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5.

STORIA

E FILOSOFIA ORIENTALE

docente: prof. Raimondo Sergio

5.1 Principi teorici


Un viaggio di mille leghe
ha inizio da ci che sta sotto i piedi
Tao T Ching
1

5.1.1

Il ritmo yin/yang

Alla base della teoria yin/yang 2 c il sentimento dellefficienza universale del ritmo. Uno stato
d'animo comprensibile solo assumendo il punto di vista con cui la cultura cinese concepisce le categorie di
spazio e tempo, tanto a livello di mentalit comune che di pensiero colto.
In Cina si pensa al tempo come a un insieme di periodi, epoche, stagioni diverse, ognuna
caratterizzata dalle proprie particolarit, cos come si considera lo spazio un insieme di ambiti, di specificit
ambientali, di collocazioni diverse. Mentre due luoghi o due istanti possono differire profondamente, ogni
clima legato a un periodo specifico, ogni orizzonte strettamente connesso a una stagione, ogni istante
preciso interagisce con un posto preciso. Per i Cinesi - ma per tutti i popoli dell'Asia orientale riconducibili
sotto l'influsso della civilt sinica3 - spazio e tempo non costituiscono due sfere omogenee che ospitano
concetti astratti e pertanto autonomi. Lo spazio non lestensione di pi parti uguali e quindi sovrapponibili,
n il tempo la successione di momenti della medesima qualit che generano un movimento uniforme. Spazio
e tempo sono piuttosto grandi ripartizioni emblematiche per mezzo delle quali si indicano le diversit dei
momenti e dei luoghi.
Tali ripartizioni emblematiche - o rubriche - identificano insiemi attivi, gruppi di fenomeni concreti
combinabili allinfinito ma regolati da un principio di ordine. Le illimitate combinazioni di queste rubriche
non appaiono caotiche, bens pervase da un ritmo capace di dotarle di coerenza in qualsiasi ambito
organizzativo, in ci che concerne la societ o il pensiero, la sfera pubblica come quella privata. Per queste
ragioni, quando si discute di efficienza universale del ritmo si preferisce evitare il termine idea e parlare
invece di sentimento oppure di stato d'animo, perch questa espressione designa una forza emblematica
capace di evocare una "formula ritmica del regime di vita" 4. Si elude cos il rischio di presupporre nel
processo di conoscenza l'esclusivo valore dell'analisi razionale con il completo rifiuto dell'intuizione basata
sulla percezione sensoriale, una divaricazione che invece ben radicata nella cultura europea sin dalle sue
origini.
Il sentimento dellefficacia universale del ritmo costituisce la base della teoria yin/yang e tutti gli
esperti riconoscono che la filosofia cinese dominata da queste due nozioni opposte e complementari.
Alcuni interpreti considerano i due termini come forze, soprattutto poich in ci trovano il vantaggio di
1

Tao T Ching. Il libro della Via e della Virt, a cura di J.J.L. Duyvendak, Adelphi, Milano 1973, 145.

Cfr., essenzialmente, M.Granet, Il pensiero cinese, Adelphi, Milano 1971, 87-110 e J.Needham, Scienza e civilt in
Cina, 2, Storia del pensiero scientifico, Einaudi, Torino 1983, 323 segg.

Con molta audacia, ci si riferisce agli abitanti di Cambogia, Corea (Nord e Sud), Giappone, Hong Kong, Indonesia,
Laos, Malaysia, Mongolia, Myanmar (ex Birmania), Singapore, Taiwan, Thailandia, Viet Nam.

Granet, Il pensiero cit., 97.

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accostarli alla simbologia in uso nella fisica moderna. Altri li considerano come sostanze, ma non
chiariscono quando e come nella tradizione cinese sia possibile individuare una distinzione tra i due concetti
di sostanza e forza. Comunque, questa interpretazione sostiene lanalogia tra il principio di ordine universale
- identificabile con lunione dei due opposti yin e yang nel Tao e un principio divino, in ragione della
costante presenza di un dualismo di sostanze.
Tuttavia, entrambe le interpretazioni mostrano la debolezza di posizioni preconcette e parziali se si
ricercano le origini della concezione yin/yang interrogando i classici del pensiero taoista. In questi testi, non
sembra che lazione concertante, armonizzante, ritmica dello yin e dello yang nasca da essi stessi, perch la
sua scaturigine invece attinente al contesto sociale. Ci significa che non si afferma lesistenza di un autore
del ritmo, di un suo creatore, ma piuttosto di una sorta di gestore responsabile appartenente al genere umano:
Un Re santo scritto fa sorgere al tempo giusto le quattro stagioni; fa concertare lo Yin e lo Yang, la
pioggia e la rugiada5. Marcel Granet spiega perch le nozioni yin/yang si possono comprendere solo
considerando le forme antiche di opposizione tra i sessi poi tradottesi miticamente nellopposizione yin/yang
6
. La stessa indivisibilit nellopposizione delle polarit yin/yang, osserva ancora Granet, stata immaginata
sperimentando le dinamiche dei gruppi umani, che esprimono una totalit non omogenea e pertanto
bisognosa di una continua ricomposizione nellunit7.
Yin e yang assumono allora una valenza concreta, valgono in quanto simboli dotati di forza
evocativa, totale in quanto indefinita e indefinibile. E' il contrario di quanto avverrebbe se si considerassero
come sostanze, al pari di forze o princpi cosmologici, reificandoli cos in ruoli immutabili e sclerotizzando
nell'astrazione le possibili dinamiche del mutamento. Il pensiero cinese valuta invece lo yin e lo yang nel
complesso dei loro aspetti, non li trascende, n cerca di rappresentarli come astrazioni. Ci che domina
lidea di efficacia, alla quale attiene la reciproca attrazione e repulsione degli opposti, espressa dagli emblemi
yin e yang sempre in riferimento a un "ambito concreto costituito dalla loro interazione" 8.
E questo il nocciolo di ci che chiamiamo teoria yin/yang, ossia della concezione dellequilibrio
degli opposti. Questa teoria conduce a una visione del mondo in quanto totalit di ordine ciclico, espressa
dalla congiunzione di due entit rivali ma complementari. In rapporto di mutua alternanza, yin e yang si
incontrano nel continuo divenire di un'infinit di combinazioni, attestando per ci stesso la persistenza
dell'unit universale. La questione dell'opposizione, ben presente ai filosofi del passato e del presente in ogni
angolo di mondo, non e' risolta in chiave metafisica concependo astrazioni antitetiche. Bene/male, vero/falso,
bello/brutto, uno/molti, sempre/mai, assoluto/relativo sono coppie equilibrate, non espressioni dicotomiche:
gli opposti si completano anzich escludersi a vicenda.
In sostanza, la dialettica yin/yang descrive come le cose funzionano in rapporto alle altre e
alluniverso, in un continuo processo di mutamento dove nessuna parte pu essere compresa se non in
relazione al tutto. Essa non e' un sistema logico compiuto, come quelli formulati dalla filosofia di origine
greca, ma si riferisce a emblemi che evocano fenomeni reali. E' sbagliato cercarne un approfondimento solo
sul piano della razionalit, operando procedimenti di astrazione e catalogazione che staccano dal mondo
sensibile la reciprocit degli opposti. E' proficuo invece affinare nella concretezza dell'esperienza la capacit
di percepire il mutamento, ovviamente senza abbandonare l'uso dell'intelligenza razionale ma anche senza
rinunciare ad arricchirla con quel sentimento dellefficacia universale del ritmo di cui si e' detto. In questo
modo e' possibile assumere un atteggiamento efficace per individuare soluzioni pratiche alle questioni che la
vita presenta di volta in volta.
Comunque, per facilitare la comprensione della teoria, utile rappresentare le qualit yin e yang con
degli esempi concreti e formulare delle brevi descrizioni delle loro possibili combinazioni. A patto, per, che
questo resti un mezzo per aiutare a percepire il mutamento continuo delle circostanze reali e non serva a
lasciarsi imprigionare nella didascalia da un atteggiamento dogmatico che sarebbe l'esatto contrario di
quanto si intende suscitare.
Un primo orientamento si ottiene osservando il pi popolare segno visivo dell'interazione yin/yang
(Fig.1):

