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Livello europeo (*)

Inglese
Francese

Lettura

Interazione orale

Produzione orale

B2 Livello intermedio C1 Livello Avanzato B2 Livello intermedio B2 Livello intermedio C1 Livello avanzato
A2

Livello
Elementare

B1 Livello Intermedio A2

Livello
Elementare

A2

Livello
elementare

A2 Livello elementare

(*) Quadro comune europeo di riferimento per le lingue

Capacit e competenze sociali - Sono particolarmente predisposto a lavorare in team cercando sempre di comprendere e di risolvere i
problemi al meglio al fine di ottenere i risultati previsti.
- Sono dotato di un forte senso di volont e di capacit di problem solving anche nelle situazioni pi
dinamiche.
-Sono dotato di un ottimo spirito di adattamento anche nelle situazioni pi complesse e sono pienamente
disponibile a trasferte in tutto il mondo.
-Buona capacit di comunicazione e motivazione ottenuta grazie a unampia esperienza di impartizione
di lezioni private a un buon numero di studenti universitari ( ad oggi circa 60 )

Capacit e competenze
organizzative
Capacit e competenze tecniche
Capacit e competenze
informatiche

Altre capacit e competenze


Patente

Gestione di progetti e gruppi di lavoro

Ingegnere strutturista con capacit progettazione di strutture non tradizionali e complesse.


Si elencano le principali competenze specialistiche in aggiunta alle competenze base di utilizzo del
computer:
Ottima conoscenza Excel+VBA
Ottima Conoscenza programma per Modellazione FEM STRAUS7
Ottima Conoscenza Programma per Modellazione Fem MIDAS GEN
Ottima Conoscenza Programma Per Modellazione FEM SAP200
Capacit di utilizzo e apprendimento in tempi rapidi di tutti i programmi di modellazione FEM
Ottima conoscenza dei linguaggi di programmazione VBA, C++
Ottima conoscenza del programma di Calcolo MATLAB
Ottima conoscenza del pacchetto OFFICE
Ottima conoscenza di AUTOCAD
Runner amatoriale con partecipazione a eventi , nuoto;
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Unione europea, 2002-2010 24082010

INDICE
Prefazione.............................................................................................................................III

Capitolo 1 IL BACINO IDROGRAFICO


1.1. Definizione di bacino idrografico................................................................................1
1.2. Delimitazione del bacino idrografico..........................................................................2
1.3. Analisi del rilevamento cartografico..........................................................................3
1.4. Svolgimento esercitazione 1.......................................................................................6
1.4.1.

Delimitazione e individuazione del bacino...................................................6

1.4.2.

Calcolo delle grandezze planimetriche..........................................................9

1.4.3.

Calcolo degli indici di forma........................................................................11

1.4.4.

Calcolo dei parametri di rilievo...................................................................15

1.4.5.

Calcolo dei parametri caratteristici della pendenza..................................22

1.4.6.

Calcolo dei parametri Cinematica...............................................................25

1.5. Gerarchizzazione del bacino.....................................................................................27

Capitolo 2 LE PRECIPITAZIONI
2.1.

Introduzione............................................................................................................32

2.2.

Genesi e formazione delle precipitazioni...............................................................32

2.3.

Misura delle precipitazioni.....................................................................................33

2.4.

2.5.

2.3.1.

Il pluviometro...............................................................................................33

2.3.2.

Il pluviografo................................................................................................35

2.3.3.

Il nivometro..................................................................................................36

Impiego dei dati pluviometrici...............................................................................37


2.4.1.

Annali ideologici...........................................................................................37

2.4.2.

Analisi statistica...........................................................................................38

Svolgimento esercitazione 2...................................................................................39


2.5.1.

Metodo dei momenti.....................................................................................43

2.5.2.

Verifica del test di Pearson..........................................................................44

2.5.3.

Calcolo di portate e rischio tramite la legge di Gumbel.............................47

II

Capitolo 3 LA DISTRIBUZIONE SPAZIALE DELLE PIOGGE


3.1.

Distribuzione spaziale delle piogge.......................................................................51

3.2.

Afflusso meteorico: definizione e calcolo................................................................51


3.2.1.

Metodo delle isoiete......................................................................................52

3.2.2.

Metodo dei topoieti.......................................................................................53

3.3.

Curve di possibilit pluviometrica (CPP)..............................................................53

3.4.

Svolgimento esercitazione 3...................................................................................55


3.4.1.

Costruzione del cartogramma di Gumbel...................................................58

3.4.2.

Costruzione delle curve di possibilit pluviometrica.................................60

Capitolo 4 PORTATA DI PROGETTO


4.1.

Pioggia di progetto..................................................................................................68

4.2.

Pioggia di progetto ad intensit costante.............................................................68

4.3.

Pioggia di progetto ad intensit variabile.............................................................69

4.4.

Pioggia massima probabile....................................................................................70


4.4.1.

4.4.1.1.

Individuazione del grado di umidit................................................70

4.4.1.2.

Massimizzazione del grado di umidit.............................................71

4.4.1.3.

Massimizzazione dei fenomeni di convergenza e sollevamento......72

4.4.2.
4.5.

4.7.

Metodo statistico..........................................................................................73

Pioggia netta..........................................................................................................73
4.5.1.

4.6.

Metodo fisico.................................................................................................70

Metodo del CURVE NUMBER.................................................................74

Portata massima di piena......................................................................................74


4.6.1.

Metodo diretto..............................................................................................75

4.6.2.

Metodo razionale..........................................................................................78

4.6.3.

Metodo cinematico o della corrivazione......................................................78

Svolgimento della esercitazione 4.........................................................................80


4.7.1.

Istogramma di Chicago................................................................................82

4.7.2.

Calcolo delle perdite idrogeologiche............................................................84

4.7.3.

Idrogramma di piena...................................................................................91

III

PREFAZIONE
L idrologia, nella sua accezione pi generale, prende in considerazione le tematiche
riguardanti le acque presenti nel sistema-Terra in qualunque fase, sia essa solida,
liquida o gassosa.
Questa analisi generalizzata si concretizza in varie branche specifiche quali:
-Idrometereologia : studio della circolazione dellacqua nellatmosfera.
-Glaciologia : analisi dei ghiacciai e delle nevi.
-Idrografia : studio delle acque superficiali intese come laghi (limnologia) o fiumi
(potamologia).
-Idrogeologia : analisi del flusso dacqua sotterraneo.
Il seguente lavoro si colloca in una area ancor pi specifica del settore idrologico,
ovvero lidrologia tecnica, la cui finalit quella di giungere allapplicazione dei
modelli progettati dalle universit a seguito dellanalisi dei dati e della misura della
grandezza idrologica gestita dallo Stato.
Il lavoro consiste nella concreta applicazione dei concetti presentati e trattati durante il
corso di Idrologia svolto nellanno accademico 2005/2006 presso lUniversit degli
Studi Mediterranea di Reggio Calabria - Facolt dIngegneria.
Il suddetto corso, condotto dal prof. ing. Giuseppe Barbaro intende fornire agli
allievi i mezzi per lo studio delle problematiche di difesa dalle acque e la gestione delle
risorse idriche del territorio.
Il seguente testo si compone di quattro esercitazioni sulla definizione e il calcolo dei
dati caratterizzanti un bacino idrografico e le elaborazioni statistiche di dati
pluviometrici ricavati attraverso formule sperimentali e valori tabellati.
Poich questo lavoro stato realizzato interamente in sede universitaria si ritenuto
opportuno anteporre ad ogni esercitazione una sommaria trattazione teorica delle
problematiche affrontate per facilitarne la comprensione.
Nel procedere si ritenuto opportuno utilizzare principalmente due applicativi
software, Autocad 2004 ed Excel, in modo da velocizzare e rendere pi precisi i calcoli.
In particolare nellorganizzazione dei fogli di lavoro excel si operato in modo da
permettere la riutilizzabilit degli stessi. Tutto il materiale si trova comunque nel cd
allegato a questo lavoro.

1
Il bacino idrografico

1.1 Definizione di bacino idrografico


Per una fissata sezione trasversale

di un corso dacqua, si definisce bacino

idrografico, lentit geografica costituita dalla proiezione su un piano orizzontale


della superficie scolante sottesa alla suddetta sezione. Nel linguaggio tecnico tale
corrispondenza si esprime affermando che la sezione sottende il bacino, mentre il
bacino sotteso dalla sezione. In altri termini il bacino idrografico pu essere
definito come lunit fisiografica, a cui si fa riferimento nella progettazione, che
raccoglie i deflussi superficiali, originati dalle precipitazioni meteoriche che si
abbattono sul bacino stesso, nei corsi dacqua principali e nei suoi diversi affluenti e li
convoglia nella sezione di chiusura. Questultima detta anche sezione terminale,
costituisce un dato fondamentale per la definizione del bacino in termini di estensione
areale ed anche il punto critico nella progettazione di qualsiasi opera ingegneristica
poiche in esso viene convogliata la portata massima o portata di piena.
Se la sezione di chiusura coincide con la foce del fiume il bacino detto principale
altrimenti esso prende lattributo di secondario.
Allinterno del bacino distinguiamo tra rete idrografica(o reticolo fluviale) e
versanti. La rete idrografica (o reticolo) il complesso di collettori fluviali, o canali,
che raccolgono i deflussi idrici superficiali e li convogliano fino alla sezione di chiusura.
Con la dizione versanti o pendici, si denominano invece tutte le superfici laterali ai
rami della rete.

Esercitazione 1

Lestensione di un bacino idrografico si determina utilizzando la cartografia


ufficiale dellIstituto Geografico Militare Italiano in scala

1:25000 (Tavolette),

1:50000 (Quadranti), 1:1000000 (Fogli), in relazione alla dimensione del bacino in


esame e allapprossimazione necessaria per lo studio che si sta compiendo. In
alcuni casi, quando il bacino ha una dimensione contenuta (inferiore a 10 Km2) o
quando occorre individuare con maggiore precisione le linee di impluvio,
necessario far ricorso a una cartografia di dettaglio ottenuta mediante il rilievo
aereofotogrammetrico.
Va sottolineato come questa scelta preliminare condizioni in maniera rilevante i
risultati dellindagine morfometrica del bacino stesso, in quanto, tanto pi ridotta
la scalatura della pianta, tanto pi precisa sar lindividuazione di particolari,
quali la presenza di piccoli e medi corsi dacqua, che andranno a modificare la
maggior parte dei risultati ottenuti applicando i modelli matematici.

1.2. Delimitazione del bacino idrografico


Punto di partenza per lanalisi idrologica , per quanto detto, la delimitazione del
bacino idrografico sul supporto cartografico prescelto condotta considerando alcuni
punti e linee caratteristici.
Innanzitutto, distinguiamo lo spartiacque superficiale detto anche linea di
displuvio, che rappresenta il perimetro del bacino, delimitante la superficie
allinterno della quale si abbattono le precipitazioni, le quali trovano recapito
ultimo nella rete idrografica in esame.
Per individuare lo spartiacque ci appoggiamo a dei punti particolari, come il punto
di vetta, cio il punto di quota massima, i punti sella, cio quelli compresi tra due
rilievi adiacenti e il punto di conca, cio quello pi basso che coincide con la
sezione di chiusura.
Nella pratica, il tracciamento della linea di displuvio si conduce passando per i
punti a quota pi elevata, senza tagliare gli elementi dei reticoli idrografici
relativi ai corsi dacqua limitrofi e intersecando li isoipse del supporto cartografico

Il bacino idrografico

sempre a 90.

1.3. Analisi del rilevamento topografico


Lanalisi del rilevamento topografico, successiva al trattamento dello spartiacque e
quindi alla delimitazione del bacino, consiste in una elaborazione dei dati ricavati
dalla topografia atta a fornire, a meno di errori di osservazione, tramite funzioni
analitiche, con precisione e concisione indicazioni immediate delle forme della
superficie. Questa analisi importante in quanto si dimostrato possibile mettere in
relazione i risultati delle suddette funzioni con i processi idrologici a scala di bacino. I
modelli idrologici di tipo geomorfologico si fondano proprio sulla possibilit di
ricostruire la risposta idrologica di un bacino (formazione di deflussi), a seguito di una
precipitazione che si abbatte su di esso, sulla base del legame che intercorre tra la
suddetta risposta e i caratteri geomorfologici del bacino. In altri termini lecito
ritenere che il reticolo idrografico rappresenta limpronta lasciata sulla superficie
terrestre da una successione di eventi di deflusso, sicch, in un assegnato bacino, il
meccanismo di deflusso pu essere ricondotto alla struttura morfometrica del reticolo.
Quindi subordinatamente al tracciamento dello spartiacque superficiale si pu
effettuare il calcolo delle grandezze planimetriche fondamentali, quali larea, il
perimetro e la lunghezza dellasta principale, che costituiscono a loro volta la base per
la cosiddetta morfometria, cio lanalisi dei parametri di forma del bacino in
esame:
-Rapporto di circolarit;
-Rapporto di uniformit;
-Rapporto di allungamento;
-Rapporto di forma;
-Densit di drenaggio.

Altri fattori rilevanti che caratterizzano un bacino idrografico sono:


Parametri di rilievo
-Dislivello.

Esercitazione 1

-Curva ipsografica.
-Altezza media.
-Altezza mediana.
Parametri caratteristici della pendenza
-Pendenza media del bacino.
-Pendenza dellasta principale.
-Percorso medio di ruscellamento.
-Tempo di corrivazione del bacino.
Tutti questi parametri sono fortemente connessi luno con laltro da un rapporto di
derivazione(non nellaccezione matematica del termine).
La descrizione di un bacino idrografico si completa con la gerarchizzazione, secondo
le leggi di Horton-Straheler, cui consegue il calcolo del Rapporto di biforcazione
medio.
Infine lesattezza dei parametri ricavati attraverso lutilizzo di dati tabellati e formule
sperimentali pu essere facilmente verificata attraverso le regole di Horton:
-regola del numero dei corsi dacqua;
-regola della lunghezza media dei corsi dacqua;
-regola del rapporto delle aree.
Per chiarezza nella figura 1.1 e riportato un diagramma che rappresentativo
dellalgoritmo da seguire nellanalisi di una zona di interesse idrologico.

Il bacino idrografico

Carto
grafia

Individuazione del
bacino idrografico:
-reticolo idrografico
-sezione di chiusura
-spartiacque

Parametri di forma:
-rapporto di circolarit
-rapporto di uniformit
-rapporto di allungamento

Parametri del rilievo


-Curva ipsografica
-Curva ipsometrica
-altitudine media
-altezza mediana

Parametri caratteristici della pendenza


-pendenza media del bacino
-pendenza media dellasta principale

Gerachizzazione dei corsi dacqua


-regole di Horton-Strahler
-individuazione del numero di classi
Verifica delle tre regole di Horton

Figura 1.1 Schema significativo dellanalisi idrologica.

Esercitazione 1

1.4. Svolgimento dellesercitazione 1


Conduciamo la nostra analisi idrologica nella zona di Palizzi (Reggio Calabria),
considerando come punto critico, ovvero sezione di chiusura la foce del fiume Simmero.
Si tratta, quindi, di un bacino principale. Ci avvaliamo della cartografia dellistituto
I.G.M in scala 1:10000 riportata in figura 1.2 .

