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POLITECNICO DI MILANO

Scuola Master F.lli Pesenti


Master in
PROGETTAZIONE SISMICA DELLE STRUTTURE SOSTENIBILI IN
CALCESTRUZZO

PROGETTAZIONE STRUTTURALE DI UNA CIMINIERA DERRICK


PER ENI VERSALIS:
Ottimizzazione del comportamento strutturale dinamico mediante
dispositivo a massa accordata :Tuned Mass Damper - TMD

Relatore:

Allievo

Prof. Ing. Pietro Crespi

Ing. Filippo Conti

Ing. Diego Bruciafreddo

a.a. 2014/2015

Alla mia famiglia e ad Elisa,

INDICE
1

Elevated Flares nellindustria dellOil & Gas


1.1

Introduzione

13

1.2

Descrizione del Sistema Flare

16

1.3

Soluzioni tipologiche strutturali

21

1.3.1 Soluzione Autoportante

22

1.3.2 Soluzione Torcia Strallata

24

1.3.3 Soluzione a Derrick Strallato

25

1.3.4 Ciminiera Derrick

26

1.4
2

Codici internazionali

Le azioni sulle Derrick Supported Steel Stack


2.1

Azioni termiche

29
29
29

2.1.2 Carichi di natura termica, Nozzle Loads

30

Azione del vento

31

2.2.1 Azione del vento longitudinale

31

2.2.2 Azione del vento trasversale

38

2.3

Azione sismica

43

2.3.1 Spettro di risposta elastico in accelerazione

43

Sistemi di smorzatori a massa accordata (Tuned Mass Damper)

47

3.1

Introduzione

47

3.2

Esempio Introduttivo

48

3.2.1 Esempio: Progettazione di un TMD per un sistema SDOF

51

3.3

Esempi di sistemi TMD esistenti

52

3.4

Teoria del TMD per sistemi SDOF

53

3.4.1 Struttura non smorzata: TMD non smorzato

53

3.4.2 Struttura non smorzata: TMD smorzato

56

3.4.3 Struttura smorzata: TMD smorzato

69

3.5
4

28

2.1.1 Carichi termici di esercizio della ciminiera

2.2

13

Teoria del TMD per sistemi MDOF

Ciminiera Derrick per ENI Versalis


4.1

Informazioni del sito

4.1.1 Collocazione geografica

75
83
84
84
7

4.1.2 Caratteristiche Climatiche e Topografiche

84

4.1.3 Zona Sismica

84

4.1.4 Dati Climatici e Classificazione Ambientale

84

4.2

Descrizione della struttura

86

4.3

Software per lanalisi strutturale

88

4.4

Unit di Misura

88

4.5

Letteratura di Riferimento

88

4.6

DATI PRINCIPALI

89

4.6.1 Condizioni di progetto

89

4.6.2 Materiali e Spessori

89

4.7

90

4.7.1 Carichi permanenti

90

4.7.2 Carichi Accidentali Qk

92

4.7.3 Carichi da Vento W

93

4.7.4 Azione Sismica E

104

4.7.5 Azione della Neve

107

4.7.6 Carichi ai bocchelli di ingresso Nk

109

4.7.7 Carichi termici T

109

4.7.8 Pressione

109

4.7.9 Corrosione

109

4.8

Combinazioni di carico

110

4.8.1 Modello FEM

111

4.8.2 Geometria

111

4.8.3 Materiali

112

4.8.4 Sezioni utilizzate

113

4.8.5 Vincoli

119

4.8.6 Casi di carico

120

4.8.7 Masse

125

4.8.8 Analisi modale

126

4.8.9 Risultati

127

4.8.10 Combinazioni di Carico

132

4.9

CARICHI

Verifiche strutturali

133

4.9.1 Verifica SLD/SLE

133

4.9.2 Verifica SLU Sezioni correnti Derrick

134

4.9.3 Verifica SLU sezioni Camino

147

4.9.4 Connessioni bullonate

154

4.10 Verifica al distacco dei Vortici


4.10.1 Vibrazioni trasversali

171

4.10.2 Vibrazioni da ovalizzazione

173

4.11 Progettazione Tuned Mass Damper - TMD

174

4.11.2 Tuning del mass damper

178

4.11.3 Valutazione dello spostamento massimo del TMD

180

Verifica prestazionale del sistema TMD

189

5.1

Introduzione

189

5.2

Modellazione schematica delle forzanti

189

5.3

Analisi

191

5.3.1 Modellazione Tuned Mass Damper

191

5.3.2 Modellazione Time History forzante di tipo armonica

193

Risultati

199

5.4.1 Risultati per la singola Load Case

199

5.4.2 Risultati nellintorno del Primo modo di vibrare

201

5.4.3 Analisi sul secondo modo di vibrare

210

Analisi del sistema soggetto ad input sismico

213

6.1

Introduzione

213

6.2

Accelerogrammi utilizzati

214

6.2.1 Regole per la scelta degli accelerogrammi

214

6.2.2 Accelerogrammi utilizzati nellanalisi

216

6.3

Modellazione Time History forzanti di tipo sismico

219

6.4

Risultati Time History per forzanti di tipo sismico

221

6.4.1 TMD ottimale per forzante di tipo armonico

6.5

174

4.11.1 Riduzione del sistema MDOF a unoscillatore semplice

5.4

171

TMD ottimale per forzante di tipo sismico

221
225

6.5.1 Calcolo dei parametri fondamentali per TMD-2

225

6.5.2 Risultati per TMD-2

226

Conclusioni e sviluppi futuri

227

7.1

Conclusioni

227

7.2

Sviluppi futuri

228
9

Ringraziamenti

231

Bibliografia

235

10

11

12

1 Elevated Flares nellindustria dellOil & Gas

1.1 Introduzione
La Flare nellindustria dellOil & Gas un sistema utilizzato per controllare il
processo di combustione dei composti volatili organici (VOC). Questi ultimi sono
convogliati verso un dispositivo, caratterizzato tipicamente da un pronunciato sviluppo
verticale, e sono bruciati a cielo aperto attraverso uno speciale bruciatore posto in sommit
delle Torce (Flare Tip), del gas ausiliario e vapore o aria che favoriscono la miscelazione,
per una quasi completa distruzione del VOC (>98%).

Figura 1 Elevated Flare, cortesia di Thermoengineering s.r.l.

La completezza della combustione in una torcia governata dalla temperatura della


fiamma, dal tempo di permanenza nella zona di combustione, dalla miscelazione turbolenta
dei componenti per completare la reazione di ossidazione e dallossigeno disponibile per la
formazione di radicali liberi. La combustione completa se tutti i VOC sono convertiti in
13

anidride carbonica e acqua. Combustioni incomplete comportano o alterazione dei VOC o


conversione in altri composti organici come aldeidi o acidi. Il processo di combustione
pu produrre alcuni sottoprodotti indesiderati come il rumore, il fumo, le radiazioni di
calore, luce, SOx, NOx, CO, e unulteriore fonte di accessione impreviste. Comunque,
attraverso una corretta progettazione questi possono essere ridotti al minimo.
Una Gas Flare, nota anche come Fiaccola o Torcia, un dispositivo di
combustione del gas utilizzato negli impianti industriali come raffinerie di petrolio,
industrie chimiche, impianti di lavorazione del gas naturale nonch a siti produttivi di oli o
gas aventi pozzi di petrolio, pozzi di gas, impianti offshore e discariche.
Negli impianti industriali, le Torce sono utilizzate principalmente per bruciare gas
infiammabile rilasciato da valvole di sicurezza in pressione durante sovra-pressioni non
programmate dellimpianto. Inoltre anche durante startup o shutdown di un impianto o di
parte di un impianto vengono utilizzate le Flare Stack per la pianificata combustione di gas
su periodi relativamente brevi.
Il sistema Flare previsto in un impianto di raffineria petrolchimico per garantire
lo smaltimento sicuro ed efficiente di gas o liquidi. un sistema estremamente importante
in caso di emergenza come un incendio o un interruzione di energia elettrica. Un sistema
Fiaccola che funzioni correttamente di fondamentale importanza per prevenire che
linterruzione di un impianto si trasformi in un disastro. previsto che la Torcia operi 24
ore al giorno, che sia in servizio per diversi anni senza la necessit di spegnerla e che sia
sempre disponibile a bruciare ogni volta che uninterruzione dellimpianto accada.
La corretta progettazione, gestione e manutenzione dei sistemi di emergenza del
sistema Flare sono quindi di fondamentale importanza. Esso garantisce la sicurezza del
personale, della struttura e della comunit circostante. I limiti operativi del sistema flare
devono essere documentati in modo chiaro e tutto il personale operativo deve essere a
conoscenza di questa documentazione.
Il sistema Fiaccola deve quindi essere progettato per ottenere i seguenti obiettivi:

Riduzione a livello terreno della concentrazione di materiali pericolosi.

Smaltimento sicuro di materiali infiammabili.

Riduzione delle emissioni di composti volatili organici (VOC) e idrocarburi.

14

Inoltre importante sapere che gran parte delle Torce presenti nei siti di estrazione
e lavorazione di petrolio e gas non hanno nulla a che fare con la protezione contro pericoli
da sovra-pressioni di attrezzature in pressione negli impianti industriali. Infatti quando il
petrolio greggio viene estratto e prodotto nei pozzi petroliferi onshore e offshore, anche gas
naturale viene prodotto in superficie. Specialmente nelle aree del mondo in cui vi una
mancanza di gasdotti e altre infrastrutture per il trasporto del gas, pu verificarsi che grandi
quantit di gas vengono comunemente bruciate come rifiuti o come gas inutilizzabile.

15

1.2 Descrizione del Sistema Flare


Il sistema Torcia o Fiaccola un importante dispositivo di sicurezza utilizzato nelle
industrie e nelle raffinerie petrolchimiche. La funzione primaria di questo sistema
utilizzare la combustione per convertire vapori infiammabili, tossici, o corrosivi in
composti pi compatibili con lambiente (API RP-521). Questinsieme di dispositivi
quindi da considerarsi come una sezione di emergenza, parte integrante del sistema di
sicurezza di un impianto industriale. Anche se gli impianti industriali sono normalmente
strutturati in modo da evitare il rilascio verso la Fiaccola, possono capitare tuttavia
situazioni di emergenza in cui laccumulo di gas non controllato causa sovrappressioni
critiche nelle apparecchiature a pressione. Per questo motivo necessario prevedere
dispositivi di protezione che intervengono per scaricare leccesso di gas verso un sistema
dedicato.

Figura 2 Sistema di collettamento e trattamento al sistema Torcia

Come detto, la Fiaccola un dispositivo di emergenza, per cui le principali sorgenti


sono innanzitutto gli scarichi delle valvole di sicurezza a protezione delle apparecchiature
in pressione e quindi i sistemi di blocco di emergenza ed i dispositivi di depressurizzazione
rapida. Vi sono poi altri contributi di minor entit, come gli sfiati da serbatoi di raccolta di
liquidi instabili che successivamente sono avviati a serbatoi di rilavorazione, scarichi di
valvole di regolazione della pressione o di sistemi di flussaggio di tenute meccaniche di
16

macchine rotanti. Alla Torcia vengono poi inviati anche i gas di scarico durante le fasi di
bonifica delle apparecchiature in avviamento e/o fermata degli impianti. evidente che gli
scarichi verso la Torcia sono estremamente variabili nella loro composizione e pertanto il
Sistema Fiaccola viene normalmente progettato per trattare un largo spettro di flussi di gas
e composizioni corrispondenti alle diverse contingenze considerate.
Ogni Sistema Torcia costituito dai seguenti elementi:
1. Collettore per la raccolta e il convogliamento degli scarichi;
2. Serbatoio di decantazione per la separazione gas-liquido (Knock-Out Drum);
3. Eventuale compressore per il recupero del gas;
4. Guardia idraulica (Water Seal);
5. Camino di Fiaccola, con relativo bruciatore al terminale;
6. Sistema antifumo (Smokeless);
7. Bruciatori pilota e relativo sistema di accensione;
8. Sistemi di segnalazione

Figura 3. Schema di processo semplificato di un Sistema Flare

17

Si descrivono brevemente le funzioni principali di ogni componente.


1. Collettore di raccolta degli scarichi:
possono essere previsti uno o pi collettori di Blow Down che raccolgano e
convoglino verso la Fiaccola tutte le fonti potenziali. Sono importanti alcuni
dettagli costruttivi come ad esempio: rendere il sistema autodrenante con pendenze
dellordine del 2 - 3 per evitare la formazione di sacche di liquido che possono
ostacolare il regolare deflusso dei gas in caso di scarico; connettere i rami dei
diversi sub-collettori dallalto, con innesti a 45 che riducano le perdite di carico e
le forze di reazione dovute alle alte velocit; prevedere sistemi di iniezione di gas
combustibile di accompagnamento che mantengano flussate le linee, impedendo
ristagno di sostanze potenzialmente pericolose e che prevengano la formazione di
depressioni nei tratti terminali, causa di possibili infiltrazioni di aria.

2. Knock-Out Drum:
Come gi accennato, le correnti che sono inviate alla Fiaccola possono contenere
liquido in quantit anche significativa. Il trascinamento di liquido nel gas di scarico
in Torcia va assolutamente evitato per prevenire la possibilit che si formi la
cosiddetta pioggia di fuoco dal terminale della Fiaccola. Per fare questo, sono
normalmente installati opportuni recipienti dove avviene la separazione tra la fase
liquida e la fase gassosa. Questi separatori sono muniti di un sistema di recupero
che rinvia, mediante pompaggio, il liquido contenuto ad opportuni serbatoi di
rilavorazione: sono normalmente previsti sistemi di controllo di livello, dotati di
dispositivi di partenza automatica delle pompe di recupero.

3. Compressore di recupero gas


Questo dispositivo serve per recuperare parzialmente o totalmente il gas di
flussaggio immesso nei sub-terminali per prevenire la formazione di depressioni.
Ci consente di evitare o limitare la presenza della fiamma al terminale fiaccola e
di ridurre i consumi di gas combustibile.

4. Water Seal
Oltre alliniezione di gas di accompagnamento, un sistema di protezione contro le
depressioni la Guardia Idraulica. costituita essenzialmente da un recipiente in
18

cui viene mantenuto un livello costante di liquido di tenuta, normalmente acqua: il


gas da scaricare in fiaccola viene convogliato al di sotto del livello del liquido di
tenuta, mediante una tubazione interna. Per effetto del battente di liquido che il gas
deve vincere, si crea nel sistema a monte una lieve pressione positiva, funzione del
livello della parte immersa, che consente di evitare di far entrare aria dalla fiaccola
ai collettori. Sono in genere previste due diverse tubazioni, che differenziano per
diametro e per lunghezza della zona immersa; la pi piccola ha una parte immersa
inferiore e genera quindi una minore contropressione: questa scarica normalmente
le basse quantit di sfioro. Allaumentare della portata dello scarico, laumento
delle perdite di carico consente alla gamba maggiore di vincere la maggiore
contropressione e quindi le consente di entrare in esercizio. Entrambe le gambe
sono dotate alle estremit immerse di particolari profili, generalmente triangolari,
che consentono di modulare gli aumenti di portata di scarico. La guardia idraulica
provvista inoltre di un sistema automatico di ripristino del livello di liquido e di un
recipiente di accumulo da cui lacqua viene pompata verso il sistema di trattamento
delle acque acide.

5. Camino di Fiaccola
Il gas in uscita dalla guardia idraulica fluisce al camino della fiaccola. Questo
costituito da una tubazione verticale alla cui estremit installato il bruciatore. Le
norma API RP521 e ISO 23251 definiscono i criteri per la determinazione
dellaltezza e del diametro della tubazione, in funzione dellirraggiamento al suolo
e nei punti sensibili e in funzione della velocit massima dei gas in uscita. Alla base
del camino di fiaccola viene immesso gas di accompagnamento che oltre al gi
citato ruolo nellimpedire pericolose inversioni di flusso, funge anche da gas di
sostegno della combustione. Al terminale sono installati uno o pi bruciatori pilota,
alimentati autonomamente con gas combustibile; ciascun pilota deve essere dotato
di un sistema di accensione e di rilevazione della fiamma. Ogni Fiaccola deve
essere dotata di un adeguato sistema di monitoraggio e di controllo che consenta di
operare senza produzione di fumo e apparire come non funzionante nelle fasi di
scarico in modo tale da non essere fonte di disturbo per la popolazione circostante.
Sono abitualmente installati sistemi continui di rilevazione del fumo che
comandano in automatico limmissione di vapore: questo interviene minimizzando
19

i fenomeni che originano il fumo, quali ad esempio il cracking e la


polimerizzazione e inoltre reagisce con il carbone prima che questo raffreddandosi
dia origine a fumo. In considerazione alla sua altezza, una Fiaccola Elevata
costituisce un ostacolo alla navigazione aerea. Pertanto, le normative ENAC e
ICAO prescrivono linstallazione di opportuni sistemi di segnalazione luminosa e/o
una particolare colorazione nella parte alta della Fiaccola.

20

1.3 Soluzioni tipologiche strutturali


Queste strutture sono tipicamente alte, snelle e costituite da una sezione circolare.
Per la costruzione delle Elevated Flares si utilizzano differenti materiali come calcestruzzo
armato, acciaio o muratura. Le torce in acciaio sono ideali per quei processi in cui
richiesto un breve periodo di riscaldamento e una bassa capacit termica. Si far
riferimento dora in avanti alla torcia in acciaio, in linea con la ciminiera metallica oggetto
della presente Tesi.
Il calcolo di processo determina laltezza e il diametro della torcia. La tipologia
strutturale viene quindi determinata in base a vari fattori tra i quali:

le condizioni di progetto, in particolare le temperature di progetto e/o di


esercizio;

lo spazio a disposizione per la realizzazione della struttura portante;

la necessit di poter eseguire la manutenzione;

i costi di costruzione, monitoraggio e di manutenzione;

i tempi di realizzazione, a partire dal progetto fino alla costruzione in cantiere;

Per fare fronte a queste necessit, la Stack pu essere suddiviso in varie tipologie:

Autoportante (o Self Supported)

Strallato (o Guyed)

Con struttura portante a derrick strallato (o Guyed derrick)

Con struttura portante a derrick (o Derrick)

Ciascuna di queste tipologie risponde ad esigenze particolari che possono essere:

Economicit e velocit di montaggio;

Velocit di realizzazione in officina;

Raggiungibilit di altezze considerevoli a costi ridotti;

Necessita di spazi ridotti per esigenze di sito;

Possibilit di eseguire manutenzioni.

21

Figura 4 Tipologia strutturale delle Steel Stack

1.3.1 Soluzione Autoportante


La soluzione autoportante utilizzabile per altezze fino a 50-60m e con torce di
diametro significativo, dal momento che in questo caso essi costituiscono anche la struttura
portante in grado di sopportare non solo il peso proprio ma anche lazione di vento e sisma.
Altezze pi elevate comportano spessori considerevoli che possono rendere
antieconomica questo tipo di soluzione, soprattutto quando si utilizzano materiali nobili
come lacciaio inossidabile, che notoriamente resiste alla corrosione, ma ha caratteristiche
di resistenza inferiori di quelle dellacciaio al carbonio, soprattutto alle alte temperature.
Infatti la resistenza del materiale (tensione di snervamento o yielding stress)
inversamente proporzionale alla temperatura: pi alta, pi si riduce lo snervamento del
materiale e quindi la resistenza allimbozzamento.
A favore della soluzione autoportante vi sono:
-

la sua economicit;

la sua velocit di costruzione;

la facilit di montaggio;

il poco spazio richiesto per il suo posizionamento nel sito.

22

Figura 5 Elevated Stack Self-Supported

Le Steel Stack autoportanti sono generalmente dotate di scale alla marinara e di


piattaforma di testa a 360 in sommit. Piattaforme secondarie o rest platforms sono
previste lungo tutto il camino al fine di permettere la sosta durante la salita. Solitamente
non si accettano scale alla marinara pi lunghe di 9m anche se ultimamente si tende a
limitare questa misura a non pi di 6m.
Solitamente sono munite di luci aeree, il cui numero di livelli e luci per livello,
vengono determinate dalle norme del singolo paese in cui vengono realizzate.

23

1.3.2 Soluzione Torcia Strallata


La soluzione strallata utilizzabile per altezze fino a 150-160m ed anche in questo
caso la struttura portante. Nella ciminiera strallata (o Guyed Steel Stack), le funi hanno
il compito di assorbire i carichi orizzontali e trasferirli a terra mediante le forze di trazione
che in esse si generano. Di norma si utilizzano funi antigirevoli, tipicamente trefoli
composti da pi fili metallici intrecciati tra loro. Le funi sono collegate in sommit alla
ciminiera attraverso apposite orecchie di ancoraggio (o Guy Lug) e a terra sono collegate
ai corpi morti mediante apposite barre filettate sulle quali si agisce in fase di montaggio per
regolarne la tensione iniziale o pretensione.

Figura 6 Guyed Steel Stack

Al variare dellaltezza della torcia, ci possono essere vari ordini di stralli,


tipicamente disposti a 120 luno dallaltro. Lutilizzo della soluzione strallata agevole
24

quando la massima temperatura di funzionamento del sistema non supera i 200C. Una
temperatura della Stack molto elevata provoca il suo allungamento per effetto della
dilatazione termica con conseguente innalzamento delle tensioni nelle funi, oltre il limite di
sicurezza. Per temperature molto elevate inoltre, la torcia risulta soggetta a grossi carichi di
compressione dovuti alla componente verticale delle forze presenti nelle funi; tali carichi
danno origine a problemi di instabilit e imbozzamento.
La soluzione strallata economica, relativamente semplice nel montaggio,
garantendo velocit di costruzione. A sfavore della soluzione strallata vi sono i grandi
spazi a terra richiesti per lancoraggio delle funi. Langolo di inclinazione delle funi
infatti normalmente compresa tra i 40 e i 60. Ci significa che per un altezza di Stack di
100m si pu richiedere 60-70m a terra, che consiste nella disposizione di corpi morti su
una circonferenza di raggio 120-140m. Un ulteriore fattore negativo consiste nel controllo
periodico della pretensione delle funi. Anche la Guy Wired Steel Stack dotata di scale alla
marinara e piattaforma di testa a 360 per la manutenzione. Ulteriori piattaforme possono
essere previste in prossimit degli attacchi delle funi alla ciminiera e piattaforme di riposo
lungo tutta laltezza.

1.3.3 Soluzione a Derrick Strallato


La soluzione con il Derrick strallato una via di mezzo tra la soluzione derrick e
quella strallata pura. In questo caso un traliccio di dimensioni ridotte, solitamente a sezione
costante, pu supportare una o pi Stack con temperature di funzionamento anche
profondamente diverse tra loro. Il Derrick ed il sistema di funi hanno il compito di
assorbire le azioni orizzontali dovute al vento e terremoto mentre i camini possono scorrere
lungo le guide in relazione alle temperature di esercizio.
Questa soluzione presenta tutti i lati positivi della soluzione a traliccio, ovvero
grandi altezze raggiungibili, possibilit di alloggiare pi camini aventi temperature di
esercizio differenti ed inoltre economica. Daltra parte presenta le stesse problematiche
gi viste per la soluzione strallata pura, ossia necessit di grandi spazi a terra per
lancoraggio delle funi e necessit di manutenzioni periodiche agli stralli. Le passerelle e le
scale alla marinara possono essere alloggiate sia allinterno che allesterno del traliccio.

25

1.3.4 Ciminiera Derrick


La soluzione di Steel Stack Derrick Supported, si utilizza quando vi sono pi
camini e le soluzioni autoportante, strallata o Derrick strallata risultano impraticabili per
mancanza di spazio a terra o perch hanno diametri troppo piccoli per essere strallati o
perch hanno dimensioni troppo grandi da essere alloggiati su un traliccio strallato di
piccole dimensioni. Generalmente questa soluzione tra le meno economiche per il costo
di costruzione e montaggio del traliccio che pu avere dimensioni ragguardevoli.
La soluzione a Derrick non ha limitazioni di altezza e consente alle torce di
muoversi autonomamente in relazione alle temperature di funzionamento. Di pianta
triangolare, quadrata, rettangolare o a farfalla, pu avere la conformazione a tronco di
piramide con facce inclinate e torce interne o a faccia piana con torce esterne al traliccio.

Figura 7 Derrick Supported Steel Stack

La soluzione a facce inclinate e torcia interna di solito si utilizza quando si ha una


sola Stack, specialmente di grosso diametro. In fase di montaggio pi laboriosa perch
26

costringe a montare la struttura ed la ciminiera contemporaneamente. La soluzione a faccia


piana consente un montaggio pi semplice poich i vari tronchi di Stack possono essere
uniti mediante flange o saldature a terra e poi ribaltati, limitando i tempi di montaggio in
cantiere.
Per quanto riguarda la forma in pianta, la soluzione triangolare, sia a faccia piana
sia a tronco di piramide, ottima per strutture con altezza fino a 100m circa di altezza e
per carichi di vento non particolarmente severi: in condizioni estreme infatti, la soluzione
triangolare presenta linconveniente di avere un solo montante resistente a compressione,
per vento che spira perpendicolarmente alla faccia piana. La soluzione a sezione quadrata o
rettangolare, sia a faccia piana che a tronco di piramide, non ha limitazione di altezza n di
dimensioni. La soluzione a farfalla infine consente lalloggiamento di un gran numero di
Stack dal momento che potenzialmente presenta quattro facce piane. I Derrick sono dotati
di scale alla marinara e piattaforma di testa per laccessibilit e manutenzione. Apposite
piattaforme intermedie possono essere posizionate sia per limpianto di segnalazione aerea,
sia per facilitare le operazioni di connessione delle sezioni della ciminiera.
Per altezze non rilevanti, il Derrick pu essere costituito da profili ad H, L e C o
composti. Quando le altezze diventano importanti, la soluzione con profili tubolari risulta
la migliore poich a parit di peso linerzia del tubolare superiore a quella dei profili e
soprattutto risulta uguale in tutte le direzioni.

27

1.4 Codici internazionali


I codici internazionali utilizzati nellambito dellindustria dellOil&Gas sono
molteplici. In particolare lutilizzo di un codice rispetto ad un altro principalmente in
funzione della localizzazione dellimpianto e dalle specifiche di progetto della commessa.
In linea generale le normative di riferimento pi richieste per la progettazione sono:

EUROCODICI

ASCE 7-05 o 7-10

Minimum Design Loads for Buildings and Other


Structures

AISC

American Institute of Steel Construction

ASME STS-2011

Steel STack

UBC 1997

Uniform Building Code

IBC 2012

International Building Code

frequente inoltre lutilizzo di normative nazionali, in questo caso il D.M.


14/01/2008 con Circolare Applicativa n.617 del 02/2009.

28

2 Le azioni sulle Derrick Supported Steel Stack

2.1 Azioni termiche


I carichi termici o comunque i carichi derivanti da azioni termiche possono essere
di due tipi:
-

carichi termici dovuti alla temperatura di esercizio della torcia;

carichi di natura termica, applicati a livello del bocchello;

2.1.1 Carichi termici di esercizio della ciminiera


Sono dovuti essenzialmente alla elongazione o alla contrazione della torcia per
effetto della temperatura di progetto o di esercizio.
Normalmente la temperatura di progetto, per la quale le torce vengono
dimensionate e progettate pi elevata di quella di esercizio. Essa ha un ruolo molto
importante nella verifiche perch proprio in funzione della temperatura che dipende lo
snervamento del materiale e quindi la resistenza della struttura allimbozzamento per
effetto dei carichi esterni applicati (peso proprio e vento).
Questo tipo di carico termico molto pi significativo nel caso di soluzioni
strallate, dove le forze verticali di compressione, che risultano dalle proiezioni delle
tensioni nelle funi, possono risaltare particolarmente significative. Questa la ragione per
cui le torce strallate possono essere una valida soluzione fino a che la loro altezza non
particolarmente rilevante e le temperature di funzionamento non sono particolarmente
elevate. Anche temperature operative molto basse possono essere un ostacolo alla
realizzazione delle Guy Wired Flare, soprattutto quando associate a temperature massime
elevate. Infatti:
-

ad una temperatura di funzionamento negativa, corrisponde una contrazione


del mantello e ci provoca un decremento della pretensione iniziale;

in caso di presenza di alte temperature di esercizio, il valore della pretensione


iniziale non pu essere molto elevato perch altrimenti le funi andrebbero in
29

crisi sotto leffetto combinato dei carichi applicati (vento) e termici


(elongazione della torcia). Perci il valore della pretensione iniziale viene
limitato, per evitare la crisi del sistema lato funi.
-

Quando la torcia raggiunge temperature basse durante il funzionamento ed


soggetta ai carichi orizzontali, il sistema di funi si trova ad avere basse
pretensioni iniziali date dalla somma algebrica delle tensioni iniziali e della
decompressione dovuta alla contrazione della Stack. Questa solitamente la
condizione in cui si ha la crisi lato shell, dovuta ad eccessivi spostamenti
laterali scarsamente contrastati dalle funi.

