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VULVOVAGINITI

MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE


PID

Stefano Venturoli
Clinica Ginecologica e Fisiopatologia della Riproduzione Umana
Universit di Bologna
Alma Mater Studiorum

DEFINIZIONE
Le vulvovaginiti sono processi infiammatori che si
localizzano alla vulva, alla vagina o in entrambi gli organi
Comprendono un ampio spettro di quadri clinici, di
differente eziopatogenesi, che si manifestano talora
* con sintomi e segnali aspecifici, quali prurito o
bruciore e talora
* con segnali specifici come leucorrea con caratteristiche
particolari (consistenza, odore, colore)

C
L
A
S
S
I
F
I
C
A
Z
I
O
N
E

INFETTIVE
Malattie Sessualmente Trasmesse (MST)
Trichomonas vaginalis
Mycoplasma
HSV
HPV
Gonococco
Treponema
Chlamydia Trachomatis
Malattie infettive a trasmissione non sessuale
Vulvovaginiti Micotiche
Vaginosi Batterica
Vaginite Aerobia
NON INFETTIVE
Vaginiti da contatto,irritative o allergiche
Da farmaci
Vaginite psicosomatica, atrofica

.
Uno dei sintomi che pi frequentemente preoccupa la
paziente la presenza di leucorrea: tale aspetto non
necessariamente espressione di un processo
infettivo in atto.
Il rilascio di *fluido endometriale, la produzione di muco da parte
delle *ghiandole cervicali, il *trasudato vaginale, *lessudato delle
ghiandole accessorie di Skene e Bartolino e il normale *processo
di esfoliazione dellepitelio squamoso vaginale contribuiscono
alla produzione di una fisiologica secrezione vaginale biancastra,
inodore.
La produzione giornaliera pu arrivare a circa 1,5 g al giorno, con possibili
fluttuazioni legate allo stato ormonale della donna e, quindi, indirettamente
alla sua et, alla fase del ciclo mestruale, ad un eventuale stato gravidico.

FLORA BATTERICA VAGINALE


La vagina normalmente popolata da numerosi
microorganismi che costituiscono un "ecosistema" : non si
tratta di una colonizzazione passiva e svantaggiosa, ma di un
vero e proprio sistema di protezione contro altri microrganismi
potenzialmente patogeni.
La flora vaginale di donne sane prevalentemente costituita da
lattobacilli (o bacilli di Doderlein).
La loro funzione protettiva dovuta alla capacit di:
- occupare le sedi di adesione degli altri microrganismi;
- sintetizzare perossido di idrogeno (H2O2, acqua ossigenata),
dotato di azione battericida diretta ed indiretta
- acidificare l'ambiente vaginale (pH 3.8-4,5), metabolizzando il
glicogeno e producendo acido lattico.

CLINICA DELLA PATOLOGIA VULVO VAGINALE


Una variazione degli elementi fisiologici deve porre il
sospetto di una patologia infettiva in atto a carico del basso
tratto genitale.
In particolare, va preso in considerazione un cambiamento
di odore,
consistenza e
colore della leucorrea e
linsorgenza di sintomi associati.
Una accurata valutazione di queste caratteristiche consente una prima
diagnosi differenziale tra le principali vulvovaginiti infettive: vaginosi
batterica (VB), candidiasi (VVC), tricomoniasi (TV)

caratteristiche della leucorrea nelle diverse vaginiti.


