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Cantieri edili

NORMA ITALIANA

Piani di sicurezza
Guida alla compilazione dei piani di sicurezza e di
coordinamento

UNI 10942
+ EC 1
APRILE 2001

Building site

Safety plans
Guideline for safety and coordination plans

CLASSIFICAZIONE ICS

93.010; 91.200; 13.100

SOMMARIO

La norma individua i metodi e le procedure per la redazione, verifica,


accettazione e gestione dei documenti della sicurezza in attivit in cui sia
individuabile un cantiere mobile o temporaneo.

RELAZIONI NAZIONALI

La presente norma comprende anche le correzioni introdotte nellottobre 2001.

RELAZIONI INTERNAZIONALI

ORGANO COMPETENTE

Commissione "Processo edilizio"

RATIFICA

Presidente dellUNI, delibera del 26 marzo 2001

RICONFERMA

UNI
Ente Nazionale Italiano
di Unificazione
Via Battistotti Sassi, 11B
20133 Milano, Italia
Gr. 11

UNI - Milano
Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
pu essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
il consenso scritto dellUNI.

UNI 10942:2001

Pagina I

PREMESSA
La presente norma stata elaborata dalla Commissione "Processo
edilizio" dellUNI, nellambito del Gruppo di lavoro 12 "Piani di sicurezza dei cantieri".
La Commissione Centrale Tecnica ha dato la sua approvazione il
22 marzo 2001.
Le correzioni introdotte nellottobre 2001 consentono di meglio collocare nel quadro legislativo vigente gli aspetti relativi ai costi della
sicurezza (punti 3.4.f e 9.4), al carattere, pubblico o privato, delle
opere (punti 3.6 e 8.7), al legame tra piano di sicurezza e coordinamento e contratto di appalto (punto 5.2) e al piano di sicurezza sostitutivo (punto 8.6).
Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione di nuove edizioni o di aggiornamenti.
importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di essere in possesso dellultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare lesistenza di norme UNI
corrispondenti alle norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dellarte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dellapplicazione di questa norma, di poter fornire suggerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dellarte
in evoluzione pregato di inviare i propri contributi allUNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terr in considerazione, per leventuale revisione della norma stessa.

UNI 10942:2001

UNI

Pagina II

INDICE
0
0.1
0.2
0.3
0.4

INTRODUZIONE
1
Generalit...................................................................................................................................................... 1
Obiettivi organizzativi .............................................................................................................................. 1
Rispondenza alle aspettative dellorganizzazione, del cliente e del fruitore............. 1
Inquadramento della norma nel contesto legislativo ............................................................. 1

SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

RIFERIMENTI NORMATIVI

TERMINI E DEFINIZIONI

4
4.1
4.2
4.3
4.4
4.5
4.6
4.7
4.8
4.9
4.10
4.11
4.12
4.13

RESPONSABILIT PER LA SICUREZZA


4
Responsabilit del committente ........................................................................................................ 4
Responsabilit del datore di lavoro - committente.................................................................. 4
Responsabilit del responsabile dei lavori (ResLav) ............................................................ 5
Responsabilit del progettista esecutivo (PEM) ...................................................................... 5
Responsabilit del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (CSP) ..... 5
Responsabilit del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione (CSE) ..... 5
Responsabilit del datore di lavoro dell'impresa esecutrice.............................................. 5
Responsabilit del direttore tecnico di cantiere (DTC) ......................................................... 5
Responsabilit del sovrintendente di cantiere (preposto)................................................... 6
Responsabilit dei lavoratori autonomi ......................................................................................... 6
Responsabili tecnici dei processi speciali ................................................................................... 6
Responsabilit del direttore dei lavori generale (DLG) ........................................................ 6
Responsabilit congiunte della gestione della sicurezza e della direzione
lavori................................................................................................................................................................. 6

5
5.1
5.2
5.3

ELEMENTI DELLA PIANIFICAZIONE DELLA SICUREZZA


6
Generalit...................................................................................................................................................... 6
Rappresentazione schematica della pianificazione .......................................................................... 7
Percorso dellattivit progettuale ...................................................................................................... 9
Passi del percorso per la pianificazione ....................................................................................... 9

6
6.1
6.2
6.3
6.4
6.5
6.6
6.7
6.8
6.9

PIANIFICAZIONE DELLA SICUREZZA


10
Pianificazione e programmazione del procedimento o della commessa ................ 10
Progettazione preliminare e definitiva del procedimento ................................................. 10
Progettazione esecutiva e coordinamento progettazione................................................ 10
Programmazione delle opere nei lotti e nei siti (WBS) ...................................................... 11
Individuazione delle diverse opere componenti il procedimento ................................. 11
Individuazione dei lotti operativi ..................................................................................................... 11
Individuazione delle lavorazioni per le opere.......................................................................... 12
Programma temporale delle diverse lavorazioni .................................................................. 12
Individuazione delle fasi di lavorazione ..................................................................................... 12

7
7.1
7.2
7.3

ANALISI DEI PERICOLI NEI PROCESSI


12
Analisi delle interferenze e delle dipendenze tra lavorazioni e tra processi .......... 12
Riesame del progetto ed eventuale rielaborazione del progetto esecutivo ........... 13
Progettazione delle misure di sicurezza dei processi ........................................................ 13

8
8.1

VALUTAZIONE DEI RISCHI


13
Valutazione................................................................................................................................................ 13

figura

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UNI

Pagina III

8.2
8.3
8.4
8.5
8.6
8.7
9
9.1
9.2
9.3
9.4
9.5
9.6
9.7
9.8
10
10.1
10.2
10.3

Progettazione e disposizione delle misure di sicurezza collettiva e


individuale..................................................................................................................................................
Individuazione delle procedure di lavorazione ......................................................................
Redazione delle istruzioni di lavoro per i diversi posti di lavoro...................................
Richiami ai doveri e indicazioni alle imprese esecutrici offerenti o
prequalificate............................................................................................................................................
Valutazioni nel piano sostitutivo ....................................................................................................
Valutazioni dellimpresa appaltatrice nel piano operativo ...............................................

13
14
14
14
14
14

STIMA DEGLI ONERI PER LA SICUREZZA, VALUTAZIONE DEI TEMPI E


DEI COSTI PER GLI APPRESTAMENTI E LE MISURE DI SICUREZZA
15
Struttura della stima degli oneri per la sicurezza ................................................................. 15
Valutazione con analisi dei costi diretti, generali, indiretti ............................................... 15
Incidenza degli oneri per la sicurezza ........................................................................................ 16
Gestione degli oneri per la sicurezza ......................................................................................... 16
Modalit di analisi dei tempi per gli apprestamenti e per le misure
di sicurezza ............................................................................................................................................... 16
Modalit di analisi costi per l'esercizio degli apprestamenti e delle misure
di sicurezza ............................................................................................................................................... 16
Modalit di coordinamento per l'impiego multi-aziendale degli apprestamenti
di sicurezza ............................................................................................................................................... 17
Elenco indicativo degli apprestamenti di sicurezza ............................................................ 17

10.4
10.5
10.6
10.7
10.8
10.9
10.10
10.11
10.12
10.13
10.14

DOCUMENTI PER LA SICUREZZA


17
Generalit .................................................................................................................................................. 17
Piano di sicurezza ................................................................................................................................. 17
Programma esecutivo del cantiere (e scomposizione dei lavori in fasi e
siti: WBS) ................................................................................................................................................... 18
Analisi del sito e progettazione cantiere ................................................................................... 18
Progettazione del cantiere ................................................................................................................ 18
Analisi delle lavorazioni e fasi di lavorazione ......................................................................... 18
Rapporti di riesame progetto ........................................................................................................... 19
Progettazione delle misure di sicurezza nei processi ........................................................ 19
Valutazione dei rischi residuali dei processi ........................................................................... 19
Schede di valutazione rischi specifici ......................................................................................... 19
Richiami del CSP verso i responsabili delle esecuzioni (doveri) ................................. 20
Gestione delle interferenze .............................................................................................................. 20
Gestione operativa dei piani di sicurezza nell'appalto ...................................................... 20
Altri documenti per la sicurezza..................................................................................................... 21

11
11.1
11.2
11.3
11.4
11.5

DOCUMENTI DI GESTIONE DELLOPERA COSTRUITA


Generalit ..................................................................................................................................................
Documenti preliminari alla manutenzione ................................................................................
Documenti di pianificazione della manutenzione .................................................................
Elementi del fascicolo informazioni .............................................................................................
Forma della documentazione .........................................................................................................

21
21
22
22
23
23

12
12.1
12.2
12.3
12.4

PROCEDURE DI GESTIONE DEI PIANI


Nota introduttiva .....................................................................................................................................
Riferimento di partenza come elemento di azione del CSE nel PS ...........................
Possibilit di modifica in fase esecutiva ....................................................................................
Metodo di rapporto e gestione tra CSE e DTC - sub-appaltatori e lavoratori
autonomi.....................................................................................................................................................
Collegamento tra PS e PO ...............................................................................................................
Gestione operativa................................................................................................................................

24
24
24
24

12.5
12.6

UNI 10942:2001

24
24
25
UNI

Pagina IV

prospetto

Prima riunione di coordinamento.......................................................................................................... 26

prospetto

Seconda riunione di coordinamento.................................................................................................... 26

prospetto

Terza riunione di coordinamento .......................................................................................................... 26

prospetto

Quarta riunione di coordinamento........................................................................................................ 26

prospetto

Riunione di coordinamento ordinaria .................................................................................................. 27

prospetto

Riunione di coordinamento straordinaria ........................................................................................... 27

prospetto

Riunione di coordinamento "Nuove Imprese" .................................................................................. 27

prospetto

28
Inizio di attuazione della presente sezione .............................................................................. 29

DEFINIZIONI COMPLEMENTARI

12.7
APPENDICE
(informativa)

.........................................................................................................................................................................

30

prospetto A.1

Ordinamento per organizzazione di riferimento .............................................................................. 32

prospetto A.2

Ordinamento termini per archivio alfabetico ..................................................................................... 33

APPENDICE
(informativa)

prospetto B.1

APPENDICE
(informativa)

prospetto C.1

APPENDICE
(informativa)
D.1
D.2

APPENDICE
(informativa)

RISCHI DI LAVORAZIONE

34

Rischi: elenco per la valutazione .......................................................................................................... 34

MATRICE DI RISCHIO PER IL PROCESSO DI LAVORAZIONE E PER


IL RISCHIO SPECIFICO R

35

Valutazione dei rischi ............................................................................................................................... 35

ELENCO DI INDAGINI SUL SITO

36

Indagini per le misure di sicurezza per pericoli indotti dal sito al cantiere .............. 36
Progettazione delle misure di sicurezza dellarea interessata dallimpianto
di cantiere................................................................................................................................................... 36
ELEMENTI DELLA PROGETTAZIONE DEL CANTIERE

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INTRODUZIONE

0.1

Generalit
La norma si propone di individuare metodi e procedure per la redazione, verifica, accettazione, gestione, dei documenti della sicurezza in attivit in cui sia individuabile la presenza di un cantiere mobile o temporaneo.
La situazione in cui individuabile un cantiere mobile o temporaneo generalmente quella
di attivit a commessa o di procedimenti (Project) per la realizzazione di lavori e di impianti
sia strutturali sia infrastrutturali non connessi a processi di produzione manifatturiera.

0.2

Obiettivi organizzativi
Allo scopo di conseguire la necessaria chiarezza di comunicazione, informazione e formazione destinate agli operatori interessati alla sicurezza di una commessa, procedimento o cantiere, la documentazione per la sicurezza deve essere redatta ed espressa secondo riferimenti semplici e deve essere strutturata come indicato nella presente norma.

0.3

Rispondenza alle aspettative dellorganizzazione, del cliente e del fruitore

0.3.1

Organizzazione operante
L'organizzazione operante nella commessa, nel procedimento o nel cantiere individuata
nel committente, nel realizzatore o nel gestore patrimoniale sia di un bene immobile sia di
un impianto completo.

0.3.2

Cliente dellorganizzazione
Il cliente dellorganizzazione pu essere individuato in una delle persone giuridiche (imprese) o fisiche (responsabili funzionali dei diversi servizi) che sono coinvolte dal committente quando agisce come promotore della commessa o del procedimento.

0.3.3

Fruitore finale dell'opera


Il fruitore finale dell'opera pu essere individuato:
a) nellazienda operativa che la utilizza per la sua attivit di produzione, trasporto o servizio;
b) nella comunit di persone al cui uso l'opera destinata o nelle autorit locali che rappresentano la comunit;
c) nella persona che la utilizzer per sue esigenze vitali e di relazione;
d) nelle persone degli operatori che interverranno nellesecuzione, manutenzione, esercizio, riconversione e restauro, fino alla demolizione e allo smaltimento dei componenti dell'opera;
e) nelle autorit locali responsabili degli organismi di prevenzione e protezione della salute, dell'igiene e della sicurezza sul lavoro e dell'ambiente.

0.4

Inquadramento della norma nel contesto legislativo


La presente norma pu essere uno strumento normativo di riferimento per lapplicazione
della legislazione vigente in materia di lavori pubblici1) e di pianificazione della sicurezza2).

1)
2)

Al momento della pubblicazione della presente norma in vigore la legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, e il relativo regolamento di attuazione (DPR 21 dicembre 1999, n. 554).
Al momento della pubblicazione della presente norma in vigore il decreto legislativo, 19 settembre 1994, n. 626, ed il
decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, e successive modificazioni.

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SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

1.1

La norma fornisce una guida per lindividuazione delle responsabilit, delle funzioni e dei
documenti che determinano la conduzione di una commessa, di un procedimento o di un
cantiere, in modo da individuare e rimuovere i pericoli, valutare i rischi, predisporre le misure di sicurezza per gli operatori che interverranno nell'opera dalla sua esecuzione fino
alla sua demolizione.

1.2

In particolare la norma propone contenuti, forme, modalit e procedure per la compilazione, l'adeguamento e l'aggiornamento di:
a) piani di sicurezza predisposti dal committente all'inizio del procedimento o nel corso
della progettazione esecutiva e comunque prima della definizione delle modalit per
l'affidamento;
b) fascicolo informazioni dell'opera (di cui in UE 26/05/93) contenente le informazioni utili
al fine della prevenzione e protezione del lavoro nelle attivit di esercizio, manutenzione, ristrutturazione e demolizione dell'opera in progetto;
c) indicazioni sull'impiego dei materiali, delle macchine, degli impianti fissi e delle infrastrutture, nonch indicazioni sulle misure di sicurezza destinate agli operatori professionali interessati nelle lavorazioni e nei singoli cantieri;
d) modalit con le quali gli operatori professionali esecutori delle attivit previste nei piani e nelle indicazioni possono riesaminare i piani e indicazioni necessarie per ottenerne larmonizzazione con le tecnologie e le modalit operative da loro proposte;
e) piani operativi predisposti dalle imprese esecutrici.