Granet, Il pensiero cit., 94.

Granet, Il pensiero cit., 104 segg.

Granet, Il pensiero cit., 110.

Granet, Il pensiero cit., 109.

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Fig. 1 - Rappresentazione usuale del Taiji

Da notare che il nome di questa figura Taiji tushuo, che si traduce con Rappresentazione del
diagramma del Principio supremo: quindi inesatto chiamare questa figura Tao, come invece si fa
comunemente. Il Tao, infatti, ci che la figura intende rappresentare o meglio evocare, poich il Tao non
rappresentabile nella sua totalit essendo per definizione inafferrabile dalla logica razionale 9.
Lorigine di questo diagramma risale alla cosmogonia dell'antica Cina, ossia alle interpretazioni
classiche circa la genesi dell'universo. Il suo significato spiegato con maestria da Catherine Despeux: "Il
Taiji e' l'Unit Suprema, il principio primo che regge l'universo e presiede l'unione dello Yin e dello Yang.
Questo termine viene spesso tradotto con limite supremo, perch ji significa anzitutto ultima trave di una
casa. Ma in esso c' anche la nozione di cardine, di asse intorno al quale s'armonizzano le diecimila
trasformazioni, che provengono dall'evoluzione dello Yin e dello Yang" 10.
Bisogna inoltre aggiungere che stata dimostrata 11 la validit estetica di questo simbolo in quanto
efficace rappresentazione del significato appena descritto. La disposizione circolare dei due colori bianco e
nero e la loro separazione dinamica con una linea a spirale la migliore configurazione possibile per
suscitare la sensazione propria dell'interazione yin/yang: quella cio di totalit in continuo divenire nella
reciproca alternanza degli opposti .
Nel suo primo uso, il carattere yin indicava il lato in ombra di un pendio: a esso, furono poi associate
qualit come il freddo, il buio, la quiete, la ricettivit, linterno, il basso, lintroversione, la diminuzione. Il
carattere yang designava dapprima il lato soleggiato e in seguito qualit come il calore, la luce, il
movimento, leccitazione, lesterno, lalto, lestroversione, la crescita.
D'altro canto - come ormai dovrebbe essere chiaro - gli emblemi yin e yang non hanno valore
assoluto. Nel Taiji, il puntino nero e bianco posto rispettivamente nelle aree chiara e scura, ricorda appunto
che nello yang e' presente lo yin e viceversa.
Questo concetto va precisato meglio. Da quanto detto sin qui risulta ovvio che entrambi gli aspetti
compongono ogni cosa o fenomeno: ad esempio, la parte anteriore del corpo umano yin mentre quella
posteriore yang. Bisogna per affrettarsi ad aggiungere che yin o yang possono essere ulteriormente
suddivisi in yin e yang. Per restare nell'esempio, nella parte anteriore del corpo umano laddome yin
rispetto al torace yang. E ancora, una malattia yang, caratterizzata da calore e iperattivit, pu presentare
aspetti yin come la debolezza.
Inoltre, yin e yang si creano e si controllano a vicenda. Ci significa che a un eccesso di yang
corrisponde una carenza di yin e viceversa. Nel caso di una relazione di coppia, un partner pu permettersi di
essere aggressivo tanto pi laltro passivo: in altri termini, i due si controllano a vicenda. E' per anche
9
10
11

Sul concetto di Tao nel pensiero taoista, si veda infra, cap. 2, Larte della guerra secondo Sun Zi.
C.Despeux, Taiji Quan. Arte marziale, tecnica di lunga vita, Mediterranee, Roma 1987, 37. Su origine, significato e
rappresentazione del Taiji si veda anche, essenzialmente, Needham, Scienza e civilt cit., 552 segg.
Cfr. R.Arnheim, Verso una psicologia dell'arte, Einaudi, Torino 1969.

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vero che yin e yang si trasformano luno nellaltro. Sempre considerando la relazione passivo-aggressivo, si
possono avere tre esiti differenti: O i due si incontrano e riescono a modificare il loro atteggiamento
reciproco (riequilibrando la relazione); o un giorno il partner passivo giunge al limite della sopportazione e
aspetta laltro con unascia in mano (lo Yin si trasforma radicalmente in Yang); oppure i due si separano e la
relazione finisce12.
Per concludere, un rapido accenno a quanto sar approfondito nella seconda parte del libro. La
pratica del Taijiquan conformata all'essenza del Taiji e la rende manifesta. I movimenti del Taijiquan hanno
come base il cerchio e come dinamica la relazione yin/yang, sono cio circolari, concatenati, senza
interruzione, in un continuo alternarsi di polarit. Nel passo in avanti, la gamba anteriore yang, quella
posteriore yin, ma continuando ad avanzare la gamba posteriore diviene yang: la fine di un movimento
avvia linizio di un altro e viceversa. Il Taijiquan combina rilassamento e consapevolezza, nella quiete c il
movimento e nel movimento limmobilit. Proprio come nel diagramma classico del Taiji, la durezza celata
allinterno mentre lo sviluppo esterno appare soffice. Ladepto obbedisce unicamente a un ritmo: egli non
che un asse, un perno, ed assiste come uno spettatore allalternarsi di Yin e Yang, cos come il saggio
contempla gli avvenimenti della vita, partecipandovi purtuttavia con il proprio non agire 13.

