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PEDAGOGIA DELLA DECRESCITA

1-Educare in un contesto di crisi. Le trasformazioni della


societ contemporanea
industrializzazione taylorismo ed eclissi educativa
la seconda rivoluzione industriale
ha modificato le condizioni di vita
dell'occidente attravero
il progresso scientifico e
lo sviluppo della produzione
industriale.
Si passati
da un modello monopolistico(dove in pochi
gestivano
alcuni settori di mercato) ad
uno in cui il capitalismo era
nelle mani di
pi singole imprese.
Due aspetti risultano fondamentali
la dimensione scientifica del lavoro(che
tende a
organizzarlo su basi
moderne) e la rivoluzione tecnico
scientifica(che razionalizza le varie forme di lavoro in
modo da utilizzare nel modo pi efficiente possibile i
capitali investiti).
Dalla fine del 19 secolo
possibile osservare come il processo
scientifico faceva si
che la manodopera fosse
sempre pi specializzata e
qualificata e
attrezzature e capitali venivano utilizzati in
modo sistematico.
Un esempio su tutti
stata l'invenzione dell'energia elettrica che
cominci ad
essere utilizzata su vasca scala.
L'industrializzazione
ha fatto si che il modi di vivere nei vari territori
si
modificasse. Con la conseguente
urbanizzazione e
spopolamento delle
zone rurali.
In un primo periodo
le due realt sono riuscite a coesistere, fino a
che
l'industria non entrata nel settore
agricolo e negli
allevamenti.
La figura della donna
passa dalla casalinga all'operaia. Sedotta dal
mito
dell'indipendenza e dai bisogni e le
logiche del mercato
che puntavano ad un
consumo smoderato.
Il mercato
ha cominciato a controllare ogni aspetto della
vita degli
individui fino a far si che il
modello educativo comunitario
sparisse.
La famiglia
diventa oggetto su cui puntare in quanto
consumatrice.
Il capitalismo industriale
punta alla produzione con il minor
costo possibile.
Scompone il lavoro in
fasi produttive ognuna affidata a
lavoratori differenti.
Il controllo
dell'intero processo passa dall'operaio al

capitalista. Con
un maggior vantaggio
economico per lui in quanto
permetteva di
produrre di pi ed allo stesso tempo gli
stipendi diventavano pi esigui.
Questo principio
fu formulato da Babbage. La forza
lavoro costa meno se
acquistata in elementi
suddivisi.
Il modello capitalistico
ha distrutto le qualificazioni complessive. Viene
eclissato il
modello pedagogico partito con la
paideia e continuato
dalla bildung che
orientava ad una formazione globale
dell'uomo.
Intere masse di popolazione
vengono dislocate dai tradizionali
contesti di
produzione(botteghe e
fabbriche), provocando conflitti
sociali
trasformazioni culturali e morali.
Ogni forma
di condivisione della conoscenza del processo
lavorativo
viene considerata un ostacolo
al corretto funzionamento
del processo
produttivo.
La direzione scientifica del lavoro
stata codificata da Taylor, applicando
il metodo
scientifico alle problematiche
riguardo al controllo del
lavoro per
organizzarlo in base alle esigenze delle imprese.
Alla azienda
viene affidato il totale controllo di ogni fase
elementare
del processo produttivo.
Definisce 3 principi
1- il dirigente ha l'incarico di
raccogliere tutte le
competenze degli
operai e classificarle ed ordinarle per
farle
diventare prescrizioni leggi e formule.
2-tutto il lavoro intellettuale non deve essere
presente in
fabbrica e deve essere
concentrato tutto nell'ufficio di
programmazione.
3-il compito di ogni operaio viene stabilito dalla
direzione
in base al ruolo nelle modalit
e tempi di esecuzione.
L'applicazione del taylorismo
osteggiata dagli operai.
Viene redatta
l'inchiesta Hoxie. Termino con la scomunica del
sistema di
Taylor. In quanto provocava
effetti negativi sulla psicologia
la morale e la sfera
sociale dei lavoratori per via del tipo di
rendimento e la degradazione del lavoro qualificato.
Per Gramsci
Taylor rappresenta il fine della societ
americana. Cio lo
sviluppo nei lavoratori

di atteggiamenti macchinali ed
automatici.
Gli effetti negativi
orientano ricerche nell'ambito della
psicologia e della
fisiologia.
Nasce
una scienza del lavoro industriale, si sviluppa
ed organizza
un movimento operaio ed una
legislazione sociale. Nasce e
si sviluppa uno studio
scientifico sugli effetti sul lavoro
umano
prodotti dal macchinismo industriale.
Per stabilire
i gradi di adattamento dell'individuo alle
condizioni di
lavoro.
La psicologia
applicata porta ad una interpretazione
personalistica dei
risultati dei test
portando ad uno studio scientifico
dell'uomo nel suo complesso.
Nasce la psicotecnica industriale
che utilizza le ricerche fatte dalla
psicologia sperimentale
per la selezione
del personale specializzato. Il
cronometraggio taylorista non viene comprovato
dall'analisi scientifica(il corpo umano differente da
individuo ad individuo).
Atzler
calcola il consumo energetico ed i bisogni
alimentari
dell'uomo bue dichiarando che
impossibile definire unit
di misura del lavoro
quotidiano per un operaio medio. La
fisiologia contraddice ancora una volta Taylor in quanto
per ottenere rendimenti migliori il lavoro dovrebbe
adattarsi al motore umano e non viceversa.
Sanders
l'uomo non pu essere considerato
come una macchina
in quanto mentre
lavora pensa sente e desidera.
Si cerca di individuare tempi e modalit
che possano coniugare le
esigenze delle imprese
con i bisogni dei
lavoratori. Analizzando:
-i tempi e i movimenti compiuti per diminuirne
la fatica,
-il principio dei movimenti non la velocit ma
il ritmo,
-i tempi servono ad analizzare un'operazione
per renderla
pi efficiente per l'individuo,
-analisi di tempi e movimenti si riferisce a studi
sull'elemento umano all'interno
dell'industria.
I fisiologi del lavoro
parlano di una razionalizzazione
biologica, per definire le
condizioni

ottimali di funzionamento del motore umano.