RIFERIMENTI NORMATIVI
UNI 10722-1
UNI 10722-2
UNI 10722-3

UNI 10874
UNI EN 30011-1
UNI EN 30011-2
UNI EN 30011-3

Edilizia - Qualificazione e controllo del progetto edilizio di nuove


costruzioni - Criteri generali e terminologia
Edilizia - Qualificazione e controllo del progetto edilizio di nuove
costruzioni - Definizione del programma d'intervento
Edilizia - Qualificazione e controllo del progetto edilizio di nuove
costruzioni - Pianificazione del progetto e pianificazione ed esecuzione dei controlli del progetto in un intervento edilizio
Manutenzione dei patrimoni immobiliari - Criteri di stesura dei manuali d'uso e di manutenzione
Criteri generali per le verifiche ispettive dei sistemi qualit - Attivit
di verifica ispettiva
Criteri generali per le verifiche ispettive dei sistemi qualit - Criteri
di qualificazione dei valutatori di sistemi qualit (auditors)
Criteri generali per le verifiche ispettive dei sistemi qualit - Gestione dei programmi di verifiche ispettive

TERMINI E DEFINIZIONI
Nel seguito sono riportati alcuni termini e definizioni essenziali.
Nota

3.1

Altri termini utili per la comprensione della norma sono dati nellappendice A in attesa di coordinarli con quelli
contenuti nelle altre norme UNI elaborate dalle commissioni Edilizia, Manutenzione e Sicurezza.

piano di sicurezza (PS): Documento costituito da elaborati grafici e di testo contenente:


lanalisi del sito, lanalisi delle fasi di lavorazione previste, la progettazione e stima degli
apprestamenti di sicurezza, le prescrizioni operative e le modalit di coordinamento delle
diverse imprese esecutrici, le procedure di gestione del piano stesso in fase operativa. In
particolare deve contenere:
a) la completa analisi del sito in cui sorgono lopera e il relativo cantiere, con la completa
indagine effettuata allo scopo di individuare i pericoli indotti dalle condizioni geo-morfologiche, idrauliche, ambientali del sito nonch delle aree su di esso incidenti o del
bacino geografico cui il sito appartiene;

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b)
c)
d)
e)
f)

la progettazione generale delle installazioni di cantiere;


lanalisi delle fasi di lavorazione previste nel cantiere;
la progettazione degli apprestamenti di sicurezza;
le prescrizioni operative destinate alla sicurezza dei lavoratori del cantiere;
la stima di tutti gli elementi necessari alla realizzazione del cantiere, delle opere e degli apprestamenti di sicurezza previsti;
g) il programma operativo con i tempi e le durate di tutte le fasi di lavoro previste;
h) le procedure di gestione del piano stesso in fase esecutiva.

3.2

fascicolo informazioni dellopera: Documento che contiene le informazioni e le eventuali


istruzioni per lesercizio, la manutenzione, la demolizione delle singole parti dellopera o
dei suoi componenti o elementi, allo scopo di ottenere condizioni di sicurezza per gli operatori presenti.

3.3

documento di valutazione impresa esecutrice: Documento elaborato e fatto proprio dal


datore di lavoro responsabile dellimpresa esecutrice che contiene tra l'altro:
a) la valutazione dei posti di lavoro siti nei luoghi di lavoro dei reparti fissi dellimpresa
quali: uffici, depositi, officine;
b) la valutazione dei posti di lavoro relativi all'esercizio, alle macchine e alle attrezzature
semoventi dell'impresa;
c) la valutazione preventiva delle lavorazioni tipiche delle categorie di lavori specializzati
dichiarati dall'impresa, con le relative schede di valutazione per le diverse categorie
professionali dei lavoratori in esse impiegati.

3.4

documento di valutazione cantiere: Documento elaborato e fatto proprio dal datore di


lavoro delle imprese esecutrici operanti nella commessa, preparato per lappalto al quale
ciascuna impresa richiesta di fare offerta commerciale, e in cui si sia tenuto conto del
progetto esecutivo e del piano di sicurezza predisposti dal committente del procedimento,
e che contiene:
a) la valutazione documentata delle proprie capacit tecniche e operative;
b) la valutazione (anche per estratto) dei posti di lavoro siti nei luoghi di lavoro dei reparti
fissi dellimpresa quali: uffici, depositi, officine della sede generale;
c) la valutazione dei luoghi di lavoro fissi del cantiere oggetto dellofferta nonch delle relative misure logistiche (per esempio accessi, piste, uffici, impianti tecnici, spogliatoi,
mense, latrine, posti di medicazione per i lavoratori);
d) la valutazione dei posti di lavoro relativi allesercizio delle macchine e attrezzature semoventi dellimpresa previsti per il cantiere oggetto dellofferta;
e) la valutazione delle lavorazioni previste nel cantiere dallimpresa, con le relative schede di valutazione per le diverse categorie professionali dei lavoratori in esse impiegati;
f) la proposta di adeguamento delle misure di sicurezza proposte nel piano di sicurezza
redatto a cura del committente con gli eventuali adattamenti e le relative revisioni di
procedure, dei programmi e delle stime dei relativi costi necessarie, pur nel rispetto
della legislazione vigente3).

3.5

piano sostitutivo: Nel caso in cui l'impresa sia tenuta a fare unofferta per commesse di
piccola entit e poi ad accettare o firmare il relativo contratto di appalto in un procedimento
per cui sia previsto e fornito il progetto esecutivo ma non sia n previsto n fornito un piano
di sicurezza, l'impresa deve redigere sotto la propria responsabilit un documento analogo al documento di valutazione sopra descritto che contenga esplicitamente tutte le analisi
dei pericoli indotti dal sito, e riporti gli elementi essenziali di analisi delle lavorazioni e dei
rischi delle lavorazioni.

3)

Al momento della pubblicazione della presente norma in vigore il decreto legislativo 14 agosto 1996, N 494, e successive modificazioni, art 12, comma 5.

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3.6

piano operativo (PO): Nel caso di commesse per le quali il committente (o lamministrazione aggiudicatrice) abbia previsto e fornito all'appaltatore il progetto esecutivo e il relativo
piano di sicurezza, il documento di valutazione cantiere sopra descritto deve essere redatto
e tenuto aggiornato con gli stessi metodi proposti per la redazione e gestione del piano di
sicurezza e coordinamento e deve essere denominato piano di sicurezza operativo.
Il piano operativo deve contenere in modo completo e documentato tutti gli elementi previsti nel documento di valutazione cantiere, con le necessarie precisazioni e indicazioni
relative al dettaglio dei materiali, delle attrezzature, delle risorse, delle procedure esecutive e dei programmi che l'appaltatore intenda proporre e utilizzare.

RESPONSABILIT PER LA SICUREZZA

4.1

Responsabilit del committente


Sono previste della legislazione vigente4) ed in particolare sono quelle di:
a) organizzare il progetto onde ottenere che durante il suo sviluppo si tenga conto dei
principi e misure generali per la salute e la sicurezza dei lavoratori prevedibilmente
destinati alla realizzazione delle opere;
b) programmare tempi e procedure di esecuzione delle opere cos da consentire agli
operatori costruttori di pianificare la realizzazione delle opere in modo da assicurare
le condizioni di sicurezza e di igiene dei lavoratori previsti;
c) effettuare le relative nomine e designazioni dei coordinatori e le relative notifiche;
d) individuare l'impresa appaltatrice e le relative imprese co - appaltatrici, fornitrici o esecutrici selezionandole da opportuni elenchi dai quali risulti la loro adeguatezza a ricoprire il ruolo ad esse affidato; ovvero stabilire in carico allimpresa appaltatrice il ruolo di
affidatario (capogruppo) con le relative incombenze di coordinare e armonizzare i documenti per la sicurezza di tutte le imprese esecutrici e i loro relativi comportamenti5).

4.2

Responsabilit del datore di lavoro - committente


Sono previste dalla legislazione vigente6) per gli interventi in unit operative nelle quali
siano presenti o coinvolti lavoratori direttamente dipendenti dal datore di lavoro, e nelle
quali lo stesso abbia affidato, come committente, un intervento con attivit di lavoro ad altre imprese esecutrici con i loro lavoratori dipendenti o a lavoratori autonomi (tali attivit
sono tipiche degli interventi di manutenzione sulle strutture ed impianti di produzione in
stabilimenti, palazzi uffici, istituti scolastici, infrastrutture di comunicazione, di trattamento
acqua, gas, elettricit, ecc.).
In tali casi, la pianificazione della sicurezza per gli interventi deve essere elaborata all'interno delle misure di sicurezza dellunit produttiva con opportune e specifiche indicazioni
contenute nel documento di valutazione unit produttiva in appositi capitoli o appendici
dedicati al reparto in cui effettuato l'intervento; ed in particolare sono quelle di:
a) organizzare l'attivit prevista in modo che, durante il suo sviluppo, si tenga conto dei
principi e delle misure generali per la salute e la sicurezza dei lavoratori prevedibilmente destinati alla realizzazione delle opere;
b) programmare tempi e procedure di esecuzione delle opere cos da consentire alle imprese esecutrici di pianificare la realizzazione delle opere assicurando le condizioni di
sicurezza e di igiene dei lavoratori previsti;
c) fornire a tutte le imprese esecutrici e ai loro responsabili in sito dettagliate informazioni sui
rischi specifici esistenti nell'ambiente oggetto dell'intervento indotte dalle proprie esigenze;
d) promuovere il coordinamento e la cooperazione tra tutte le imprese esecutrici coinvolte cos da ottenere leliminazione dei rischi indotti dalle reciproche interferenze e dalle
relative attivit.

4)
5)
6)

Al momento della pubblicazione della presente norma in vigore il decreto legislativo 494/96.
Al momento della pubblicazione della presente norma in vigore il decreto legislativo 415/98 per la legge 55/90 allart.18 comma 8.
Al momento della pubblicazione della presente norma in vigore il decreto legislativo 626/94.

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4.3

Responsabilit del responsabile dei lavori (ResLav)


Sono tutte quelle previste dalla legislazione vigente6) a carico del committente che il ResLav
chiamato a rappresentare; in particolare sono: la notifica dei lavori, le nomine dei coordinatori, la vigilanza sull'effettiva attuazione dei loro obblighi attraverso la presa visione dei loro elaborati e dei verbali di riunione in cui si attesti la loro effettiva presenza in cantiere.

4.4

Responsabilit del progettista esecutivo (PEM)


Sono quelle di cooperare con il ResLav o con il committente e ottenere in particolare che
nel corso della progettazione si tenga conto dei principi e delle misure generali per la salute e la sicurezza dei lavoratori prevedibilmente destinati alla realizzazione delle opere.

4.5

Responsabilit del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (CSP)


Sono quelle previste dalla legislazione vigente7) ed in particolare sono quelle di:
a) raccogliere tutte le informazioni sullagibilit del sito o dei diversi siti in cui saranno
eseguite le lavorazioni, attingendo dalle fasi di progettazione pregresse o da indagini
appositamente effettuate nei siti di interesse delle fonti di pericolo relative: agli addetti
al procedimento, ai progettisti, ai lavoratori, ai fruitori, ai manutentori che si preveda di
trovare presenti nel sito;
b) intervenire attivamente nella progettazione onde eliminare all'origine i pericoli dovuti
alle fasi di lavorazione delle opere in progetto;
c) redigere i piani di sicurezza ed il fascicolo informazioni.

4.6

Responsabilit del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione (CSE)


Sono quelle previste dalla legislazione vigente6) ed in particolare sono quelle di:
a) intervenire attivamente per assicurare lattuazione delle misure di sicurezza contenute
nei piani di sicurezza;
b) adeguare le misure e gli apprestamenti alle intervenute esigenze di cantiere armonizzando i piani di sicurezza redatti dal CSP e dalle imprese esecutrici;
c) eliminare le interferenze o ridurre i rischi indotti dall'attivit simultanea o successiva
degli operatori del cantiere.

4.7

Responsabilit del datore di lavoro dell'impresa esecutrice


Sono quelle previste dalla legislazione vigente6) ed in particolare sono quelle di:
a) predisporre l'offerta riesaminando il progetto esecutivo, i piani di sicurezza predisposti
dal CSP riscontrandoli criticamente sulla base delle proprie conoscenze tecnologiche
e delle proprie esperienze operative allo scopo di predisporre la pianificazione della
sicurezza delle operazioni di cantiere anche prevedendo misure sostitutive o alternative rispetto a quelle previste dal CSP (vedere piano operativo);
b) tenere conto dei relativi oneri delle misure di sicurezza operative o sostitutive e redigere un apposito documento di riesame del contratto allo scopo di sottoporlo in via negoziale al committente;
c) adeguare il proprio documento di valutazione impresa predisponendo il documento di
valutazione cantiere (vedere piano operativo in 3.6).

4.8

Responsabilit del direttore tecnico di cantiere (DTC)


Sono tutte quelle previste dalla legislazione vigente6) a carico del datore di lavoro di cui il DTC
diventa mandatario attraverso opportune procedure gestionali, e in particolare sono quelle di:
a) redigere e fare proprio il documento di valutazione cantiere e il piano operativo;
b) renderli costantemente coerenti con le misure di sicurezza previste nel piano di sicurezza e nelle relative edizioni revisionate dal CSE di concerto con il CSP;
c) esercitare la sorveglianza sullattuazione di tutte le misure di sicurezza previste nelle procedure dei settori topologici o tecnologici affidati alla sovrintendenza dei suoi preposti
nonch dei responsabili delle imprese co-esecutrici o dei fornitori o dei sub-appaltatori;
d) attuare le misure di informazione e formazione previste con i lavoratori e con i loro rappresentanti per la sicurezza (RLS).
7)

Al momento della pubblicazione della presente norma in vigore il decreto legislativo 494/96.

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4.9

Responsabilit del sovrintendente di cantiere (preposto)


Sono quelle previste dalla legislazione vigente7) ed in particolare, nel settore a lui affidato
(reparto operativo), sono quelle di:
a) fare attuare ai lavoratori le procedure di sicurezza e impartire le istruzioni di lavoro desunte dai documenti di valutazione impresa e cantiere;
b) cooperare con il CSE per evidenziare eventuali incongruenze tra le evenienze del
cantiere e la pianificazione prevista;
c) adeguare linformazione dei lavoratori e tenere sotto controllo la manutenzione delle
macchine e degli apparati di sicurezza delle attrezzature.

4.10

Responsabilit dei lavoratori autonomi


Sono quelle previste dalla legislazione vigente8) ed in particolare sono quelle di:
a) se inseriti in reparti operativi alle dipendenze di un preposto, attuare le misure comportandosi come lavoratori dipendenti;
b) se inseriti in unoperazione autonoma in co-presenza di altri reparti operativi o lavoratori autonomi, attuare tutte le misure di sicurezza come se fossero incaricati in qualit
di preposti o di responsabili tecnici del reparto o del settore.

4.11

Responsabili tecnici dei processi speciali


Ove il direttore tecnico di cantiere abbia individuato settori o processi speciali affidati ad
imprese co-appaltatrici o a fornitori e sub-appaltatori, il DTC richiede che:
a) le imprese affidatarie siano considerate reparti operativi del cantiere e come tali sottoposte in modo autonomo alla vigilanza di un responsabile tecnico di cantiere;
b) tali reparti siano condotti secondo i piani di sicurezza e con le procedure operative del
cantiere;
c) i responsabili dei reparti operativi si sottopongano alla vigilanza del DTC, e cooperino
con i preposti e con il CSE.

4.12

Responsabilit del direttore dei lavori generale (DLG)


Oltre a quelle specifiche per conto del committente e previste dalla legislazione vigente7),
il DLG per lattuazione delle misure di sicurezza chiamato a cooperare con CSE (eventualmente sentito il CSP) al fine di ottenere lattuazione delle misure di sicurezza contenute nel piano di competenza del CSE.

