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he cos il debito? In tedesco il sostantivo femminile 4DIVME designa insieme il debito e la colpa.
Il capitalismo un culto che non
consente espiazione, ma produce colpa e debito, scriveva gi nel 1921
Walter Benjamin. La vittoria del no al referendum greco ha richiamato lattenzione
del mondo non solo sulla drammaticit della situazione politica ma anche sul conflitto culturale, sullantinomia profonda connessa alla
concezione del debito nellevolversi della psiche collettiva: ancora una volta,
sullantica polarit tra
Grecia e Germania.
%FCJUP F DPMQB il titolo di un libro appena
uscito
(Ediesse,
pagg. 240, euro 12)
che Elettra Stimilli
ha dedicato alla
centralit della figura del debito come colpa nellindebitamento planetario che segna la
pi recente fase
del capitalismo
contemporaneo.
Le forme di consumo illimitato basate
sullindebitamento privato, partite dallAmerica, sono diventate, argomenta Stimilli, il motore principale delleconomia. Dal 2009, con
limmediato globalizzarsi della crisi americana,
laumento
esponenziale
del debito privato ha coinvolto il debito pubblico dei paesi
economicamente avanzati fino
ad arrivare ai debiti sovrani. La finanziarizzazione della vita quotidiana, la democratizzazione del credito,
ha prodotto uno stato di indebitamento generalizzato in cui ognuno, sia come lavoratore sia come consumatore, diventato
per definizione anzitutto debitore.
Nella cultura attuale delloccidente, la
parola debito eminentemente connessa a
quelletica protestante, che gi Max Weber vedeva allorigine ideale e psicologica,
prima ancora che materiale e sociale, del sistema capitalista, alla cui indubbia efficienza i teorici, da Karl Marx a Joseph Schumpeter, hanno sempre contrapposto, con diversi gradi di perplessit, la difficolt etica della giustificazione teorica. Se per Max Weber il capitale nella sua forma moderna nasceva dalla concezione calvinista della grazia e del peccato per poi secolarizzarsi in
ideologia profana, secondo Benjamin il capitalismo pu considerarsi in s una religione, il culto di un dio minore, privo di dogmi

ma dalla legge implacabile. proprio la connessione religiosa fra debito economico e colpa morale attinta peraltro a
unintuizione degli scritti giovanili di Marx
che porta il povero insolvente, scriveva
Benjamin, a fare di s una moneta falsa, a
carpire il credito con inganno, a mentire,
cos che il rapporto di credito diventi oggetto di abuso reciproco.
Se in tedesco i concetti di debito e colpa
si stringono in uno stesso nodo lessicale, la
lingua greca, che sta allorigine del nostro
pensiero e della nostra sintassi filosofica, distingue nettamente tra luno e laltra. Nel

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greco antico, come ancora oggi nel greco


moderno, debito si dice DISFPT, un sostantivo che deriva dal verbo DISBPNBJ, usare,
e dalla locuzione DISF, ci che serve, che
si usa e di cui c bisogno; inoltre connesso con DISFJB, la mancanza. Il termine
DISFPT viene usato ampiamente dagli storici, come Tucidide, dai filosofi, come Platone, e dai giuristi, fino alle /PWFMMF di Giustiniano e ai #BTJMJLB: il greco bizantino assicurer la continuit e trasmetter la certezza
del diritto romano nel suo transito millenario dallet antica a quella moderna, attraverso i secoli solo in occidente oscuri del cosiddetto medioevo dominato dal diritto
barbarico.
Ma la prima attestazione della parola
DISFPT nella letteratura greca gi nellottavo canto dell0EJTTFB, nel passo in cui Efesto incatena Ares e Afrodite dopo averli colti in adulterio. Tutti gli di ridono tranne
Poseidone, che gli intima di scioglierli. Efesto rifiuta perch, dice, se lo facesse Ares
fuggirebbe eludendo insieme due vincoli,
quello materiale della catena e quello morale, il DISFPT, che lo lega ormai a Efesto. Questo secondo legame non una servit, impossibile tra di, piuttosto una comunanza
di destino, un pegno. Il dio della guerra si
indebitato con il dio del fuoco, dellingegneria, dei fabbri, di tutti gli artigiani: cedendo
allamore, condividendo il fascino della
dea, si sottomesso al vincolo di un reciproco scambio. Anche altrove il significato del
DISFPT greco sfuma spesso in quello di una
comunanza ferrea di destino, di una ineludibile necessit: designa il debito
che tutti devono pagare, ossia, almeno a partire da Teognide, anzitutto e per definizione la morte. Unaccezione metaforica
di DISFPT che si ritrova lungo tutta la letteratura greca, da Platone alla 4B
QJFO[B di Salomone
tradotta nella bibbia
dei Settanta.
La distinzione tra
debito e colpa evidente nel Nuovo
Testamento, anzitutto in uno dei
suoi passaggi pi
noti: la preghiera
del discorso della
montagna, che
diventer il padre nostro. Qui il
greco della LPJO
usa,
anzich
DISFPT, il pi materiale e umile sostantivo PQIJM
FNB, che si ritrova
in Matteo 6, 12: rimetti a noi i nostri debiti. La clamorosa discrepanza dal testo di
Luca 11, 4, che ha invece la variante rimetti a
noi i nostri peccati e usa il
ben distinto sostantivo
BNBSUB, ha dato luogo a infinite dispute teologiche e fatto
sospettare una comune ascendenza dallebraico IC, ICPU, insieme
debito e colpa. Ma proprio il fatto che il
dettato neotestamentario debba adottare due voci diverse sottolinea lestraneit
dei due concetti nella psiche greca.
Lo squilibrio politico generato da un lungo e inestinguibile debito ha un precedente storico nel mondo greco. A provocare la
caduta dellimpero di Bisanzio sei secoli fa
stato il debito con la repubblica di Venezia, incarnazione di quel capitalismo nascente che la percezione teologica e filosofica bizantina, erede di quella classica, non
sarebbe mai riuscita ad assimilare n a
comprendere.
Lindebitamento dello stato bizantino
con i banchieri delloccidente spinse le sue
lite verso loriente. La civilt bizantina entr allora nella sfera geopolitica dellislam
ottomano, da cui solo nel XIX secolo la Grecia emersa.
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