Nel caso di ciminiere guidate da tralicci strallati o tralicci autoportanti, leffetto dei
carichi termici dovuti al funzionamento della Stack non cosi importante: la ciminiera
infatti guidata lateralmente ma lasciata libera di espandersi o contrarsi. Lunico effetto
che pu individuarsi leventuale frizione tra ciminiera e guida, solitamente limitato a
piccole zone di contatto.

2.1.2 Carichi di natura termica, Nozzle Loads


I carichi di natura termica applicati ai bocchelli derivano da stress analysis delle
linee che arrivano da altre parti dellimpianto. Solitamente le linee sono dotate di loops
distribuiti sul pipe rack, in modo da minimizzare le azioni che esse trasmettono alla flangia
del bocchello di ingresso per effetto della elongazione termica.
I loops hanno lobiettivo di incassare le deformazioni dovute a carichi termici,
attraverso la loro flessibilit. Pi grandi sono il diametro, lo spessore e la temperatura di
progetto della linea, maggiori sono le forze che si trasmettono. La Stack difficilmente pu
essere utilizzata come punto fisso in quanto comporterebbe spessori considerevoli.
Per questo motivo, quando si in presenza di linee di grosso diametro e quindi
rigidezza, una possibilit per evitare grossi carichi termici sulla flangia del bocchello pu
essere il posizionamento di un vincolo sulla linea che non consenta gli spostamenti
longitudinali lungo il suo asse. In tal modo i carichi sul bocchello risulteranno limitati

30

2.2 Azione del vento

2.2.1 Azione del vento longitudinale


Il vento indubbiamente lazione di progetto principe per questo tipo di strutture. Il
carico ad esso dovuto, risulta direttamente proporzionale al quadrato della sua velocit e
alle aree esposte (traliccio, ciminiera, tubazioni di servizio, scale e piattaforme). Per le
costruzioni usuali tale azione convenzionalmente ricondotta ad azioni statiche equivalenti
costituite da pressioni o depressioni agenti normalmente alle superfici degli elementi che
compongono la struttura.
Con riferimento al D.M.14/01/2008 e, dove necessario allEurocodice 1-Parte 1-4
Azioni sulle strutture Azioni del vento e alla CNR DT207 del 2008, i parametri che
entrano nella progettazione per definire lazione del vento sono:

La velocit di progetto del vento

La pressione del vento

Coefficiente di topografia

Classe di rugosit del terreno

Coefficiente dinamico

Coefficiente di esposizione

Coefficiente di forma (o coefficiente aerodinamico)

2.2.1.1 Velocit di progetto


La velocit di progetto dipende strettamente dal sito in cui sorge la struttura. Ogni
codice ha una propria mappa per la definizione delle velocit di progetto (basic desing
wind speed) da adottare.
La velocit di riferimento vb viene definita nelle NTC08 come il valore
caratteristico della velocit del vento a 10 m dal suolo su un terreno di categoria di
esposizione II mediata su 10 minuti e riferita ad un periodo di ritorno di 50 anni.

2.2.1.2 Pressione del vento


La pressione del vento definita come
31

( 2.1 )

dove
la pressione cinetica di riferimento, data dallespressione (N/m2)
con

velocit di riferimento (in m/s) e

densit dellaria assunta

convenzionalmente pari a 1,25 kg/m3.


il coefficiente di esposizione
il coefficiente di forma (o coefficiente aerodinamico), funzione della tipologia e
della geometria della costruzione e del orientamento rispetto alla direzione del vento.
il coefficiente dinamico con cui si tiene conto degli effetti riduttivi associati alla
non contemporaneit delle massime pressioni locali e degli effetti amplificativi
dovuti alle vibrazioni strutturali.

2.2.1.3 Coefficiente di topografia


Il coefficiente di topografia viene definito in base allarea dove la costruzione andr
ad essere realizzata: esso tiene conto degli ostacoli che possono essere presenti attorno alla
costruzione. Nella normativa italiana il coefficiente di topografia

posto generalmente

pari a 1, sia per le zone pianeggianti sia per quelle ondulate, collinose e montane.

2.2.1.4 Classe di rugosit del terreno


Il coefficiente di rugosit, che in taluni codici lequivalente del coefficiente di
topografia, tiene conto degli ostacoli presenti attorno alla costruzione. Le NTC08
definiscono quattro classi di rugosit del terreno:
A

aree urbane

aree urbane (non di classe A), suburbane, industriali e boschive

aree con ostacoli diffusi

aree prive di ostacoli

32

2.2.1.5 Coefficiente dinamico


Il coefficiente dinamico tiene conto degli effetti riduttivi dovuti alla non
contemporaneit delle massime pressioni locali e degli effetti amplificativi dovuti alla
risposta dinamica della struttura. Nelle NTC il coefficiente dinamico posto uguale a 1,
per le strutture di forma regolare con altezza non superiore agli 80 m. Per altezze superiori
pu essere determinato facendo riferimento a dati di comprovata validit come
lEurocodice 1 (EN 1991-1-4:2005), in cui il coefficiente dinamico (Structural factor)
viene espresso come:

( 2.2 )

dove
laltezza di riferimento
il coefficiente di picco della risposta longitudinale
lintensit della turbolenza
il fattore di risposta quasi-statica (background factor)
il fattore di risposta risonante
In generale, la condizione

tipica delle strutture piccole, flessibili e poco

smorzate mentre la condizione

tipica delle strutture grandi, rigide e molto

smorzate. Per ulteriori informazioni e approfondimenti si rimanda alle allEurocodice 1


(Section 6 e Annex B-C-D) oppure alla CNR DT207 del 2008.

2.2.1.6 Coefficiente di esposizione


Il coefficiente di esposizione

dipende dallaltezza

sul suolo del punto

considerato, dalla topografia del terreno e dalla categoria di esposizione del sito ove sorge
la costruzione. Per altezze sul suolo non maggiori di

, le NTC lo definiscono

come:
( )[

( ) ] per

( 2.3 )

33

( 2.4 )

per
dove
,

sono assegnati dalla Tabella 3.3.II delle NTC08, qui di seguito


riportata, in funzione della categoria di esposizione del sito ove sorge
la costruzione;
il coefficiente di topografia.

Tabella 1 Parametri per la definizione del coefficiente di esposizione

In mancanza di analisi specifiche, la categoria di esposizione assegnata in


funzione della posizione geografica del sito ove sorge la costruzione e dalla classe fi
rugosit del terreno definita al 2.2.4. Landamento del coefficiente di esposizione in
funzione della quota rappresentato nellimmagine seguente.

Figura 8 Andamento del coefficiente di esposizione

34

con la quota (per

2.2.1.7 Coefficiente di forma (o coefficiente aerodinamico)


Il coefficiente aerodinamico necessario per trasformare la pressione cinetica del
vento in azione aerodinamica globale sulla struttura. Tale coefficiente pu essere un
coefficiente di pressione, un coefficiente di forza o di momento, oppure un coefficiente di
attrito. Tali coefficienti sono riportati in Circolare applicativa n.617 del 2009. Si pu fare
riferimento anche ad altri codici tipo lEurocodice 1 Parte 1-4, Azioni sulle strutture
Azioni del vento oppure in Appendice G delle Istruzioni CNR DT207 del 2008.
Nel caso di ciminiere con struttura di supporto a traliccio (Derrick supported Steel
Stack) si hanno elementi diversi caratterizzati da coefficienti di aerodinamici differenti.
Basti pensare infatti alla ciminiera, considerata come corpo cilindrico di lunghezza infinita
ed alla struttura Derrick, considerato come struttura a traliccio. Inoltre occorre considerare
coefficienti di esposizione diversi a seconda della direzione del vento rispetto alla struttura.
Tipicamente il caso di strutture Derrick a pianta quadrata per le quali vengono definiti
coefficienti differenti a seconda che il vento agisca normalmente ad una faccia o in
direzione diagonale.
Nei paragrafi successivi si fa un breve cenno ai coefficienti di forza utilizzati nel
calcolo dellazione del vento, facendo riferimento alle indicazioni dellEurocodice 1 Parte
1-4.

2.2.1.7.1 Corpi cilindri


I coefficienti di pressione e di forza su corpi cilindrici dipendono dal numero di
Reynolds

, definito dallEurocodice come:


( 2.5 )

dove
il diametro
la viscosit cinematica dellaria (

la velocit di picco del vento allaltezza


Il coefficiente di forza

per un cilindro di lunghezza finita dato da:


35

( 2.6 )
dove
il coefficiente di forza per cilindri a lunghezza infinita riportato
nellimmagine seguente
il fattore degli effetti di bordo

Figura 9 Coefficiente di forza per cilindri di lunghezza infinita e per differenti valori di scabrezza
equivalente

2.2.1.7.2 Tralicci
Il coefficiente di forza

di strutture a tralicci dato dalla seguente espressione:


( 2.7 )

dove
il coefficiente di forza per tralicci di lunghezza infinita riportato
nellimmagine seguente

36

il fattore degli effetti di bordo

Figura 10 Coefficiente di forza

Il rapporto di solidit

per tralicci spaziali costituiti da profili angolari in funzione del


rapporto di solidit

definito dallespressione:
( 2.8 )

dove
la somma dellarea proiettata dei profili e delle piastre di collegamento sulla
faccia normale alla direzione considerata:

Con
,

la larghezza e la lunghezza delli-esimo elemento proiettato


normalmente alla faccia
larea del k-e

larea racchiusa dai bordi della faccia proiettata normale alla direzione
considerata

37

2.2.2 Azione del vento trasversale


2.2.2.1 Distacco di vortici
Per costruzioni snelle quali le ciminiere, le torri, i cavi e gli elementi di strutture
reticolari, necessario tenere in conto leffetto dinamico dovuto al distacco alternato dei
vortici. Esso produce unazione ciclica ortogonale alla direzione del flusso e allasse della
costruzione o dellelemento, la cui frequenza dipende dalla velocit media del vento, e
dalla forma e dimensione della sezione.
Quando la frequenza del distacco dei vortici prossima a una frequenza propria, si
attuano condizioni di risonanza che danno luogo ad ampiezze di oscillazione tanto
maggiori quanto minore lo smorzamento e la massa della struttura o dellelemento. La
frequenza dominante del distacco dei vortici data dalla legge di Strouhal:
( 2.9 )

dove
il numero di Strouhal (parametro adimensionale), funzione della forma
della sezione e del numero di Reynolds
la velocit media del vento
una dimensione caratteristica della sezione del corpo.
Le condizioni critiche si manifestano quando la frequenza di distacco dei vortici
uguale alla frequenza propria di un modo di vibrazione trasversale della struttura

Questa condizione accade quando la velocit del vento uguale alla velocit del vento
critica.
Un ulteriore parametro fondamentale il numero di Scruton:
( 2.10 )

dove

38

lo smorzamento strutturale espresso attraverso il decremento logaritmico


la densit dellaria in condizioni di vortex shedding
la massa equivalente

per unit di lunghezza per li-esimo modo

la dimensione di riferimento della sezione in quale avviene la risonanza


per vortex shedding
La figura seguente riporta in ascissa e ordinata, rispettivamente, il numero di
Scruton e il valore massimo della deviazione standard normalizzata della risposta
trasversale alla sommit della struttura. Si individuano tre regimi distinti. Per grandi valori
di

, le vibrazioni sono forzate dal distacco dei vortici e hanno propriet casuali. Per

piccoli valori di

, le vibrazioni sono auto-eccitate dalla struttura mentre per valori

intermedi si realizza la transizione fra i due domini e le vibrazioni hanno caratteristiche di


tipo misto.

Figura 11 Domini della risposta trasversale al distacco dei vortici.

Il dominio di transizione si attua per numeri di Scruton indicativamente nellordine


di 5-20, e segna il passaggio dalla risposta dinamica classica al comportamento
39

aeroelastico. Soprattutto d luogo a un aumento repentino e violento delle vibrazioni.


Generalmente richiesto che la struttura non entri in questo dominio e permanga nel
campo delle vibrazioni forzate. Sulla base di esperienze derivanti da casi reali, si
distinguono le seguenti situazioni:

Se il numero di Scruton maggiore di 30, il rischio di sincronizzazione molto


ridotto e il fenomeno del distacco dei vortici non rappresenta, in generale, una
condizione di carico particolarmente gravosa;

Se il numero di Scruton compreso tra 5 e 30, il fenomeno del distacco dei vortici
molto sensibile a svariati parametri, primo fra tutti lintensit di turbolenza.
Elevati valori dellintensit di turbolenza riducono il rischio di violente vibrazioni;
piccoli valori dellintensit di turbolenza, soprattutto possibili per i piccoli valori
delle velocit critiche, possono esaltare il fenomeno del distacco dei vortici. In ogni
caso deve essere analizzato assicurandosi in particolare che le vibrazioni non
inducano tensioni eccessivamente elevate nella struttura, e che i limiti per fatica
non siano superati;

Se il numero di Scruton minore di 5, le vibrazioni indotte dal distacco dei vortici


possono essere di grande intensit e notevolmente pericolose.
Nella letteratura tecnico-scientifica sono attualmente disponibili numerosi

procedimenti per il calcolo del valore di picco dello spostamento trasversale dovuto al
distacco dei vortici. La maggior parte di essi gode di pregi e difetti complementari;
nessuno pu dirsi pienamente condiviso e riconosciuto. Il metodo spettrale e il metodo
armonico sono quelli pi noti e applicati in campo strutturale.
-

Il metodo spettrale, calibrato su dati sperimentali relativi a prove su strutture a


mensola (ad esempio ciminiere, torri ed antenne), con variazione regolare della
sezione lungo la linea dasse e oscillazioni risonanti con il primo modo di
vibrazione. In questi casi, in cui se ne raccomanda lapplicazione, esso fornisce
generalmente valori a favore di sicurezza, talvolta eccessivamente prudenziali.

Il metodo armonico, calibrato su dati sperimentali riferiti a una classe pi ampia


di strutture e oscillanti risonanti con qualunque modo di vibrazione. Generalmente
conduce a risultati mediamente aderenti al comportamento effettivo della struttura;
talvolta conduce peraltro a sottostimare gli effetti del distacco dei vortici.

40

2.2.2.2 Tecniche per mitigare gli effetti del distacco dei vortici
Eccessive vibrazioni trasversali dovute al distacco dei vortici possono essere
mitigate attraverso luso di opportuni sistemi di controllo passivo ed eventualmente attivo
o ibrido. Nelle strutture con problemi di accessibilit, essi devono essere progettati con
lobiettivo di richiedere ridotta manutenzione.
I sistemi di controllo passivo efficaci per la mitigazione del distacco dei vortici
sono riconducibili a due principali categorie:

Stabilizzatori aerodinamici finalizzati a contrastare il distacco regolare di vortici,


come nervature elicoidali o rivestimenti protettivi (shroud) purch rispondenti ad
adeguati requisiti geometrici. La loro efficacia dimostrata solo per valori del
numero di Scruton maggiori di 10; in nessun caso possono essere utilizzati per
contrastare gli effetti di interferenza di scia dovuti a strutture o elementi vicini.
Generalmente conducono a incrementare le azioni nella direzione del vento;

Smorzatori meccanici a massa accordata, Tuned Mass Dampers (TMD) e


smorzatori a liquido accordato, Tuned Liquid Dampers (TLD), finalizzati a
incrementare il rapporto di smorzamento, quindi a ridurre significativamente ogni
tipo di vibrazione, incluse quelle derivanti dai fenomeni di interferenza e nella
direzione longitudinale. Lesperienza dimostra che tali apparecchi sono
particolarmente efficaci nella riduzione delle vibrazioni auto-eccitate.

Figura 12 Stabilizzatori aerodinamici: nervature elicoidali (sopra) e rivestimenti protettivi (sotto).

41

Figura 13 Smorzatore a massa accordata TMD, (Gerb)

42

2.3 Azione sismica


Per la natura del carico, sono pi sensibili al terremoto le strutture aventi grandi
masse, dal momento che la forza orizzontale dovuta al terremoto ad essa direttamente
proporzionale. Infatti questo tipo di costruzioni sono di norma dimensionate per lazione
dovuta al vento, i cui effetti sono maggiori rispetto allazione sismica. Nel seguito si
definisce lazione sismica come riportato nelle NTC08.
Le azioni sismiche di progetto, in base alle quali valutare il rispetto dei diversi stati
limite, si definiscono a partire dalla pericolosit simsica di base del sito di costruzione.
Essa costituisce lelemento di conoscenza primario per la determinazione delle aazioni
sismiche.
La pericolosit sismica definita, in accordo alle Norme Tecniche per le
Costruzioni del 2008, in termini di accelerazione orizzontale massima attesa

in

condizioni di campo libero su sito di riferimento rigido con superficie topografica


orizzontale (di categoria A), nonch in ordinate dello spettro di risposta elastico in
accelerazione ad essa corrispondente
eccedenza

nel periodo di riferimento

, con riferimento a prefissate probabilit di


.

Le forme spettrali sono definite per ciascuna delle probabilit di superamento nel
priodo di riferimento a partire dai valori dei seguenti parametri su sito di rifeirmento rigido
orizzontal:
accelerazione orizzontale massima al sito;
valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro in accelerazione
orizzontale
periodo di inizio del tratto a velocit costante dello spettro in accelerazione
orizzontale.

2.3.1 Spettro di risposta elastico in accelerazione


Lo spettro di risposta elastico in accelerazione espresso da una forma spettrale
(spettro normalizzato) riferita ad uno smorzamento convenzionale del 5%, moltiplicata per
il valore della accelerazione orizzontale massima

su un sito di riferimento rigido


43

orizzontale. Sia la forma spettrale che il valore di


superamento nel periodo di riferimento

variano al variare della probabilit di

Quale che sia la probabilit di superamento nel periodo di riferimento


considerata, lo spettro di risposta elastico della componente orizzontale definito dalle
espressioni seguenti, riportate al 3.2.3.2.1 delle NTC08:
[

( 2.11 )

( )
(

)]

nelle quali
il periodo di vibrazione
laccelerazione spettrale orizzontale
il coefficiente che tiene conto della categoria di sottosuolo e delle
condizioni topografiche
il fattore che altera lo spettro elastico per coefficienti di smorzamento
viscosi convenzionali

diversi dal 5%, mediante la relazione:

il fattore che quantifica lamplificazione spettrale massima, su sito di


riferimento rigido orizzontale ed ha valore minimo pari a 2,2.
il periodo corrispondente allinizio del tratto a velocit costante dello
spettro
il periodo corrispondente allinizio del tratto dello spettro ad accelerazione
costante
il periodo corrispondente allinizio del tratto a spostamento costante dello
spettro.
44

Sotto leffetto delle azioni sismiche deve essere garantito il rispetto degli stati limite
ultimi e di esercizio. In mancanza di espresse indicazioni, il rispetto dei vari stati limite si
considera conseguito:
-

Nei confronti di tutti gli stati limite di esercizio, qualora siano rispettate le verifiche
relative al solo SLD;

Nei confronti di tutti gli stati limite ultimi, qualora siano rispettate le indicazioni
progettuali e costruttive nel capitolo 7 delle NTC08 e siano soddisfatte le verifiche
relative al solo SLV.
Il metodo di analisi lineare di riferimento per determinare gli effetti dellazione

sismica, sia su sistemi dissipativi sia su sistemi non dissipativi, lanalisi modale con
spettro di risposta. In essa lequilibrio trattato dinamicamente e lazione sismica
modellata direttamente attraverso lo spettro di progetto.
Lanalisi dinamica modale con spettro di risposta consiste:
-

Nella determinazione dei modi di vibrare della costruzione,

Nel calcolo degli effetti dellazione sismica, rappresentata dallo spettro di risposta
per ciascuno dei modi di vibrare individuati,

Nella combinazione di questi effetti.


Devono essere considerati tutti i modi con massa partecipante significativa.

opportuno a tal proposito considerare tutti i modi con massa partecipante superiore al 5% e
comunque un numero di modi la cui massa partecipante totale sia superiore all85%.
Per la combinazione degli effetti relativi ai singoli modi deve essere utilizzata,
secondo le NTC08, una combinazione quadratica completa (CQC) degli effetti relativi a
ciascun modo, quale:

( 2.12 )

con
valore delleffetto relativo al modo j;

45

coefficiente di correlazione tra il modo i e il modo j, calcolato con formule


di comprovata validit come:

) [(

( 2.13 )

smorzamento viscoso dei modi i e j;


il rapporto tra linverso dei periodi di ciascuna coppia i-j di modi (
).

46

3 Sistemi di smorzatori a massa accordata


(Tuned Mass Damper)

3.1 Introduzione
Uno smorzatore a massa accordata (Tuned Mass Damper, TMD) un dispositivo
costituito da una massa, una molla e uno smorzatore che viene attaccato alla struttura con
lobiettivo di ridurne la risposta dinamica. La frequenza del dispositivo accordata ad
una particolare frequenza strutturale in modo tale che quando quella frequenza eccitata,
lo smorzatore andr in risonanza fuori fase rispetto al movimento strutturale. Lenergia
dissipata attraverso la forza dinerzia del dispositivo agente sulla struttura. Il concetto del
TMD stato applicato per la prima volta da Frahm nel 1909 (Frahm, 1909) per ridurre il
moto di rollio delle navi e delle vibrazioni degli scafi. Una teoria per i TMD stata
presentata pi tardi nellarticolo di Ormondroyd e Den Hartog (1928), seguito da una
discussione dettagliata sullaccordamento ottimale e sui parametri di smorzamento nel
libro di Den Hartog sulle vibrazioni meccaniche (1940). La teoria iniziale era applicabile a
sistemi ad un grado di libert (SDOF) non smorzati soggetti ad una forzante sinusoidale.
Numerosi ricercatori hanno investigato lestensione della teoria a sistemi SDOF smorzati .
Contributi significanti sono stati fatti da Randall et al. (1981), Warburton (1981, 1982),
Warburton and Ayorinde (1980), e Tsai e Lin (1993).
Questo capitolo inizia con un esempio di introduzione al progetto del TMD e con
una breve descrizione di qualche implementazione di dispositivi a massa accordata negli
edifici. In seguito viene discussa una teoria rigorosa del TMD per sistemi SDOF soggetti
ad una forzante armonica e al moto del suolo armonico. Sono considerati vari casi: TMD
non smorzato attaccato ad un sistema SDOF non smorzato, TMD smorzato attaccato ad un
sistema SDOF non smorzato e TMD smorzato attaccato ad un sistema SODF smorzato.
Vengono presentate le risposte nel dominio del tempo per un range di sistemi
SDOF connessi ad un TMD accordato in modo ottimale e soggetto a eccitazioni armoniche
e sismiche. La teoria viene poi estesa ai sistemi a pi gradi di libert (MDOF), nei quali il
TMD utilizzato per smorzare le vibrazioni di uno specifico modo di vibrare. Viene
inclusa anche una valutazione sui punti di collocazione ottimali dei TMD negli edifici.
47

Numerosi esempi vengono forniti per illustrare il livello di controllo che pu essere
raggiunto con questi dispositivi di dissipazione passiva per eccitazioni sia armoniche sia
sismiche.

3.2 Esempio Introduttivo


In questa sezione viene illustrato il concetto di tuned mass damper usando il
sistema a due masse mostrato in Figura 11. Qui, il pedice d si riferisce al TMD; la struttura
idealizzata come un sistema ad un grado di libert. Introducendo la seguente notazione:
( 3.1 )

( 3.2 )

( 3.3 )

( 3.4 )
e definendo come il rapporto tra le masse,

( 3.5 )

le equazioni che governano il moto sono date da


Massa Primaria

Massa Accordata

( 3.6 )

( 3.7 )

Laggiunta di uno smorzatore a massa accordata ha lo scopo di limitare il moto


della struttura quando soggetta ad una particolare forzante. Il progetto di un TMD implica
la definizione della massa

, della rigidezza

e del coefficiente di smorzamento

. La

scelta ottimale di questi parametri viene discussa nei paragrafi successivi.


In questo esempio si utilizza per la frequenza del dispositivo unapprossimazione
vicino allottimo, per illustrare la procedura di progetto.
48

( 3.8 )

Figura 14 Sistema SDOF-TMD

Le rigidezze, per questa combinazione di frequenze, sono correlate da

( 3.9 )

LEquazione (3.8) corrisponde allaccordamento dello smorzatore al periodo


fondamentale della struttura.
Considerando una forzante periodica,

( 3.10 )

la risposta data da

Dove e

( 3.11 )

( 3.12 )

sono rispettivamente lampiezza di spostamento e lo scostamento di

fase.
Lo scenario di carico critico la condizione di risonanza,

. La soluzione per

questo caso ha la seguente forma:

49

( 3.14 )

( 3.13 )

( 3.15 )

( 3.16 )
Si noti che la risposta del TMD sfasato di 90 rispetto alla risposta della massa
primaria. Questa differenza di fase produce dissipazione di energia dovuta alla forza
dinerzia del dissipatore.
La risposta nel caso di assenza di dissipatore data da

( 3.17 )

( 3.18 )

Per confrontare questi due casi, si esprime lEquazione (3.13) in termini di rapporto
di smorzamento equivalente:

( 3.19 )

dove

( 3.20 )

LEquazione (3.20) mostra il contributo relativo dei parametri del TMD allo
smorzamento totale. Aumentando il rapporto di massa, lo smorzamento aumenta.
Comunque, dal momento anche la massa aggiunta aumenta, c un limite pratico su .
Diminuendo il coefficiente di smorzamento del dissipatore, aumenta lo smorzamento.
50

Guardando lEquazione (14), anche lo spostamento relativo aumenta in questo caso e


ancora, come per la massa, c un limite pratico sullo spostamento relativo del dissipatore.
La selezione del progetto finale richiede un compromesso tra questi due vincoli.

3.2.1 Esempio: Progettazione di un TMD per un sistema SDOF


Si supponga

e che si voglia aggiungere un TMD in modo tale che il rapporto

di smorzamento equivalente del 10%. Usando lEquazione (3.20), e assumendo


si ottiene la seguente relazione tra e

Il vincolo di spostamento relativo dato dallEquazione (3.14)

Combinando queste due Equazioni e impostando

si ottiene

Solitamente, viene assunto in modo da essere un ordine di grandezza pi grande


di . In questo caso, questultima Equazione pu essere approssimata come

( )

La forma generalizzata di questultima Equazione segue dallEquazione (3.20)

Infine, ponendo

si ottiene una stima di :

Questo ordine di grandezza tipico per . Gli altri parametri sono


51

e dallEquazione (3.9)

importante notare che con laggiunta di solo il 2% della massa primaria, si ottiene
uno smorzamento effettivo del 10%. Laspetto negativo il grande spostamento relativo
della massa dello smorzatore; in questo caso, 10 volte lo spostamento della massa primaria.
Come riuscire ad accogliere questo spostamento in una struttura attuale unimportante
considerazione progettuale.

3.3 Esempi di sistemi TMD esistenti


Sebbene la maggior parte delle applicazioni sono state per sistemi meccanici, gli
smorzatori a massa accordata sono stati utilizzati per migliorare la risposta degli edifici
sotto lazione del vento. Ci che segue una breve successione di immagine dei vari tipi di
dispositivi e svariate strutture che contengono TMD.