Figura1.2 : cartografia con la sezione di chiusura evidenziata.

Impostiamo la nostra analisi attraverso il percorso logico precedentemente descritto.

1.4.1. Delimitazione e individuazione del bacino


Avvalendoci delluso dellapplicativo AUTOCAD, individuiamo tutti i corsi dacqua
presenti nellarea in esame come riportato in figura1.3. Nel tracciare il reticolo
idrografico si ritenuto opportuno considerare anche il contributo dato da quei corsi
dacqua superficiali che sono presenti solamente in alcuni periodi dellanno,
mettendoci nella situazione pi gravosa e sottraendoci, cos, dal rischio di una
possibile sottostima del deflusso idrografico.

Il bacino idrografico

Figura 1.3(a) : reticolo idrografico

Figura 1.3 : reticolo idrografico

Esercitazione 1

Il passo successivo la determinazione dello spartiacque superficiale attraverso la


metodologia precedentemente esposta e chiaramente riportata in figura 1.4.
lindividuazione del nostro oggetto di studio stata completata.

Figura 1.4 : spartiacque superficiale

Il bacino idrografico

1.4.2. Calcolo delle grandezze planimetriche


Avendo circoscritto larea di interesse, procediamo al calcolo delle grandezze
planimetriche del bacino, che sono :
-Superficie;
-Perimetro;
-Lunghezza dellasta principale.

Superficie
La Superficie costituisce larea della proiezione su un piano orizzontale del bacino
stesso, ovvero larea contenuta allinterno dello spartiacque superficiale.
Per determinarla partiamo dal valore ricavato attraverso il CAD, direttamente su
carta topografica (1:10000) e adoperiamo opportuni fattori correttivi, tali da
giungere al valore reale della superficie, sfruttando la seguente formula:
A = (1/fc)**r
dove A = Superficie reale (Km2 );
= Valore misurato sulla carta 1: 10000 (cm2);
fc = fattore correttivo dellunit di misura;
r = fattore di conversione della scala.

Sostituiamo alla formula i dati relativi al bacino:


= 435,72 cm2 ;
fc = 1010 ;
r = 104 .

La superficie risulta essere :


A = 4,36 Km2

10

Esercitazione 1

Perimetro
Il perimetro rappresenta la lunghezza del contorno al bacino, o meglio dello
spartiacque superficiale. Per determinarla partiamo dal valore ricavato attraverso il
CAD direttamente su carta topografica (1:10000) e adoperiamo opportuni fattori
correttivi, tali da giungere al valore reale tramite la seguente formula :
P = (1/fc)*p*r
dove P = perimetro reale (Km);
p = valore misurato sulla carta 1:10000 (cm);
fc = fattore correttivo dellunit di misura;
r = fattore di conversione della scala.
Sostituendo alla formula i dati relativi al bacino:
p = 94,54 cm ;
fc = 105

r = 104 .
Il perimetro :
P = 9,45 Km
Lunghezza dellasta principale
Si definisce asta principale, il corso dacqua pi lungo rintracciabile nel bacino
partendo dalla sezione di chiusura verso monte senza inversione di tendenza.

Figura 1.5 : asta principale

Il bacino idrografico

11

Il calcolo della lunghezza dellasta principale risulta essere estremamente simile a


quello del perimetro, esplicandosi nella seguente espressione :
La = (1/fc)*l*r

dove La = lunghezza reale (Km);


l = valore misurato sulla carta 1:10000 (cm);
fc = fattore correttivo dellunit di misura;
r = fattore di conversione della scala.
I dati relativi al bacino sono:
l = 44,75 cm ;
fc = 105

r = 104 .

Sostituendo nella formula, si ricava :


La = 4,48 Km

1.4.3. Calcolo degli indici di forma


Tali parametri, prescindendo dai dati planimetrici precedentemente ricavati,
determinano la cosiddetta Morfometria (descrizione della forma) del bacino, fornendo
anche unimportante verifica dei calcoli gi effettuati.
Rapporto di circolarit
Si definisce come il rapporto tra la superficie del bacino e quella di un ipotetico cerchio
avente perimetro equivalente a quello del bacino stesso, cio :
Rc = 49 A / P 2
Il risultato di tale rapporto un numero puro Rc.
Per Rc 1 , la forma del bacino approssimabile ad un cerchio ;
Per Rc < 1 , il bacino si discosta di (1-Rc)% da una forma circolare .

12

Esercitazione 1

Nel nostro caso :


A = 4.36 Km2
P = 9.45 Km

Il rapporto di circolarit del bacino in esame , quindi :


Rc = 4*3.14*4.36 / (9.45)2 = 0,61
Possiamo concludere che la forma del bacino si discosta del 39% da un cerchio di area
equivalente.
Rapporto di uniformit
Si definisce come il rapporto tra il perimetro del bacino e la lunghezza della
circonferenza di superficie equivalente.
Ru = P / 2(9*A)
Anche il risultato di tale rapporto un numero puro Ru.
Nel nostro caso :
A = 4.36 Km2
P = 9.45 Km
Il rapporto di uniformit del bacino in esame , quindi :
Ru = 9.45 / 2(3.14*4.36) = 1.28
Il significato del rapporto di uniformit sta nella stretta connessione che lo lega al
rapporto di circolarit; tale legame espresso dalla formula :
Ru = 1 / Rc

(1)

Il rapporto di uniformit, quindi, ci permette di verificare lesattezza dei calcoli


precedenti.
Nel caso del bacino in esame :
1 / Rc = 1 / 0.61 = 1.28 = Ru
La relazione (1) soddisfatta, di conseguenza i valori finora ricavati sono esatti.

Rapporto di allungamento
Si definisce come il rapporto tra la superficie del bacino e il quadrato della lunghezza
dellasta principale :
Ra = A / (La)2

Il bacino idrografico

13

Il risultato di tale rapporto un numero puro Ra .


A valori da Ra piuttosto ridotti, corrisponde un bacino molto allungato ;
A valori di Ra elevati, corrisponde un bacino poco allungato .

Nel nostro caso :


A = 4.36 Km2 ;
La = 4,48 Km .

Il rapporto di allungamento del bacino in esame , quindi :


Ra = 4.36 / (4.48)2 = 0.22

Concludiamo di essere in presenza di un bacino piuttosto allungato.

Rapporto di forma
Rappresenta una sintesi dei dati calcolati finora e si definisce come il rapporto tra il
diametro di un cerchio di area equivalente a quella del bacino studiato e la lunghezza
dellasta principale, cio :
Rf = (2*A) / (La* 9)

Il risultato di tale rapporto un numero puro Rf.


Per Rf 1 , la forma del bacino pressoch circolare ;
Per Rf < 1 , la forma del bacino tozza e allungata .

Nel nostro caso :


A = 4.36 Km2 ;
La = 4,48 Km .

Il rapporto di forma del bacino , quindi :

14

Esercitazione 1

Rf = (2*4.36) / (4.48* 3.14) = 0.53

Si tratta di un bacino dalla forma piuttosto tozza e allungata.


Densit di drenaggio
Per un assegnato bacino idrografico, si definisce densit di drenaggio il rapporto tra la
lunghezza totale del reticolo idrografico ( inclusa lasta principale ) e la superficie del
bacino stesso, cio :
Dd = ( lr ) / S

Con
lr = somma dei corsi dacqua presenti, inclusa lasta principale ;
S = superficie totale del bacino .

Nel nostro caso :


lr = 47.99Km
S = 4.36 Km2

Quindi la densit di drenaggio del bacino in esame :


Dd = 47.99 Km / 4.36 Km2 =11.01 Km-1

La densit di drenaggio ha generalmente valori molto alti nelle aree interessate dalla
presenza di terreni impermeabili, perch su di essi il reticolo idrografico si presenta
molto ramificato ( come per il bacino considerato ) e viceversa valori molto ridotti (
inferiore allunit ) per aree caratterizzate da elevata permeabilit. Inoltre la densit
di drenaggio diminuisce allaumentare del grado di copertura

vegetale del bacino

idrografico, poich il processo di infiltrazione nel suolo risulta favorito rispetto al


deflusso superficiale e il reticolo idrografico si presenta sempre meno ramificato.

Il bacino idrografico

15

Tali considerazioni ci permettono di concludere che il bacino analizzato risulta


piuttosto impermeabile e con un grado di copertura vegetale ridotto.

1.4.4. Calcolo dei parametri di rilievo


Tali

parametri

forniscono

le

informazioni

riguardanti

le

caratteristiche

altimetriche del bacino in esame, ovvero mettono in relazione le informazioni


areali con le dimensioni verticali proprie del rilievo. Fondamentale per il calcolo
dei parametri di rilievo la definizione delle altitudini principali, cio quella del
punto pi alto (Hmax) e quella della sezione di chiusura (Hmin), riferite al livello
medio del mare.

Nel bacino in esame il punto a quota pi bassa coincide con la sezione di chiusura,
la cui altitudine risulta essere :
Hmin = 0m
Poich infatti lasta principale si immette direttamente in mare .

Invece, il punto pi alto si trova ad una quota :


Hmax = 492m

Dislivello del bacino


Si definisce come la differenza tra laltitudine massima (quella del punto pi alto)
e laltitudine minima, cio quella della sezione di chiusura :
dH = Hmax - Hmin
Sostituendo i valori relativi al bacino in esame ricaviamo :
H = 492 - 0 = 492 m
Una volta determinato il dislivello del bacino, tracciamo le curve isometriche
necessarie per la determinazione degli altri parametri di rilievo.
Si definiscono curve isometriche, o isoipse, le curve congiungenti tutti i punti ad
eguale quota e rintracciabili direttamente sul supporto cartografico.

16

Esercitazione 1

Tuttavia per il calcolo dei parametri di rilievo di un bacino di dimensione non


molto estese risultano essere sufficienti dieci isoipse, separate tra loro di un passo
costante.
Per il bacino in esame scegliamo un passo pari a :
dH = H / 10 = 492 / 10 = 49.2 50

Tracciamo, quindi, dieci curve di livello separate di 50 m una dallaltra, come


mostrato in figura 1.6 .

Figura 1.6 : curve ipsometriche

Curva ipsografica
La curva ipsografica fornisce la distribuzione delle superfici nelle diverse fasce
altimetriche ed infatti, si definisce come la curva che riporta in ordinata le quote e
in ascissa le superfici di bacino, che si trovano al di sopra di esse; o anche come il
luogo dei punti del tipo :
Pi = (Hi , Si)
Con
Hi = quota della isoipsa presa in considerazione ;

Il bacino idrografico

17

Si = Superficie al di sopra della isoipsa suddetta .

Per esempio, nel nostro caso, la sezione di chiusura A e il punto pi alto Q saranno
ripettivamente :
A ( 0 , 4.36 )

Q ( 492 , 0 ) ;

Riportiamo, per il bacino in esame, le quote delle isoipse precedentemente scelte e


le superfici che stanno al di sopra di esse, attraverso la tabella in figura 1.7
facente parte del foglio di lavoro 2 del file .xsl relativo alla esercitazione 1 nel cd
allegato :

SUPERFICIE SU CARTA (cmq)


ALTEZZA(m.l.m)
SUPERFICIE REALE Kmq
ALTEZZA

6,74

500

450

0,0674

500

450

SUPERFICIE SU CARTA (cmq)


ALTEZZA(m.l.m)
SUPERFICIE REALE Kmq
ALTEZZA

250,48

285,09

200

150

2,5048

2,8509

200

150

44,08 109,21 169,66


400

300

250

0,4408 1,0921 1,6966

2,2323

400
9

350

223,23

350
10

300
11

336,27 392,62 433,95


100

50

3,3627 3,9262 4,3395


100

50

FIGURA 1.7: Tabelle dei dati relativi alle aree determinate dalla progressione delle curve di livello

250

18

Esercitazione 1

La curva ipsografica che si ricava dunque:

CURVA IPSOGRAFICA
600

ALTEZZA (m.l.m.) .

500
400
300

Serie1

200
100
0
0

SUPERFICIE (Kmq)
FIGURA 1.8:Curva ipsografica del bacino sito in Palazzi M.na(Reggio Calabria)

Curva ipsometrica
Strettamente connessa a quella ipsografica, la curva ipsometrica si ricava allo
stesso modo, ma riportando le altitudini e le superfici adimensionalizzate,
rapportate, cio, allaltitudine massima e alla superficie totale del bacino, come
riportato in tabella nella figura 1.9.

Il bacino idrografico

SUPERFICIE SU CARTA (cmq)


ALTEZZA(m.l.m)
SUPERFICIE REALE Kmq

6,74

500

450

SUPERFICIE ADIMENSIONALIZZATA

400

350

300

250

0,00

0,02

0,10

0,25

0,39

0,51

0,9

0,8

0,7

0,6

0,5

ALTEZZA ADIMENSIONALIZZATA

10

11

336,27 392,62 433,95

150

100

2,5048 2,8509

SUPERFICIE ADIMENSIONALIZZATA

250

400

200

ALTEZZA

300

0,4408 1,0921 1,6966 2,2323

250,48 285,09

SUPERFICIE REALE Kmq

350

450

ALTEZZA(m.l.m)

500

ALTEZZA ADIMENSIONALIZZATA
SUPERFICIE SU CARTA (cmq)

44,08 109,21 169,66 223,23

0 0,0674

ALTEZZA

19

50

3,3627 3,9262 4,3395

200

150

100

50

0,58

0,66

0,77

0,90

1,00

0,4

0,3

0,2

0,1

Figura 1.9: superficie e altezze rapportate ai valori massimi

La curva ipsometrica per il bacino in esame :

CURVA IPSOMETRICA
1

Altezza adimensionalizzata

0,9
0,8
0,7
0,6
0,5

Serie1

0,4
0,3
0,2
0,1
0
0,00

0,10

0,20

0,30

0,40

0,50

0,60

0,70

Superficie adimensionalizzata

FIGURA 1.10:Curva ipsometrica

0,80

0,90

1,00

20

Esercitazione 1

Dall andamento della curva ipsometrica possono dedursi alcune informazioni sul
grado di evoluzione del bacino attraverso il cosiddetto integrale ipsometrico, cio il
calcolo dellarea A* sottesa dalla curva stessa.
In particolare per:
A*<0.4, bacino allo stadio senile ;
A*>0.6, bacino allo stadio giovanile ;
0.4<A*<0.6, bacino in stato di maturit .
Per il calcolo dellarea sottesa alla curva ipsometrica esistono in letteratura numerosi
integrali, detti integrali ipsometrici. Nel condurre la nostra analisi abbiamo calcolato
larea utilizzando le capacit operative del CAD.
Possiamo concludere che si tratta di un bacino in uno stadio di maturit.

Altezza media
Laltezza media del bacino quellaltezza che, moltiplicata per la superficie S del
bacino risulta equivalente allarea sottesa dalla curva ipsografica.
Laltezza media si ricava a partire dalla curva ipsografica attraverso la seguente
eguaglianza :

Stot = [ (Hi + Hi+1) (Si+1 Si) ] / 2

(1)

Dove:
- il primo termine rappresenta il volume del parallelepipedo ideale avente per
superficie di base larea del bacino e per altezza proprio laltezza media, mentre il
secondo termine rappresenta il volume del trapezoide che sottende la curva
ipsografica.
- Hi e Hi+1 sono le altezze medie prese per ogni singola striscia compresa tra due curve
di livello consecutive.
- Si+1 e Si sono, invece, le aree di ogni singola striscia la cui somma fornisce larea
totale A del bacino.