LEUCORREA FISIOLOGICA

VAGINOSI

CANDIDIASI

TRICHOMONAS

A volte
aumentata

Aumentata

QUANTITA

scarsa

Spesso
aumentata

COLORE

Biancatrasparente

Bianca
Biancastra
Grigio-verdastra

Grigio-verdastra

CONSISTENZA fluida

Adesa alle
pareti vaginali

Grumosa,
a ricotta

Schiumosa

ODORE

maleodorante

inodore

A volte
maleodorante

inodore

CARATTERISTICHE DELLA LEUCORREA NELLE DIFFERENTI EVAGINITI

VAGINOSI BATTERICA
Eziologia e Epidemiologia
La Vaginosi Batterica tra le pi frequenti cause di
vulvovaginite infettiva nelle donne in et fertile.
Si tratta di una alterazione quantitativa e polimicrobica del
normale ecosistema vaginale,
I dati presenti in Letteratura indicano valori di prevalenza
della VB del 29,2% tra le donne non gravide, di cui peraltro
solo il 15,7% presenta sintomi.
La prevalenza dellinfezione dipende comunque dal tipo di
popolazione studiata.

Da ricordare: la Vaginosi Batterica tra le pi frequenti


vulvovaginiti infettive

Si tratta di una alterazione quantitativa e


polimicrobica del normale ambiente vaginale
Riduzione
- dei Lattobacilli H2O2 produttori
Aumento
- dei cocco bacilli, Gram +/- degli organismi anaerobi
- della Gardnerella (Hemophilus vaginalis)
- dei micoplasmi genitali

ASPETTI CLINICO-DIAGNOSTICI
Il quadro clinico pu essere del tutto asintomatico.
Nel caso in cui la donna sia sintomatica, i disturbi pi
frequentemente lamentati sono rappresentati da:
- leucorrea maleodorante,
- bruciore vaginale
- talvolta, disuria
DIAGNOSI
la diagnosi di VB si basa sui
- criteri clinici di Amsel *
- score di Nugent

Criteri di Amsel, (1983)


prevede la presenza di almeno 3 dei seguenti 4 criteri:
1. leucorrea biancastra o verde-grigiastra omogenea, adesa
alle pareti vaginali
2. pH vaginale > 4.5, come conseguenza della diminuzione
dei morfotipi lattobacillari perossido-produttori
3. positivit del whiff-test, dovuta al rilascio di amine in
seguito allaggiunta di una goccia di KOH al secreto
vaginale
4. presenza di clue-cells allesame microscopico a fresco

Le clue cells , sono rappresentate dalle cellule dellepitelio


squamoso vaginale, tappezzate sulla loro superficie dai
responsabili della Vaginosi Batterica:
- Cocchi anaerobi Gram-variabili,
- Gardnerella Vaginalis
- Batteri anaerobi
.

Aspetti Terapeutici
La terapia condotta per via sistemica o via topica.
Il farmaco di prima scelta il metronidazolo, efficace soprattutto nei
confronti delle specie batteriche anaerobie.
La clindamicina, altrettanto efficace, risulta utile nei casi di ricorrenza,
resistenza, intolleranza al metronidazolo.
RACCOMANDATO
Metronidazolo 500 mg per os 2 volte al giorno per 7 giorni
Metronidazolo gel 0,75% intravaginale una volta al giorno per 5 giorni
Clindamicina crema 2% una applicazione intravaginale al giorno per 7 giorni
ALTERNATIVO
Metronidazolo 2 g per os singola somministrazione
Clindamicina 300 mg per os 2 volte al giorno per 7 giorni

Complicanze correlate alla vaginosi batterica


La Vaginosi Batterica pu condurre a complicanze
ginecologiche, ostetriche e neonatali di rilievo, quali:
- corioamnionite
- aborto spontaneo
- parto pretermine
- basso peso neonatale
- endometrite post-aborto o post-partum
- aumentata suscettibilit alle malattie a trasmissione
sessuale.
Per tali ragioni, di fondamentale importanza il corretto
trattamento della paziente in stato di gravidanza, con
metronidazolo o clindamicina

VAGINITE MICOTICA
Definizione e Epidemiologia
La vulvovaginite micotica sostenuta da miceti appartenenti
nel 90% dei casi al genere Candida (VVC) , di cui se ne
riconoscono numerose specie tra cui Albicans, Tropicalis,
Glabrata, Krusei, Parapsilopsis, Pseudotropicalis, Lusitaniae,
Rugosa.
Nella patologia vulvovaginale, attualmente C. Albicans (8595%) e C . Glabrata (15-10 %) sono quelle di pi frequente
riscontro clinico.

