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UNIVERSITA'

DI

P.N ERMO

FACOLTA'

DI LETTERE I!: FILOSOFIA

Anno AcclÀ.dernico 1972-1973

- *

* -

* -

L'IDEA. COI-1;E SIUOSSI TETICA

*

* -

••

*

TE:sto Re1istrato dalle Lezioni del Corso di

!t

FILOSOFIA TEORETICA

Tenuto del

:

.PROF. NUNZIO INC~1.DONA

Revisione a cura di:

Mauritius_in_libris

E.CARAl'IUTA

S.LO BUE

L. Lù.~IOCO

A.

?::.USCO

G.ROCCARO

L.SAMONA'

A.TULUMELLO

I.

-

ORI ~INE E ?1El:ORIA ORI '.HNMIA DELL 1 I~EA.

Il presente corso cercherà

di avere corue

tema 1 1 irlea. come sinossi

tetica. Il che significa che il corso ha come ?roblema èi strutturare l'idea fino al punto da renderla chiara come.sinossi tetica o da èefi- nirl~ cotne sinossi tetica. J iree, r 1 unçue, r1ovrà essere ripensata in tele maniera da essere ·ripensata come sinossi tetica. Si tratterà allo- ra Ji rir)e.nsare l' irlea fino a quel punto in cui sarà teoreticamente, e. teoricamente direi a'livello inci?iente, possibile pensarla come si- nossi 'tetica. Dunque un ripensamento èell' i(~ea ·il cui problema di fondo non solo è costituito r1al fatto che si tratta di impiantare il ripensa- mento tporeticemente, ma, im?iantato il riiJensamento clell'iées., si trat- ta di riuscire ad impiantare il ;Jensare l'idea fino·a pensarla come si- nosGi tetica. Nel ~aèro ?rospett.ivo ·'.!i questo corso non legato a se stesso ma a tutto un se3uito di c:;uestioni che èovranno esse)'.'e rese ;,Jos-

sibili da. questo corso stesso, il fatto che r!entro questo quar~ro l'idea dovrà essPre pensate. ~ome Ginossi tetica, servirà soltento all'ièea. Da un punto c 1 i vista ra<licele in filosofia è chiaro allora che il fs.tto di riuscire a ~ensare l'idea come sinossi tetica esaurir~ il problema èel• l '·idea.

'

Or.s.,

de.re

l 'antici;lo

r1ella definizione

dell'idea

in G,'Uesti tennini,

l 'ièen come sinossi tetica., si.~ica per una parte, metoèicamente ca.pi- re il ti.SO' c~i lavoro che, si fà cercanc'lo c~i fa.re filosofia. teoretica, e dGll'altra il fatto che questo corso è come se fosse sacrificato a se

stesso. Questo dicBle 1 ·è" Come

che si dovrà mettere super concludere che, quando esso sarà riuscito a pensare l'idea con~ sinossi tetica, l'unico risultato teoretico possibi- le sarà il non potere avere disiJonibile teoreticamente l'idea. Si trat-

ta èl riì_Jensare, dunçue, l 1 iiea

vere dichiara.re in antici,Jo che la conclusione se sar~ teoretica sarà teoretica nel senso della inèisponibilità èell 'idea su c!i un piano teo-

ti~o di lavoro rispetto

oll' icfoa, da un ?Unto di vista ra-

Se irnplibs.sse una sorta <~i sacrificio di tutto il lavoro

e ri?ensarla fino a questi tennini: do-

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-

2

·

•.·····.:·.

retico ~raèicale. Il che si~ifich~rà la necessità èella filosofia come

posizione assolute., rei~icale di se stessa o la possibilità della filo• sofia come necessit.~ di non filosofia sempre per~ èal punto Gi vista èella stessa filosofia J i~e« c2z1ie tale,. non 1 1 icìea· cotng sinos$i teti- ca., iuc ,l 1 idea come tale per a.desso, è pensabile so\o in tjrmini storici.

'

L'iè.ee è

un dato

storico,

il che signi,fica che l'itlea viene ri?en-

se.te. in quanto è statti pensate.• Hoi ·?ossiamo adesso ripensare 1 1 idea

in quanto qualcuno l'ha pensata ed il qualcuno che si tiene presente è

Platone; e Platone

questo costitui-

sce lo stesso princi:?io 0ell' idea. Allora: in tanto noi -~>ossierao ora ri;.>ensare l'ièea in .quanto ripensàre l'idea non significa pensarla pla- tonicamente:, e.nche se èovremo ess~re esperti del ;>ensere· ;latonico clel-

1 'idee., benst ripensare l'idea si~ifica averla pensata platonicamente.

Dunçue, l 'ori:;ine dell' iclea corrisponr1e con la stessa rnernoria ori:~inaria

le l'idea ha ori~ine e ciò che è il r

si·~ifica: il princi;_>io dell 1 ièea, il 1uo1nento nel qus.-

tomento

:,>latonic9,

in suesto caso ritJensare, si311ifica la _stes-

Sé: memoria ori~inario. dell' i('.ea; ;_:>e33io: si·Jllifica l'idea stessa come

l 'i::lea colile origineria è

come dsto storico, l'i~ea cofile èato che è poss~bile soltanto storicamen•

di vista <lell 1 idea colne memoria ori-

dell 1ic'e~, ;>er cui ?ensa.re.,

reemoria ori,.~inaria. r

,a,

lo

stesso che l 'ièea

te e non metefisicameni:e,

èal punto

-1~inaria.

stesso momento in cui Pluto-

ne pensava 1 1 ièea, questa contemporaneità del ~ensare l'idea cosa pote~

va significare? ~. nei dialoghi ;,>latonici, proprio ?erchè si tratta .di èialo3hi, non siamo il Socrate platonico che dialoJa con gli altri, ma siE.Lw 3li altri '1i volta in volta, 3li altri che. nascono dallo stes•

Se noi

potessiliio ·?ensare 1 1 i<lea nello

so Platone.

Uel

senso che appunto

il

socratismo dei dialoghi ?latonici

consiste nella capacità di far nascere 3li interlocutori. Noi.clunque

siarao

~li interlocutori del f ialo30,

originati dallo stesso dialogante

o monolo3~mte che è Platone il quale in cert? 1ri.0do ci f& pensare arl im-

magine e so1~1i,3lianza i::,ell' Icea., e neanche èi se stesso. kl imma3ine e

so1ai3lianz& èel

i;)ensere

pl&tonico

èell 1 idea, del pensare che Platone

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3

stesso è come pensa.re l'idèa. In che·senso è metafisico questo ?ensare

l 'idee.? Solo nella misure. in cui è contcin!)oraneo il pensare l 'i<lea e~.

il suo fe.re nascere 3li interlocutori come interlocutori fatti aè iinma-

gin€ e

somiglianza èel pensare l'idea •.Allora questa contem~oraneità

farebbe

nascere l'essere metafisico dell 1 idea. l'.ia ~sta. contemporanei-

o~gi riguarde noi che siano coloro che ri?ensano l'iée~ nove ripen-

il 11enss.re l 'ir~ea. Cioè, i 'o~getto èel

l' ic~ce rua 1.1 ')ensare l'idea

non

sare 1 1 i<~ce. si~ifica ripensare

rijensare, a questo ~>unto non è

Cioè,

'

sòno responsabile di ciò che· Platone ha pensato ckll' ièea nemn~no se

sono platonico a mia volta anzi, soi:>r&t.tutto nemmeno se sono platonico

a mie vòlta per nf' f,, bes'te

il sem)lice fatto che platonico può essere solo ~lato•

Il che si3nifica un ~iscorso 1rave:

se

è

contem?oraneo

il

nostro

ri:>Ense.re l 'i<lea rispetto al ,tlcnsare ?latonico, questa contemporaneità

fe.tto che l'idea a. noi arriva come ~ato ·sto-

sir;nificà om~i r>er noi il

ri;;o e

dato è stata ,~ià bruciata .dalla comtem~oraneità fra il pensare ?latoni-

co ecl il ri~ens·are ·il ~ensare· ?la.tonico. Il vincolo

idee eJ il ripensare il ?ensare l'idGa, significa nello stesso tem?O la. metafisicità bruciata, la contem~>ors.neità necessaria eè il dato emer-

gent.e conie c1a.to st6rico. Intanto possiar110 ri~ensare il pensare :_>la.toni-

co in.quanto c;uesto mi obbliga ad assurdere l 'iéea come dato storico.

lUJ:)cnsare il ?ensare '.?latonico dell'idea si3nifica allora subito il fat- to che è messo in archivio, cioè l'essere esperti del ;;>ensare platonico.

Per cui non rifaremo 111ai il C'iscorso ;:>latonico, mentre è irnportsnte dR.

un punto ,.ii viste

cui rii.:>ensa.r~ il pensare platonico si~ifica l' ac~isizione di un momen-

non come c1.eto metafisico.