Il bacino idrografico 21

In altri termini, si suddivide la superficie del bacino Stot in aree parziali Si


comprese tra due curve di livello e a ciascuna area si assegna una quota media Hm
pari alla media aritmetica delle quote delle curve di livello che la delimitano.

Dalla (1) si ricava :


= [ (Hi + Hi+1) (Si+1 Si) ] / 2 Stot

Sostituendo i valori precedentemente introdotti per tracciare la curva ipsografica


(tabella 1.5), laltezza media del bacino in esame, risulta essere :
= 234.4 m

Altezza mediana
Laltezza mediana laltezza alla quale corrisponde, nella curva ipsografica, la
met della superficie del bacino, cio quellaltezza al di sopra della quale
contenuta la met della superficie del bacino.
Laltezza mediana si ricava direttamente dalla rappresentazione della curva
ipsografica, tramite interpolazione lineare.

~
(2)

H = H +

H*( S S/2 )
( S S)

Dove
S / 2 corrisponde alla met dellarea del bacino ;
S larea immediatamente precedente ad S/2 ;
S larea immediatamente seguente ad S/2 ;
H laltezza corrispondente ad S .

I dati relativi al bacino in esame, facilmente rintracciabili sulla curva ipsografica,


sono :
H = 50 m ;
S = 1.70 Km2 ;

22

Esercitazione 1

S = 2.23 Km2 ;
S/2 = 2.17 Km2 ;
H = 300 m .

Sostituendo nella (2) si ricava :

H = H +

H*( S S/2 )
( S S )

= 50*(2,23-2,17)
(2,23-1,7)

+300 = 305,84 m. s.l.m.

1.4.5. Calcolo dei parametri caratteristici della pendenza


Linformazione altimetrica consente di determinare i parametri riguardanti la
pendenza, come la pendenza media del bacino e quella dellasta principale, da cui
dipendono, a loro volta, le caratteristiche cinematiche della rete scolante.

Pendenza media del bacino


Il calcolo della pendenza media del bacino calcolabile come media pesata delle
pendenze di ogni tratto di area tra le curve di livello e la superficie totale :
b = (1 / S)* ibi Si

(4)

Con :
Si = superficie della i-esima porzione in cui il bacino viene diviso dalle curve di
livello precedentemente considerate ;
ibi = pendenza della i-esima porzione di bacino Si ;
S = superficie totale del bacino in esame .

La superficie della i-esima porzione , se approssimata ad un trapezio, e data dalla


formula:
Si = ( li + li+1 )*di / 2

Il bacino idrografico

23

dove :
li , li+1 = lunghezze delle isoipse successive che delimitano la porzione ;
di = distanza tra le due curve di livello suddette .

Sostituendo nella formula (4), dopo semplici considerazioni di tipo trigonometrico e


passaggi matematici, si ricava :
B = ( H / S )* li

(5)

Ovvero, la pendenza media del bacino risulta dipendere unicamente da :


H = dislivello costante tra le curve isometriche considerate ;
S = superficie totale del bacino ;
li = sommatoria delle lunghezze delle isoipse suddette .

E necessario sottolineare che la formula appena introdotta valida solo nel caso in cui
siano soddisfatte le seguenti condizioni :

a) la prima curva di livello passi per la sezione di chiusura ( l1 = 0 ) ;


b) lultima curva di livello passi per il punto a quota pi elevata ( ln = 0 ) .

Se queste due condizioni non sono soddisfatte necessario sommare alla formula (5)
un termine correttivo C pari a :
C = [ (1-(H/H))*l1 + (1-(H/H))*ln ]
Dove :
H = differenza di quota tra la prima curva di livello e la sezione di chiusura ;
H = differenza di quota tra lultima curva di livello e il punto pi alto ;
l1 = lunghezza della prima isoipsa ;
ln = lunghezza dellultima isoipsa .

Nel caso del bacino in esame le condizioni a) e b) risultano soddisfatte, quindi poich :

24 Esercitazione 1

H = 50m ;
S = 4.36Km2 ;
li = 41.722km.
la pendenza media :
B = 0.48 = 48%

Pendenza dellasta principale


Per calcolare la pendenza dellasta principale non sono pi sufficienti le dieci curve
isometriche precedentemente considerate, ma bisogna far riferimento a tutte le isoipse
che passano per il bacino ed intersecano lasta principale.
In termini di calcolo possibile seguire due strade:
-metodo grafico ;
-metodo analitico .
-Metodo grafico
Questo procedimento consiste nel considerare innanzitutto un grafico che riporti in
ascissa le lunghezze delle curve di livello e in ordinata le quote corrispondenti, che
rappresenta il profilo longitudinale dellasta principale.
A questo punto, la pendenza dellasta principale sar il coefficiente angolare della
cosiddetta retta di compenso, cio la retta orientata in modo da determinare due aree
uguali (Fig. 1.11)

QUOTA(m s.l.m.)

PROFILO LONGITUDINALE ASTA PRINCIPALE


500
450
400
350
300
250
200
150
100
50
0

Serie1

0,4

0,8

1,2

1,6

2,4

2,8

3,2

3,6

LUNGHEZZA (Km)

Figura 1.11:la linea in rosso e la retta di compenso

4,4

4,8

Il bacino idrografico

25

Tracciata la retta di compenso, come mostrato in figura 1.11, la pendenza media del
bacino uguale al percento del coefficiente angolare della retta di compenso in rosso

Ia =4,97%

Metodo analitico
Questo metodo del quale la (6) lespressione analitica per il calcolo diretto ottenuto
dalla formula di Chzy per la velocit di un fluido e da alcune considerazione fisiche
sulla natura del fluido e sulla struttura del reticolo idrografico :

ia = [ La / ( ( Li+1 Li ) / ii ) ] 2

(6)

Dove:
La = lunghezza dellasta principale ;
Li+1 Li =lunghezza delli-esimo tratto di fiume del reticolo
ii = pendenza delli-esimo tratto

la pendenza risulta essere circa del 5,17% calcolata analiticamente.

1.4.6. Calcolo dei parametri cinematici

I parametri riguardanti la pendenza permettono di calcolare i dati riguardanti le


caratteristiche

cinematiche

della

rete

scolante,

quali

il

percorso

medio

di

ruscellamento ed il tempo di corrivazione.

Percorso medio di ruscellamento


Si definisce come il percorso medio che una gocciolina dacqua percorre allinterno del
bacino e si calcola attraverso la seguente formula :

26 Esercitazione 1

Lr = 1 / [ 2*Dd*( 1 ia / b ) ]

Con
Dd = densit di drenaggio ;
ia = pendenza dellasta principale ;
b = pendenza media del bacino .

Per il bacino in esame :


Dd =11,01;
ia =5,17;
b =48;

Quindi il percorso medio di ruscellamento :


Lr =4,8
Tempo di corrivazione
Per un assegnato bacino si definisce tempo di corrivazione, il tempo impiegato da una
goccia dacqua caduta nel punto a quota pi elevata per raggiungere la sezione di
chiusura e pu essere definito attraverso le seguenti formule :
Formula di Giandotti
Tc = ( 4*S + 1.5*La ) / [ 0.8* ( H Hmin ) ]

Dove :
S = superficie del bacino ;
La = lunghezza dellasta principale ;
H = altezza media ;
Hmin = altitudine della sezione di chiusura .

Il bacino idrografico

27

Per il bacino in esame :


S = 4,35 Kmq ;
La =4,48 Kmq ;
H = 243 ;
Hmin =0 .

Il tempo di corrivazione risulta essere :


Tc =1,22 h
La consistenza dimensionale di tale risultato e dato dal fatto che i fattori numerici che
compaiono non sono adimensionali.

Formula di Kirpich
Tc = 0.000325*[ ( La ) ^ 0.77 ]*[ ( b ) ^ ( -0.385 ) ]
Con :
b = pendenza media del bacino ;

il tempo di corrivazione secondo Kirpich non stato calcolato perch la relativa


formula stata scritta per bacini appartenenti al suolo americano e quindi inadatti al
nostro bacino.

1.5. Gerarchizzazione del bacino


Le reti fluviali possono essere ordinate secondo criteri gerarchici che derivano dalla
disposizione dei rami.
Uno dei sistemi di numerazione pi usati quello di Horton-Straheler per la
determinazione dellordine del bacino, cio dellordine dellasta principale che arriva
nella sezione di chiusura.
Il metodo di Horton-Straheler consiste nellattribuire ordine 1 ai corsi dacqua ( o
tronchi ) di prima formazione, cio che hanno origine direttamente dalla sorgente e
senza affluenti. Due tronchi di primo ordine a valle del loro punto di confluenza danno

28 Esercitazione 1

origine a un segmento di 2 ordine. Due rami del secondo ordine, confluendo


determinano un corso dacqua del 3ordine e cos via.
In generale, la gerarchizzazione secondo Horton-Straheler si fonda sulle seguenti tre
regole:
-quando confluiscono due tronchi di ordine k, ne deriva uno di ordine k+1 ;
-se un corso dacqua di ordine k incontra uno di ordine k+1, si origina un tronco di
ordine k+1 ;
-se un tronco di ordine k si versa in uno di ordine k+2 o superiore, non ne fa cambiare
la numerazione gerarchica e viene detto anomalo .
adoperando il metodo di Horton-Straheler la gerarchizzazione del bacino in esame
risulta come in figura 1.12 :

Figura 1.12: gerarchizzazione dei corsi dacqua

il nostro bacino ha quindi ordine 5.

Il bacino idrografico

29

Rapporto di biforcazione medio


La numerazione gerarchica del bacino permette la definizione del rapporto di
biforcazione medio, definito dalla seguente espressione :

Rb,k = ( Rb,k ^ nk )

Dove:
Rb,k = rapporto di biforcazione, cio il rapporto tra il numero di tronchi di ordine k e
quelli di ordine k+1 ;
Rb,k = Nk / Nk+1
nk = coefficiente, calcolabile dalla relazione :
nk = 6k (kmax k) / (kmax ( kmax2 1))

Per il bacino in esame, come si evince dalla figura, ricaviamo la seguente tabella che
riporta il numero di tronchi per ciascun ordine rilevato :
NUMERO ORDINE
TRONCHI k
231

50

12

Il rapporto di biforcazione medio risulta essere :

Rb,k = 5.752951

30 Esercitazione 1

Regole di Horton
Le regole di Horton sono delle relazioni empiriche che ci permettono di verificare
lesattezza dei calcoli effettuati attraverso lappartenenza dei risultati ad un
particolare range.

I regola di Horton o regola del numero dei corsi dacqua


Tale legge stabilisce che per ogni ordine k il rapporto di biforcazione soddisfi la
seguente relazione :
1.5 < Rb < 5.5

con

Rb = Nk / Nk+1

nel nostro caso :


Rb1 = 231/50 = 4.62
Rb2 = 50/11 = 4.47
Rb3 = 11/2 = 5,5
Rb4 = 2/1 = 2

II regola di Horton o regola delle lunghezze medie


Stabilisce per ogni ordine k il fattore Rl sia compreso nel seguente range :
10 < Rl < 3.5

con

Rl = Lk / Lk-1

dove :
Lk = lunghezza media dei corsi dacqua di ordine k ;
Lk-1 = lunghezza media dei corsi dacqua di ordine k-1 .

Il bacino idrografico

III regola di Horton o regola delle aree medie


Stabilisce per ogni ordine k il fattore Rb sia compreso nel seguente range :
3 < Rb < 6

con

Rb = Ak / Ak-1

dove :
Ak , Ak-1 = superfici medie tra due curve isometriche successive .

31

2
Le precipitazioni

2.1. Introduzione
Dopo aver studiato le caratteristiche morfometriche del bacino ed averne individuati i
parametri riguardanti il rilevo e la pendenza, lanalisi idrologica si sposta sulla
valutazione e lelaborazione statistica dei dati pluviometrici.

2.2. Genesi e formazione della precipitazione


Il punto di partenza per la genesi delle precipitazioni meteoriche rappresentato
dallinnalzamento delle masse daria calda, che raggiunta una quota compresa tra
12000 e i 20000 m , d luogo alla formazione delle nubi, la cui composizione varia con
la temperatura.
In modo particolare troviamo :
-particelle dacqua, per t > 0C
-particelle dacqua e cristalli di ghiaccio, per 0C < t < -40C
-cristalli di ghiaccio, per t< -40C
In generale le particelle dacqua presenti nelle nubi hanno diametri molto ridotti,pari
a 10 30 m.
Di conseguenza esse sono mantenute sospese dalle correnti ascensionali dellatmosfera
e devono necessariamente ingrossarsi (fino a 0.5 2 mm) per dar luogo alle
precipitazioni.
Lingrossamento delle particelle dacqua aviene attraverso due fenomeni:


Condensazione ;

Coalescenza .

Il fenomeno di condensazione determinato dalle differenze di tensione di vapore tra


le particelle; infatti sono proprio le goccioline dacqua con minor tensione ad

Le precipitazioni

33

ingrossarsi, raggiungendo diametri intorno ai 100 m. favorite dalla presenza dei


cosiddetti nuclei di condensazione, cio particelle diverse dallacqua, prevalentemente
costituite da sali .
Le dimensioni delle particelle condensate risultano ancora insufficienti.
Alla condensazione deve allora seguire la coalescenza, fenomeno prodotto dagli urti
elettrostatici, attraverso i quali le particelle pi grandi inglobano le pi piccole,
raggiungendo i 2 mm di diametro e determinando la precipitazioni atmosferiche.

2.3. Misura delle precipitazioni


Prima di procedere allelaborazione statistica dei dati pluviometrici, necessario
introdurre due nozioni fondamentali per lanalisi idrologica, ovvero quelle di altezza di
precipitazione e periodo di ritorno.
Altezza di precipitazione
Detta anche altezza di pioggia, rappresenta laltezza dello strato liquido ricavata sul
suolo se lacqua non evaporasse, non defluisse superficialmente, non si infiltrasse e
non si raccogliesse nelle depressioni superficiali, ovvero in presenza di un terreno
totalmente pianeggiante e impermeabile ed in assenza di sole. Su tale principio sono
basati gli strumenti di misurazione che sono di tre tipi: pluviometri, pluviografi,
nivometri.