Epidemiologia
Il rapporto C. Albicans/C. Glabrata pari a 10:1 in et fertile,
si riduce a 3:1 in fase post-menopausale: il ruolo degli
estrogeni come promotori della crescita quindi pi
rilevante per la specie albicans.

Si stima che il 75% delle donne in et fertile vada incontro


ad almeno un episodio di vulvovaginite micotica ; di queste
il 40-50% svilupper un secondo episodio, mentre solo il 59% circa svilupper una storia di infezioni ricorrenti
(RVVC),

DA RICORDARE
Tuttavia si tratta di patogeni facoltativi, normalmente
presenti sulla cute e sulle mucose che rivestono il cavo orale,
la vagina e il tratto gastrointestinale.
Si ritiene infatti che circa il 10-30% delle donne in et fertile,
asintomatiche, presenti una colonizzazione vaginale da
Candida.
Solo in particolari condizioni alcuni ceppi di Candida possono
comportarsi da agenti patogeni per cause non sempre
facilmente identificabili, passando alla forma sporigena
invasiva e dando cos luogo ad una vaginite sintomatica.

: VVC: FATTORI DI RISCHIO


FATTORI RELATIVI ALLOSPITE

Situazione ormonale (fase luteinica,


gravidanza)

Contraccettivi ormonali

Diabete

Immunosoppressione (HIV)

Terapia antibiotica (ampicillina, tetracicline,


cefalosporine)

Terapia corticosteroidea

Fattori comportamentali (abitudini dietetiche,


igieniche, sessuali, biancheria intima
sintetica e/o compressiva)

Capacit germinativa

Capacit adesiva

Presenza di recettori cellulari

Presenza di enzimi proteolitici

Produzione di tossine

FATTORI RELATIVI AL MICETE

Aspetti clinico-diagnostici
Dal punto di vista clinico linfezione da Candida pu manifestarsi in
forma asintomatica, acuta o recidivante.

Il prurito il sintomo predominante e pi precoce: pi


intenso nelle ore serali o notturne, in concomitanza con il periodo
premestruale o esacerbato dal rapporto sessuale.

Bruciore, dolore, dispareunia e disuria spesso si associano.


La leucorrea micotica ha caratteristiche tipiche, presentandosi
in quantit abbondante, inodore, di colore bianco-grigiastra, di
consistenza densa, con aspetto a grani di ricotta, adesa alle pareti
vaginali.
Edema e fissurazioni vulvari spesso si associano e sono
secondarie a lesioni da grattamento.

Diagnosi
E possibile con una attenta valutazione clinica, tramite esame
speculare, nelle forme con presentazione tipica
Nei casi in cui il quadro clinico e la sintomatologia riportata
dalla paziente sono sfumati il supporto diagnostico pi
importante dato dallesame microscopico delle secrezioni
vaginali.
Tale indagine , condotta a fresco o con colorazione di Gram
permette un immediato riconoscimento delle ife o delle spore
essendo queste fortemente Gram-positive.
Risulta comunque dirimente ai fini diagnostici lesame
colturale delle secrezioni vaginali.

Aspetti terapeutici
La terapia di vulvovaginiti micotiche si avvale dell
essere utilizzati sia per via topica che sistemica

utilizzo di azoli che possono

Forme non complicate


schema terapeutico a breve termine (1-7 giorni)
somministrazione sistemica o topica
Eradicazione nell80-90% dei casi

Forme complicate recidivanti


trattamento dellattacco acuto per via sistemica
trattamento del partner solo se sintomatico
terapia di mantenimento per via sistemica a lungo termine (fino a 6 mesi)

Forme complicate non albicans


alta percentuale di resistenza agli azoli
schema terapeutico a lungo termine (fino a 14 giorni)
somministrazione sistemica o topica
possibile utilizzo dellacido borico

LA TRICHOMONIASI
Eziologia e Epidemiologia
Il Trichomonas Vaginalis un protozoo flagellato
responsabile di infezioni genitourinarie che riconoscono una
via di trasmissione prevalentemente sessuale; (nonostante il
protozoo possa sopravvivere fino a 45 minuti nellambiente esterno).