Gautier
individua nei rifiuti metabolici dell'attivit
muscolare un
aspetto che influenza e
condiziona comportamenti e
umore. La fatica
non localizzata solo alla massa
muscolare ma si riflette sull'intero organismo.
Atzler
distingue tra fatica centrale(dovuta ad un
muscolo che
viene sollecitato ripetutamente
impedendo il recupero dei
centri nervosi coinvolti
che rischiano di coinvolgere anche
altri
centri nervosi facendo subire un danno biologico
all'intero organismo) e periferica(dovuta a reazioni
circolatorie e respiratorie).
Esistono poi due tipi di attivit muscolare
clonica(contrazione improvvisa
e brusca, pu
essere monitorata) e tono(a
basso sforzo per tempi lunghi,
quella che procura
pi problemi e nel tempo pu
comportare
minore efficienza sul lavoro e danni fisici e
psicologici per il soggetto).
La fatica residuale
un tipo di fatica lenta che porta
all'usura progressiva
organica e nervosa.
Per prevenirla
si cerca di identificare un coefficiente di
ammortamento, si
aumentano le pause con il
risultato di aumentare il
rendimento
diminuire gli infortuni degli scarti di
lavorazione e delle malattie.
Altro fattore che si cerca di contrastare
il rumore, specialmente
quello prodotto
dall'esecuzione
di altri operai.
l'infanzia rubata dalla societ industriale
all'interno del processo di industrializzazione vengono introdotti i bambini in
quanto
consentono un maggior profitto a costi
ridotti. Ci si
ripercuote sulle famiglie,
spesso i genitori rimangono
senza lavoro ed
i bambini sono costretti a lavorare e
mantenere la famiglia nonostante gli stipendi ottenuti
risultano troppo esigui per il sostentamento di tutti.
Il vantaggio economico iniziale diventa in poco tempo un fardello sociale, per i
gravi danni biologici subiti dai
minori.
Cominciano le prime denunce a riguardo
in primis da parte di Engels.
L'inghilterra
emana nel 1802 una legge per porre dei limiti
allo sfruttamento infantile. Viene
seguita da Francia e
Germania.
In un'analisi sul fenomeno in Piemonte
Petitti, senatore del regno cerca

di definire delle
regole sull'utilizzo di
manodopera infantile, riguardo all'et
al numero di
ore e per la salvaguardia dei diritti
fondamentali all'istruzione ed alla salute.
Sacchi e Correnti
svolgono un'inchiesta in cui per quanto
non siano contrari
al lavoro in fabbrica per i
bambini in utile all'economia
generale del
paese ritengono che vada regolato per evitare
che si
finisca di abusare del loro utilizzo. Propongono
un'alternanza di ore di lavoro con ore di studio.
Con l'unificazione del paese
porta al fenomeno della vendita
dei bambini.
La prima legge promulgata in Italia
del 1886 dove viene stabilita
l'et minima di 9
anni ed un limite
giornaliero di 8 ore per i minori di anni
12.
Nitti
giudicher la legge insufficiente in quanto non
protegge
minimamente i minori.
Cardarelli
mostra gli effetti devastanti prodotti dal lavoro
con una
mortalit che va dal 25% al
50%. mostra anche i dati
riguardanti la
capacit lavorativa massima che va dalle 3
ore per i 7-8 anni, 6 per i 9 anni ed un massimo di 8 per i
10-11 anni.
Con lo sviluppo dell'organizzazione operaia
ci saranno i primi veri
cambiamenti. Gli stessi
ragazzi
cominciano a prendere coscienza e organizzano i
primi scioperi.
Con la legge
del 1902 l'et minima si eleva a vengono
stabiliti gli orari
massimi di lavoro
quotidiano e viene richiesto l'obbligo
scolastico per il corso elementare(rimane su carta).
Viene approvata
nel 1907 un testo unico sul lavoro
infantile, che concede
ad imprenditori e
famiglie fino al 1912. Al momento dello
scadere della proroga la legge risulter inapplicata.
Viene emana
una nuova legge nel 1912 che concede ai
minori di restare
al lavoro, promuove l'istituzione
di scuole serali e riduce
l'obbligo fino
alla seconda elementare in attesa di eseguire
totalmente la legge nel 1921.
crisi del capitalismo e nuove emergenze pedagogiche
l'economia capitalistica
ha collezionato diversi insuccessi.
Un esempio
negli USA e UK il reddito reale dei lavoratori
dagli anni '70
ad oggi leggermente