2.3.1. Il pluviometro
I pluviometri, strumenti semplici che vengono utilizzati per tali misurazioni e sono
formati da un ricevitore ad imbuto munito di un orlo tagliente che si appoggia su un
recipiente raccoglitore. Grazie ai dati ottenuti dal pluviometro possiamo calcolare
lintensit media di pioggia in relazione al tempo al quale ci si riferisce. Lintensit
istantanea dunque data dalla tangente in ogni punto alla curva integrale delle
precipitazioni. Nelle parte superiore dello strumento viene applicata una rete
metallica che non permette levaporazione dellacqua, una delle principali cause con
la presenza del vento di errori di misurazione. Dotazione aggiuntiva dei pluviometri
sono gli schermi che permettono di allargare la superficie ricettiva ed evitano i fastidi

34 Esercitazione 2

dovuti alla presenza del vento. La scelta della


posizione dello strumento fondamentale per
ottenere

un

dato

reale,

infatti,

bisogna

collocare il pluviometro con una distanza dagli


ostacoli vicini pari al doppio dellaltezza
massima dei suddetti impedimenti. In caso di
terreni sconnessi bisogna riuscire a collocare
la bocca dello strumento parallelamente al
terreno ed ortogonale rispetto alla direzione
della caduta atmosferica. A fianco (fig. 2.1) si
vede lo schema di funzionamento di un
pluviometro, mentre nella figura in basso
(fig.2.2) e riportato un moderno pluviometro
digitale.

Figura 2.1: schema di funzionamento di un pluviometro

Figura 2.2: pluviometro a bascula

Le precipitazioni

35

2.3.2. Il pluviografo
IL pluviografo uno strumento pi preciso e ci permette di conoscere e di
comprendere la variazione dellintensit di pioggia e dellaltezza di precipitazione
costantemente. Si tratta dunque di uno strumento meccanico per la misurazione delle
precipitazioni atmosferiche. Il pluviografo costituisce un'unit di rilevazione autonoma
(comprende infatti sensore, registratore grafico e alimentazione) e necessita solo
di essere collegato all'imbuto di cattura, allo scopo di raccogliere le precipitazioni.
Questo registratore
particolarmente
indicato

per

il

monitoraggio

della

pioggia e rappresenta
un

componente

essenziale all'interno di
una

tipica

stazione

climatologica,
comprende

ulteriori

strumenti

per

restanti
fondamentali,

quali

pressione,

che

umidit,

parametri
temperatura.

Esistono tre tipi di pluviografo: a bascula, a sifone e totalizzatore.


Utilizzando il pluviografo a bascula la pioggia raccolta dall'imbuto, transita
attraverso il dispositivo di rilevazione - a vaschetta oscillante - nel registratore, ed
quindi

scaricata

all'esterno

dello

strumento.

Il

Pluviografo

funziona

grazie

all'oscillazione di una vaschetta in metallo leggero, tarata per una sensibilit di


0,2mm/mq di pioggia. La vaschetta divisa in due compartimenti ed oscilla
liberamente come una bilancia intorno ad un asse orizzontale; quando 0,2mm/mq di
acqua hanno riempito un compartimento, la vaschetta scatta in posizione ed il suo
movimento trasmesso alla penna scrivente, che registra le informazioni su un
diagramma graduato. La registrazione consiste in una serie di tracce discontinue e la

36 Esercitazione 2

distanza fra ogni traccia rappresenta l'intervallo di tempo fra precipitazioni di


0,2mm/mq. Un sistema di ingranaggi consente alla penna di tracciare il diagramma in
entrambe le direzioni - dal basso in alto e viceversa - e ripetutamente: pertanto la
scala di misura virtualmente illimitata.
La perdita pari al 5% di pioggia caduta ed
dovuta al movimento dei recipienti dovuto al
giogo (sistema vasculante).
Lunica differenza del pluviografo a sifone
la presenza appunto di un semplice sifone
che tende a riempirsi fino al successivo
adescamento

che

permette

di

scaricare

lacqua allesterno dello strumento, ma il


meccanismo

della

punta

scrivente

utilizzato

il

capace

di

pressoch uguale.
In

montagna

pluviografo

invece

viene

totalizzatore

misurare e registrare la caduta di pioggia per mesi in condizioni ambientali estreme


ed in luoghi difficilmente accessibili; per tale motivo si tratta di uno strumento alto 5/6
metri e con una bocca di circa un metro. Sul fondo di questo strumento viene
depositata una buona quantit di olio, che impermeabilizza lacqua, e di liquido antigelo che essendo pi leggeri dellacqua stagnano su di essa e non permettono il
congelamento della stessa, che provocherebbe il blocco del sistema ed una diminuzione
del volume reale.

2.3.3. Il nivometro
Il nivometro uno strumento che raccoglie la neve per calcolare laltezza media del
manto nevoso, la quantit di neve caduta al suolo, la corrispondente quantit di acqua
calda necessaria per sciogliere completamente la neve ed il numero di giorni per i
quali la neve rimane al suolo senza considerare nevicate successive. Il nivometro ha
unapertura di circa 30/40 centimetri e viene posto in localit montuose esposte spesso

Le precipitazioni

37

a lunghe nevicate. Nei luoghi con abbondanti quantit di neve si


cerca di fondere la neve caduta in modo che non abbia ad ostruire
lo strumento, o con il calore diretto fornito da una resistenza
elettrica e con limmettervi una quantit nota di acqua calda che
poi

viene

sottratta

dal

totale

misurato,

ma

si

provoca

levaporazione e si tende a falsare i dati ottenuti.

2.4. Impiego dei dati pluviometrici


La misura dei dati pluviometrici appannaggio dello stato che esplica questa funzione
mediante una rete di strumenti posti sul territorio italiano. La singola localit in cui si
effettuano le misurazioni prende il nome di stazione ed i dati relativi ad ogni stazione
vengono riportati anno per anno negli annali idrologici.

2.4.1. Annali idrologici


Gli annali idrologici costituiscono uno strumento fondamentale per la progettazione idraulica,
poich raccolgono tutti i dati pluviometrici registrati durante lanno sul territorio italiano, che
presenta circa uno strumento ogni 80 Km2.
La parte di maggior interesse dal punto di vista ingegneristico la seconda, riportante le
informazioni generali sulle stazioni pluviometriche di riferimento (nome, posizione sul livello
medio del mare, strumenti adoperati e caratteristiche), cui seguono una serie di tabelle, sei per
stazione.

I Tabella
La pi importante, poich riporta i dati dei pluviometri, in particolare il valore medio giornaliero e
mensile dellaltezza di precipitazione, il massimo annuale e il numero di giorni piovosi*.

II Tabella
Rappresenta un riepilogo della prima, con maggior attenzione ai dati mensili ed annuali.

38 Esercitazione 2

III Tabella
Riporta i dati dei pluviografi e, in particolar modo, i massimi annuali di pioggia per periodi di 1, 3,
6, 12, 24 ore, con i giorni di misurazione.
IV Tabella
Raccoglie i valori riguardanti le massime precipitazioni dellanno per periodi di pi giorni
consecutivi.
V Tabella
Riporta i dati delle pioggie di breve durata e forte intensit.
VI Tabella
Riguarda le precipitazioni nevose, attraverso i valori registrati dai nivometri.

2.4.2. Analisi statistica


Questi dati sono il punto di partenza per valutare parecchi parametri in fase di progettazione tramite
una elaborazione statistica. La seconda fase dellanalisi idrologica riguarda la stima della cosiddetta
portata al colmo per un assegnato bacino ad un fissato periodo di ritorno T. Si definisce periodo
di ritorno T, lintervallo di tempo medio tra due successive realizzazioni di un evento.
Esso rappresenta unipotesi fondamentale nella progettazione idraulica, in quanto
risulta proporzionale allimportanza dellopera e ai rischi derivanti da possibili errori o
guasti. Come gi anticipato, la valutazione dei dati pluviometrici viene condotta attraverso
lapplicazione di leggi di distribuzione statistica, al fine di calcolare la probabilit che venga
superato un determinato valore di soglia, nel caso particolare la portata al colmo Qc.
I valori della portata al colmo, o portata massima, potrebbero anche essere ricavati attraverso
diverse espressioni, come :

Formula di Pagliaro ;

Formula di Tonini ;

Formula di Gherardelli-Marchetti.

Che per trovano difficile applicazione in quanto la loro affidabilit se paragonata ai risultati
della statistica molto bassa e si corre il rischio di sovrastima o sottostima della portata.
Questo perch queste sono formule empiriche.

Le precipitazioni

39

La distribuzione statistica usata pi frequentemente (ed anche la pi antica) la legge di


Gumbel; altre leggi sono la TCEV (two components estreme values), la distribuzione di
Weibull(pi adatta alle onde di mare) e la legge di Frchet.
La correttezza della scelta della legge statistica pu essere facilmente verificata attraverso il
test di Pearson.
Infine lutilizzo di una distribuzione statistica, permette di riportare i dati su carta probabilistica
e consente il calcolo delle portate al colmo per fissati periodi di ritorno e la risoluzione di molti
problemi legati al rischio e al periodo di ritorno stesso.

2.5. Svolgimento dellesercitazione 2


In seguito vedremo lapplicazione di quanto finora detto su dati reali effettuati sul
bacino idrografico di interesse del fiume Ruffa la cui estensione areale di circa 312
Km2.
Per poter stimare i parametri della distribuzione di probabilit, che si suppone sia una
Gumbel, necessario ricavare alcuni dati.
La legge di Gumbel, che

esprime la probabilit che una variabile aleatoria X sia

superiore a una soglia prefissata x, matematicamente espressa dalla seguente


formula:

P=(Xx)=e

- ( x u )

Si ritenuto opportuno dato lingente quantit di calcoli da effettuare, onde evitare


errori di qualsiasi natura che incorrerebbero nel calcolo a mano (non ultima la
propagazione dellerrore nelle approssimazioni successive dei dati) di impostare un
foglio di calcolo Microsoft excel(esercitazione 2 del cd allegato) i cui risultati sono pi
avanti riportati. Nella tabella derivata completamente dallambiente di lavoro del
foglio di calcolo esprimiamo tutti i dati necessari allo svolgimento della legge di
Gumbel, in questa sequenza:
1. nella prima colonna sono stati riportate le misurazioni dei massimi annuali
delle portate al colmo Qc (m3/s) tratti dagli Annali ideologici ;

40 Esercitazione 2

2. nella seconda colonna sono stati riportate le stesse misurazioni in ordine


crescente;
3. la terza colonna riporta le ordinalit (i) relativi ai precedenti dati di portata;
4. la quarta colonna riporta le frequenze (Fi) relative ad ogni dato di portata. La
frequenza stata calcolata tramite la formula di Green-gotten:

Fi =

i 0.44
N + 0.12

dove
i lordinalit

N il numero di dati di portata


5. la quinta colonna riporta i valori della variabile standardizzata (z), definita
secondo la relazione seguente:
z = - ( x u)
Per il calcolo di questi valori applichiamo il logaritmo neperiano ad entrambi
i membri della legge di Gumbel:
- ( x u )
P = ( X x ) = e e
- ( x u )
ln P = ln e - e
ln P = -e (x-u)

cambiando il segno ad entrambi i membri:

-ln P = e (x-u)

che uguale a

ln1-ln P=e (x-u)

per le propriet dei logaritmi diventa

ln 1/ P = e (x-u)
applichiamo nuovamente il logaritmo ad entrambi i membri:
ln ln 1/P = ln e (x-u)

ovvero:

ln ln 1/P = (x-u)
Essendo la variabile ausiliaria definita come: z = (x-u)
Si ha :

z = -ln ln

1
P

Le precipitazioni

41

Per il teorema del limite centrale, la frequenza Fi si pu considerare


uguale alla probabilit P, in quanto i dati risultano essere poco numerosi.
Cos possibile calcolare i valori di z come:

z = -ln ln

1
Fi

6. la sesta colonna riporta i dati relativi al tempo di ritorno T, calcolato dalla


seguente espressione:
T=

1
1-P

I dati sono riportati nella tabella nella pagina successiva.

42 Esercitazione 2

VALORI DI PORTATA

VALORI DI PORTATA
IN ORDINE
CRESCENTE

ORDINALITA'
(i)

FREQUENZA DELLA
I-ESIMA
PORTATA(GREENGOTTHEN)

PARAMETRO
GUMBELIANO
(z)

TEMPO DI
RITORNO (T)

380

34

0,0214

-1,3461

1,0219

460

58,6

0,0597

-1,0360

1,0635

421

97

0,0980

-0,8427

1,1087

291

98

0,1363

-0,6896

1,1578

174

98

0,1746

-0,5570

1,2115

238

101

0,2129

-0,4364

1,2704

283

110

0,2511

-0,3233

1,3354

292

113

0,2894

-0,2150

1,4073

501
110
58,6
98
156
135
238
226
336
381
101
144
135
97
113
141
98
34

135
135
141
144
156
174
226
238
238
283
291
292
336
380
381
421
460
501

9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26

0,3277
0,3660
0,4043
0,4426
0,4809
0,5191
0,5574
0,5957
0,6340
0,6723
0,7106
0,7489
0,7871
0,8254
0,8637
0,9020
0,9403
0,9786

-0,1094
-0,0051
0,0991
0,2044
0,3117
0,4222
0,5371
0,6578
0,7859
0,9236
1,0738
1,2406
1,4298
1,6510
1,9206
2,2716
2,7874
3,8317

1,4875
1,5773
1,6787
1,7940
1,9263
2,0796
2,2595
2,4735
2,7322
3,0514
3,4550
3,9817
4,6978
5,7281
7,3371
10,2031
16,7436
46,6429

TOTALE DATI

26

26

Figura. 2.2:tabella con portate e parametri della distribuzione di gumbel

Le precipitazioni

43

2.5.1. Metodo dei momenti


Per calcolare i parametri della distribuzione di Gumbel, abbiamo usato il metodo dei momenti
secondo il quale la media campionaria m (x) uguale alla media della popolazione (x).
m(x) = (x) = i xi / N
dove xi li-esimo scarto di portata
Lo scarto quadratico medio campionario s (x) uguale allo scarto quadratico medio
della popolazione (x) :

s (x) = (x) =

1 [ xi - (x) ] 2
N-1

I nostri calcoli :
m(x) = (x) = i xi / N = 6674 / 40 = 216,98 m3/s

s (x) = (x) =

1 [ x - (x) ]
i
N 1

= 131,53 m3/s

Possiamo adesso calcolare i parametri caratteristici ed u

1.283
s( x)

1.283
116.67

0.00973

u = m (x) 0.45 s (x) = 166.85 - (0.45 * 116.67) = 157,795

a partire da questi risultati ottenuti possibile riportare su carta probabilistica i dati


ottenuti. Un grafico che ha due ordinate in cui viene riportata la variabile
standardizzata z ed il tempo di ritorno ed in ascissa troviamo la progressione ordinata
delle portate. E visualizzata anche la retta che interpreta al meglio i dati.(fig. 2.3)

44 Esercitazione 2

Diagramma di Gumbel
4,500

Probabilit (F)

3,500
2,500
1,500
0,500
-0,500
-1,500
0

50

100

150

200

250

300

350

400

450

500

550

Portate (Q)

Figura 2.4:cartogramma di Gumbel

2.5.2. Verifica del test di Pearson


Per verificare se i dati ottenuti sono esatti e,quindi se la legge verificata, abbiamo
utilizzato il Test di Person o del 2
2
2
risulti minore al tabellato
.
Secondo tale test, si deve verificare che il calcolato
2
Il calcolato
si ottiene tramite la seguente espressione:

2
calcolato
=

i =1

dove:

K il numero di classi

ni nPi
nPi

Le precipitazioni

45

ni il numero di elementi appartenenti a ciascuna classe


n il numero di dati a disposizione
Pi la probabilit i-esima che ciascun elemento appartenente alla classe si verifichi
2
necessario conoscere il numero di classi (k) che si
Dunque, per poter calcolare il calcolato

ottengono individuando i gruppi equiprobabili:

n
5

Dove
n il numero dei dati a disposizione

I nostri dati

n =40

n
= 26/5 = 5,2
5

Se deve essere K 5,2, si avr K =8


Individuato il numero di classi, abbiamo costruito una tabella in cui, per ogni classe, sono state
riportate le relative probabilit Pi, il numero di elementi appartenenti a ciascuna classe ni, ed i valori
limite delle portate (Q limite) che rientrano in ogni singola classe.