Figura 15. Esempi di applicazione TMD su ciminiere metalliche

52

3.4 Teoria del TMD per sistemi SDOF


Nel seguito sono analizzati vari casi di TMD, dalle vibrazioni libere (assenza di
smorzamento) al caso di smorzamento infinito, e presentate le procedure di progettazione.

3.4.1 Struttura non smorzata: TMD non smorzato


La Figura 12 mostra un sistema ad un grado di libert (SDOF) di massa

rigidezza , soggetto sia ad una forzante esterna sia ad un movimento del terreno. Uno
smorzatore a massa accordata (TMD) di massa

e rigidezza

principale. Le varie misure dello spostamento sono

, lo spostamento assoluto del terreno;

, lo spostamento relativo tra la massa principale e il terreno; e

attaccato alla massa

, lo spostamento relativo

tra lo smorzatore e la massa principale. Con questa notazione, le equazioni che governano
il moto prendono la forma
[

( 3.21 )

dove

laccelerazione assoluta del terreno e

( 3.22 )
la forzante applicata alla massa

principale.

Figura 16. Sistema SDOF accoppiato con un TMD.

Leccitazione considerata periodica con frequenza ,

53

( 3.23 )

( 3.24 )

( 3.25 )

( 3.26 )

Esprimendo la risposta come

e sostituendo per queste variabili, le equazioni di equilibrio si trasformano in


[

( 3.27 )

( 3.28 )

( 3.29 )

Le soluzioni per e sono date da

( 3.30 )

dove
[
e i termini

][

( 3.31 )

sono rapporti adimensionali fra le frequenze,

54

( 3.32 )

( 3.33 )

Selezionando il rapporto tra le masse e rapporto della frequenza dello smorzatore in


modo tale che

( 3.34 )

la soluzione si riduce a

( 3.35 )

( 3.36 )

Questa scelta isola la massa principale dal moto del terreno e riduce la risposta
dovuta alla forza esterna al valore pseudostatico,

. Un range tipico per tra 0.01 e

0.1. In questo modo la frequenza ottimale dello smorzatore molto vicina alla frequenza
della forzante. Lesatta relazione deriva dallEquazione (3.34).

( 3.37 )

Si determina la corrispondente rigidezza dello smorzatore con


[

Infine, sostituendo per

( 3.38 )

, lEquazione (3.36) prende la seguente forma:

(| |

|)

( 3.39 )

Si specifica lammontare dello spostamento relativo per lo smorzatore e si


determina con lEquazione (3.39). Dato e

, la rigidezza si ricava utilizzando

lEquazione (3.38). Si dovrebbe notare che questa rigidezza riguarda una particolare
frequenza forzante. Una volta che le propriet dello smorzatore sono definite, le Equazioni
(3.29) e (3.30) possono essere utilizzate per determinare la risposta per differenti frequenze
forzanti. In questo caso anche la massa principale sar messa in movimento
dalleccitazione del suolo.

55

3.4.2 Struttura non smorzata: TMD smorzato


Il livello seguente di complessit considera lo smorzamento nel TMD, come
mostrato in Figura 13. Le Equazioni del moto per questo caso sono

( 3.40 )

( 3.41 )

Linserimento del termine di smorzamento nelle Equazioni (3.40 e (3.41) produce


uno sfasamento tra la forzante periodica e la risposta. conveniente lavorare inizialmente
con la soluzione espressa in termini di quantit complesse. Si esprime leccitazione come

( 3.42 )

( 3.43 )

dove e sono quantit reali. La risposta presa come

( 3.44 )

( 3.45 )

dove le ampiezze delle risposte, e , sono considerate come quantit complesse.


Le parti reale e immaginaria di

corrispondono allinput coseno e sinusoidale. Quindi la

soluzione corrispondente data dalla sia dalla parte reale (per il coseno) sia dalla parte
immaginaria (per il seno) di

equazioni del moto e cancellando

. Sostituendo le Equazioni (3.44) e (3.45) nelle


da entrambi i lati, risulta

]
[

La soluzione delle equazioni che governano

56

( 3.46 )

( 3.47 )

( 3.48 )

( 3.49 )

dove
[

][

( 3.50 )

( 3.51 )
e

stato definito precedentemente come il rapporto tra

(vedere Equazione

(3.32)).

Figura 17. Sistema SDOF non smorzato accoppiato con un TMD smorzato.

Convertendo le soluzioni complesse in forma polare si giunge alle seguenti


espressioni:

dove i fattori

( 3.52 )

( 3.53 )

definiscono lamplificazione delle risposte pseudo-statiche, e i

sono angoli di fase tra la risposta e leccitazione. I vari termini

sono i seguenti:

57

( 3.54 )

( 3.55 )

( 3.56 )

( 3.57 )

][

( 3.58 )

Inoltre,
( 3.59 )

( 3.60 )

[
][

( 3.61 )

( 3.62 )

( 3.63 )

Per la maggior parte delle applicazioni, il rapporto tra le masse minore dello 0.05.
Inoltre, i fattori di amplificazione per carichi esterni

e moto del suolo

sono

essenzialmente uguali. Una simile conclusione si ha per lo sfasamento. Ci che segue


rappresenta la valutazione della soluzione corrispondente al moto del suolo e la
determinazione dei valori ottimali delle propriet del TMD per questa condizione di carico.
Una trattazione dettagliata del caso di forzante esterna presente nel testo di Den Hartog
(Den Hartog, 1940).
58

La Figura 14 mostra la variazione di


specifici valori della massa e frequenza
rapporto di smorzamento del dissipatore
ampiezza infinita collocati ai lati di

con la frequenza della forzante per


dello smorzatore e per diversi valori del

. Quando

, ci sono due picchi con

cresce, i picchi si avvicinano lun laltro

. Se

fino a convergere in un singolo picco collocato a

. Il comportamento di queste

ampiezze suggerisce il fatto che esiste un valore ottimale di


del dissipatore (

per una data configurazione

o, equivalentemente, e ). Unaltra osservazione chiave che

tutte le curve passano attraverso due punti,


riferiscono a diversi valori di

. Dal momento che queste curve si

, la collocazione di

deve dipendere solo da e .

Proseguendo con questo ragionamento, le espressioni di

possono essere scritte

come

Dove i termini

sono funzioni di ,

( 3.64 )

e . Inoltre affinch

sia indipendente da

, la seguente condizione deve essere soddisfatta:


|

I corrispondenti valori di

sono
|

Sostituendo per i termini


quadratica in

( 3.65 )

( 3.66 )

nellEquazione (3.65), si ottiene unequazione

:
[

Le due radici positive

( 3.67 )

sono i rapporti delle frequenze corrispondenti i punti

e . Analogamente, lEquazione (3.66) diventa

59

Figura 18. Variazione dellampiezza

La Figura 14 mostra differenti valori di

( 3.68 )

al variare di .

per i punti

e . Per un comportamento

ottimale, si vuole minimizzare la massima ampiezza. Come primo step si richiede che i
valori di

per

, come mostrato in Figura 15. Inoltre, incrementando il rapporto

rispetto a
di smorzamento
punti

siano uguali. Questo produce una distribuzione che simmetrica

, si abbassano le ampiezze di picco fino a che i picchi coincidono con i

. Questo stato rappresenta la performance ottimale del sistema TMD. Un

ulteriore incremento di

comporta un avvicinamento e fino alla convergenza dei picchi e

lampiezza aumenta oltre il valore ottimale.

60

Figura 19. Variazione dellampiezza

al variare di

Richiedere che le ampiezze siano uguale in

e in

per

, equivalente a imporre la

seguente condizione sulle radici:

Quindi, sostituendo

( 3.69 )

nellEquazione (3.67), si ottiene una relazione tra

laccordamento ottimale della frequenza e il rapporto tra le masse:

( 3.70 )

( 3.71 )

61

( 3.72 )

( 3.73 )

Lespressione dello smorzamento ottimale in riferimento allaccordamento alla


frequenza ottimale

( 3.74 )

Da Figura 16 a Figura 20 viene rappresentata la variazione dei parametri ottimali in


funzione del rapporto di massa .

Figura 20. Rapporto ottimale tra frequenze accordate

62

Figura 21. Input dei rapporti di frequenza per i quali la risposta indipendente dallo smorzamento

Figura 22. Rapporto di smorzamento ottimale del TMD

63

Figura 23. Massimo fattore di amplificazione dinamica per il sistema SDOF (frequenza e smorzamento
ottimali).

Figura 24. Massimo fattore di amplificazione dinamica.

64

La risposta del TMD definita attraverso lEquazione (3.53). Specificando questa


equazione per le condizioni ottimali si ottiene un grafico dellamplificazione in funzione
del rapporto di massa mostrato in Figura 21. In Figura 22 viene illustrato un confronto del
moto del damper rispetto al moto della massa principale con riferimento alle condizioni
ottimali (

).

Figura 25. Rapporto tra la massima amplificazione del TMD e la massima amplificazione del sistema.

Infine, le curve di risposta per un rapporto di massa tipico,

, e tuning

ottimale sono plottate in Figura 22 e Figura 23. La Figura 22 mostra anche la risposta in
assenza di smorzamento. Si osservi che leffetto del damper di limitare gli spostamenti in
un range di frequenze centrato sulla frequenza naturale della massa principale e si estende
per circa

. Fuori da questo range, il moto non influenzato significativamente dal

TMD.

65

Figura 26. Curve di risposta in ampiezza del sistema con un TMD accordato in modo ottimale.

Figura 27. Curve di risposta in ampiezza del TMD accordato in modo ottimale.

66

La massima amplificazione per un sistema SDOF smorzato senza Tuned Mass


Damper, sottoposto a eccitazione armonica, dato da:
( 3.75 )

Dal momento che

piccolo, unapprossimazione ragionevole


( 3.76 )

Esprimendo l

ottimale in una forma simile, si ha una misura del rapporto di

smorzamento equivalente per la massa principale:


( 3.77 )

La Figura 14 mostra la variazione di

con il rapporto di massa. Un rapporto di

massa di 0.02 equivalente a circa il 5% di smorzamento nel sistema principale.

Figura 28. Rapporto di smorzamento equivalente per un TMD accordato in modo ottimale.

Il progetto di un TMD prevede i seguenti step:


67

Stabilire il valore ammissibile dello spostamento della massa principale e del TMD
per il carico di progetto. Questi dati forniscono i valori di progetto di

Determinare il rapporto tra le masse richiesto per soddisfare questi vincoli di


movimento dalla Figura 19 e Figura 20. Assumere il pi grande valore di .

Determinare

Calcolare

dalla Figura 16.


:
( 3.78 )

Calcolare

Determinare

Calcolare

dalla Figura 8.
:

68

( 3.79 )

( 3.80 )

3.4.3 Struttura smorzata: TMD smorzato


Tutti i sistemi reali hanno un certo smorzamento. Nonostante un dispositivo di
dissipazione energetica probabile che venga aggiunto solo in una struttura con un basso
livello di smorzamento, molto importante valutare leffetto di tale smorzamento del
sistema reale sullaccordamento ottimale del damper.
Il sistema principale in Figura 25 costituito da una massa
smorzamento viscoso . Il dispositivo TMD ha massa
viscoso

, rigidezza

, rigidezza

e smorzamento

. Considerando che il sistema sia soggetto sia ad una forzante esterna sia

alleccitazione del suolo, le equazioni del moto sono

( 3.81 )

( 3.82 )

Figura 29. Sistema SDOF smorzato accoppiato con un TMD smorzato

Procedendo nello stesso modo del caso non smorzato, la soluzione dovuta
alleccitazione periodica (sia

che

I vari termini

) espressa in forma polare:

( 3.83 )

( 3.84 )

sono i seguenti:

69

( 3.85 )

( 3.86 )

( 3.87 )

( 3.88 )

{[

( 3.89 )

) ]}

( 3.90 )

( 3.91 )

( 3.92 )

][

( 3.93 )

( 3.94 )
I termini

sono definiti dalle Equazioni (3.62) e (3.63).

Viene presentato ora il caso di una forza esterna applicata alla massa principale.
Dal momento che

contiene il termine

, non possibile stabilire delle

espressioni analitiche per la frequenza accordata ottimale e il rapporto di smorzamento


ottimale in termini di rapporto tra le masse. In questo caso, questi parametri dipendono
anche da . Possono essere applicate delle simulazioni numeriche per valutare
un range di , dati i valori di ,
essere generati grafici di
70

per

. Partendo da specifici valori di e , possono

in funzione di

per un range di

. Ogni grafico

ha un valore di picco di

. La particolare combinazione di

piccolo valore di picco di

che corrisponde al pi

assunto come stato ottimale. La ripetizione di questo

processo per differenti valori di e

produce i dati comportamentali necessari per la

progettazione del dispositivo di smorzamento. La Figura 26 mostra la variazione del


massimo valore di

per lo stato ottimale. La risposta del damper corrispondente

rappresentata in Figura 27. Laumento di smorzamento nella massa principale ha un effetto


rilevante per piccoli . Note le Equazioni (3.83) e (3.84), il rapporto tra lo spostamento del
damper e lo spostamento della massa principale dato da

Dato che

( 3.95 )

piccolo, questo rapporto essenzialmente indipendente da

. La

Figura 28 conferma questa affermazione. I valori ottimali dei rapporti di frequenza e


smorzamento generati attraverso simulazione sono rappresentati in Figura 29 e Figura 30.
Infine, utilizzando lEquazione (3.77),

pu essere convertito in un rapporto di

smorzamento equivalente per il sistema principale:


( 3.96 )
con e . Tsai e Lin (1993) suggeriscono

La Figura 31 mostra la variazione di

delle equazioni per laccordamento ottimale dei parametri

determinate attraverso

curve di interpolazione. Le equazioni sono riportate di seguito per completezza.

( 3.97 )

( 3.98 )

71

Figura 30. Massimo fattore di amplificazione dinamico per il sistema SDOF smorzato.

Figura 31. Massimo fattore di amplificazione dinamico per il TMD.

72

Figura 32. Massimo rapporto tra lamplificazione massima del TMD e lamplificazione massima del
sistema.

Figura 33. Rapporto di frequenza accorata in modo ottimale per il TMD,

73

Figura 34. Rapporto di smorzamento ottimale per il TMD.

Figura 35. Rapporto di smorzamento equivalente per TMD accordato in modo ottimale.

74

3.5 Teoria del TMD per sistemi MDOF


La teoria del TMD per un sistema ad un grado di libert (SDOF) presentata nei
paragrafi precedenti viene ora estesa per affrontare un sistema a pi gradi di libert
(MDOF) avente un certo numero di TMD dislocati sulla struttura. Vengono presentate
simulazioni numeriche che illustrano lapplicazione di questa teoria ad un set di strutture
edilizie esempio, utilizzate come base per confrontare i differenti schemi presenti lungo il
testo.

Figura 36. Sistema a due gradi di libert (2DOF) con TMD.

Si consideri, per introdurre i concetti chiavi, un sistema a due gradi di libert


(2DOF) dotato di TMD connesso alla massa 2. Le equazioni governanti il moto del sistema
mostrato in Figura 32 sono

( 3.99 )

( 3.100 )

( 3.101 )

Il passo chiave combinare le Equazioni (3.99) e (3.100) ed esprimere lequazione


risultante in una forma similare al caso del sistema SDOF definito dallEquazione (3.82).
Questa operazione riduce il problema a quello di un sistema SDOF equivalente, per il
quale possibile applicare la teoria esposta nei paragrafi precedenti. Lapproccio seguito si
basa sulla trasformazione dellequazione matriciale originale in equazioni scalari modali.
75

Introducendo la notazione matriciale, le Equazioni (3.99) e (3.100) sono scritte


come

( 3.102 )

dove le varie matrici sono


[

Si esprime

( 3.103 )

( 3.104 )

( 3.105 )

( 3.106 )

in termini di coordinate e vettori modali


( 3.107 )

I vettori modali soddisfano la seguente condizione di ortogonalit:


( 3.108 )
Definendo i termini di massa, rigidezza e smorzamento modale,

( 3.109 )

esprimendo gli elementi di

76

come

( 3.110 )

( 3.111 )

( 3.112 )

e assumendo che lo smorzamento sia proporzionale alla rigidezza


( 3.113 )
si ottiene un set di equazioni disaccoppiate per

( 3.114 )

Con questa assunzione, il rapporto di smorzamento modale dato da

( 3.115 )

LEquazione (3.114) rappresenta due equazioni. Ogni equazione definisce un


particolare SDOF avente massa, rigidezza e smorzamento uguali a , e . Dato che il
TMD efficacie per un banda di frequenze ristretta, necessario stabilire quale modo di
vibrare deve essere controllato con il TMD. Una volta presa questa decisione, le analisi
possono proseguire utilizzando lequazione modale selezionata e lequazione iniziale per il
TMD (i.e., Equazione (3.101)).
Si supponga che si voglia controllare la risposta del primo modo di vibrare.
nellEquazione (3.114) si ottiene

Ponendo

In generale,

( 3.116 )

si ottiene attraverso la sovrapposizione dei contributi modali


( 3.117 )

Comunque, quando la frequenza della forzante esterna vicina a

, domina il

primo modo di vibrare, ed ragionevole assumere


( 3.118 )

77

Risolvendo per
[

( 3.119 )

e quindi sostituendo nellEquazione (3.116), si ottiene

dove ,

, ,

( 3.120 )

rappresentano i parametri del sistema SDOF

equivalente per la combinazione del modo 1 e nodo 2, nodo al quale il TMD connesso.
Le equazione che li definiscono sono

( 3.121 )

( 3.122 )

( 3.123 )

( 3.124 )

( 3.125 )

Le Equazioni (3.101) e (3.120) sono simili, nella forma, alle equazioni del sistema
SDOF trattato nella sezione precedente. Entrambi i set di equazioni sono confrontati di
seguito.
Equazioni TMD

)
( 3.126 )

Equazioni Massa Principale


78

( 3.127 )

Ponendo

( 3.128 )

lequazione della massa principale per il sistema a pi gradi di libert (MDOF) si


trasforma in

( 3.129 )

che differisce dallequazione per il SDOF corrispondente per il fattore . Quindi la


soluzione per leccitazione del suolo generata precedentemente deve essere modificata per
tenere in conto della presenza di .
La soluzione generalizzata scritta nella stessa forma del caso SDOF.
necessario solo modificare il termine associato con

(i.e.,

). In esteso

diventano:
[

( 3.130 )

( 3.131 )

( 3.132 )

( 3.133 )

( 3.134 )

79

( 3.135 )
Dove

definito attraverso lEquazione (3.89), e

dato dallEquazione

(3.93).
A questo punto si procede come descritto nel paragrafo precedente. Il rapporto tra
le masse definito in termini di rapporto di masse considerando lSDOF equivalente.

Dati e

( 3.136 )

, possibile trovare la frequenza di accordamento e il rapporto di

smorzamento del dispositivo utilizzando la Figura 29 e la Figura 30. I parametri del


dispositivo sono determinati con

( 3.137 )

( 3.138 )

( 3.139 )
Estendendo lespressione della massa del damper,
[

( 3.140 )

si nota che si dovrebbe scegliere la collocazione del TMD coincidente alla massima
ampiezza del modo di vibrare controllato. In questo caso il modo target il primo modo e
la massima ampiezza per

possibile quindi generalizzare per permettere laccordamento alli-esimo modo di


vibrare. LEquazione (3.119) diventa
[

dove pu essere sia 1 che 2. I parametri equivalenti sono

80

( 3.141 )

Dati

( 3.142 )

( 3.143 )

, si determina e si trova laccordamento ottimale con


( 3.144 )

81

82

4 Ciminiera Derrick per ENI Versalis

Le informazioni riportate in capitolo costituiscono il report di calcolo strutturale per


il Camino denominato X-7601 relativo al nuovo impianto che sar costruito per ENI
Versalis nel complesso industriale situato nel Comune di Ferrara (FE). La progettazione
stata effettuata dallIng. Diego Bruciafreddo, in veste di consulente strutturista per
Thermoengineering s.r.l, societ nella quale stato volto lo stage formativo previsto dal
Master.

Ferrara

Figura 37. Collocamento geografico Comune di Ferrara

83

4.1 Informazioni del sito

4.1.1 Collocazione geografica


La pianta situata nel Comune di Ferrara, di cui seguono le coordinate relative alla
Pianta zero, nel sistema di coordinate geografiche UTM WGS84 (time zone 32T):

Latitudine:

4971180

Longitudine:

704180

4.1.2 Caratteristiche Climatiche e Topografiche

Condizioni ambientali:

standard

Altezza sul livello del mare:

6.1 mslm

Morfologia del terreno:

piano e argilloso

4.1.3 Zona Sismica

Classe duso

IV

(Industrie con attivit particolarmente


pericolose per lambiente)

Categoria del sottosuolo

Categoria Topografica

T1

Zona Sismica

in accordo alla classificazione OPCM


3274-2003

4.1.4 Dati Climatici e Classificazione Ambientale


4.1.4.1 Temperatura

Temperatura massima registrata:

+40C

Temperatura minima registrata:

-17C

Massima temperatura ambientale di progetto:

+35C

Minima temperatura ambientale di progetto:

-10C

Temperatura ambientale stagione estiva:


Max:

84

+ 35C

Min:

+18C

Max eccezionale:

+40C

Min eccezionale:

+25C

Temperatura ambientale stagione invernale:


Max:

+10C

Min:

-10C

Min eccezionale:

-17C

Umidit relative dellaria:


Valore medio:

80%

Estate Max (intervallo 22:00- 06:00):

98%

Estate Min normale (intervallo 12:00-18:00):

85%

Estate Min afosa (intervallo 12:00- 18:00):

75%

Inverno Max:

100%

Inverno Min:

90%

Umidit assoluta:
Estate Min

(35C; 85% U.R.): 12,8 g/kg dry air

Estate Max

(22C; 98% U.R.): 16,3 g/kg dry air

Condizioni esterne

Estate
DBT:

+34C

Umidit

+60%

Temperatura di progetto

+40C

Inverno
DBT:

-6C

Umidit relativa

+80%
85

4.1.4.2 Piovosit

Media annuale:

660 mm H2O

Massimo oraria:

26 mm H2O

Massimo oraria eccezionale

35 mm H2O

4.1.4.3 Neve
Valore caratteristico del carico da neve qSK = 1.00 KN/m
(Zona II secondo 3.4.2, DM. 14.01. 2008 [NTC2008])

4.1.4.4 Ambiente
Ambiente non esposto a salsedine dovuta ad acqua di mare.

4.1.4.5 Vento
Ferrara classificata Zona II in accord alla macrozonazione del DM2008.

4.2 Descrizione della struttura


La struttura denominata X-7601 un camino per uso industriale costituito da un
cilindro di sezione variabile alto 90.00 m la cui stabilit per gli spostamenti orizzontali
garantita mediante struttura Derrick a traliccio fino alla quota di 65 m. Il cilindro ha un
diametro di 60 (1524 mm) fino a 22.90 m e tramite un raccordo tronco conico, dalla
quota di 23.60 m, tale grandezza si riduce a 1100 mm rimanendo costante fino alla quota di
sommit.
La struttura Derrick ha la forma in pianta di un triangolo equilatero di lato 12.00
m che si restringe lungo laltezza fino alla quota di 45.00 m, dalla quale la sezione,
costituita da un triangolo equilatero di lato 4.70 m si mantiene costante fino a 65.00 m.
A guisa di controllare e attenuare gli effetti dinamici dovuti alla pronunciata
snellezza strutturale, esaltata da un esiguo valore del rapporto di smorzamento proprio
delle strutture in acciaio, il camino viene equipaggiato in sommit di un dispositivo a
massa accordata (Tuned Mass Damper, dora in poi chiamato TMD). Il tuning del TMD
stato eseguito in maniera tale da fornire uno smorzamento strutturale equivalente pari

86

all8%. A favore di sicurezza, il calcolo strutturale stato eseguito considerando uno


smorzamento del 5%.
Il camino connesso alla rete industriale mediante due tubazioni che si
innestano in esso alla quota di +21500 mslm (tubo da 60) e alla quota di 10000 mslsm
(Tubo da 32)

Figura 38. Schema generale del Camino

87

4.3 Software per lanalisi strutturale


Allo scopo di ottimizzare la progettazione, lanalisi del comportamento strutturale
stata condotta tramite il Metodo ad Elementi Finiti utilizzando differenti gradi di dettaglio.
Il calcolo automatico stato eseguito attraverso seguenti software:

MIDAS/Gen 2014 v.2.2 License USGW000947 distributed by HARPACEAS


http://www.harpaceas.it/

MIDAS FX+ 2014 v.1.1 License U001-08273 distributed by HARPACEAS


http://www.harpaceas.it/

4.4 Unit di Misura


Si utilizzato il Sistema Internazionale di misura (SI), in particolare:

Lunghezza

m,mm

Massa

kg

Forza concentrata, Peso

N,kN

Forza lineare distribuita

kN/m

Forza superficiale distribuita

kN/m2

Peso specifico

kN/m3

Pressione, Tensione

N/mm2 (MPa)

4.5 Letteratura di Riferimento


-

Wind Loads for Petrochemical and Other Industrial Facilities

Task Committee on Wind -Induced Forces ASCE 2011;


-

Guidelines for Seismic Evaluation and Design of Petrochemical


Facilities

Task Committee on Seismic Evaluation and Design of Petrochemical Facilities


ASCE 2011;

88

4.6 DATI PRINCIPALI

4.6.1 Condizioni di progetto


4.6.1.1 Camino
Intervallo Temperatura di progetto

-10C/150C

Pressione interna

150 mmH20 (0.0015 MPa)

4.6.1.2 Derrick
Intervallo temperatura di progetto

-10C/40C

4.6.2 Materiali e Spessori


La seguente tabella riassume materiali, sezioni e spessori dei vari elementi
collegati:
MATERIALI E SEZIONI
Elemento

MANTELLO CAMINO

Materiale

60''(1524mm)
S355J0W
(CORTEN B) Raccordo tronco conico
EN 10025-5
1100
Correnti

STRUTTURA METALLICA

S275 JR
EN 10025-2

Da

[m]

[m]

5 mm

+0.20

+22.90

5 mm

+29.00

+23.60

Sezione

5 mm

+23.60

+90.00

V240x10

+0.20

+25.00

V200x10

+25.00

+45.00

V160x10

+45.00

+65.00

2L 80x60x7

+0.20

+29.00

2L 60x40x5
UPN 200

+29.00
+65.00
Variabile

UPN 140

Variabile

Guide Camino

UPN 100

Variabile

Rompitratta

UPN 100

Variabile

Controventi
Montanti

89

4.7 CARICHI
I carichi sono definiti tramite il D.M. 14/01/2008 [NTC2008], paragrafi 2.3 e 3, e
tramite Circolare 2 Febbraio 2009, n. 617 [CM2009], paragrafi C2 e C3. In aggiunta si
considera quanto indicato dalla specifica di progetto inerente.

4.7.1 Carichi permanenti


4.7.1.1 Carichi permanenti strutturali G1k
I carichi permanenti strutturali vengono presi direttamente computati dal software
di calcolo.

4.7.1.2 Carichi permanenti non strutturali G2k

4.7.1.2.1 Scale e Piattaforme


Il carico permanente non strutturale dovuto alle scale e alle piattaforme, sia per il
Derrick sia per il Camino, stato tenuto in conto considerando:
Scale

0.30 kN/m

Piattaforme

1.30 kN/m2

Tutte le scale sono verticalmente ancorate nella loro parte sommitale. Tali carichi
sono stati applicati come carichi nodali (Nodal Loads) al Camino e come carichi
superficiali per il Derrick (Floor Loads), come mostrato in Figura 36. La tabella successiva
mostra il calcolo del carico totale alle varie quote della parte a sbalzo del Camino dovuto a
scale e passerelle.
CARICHI PERMANENTI
Piattaforme
Larghezza Estensione
dal camino angolare

Quota
[mm]
72500
80000
86000

[mm]
900
900
1100

[deg]
40
40
360

Area

Carico
unitario

Peso

Altezza

m2
0.89
0.89
10.47

[kN/m2]
1.30
1.30
1.30

[kN]
1.16
1.16
13.61

[mm]
7500
7500
6000

Scale
Carico
unitario
[kN/m]
0.3
0.3
0.3

Tot.
Peso

Peso

[kN]
2.25
2.25
1.8

[kN]
3.41
3.41
15.41

Figura 39. Carichi permanenti dovuti a scale e passerelle per il Camino

90

Figura 40. Applicazione carichi permanenti non strutturali (sx Derrick, dx Camino)

4.7.1.2.1.1 Tubazioni ingresso Gas


I supporti e le giunzioni delle tubazioni sono state progettate per trasferire
solamente carico verticale ai montanti alle quali appoggiata. Il Carico trasmesso da
ognuno di 11.00 kN. Limmagine successiva riporta il posizionamento dei carichi
derivanti dai supporti per le due tubazioni di ingresso al camino.