diminuito e negli USA ha


collezionato la pi alta percentuale di poveri.
La campagna neoliberista
che ha prodotto risultati allarmanti ha
fatto si che si
iniziasse a riflettere
pedagogicamente sulle emergenze
educative da affrontare. Le precarie condizioni
economiche hanno determinato il peggioramento della
qualit dell'alimentazione(cibi scadenti
a basso costo), il
cosiddetto cibo
spazzatura ha portato ad un aumento
allarmante dell'obesit negli USA.
Bauman
i consumatori corrono dietro a
sensazioni piacevoli
accumulando cibi ed
oggetti per fuggire dalle loro
insicurezze.
Desiderano essere ma hanno pausa di
sbagliare e di essere abbandonati vedono nel
possedimento l'unica certezza.
I bambini
sono i consumatori su cui pi si fa leva.
presente per loro
un vero e proprio piano
commerciale che pian piano gli sta
rubando
l'infanzia.
L'industria alimentare
per di pi li indirizza verso un modello
alimentare scorretto
che condizioner anche nelle
loro future scelte di vita. La
stessa
Organizzazione Mondiale recrimina il marketing
rivolto ai bambini in quanto corresponsabile dell'obesit
infantile. Anche la scomparsa dei giochi
classici(all'aperto
di squadra etc) ha
contribuito al fenomeno insieme al
ruolo
della televisione. Da questa vengono assorbiti
modelli comportamentali inadeguati e maturati desideri
indotti da un mondo artificiale.
Il malessere degli adolescenti diventata una vera e propria patologia
sociale.
Depressione perdita
dell'autostima sindromi di
ipermobilit mancanza di concentrazione. Cresce l'abuso
di sostanze stupefacenti ed alcol.
Il pensiero liberista(Reagan)
prevede che lo sviluppo economico si
ottenga tagliando le
tasse ai ricchi che si
sentirebbero cos stimolati ad investire
maggiormente per rilanciare l'economia. Questa politica
ha fatto solo in modo che sia aumentato il divario trai
redditi, accresciuto il debito federale, spinto
alla
speculazione immobiliare tutti
fenomeni che hanno
contribuito alla bolla

finanziaria ed all'inizio della crisi.


La crisi
stata lo stesso prodotto della dinamica del
modo di
produzione capitalista che
venne gi descritto da Marx ed
Engels,
in cui il mercato ha un andamento ciclico di forte
espansione ed un successivo tracollo legato alla
saturazione del mercato. La borghesia imprenditoriale
supera la crisi imponendo la distruzione di
molte forze
produttive la conquista di nuovi
mercati e un pi intenso
sfruttamento di
quelli esistenti. Le crisi hanno un carattere
strutturale. Per estrarre pi plusvalore il capitale deve
diminuire la massa operaia(capitale variabile) viene poi
intensificato l'uso del lavoro operaio
sfruttando la
diminuzione del costo delle
macchine(capitale costante).
La produttivit
del capitale aumenta il lavoro diminuisce.
Viene aumentata la produzione di beni a costo ridotto e la
riduzione costante di operai. Un ciclo che finisce per avere
sempre meno lavoratori e meno profitti per il
produttori.
Oggi
ci sono sempre pi profitti temporanei e
continui legati
alle novit che necessitano di
una lavoro flessibile(chiede
ai lavoratori di
correre rischi per ottenere un maggior
controllo della propria vita generando ansia e disinteresse
per il proprio lavoro e per il futuro).

2-Pedagogia democratica e formazione allo sviluppo delle


capacit
educare al pluralismo nella societ complessa
l'attuale societ post industriale e globalizzata ha comportato una riflessione
su delle nuove
problematiche: la perdita di un
orizzonte di
senso e l'alienazione.
C' un costante disagio esistenziale
dovuto
alla crisi dell'umanesimo tradizionale, l'uomo
contemporaneo solo.
La pedagogia
potrebbe assumere un ruolo essenziale se
ridonasse
dignit all'uomo contrastando
l'apatia l'alienazione la
massificazione e la
disgregazione che ci hanno allontanati
dalla
democrazia.
La democrazia
necessita di un'opinione pubblica attenta
consapevole
informata. Un'educazione
diffusa al bene comune ed alla
coscienza civile.
La politica deve ritornare ad essere affare
di
chiunque non limitandosi all'esercizio del voto popolare.
La costruzione
di una societ educante in un contesto sociale
favorevole
alla discussione ed al confronto
per ricercare condizioni
condivise sui
problemi da affrontare.
La scuola
dovrebbe aiutare a scegliere creando
persone degne di
essere scelte e che
provengano da tutti i ceti sociali. il
pilastro
della democrazia per l'edificazione di uno stato
democratico capace di trasmettere ai giovani valori
fondativi(cultura democratica).
Per Montesquieu
cultura democratica il sentimento
politico della virtu una
disposizione mentale a pensare
ed agire per il bene
comune.
Per Toqueville
passione per l'uguaglianza. La libert un
mezzo per la
difesa della democrazia dai
pericoli del dispotismo(questo
appare come riparatore
di tutti i torti subiti, addormenta la
popolazione
attraverso la prosperit che genera e nel
momento in cui ci si sveglia ci si sente presi nella morsa).
La libert nasce in mezzo alle discordie civili e solo
quando
ha cessato di fare il suo corso che se
ne comprendere
l'importanza.
La passione per l'apertura
un'altro dei termini che identificano

la cultura
democratica. una
disposizione ad esplorare il nuovo
senza
pregiudizi a considerare la pluralit come una
possibilit di crescita.
Morin
necessario un pensiero aperto che
comprenda la
complessit. L'uomo si sta
rendendo conto che le
possibilit di errore
sono cresciute cosi come la possibilit
di
manipolare la realt attraverso la conoscenza dei mezzi
di comunicazione. La scienza ha smesso di essere certa,
con Popper viene introdotta la non verit delle
teorie
scientifiche in quanto non possono
essere indotte
logicamente dai dati a
disposizione ma sono costruzioni
della
nostra mente applicate a dati che vengono giustificati
razionalmente. Una teoria per essere scientifica deve
essere possibile dimostrare anche il suo errore.
In politica
l'errore sempre nelle vicinanze data la sua
forte
connaturazione sociale legata al
cambiamento.
importante seguire dei
passaggi e tenere sempre in
considerazione
l'errore per comprenderne i suoi effetti.
Bisogna poi sempre considerare il ricordo di azioni
politiche rivolte all'inganno e alla menzogna. In politica fin
troppo spesso non vince il pi forte ma chi utilizza al
meglio la conoscenza degli errori i limiti degli
avversari.
Nella ricerca della verit
ci si pone il problema di come
catalogare i miti. Questo
sono veri
quando esprimono aspirazioni profonde e sentite
falsi quando sono strumentalizzati per determinate
particolari effetti. importante imparare a discernere e
comprendere l'idea che lo anima. Bisogna
vigilare per far si
che il sistema d'informazione
non diventi un oligopolio.
Ogni volta
che si cerca di offuscare la pluralit si
impedisce la
possibilit di far nascere nuove
risorse di ricchezza per il
paese.
3 fatto sono necessari per Morin per una politica democratica: pluralismo
delle forze politiche,
libert d'espressione e
pluralit delle fonti d'informazione.
La democrazia
non ha una verit ma determina con la
libert le condizioni per riconoscere l'errore e cercare la
verit.
la scuola come motore dell'educazione democratica