Pcrchè la nletafisica dell 1 idea cor.ile

tra il pensare l '-

teoretico,

?rot>e, 1 eutico

)er

ariesso,

il

~1scorso ::>er

to fom~amentale inizialf~ che esiste in quanto, l 'i(~ea iritanto è fl\l~lche

cosél. tporeticrunente in cuanto è un dato ·storico. Ovvero: non in quanto

è un fato storico nel senso sècondo il çuale questo si3nifica che l'i-

dea. arriva a noi :_Jerchè è stata f}ens.a.ta c~e. Platone e<l e.rrivanc~o fino

a noi

già pensata f~a Platone (e que-

ci' fa

saputi o sppicnti clell 'idea

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sto

sienificherebbe che

l 'i<1ea è dato

storico nella stessa maniera in

cui è dato storico

seJia)

L'idea è dato

se

il

fatto che ;Jer sture se{uti abbiamo bisogno-<lella

in modo molto ~iù esplosivo ;;>erchè è come

l 1ic1ea ;:>latonicamente non è i.JOSsibile; il che si-

çunque

di conse~enza possiaao ri;?ensare 1 1 idea.

storico

stessimo èicendo:

gnifica che l'idea non è possibile

secondo

se stessa,

per cui è UJ,1 ra-

to

storico.

Il· fatto

che

1 1 iC:.eu

sia

deto

storico è

il

fatto eh~- 1 i idea

platonicamente non è possibile· ma non lo

è

seconc;o

se

stesse per ciò

che essa è secondo se ~tessa. nunque sc~ondo il me.glio della im!)Ossibi- lità e certo- anche sec_ondo il t>e-:IBio della ;?ossibilità, e èunque l'idea

ha. bisogno èi essere ;>ensata metafisicemcntc ~')roprio f.>erchè non è meta-

fisicamente

il

che l'idea. non solo è

autointerna esplosione ri:r~~rrlo a se-rua è elemento ~i esplosione riguar•

èo

l'idea come memori11 ori3in.'.iric arriva èa se stessa al suo essere rioen- sata in termini ori~~inari come dato storico, questo non solo significa

che l 'ièea è questa r.iemoric. originaria che ,Jone se stessa contro se stes-

?ensabile ~roprio per questo

l' i<lea solo come ù:•.to storico.

esplosiva per se

l'iden

nrrivs al ripensare

storico

sL511ifica

è

elemento t:-11

Per cui se

?ensE1re

Dove dato

stessa,

non solo

a

ciò

che possiemo concepire

~ella storia come

storia.

sn

ma addirittura

è

il momento nel quale la stessa storie viene .>Osta

in

·questione in <juanto l'idea_ corrisponde come prit:lcip,~o a tutto ciò

che

il pensare speculativt:Jmente è ~nl ?unto di vista teoretico ed in

quanto èa questo stesso si è ricavato l'altro discorso seconilo il qua-·

le intanto è possibile

ventare; capire,- _)erce~'lire (seconèo le varie scuo].c::.) lE èeterminazioni

cli vincolo che è,

;,lrincipio nesce COll1e possibilità Ci collegamento al prinCi?iO. i>er cui

e.vendo tre

le

il

pensare 1 1 ic 1 ea come

nell'essere cib che è ~ulla· storia, è Giò che determina la storiG.

fare

storia in çunnto fare

storia significa. in-

l'idea come dé!.to ori3inario e t:utto ciò che da questo

~teta l)osta in archivio tutta

,?lctonico d~ll '-

le mani l'idee è come se fosse

facciamo 'f'.~O~"Jo. Cioè

fa

storia che

~iciraao: il ;_'>ensare

idea hel rini8.nere quello che è

sl che l'i~ea arrivi al ripensare

dato storico 1111.1 in questo, e soltanto ;er questo,

Al-

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"lora tutto

l'essere inafferrabile,

l'essere ·misteriosa dtt pe.rte della

storia è un essere fclsemente misteriosa ~erchè tutto il mistero a que-

sto punto è il fatto

:.!he

l'idea,

ciò che ricevi.amo dolla storie., è ciò

che detcnnina

solut:ezzo. f.èll' idea.: il ~Jrinci~io dell'idea che è l'latone, è platonica- mentir: predestinato <la se stesso .'lll' o.ssolutezza c"ell' idèa.~· che è He Jel.

la

storia

Il :Jrinciì,Jio è.ell' i<

.

è

predestinato all' ns-

~ec.

Dal ~unto òi vista c,elln

tematizzazione

iniziale (l.ell 'idea

che, ::>er

un verso è r>relirùine.re (critica, i;)re-giwiiziale) ,ed ogni questione sue-

.•

'1

I

cessiv.?. e,

ne ·iJrecec1ente, ·costruirsi teoreticen1ente (teoretica), l'elemento che

per l 'c.ltro verso

'

tel~ che èo'\rrebbe~ eliudnata o~i questio- -

.

entrél subito in gioço ori«~inariamentc, e non come tema, r~.lù ?urito dt

viste è'<":ll' iden,

che· la storia è,· in quhn-

to che n&sce éll.s storie

ln. storia sio, (~ato che le storia è. 3torio;:çr·aficar&lente in realtà si è

creata queste situnzi~nc paradossale: ~uando si ?arla èella storie tell'!-

3~ nascosto· il presup~)osto che di essa mi fa parlare, e che è lE -stesse:

è

le.

storie

Allora ?Ot~èta~uo clire': - in realtà

l 1in'teres-

.se

nllc. storie non ne.sce dr:.lla storia, da ·ciò

se esso na.scesse

in questi tE.nntni saTebbc

,>uT sera?re 1' interesse

nel senso che è l'interesse che. 1 Jresupì>one· che

storia, e però

Se· noi ?ensiamo <li :?ensnre lél. storia per il fatto stesso che· la storia

intendo con çuesto

stesso di pormi' ;)riI.-Lll ·della storia.·

è çuclunc;ue cosa

pçnsare ·è sen-qre :t>resupporre che le storie è, iool;;>endentemente·-da ciò che noi oc ?ensiruno. Noi siamo stat.i abitWiti·a questo e nou·solo-~r inQtivi di acculturazione. Dobbim,;io r~nèèrci conto iri-rcclt~ che un mo- ~o f'_utentico radicale di libertà ?er l 1uohto nei confrdnti· <::1i se stesso, e non nei confronti negli c è pro'_Jrio il momento ori:~inario nel çu&le questo niornento sL:;nificc. rendersi conto chè essere uomini· il.i cul-

sia

(si.n crci1

cosi:wne, sia

dell 1 idea etc.)-; il nostro

ltri~

Ié:·, éhe--·lc.

rin ci ;_Jresentu. Essere UOlì•ini èi cultura,' e ~ueGto li'{e:llo, non pu~

tura non può si311ificllre subire la s·trllt"ific.'.lzione cultut·c

sto-

si~ni:fic11re di dov~re F;;.ccettare che tut:to quanto è stato· storio;~rafica.""'

mente

cosa che debba essere

in un mocfo o in un altro pansat:o in un certo 1aoèo, ·s'ic qualche

accettato perchè è èome se dovessitao 9a soli ri-

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-

fare paradossalmente ln storia dell'universo o riscrivere versr.lc.

la storia uni-

';iovanni Papini ne "L 'uo1.uo

finito",

ne~ morire dell'adolescenza

e

nel fiorire

non solo nella ~abbia èel suo r11iscntrotJismo rissoluto, nei r.iotivi (~i ri- bellione 81 passato cd E:.l futuro, Iila chiuso realmente in unc:'2 stanzetta,

conce;~~- di scrive:rc 1 'encicloper'.in dcl sopere.

della 1iovinezzc, .cioè dclln r&Ulturit\ dell'uomo,

chiuso,

Conce::>~• cioè

i~ naufragio interessa pu-

1i. se

stesso.

è

il

si3nifict.:.to· ~i questC.: posizione che

,)ini~inemente· sl, ma tJrO'.)riamentc; nel senso· dell,'uo1no P1.::.pini, non del

pensntore, mc ~ell'uomo. L'irn;;>rcs.o originari,_ei, dun~, dell'uoruo, quel-

si31Ìifica .liber-

le

V1. èl':.lla storia.· Aliora potremmo dire non ?i) :)apin~allélillente ma umana~

mente:

nasco €.: ci fuUOi-0

che

tentò Papini,

dl rifare

il volto ciell 'univcrso,

la mia prima mu. enc.hc l 1ulti1.1ff libert.1., e perchè in questo -ci

cqe. si.~nifica, Cll.f> '.lCità

è

lu libert~ c.1.'.llla storia,

1

di

porsi in quel 111oroonto ori3ina.rio nel quc.le la

stori.a nasce e nél. qua•

le

noi

sioruo

in rualche modo contem:>or.2nei elle

nascita ,~_ell~ storia~

 

.I

.