4.13

Responsabilit congiunte della gestione della sicurezza e della direzione lavori


In linea di principio, se le condizioni del procedimento lo consentono, sarebbe opportuno
che il CSE fosse considerato parte della direzione lavori come direttore operativo dotato di
autonomia funzionale ma sottoposto alla gerarchia del DLG.

ELEMENTI DELLA PIANIFICAZIONE DELLA SICUREZZA

5.1

Generalit
Il raggiungimento della sicurezza dell'opera durante la sua realizzazione, l'esercizio e la
manutenzione determina la necessit di individuare con sufficiente chiarezza le condizioni in cui, in dette situazioni, si troveranno gli operatori e i fruitori (vedere figura 1).

8)

Al momento della pubblicazione della presente norma in vigore il decreto legislativo 494/96.

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Pagina 6

figura

Rappresentazione schematica della pianificazione

PEM Progetto:
Coordinatore
Progettazione Esecutiva

Unit di Progettazione Esecutiva


(Engineering Project Team)

PSL Progettisti
PSL Progettisti
Specialisti
PSL Progettisti
Specialisti
PSL Progettisti
Specialisti
Specialisti
PSL Progettisti
Specialisti

Segreteria per
Edizione Rapporti,
Comunicazioni,
Collegamenti,
Archivio e
Registrazione

PCM = Specialista di
Programmazione Attivit
CCS = Specialista di
Controllo Costi Attivit
CCM = Specialista di
Tecnologia di Costruzione

Preparazione
Elaborati del
Progetto Esecutivo,
dei Programmi,
delle Specifiche,
delle Stime e dei Piani
di Sicurezza

CSP = Coordinatore
Sicurezza Progettazione
Elaborati e Specifiche di
Progetto Esecutivo
Programma
di Realizzazione
WBA o simile

FASCICOLO di
GESTIONE Opera

Analisi dei Costi


Computo Metrico
Stima dei Costi

Fascicolo
INFORMAZIONI

Piano di Sicurezza
e Coordinamento
Individuazione
delle Opere
Componenti il
Progetto

ottenuto come segue

Individuazione
dei Lotti Operativi

Individuazione
delle Lavorazioni
delle Opere

Individuazione e
indicazione
dei Processi
OPERATIVI

Analisi dei Pericoli


nel Processo

Procedure di
Costruzione

Elenco
macchine e
Attrezzature
Impiegate

Riesame Progetto o
Ri - Elaborazione
Progetto Esecutivo
per Eliminare Pericoli

Segue alla pagina successiva

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Pagina 7

Analisi
Situazione dopo
Riesame

Fascicolo
INFORMAZIONI
dopo RIESAME

Pericoli Si

Progettazione
degli Apprestamenti di
Sicurezza

Pericoli No

Stima Costi e Tempi


Realizzazione
Apprestamenti Sicurezza

Specifica e Dettagli
Apprestamenti Sicurezza

Rielaborazione
Programma Tempi e
Stima Costi

Rielaborazione
Procedure
operative
Valutazione Rischi
Residuali
Operatori

Elencazione e
Reperimento Dati di
Valutazione Rischi
Operatori per
Gruppi Omogenei

Schede
Valutazione
Rischi
degli Operatori
nei Processi

Impresa
Esecutrice
NON nota

Scelta delle Fonti


di Valutazione
Fonti
Valutazione
Rischi

Impresa Esecutrice
NOTA

Documento valutazione
Tipo da Impresa
Esecutrice ex
Decreto Legislativo 626
Raccomandazioni Nazionali Organismi
Rappresentativi Imprese e Organismi
Paritetici ex Decreto Legislativo 626
ovvero Conoscenze Tecnologiche
Unita di Progettazione

Indicazione delle misure di


Comportamento degli
Operatori
e richiami ai doveri per i
Responsabili delle Imprese
Esecutrici

Trasmissione Piano e Fascicolo


al Coordinatore Sicurezza Esecuzione

Trasmissione Piano alle Imprese


Offerenti o Fornitrici

Elaborazione del FASCICOLO


INFORMAZIONI con la sua definizione Finale
(AS BUILT)
Elaborazione, Redazione ed Accettazione
del Piano Sostitutivo o del Piano Operativo

Trasmissione Piano e Fascicolo


al Committente o al Fruitore

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Pagina 8

5.2

Percorso dellattivit progettuale


Il presente punto della norma indica un percorso dellattivit progettuale, il quale prevede,
allo scopo di raggiungere un sufficiente livello di attendibilit, che:
a) siano individuate le condizioni di lavoro determinate dal sito, dalle procedure di lavorazione, dal luogo di lavoro, dal posto di lavoro, dalle attivit sia nelle fasi di esercizio
sia nella manutenzione;
b) siano individuati di conseguenza i materiali, gli apprestamenti, le prescrizioni operative, atti ad ottenere adeguate condizioni di lavoro e di sicurezza per gli operatori e i fruitori, e cio ad ottenere che siano:
1) adeguate le condizioni di lavoro per gli operatori e i fruitori;
2) eliminate tutte le situazioni di pericolo prevedibili.
Nel caso in cui il CSE non esista vi sono responsabilit congiunte del DTC e del DLG.
La procedura corrente prevede che tutte le attivit di progettazione esecutiva siano completate prima dellapertura del cantiere e dell'inizio lavori. In particolare, il progetto esecutivo inviato alle imprese offerenti per l'appalto deve essere completato con il piano di sicurezza predisposto dal CSP a nome del committente.
Nel caso in cui il committente (perch non obbligato) ometta di allegare al progetto esecutivo elaborato per l'offerta il relativo documento di pianificazione elaborato dal CSP, le
imprese offerenti sono tenute ad allegare all'offerta un loro documento di valutazione cantiere di tipo preliminare da considerarsi poi parte integrante del contratto. In tal caso, la responsabilit della pianificazione interamente assegnata al datore di lavoro dellimpresa
offerente e poi appaltatrice ovvero al suo mandatario DTC, e il direttore dei lavori sar
chiamato a verificare la conformit e congruenza di tutte le clausole contrattuali contenute
nel ProgExe e nel documento di valutazione cantiere con le procedure di costruzione e le
caratteristiche e prestazioni dell'oggetto costruito realmente ottenute in cantiere (vedere
piano sostitutivo in 3.5).

5.3

Passi del percorso per la pianificazione


Il percorso per la pianificazione pu essere complesso e portare a richiedere i seguenti
passi:
a) pianificazione e programmazione del procedimento o della commessa;
b) progettazione preliminare e definitiva del procedimento;
c) progettazione esecutiva e coordinamento progettazione;
d) scomposizione delle opere nei lotti e nei siti (WBS);
e) analisi preliminare dei siti destinati ai diversi lotti operativi alla ricerca dei pericoli indotti sul sito dalle sue condizioni topologiche, funzionali, ambientali;
f) individuazione delle diverse opere componenti il procedimento e tra esse degli apprestamenti generali di difesa del sito;
g) individuazione delle diverse lavorazioni che incidono sulla sicurezza dei processi operativi;
h) analisi dei processi operativi;
i) individuazione dei pericoli allinterno dei processi operativi;
j) riesame del progetto preliminare e definitivo ed eventuale riesame e revisione del
progetto esecutivo atti a eliminare alla fonte i pericoli;
k) progettazione delle misure di sicurezza dei processi;
l) valutazione degli oneri per la sicurezza: analisi dei costi degli apprestamenti o delle
misure di sicurezza, redazione di un estimativo di tali oneri eventualmente con prezzi
e modalit diverse dall'estimativo delle opere.

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PIANIFICAZIONE DELLA SICUREZZA

6.1

Pianificazione e programmazione del procedimento o della commessa


L'indagine per la pianificazione della sicurezza possibile se il procedimento correttamente gestito a partire dalla sua programmazione e organizzazione:
a) stabilendo le necessarie responsabilit a carico delle diverse persone;
b) disponendo delle necessarie attivit di programmazione tecnico economica e di progettazione;
c) disponendo di una corretta procedura di documentazione: identificazione, rintracciabilit, disponibilit dei documenti (per esempio: disponibilit di mezzi di telecomunicazione per trasmissione di grafici e testi, disponibilit di mezzi di riproduzione di grafici
e testi, ...).

6.2

Progettazione preliminare e definitiva del procedimento

6.2.1

La pianificazione della sicurezza possibile a partire dalla concezione delle opere e quindi dalla progettazione che correntemente definita in tre livelli: preliminare, definitiva, esecutiva.

6.2.2

La progettazione preliminare individua i lavori, le opere e i siti interessati determinandone


i condizionamenti reciproci a partire dalla compatibilit geologico ambientale.

6.2.3

La progettazione definitiva prevede un livello di definizione delle opere, o ad un livello di


conoscenza dell'oggetto del procedimento, tale da permettere la collocazione delle opere
in siti correttamente dimensionati e compatibili con la costruzione e poi lutilizzazione delle
opere stesse (in alcuni casi di infrastrutture o di impianti, tale livello di progettazione potrebbe anche essere definito funzionale).
Il progetto definitivo viene definito dalla legislazione vigente9) per le opere pubbliche.

6.2.3.1

Il progetto definitivo individua compiutamente i lavori da realizzare, nel rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni stabiliti nel progetto preliminare, e contiene tutti gli elementi necessari ai fini del rilascio delle prescritte autorizzazioni
ed approvazioni.

6.2.3.2

Il progetto definitivo consiste in una relazione descrittiva dei criteri utilizzati per le scelte
progettuali, nonch delle caratteristiche dei materiali prescelti e dell'inserimento delle opere nel territorio; nello studio di impatto ambientale ove previsto; in disegni generali nelle
opportune scale descrittivi delle principali caratteristiche delle opere, delle superfici e dei
volumi da realizzare, compresi quelli per l'individuazione del tipo di fondazione; negli studi
ed indagini preliminari occorrenti che riguardano la natura e le caratteristiche dell'opera;
nei calcoli preliminari delle strutture e degli impianti; in un disciplinare descrittivo degli elementi prestazionali, tecnici ed economici previsti in progetto nonch in un computo metrico estimativo.

6.2.3.3

Gli studi e le indagini occorrenti, quali quelli di tipo geognostico, idrologico, sismico, agronomico, chimico e biologico, i rilievi e i sondaggi sono condotti fino ad un livello tale da
consentire i calcoli preliminari delle strutture e degli impianti e lo sviluppo del computo metrico estimativo.

6.3

Progettazione esecutiva e coordinamento progettazione


L'attivit di progettazione che consente l'indagine pi precisa correntemente definita
progettazione esecutiva (ProgExe = progetto esecutivo); essa inizia quando le informazioni ricavate dalla progettazione definitiva sono disponibili e procede con la designazione di
un responsabile del progetto esecutivo (PEM).
Nota

9)

Si pu definire PEM = progettista esecutivo (project engineering manager = gestore del progetto esecutivo o
anche direttore di progetto).
Al momento della pubblicazione della presente norma in vigore il DPR 21 dicembre 1999, n 554.

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6.3.1

Costituzione dellunit di progettazione esecutiva


Il PEM definisce, in apposito documento, l'organico del gruppo di lavoro cui sar affidata lattivit di progettazione esecutiva del procedimento; tale gruppo (definito anche
engineering project team) qui di seguito denominato unit di progettazione esecutiva
(UnitProgExe).
Il PEM indica il nominativo dei soggetti incaricati delle diverse aree disciplinari e delle
diverse competenze organizzative, tra questi in particolare compreso anche il coordinatore sicurezza in fase di progettazione (CSP) che solitamente nominato dal
committente.

6.3.2

Progettazioni esecutive specialistiche


Il PEM deve individuare le discipline interessate, le fonti di informazione delle diverse aree
disciplinari e tecnologiche e i relativi soggetti specialisti. Essi potranno essere soggetti
professionali o ditte specializzate in particolari tecnologie (produttori o loro rappresentanti
commerciali); le informazioni derivate dalle ditte fornitrici saranno integrate nel progetto
esecutivo.

6.4

Programmazione delle opere nei lotti e nei siti (WBS)

6.4.1

Programmazione del procedimento


Il PEM deve ricevere dai responsabili delle precedenti attivit di progettazione o dal responsabile del procedimento (PM) un apposito documento di programmazione preliminare che preveda lesecuzione delle opere suddivise nel tempo e nei diversi siti o lotti. Il programma deve essere distribuito e confrontato con le diverse persone competenti presenti
nellUnitProgExe. Il PEM deve redigere anche una prima bozza del diagramma di flusso
delle attivit del procedimento che evidenzi i diversi punti e i responsabili delle verifiche e
dei controlli.

6.4.2

Programma preliminare
Il PEM deve aver cura di ottenere in prima edizione un programma esecutivo della realizzazione e deve effettuare gli adeguamenti e le revisioni necessari in modo da rendere disponibile un elaborato che suddivida l'opera in parti (lotti funzionali, lotti topologici, lotti
amministrativi), indicando per ciascuna di esse la collocazione nello spazio geografico e
topografico, la collocazione nel tempo, la collocazione nel diagramma di flusso del procedimento e i relativi riferimenti alle attivit nei punti di controllo (Milestone). Tale attivit pu
essere anche denominata WBS (Work Breakdown Structure).

6.5

Individuazione delle diverse opere componenti il procedimento


Il PEM deve curare lo sviluppo della ProgExe suddividendola in stadi o fasi di elaborazione del progetto; alla fine di ciascuna delle fasi di elaborazione del progetto, devono essere
indette apposite riunioni di riesame progetto al fine di individuare e definire completamente le diverse opere del procedimento e riferirle a ciascun lotto funzionale e topologico in
modo da ottenere la completa valutazione della compatibilit delle opere con il sito e con
il tempo (stagione e durata).

6.6

Individuazione dei lotti operativi


Il PEM deve stabilire, con opportuna documentazione, la dimensione e i confini delle opere affidabili ad una singola unit operativa e in ciascun sito topologicamente individuato
individuando cos una serie di lotti operativi. Ciascun lotto operativo deve essere assegnato preventivamente alla responsabilit di una persona posta a capo di una unit operativa, ad una impresa esecutrice e ad un fornitore. I lotti operativi devono essere individuati nel WBS.

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6.6.1

Individuazione dei pericoli nei diversi siti dei lotti operativi


Il CSP raccoglie tutte le informazioni sullagibilit del sito dei diversi lotti operativi attingendo dagli elaborati delle fasi di progettazione pregresse o da indagini appositamente effettuate nei siti, analizza le fonti di pericolo per gli addetti al procedimento, per i progettisti,
per i lavoratori, per i fruitori, per i manutentori che si prevede di trovare presenti sul sito. Se
necessario, con opportuna riunione di riesame progetto, introduce nel ProgExe le opere e
gli apprestamenti necessari a fronteggiare i pericoli individuati; tali opere devono riguardare il procedimento intero e lutilizzazione delle opere stesse e quindi devono essere
considerate a tutti gli effetti opere in progetto e retribuite con opportune variazioni di stima
progetto.

6.7

Individuazione delle lavorazioni per le opere


All'interno di ciascun lotto operativo il PEM, con l'intervento fattivo del CSP, deve individuare gli interventi e le lavorazioni specifiche e necessarie al completamento del lotto
operativo, acquisendo le informazioni dagli esperti presenti nella UnitProgExe delle diverse tecnologie o dai responsabili di interfaccia dei fornitori specialistici gi individuati.