la scuola
assume il ruolo per l'edificazione di
una societ
democratica. Insegna
alla collaborazione al dibattito al
confronto ed all'interscambio dialettico di idee.
L'educazione fa si di trasmettere esperienze che cos
diventano un patrimonio condiviso.
Per Dewey
la condivisione porta cambiamenti in tutti i
soggetti
coinvolti nello scambio. Questo
avviene ad un primo livello
tra anziani e giovani
per quanto riguarda valori di gruppo e
dell'ambiente
sociale, ad un livello pi avanzato
l'insegnamento formale. L'ambiente educativo pensato
e strutturato in modo da influenzare disposizioni mentali.
La scuola risulta indispensabile quando le
tradizioni sociali
sono complesse.
La sua funzione
di organizzare logicamente gli aspetti della
formazione
individuale, guidare gli impulsi
naturali armonizzandoli con
le usanze di vita di
gruppo per agire in un modo
socialmente
stabile interiorizzando regole e norme di vita.
Pu
essere valutata la sua efficacia in base al desiderio
suscitato nei soggetti ad apprendere promuovendo un
processo di crescita continuo.
Una concezione
che ha difficolt a diventare patrimonio
condiviso in
quanto alcune concezioni la
limitano. Come la sua
funzione di
preparazione alla vita adulta non considerando
il presente dei soggetti. Un'altra teoria espressa da Locke
per quanto riguarda la disciplina formale le da il fine di
creare specifici poteri di adempimento.
Il soggetto deve
venire in possesso in
modo passivo di contenuti e
strutturare
alcune facolt come l'attenzione l'osservazione
la memoria la comprensione l'astrazione. Dewey fa notare
che non esistono facolt innate che possano rispondere a
determinati stimoli.
Il modello educativo
di una societ aperta orientata al cambiamento
promuove
nei singoli l'interesse per relazioni
interpersonali e forme
di vita associata. Per
valutare la qualit del lavoro bisogna
analizzare le
modalit assunte dall'educatore per
realizzare il proprio scopo. 3 sono i gradi per farlo secondo
Dewey: osservazione(attivit ordinata e regolare di
osservazione e conoscenza degli allievi per formulare
un
piano di lavoro da modificare in itinere

in base a dei
risultati da ottenere)
programmazione(le attivit vanno
programmate in base allo scopo analizzando circostanze
mezzi e impedimenti e progettando il loro utilizzo) e
scelta
tra alternative(scelta di alternative di azione
che dipende
dalla qualit delle osservazioni
iniziali per permettere di
riadattare le
modalit operative durante il loro
svolgimento).
Ogni epoca
tende ad evidenziare un proprio scopo
educativo per la
soluzione di particolari
problemi e difficolt di un dato
momento
storico.
Per Dewey
3 sono gli scopi generali: lo sviluppo secondo
natura(riconoscere capacit e attitudini
specifiche),
l'efficienza sociale(per il
migliore possibile funzionamento
della
struttura sociale che non imbrigli le specifiche
attitudini ma che anzi valorizzi capacit individuali che
possono essere un contributo da offrire alla societ) e
l'arricchimento mentale attraverso la cultura(la
cultura
riceve nutrimento ed impulsi dalle
esperienze di
socializzazione che
producono nuova conoscenza).
Latouche
ipotizzando una decrescita serena
ricorda il contributo di
Dewey che accusava il
sistema scolastico di educare i
bambini
al mondo della concorrenza invece di porti come
laboratorio di cittadinanza.
Il pensiero e lo studio deweiano
ha portato alla nascita di una nuova
condizione della
soggettivit che
possiamo chiamare nuovo individualismo
in cui il soggetto aperto all'alterit allo sviluppo completo
della personalit scoprendo in se vocazioni e potenzialit
da esprimere nella realt sociale. Un tipo di
educazione
progressiva ed estetica per la
costruzione di una nuova
democrazia che
umanizzi l'azione della tecnologia e
ipotizzi
una libert sostenibile in relazione ai
condizionamenti culturali mediatici politici economici.
quale sviluppo per educare alla libert?
Sen
vede lo sviluppo come un processo di
espansione delle
libert sostanziali. Un
processo alternativo al capitalismo e
funzionale ad
un modello educativo finalizzato alla