'

Impresa che possiamo dire degn.n. èclln S~)Crcnzc paolina: la spernnz.:l C 0 )n-

tro

siaiùo fs:re niente

og~i sperll.nzll,

cioè

la spqranza disIJeratn.

Perchè · np,µunto

non

iJOS-

·

altro che cercare· serm:11ai di ripensare

il momento nel

quale origin~amente è come se

fossimo

st.!lti ;?resenti quando quclcuno

?ensavc l 1 idee.; è con1e se fossimo stc.ti ori:Jinarirnnente chimneti .::J.11 ' -

es.sere della stot'ic. -nel momento nel

ed a pens.:J.re l'idec

tenuto a. battesimo tutti

qw:ile

è

qunlcuno cominciò

se questo

.2 ?Cnsare

Pe.nsando

l'idea

coiue

~unlcuno D.vcsse

l'idea

perciò

;~li uomini che do;?O il

;)Cnsl'!.re

si

quale tematizza.re la storia secondo suest<J. <fo~J}ia pros?ettivn (critica

e

(ler me molto chie.r~mfmte, corue possiemo essere

to·ori~inerio dove momento ori3inario

sono

trovnti

in (lUE'>lche modo itamcssi nello. storia

Il momento· nel

teoretica)

si -:;nificci ri,_>ensare 1' idea è come

se c 1 ovesse significare,

presenti

in '-.1uel momen•

si~nifica il tenere

l'uomo contcrn-

'

l)Òrane·o o.l suo ?ense,re l'idea. Il ùisconso., dunque, c~ell'idcn che selilbrn

perciò essere discorso metnfisico non è

chè se io,

invece

rìiscorso met<.1fisico.

Per-

invece di essere

nbitatore distretto delle

cose della terra,

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7

fossi io a mia volta essere contem?leto dell'idea, l'idee direbbe

e su& volte che ad essere metafisico sono io, sono io cioè a~ essere comunque di là de., esatte.mente come, <"lcl mio r:JUnto <li vis te, è 1 1 ideu

~tl essere tnle poi perch~ ap~unto io ?O~sc chicmarla ~etafisicn. E non

è mete.fisica perchè l'essere della mete.fisica in -.;iue~to cbso consiste, ?erl~ndo sempre in modo contestuale cll'i<lea nel suo essere platonico, in una equivalenze c1i ;_)osti o in unn éifferenza di -i6:no~ E'. ~na cUf- ferenza di luogo ?Er cui.è metcfisicc l'ièen non ~ià.ris?,etto a·se stes- s~ mc rispetto e me e dunque è vero anche il contrario. Il èiscorso di- Vénterel>be crucis.le se invece riuscissili10 a ?ensnre che l 1essere roetn fisico dell 1 idea sie. tulc da essere te,le di là da se stesse:! in se stes- sa, cioè se fossa l'essere metafisico dcl qucle l'essere i~ea, l'essere òell' ide<:l, dovrebbe riuscire in qunlche modo a. controllcre la relazione di.sè con sè. Chi ha bevuto fino in fondo il veleno di questa ?Osizione

!•,

plctorl~cc è proprio colui che riusc:'

n. capire che l'essere metafisico

l 'idee. se lo ~uado.gna soltanto nella rni·suro. nella quole l'essere meta-

fisico èell 1 ideo significcva la relazione intrinseca dell'idea a se stes•

sn. E questo çuatcuno è He ~el. Dnll' idea. cor.-ie princip~o di sè stesso. (rlctone) c.11' idee. co1.i1e essolutezza c.1i se stessa (He3cl): in questo ino- do stieuio delineando la morte sublime delle filosofia. E la cicuta so-

cratica èun

fonèo senze morirci so?re. Il discorso. nascendo nella uianiere secondo le quale nasce COJ.OO. idea, nasèe in modo te.le per cui ln nnscitli dell'idea crec~ ln storia,

perchè

quindi essenèo il pi:inci?~O di se stessa è c

che possi~imo'?ensare come storia. E' il princi?iO di tutto ciò che ?OS- siruno ~cns~re coLe tessuto èelle relazioni attraverso le cuali cimno o non dilliilO un significc.to a tutto cP; che f.::icciamo; questo solo ?Crchè

sicmo sto.ti chiQIIli!lti el bnttesitito ?latonico come pensare l'idea e que sto stesso si;1llificherà essere stati chicranti all'essere.contem(loranei, protc~onisti dell~ metafisicità dell'idea che moriva dentro se stessa

luc

è quello. che He3el hc avuto la co.p::icità. di bere fino

in

1' idea, n.escendo. l:>lntonicrnncnte come princi:1io di se stesso e

'

l

principio di tutto ciò

.'I.

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8

do-

vrermilo COfliinciare Q potere dire non solo che lo. stori.'2 risulta nel CUO concetto nisterioso ruc che in reultà la storia cor1i.e mistero nell'inizio èi se stessa si~ific.n Ls. ~ndis?onibilit~ çiel concetto d<! parte c1ellc.

e ~)erciò contempornnei c.l de.to

storico che è l 'ic'ea.

A questo

pµnto

storie.

stessa. Cioè: le storie. non può conèepire. ciò ch0 le. concepisce

perchè le, stori!l. n~sce, _dc

.

•1uesto ~:>unto di vistn, · «:"1~1 un princi:?io che

non può concepir€ se ste.sso e che è 1 'idea. perchè è tutto ciò che è in-

tellegibile, noumeno, ?ensnbile, non ~ià ciò che .pensando se stesso per""' ciò rende facile e qualche altro di 'pensare questo o f 1 i ?ensare altro cncora. Allorc possi't:.mo dir~: .l~ storiLt col.ile mistero si3nificu molto

più ~em:1li~emente,··che;

la storia

nel suo ;>rincipio .co.rrispettfvo c.11 '-

it:ec. è

ciò che non può concepire (concepire-nel

suo·s~nso

fo"J:'.te

genera-

re), ciò che la cortc~}'.>isce.

E

si

present-.=- e

questo punto

la pole:m;lca sofistica per cui

.

.

-

-

il

.

buon

so:éisto, .scpev~ dire: se non'' sono tento 3rnndicello dc pen~àre il k~yoç dE:. ~Jense ln s='lntità, sc.rà almeno trmto ~sperto g.e pens~·.re le cose san- te·~- Cioè, cli.ce il sofist:t, non posso II1ettermi sulla teste 1<:1. croce di penscre il.''ideu secondo se stess<". t1 meno· che non c,i sia un,9. tele od'va:µa.,

re

-,

,.~el ~' tele nn E:sscre tnli~1ente_potente questa. potenz~, dc pensere

vcrcmentc

Ed il Sofiste:., 1or~in, 'Ll

lc· f',~-'3ione. Dobbiamo stnrc · c.l,.lo ~6vva:µCà: -·e ~ovvtx,µJa; cc Ve\ p,ossiamo ~ioc;.::re per supcrc

'

(

(

l' idee non .1ià q::i. essere preileterminnto a

:

uest.:o

?Unto <3ice:

no,

pénsritè

l'idea.

non c'è

la potenza dèl-

poi queste

non iruporta se

se Elenn è

bella o non belle.

El discorso .dell' idee. e.llor&~ eccento ti. ·;uesto del sofiste, .~ ~uel di- scòrs.o l.ietE,fisico che si~tÌifièG. presunzione (~ella stor:!,o. Allora il mo-

mento n~l;c:usle, l'ide~ viene concepitn come princi;?io di sc.stesslt in rE;altà cori:-isponde alir.; nascite. stess<'l •JellEI s_toria, co1ne quel non con- cepire ciò che le concepisce, çuel non '1enercre c~ò.-che la genera. Ed'

in questo .senso l'autore

vanni 'Vergc. Leggendo ln prefuzfone· <~.e "I l·

un èiSCQYSO l,)latonico in ~\,IOSti tcnaini: non illu6etev.i <li- Capire ci<) che.accade nella fiumana dàllil storia (che travolge tutto é tutti, 1·

'

.

_platonico i:~i questi_ c~icc;:orsi è ·}io-

,

alc.vo'.11.in:"

.PQssiorao leggere

vcr<:.ril~mte.

.

Mauritius_in_libris

9

"vinti") nellmleno se per cc,so, invece ò! cssère travolti,

anche voi come

~·~ -~·

·

.'

.

'

cmasi tutti, vi trovestè e.i t.ati di quella fi\Jmane, cioè in un punto

"

··-'"

.

dD

pire,. flientre invece ciò che avete da cc.pire è che,· :)Ur essendo in quel posto, siete travolti cnche voi nello fitlfanna. ha ; verghiana. è letture ?letonica_delle storia: non posso concepire ciò che mi ha con-

cepito. Non sto dicertc~o che· questo è il concetto di storia r11e sto cer- cando r.Ji lc63ere, nttreverso le lettura èl.ell'idea, la storia alla quale si&ao sto.ti c.bituati. Per cui non sto teorizzando la storia mc sto cer- cando di le&3ere ~~trinsecamente il senso della storin ella quale si~­

mo stati

cui ~obbiemo riuscire a godere che è B.?;?unto libertà dalla storia.

cui :jotenC'o osservare ciò che ac_c.'.lcle potreste anche illuòervi di ca-

~uesta

cbit\leti e quale ~un~ue sia il

vero principio c 1 .i libertà di

Mauritius_in_libris

II. •

10

DISC0!1.SO SECONT'-0 L'ORIGINE E DATO ORI ';INf.RIO DEL DISCORSO.