Nella popolazione femminile la prevalenza della trichomoniasi


del 2-46%. Secondo lOrganizzazione Mondiale della Sanit
lincidenza annuale della tricomoniasi di quasi 170 milioni di nuovi
casi allanno in tutto il mondo,

I fattori di rischio sono rappresentati dai


rapporti sessuali non protetti
partner multipli
fumo, abuso di alcolici, uso di droghe
et avanzata. La prevalenza infatti aumenta con laumentare dellet,
con valori sempre maggiori tra i 20 e i 45 anni.

Aspetti clinico-diagnostici
.
Le forme sintomatiche sono caratterizzate
leucorrea schiumosa giallo-verdastra, talvolta
maleodorante
disuria
iperemia delle mucose vaginali
interessamento della cervice uterina ( spotting post-coitale per
microemorragie puntiformi sulla mucosa esocervicale, cervicite a
fragola. In caso di flogosi particolarmente intensa si evidenzia il
quadro della colpite maculare, con un caratteristico aspetto
colposcopico a pelle di leopardo della portio uterina).

Diagnosi
Non risulta semplice essendo il quadro clinico caratterizzato
da segni e sintomi spesso aspecifici, pertanto utile avvalersi
di altre metodiche.
Lesame microscopico a fresco del secreto vaginale permette
di visualizzare la presenza del trichomonas in maniera
altamente specifica essendo il protozoo dotato di motilit e
facilmente identificabile dallosservatore.
Il gold standard per la diagnosi di tricomoniasi rimane per
lesame colturale; in tal caso il campione prelevato deve essere
posto in appositi terreni di coltura al fine di garantire la
sopravvivenza del protozoo.

Terapia
Prevede la somministrazione dellantibiotico per via sistemica
poich permette leradicazione di tutti i focolai di infezione, a
livello di ghiandole di Skene, uretra maschile e femminile,
vagina, che potrebbero essere responsabili di successive
reinfezioni endogene.
Il trattamento deve essere esteso al partner, anche se
asintomatico, essendo la trasmissione delinfezione
prevalentemente per via sessuale.
Il farmaco di scelta il metronidazolo: il tinidazolo viene
preferito nelle forme di tricomoniasi resistenti, che si
osservano nel 2,5-5% dei casi.
Il metronidazolo pu essere somministrato anche in gravidanza non
essendo noti effetti teratogeni.

VAGINITE AEROBIA
Eziologia e Epidemiologia
E unentit nosologica classificata tra le vulvovaginiti
infettive a trasmissione non sessuale che comprende tutte
quelle vaginiti ad etiologia batterica, caratterizzate da
unalterazione del normale ecosistema vaginale, che tuttavia
non rientrano nei criteri diagnostici della Vaginosi Batterica.

E caratterizzata da una
riduzione dei lattobacilli vaginali
sovracrescita di batteri aerobi, di derivazione per lo pi
intestinale (E.Coli, Streptococchi di gruppo B,
Stafil.Aureus);
nel 10-20 % dei casi possibile isolare anche Gardnerella Vaginalis,
in un quadro misto di Vaginite Aerobia e Vaginosi Batterica.
VAGINITE AEROBIA

VAGINOSI BATTERICA

pH vaginale

Aumentato, in genere > 6

Aumentato, in genere > 4,5

Leucorrea

Presente, spesso odore sgradevole,

Presente,

(ma con Whiff /Fish test negativo)

(caratteristico

spesso
odore

maleodorante
di

pesce

avariato), con Whiff /Fish-test positivo

Reazione flogistica locale

Presente

(ipermemia

delle

pareti assente o scarsa (nessuna evidenza

vaginali; numerosi PoliMorfoNucleati di

Clue-cell

PoliMorfoNucleati

allesame microscopico a fresco)

microscopico a fresco)