6.8

Programma temporale delle diverse lavorazioni


In un apposito programma ottenuto dal WBS o da altri elaborati di pianificazione, per ciascuna lavorazione e quindi per ciascuna sua fase deve essere indicato in quale luogo, per
quanto tempo e a quale data attiva la singola unit operativa.

6.9

Individuazione delle fasi di lavorazione


Per ciascuna lavorazione individuata, il CSP, coinvolgendo gli appositi specialisti disponibili, deve redigere lanalisi delle lavorazioni allo scopo di individuarne le relative fasi. Lindividuazione delle fasi deve essere eseguita con appositi elaborati di dettaglio del WBS
utilizzando le stesse tecniche o adottando tecniche con esso compatibili e classiche della
pianificazione quali i testi strutturati o gerarchizzati o consimili.

6.9.1

Individuazione dei processi operativi


A partire dalla conoscenza delle fasi di lavorazione devono essere compiutamente e precisamente individuati i processi di lavorazione con lindicazione del riferimento ai diversi
siti, luoghi di lavoro, posti di lavoro e delle condizioni tecnologiche di intervento.

6.9.2

Individuazione delle procedure e attrezzature di lavoro nei processi


Per i singoli processi individuati il CSP deve redigere apposite procedure che indichino
l'impegno degli operatori, l'impiego delle attrezzature (prestazioni, caratteristiche, esemplificazioni di tipo), delle macchine operatrici (prestazioni, caratteristiche, esemplificazioni
di tipo), e degli attrezzi manuali principali, e degli eventuali dispositivi protezione individuale (DPI) specifici.

ANALISI DEI PERICOLI NEI PROCESSI


Il CSP per ciascun processo individua sito, luogo di lavoro, posti di lavoro, durata dell'intero processo o di un suo ciclo ripetuto, e analizza in tali situazioni o siti la presenza di pericoli per gli operatori, segnala i pericoli indotti al processo dal sito o dal luogo di lavoro,
evidenzia i pericoli indotti dallattivit del processo al luogo di lavoro, al sito, ai luoghi di lavoro circostanti o ai processi co-presenti.

7.1

Analisi delle interferenze e delle dipendenze tra lavorazioni e tra processi


Tenuto conto delle analisi dei pericoli dei diversi processi, e ricorrendo anche al programma temporale generale (vedere 6.4) si deve porre in evidenza se dalla co-presenza di pi
processi o fasi di lavorazione derivino pericoli che interessano anche altre unit operative
co-presenti nello stesso sito o in siti correlati o interessati dai pericoli analizzati.

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7.2

Riesame del progetto ed eventuale rielaborazione del progetto esecutivo


Ciascun processo per il quale siano stati individuati pericoli deve essere sottoposto a studio allo scopo di individuare (in relazione alle conoscenze acquisite e in base al progresso
tecnico) le eventuali modifiche e ri-progettazioni necessarie per:
a) la scelta della composizione spaziale, temporale e tecnologica;
b) la scelta dei materiali da impiegare, delle attrezzature necessarie, delle sostanze di
consumo;
c) lindicazione del processo di lavorazione;
d) lindividuazione della composizione dei gruppi omogenei di lavoratori operanti
(squadre operative, specializzazioni, categorie professionali, numero dei lavoratori
co-presenti );
allo scopo di ottenere una sufficiente garanzia del fatto che nel processo siano stati eliminati i pericoli individuati.

7.3

Progettazione delle misure di sicurezza dei processi


Quando i pericoli individuati non possano essere eliminati mediante una revisione del
ProgExe o del processo di lavorazione, devono essere progettati appositi apprestamenti
di sicurezza allo scopo di ottenere che il loro impiego da parte degli operatori elimini il pericolo o renda minimo il rischio residuale.
In ciascun sito operativo, tenuto conto delle analisi dei pericoli gi note e redatte nel piano,
devono essere quindi individuati, progettati, localizzati e stimati per quanto riguarda costi
e tempi, gli apprestamenti per l'igiene e la salute dei lavoratori o di eventuali terzi nonch
le necessarie misure di protezione allo scopo di ottenere sufficiente garanzia del fatto che
i pericoli individuati siano eliminati o che il rischio residuale sia stato minimizzato.
Tutti gli apprestamenti, le procedure, le istruzioni di lavoro progettati e predisposti devono essere debitamente introdotti nell'elenco delle specifiche delle opere o lavorazioni da
realizzare e quindi nei relativi programmi e nelle stime dei costi. Deve essere ovviamente
revisionato il relativo programma o WBS.

VALUTAZIONE DEI RISCHI

8.1

Valutazione
Tenuto conto degli apprestamenti di sicurezza progettati e indicati a proposito dei diversi
processi, deve essere indicata nel piano la serie di rischi specifici cui sono esposti i singoli
operatori per ciascun posto di lavoro o per ciascun gruppo omogeneo (GO = categoria
professionale) di lavoratori.
I rischi specifici devono essere evidenziati a partire da apposite liste redatte come nellappendice B o desunte da raccomandazioni redatte dagli organismi di settore professionale
interessati allo studio della prevenzione e della protezione del lavoro.
Per il processo in oggetto, per ciascun lavoratore o meglio per gruppi omogenei, devono
essere redatte apposite matrici di rischio che mettano in correlazione il rischio specifico
dedotto dalla lista e due modalit: la gravit del rischio per la persona e la probabilit del
rischio per la persona. Tale matrice di rischio pu anche essere espressa da un valore numerico come esposto nellappendice C (per esempio da 1 a 16) che riassuma il livello di
attenzione da suggerire ai singoli responsabili delle unit produttive.

8.2

Progettazione e disposizione delle misure di sicurezza collettiva e individuale


Stabilito che in ciascun processo si intervenuti sulle procedure operative, sui materiali,
sulle attrezzature, sulle sostanze impiegate per eliminare i pericoli, comunque necessario esaminare e verificare l'adeguatezza delle misure di sicurezza collettiva quali la disciplina di transito degli operatori nei luoghi di transito, la separazione tra i percorsi di automezzi, semoventi e pedoni, la recinzione degli spazi di scavo profondo, la recinzione degli
spazi dedicati al montaggio, e altre misure che sono fortemente condizionate dallinformazione specifica dei lavoratori e dalla formazione professionale degli stessi.

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8.3

Individuazione delle procedure di lavorazione


Per ciascun processo in cui siano individuabili condizionamenti reciproci tra le macchine
(o le attrezzature) e gli operatori-lavoratori, devono essere redatte procedure di lavorazione che costituiscono informazione specifica per il lavoratore e segnalazione di comportamenti utili alla minimizzazione del rischio.

8.4

Redazione delle istruzioni di lavoro per i diversi posti di lavoro


Quando all'interno del processo individuabile un luogo di lavoro utilizzato in modo omogeneo da un gruppo di lavoratori o sia possibile individuare i singoli posti di lavoro, devono
essere redatte opportune istruzioni di lavoro destinate all'Informazione personale del singolo lavoratore (per esempio uso della sega circolare o degli apparati per saldare, manovra di gru accoppiate, operazioni collegate tra gruisti e montatori, tra carpentieri e saldatori, ...).

8.5

Richiami ai doveri e indicazioni alle imprese esecutrici offerenti o prequalificate


Dall'esame di tutte le valutazioni redatte dal CSP ai diversi livelli di analisi e di individuazione, devono essere dedotti gli elementi utili per redigere appositi richiami ai doveri per i
responsabili delle diverse imprese esecutrici affinch intervengano nellinformazione e
nell'addestramento dei lavoratori loro affidati, e riscontrino le indicazioni del CSP con le
valutazioni effettuate dal servizio prevenzione e protezione di ciascuna impresa esecutrice o fornitrice e inserite nel relativo documento di valutazione di unit produttiva, impresa,
cantiere.

8.6

Valutazioni nel piano sostitutivo


Nella condizione in cui il piano di sicurezza a carico del committente non sia n previsto
n disponibile, la valutazione dei rischi totalmente affidata alle imprese esecutrici che la
devono inserire nel documento di valutazione cantiere. Tale documento10) redatto e gestito dal datore di lavoro o dal DTC dell'impresa affidataria, integrato dai cosiddetti "Specifici
Piani" redatti dalle imprese esecutrici, sub-appaltatrici o fornitrici come citati nella legislazione.
Nota

8.7

Nei documenti formativi redatti dal Formedil di Roma 1992 a favore dei dirigenti, preposti e lavoratori delle
imprese associate alla Confindustria (allegato CCNL Imprese Edili ANCE 1992), tali documenti sono denominati (oggi impropriamente) piano generale di sicurezza cantiere e piani particolari di sicurezza dei settori del
cantiere.

Valutazioni dellimpresa appaltatrice nel piano operativo


Se il piano di sicurezza allegato al progetto esecutivo e consegnato all'impresa in occasione dellofferta economica, lattivit di riesame prevista in 4.7 come responsabilit del
datore di lavoro impresa esecutrice, e cio le revisioni, le precisazioni, le informazioni di
dettaglio normalmente esposte nel documento di valutazione cantiere, ordinata e dettagliata in un apposito documento denominato piano operativo di sicurezza.
Tale piano operativo deve essere strutturato come testo a fronte del piano di sicurezza, in
particolare per quanto attiene alla denominazione esatta delle imprese esecutrici o fornitrici coordinate dallimpresa affidataria, lindicazione specifica delle attrezzature, macchinari, impianti tecnologici impiegati (documenti di omologazione, dichiarazioni di conformit, marchi CE, ...) con le relative documentazioni d'uso (libretto macchina, piani di lavorazione, ...) e le precisazioni dei piani specifici di consegna, di lavorazione, di montaggio, di
impiego e demolizione.

10)

Viene denominato "piano delle misure di sicurezza fisica dei lavoratori" secondo la Legge 19 marzo 1990, N 55, art. 18,
nonch "Piano di sicurezza sostitutivo" secondo la Legge 11 febbraio 1994, N 109, art. 31, comma1-bis.

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STIMA DEGLI ONERI PER LA SICUREZZA, VALUTAZIONE DEI TEMPI E DEI COSTI
PER GLI APPRESTAMENTI E LE MISURE DI SICUREZZA
Le misure di sicurezza sono il risultato dellattivit di analisi e valutazione dei rischi effettuate dal CSP all'interno dellUnitProgExe e come tali costituiscono elementi del progetto
esecutivo e quindi della stima del ProgExe.
a) Le misure di sicurezza sono costituite anche da apprestamenti relativi alla lavorazione
specifica prevista per l'opera o sono apprestamenti tipo legati allattrezzatura, alle
macchine, alle persone che si prevede intervengano nella lavorazione, e quindi alla
realizzazione delle opere.
b) L'attuazione, la costruzione, l'esercizio delle misure di sicurezza e quindi degli apprestamenti sono quindi da considerarsi prestazione richiesta dal committente, documentata nella richiesta dell'offerta commerciale attraverso la consegna del progetto
esecutivo, delle relative specifiche, dei piani di sicurezza e consegnata alle imprese
offerenti l'esecuzione, onde ne tengano conto nell'offerta commerciale per il contratto
di appalto.
c) Le procedure di costruzione che comportino rischi specifici devono comunque essere
valutate attentamente dall'appaltatore offerente per quanto riguarda tempi e costi, essendo solo il datore di lavoro appaltatore chiamato, attraverso i suoi organi tecnici e il
suo responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) a prevedere la tecnologia e la organizzazione del lavoro pi opportune e coerenti con le norme cogenti.

9.1

Struttura della stima degli oneri per la sicurezza


La stima deve essere parte integrante del piano di sicurezza e deve essere esposta con
criteri analitici che riportino in dettaglio la composizione del prezzo, la modalit di misurazione, la quantit e il prezzo unitario da applicare alle variazioni quantitative determinate
dalle diverse revisioni del piano di sicurezza.

9.1.1

Utilizzo delle voci di elenco prezzi


Quando la richiesta di offerta inviata dal committente alle imprese offerenti sia accompagnata da riferimenti a elenchi prezzi di riferimento o riferiti a prezzari pubblicati da organismi collettivi nei quali siano reperibili elementi di prezzo per gli apprestamenti (per esempio: recinzioni, baraccamenti, ...) la stima deve essere ordinata con pi colonne riportanti:
a) la descrizione della misura o dell'apprestamento con i riferimenti all'elaborato grafico
o alle specifiche e al relativo paragrafo del piano di sicurezza;
b) le voci di elenco prezzi utilizzate anche pro quota;
c) le unit di misura, il computo delle quantit con i riferimenti ai disegni e alle specifiche
o ai paragrafi del piano;
d) i Parametri di applicazione, quali la durata dellutilizzazione, leventuale frazione di
suddivisione tra i diversi lotti operativi, o tra lapplicazione del costo all'oggetto costruito
o agli oneri della sicurezza;
e) l'importo ottenuto con il prodotto delle quantit per il prezzo e dei relativi parametri di
applicazione.

9.2

Valutazione con analisi dei costi diretti, generali, indiretti


Nei casi in cui un elenco prezzi di riferimento non sia allegato, non applicabile o non disponibile, ci si pu riferire ad analisi costi complete che valutino in dettaglio la costituzione
strutturale o l'esercizio della misura di sicurezza e le relative incidenze delle risorse impiegate (materiali, mano d'opera, noli) aggiungendovi anche le quote per la sovrintendenza
e la direzione cantiere, e le spese generali e gli utili.
Si deve produrre quindi un elenco prezzi particolare per gli oneri della sicurezza e si deve
redigere la stima come nel caso precedente.

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9.3

Incidenza degli oneri per la sicurezza

9.3.1

Gli oneri per la sicurezza, in qualsiasi modo siano valutati, non possono essere esposti in
via preliminare sotto forma percentuale. L'eventuale onerosit relativa deducibile solo a
completa effettuazione delle stime analitiche e ottenuta come parametro dedotto da importi calcolati in modo analitico.

9.3.2

Tra gli oneri per la sicurezza si potrebbe eventualmente conteggiare il monte ore annuale
speso dalle imprese per la formazione e informazione per la sicurezza solo ove tale onere
indiretto non sia mutualizzato o gi compreso nei costi della mano d'opera impiegati per
la valutazione dellofferta delle opere (per esempio indicati nelle pubblicazioni delle Camere di Commercio (CCIAA) delle zone interessate).

9.3.3

I dispositivi di protezione individuale (DPI) previsti nelle schede operative riferite ai relativi
gruppi omogenei e che possano essere indicati come obbligatori per il rischio specifico
devono essere considerati oneri indiretti del costo della mano d'opera. Se tali oneri non
sono gi mutualizzati o compresi nell'elenco dei costi delle CCIAA, devono essere valutati
calcolando l'importo annuo della spesa sostenuta dal datore di lavoro per elmetti, scarpe,
occhiali, guanti, tute, auricolari del lavoratore tipo della categoria prevalente, e riferito
all'impegno annuo di riferimento in giorni uomo (g u).
Nota

9.4

Nei casi correnti, l'ammontare del costo dei DPI ordinari ammonta circa all'importo del salario di 1 g u, l'impegno annuale di circa di 230 g u.

Gestione degli oneri per la sicurezza


Negli appalti l'attuale legislazione consente di distinguere la stima delle opere costruite
dalla stima degli oneri per la sicurezza riservando a quest'ultima lo sconto nullo in caso di
gara al ribasso.