La storia come elemento rirei cos:~ inizic.lc del discors.o interes-

se nel se.nso nel ~uc.lc si tr~ttc. èi èn.pire col.ie e ;JPrchè l 'ii 1 ea c'lebba

.

.

.

.

essere cffrontntc

rico )Otrcbbc. sembrare ùn <:,_iscorso tc.lmente ovvio dn non !"overe essere

fntto mo

in t~nto ?OSSO COm~renèere un,~iscorso iniziale di critica-teoretica

in quanto ai riesc.!l e innervare il r:1iscorso secoriro la sua ori3ine. Ed

evidenteuente ·è cor11e. se èovessirao dire che il C:iscorso

inizialmente

comE

dato storico. L' iòE.~ co111c du.to sto-

soltnnto

questo:

l 'i<lea come dD.to storico

~Jotrebbc si·.;nifièare

secon~o la sua

or1'~in~ corris~Jonde a quella ori~ine (\sta

tlel è:iscorso che è

1 1 idea.

Il ci:iscorso seconr:o la sue. ori·~ine è come se ?Otcsse essere ilnrnedi.ata-

mente identificato con il 6nto ori3inario ,,el discorso che: è

Allor.s. se ~ noi .interessn,

come

interessa il èiscorso

seconrio

l' i<;·~en.

ln

suù

ori;~ine, è evi~ente che l'interesse [:l c~iscorso secom. 1 0 la. sua ori:~ine

dovrebbe iru:'ur;;i ed <?.ffennare c:uest.::: corris-;>onflenza ineC'uivocnbile 'lel- · la quc:le però non sic.mo responsabili: il i' i scorso seconrlo la. sua ori:si- ne corrisponrle nlla stB'ssc ideo. come d2_to originari<;> i'cl discorso. Allo-:

ra j?Otrernr1a0 fissare sin èc questo momento l~Ut! te.mi essenziali: il òiscor- ~9 se:condo 14 sun ori~in.e e 1 'idee come dato ori,~inario del ,Jiscorso. E pren~o per buon6 che .il discorso còt11inc:i cps3_, cioè prcnrlo per buono

Platone. Intenc'o ,

ori3ine.corrispondente al !'r.i.to ori3innrio r:iel discorso, confluisce ncl- 1' idee. eh(' è l ':t.éec. seconro ciò che Platone ha pensaxo dell' iir1ea. stessa.

.a

'

I.

~

.

.

'•.

che è

itmèga.bile che

il

discorso

seconc'

o

l.:i.

sua

~ire

nunc;.ue

l' idee. ori~inar~cmente. 0 è

cou&E:

se

fosse

il vincolo dcl discorso

secondo la su.:i ori~ine e del f!cto ori~inerio è.c;;l àiscorso che è l'idea

stesse.• Per com,?rcnèere questo e

riv2re a. c;uesto punto che si.~ifica in vcrit~ tornare è.n ciò che noi

per penso.re questo,

l 'icìea basta?

P<~r l'

r-·

sicmo o dc, ci·~ che noi ,?ens.imno, éll t~iscorso ?le.tonico; <:ove tornare .:11 discorso ~Jlctonico significc, vc:cere se è utile, necesse.rio, s:µfficien-

te rifere il cmnn.ino fino o noi; ,>er dovere

fare

çucsto do,J 1 )io ~ino,

Mauritius_in_libris

l 'irt.e~1 è

sufficiente? Qucst:o si~ificc: ci vuole- qualche· cosn in pH!

èell 1 ideo.? ud esemç>io

l' iéien di qualche

cosa:

1' ic'

ee

dell'essere cioè

R~sminio l'ic:~ea tnlmefftE! ice1.1 de, essere l'assolutezza. di se stessa, cioè Hegel o 1 1 ic?c!l talmente se stessa r1.'.J. essere tuttn -la framit&entazio-

ne èr~ll'essere

significare che ·ci vuo~

le. ç.iclche ~osa in

dincJ.o in 0)eSti termini:

se stessu.,

cioè

le

idee

.)l.:ltoniclÌe? i 1 ~n il

Non vuol

disc·orso

incar~­

bEJsta 1' idee?

Non

i.JFt ir'ell 'ièe.n per poter ;_:>crcorrere il ~e.i&anino ci.al

dia.corso ~)l~tonico fino a· noi.

e.bbisogna· c~i evere une. sua· spècificazione ulteriorè ;>cr cui si debba

se l' irkn stessa

si3nif ice capire

capire che

1 1 idea

si 111ific11 senqre

idee

òi, di qu[tlche cos

19

per. cui

certamente

idea ~i çllalchc ·cosn

si jnificc nllora çuel

)rincii>io

deter-

~-

Liinc.nte tutto ciò che dct()rtninu. 1 1 iden; .'Jerchè, se rlico idee dell'esse-

è detcnninnto dall'iàea ma ln forma pro,Jria rlell 'esse-

re.

infu.td. Platone r"iceva ir~ea e

re, l'essere detto secondo 1 1 .ièee. è cV') che

è ciò ·che a sua voltn

Invece

determina 1' idea

co1;1e

SE dicessi ièea e bnst11 non potrei' usare questo riiscorso nè

bc.stn.-

:::>unc::uc,

1 1 ic:ea bes t&

zome idea per

dovere o (.Jer potere riuscire e

comprendere

che,

~ata 1 1 Ìd~-.~ come- ècto

storico,

in r~altà ~ata l'idea

coiue

n:~t~ cosi., perchè non poteve .;'tp,Junto nascere f"iversmiient.e, ·come il vin~ colo. tre il discorso secondo l 'ori3lne er~ il dato ori;Jinario r,el c:: 1 iscor-

l'ide.J. in ;'iuesto modo· e::<·$e l'ide.::i

allorc si~fica inizicll11ontc il vincolo tra il' discorso originario ed

ii c1"nto ori3innrio

d6.tò 's-torico

l'ic'ca

si pone o~J?ure·è, o:_>;;mrc fisioloJ1icamentE:: è

so stesso • .:>e noi dobbi@no'comprcndcre

del r~isèorso, noi dobbiaiilo capire :subito che ideu

.

,

sin tia.l ?rinci?io

:>i1ì n~.scosto. Perchè discorso· ÒO??io? discorso seèondo 1.'"l suA ori3ine

significa uri c~iscorso do:J~>io tC;nto ,;>F1 · do?pio quanto

vincolato ~ vinc~l~~t'e·.lJ.:· c:1cito ori~inario dE:l discorso dove è

feci le ca.pire che c'è .une. pri1ua parte" dellt.J. proposizione che fc. do. so.~-

3etto (il èiscorso) verso une, determinazione (secoru.ì.o· la su.::i. Òri:;inc) che poi nellL seconc-ia pc.rtC; fa ·èa so1.;etto e. ci0 che: nello f)rima parte

fél dn so1gotto.

sua ori3irie per mezzo c~ell'i<lec ·vincolato• nl doto ori~~in<lrio

subito

E

non è

.

sol te.rito

una questione

.

1rmnmatic!l.le. DiscoT'so

scconèo

le

Mauritius_in_libris

12

- { 1 Cl (!iscorso.

