esemplicativo di una possibile procedura di calibrazione

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