Figura 41. Posizione degli appoggi per le tubazione in ingresso al camino

91

4.7.2 Carichi Accidentali Qk


I carichi accidentali sono applicati sulle piattaforme e il loro valore 2.5 kN/m2.
Per quanto riguarda le scale non si considera alcun carico accidentale nelle analisi globali
ma si applica un carico puntale di 1.5 kN per un controllo locale. I carichi accidentali in
questione sono stati applicati come carichi nodali (Nodal Loads) al Camino e come carichi
superficiali per il Derrick (Floor Loads), come mostrato in Figura 6.

Figura 42. Applicazione carichi accidentali (sx, Derrick, dx Camino)

CARICHI ACCIDENTALI
Piattaforme
Larghezza Estensione
dal camino angolare

Quota
[mm]
72500
80000
86000

[mm]
900
900
1100

[deg]
40
40
360

Area

Carico
unitario

Peso

Altezza

m2
0.89
0.89
10.47

[kN/m2]
2.50
2.50
2.50

[kN]
2.22
2.22
26.18

[mm]
72500
7500
6000

Scale
Carico
unitario
[kN/m]
0
0
0

Tot.
Peso

Peso

[kN]
0
0
0

[kN]
2.22
2.22
26.18

Figura 43. Carichi Accidentali dovuti a Scale e Piattaforne alle differenti quote

92

4.7.3 Carichi da Vento W


In accordo con la zonazione di Fig.3.3.1 delle NTC2008, qui di seguito riportata, il
Comune di Ferrara classificato in zona 2.

Si sono considerati i seguenti parametri per il terreno:

Classe di Rugosit del Terreno

Categoria di Esposizione

III

Coefficiente Topografico

ct=1

Lapplicazione del carico da vento stata condotta secondo le seguenti fasi:


-

Valutazione del campo di pressioni cinetiche in accordo a DM2008

Stima del carico da vento sulle sezioni circolari del camino considerando lo
stesso come isolato;

Stima del carico da vento sulla struttura Derrick

Valutazione del coefficiente dinamico di amplificazione delle forze da vento


dovuta alla interazione dinamica della struttura con il carico da vento

Per la quantificazione delle azioni del vento su strutture a traliccio e per la


valutazione del coefficiente dinamico sono state applicate le procedure dellEurocodice 1.4
General actions-Wind Actions

93

4.7.3.1 Profilo cinetico delle pressioni

CARICO DA VENTO SECONDO D.M. 14 GENNAIO 2008


Comune:

Ferrara

Provincia:

Ferrara provincia

Regione:

Emilia-Romagna regione

Macrozonazione (cfr. par. 3.3.2.):


vref,0 =

zona =

25 m/s

a0 =

vb,0

750 m

2 vento

ka =

a0

0.015 1/s
ka

Altitudine sul livello del mare:

as =

Velocit di riferimento al suolo (determinata per T R di 50 anni):

vref =

Periodo di ritorno (NTC08 3.2.2.):

TR =

6.1
25.00 m/s

50 anni

aR =

Coefficiente moltiplicativo in funzione del periodo di ritorno (Circ. C3.3.2):

1.00

aR =

Coefficiente moltiplicativo in funzione del periodo di ritorno (NTC05):


Velocit di riferimento associata al periodo di ritorno di 50 anni:

vR (T R ) =

m s.l.m.

1.00
25.00000 m/s

VALORE DEL COEFFICIENTE a R IN FUNZIONE DEL TEMPO DI RITORNO


1.5

aR

1.0

0.5

10

TR [anni]

100

1000

Classe di rugosit del terreno (par. 3.3.4.):

Categoria di esposizione del sito (par. 3.3.4.):

III

kr =

0.20
kr

z0 =

0.10 m

zmin =

z0

Coefficiente di topografia (cfr. par. 3.3.5.):

ct =

Altezza massima dell'edificio:

H=

Densit dell'aria (cfr. par. 3.3.6.):

94

5.00 m
zmin
1.00
90.00 m
1.25 kg/m3

VARIABILITA' DELLA VELOCITA' DEL VENTO CON L'ALTEZZA

H [m]
95.00
90.00
85.00
80.00
75.00
70.00
65.00
60.00
55.00
50.00
45.00
40.00
35.00
30.00
25.00
20.00
15.00
10.00
5.00
0.00

Velocit media
Velocit di picco

10

15

20

25

30

35

40

45

50

v [m/s]
55

Figura 44. Profilo di velocit del vento

Figura 45. Profilo di pressione cinetica

95

4.7.3.2 Azione del vento di picco sul camino (no Derrick)


Per calcolare lazione del vento sulla struttura in accordo alla specifica di progetto
di riferimento si considerato un valore pari a 0.7 per la sezione circolare del camino e un
valore pari a 1.4 per scale a passerelle. In merito a scale e passerelle si rimarca che esse
sono connesse direttamente al mantello del camino solo a partire dalla quota +65000 mslm.
Camino
Quota
m
0.20
5.00
9.20
9.20
10.00
10.30
10.30
14.65
14.65
15.75
15.75
20.35
20.35
21.45
21.45
21.50
22.90
23.60
25.00
25.00
26.10
26.10
29.00
33.00
33.00
34.10
34.10
37.00
41.00
41.00
42.10
42.10
45.00
49.00
49.00
50.10
50.10
53.00
57.00
57.00
58.10
58.10
61.00
65.00
65.00
66.10
66.10
72.50
72.50
73.70
73.70
80.00
80.00
81.20
81.20
85.00
85.00
86.20
86.20
88.50
90.00

Larghezza
[mm]
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100

Scale

Coefficiente
Area
Coefficiente
Anet /Atot
Larghezza
Anet /Atot
di pressione
influenza
di pressione
[-]
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70

[-]
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00

[m2/m]
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77

[mm]
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0

[-]
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40

Area di
Influenza

Piattaforme

[-]
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20

Area
Coefficiente
Larghezza
Anet /Atot
influenza
di pressione
[m2/m]
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25

[mm]
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
2000
2000
0
0
1000
1000
0
0
1000
1000
0
0
2200
2200
0
0
0

[-]
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4

[-]
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5

Area
influenza
[m2/m]
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
1.40
1.40
0.00
0.00
0.70
0.70
0.00
0.00
0.70
0.70
0.00
0.00
1.54
1.54
0.00
0.00
0.00

Figura 46. Area di Influenza lungo laltezza del Camino (con azzurro le piattaforme)

96

[m2/m]
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
2.42
2.42
1.02
1.02
1.72
1.72
1.02
1.02
1.72
1.72
1.02
1.02
2.56
2.56
1.02
1.02
1.02

Quota

vm

vp

cev

qp

Area di
Influenza

Forza del
Vento

[m]
0.20
5.00
9.20
9.20
10.00
10.30
10.30
14.65
14.65
15.75
15.75
20.35
20.35
21.45
21.45
21.50
22.90
23.60
25.00
25.00
26.10
26.10
29.00
33.00
33.00
34.10
34.10
37.00
41.00
41.00
42.10
42.10
45.00
49.00
49.00
50.10
50.10
53.00
57.00
57.00
58.10
58.10
61.00
65.00
65.00
66.10
66.10
72.50
72.50
73.70
73.70
80.00
80.00
81.20
81.20
85.00
85.00
86.20
86.20
88.50
90.00

[m/s]
0.72
19.52
22.56
22.56
22.99
23.16
23.16
24.90
24.90
25.28
25.28
26.57
26.57
26.82
26.82
26.84
27.16
27.31
27.59
27.59
27.82
27.82
28.34
29.00
29.00
29.15
29.15
29.56
30.08
30.08
30.20
30.20
30.55
30.96
30.96
31.08
31.08
31.36
31.73
31.73
31.82
31.82
32.06
32.38
32.38
32.46
32.46
32.93
32.93
33.01
33.01
33.42
33.42
33.49
33.49
33.72
33.72
33.80
33.80
33.93
34.01

[m/s]
32.67
32.67
36.04
36.04
36.51
36.70
36.70
38.62
38.62
39.04
39.04
40.44
40.44
40.72
40.72
40.75
41.09
41.25
41.56
41.56
41.80
41.80
42.37
43.08
43.08
43.24
43.24
43.68
44.24
44.24
44.38
44.38
44.75
45.19
45.19
45.32
45.32
45.62
46.01
46.01
46.11
46.11
46.37
46.71
46.71
46.80
46.80
47.29
47.29
47.38
47.38
47.82
47.82
47.90
47.90
48.14
48.14
48.22
48.22
48.36
48.45

[-]
1.31
1.31
1.44
1.44
1.46
1.47
1.47
1.54
1.54
1.56
1.56
1.62
1.62
1.63
1.63
1.63
1.64
1.65
1.66
1.66
1.67
1.67
1.69
1.72
1.72
1.73
1.73
1.75
1.77
1.77
1.78
1.78
1.79
1.81
1.81
1.81
1.81
1.82
1.84
1.84
1.84
1.84
1.85
1.87
1.87
1.87
1.87
1.89
1.89
1.90
1.90
1.91
1.91
1.92
1.92
1.93
1.93
1.93
1.93
1.93
1.94

[kN/m 2]
0.67
0.67
0.81
0.81
0.83
0.84
0.84
0.93
0.93
0.95
0.95
1.02
1.02
1.04
1.04
1.04
1.05
1.06
1.08
1.08
1.09
1.09
1.12
1.16
1.16
1.17
1.17
1.19
1.22
1.22
1.23
1.23
1.25
1.28
1.28
1.28
1.28
1.30
1.32
1.32
1.33
1.33
1.34
1.36
1.36
1.37
1.37
1.40
1.40
1.40
1.40
1.43
1.43
1.43
1.43
1.45
1.45
1.45
1.45
1.46
1.47

[m 2/m]
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
2.42
2.42
1.02
1.02
1.72
1.72
1.02
1.02
1.72
1.72
1.02
1.02
2.56
2.56
1.02
1.02
1.02

[kN/m]
0.71
0.71
0.87
0.87
0.89
0.90
0.90
0.99
0.99
1.02
1.02
1.09
1.09
1.11
1.11
1.11
1.13
0.82
0.83
0.83
0.84
0.84
0.86
0.89
0.89
0.90
0.90
0.92
0.94
0.94
0.95
0.95
0.96
0.98
0.98
0.99
0.99
1.00
1.02
1.02
1.02
1.02
1.03
1.05
3.30
3.31
1.40
1.43
2.41
2.42
1.43
1.46
2.46
2.47
1.47
1.48
3.71
3.72
1.49
1.49
1.50

PROFILE DELLA FORZA DEL VENTO LUNGO IL CAMINO

Forza del Vento


Altezza [m]

90.00
85.00
80.00
75.00
70.00
65.00
60.00
55.00
50.00
45.00
40.00
35.00
30.00
25.00
20.00
15.00
10.00
5.00

0.00
0.00 1.00 2.00 3.00 4.00 5.00 6.00 7.00
Forza del Vento [kN/m]
Forza del
Vento

Taglio alla base

53.51 kN

Figura 47. Carico da vento lungo il Camino (escluso Derrick)

97

4.7.3.3 Azione del vento di picco sulla struttura Derrick


In accordo alla procedura 7.11 dellEurocodice 1 EN 1991-1-4:2005, relativa a
Lattice structures and scaffoldings per la valutazione del coefficiente di forza da
applicare a un traliccio spaziale, necessario applicare la formula seguente

dove
il coefficiente di forza di una struttura reticolare spaziale senza considerare
gli effetti di bordo funzione della percentuale di riempimento dellarea

del numero di Reynolds


un fattore che tiene conto degli effetti di bordo
Il coefficiente di forza dipende inoltre dalla direzione relativa in cui spira il vento
come mostra il seguente grafico estratto dallEurocodice.

Figura 48. Coefficiente di forza per strutture reticolare in funzione del rapporto di riempimento

Il rapporto di riempimento pari al rapporto tra le aree effettivamente presenti


allinterno della proiezione nella direzione del vento di tutto lingombro del traliccio.

4.7.3.3.1 Calcolo rapporto di riempimento


98

La seguente immagine riassume i risultati del calcolo per vento spirante in


direzione X positiva (in quanto pi gravosa) ed entrambi i versi della direzione Y data la
simmetria.

Figura 49. Coefficiente di riempimento per le due direzioni, X e Y

A vantaggio di sicurezza sono stati considerati i massimi valori del coefficiente i


riempimento lungo laltezza risultando:
-

Direzione X positiva

Direzione Y

Nel proseguo del calcolo data lesigua differenza il coefficiente calcolato in


direzione X positiva viene usato anche per la direzione X negativa.

99

4.7.3.3.2 Calcolo coefficienti di forza


In accordo alla tabella dellEurocodice prima riportata e considerando che per le
direzioni considerate compete la medesima curva per il calcolo del coefficiente di forza
possibile definire il campo di variazione del coefficiente di forza in relazione al
coefficiente di riempimento.

Figura 50. Campo di variabilit del coefficiente di forza

4.7.3.3.3 Calcolo del coefficiente di snellezza


COEFFICIENTE DI SNELLEZZA, EFFETTO RIDUTTIVO DEI BORDI
Lunghezza totale traliccio
Dimensione caratteristica media
Snellezza Effettiva

L
d

0.8
1

65 m
6.821 m
13.3

13.3402396
13.3402396

0.9

0.8
1

10

100

Figura 51. Coefficiente di snellezza

100

1000

4.7.3.3.4 Carico da vento come pressione uniformemente distribuita sulle maglie


Immaginando di applicare il carico da vento come pressione distribuita per ogni
maglia elementare costituente il traliccio possibile ottenere un fattore riduttivo che tenga
in conto il coefficiente di riempimento e il coefficiente di forza calcolato.
In accordo alla tabella successiva il coefficiente di forza equivalente che permette
di avere la stessa risultante delle azioni del vento applicando pressioni sulle maglie
strutturali considerato come interamente investite dal vento, quindi non porose, ricavabile
dalla tabella nella figura successiva.

CFX0

CFX

CFX * *

0.1
0.15
0.2
0.25
0.3
0.35
0.4
0.45
0.5

3
2.65
2.4
2.2
2.1
1.95
1.85
1.75
1.65

0.99
0.99
0.98
0.98
0.965
0.965
0.94
0.93
0.92

2.97
2.630125
2.352
2.156
2.0265
1.88175
1.739
1.6275
1.518

0.29
0.39
0.46
0.53
0.59
0.64
0.65
0.68
0.70

Figura 52. Coefficienti di forza equivalenti

Per interpolazione lineare si ottiene:

Dir X

Dir Y

101

4.7.3.4 Carico da vento complessivo (cd =1)


La tabella successiva riporta lo sviluppo delle aree investite dal vento moltiplicate
per il rispettivo coefficiente di pressione rispetto lelevazione del camino considerando sia
leffetto della struttura Derrick che della sezione circolare del camino.
Si riporta la sola direzione X positiva in quanto pi significativa.
Camino
Quota
m
0.20
5.00
9.20
9.20
10.00
10.30
10.30
14.65
14.65
15.75
15.75
20.35
20.35
21.45
21.45
21.50
22.90
23.60
25.00
25.00
26.10
26.10
29.00
33.00
33.00
34.10
34.10
37.00
41.00
41.00
42.10
42.10
45.00
45.00
49.00
49.00
50.10
50.10
53.00
57.00
57.00
58.10
58.10
61.00
65.00
65.00
66.10
66.10
72.50
72.50
73.70
73.70
80.00
80.00
81.20
81.20
85.00
85.00
86.20
86.20
88.50
90.00

Scale

Piattaforme

Coefficiente
Area
Coefficiente
Larghezza
Anet /Atot
Larghezza
Anet /Atot
di pressione
influenza
di pressione
[mm]
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1524
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100
1100

[-]
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70
0.70

[-]
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00
1.00

[m2/m]
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
1.07
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77
0.77

[mm]
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0
900.0

[-]
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40
1.40

[-]
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20
0.20

Area
Coefficiente
Larghezza
Anet /Atot
influenza
di pressione
[m2/m]
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25
0.25

[mm]
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2000
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1000
1000
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2200
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0

[-]
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4
1.4

[-]
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5
0.5

Area di
Influenza

Derrick
Area
Coefficiente
Larghezza
Anet /Atot
influenza
di pressione
[m2/m]
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
1.40
1.40
0.00
0.00
0.70
0.70
0.00
0.00
0.70
0.70
0.00
0.00
1.54
1.54
0.00
0.00
0.00

[mm]
11640
11640
10088
10088
10088
10088
10088
10088
9180
9180
9180
9180
8337
8337
8337
8337
8337
8337
8337
7307
7307
7307
7307
7307
6327
6327
6327
6327
6327
5675
5675
5675
5675
4700
4700
4700
4700
4700
4700
4700
4700
4700
4700
4700
4700
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0
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[-]
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
2.1
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0
0
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0
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[-]
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0.27
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0

Figura 53. Aree equivalenti esposte al vento per la struttura complessiva

102

Area
influenza
[m2/m]
6.60
6.60
5.72
5.72
5.72
5.72
5.72
5.72
5.21
5.21
5.21
5.21
4.73
4.73
4.73
4.73
4.73
4.73
4.73
4.14
4.14
4.14
4.14
4.14
3.59
3.59
3.59
3.59
3.59
3.22
3.22
3.22
3.22
2.66
2.66
2.66
2.66
2.66
2.66
2.66
2.66
2.66
2.66
2.66
2.66
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00
0.00

[m2/m]
7.67
7.67
6.79
6.79
6.79
6.79
6.79
6.79
6.27
6.27
6.27
6.27
5.79
5.79
5.79
5.79
5.79
5.50
5.50
4.91
4.91
4.91
4.91
4.91
4.36
4.36
4.36
4.36
4.36
3.99
3.99
3.99
3.99
3.43
3.43
3.43
3.43
3.43
3.43
3.43
3.43
3.43
3.43
3.43
3.43
2.42
2.42
1.02
1.02
1.72
1.72
1.02
1.02
1.72
1.72
1.02
1.02
2.56
2.56
1.02
1.02
1.02

Figura 54. Profilo delle forze del vento lungo laltezza sulla struttura (dir X positiva)

4.7.3.5 Calcolo del coefficiente dinamico


Per il calcolo del coefficiente dinamico, poich posteriore alla definizione dei
parametri modali della struttura, si rimanda al capitolo relativo allinterno dellanalisi
FEM.

103

4.7.4 Azione Sismica E


In accordo con le NTC2008, si considerano i parametri seguenti conformemente
alla specifica di progetto:

Nominal Plant Life

VN 50 years

Usage Class

IV (flare systems and underground tanks)

Coefficient

CU = 2.0

Reference period

VR= VN x CU = 100 years

Underground category

Topographic category

T1

Seismic Zone

3 (in accordo allOPCM 3274-2003)

Lo spettro di risposta elastico il seguente.

Figura 55. Parametri di Pericolosit Sismica per il sito (Comune di Ferrara)

104

105

Figura 56 Spettri elastici per i vari stati limite

In accordo con le NTC08 la struttura stata progettata come una struttura non
dissipativa per la quale deve considerarsi un fattore di struttura unitario (q = 1).

106

4.7.5 Azione della Neve


In accord alla classificazione del suolo italiano nei confronti del carico da neve
Ferrara da classificarsi Zona II.

FERRARA

Figura 57. Macrozonazione del suolo Italiano nei confronti del carico da neve

107

CARICO DA NEVE SECONDO D.M. 14 GENNAIO 2008


Comune:

Ferrara

Provincia:

Ferrara provincia

Regione:

Emilia-Romagna regione

Macrozonazione

zona =

Altitudine sul livello del mare:

as =

Carico neve al suolo (cfr. par. 3.5.4.):

qsk =

Periodo di ritorno

TR =

Carico neve al suolo associato al periodo di ritorno di 200 anni:

qref (T R ) =

II neve
6.1

m s.l.m.

1.00 kN/m2
200
anni
1.00 kN/m2

VALORE DEL COEFFICIENTE a R IN FUNZIONE DEL TEMPO DI RITORNO

1.5

a R 1.0

0.5
1

10

100

1000

TR [anni]

Coefficiente di esposizione

Ce =

Coefficiente termico

Ct =

Coperture ad una falda


Angolo di inclinazione della copertura rispetto all'orizzontale:
Coefficiente di forma
Carico neve sulla copertura

a=
m1 (a) =
qs,1 =

0.00 gradi
0.80
0.80 kN/m2

Il carico da neve considerato non dimensionante in quanto sensibilmente inferiore


del carico per destinazione duso maggiore per pi di tre volte.

108

4.7.6 Carichi ai bocchelli di ingresso Nk


I carichi ai bocchelli di ingresso sono trascurabili per la presenza di opportuno
sistema di giunto flessibile.

4.7.7 Carichi termici T


La temperatura di design diversa per il camino e per la struttura Derrick.
Camino:
Temperatura allinstallazione

+10C (stimata)

Temperatura minima

-10C

Temperatura massima

+150C

Derrick:
Temperatura allinstallazione

+10C (stimata)

Temperatura minima

-10C

Temperatura massima

+40C

4.7.8 Pressione
La pressione applicata allinterno del camino e vale 150 mmH20.

4.7.9 Corrosione
Il camino realizzato in materiale S355J0W (CORTEN B) resistente alla
corrosione per cui alcun sovraspessore di corrosione stato considerato per le parti a
contatto con il gas.

109

4.8 Combinazioni di carico


I carichi sono stati combinati in accordo al D.M. 14/01/2008 [NTC08] e C.M.
n617 del 02/02/2009. Solo le combinazioni allSLU sono state considerate, per dettagli
vedere 4.6.2. In accordo alla specifica di progetto, in combinazione sismica, sia per la
determinazione delle masse utilizzate nella definizione dellazione sismica sia per il
calcolo delle azioni sulle strutture, il coefficiente di combinazione
pari a 1.

Figura 58. Estratto del DM2008 per le combinazioni di carico

110

viene considerato

4.8.1 Modello FEM


Il modello FEM stato sviluppato con Midas Gen usando elementi Beam. Per
elementi non strutturali (come scale e piattaforme) si sono eseguiti controlli separati.
Lasse X stato considerato come la linea congiungente il centro del Camino e una gamba
del Derrick. Lasse Z lasse verticale e quindi lasse Y si ricava di conseguenza.

4.8.2 Geometria
La geometria stata modellata in Midas Gen. Limmagine sottostante mostra il
Modello FEM.

Figura 59. Modello FEM effettuato in Midas Gen

111

4.8.3 Materiali
Le sezioni sono realizzate con acciaio S275JR per tutte le parti strutturali del
Derrick e in S355J0W per le sezioni del camino.

Figura 60. Input materiale S275JR

Figura 61. Input materiale S355J0W

112

4.8.4 Sezioni utilizzate


La figura seguente elenca le sezioni utilizzate per il modello FEM.

Figura 62. Lista delle sezioni utilizzate nel modello

4.8.4.1 Sezione D1524x5

Figura 63. Sezione tubolare D1524x5 mm

113

4.8.4.2 Sezione D1100x5

Figura 64. Sezione tubolare D1100x5 mm

4.8.4.3

Sezione R1524to1100x5
Il seguente il raccordo tronco conico tra le due sezioni del camino.

Figura 65. Sezione raccordo tronco conico

114

4.8.4.4 Sezione V240x10 V200x10 V160x10

Figura 66. Sezione V240x10 utilizzata per i correnti alla base

Figura 67. Sezione V200x10 utilizzata per i correnti intermedi

115

Figura 68. Sezione V160x10 utilizzata per lultimo terzo dei correnti

4.8.4.5 Sezioni UPN200 UPN140 UPN100

Figura 69. Sezione UPN 200

Utilizzate per i montanti agli ordini +4770 e agli ordini +33000, +41000 dove sono
presenti piattaforme a 360. Sezioni UPN 200 sono stati utilizzati anche per i sostegni
verticali delle tubazioni in ingresso che scaricano 1.1 tonf.

116

Figura 70. Sezione UPN 140 utilizzate per i montanti della struttura

Figura 71. Sezione UPN 100 utilizzati per rompi tratta, sostegni passerelle e guide riser

117

4.8.4.6 Sezioni 2L80x60x7 2L60x45x5 L60x5

Figura 72. Sezione 2L80x60x7 utilizzata per i controventi

Figura 73. Sezione 2L60x40x5 utilizzata per i controventi parte alta

118

Figura 74. Sezione L60x5 utilizzata come rompitratta per i controventi del primo ordine

4.8.5 Vincoli
La struttura stata modellata senza svincoli interni se non il grado di libert
verticale allattacco guide camino-Derrick. Sia per camino che per gambe del Derrick
stata considerata la condizione di incastro.

Figura 75. Vincolo di incastro alla fondazione per Derrick e camino

I controventi sono stati considerati incastrati ai nodi del punto schema e in


corrispondenza del loro punto intermedio in maniera tale da migliorarne lefficienza e
diminuire la lunghezza di libera inflessione come ampiamente dimostrato nella letteratura

119

scientifica (si veda ad esempio Theorical and experimental studies on the cyclic beahviour
of x braced frames, A. Ghersi G. Metelli. )

Figura 76. Lunghezza di libera inflessione nel caso di controventi concentrici a X connessi nel punto di
mezzeria

4.8.6 Casi di carico


4.8.6.1 Peso Proprio Strutturale G1k
Il peso proprio degli elementi strutturali tenuto direttamente in conto dal
programma di calcolo.

Figura 77. Peso Proprio ottenuto a partire dalla massa degli elementi strutturali

120

4.8.6.2 Peso Proprio Piattaforme G2k,platf


Il carico delle piattaforme stato applicato come carico uniforme sulle strutture del
Derrick e come carico nodale sul camino.

Figura 78. Peso Proprio delle piattaforme

4.8.6.3 Peso Proprio delle tubazioni in ingresso G2k,inlet


Il carico sui sostegni dei tubi in ingresso sul Derrick sono stati applicati come
carichi nodali.

Figura 79. Carichi sui sostegni dei tubi in ingresso

121

4.8.6.4 Carico Variabile Piattaforme Qk,platf


In analogia al carico dovuto al peso proprio, il carico delle piattaforme stato
applicato come carico uniforme sulle strutture del Derrick e come carico nodale sul
camino.

Figura 80. Carico Variabile sulle piattaforme

4.8.6.5 Carico da vento Wk


Il carico da vento stato applicato come carico lineare per il camino e come carico
nodale per la struttura Derrick.
Il carico da vento sulla struttura Derrick stato applicato utilizzando una procedura
automatica del software basata sullEurocodice 1 per il quale la categoria III del terreno
comporta una leggera sovrastima delle pressioni rispetto alla norma italiana. Per questo
motivo da intendersi che la procedura svolta a vantaggio di sicurezza.
Il vento stato applicato secondo la direzione X e secondo la direzione Y.
In aggiunta stato determinato il valore del coefficiente dinamico per linterazione
vento struttura con la quale stato corretto il vento.

122

Figura 81. Carico da vento applicato sul camino

123

4.8.6.6 Carico da Sisma Ek


Il carico da sisma stato inputato come spettro di risposta ed stata considerata
uneccentricit accidentale in pianta pari al 5% delle dimensioni in pianta della struttura.

Figura 82. SLV con eccentricit accidentale

Sono stati considerati 100 modi per il calcolo dellazione sismica in compatibilit
con le prescrizioni sulla massa partecipante e il metodo di combinazione utilizzato CQC.
Gli effetti combinati del sisma nelle due direzioni sono state ottenute con la regola SRSS.