formazione di coscienze critiche. C' un progresso che


promuove le libert individuali che porta gli individui
ad
agire liberamente producendo sviluppo.
Chi asserisce
che lo sviluppo si esprime con la crescita del
PIL si
interrogano sul l'importanza o meno di
dare maggiore
libert politica ed una
diffusione pi diffusa.
Questo tipo di argomentazione ignora che le libert sostanziali(partecipazione
politica
accesso all'istruzione) sono
parti costitutive dello sviluppo.
In loro assenza
non pu esserci sviluppo dato che esso
un processo di espansione delle libert sostanziali.
La libert
un bene prezioso da custodire e
difendere attraverso
l'educazione. In quanto
offre opportunit per perseguire i
propri
obiettivi e accresce le facolt di scegliere lo stile di
vita che si desidera e di realizzare i fini che si vogliono
promuovere. importante gi di per se il processo che
di
permette di scegliere senza imposizioni
esterne.
Alcuni
sostengo che l'urgenza per un paese povero
quella
economica. Sen al contrario considera
come urgente la
libert politica perch:
-permette di acquisire capacit di
partecipazione -fornisce gli strumenti per sostenere e
portare all'attenzione dei politici le proprie richieste -da la
possibilit di individuare le relazioni tra bisogno
economico e contesto sociale.
La democrazia
richiede un costante impegno dei cittadini.
L'opposizione
politica decisiva per far
progredire riforme utili al paese.
Le istituzioni
democratiche funzionano nella misura in cui i
cittadini
siano capaci di sfruttare al meglio la possibilit di
partecipare ai processi decisionali.
A livello internazionale
ancora difficile far si che vengano promosse
e costituite
delle vere e proprie istituzioni
democratiche. Una delle
motivazioni il
rispetto delle culture differenti. Questa
posizione non sta in piedi in quanto se la democrazia
fondata sull'esercizio della ragione pubblica prevede
allora
la partecipazione libera dei cittadini alla
discussione in
modo che ognuno possa
conoscere i problemi e scegliere
consapevolmente una posizione.
In una societ complessa
occorre un progetto di educazione alla

cittadinanza ed alla
democrazia. diffusa l'idea
che nei paesi in via di sviluppo
l'attenzione ai diritti
civili e alle libert politiche sia
d'intralcio alla
crescita economica. Si afferma che i poveri
potendo scegliere tra libert politiche e soddisfacimento
di bisogni economici scelga quest'ultimi. Questo pi
che
altro il pensiero di chi detiene il
potere ed ha interesse
solo per questo
ed estende il proprio volere anche al resto
della
popolazione.
Lo sviluppo
inteso come aumento delle capacit produttive
vede
l'istruzione finalizzata a potenziare
capacit specifiche per
rendere i soggetti pi
produttivi. Quando lo sviluppo
inteso
come libert l'importanza data alla capacitazione
umana cio ad una formazione meno settoriale che porti
all'esplorazione di nuovi percorsi conoscitivi che
amplifichino le scelte di vita individuali.
Sen promuove
un modello di formazione declinato
pedagogicamente per
lo sviluppo globale del
soggetto. Le capacitazioni
influiscono il
benessere e la libert degli esseri umani in
modo diretto ed indiretto perch fattori di cambiamento e
progresso anche economico.
Suggestioni pedagogiche nell'approccio delle capacit
la Nussbaum
critica anche lei il modello basato sul Pil per
valutare la
qualit di vita di un paese. In
quanto questo trascura la
distribuzione
della ricchezza tra la popolazione. Inoltre un
altro valore orienta gli investimenti stranieri producendo
una perseveranza ad agire in una direzione che
sfavorevole alla ridistribuzione dei redditi e
all'estensione
dei diritti fondamentali. Ancora
questo modello viene
utilizzato
principalmente per misurare la crescita di quelle
nazioni pi ricche producendo ancora pi diseguaglianze
tra questi ed i paesi poveri.
Una risposta a questo modello un nuovo approccio. Uno quello utilitaristico
che si
basa alla qualit della soddisfazione o
meno delle
preferenze di base delle
persone. Si pu effettuare tramite
dei valori medi
che in ogni caso non tengono conto della
redistribuzione.
L'approccio delle risorse
invece misura oltre alla quantit dei
beni prodotti anche il
grado di equit con cui i beni

vengono suddivisi tra i


cittadini. Per
quanto sia pi attento alla situazione reale
non tiene conto delle differenti esigenze e capacit di
funzionamento delle singole persone.
La risposta adeguata sembrerebbe
l'approccio delle capacit. Che
promuove uno sviluppo che
punta alla
valorizzazione delle potenzialit delle persone.
Necessita di una politica che crei strumenti pensati per
offrire possibilit di crescita culturale ampliando scelte
di
vita praticabili migliorando
concretamente la qualit della
vita.
Promuovere le libert sostanziali per ridurre le
diseguaglianze.
Le capacit
risultano essere opportunit di scegliere ed
agire, libert
che partono da abilit personali
che inserite nel contesto
sociale
permettano il dispiegamento delle potenzialit. Le
capacit interne sono quelle abilit personali che risultano
dall'interazione con l'ambiente di cui responsabile la
societ in quanto lei che attuando politiche che
privilegino l'estensione dell'istruzione della
salute il
sostegno dei pi deboli
promuove. Bisogna mettere in
pratica
anche capacit acquisite attraverso lo svolgimento
di funzioni che valorizzino competenze e promuovano la
crescita personale.
Un modello
orientato alla difesa della dignit umana.
Attraverso un
ordinamento politico che
garantisca il diritto al godimento
di almeno 10
capacit centrali che riguardano il diritto alla
salute
all'istruzione all'integrit fisica a vivere le proprie
emozioni ad avere opportunit di relazioni sociali di
partecipare alle scelte politiche il possesso di beni
materiali.
C' una differenza sostanziale tra la Nussbaum e Sen. Quest'ultima enfatizza
la libert
come bene sociale supremo
mentre la Nussbaum afferma
che non tutte le
libert sono uguali ed alcune limitano le
altre. Altre invece sono fondamentali che vanno
salvaguardate e protette(libert d'espressione libert
politiche per la giustizia sociale) le altre invece
devono
essere soggette a limitazioni.
Adottare un determinato modello
non costringe nessun cittadino
all'adesione cieca al
funzionamento di tutte
le capacit rappresentano solo
delle opzioni.

