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Lyrics

Ho visto
La gente della mia et andare via
Lungo le strade che non portano mai a niente
Cercare il sogno che conduce alla pazzia
Nella ricerca di qualcosa che non trovano
Nel mondo che hanno gi, dentro alle notti che dal vino son bagnate
Lungo le strade da pastiglie trasformate
Dentro le nuvole di fumo del mondo fatto di citt
Essere contro ad ingoiare la nostra stanca civilt
E un dio che morto
Ai bordi delle strade, dio morto
Nelle auto prese a rate, dio morto
Nei miti dell'estate, dio morto
Mi han detto
Che questa mia generazione ormai non crede
In ci che spesso han mascherato con la fede
Nei miti eterni della patria o dell'eroe
Perch venuto ormai il momento di negare
Tutto ci che falsit, le fedi fatte di abitudine e paura
Una politica che solo far carriera
Il perbenismo interessato, la dignit fatta di vuoto
L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
E un dio che morto
Nei campi di sterminio, dio morto
Coi miti della razza, dio morto
Con gli odi di partito, dio morto
Ma penso
Che questa mia generazione preparata
A un mondo nuovo e a una speranza appena nata
Ad un futuro che ha gi in mano
A una rivolta senza armi
Perch noi tutti ormai sappiamo
Che se dio muore per tre giorni e poi risorge
In ci che noi crediamo, dio risorto
In ci che noi vogliamo, dio risorto
Nel mondo che faremo, dio risorto
Lyrics
Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,
con che voce parlasse, con quale voce poi cantava,
quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli,
ma nella fantasia ho l'immagine sua:
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli...
Conosco invece l'epoca dei fatti, qual' era il suo mestiere:
i primi anni del secolo, macchinista, ferroviere,
i tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti
sembrava il treno anch' esso un mito di progresso
lanciato sopra i continenti,
lanciato sopra i continenti,

lanciato sopra i continenti...


E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano
che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano:
ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite,
sembrava avesse dentro un potere tremendo,
la stessa forza della dinamite,
la stessa forza della dinamite,
la stessa forza della dinamite..
Ma un' altra grande forza spiegava allora le sue ali,
parole che dicevano "gli uomini son tutti uguali"
e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via
la bomba proletaria e illuminava l' aria
la fiaccola dell' anarchia,
la fiaccola dell' anarchia,
la fiaccola dell' anarchia...
Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione,
un treno di lusso, lontana destinazione:
vedeva gente riverita, pensava a quei velluti, agli ori,
pensava al magro giorno della sua gente attorno,
pensava un treno pieno di signori,
pensava un treno pieno di signori,
pensava un treno pieno di signori...
Non so che cosa accadde, perch prese la decisione,
forse una rabbia antica, generazioni senza nome
che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore:
dimentic piet, scord la sua bont,
la bomba sua la macchina a vapore,
la bomba sua la macchina a vapore,
la bomba sua la macchina a vapore...
E sul binario stava la locomotiva,
la macchina pulsante sembrava fosse cosa viva,
sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno
mordesse la rotaia con muscoli d' acciaio,
con forza cieca di baleno,
con forza cieca di baleno,
con forza cieca di baleno...
E un giorno come gli altri, ma forse con pi rabbia in corpo
pens che aveva il modo di riparare a qualche torto.
Sal sul mostro che dormiva, cerc di mandar via la sua paura
e prima di pensare a quel che stava a fare,
il mostro divorava la pianura,
il mostro divorava la pianura,
il mostro divorava la pianura...
Correva l' altro treno ignaro e quasi senza fretta,
nessuno immaginava di andare verso la vendetta,
ma alla stazione di Bologna arriv la notizia in un baleno:

"notizia
un pazzo
un pazzo
un pazzo

di
si
si
si

emergenza,
lanciato
lanciato
lanciato

agite con
contro al
contro al
contro al

urgenza,
treno,
treno,
treno..."

Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva


e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva
e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria:
"Fratello, non temere, che corro al mio dovere!
Trionfi la giustizia proletaria!
Trionfi la giustizia proletaria!
Trionfi la giustizia proletaria!"
E intanto corre corre corre sempre pi forte
e corre corre corre corre verso la morte
e niente ormai pu trattenere l' immensa forza distruttrice,
aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto
della grande consolatrice,
della grande consolatrice,
della grande consolatrice...
La storia ci racconta come fin la corsa
la macchina deviata lungo una linea morta...
con l' ultimo suo grido d' animale la macchina erutt lapilli e lava,
esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo:
lo raccolsero che ancora respirava,
lo raccolsero che ancora respirava,
lo raccolsero che ancora respirava...
Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore
mentre fa correr via la macchina a vapore
e che ci giunga un giorno ancora la notizia
di una locomotiva, come una cosa viva,
lanciata a bomba contro l' ingiustizia,
lanciata a bomba contro l' ingiustizia,
lanciata a bomba contro l' ingiustizia!