9.5

Modalit di analisi dei tempi per gli apprestamenti e per le misure di sicurezza
Il programma tempi approvato dal committente (o dal responsabile del procedimento
(ResPro) o dal Project Manager (PM)) e allegato al piano di sicurezza proposto, deve ritenersi congruamente redatto dal CSP tenute in conto le fasi di lavorazione e i processi
operativi con la eliminazione dei pericoli e la minimizzazione dei rischi specifici.
Per quanto riguarda i tempi propri delle lavorazioni, al CSP richiesto di analizzare, anche con confronti di dati desunti dalle analisi dei costi, la congruit di tali tempi con la conduzione in modo corretto e sicuro dei lavoratori delle imprese esecutrici tenendo anche
conto della stagione definita nel programma per le fasi di lavorazione e le relative probabilit di inagibilit del cantiere o dei luoghi di lavoro.
Per quanto riguarda gli apprestamenti essi devono essere ritenuti equivalenti a delle opere da eseguire con le relative attivit di approvvigionamento, trasporto, installazione, messa in funzione, esercizio, smontaggio, trasporto fuori cantiere, ripristino del sito interessato. Per le relative fasi di allestimento e di lavorazione devono perci essere disposte le relative voci in WBS e in programma.

9.6

Modalit di analisi costi per l'esercizio degli apprestamenti e delle misure di sicurezza
Per gli apprestamenti che richiedano uninstallazione e un esercizio, il CSP stabilisce nel
piano di sicurezza unapposita procedura che precisi le modalit di impiego dell'esercizio,
assegni le responsabilit alle specifiche imprese esecutrici esercenti e stabilisca le persone professionali incaricate della gestione, del controllo, della corretta effettuazione
dell'esercizio tenuto anche conto della necessit dell'impiego multi-aziendale dello stesso
apprestamento.
L'esercizio degli apprestamenti deve essere analizzato preventivamente onde determinare i costi che devono essere desunti dalle seguenti modalit:
a) costi approvvigionamento, trasporto, installazione, messa in funzione, smontaggio,
trasporto fuori cantiere, ripristino del sito interessato;
b) costi finanziari dell'ammortamento tecnico, del noleggio a freddo o della locazione finanziaria;

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c) costi degli eventuali operatori, controllori, manutentori, nonch dei consumi e delle
parti di ricambio;
d) effettiva utilizzazione espressa in tempo, durata o altra modalit riferita alle opere interessate dall'impiego di detto apprestamento.
In linea di principio, il dato calcolato come rapporto tra la somma dei costi e le modalit di
utilizzo (per esempio per un semovente Lire / ora di impiego effettivo) deve essere espresso esplicitamente nel piano di sicurezza onde consentire la distribuzione degli oneri tra le
diverse imprese esecutrici o negli oneri diretti del committente (in tale caso definendo con
precisione i limiti di impiego per il cantiere in appalto).

9.7

Modalit di coordinamento per l'impiego multi-aziendale degli apprestamenti di sicurezza


Il CSP deve introdurre nel piano di sicurezza opportune procedure che stabiliscano quali
apprestamenti siano da ritenersi di impiego multi-aziendale per le diverse imprese esecutrici presenti nel cantiere.
Per tali apprestamenti deve provvedere a stabilire il responsabile di gestione o di esercizio
e deve stabilire con opportune valutazioni preventive lincidenza dell'apprestamento sulle
diverse fasi di lavorazione onde consentire una corretta distribuzione tra le diverse imprese esecutrici interessate.
Quando gli apprestamenti possono essere considerati a fine cantiere opere consegnate
comprese nell'appalto (quali per esempio cabine di trasformazione, allacciamenti idrici, )
il CSP deve stabilire il valore residuale o di ripristino per la consegna al committente finale.
Per il coordinamento delle diverse utilizzazioni dell'apprestamento il CSP deve redigere
un opportuno programma di impiego della risorsa onde consentire la corretta programmazione delle lavorazioni relative.

9.8

Elenco indicativo degli apprestamenti di sicurezza


Nellappendice E redatto un elenco dei pi comuni e probabili apprestamenti destinati
sia alle singole lavorazioni di cantiere sia all'impiego multi-aziendale per le diverse imprese esecutrici.

10

DOCUMENTI PER LA SICUREZZA

10.1

Generalit
I documenti essenziali per la sicurezza di una commessa o di un procedimento interessano:
a) le fasi di progettazione;
b) la richiesta di offerta e la presentazione di offerta commerciale (gara di appalto);
c) la gestione del cantiere;
d) la gestione dellopera costruita durante la sua fruizione e fino alla demolizione.
Oltre ai documenti che qui di seguito sono riportati e descritti, devono essere considerati
documenti per la sicurezza anche tutti quelli indotti dalle norme cogenti e che interessano
normalmente la sicurezza sul lavoro e la sicurezza dell'impiego degli edifici o delle infrastrutture oggetto della commessa.
I documenti di seguito elencati e descritti sono quelli essenziali per la pianificazione e gestione della sicurezza, che nella legislazione vigente determinano responsabilit a carico
del committente. Questa norma si riferisce in particolare al piano di sicurezza e coordinamento e al fascicolo informazioni dell'opera come definiti dalle norme cogenti.

10.2

Piano di sicurezza
Gli elementi essenziali sono definiti nei punti seguenti:

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10.2.1

Relazione generale sullattivit di progettazione


La relazione accompagna il progetto esecutivo e documenta le scelte progettuali evidenziando il percorso decisionale delle diverse fasi di progettazione esecutiva quali:
a) accettazione e presa in carico da parte del PEM del progetto definitivo e di tutte le indagini ad esso collegate sia in sito sia nel programma preliminare del procedimento;
b) costituzione della UnitProgExe e distribuzione degli incarichi disciplinari ai diversi
specialisti (progettisti specialistici leader (PSL) e specialisti di staff) e tra essi al CSP;
c) individuazione delle diverse aree tecnologiche di produzione e individuazione delle
unit operative (reparti operativi, imprese esecutrici, fornitori);
d) individuazione dei lotti operativi con la chiara definizione delle gamme di opere affidate a ciascuna unit operativa (tale definizione talvolta indicata come definizione dei
limiti di batteria).

10.3

Programma esecutivo del cantiere (e scomposizione dei lavori in fasi e siti: WBS)
Il programma esecutivo di cantiere contiene in modo ordinato tutte le indicazioni necessarie per collocare, nei diversi siti e nel tempo, tutti i lotti operativi, le lavorazioni, le relative
fasi ed eventualmente i processi di lavorazione nelle singole fasi. Pu quindi essere redatto a pi livelli approfondendo nel dettaglio la commessa sino ai processi operativi e pu
essere pi volte revisionato nel corso della progettazione esecutiva.

10.4

Analisi del sito e progettazione cantiere


Nellappendice D sono riportate le principali indagini che occorre eseguire nel contesto
del progetto definitivo e poi in dettaglio nel progetto esecutivo onde eliminare i pericoli indotti dal sito al cantiere. Tra queste indagini sono essenziali quelle determinate dalla presenza di attrezzature tecnologiche particolarmente ingombranti o pesanti che potrebbero
indurre alterazioni al sistema idro-geologico interessato (per esempio vibrazioni intense e
di bassa frequenza, ). Sono inoltre importanti le indagini sui bacini idro-geologici interessanti il cantiere, anche tenuto conto dei pericoli indotti in via temporanea dalle opere
presenti solo durante la realizzazione (barriere idrauliche determinate dalle piste di accesso, dai parchi inerti, dai serbatoi di liquidi destinati alle costruzioni o destinati alle misure antincendio, ).
In talune circostanze le opere provvisionali sono cos importanti da costituire oggetto da
sole di una specifica progettazione definitiva (per esempio grandi cave, grandi strade di
accesso, ) ed esecutiva. In tal caso opportuno che la realizzazione e la successiva
demolizione e ripristino aree di tali "aree di cantiere" siano considerate a tutti gli effetti
opere costruite nell'appalto e che la pianificazione di sicurezza si riferisca alla loro realizzazione e all'esercizio.

10.5

Progettazione del cantiere


Dopo aver raccolto tutte le valutazioni e gli elementi determinanti la costruzione degli apprestamenti, il CSP deve redigere un apposito capitolo che raccolga tutte le indicazioni
come indicato in dettaglio nellappendice E.

10.6

Analisi delle lavorazioni e fasi di lavorazione


Per ciascun lotto operativo il CSP individua le Lavorazioni, le relative fasi, i processi operativi tenendo conto anche del sito del processo, della stagione, della collocazione nel
programma.

10.6.1

Analisi dei processi - Procedure esecutive


Per ciascun processo relativo a ciascun lotto operativo il CSP redige le procedure di Lavorazione individuando:
a) le categorie professionali di lavoratori coinvolti (GO; dette anche squadre tipo) e la loro composizione;
b) le attrezzature impiegate (modello, prestazioni, caratteristiche, esemplificazione di tipo);
c) le macchine operatrici (modello, prestazioni, caratteristiche, esemplificazione di tipo);
d) gli attrezzi manuali principali (modello, esemplificazione di tipo);
e) i dispositivi di protezione individuali specifici.
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10.6.2

Analisi dei pericoli nei processi


Per ciascun processo il CSP:
a) individua il sito, la durata, la numerosit dei lavoratori;
b) analizza il luogo di lavoro;
c) accerta la presenza di pericoli per gli operatori indotti dal sito;
d) evidenzia i pericoli indotti dalla attivit del processo al luogo di lavoro, al sito, ai luoghi
di lavoro circonvicini o ai processi co-presenti.
Sulla base di tali elementi il CSP redige una richiesta e poi un verbale di riunione di riesame progetto onde ottenere la eventuale riprogettazione con la eliminazione del pericolo
(per esempio con il cambiamento delle metodiche di lavorazione o con la sostituzione delle sostanze impiegate).

10.7

Rapporti di riesame progetto


Per i processi analizzati nei quali sia stata ottenuta la eliminazione dei pericoli in via progettuale il CSP redige opportuno rapporto anche ai fini di documentare, in vista di possibili
adeguamenti in corso d'opera, il processo decisionale che abbia indotto quelle determinate scelte progettuali, tecnologiche, temporali.

10.8

Progettazione delle misure di sicurezza nei processi


Per i processi analizzati nei quali non stato possibile ottenere leliminazione dei pericoli
in via progettuale, il CSP redige una specifica per lindicazione della misura di sicurezza,
tale misura pu essere costituita da:
a) Istruzioni di lavoro. Il piano di sicurezza indica quali adeguamenti siano necessari
alle ordinarie procedure esecutive allo scopo di ottenere leliminazione o la minimizzazione del rischio (per esempio trasferimento della fase in altro luogo o tempo di lavorazione, dilatazione del tempo di lavorazione, introduzione di sorveglianza particolare, ).
b) Apprestamenti. Gli apprestamenti sono elementi fisici che difendono il sito, il luogo di
lavoro, il posto di lavoro. La loro realizzazione determina un approvvigionamento, un
esercizio, una lavorazione. Per tali elementi il piano contiene o rimanda ad apposite
specifiche redatte dal CSP che contengono:
1) la progettazione funzionale dell'apprestamento (per esempio passerella) la struttura dellapprestamento (forma, dimensioni, materiale, modalit costruttiva); la definizione del tempo necessario per la adozione dell'apprestamento, gli oneri relativi alla costruzione, all'esercizio, alla rimozione dell'apprestamento;
2) tutti gli elementi dell'impianto di cantiere di cui all'apposito capitolo "progettazione
del cantiere" che fanno parte della gamma degli apprestamenti e che come tali sono stimati nei programmi e negli oneri.

10.9

Valutazione dei rischi residuali dei processi


Per ciascun processo individuato il CSP redige una scheda di valutazione dei rischi specifici della lavorazione desumendola dal documento di valutazione impresa (se disponibile) o da schede di valutazione tipo redatte da organismi rappresentativi delle categorie
professionali nazionali.

10.10

Schede di valutazione rischi specifici


All'interno di dette schede devono essere riportati per ciascun processo elementare:
a) la durata della operazione per i gruppi omogenei di lavoratori esposti ai rischi specifici
(anche sotto forma di frazione o percentuale);
b) i rischi fisici, chimici, biologici cui i Lavoratori dei gruppi omogenei sono esposti;
c) la modalit gravit del danno eventualmente riportabile;

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d) la modalit probabilit del danno, eventualmente espressa con il rapporto "eventi (o ore perse) / numero ore lavorate", dedotta da indagini statistiche settoriali o nazionali disponibili;
e) le principali misure tecniche di prevenzione, cio una sintesi delle informazioni che i
datori di lavoro delle imprese esecutrici dovrebbero comunque impartire ai lavoratori
da loro dipendenti;
f) una gamma di informazioni pi generali riguardanti la normativa cogente o interessata
alle attivit del gruppo omogeneo.

10.11

Richiami del CSP verso i responsabili delle esecuzioni (doveri)


Il CSP, dopo aver redatto e raccolto tutte le procedure di lavorazione e le relative schede
di valutazione rischi, raccoglie in una apposita specifica la serie di indicazioni che evidenzi, a favore del CSE e di tutti i responsabili della costruzione i rischi generali a cui sono
soggette tutte le lavorazioni e le indicazioni necessarie per la corretta gestione del piano
con i relativi adeguamenti.

10.12

Gestione delle interferenze


Qualora dalle analisi dei pericoli dei diversi processi e dal programma temporale generale
(vedere 6.4) si ponga in evidenza il fatto che due lavorazioni siano co-presenti nello stesso luogo di lavoro e che una di esse generi pericoli interessanti anche altre unit operative
presenti in siti correlati o interessati dai pericoli analizzati, il CSP redige opportune specifiche di coordinamento intervenendo sulle procedure interessate determinando variante
di procedura o predisposizione di appositi apprestamenti di protezione. In entrambi i casi
deve procedere come gi previsto per le singole operazioni.

10.13

Gestione operativa dei piani di sicurezza nell'appalto

10.13.1

Il Committente (o per esso il responsabile del procedimento, o il Project Manager, o il


ResLav del procedimento) ha il dovere, secondo la legislazione vigente, di verificare lidoneit tecnica delle imprese appaltatrici anche per quanto riguarda la loro capacit di operare coerentemente con le norme cogenti sulla sicurezza del lavoro.

10.13.2

Il PM o il ResPro pu perci predisporre prima dell'appalto opportune attivit di indagine onde


accertare tali idoneit tecniche delle imprese da invitare all'offerta, anche con la richiesta di
leggere per estratto i loro documenti di valutazione impresa, o con apposite verifiche ispettive
(eventualmente condotte con le procedure descritte nelle norme della serie UNI EN 30011).

10.13.3

Alle imprese ammesse a presentare offerta comunque richiesto di tenere conto, nella
predisposizione dell'offerta, di tutte le misure di sicurezza imposte dalla legislazione vigente e in particolare di quelle previste dal loro documento di valutazione impresa e dal
piano di sicurezza allegato al progetto esecutivo per l'offerta.

10.13.4

Di tale avvenuta presa in carico le imprese offerenti danno testimonianza con la presentazione in allegato all'offerta del documento di valutazione di cantiere, ovvero del piano
operativo, o, se del caso del piano sostitutivo, nel quale avranno evidenziato gli adeguamenti delle proprie tecnologie al piano di sicurezza, gli adeguamenti per le procedure di
costruzione alle indicazioni desunte nel piano di sicurezza per quanto attiene alla gestione
dei pericoli e alle interferenze, alla realizzazione ed esercizio degli apprestamenti necessari, nonch delle richieste di modifica dei piani di sicurezza per l'adeguamento alle proprie procedure e tecnologie.

