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Breve storia degli scacchi

Il gioco degli scacchi nacque nelle


regioni del nordovest dell'India nel
quinto secolo dopo Cristo. Non si
hanno indicazioni precise sulle sue
origini, n su chi precisamente
l'abbia inventato; ci che si sa
che a quell'epoca era chiamato
chaturanga (in sanscrito) e, anche
se le regole differivano da quelle
attuali, il gioco era gi chiaramente
individuabile. Non esistono prove
dell'esistenza del gioco in tempi
precedenti e le voci che un gioco
simile agli scacchi fosse in uso
nell'Antico Egitto non hanno
fondamento.
Nel VI Secolo il gioco si diffuse
dall'India alla Persia e pi tardi

raggiunse i popoli Arabi. Gli Arabi,


di qualunque classe sociale fossero,
divennero giocatori accaniti. Perfino
i Califfi giocavano ed erano
estremamente generosi con i
maestri del gioco, riempiendoli
d'oro e di doni. Naturalmente
battere a scacchi un Califfo poteva
essere estremamente pericoloso e
costare anche la vita. Comunque i
Califfi erano di solito spettatori e si
divertivano a seguire le partite
giocate dai loro campioni preferiti,
ma il giocatore che perdeva poteva
anche cadere in disgrazia e perdere
tutti i suoi privilegi di corte.
Non solo i Califfi e i loro figli
giocavano a scacchi tra gli Arabi,
ma anche le principesse. In effetti
era normale per le donne giocare.
Molte poesie recitavano di come i
giocatori fossero "distratti" dalle

grazie delle loro avversarie fino a


perdere le partite. Spesso gli
scacchi si trasformavano cos in una
occasione d'incontri galanti.
Lo spirito prevalente negli scacchi
arabi illustrato dalla leggenda
della Principessa Dilaram. Essa era
la moglie favorita del Gran Visir
Murwadi, che era sebbene fosse un
accanito giocatore di scacchi era
piuttosto mediocre. Murwadi aveva
perso una fortuna in una partita ed
aveva scommesso nella seguente
tutto ci che gli rimaneva compresa
Dilaram. La principessa osservava
preoccupata la partita del marito
farsi sempre pi difficile fino alla
convinzione generale che la sua
posizione fosse ormai senza
speranza. Poi, improvvisamente,
Dilaram si accorse di una sequenza
di mosse che avrebbe fatto vincere

la partita al Visir e salvato la sua


vita; cos, al momento di dichiararsi
sconfitto, sent la principessa che
gli sussurr all'orecchio le mosse da
fare e vinse la partita.
Gli scacchi raggiunsero l'Europa
all'incirca nel X Secolo. I pi grandi
e, forse, pi significativi pezzi di
scacchi che si trovino in Europa
sono i "pezzi di Lewis" del XII
Secolo. Scolpiti da zanne di tricheco
ve ne sono abbastanza per diverse
scacchiere. Furono trovati sepolti
sotto una duna di sabbia sulla
spiaggia di Uig Bay sulla costa
occidentale della Scozia da Lewis
nell'inverno tra il 1830 e il 1831.
Gli scacchi vennero praticati come
gioco d'azzardo e divennero molto
popolari nel medioevo. Le regole
erano leggermente diverse da

quelle di oggi: il Re, la Torre e il


Cavallo si muovevano come negli
scacchi moderni; i pedoni non
potevano essere spinti di due passi
alla prima mossa; l'alfiere si
muoveva s in diagonale, ma di due
sole caselle e poteva "saltare" i
pezzi (come il cavallo); la Donna si
muoveva solo in diagonale di una
casa alla volta. Il Matto e lo Stallo
erano gli stessi di oggi, ma esisteva
anche il Nudo che consisteva nel
lasciare l'avversario con il solo Re
sulla scacchiera.
Nel XVII Secolo il gioco si assest
nella forma moderna che
conosciamo oggi. In pratica le
possibilit di varianti date dalle
regole attuali sono inesauribili, cos,
anche se esistono molte varianti del
gioco, non si vedono ragioni di
cambierne le regole.

interessante notare come gli


scacchi si prestino a svariate
interpretazioni da diversi punti di
vista: psicologico, sociologico,
storico, ecc. Il gioco spesso stato
usato come metafora di vari aspetti
della vita; probabilmente nasce
come rappresentazione di una
battaglia tra due eserciti ed
interessante notare come nelle
varie trasposizioni tra le diverse
culture cambino le raffigurazioni ed
i nomi dei pezzi. Stranamente
l'elemento pi "variabile" tra i pezzi
l'Alfiere, o meglio il pezzo che in
Italia si chiama Alfiere.Infatti lo
stesso pezzo negli scacchi indiani
l'Elefante, nei paesi di lingua
Inglese il Vescovo (Bishop) e in
quelli di lingua Francese il Giullare
(Foux). Queste diverse
rappresentazioni derivano

probabilmente dai diversi aspetti


della vita di corte nelle diverse
culture, dato che i pezzi degli
scacchi, cos come li conosciamo
oggi, sono la rappresentazione di
una corte medievale.