Pi =

1 1
= = 0.20
k 5

Qi =

ln ln

1
Pi

Qlim1 = 157.795

1
1
ln ln
= 108,89m3 / s
0.00973
0.20

46 Esercitazione 2

Qlim2 = 157,795

1
1
ln ln
= 166.77 m3 / s
0.00973
0.40

Qlim3 = 157,795

1
1
ln ln
=226,82 m3 / s
0.00973
0.60

Qlim4 = 157,795

1
1
ln ln
= 311,92 m3 / s
0.00973
0.60

Qlim5 = 157,795

1
1
ln ln =
0.00973
1

la tabella in figura 2.5 estratta dal nostro foglio di lavoro mostra i dati ottenuti

VALOR LIMITE DI PORTATA

NUMERO DI
VALORI
PRESENTI

(VALORI
PRESENTI VALORI
PREVISTI)^2

0,2

0 x 108,89

0,64

0,4

108,89 x 166.77

3,24

0,6

166,77 x 226,82

10,24

0,8

226.82x311.92

0,04

311,92x

0,64

CLASSI

PROBABILITA' i-ma
classe

Figura 2.5: dati in entrata per il test di pearson

2
Da questi dati risulta che il calcolato
:

(ni nPi ) 2
14.08
=
=
= 2,84
nP
5.2
i =1
K

2
calcolato

In base al Test di Pearson si deve verificare che

Le precipitazioni

2
calcolato

47

2
tabellato
.

2
Dato che tabellato
pari a 5,99 a livello di significativit del 5%, la legge scelta dunque

verificata (vedere tabella in figura 2.6 per vedere come stato individuato al valore al test
di Pearson.

2.5.3. Calcolo di portate e rischio tramite la legge di Gumbel


Calcolo della probabilit di superamento della portata di piena tramite
le leggi empiriche
Per valutare la probabilit di superamento della portata di massima piena Qp
(m3/s) si ricorre alle formule di:
a) Pagliaro;
b) Tonini;
c) Gherardelli Marchetti.

a)

Formula di Pagliaro (1936)


( S = 312 km2)

Qp1 = S

b)

2900
2900
= 312 *
= 2250,07 m3/s
S + 90
312 + 90

Formula di Tonini
(cp = 1; T = 100 anni)
Qp2 = (1 + 68S 0.5 )C p * S 0.8 (1 + 1,18LogT ) =
(1+68*312-0.5)*1*312 0.8 * (1 + 1.18 Log100) = 1612,1 m3/s

c)

Formula di Gherardelli Marchetti


(q100 = 5 m3/s/km2 )

48 Esercitazione 2

Qp3 = S * Q100

100

2 / 3

312
= 312*5*

100

2 / 3

= 730,61 m3/s

Per calcolare la probabilit di superamento della portata di massima piena e


dunque il rischio, bisogna verificare una delle tre leggi:
(x u )
P (x Qpi) = e e

Dunque la probabilit di superamento sar:

P(x > Qpi ) = 1- P (x Qpi)

a) P (x Qp1) = e

e (x u )

= e e

Q u

c1

= e

e0.00973(2290114.34)

= 0.99

R = 1 - P = 1 0.99 = 0.01

(x u )
b) P (x Qp1) = e e
= e e

Q u

c2

= e

e0.0109(536.37114.34)

4.600
= e e
= 0.99

R =1 P = 1 0.99 = 0.01

(x u )
= e e
c) P (x Qp1) = e e

Q u

c3

= e

e0.0109(600.19114.34)

5.295
= e e
=

0.9962
R = 1 P = 1 0.99 = 0.0038

ESPRESSIONE

QP(m^3/s)

PROB.DI NON
SUPERAMENTO

RISCHIO

PAGLIARO

2250,746

100,00%

0,00%

TONINI

1612,061

100,00%

0,00%

GHERARDELLI

730,6144

99,62%

0,38%

La scarsa affidabilit delle tre leggi palesata dal rischio calcolato con Gumbel.

Le precipitazioni

49

Calcolo della probabilit di superamento della portata di massima piena


mediante la legge di Gumbel
Per valutare le portate Qc1, Qc2, Qc3, corrispondenti rispettivamente al periodo di
ritorno T1 = 50 anni,T2 = 100 anni, T3 = 200 anni, consideriamo Qci la nostra incognita
da ricavare tramite la legge di Gumble:
P (x Qp1) = e

e (x u )

= e e

Q u

ci

Q u

ln P = - e

u);
da qui si ha che:
Qc = u -

Essendo P = 1 -

1
1
ln ln

T
sostituendo si ha:
T 1

XT = Qc = u -

1
T
ln ln

T 1

Dunque

X 50 = Qc1 = 114.34 -

1
50
ln ln
= 472.32 m3/s
0.0109
49

X100 = Qc2 = 114.34 -

1
100
ln ln
= 536.37 m3/s
0.0109
99

X200 = Qc3 = 114.34 -

1
200
ln ln
= 600.19 m3/s
0.0109
199

ln ln

1
= - (Qc
P

50 Esercitazione 2

La probabilit che la portata Qci venga superata almeno una volta in X anni
:
1
.
T

R = 1 P , dove P = 1 -

Considerando il numero di anni di riferimento in cui la

portata deve essere verificata (N), ed effettuando le opportune sostituzioni, risulta:

1
R = 1 1
T

Probabilit che la portata Qc1 venga superata almeno una volta in 50 anni:

R = 1 1
50

50

= 0.64 = 64%

La portata Qc (m3/s) cui corrisponde un rischio R = 5% in un periodo T = 50


anni :

Qc

ln N

ln ln

1
(1 R )

114.34 +

ln 50
0.0109

1
0.0109

ln ln

1
(1 0.05)

= 741.71 m3/s

La durata N (anni) del periodo per il quale la portata Qc presenta un


rischio pari al 2.5 % :

1 R

1 0.025

ln

=
e

( Q c u )

ln

=
e

0.0109( 425.375114.34)

= 25 anni

3
La distribuzione spaziale delle piogge

3.1 Distribuzione spaziale delle piogge


Il concetto di portata, analizzato nellesercitazione precedente, strettamente
connesso agli eventi meteorici che caratterizzano il bacino, tuttavia facilmente
intuibile come una generica precipitazione non interessa in maniera uniforme e
costante tutta la superficie del bacino stesso.
A questo proposito grande importanza assume lo studio della distribuzione spaziale
delle precipitazioni, condotta principalmente attraverso il metodo delle isoiete, dove
per isoiete si intendono i luoghi dei punti caratterizzati da uguale altezza di pioggia.
In generale, si ipotizza che la variazione dellaltezza di precipitazione h sia lineare e
avvenga proporzionalmente alla quota.
Spesso, inoltre, non si considerano i valori puntuali registrati dalle stazioni di misura,
bens le medie annuali, in modo che la rappresentazione delle isoiete non sia legata
solo ad un particolare evento meteorico, ma possa essere valida per un periodo di
tempo molto lungo.

3.2 Afflusso meteorico: definizione e calcolo


Si definisce afflusso meteorico, il volume dacqua che cade su una determinata
superficie in un determinato intervallo di tempo.
Il tracciamento delle isoiete, permette il calcolo dellafflusso meteorico, attraverso la
stima del cosiddetto volume di controllo o del solido di pioggia.

52 Esercitazione 3

Volume di controllo
Volume del solido avente per base il fondo piano del bacino (o dei corsi dacqua), per
superficie laterale quella costituita dalle direttrici verticali condotte per i punti dello
spartiacque e per tetto un piano a quota tale da inglobare tutta la vegetazione del
bacino.
Lacqua della precipitazioni entra nel volume di controllo dalla superficie superiore o
da quella laterale, se il vento determina inclinazioni della precipitazione.
Nel primo caso, lafflusso meteorico coincide con il volume dacqua misurato a terra;
nel secondo caso ci rimane valido solo se lo sviluppo verticale del solido piuttosto
ridotto rispetto a quello orizzontale.
In caso contrario, oppure se lo strumento di misura anchesso inclinato, lafflusso
meteorico non coincide pi con lacqua misurata a terra e bisogna fare riferimento al
cosiddetto solido di pioggia

Solido di pioggia
Solido con base coincidente con la superficie orizzontale del bacino, superficie laterale
di tipo cilindrico a generatrici verticali e tetto piano ad una quota puntuale pari
allaltezza di pioggia misurata a terra.

Per il calcolo del volume del solido di pioggia, coincidente con lafflusso meteorico
esistono due metodi:
-metodo delle isoiete ;
-metodo dei topoieti .

3.2.1 metodo delle isoiete


Consiste nel considerare il bacino suddiviso in pi aree dalle isoiete, coincidenti con le
curve isometriche per lipotesi di diretta proporzionalit tra la quota e laltezza di
pioggia.

La distribuzione spaziale delle piogge

53

Il volume del solido dato dalla somma dei prodotti di ogni singola area per laltezza
di precipitazione media tra le due isoiete che determinano larea stessa.
Spesso si fa riferimento allaltezza media ragguagliata allarea, calcolabile come la
media pesata della sommatoria di prodotti suddetta.

3.2.2 metodo dei topoieti


Questo metodo si basa sul fatto che le aree interessate dalle precipitazioni risultano
indipendenti dallevento meteorico stesso e consiste nellunire tutte le stazioni di
misura presenti vicino e dentro il bacino in esame, in modo da ottenere un reticolo a
maglie triangolari.
Si tracciano successivamente gli assi di simmetria per ogni segmento, individuando
cos le aree dinfluenza di ciascuna stazione.
Il volume del solido di pioggia dato dalla somma dei prodotti di ogni area dinfluenza
per il valore di altezza di precipitazione registrato nella stazione corrispondente.

3.3 Curve di possibilit pluviometrica (CPP)


Il calcolo e il tracciamento delle curve di possibilit pluviometrica costituisce un
passaggio fondamentale nellanalisi di un bacino, in quanto tali curve forniscono il
legame tra le principali variabili ideologiche, ovvero :
- altezza di precipitazione h ;
- periodo di ritorno T ;
- durata t ;
- superficie A ;
In particolar modo, fissato un determinato periodo di ritorno T, le curve di possibilit
pluviometrica sono delle leggi del tipo :
h ( t , T ) : altezza di pioggia in funzione della durata;
h ( A , T ) : altezza di pioggia in funzione della superficie .

54 Esercitazione 3

3.3.1 Legge h ( t , T )
Per definire tali relazioni partiamo dalla legge di Puppini :

im = a / ( t + b )c
dove :
im = intensit media ;
a, b, c = parametri tabellati o calcolabili.
Dalla legge di Puppini, attraverso una serie di semplici variazioni, si giunti ad una
espressione molto pi semplice, nota come legge monomia, cos scritta:

h = a * tn
dove :
h = altezza di precipitazione ;
a, n = parametri calcolabili .

La distribuzione spaziale delle piogge

55

3.4 Svolgimento della esercitazione 3


Punto di partenza per la nostra elaborazione statistica il campione di dati riportati
nella tabella in figura 3.1. Tratti dagli annali idrologici riportano i dati relativi ai
giorni piovosi caratterizzati da pioggie di forte intensit e di breve durata della
stazione di Rosarno (Reggio Calabria).

ANNO

ORE

DATA

mm

3
DATA

mm

6
DATA

mm

12
DATA

mm

24
DATA

1921

mm
90,00

1928

10-giu

11,80

10-giu

21,80

26-set

25,50

25-nov

30,40

25-nov

36,40

1930

07-set

50,60

16-giu

85,00

16-giu

119,30

16-giu

176,30

15-giu

243,30

1932

35,00

42,00

47,00

1933

25-lug

58,80

25-lug

72,80

25-lug

72,80

1934

05-lug

33,00

05-lug

67,80

05-lug

1935

27-ott

14,00 13-mar 24,00 13-mar

1936

28-giu

1937

10-ott

1938

29-nov 15,60

1940

25,00

47,50
25-lug

72,80

25-lug

72,80

83,00

05-giu

87,70

05-giu

120,10

29,60

12-nov

34,60

12-ott

36,00

17,60 15-nov 48,60 15-nov

66,20

14-nov

92,60

14-nov

95,20

13,60 29-mag 25,00 29-mag

41,60

29-mag

49,60

29-mag

49,60

30,80

12-feb

51,40

12-feb

79,40

1944

14-ott

28,00

1945

21-set

30,80

12-feb
14-ott

21,00

12-feb

64,40

69,20

33,40 28-nov

43,00

66,80

66,80

71,00
28-nov

1946

54,80

83,00
28-nov

61,40

59,80

1947
1949

72,50

64,00
02-dic

66,80

14,00

02-dic

21,80 11-ago

26,80

11-ago

36,00

17-nov

41,60

1950

06-mag 20,00

08-set

27,80

30,00

08-set

30,20

11-mag

33,00

1951

10-mag 31,00 10-mag 46,60 10-mag

80,80

10-mag

92,40

10-mag

92,60

08-set

1953

27-ott

20,00

27-ott

33,00

27-ott

39,80

22-ott

52,00

21-ott

67,00

1954

12-giu

26,40

12-giu

31,40

12-giu

36,40

12-dic

55,60

12-dic

84,40

1955

17-ago 28,20 18-ago 39,00 18-ago

39,40

05-set

41,20

17-ago

68,60

1957

10-giu

54,60

10-lug

56,20

10-giu

87,40

40,60

10-giu

49,80

10-lug

56 Esercitazione 3

1959 24-nov 42,00 24-nov 99,00 24-nov 119,10 24-nov 150,10 24-nov 151,50
1962

06-ott

13,40 11-mag 18,60 11-mag

32,40

11-mag

35,40

01-mag

40,40

1963 30-mag 17,60 30-mag 23,60 30-mag

36,20

30-mag

37,80

18-dic

42,00

1964

10-lug

56,80

10-lug

56,80

10-giu

72,60

1966 10-ago 19,00 10-ago 25,40 10-ago

29,80

10-ago

32,00

10-lug

44,80

101,30

29-lug

101,30

29-lug

101,30

09-feb

31,80

10-lug

1967

29-lug

70,00

1970

10-feb

28,00 10-gen 53,00 10-gen

59,20

10-gen

59,20

10-gen

59,20

1973

28-set

27,20

28-set

43,60

10-set

67,20

27-set

100,30

27-set

101,50

1974

11-giu

46,80

11-giu

86,60

11-giu

112,10

11-giu

149,50

11-giu

154,50

1979

21-giu

35,60

22-set

39,80

22-set

39,80

22-set

39,80

05-ott

48,00

1982

28-ott

29,80

28-ott

34,40

28-ott

35,20

28-ott

41,40

28-ott

71,20

1983 23-mag 31,80 23-mag 49,40 23-mag

60,20

23-mag

60,20

23-mag

60,20

1985

35,80 20-apr

35,80

20-apr

35,80

21-mar

46,60

21,00 14-nov 38,20 14-nov

46,60

14-nov

54,40

03-mag

58,00

21-set

1988 30-apr

29-lug

46,60

29,80 20-apr

95,00

29-lug

1990 30-nov 13,60

12-giu

20,20

12-giu

32,60

12-giu

49,80

12-giu

66,40

1993

07-lug

41,80

07-lug

62,80

07-lug

62,80

07-lug

63,00

07-lug

63,00

1994

06-lug

28,60

21-dic

41,00

21-dic

51,80

21-dic

61,60

21-dic

70,20

33,40 01-apr

44,60

01-apr

55,60

01-apr

79,00

1996 03-gen 18,00 29-nov 25,80 29-nov

49,80

29-nov

60,80

29-nov

69,40

1997 14-ago 19,80 14-ago 32,80

39,20

27-dic

55,40

27-dic

89,00

1995 01-mag 20,00 01-apr

27-dic

Figura 3.1: dati realtivi alla stazione di Rosarno(RC) relativo a piogge di forte intensit e
breve durata