Viene assicurato il pluralismo.


L'istruzione
lo strumento pi utile per ridurre le
diseguaglianze ed
azzerare gli svantaggi
iniziali.
Due sentenze di tribunali indiani
risultano interessanti dal punto di vista
pedagogico.
L'istruzione viene definita come
un diritto fondamentale
dell'individuo,
in quanto uno strumento indispensabile
all'alimentazione della dignit dell'uomo. La seconda
sentenza afferma che il diritto all'istruzione discende dal
diritto alla vita ed collegato alla dignit
individuale.
Negli Usa
l'istruzione non un diritto
fondamentale, ed in una
sentenza in cui
la legge negava l'istruzione a figli di
migranti
clandestini il diritto all'istruzione viene definito
come affermazione fondamentale dell'uguaglianza delle
persone. La sua deprivazione un gravissimo onere a
carico del benessere sociale economico
intellettuale e
psicologico dell'individuo e
della societ stessa. Rendere la
scuola
obbligatoria una misura necessaria per non far
partire in svantaggio nessuno.

3-verso una pedagogia della decrescita

educazione e sviluppo economico


negli ultimi 50 anni
nei paesi industrializzati c' stata
un'accelerazione della
trasmissione del
sapere. Un processo che ha contribuito
allo sviluppo dell'economia.
Bauman
nella societ della globalizzazione
normative favorevoli alla
libert commerciale al
libero movimento di capitali ha
disgiunto politica ed economia. Il nuovo ordine mondiale si
nutri di politiche deboli per conservarsi e riprodursi. La
politica perde di potere.
Il rapporto tra
educazione e sviluppo economico e politico
dovrebbe
essere monitorato. dalla
rivoluzione francese che si da
importanza
all'istruzione in quanto bisogno sociale. Anche
i
marxisti non rinunciano all'importanza di un'educazione
come per tutti e di alta qualit. La rivoluzione educativa
oggi ostacolata dalla presenza sempre pi
massiccia di
allievi che sta portando a dover
prospettare nuove
prospettive di
articolazione delle agenzie educative per
soddisfare le esigenze degli allievi.
Le tecnologie didattiche
risultano indispensabili in quanto utili
in mancanza di un
adeguato numero di
docenti rispetto alla quantit di
utenti.
Alcune discipline risultano fondamentali
per analizzare il mandato
pedagogico, tra queste
c' la psicologia che
attraverso strumenti di misurazione
permette di comprendere che tipo di strumenti e azioni
utilizzare per lo sviluppo di determinate capacit nei
discenti e nel come utilizzarle da parte dei
docenti. La
psicologia dell'apprendimento
mette inoltre in evidenza le
differenze tra
apprendimento formale ed informale gi
riconosciute dai gesuiti che utilizzavano l'ambiente in
quanto funzionale alla formazione del carattere
costruendo contesti che favorissero l'abitudine
al rispetto
delle regole e all'impegno nello
studio per ottenere il
massimo profitto. La
sociologia ha individuato la
connessione tra
classe sociale di appartenenza e problemi
educativi. Classifica la popolazione per valutarne le

possibilit educative e gli effetti della formazione sulla


selezione sociale.
Il sistema formativo
ha un ruolo cruciale nei paesi in via di sviluppo
in quelli ad
elevata industrializzazione.
L'evoluzione della conoscenza
pone il
problema della sua organizzazione nei programmi
scolastici in quanto la velocit con cui viene prodotta la
porta a diventare velocemente obsolescente. Una delle
soluzioni adottate stata la
specializzazione precoce con
degli effetti
negativi in quanto soggetti gi in via di
sviluppo si trovano a doversi adeguare a seguire un
processo in via di cambiamento senza possedere delle
solide e consolidate conoscenze generali. Pi
idonea la
prospettiva che prevede una
solida istruzione primaria e
secondaria che
fornisce strumenti culturali e cognitivi
adeguati ad una societ complessa.
Negli Stati Uniti
si scelto di offrire a tutti la possibilit
di conseguire il
massimo grado di
istruzione in quanto patrimonio da
accrescere lungo tutto il corso della vita. Ci richiede una
nuova visione del docente che deve imparare a gestire
il
cambiamento per facilitare ai discenti
il processo di
acquisizione del sapere.
Un elevato grado di istruzione uno strumento fondamentale per lo sviluppo
economico
in quanto permette la formazione di
centri di eccellenza
scientifica gestiti da
persone altamente qualificate che
forniscono a loro volta all'innovazione di idee e tecniche
per la produzione e tanto altro.
ineludibile una crescita senza fine?
La teoria economica tradizionale
trascura l'interazione tra processo
economico ed
ambiente.
Nicholas Georgescu Roesgen
il fondatore di un campo di studi
transdiscplinari tra
economia ed ecologia=
bioeconomia. Il punto che il
processo
economico porta al prelevamento di materia ed
energia dall'ambiente biofisico che ritorna all'ambiente
sotto forma di rifiuti. Il 2 principio della termodinamica
stabilisce la direzione univoca della
trasformazione
dell'energia che
irreversibilmente va degradandosi. La
conseguenza che il processo forzato del prodotto
produce un aumento di entropia nell'ambiente. Ogni

