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COME MIGLIORARE A SCACCHI?

Come pensare in finale

Molte volte, avrai avuto consigli generici del tipo: “Se hai un ELO intorno ai 1500, Impara matti basilari (Re + Donna vs. Re, Donna + Donna vs. Re, Torre + Torre vs. Re, Re + Torre vs. Re). Giocali finchè non acquisti completa confidenza non sei in grado di dare matto a chiunque in queste posizioni”. Oppure: “Se hai un ELO intorno ai 1600 1700, il finale è la chiave vincente per questo livello. Immagina il vantaggio enorme che hai contro il tuo avversario se tu sai come giocare il finale e lui no! Studia schemi base dei finali: Re + Pedone vs. Re, Re + 2 Pedoni vs. Re, Re + Pedone vs. Re + 2 Pedoni e così via.” Ed ancora:”Se hai un ELO intorno ai 1800 1900, dedicati ai finali di Torre, che sono i più frequenti in assoluto”

Sono tutti consigli validi e che sottoscrivo pienamente, ma purtroppo so, per esperienza, che uno studio solo mnemonico dei finali risulta noioso e, pertanto, poco efficace.

Ora, nelle precedenti due Parti, abbiamo definito la scaletta mentale da utilizzare in mediogioco:

A. Valutazione della Posizione

B. Cosa vuole fare il tuo avversario? (il suo piano)

C. Cosa debbo fare io? (il mio piano)

D. Calcolo delle varianti

La domanda è: possiamo utilizzare lo stesso flusso di pensiero anche in finale?

E’ ovvio che la conoscenza di schemi abituali (patterns) facilita grandemente il nostro lavoro mentale e, quindi, non voglio assolutamente sconsigliarti lo studio di un buon manuale sui finali (Averbach, giusto per citare il più famoso). Ma la conoscenza dei finali non significa solo teoria, ma anche conoscenza accumulata con proprie esperienze e con lo studio delle partite dei maestri.

Qualche esempio concreto ci aiuterà a comprendere meglio il concetto che cerco faticosamente di esprimere.

dei maestri. Qualche esempio concreto ci aiuterà a comprendere meglio il concetto che cerco faticosamente di

Un finale di pedoni facile. Il Bianco può giocare 1.Rc4 oppure, in modo più diretto, 1.b5+ , in quanto sa che dopo 1…Rxb5; 2.Rd5 il finale è vinto facilmente (ad esempio 2…f5; 3.Re5 e così via, facendo strage dei pedoni).

Ora però guardiamo quest'altra posizione:

dei pedoni). Ora però guardiamo quest'altra posizione: Un finale di Torre, con mossa al Bianco, che

Un finale di Torre, con mossa al Bianco, che deve decidere se cambiare le Torri (con 1.Txd6+) o conservarle (con 1.Te4+). Senza bisogno di calcolare le varianti, come farebbe un computer, il mio cervello sa che deve cambiarle, perchè sa che dopo 1.Txd6+ Rxd6; 2.Rd4 Rc6 3.b5+ il finale è vinto (vedi diagramma precedente).

Quindi, la conoscenza teorica dei finali "aiuta" il nostro cervello a funzionare meglio, ad essere più rapido. Ma, in posizioni complesse, ci occorre un algoritmo migliore, per trovare la soluzione.

Osserviamo il seguente studio:

Mossa al Nero.

la soluzione. Osserviamo il seguente studio: Mossa al Nero. E’ evidente che qui, anche se abbiamo

E’ evidente che qui, anche se abbiamo studiato dei buoni manuali sui finali di Torre, non possiamo ridurre il finale ad un caso semplice. Abbiamo quindi bisogno di una scaletta mentale che ci aiuti. Applichiamo lo stesso flusso di pensiero utilizzato nel mediogioco:

A. Valutazione della Posizione

Pedoni: Il Bianco ha due pedoni passati, di cui uno (il pedone c-) in sesta traversa. Il Nero ne ha solo uno, in quinta.

Torri: la torre bianca sta davanti al pedone e non dietro (la posizione ottimale); però potrebbe sfruttare tale situazione dando, al momento opportuno, uno Scacco al Re per liberare di colpo la casa di promozione in c8.

Re: il Re bianco deve avvicinarsi al pedone d5 del Nero. Il Re nero deve evitare ogni Scacco al Re da parte della Torre bianca (come appena detto).

Valutazione: il Bianco sta meglio.

B. Cosa vuole fare il mio avversario? (il piano del Bianco)

Lo abbiamo detto: spingere in c7 e poi dare Scacco. Ad esempio, dopo 1…Rf7; 2.c7, il Nero è in zugzwang (senza mosse). Infatti, se gioco 2…Re7 (avvicinandomi al pedone) il Bianco vince con 3.Te8+. Ovviamente se torno in g6 con 2…Rg6, ho solo perso un tempo prezioso, perchè il Bianco spingerà anche l'altro pedone con 3.e6 e sono ancor più nei guai!

C. Cosa debbo fare io? (il piano del Nero)

Il mio problema urgente è mettere al riparo il mio Re, e possibilmente attivarlo. Ad esempio, metterlo in e4, usando il pedone bianco e5 come scudo.

D. Calcolo delle varianti

Allora: 1…Rf5; 2.c7 Re4; 3.e6 accidenti! come fermo ora il pedone e6? Ci vorrebbe la torre in e7. Ok, altra variante: 1…Tf7+; 2.Re2 Rf5; 3.c7 Re4. Ok, ora, dopo 4.e6 posso giocare 4…Te7. La mia torre blocca entrambi i pedoni bianchi, il Re in e4 non può subire scacchi e difende il mio pedone d5. Una variante di 3 mosse è il mio massimo assoluto. Ok, gioco 1…Tf7+.

Quali insegnamenti generali possiamo trarre da questi esempi?

In linea generale, tutti i finali possono essere divisi in 2 categorie:

1.

Finali Teorici – sono quelli il cui risultato è comunemente noto, ovviamente a gioco corretto. Sono posizioni ben studiate e la soluzione è interamente tecnica.

2.

Finali Pratici – posizioni che appaiono nelle partite reali. Questi di solito hanno più pezzi e pedoni dei finali teorici, ma possono essere risolti applicando le conoscenze basilari sui finali. L’obiettivo è di trasporre questi finali in quelli del primo tipo (i teorici). Il flusso del pensiero, però, deve essere regolato da una scaletta mentale rigorosa.

Nella Parte successiva, studieremo: Come costruirsi un repertorio d’aperture