La curva di possibilit pluviometrica, ovvero la curva che lega le altezze di pioggia h


alla durata t (1, 3, 6, 12, 24 ore) della precipitazione per un assegnato periodo di
ritorno T (10, 50, 100, 1000 anni), matematicamente espressa dalla relazione
seguente che monomia e ha due parametri:

h=atn
Per determinare tale curva, costruiamo una tabella in cui riportiamo i dati relativi alle
medie campionarie, agli scarti quadratici medi, ai parametri ed u relativi alla legge
di Gumbel ed il coefficiente di variazione Vi, determinati secondo le seguenti relazioni:

La distribuzione spaziale delle piogge

media

(h) =

scarto quadratico medio

coefficiente di variazione

v=

57

1 N
hi
N i =1

1 N
(h i (h ) )2

N 1 i =1

I parametri ed u si calcolano tramite il metodo dei momenti. Essi rappresentano rispettivamente la


forma e la posizione nel grafico della funzione densit di probabilit, espressa secondo la legge di
Gumbel:

e
P= e

(x u )

1.283

u = (h) 0.45

lonere del calcolo a mano di tutta la ingente mole di calcoli stato ovviato al solito
strutturando un foglio di calcolo. La tabella in figura 3.2 riporta i risultati di tutti i
parametri richiesti calcolate con le formule suddette

12

24

m(h)

29,09000

44,28205

54,23333

63,97750

77,00256

s(h)

14,05914

21,58478

25,28917

33,12158

39,48880

0,09104

0,05930

0,05061

0,03865

0,03241

22,76339

34,56890

42,85321

49,07279

59,23260

0,48330

0,48744

0,46630

0,51771

0,51282

Figura 3.2:tabella con i parametri richiesti. Le abbreviazioni sono evidenti.

Um=
0,49351

58 Esercitazione 3

3.4.1 Costruzione del cartogramma di Gumbel relativo ad un ora


di pioggia
Per tracciare il cartogramma di Gumbel relativo ad unora di pioggia, procediamo come
nellesercitazione n.2:
come primo passo, ordiniamo in ordine crescente i valori di altezza di pioggia (mm) e
per ognuno ne calcoliamo la relativa frequenza ( Fi =

i 0.44
);
N 0.12

inseriamo poi i valori della variabile ausiliaria z =- ( x u) definita come z =-ln ln

ORDINALITA' (i)

FREQUENZA
DELLA I-ESIMA
PORTATA(GREENGOTTHEN)

PARAMETRO
GUMBELIANO (z)

TEMPO DI
RITORNO (T)

11,08

0,0140

-1,4520

1,0142

11,08

13,40

0,0389

-1,1778

1,0405

50,60

13,60

0,0638

-1,0123

1,0682

35,00

13,60

0,0887

-0,8846

1,0974

58,08

14,00

0,1137

-0,7768

1,1282

33,00

14,00

0,1386

-0,6812

1,1609

14,00

15,60

0,1635

-0,5938

1,1955

17,60

17,60

0,1884

-0,5122

1,2322

13,60

17,60

0,2134

-0,4349

1,2712

15,60

18,00

10

0,2383

-0,3607

1,3128

25,00

19,00

11

0,2632

-0,2888

1,3572

28,00

19,80

12

0,2881

-0,2186

1,4048

VALORI DI
PIOGGIA

30,80

VALORI DI
PIOGGIA IN
ORDINE
CRESCENTE

1
.
Fi

20,00

13

0,3131

-0,1496

1,4557

20,00

14

0,3380

-0,0814

1,5105

64,00

20,00

15

0,3629

-0,0135

1,5696

14,00

21,00

16

0,3878

0,0543

1,6336

20,00

25,00

17

0,4128

0,1223

1,7029

31,00

26,40

18

0,4377

0,1909

1,7784

20,00

27,20

19

0,4626

0,2602

1,8609

26,40

28,00

20

0,4875

0,3307

1,9514

28,20

28,00

21

0,5125

0,4027

2,0511

40,60

28,20

22

0,5374

0,4764

2,1616

42,00

28,60

23

0,5623

0,5522

2,2847

13,40

29,80

24

0,5872

0,6305

2,4227

La distribuzione spaziale delle piogge

59

17,60

29,80

25

0,6122

0,7118

2,5784

31,80

30,80

26

0,6371

0,7966

2,7555

19,00

31,00

27

0,6620

0,8856

2,9587

70,00

31,80

28

0,6869

0,9795

3,1943

28,00

31,80

29

0,7119

1,0792

3,4706

27,20

33,00

30

0,7368

1,1860

3,7992

46,80

35,00

31

0,7617

1,3013

4,1967

35,60

35,60

32

0,7866

1,4272

4,6869

29,80

40,60

33

0,8116

1,5664

5,3069

31,80

41,80

34

0,8365

1,7229

6,1159

29,80

42,00

35

0,8614

1,9026

7,2158

21,00

46,80

36

0,8863

2,1148

8,7982

13,60

50,60

37

0,9113

2,3760

11,2697

41,80

58,08

38

0,9362

2,7191

15,6719

28,60

64,00

39

0,9611

3,2274

25,7179

20,00

70,00

40

0,9860

4,2647

71,6429

41

0,0000

0,0000

0,0000

18,00
19,80

TOTALE DATI

40

40

Figura 3.3:parametri richiesti per una distribuzione Gumbel

a partire da questi risultati ottenuti possibile riportare su carta probabilistica i dati


ottenuti. Un grafico che ha due ordinate in cui viene riportata la variabile
standardizzata z ed il tempo di ritorno ed in ascissa troviamo la progressione ordinata
delle portate. E visualizzata anche la retta che interpreta al meglio i dati.(fig. 2.3)

60 Esercitazione 3

Cartogramma di Gumbel (relativo ad 1 ora)


5,0000
4,0000

Probabilit (F)

3,0000
2,0000
1,0000
0,0000
-1,0000
-2,0000
0,00

10,00

20,00

30,00

40,00

50,00

60,00

70,00

80,00

Portate (mc/s)
Figura 3.4: cartogramma di Gumbel relativo ad unora di pioggia per la stazione di Mileto(RC)

3.4.2 Costruzione delle curve di possibilit pluviometrica


Calcoliamo la curva di possibilit pluviometrica tramite la legge monomia h = atn .
La relazione applicativa per il calcolo dellaltezza di precipitazione in funzione della
durata la seguente:
h (t,T) = (h) [1-Vm KT]

dove
(h) la media
Vm il coefficiente di variazione medio
KT una funzione che dipende solo dal periodo di ritorno T :

KT = 0.45 +

1
T
ln ln

1.283
T 1

La distribuzione spaziale delle piogge

Calcolo di KT
T = 10 anni
K10 = 0.45 +

1
10
ln ln = -1.304
1.283
9

T = 50 anni
K50 = 0.45 +

1
50
ln ln = -2.59
1.283
49

T = 100 anni
K100 = 0.45 +

1
100
ln ln
= -3.13
1.283
99

T = 1000 anni
K1000 = 0.45 +

1
1000
ln ln
= -4.93
1.283
999

Dalla relazione h(t,T)

h (t,T) = (h) [1-Vm KT]


si ha:
h (1,10) = 14,05* {1 [0.493( 1.304)]} = 47,81 mm
h (3,10) = 21,58 * {1 [0.493( 1.304)]} = 72,77 mm
h (6,10) = 25,28* {1 [0.493( 1.304)]} = 89,13 mm
h (12,10) = 33,12 {1 [0.493( 1.304)]} = 105,14 mm
h (24,10) = 39,49 {1 [0.493( 1.304)]} = 126,56 mm

h (1,50) = 14,05* {1 [0.493( 2.59)]} = 66.29 mm


h (3,50) = 21,58 {1 [0.493( 2.59)]} = 100.91 mm
h (6,50) = 25,28 {1 [0.493( 2.59)]}= 123,58 mm
h (12,50) = 33,12 {1 [0.493( 2.59)]} = 155.79 mm

61

62 Esercitazione 3

h (24,50) = 39,49 {1 [0.493( 2.59)]}= 175,48 mm

h (1,100) = 14,05 {1 [0.493( 3.13)]} = 74.11 mm


h (3,100) = 21,58

{1 [0.493( 3.13)]} = 112.80 mm

h (6,100) = 25,28 {1 [0.493( 3.13)]} = 138,15 mm


h (12,100) = 33,12 {1 [0.493( 3.13)]} = 162.98 mm
h (24,100) = 39,49 {1 [0.493( 3.13)]} = 196.16 mm

h (1,1000) = 14,05 {1 [0.493( 4.93)]} = 99.91 mm


h (3,1000) = 21,58

{1 [0.493( 4.93)]}= 152,10 mm

h (6,1000) = 25,28 {1 [0.493( 4.93)]}= 186,28 mm


h (12,1000) = 33,12 {1 [0.493( 4.93)]} = 219,75 mm
h (24,1000) = 39,49 {1 [0.493( 4.93)]} = 264,49 mm

nella figura 3.5 riportata una tabella che contiene i dati relativi alla funzione K
(T) ed alle altezze di pioggia h (t, T)

T(anni) K

t=1 ora

10

-1,30398856

50

-2,59126162

100
1000

t=3 ore

47,8105 72,77918

t=6 ore

t=12 ore

t=24
ore

89,1345

105,149

126,56

100,911

123,588

145,793

175,48

-3,13546315

74,1037 112,8039

138,154

162,976

196,16

-4,93367504

99,9195 152,1017

186,283

219,752

264,49

66,291

Figura 3.5: dati relativi alla funzione K(T) ed alle altezze di pioggia h(t,T)

Poich dobbiamo rappresentare la formula monomia in scala logaritmica si ha:


h = a tn
ln h = ln a tn ;

ln h = ln a + n ln t

La distribuzione spaziale delle piogge

63

ponendo
ln h = y
ln a = b
ln t = x
si ottiene lequazione della retta che rappresenta landamento della durata in funzione del
periodo di ritorno

y = b + nx

costruiamo dunque una tabella contenente i dati che poi utilizzeremo per rappresentare le
rette in scala logaritmica.

Ln h(t,T)

ln t

ln(h) per
T=10

ln(h) per
T=50

ln(h) per
T=100

ln(h) per
T=1000

3,86725

4,194054

4,30547

4,60436

1,09861229

4,28743

4,614239

4,72565

5,02455

1,79175947

4,49015

4,816955

4,92837

5,22727

12

2,48490665

4,65538

4,982191

5,0936

5,3925

24

3,17805383

4,84069

5,167498

5,27891

5,57781

t(ore)

Figura 3.6: tabella contente i dati per stimare le rette in scala logaritmica

Per poter realizzare e disegnare le curve di possibilit pluviometrica relative ai vari periodi di
ritorno, bisogna che siano calcolati i parametri a = e
metodo dei minimi quadrati.

i =1

i =1

i =1

m xi y i x i y i
n=

m
m x xi
i =1
i =1
m

2
i

ed n; questi vengono trovati attraverso il

64 Esercitazione 3

i =1

i =1

i =1

yi xi2 xi xi yi
b=

i =1

m xi2 xi
i =1
i =1
m

dove
m

x y

ln t

ln t

y = ln h

ln h i

i =1
m

i =1
m

i =1

m
xi
i =1

2
i

( ln t )

ln(t )

i =1

Per praticit nella comprensione dei successivi calcoli riportiamo una tabella in cui inseriamo
i dati sopra esposti:
PARAMETRO
Sy

Sx
Sxy

T=10

T=50

22,1408925 23,7749

T=100

T=1000

24,332

25,8265

8,55333224 8,55333 8,553332 8,55333


39,707646

42,503

43,4559

46,0125

(Sx)^2

73,1594924 73,1595 73,15949 73,1595

S(X^2)

20,6921382 20,6921 20,69214 20,6921

Figura 3.7: esplicitiamo i parametri ottenuti con il metodo dei minimi quadarati

Calcoliamo adesso i valori n e b relativi ai vari periodi di ritorno

La distribuzione spaziale delle piogge

T = 10

i =1

i =1

i =1

m xi y i x i y i
n=

m
m

m xi2 xi
i =1
i =1
m

b=

i =1

i =1

i =1

i =1

m
m
m xi2 xi
i =1
i =1

a = e b = e 3.91 = 49,95

T = 50
m

i =1

i =1

m xi y i x i y i
i =1

n=

m x x i
i =1
i =1
m

= 0.3

2
i

i =1

i =1

i =1

yi xi2 xi xi yi
b=

i =1

m xi2 xi
i =1
i =1
m

= 4.24

a = e b = e 4.24 = 69.26

T = 100
m

i =1

i =1

i =1

m xi y i x i y i
n=

m x x i
i =1
i =1
m

2
i

14.24
= 0,3
30.19

(22.14 * 20.69) (8.55 * 39,71)


(5 * 20.69 ) 73.16

b = ln a

y x x x y
2
i

(5 * 39,71) (22,14 * 8,55)


(5 * 20.69) 73,16

= 0.30

119.00
= 3.91
30.29

65

66 Esercitazione 3

i =1

i =1

i =1

yi xi2 xi xi yi
b=

i =1

m xi2 xi
i =1
i =1
m

a=eb =e

4.35

= 4,35

= 77.42

T = 1000
m

i =1

i =1

m xi y i x i y i
n=

i =1

m xi2 xi
i =1
i =1
m

= 0,30

y x x x y
2
i

b=

i =1

i =1

i =1

i =1

m x x i
i =1
i =1
m

= 4,65

2
i

a = e b = e 4.65 = 104,39

al solito per chiarezza riportiamo i dati in tabella(fig.3.8)


Ln

n = 0,30
b

10

50

3,91

49,95

4,24

69,26

4,35

77,42

100

= 4,65

1000

104,39

Figura 3.8:coefficiente angolare e intercetta delle rette nel grafico bilogaritmico

I valori di n relativi ai diversi periodi di ritorno sono coincidenti perch si utilizzato


lo stesso coefficiente angolare.