attivit produttiva che utilizza fonti non rinnovabili


provoca
degli effetti sull'equilibrio ecologico del
pianeta rilasciando
energia degradata che
responsabile dell'alterazione dei
parametri che regolano l'equilibrio dell'ecosistema.
La crescita economica
dei paesi occidentali ha gi prodotto effetti
negativi ed
irreversibili con l'imposizione di
un modello di vita
orientato al consumo.
La globalizzazione ha determinato
degli
stravolgimenti radicali nella vita dei paesi poveri in
quanto i bassi salari attirano gli investimenti industriali
modificando i rapporti sociali e familiari e la nascita di
agglomerati umani(megalopoli).
L'urgenza di attuare percorsi di decrescita
documentata dall'evidenza
dei danni
ambientali. Emerge che: -nel
giro di poche generazioni
verranno
consumate tutte le riserve di combustibili fossili
- aumentata la concentrazione di gas come CO2 e metano
responsabili dell'effetto serra -consumiamo 80 milioni di
barili di petrolio al giorno
-utilizziamo 1,2 miliardi di tonnellate di metalli
l'anno
-15 minerali essenziali sono stati gi prelevati
per una
quantit limite -il litio
essenziale per la produzione di
batterie
quasi del tutto esaurito.
Occorre modificare
il modello economico e culturale ed
educativo
ristrutturando i consumi
seguendo alcuni principi:
ricostituire i
cicli biologici salvaguardare le capacit di
riassorbimento sfruttando utilizzi multipli di ogni risorsa
naturale limitata garantire la conservazione delle
risorse
naturali educare alla percezione degli
elementi costitutivi
della natura lavorare
per il reinserimento dell'uomo nel
ciclo del
carbonio adeguare i bisogni alle dimensioni del
pianeta elaborare un modello di sviluppo che tendi a
rispettare e valorizzare le differenze. Per uscire dalla crisi
bisogna investire sulla cultura l'educazione e la
pedagogia.
Trasformare la struttura dei consumi ed
il modello
culturale improntandoli su di
una pedagogia verde.
Si ipotizzano
politiche economiche che tengano conto
dell'ambiente
delle sue risorse e
problematiche riutilizzando le materie
prime

gi estratte utilizzando in modo parsimonioso


petrolio e gas riducendo gli oggetti di plastica l'uso di
energia e acqua nelle produzioni industriali di beni di
consumo l'uso di imballaggi riprogettando oggetti
dannosi
per l'ambiente aumentando la
produzione di oggetti
biodegradabili e
riciclabili riutilizzabili incrementando le
produzioni agricole biologiche arrestando il processo di
omogeneit genetica e recuperando semi e variet
originali eliminando polveri sottili e particelle
metalliche
nell'aria e nel suolo
modificando le dinamiche che hanno
prodotto gli agglomerati urbano moltiplicando le
infrastrutture di uso comunitario.
Da circa 20 anni
si stanno diffondendo iniziative che
vanno in questa
direzione, come il
commercio equo e solidale che cerca di
garantire ai produttori primari un reddito sufficiente per
una vita dignitosa. Criteri simili vengono utilizzati
nell'ambito dell'economia alternativa dove il
riutilizzo ed il
riciclo permettono la riduzione degli
scarti ed il recupero
delle materie prime.
Le differenze di reddito
tra paesi ricchi e poveri si sono allargate nel
tempo. Negli
stessi paesi ricchi sono
aumentati casi di povert e di
soggetti che
vivono in modo marginale che non riescono a
reinserirsi nel sistema in quanto posseggono competenze
obsolete o ritenuti troppo anziani. L'idea di uno
sviluppo
senza fine comincia a mostrare
i suoi limiti.
I critici dello sviluppo
come Illich e Latouche, descrivono come le
politiche di
crescita e sviluppo sono quelle
che poi generano miseria
ed esclusione. Il
processo economico passa per alcuni stati:
crescita
accumulazione di profitti in eccesso investimento
in innovazione ed ulteriore crescita progresso tecnologico
che aumenti la produttivit per sempre nuove
innovazioni
nuovi profitti nuovi reinvestimenti una
spirale senza fine
che esclude chi al di
fuori.
Il modello pedagogico della decrescita si apre all'idea della redistribuzione
della solidariet e della
condivisione in cui tutti
lavorano meno ma con piacere
producendo l'indispensabile in modo equo e nel rispetto
del pianeta.

Dal pensiero di Marx


possibile ricavare alcuni elementi teorici e
politici a
favore del modello in quanto
l'espansione illimitata parte
integrante del
capitalismo che invadendo ogni ambito
della societ lentamente la distrugge. Le grandi opere di
espressione del capitalismo servono a creare
plusvalore
dallo sfruttamento della natura
per trasformarla in
consumo e merci,
distrugge comunit e territori
provocando la loro reazioni che hanno il merito di
mostrare le contraddizioni e gli effetti negativi del
capitalismo e la nascita di prospettive e riflessioni
verso
modalit di vita alternative tra cui
anche quella della
decrescita.
Il modello prevederebbe
la difesa dell'ambiente naturale e il
contrasto del consumo
crescente di beni e merci
sostituendo gradualmente il
consumo di
beni e servizi non mercificati e al consumo di
prodotti su piccola scala e su brevi distanze puntare al
riciclo al riuso allo scambio al risparmio del consumo
energetico all'uso di fonti rinnovabili e
agricoltura
biologica. Significa anche
creare pi posti di lavoro erogare
pi servizi
pubblici con una decrescita dei profitto ed una
redistribuzione della ricchezza sotto forma di beni e servizi.
Verso una pedagogia della decrescita
Latouche
sostiene che l'attuale societ
globalizzata sia giunta ad un
punto critico al
quale bisogna rispondere con un radicale
cambiamento di rotta. Il prosieguo indefinito della crescita
risulta incompatibile con i fondamentali del pianeta.
L'attivit umana sta depauperando le capacit di
rigenerazione degli ecosistemi in modo da
compromettere
anche obiettivi economici
sociali e sanitari. Stiamo vivendo
in quella che gli
specialisti definiscono la sesta estinzione
della specie, questa prevede 3 elementi: -velocit
attraverso cui scompaiono specie vegetali e animali
-la responsabilit diretta dell'uomo
-l'uomo stesso ne vittima.
L'unico scenario possibile
per evitare un crollo diffuso la
sobriet. Dal 1750 con la
nascita del
capitalismo occidentale l'uomo ha cominciato a
manifestare un desiderio di potenza che ha interrotto il
suo rapporto con la natura. Da qui nato un processo