5.1.2 I cinque agenti


La teoria dei cinque agenti consiste in un sistema di classificazione utilizzato per comprendere i
fenomeni naturali. Il termine cinese che la definisce wuxing: la sua traduzione pi nota cinque elementi,
che per sarebbe opportuno abbandonare a favore di altre che esprimono meglio la concezione dinamica
della teoria. Anzich ragionare di elementi, con una prospettiva pi consona a quella di sostanze
intrinsecamente immutabili, si deve preferire la dicitura cinque agenti o quella di cinque fasi evolutive 14.
Queste traduzioni sono infatti pi efficaci per risaltare come sia linterazione dinamica tra yin e yang a dare
vita ai cinque agenti Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua. Sotto questa luce, si capisce allora perch i
cinque agenti debbano essere considerati pi come dei processi che come delle sostanze o elementi 15.
Le qualit dei singoli agenti derivano dallosservazione di eventi naturali: lAcqua possiede la qualit
di bagnare e fluire verso il basso; il Fuoco di bruciare verso lalto; il Legno pu essere sagomato in pezzi; il
Metallo pu essere fuso, modellato e indurito; la Terra provvede al nutrimento con la semina e il raccolto.
I prospetti seguenti illustrano le principali attribuzioni proprie di ogni singolo agente in relazione al
corpo umano e alla natura in generale
Tab.1 - Attribuzione del corpo umano ai cinque agenti

agente
organi yin
organi
yang
organi
di
senso

legno
fegato
vescica
biliare

fuoco
cuore
intestino
tenue

terra
milza
stomac
o

metallo
polmoni
intestino
crasso

acqua
reni

occhio

lingua

bocca

naso

orecchio

tessuti

tendineo

vasale

pelle e peli

osseo

emozioni

ira

gioia

malinconia

paura

vista

camminare

sedere

giacere

acido

amaro

dolce

piccante

sforzi
dannosi
sapori
12
13
14
15

muscol
are
riflessio
ne

vescica

stare
piedi
salato

in

T.J.Kaptchuk, Medicina cinese. Fondamenti e metodo. La tela che non ha tessitore, red/studio redazionale, Como
1988, 32.
Despeux, Taiji Quan cit., 51.
Cfr. M.Porkert, Chinese Medicine, a Traditional Healing Science, in Ways of Health, a cura di D.Sobel, Jovanovich,
New York 1979.
Cfr. A.Cheng, Storia del pensiero cinese, I. Dalle origini allo studio del Mistero, Einaudi, Torino 2000, 257.

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suoni
psichismo

grida
hun

riso
shen

canto
yi

pianto
po

gemito
shi

Tab.2 - Attribuzione della natura ai cinque agenti

agente
direzioni
stagioni
colori
animali

legno
est
primavera
verde
tigre

fuoco
sud
estate
rosso
serpente

terra
centro
tarda estate
giallo
orso

metallo
ovest
autunno
bianco
uccello

acqua
nord
inverno
nero
scimmia

Le relazioni e i mutamenti tra gli agenti vengono descritti attraverso quattro grandi principi, mutua
creazione, reciproca vicinanza, mutua distruzione e reciproca paura.
1 Mutua creazione. Ognuno dei cinque agenti ne riproduce un altro e viene da un altro ancora
riprodotto, secondo questo ciclo: il Legno, bruciando, genera il Fuoco; il Fuoco, sotto forma di cenere,
genera la Terra; la Terra genera il Metallo (minerale); il Metallo, fondendo, genera lAcqua; lAcqua,
offrendo nutrimento alle piante, genera il Legno.
2 Reciproca vicinanza. Ogni agente attratto dalla sua sorgente. Il ciclo inverso rispetto al
principio di mutua creazione.
3 Mutua distruzione. I cinque agenti si rapportano anche in termini conflittuali, sempre secondo
un ciclo descritto da coppie di ciascuno di essi: Il Legno, sotto forma di radici delle piante, sfrutta la Terra; la
Terra assorbe lAcqua; lAcqua spegne il Fuoco; il Fuoco fonde il Metallo; il Metallo taglia il Legno.
4 Reciproca paura. Ogni agente teme chi lo pu distruggere. Il ciclo inverso rispetto al
principio di mutua distruzione.
Qigong e Taijiquan, oltre a favorire una salutare relazione tra attivit mentale e movimento fisico,
stimolano gli organi interni e promuovono larmonia in tutto il corpo, prevenendo la malattia.
Nellesecuzione delle forme di Taijiquan, avanzare associato al Metallo, ritirarsi al Legno, guardare a
sinistra allAcqua, guardare a destra al Fuoco, lequilibrio centrale alla Terra.

5.1.3 Il Qi
Trovare una definizione esaustiva che spieghi il significato del termine cinese qi (chi o chi nella
traslitterazione Wade-Giles e ki in giapponese) non soltanto unimpresa molto ardua, ma persino
unintenzione fuorviante. Nelle lingue occidentali questa parola stata tradotta solitamente in energia,
soffio, corrente vitale, respiro, gas, etere, ma il concetto di qi sottende una variet di significati pi
complessa.
Un orientamento ce lo offre un passo di magistrale chiarezza di Fritjof Capra, fisico delle alte energie
e filosofo della scienza di fama mondiale. Scrive Capra: Il chi non una sostanza n ha il significato
puramente quantitativo del nostro concetto scientifico di energia. Esso usato nella medicina cinese in un
modo molto sottile per descrivere i vari modelli di flusso e di fluttuazione nellorganismo umano, oltre che
gli scambi continui fra organismo e ambiente. Il chi non si riferisce al flusso di una qualsiasi sostanza
particolare ma sembra piuttosto rappresentare il principio del flusso in quanto tale, che, nella concezione
cinese, sempre ciclico16.
Al pari di altri concetti di difficile sintesi - ad esempio la nozione di cultura - e proprio a causa di
questa difficolt oggettiva, pu essere utile spiegare il concetto di qi con il racconto di fatti accertabili e
comparabili. Cos come posso parlare della cultura in un certo paese o area del mondo descrivendo i modi
con cui gli studiosi o altri operatori culturali lavorano e producono, allo stessa maniera posso esporre dei fatti
che riguardano la circolazione e le manifestazioni del qi. Non a caso tipico dei Cinesi e in genere degli
Orientali affidare le proprie argomentazioni ad affabulazioni simboliche, fascinose proprio perch cariche di
16

F.Capra, Il punto di svolta. Scienza, societ e cultura emergente, Feltrinelli, Milano 2003 (1984, I ed.it.), 261.

169

nessi e contenuti profondi, sebbene anche la cultura occidentale classica sia ricca del ricorso a metafore e
paradossi per argomentare su concetti difficilmente descrivibili.
Per spiegare meglio lefficacia della comunicazione per mezzo di metafore e di paradossi, come
vedremo nei prossimi capitoli nellambito del pensiero cinese classico, utile soffermarsi su una metafora
contenuta nel Daodejing, o Laozi17, dal nome del suo leggendario autore:

Si ha un bel riunire trenta raggi in un solo mozzo,


lutilit della vettura dipende da ci che non c.
Si ha un bel lavorare largilla per fare vasellame,
lutilit del vasellame dipende da ci che non c.
Si ha un bellaprire porte e finestre per fare una casa,
lutilit della casa dipende da ci che non c.
Cos, traendo partito da ci che ,
si utilizza quello che non c.
18

Questa metafora usata dallantropologia europea per ragionare sul rapporto tra struttura sociale e
comunit19. Nella ruota di un carro il mozzo e i raggi rappresentano la struttura sociale nella sua stabilit,
mentre lo spazio vuoto tra i raggi esprime lindefinito e mutevole carattere di ci che chiamiamo comunit.
Si noti, in questa metafora laccento posto sul valore della relazione. Quello che infatti mette gli uomini in
relazione pu essere solo in parte spiegato in riferimento a strutture sociali stabili - riti, ruoli, istituzioni,
norme, protocolli, ecc. perch conserva unimportanza decisiva anche la sfera delle passioni e dei desideri,
che creano relazioni spontanee pi soggette al cambiamento. Se gli ordinamenti stabili sono pi facilmente
descrivibili nel funzionamento e misurabili nei risultati, per nella sfera pi passionale che nascono le
tendenze innovative proprio in virt della sua maggiore indeterminabilit.
Ma la stessa forza evocativa della scrittura ideografica che pu ben essere paragonata a quella di un
racconto. Nel caso dellideogramma che rappresenta il concetto di qi osserviamo come esso ricordi la cottura
del riso e i vapori che esalano dalla pentola dove il riso cuoce (Fig.2).