4.8.6.7 Carico termico Tk


Il carico termico stato applicato uniformemente alla struttura del Derrick. Per la
particolare condizione di vincolo nessun carico termico stato applicato al camino ma si
tenuto conto della temperatura solo in fase di verifica per gli effetti della temperatura sulla
resistenza del materiale.

Figura 83. Carico termico applicato come delta T sulle aste

124

4.8.7 Masse
4.8.7.1 Masse strutturali
Le masse degli elementi strutturali sono tenute in conto dal programma di calcolo.

Figura 84. Masse strutturali

4.8.7.2 Masse da carico


I carichi nodali e le masse sono convertiti dai rispettivi carichi applicati secondo
quanto riportato nella tabella successiva. Si sono trascurate le masse derivanti dalle
strutture di supporto del TMD.

Figura 85. Masse dovute alla presenza delle piattaforme

125

4.8.8 Analisi modale


Limmagine successiva riporta i primi 6 modi di vibrare della struttura.

Figura 86. Primi 6 modi di vibrare

4.8.8.1 Calcolo del coefficiente dinamico del vento


Il coefficiente dinamico stato calcolato in accordo alla procedura dellEurocodice
1.4. Si considerato uno smorzamento strutturale pari al 5% dovuto alla presenza del TMD
e per lutilizzo di unioni bullonate nella struttura di acciaio. Ne risulta un fattore dinamico
cd paria 0.87.

Figura 87. Fattore dinamico secondo Eurocodice

126

4.8.9 Risultati
4.8.9.1 Peso proprio

DERRICK

S75JR
S75JR
S75JR
S75JR
S75JR
S75JR
S75JR
S75JR
S75JR

CAMINO

ELEMENT MATERIAL

S335J0W (CORTEN B)
S335J0W (CORTEN B)
S335J0W (CORTEN B)

SECTION

LENGTH WEIGHT

[m]
[kN]
1 S275
74.73 7.698e+001
43.27
1 S275
60.26 7.698e+001
31.18
1 S275
60.00 7.698e+001
27.35
1 S275
29.24 7.698e+001
1.31
1 S275
117.30 7.698e+001
29.07
1358.50
S275
7.698e+001
51.38
1 S275
187.60 7.698e+001
29.47
1358.60
S275
7.698e+001
26.23
1 S275
202.40 7.698e+001
21.03
TOT.
260.29
D1524x5
2 S235W
22.70
7.698e+001
41.69
D1100x5
2 S235W
66.40
7.698e+001
87.92
R1524to1100x5
20.70
S235W 1.11
7.698e+001
TOT.
130.72
V240x10
V200x10
V160x10
L60x5
UPN200
2L80x60x7
UPN140
2L60x40x5
UPN100

4.8.9.2 Vento dir X

4.8.9.2.1 Taglio alla base


Limmagine successiva riporta il valore del taglio alla base.

Figura 88. Azioni di taglio alla base per vento in direzione X

La risultante complessiva pari a 274.2 kN. Dividendo questo valore per 0.87,
coefficiente dinamico, si ottiene 315 kN che in buon accordo con il valore stimato nella
tabella al 4.3.2, 304 kN, il che rimarca linserimento del vento da Eurocodice leggermente
a vantaggio di sicurezza.
127

4.8.9.2.2 Azioni normali alla base

Figura 89. Rezioni vincolari sulla base

La massima reazione verticale pari a 985 kN.

4.8.9.2.3 Spostamenti
La seguente figura mostra la deformata della struttura per vento in direzione X.

Figura 90. Profilo degli spostamenti per vento X

Il massimo spostamento in testa al camino pari a 551 mm.

128

4.8.9.3 Vento dir. Y

4.8.9.3.1 Taglio alla base

Figura 91. Reazioni orizzontali per vento in direzione Y

La risultante complessiva pari a 206.9 kN inferiore a quello provocato dal vento


in direzione X.

4.8.9.3.2 Azioni normali alla base

Figura 92. Reazioni verticali per vento in direzione Y

La massima reazione verticale pari a 715 kN.

129

4.8.9.3.3 Spostamenti

Figura 93. Spostamenti sulla struttura per vento Y

Il massimo spostamento pari a 467 mm.

4.8.9.4 Sisma dir.X

4.8.9.4.1 Taglio alla base

Figura 94. Reazioni orizzontali per sisma SLV direzione X

Il taglio alla base pari a 98.36 kN.


130

4.8.9.4.2 Azioni normali alla base

Figura 95. Reazioni verticali per sisma SLV in direzione X

La massima reazione verticale pari a 343 kN.

4.8.9.4.3 Spostamenti
Gli spostamenti sono considerati per il sisma SLD.

Figura 96. Spostamenti per sisma SLD direzione X

131

4.8.9.4.4 Carico Termico


Si riportano le reazioni alla base dovute al carico termico.

Figura 97. Reazioni alla base per carico termico

Dai valori esigui delle reazioni si evince come il carico termico non generi azioni
globali sulla struttura ma solo delle azioni locali auto equilibrate sulle singole aste.

4.8.9.4.5 Conclusioni sui risultati


Alla luce dei risultati sui singoli casi di carico possibile capire come sia
dimensionante il caso di carico dovuto al vento difatti, considerando il vento con il suo
valore in SLU, possibile vedere che :

Lazione dovuta al carico da vento maggiore di 4 volte lazione dovuta al sisma


considerando oltretutto che si scelto di non tenere in conto alcun effetto dissipativo della
struttura (q = 1).

4.8.10 Combinazioni di Carico


Sono state considerate 105 combinazioni di carico come meglio riportato
nellallegato relativo ai dati di input. Le combinazioni sono state poi inviluppate in
categorie a seconda che contenessero soli carichi verticali, vento e sisma in direzione X e
in direzione Y, al fine di agevolarne la comprensione per effettuare le verifiche.

132

4.9 Verifiche strutturali

4.9.1 Verifica SLD/SLE


Limmagine successiva riporta linviluppo massimo degli spostamenti per la
direzione X, la pi sfavorevole.

Figura 98. Inviluppo spostamenti in direzione X per gli SLS

Lo spostamento in sommit del Derrick pari a 224.77 mm ossia 64800/225 =


H/288 che risulta in accordo ai limiti previsti da normativa e viste anche le Specifiche di
progetto. Per verificare la compatibilit di spostamento della sola parte a sbalzo stato
calcolato lo spostamento differenziale tra testa del camino e testa del derrick depurato della
rotazione rigida dovuta alla rotazione della parte sommitale del derrick.
(

Gli spostamenti ottenuti sono in accordo ai limiti di deformabilit considerando che il


limite massimo di spostamento previsto dal DM2008 per le strutture a mensola H/150. La
verifica soddisfatta.

133

4.9.2 Verifica SLU Sezioni correnti Derrick


4.9.2.1 Controventi

4.9.2.1.1 2L80x60x7

134

4.9.2.1.2 2L60x40x5

135

4.9.2.1.3 L60x5

136

4.9.2.1.4 UPN140

Coerentemente con lEurocodice 3 la limitazione di snellezza per elementi primari,


essendo i montanti elementi che lavorano prevalentemente a flessione, non da
considerarsi.

137

4.9.2.1.5 UPN 200

Per la limitazione di snellezza vale quanto indicato per la precedente sezione.

138

4.9.2.1.6 UPN 100 Guide Riser


Le guide riser lavorano solo a trazione.

Figura 99. Inviluppo delle sforzo normale nelle guide riser


considerate reagenti sia a trazione che a compressione

Per ottenere lazione di progetto sulle guide riser tese la massima azione di trazione
incrementata della met della massima azione di compressione. Risulta 222.15 kN. La
resistenza a trazione dellUPN 200 pari a 353.6 kN per cui la verifica soddisfatta.

Figura 100. Resistenza a trazione di un UPN 100

139

4.9.2.2 Verifica dei Correnti Derrick


I profili utilizzati per i correnti sono profili laminati a freddo, caratterizzati da una
piegatura a 60 e da irrigidimenti sui bordi a 90 per aumentare la resistenza e contrastare
linstabilit distorsionale del profilo. Il raggio di piegatura in entrambi i casi preso pari a
3T ossia 30 mm in compatibilit con le indicazioni normative. Si utilizzano per le verifiche
i contenuti delle NTC08 e relativa Circolare 617/2009, coerenti con le indicazioni fornite
dallEurocodice 3 Parte 1-3 e utilizzato per le parti non di immediata comprensione sulla
normativa italiana di riferimento.

4.9.2.2.1 Azioni SLU


Le azioni massime agenti sui correnti sono le seguenti:
Profilo 240x10: (N, VxVy, MyMz)

Profilo 200x10: (N, VxVy, MyMz)

140

Profilo 160x10: (N, VxVy, MyMz)

4.9.2.2.2 Classificazione delle sezioni


Si riportano nellimmagine sottostante le caratteristiche meccaniche dei profili
utilizzati, in cui bp indica la larghezza ideale dellelemento in presenza di spigoli
arrotondati:

Profilo

240x10

200x10

160x10

Da quota
A quota

+00.20
+25.00

+25.00
+45.00

+45.00
+65.00

Spessore t

mm

10

10

10

Lato bp

mm

286.4

246.4

206.4

Lato cp
Rapporto b/t
Classe Profilo
Area:
Perimetro:
Momenti principali e direzione X-Y
rispetto al baricentro:

mm

79.75
25
CLASSE 4
6723.2
1364.6
48550751

79.75
21
CLASSE 4
5923.2
1204.6
30320014

44744259

30083937

I:

mm4

79.75
29
CLASSE 4
7523.2
1524.6
72433954

J:

mm4

63438250

mm2
mm

Figura 101. Caratteristiche meccaniche correnti Derrick

141

I profili appartengono alla Classe 4 .


Nel caso di parti compresse appartenenti alle classi 3 e 4 si possono verificare
fenomeni di instabilit locale e distorsionale della sezione trasversale che influenzano la
resistenza globale della sezione.
Le parti piane compresse che non rispettano le limitazioni per la classe 3 sono
sensibili a fenomeni di ingobbamento locale i quali vengono considerati con il metodo
delle larghezze efficaci (C4.2.4.1.3.4 Circolare 617).

4.9.2.2.3 Resistenza allinstabilit


Larea efficace da utilizzare nella verifiche di instabilit calcolata tramite il
metodo delle larghezze equivalenti.
CALCOLO AREA EFFETTIVA REAGENTE
240x10

Profilo
Larghezza pannello [mm]
Spessore pannello [mm]
Acciaio [Mpa]

160x10

bp =
t=
fyk =
=
=
k =

286.4
10
275
0.92
1
4

246.4
10
275
0.92
1
4

206.4
10
275
0.92
1
4

lp =
per lp < 0.673 r =

0.55

0.47

0.39

Condizioni di vincolo
Coeffciente instabilit compressione
Snellezza relativa

200x10

Quindi Ac,eff = r Ac = Ac

SEZIONI INTERAMENTE REAGENTI

La verifica di resistenza allinstabilit per elementi compressi (correnti in oggetto),


consiste nel controllare che lo sforzo normale di progetto sia minore della resistenza di
progetto allinstabilit determinata. Nel calcolo della resistenza di progetto si deve
utilizzare:
Aeff

in questo caso coincidente con larea totale della sezione del profilo
snellezza relativa per il modo di instabilit pertinente

In particolare deve utilizzarsi il pi piccolo valore del coefficiente di riduzione


per instabilit flessionale della membratura rispetto a ciascun asse principale, o per
linstabilit torsionale oppure flesso-torsionale.
142

Si applica la procedura descritta in EC3-1-3 nella quale i carichi critici euleriani


sono calcolati come segue (riferimento Giulio Ballio, Federico M. Mazzolani, Strutture in
Acciaio).
Per profili con un solo asse di simmetria (x-x) si ha;

Lequilibrio dellasta pu avvenire in due modi:


-

mediante inflessione intorno allasse y-y ortogonale allasse di simmetria


della sezione, cui corrisponde un carico critico dato da:

mediante una inflessione laterale accompagnata da torsione delle sezioni, cui


corrisponde un carico critico flesso-torsionale
che di

ed fornito da:
{(

dove con

che minore di

si indicato il fattore di accoppiamento della flessione

con la torsione. Per maggiore comodit il carico critico di tipo puramente torsionale scritto
nella forma:
{

( )

pu essere valutato tramite le quantit

( ) }
.

Questi ultimi due parametri, insieme con , sono forniti dalle figure sottostanti, in
funzione della geometria dei profili, essendo t lo spessore del profilo, a una dimensione
caratteristica della sezione trasversale, rilevabile direttamente in figura.

143

144

VERIFICA INSTABILITA' FLESIONALE/FLESSO-TORSIONALE


240x10

Profilo

200x10

160x10

Area della sezione trasversale


Momento d'inerzia asse forte

A=
Ixx =

mm2
mm4

7523
72433954

6723
48550751

5923
30320014

Momento di inerzia asse debole


Lunghezza dell'asta
Lunghezza asta fra due ritegni torsionali

Iyy =
L=
LT =

mm4
mm
mm

63438250
4500
3150

44744259
4500
3150

30083937
4500
3150

Acciao S275
Modulo di Young
Spessore
Lato bp

fyk
E=
t=
bp =

MPa
Mpa
mm
mm

275
210000
10
286.4

275
210000
10
246.4

275
210000
10
206.4

Lughezza della costolatura cp


Rapporto cp/bp
Fattore di accoppiamento flessione torsione
Fattore k1 per N cr torsionale

cp =
b/a =
=
k1 =

mm

79.75
0.28
0.725
0.06

79.75
0.32
0.71
0.075

79.75
0.69
0.73
0.135

Fattore K2 per N cr torsionale

k2 =

0.22

0.2

0.175

Sforzo normale critico puramente torsionale

Ncr,q =

kN

2988.8

1902.2

1328.7

Sforzo normale critico direzione x

Ncr,x =

kN

7413.7

4969.2

3103.3

Sforzo normale critico direzione y

Ncr,y =

kN

6493.0

4579.6

3079.1

Sforzo normale critico per flesso torsione

Ncr,xy =

kN

2601.9

1662.0

1147.1

Curva di instabilit - c
Calcolo di lambda (Flessione)
Calcolo di fi (Flessione)
Coefficiente di riduzione (Flessione)

a=
lmin(x;y) =
f=
=

0.49
0.53
0.72
0.83

0.49
0.61
0.79
0.78

0.49
0.72
0.89
0.71

Curva di instabilit - b
Calcolo di lambda (Flesso-Torsione)
Calcolo di fi (Flesso-Torsione)
Coefficiente di riduzione (Flesso-Torsione)

a=
lLT =
f=
=

0.34
0.80
0.92
0.73

0.34
1.11
1.27
0.53

0.34
1.42
1.72
0.37

Coefficiente di riduzione minimo


Sforzo normale combinazione SLU

=
Ned =

kN

0.73
1224.3

0.53
868.8

0.37
550.4

Resistenza di progetto all'instabilit

Nb,Rd =

kN

1433.3

929.4

579.2

0.85

0.93

0.95

Ned /Nb,Rd =
VERIFICATO

145

4.9.2.2.4 Distorsione
Gli elementi sensibili a distorsione sono in questo caso elementi piani, senza
irrigidimenti intermedi, delimitati da unanima e da un irrigidimento di bordo.
Lirrigidimento viene studiato come trave su letto elastico alla winkler. Limmagine
sottostante mostra il metodo utilizzato per calcolare la rigidezza dellirrigidimento con la
larghezza collaborante che gli compete.

Si calcolano le caratteristiche meccaniche dellirrigidimento e delle parti


collaboranti facendo riferimento alla seguente schematizzazione:

Is

Di seguito si mostra la verifica al fenomeno distorsionale:


146

Fenomeni di Distorsione
Costante del letto elastico
Modulo elastico materiale
Tensione caratteristica di snervamento

k=
E=
fyk =

Momento d'inerzia dell'irrigidimento

Is =

Area efficace dell'irrigidimento

As =

Tensione critica euleriana dell'irrigidimento

cr,s =

Snellezza adimensionale

2057.6 N/mm
210000 MPa
275 MPa
4

1993823 mm

d =
per d < 0,65 =

3761.6 mm

15606.1 Mpa
0.13
1

IRRIGIDIMENTO INTERAMENTE REAGENTE

4.9.3 Verifica SLU sezioni Camino


Per la verifica in SLU delle sezioni circolari del camino necessario considerare
che la temperatura di design 150. Considerando che lacciaio classe S355J0W
(CORTEN B) in accordo alle indicazioni Eurocodice non si deve considerare alcuna
riduzione per la resistenza a snervamento del materiale.

Figura 102. Riduzione tensione acciaio ad alta temperatura per Eurocodice 3

Viene effettuata la verifica di instabilit secondo lEurocodice 3 parte 1-6 sia per le
sezioni correnti che per le parti in cui per indebolimento delle sezioni si ottiene una
intensificazione degli sforzi.
147

4.9.3.1 Verifica D1100


Si considera come lunghezza libera la distanza tra due unioni flangiate poste a circa
12 m.
Calcolo della tensione di instabilit meridionale (EC3 1-6 8.5)
1.Dati geometrici
Diametro esterno del cilindro
Spessore
Raggio medio del cilindro
Distanza tra due anelli di irrigidimento

De=
t=
Rm=
l=

2.Materiali
Classe dell'acciaio
Tensione di snervamento

S355J0W
(CORTEN B)
fyk=
355 MPa

Coefficiente parziale per l'instabilit


Modulo di Young

gM=
E=

1100.00 mm
5 mm
547.50 mm
12000 mm

1.05
206000 MPa

3.Calcolo tensione meridionale di bukling


Lunghezza adimensionale del segmento di guscio
w=
229.35
Parametro 0.5 r/t
0.5 r/t=
54.75
Snellazza 0.5 r/t massima
0.02*E/f yk=
11.61
VERIFICA DI INSTABILITA' MERIDIONALE NECESSARIA!
CILINDRO LUNGO
Fattore Cx
Cx= 0.362181291
Tesnione critica meridionale di instabilit
Classe di qualit tolleranze di fabbricazione
Descrizione delle tollerane di fabbricazione
Parametro di qualit di fabbricazione
Ampiezza caratteristica delle imperfezioni

sxRc=

Dwk=

1138.17 Mpa
B
ELEVATA
25
2.09 mm

Fattore elastico meridionale per le imperfezioni

a x=

0.40

Snellezza meridiana per il limite di schiacciamento


Fattore di campo plastico
Esponente di interazione
Snellezza relativa del guscio

lx0=
b=
h=
lx=

0.2
0.6
1
0.56

Snellezza relativa per il limite plastico


Fattore di riduzione delle tensioni meridionali
Resistenza caratteristica all'instabilit meridionale

lp=
=
sxRk=

1.00
0.73
259.75 MPa

Resistenza di progetto all'instabilit meridionale

sxRd=

247.38 MPa

148

Calcolo della tensione di instabilit compressione circonferenziale (EC3 1-6 8.5)


1.Dati geometrici
Diametro esterno del cilindro
Spessore
Raggio medio del cilindro
Distanza tra due anelli di irrigidimento

De=
t=
Rm=
l=

2.Materiali
Classe dell'acciaio
Tensione di snervamento

S355J0W
(CORTEN B)
f yk=
355 MPa

Coefficiente parziale per l'instabilit


Modulo di Young

gM=
E=

1100.00 mm
5 mm
547.50 mm
12000 mm

1.05
206000 MPa

3.Calcolo tensione circnferenziale di buckling


Lunghezza adimensionale del segmento di guscio
w=
229.35
Parametro 0.5 r/t
1.63*r/t=
178.49
Snellazza 0.5 r/t massima
0.105*(E/f yk )^0.5=
2.53
VERIFICA DI INSTABILITA' MERIDIONALE NECESSARIA!
CILINDRO LUNGO
Fattore Cq
Cq= 0.36218129
Classe di qualit tolleranze di fabbricazione
B
Descrizione delle tollerane di fabbricazione
ELEVATA
Tesnione critica circonferenziale di instabilit

sqRc=

4.76 Mpa

Fattore elastico circonferenziale per le imperfezioni

a q=

0.65

Snellezza meridiana per il limite di schiacciamento


Fattore di campo plastico
Esponente di interazione
Snellezza circonferenziale relativa del guscio

lq0=
b=
h=
lq=

0.4
0.6
1
8.64

Snellezza relativa per il limite plastico


Fattore di riduzione delle tensioni meridionali
Resistenza caratteristica all'instabilit meridionale

lp=
=
sqRk=

1.27
0.01
3.09 MPa

Resistenza di progetto all'instabilit meridionale

sqRd=

2.94 MPa

La pressione circonferenziale dovuta alla pressione di design vale:

149

La pressione circonferenziale dovuta allazione del vento vale


Pressione del vento
Parametro kw
Pressione cinetica alla quota considerata * cf
Tensione circonferenziale di progetto

kw=
qw,max=
sqEd=

Figura 103. Massima Tensione normale sul Camino

150

0.48
0.95 kPa
0.05 Mpa

4.9.3.2 Verifica D1524


Per la verifica del diametro 1524mm, si procede allanalisi delle sollecitazioni
locali in corrispondenza dellinnesto del tubo da 1524 mm a quota 21.5 mslm.
Si proceduto creando un modello locale di dettaglio prolungato per due diametri
da entrambi i lati in modo da simulare la diffusione delle tensioni.

Figura 104. Modello locale per lo studio delle tensioni allinnesto del bocchello

Il modello locale stato poi caricato con il valore allo SLU dello sforzo normale sul
cilindro a diametro 1100 mm ricavato dal modello globale che risulta essere 160 kN. Si
inoltre tenuto in conto il peso proprio della struttura.

151

Figura 105. Inviluppo dello sforzo normale nel tratto considerato

4.9.3.2.1 Calcolo delle tensioni in SLU

Figura 106. Tensioni meridionali massime in SLU

152

Calcolo della tensione di instabilit meridionale (EC3 1-6 8.5)


1.Dati geometrici
Diametro esterno del cilindro
Spessore
Raggio medio del cilindro
Distanza tra due anelli di irrigidimento

De=
t=
Rm=
l=

2.Materiali
Classe dell'acciaio
Tensione di snervamento

S355J0W
(CORTEN B)
fyk=
355 MPa

Coefficiente parziale per l'instabilit


Modulo di Young

gM=
E=

1524.00 mm
5 mm
759.50 mm
12000 mm

1.05
206000 MPa

3.Calcolo tensione meridionale di bukling


Lunghezza adimensionale del segmento di guscio
w=
194.73
Parametro 0.5 r/t
0.5 r/t=
75.95
Snellazza 0.5 r/t massima
0.02*E/f yk=
11.61
VERIFICA DI INSTABILITA' MERIDIONALE NECESSARIA!
CILINDRO LUNGO
Fattore Cx
Cx= 0.687215874
Tesnione critica meridionale di instabilit
Classe di qualit tolleranze di fabbricazione
Descrizione delle tollerane di fabbricazione
Parametro di qualit di fabbricazione
Ampiezza caratteristica delle imperfezioni

sxRc=

Dwk=

820.47 Mpa
B
ELEVATA
25
2.46 mm

Fattore elastico meridionale per le imperfezioni

a x=

0.37

Snellezza meridiana per il limite di schiacciamento


Fattore di campo plastico
Esponente di interazione
Snellezza relativa del guscio

lx0=
b=
h=
lx=

0.2
0.6
1
0.66

Snellezza relativa per il limite plastico


Fattore di riduzione delle tensioni meridionali
Resistenza caratteristica all'instabilit meridionale

lp=
=
sxRk=

0.96
0.64
226.32 MPa

Resistenza di progetto all'instabilit meridionale

sxRd=

215.54 MPa

La verifica soddisfatta.

153

4.9.3.2.2 Analisi di buckling


stata effettuata anche una analisi di buckling risultando 3.63 il primo
moltiplicatore di collasso del carico allo SLU.

Figura 107. Primo modo di Buckling per SLU

4.9.4 Connessioni bullonate


4.9.4.1 Connessioni derrick

4.9.4.1.1 Coprigiunti Correnti


Di seguito sono riportate le verifiche delle connessioni a coprigiunto dei correnti
(presenti su ogni ala dei profili), distinte in tre tipologie:

Tipo 1, per connessioni correnti V240x10-V240x10;

Tipo 2, per connessioni correnti V240x10-V200x10 e per V200x10-V200x10;

Tipo 3, per connessioni correnti V200x10-V160x10 e per V160x10-V160x10.

