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n.

08 dicembre 2014

Distribuito senza scopo di lucro

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

Editoriale
Con queste poche righe ho il grande
piacere di iniziare la bella esperienza
del nostro giornalino parrocchiale di
San Vito Romano.
Un giornalino parrocchiale ha il
grande merito di provare a tenere
unita ed informata tutta la comunit
su quanto avviene quotidianamente
nelle nostre due belle parrocchie. Ed
quindi uno strumento caro a tutti
noi per il suo servizio. Il fatto poi,
che sia redatto dai nostri giovani di
San Vito, che sono il futuro del
nostro paese, ancor pi motivo di
gioia e di apprezzamento da parte di
tutti noi. provvidenziale che questo
primo numero del giornalino esca
proprio allinizio dellavvento,
allinizio di un nuovo anno liturgico
della vita della Chiesa.
(SEGUE)

La Tenda

Presentazione del Gruppo


Giovani
Quando si al servizio la cosa pi importante donare e farlo
gratuitamente, senza nulla in cambio. Una frase dice: C pi
gioia nel dare che nel ricevere. proprio cos. E donare, al
tempo stesso, come ricevere.
Il Gruppo Giovani della parrocchia di San Vito nasce con il
proposito di fare proprio questo: donare, in un modo o nellaltro,
qualcosa che divenga ricchezza per chi la riceve, che ricchezza
per chi la dona e che sia pienezza che colmi i cuori.
Sono state molte le esperienze che ci hanno portato a capire
quanto sia fondamentale il sostegno reciproco. Dal servizio alla
mensa della Caritas di Roma al carcere di Paliano, dalle feste di

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

Il tempo di avvento ci prepara a


vivere appieno il tempo del Natale, la
venuta di Dio, fattosi uomo, in mezzo
a noi.

Ogni anno noi riviviamo questo


grande mistero dellIncarnazione, del

n. 1

08 dicembre 2014

carnevale per lUnitalsi ai Presepi, dalle Infiorate alle


innumerevoli iniziative portate avanti per il paese. Come gruppo,
non c stata volta nella quale ognuno di noi non abbia ricevuto
una lezione, una testimonianza, una spinta a fare sempre meglio.
Negli occhi, nei sorrisi, negli abbracci e nelle strette di mano
delle persone pi bisognose, abbiamo fortificato il nostro
cammino nella fede, sperimentando, ogni giorno, la grandezza
dellamore. Andati per dare e tornati, ogni volta, avendo ricevuto
il centuplo.

Dio che si fa umile bambino, ma


dobbiamo

anche

prepararci

alla

Gruppo Giovani San Vito Romano

venuta di Dio alla fine dei tempi. Dio

Il giornale, il titolo, lo scopo

si fatto uomo duemila anni fa,

La tenda semplice, umile, un rifugio. Essa riunisce, fa


allegria, rafforza legami e, in caso di emergenza, salva dalla
tempesta. Si pu montare dappertutto, ha bisogno di poco per
essere eretta, ma sa essere salda al punto giusto. Semplice,
modesta, eppure cos importante. Questo giornale parrocchiale
vuole essere appunto una tenda, un ritrovo per tutti noi, sanvitesi
e giovani in particolar modo: un luogo di incontro e di
riflessione, momento di approfondimento e di svago, di preghiera
e allegria. Ogni mese ci saranno riflessioni sul Vangelo delle
Domeniche, sul periodo liturgico, sulle parole pi significative,
affinch possiamo approfondire la Parola e viverla con pienezza
nella vita quotidiana. A fare da contorno, diverse rubriche,
culturali e non, per intrattenere e divertire i nostri lettori.

presente

in

mezzo

noi

nei

sacramenti e nei fratelli, verr alla


fine dei tempi a giudicare la nostra
vita: impariamo fin da oggi ad
attenderlo, ad accoglierlo, a viverlo.
Ogni anno il Natale ci prepara
proprio a questo: ad accogliere e
vivere con Dio, in Dio, per Dio.