L'avvelenata
Ma s'io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusi
oni
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto ca
nzoni;
va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il "crucifige" e cos sia,
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studia
to...
Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione davvero importante,
mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta pi d'un cantante:
giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialis

mo,
e un cazzo in culo e accuse d'arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che m
i resta...
Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossa,
per non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi:
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi
addosso...
Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quass a cantare,
godo molto di pi nell'ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare...
se son d' umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose pi serie, costruire su macerie o mantenermi vivo...
Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchic
o, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, co
munista!
Io frocio, io perch canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bes
temmiare!
Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice "sei depresso", nemmeno dentro al cesso possiedo un mio mo
mento.
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro:
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per
poco!
Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po' di milion
i,
voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni...
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sar sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazza
te!
Ma s'io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stes
so,
mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:

ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il res
to!
Testo canzone per un amica Francesco Guccini
Lunga e diritta correva la strada, l auto veloce correva
la dolce estate era gi cominciata vicino lui sorrideva, vicino lui sorrideva
Forte la mano teneva il volante, forte il motore cantava,
non lo sapevi che c era la morte quel giorno che ti aspettava, quel giorno che ti
aspettava
Non lo sapevi che c era la morte, quando si giovani strano
poter pensare che la nostra sorte venga e ci prenda per mano, venga e ci prenda
per mano
Non lo sapevi, ma cosa hai pensato quando la strada impazzita,
quando la macchina uscita di lato e sopra un altra finita, e sopra un altra finita
Non lo sapevi, ma cosa hai sentito quando lo schianto ti ha uccisa,
quando anche il cielo di sopra crollato, quando la vita fuggita, quando la vita
fuggita
Dopo il silenzio soltanto regnato tra le lamiere contorte:
sull autostrada cercavi la vita, ma ti ha incontrato la morte, ma ti ha incontrat
o la morte
Vorrei sapere a che cosa servito vivere, amare, soffrire,
spendere tutti i tuoi giorni passati se cos presto hai dovuto partire, se presto
hai dovuto partire
Voglio per ricordarti com eri, pensare che ancora vivi,
voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi e che come allor
a sorridi..
Testo La Terra Dei Cachi Elio E Le Storie Tese
Parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusi sessuali abusivi;
tanta voglia di ricominciare abusiva.
Appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne trucc
ate;
il visagista delle dive e' truccatissimo.
Papaveri e papi, la donna cannolo, una lacrima sul visto:
Italia si' Italia no Italia bum, la strage impunita.
Puoi dir di si' puoi dir di no, ma questa e' la vita.
Prepariamoci un caffe', non rechiamoci al caffe' : c'e' un commando che ci aspet
ta per assassinarci un po'.
Commando si' commando no, commando omicida.
Commando pam commando papapapapam, ma se c'e' la partita
il commando non ci sta e allo stadio se ne va,
sventolando il bandierone non piu' sangue scorrera' ;
infetto si' ? Infetto no? Quintali di plasma.
Primario si' primario dai, primario fantasma,
io fantasma non saro' e al tuo plasma dico no.
Se dimentichi le pinze fischiettando ti diro'
"fi fi fi fi fi fi fi fi ti devo una pinza, fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l ' ho n
ella panza".

Viva il crogiuolo di pinze. Viva il crogiuolo di panze.