154

Coprigiunto TIPO 1: Corrente V240x10_V240x10


Si utilizzano le azioni massime (N,T,M) alla base del Corrente V240x10
24 Bulloni M16 Classe 4.6
Spazio disponibile per il coprigiunto
240 mm
Caratteristiche geometriche:
e1 =
30 mm
e2 =

30 mm

p1 =

60 mm

p2 =

60 mm

Calcolo dello Sforzo nel bullone pi sollecitato

Sforzo nel bullone pi sollecitato


Bulloni 4.6 M16
Resistenza a taglio del bullone

FEd =

17.44 kN

Fv,Rd =

30.14 kN

Resistenza a Rifollamento

Fb,Rd =

76.44 kN

rapporto resistenza a taglio


rapporto resistenza a rifollamento
Verifica soddisfatta

r=
r=

0.58
0.23

155

Coprigiunto TIPO 2: Corrente V240x10_V200x10 e V200x10_V200x10


Si utilizzano le azioni massime (N,T,M) alla base del Corrente V240x10
24 Bulloni M16 Classe 4.6
Spazio disponibile per il coprigiunto
200 mm
Caratteristiche geometriche:
e1 =
25 mm
e2 =

25 mm

p1 =

50 mm

p2 =

50 mm

Calcolo dello Sforzo nel bullone pi sollecitato

Sforzo nel bullone pi sollecitato

FEd =

17.65 kN

Resistenza a taglio del bullone

Fv,Rd =

30.14 kN

Resistenza a Rifollamento

Fb,Rd =

48.95 kN

rapporto resistenza a taglio


rapporto resistenza a rifollamento
Verifica soddisfatta

156

r=
r=

0.59
0.36

Coprigiunto TIPO 3: Corrente V200x10_V160x10 e V160x10_V160x10


A favore di sicurezza, si utilizzano le azioni massime (N,T,M) alla base del Corrente V240x10

18 Bulloni M16 Classe 4.6


Spazio disponibile per il coprigiunto
Caratteristiche geometriche:

160 mm
e1 =

25 mm

e2 =

25 mm

p1 =

55 mm

p2 =

55 mm

Calcolo dello Sforzo nel bullone pi sollecitato

Sforzo nel bullone pi sollecitato


Bulloni 4.6 M16
Resistenza a taglio del bullone

FEd =

23.16 kN

Fv,Rd =

30.14 kN

Resistenza a Rifollamento

Fb,Rd =

55.84 kN

rapporto resistenza a taglio


rapporto resistenza a rifollamento
Verifica soddisfatta

r=
r=

0.77
0.41

157

4.9.4.1.2 Connessione Controventi:


Le azioni massime per i Controventi 2L60x80x7 valgono:
N = 73.11 kN
V = 0.77 kN
M = 3,25 kNm

(comprensivo

delleffetto

delleccentricit

tra

asse

baricentrico e asse di bullonatura)


Si utilizzano per il collegamento Controvento 2L60x80x7-Corrente tre bulloni 4.6
M20. Lo sforzo massimo nel bullone pi sollecitato vale:
FEd = 44.77 kN
Nellimmagine seguente riportata la resistenza sia a taglio del bullone sia a
rifollamento. Entrambe risultano maggiori della FEd quindi la connessione risulta verificata
e le caratteristiche geometriche della connessione sono:
e1 = 30 mm
p1 = 50 mm

Questo tipo di connessione verificata sia per la connessione ControventoCorrente, sia per la connessione Controvento-Montante della maglia reticolare alla base.
158

Le azioni massime per i Controventi 2L40x60x5, ad esclusione dellultimo campo


da quota +61.00m a +65.00mm, la cui verifica riportata singolarmente in
seguito,valgono:
N = 63.3 kN
V = 0.38 kN
M = 1.54 kNm

(comprensivo

delleffetto

delleccentricit

tra

asse

baricentrico e asse di bullonatura)


Si utilizzano per il collegamento Controvento 2L40x60x5-Corrente tre bulloni 4.6
M16. Lo sforzo massimo nel bullone pi sollecitato vale:
FEd = 27.60 kN
Nellimmagine seguente riportata la resistenza sia a taglio del bullone sia a
rifollamento. Entrambe risultano maggiori della FEd quindi la connessione risulta verificata
e le caratteristiche geometriche della connessione sono:
e1 = 30 mm
p1 = 50 mm

159

La connessione Controvento 2L40x60x5 - Corrente dellultima maglia reticolare da


quota +61.00m a +65.00m soggetta alle seguenti azioni massime:
N = 84.81 kN
V = 0.16 kN
M = 1.33 kNm

(comprensivo

delleffetto

delleccentricit

tra

asse

baricentrico e asse di bullonatura)


Si utilizzano per il collegamento Controvento 2L40x60x5-Corrente, dellultima
maglia, tre bulloni 4.6 M20 e si utilizza un coprigiunto di spessore t = 5 mm alla
connessione a guisa di avere due sezioni lavoranti. Lo sforzo massimo nel bullone pi
sollecitato vale:
FEd = 32.15 kN
Nellimmagine seguente riportata la resistenza sia a taglio del bullone sia a
rifollamento (verificata su uno spessore minimo di 10mm dovuto allinserimento dei piatti
saldati). Entrambe risultano maggiori della FEd quindi la connessione risulta verificata e le
caratteristiche geometriche della connessione sono:
e1 = 30 mm
p1 = 50 mm

160

4.9.4.1.3 Connessione Montanti-Correnti


Si distinguono due tipologie di connessioni Montanti-Correnti: Montanti UPN200
Corrente e Montanti UPN140 Corrente. La connessione Montante UPN140 Corrente,
soggetta alle seguenti azioni massime:
N = 34.11 kN
V = 4.92 kN
M = 8.67 kNm
Si utilizzano per il collegamento Montante UPN140-Corrente tre bulloni 4.6 M20 e
si utilizzano coprigiunti di spessore t = 5 mm alla connessione a guisa di ottenere due
sezioni lavoranti. Lo sforzo massimo nel bullone pi sollecitato, considerando due sezioni
di taglio vale:
FEd = 44.53 kN
Nellimmagine seguente riportata la resistenza sia a taglio del bullone sia a
rifollamento (verificata su uno spessore minimo di 10mm del collegamento dovuto
allinserimento dei piatti saldati). Entrambe risultano maggiori della FEd quindi la
connessione risulta verificata e le caratteristiche geometriche della connessione sono:
e1 = 30 mm
p1 = 50 mm

161

La connessione Montante UPN200 Corrente, soggetta alle seguenti azioni


massime:
N = 59.72 kN
V = 14.24 kN
M = 25.4 kNm
Si utilizzano per il collegamento Montante UPN200-Corrente sei bulloni 4.6 M20
disposti su due file e si utilizzano coprigiunti di spessore t = 5 mm alla connessione a guisa
di ottenere due sezioni lavoranti.. Lo sforzo massimo nel bullone pi sollecitato,
considerando due sezioni di taglio vale:
FEd = 40.37 kN
Nellimmagine seguente riportata la resistenza sia a taglio del bullone sia a
rifollamento (verificata su uno spessore minimo di 10mm del collegamento dovuto
allinserimento dei piatti saldati). Entrambe risultano maggiori della FEd quindi la
connessione risulta verificata e le caratteristiche geometriche della connessione sono:
e1 = 30 mm

e2 = 50 mm

p1 = 50 mm

p2 = 100 mm

162

4.9.4.1.4 Connessione Piastra di base Derrick


La verifica della piastra di base della struttura metallica (Derrick) viene mostrata
nellimmagine sottostante:
Piastra di base Derrick (calculation according to EC3)
1.Materiali
1.1 Calcestruzzo
Classe C25/30
Rck=
30.00 Mpa

Resistenza caratteristica del calcestruzzo


Resistenza Cilindrica del calcestruzzo

fck=

Coefficiente di sicurezza parziale calcestruzzo

gM=

Resistenza di calcolo del calcestruzzo

fcd=

14.11 MPa

f Rdu=

42.33 MPa

Resistenza di calcolo per pressioni localizzate*

24.90 MPa
1.50

* L'altezza della fondazione deve essere maggiore di 3 volte il diametro

Coefficiente di efficienza per la malta di rinzaffo

bj=

Resistenza di contatto del giunto

fjd=

2/3
28.22 Mpa

1.2 Acciaio Piastra


Resistenza caratteristica acciaio

Tipo S275JR
fyk =
275 Mpa

Coefficiente di sicurezza parziale acciaio

gM,0=

Resistenza di calcolo acciaio

1.05

fyd=

262 Mpa

Classe
ftk =

4.6
275 Mpa

1.3 Acciaio tirafondi


Resistenza caratteristica acciaio atrazione

gM,2=

Coefficiente di sicurezza parziale rottura lato acciaio


Resistenza di calcolo acciaio tirafondi
diametro dei tirafondi
Numero di tirafondi

1.25

fyd=
d=
n=

220 MPa
27 mm
12

2.1 Piastra
Altezza Piastra
Base Piastra
Spessore della piastra
Massima distanza di piatra partecipante da un irrigidimento

H=
B=
t=
c=

550 mm
550 mm
30 mm
52.77 mm

2.2 Costolature
Numero di costolature esterne
spessore costolature
lunghezza costolature esterne
Altezza delle costolature

nc=
tc=
lc=
hc=

12 mm
10 mm
110 mm
180 mm
2
153268 mm

2.Geometria

Area effettiva reagente

Aeff =

Verifica a compressione della piastra


Sforzo normale massimo di compressione agente
Sforzo normale resistente
Verificato
Verifica della piastra lato acciaio
Forza su ogni anchor bolt
Distanza massima tra le costolature
Lunghezza della costolatura
Lunghezza teorica impegnata con diffusione a 45
Lunghezza impegnata nella flessione della piastra
Momento resistente massimo della piastra al bordo costolatura
Momento sollecitante al bordo della costolatura
Verificato
Verifica della costolatura
Azione tagliante sollecitante

Ned =
NRd =

T=
dc=
bc=
bc_teo=
bc_eff=
Mplc=
Medc=

TEd=

1224.6 kN
4325 kN

102.05 kN
160 mm
110 mm
160 mm
110 mm
6.48 kNm
5.44 kNm

102.05 kN

Momento flettente sollecitante


MEd=
5.61 kNm
Area della sezione della costolatura
A=
1800 mm2
Verica a taglio
Taglio resistente
TRd
228.6 kN
Rapporto tra taglio sollecitante e resistente
r=
0.45
LA VERIFICA E' SODDISFATTA E LA RESISTENZA A FLESSIONE NON VA PENALIZZATA
Verifica a flessione
Momento resistente
rapporto tra momento resistente e sollecitante

MRd=
r=

14.9 kNm
0.38

Verificato

163

4.9.4.2 CONNESSIONI CAMINO

4.9.4.2.1 Piastra di base Camino

Si riporta nellimmagine sottostante la verifica della piastra di base del camino:


164

Piastra di base Camino X-7601 (calculation according to EC3)


1.Materiali
1.1 Calcestruzzo
Resistenza caratteristica del calcestruzzo

Classe C25/30
Rck=
30.00 Mpa

Resistenza Cilindrica del calcestruzzo

fck=

Coefficiente di sicurezza parziale calcestruzzo

gM=

Resistenza di calcolo del calcestruzzo

fcd=

14.11 MPa

f Rdu=

42.33 MPa

Resistenza di calcolo per pressioni localizzate*

24.90 MPa
1.50

* L'altezza della fondazione deve essere maggiore di 3 volte il diametro

Coefficiente di efficienza per la malta di rinzaffo

bj=

Resistenza di contatto del giunto

fjd=

2/3
28.22 Mpa

1.2 Acciaio Piastra


Resistenza caratteristica acciaio

Tipo S275JR
fyk =
275 Mpa

Coefficiente di sicurezza parziale acciaio

gM,0=

Resistenza di calcolo acciaio

1.05

fyd=

262 Mpa

Classe
ftk =

4.6
275 Mpa

1.3 Acciaio tirafondi


Resistenza caratteristica acciaio atrazione
Coefficiente di sicurezza parziale rottura lato acciaio
Resistenza di calcolo acciaio tirafondi
diametro dei tirafondi
Numero di tirafondi

gM,2=

1.25

fyd=
d=
n=

220 MPa
27 mm
40

2.1 Piastra
Diametro esterno piastra circolare

Dext=

1800 mm

Diametro interno piastra circolare

Dint=

1400 mm

Dm=
BCD=
t=
c=

1521.5 mm
1650 mm
30 mm
52.77 mm

nc=
tc=
hc=

40 mm
10 mm
270 mm

2.Geometria

Diametro medio profilo


Diametro girofori
Spessore della piastra
Massima distanza di piatra partecipante da un irrigidimento
2.2 Costolature
Numero di costolature
spessore costolature
altezza costolatura
Verifica della piastra lato acciaio
Numero di costolature
Spessore costolature
Altezza costolatura
Forza su ogni anchor bolt
Distanza tra le costolature sul BCD
Lunghezza della costolatura
Lunghezza teorica impegnata con diffusione a 45
Lunghezza impegnata nelal flessione della piastra
Momento resistente massimo della piastra al bordo costolatura
Momento sollecitante al bordo della costolatura

nc=
tc=
hc=
T=
dc=
bc=
bc_teo=
bc_eff=
Mplc=
Medc=

40 mm
5 mm
270 mm
125.96 kN
172.8 mm
139.25 mm
172.8 mm
139.25 mm
8.21 kNm
3.63 kNm

165

La verifica soddisfatta in quanto il momento sollecitante pari a 358 kNm mentre


il resistente 3844 kNm.

166

4.9.4.2.2 Connessioni Flangiate Camino


La struttura del Camino presenta connessioni flangiate lungo la propria altezza
circa ogni 12 m. La connessione flangiata costituita un piatto circolare rinforzato con
costolature. Per il calcolo della connessione flangiata, si considerata a favore di sicurezza
lazione flettente pi gravosa che si verifica a +65.00m, quota in cui termina la struttura a
traliccio (Derrick) e si trascura a vantaggio di sicurezza la presenza dello sforzo normale.

Figura 108. Inviluppo sollecitazioni flettenti

167

CALCOLO DELLE CONNESSIONI FLANGIATE


1.Dati geometrici
1.1 Flangia
Dimensione della flangia
b=
Diametro esterno della flangia
Dext=
Diametro interno della flangia
Spessore piastra flangia
1.2 Bulloni
Diametro dei bulloni
Diametro del foro
Numero di bulloni
Diametro del giro fori
Distanza tra un bullone e il successivo
1.3 Costolature
Altezza delle costolature
Spessore delle costolature
numero di costolature
2.Materiali
2.1 Acciaio flangia + costolature
Resistenza caratteristica a trazione
Coefficiente parziale di sicurezza

100 mm
1724 mm

Dint=
t=

1524 mm
20 mm

d=
d0=
n=
Dm=
p=

20 mm
22 mm
40
1691 mm
132.8 mm

hc=
tc=
nc=

200 mm
10 mm
40

fyk =

275 Mpa

gM0=

1.05

Resistenza di calcolo a trazione


2.1 Bulloni
Resistenza a trazione

fyd=

262 MPa

f tk=

400 Mpa

Resistenza a snervamento

fyk =

240 MPa

Coefficiente parziale di sicurezza

168

gM2=

1.25

3.Calcolo tensioni

4.Verifica bullone a trazione


tensione massima sul bullone
Area della sezione resistente
Forza Massima sul bullone

ss=
A=
Fb=

95.08 Mpa
314.2 mm2
29.87 kN

169

4.Verifica della piastra


Distanza tra una costolatura e la successiva
Tensione massima nella parte compressa

d=
sc=

Momento flettente sollecitante

MEd=

Taglio sollecitante

V Ed=

Taglio resistente
V Rd=
Rapporto taglio sollecitante su taglio resistente
r=
NON E' NECESSARIO RIDURRE LA RESISTENZA A FLESSIONE

132.8 mm
11.63 Mpa
17095 Nmm/mm
772 N/mm
5238 N/mm
0.15

Modulo resistente plastico


Momento resistente plastico
Rapporto tra momento resistente e sollecitante
PASSED!
4.Verifica delle costolature
Azione di taglio sulla singola costolatura

Wpl=
Mrd=
r=

100 mm3/mm
26190 Nmm/mm
0.65

V Ed,c=

148.34 kN

Momento flettente nella sezione di attacco


Area della costolatura nella sezione di attacco
Modulo di resitenza plastico nella sezione dia ttacco

MEd,c=
Ac=
Wplc=

7.42 kNm
2000 mm2
100000 mm3

Taglio resistente nella sezione di attacco


V Rd=
Rapporto tra taglio resistente e taglio sollecitante
r=
NON E' NECESSARIO RIDURRE LA RESISTENZA A FLESSIONE
Coefficiente di riduzione della resistenza per taglio flessione
r=
Resistenza a trazione di calcolo ridotta
f yd,red=
Momento flettente resistente
Rapporto tra momento resistente e sollecitante
PASSED!

MRd=
r=

302.4 kN
0.49
1.00
261.81 MPa
26.18 kNm
0.28

Dal momento che la dimensione dellaltezza di gola del cordone di saldatura


maggiore di 0,7 volte il minimo spessore, non necessario alcun controllo specifico.

170

4.10 Verifica al distacco dei Vortici


Il controllo della risposta dinamica della struttura per effetto dei fenomeni di lock in
dovuti al distacco dei vortici stato eseguito mediante un dispositivo a massa accordata
come meglio specificato nel paragrafo 9.

4.10.1 Vibrazioni trasversali


Si verificano la struttura al distacco dei vortici in accordo al metodo spettrale
dellEurocodice 1 per il primo e il secondo modo di vibrare.
Normalizzazione massa modale rispetto a un gdl
Modo considerato
Quota rispetto a cui normalizzare
Nodo rispetto al quale normalizzare
Frequenza fondamentale modo considerato

n=
z=
N=
fn=

1
88.5 m
195
0.707 Hz

M*=

2988 kg

Massa generalizzata normalizzata al gdl del nodo N

Mn*=

3345 kg

Rigidezza modale generalizzata

Kn*=

66 kN/m

meq, i=

286.66 kg/m

Massa generalizzata

Massa modale per unit di lunghezza

Figura 109. Modo equivalente per la verifica di Vortex shedding

171

Laumento dello smorzamento strutturale quale conseguenza dellinserimento del


TMD ha leffetto di aumentare sensibilmente il numero di Scrouton della struttura cos da
rendere sensibilmente stabile ai fenomeni aerodinamici la struttura.
Verifica al distacco dei Vortici secondo Eurocodice 1.4 approccio 1
Dati del materiale
Damping ratio

x=

0.05

Dati della sezione


Diametro esterno

De=

1100 mm

Dati globali
Altezza complessiva

L=

Caratteristiche dinamiche
Frequenza naturale

f1=

0.71 Hz

m1=

286.66 kg/m

Massa modale per unit di lunghezza

89.8

Parametri caratteristici del distacco dei vortici


Velocit di riferimento alla quota indagata
Numero di Strouhal
Velocit critica per il distacco risonante

v m=
St=
vcr=

48.45 m/s
0.18
4.321 m/s

Sincronizzazione possibile
Scrouton Number

Sc=

119.1

Re=

3.2E+05

VORTEX SHADDING EFFECT CAN BE NEGLICTED


Numero di Reynold

Calcolo dell'ampiezza dello spostamento in condizioni di sincronizazione (metodo Spettrale)

Costante legata alla forma della sezione trasversale


CI costante
Massimo parametro di Damping aerodinamico
Parametro per il damping aerodinamico
Narmalised limiting amplitude

Cc=
CI=
Ka,max=
ka=
aL=

0.01
1
2
2
0.4

Costante C1

c1= -0.29906

Costante C2

c2= 4.93E-07

Ampiezza della deviazione standard dello spostamento di picco

sy =

1.00 mm

Fattore di picco

Kp=

5.30

Massimo spostamento

yp=

5.29 mm

172

4.10.2 Vibrazioni da ovalizzazione


Gli anelli dirrigidimento si dimensionano seguendo le istruzione delle ASME-STS.
4.10.2.1 Anelli di rinforzo per D=1500 mm
OVALLING VIBRATION VORTEX SHEDDING EVALUATION AS PER EUROCODE 1.4 FOR CIRCULAR SECTION
Input data
External Diameter
tickness
Logaritmic decrement of structural damping
Reference wind velocity at the inspected height
Dynamics characteristics
Natural Frequency

De=
t=
d s=

1524 mm
6 mm
0.04

v m=

27 m/s

f 1=

6.55 Hz

Vortex shedding Characteristic parameters


Strouhal number
Critical velocity for ovalling vibrationdue to vortex shedding
NECESSARY STIFFENING RINGS
Distance between two ring stiffeners
Width of the stiffner ring
Thickness
Maximum spacing between two ring stiffeners (D>3.5ft and D<6.5ft)

St=
vcr=

0.18
27.712 m/s

l s=
B=
t=
l smax=

4000 mm
80 mm
15 mm
4572 mm

Yeald strenght of the steel

fyk =

275 Mpa

Required minimum section modulus of stiffener (ASME-STS)

S s=

4678.68 mm

External diameter

Dext=

1684 mm

Internal diameter

Dint=

1524 mm

Section modulus of the stiffner ring

Sseff=

6000 mm

4.10.2.2 Anelli di rinforzo per D=1100 mm


OVALLING VIBRATION VORTEX SHEDDING EVALUATION AS PER EUROCODE 1.4 FOR CIRCULAR SECTION
Input data
External Diameter
tickness
Logaritmic decrement of structural damping
Reference wind velocity at the inspected height
Dynamics characteristics
Natural Frequency

De=
t=
d s=

1100 mm
6 mm
0.04

v m=

43 m/s

f 1=

12.57 Hz

Vortex shedding Characteristic parameters


Strouhal number
Critical velocity for ovalling vibrationdue to vortex shedding
NECESSARY STIFFENING RINGS
Distance between two ring stiffeners
Width of the stiffner ring
Thickness
Maximum spacing between two ring stiffeners (D>3.5ft and D<6.5ft)

St=
vcr=

0.18
38.394 m/s

l s=
B=
t=
l smax=

4000 mm
80 mm
15 mm
3300 mm

Yeald strenght of the steel

fyk =

275 Mpa

Required minimum section modulus of stiffener (ASME-STS)

S s=

4678.68 mm

Dext=

1260 mm

Internal diameter

Dint=

1100 mm

Section modulus of the stiffner ring

Sseff=

6000 mm

External diameter

173

4.11 Progettazione Tuned Mass Damper - TMD


Per la progettazione del TMD si utilizzano le relazioni di Den Hartog (Mechanical
Vibrations, J.P. Den Hartog 3rd edition).

Figura 110. Tuned Mass Damper ad anello

Il tuning del TMD stato effettuato considerando i modi di vibrare derivanti da una
analisi senza carico variabile sulle passerelle considerando questa situazione pi realistica
come condizione quasi permanente della struttura.

4.11.1 Riduzione del sistema MDOF a unoscillatore semplice


Si riportano i risultati dellanalisi modale per i primi due modi di vibrare.

Figura 111. Modi di vibrare in assenza della massa dovuta al carico variabile sulle piattaforme

174

Viene dapprima effettuato il calcolo della massa generalizzata del modo in esame e
successivamente essa viene ricondotta al modello delloscillatore elementare come
riportato in figura.

Figura 112. Modello di riferimento e calcolo della massa delloscillatore semplice

Le tabelle successive riportano i risultati delloscillatore equivalente per il primo e


il secondo modo di vibrazione.

175

4.11.1.1 Massa delloscillatore equivalente Primo modo di vibrare

Figura 113. Autovettore relativo al primo modo di vibrare (f=0.707 hz)

Normalizzazione massa modale rispetto a un gdl


Modo considerato
Quota rispetto a cui normalizzare
Nodo rispetto al quale normalizzare
Frequenza fondamentale modo considerato
Massa generalizzata
Massa generalizzata normalizzata al gdl del nodo N

n=
z=
N=
fn=
M*=
Mn*=

Rigidezza modale generalizzata

Kn*=

66 kN/m

meq, i=

286.66 kg/m

Massa modale per unit di lunghezza

176

1
88.5 m
195
0.707 Hz
2988 kg
3345 kg

4.11.1.2 Massa delloscillatore equivalente Secondo modo di vibrare

Figura 114. Autovettore relativo al secondo modo di vibrare (f=0.707 hz)

Normalizzazione massa modale rispetto a un gdl


Modo considerato
Quota rispetto a cui normalizzare
Nodo rispetto al quale normalizzare
Frequenza fondamentale modo considerato
Massa generalizzata
Massa generalizzata normalizzata al gdl del nodo N

n=
z=
N=
fn=
M*=
Mn*=

Rigidezza modale generalizzata

Kn*=

66 kN/m

meq, i=

286.67 kg/m

Massa modale per unit di lunghezza

2
88.5 m
195
0.707 Hz
2988 kg
3332 kg

177

4.11.2 Tuning del mass damper


Data lesigua differenza in termini di massa delloscillatore equivalente e la
coincidenza delle frequenze di vibrazione viene effettuato il tuning del mass damper per il
primo modo di vibrare a da considerarsi valido anche per il secondo.
MASS DAMPER TUNING
1. Sistema principale
Frequenza fondamentale di vibrazione
Massa modale
Smorzamento equivalente desiderato
Decremento logaritmico dello smorzamento

f=
m=
x=
d=

0.707 Hz
3345.00 kg
8.00%
0.504

2.Forzante
Frequenza fondamentale della forzante

W=

0.707

3.Parametri complessivi damper


Massa del TMD

mD=

175.76 kg

Frequenza fondamentale del TMD

f D=

0.67 Hz

Rapporto di smorzmento del TMD

x D=

Coefficiente di smorzamento

cD=

192.9 Ns/m

Rigidezza del TMD

kD=

79.30 N/m

13.00%

Lunghezza del pendolo equivalente


LD=
Rapporto massa del damper su massa modale
m=
Rapporto tra le frequenze
n=
4.Parametri gemoetrici del TMD ad anello con smorzatori
Diametro esterno del cilindro strutturale
Dstrutt=
Numero di smorzatori
n=
Coefficiente di smorzamento per singolo smorzatore
c=
Diametro interno dell'anello
Dint=

1100 mm
3.00
64.29 Ns/m
1500 mm

Diametro esterno dell'anello

Dext=

2050 mm

hanello=

15 mm

Altezza dell'anello

0.55 m
0.05
0.95

4.Prestazioni
Limite inferiore della banda di frequenza smorzata

W min=

0.65 Hz

Limite superiore della banda di frequenza smorzata


Spostamento TMD/Spostamento struttura smorzata
Massima amplificazione dello spostamento statico

W max=
r=
a=

0.76 Hz
3.4
6.3

178

Il dimensionamento ha permesso di raggiungere uno smorzamento strutturale


equivalente sulla struttura principale pari al 8% maggiore del valore 5% considerato nei
calcoli.

179

4.11.3 Valutazione dello spostamento massimo del TMD


Il Tuned Mass Damper progettato in grado di fornire uno smorzamento
equivalente pari all8% sul primo modo di vibrare della struttura. Il suo beneficio si ha per
qualsiasi tipologia di azione, sia sismica, sia da vento longitudinale e trasversale, che eccita
la struttura in modo tale da farla vibrare secondo la sua frequenza naturale.
Come gi si visto nella progettazione strutturale, lazione dimensionante che
predomina lazione del vento longitudinale. Infatti al 4.8.9, si evidenziato che il
rapporto tra il taglio alla base dovuto allazione del vento longitudinale allo Stato Limite
Ultimo e il taglio alla base dovuto allazione sismica allo Stato Limite di Salvaguardia
della Vita vale 4,18. Da queste considerazioni nasce la necessit di stimare lo spostamento
massimo del TMD per lazione del vento longitudinale.
4.11.3.1 Coefficiente dinamico dellazione del vento
In generale la velocit del vento composta dalla velocit media

, misurata su

un intervallo di 10 minuti e caratterizzata da variazioni di lungo periodo e dalla turbolenza


atmosferica

, caratterizzata da fluttuazioni ad alta frequenza:

La turbolenza atmosferica produce un carico eolico fluttuante agente sulle strutture,


a tal punto che queste iniziano a vibrare. Per quanto concerne le fluttuazioni della velocit,
lingegneria del vento solita schematizzare la componente turbolenta come un processo
aleatorio stazionario gaussiano. In questo modo essa risulta caratterizzabile dalla
conoscenza di media e varianza. Il valore massimo
tempo

della velocit nellintervallo di

10 minuti una variabile aleatoria la cui funzione di densit

generale stretta e appuntita. Si definisce valore di picco della velocit del vento
valore medio di

180

, il

associato al periodo di ritorno di progetto. Esso fornito dalle

relazionI:

dove

in

la varianza e

il coefficiente di picco.

Figura 115. Densit di probabilit della velocit del vento e del suo valore massimo

Conseguentemente, osservando che lintensit della turbolenza generalmente


molto minore di 1, il valore di picco della pressione cinetica del vento pu essere espresso
mediante la relazione:
[

Dal momento che la velocit del vento, e quindi la forzante eolica, un processo
stocastico, anche la risposta strutturale avr la stessa natura. Nellipotesi di forzante e
risposta stazionarie e Gaussiane, lo spostamento massimo della struttura sar dato da:

[
dove
e

sono, rispettivamente, la deviazione standard e il fattore di picco di ;

sono, rispettivamente, la parte quasi-statica e la parte risonante della deviazione

standard della risposta;

sono due coefficienti definiti, rispettivamente, fattore di

risposta quasi-statica e fattore di risposta risonante.


Il fattore di risposta quasi-statica

un coefficiente che tiene conto della

correlazione parziale delle pressioni esercitate dal vento sulla superficie di area esposta al

181

vento. Al crescere dellarea, a causa della non contemporaneit dei picchi di pressione,
progressivamente diminuisce sino a tendere a 0 per unarea di estensione infinita. Il fattore
di risposta risonante

, che tiene conto della risonanza tra leccitazione turbolenta e il

primo modo di vibrazione della struttura, un coefficiente funzione dellarea esposta al


vento, della frequenza fondamentale della struttura e del rapporto di smorzamento.
Analogamente a

, esso diminuisce al crescere dellarea esposta in virt della non

contemporaneit dei picchi di pressione; tanto minore quanto pi rigida la struttura e


infine diminuisce al crescere dello smorzamento.
NellEurocodice 1, in particolare EN 1991-1-4:2005, viene definito un coefficiente
per le azioni del vento longitudinale, lo Structural Factor

, che tiene in conto degli

effetti della non contemporaneit dei picchi di pressione del vento


effetti delle vibrazione della struttura dovuti alla turbolenza
utilizzato nella progettazione viene riportato nella seguente tabella.