èell'ori31.ne

sottoposto a

so

/' llorn

inizi~1lmentc è. come se noi avessimo il so~13ett9

il ~:uc.lc, com(! so~getto c1ell 1 origine, è necessarimncnte

non lJotere essere sog;1etto t:lell 'ori.3ine. fJUnc;ue. inizilllmen-

il discorso nt:.scesse

tc

è

c01.1c

essenr 1 .o sog:~12tto senz'l se stesso; c-s-

in questo

senr,o: .;::>ro~:>rio perchè è so~nctt_o,

S(;;lnso forte, l 5 ovò so.~3E:tto

si_511i~ica ciò che so.131:,t:to 0cv~ significare inizinlli1ente: e non ciò che so·~;~etto si·)Ilificò òo;Jo, tlovc so~getto si311ificn ciò che è sottoposto, ciò che è t>Osto sotto. Per cui ao io ~ico: t'liscorso secondo la sua. ori-

gine sto èiaen<fo: l 'ori3inc cpc emerge coru.e cv~ che posso capir~, tn quan- to è ln superficie uppr,rent€ r~i ciò che sta sotto. Per cui il so:3getto

dell 'bri,~inc è so~.~etto in <";tie~fc)' senso

t11lmente forte r\~ dovere subire

··che Li sun stessa sogg(. tt:ività,

· corris.-,onè.e cl

il $enso forte <1el suo essere soggetto,

essendo soggetto.

suo non essere

so3gc::,tto,

Gc r'ovE:':ssimo rinssuraere in tlÙe !?CrolE· çuesto è corae se dicessimo: il

1iscqrso secondo ln sui::. ori,3ine vincolnto <.:11' iDea ;?er mE:zzo

èc>lla

c;u1-1-

. le

il Vincolo significe.:

1 1 iéen

corc!f' vincolo tra il ciscorso secon<'o

lr:. sua origin(; ccl il c~uto ori 1inario

<lire in due parole: c~uncrue il ~iscorso ori~inariarnente, necessorirunente,

nasce senz.ri se

so~;~E'tto è.i sé stesso, .non il so3getto <lel so3getto; ?ro:>rio .·>erchè ini- zialraéntc è co1;1c se ln ori~incrietà r'el .discorso filosofico avesse inte-

- so in manièrn F~ncestrcle, quo.si u.ntici;?c.n<'o è.i non covare nell.!1 sUll ntl- scitc i l.:J.}sus che ·Joi l 'c:vrebbero ucciso, di non èovcrsi anticipare come t'1.utolo3in perchè ci fu, rispetto e IWi e certamente ci sar.~ rispet- to c. nbi, un m(j1.1iento in cui il so~gctto fu inteso esattsmente come· la

del ,~iscorso, è come .se ~.ovessinio

stesso pro~_>rio _>erchè è il SOT~c:tto dell 'ori.1ine, non il

t«::r

dosi in .,,uesto modo :riesce direi qunsi e cc.utclars1 rispetto oi suoi lapsus metafisici e çuinr 1 i rispetto alle sue cadute ro.dicaii, :.:>er cui è come se, dovendosi cnutele~re in c:uesto senso ed 1n questi termini. il discorso ori:~incricrnente r.:.vesse preferito di nasc.ere con qw:ilchc' ~c.mba. in me.no, dicieiuo cos~~, 1L1c.~ forse con _?iù. ~~i cervello, con pi·~ riserva possibile su~li scentonP,nKnti non. subiti sin c-~nll'ori1inc, ,?cr cui na-

di se stesso. Cioè, èA.11 'ori;Jinè: ~el discorso eh~ ori3inan-

itolo3ic.

Mauritius_in_libris

13

scendo e çue.st.ri maniere. il

èiscorso è come se evesse Clqito èi

sè che

potevo. non cnèere rovinose.mente {!el

nltro èiscorso avesse in-vBcc dovuto intendere necessariomente che il

discorso era lf\3~to.non 3ià nll.& ta~1.1tolo3ic di çunlche

oro vedremo, ma proprio dcl

iner.:i. noi pronunzie.iuo la. f.?.raosa frase di rito, Co1ito erc;o s'Uln ·ens cogi-

tnns,

mo èl i:-iire una ·grossa ed inutile ri~etizione del so.metto: Cogito (egò)~

ens CO~itans Si",niftcB. rit)e-

er~o S~lì (~~~'),~~~ CO~~tt;:ns, (love l r essere

tere l!e~o .co:,ito. Cioè,'!! ·tenti secoli èi distanza di fronte àl discor-

tutto,

nel 111omento in cui qualche

altre. cosa, che

Quanco con bella

sicu-

non· ci e.ccor:~ia­

soggetto coni.e te.le.

è

nato

il

per dire

che

finclnoente

discorso vero,

'

S'? ori~incrio che neceSsariruncntc aveva t~nt.:.to di rimanere, come ò.ire,

.

in riserva ed in riservo, diséreto

r.:i3Dificc:

za. vie. tutte l~ riserve., soprnttutto· e p~'ii:hè in reriltà spazza via

tautolo~in r:l.fpetto o.ll

(nel senso secondo il çuale discreto

su~ccssi"1e) c'è un r'iscorso. che sp.'.lz-

ln-

sul so1~<::tto~ l'er cui men~

possibile di differenze

i<len

e

le trasferisce

tr~·~;·tginnricrnentc il tc.utologico rim·'.lÌlC fermo c.11 1 idéo.; e

Siamo al

punto J

)er

CUi

.JOSSiruuo dire . in réaltà

che

1 9 idcn· r~n ·questo

'.')UDt:O <li

~1iste originc.riemente ra:;>~:)r1:.:s~~tn ~V.i.custodia, in qw:i.lche morlo 11ietafisi- c~., ma s.toricmaente · inec:uivocnbile, ·del t.sùtolo~ico, do~Jo l-'ori.1ine il c':i;scorso h.'3. pensato di dovere ncqUisir~ s'e stesso· nei termini ctitici

i>e-eu0o ~~oretici dei -t~-::-itolo.gi_co tras·f~:rieo du.l ·. i.>rinci~:>io del

sog~ctto

al so~gctto stesso. Pcrchè ·si può ;?cnsé1f~ ché l 1i(ca sia il tautolo3ico

lo sosten.~o :.Jèr dire ehe ·non sto· rli-

SeI11plice1uE::nte · le:ncndo · Platonè con 1 •avver-

tE'.nza che

sare il ?ensare pl~tonico èell'i(1en). l. 1 id~a pl~tonicn·è·:;in tenltà l'-

ièeu. ( 1 i ciò

lo stesso

l 'i(' 1 e~. stessa.

o le. custoè.i(l cel

tautologico?

(e

1cenèo nient~' di Mio mn sto

5 t~ leggendo Platone non- .'.~ià ;,>er St.:tj;>er~· Pll1tone &lll per ri;?~m­

.·'

che à, .idee, .cli çu.:::.lche COS~ che è qUdi:che COSEl o~eetto del•

.

·.

.

=:

~

,•,f

;

·.

.

L'ideo. dcl bene,

che vuol è,ire?

.

'

non vuor dire

che bene i~tellegibi.le?· mn quest~ ~lre,otippone che il bene .che pos.so _>en-

sn:ra s.ic .direi cosl inrierw~to ne.11' idea èhe a sua '\Tolta 1' itle.c dell«''.

c:uc

·posso pensare ·questo dete.rmina~ione che lti specificn cotti.€. bene

lc

sia innervc

tc.

nel bene.

è•'.c.;

n questo :;>tinto,

1' ièec. èhe cose.: è

se

non la

Mauritius_in_libris

custo(ie r~elle. ri;>ctizionc c'.i sè? 1.Joi potre1111ùo dire platonicomente, vi

èo .il .K.r<"-·:!osso ~ idetJ. {ell' ic 1 en e

nico (\:;ll 'i<'."lec

inte:rccsc.: i:icc. c,ell 1 i(er.• La non 1 Jcrchè Platone )cns~n:~io .-:lL:i maniere

in cui lm t~ovuto j;lensHrc fosse ini:eressnto a ,?regiud.ic1::i.re l 'idca ·in t:!ue-

stl' termini, tn:i.~~rphè l 1it~eél. eszenc\J il princi 0 1io, essendo tale in quan-

co ;Jlatonicl·ìlncnte ider-'. ci~ificc. princi~Jio c1ell 'iclea stesso., il mou.ento

b~stc Qtiçsto è il vero senso ,Jlato-

secom_to 'i.ùC e secon( 1 0 l 'c.vvert€nzn del discorso che ci

ori:~innrio nel. çunlc l 'ic'c<.: è

ta

pensrJ.tn si·~ificc SC)r!.1ttutto fondruaentri.lment(; lo. fondél.zione 0.el discor-

pensc

e

nel momcnto nel

çunle

l' ièee

so

filosdlfico,

ln. nf:cessit-9.

che

l' ideu subisce

quale

è

se non quella

di

fcre dci

vincolo .-11 discorso

seconc:1o

1 1 ori.5irie e c.l è;:;to ori;incrio

del discorso? per cui questo

ciru<iù CC?S)- strumento di .1"1ec~i2zione, im;,:>ossibile perchè l' i~ee. non può

rne(1it:re, 1in realtà

sosgetto nella prima

suo essere vincolo

~>er un verso

'

il

e

çuesto

SUQ essere

di-·

.

siznificE1 cl-w

.;>.:irte r~el f iscorso Ll ,J_c_ so:;.·~etto e nellr.: seconda parte 1::.ccetta che il

so:Jgetto aiG. altro. Per .cui, mentre in un primu tc1.1;_:>0 il discorso secon-

do l'origine si3nifice il l.'liscorso che fr·. r,c so1getto f:l.l ;:>robletaf'

ri3uerèa il

to cil ~roblef,t!. che ri )llo.rdr:. il ·suo essere originario necessn.riranent<:: in

•1uesti termini <'eve r,cccttarc:-" di slittare verso une seconde. parte <.1i

se. stosso nellti quale

ruento. r 1 etcnninn.to

il discorso forna u fc.re,

rio, èn soggètto. L'csL-~enz~ origin.:.rin que.l'è?di frire nnscerc il discor-

so 11.a cii f.:i.rlo n~scerf. secondo '·luellc. ori3ine ché com_?ete il Cl.iscorso.