Fig. 2 - Ideogramma di Qi

Il qi raffigurato come unenergia invisibile i cui effetti sono tuttavia ben sperimentabili tanto sotto
forma di calore che di movimento: se mettiamo una mano sul vapore ci scottiamo ed il vapore stesso ad
agitare il coperchio della pentola. Questa immagine ideografica suggerisce dunque che il qi contiene
informazioni ed in grado di riceverne e che, di conseguenza, pu essere indirizzato consapevolmente.
In definitiva, necessaria una grande cautela nel definire il qi e anzi sicuramente preferibile
rinunciare a tradurne il significato con termini sempre troppo limitativi. La sua rappresentazione ideografica
ne rappresenta a sufficienza le sue caratteristiche cangianti. Il passo del Daodejing su citato, inoltre, insegna
a sperimentare lutilit di ci che non c. Tuttavia, in un volume che vuole essere uno strumento didattico
necessario precisare un orientamento. In questo senso, opportuno sottolineare lintima natura relazionale
del qi in quanto agente di scambio di informazioni molteplici, proprio come il vuoto nella metafora della
ruota entro cui gli uomini si relazionano in uninfinit di modi. Con questo accento sulla sua essenza
relazionale e soltanto per quanto interessa in questa sede, possiamo allora definire il qi come il risultato della
relazione tra consapevolezza mentale e stato fisico del corpo.

17

Lao Tse, nella traslitterazione Wade-Giles.

18

Tao T Ching cit., Duyvendak, 49.

19

Cfr. C.Wulf, Rito, in Cosmo, corpo, cultura. Enciclopedia antropologica, a cura di C.Wulf e A.Borsari, Bruno
Mondadori, Milano 2002, 1054-62.

170

5.2 Larte della guerra secondo Sun Zi


Conoscere il disordine prima del disordine,
il pericolo prima del pericolo,
la sventura prima della sventura,
la rovina prima della rovina;
questa la conoscenza profonda.
Allenare il corpo senza essere oppressi dal corpo,
esercitare la mente senza essere usati dalla mente,
agire nel mondo senza essere preda del mondo,
eseguire i compiti senza essere ostacolati dai compiti;
questa lazione efficace.

5.2.1 La fortuna di un classico


La redazione dellopera nota come Larte della guerra attribuita al misterioso stratega Sun Zi 20
databile nei secoli compresi tra la fine del V e la met del III a.C, un periodo della storia cinese noto come
l'epoca dei Regni combattenti. E una fase caratterizzata dalla disgregazione politica e dalla crisi ideologica,
pervasa dal diffuso predominio di ambizione e cinismo che conduce a valutare qualsiasi azione soltanto per
l'efficacia dei risultati, con la conseguenza che una condotta conformata alla virt e al disinteresse appare
addirittura ridicola. E tuttavia anche un periodo in cui, proprio a causa dei ripetuti e repentini cambiamenti,
tutta la societ muta radicalmente trovando infine una sistemazione nella formazione dello Stato
centralizzato21.
In questo quadro storico nasce Larte della guerra, un trattato di strategia capace di influenzare da
oltre due millenni le decisioni prese in sede di comando, tanto nella sfera politica che in quella militare
oppure economica. Non a caso negli ultimi decenni il suo studio diventato una consuetudine tra i vertici
dellalta finanza o delle compagnie petrolifere e informatiche 22, peraltro spesso insieme a un altro classico
della cultura orientale, in questo caso di matrice giapponese: Il libro dei cinque anelli 23. Ma da diversi anni
nei paesi orientali e negli Stati Uniti hanno successo anche i commenti del testo che invitano ad applicare i
principi strategici di Sun Zi a ogni attivit, dalla cura della salute alle relazioni tra i sessi e tra generazioni,
con limiti dovuti soltanto all'immaginazione del lettore 24.

20

Sun Tzu, secondo il sistema di trascrizione Wade-Giles.


Per la traduzione del testo originale cinese direttamente in italiano, cfr. Sun Tzu, L'arte della guerra, a cura di Huang
Jialin e R.Luraghi, Stato Maggiore dell'Esercito - Ufficio storico, Roma 1990.
Per le altre edizioni italiane recenti: Sun Tzu, L'arte della guerra, a cura di A.Corneli, Guida, Napoli 1998; Sun Tzu, L'arte
della guerra, a cura di T.Cleary, Ubaldini, Roma 1990; L'arte della guerra, a cura di R.Fracasso, Newton Compton,
Roma 1994; Sun Tzu, L'arte della guerra, a cura di L.V.Arena, Rizzoli, Milano 1998; Sun Tzu - Sun Pin, L'arte della
guerra. I metodi militari, a cura di R.D.Sawyer et alii, Neri Pozza, Vicenza 1999; Sun Tzu, L'arte della guerra, a cura
del Gruppo Denma, Mondadori, Milano 2003.
Ma si veda R.Ames, Sun-tzu, The Art of Warfare: A New Translation Incorporating the Recently Discovered Yin-ch'ehshan Texts, Ballantine Books, New York 1993, che apporta aggiornamenti essenziali a Sun Tzu, The Art of War, a
cura di S.B.Griffith, Oxford University Press, Oxford 1963, considerata per lungo tempo la migliore traduzione in una
lingua occidentale.
21 Si vedano le osservazioni di J.Levi in Cheng, Storia cit., vol.I, 153. Per un quadro storico pi articolato, si veda
J.Gernet, Il mondo cinese. Dalle prime civilt alla Repubblica popolare, Einaudi, Torino 1978, 56-72 e M.Sabattini P.Santangelo, Storia della Cina. Dalle origini alla fondazione della Repubblica, Laterza, Roma Bari 1986, 101-133.

22

Cfr. A.Corneli, La domanda di cultura strategica, in Sun Tzu - Sun Pin, L'arte della guerra cit., 26-7 e T.Cleary,
Prefazione, in Sun Tzu, L'arte cit., 7.