Questo anche il mio primo Natale


in mezzo a voi, come parroco di
questa bella comunit, in questi primi
mesi sto imparando a conoscere una
comunit viva e matura, che sente nel
suo

cuore

mette

in

pratica

linsegnamento del Vangelo: non


dobbiamo mai stancarci di continuare
su questa strada, di cercare di
migliorare e crescere sempre, di
raggiungere tutti i fratelli.
(SEGUE)

D
o
n

C
La Tenda

a
r
m

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

Laugurio che allora vi faccio,


unitamente

ai

sacerdoti

miei

collaboratori ed ai seminaristi che


qui vivono, quello di poter vivere
questo primo Natale insieme, come

n. 1

08 dicembre 2014

Con questo Giornalino parrocchiale, ci proponiamo, ancora una


volta, di dar vita a un piccolo ritrovo di condivisioni e scambi.
Per questo, La Tenda aperta a tutti coloro che vogliano
contribuire: chiunque desidera, si senta libero di scrivere o
inviare articoli, lettere o riflessioni in linea con il giornale e
saranno pubblicati!

un evento di grazia che ci confermi


nei

nostri

buoni

propositi,

ci

corregga negli errori, ci sostenga


nella fatica e ci sproni a vivere
sempre meglio la nostra Fede da
veri cristiani.

Sperando di riuscire nel nostro intento, ringraziamo da ora i


nostri lettori! Buona lettura!

Meditazioni sui Vangeli


dellAvvento

Prego la Vergine Immacolata per


questa comunit di San Vito e
chiedo a Dio Padre la Benedizione
per voi, per le vostre famiglie e per
quanti vi sono cari.

San Vito Romano, 08.12.2014,


Solennit dellImmacolata
Concezione

Don Carmelo Salis,


parroco

Domenica 30 Novembre: Vegliate! Non sapete quando il padrone


di casa ritorner (Mc 13,33-37).
Inizia lAvvento, il periodo in cui la Chiesa aspetta.
Immaginiamoci la Chiesa come una mamma incinta, che aspetta
un bambino. unattesa carica di impazienza e desiderio.
Eccola la mamma, che prepara ogni cosa, che pensa e ripensa se
tutto sia pronto, che non dorme la notte, perch vuole essere ben
presente quando il bambino dar i primi segni di voler nascere,
che ascolta e scruta con attenzione i movimenti della pancia, che
sta attenta alle sue abitudini di vita, che evita ci che pu far
male a lei e al bambino, che si pone mille domande. Eccola che
si chiede se lei pronta ad accogliere suo figlio, se disposta a
fargli spazio nella sua vita, rinunciando per amore suo alle
D
proprie esigenze e se lei la mamma che suo figlio
desidererebbe.o
Ecco cosa vuol
n dire attendere, avvento: prepararsi ad un incontro,
andare verso laltro, far spazio allAltro che viene, stare attento a
tutto quello che pu favorire lincontro e la venuta, essere vigili
affinch tuttoCvada al meglio.
Il Signore ci achiede proprio questo: di essere vigili e desiderosi
come una mamma
che sta per partorire, prepararci ad accogliere
r
al meglio Lui e laltro nella nostra vita, stare attenti a tutto quello
che abbiamo m
intorno, perch possa essere per il bene nostro e di
chi ci sta vicino.
e

l
Allora chiediamoci:
quanto spazio do a Ges nella mia vita?
Sono pronto o ad accoglierlo, a rinunciare a me per il bene
dellaltro? Cosa faccio perch laltro sia felice di incontrarmi?
Accolgo chi mi vicino, chi piccolo e mi stato affidato?
S
Cristina Galizia
a
La Tenda

l
i

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

n. 1

08 dicembre 2014

Le parole dellAvvento

Domenica 7 Dicembre: Raddrizzate le vie del Signore (Mc 1,1-8)

VEGLIARE

Se la parola dordine del vangelo della prima domenica


davvento, era Vegliate!, in questo secondo appuntamento
liturgico dellavvento spicca con forza limmagine del
messaggero, ovvero di colui che mandato da Dio a portare una
comunicazione. Si tratta del Messaggio dei messaggi, che il
Vangelo, la lieta notizia dellumanit restituita alla propria piena
realizzazione mediante il Figlio di Dio Incarnato.

La sua origine, si pu proprio


dire, si perde nella notte dei
tempi. Proprio nella notte! Ai
tempi delle primissime
sentinelle che avevano il
compito notturno di fare la
guardia; di vegliare, appunto,
onde evitare attacchi
dallesterno. Il compito della
sentinella veniva considerato
uno dei pi nobili e importanti.
A loro, infatti, era richiesta una
cosa fondamentale:
VEGLIARE. Rimanere svegli
tutta la notte; tenere gli occhi
aperti. Un piccolo crollo, una
minima svista, e molte vite
sarebbero finite in pericolo.
Vegliare deriva dal latino
VIGILARE: non dormire,
stare desto, rimanere SVEGLIO.
Quando aspettiamo qualcosa di
importante per la nostra vita,
siamo tutti cos: con gli occhi
aperti. Non ci dormiamo la
notte. Il Signore ci sta
chiedendo proprio questo:
rimanere desti. E ci chiede di
farlo per lui, di impiegare
lattesa aspettandolo svegli.
Proprio come facciamo
aspettando che torni qualcuno
che amiamo e abbiamo lansia
di rivedere; proprio come fa un
bambino aspettando che
tornino a casa i genitori. Ci
vuole comunicare quanto sia
grande levento che sta per
accadere: la Sua venuta.
LAvvento. E non a caso il
Vangelo della prima Domenica
di Avvento comincia cos: con
la raccomandazione di
vegliare. Fin dallinizio ci
viene preannunciato che
accadr qualcosa, qualcosa
che non dobbiamo perderci.
(SEGUE)