:ìc· T2lete a Plutone, tencm: 1 0

sofia cost r:.ettr.i.' pre-socrat1c,'} consiste nel cerccre il modo 11rl.gliol;'e

che

suo essere

origine:rio e

però

il

t:iscorso

facendo dn so:J;~~et­

esso come discorso non pi+'ì so~1etto mc è

l 'ele-·

~>erchè si ,?Osse:. ri;?rOL)orre le P%'.Wll pnrte nella •iuale

rispetto

nl :Jroble111n del

suo essere origina-

fuori

ior1ia,

tutta la foticc. della filo-

r.li "Jensare un discorso· é'l -::unle cor.:~?etc unn ori1ine che sia una ori:~ine

S(;Condo il discorso e

?er mo<lo di dire,

oriJincrio scorso, c 1 .i

che ceree, cerce.nèo di ·inten!:"lere l'origine, èi dartli il c 1 i- abilitnn11i 1.111 'ufficio l'.' 1 i filosofo nel uondo. Da Tc.lete o.

che non sia une ori3ine

come:

teo.1onin o

teoiogic,

ma eh~~ sic un ~iscor~o talctiano,

cioè in~enuanente

Mauritius_in_libris

15

Pletone e.ttraverso là ~icerc~ de3li element-i ori,3inarL-, 1.c ricerca vera

è 'Juelta_ df un'ori3ine del stesso, dunque un_ c-1.iscorso

origine eh? appunto è ori3ine ·èel discorso e non degli nlberi o degli

dei etc. ~ Con Pletone

to, 1 1 investiruerito rnetcfiDico con

dia-corso che

che

sia di corti

i:>etenza

del discorso

sia secondo 1 1 origine e

seconèo çuella

h: ricerca finisce pcrchè

l'ir 1 ee, e

non Platone e' è

1 1 inpot-

c'è 1 1 ht?atto ;;>erchè qui

1 1 iiu~>iit:to che 11 i:-:iscorso

secondo l 'ori,3ine pro?onendosi in »:1uesti ter-

ti<ini c<::f>isce di sè, è che il suo ;Jo.rsi o il suo -,Jro:>orsi è in realtà un suo riproporsi. Cioè che la pro?osizione elemento.re del discorso non l.n posso. fere èome pro1Josfzionc ma Vi 1 .,osso· ·fnre ·ço1ne proposizione solo

perchè mediente le. proposizione debbo endo.re alla ripro;,>osizione, ~ove l)rO?osizione el~mmitare ai3nificc. sem;>licemente, il ca scorso seconc1o 1 ' - ori~ine 11w. dove questa i_'.>roposizione -€:lernentare necesso.rirm1erite, se si- ~nificn ~uclcos.::_, non significr. l 'ori·~ine del discorso e si capisce cu- bito ~xrrchè. Se fosse il discorso interessato a mettere ordine trii ~~li e.Ii.i.ori r~egli dei allora i~otremruo-èire che il discorso secondo l'ori,Jine

è

fti_cile

?Crchè,

fatto,·. si.~ifi-ea 31:\ 1 1 ori-~ine del discorso

in quurtto

beste. mettere in fila de 'iio~re -in gi6 tutti 3li amori suoi e dei suoi, per c~ire che il (1iscorso -secondo l'origine coincide con l 'oriJine del discorso. E fcccio facil~I<ente tutte le teo:~onie che cominciano prima

t~i Tclet(; (~ove cantnre le

uomo olff'e c·-tò:·:che l'uomo c<.mtnvc., e ~uest2. è l 'ori~ine. Il hlOl:teilto ori-

tco~onie s·f:~ifiC.:! cantare la speranza dell'-

3int1rio nel <~Ué1le

1 1 it'èo

.

essendo

·;>lc

tonic~nte

.

l'ensata,

è, 1' i(~eà c_h~·

ftl dn vincolo al c 1 iscorso secondo l ''o'rf.,·~ine e s.l dato eorigino.rio. dcl di-

'

'

scorso, è come se si'31lificcsse per i filosofi la necessità di un archi-

vio dove

"'dtc. dei filòsofi, non ·hc.· senso scriverla r.: meno se:nso ha seperlC: per- chè l)otrebbe escere se non altro ·un discorso 111achi11vcllico -de'i migliori ?er cui cttrnvcr-so le vite. del filosofo t!!.lc, si capisce perchè obbia t"l_etto· questo o çuest 'nltro o non.

la loro bio1rafill ~en.'.jn congelate. ;.>er' seri-yre. Non esiste· 1a

hn lr

Il discorso che è interessato r!.l ~JroblemD originnrio per ne·cessit\ necessità di trovcre il t;cutologico orl3incrio l1er ne.scere, in

Mauritius_in_libris

c:unnto il discorso che hc

to d::i. -çucsto "

sit~ ·~-i trovare il t&utolo:~ico tili 3liore c 1 .el mondo ,Jenscibile, clel

11elle i·.lce

il yro-:.,1E1mc _del suo essere <?rigiru:i.rio è legc,-

be neces-

:>roblnm::i.

c

dovere ne&.nre 1.1uesto ,>roblcma stesso;

mon~o

x~rchè <Nesto migliore

tautolo1ico ?Emsabilc è ciò che eli-

min<:.

rimr~ne l'essere ori 1inario.

di Orfeo (e non si conosce 1.<: mc::.<fre dove la fl&a.c''re -;')otrebbe essere stata.

le. necessità ilell' ass.,;nzc. ;~el discorso teoretico co1i:lc

co in ;1ssolu-co); dico fratr.:llo m~~tur~J.lc, ;>erchè Orfl'o è a ?Osto quan<lo

dovf:nJo mettere

cui

fuori

l 'originc

ft~~cendo la lista 3li viene

il

.?TPblcma del

suo essere

ori ~innrio, _eliininato

il

quele,

perciò

Al,lor.:::. PlD.tonc

divE:ntn fratello

natura.le~

discorso teoreti-

in listo.

dei,

li Iiìettc in -lista in •-tuel modo i.Jer

quello cutcntico.

'i5nolerin r 1 i

l.:i

~li

se

gli

interessa i1. èiscorso ori1innrio,

del <'iscorso:

e

questo è

l'orfismo,

nccesscxiaiu.ente

c

l'orfismo,

l!c.

t:ìuc.nr,o

bb.J.n(1o.nnto

per

Tc.let0 (perchè n):;>unto è une. pi:30olc::riD. Yolere sn 1 JF.:re l'elemento coµie

unico e solo)

fino

r

Platone,

eocluc1enc.".o ·.:;orgia,

divcnt.?

il discorso

di

Pl.:.'l.torte, quest.o è il ~-1is1~orso che potremmo c.p:;>unto chiamare il discor-

so

frntello

~lle3tttimo è.i Orfeo ~:>erchè è il discorso

interessato a fare

sce:ttcire, avcnèo

fel c~iscorso 1 cd

lista 011 ele1oonti, ma. mettenc1o in list<1 soltc.nto l 'iden, cd nllorn dan-

come:

oroblcm.:.i

il

di~corso seconòo

1 1 ori~ine, l'or:igine

mettendo

in

u rnrlo

sccttc.re non c.llv. mcnierc orfica,

:Jo 1 1 Llec

come il ta.utalo.1ico ori~inar.io.' Inf~tti se noi ripren<~illlll.o il

i:iscorso

coll<~o la. sue yri Jine

e

nel t)rimo o nel

nel secondo cc.so ;:Jerchè avremmo il

secohr1o l'elemento ;:>ro:_>osizionale di t?OC 'anzi, il ç.iscorso se-

è ire così

fino

al f>Unto in cui

discorso,

si ~)UÒ continunre r

io dico:

?

<;uc.ndo è

Se

il

-quinci il

è!!.t9 ori'.)1tmr1o rel

che

il

c1i-

scorso è discorso?

è

f.nto ori'.~inario del discorso, _cioè

secondo cnso

c:'iscorso è,

un

;.:>c.clre e<~ une mnr;r(-:? 1

il r~c.to e l 'originc, anzi :>iuttosto, un paf.re

cd

un

pndre.