182

insieme con gli

. Il calcolo dettagliato,

Calcolo Structural Factor


in accordo con EN 1991-1-4:2004
Smorzamento
decremento logaritmico
Frequenza primo modo
Velocit media
Altezza della struttura
Larghezza della struttura
Altezza di Riferimento
Classe di Rugosit
Classe di esposizione
Altezza minima
Lunghezza di Rugosit

n1
vb
H
B
z

=
=
=
=
=
=

z min
z0

=
=

0,05
0,315
0,615
25
89,8
5,03
53,88
C
III
5
0,30

kr
c r (z)
c 0 (z)
v m (z)

=
=
=
=

0,22
1,12
1,0
27,95

L(z)
f L (z,n)
S L (z,n)
H
B
RH
RB

0,610
134,8
2,967
0,065
9,0890
0,5091
0,104
0,732

R2
B2

=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=

Frequenza di up-crossing
Fattore di picco
Deviazione Standard
Intensit della turbolenza

kp
v
Iv (z)

=
=
=
=

0,2112
3,30
5,385
0,193

Structural Factor

cs c d =

0,8658

Fattore di Terreno
Fattore di Rugosit
Fattore di orografia
Velocit media

Scala integrale della turbolenza


Frequenza adimensionale
Densit di potenza spettrale

Funzione di ammettenza aerodinamica


Funzione di ammettenza aerodinamica
FATTORE DI RISPOSTA RISONANTE
FATTORE DI BACKGROUND

%
Hz
m/s
m
m
m

m
m

m/s

0,0776
0,5810

183

4.11.3.2 Calcolo dello spostamento massimo del TMD


Dalle considerazioni appena fatte, emerge che lo spostamento in sommit della
struttura metallica di Ferrara, ricavata dallapplicazione dellazione del vento
longitudinale, tiene conto degli effetti legati alla velocit di picco, somma della parte
quasi-statica e e dalla parte turbolenta della velocit. Il Tuned Mass Damper installato
agisce quindi per le fluttuazioni della velocit dovute alla turbolenza e alleccitazione
dinamica della struttura che innesca il primo modo di vibrare.
Conseguentemente il valore dello spostamento della struttura alla quota del TMD
deve essere valutato considerando la sola parte di risposta risonante. Ai fini
dellottenimento di tale valore, necessario effettuare i seguenti passaggi:
-

Spostamento in sommit derivante dallanalisi per vento longitudinale:

Spostamento dovuto allazione media del vento:

Spostamento dovuto alla sola parte risonante dovuta alla turbolenza:

Lo spostamento massimo del TMD in funzione del rapporto di massa tra


dispositivo e massa equivalente del primo modo. Il rapporto di amplificazione tra
spostamento TMD e spostamento della struttura

risulta essere pari a 3,4.

Nellottica di unottimizzazione sia di costi sia di esigenze costruttive del


dispositivo, si considerato lo spostamento dovuto alla parte risonante depurato dal
coefficiente di picco, valutando per la probabilit di accadimento dellevento. La
deviazione standard dello spostamento del Tuned Mass Damper risulta quindi:

184

Si quindi progettata una corsa del TMD in modo tale da accogliere uno
spostamento massimo di 200 mm. Nel grafico seguente possibile vedere come lo
spostamento progettato riesca ad accogliere lo spostamento richiesto con per unazione
definita con periodo di ritorno di 50 anni con una probabilit del 91%.

0,004

0,002

-500

-400

-300

-200

-100

100

200

300

400

500

Figura 116. Funzione di densit di probabilit spostamento TMD

4.11.3.3 Particolare Strutturale Tuned Mass Damper sviluppato da Thermoengineering


La soluzione progettuale del dettaglio costruttivo di Thermoengineering nata da
unesigenza di processo delle torce. Infatti esse sono dotate in sommit di un Tip in cui
avviene il processo di combustione del gas introdotto nella flare. Noto che la massima
efficienza per la collocazione del TMD si ha nel punto in cui si ha il massimo spostamento,
in questo caso la sommit della struttura essendo paragonabile ad una struttura a mensola,
il dispositivo soggetto ad alta temperatura dovuta allirraggiamento della fiamma. I
viscous pot damper, forniti da Gerb Italia, non sono prodotti per fare fronte a tali
temperature. stato necessario quindi prevedere un sistema che schermasse i dispositivi in
modo tale da proteggerli da tali fonti di calore.

185

In tale ottica ladozione di un anello metallico su pi supporti (3 o 4), soluzione pi


diffusa, risultata incompatibile con tali esigenze. Da qui nasce ladozione della soluzione
Thermoengineering, adottata in pi progetti, di utilizzare un unico viscous pot damper
contenuto allinterno di un box in carpenteria metallica. Il box in questione connesso alla
ciminiera mediante mensole di lunghezza ridotta.

Figura 117. Posizionamento Tuned Mass Damper

186

Figura 118. Particolare costruttivo Tuned Mass Damper

Tale configurazione, essendo la massa in posizione eccentrica, genera un momento


torcente sulla ciminiera. Tuttavia, la coppia che nasce ha un valore molto basso:
considerando lo spostamento massimo del TMD di

(fine corsa), la rigidezza

, ed un braccio tra baricentro della ciminiera e forza eccentrica di


, si ottiene una coppia torcente pari a

. evidente che il valore di

questo contributo trascurabile, considerando oltretutto che questa azione agisce su una
sezione sottile chiusa con un diametro rilevante e le tensioni che nascono sono pressoch
nulle.
La soluzione di un unico TMD installato su ciminiere stato inoltre utilizzato di
frequente nelle installazioni della Gerb, come si pu vedere nelle seguenti immagini che
cortesemente la ditta in questione ha fornito. Gerb Italia ha eseguito test su tale soluzione
confermandone il comportamento dinamico.

187

Figura 119. Esempi di applicazione di TMD eccentrico (cortesia di Gerb Italia)

In conclusione, laccelerazione subita dal Tuned Mass Damper stata calcolata in


riferimento allazione di una forzante armonica che genera lo spostamento massimo
consentito al TMD. In questo modo essa risulta:

188

5 Verifica prestazionale del sistema TMD

5.1 Introduzione
Linserimento di uno smorzatore a massa accordata in un organismo strutturale ha
come risultato quello di modificare il comportamento dinamico della struttura. In
particolare lazione del TMD si pu schematizzare come uno smorzamento equivalente che
la struttura mostra allinterno di un range di frequenze centrato sul modo di tuning.
Lopportunit di poter progettare la struttura per avere uno smorzamento desiderato in
corrispondenza di una delle frequenza principali ha come principale impatto e vantaggio
quello di poter governare le azioni dinamiche a cui soggetta la struttura. Difatti, come
una analisi di risposta in frequenza mette facilmente in luce, il maggiore effetto dovuto a
una forzante dinamica si ha per quelle componenti di azione che vanno in risonanza con le
frequenze principali di vibrazione della struttura.

In questottica subito chiaro che

disporre di un valore di smorzamento che va ad agire direttamente sulle frequenza di


risonanza sia un vantaggio per la mitigazione degli effetti del carico dinamico sulla
struttura.

5.2 Modellazione schematica delle forzanti


Le forzanti dinamiche sulla struttura in esame possono essenzialmente essere
riassunte in:

azioni dovute al vento longitudinale che investe la struttura;

azioni dovute al fenomeno del distacco dei vortici in condizione di lock in;

azioni dovute allinput sismico;

Tutte queste azioni agiscono sulla struttura in maniera dinamica e con uno spettro
di frequenza abbastanza vario. Seppure le tecniche di analisi e modellazione, nonch le
prescrizioni normative, siano differenti per luna o laltra azione si pu individuare una
caratteristica comune: in sintesi la risposta della struttura sar sempre composta da una

189

componente detta quasi statica dovuta allazione di tutte le frequenze della forzante non
sincrone con la frequenza propria del sistema e una azione in risonanza.
Lazione in risonanza governata e imposta dalla struttura stessa che con le sue
propriet dinamiche esalta o riduce lazione che si avrebbe se la stessa forza fosse applicata
in maniera statica. Linserimento del TMD nella ciminiera di Ferrara ha proprio lo scopo di
controllare e mitigare tutte le azioni legate al fenomeno della risonanza sul primo modo
che viceversa, data la pronunciata snellezza strutturale accoppiata con un esiguo valore di
smorzamento strutturale, non permetterebbe la realizzazione della struttura con la
geometria pensata.
La progettazione della struttura di Ferrara ha tratto beneficio dal fatto che si sia
potuto considerare un valore di smorzamento sul primo modo fornito dal TMD che ha
permesso labbattimento delle azioni.
Lobiettivo dellindagine proposta in questo paragrafo quello di mostrare
lefficacia del TMD di fornire lo smorzamento equivalente calcolato nei confronti di azioni
sollecitanti la struttura con frequenza tale da mandare in risonanza il primo modo. Si sono
scelte tre differenti distribuzioni di carico lungo laltezza per verificare come il
comportamento strutturale venga influenzato da tale distribuzione. In particolare si sono
utilizzate: una distribuzione proporzionale al primo modo di vibrare, una distribuzione
costante lungo laltezza e una distribuzione triangolare superiore. Tali distribuzioni sono
state fatte variare nel tempo con leggi sinusoidali caratterizzate da un range di frequenze
attorno al primo modo di vibrare e, in un successivo momento, al secondo modo di vibrare.

190

5.3 Analisi

Per indagare il comportamento dinamico della struttura oggetto della tesi, con e senza
Tuned Mass Damper, sono state eseguite numerose analisi in Time History applicando
forzanti sinusoidali lungo laltezza.

5.3.1 Modellazione Tuned Mass Damper


Il dispositivo a massa accordata caratterizzato da una costante di smorzamento, da
una rigidezza e da una massa. Tali parametri, calcolati nel paragrafo relativo alla
progettazione del TMD, vengono qui di seguito riportati per facilitare la comprensione:

Massa:

frequenza fondamental:

Coefficiente di smorzamento:

Rigidezza:

Il software di calcolo Midas Gen permette di inserire un General Link, con tipo di
applicazione Element e con propriet del tipo Spring and Linear Dashpot. Il General Link
utilizzato per modellare dissipatori, isolatori alla base, elementi tension-only o
compression-only, cerniere plastiche, ecc. Il General Link di tipo Element riflette
direttamente il comportamento non lineare dellelemento rinnovando matrice di rigidezza
dellelemento. Lo smorzamento viscoso si riflette nelle analisi time history lineari e non
lineari attivando il Group Damping per definire la modalit di applicazione dello
smorzamento. Nelle seguenti immagini sono riportate la modellazione delle propriet del
TMD e linserimento allinterno della struttura.

191

Figura 120. Modellazione FEM Tuned Mass Damper

Figura 121. Input delle propriet del TMD

192

5.3.2 Modellazione Time History forzante di tipo armonica


5.3.2.1 Modi di vibrare
Linserimento del Tuned Mass Damper comporta una lieve modifica dei modi di
vibrare della struttura, come visto al Capitolo 3. Infatti al posto del picco centrato sulla
frequenza del primo modo della struttura nuda, si verificano due frequenze di picco
nellintorno di tale frequenza.
Per facilitare la comprensione, si riportano nella seguente tabella le frequenze dei primi
tre modi di vibrare della struttura con e senza TMD.
Frequenza [Hz]
Modo No.
Con TMD

Senza TMD

0,614
1

0,706
0,771

1,776

1,773

2,636

2,636

5.3.2.2 Modellazione distribuzioni di carico


Lapplicazione al modello FEM delle tre distribuzioni di carico, proporzionale al primo
modo, costante e triangolare superiore, sono raffigurate nelle immagini che seguono. Dal
momento che, come si vedr nei prossimi paragrafi, non tanto interessante, ai fini delle
analisi effettuate, il valore assoluto dello spostamento di picco del struttura quanto pi il
suo rapporto con lo spostamento statico, i risultati sono stati scalati in modo tale da avere
lo spostamento massimo in sommit della struttura con TMD di 600mm (valore
ragionevole di spostamento per effetto di carico da vento). La scalatura dei risultati
possibile in ragione del comportamento lineare della struttura. Ne consegue che non ha
alcun interesse il modulo delle varie distribuzioni di carico, ma si riportano comunque i
valori degli spostamenti statici ottenuti con le differenti distribuzioni.

193

Figura 122 Applicazione delle varie distribuzioni di carico in Midas Gen

Distribuzione proporzionale al primo modo:

Distribuzione Costante:

Distribuzione Triangolare:

194

5.3.2.3 Time History Load Case


Per lanalisi a forzante sinusoidale si utilizzata unanalisi dinamica lineare con
integrazione diretta delle equazioni del moto. Essendo impostata la selezione dello
smorzamento come Group Damping, lo smorzamento del General Link di tipo Element
si riflette nellanalisi attraverso la formulazione della matrice di smorzamento
dellelemento.
Il Damping Method impostato su Element Mass & Stiffness Proportional e ne
consegue che lanalisi viene svolta attraverso laggiunta di smorzamento specificato dalle
propriet dellelemento General Link. Questo tipo di smorzamento, alla Rayleigh, permette
di applicare differenti rapporti di smorzamento ai membri e/o boundaries che
costituiscono la struttura. In tal modo possibile modellare effettivamente una struttura
composta da differenti materiali, dispositivi per il controllo delle vibrazioni o dispositivi
per lisolamento dalla vibrazione.
Si vuole evidenziare che la struttura in oggetto dotata di basso livello di
smorzamento. La letteratura, in questo caso si riporta un estratto della CNR DT207 del
2008, prevede i seguenti valori:

Figura 123. Valori di smorzamento strutturale secondo CNR DT207 del 2008

Nelle analisi si scelto di non considerare lo 0,005 previsto per la struttura in esame,
trattando la struttura come priva di smorzamento eccetto che per lapporto del Tuned Mass
Damper.

195

Nellimmagine seguente si riporta lesempio di applicazione di una Time History Load


Case utilizzata nellanalisi.

Figura 124. Input di una Time History Load Case

Il comportamento strutturale, con e senza TMD, stato indagato attorno alla frequenza
del primo modo della struttura nuda. In particolare si sono impostate 40 Time History
Load Case per distribuzione di carico. Per ogni Load Case si inserita una legge
sinusoidale di variazione del carico nel tempo: ne risultano 40 leggi sinusoidali aventi

196

frequenze che vanno da

, dove con

si indicata la frequenza del primo

modo di vibrare della struttura senza TMD.

Figura 125. Elenco delle Time History Functions utilizzate per la singola distribuzione di carico

Figura 126. Input della forzante sinusoidale (esempio per

197

Figura 127. Elenco delle Time History per la singola distribuzione di carico

Figura 128. Input della distribuzione statica di carico secondo variazione dinamica sinusoidale

198

5.4 Risultati

5.4.1 Risultati per la singola Load Case


Dato il numero elevato di analisi, si deciso di utilizzare come parametro descrittivo
del comportamento strutturale, lo spostamento in sommit della struttura.
A titolo di esempio si riporta il risultato di unanalisi in time history per forzante
sinusoidale con frequenza pari a quella della struttura nuda (

), con distribuzione

di carico Proporzionale al primo modo: i seguenti grafici raffigurano lo variazione dello


spostamento in sommit della struttura nel tempo rispettivamente per struttura nuda e
struttura dotata di TMD.
Spostamento in sommit con TMD
800

600

Spostamento [mm]

400

200

0
0,00

5,00

10,00

15,00

20,00

25,00

-200

-400

-600

-800

Tempo [s]

Figura 129. Variazione dello spostamento in sommit nel tempo, struttura con TMD

Spostamento in sommit senza TMD


6000

4000

Spostamento [mm]

2000

0,00

5,00

10,00

15,00

20,00

25,00

-2000

-4000

-6000

Tempo [s]

Figura 130. Variazione dello spostamento in sommit nel tempo, struttura senza TMD

199

Nellimmagine successiva si mostrano la sovrapposizione dei risultati per struttura con


e senza TMD, per cogliere anche qualitativamente il vantaggio apportato.
Confronto Spostamento in sommit con e senza TMD
6000

4000

Spostamento [mm]

2000
Con TMD
0
0,00

5,00

10,00

15,00

20,00

25,00

Senza TMD

-2000

-4000

-6000

Tempo [s]

Figura 131. Confronto variazione dello spostamento in sommit nel tempo, struttura con e senza TMD

Come si pu notare dal grafico sopra raffigurato, la struttura senza TMD in


condizione di risonanza ed essendo priva di smorzamento strutturale lo spostamento tende
allinfinito. Allopposto la struttura dotata di Tuned Mass Damper, accordato proprio per
smorzare la frequenza del primo modo di vibrare, raggiunge uno spostamento di picco che
vale circa 550 mm. Il parametro fondamentale utilizzato per descrivere il comportamento
strutturale in campo dinamico il rapporto di amplificazione, ricavato attraverso:

Nellottica di ottenere una valutazione dello smorzamento equivalente apportato al


sistema strutturale si ricavato tale parametro seguendo le indicazioni riportate in
J.J.Connor (2014). Il massimo rapporto di amplificazione per un sistema SDOF smorzato
senza il Tuned Mass Damper, soggetto ad eccitazione armonica dato da:

piccolo, unapprossimazione ragionevole risulta

200

Esprimendo i rapporti di amplificazione trovati in una forma similare, si ottiene una


misura del rapporto di smorzamento equivalente

per la massa principale:

5.4.2 Risultati nellintorno del Primo modo di vibrare


Le analisi, come accennato in fase di introduzione del Capitolo, sono state effettuate
per un range di frequenze delle forzanti sinusoidali che va da
calcolato il rapporto di amplificazione

. Per ognuna si

, sia per struttura con TMD che senza

TMD, e lo smorzamento equivalente apportato dal TMD sulla struttura principale.


Le seguenti tabelle e grafici riportano i valori appena descritti per le tre distribuzioni di
carico utilizzate, rispettivamente proporzionale al primo modo, costante e triangolare
superiore.

201

DISTRIBUZIONE TRIANGOLARE SUPERIORE


r = Rapporto tra frequenza forzante e frequenza del primo modo
x st =

89,7 mm

f1 =

0,7063 Hz
Con TMD

r = W /
0,80
0,81
0,82
0,83
0,84
0,85
0,86
0,87
0,88
0,89
0,90
0,91
0,92
0,93
0,94
0,95
0,96
0,97
0,98
0,99
1,00
1,01
1,02
1,03
1,04
1,05
1,06
1,07
1,08
1,09
1,10
1,11
1,12
1,13
1,14
1,15
1,16
1,17
1,18
1,19
1,20

202

H calcolo
3,77
4,06
4,34
4,72
5,09
5,54
5,93
6,24
6,46
6,55
6,50
6,35
6,12
5,87
5,66
5,52
5,42
5,42
5,47
5,55
5,70
5,85
6,08
6,30
6,50
6,63
6,69
6,62
6,48
6,21
5,88
5,49
5,12
4,75
4,41
4,08
3,81
3,55
3,31
3,07
2,92

x din
339
364
390
424
457
497
532
560
580
587
584
570
549
527
508
495
487
486
490
498
511
525
545
565
584
595
600
594
581
557
528
493
459
426
395
366
342
319
297
276
262

Senza TMD

xe
0,133
0,123
0,115
0,106
0,098
0,090
0,084
0,080
0,077
0,076
0,077
0,079
0,082
0,085
0,088
0,091
0,092
0,092
0,091
0,090
0,088
0,085
0,082
0,079
0,077
0,075
0,075
0,076
0,077
0,080
0,085
0,091
0,098
0,105
0,113
0,122
0,131
0,141
0,151
0,163
0,171

H calcolo
5,14
5,47
5,78
6,14
6,51
6,97
7,47
8,01
8,69
9,51
10,43
11,66
13,06
14,90
17,53
20,95
26,30
35,11
46,43
55,33
57,94
54,80
46,71
35,12
26,35
21,09
17,59
15,13
13,21
11,75
10,59
9,57
8,82
8,10
7,56
7,11
6,67
6,30
5,94
5,64
5,32

x din
461
491
519
551
584
625
670
719
779
854
936
1046
1172
1337
1573
1880
2360
3151
4166
4965
5199
4918
4192
3151
2364
1892
1579
1358
1185
1055
950
859
791
726
678
638
599
565
533
506
477

DISTRIBUZIONE PROPORZIONALE AL PRIMO MODO


r = Rapporto tra frequenza forzante e frequenza del primo modo
x st =

91,9 mm

f1 =

0,7063 Hz
Con TMD

r = W /
0,80
0,81
0,82
0,83
0,84
0,85
0,86
0,87
0,88
0,89
0,90
0,91
0,92
0,93
0,94
0,95
0,96
0,97
0,98
0,99
1,00
1,01
1,02
1,03
1,04
1,05
1,06
1,07
1,08
1,09
1,10
1,11
1,12
1,13
1,14
1,15
1,16
1,17
1,18
1,19
1,20

H calcolo
3,72
3,98
4,30
4,65
5,05
5,48
5,84
6,13
6,35
6,42
6,39
6,24
6,07
5,84
5,60
5,42
5,34
5,30
5,34
5,43
5,57
5,79
6,00
6,21
6,39
6,47
6,53
6,47
6,30
6,06
5,73
5,37
5,01
4,62
4,26
3,97
3,68
3,44
3,23
3,01
2,83

x din
342
366
396
427
464
504
536
564
583
590
587
573
558
537
515
498
491
487
491
499
512
532
551
571
587
595
600
595
579
557
527
494
461
425
392
365
338
316
297
276
260

Senza TMD

xe
0,134
0,126
0,116
0,108
0,099
0,091
0,086
0,082
0,079
0,078
0,078
0,080
0,082
0,086
0,089
0,092
0,094
0,094
0,094
0,092
0,090
0,086
0,083
0,080
0,078
0,077
0,077
0,077
0,079
0,082
0,087
0,093
0,100
0,108
0,117
0,126
0,136
0,145
0,155
0,166
0,177

H calcolo
5,05
5,38
5,68
6,02
6,40
6,83
7,33
7,90
8,52
9,34
10,23
11,42
12,77
14,64
17,11
20,61
25,78
34,42
44,67
54,14
56,66
53,59
45,63
34,25
25,73
20,59
17,18
14,76
12,90
11,46
10,32
9,35
8,61
7,94
7,35
6,92
6,49
6,04
5,74
5,47
5,17

x din
464
494
522
554
588
628
673
726
783
859
941
1050
1173
1345
1573
1894
2369
3164
4106
4976
5208
4925
4194
3148
2365
1892
1579
1356
1185
1054
949
860
791
730
676
636
597
555
528
503
475

203

DISTRIBUZIONE COSTANTE
r = Rapporto tra frequenza forzante e frequenza del primo modo
x st =

71,5 mm

f1 =

0,7063 Hz
Con TMD

r = W /
0,80
0,81
0,82
0,83
0,84
0,85
0,86
0,87
0,88
0,89
0,90
0,91
0,92
0,93
0,94
0,95
0,96
0,97
0,98
0,99
1,00
1,01
1,02
1,03
1,04
1,05
1,06
1,07
1,08
1,09
1,10
1,11
1,12
1,13
1,14
1,15
1,16
1,17
1,18
1,19
1,20

204

H calcolo
3,85
4,14
4,43
4,83
5,19
5,67
6,07
6,36
6,62
6,68
6,66
6,52
6,32
6,05
5,85
5,70
5,61
5,58
5,60
5,73
5,88
6,08
6,35
6,56
6,76
6,90
6,94
6,90
6,73
6,47
6,14
5,73
5,37
4,96
4,61
4,29
3,99
3,72
3,47
3,26
3,07

x din
275
296
317
345
371
406
434
455
473
478
476
466
452
433
418
407
401
399
401
410
421
434
454
469
483
493
496
494
481
463
439
410
384
355
329
307
285
266
248
233
219

Senza TMD

xe
0,130
0,121
0,113
0,104
0,096
0,088
0,082
0,079
0,076
0,075
0,075
0,077
0,079
0,083
0,085
0,088
0,089
0,090
0,089
0,087
0,085
0,082
0,079
0,076
0,074
0,072
0,072
0,072
0,074
0,077
0,081
0,087
0,093
0,101
0,109
0,117
0,125
0,134
0,144
0,153
0,163

H calcolo
5,25
5,59
5,92
6,30
6,65
7,11
7,65
8,28
8,86
9,73
10,71
11,97
13,34
15,34
17,96
21,64
26,99
36,18
46,95
57,03
59,72
56,52
48,19
36,26
27,19
21,76
18,16
15,66
13,64
12,16
10,97
9,89
9,11
8,33
7,85
7,39
6,93
6,46
5,98
5,65
5,43

x din
376
400
423
450
476
509
547
592
634
696
766
856
954
1097
1284
1548
1930
2587
3357
4078
4271
4041
3446
2593
1944
1556
1298
1120
976
870
784
707
651
596
561
528
495
462
428
404
388

Distribuzione Proporzionale al Primo Modo


20,00
Con TMD

18,00

Senza TMD

16,00

14,00

Hcalcolo

12,00

10,00

8,00

6,00

4,00

2,00
0,80

0,85

0,90

0,95

1,00

1,05

1,10

1,15

1,20

r=W /

Figura 132. Rapporto di amplificazione per forzanti con distribuzione proporzionale al primo modo

Distribuzione Costante
20,00
Con TMD

18,00

Senza TMD

16,00

14,00

Hcalcolo

12,00

10,00

8,00

6,00

4,00

2,00
0,80

0,85

0,90

0,95

1,00

1,05

1,10

1,15

1,20

r=W /

Figura 133. Rapporto di amplificazione per forzanti con distribuzione costante

205

Distribuzione Triangolare superiore


20,00
Con TMD

18,00

Senza TMD

16,00

14,00

Hcalcolo

12,00

10,00

8,00

6,00

4,00

2,00
0,80

0,85

0,90

0,95

1,00

1,05

1,10

1,15

1,20

r=W /

Figura 134. Rapporto di amplificazione per forzanti con distribuzione triangolare superiore

Per cogliere le differenze tra le varie distribuzioni di carico si riporta nel successivo
grafico il confronto tra le amplificazioni ottenute con le varie distribuzioni di carico.

Confronto fra le varie distribuzioni di carico


20,00

18,00

16,00

14,00

12,00

Hcalcolo

10,00

8,00

6,00

4,00

2,00
0,8

0,85

0,9

0,95

1,05

1,1

1,15

1,2

r=W/
1 Modo con TMD

Costante con TMD

Triangolare con TMD

1 Modo Senza TMD

Costante Senza TMD

Triangolare Senza TMD

Figura 135. Confronti fra i rapporti di amplificazione con le diverse distribuzioni di carico

206

Il grafico che segue mostra la variazione dello smorzamento equivalente al variare


della frequenza della forzante nel range di frequenze considerato.

Variazione dello Smorzamento Equivalente


0,200

0,180

0,160

0,140

Hcalcolo
0,120

0,100

0,080

0,060
0,80

0,85

0,90

0,95

1,00

1,05

1,10

1,15

1,20

r=W /
Distribuzione Proporzionale al primo modo

Distribuzione Costante

Distribuzione Triangolare superiore

I grafici sopra esposti sono molto indicativi del comportamento strutturale in campo
dinamico e si possono estrapolare le seguenti tendenze:

La struttura nuda (senza Tuned Mass Damper) ha un amplificazione


significativa nellintorno della frequenza del primo modo, arrivando valori
tendenti teoricamente allinfinito per

se non si considera lo

smorzamento strutturale proprio.

La struttura dotata di TMD si comporta come previsto da letteratura: si


formano due picchi di amplificazione della risposta adiacenti alla frequenza
del primo modo, e la loro amplificazione risulta essere allincirca la stessa,
segno che il dispositivo stato progettato secondo i parametri di Optimum.
La risposta risulta significativamente abbattuta, portando quindi un
apprezzabile beneficio in termini di spostamento in sommit.

La variazione dello smorzamento equivalente al variare della frequenza


della forzante riportato sia nelle tabelle che nel grafico che sintetizza i
207

risultati per tutte le distribuzioni di carico. Questultimo mostra che si hanno


due minimi aventi un valore intorno allo 7,5%. Ne consegue che la
progettazione del TMD con obiettivo di apportare uno smorzamento
equivalente pari all8% raggiunto. Si ricorda inoltre che a favore di
sicurezza i calcoli strutturali sono stati effettuati considerando uno
smorzamento strutturale del 5%.

Le risposte non dipendono dalla distribuzione di carico applicata, essendo


sia le amplificazioni dello spostamento in sommit, sia la smorzamento
equivalente apportato, praticamente coincidenti.