La Tenda

Levangelista Marco con parole come pietre espone in modo


programmatico gi tutto il contenuto di una tale divina
comunicazione allumanit, nei primi otto versetti del suo
vangelo, che oggi la Chiesa ci invita a meditare.
Il Battista indica una via che siamo chiamati ad imboccare ed
quella della conversione, cio della confessione delle nostre
responsabilit, perch lAnnunciato possa a sua volta trovare la
via del nostro cuore sgombra dalle macerie del peccato e cos
prendere dimora in noi. Il messaggero, poi, con il suo stile di vita
sobrio impersona il messaggio e la sua voce fatta di carne,
ancor prima che di parole.
Ma ecco che lo stesso Giovanni svela la sua natura, quella
dellemissario, il cui battesimo avviene con acqua: egli
strumento, il fine Colui che solo ci battezzer in Spirito
Santo. lo Spirito il grande dono del Padre attraverso Ges.
Perch << lo Spirito che d vita, la carne non giova a
Nulla>>.
Franco Ferro
Domenica 14 Dicembre: In mezzo a voi sta uno che voi non
conoscete. (Gv 1,6-8.19-28)
Passo dopo passo, il nostro cammino verso il Santo Natale
prosegue e ci conduce all'incontro con la figura di Giovanni
Battista, personaggio che abbiamo iniziato a conoscere gi la
settimana scorsa in quanto messaggero.
In questo Vangelo invece, lo troviamo nelle vesti di Testimone.
Nel significato proprio del termine, il testimone una persona
che assiste a un evento e pu quindi attestarlo, garantire che
avvenuto.
Il Battista testimone di qualcosa che ha visto e sperimentato:
la Luce vera, quella che illumina ogni uomo, quella che d
pace e gioia, quella che dissipa le tenebre e cio Ges Cristo.
Giovanni sa di non essere lui la Luce, ma di avere il compito di
preparare i cuori degli uomini alla venuta del Salvatore.

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

Qualcosa di talmente importante


che non dobbiamo distrarci.
Come ricompensa, come pi
grande atto damore per il nostro
sforzo di non addormentarci,
proprio questo il regalo, il dono
che il Signore ci fa: la Venuta. E
questo dono, anche se non sempre
ce ne accorgiamo, ce lo fa ogni
giorno. Basta tenere gli occhi
aperti, gli occhi che non sono
sempre quelli del corpo, ma gli
occhi del cuore. Basta vegliare.
Questa la veglia, questo
rimanere svegli: aspettare,
tenendo gli occhi aperti, levento
importante che verr. Le cose
belle e importanti che avvengono
e che abbiamo intorno
quotidianamente. Proprio come
delle sentinelle. Affinch il
padrone di casa, giungendo
allimprovviso, non ci trovi
addormentati.

n. 1

08 dicembre 2014

Anche noi siamo chiamati, in questo periodo d'Avvento, ad


essere testimoni della Luce di Cristo. E' un invito a farci umili
strumenti nelle mani di Dio, indicatori della sua Luce al nostro
prossimo, non pi solo con le parole, come fa il messaggero, ma
con tutta la nostra vita.
Sofia Testa
Domenica 21 Dicembre: Ecco concepirai un figlio e lo darai alla
luce (Lc 1,26-38)
Eccoci giunti al Vangelo da cui tutto ha avuto inizio:
l'annunciazione. Maria, una ragazza qualunque, in un giorno
qualunque, riceve l'annuncio che dal quel momento cambier
totalmente la storia del mondo: portare in grembo il Salvatore.
Portare in grembo la vita di Colui che d vita.
Nessuna spiegazione, nessuna esitazione, Maria ha solo un
interesse: lasciare che si compia il grande progetto che il Signore
ha su di lei.
Sono innumerevoli le volte in cui ci chiediamo il perch di tante
cose e infinite sono pure le volte in cui rinunciamo a proposte,
progetti, perch la paura di ci che non conosciamo ci fa tirare
indietro ancora prima di cominciare. Il coraggio di dire subito
"s", di fidarci e affidarci, non sempre lo facciamo nostro. E se
non fossi in grado? E se non fossi capace? Pi grande il
progetto, pi grande la paura. Pi sono le incognite, pi le
domande. Queste sicuramente saranno state le stesse paure di
Maria, ma lei stessa a cambiare le carte in tavola. A trasformare
la sua paura in quello che il vero coraggio. Lei, una ragazza
qualunque, in un giorno qualunque. La donna del silenzio. La
donna del coraggio.
"Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai
detto". L ECCOMI di Maria miracolo, la parola pi bella mai
detta prima. ECCOMI, "ecco me", prontezza, totalit.
"Dio ha fatto in me cose grandi". L'altra frase immensa.