L'unit\ del {'}.'.:!.to e

<lell 'ori:~inej r'.:unque

il

dato ori3im'.rio 1

ffii

,fr,

il c.~tscorso o no?

il c1e.to ~Ji<~ l' ori,Girie mi ~c. il discorso come

dis::orso

filosofico,

il Jc,to r: l'ori~ine di che cosa? del discorso. La

cllorn,

il dis·=orso è· prir.~c

Quindi,

il dato ~>iì

l 'ori~~ine 1ùi da 11 0i-

s,;;orso Uill r:ato

che

il

(tato e

l 'ori1inè

del>bono essere

Mauritius_in_libris

neccssorinn1entc -

17

il i:'c.to e l 'ori·~inc che rL~r'-~c.no il c,iscorso nllora il <l.i,s.corso ,Jrc-

cedt: ciò che lo f!l. nascere infetti il :?rimo elemento era il i.1iscorso se- coll"do l'origine· dove il dis,::orso secom~o l'origine si 1nifica discorso se- conc1o l'ori1ine che ~ prol_)ric, -0cl discorso stesso non il discorso secondo

l'origine che è

di félre un accenno ·n.

queste, guestione che lr.:

re twlc dn essere un det€:ni1inare quc.lcoso. che si.~ secondo il discorso. Aristotele direbbe per noi, in ré.nporto ei. noi~ in r~?~Jorto al :,Jensare qua.lcosl: che c~evE:: E;Ssere tale rispetto nl c~iscorso e non ris1Jetto al caos o c,l 1i.òn<lo. Riltuu1i.c:!Ulo allorc fermi questo. r>Unto: in che senso e fino a

che ?U!lto si può intendere. che il discorso second.o l'ori~ine significhi . necessità c::el discorso det(;nninnto alle seconda parte di se stesso, cioè c;l dato originario ~èl discorso, ed in che senso è allora possibile dire che L~ ,,ropocizione ori:;inarie è in realtà une. ri2roposizione.

tl!O?rV~ 5''.l bìonf_o, cd. cae11qio, delle cose

Dunque, il pro-

'blemn c)çlla. detent1in.:.,z.iune (e non posso fare

-

·' ~

Sceremo

subito):

~ raeno m0tìo il discorso ~\,lÒ esse-

in che

Mauritius_in_libris

l'II.

-

L 1 APORlli. FONDi.l:ENTl:.LE ùltI11NftlU/

Dicevano che

l 'ii;

:dento

r:i

questo ·corso è un im;>ianto che può nns~E'.~

re come problema ris?ctto c.l ;;>roblcina ('ell 'essere ori3inario

~l ( 1 iscorso a·tasso: il r]C

l 'or~-3ine. Ora, il discorso second.:> 1 'ori,~ine etl il .cteto ori3innriu del èi- scorso t.li: ;>e.re che ncll 'ultiiilD. lezione concluclevuno in questo. Senso: Si vie-

in rapporto·

to

ori1~ine.rio deJ rliscorso- ed il ~iscors9 second~

ne e creare,, o si -viené c. i)rO·_lorre, .::.:. ri-)rOi:Jorre un (}Lscorso rli questo ti-

;;>o: il riscorso. ha or{~incrin11ente :ie.:-·riecessità i:1i c.ercnre, o r.l.i trov.:.re

.- ·'.

.

.

.

.

.

o <:i invent[;!re un d<'.'.to u il :2nto ori~inario, ciò che sia per il discorso

'.

ciò che possi~110 chic::m:!lre 1 1 essere ori3innrio, m<'.'. 1 1 essere orisim1~io non·

3i\

nl discorso. f'

trovare (e (aco

cerà ~)rO~'lrio nr1 ess~re d!: vcèerc il s·enso clcl trov'-lre, o del cercare o <lcl

dçtct::mi?v.re stesso) 1' essere ori:~inurio in 11111niern per~ dn to,1liere

to all'essere originario il ~roblem~ dell'essere ori8in3rio st~sso. In al- t%'.i teni1lni, perchè il ( 1 iscorso sir., per un verso è necess~rio che il di-

rispetto c. se stesso. t{S~~-~~i;è··o~~3inar:f.ò ·1it~ l'essere originario rispetto

llora.

<~ico: il ·.èiscorso ha ori~innriruaente lo necessit.\ c 1 .i

~Jer e.desso

'trovcre' e ;Joi v~.drcm~ co,n~ lc'l ques~ione comin- ·

rispet-

scorso sia. capace r,cl ;>cso < 1

el ~lrobleruél c~ell'css8re ori3inario che ri.~uar­

-:'.r., il r,iscorso,. nm per 1' c,ltro v~rso ha unn necessità imnaediataioente contra-

ria che è 'iuellci. di to;liere il problema perchè l'essere ori:;inario sia e ,;)erchè pur sem~Jre l'essere ori3inario sin in quanto sia ciò che in~eressa

il diocorso e non

f.·ssere ori;jinnrio che interessi il < 1 iscorso secondo l 'ori3inc fino al dnto ori:'."~ino.rio c 1 el discorso stesso. ile. (]Uesto i.JUnto di vista a me pare èi )Ote- re nffermere che ori;inariEJnente il discorso trovn unCL sortll di situazione iniziD-le Dporctica (èi difficoltà, cioè) <Jovuta al fctto che è di fronte

o.e~ une ~bivnicnzo. inizi.1.le che richiede una soluzione univoca. Potrenui.o (1.ire: il discorso trovc. ce stesso in r~1odo te.le dll ess~re in c,ue posti per· t~overe e.vere poi quell'unico ?Osto che è rcppresentato dall'essere origina- rio in c_:ua.nto i ~ue posti dcl <'iscorso s.:>no: la necessità dcl c>roble1na del-

1 'essere ori~innrio H, conie scconr 1 o, lr:\ El tessa necessit.à del )roblema dcll '-

o 1 'osserc coi.ie ta.le, ma l *-

1 'essere

ori:~inario stesso

Mauritius_in_libris

.19

essere ori3in~rio che. il <li scorso s;:1 èov~re ri~)U<:::.rdetre il <liscors~ stesso.

· Quinr;i,

intnnto

il (~iscorso ~Juò fcre ·:?roblelù.s. dell 'e·ssere

ori1inario in

.

~,u.:: 1

-

ni:o fa: ;:>robl€.:1u2 r:ell 'esse.re

.

:•'

.

origim:rio

rispetto

c.

se

stesso cotue èiscor-

.

·•

.

.

.

so c. non ris;.Jet·;.:o c.11 'csscre:: ori3inario colllG .ess'ere e, in ten.1ini ancore.

.

.

.

.

?i:! dr&stici,

sto G.?;?CnC 1€~gc-n,_:;9 il senso 11p01::ètico O critico ·teoretico delltl richieste

socre.tico '.>lntonicu. eèconèo le

neuaeno risp.ett-0. till'qri~ine come ori·1ine.

c_;Ud.le

io

Bedate bene:

io

intanto )Osso fare_ discorso in

·cuanto faccio

èlscorso. sulla santità o non sulle

cose· sente

e

?roprio in

Dnl punto c'.i vista

orl~ine.ricmentc è con•e se uvesse · c::ucsto :>roblemn ed

questo sono èiscorso filosofico.

ori3inario il discorso

è, un r>roblema che ·~Jone

il :discorso cii !rontc c.~~ unn Ciitbiimlenzc ~he .lo stesso discorso è costret-

to r.:1 ne3nre

in quanto lt: i:'liibivelenzc è dovutn· nl fntto

che .il problema

c~c11•èssere

ori 1innrio

è

:Jrobler.m nelle. roisurt.i: in cui

l'essere

originnrio

riiu.:tr6~ il r 1 iscorso f'

rillrii. è COliie se noi potcssil.10 f' doVCSSiiùO Cùri.prendere che ori1inaritm"1cnt~;

non l 'essE:re ori1inario

stE:sso.

Allora in altri

ter-

(in senso

storico)

1 1 ilt•:.>i:mto !~el ~"'.iscorso cofue

discors~ filosofico

nasce

iri c,uanto

c;ucsto

ii

p.ir,nto

si trov.:: apr.ccnto, <~iviso rispetto nl~'essere

ori 3in6.rio che lo intere S S.'.:l, in qu&nto originariar,lC'nté l .' impionto de 1 Gi-

scorso è

verso,

t~ie .Jer

cui

·>er un V(;rso

il

'.>robleme, ci

~-€Ve ess~re ma per

altro

che. il

<'iscorso

sic. capaciti\ riei .probl8mt'l dell'essere

originario r!ù-

vrcbbt;i. supi>ò~r~ (non s"u2pone) .che ii' (~.isco~so è ll sua volte presupp~sto,

·e~~(;rJ.~sc9r.éQ,,.~.al--~~-,-~r~ble1:iJ;. Allorn~ il Jlscors.o che originariamente

h,~·il ',)robt~r~a~~{1t'es~·ere:o:r;l.ginnr.io che

il dlscorso s.tesso ~.o­

ri~rda

vrebh'c· cssc-r~'-'tnlç e\'::. r-'ovèrc essere: preSU??OSto dal problemti dol

-.

J

'#

.

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-.,_·

.

.

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-

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.

.

.

. -

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.

.

.

'

.

éJun.le do

vrebbf;

(;.$Sere detcn·11inc.to eSSiJ df:scorso.

.

-

.

.