Per quanto riguarda lultimo punto, per approfondire le motivazioni di un tale


risultato si voluto indagare il comportamento della struttura dotata di TMD soggetta ad
una distribuzione di carico, variante nel tempo con legge sinusoidale di frequenza pari a
quella del primo modo della struttura, che fosse sostanzialmente differente dalle tre
distribuzioni indagate. Infatti come raffigurato nellimmagine seguente, le deformate
statiche della ciminiera sono monotone e quasi omotetiche allandamento del primo modo
di vibrare della struttura.
In tale ottica si voluto applicare una distribuzione di carico costante ma avente
due versi lungo laltezza: concorde con lasse delle ascisse fino a circa 80 metri (punto di
nullo della deformata del secondo modo) e discorde con lasse delle ascisse per i restanti
10 metri. Le figure successive mostrano lapplicazione delle forze su Midas Gen di tale
distribuzione e la deformata del riser soggetto a tale distribuzione di forze.
Lanalisi in Time History condotta ha fatto emergere il fatto che lamplificazione
della risposta dinamica tale per cui leffetto del Tuned Mass Damper diverso dalle
precedenti distribuzioni di carico indagate. Infatti lamplificazione tra spostamento
dinamico e spostamento statico della struttura soggetta a una distribuzione di forze di
questo tipo, tale per cui linfluenza del TMD meno marcata. Viene certamente immesso
dello smorzamento allinterno del sistema in quanto la struttura senza TMD va in risonanza
e tenderebbe ad aumentare gli spostamenti allinfinito, ma tale smorzamento risulta essere
inferiore a quello prodotto da forzanti che eccitano il primo modo di vibrare.

208

Deformate statiche normalizzate


90

80

70

60

Elevazione [m]

Primo modo
Costante

50

Triangolare

40

30

20

10

0
0.00

0.50

1.00

Spostamento orizzontale normalizzato [-]

Figura 136. Deformate statiche normalizzate al valore massimo delle tre distribuzioni considerate

Deformate statiche normalizzate


90

80

70

Elevazione [m]

60

50

40

30

20

Costante con
Inversione

10

0
0.00

0.50

1.00

Spostamento orizzontale normalizzato [-]

Figura 137. Distribuzione di forza costante con inversione e sua deformata

209

Da questo risultato si pu evidenziare che il comportamento della struttura non


dipende dalla distribuzione del carico ma solo per una forzante che va a sollecitare la
struttura forzandola a vibrare col suo primo modo di vibrare. Infatti in tale condizioni le
forze inerziali della struttura dominano il comportamento dinamico dellintero sistema,
facendo vibrare la struttura con la propria frequenza naturale. Al contrario, distribuzioni di
forze che non portano la struttura a deformarsi omoteticamente al primo modo di vibrare,
frequenza sulla quale il TMD accordato, inducono il sistema a vibrare secondo diverse
frequenze nelle quali il TMD non influisce, come si vedr nel prossimo paragrafo.

5.4.3 Analisi sul secondo modo di vibrare


Il beneficio ottenuto attraverso linserimento del Tuned Mass Damper per forzanti
nellintorno del primo modo stato confermato. Come ulteriore indirizzo di ricerca si
voluto indagare il comportamento strutturale con e senza TMD nellintorno del secondo
modo di vibrare della struttura nuda.
Infatti, dal momento che il Tuned Mass Damper viene accordato ad una precisa
frequenza strutturale, tipicamente quella del primo modo di vibrare, ci si aspetta che non si
abbia alcun effetto per uneccitazione sinusoidale con frequenza del secondo modo. Le
analisi sono state effettuate per un range di frequenze delle forzanti sinusoidali che
prosegue dal

fino a

(corrispondente a 2 Hz), riuscendo a cogliere in questo

modo la frequenza del secondo modo di vibrare (1,77 Hz). Come gi fatto per le forzante
attorno al primo modo di vibrare, si calcolato il rapporto di amplificazione

, sia

per struttura con TMD che senza TMD. Il grafico seguente mostra i risultati comprendenti
tutte e tre le distribuzioni di carico utilizzate.
Come si evince dalla figura, in corrispondenza della forzante con frequenza pari a
quella del secondo modo, linfluenza del TMD sicuramente trascurabile e la risposta
indipendente dalla distribuzione di carico. Si conferma quindi lipotesi per la quale il TMD
apporta beneficio per la eccitazione armonica con frequenza nellintorno della frequenza di
tuning.

210

Confronto esteso al secondo modo di vibrare


20,00
18,00
16,00

14,00
12,00

10,00

Hcalcolo

8,00
6,00

4,00
2,00
0,00

0,8

1,2

1,4

1,6

1,8

2,2

2,4

2,6

2,8

r=W/
1 Modo con TMD

Costante con TMD

Triangolare con TMD

1 Modo Senza TMD

Costante Senza TMD

Triangolare Senza TMD

Figura 138. Confronti fra i rapporti di amplificazione fino al secondo modo di vibrare

211

212

6 Analisi del sistema soggetto ad input sismico

6.1 Introduzione
Il capitolo precedente ha messo in luce come linserimento di un Sistema di
smorzamento a massa accordata permetta di ottenere sul modo di tuning lo smorzamento
desiderato in fase progettuale. Ancora, importante risultato peraltro intuibile, che il TMD
non fornisce alcuna modifica dinamica per i modi successivi al primo.
In questo Capitolo si affronta il tema dellapplicazione del Tuned Mass Damper come
mitigatore degli effetti dovuti al sisma. Le analisi che vengono svolte hanno un carattere
didattico e qualitativo del comportamento del TMD. Infatti, nonostante la struttura oggetto
della presente tesi stata progettata assumendo un fattore di struttura unitario, lazione del
vento comunque dominante rispetto allazione sismica. Ne risulta che avendo progettato
le sezioni strutturali per gli effetti dovuti allazione del vento, esse rimangono in campo
elastico lineare per gli effetti legati allazione sismica di progetto.
Le analisi effettuate consistono nellapplicazione alla struttura, con e senza TMD, di un
set 7 di accelerogrammi spettro-compatibile con quello di progetto.
Infine un ultimo spunto di ricerca stato quello di indagare la variazione degli effetti
del Tuned Mass Damper in funzione delle formule di ottimizzazione. In letteratura sono
presenti differenti formule per lotternimento dei parametri progettuali del TMD in
funzione della forzante (armonica, sismica, ecc.) e in funzione delleffetto che si vuole
ridurre (massimo spostamento, massima accelerazione, ecc.). Per ulteriori approfondimenti
si veda ad esempio Principles of Passive Supplemental Damping and Seismic Isolation di
C. Christopoulos, A. Filiatrault (2006).
Il TMD progettato stato accordato alla frequenza del primo modo utilizzando i
parametri ottimali derivanti dallapplicazione per forzanti di tipo armonico. Si indagato
quindi il comportamento della struttura con un nuovo TMD, chiamato dora in poi TMD2 per distinguere i casi, avente i parametri ottimali per una forzante di tipo sismico.

213

6.2 Accelerogrammi utilizzati

6.2.1 Regole per la scelta degli accelerogrammi


Laccelerogramma di un sisma reale la pi accurata rappresentazione di un terremoto,
perch essa contiene una ricchezza di informazioni circa le propriet del sisma e la natura
delle onde che si propagano dellepicentro alla stazione di registrazione.
Laccelerogramma, adottato nellintegrazione numerica delle equazioni differenziali
del moto al fine di ottenere la risposta strutturale. Ovviamente, se richiesto un modello
spaziale, lazione sismica deve consistere nellazione simultanea di due o tre
accelerogrammi: due orizzontali ed eventualmente uno verticale.
La descrizione del moto sismico pu essere fatta utilizzando una delle seguenti due
tipologie di accelerogrammi:

Accelerogrammi artificiali, generati attraverso tecniche di simulazione degli effetti


fisici connessi al moto del suolo come genesi del terremoto, propagazione dellonda
e risposta superficiale al sito;

Accelerogrammi naturali, ovvero registrazioni di eventi naturali disponibili presso i


database di riconosciuti enti di ricerca (i.e. PEER, ITACA).

LEC 8 sottolinea che per utilizzare accelerogrammi artificiali nellanalisi, essi devono
soddisfare i seguenti requisiti (3.2.3.1 EC8):
-

Devono essere adoperati un minimo di tre accelerogrammi

La media delle PGA (peak ground acceleration) non devono essere inferiori al
valore

Detto

del sito in esame;


il periodo fondamentale della struttura nella direzione di applicazione

dellaccelerogramma, nellintervallo

la media delle ordinate spettrali

elastiche (considerando uno smorzamento del

) del set di accelerogrammi scelto

non deve essere inferiore al

dello spettro di riferimento o target.

Inoltre, per quanto concerne il primo punto, sottolinea che se la risposta ottenuta da
almeno 7 accelerogrammi in accordo con i criteri di selezione, possibile utilizzare in fase
di verifica la risposta media ottenuta dalle registrazioni, ovvero consente di considerare
sulla struttura gli effetti medi anzich quelli massimi.
214

La normativa sismica italiana (NTC08) al 3.2.3.6 sottolinea che la durata degli


accelerogrammi artificiali deve essere stabilita sulla base della magnitudo e degli altri
parametri fisici che determinano la scelta del valore di

(accelerazione massima) e di

(coefficiente di amplificazione stratigrafica). Inoltre, cos come gi sottolineato dallEC8,


gli accelerogrammi artificiali devono avere uno spettro di risposta adottato nella
progettazione. Tale coerenza da verificarsi in base alla media delle ordinate spettrali
ottenute con i diversi accelerogrammi, la quale non deve presentare uno scarto in difetto
superiore al 10%, rispetto alla corrispondente componente dello spettro elastico, in alcun
punto del maggiore tra gli intervalli

, in cui

il periodo

fondamentale di vibrazione della struttura in campo elastico, per le verifiche agli stati
limite ultimi, e

, per le verifiche agli stati limite di esercizio.

Luso di accelerogrammi generati mediante simulazione del meccanismo di sorgente e


della propagazione ammesso a condizione che siano adeguatamente giustificate le ipotesi
relative alle caratteristiche sismogenetiche della sorgente e del mezzo di propagazione.
Luso di accelerogrammi reali ammesso a condizione che la loro scelta sia
rappresentativa della sismicit del sito e sia adeguatamente giustificata in base alle
caratteristiche sismogenetiche della sorgente, alle condizioni del sito di registrazione, alla
magnitudo, alla distanza dalla sorgente e alla massima accelerazione orizzontale attesa al
suolo.
Si tenga conto che gli accelerogrammi artificiali tendono ad essere fortemente
irrealistici, poich derivano dallo spettro di progetto che uno spettro a pericolosit
uniforme ottenuto da numerose registrazioni, ovvero eventi di bassa magnitudo e a piccola
distanza che influenzano la parte ad alta frequenza dello spettro ed aventi di alta magnitudo
e a distanze maggiori che invece influenzano la parte a bassa frequenza dello spettro.

215

6.2.2 Accelerogrammi utilizzati nellanalisi


Per la presente analisi sono stati utilizzati un set di 7 accelerogrammi ricavati attraverso
il software Rexel. I dati di input nel programma sono i parametri che caratterizzano lo
spettro di risposta elastico fornito da NTC08. Eseguita lanalisi di disaggregazione della
pericolosit, si scelgono lintervallo di magnitudo e distanza dalla sorgente si effettua una
ricerca preliminare ne database. Una volta scelte le tolleranze per la spettro-compatibilit,
si esegue la ricerca del set di accelerogrammi. Limmagine seguente mostra il risultato
della ricerca degli accelerogrammi attraverso il software Rexel.

Figura 139. Accelerogrammi spettro-compatibili

Le figure che seguono mostrano la variazione nel tempo dellaccelerazione alla base
dei differenti accelerogrammi utilizzati.

216

Accelerogramma 000133xa
1,50

1,00

Accelerazione [m/s2 ]

0,50

0,00

10

15

20

25

30

35

-0,50

-1,00

-1,50

Tempo [s]

Accelerogramma 000198xa
2,00

1,50

Accelerazione [m/s2]

1,00

0,50

0,00

10

15

20

25

30

35

40

45

50

-0,50

-1,00

-1,50

-2,00

Tempo [s]

Accelerogramma 000335xa
1,50

1,00

Accelerazione [m/s2 ]

0,50

0,00

10

15

20

25

30

35

40

-0,50

-1,00

-1,50

Tempo [s]

Accelerogramma 000600xa
1,50

1,00

Accelerazione [m/s2]

0,50

0,00
0

10

20

30

40

50

60

-0,50

-1,00

-1,50

-2,00

Tempo [s]

217

Accelerogramma 001708xa
1,00
0,80

0,60

Accelerazione [m/s2 ]

0,40
0,20

0,00
0

10

15

20

25

30

35

40

45

50

-0,20
-0,40

-0,60
-0,80

Tempo [s]

Accelerogramma 004675xa
1,50

1,00

Accelerazione [m/s2 ]

0,50

0,00
0

10

20

30

40

50

60

70

-0,50

-1,00

-1,50

Tempo [s]

Accelerogramma 006335xa
1,50

1,00

Accelerazione [m/s2 ]

0,50

0,00
0

10

20

30

40

-0,50

-1,00

-1,50

Tempo [s]

Figura 140. Accelerogrammi utilizzati nelle analisi

218

50

60

6.3 Modellazione Time History forzanti di tipo sismico


La modellazione in Midas Gen segue la stessa filosofia utilizzata per le analisi con
forzante di tipo armonico. Le 7 Time History Load Case, una per accelerogramma,
differiscono solo per durata dellanalisi che risulta essere in funzione della lunghezza
dellevento sismico considerato.
Linput del singolo accelerogramma, scalato in funzione dellFS trovato attraverso
loutput di Rexel, impostato come nella seguente figura.

Figura 141. Input dellaccelerogramma

Il software Midas Gen, una volta presente una funzione che rappresenta la variazione
dellaccelerazione nel tempo e una Load Case, presenta una funzione automatica di
applicazione della forzante sismica alla base della struttura. Attraverso lopzione Ground
Acceleration possibile infatti impostare la Load Case e la funzione da utilizzare nelle
varie direzioni.
Nrllimmagine successiva si riporta unestrapolazione di questo comando.

219

Figura 142. Input per una Ground Acceleration

220

6.4 Risultati Time History per forzanti di tipo sismico

6.4.1 TMD ottimale per forzante di tipo armonico


Dato il numero elevato di analisi, si deciso di utilizzare come parametro descrittivo
del comportamento strutturale, lo spostamento in sommit della struttura.
A titolo di esempio si riporta il risultato di unanalisi in time history per il primo degli
accelerogrammi considerati, per struttura con e senza TMD.
Spostamento in sommit con TMD, Accelerogramma 000133xa
500
400
300

Spostamento [mm]

200

100
0
0

10

15

20

25

30

35

-100
-200

-300
-400
-500

Tempo [s]

Figura 143. Variazione dello spostamento in sommit nel tempo, struttura con TMD

Spostamento in sommit senza TMD, Accelerogramma 000133xa


500
400
300

Spostamento [mm]

200

100
0
0

10

15

20

25

30

35

-100
-200

-300
-400
-500

Tempo [s]

Figura 144. Variazione dello spostamento in sommit nel tempo, struttura senza TMD

221

Nellimmagine successiva si mostrano la sovrapposizione dei risultati per struttura con


e senza TMD, per cogliere anche qualitativamente il vantaggio apportato.
Confronto spostamento in sommit con e senza TMD
500
400
300

Spostamento [mm]

200
100

Con
TMD

0
0

10

15

20

-100

25

30

35

Senza
TMD

-200
-300
-400

-500

Tempo [s]

Figura 145. Confronto variazione dello spostamento in sommit nel tempo, struttura con e senza TMD

Come si pu notare dal grafico sopra raffigurato, la risposta della struttura con TMD
ridotta rispetto a quello della struttura nuda. Infatti la struttura con TMD ha uno
spostamento massimo di picco di 382mm mentre la struttura senza TMD ha uno
spostamento massimo di picco di 429mm. La riduzione percentuale risulta quindi
dell11%, per laccelerogramma riportato nellesempio. per importante sottolineare che
non si ha un beneficio pari a quello trovato nel caso di eccitazione armonica. La ragione di
questo risultato risiede nel fatto che eccitazione armonica ed eccitazione sismica hanno
contenuti in frequenza estremamente differenti. Leccitazione armonica ha un contenuto in
frequenza centrato sulla frequenza propria della forzante. Leccitazione sismica al
contrario caratterizzata da un contenuto in frequenza vario e pi ampio; in questo modo
vengono eccitate pi frequenze naturali di vibrare della struttura. Nelle immagini che
seguono si riportano le F.F.T. (Fast Fourier Transform) che Midas Gen genera in funzione
della forzante. Come risulta dalle immagini laccelerogramma comporta il coinvolgimento
di una numerosa banda frequenze.
Daltra parte il TMD, come dimostrato nel Capitolo precedente, risulta efficace per la
frequenza fondamentale per la quale stato accordato ma sostanzialmente inefficace sulle
altre frequenze. chiaro quindi che, per un eccitazione di tipo sismico che coinvolge un
ampio spettro di frequenze, il beneficio minore rispetto ad un eccitazione armonica
incentrata sulla frequenza di tuning.

222

Figura 146. FFT Forzante sinusoidale

Figura 147. FFT Forzante sismica (Accelerogramma)

223

Nella tabella e nel grafico che seguono si mostrano i risultati ottenuti considerando tutti
e 7 gli accelerogrammi insieme con la Media dei valori. Si evince che la riduzione della
risposta strutturale si attesta su un 36%. Dalla letteratura noto che tale riduzione varia a
seconda dei contenuti in frequenza degli accelerogrammi da un 10% ad un 50%.

Accelerogramma

000133xa

000198xa

000335xa

000600xa

001708xa

004675xa

006335xa

MEDIA

con TMD

382

226

370

272

202

192

265

273

Senza TMD

429

399

878

441

281

264

307

428

11%

43%

58%

38%

28%

27%

13%

36%

Spostamento MAX [mm]


Riduzione dovuta al TMD

Spostamento massimo Sommit


1000
Con TMD
878

900

Senza TMD

Spostamento [mm]

800

700

600

500
441

429

400

382

428

399
370

272

300

226

281

202

200

264

307
265

273

192

100

0
000133xa

000198xa

000335xa

000600xa

001708xa

004675xa

006335xa

MEDIA

Accelerogrammi

Figura 148. Istogramma degli spostamenti massimi in sommit con e senza TMD

224

6.5 TMD ottimale per forzante di tipo sismico

6.5.1 Calcolo dei parametri fondamentali per TMD-2


I parametri per laccordamento ottimale del TMD, nel caso di forzanti di tipo sismico si
possono trovate nel lavoro di Tsai e Lin (1993). Essi suggeriscono delle equazioni per i
parametri di accordamento ottimale

determinati attraverso schemi di interpolazione

che si riportano qui di seguito per completezza:


(

La seguente tabella mostra i nuovi parametri del TMD, confrontati insieme con quelli
ricavati per eccitazione di tipo armonica. Si sottolinea il fatto che, essendo presente nel
calcolo dei parametri appena riportati il termine , che rappresenta lo smorzamento della
struttura nuda, si utilizzato uno smorzamento pari allo 0,005. I risultati non
differiscono di molto, rimanendo uguale lordine di grandezza dei diversi parametri in
gioco.
Armonica
TMD

Sismica
TMD-2

m D /m

0,05

0,05

Frequenza fondamentale del TMD [Hz]

fD

0,672

0,661

Rapporto di smorzmento del TMD

xD

13,0%

13,9%

Coefficiente di smorzamento [Ns/m]

cD

192,86

203,63

Rigidezza del TMD [N/m]

kD

3130,73

3032,53

Tipologia di eccitazione
Rapporto tra le masse

Figura 149. Confronto fra i parametri di Tuning ottimale

225

6.5.2 Risultati per TMD-2


Nelle tabelle che seguono si mostrano i risultati ottenuti dalle analisi a forzante sismica
per la struttura con e senza TMD e TMD-2. Si fa notare che per rendere paragonabili
le soluzioni si sono svolte nuovamente le analisi per struttura con TMD considerando
uno smorzamento strutturale uguale a 0,005.

Struttura con smorzamento x =0,005 e TMD


Accelerogramma

000133xa

000198xa

000335xa

000600xa

001708xa

004675xa

006335xa

MEDIA

con TMD

315

201

324

237

185

183

260

244

Senza TMD

358

343

709

324

213

204

285

348

12%

41%

54%

27%

13%

10%

9%

30%

Spostamento MAX [mm]


Riduzione dovuta al TMD

Struttura con smorzamento x =0,005 e TMD-2


Accelerogramma

000133xa

000198xa

000335xa

000600xa

001708xa

004675xa

006335xa

MEDIA

con TMD-2

303

203

334

244

181

183

261

244

Senza TMD-2

358

343

709

324

213

204

285

348

15%

41%

53%

25%

15%

10%

8%

30%

Spostamento MAX [mm]


Riduzione dovuta al TMD-2

Come si evince dai risultati, il beneficio in termini di riduzione degli spostamenti di


picco in sommit della struttura sono gli stessi, a prescindere dalla tipologia di eccitazione
considerata per laccordamento ottimale del Tuned Mass Damper.

226

7 Conclusioni e sviluppi futuri

7.1 Conclusioni
La tesi di Master presentata in questo documento ha trattata della progettazione di una
Steel Stack Derrick Supported dotata di uno smorzatore a massa accordata per ridurre le
vibrazioni trasversali e longitudinali indotte dal vento. Successivamente si sono svolte
analisi in Time History con lobiettivo di indagare il comportamento del Tuned Mass
Damper nei confronti di uneccitazione armonica (propria dellazione da vento trasversale)
e sismica. I risultati ottenuti possono essere sintetizzati come segue.
Essendo la struttura oggetto di studio dotata di uno smorzamento strutturale molto
basso, si verificato che, per uneccitazione armonica con frequenza pari a quella del
primo modo di vibrare, gli spostamenti in sommit risultano significativi e di fondamentale
importanza in quanto si innesta il fenomeno di risonanza. Il TMD, accordato per la
frequenza del primo modo di vibrare della struttura in grado di mitigare questi
spostamenti grazie allapporto di smorzamento equivalente alla struttura. La struttura
dotata di Tuned Mass Damper si comporta come previsto da letteratura: si formano due
picchi di amplificazione della risposta adiacenti alla frequenza del primo modo, e la loro
amplificazione risulta essere allincirca la stessa, segno che il dispositivo stato progettato
secondo i parametri di Optimum. Lo smorzamento equivalente apportato dal TMD
allintero sistema strutturale stato valutato pari circa al 7,5%, minimo valore che si
ottiene per forzanti armoniche con frequenza pari a quelle di picco del TMD. Ne consegue
che la progettazione del TMD con obiettivo di apportare uno smorzamento equivalente pari
all8% stato raggiunto e che la progettazione degli elementi strutturali considerando uno
smorzamento pari al 5% in favore di sicurezza. Si indagata inoltre la risposta strutturale
al variare di tre differenti distribuzioni di carico, proporzionale al primo modo, costante e
triangolare superiore, fatte variare con leggi sinusoidali. Le risposte ottenute dimostrano
che i risultati fondamentali non variano in funzione della distribuzione di carico applicato,
essendo sia le amplificazioni dello spostamento in sommit, sia la smorzamento
equivalente apportato, praticamente coincidenti. Si confermato che il TMD apporta
beneficio per uneccitazione armonica con frequenza nellintorno della frequenza di

227

tuning ma che risulta praticamente ininfluente per eccitazioni armoniche con frequenze
nellintorno del secondo modo.
Ulteriore indirizzo di ricerca stato analizzare il sistema soggetto ad un set di
accelerogrammi spettro-compatibili con quello di normativa utilizzato nella progettazione.
Le analisi effettuate hanno evidenziato che il beneficio apportato dal TMD in termini di
massimo spostamento in sommit molto variabile in funzione dellaccelerogramma
considerato. Questo deriva dal fatto che gli accelerogrammi hanno un contenuto in
frequenza molto ampio che coinvolge numerosi modi di vibrare della struttura. Essendo il
TMD risultato efficace sostanzialmente solo per la frequenza di tuning, il beneficio che
si ottiene in ambito sismico in funzione del contenuto in frequenza dellaccelerogramma.
La riduzione media di spostamento valutabile attorno ad un 30%, variando tra 11% e un
58% nel caso di analisi con struttura priva di smorzamento.
Le analisi per eccitazione sismica sono state ripetute variando i parametri
fondamentali del TMD, passando dai valori ottimali per forzante armonica a parametri
ottimali per forzante sismica. I risultati ottenuti dimostrano che le differenze in termini di
spostamenti in sommit rimangono sostanzialmente le stesse.

7.2 Sviluppi futuri


Dai risultati ottenuti da questa ricerca possibile individuare ulteriori indirizzi di
ricerca:

Utilizzo di pi TMD in modo tale da smorzare leffetto di pi frequenze dei


principali modi di vibrare della struttura

Valutare la risposta strutturale con e senza Tuned Mass Damper sotto


lazione di storie di vento.

Valutare come si modifica la risposta strutturale variando la quota di


inserimento del TMD, anche in riferimento alla risposta su modi diversi da
quello di tuning.

228

229

230

Ringraziamenti
Un primo ringraziamento va alla Scuola Master Pesenti e a tutte le persone ad esso
connesse con cui ho avuto la possibilit di entrare in contatto. Il master stato occasione di
crescita, personale e professionale.
Ringrazio il Prof. Crespi per la grande disponibilit che mi ha rivolto, per la sua
competenza, i suoi suggerimenti e gli spunti di ricerca proposti.
Ringrazio Gerb Italia, per la disponibilit mostrata nel fornire informazioni preziose
per loggetto della presente tesi.
A Thermoengineering s.r.l. va tutta la mia gratitudine. Una societ fresca che mi ha
accolto a braccia aperte sin dal primo giorno di Stage. Durante questi mesi ho avuto la
fortuna di imparare tantissimo, tant che tuttora ogni giorno torno a casa pi ricco in
termini di conoscenza della materia. un settore tutto nuovo per me, ma che mi ha subito
affascinato. Thermoengineering ha voluto puntare su di me, con un contratto di lavoro a
tempo indeterminato. Di questo ne sono veramente grato, e ringrazio di cuore tutte le
persone che rientrano quando dico Thermoengineering: Vittorio e Sabrina in primis,
Arnaldo, Levi e tutti i ragazzi di questa bellissima realt.
A Diego Bruciafreddo probabilmente devo tutto quello che ho ottenuto finora dai
colloqui ad oggi. Banale dire che senza di Diego non sarei riuscito a portare a termine
questo lavoro di tesi, ricco di tante tematiche. Non potrebbero mai bastare le righe che
scrivo per esprimere il pensiero che ho suoi riguardi. Una persona sincera, premurosa,
cordiale, con cui un piacere stare insieme. Provo una profonda stima per la sua
intelligenza, le sue capacit e soprattutto il modo di approcciare i temi e le sfide. Stare a
contatto con Diego unoccasione per me di enorme crescita. Mi ha reso ogni giorno
sempre pi partecipe di tutte le attivit. difficile trovare una persona che abbia la voglia e
la pazienza di mettersi a spiegare il perch delle cose e soprattutto dimostrare che sono
cos. Questo senzaltro una delle cose che ho apprezzato di pi sotto laspetto lavorativo:
la voglia di trasmettere, fondamentale per un giovane strutturista come me che simmette
sul mondo del lavoro. Ma non voglio parlare solo di lavoro perch in questi mesi nata
una nuova complicit. Una giovane amicizia che mi auguro sinceramente porti a grandi
cose!

231

Ringrazio infine la mia famiglia ed Elisa. Ringraziamenti mai banali perch tutto
perde di significato senza voi.

232

233

234

Bibliografia

Libri:
Ballio G., Mazzolani F.M., (1987), Strutture in acciaio, Hoepli, Italia.
Bernuzzi C., (2011), Progetto e verifica delle strutture in acciaio, Hoepli, Italia.
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Relatore: Prof. Ing. Edoardo Cosenza, Prof. Ing. Iunio Iervolino, Universit degli
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Ghalamkari A., Coupled flare system design southern swamp associated gas
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(SSAGS)

project

located

in

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Politecnico di Milano A.A. 2013-2014
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Eurocodice 1, Azioni sulle strutture, Parte 1-4: Azioni in generale Azioni del
vento UNI EN 1991-1-4:2005
Eurocodice 3, Progettazione delle strutture in acciaio, Parte 1-3: Regole generali
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Min. LL. PP., (2008), Norme Tecniche per le Costruzioni, adottate con D.M. 14
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Manuali:
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Midas GEN Online Manual
REXEL

238

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