10.13.5

A tale scopo nel periodo di negoziazione compreso tra la presentazione dell'offerta e la


firma del contratto, il CSP, con la fattiva collaborazione del PEM analizza le richieste di riesame e con le opportune revisioni e presenta le versione "zero" del piano di sicurezza approvato e allegato al contratto di appalto.

10.13.6

Dopo tale revisione il piano di sicurezza consegnato al CSE per la relativa utilizzazione
e le eventuali revisioni e adeguamenti.

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10.13.7

Nel piano di sicurezza devono essere indicate le modalit per il coinvolgimento del CSP e
quindi del PEM durante le fasi di esecuzione delle opere, onde dare sufficiente garanzia
del fatto che le decisioni prese in sede di adeguamento siano coerenti con le scelte progettuali del CSP e del PEM.

10.14

Altri documenti per la sicurezza


Nella gestione della documentazione si potranno trovare altri documenti che sono qui di
seguito riportati.

10.14.1

Piani delle misure per la sicurezza fisica dei lavoratori secondo la legislazione vigente:
Nota

In particolare, comma 8, art. 18, legge 55/1990.


sono documenti di parte impresa che possono essere sostituiti da piani sostitutivi o piani
operativi.

10.14.2

Programmi di demolizione11) e "Notifiche di lavorazione"12) concernenti i lavori in sotterraneo: possono certamente essere compresi nei documenti di parte impresa come detto sopra.

10.14.3

Revisioni e rielaborazioni delle imprese appaltatrici ed esecutrici: durante il periodo intercorrente tra laccettazione dell'offerta e la firma del contratto, con apposite attivit di riesame contratto, le imprese appaltatrici possono richiedere revisioni dei documenti allegati
al progetto esecutivo. Esse possono essere considerate o revisioni dei piani di sicurezza
allegati al progetto esecutivo o elementi del documento di valutazione cantiere, o piani sostitutivi, o piani operativi. A cantiere iniziato il CSE sar richiesto di redigere una revisione
che accolga tutte le modifiche da lui accettate, in seguito l'adeguamento del piano sicurezza deve essere curato dal CSE.

10.14.4

Piano di sicurezza sostitutivo: interessa le commesse in cui non esiste il piano di sicurezza
redatto dal CSP.

10.14.5

Piano di sicurezza operativo: documento rielaborato dall'impresa e proposto al committente per la rettifica o il completamento del piano di sicurezza allegato al progetto esecutivo.

11

DOCUMENTI DI GESTIONE DELLOPERA COSTRUITA

11.1

Generalit
Il procedimento di realizzazione dellopera dovrebbe concludersi con la piena soddisfazione del cliente, dei suoi fruitori e dellorganizzazione che vi ha operato.
In particolare risultano essere importanti, per il raggiungimento della soddisfazione del
cliente, alcuni elaborati che sono previsti nella normativa vigente per le opere Pubbliche e
richiamati anche nelle norme UNI relative alle discipline in questione. Questi elaborati sono denominati piani di manutenzione.
Gli elementi normativi esposti nelle note che seguono si presume siano sufficienti a guidare il processo di progettazione esecutiva per la redazione dei documenti per la manutenzione, obbligatori per le opere pubbliche, o considerati utili e quindi consigliati dalle
norme UNI citate.
Nota 1

Per le opere pubbliche attualmente in vigore la legge 109/1994 che all'art. 16 cita il piano di manutenzione.

Nota 2

Le norme UNI per la qualificazione e controllo del progetto, in particolare la UNI 10722 parti 1, 2 e 3 costituiscono documento di riferimento per gli stessi documenti allappendice C.

Nota 3

Il piano di manutenzione costituito da una relazione generale e dai seguenti documenti operativi:
Manuale d'uso
Manuale di manutenzione
Programma di manutenzione.

Nota 4

Il piano di manutenzione descritto nella UNI 10874.

11)
12)

Di cui allart. 72 DPR 164/1956.


Di cui allart. 7 del DPR 320/1956.

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11.2

Documenti preliminari alla manutenzione


I documenti preliminari alla manutenzione sono quelli occorrenti e atti a descrivere le opere nella loro configurazione immediatamente prima della consegna dell'opera ai fruitori.
Tale configurazione (detta anche "AS BUILT") pu essere individuata dalla situazione in
cui l'opera pronta al collaudo o alla dichiarazione di conformit finale.
I documenti preliminari sono i seguenti:
a) Elaborati di tipo funzionale
Planimetrie dettagliate e quotate riscontrate da misure in opera degli spazi funzionali
e cio:
- dei passaggi, degli accessi, delle uscite di sicurezza, dei luoghi disponibili per i
fruitori;
- dei posti di lavoro previsti per i fruitori o per i loro delegati operatori quali spazi di
passaggio e piattaforme destinate a lavorazioni di esercizio e manutenzione di tutti gli apparati di lavorazione, controllo, governo dell'opera.
b) Elaborati di tipo strutturale
Documenti di collaudo o di conformit finale rilasciati dal responsabile del collaudo o
della dichiarazione di conformit:
- di tutti gli elementi strutturali che determinano i requisiti essenziali degli spazi funzionali dell'opera, in particolare il requisito di resistenza meccanica e stabilit per
sopportare i carichi previsti, accidentali e eccezionali prevedibili;
-

gli elementi strutturali devono essere descritti con lindividuazione topologica, e


con le caratteristiche fisico-chimiche ambientali compatibili con la loro durabilit e
con la loro disponibilit nel tempo previsto di vita degli spazi funzionali.
c) Elaborati di tipo tecnologico
Devono essere descritti gli impianti idrici, sanitari, di riscaldamento, di ventilazione, di
condizionamento, meccanici, elettrici, e di essi devono essere riportati gli schemi funzionali, le planimetrie, le sezioni, le specifiche di fabbricazione degli apparati e dei
componenti, le relative dichiarazioni di conformit, i manuali d'uso e manutenzione di
tutti gli apparati e delle macchine.
d) Elaborati della pianificazione di sicurezza
Gli elaborati della pianificazione della sicurezza previsti nella presente norma e in particolare: i piani di sicurezza redatti durante il progetto esecutivo, i piani sostitutivi, le integrazioni e i piani operativi redatti nella configurazione finale di collaudo o di fine lavori.
e) Elaborati di rappresentazione generale
Elaborati di rappresentazione delle opere come richiamati dalla UNI 10722-3, appendice C, prospetto C.3 nella loro configurazione finale detta AS BUILT.
f) Adeguamento e aggiornamento degli elaborati
Ai fini di consentire una corretta esecuzione della manutenzione e dell'esercizio
dell'opera, il gestore dell'opera (committente, datore di lavoro o suo rappresentante incaricato nell'esercizio ordinario), garantisce tutte le revisioni dei documenti di manutenzione eventualmente determinati da successivi interventi di ricostruzione, trasformazione, restauro o manutenzione straordinaria.

11.3

Documenti di pianificazione della manutenzione


Tali documenti sono elaborati a cura del progettista incaricato dal committente e sono
elencati nella UNI 10722-3 (punto C.3.1 e seguenti).
Il piano di manutenzione descritto nella UNI 10874 ed trattato dalla legislazione vigente in materia di lavori pubblici13).

13)

Al momento della pubblicazione della presente norma in vigore la legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, e il relativo regolamento di attuazione (DPR 21 dicembre 1999, n. 554).

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Nota

Il piano di manutenzione il documento complementare al progetto esecutivo che prevede, pianifica e programma, tenendo conto degli elaborati progettuali esecutivi o di effettiva realizzazione, lattivit di manutenzione dellintervento al fine di mantenerne nel tempo la funzionalit, le caratteristiche di qualit, lefficienza ed
il valore economico.
Il piano di manutenzione assume contenuto differenziato in relazione all'importanza e alla specificit dell'intervento, ed costituito dai seguenti documenti operativi.
a) il manuale d'uso;
b) il manuale di manutenzione;
c) il programma di manutenzione.
Il programma di manutenzione, il manuale d'uso ed il manuale di manutenzione redatti dal progettista in fase
di progettazione esecutiva sono sottoposti, al termine della realizzazione dell'intervento, al controllo ed alla
verifica di conformit e quindi validati dal committente (o dai suoi incaricati Project Manager, responsabile procedimento, responsabile lavori) e mantenuti adeguati con gli eventuali aggiornamenti resi necessari dai problemi emersi durante l'esecuzione dei lavori.

11.4

Elementi del fascicolo informazioni


Il fascicolo contiene gli indici e le informazioni necessarie alla rintracciabilit di tutti i documenti di cui sopra, necessari all'esercizio, alla pianificazione della manutenzione, alla
messa fuori uso o demolizione dell'opera.
Il fascicolo contiene tutte le indicazioni necessarie relative all'accesso agli spazi destinati
alle operazioni di governo degli ambienti indicando:
- lubicazione di tutti gli organi di comando e controllo;
- la disposizione dell'accesso a tutti gli apparati di controllo e i relativi spazi di lavoro per
la visione degli apparati e la riparazione e la sostituzione degli stessi;
- i percorsi e i relativi spazi di passaggio per l'accesso alle attivit di esercizio e manutenzione;
- gli apprestamenti difensivi o di ritenuta nonch le misure di sicurezza necessarie per
gli addetti all'esercizio e alla manutenzione di tutti gli apparati di governo;
- le dotazioni di DPI destinati agli operatori della manutenzione e le relative responsabilit per la loro disponibilit compresi il loro immagazzinamento, le revisioni, l'adeguamento.
Il fascicolo in particolare contiene le prescrizioni e le indicazioni strutturali per l'ancoraggio, l'ammarro, il sostegno di tutti gli apprestamenti di sicurezza necessari alla sicurezza
degli addetti all'esercizio, alla manutenzione, allo smontaggio o alla demolizione dei diversi componenti anche strutturali dell'opera.

11.5

Forma della documentazione


Il fascicolo informazioni raccoglie tutte le operazioni di esercizio e manutenzione come
descritte nei capitoli precedenti, ed costituito quindi da:
- elaborati grafici rappresentativi dei percorsi, degli accessi, degli spazi di manovra e di
lavorazione di tutti gli apparati di governo e comando;
- elaborati grafici strutturali indicanti in dettaglio gli elementi per l'ancoraggio, l'ammarro, il sostegno per gli apprestamenti difensivi e i dispositivi di protezione individuali.
Il fascicolo informazioni pu essere perci redatto compiutamente solo alla fine del procedimento e completato per il collaudo o la consegna provvisori al committente o al fruitore.
La sua elaborazione in occasione del progetto avviene contemporaneamente a quella del
piano di manutenzione, e ove questo non sia n richiesto n disponibile, deve essere costituito da un indice generale dei capitoli da completare durante la realizzazione e con la
raccolta degli elaborati AS BUILT.
Il fascicolo informazioni non pu essere considerato documento sostitutivo e preliminare
al piano di manutenzione se non alla fine del procedimento, quando (in mancanza di altro
documento per difetto di progettazione) pu contenere l'elenco delle operazioni considerate essenziali per la salvaguardia degli operatori manutentori dell'edificio.

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12

PROCEDURE DI GESTIONE DEI PIANI

12.1

Nota introduttiva
Parte integrante del PS sono le procedure di gestione del piano stesso che devono essere
definite in un apposito capitolo del sistema generale.
Sulla base di tali indicazioni le procedure di coordinamento definite in questo capitolo sono parte integrante del piano; le imprese partecipanti sono chiamate ad assolvere quanto
stabilito in questa sezione.
Scopo essenziale del presente punto la definizione dei rapporti tra i soggetti coinvolti
dalla procedura di gestione del PS al fine di:
a) facilitare la corrispondenza tra i soggetti incaricati;
b) permettere lassolvimento da parte del CSE dei compiti relativi a:
- assicurare lapplicazione delle disposizioni contenute nei piani;
- adeguare i piani e il fascicolo informazioni dellopera in relazione allevoluzione dei
lavori e alle eventuali modifiche intervenute ed ai piani operativi e sostitutivi;
- organizzare tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione e il coordinamento delle attivit nonch il reciproco scambio di informazioni;
- proporre al committente, in caso di gravi inosservanze della legislazione vigente,
la sospensione dei lavori, lallontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi
dal cantiere o la risoluzione del contratto;
- sospendere in caso di pericolo grave e imminente le singole lavorazioni fino alla
comunicazione scritta degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate;
c) definire le modalit di azione del CSE allinterno della fase esecutiva;
d) inquadrare i ruoli ed il sistema di interscambio in fase esecutiva;
e) facilitare lesecuzione delle prescrizioni di piano;
f) definire il modello di adeguamento del piano allevolversi del cantiere.

12.2

Riferimento di partenza come elemento di azione del CSE nel PS


Il PS contiene il collegamento tra procedure di piano e metodo di gestione operativa durante la fase di realizzazione dellopera.
Il CSE, allo scopo di permettere la corretta valutazione tra le parti della globalit del PS in
tutti i suoi aspetti, deve riportare, allinterno del piano stesso, il sistema di gestione ed
adeguamento, le relative modalit di azione e di relazione tra i vari soggetti.
Scopo ulteriore di tale azione permettere la conoscenza e quindi leventuale evidenziazione di elementi di costo specifici da riportare nel capitolo dedicato (per esempio oneri
per le riunioni di coordinamento).

12.3

Possibilit di modifica in fase esecutiva


Resta comunque facolt al CSE di modificare, previa comunicazione ed accordo con le
parti, quanto riportato nelle procedure esecutive definite nel PS, da parte del CSP, in relazione ad ulteriori elementi in fase di realizzazione dellopera.

12.4

Metodo di rapporto e gestione tra CSE e DTC - sub-appaltatori e lavoratori autonomi


Scopo del punto 12 anche definire il metodo di gestione non solo tra CSE e DTC ma anche tra questi e gli eventuali sub-appaltatori, lavoratori autonomi o ulteriori imprese e soggetti che possono, a vario titolo, partecipare alla realizzazione dellopera.
A tale riguardo, le imprese sub-appaltatrici devono ottemperare a quanto stabilito dalle
modalit di coordinamento definite in questo capitolo.

12.5

Collegamento tra PS e PO
Le procedure di gestione operativa hanno altres lo scopo di definire le modalit di collegamento tra PS e PO (piano operativo).

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Pagina 24

12.6

Gestione operativa
Le procedure di gestione operativa vanno adattate in relazione alle specifiche situazioni,
elementi e riferimenti; si lascia quindi al CSE lazione in relazione allo specifico caso. In linea generale sono definibili quattro momenti:
- fase 1: comunicazioni ed esame PO;
- fase 2: procedura di riunioni di coordinamento;
- fase 3: procedura di gestione operativa;
- fase 4: procedura di gestione fascicolo informazioni.

12.6.1

Fase 1: comunicazioni ed esame PO


Riferimento di partenza per il CSE la gestione degli adempimenti formali previsti dalla
legge vigente che danno luogo allattivazione delle procedure di gestione in fase esecutiva e che, successivamente, costituiscono elemento di individuazione del rapporto tra CSE
e soggetti diversi.
Il CSE esamina, gestisce le eventuali revisioni ed accetta il PO.