Assenti

Spesso presenti

allesame

Diagnosi
si basa sulla valutazione microscopica di cinque parametri; essa prende
in considerazione la presenza o assenza di:
lattobacilli
leucociti
leucociti tossici (leucociti con aspetto granulare indicativo di intensa
attivit lisosomiale),
flora vaginale di origine enterica
cellule epiteliali parabasali (segno citologico di intensa reazione
infiammatoria).

Aspetti terapeutici
La terapia della Vaginite Aerobia consiste nellutilizzo di antibiotici
topici, in particolare la kanamicina,
-efficace contro le Enterobacteriaceae e
- inattiva e quindi non dannosa, nei confronti della flora lattobacillare.
Nelle forme lievi, si possono ottenere buoni risultati anche con lutilizzo
di disinfettanti locali a base di clorexidina.

CHLAMYDIA TRACHOMATIS
Epidemiologia
Batterio Gram negativo, immobile, parassita intracellulare obbligato.
Comprende quattro specie: C. trachomatis, C. psitacci, C.
pneumoniae, C. pecorum.
La Chlamydia trachomatis un patogeno umano stretto
risultano infettati lepitelio colonnare del canale endocervicale (con
possibile estensione a endometrio, salpingi e peritoneo), lepitelio
colonnare e di transizione delluretra (con possibile estensione
allepididimo) e la congiuntiva,
determina quadri di cervicite, uretrite, salpingite, epididimite,
congiuntivite.

Epidemiologia
Linfezione clamidiale tra le pi frequenti malattie a
trasmissione sessuale; nel 2006 sono stati descritti pi di un
milione di casi dal CDCP.
LOrganizzazione Mondiale della Sanit stima che ogni anno
si verifichino 90 milioni di nuovi casi di infezione genitale da
Chlamydia nel mondo.
La prevalenza dellinfezione chlamydiale strettamente
correlata allet della popolazione presa in esame.
Il picco di positivit delle colture effettuate su materiale
cervicale si riscontra infatti nelle donne tra i 15 e i 21 anni,

Considerazioni Cliniche
Oltre la met delle infezioni da Chlamydia trachomatis negli
uomini ed oltre due terzi nelle donne rimangono non
diagnosticate, a causa di sintomi scarsi o assenti. L'infezione
non diagnosticata persiste nell'ospite e pu essere trasmessa
ai partners
Se non opportunamente trattate, il 40% delle donne con
infezione da Chlamydia sviluppa la malattia infiammatoria
pelvica (PID) e le sue possibili complicanze (dolore pelvico
cronico, gravidanza ectopica, infertilit).
Considerate le severe complicazioni derivanti da una infezione
da Chlamydia non diagnosticata e/o non trattata, opportuno
che tutte le donne sessualmente attive di et inferiore ai 25
anni vengano regolarmente * sottoposte a screening per la
Chlamydia.

Principi clinico-diagnostici
Linfezione da Chlamydia spesso asintomatica;
I segni e sintomi sono spesso sfumati e non specifici,
si manifesta con una secrezione muco purulenta dalla
cervice e/o con una eversione o ectropion della cervice
responsabile di un sanguinamento genitale intermittente.
linfezione pu estendersi al tratto genitale superiore,
provocando una salpingite di grado lieve o severo, con
possibile compromissione della tuba e coinvolgimento
dellovaio , fino al quadro clinico della PID.

Diagnosi

Oggi sono a disposizione diverse metodiche che comprendono:


test diretti, i quali permettono lidentificazione diretta del
patogeno, e
test indiretti, che si occupano della ricerca di anticorpi
specifici.

Il gold standard rappresentato dallamplificazione


genica mediante PCR.