Adesso, possibile la rappresentazione delle curve di possibilit pluviometrica.

La distribuzione spaziale delle piogge

T=1000 anni

T=100 anni
T=50 anni

5
Ln h (mm)

67

T=10 anni

4
3
2
1
0
0

0,5

1,5

2,5

3,5

Ln t (ore)

Figura 3.9: grafico delle curve di possibilit pluviometrica in scala bilogaritmica

T=1000 anni
T=100 anni
T=50 anni
T=10 anni

300

h (mm)

250
200
150
100
50
0
0

10

15

20

25

30

t (ore)

Figura 3.10: rappresentazione delle curve CCP tramite la legge monomia

4
Portata di progetto

4.1. Pioggia di progetto


La stima e la valutazione della pioggia di progetto rappresentano dei dati di
fondamentale importanza sia per la progettazione idraulica, sia per la verifica e il
controllo di unopera gi realizzata.
Nel calcolo della pioggia di progetto possibile seguire due strade:

fare riferimento ad un evento meteorico verificatosi realmente ;

considerare un evento immaginario, ma ipoteticamente realizzabile.

Nel primo caso, lo studio si fonda su valori reali (quindi noti) e pu essere condotto in
modo diverso, a seconda che si consideri una pioggia di progetto ad intensit costante o
variabile.
Nel secondo caso, invece, si fa riferimento alla pioggia massima probabile per stimare
la quale non si considerano dati reali me necessario produrre i valori da esaminare.
In ogni caso, lo scopo dello studio della pioggia di progetto ha come fine il tracciamento
dello Ietogramma di progetto, un grafico riportante landamento dellintensit di
pioggia in funzione del tempo.

4.2. Pioggia di progetto ad intensit costante


Si tratta del caso pi semplice e meno significativo, poich permette di fotografare la
situazione per laltezza di precipitazione massima, ma non fornisce alcuna
informazione circa ci che avviene prima o dopo il picco.

69 Esercitazione 4

Nellanalisi della pioggia di progetto ad intensit costante, il periodo di ritorno T


fissato dal progettista, mentre la durata tp nota, poich riferita ad un evento
meteorico gi verificatosi.
Per il calcolo dellaltezza di pioggia hp si sfruttano le curve di possibilit pluviometrica
CPP tracciate per quellassegnato periodo di ritorno e quella determinata durata.

4.3. Pioggia di progetto ad intensit variabile


La stima della pioggia di progetto ad intensit costante viene effettuata attraverso
lapplicazione del cosiddetto Metodo Chicago, nel quale viene ipotizzato che lintensit
della precipitazione raggiunga un valore massimo ad un tempo tr , prima e dopo il
quale si ha un andamento asintotico.
In particolar modo si pone :

tr = k*tp
dove :
k = costante compresa tra 0.35 e 0.40 ;
tp = tempo di progetto coincidente con la durata della pioggia ;
Ponendoci prima (t1) e dopo (t2) il grafico, possiamo scrivere:

t1 = (tr t) / k

t2 = (t tr)/ 1 k

Attraverso le posizioni fatte, lapplicazione della legge monomia e la risoluzione di


semplici forme integrali, si trova :

Per t < tr

Per t > tr

n
t k n
tr t
h(t) = a k k

k
k

n
t k n
t tk
h(t) = a k (1 k )

1 k
k

La portata di progetto

70

Applicando queste formule possibile ricavare i valori puntuali dellaltezza di precipitazione,


ricavando lo poi lo ietogramma di progetto in maniera estremamente precisa e
matematicamente rigorosa.

4.4. Pioggia massima probabile


per la stima della pioggia massima probabile, si considera un valore massimo della
portata di progetto, tale che la sua probabilit di superamento sia praticamente nulla.
Come gi detto, poich non si fa riferimento ad un evento meteorico realmente
verificatosi, necessario elaborare dei dati di pioggia e per farlo possibile seguire due
metodi :

metodo fisico ;

metodo statistico .

4.4.1. Metodo fisico


Questo metodo prende in esame le cause fisiche delle precipitazioni e, in modo
particolare :

grado di umidit (piove quando la nube satura dacqua);

fenomeni di convergenza e sollevamento (laria umida converge a terra, si


riscalda, si solleva raffreddandosi ed hanno luogo i processi di condensazione e
coalescenza).

La massima pioggia probabile si ha per massimi valori di umidit e dei fenomeni di


convergenza e sollevamento.

Il metodo fisico risulta costituito da tre fasi:


1. individuazione del grado di umidit;
2. massimizzazione del grado di umidit;
3. calcolo dellaltezza di pioggia massima probabile.

4.4.1.1. Individuazione del grado di umidit


Il calcolo del grado di umidit viene condotto sfruttando la cosiddetta temperatura di
rugiada Tr, i cui valori sono riportati allinterno delle carte sinottiche.

71 Esercitazione 4

In generale si ipotizza che quando laria converge a terra sia totalmente satura e, di
conseguenza, si fa riferimento alla Tr misurata a terra.
Si dimostra, inoltre, che la temperatura di rugiada decresce allaumentare della quota
e al diminuire della pressione.
Il dato registrato e tabellato sulle carte sinottiche va, infine, riportato al livello medio
del mare, poich si ha :
-

max grado di umidit a quota h = 0m e pressione P = 1000hPa ;

min grado di umidit a quota h = 9000m e pressione P = 300hPa .

Una volta stimato il grado di umidit, necessario calcolare lequivalente liquido He


(mm), ovvero la quantit dacqua contenuta, per una fissata localit, nella colonna
daria compresa tra i punti in cui laria converge (0m) e diverge(9000m).
Il calcolo dellequivalente liquido regolato dalla seguente formula:

He = Hp Hz
Dove:
Hp = equivalente liquido in funzione della pressione;
Hz = equivalente liquido in funzione della quota.

Hp ed Hz sono valori tabellati.

La portata di progetto

72

4.4.1.2. Massimizzazione del grado di umidit


Questo processo consiste nel calcolo dellaltezza di precipitazione che avrei per il
massimo grado di umidit possibile, attraverso la formula:

he,M = k * Hm
dove
he,M = altezza di pioggia per il massimo grado di umidit ;
Hm = equivalente liquido corrispondente al massimo grado di umidit ;
k = parametro che stima i fenomeni di convergenza e sollevamento pari al
rapporto tra laltezza di pioggia e lequivalente liquido relativi allevento.

k = he / He
4.4.1.3. Massimizzazione dei fenomeni di convergenza e sollevamento
Si ottiene definendo il valore massimo del parametro k, ovvero per :
- he massimo;
- He minimo .
Si considera per ogni stagione laltezza di pioggia massima, misurata nei 30 anni di
riferimento, da cui si ricava il valore massimo probabile.
Il pi alto tra i dati stagionali, costituisce laltezza di precipitazione massima
probabile assoluta
Va sottolineato, comunque, che quando la zona oggetto di studio, quella di misura e
quella in cui si verifica levento meteorico non si trovano alla stessa quota e quindi alle
stesse condizioni di temperatura e pressione, bisogna ricorrere al criterio di
trasposizione degli effetti ; mentre se il calcolo riguarda una zona montana
necessario introdurre la componente orografica, calcolabile attraverso le equazioni di
conservazione dellaria e dellacqua.

73 Esercitazione 4

4.4.2 Metodo statistico


Questo metodo rappresentato dallequazione di Hersfield, da cui la pioggia massima
probabile risulta essere pari a :

h(P) = (h) + k*(h)


dove
(h), (h) = media e valore medio della altezze di precipitazione ;
k = parametro ricavabile dalla relazione:

k = exp[ a b*(h) + c*((h))2 ]


a, b, c, sono coefficienti tabellati dipendenti dalla durata.

4.5 Pioggia netta


La pioggia netta costituisce la quantit dacqua piovuta che arriva effettivamente alla
sezione di chiusura e che, di conseguenza, deve essere considerata per la stima della
portata di piena.
Dall Equazione del Bilancio Idrologico, sappiamo che la pioggia totale data da:

P = Int + E +Pnetta + Inf + W


Dove :
Int = pioggia intercettata dalla vegetazione;
E = quantit dacqua evaporata;
Pnetta = pioggia netta;
Inf = acqua persa per infiltrazione ;

W = pioggia raccolta nelle depressioni superficiali.


Poich :
Int + E 0
Inf + W = L
Si ricava che la pioggia netta :

Pnetta = P L
Esistono vari metodi per la stima della pioggia netta (metodo , metodo
proporzionale), tuttavia il pi usato quello statunitense del CURVE - NUMBER(CN).

La portata di progetto

74

4.5.1 Metodo del CURVE - NUMBER


Il curve number rappresenta un parametro tabellato, scelto dal progettista in
funzione del tipo di suolo, del grado di umidit e del tipo di copertura, cio della
destinazione del suolo.
Una volta individuato il valore di CN, il calcolo della pioggia netta regolato dalla
seguente formula :

Pnetta = ( P Ia )2 / ( P Ia + S )
Con :
P = pioggia totale, ovvero la quantit dacqua alla fine della precipitazione;
S = volume specifico dacqua rapportato allarea (altezza), che il terreno in
grado di trattenere in condizioni di saturazione, pari a:

S = 254 * [ (100/CN) 1 ] ;
Ia = perdita iniziale antecedente allinizio del deflusso superficiale, uguale ad :

Ia = 0.2 * S ;

4.6 Portata massima di piena


La stima della portata massima di piena rappresenta la fase finale, nonch lo scopo di
tutta lanalisi idrologica.
Infatti, dopo una precipitazione di forte intensit, lacqua che non si perde per
evaporazione, infiltrazione o ristagnamento superficiale, scorre nel reticolo idrografico,
innalzando il livello idrico e raggiungendo il cosiddetto stato critico, al quale pu
seguire lo straripamento o, peggio, il cedimento della sezione di chiusura o di altre
opere di tipo idraulico (dighe, briglie, etc.).
La piena si forma attraverso quattro processi:

afflusso diretto, costituito dalla pioggia caduta direttamente nei corsi dacqua, il
cui contributo per trascurabile;

deflusso superficiale, rappresentato dallacqua che scorre in superficie e viene


convogliata nella sezione di chiusura;

75 Esercitazione 4

deflusso ipodermico,

costituito dallacqua che, in presenza di terreno

discretamente impermeabile, si infiltra e scorre nel sottosuolo umido, prima di


tornare in superficie a causa delle caratteristiche geologiche del terreno.

Deflusso profondo, rappresentato dallacqua che scorre molto lentamente nel


sottosuolo profondo (terreno altamente permeabile) e che pu tornare in
superficie anche dopo anni.

Possiamo concludere che la portata massima di piena costituita prevalentemente dal


deflusso superficie superficiale nel quale si considera incluso lafflusso diretto.
Lanalisi delle portate viene condotta graficamente attraverso lidrogramma di
progetto ( o di piena ), che riporta landamento della portata Q in funzione del tempo t.
Il calcolo della portata di piena pu essere condotto principalmente attraverso tre
metodi :
-

metodo diretto ;

metodo razionale ;

metodo cinematico .

4.6.1 Metodo diretto


Questo metodo, molto costoso e sconveniente, consiste nella misurazione della portata
di progetto direttamente tramite alcuni strumenti:

Idrometro
La portata di piena nella sezione di chiusura pu anche essere stimata direttamente
con uno strumento, lidrometro, che ha lunico inconveniente di essere molto costoso,
ma permette di ottenere la misurazione corretta e reale.
Con la scala di deflusso non viene calcolata la portata, ma il livello idrico, vale a dire il
livello del pelo libero nel tempo. Il livello idrico viene definito basso nei periodi di
magra, mentre nei periodi di piena si ha un livello idrico molto alto. Viene dunque
utilizzata unasta rigida graduata di una lunghezza pari ad almeno 3 metri per

La portata di progetto

76

ottenere pi velocemente laltezza del pelo libero al variare delle condizioni del corso
dacqua.

Se la pioggia molto forte, la forza dellacqua del fiume potrebbe distruggere lo


strumento in questione che viene solitamente inserito nella spalla dei ponti per
favorire la stabilit. Per evitare di avere misurazioni falsate dalleventuale distruzione
dello strumento si segna con una speciale vernice rossa lo zero idrometrico, come
punto di riferimento per la nuova installazione dellidrometro

77 Esercitazione 4

Idrometrografi
Gli idrometrografi calcolano la portata al variare del tempo e si
distinguono in tre grandi gruppi di strumenti con caratteristiche
diverse.
Lidrometrografo galleggiante composto da due pulegge collegate
ad un galleggiante che viene mantenuto in tensione per mezzo di un
cavo e grazie alla presenza di una zavorra.
Il meccanismo permette alla puleggia pi piccola di ruotare
sfruttando la libert concessa dallaltra puleggia che collegata ad una punta
scrivente che registra il dato.

Lidrometrografo a bolle sfrutta una bombola daria compressa che invia laria in un
recipiente, detto polmone, che la spinge nel visualizzatore dove coesistono aria ed
acqua in parti variabili. Dal visualizzatore dipende direttamente il manometro ed uno
strumento che posto sul fondo del fiume calcola la quota del pelo libero. Il dato della
portata risulta dunque molto preciso in quanto scaturisce dal volume dacqua e dalla
pressione.

Lidrometrografo pneumatico si basa su una struttura indeformabile che contiene


una camera daria a fisarmonica. Questa struttura collegata ad un manometro
registratore che valuta la pressione rispetto alla spinta dellaria su questa camera
daria deformabile.

Mulinelli
Altri strumenti utili per il calcolo della portata sono i mulinelli che permettono di
conoscere la velocit dellacqua V come numero di giri nel tempo. I mulinelli possono
essere fondamentalmente di due tipi: quelli ad asse orizzontale e quelli ad asse
verticale.

La portata di progetto

78

I mulinelli ad asse orizzontale sono formati da unelica collegata ad un meccanismo


che si blocca ogni 10 giri completi, per cui la velocit data dal rapporto fra il numero
di giri ed il tempo impiegato a percorrerli.

I mulinelli ad asse verticale si basano su un sistema similare, ma al posto dellelica


si hanno delle coppette che vengono investite e fatte ruotare dal flusso dellacqua.

4.6.2 Metodo razionale


In base a questo metodo, la portata di piena risulta essere pari a:

Q = ( CT * iCt * A ) / 3.6
Dove :
CT = parametro tabellato dipendente dal periodo di ritorno T ;
iCt = intensit critica, corrispondente al tempo di corrivazione ;
A = superficie totale del bacino .

4.6.3 Metodo cinematico o della corrivazione


E senza dubbio il criterio pi utilizzato e rappresenta uno dei metodi di
trasformazione afflussi deflussi.
Il metodo della corrivazione si fonda su quattro ipotesi di partenza:
1. la portata di piena determinata unicamente da un trasferimento di massa
liquida ( viene trascurato il trasporto solido) ;
2. il tempo impiegato da una qualunque goccia dacqua per raggiungere la sezione
di chiusura, dipende esclusivamente dalla posizione in cui essa caduta.
3. la velocit della singola particella dacqua non influenzata dalle velocit delle
altre gocce ;
4. la portata di piena si ottiene sommando le portate elementari della aree che
arrivano allo stesso istante alla sezione di chiusura .
Inoltre, il metodo della corrivazione prescinde dallipotesi di Viparelli, secondo la quale gocce
dacqua alla stessa quota, impiegano lo stesso tempo per raggiungere la sezione di chiusura; ci
equivale a dire che li isocorrive coincidono con le isoipse.