12.6.2

Fase 2: procedura di riunioni di coordinamento (RC)


a) Principio guida
Le riunioni di coordinamento sono parte integrante delle procedure di gestione esecutiva e costituiscono fase fondamentale per assicurare lapplicazione delle disposizioni
contenute nel PS.
b) Esempi di procedure
Il CSP deve prevedere lattivazione di una serie di RC in relazione alle ipotesi specifiche dellopera in oggetto.
Si definisce un criterio generale per la programmazione delle RC:
Fase prima dellinizio dei lavori
- Prima riunione di coordinamento
- Seconda riunione di coordinamento
- Terza riunione di coordinamento
- Riunione con terzi ("vicini")
Fase di esecuzione dei lavori
- Riunione di coordinamento ordinaria
- Riunione di coordinamento straordinaria
- Riunione di coordinamento "Nuove Imprese"
La convocazione, la gestione e la presidenza delle riunioni compito del CSE.
Tale procedura, mantenendo comunque integra la possibilit di ulteriori azioni in fase operativa da parte del CSE, per quanto attiene alle riunioni prima dellinizio dei lavori e riunioni ordinarie, codificata in questa sezione del PS.
La convocazione delle riunioni di coordinamento pu avvenire tramite semplice lettera,
fax, messaggio telematico o comunicazione verbale o telefonica. I rappresentanti delle
Imprese convocati dal CSE sono obbligati a partecipare.
La verbalizzazione, con apposita schedatura, delle riunioni svolte diviene parte integrante
dellevoluzione del PS in fase operativa.
In relazione alla definizione delle singole riunioni:

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UNI

Pagina 25

prospetto

Prima riunione di coordinamento


Riunione

Quando

Presenti

Allaggiudicazione
Committenza - ResLav
dellimpresa principale PEM - PSL - DLG
DTC ..........................

Punti di verifica principali


Presentazione piano
Verifica punti principali

Committenza - ResLav
PEM - PSL - DLG
DTC ..........................

Verifica diagrammi ipotizzati e sovrapposizioni

Committenza - ResLav
PEM - PSL - DLG
DTC ..........................

Richiesta individuazione responsabili di cantiere


e figure particolari (SPP)

Committenza - ResLav
PEM - PSL - DLG
DTC ..........................

Richiesta idoneit personale e adempimenti

RSPP
Azienda (eventuale)

Richiesta di notifica di procedure particolari


RSPP allAzienda committente

La prima riunione di coordinamento finalizzata allinquadramento e allillustrazione del


piano oltre allindividuazione delle figure con particolari compiti allinterno del cantiere e
delle procedure definite. In tale riunione le Imprese convocate devono presentare eventuali proposte di modifica al programma lavori e alle fasi di sovrapposizione ipotizzate nel
Piano in fase di predisposizione da parte del CSP.
La data di convocazione di questa riunione deve essere comunicata dal CSE.
prospetto

Seconda riunione di coordinamento


Riunione
2

Quando
Almeno 10 giorni prima
dellinizio dei lavori

Presenti
Impresa
DLG
DTC
CSE
....................................
Lavoratori autonomi

Punti di verifica principali


Consegna piano per RLS
Varie ed eventuali

Durante la seconda riunione di coordinamento avviene la consegna del piano operativo o


sostitutivo.
La data di convocazione di questa riunione deve essere comunicata dal CSE.
prospetto

Terza riunione di coordinamento


Riunione
3

Quando

Presenti

Prima dellini- DTC


zio dei lavori RSL
CSE

Punti di verifica
principali
Chiarimenti in merito
al piano e formulazioni
al riguardo

La terza riunione di coordinamento ha lo scopo di permettere ai RLS di ricevere adeguati


chiarimenti in merito alle procedure previste nel piano.
La data di convocazione di questa riunione deve essere comunicata dal CSE.
prospetto

Quarta riunione di coordinamento


Riunione
4

Quando

Presenti

Prima dellini- DTC


zio dei lavori "vicini"
CSE

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Punti di verifica
principali
Informazioni sul PS
in relazione alle problematiche di terzi

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Pagina 26

La quarta riunione di coordinamento ha lo scopo di permettere linformazione ai "vicini"


(terzi) in modo che siano verificate le situazioni specifiche del piano in relazione alle situazioni al contorno.
La data di convocazione di questa riunione deve essere comunicata dal CSE.
prospetto

Riunione di coordinamento ordinaria


Riunione
........

Quando
Prima dellinizio di fasi di lavoro
al cambiamento di fasi

Presenti
Impresa
Lavoratori autonomi
CSE

Punti di verifica principali


Procedure particolari da attuare
Verifica piano

La riunione di coordinamento ordinaria deve essere ripetuta, a discrezione del CSE, in relazione allandamento dei lavori, per definire le azioni da svolgere durante lo svolgimento degli stessi.
Le date di convocazione di questa riunione devono essere comunicate dal CSE.
prospetto

Riunione di coordinamento straordinaria


Riunione
........

Quando

Presenti

Punti di verifica principali

Al verificarsi di situazioni particolari DLG


CSE
DTC
........................
Impresa
RLS
Lavoratori autonomi

Procedure particolari da attuare

Alla modifica del piano

Nuove procedure concordate


Comunicazione modifica piano

Nel caso di situazioni, procedure o elementi particolari il CSE ha facolt di indire riunioni
di coordinamento straordinarie.
Le date di convocazione di queste riunioni devono essere comunicate dal CSE.
prospetto

Riunione di coordinamento "Nuove Imprese"


Riunione
........

Quando

Presenti

Alla designazione di nuove im- DLG


prese da parte della committenza DTC
in fasi successive allinizio lavori CSE
.............
Impresa principale
Lavoratori autonomi
Nuove imprese

Punti di verifica principali


Procedure particolari da attuare
Verifica piano
Individuazione sovrapposizioni
specifiche

Nel caso di ingressi in tempi successivi di Imprese nominate in seguito dalla committenza
e nel caso non sia possibile comunicare le informazioni a questi soggetti nelle riunioni ordinarie, il CSE ha facolt di indire una riunione apposita.
Le date di convocazione di questa riunione verranno comunicate dal CSE.
In ogni caso facolt del CSE predisporre ulteriori riunioni di coordinamento.
In ogni caso obbligo dei soggetti invitati partecipare alle riunioni di coordinamento.

12.6.2.1

Programmazione delle riunioni di coordinamento.


Aspetto essenziale del processo relativo alle RC la definizione di una programmazione
delle riunioni prima dellinizio dei lavori e delle riunioni ordinarie in fase di PS in modo da
permettere la precisa individuazione di queste allinterno della programmazione.
Tale programmazione potrebbe essere cos individuata:

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Pagina 27

prospetto

Denominazione
(fasi entranti)

Settimana

Presentazione e verifica piano

Consegna piano al RLS

Data
Data effettiva
(CSE)

Convocati
(oltre CSE)

Punti di verifica
Note

Individuazione Riferimenti specifici


soggetti
(CSE)

Verifiche finali prima dellinizio dei 0


lavori

12.6.3

Fase lavorativa

N settimana prevista

Fase lavorativa

N settimana prevista

Fase lavorativa

N settimana prevista

Fase 3: procedura di gestione operativa


Le procedure di gestione operativa rappresentano, insieme con le riunioni di coordinamento, gli strumenti principali e basilari per la gestione del PS in fase operativa; tutto questo necessita, oltre alla collaborazione di tutte le parti in causa, dellattivazione di un processo di gestione che, sempre in coordinamento con il CSE, possa permettere un reale
controllo da parte del DTC.
Elementi base a titolo di esempio sono:
a) rapporto di visita di cantiere;
b) procedura di interfaccia impresa/CSE.
Il primo individua il sistema con il quale il CSE deve attivare le verifiche in fase esecutiva,
mentre la seconda definisce il sistema di taratura ed adeguamento del PS in divenire in
relazione alle reali situazioni e previsioni dimpresa.

12.6.3.1

Rapporto di visita di cantiere


Lo scopo della visita quello di individuare in fase iniziale il sistema con il quale il CSE deve operare in cantiere sul monitoraggio delle situazioni operative, la loro corrispondenza
alle norme e al PS.
Tale rapporto deve essere tarato in relazione alla tipologia dellopera in oggetto.

12.6.3.2

Procedura di controllo impresa


La procedura di controllo impresa lelemento preciso dinterfaccia tra CSE e DTC in relazione agli aspetti evolutivi dellopera rispetto a quanto indicato in PS e PO.
Questa procedura assume il ruolo di principale strumento di verifica previsto dalle procedure di gestione del PS e, inoltre, il suo inserimento nel sistema di piano esecutivo permette di mostrare lesatta evoluzione dellopera in qualsiasi momento.
Questo permette al DTC di segnalare le situazioni particolari al CSE in relazione al programma lavori e alle sovrapposizioni, e di conseguenza, impostare le procedure di rispetto normativo e quanto riportato sul piano.
Questa procedura si divide in:
- parte 1: Controllo della programmazione.
- parte 2: Comunicazione di verifica.
La parte 1 "Controllo della programmazione" ha lo scopo di segnalare nel breve periodo
definito per quellopera, step by step, per tutta la durata dei lavori, la previsione di evoluzione operativa del cantiere permettendo al CSE di interagire in modo preciso su situazioni, corrispondenze ed eventuali fuori Piano.
La parte 2 "Comunicazione di verifica" ha invece lo scopo di permettere la attestazione di
chiusura di un ciclo di verifica con eventuali ulteriori informazioni al CSE.
Questo metodo, come ulteriore azione di confronto tra le parti in gioco si basa su precise regole:
- attuazione da parte del DTC;
- gestione temporale della scheda (cadenza), che deve essere decisa dal CSE in relazione alle specifiche del cantiere;
- consegna delle note al CSE prima della sua attivazione.
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Pagina 28

12.6.4

Fase 4: procedura di gestione fascicolo informazioni


Allinterno delle procedure di gestione esecutiva del PS non deve essere sottovalutata la
parte relativa al fascicolo informazioni dellopera.
Compito del CSE completare il fascicolo informazioni.
Questo non solo per quanto attiene alle eventuali modifiche intervenute durante lesecuzione dei lavori stessi, ma in special modo in relazione alla verifica delle previsioni del fascicolo ed alla raccolta della documentazione corretta che ne costituisce la parte basilare.
Per questo il PS deve prevedere:
- scheda di informazione alle Imprese sulla verifica finale e trasmissione della documentazione inerente le proprie lavorazioni (disegni, schede materiali, schede di sicurezza, procedure specifiche manutentive, );
- scheda di gestione della documentazione pervenuta e verifica di aggiornamento.

12.7

Inizio di attuazione della presente sezione


A seguito della nomina del CSE, con la consegna del PS da parte del committente o
ResLav (dopo la revisione del PS da parte del CSP con la collaborazione del PEM),
entrano in attuazione le procedure di gestione previste nella presente sezione.

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Pagina 29

APPENDICE
(informativa)

A DEFINIZIONI COMPLEMENTARI

A.1

appaltatore: Persona giuridica che contrae con il committente un contratto per la realizzazione di un'opera o di una serie di lavorazioni.

A.2

cantiere: Unit produttiva organizzata da un appaltatore appositamente per la esecuzione


di un'opera o di un impianto presso un sito consegnatogli da un committente, o presso un
reparto operativo di un datore di lavoro - committente.

A.3

collaudatore amministrativo: Soggetto (persona fisica) abilitato, eventualmente designato dal committente, alla verifica e ai controlli finali di conformit dell'opera alle norme
cogenti, alle specifiche, alle caratteristiche definite nel progetto e stabilite nel rapporto
contrattuale.

A.4

committente: Persona fisica, o responsabile di una persona giuridica, per conto della
quale viene realizzata un'opera attraverso la gestione di un procedimento o di una commessa. Nell'ambiente pubblico la persona giuridica committente correntemente denominata amministrazione aggiudicatrice ed in tal caso il soggetto che la rappresenta denominato responsabile del procedimento; lequivalente in ambiente privato avviene per
conferimento di un mandato ad una persona fisica che spesso denominato PM
(Project Manager).

A.5

coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione: Persona fisica designata dal committente o dal ResLav per la verifica della conformit delle attivit delle imprese esecutrici
ai piani di sicurezza e al fascicolo informazioni, e che ne cura inoltre l'adeguamento e la
armonizzazione (CSE = coordinatore sicurezza per la esecuzione).

A.6

coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione: Persona fisica designata dal


committente o dal ResLav per la redazione, aggiornamento, adeguamento dei piani di sicurezza e del fascicolo informazioni, nonch per la loro armonizzazione con i diversi progetti esecutivi (CSP = coordinatore sicurezza per la progettazione).

A.7

datore di lavoro: Persona fisica responsabile di una impresa esecutrice o di una unit produttiva, che vi esercita l'attivit in qualit di titolare del rapporto di lavoro con uno o pi lavoratori dipendenti.

A.8

datore di lavoro - committente: Soggetto datore di lavoro che si trovi nella particolare situazione in cui egli affidi ad operatori esterni alla sua azienda la realizzazione di opere o
di lavorazioni da eseguirsi all'interno della azienda o della unit produttiva in cui siano presenti o coinvolti dipendenti lavoratori dell'azienda o della unit produttiva.

A.9

direttore dei lavori generale (DLG): Soggetto abilitato che viene incaricato dal committente di ricoprire la funzione di direzione dei lavori. Lincarico pu pervenire anche attraverso i diretti collaboratori del committente aventi funzione di gestori e responsabili della
commessa.
Questi sono normalmente indicati con il termine di gestore della commessa, responsabile
del procedimento, Project Manager. Il direttore dei lavori generale pu anche coincidere
con il gestore commessa, responsabile del procedimento, Project Manager. Il direttore dei
lavori comunque responsabile della attivit di coordinamento delle attivit di controllo
esplicate dai tecnici specialistici da lui incaricati.

A.10

direzione dei lavori (DL): Funzione affidata dal committente (ad un ente o ad un soggetto)
per la verifica della conformit delle opere in esecuzione alle prescrizioni contenute negli
elaborati contrattuali intercorrenti tra il committente e gli operatori esecutori.
Tale attivit si estende normalmente al controllo tecnico delle operazioni esecutive, al
controllo di congruit delle partite contabili, alle verifiche di idoneit delle procedure operative in atto nonch al coordinamento degli esperti incaricati dei controlli specialistici.

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Pagina 30

A.11

direttore tecnico di cantiere (DTC): Persona fisica responsabile di un cantiere in qualit


di mandatario dell'appaltatore, per il rapporto con i lavoratori dipendenti, che dirige l'attivit
di cantiere prescrivendone l'organizzazione e le misure di sicurezza.

A.12

direttori operativi dei lavori (DLO): Soggetti abilitati, esperti di singole discipline, incaricati dal direttore dei lavori generale di tenere sotto controllo particolari settori topologici o
tecnologici delle opere comprese nella commessa in corso di esecuzione (per esempio
esperti di geotecnica, strutture, impiantistica, coordinamento sicurezza, verifiche di conformit, verifiche ispettive sui sistemi di qualit).

A.13

dirigente del datore di lavoro: Persona fisica responsabile di una unit produttiva o di un
reparto operativo o di un cantiere in qualit di mandatario del datore di lavoro per il rapporto con i lavoratori dipendenti e che ne dirige l'attivit prescrivendo le condizioni di lavoro e le misure di sicurezza.

