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Lezione 1 - CRITERI DIAGNOSTICI

Dia 1.
I criteri diagnostici sono indispensabili per porre una diagnosi corretta di diabete. Essi hanno subito
a livello internazionale, una importante modifica nel 2003, divenendo da un lato pi rigorosi, ed
introducendo dallaltro una nuova categoria di soggetti: quella dellimpaired fasting glucose, siglata
come IFG, cio alterata glicemia a digiuno.
In pratica, prima del 2003, la glicemia a digiuno permetteva di fare solo la diagnosi di diabete. La
categoria intermedia fra normalit e diabete, caratterizzata da soggetti affetti da ridotta tolleranza al
glucosio (IGT, cio impaired glucose tolerance) era diagnosticabile soltanto mediante carico con 75
gr di glucosio.
Dal 2003, viceversa, si pu fare diagnosi di una categoria intermedia, alterata glicemia a digiuno
(IFG), anche senza sottoporre il soggetto al carico di glucosio. E questo permette gi una diagnosi
di allarme, evitando il test da carico.
Lideale sarebbe stato, per semplificare, dare una stessa denominazione a questa categoria
intermedia. In realt, ci non stato possibile, perch le due categorie sono ottenute in modo
diverso: infatti mentre il criterio di tolleranza sottintende il concetto di test da carico, lalterata
glicemia a digiuno non lo presuppone. Ma vi un ulteriore motivazione, ancora pi importante, che
ci fa capire che stato un vantaggio avere una denominazione diversa, e cio che le due categorie
non sempre sono in concordanza. Infatti chi affetto da alterata glicemia a digiuno, non sempre ha
anche una ridotta tolleranza al glucosio e viceversa. Questo introduce il concetto di possibile
differenza di significato fisiopatologico fra le due categorie, che attualmente oggetto di studio.
Comunque, entrambe le categorie contengono soggetti ad elevato rischio di sviluppare un diabete
franco e, per tali motivi, vengono accomunate dal termine pre-diabete.

Dia 2
Oltre allintroduzione di questa nuova categoria, vi stato anche un importante ritocco dei valori
diagnostici di diabete dalla glicemia a digiuno. Da 140 mg/dl si passati a 126 mg/dl.
Comunque, le linee guida internazionali sottolineano che un reperto di glicemia casuale maggiore di
200 mg/dl, eseguito occasionalmente durante la giornata, (quindi non al mattino a digiuno almeno
da 8 ore) permette di fare diagnosi di diabete.
Riassumiamo ora i criteri diagnostici che ci permettono di classificare correttamente le tre
categorie:
Se ci riferiamo alla glicemia a digiuno:
-

al di sotto di 100 mg/dl, il soggetto viene considerato normale,

IFG, cio alterata glicemia a digiuno, se la glicemia compresa fra 100 e 125,

Diabetico se la glicemia > di 126

Se ci riferiamo alla glicemia 2 ore dopo il carico di 75 gr di glucosio:


-

al di sotto di 140 mg/dl, il soggetto viene considerato normale,

IGT, cio ridotta tolleranza al glucosio, se la glicemia compresa fra 140 e 199 mg/dl

Diabetico se la glicemia > di 200 mg/dl.

Dia 3.
In questa diapositiva raggruppiamo le pi importanti raccomandazioni, tratte dallesperienza
quotidiana:
-

A causa delle oscillazioni fisiologiche dei valori glicemici, quando si trovano valori a
digiuno superiori a 99 mg/dl, si raccomanda di ripetere il dosaggio in giorni diversi.

per un approfondimento necessario eseguire il test da carico orale con 75 gr di glucosio


(OGTT Oral Glucose Tolerance Test) e dosaggio della glicemia di base e dopo 120 minuti.

da scoraggiare luso improprio di utilizzare il dosaggio della glicoemoglobina per


confermare o escludere la diagnosi di diabete o di pre-diabete (IFG o IGT). Essa molto
meno discriminante dei valori glicemici ed infine

questi criteri non sono utilizzabili per la diagnosi di diabete gestazionale, che sar trattato in
una lezione dedicata a questo settore.

Dia 4.
Per quanto riguarda il diabete di tipo 1, il dosaggio dei marcatori auto-anticorpali nei soggetti a
rischio non consigliato per una serie di motivi: non vi consenso unanime sui marcatori e sui
loro valori soglia, ma soprattutto, in caso di positivit, al momento non abbiamo nessun tipo di
intervento terapeutico da proporre e rimarrebbe solo la grande preoccupazione di un evento che
potrebbe anche non accadere. La terza ragione, non meno importante, la prevalenza molto bassa
della patologia, per cui uno screening a tutta la popolazione permetterebbe di trovare marcatori
positivi in meno dello 0,5% della popolazione.

Dia 5
Le linee-guida internazionali raccomandano che lo screening per la diagnosi precoce di diabete o di
uno stato pre-diabetico debba essere rivolto a tutta la popolazione che abbia superato la soglia dei
45 anni e, se negativo, debba essere ripetuto ogni 3 anni.

Ma vi sono categorie di soggetti particolarmente a rischio, sulle quali focalizzare maggio attenzione
e sono rappresentate da:
-

soggetti con BMI superiore a 25

soggetti con circonferenza addominale superiore ai massimi consentiti (80 cm per la donna e
94 cm per luomo)

soggetti di sesso femminile che abbiano partorito neonati macrosomici (con peso superiore a
4 kg)

soggetti affetti da ipertensione arteriosa (> 140/80)

soggetti con parametri lipemici alterati (colesterolo HDL < 35 mg/dl e/o trigliceridi > 250
mg/dl)

soggetti che hanno una anamnesi positiva per eventi cardio-vascolari

soggetti di sesso femminile affetti da sindrome dellovaio policistico.