79 Esercitazione 4

La portata di ogni singola area sar data dallespressione:

Q = ( *R*S ) / 3.6
Con :
S = porzione di superficie delimitata da due isocorrive ( o isoipse ) successive ;
= coefficiente dafflusso pari al rapporto tra la pioggia netta e quella totale ;
R = coefficiente di riduzione, calcolabile attraverso la formula del DEWC:
R = 1 atb
3.6 = fattore di conversione per lunit di misura .
Una volta calcolate tutte le portate possibile definire lidrogramma di progetto, dal
quale si legge la portata di piena, ovvero il valore massimo raggiunto.

La portata di progetto

80

4.7 Svolgimento della esercitazione 4


Cerchiamo ora di applicare i concetti e quindi affrontare le problematiche che sono
state proposte nei paragrafi precedenti. Lo scopo di questa quarta esercitazione
quello di andare a valutare la cosiddetta portata di progetto che coincide con il
tracciamento dellidrogramma di piena.
I dati iniziali ai quali abbiamo attinto sono quelli che vengono riportati nella tabella in
figura( 4.X)

Superficie totale (Kmq)


Altitudine media Hmed (m s. m.)

16,1
418,789

Aree comprese
tra isoipse
successive

Aree progressive

Quote

S (Kmq)

S (Kmq)

h (m s. m.)

0,3
0,4
0,6
0,9
1,3
1,5
1,6
1,5
1,3
1,2
1
1,1
1
0,8
0,7
0,4
0,3
0,2

16,1
15,8
15,4
14,8
13,9
12,6
11,1
9,5
8
6,7
5,5
4,5
3,4
2,4
1,6
0,9
0,5
0,2
0

0
50
100
150
200
250
300
350
400
450
500
550
600
650
700
750
800
850
900

Figura 4.1:dati relativi alle dimensioni areali del bacino in esame

81 Esercitazione 4

Nella figura 4.x sono invece riportate le caratteristiche del terreno del nostro bacino
che risultano essere fondamentali per la stima di tutte le componenti dellidrogramma
di piena.
Copertura. Terreno coltivato con interventi di
conservazione
a (mm/ore)
n
tipo di suolo
gruppo
97
0,3
D
8

Figura 4.2:informazione sul grado di umidit e tipologia del terreno.

Per calcolare lidrogramma di piena utilizziamo come metodo di afflussi deflussi, il


metodo cinematica o della corrivazione.
Levento critico si verifica quando il tempo di pioggia uguale al tempo di corrivazione;
questultimo definito dalla formula di Giandotti come segue:

tp

= tc [ore]

1.5 La + 4 S
0.8 H med H min

dove
La = lunghezza dellasta principale [Km]
Hmin = altezza nella sezione di chiusura [m s.m.]
Hmed = altitudine media del bacino [m s.m.]
S = superficie del bacino

Sostituendo i nostri dati, il tempo di corrivazione risulta pari a :

tc

[ore]

1.5 * 11.13 + 4 16.1


0.8 402.11

= 2.00 ore

Calcoliamo poi lintervallo di tempo t =

tp
10

, suddividendo larea del bacino in 10 parti.

La portata di progetto

t =

tp
10

82

2.00
= 0.20 ore
10

4.7.1. Ietogramma di Chicago


Il grafico che da la rappresentazione della variazione dellintensit di pioggia in funzione del
tempo lo ietogramma di Chicago, dove per tempo si assume, in questo caso, lintero tempo di
pioggia.

Lo ietogramma costituito da due rami, che presentano un picco nellistante di tempo


tk = k tp con k = 0.4.
Nel nostro caso, tk = k tp = 0.4*2.00 ore = 0.80 ore

Laltezza di pioggia va calcolata in modo diverso a seconda dei due rami:


nel ramo ascendente, dunque

per tp < tk
n
t k n
tr t
h (t) = a k k

k
k

nel ramo discendente, dunque

per tp > tk
n
t k n
t tk
h (t) = a k (1 k )

1 k
k

dove a ed n sono i parametri che compaiono nella curva di possibilit pluviometrica monomia
h = a t n che con i nostri dati risultano essere :
a = 97 mm/oren
n = 0.3

83 Esercitazione 4

Considerando dunque 10 isocorrive il cui passo proprio lintervallo di tempo


t precedentemente calcolato, abbiamo calcolato i valori di altezza di pioggia
relative ai diversi istanti di tempo(fig.4.x)

intervallo di
tempo t

t (ore)

h (t)

1t

0,2

3,95

2t

0,4

8,97

3t

0,6

16,25

4t

0,8

47,77

5t

95,04

6t

1,2

105,97

7t

1,4

113,5

8t

1,6

119,42

9t

1,8

124,38

10t

128,69

Figura 4.3:valori delle altezze di pioggia relativo ai diversi istanti di tempo

Adesso possiamo calcolare i valori di intensit media attraverso lespressione:


im i =

h fin h in
t

per poi disegnare lo ietogramma di Chicago(fig. 4.x)

La portata di progetto

intervallo di
tempo t

t (ore)

h (t)

1t

0,2

3,95

2t

0,4

8,97

3t

0,6

16,25

4t

0,8

47,77

5t

95,04

6t

1,2

105,97

7t

1,4

113,5

8t

1,6

119,42

9t

1,8

124,38

10t

128,69

intensit

intensit

media (t)

netta (t)

19,75

13,62

25,1

17,31

36,4

25,1

157,6

108,68

236,35

162,99

54,65

37,69

37,65

25,96

29,6

20,41

24,8

17,1

21,55

14,86

84

Figura 4.4:tabella completa dei dati per il tracciamento dello ietogramma con il metodo
Cichago

4.7.2. Calcolo delle perdite idrogeologiche


Per il calcolo della portata massima di piena, necessario introdurre il concetto di
pioggia netta legato a quello di altezza di pioggia
P = Pnetta + L
Dove
Pnetta

la pioggia che scorrendo in superficie contribuisce a formare la piena nella

sezione
di chiusura;
L

rappresenta la parte di pioggia trattenuta dalla vegetazione e dal fogliame.

85 Esercitazione 4

Con il metodo del Curve Number, ricaviamo la pioggia netta, definita come:

Pnetta =

(P I a )2
P Ia + S

[mm]

dove:

la pioggia precipitata;

Ia

la perdita iniziale dovuta ad evaporazione, infiltrazione e ristagnazione, pari a:

Ia = 0.2 S
S

il massimo volume specifico dacqua che il terreno pu trattenere in condizioni


di saturazione, ed dato da:
100

S = 254
1 dove:
CN

CN

lindice di Curve Number ed un numeri dimensionale che dipende dal

tipo di suolo.

Dato che il nostro suolo caratterizzato da un tasso di umidit di III grado e il valore
tabulare d come grado di Curve Number II, ricaviamo il CN (III) tramite la seguente
espressione:

CN (III) =

23CN(II)
10 + 0.13CN(II)

Essendo il nostro valore di CN (II) pari a 81, avremo il CN(III) pari a :

CN (III) =

23 * 81
= 90.75
10 + (0.13 * 81)

Possiamo adesso ricavare il valore di S:

100
100

S = 254
1 = 254
1 =25.9 m2
CN
90.75

La portata di progetto

86

TIPO DI SUOLO
Tipo di copertura (uso del suolo)

senza trattamento di conservazione

72

81

88

91

con interventi di conservazione

62

71

78

81

Cattive condizioni

68

79

86

89

Buone condizioni

39

61

74

80

30

58

71

78

Terreno sottile, sottobosco povero, senza foglie

45

66

77

83

Sottobosco e copertura buoni

25

55

70

77

Buone condizioni con almeno il 75% dellarea con copertura erbosa

39

61

74

80

Condizioni normali, con copertura erbosa intorno al 50%

49

69

79

84

AREE COMMERCIALI (Impermeabilit 85%)

89

92

94

95

DISTRETTI INDUSTRIALI (Impermeabilit 72 %)

81

88

91

93

77

85

90

92

65

61

75

83

87

38

57

72

81

86

30

54

70

80

85

25

51

68

79

84

98

98

98

98

Pavimentate con cordoli e fognature

98

98

98

98

Inghiaiate o selciate con buche

76

85

89

91

In terra battuta (non asfaltate)

72

82

87

89

TERRENO COLTIVATO

TERRENO DA PASCOLO

PRATERIE
Buone condizioni
TERRENI BOSCOSI O FORESTATI

SPAZI APERTI, PRATI RASATI, PARCHI

AREE RESIDENZIALI
Impermeabilit media

PARCHEGGI IMPERMEABILIZZATI, TETTI


STRADE

Figura 4.5: tabella in cui si pu ricavare il valore del curve number in base alle
caratteristiche del terreno

89 Esercitazione 4

Ottenuto il valore di S, Ia sar:


Ia = 0.2*S = 0.2*25.9 = 5.18
Dunque:
P = 128.69 mm
Ia = 5.18
S = 25.9 m2

Pnetta =

(P I a )2
P Ia + S

(128.69 5.18)2
128.69 5.18 + 25.9

= 110.13 mm

Il passo successivo consiste nel calcolare lintensit di pioggia netta inetta definita come:
i netta = i mi * R *
dove:
h fin h in
precedentemente calcolata
t

imi

lintensit di pioggia media i mi =

il coefficiente di afflusso, noto come =

il coefficiente di ragguaglio dato dalla formula DEWC:

Pnet
P

R = 1 (a * t b) con :
t = tp = 0.2
a e b, per S < 20 Km2 sono dati dalle seguenti relazioni:
a = 0.0394* S 0.354 = 0.0394* 16.10.354 = 0.105
b = 0.4-0.0208 ln (4.6-ln S) = 0.4 0.0208 ln (4.6-ln16.1) = 0.387
dunque:
tp = 0.2
a = 0.105
b = 0.387

R = 1 (0.105*0.200.387) = 0.861
R = 0.861

Pnet
110.13
=
= 0.8
P
128.69

La portata di progetto

90

I dati ottenuti sono riportati nella tabella in figura.

intervallo di

intensit

intensit

tempo t

media (t)

netta (t)

19,75

13,62

25,1

17,31

36,4

25,1

157,6

108,68

236,35

162,99

54,65

37,69

37,65

25,96

29,6

20,41

24,8

17,1

21,55

14,86

0
1t
2t
3t
4t
5t
6t
7t
8t
9t
10t
Figura 4.6: tabella con la stima delle perdite idrogeologiche

Adesso possibile costruire lo ietogramma di Chicago con i dati ottenuti.La sua


rappresentazione quella in figura 4.x.

91 Esercitazione 4

Ietogramma di progetto
250
200
150
intensit

intensit media
intensit netta ragguagliata

100
50
0
1

10

intervallo di tempo

Figura 4.7:ietogramma di Chicago

4.7.3. Idrogramma di piena


Per trovare i valori della portata si utilizza la seguente formula:

Q = inetta i * Si

dove Si sono porzioni di area delimitate da isocorrive.


Per servirci di questa relazione, infatti, bisogna individuare le porzioni di bacino
delimitate da due isocorrive, cio linee che uniscono tutti i punti con stesso tempo di
corrivazione. Per lipotesi di Viparelli, si considerano le linee isocorrive coincidenti
con le isoipse del bacino, ovvero con le linee che uniscono tutti i punti alla stessa
quota.

La portata di progetto

92

Il passo delle isoipse dato dal rapporto tra il dislivello totale del bacino e il numero di
isocorrive utilizzate (che sono tante quanti sono gli intervalli di tempo utilizzati per
dividere il tempo di corrivazione).
Si traccia cos la curva ipsografica con i dati a disposizione e procedendo per
interpolazione, si trovano le aree Si.
t = tp / 10
n isocorrive = 10
passo delle isoipse =

H max H min
900
=
= 90 m s.m.
10
10

il calcolo delle aree tra le isoipse stato effettuato sfruttando il metodo dellinterpolazione
lineare. I risultati sono riportati in tabella:
Quota isoccorrive H
(m)

Superficie S (Kmq)

Intervallo S (Kmq)

16,1

90

15,48

0,62

180

14,26

1,22

270

12

2,26

360

9,2

2,8

450

6,7

2,5

540

4,7

630

2,8

1,9

720

1,32

1,48

810

0,44

0,88

900

0,44

Figura 4.8: area tra le isoipse al nuovo passo considerato

Per il calcolo delle portate, in funzione dellintervallo di tempo considerato,


necessarie alla costruzione dellidrogramma di piena, la formula da utilizzare :
Q j (t) = inetta j*Si

93 Esercitazione 4

Si costruisce cos una tabella, chiamata tabella di corrivazione, in cui sono riportati tutti i
valori di portata Q relativi ad ogni porzione di superficie Si e intervallo di tempo ti.
Questi valori di portata cos ottenuti, vengono utilizzati per la costruzione dellidrogramma
di piena che evidenzia landamento della portata nel tempo.

S(kmq)
S1 =
ore
0,62
1 t
8,44
2 t
10,73
3 t
15,56
4 t
67,38
5 t
101,05
6 t
23,37
7 t
15,92
8 t
12,63
9 t
10,6
10 t
9,21
11 t
12 t
13 t
14 t
15 t
16 t
17 t
18 t
19 t

S2 =
1,22
16,62
21,12
30,62
132,58
198,85
45,98
31,67
24,9
20,86
18,12

S3 =
2,26

30,78
39,12
56,73
245,62
368,36
85,12
58,67
46,13
38,65
33,58

S4 =
2.8

38,14
48,47
70,28
304,3
456,37
105,33
72,69
57,15
47,88
41,61

S5 =
2.5

34,05
43,27
62,75
271,7
407,47
94,22
64,9
51,02
42,75
37,15

S6
=2

27,24
34,62
50,2
217,36
325,98
75,38
51,92
40,82
34,2
29,72

S7 =
1,9

25,88
32,89
47,69
206,49
309,68
71,61
49,32
38,78
32,49
28,23

S8 =
1,48

20,15
25,62
37,15
160,85
241,22
55,78
38,42
30,21
25,31
21,99

S9 =
0,88

11,99
15,23
22,09
95,64
143,43
33,17
22,84
17,96
15,05
13,08

Figura 4.9: tabella di corrivazione

S10
=
Qtot
0.44 [Km2mm/ore]
8,44
27,35
67,46
175,26
372,88
608,63
857,81
960,73
909,63
5,99
833,95
7,62
754,44
11,04
603,91
47,82
421,53
71,72
253,44
16,58
131,84
11,42
82,92
8,98
46,02
7,52
20,6
6,54
6,54

Qtot
[m3/sec]
2,344444444
7,597222222
18,73888889
48,68333333
103,5777778
169,0638889
238,2805556
266,8694444
252,675
231,6527778
209,5666667
167,7527778
117,0916667
70,4
36,62222222
23,03333333
12,78333333
5,722222222
1,816666667