Principi terapeutici
La terapia dellinfezione clamidiale prevede lutilizzo di antibiotici
quali:
- lazitromicina o la doxiciclina; in alternativa
- leritromicina e lofloxacina
- La terapia deve essere estesa al partner
- importante astenersi dai rapporti sessuali fino a ch la terapia
non completata.
- Le pazienti con sintomi persistenti o bassa compliance al
trattamento dovrebbero eseguire un test per la chlamydia
3-4 settimane dalla fine della terapia.

REGIME TERAPEUTICO
(infezione da C.Trachomatis)

RACCOMANDATO

Doxiciclina
Azitromicina

ALTERNATIVO

Ofloxacina
Levofloxacina
Eritromicina
Eritrom. Succin

100 mg per os 2 volte al giorno per 7 g.


1 g per os in singola dose

300 mg per os 2 volte al giorno per 7 g


500 mg per os 2 volte al giorno per 7 g
2 g al giorno per os per 7 g
800 mg per os 4 volte al giorno per 7 g

NEISSERIA GONORRHOEAE
Eziologia ed Epidemiologia
Le Neisseriae sono una famiglia di diplococchi Gram-negativi,
immobili, asporigeni, con aspetto a chicco di caff
allosservazione microscopica. La maggior parte di esse sono
innocui.
la N. gonorrhoeae, responsabile di infezioni uretrali, vaginali,
cervicali, tubariche, rettali, congiuntivali, sistemiche, sia
nelluomo che nella donna.
LOMS stima che ogni anno si verifichino 62 milioni di nuovi
casi di infezione da Neisseria gonorrhoeae nel mondo. Il pi
alto tasso di incidenza si osserva negli adolescenti e nei giovani
adulti.

Aspetti clinico-diagnostici
Nelluomo, linfezione gonococcica si presenta con il quadro delluretrite,
caratterizzata da una secrezione purulenta o muco purulenta dalluretra.
Nella donna il canale cervicale costituisce la prima sede di
infezione.

Le altre localizzazioni possibili sono luretra (interessata nel 79-90% dei


casi), le ghiandole del Bartolini e le ghiandole di Skene.

In genere i disturbi compaiono entro 3-5 giorni dal contagio: i pi


frequenti sintomi sono:
disuria,
secrezioni vaginali ed essudato mucopurulento a livello del
canale cervicale
spotting intermestruale e metrorragia, di gravit variabile, per
facile sanguinamento dellesocervice, in presenza di aree di
ectopia eritematose ed edematose.

Aspetti clinico-diagnostici

Nella donna la complicanza pi temibile rappresentata dalla malattia


infiammatoria pelvica (PID), che, come per linfezione da Chlamydia,
comprende uno spettro clinico :
cervicite
endometrite,
salpingite o ascesso tubo-ovarico
pelvi-peritonite

La diagnosi di infezione da gonococco si basa essenzialmente sullutilizzo di


test diretti, ovvero sullidentificazione della Neisseria nelle secrezioni
prelevate dai siti di infezione (uretra, cervice uterina, retto, faringe).

Le metodiche utilizzate comprendono lesame microscopico, la coltura


cellulare, la ricerca di antigeni specifici e le tecniche basate
sullidentificazione del genoma del patogeno.

Aspetti terapeutici
Negli anni lapproccio terapeutico dellinfezione gonococcica
cambiato proprio in relazione al fenomeno della resistenza.
Dal 2007 i fluorochinolonici (ciprofloxacina, levofloxacina,
ofloxacina) non sono pi indicati come trattamento di prima
scelta nel caso di infezione gonococcica non complicata, a
causa della diffusione di ceppi resistenti negli Stati Uniti.
Attualmente i farmaci di prima scelta nellinfezione non
complicata da Neisseria gonorrhoeae sono rappresentati dalle
cefalosporine, in particolare il cefexime.
Fluorochinolonici, spectinomicina e azitromicina sono da
considerarsi come terapia di seconda scelta.