23

Titolo originale Go Rin-no-Sho, fu completato intorno al 1645 da Miyamoto Musashi (1584-1645). Considerato il pi
abile maestro nellarte della spada nel Giappone feudale, intenso cultore della dottrina zen, elegante pittore e
sensibile poeta, Miyamoto Musashi affront oltre sessanta combattimenti vincendo sempre. Per unedizione del
testo rivolta al pubblico italiano con un profilo storico del suo autore, si veda Miyamoto Musashi, Il libro dei cinque
anelli, a cura di L.Copp, Mediterranee, Roma 1984.

24

Cfr. R.D.Sawyer, Prefazione, in Sun Tzu - Sun Pin, Larte della guerra cit., 33.

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La grandezza di Sun Zi si comprende bene anche considerando di quanto tempo egli preceda i
giganti europei del pensiero strategico moderno, Niccol Machiavelli (1469-1527) 25 e Karl von Clausewitz
(1780-1831)26, autori di sistemazioni teoriche dell'essenza della politica e della guerra ancora oggi
fondamentali. Il genio di Clausewitz, Machiavelli e Sun Zi si pu accomunare anche perch tutti e tre sono
stati interpretati da lettori superficiali in quanto maestri di cinismo, animati dall'unico fine del conseguimento
della vittoria e del mantenimento del potere, obiettivo da perseguire con spietata risolutezza scevra da
preoccupazioni morali. Un giudizio lapidario e avventato che non accorda il giusto valore alle avvertenze di
Sun Zi riguardo ai rischi che la guerra comporta per la sopravvivenza stessa della nazione, di Machiavelli
circa l'importanza della chiamata dei cittadini alle armi per la costruzione del senso civico, di von Clausewitz
in merito al rapporto tra fini politici e mezzi militari, solo per accennare alcuni rapidi esempi.
Ma c' ben altro. Ogni serio percorso di conoscenza non poggia forse su una capacit di osservazione
distaccata e senza illusioni, sostenuta da un'incrollabile determinazione? Non necessario per la mente del
ricercatore mantenere rispetto alloggetto in esame una capacit di giudizio e di analisi ferocemente lucida?
E importante sottolineare che secondo lautorevole opinione di Joseph Needham (1900-1995) queste sono
qualit fondative delle idee taoiste, documentate per il periodo degli Stati combattenti, ma la cui origine
sembra risalire almeno allinizio del V secolo a.C. 27 Needham insiste sullavversione del taoismo per la
metafisica, poich se in questa concezione del mondo il vero principio e il fine ultimo sono il segreto del
Tao, tutto quanto luomo pu fare studiare e descrivere i fenomeni; questa davvero una professione di
fede nella scienza naturale28. Il grande studioso inglese, inoltre, mette laccento sul rapporto tra lapproccio
relativista del saggio taoista di fronte alle manifestazioni della natura e la neutralit etica che dovrebbe
animare la pi genuina ricerca scientifica 29.
La monumentale ricerca di Needham si e' peraltro avvalsa dello studio ormai classico del pensiero
cinese condotto con straordinaria capacit innovativa da Marcel Granet (1884-1940) 30. Attento alla nozione di
totalit elaborata da mile Durkheim (1858-1917) e da Marcel Mauss (1872-1950), Granet gi nel 1934 nota
che il pensiero cinese dominato proprio dalla categoria di totalit, simboleggiata dal Tao emblema
essenzialmente concreto31. Una concretezza che deriva direttamente dal fatto che le categorie cinesi
originano da un tentativo a lungo perseguito di organizzazione dell'esperienza... Esse sembrano opporsi alle
nostre idee direttrici e possono sorprenderci per un atteggiamento ostile verso ogni astrazione 32. Lo studioso
francese spiega inoltre che i maestri taoisti consideravano il Tao il principio immanente di ogni evento
spontaneo e ne sottolineavano il carattere imparziale e impersonale. Ma che - proprio tramite l'elaborazione
intellettuale di questo principio - connettevano all'idea dello sviluppo naturale delle cose una tecnica della
sperimentazione, rimanendo animati da preoccupazioni umanistiche per quanto potesse essere incisiva
sulla loro ispirazione l'influsso della natura in s 33.
Collocare il trattato di Sun Zi nelluniverso concettuale taoista - sul quale tra breve torneremo - ci
permette di introdurre le peculiarit del sistema di pensiero del millenario stratega. Ancora in riferimento alle
riflessioni di Machiavelli e Clausewitz, esse sono fortemente improntate al raziocinio, sebbene entrambi
tengano in debito conto il lato passionale dei conflitti. La loro prosa risulta comunque chiara, di
comprensione talvolta impegnativa ma in definitiva accessibile. Insomma, se tutta lopera di Machiavelli e
Clausewitz attenta alla mutevolezza dei rapporti tra organismi in conflitto e al ruolo della variante
individuale, il loro messaggio per esplicito e focalizzato sugli argomenti trattati. Si rammenti solo il
famoso e fulminante adagio dellufficiale prussiano la guerra la continuazione della politica con altri
mezzi e l'oramai proverbiale scaltrezza necessaria al Principe, lattore politico per eccellenza individuato
dal segretario fiorentino.
25

Universalmente noto per le meditazioni di strategia politica ne Il principe, anchegli autore di un trattato intitolato
Dellarte della guerra. Tra le molte edizioni della sua opera, N.Machiavelli, Opere scelte, a cura di G.F.Berardi, Editori
Riuniti, Roma 1969 (I ed.).

26

Tra le diverse ristampe della traduzione italiana, K.von Clausewitz, Della guerra. Edizione integrale, introduzione di
C.Jean, A.Mondadori, Milano 1999 (XVII ed.).

27

Needham, Scienza e civilt cit., 47.

28

Needham, Scienza e civilt cit., 50.

29

Needham, Scienza e civilt cit., 50-60.

30

Granet, Il pensiero cit.

31

Granet, Il pensiero cit., 17.

32

Granet, Il pensiero cit., 20.

33

Granet, Il pensiero cit., 392.

172

Vincere senza combattere invece il famoso enunciato paradossale con cui Sun Zi indica la massima
abilit strategica e che sottende tutto il suo trattato. Luso del paradosso per indurre un salto logico a un
livello di pensiero pi complesso un attitudine tipica della cultura taoista sin dai suoi documenti pi antichi,
databili IV secolo a.C.34 Questo uso trover alcuni secoli pi tardi, intorno al VI d.C., una vasta fortuna tuttora rigogliosa tra i cultori delle discipline orientali - costituendo un caposaldo delle pratiche operate dalla
corrente del buddismo detta chan, termine che il giapponese pronuncia zen. Tra queste pratiche sono ancora
oggi molto noti i gongan (kan, in giapponese), massime spesso enigmatiche utilizzate dai maestri per
impartire linsegnamento ai discepoli 35. E sorprendente tanta anzianit storica delluso consapevole del
paradosso se si considera in quanti campi del sapere odierno esso compare e tanto pi in indirizzi di ricerca
che presentano aspetti non solo profondamente innovativi nel proprio ambito disciplinare, ma talmente
potenti da travalicare quello stesso ambito. Si pensi alla filosofia di Ludwig Wittgenstein 36 o alla pragmatica
della comunicazione umana studiata dal Mental Research Institute di Palo Alto in California37, alle antinomie
su cui certo non da oggi riflettono logici, teologi e matematici 38 o alle piu' recenti teorie del caos 39 e degli
equilibri funzionali negli ecosistemi 40.