di
sfruttamento imperialista delle risorse.
Dal 1950 il sistema
attraverso 3 pilastri(pubblicit
credito e obsolescenza
programmata dei
prodotti) ha cominciato a manifestare il
suo
potenziale creativo e distruttivo.
Per invertire la tendenza
occorre progettare un diverso modello
di vita, di
decrescita che si rifa alla
riflessione teorica nata nei primi
anni '70
riguardo il dopo sviluppo. Un assetto sociale non
fondato sull'economia di mercato ma uno inserito
armonicamente nell'ambiente naturale dove si utilizzano
le risorse secondo bisogno. Viene immaginata
una societ
che utilizzi in modo ragionevole le
risorse del suo
ambiente e che le consumi
tramite beni materiali e servizi.
Una societ
frugale in cui lavoro terra e moneta non siano
pi
merci.
Un'utopia possibile
se venisse attuato un programma
come quello proposto
dalla Francia nel 2007
che prevede 10 punti: -ristabilire
un'impronta ecologica sostenibile ridurre i trasporti
internalizzando i costi
-rilocalizzare le attivit
-ristabilire l'economia contadina
-ridistribuire i profitti ricavati dall'aumento di
produttivit
riducendo il tempo di lavoro e creando
occupazione
-rilanciare la produzione di beni
relazionali
-ridurre gli sprechi di energia
-ridurre lo spazio pubblicitario
-riorientare la ricerca tecnico scientifica
-riappropiarsi del denaro.
C' una forte componente pedagogica in
quanto
attraverso l'educazione dei
giovani che possibile
realizzare dei
cittadini consapevoli ed attivi. Educare alla
resistenza ed al pensiero critico.
Illich
proponeva di invertire il sistema industriale per
ricostruire
una societ che fosse basata sulla
convivialit. In quanto
l'uomo non vive di beni
e servizi ma necessit di uno
scambio
relazionale che si attua attraverso la condivisione
di esperienze all'interno di una struttura comunitaria.
La proposta di George Snyders con la pedagogia progressista intesa come
educazione
alla gioia della scoperta, una

scelta che impegna i soggetti


verso una certa
direzione . L'educazione deve coinvolgere
il soggetto abituandolo ad osservare criticamente la realt
e diventare protagonista della societ.
La transition town
nata in Inghilterra nel 2006 ad opera
di Rob Hopkins, un
insegnante che elabora
un progetto per i suoi allievi in cui
bisognava progettare la riorganizzazione della propria citt
in un mondo dove venisse a mancare il petrolio. Nacque
un vero e proprio movimento che si prospetta
come un
passaggio ad un modello di
vita. Il movimento di diffuso
in varie parti del mondo
tra cui anche in Italia. La
diffusione
legata alla presa di coscienza sempre pi
diffusa dei problemi legati al modello di vita attuale del
mondo occidentale. Ha una forte valenza pedagogico
sociale che crea delle comunit territoriali in
cui le persone
si incontrano creano saperi e
competenze si scambiano
conoscenze ed
informazioni scoprendo i pregi di una vita
relazionale.
Si formano gruppi
all'interno dei quali c' uno scambio
dialettico in cui
vengono sviluppate
iniziative e progetti per la
razionalizzazione dei consumo consigli sull'acquisto di cibo
dai produttori locali organizzazione di gruppi d'acquisto da
mercati contadini e fattorie locali. Diffondere
informazioni
per la promozione di una riduzione dei
consumi di energia
nascita di compagnie di
servizio energetico locale. La
distanza tra le
generazioni viene annullata gli anziani
ritrovano un ruolo all'interno della societ. Nascono
piccole economia locali alimentate da commerci e scambi
di favori e competenze. Vengono istituiti centri
regionali in
cui operano i membri volontari dei
gruppi locali svolgendo
un ruolo di
collegamento.
Il punto di forza
la resilienza. La capacit di assorbire un
disturbo e
riorganizzarsi rispondendo alla
penuria di petrolio e cibo
adattandosi alla
nuova situazione. Una comunit ad alta
resilienza gode di alcuni benefici: -se una parte subisce un
danno questo non si propaga in tutto il sistema
-ad un problema vengono adottate una gamma
di soluzioni
differenti

-in mancanza di trasporti la comunit non si


ferma
-iniziative locali a costi ridotti centrate
sulle necessit del
territorio possono
sostituire con minori spese le burocrazie
e
infrastrutture centralizzate.
Porta insomma ad un'economia locale pi
forte
autosufficiente.
3 aspetti qualificano la resilienza:
-la diversit(il numero degli elementi e
delle connessioni
che compongono il
sistema pi ce ne sono e pi sar
possibile rispondere in modo adeguato alle perturbazioni)
-la modularit(il modo in cui i componenti tra loro sono
connessi, un sistema modulare fa si che la
perturbazione
all'interno di un modulo non si
propaghi negli altri)
-il restringimento delle retroazioni(se si ha
coscienza delle
proprie azioni e dei loro effetti
si pu comprendere come
agire in modo
che le nostre azioni finiscano per procurare
meno
retroazioni possibili).
Il compito del pedagogo
quello di formare dei cittadini che
sappiano pensare con
la propria testa.