Quanti problemi irrisolti ma un cuore grande cosi'.
Italia si' Italia no Italia gnamme, se famo du spaghi.
Italia sob Italia prot, la terra dei cachi.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo; un totale di due pizze e l'Italia e'
questa qua.
Fufafifi' fufafifi' Italia evviva.
Italia perfetta, perepepe' nanananai.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo:
in totale molto pizzo, ma l ' Italia non ci sta.
Italia si' Italia no, Italia si'
ue', Italia no,ue' ue' ue' ue' ue'.
Perche' la terra dei cachi e' la terra dei cachi. No.
http://www.academia.edu/3819427/The_Meditating_Body_The_Affinities_within_Taoist
_and_Christian_Methods_of_Meditation_82_%E6%96%B0%E4%B8%96%E7%B4%80%E5%AE%97%E6%
95%99%E7%A0%94%E7%A9%B6_%E7%AC%AC%E5%85%AD%E5%8D%B7%E7%AC%AC%E4%BA%8C%E6%9C%9F_T
he_Meditating_Body_The_Affinities_within_Taoist_and_Christian_Methods_of_Meditat
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/ Cari elettori, prima di votare leggete 'Il Principe' di Machiavelli

Credits: Mondadori portfolio

Terry Marocco
"Di tutti i politici, i peggiori sono i servi". Niccol Machiavelli dalle pagine d
el suo capolavoro, Il Principe, scritto esattamente 5 secoli fa, dispensa ancora
saggi suggerimenti. In cui ognuno, leggendo, potr ritrovare vizi e difetti dei p
rotagonisti delle elezioni imminenti: ci sono Beppe Grillo e Antonio Ingroia, Si
lvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini, Pier Luigi Bersani, Matteo Renzi, Mari
o Monti... E tutta la schiera delle loro corti. "Rispetto ai suoi tempi, d altrond
e, nella sostanza la politica non cambiata molto" commenta il politologo Maurizi
o Viroli, professore di teoria politica a Princeton, che ha appena pubblicato pe
r la Laterza Scegliere il principe, i consigli di Machiavelli al cittadino elett
ore (108 pagine, 9 euro). Ecco allora 10 suggerimenti per chi deve votare e per
chi deve governare, o almeno lo vorrebbe.
1. Prendere il manco triste per buono.
Ovvero: bisogna scegliere il meno peggio, ossia il meno dannoso. L obiettivo limit
are i danni (un classico: turarsi il naso).
2. Giudica alle mani e non agli occhi.
Significa non guardate all apparenza, alle cravatte firmate, all aspetto, ma ai fatt
i. E, soprattutto, non si deve votare in base all odio, perch ci non pu che "portare
alla tirannide".
3. Chi non capisce i tempi e gli uomini destinato a perdere.
questo il principio machiavellico del riscontro: bisogna sapere adottare la cond
otta politica ai tempi. Non basta twittare, se non si conosce la storia.

4. Chi al potere da molti anni un pericolo per la repubblica.


Rottamatore ante litteram, e ispirandosi alla storia di Roma, offre il consiglio
di non prolungare le cariche pubbliche e i comandi militari. Le carriere infini
te furono quelle che con il tempo fecero serva Roma.
5. Sostenere uomini ricchi e potenti da sciocchi.
Machiavelli sa che ci sono uomini ricchi che hanno fatto grande la storia di Fir
enze, ma da ingenui pensare che siano meno corruttibili: "Coloro che hanno molto
vogliono sempre di pi" commenta Viroli.
6. Non seguire i demagoghi, che biasimano i conflitti sociali o ne esaltano le f
orme estreme.
La tirannide pu essere dei ricchi o dei poveri, guardatevi da chi eccita gli anim
i e solletica i bassi istinti.
7. Non pagare le tasse da folli, nonch da disonesti.
E il filosofo fiorentino porta l esempio di Costantinopoli, che non pag e si trov im
palata dai turchi, e quello delle citt tedesche gi perfettamente in regola con il
fisco secoli fa. "Naturalmente" chiosa Viroli "lui pensava a tasse equamente dis
tribuite, n ingiuste n arbitrarie".
8. necessario imparare a potere essere non buono.
Ossia il politico pu allontanarsi dalle virt, ma solo in circostanze eccezionali.
" la sua lezione pi controversa: chi governa pu assumersi la responsabilit di scelte
tragiche, non mantenere la parola data, essere ingiusto, non essere generoso".
Un principe deve sapere "usar la bestia e lo uomo", essere "la volpe et il lione
".
9. Per rinascere dalle ceneri ci vuole il redentore.
Nell ultimo capitolo del Principe Machiavelli raggiunge l apoteosi con il mito del s
alvatore della patria, un uomo "raro e meraviglioso", che non pu arrivare se non
"con l aiuto del cielo".
10. Infine un consiglio che i politici dovrebbero tatuarsi sul cuore: si vota an
che per il proprio interesse. Poich "gli uomini dimenticano pi facilmente la morte
del padre che la perdita del patrimonio". Cinico, impietoso, attualissimo.