5.2.2 Costellazioni inedite


La costante attenzione a tutti i fattori che compongono il conflitto e al loro continuo mutamento
genera connessioni impreviste tra piani di analisi differenti, lascia spazio a costellazioni inedite, alla
comparsa di scenari mai definitivi. Questo atteggiamento illumina la profonda valenza umanitaria della
proposta di Sun Zi, perch la propensione a evitare forme immutabili mantiene aperta la possibilit di una
composizione dello scontro, anche quando la discordia scatena il ringhio delle forze armate. Ancora un
paradosso: un trattato sullarte della guerra indica una sempre possibile via di pace.
D'altro canto, sarebbe colpevolmente limitante ragionare sull'opera di Sun Zi soltanto in chiave
simbolica ed evocativa, sottovalutando la concreta efficacia dei suoi suggerimenti, ancorch esposti con
enunciati paradossali. Che risultano peraltro assai meno oscuri e di ben pi facile comprensione se valutati
alla luce dell'esperienza storica. Pur limitandosi a considerare solo il pi famoso di questi enunciati - vincere
senza combattere - gli eventi storici in grado di illustrare questo principio sono talmente tanti da poter
riempire una corposa antologia41. Tra i molti esempi, e' interessante ricordare i due episodi pressoch identici
che ebbero luogo con un intervallo di sei secoli in Vietnam, sul fiume Bach Dang: gli avvenimenti, infatti, si
svolsero in forma tale che il loro racconto rappresenta un autentico paradigma del paradosso che stiamo
trattando. In entrambi i casi i combattenti locali sconfissero le pi potenti flotte degli invasori - Cinesi nel
938 e Mongoli nel 1287 - architettando un ingegnoso stratagemma, congegnato in modo da sfruttare
l'impetuoso andamento delle maree che in quel corso d'acqua causa profonde e repentine oscillazioni di
34

Per questa datazione dei testi originari del taoismo a fronte di altre proposte, cfr. Needham, Scienza e civilt cit.,
42-46.

35

Cfr. Cheng, Storia cit., II. Dallintroduzione del buddhismo alla formazione del pensiero moderno, Einaudi, Torino
2000, 426-437. In merito, si veda anche la nutrita produzione di Leonardo Vittorio Arena; ad esempio: L.V. Arena,
Del nonsense: tra oriente e occidente, QuattroVenti, Urbino 2000 e Id., Il sogno della farfalla: incursioni nel non
pensiero, Pendragon, Bologna 2003.

36

Wittgenstein, Tractatus Logico-Philosophicus cit.

37

P.Watzlawick - J.H.Beavin - D.D.Jackson, Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi, delle
patologie e dei paradossi, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1971; P.Watzlawick - J.H.Weakland - R.Fisch, Change. Sulla
formazione e la soluzione dei problemi, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1974.

38

Su questi temi, cfr. P.Odifreddi, Il Vangelo secondo la Scienza. Le religioni alle prove del nove, Einaudi, Torino 1999
e Id., Cera una volta un paradosso: storie di illusioni e verit rovesciate, Einaudi, Torino 2001. Per un fertile sviluppo
della logica che trova vivace corrispondenza con la cultura orientale, si veda B.Kosko, Il fuzzy-pensiero. Teoria e
applicazioni della logica fuzzy, Baldini&Castoldi, Milano 1995: si ringrazia il Prof. Giovanni Capelli dellUniversit di
Cassino per la preziosa segnalazione di questo volume.

39

Per i diversi approcci disciplinari in merito, cfr. La sfida della complessit, a cura di G.Bocchi - M.Ceruti, Feltrinelli,
Milano 1985.

40

Si veda, essenzialmente, A.De Marchi, Ecologia funzionale. Lambiente e le sue dinamiche, Garzanti, Milano 1992.

41

Per una ricca e competente rassegna, attenta anche a suggestioni lontane dall'ambito della guerra, cfr. I trentasei
stratagemmi. L'arte cinese di vincere, a cura di G.Casacchia, Guida, Napoli 1990. Per un compendio di principi
strategici ricavati dalla diretta esperienza sul campo, si veda Cento strategie non ortodosse, a cura di R.D.Sawyer,
Neri Pozza, Vicenza 2000.

173

livello. Gli accorti comandanti della nascente nazione vietnamita 42 fecero dunque piantare sul fondo fluviale
un'ingente quantit di pali aguzzi dalla punta ferrata. Gli strateghi erano inoltre ben consci delle difficolt di
manovra che avrebbe incontrato la flotta nemica nel volgere la prua quando essa avesse risalito il fiume fino
alla zona che nascondeva la trappola. Il tranello prese corpo con la provocazione di un ridotto numero di
piccole barche contro le possenti imbarcazioni degli invasori. La flotta nemica si lanci dunque in un
imprudente inseguimento lungo il fiume per cogliere quella che appariva una facile vittoria, per ritrovarsi
invece impedita nelle manovre mentre le chiglie delle navi erano squarciate dai pali, emersi inesorabilmente
dall'acqua con il calare della marea.
Comunque, la massa dei lettori pu trarre vantaggio nel consultare il trattato di Sun Zi trasferendo
l'interpretazione dei suoi enunciati in contesti molto lontani da quelli bellici. Anzi, si accennava alla sua
possibile chiave di lettura in quanto manuale di pace. Serve a spiegare meglio questa affermazione la
metafora dell'acqua, ricorrente ne L'arte della guerra come in diversi classici del pensiero cinese 43. Nei
classici si ricorre alle qualit dell'acqua per evocare l'immagine del Tao44, che, come l'acqua, necessario per
chiunque senza negarsi a nessuno. Lacqua prende innumerevoli forme nel suo inarrestabile ciclo
conformandosi ai pi svariati climi e recipienti, ma cambiando solo il suo stato fisico e non la sua essenza
chimica in cui risiede l'origine e il nutrimento della vita. Assorbita dalla terra, dalle piante, dagli animali, e'
il simbolo per eccellenza della flessibilit, ma pu squassare le costruzioni pi possenti e intaccare i minerali
pi duri. La sua natura la fa scorrere in basso, fino alle pi profonde cavit sotterranee dove sparisce per
riemergere lontano.
Scrive Sun Zi: "Le tattiche militari sonosimili allacqua che scorre sempre dallalto e si precipita
verso il basso. Cos, in guerra, la regola di evitare ci che forte e di colpire ci che debole. Come
lacqua regola il suo corso secondo la natura topografica, cos il generale pianifica la sua tattica vittoriosa in
rapporto al nemico che ha di fronte" 45. La strategia di Sun Zi si conforma dunque allo schieramento
avversario. Sarebbe tuttavia molto grossolano interpretare questo passo soltanto come un invito alla cautela o
a un furbo opportunismo. A riguardo, e' interessante sottolineare come gli studenti dell'insegnamento in
Discipline orientali attivato presso il corso di Laurea in Scienze motorie dell'Universit di Cassino, sollecitati
a commentare Larte della guerra, siano spesso rimasti colpiti dalla metafora dell'acqua. Tra i vari scritti in
merito - troppi da ospitare in questa sede - se ne riporta come esempio uno che si riferisce precisamente al
brano su citato: "Queste righe mi fanno riflettere molto" scrive Bartolo 46 "sul significato dell'essere uomo, il
quale deve essere come l'acqua e deve sempre adattarsi ai mutamenti esterni, per meglio riuscire a gestire le
situazioni, e non esserne sopraffatto ma, a volte, deve essere come l'acqua che rompe le dighe per riuscire a
superare barriere interne o esterne che siano".
In questa citazione di Sun Zi si pu dunque scorgere l'essenza della tensione verso l'armonia che
attraversa tutto il trattato. Ci che vi suggerito, infatti, che la possibile inibizione dell'insorgenza di un
conflitto risiede nell'attenzione a mantenere sullo stesso piano gli interlocutori in gioco. In altri termini,
evitando di creare condizioni di inferiorit si pu disattivare il meccanismo che innesca l'aggressivit.
Accogliere le ragioni dell'altro, schivare le punte della sua rigidit ma anche della propria, sciogliere le
asprezze in una disponibilit orientata "verso il basso", sono tutte espressioni riconducibili alla metafora
dell'acqua. Se il frutto pi prezioso della saggezza consiste nel costruire e conservare la pace, saggio e'
dunque colui che rende flessibili le proprie azioni conformandole al ritmo dell'alternanza degli opposti. Ci
non significa scansare le responsabilit mentre, al contrario, vuole essere un'esortazione ad assolvere i
compiti di una persona matura restando capaci di temperare il proprio comportamento con la moderazione e
la tolleranza. Tanto pi quando si ricoprono incarichi di comando - fosse anche solo su s stessi, nell'intimo
42