.-

-

Io cbieJo se_ poste. co.sl lp i.1UC-

sd.one,· le, quc:stione··_è risolvibiic:

~ui ori ~in.r:rirunente .~eve e.vere couie problcmc. il problcmn dcll 'essere ori-

>cr

Un verso il ~~.iscorso è

tale per

.

.

~

'7.ine.rio che ri1\1E(rc:a il .discorso percI:iè ìl ciscòrso qu{lnçO hn appunto il_

iJroblcma c:Cll 'esserc ori~ina•

problcuìe· di

.

.

capirsi nelle.

.t.'

suc ori:~inc l~c il

·

rio che gli- c~u'?etc, 1 1 ,.::,ll 'esscre. ortginario

che rigua.1:'(~(1 il discorso; mn,

.)~r':·_eltro'versq~. n~ll~ stesso ·tem.:>o nel qusle; il c:~iscorso nasce ed in

cui

il ~:Cs~J;so. è obbli:"';.:Jto c.l .Jroblc;mn c 1 cll:'esscre orL1in12rio ed in cui l 'es-

 

-

 

-

 

.

.

.

sere orf.:1inc.rio è. obbli 3ato t:.r 1 essere r.~i COùllJete:nza, t>rOL>Orzionato .:ll fli\!

Mauritius_in_libris

.20

zcor-so ctes_so in questo s.te:rno tempo e, nello. 'stesso rnp?ort0 ci sono r'Ue

·elementi' ~1r:l_r<:piJorto che non pos,sono stare r.ssieme in· qu.-::.nto nello stesso

tem,?o ·1-'~no 9ipende dcll' c:ltro e l'altro (\i~Jende. c\ill 'uno. l[l' c--:.ltri. terinl-

ni: il r 1 iscorso in 1

serc ori-~incrio che lo fé'. css~re,_ èovrebbG essere. ?,ià un di~cç>rso tnle <l.::•. ;>otc:re csseria copace ('el ;:>roblf=m:in. (!ell 'cssere ori;?,inario,_ lilG per altro

Sù. l'essere ori 1innrio che ri:;;ur:rr-~c, il discorso, in quc.nto ".>roblema, si'jTI-i-

ver-

).Uc.nto

ori3inu.rio •)Or potcrf; e.vere il proble;ma dell 'es-

ficc,_ ~~oblunc. i,)er il s1 ~sserc 1roblemo., siJI:lifica il S\lO fllre nascere

:o

11 dlscorso. ~1crciò. ori~im:rio. /'

so into.n,to ~>uò

esse:ç-f:

orj,.3inori0

llora:

per un vc;.rso abl>ie.tiio che il (~iscor­

in qu<:nto ~>er un verso legato

a~ J?roble-

nm. è-ell 'essere origine.rio· che necess.::~riCLlcntc èeve sL;nificar~ problc~mo,

èovE;

cioè,

ruo<lo ck. c 1 c:ire el

essere

problem.:>. si3nificc nell~l mcnier.s greco

èd assolut~, s

1or3cnzw;

s~: in

1-~'essere. originario, è c_orne se rovesse ~sso spor~ere fuori èi

discorso

il nioc!o di a~~rnf>pc.rsi c.11'es~ere orlginariò,cioè

Ji

iropr:.clroilirsi cell'e.ssere

ori3inario

in mo4o tale

che l'essere ~Jroblerlla

}.

dcll 'esscre. originario costituisce. quelln StJor~cn_zl~ .fonùmaentale cpe costi-

ttiiscc il òiscOr$O fiitì. che Costituisce il Ci_s.;::orSO · ~J"Chè, il èiSCO;t'SO Q 61.1<.1 volte. eosti;tuiscc. la spor:~enzc rlell 'çssere originario •. Co-stituita la c;uale

·siJor~cnzs <:ovrernru0

so ne.scc. contro

se

cvere che .i.>erciò il

stesso.

c 1 iscorsò

ncsc~, ina

perciò il •,~iscor-

Alloi:-c. io· LJ.Otrei

dire in: s~nso storico l)ri~ina­

rto (t)erciò dico :_)latonico): la nascite. {lel {liscorso è verllll1ent:e una ~:poria

fonèmnentnlc,

ci.oè un~ ,~ifficolt-?i-fondamentcle.

c;uellc, c,iffiç:oltà che

perchil'IÌt).

il

·fonr'e i,l rliscorso rnc. è

fondando

.difficoltà. che·

~iscorso. r~schin

di ~liderlo ~?er sem;")re,

~iscorso ·;w.r

ri~ch1

.

scr;qre ;?erchè. è

:::

,: elindnnre, t~orr.:ticnmentc -~1erlnnè.o,. il

i

I

.

1uelln

èifficoltà che. intanto. fonc~c ·il ciscoi;-

so in t;uc.nto fon<.\!:,re .il r.'iscorso si31lificn fa~rlo nnscere contro se· stesso.

·nove,

fare nc.scere il c~1sc01:so c9ntro. il discorso

st(:;S&ç>. si·:~ni:çica farlo

nascer-e contro

il fntto

che necessarie.mente

~fovc rieten11in6re·. per un verso

il dj.sC:!)r&o _per :;_:>otere essere,

,

11 probl:e1ne èell' es- si.3nifica essere

.

in senso ori~inario

st:i:è ori3innrio.-1nl1,

detc.-nr,j.nato esso elise.orso •

:>er ,:;.lt:ro verso,

~eten,iinarc questo

trc

:'Jedi,s

l~ questo ~Liuto è

filosofica~ costi tu~­

. sce

il

tn'"gico orirçin.:irio

( trc3icc

çhe

appunto 1?0SSit:1mo chiéll11s.re

il

trl•3i--

Mauritius_in_libris

21

co Jlatonico) il fatto che il ~ 1 iscorso ,>er potere nascere, doven<lo ncscere

contro .,ae stesso, sic. costretto ad elirnin.'lre dell 'essEre ori~ine.rio il ::>ro- bl€ln.s., cio~ l.<: spor~enz.:, in quc.nto l'essere origine.rio senze problema è

ciò che riit

::nendo

<'el problcmu.

.:~ell'essere ori1in.~rio ·;_>are che· perciò 1 >os-

sa essere il fonde.mento del discorso ,in 1.:;_uel modo :_Jer cui e questq r;.~o

il fonéL:::ilncnto del -:-iiscorso sL~nifica il mito del lò~os o il V~gos che n:a-. sconèe· sè e SE stesso ori:~inariuruente•. ~ potremiùÒ chiederci: l'uso plato- nico c'!ei foiti è solttmto un vezzo dc. ?Oeto.? o lo scotto t'a~.::tto alla cultu-

ra t''el suo

essunto n~l 1aistero è.ella~ sua ori~ine in quanto il raiste-

ro c1ell<:. ori~ine che ri6Ue.rc\~. il lò1os è in rec.ltà le. copertura tragice.men- te necessv.rie del·fctto chG il lògos nasca a çuesta maniera e cioA contro

se tico attraverso il quale si ncsconde il mito <lel lò3os. Cioè, si nosconde

ter~>o? o inveeG esso è un ft:.tto tra.~ico dove fatt0 tragico si-

~ificc il P>1os

stesso.

I

liti ti

che Plntone usn

sono

in reclt1

l'alibi critico

e

teore-

il fetto fondciL1entalc che il discorso· ncscendo !l c;uesto i.i0do nasce contro

se stesso e ce,rtruaente

stesso )erchè non L>uò ccccttf'.re 1 ~~i nascere

il discorso non pu,:J accettare di nascere contTo se

diviso proprio i;>erchè 3recn~

li.lente posso pensc.re lt.; di.visione m:: non posso pronunciarla. Se riusci~]I110

a treéurre

coliic GO èovessimo chiU( 1 .ere

le. pc.rolc; lò3os con unn sola. pcrola e non con un perifrasi è

O~"':rii scuolll di filosofia. Ebbene, per tra~urre

~:1'ò~os c~obJ;>iaIU<J ricorrere alle· '.>erifrosi, cioè dobbiamo ricorrere: al discor-

so; u•.::. trndUTre un.:::. pc

roln

cmac queste. che -per i greci

si3nificc.và· ,~ucllo

··che si1nificavl! r·iuscen.:io '$ ~ire:lò3os, e traducendo questa. parola, essere costret:t:i a fo.re :iiscorso significa che <~obbiarao riconoscere che traùucen- r~o questa phrolé ci' illm.iic:mo <U trnèurra e cioè' che cp}unto non dobbiamo· trndurr~; oioè, rlovfemmo riuscire a riconoscaré 4i lasciare il lògos tl se stesso. Biso:1fla dun{.~uc.le.scicre questo ten;1ine cos1. corae è, e non perchè

?ensiero, ben-

soltanto,

s~. ·:>'"rchè si~ificherebbc r1uellc, ~nit.\· nssulutc. <lel ?ensàre che nascendo-,

cos\ eeso significher~ j

>ensiero

o eopressione

del