A.14

documento di valutazione unit produttiva: Documento destinato alla sicurezza dei lavoratori dipendenti dai datori di lavoro di imprese esecutrici, o dei datori di lavoro - committenti di lavori entro unit produttive; contiene la valutazione dei posti di lavoro e le relative misure di sicurezza di ciascuna unit produttiva.

A.15

impresa esecutrice: Persona giuridica o lavoratore autonomo chiamato dal committente


o dall'appaltatore ad eseguire prestazioni, lavori, servizi, forniture e opere specificate in
un contratto di appalto o di prestazioni.

A.16

ispettori di cantiere: Soggetti incaricati dal direttore dei lavori, o per suo mandato dai direttori operativi, di eseguire controlli e verifiche di conformit delle opere alle prescrizioni
contrattuali, alle norme vigenti, alle norme tecniche espresse nel contratto (ILC = ispettori
di cantiere della direzione dei lavori).

A.17

progettista generale: Soggetto (persona fisica o responsabile di una persona giuridica)


incaricato di sviluppare la progettazione generale e completa di un'opera, o incaricato del
progetto esecutivo. Il progettista generale pertanto incaricato del coordinamento della
progettazione di pi progettisti specialisti (PEM = project engineering manager = gestore
del progetto esecutivo; in alcune organizzazioni denominato anche direttore di progetto).

A.18

progettisti specialistici: Soggetti (persone fisiche o responsabili di persone giuridiche),


esperti di una determinata disciplina, incaricati dal PEM di sviluppare la progettazione di
parti dell'opera attinenti la disciplina di propria competenza (PSL = project specialist leader).

A.19

progetto esecutivo: Insieme di elaborati grafici e testuali predisposti a cura o per conto
del committente che consentano la piena conoscenza del sito in cui sorgeranno le opere
oggetto del procedimento, nonch la piena conoscenza delle opere, dei materiali, delle lavorazioni, delle fasi di lavorazione, dei processi, delle attrezzature, delle macchine, delle
categorie professionali dei lavoratori, dei programmi temporali, delle stime dei prezzi. Contiene le informazioni necessarie a consentire ad un appaltatore di assumere tutte le decisioni organizzative ed economiche per la documentazione di offerta e per l'eventuale immediato inizio dei Lavori.

A.20

responsabile dei lavori (ResLav): Persona fisica che rappresenta il committente nella gestione del procedimento (o della commessa, delle prestazioni, delle forniture), in uno o pi
rapporti di contratto d'appalto. Potrebbe in generale coincidere con il gestore della commessa, il responsabile del procedimento, il project manager e deve essere persona con
adeguata formazione e idoneit tecnica.

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Pagina 31

A.21

servizio di prevenzione e protezione dell'impresa esecutrice (SPP): Servizio organizzato dal datore di lavoro responsabile della azienda o della unit produttiva, o della impresa esecutrice; secondo le leggi correnti il servizio SPP chiamato a operare per la prevenzione e la protezione dei lavoratori in ciascuna unit produttiva e quindi in ciascun cantiere. In particolare chiamato a svolgere in esse la valutazione dei rischi specifici di lavorazione ed elaborare le misure di prevenzione e protezione. A capo del servizio preposto un responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP) che chiamato anche a redigere e mantenere aggiornati i documenti di valutazione fatti propri ed emessi dal
datore di lavoro per le relative unit produttive.

A.22

sovrintendente (preposto) alle dipendenze del datore di lavoro: Persona fisica operante in un reparto operativo, che sovrintende l'attivit di uno o pi lavoratori dipendenti esercitando il controllo della prestazione dei lavoratori e quindi della conformit della loro attivit alle misure di sicurezza prescritte.
prospetto A.1

Ordinamento per organizzazione di riferimento


N ordine

Denominazione

Organizzazione di riferimento

01

Committente

Committente, amministrazione aggiudicatrice

02

Progettista generale

Committente, amministrazione aggiudicatrice

08

Collaudatore amministrativo

Committente, amministrazione aggiudicatrice

09

Datore di lavoro - Committente

Committente, amministrazione aggiudicatrice

17

Responsabile dei lavori

Committente, amministrazione aggiudicatrice

19

Coordinatore sicurezza per la progettazione (CSP)

Coordinamento sicurezza

20

Coordinatore sicurezza per la esecuzione (CSE)

Coordinamento sicurezza

21

Piano di sicurezza (PS)

Coordinamento sicurezza

04

Direzione dei lavori

Direzione lavori

05

Direttore dei lavori generale

Direzione lavori

06

Direttori operativi

Direzione lavori

07

Ispettori di cantiere

Direzione lavori

10

Appaltatore

Impresa

11

Impresa esecutrice

Impresa

12

Datore di lavoro

Impresa

13

Dirigente del datore di lavoro

Impresa

14

Sovrintendente (preposto) del datore di lavoro

Impresa

15

Cantiere

Impresa

16

Direttore tecnico di cantiere

Impresa

22

Documento di valutazione unit produttiva

Impresa

23

Servizio di prevenzione e protezione dellimpresa esecutrice Impresa


(SPP)

24

Documento di valutazione impresa esecutrice

Impresa

25

Documento di valutazione cantiere

Impresa

26

Piano sostitutivo

Impresa

27

Piano operativo

Impresa

03

Progettisti specialistici

Progettazione

18

Progetto esecutivo

Progettazione

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Pagina 32

prospetto A.2

Ordinamento termini per archivio alfabetico


N ordine

Denominazione

Organizzazione di riferimento

10

Appaltatore

Impresa

15

Cantiere

Impresa

08

Collaudatore amministrativo

Committente, amministrazione aggiudicatrice

01

Committente

Committente, amministrazione aggiudicatrice

20

Coordinatore sicurezza per la esecuzione (CSE)

Coordinamento sicurezza

19

Coordinatore sicurezza per la progettazione (CSP)

Coordinamento sicurezza

09

Datore di lavoro - Committente

Committente, amministrazione aggiudicatrice

12

Datore di lavoro

Impresa

05

Direttore dei lavori generale

Direzione lavori

16

Direttore tecnico di cantiere

Impresa

06

Direttori operativi

Direzione lavori

04

Direzione dei lavori

Direzione lavori

13

Dirigente del datore di lavoro

Impresa

25

Documento di valutazione cantiere

Impresa

24

Documento di valutazione impresa esecutrice

Impresa

22

Documento di valutazione unit produttiva

Impresa

11

Impresa esecutrice

Impresa

07

Ispettori di cantiere

Direzione lavori

21

Piano di sicurezza (PS)

Coordinamento sicurezza

27

Piano operativo

Impresa

26

Piano sostitutivo

Impresa

02

Progettista generale

Committente, amministrazione aggiudicatrice

03

Progettisti specialistici

Progettazione

18

Progetto esecutivo

Progettazione

17

Responsabile dei lavori

Committente, amministrazione aggiudicatrice

23

Servizio di prevenzione e protezione dellimpresa esecutrice Impresa


(SPP)

14

Sovrintendente (preposto) del datore di lavoro

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Impresa

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Pagina 33

APPENDICE
(informativa)

B RISCHI DI LAVORAZIONE
Sono di seguito elencati i rischi di lavorazione pi diffusi nellambiente dellindustria delle
costruzioni, ricavato dallelenco generale dei rischi destinati allindustria.

prospetto B.1

Rischi: elenco per la valutazione


RF01 - Cadute dallalto
RF02 - Seppellimento, sprofondamento
RF03 - Urti, colpi, impatti, compressioni
RF04 - Punture, tagli, abrasioni
RF05 - Vibrazioni
RF06 - Scivolamenti, cadute a livello
RF07 - Calore, fiamme
RF08 - Freddo
RF09 - Elettrici
RF10 - Radiazioni (non ionizzanti)
RF11 - Rumore
RF12 - Cesoiamento, stritolamento
RF13 - Caduta materiale dallalto
RF14 - Annegamento
RF15 - Investimento
RF16 - Movimento manuale carichi
RC31 - Polveri, fibre
RC32 - Fumi
RC33 - Nebbie
RC34 - Immersioni
RC35 - Getti, schizzi
RC36 - Gas, vapori
RB51 - Catrame e fumo
RB52 - Allergeni
RB53 - Infezioni da microrganismi
RB54 - Amianto
RB55 - Oli minerali e derivati

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Pagina 34

APPENDICE
(informativa)

C MATRICE DI RISCHIO PER IL PROCESSO DI LAVORAZIONE E PER IL RISCHIO


SPECIFICO R

prospetto C.1

Valutazione dei rischi


Rischio specifico
R .............1)

Gravit del danno alla persona

Probabilit del danno


nella lavorazione

nullo

reversibile

permanente

non reversibile

12

16

12

1) Ciascuna matrice di rischio relativa ad un processo di lavorazione e ad un rischio di cui al prospetto B.1.

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Pagina 35

APPENDICE
(informativa)
D.1

D ELENCO DI INDAGINI SUL SITO

Indagini per le misure di sicurezza per pericoli indotti dal sito al cantiere
Raccolte che siano tutte le valutazioni e i relativi elementi di indagine sul sito, il CSP redige un apposito capitolo che raccolga:

D.1.1

Pericoli presenti nel sito: situazioni


Devono essere analizzate le misure di sicurezza per pericoli indotti al cantiere e determinati dalle condizioni ambientali quali per esempio:
- geologia e sismicit;
- idrologia e meteorologia territoriale e locale;
- contiguit con flussi di traffico stradale;
- contiguit con impianti industriali.

D.1.2

Presenza di reti di servizi


Deve essere individuata leventuale presenza di reti di servizi, quali:
- elettrodotti aerei;
- cavidotti elettrici sotterranei;
- tubazioni di metano, gas, prodotti petroliferi;
- reti fognarie;
- reti idriche.

D.2

Progettazione delle misure di sicurezza dellarea interessata dallimpianto di cantiere

D.2.1

Apprestamenti di difesa del sito


Per ciascuna fonte di pericolo il CSP redige una apposita scheda che illustri la pericolosit
della situazione e prescriva le relative misure e apprestamenti quali:
- difese geotecniche o idrauliche;
- accessi e piste di raccordo;
- recinzioni e barriere stradali.
Tutte le misure di sicurezza devono essere riportate dal CSP nelle diverse planimetrie
del cantiere riportanti gli interventi e gli apprestamenti con le relative specifiche di costruzione.
Tutta la trattazione si deve estendere anche ai siti di approvvigionamento specifici del cantiere, quali per esempio:
- le cave di prestito dedicate al cantiere;
- i parchi minerali o i depositi macchina destinati al cantiere;
- i parchi ferroviari, stradali e idroviari destinati al cantiere.

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APPENDICE
(informativa)
E.1

E ELEMENTI DELLA PROGETTAZIONE DEL CANTIERE

Progettazione del cantiere


Una volta raccolte tutte le valutazioni e i relativi elementi determinanti la costruzione degli
apprestamenti, il CSP redige un apposito capitolo che comprende:

E.2

apprestamenti di difesa del sito: Per ciascuna fonte di pericolo il CSP redige una apposita scheda che illustri la pericolosit della situazione e prescriva le relative misure e apprestamenti quali:
- difese geotecniche o idrauliche;
- accessi e piste di raccordo;
- recinzioni e barriere stradali.
Di tutte le misure il CSP deve dare conto nelle diverse planimetrie del cantiere riportanti gli
interventi e gli apprestamenti con le relative specifiche di costruzione.

E.3

infrastrutture: progettazione delle infrastrutture di cantiere: Il CSP redige una serie di


elaborati planimetrici, complessivi e specifiche generali che comprendano tutte le infrastrutture quali per esempio:

E.3.1

accessi e viabilit:
-

E.3.2

impianti di alimentazione quali:


-

E.3.3

impianti elettrici con sottostazione, cabina, rete al quadro principale;


acquedotto con acque potabili e industriali;
impianti di trasporto di gas o prodotti petroliferi con relativi depositi e stoccaggi generali;
reti di terra o protezione da scariche atmosferiche.

impianti di distribuzione, reti, depositi:


-

E.3.4

accessi e recinzione dellarea di cantiere;


piste e raccordi di accesso con la viabilit ordinaria;
accessi al cantiere con posti di vigilanza e guardiana;
recinzione del cantiere;
sistema stradale interno al cantiere con le relative separazioni tra trasporti eccezionali, pesanti, commerciali, automobilistici, pedonali.

rete elettrica di distribuzione ai quadri di settore, distribuzione locale fino ai quadri di


locale o mobili ASC;
rete di distribuzione idrica;
eventuale rete di depositi di bombole di ossigeno, acetilene, gas petroliferi;
rete antincendio con locali serbatoio o pompe di emergenza, deposito e distribuzione
estintori o impianti a gas.

impianti logistici: uffici direzionali e tecnici di cantiere: committente, visite committenti:


-

direzione lavori, coordinamento sicurezza, direzione cantiere;


sovrintendenti, imprese fornitrici;
parchi di semoventi e depositi di mezzi pesanti in cantiere;
magazzini, laboratori, officine;
spogliatoi, latrine e docce per i lavoratori;
mense e cucine per pasti dei lavoratori;
ambulatori o posti di medicazione o pacchetti di medicazione;
spazi per lorganizzazione del primo soccorso e della emergenza;

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E.3.5

impianti tecnologici:
-

E.4

impianti di trattamento di acque potabili o reflue;


impianti di cava;
parchi inerti e materie prime;
impianti di produzione di calcestruzzi;
impianti di produzione bitumati;
officine di premontaggio delle carpenterie;
officine o parchi di prefabbricazione;
impianti sollevamento: gru su binari, gru a torre fissa, ascensori, paranchi, gru a cavalletto.

apprestamenti generali di sicurezza:


-

E.5

reti di telecomunicazioni esterne ed interne;


sedi e posti di guardia e relativi servizi e alloggi;
villaggi di residenza per committenti e per lavoratori cantiere;
rete trasporti persone da e per villaggio e mense.

ponteggi fissi e permanenti, passerelle, piani di sbarco e carico;


parapetti e ripari protezione verso il vuoto e verso scarpate o verso aree impegnate da
lavorazioni pericolose;
ponteggi autosollevanti, sviluppabili, piattaforme sollevabili;
scale a porta, a carrello, a cavalletto;
depositi materiali incendiabili o pericolosi;
attrezzatura di armamento scavi, palancole, drenaggio;
barriere fisse e mobili anti-rumore.

apprestamenti di sicurezza di uso individuale: Nei casi in cui sia possibile evidenziare
limpiego di dispositivi di protezione individuale determinati dalle lavorazioni e non considerati nelle schede di valutazione dei rischi specifici, il CSP deve evidenziare in apposite
specifiche lesercizio e i relativi oneri dei dispositivi (per esempio imbragaggi e funi di ritenuta).
DPI di uso corrente quali casco, calzature, stivali, guanti, tute, gabbani, cerate e altri, sono
invece da considerarsi di uso corrente e i relativi costi sono eventualmente da introdurre
negli oneri indiretti dellanalisi costi della risorsa mano dopera e come tali indicati, desunti
o compresi negli elenchi prezzi della mano dopera usati per appalto.

UNI 10942:2001

UNI

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UNI
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di Unificazione
Via Battistotti Sassi, 11B
20133 Milano, Italia

La pubblicazione della presente norma avviene con la partecipazione volontaria dei Soci,
dellIndustria e dei Ministeri.
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