Si tratta dei generali Ngo Quyen (898-944) e Tran Quoc Tuan, principe di Hung Dao (1213 o 1229-1300). Entrambe
le battaglie sul fiume Bach Dang rappresentano eventi con forza mitica per l'identit nazionale del Viet Nam e come
tali sono ancora oggi commemorate, tanto che la loro memoria trova spazio nella narrativa anche recente, come in
Tran-Nhut, La polvere nera di Maestro Hu. Un'indagine del Mandarino Tan, Ponte alle Grazie, Milano 2003, 19-21. Per
approfondire, Le Than Khoi, Storia del Viet Nam. Dalle origini alloccupazione francese, Einaudi, Torino 1979, 110 e
181.

43

Ci si riferisce essenzialmente allYijing, al Daodejing e al Zhuang-zi, che il metodo Wade-Giles traslittera come I
King, Tao T Ching e Chuang-tzu.
Tra le varie edizioni in italiano, si consigliano, ad esempio: I King (Il libro dei mutamenti), a cura di B.Veneziani A.G.Ferrara, Astrolabio, Roma 1950; Tao T Ching. Il libro della Via e della Virt, a cura di J.J.L. Duyvendak, Adelphi,
Milano 1973 (I ed.); Zhuang-zi [Chuang-tzu], a cura di Liou Kia-hway, Adelphi, Milano 1982.
44 Cfr., essenzialmente, Cheng, Storia del pensiero cit., I, 187-9.
45

Sun Tzu, L'arte cit., a cura di Huang Jialin e R.Luraghi, 55.

46

Bartolo Gaudiano, matricola 241, che si ringrazia per aver acconsentito alla pubblicazione delle sue riflessioni.

174

dei propri pensieri - quando insomma le decisioni da prendere sono cruciali perch relative a scelte di
capitale importanza. Esattamente come le valutazioni strategiche, avverte Sun Zi all'inizio del suo trattato.
Vincere senza combattere e' dunque scorrere in discesa come l'acqua, fluida e adattabile tanto da essere
presente ovunque. Ispirandosi alla sua natura, bisogna foggiare la propria forma fino a essere senza forma,
impercettibili, consapevoli che pieno e vuoto si avvicendano costantemente, avvertiti che solo "ci che
privo di forma non pu essere danneggiato"47.
Tuttavia, lasciare che l'efficienza universale del ritmo di alternanza degli opposti intervenga a
dissolvere il conflitto non vuol dire concedere spazio alla passivit. Ogni buon praticante di arti marziali sa
che con un rotolamento e' possibile attutire una caduta altrimenti devastante perch in questo modo si rende
dinamico il rapporto tra la rigidit del suolo e la morbidezza del corpo, anzich subire passivamente la
propria rovina. E allo stesso tempo egli sa che il rotolamento e' un gesto attivo, consapevole, messo in opera
e controllato per mezzo di un esercizio rigoroso e costante, lo stesso procedimento necessario per essere
capaci di schivare un attacco o di proiettare un avversario con la sua stessa forza. Cedere, quindi, non
significa lasciarsi annientare: l'acqua cambia il suo stato fisico, non la sua essenza, si inabissa per riemergere
altrove, si compatta per il troppo freddo ed evapora per il troppo caldo, ma e' sempre composta da due atomi
di idrogeno e uno di ossigeno, H2O, la fonte della vita. E scritto sullYijing, il pi classico dei classici cinesi:
Sulla terra sta lacqua: limmagine della solidariet 48.

5.2.3 Perch studiamo questo testo


A questo punto dovrebbero essere abbastanza chiari i motivi di ordine generale che consigliano lo
studio del trattato che d il titolo a questo capitolo. E dunque possibile concludere queste riflessioni
tracciando un percorso che parte dalle suggestioni di questo testo specifico per allargarsi su un orizzonte pi
vasto e allo stesso tempo pi profondo. Di assumere cio un punto di vista capace di abbracciare non solo le
arti marziali ma tutte quelle discipline di origine orientale che condividono una visione del mondo sistemica
perch riferita alla complementarit dinamica degli opposti.
Ci si gi soffermati pi volte sulluso consapevole del paradosso nella pi antica tradizione cinese
di pensiero e in particolare nel testo di Sun Zi. Quello che si vuole ora sottolineare il valore del
ragionamento e del linguaggio paradossale in chiave autoeducativa e con ci chiarire la ragione pi viva e
feconda per studiare Larte della guerra. Luso del paradosso abitua, infatti, a considerare sempre la coppia
degli opposti senza escludere luno a favore dellaltro, ad ammettere la possibilit della variabile anche nelle
condizioni che sembrano pi ovvie e scontate. Il paradosso allena a osservare la realt e a prendervi parte
sempre tenendo conto del suo essere oggetto di mutamenti continui, di processi in perenne ridefinizione,
dellazione di fattori mai uguali a s stessi nemmeno nella pi tenace persistenza. In questo senso, il
ragionamento paradossale permette di prendere subito coscienza del contrario di ogni cosa, di valutare tanto i
fenomeni sensibili che le astrazioni come elementi di una coppia di opposti. Opposizioni che tuttavia non
tendono a escludersi a vicenda ma interagiscono in unalternanza reciproca e senza interruzione, secondo il
ritmo yin/yang, con esiti in continuo rinnovamento, produzione, generazione, creazione.
Il debole vince sul forte, preferire la non-azione allazione, lignoranza al sapere: ecco che questi
celebri e fondamentali paradossi ripetuti nei classici del pensiero taoista divengono pi chiari sostanziandosi
come strumenti per il superamento creativo delle convenzioni e della pigrizia intellettuale e fisica. Sono
utensili che permettono di ricordare sempre come per chiudere un uscio bisogna prima aprirlo, che ogni
nascita prevede uno sviluppo e un declino, che il forte stato debole e torner a esserlo... e viceversa, per
ognuno di questi esempi e per tutti gli altri infinitamente possibili.
Ne consegue che il praticante scrupoloso e perseverante, avvertito della reciprocit alternativa degli
opposti, opera come lo stratega descritto da Sun Zi. Interagisce con le variabili conformandosi alle
circostanze senza mutare la propria essenza e continuando a perseguire il proprio obiettivo di costruzione e
conservazione dellequilibrio. Costruisce la propria identit mantenendo saldo il timone dellautodisciplina
ma al contempo aprendosi alle relazioni con laltro da s. Vince senza combattere perch consegue una
posizione talmente inattaccabile da impedire linsorgere di ogni disarmonia, con la prevenzione delle
malattie oppure delle ragioni di discordia.
47