MALATTIA INFIAMMATORIA PELVICA (PID)

Definizione
Sintende unampio spettro di patologie infiammatorie delle alte
vie genitali femminili, includendo quadri di
- endometrite,
- salpingite,
- ascesso tubo-ovarico
- pelvi peritonite.

Eziologia
In tale definizione rientrano soltanto quelle patologie infettive la cui
origine deriva da microrganismi che, a partire dallambiente
cervico-vaginale, risalgono il tratto genitale femminile fino a
raggiungere lutero e gli annessi.
- La Chlamydia trachomatis rappresenta il principale patogeno
responsabile di PID insieme al
- Gonococco, seguiti da
- Mycoplasma Hominis, batteri, quali Streptococchi, Escherichia
Coli, Haemophilus Influenzae e anaerobi, confermando la
possibile origine polimicrobica della PID

FATTORI DI RISCHIO DI PID


DEMOGRAFICI
Et: adolescenti e giovani adulti
Stato socio-economico: fasce pi basse
Razza: maggiormente esposta quella nera
ABITUDINI SESSUALI
Coitarca precoce
Partner sessuali multipli
Attivit sessuale orale-anale
CONTRACCEZIONE
Mancato utilizzo di contraccettivi di barriera
IUD (nelle prime 3 settimane dopo linserzione)
ANAMNESI GINECOLOGICA
Storia di MST
Pregressa PID

Aspetti clinico-diagnostici
Lo spettro clinico della PID molto ampio, spaziando da:
- quadri sub-clinici sfumati di endometrite
- quadri clinicamente evidenti di salpingiti acute
- forme molto gravi di ascessi tubo-ovarici
- pelvi peritonite.
I sintomi pi frequenti sono:
- il dolore, in genere sordo, continuo, localizzato nei
quadranti addominali inferiori, mono o bilaterale, ad inizio
graduale,
- secrezioni vaginali anomale, per lo pi giallastre,
- alla visita, dolorabilit in sede utero-annessiale e dolorabilit
della cervice uterina agli spostamenti.
- febbre
- leucocitosi

CRITERI CLINICI PER LA DIAGNOSI DI


SALPINGITE ACUTA
Tutti i seguenti tre criteri sono necessari
- dolorabilit addominale
- dolorabilit annessiale
- dolorabilit della cervice uterina agli spostamenti
Pi 1 o pi dei seguenti criteri
- esame microscopico del secreto endocervicale positivo per
diplococchi Gram-negativi
- temperatuta > 38 C
- leucocitosi > 10.000
- evidenza di ascesso pelvico allesame clinico o ecografico
- evidenza di materiale purulento allesame laparoscopico

Aspetti clinico-terapeutici
- Le forme lievi-moderate di PID possono essere trattate con
terapia antibiotica orale,
- I casi di PID severa necessitano dellospedalizzazione per poter
attuare una terapia antibiotica endovenosa ad alte dosi, con
farmaci attivi verso aerobi ed anaerobi.
In caso di ascesso tubo-ovarico non responsivo alla terapia
antibiotica parenterale, si rende necessario un approccio
chirurgico.
La rottura di un ascesso tubo-ovarico, con successivo shock
settico, una situazione clinica molto severa, gravata da un tasso
di mortalit del 10% !!!!!

REGIME ORALE RACCOMANDATO

Ceftriaxone 250 mg IM in singola dose


e
Doxiciclina 100 mg per os due volte al giorno per 14 giorni
con o senza
Metronidazolo 500 mg per os due volte al giorno per 14 giorni
OPPURE:
Cefoxitina 2 g IM in dose singola e Probenecid 1 g per os in singola
dose
e
Doxiciclina 100 mg per os due volte al giorno per 14 giorni
con o senza Metronidazolo 500 mg per os due volte al giorno per 14
giorni

REGIME PARENTERALE RACCOMANDATO

Cefotetan 2 g EV ogni 12 ore


oppure
Cefoxitina 2 g EV ogni 6 ore
e
Doxiciclina 100 mg per os o EV ogni 12 ore

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