Dal Libro dei maestri del Huainan, citato in Cleary, Prefazione cit., 14.

48

I King cit., 95.

175

Chi si esercita con coerenza, matura la capacit di raccogliere in un unico gesto le informazioni
acquisite con una pratica lunga e costante, esprimendo cos unazione appropriata alla situazione di conflitto
presente. A questa particolare abilit si riferiscono i classici taoisti quando parlano di visione sottile o
illuminazione sottile, secondo altre traduzioni e che stata anche definita intuizione immediata 49. E
questa una delle principali virt che si possono conquistare con lesercizio delle discipline di origine
orientale incentrate sullequilibrio dinamico degli opposti, tanto di quelle definite interne, come il
Taijiquan, quanto di quelle esterne, come i diversi stili di combattimento cinesi, coreani, giapponesi o
vietnamiti, diffusi in tutto il mondo. Al suo sviluppo attengono le doti sottolineate da Sun Zi
dellimpercettibilit, impenetrabilit, rapidit fulminea, perspicacia, imprevedibilit, necessarie a
padroneggiare ogni contingenza grazie allimmediatezza con la quale vengono percepite tutte le variabili in
gioco, comprese quelle che attengono alla sfera del sovrasensibile come le forze psicologiche e passionali. Si
pu anche dire che essa consiste in una raffinazione esemplare delle capacit psicofisiche, ma il primo,
indispensabile passo verso la sua realizzazione si compie assumendo un atteggiamento che eviti di separare i
fenomeni dal loro contesto. Questo atteggiamento, peraltro tipico della mentalit orientale tradizionale,
considera invece ogni fenomeno come inserito in un orizzonte sintetico ma dinamico, risultato presente delle
infinite combinazioni possibili del ritmo yin/yang. Accogliere questo risultato e agire in modo appropriato in
relazione a esso, rimanendo pronti a un ulteriore cambiamento, significa possedere lintuizione immediata.
E labbraccio simultaneo di pi punti di vista un procedimento che pu apparire paradossale, appunto a
innescare lo sviluppo di questa capacit di intuizione immediata. Ma si sbaglierebbe considerando questa
dote alla stregua di unattitudine opportunista, al limite priva di etica, mentre essa permette un notevole
progresso in senso umanitario. Chi riesce a padroneggiare la propria esistenza con questa coscienza, infatti,
cessa di lasciarsi andare ad atteggiamenti insensibili proprio perch intende ogni fenomeno nella sua totalit
dinamica come risultato della complementarit degli opposti. In proposito, si rifletta su quanto scrive Sun Zi:
In battaglia ci sono soltanto due modi di combattere: diretto e indiretto. Ma questi due, in combinazione,
danno luogo a una serie infinita di possibili manovre. Il moto diretto e il moto indiretto si riproducono
mutamente e continuamente. E come muoversi in una circonferenza: non c un punto dinizio n un punto
finale. Chi pu esaurire le possibilit derivanti dalle loro combinazioni? 50
Tuttavia, per raggiungere tanta abilit non sufficiente limitarsi a giochi linguistici e mentali in
grado di resuscitare una presunta naturalezza beata. E necessario invece applicare tempo ed energia a una
pratica ben precisa, a un metodo di allenamento scelto in base alle proprie vocazioni e possibilit, fino al
conseguimento di uno stato di equilibrio fisico, mentale ed emotivo che permetta alla propria vitalit di
esprimersi con azioni tanto precise quanto spontanee.
Per concludere. Le elaborazioni concettuali dominanti nella storia occidentale si sono volte a
spiegare la vita per mezzo di grammatiche analitiche tanto logiche quanto astratte, che hanno finito per
soffocare le pur fertili acquisizioni della mitologia antica sullintelligenza obliqua, diversa da quella logica e
razionale perch fondata sullintuizione51. Al contrario, la millenaria tradizione cinese stata avida di cogliere
gli aspetti pratici della vita: da questa matrice giungono fino a oggi il trattato di Sun Zi, lagopuntura, il
Taijiquan, il Qigong, ecc. Il grande matematico francese Jules-Henri Poincar (1854-1912) amava ripetere
che con la logica si dimostra, con lintuizione si inventa. Per quanto riguarda gli argomenti trattati in questo
volume, la logica si riferisce allo studio minuzioso delle tecniche che vi sono illustrate. E questo un processo
necessario per lacquisizione delle tecniche stesse, che tuttavia va considerato soltanto un veicolo per
introdurre il praticante scrupoloso allesperienza creativa dellintuizione. Lapprendimento di movimenti
codificati attiene alla sfera della logica perch tramite esso la circolazione del qi trova un riscontro
esplicativo sensibile. Ma con lesercizio perseverante lapprendimento diviene sempre pi libero e creativo
intanto che il praticante fluidifica gradualmente lo studio del codice rispetto alla propria dimensione
personale, tanto intima che sociale. Non si usa dire facile come bere un bicchier dacqua? Eppure anche
questo gesto diventato cos semplice e spontaneo dopo che abbiamo imparato a compierlo e lo abbiamo
ripetuto pi e pi volte. Accingiamoci dunque con questo spirito allapprendimento delle tecniche, primo,
necessario, irrinunciabile passaggio per un reale miglioramento della propria identit.

49

Cfr. Cleary, Prefazione cit., 11-12.

50

Sun Tzu, L'arte cit., a cura di Huang Jialin e R.Luraghi, 50.

51

Cfr., ad esempio, M.Detienne - J.P.Vernant, Le astuzie dellintelligenza nellantica Grecia, Laterza, Bari 1973.

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