Vegliate!

Non sono importanti le domande e nemmeno le risposte, n i


come n i perch e nemmeno le conseguenze: conta la
magnificenza. Conta lasciare che Dio faccia cose grandi in noi.
"Nulla impossibile a Dio.
Adriana Rossi

Adriana Rossi

La Tenda

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

Lo spunto culturale del


mese
"Mirim, sai cos' la grazia?"
"Non di preciso", risposi. "Non
un'andatura attraente, non il
portamento elevato di certe nostre
donne bene in mostra. la forza
sovrumana di affrontare il mondo
da soli senza sforzo, sfidarlo a
duello tutto intero senza neanche
spettinarsi. Non femminile,
dote di profeti. un dono e tu
l'hai avuto. Chi lo possiede
affrancato da ogni timore. L'ho
visto su di te la sera dell'incontro e
da allora l'hai addosso. Tu sei
piena di grazia. Intorno a te c'
una barriera di grazia, una
fortezza. Tu la spargi, Mirim:
pure su di me."
Erri De Luca uno scrittore e
poeta italiano. Nel 2006 pubblica
'In nome della madre', breve
romanzo
incentrato
sulla
gravidanza di Miriam, Maria,
dall'annuncio fino alla nativit.
Tutti noi abbiamo un'immagine
nitida della scena della nativit:
una grotta, Maria, Giuseppe, il
piccolo Ges riscaldato dal bue e
dall'asinello. In breve, il nostro
presepe.
Ma forse in pochi hanno pensato a
cosa abbia provato la giovane
Miriam nel dire S all'annuncio
dell'Angelo, accogliendo la Grazia
di Dio. Cosa accadeva nel cuore
di questa meravigliosa ragazza
che ha avuto il coraggio della
Fede e dell'Amore? E Iosef, che
ruolo ha avuto in questo progetto
divino?

n. 1

08 dicembre 2014

Gioved 25 Dicembre: Oggi nato per voi il Salvatore (Lc 2,114)

Il Vangelo di oggi profuma di una tenerezza famigliare. Sa di


amore, di reciprocit, di paternit, di maternit, di famiglia. Di
essenzialit.
Un decreto di Cesare Augusto ha ordinato un censimento di tutta
la terra e ciascuno torna nella propria citt natale per farsi
registrare. Maria e Giuseppe sono in viaggio verso Betlemme e
Maria incinta. Immaginiamoli cos, lungo il cammino:
silenziosi, pensosi ma anche sereni. Ges sta per nascere e, dalla
descrizione fatta dall'Evangelista Luca, non trapela nemmeno un
cenno di turbamento nell'animo dei due genitori.
Le porte delle locande, degli alberghi, ad una ad una gli si
chiudono in faccia. Povero Giuseppe: chiss come si sar sentito
a non poter offrire nemmeno un posto caldo e decoroso per far
nascere questo bambino, figlio del Mistero.
Cos Ges nasce in una mangiatoia. Freddo, animali, cattivi
odori, fanno da "tappezzeria" alla nascita del Figlio di Dio!
Quanto coraggio e quanta semplicit serbavano nel cuore Maria e
Giuseppe. Dovremmo imparare anche noi da loro stessi la
semplicit e l'essenzialit. Solitamente noi se non abbiamo tutto
pianificato, tutto calcolato e miliardi di confort, nemmeno ci
mettiamo a fare qualcosa. Giuseppe e Maria sono per noi la
dimostrazione di come ci si possa arrangiare comunque,
puntando lo sguardo sull'essenziale. E l'essenziale che Maria e
Giuseppe si vogliono bene ed hanno tra le loro braccia il Dono
pi grande che Dio Padre potesse loro affidare: Suo Figlio Ges.
Prendiamo loro come esempio, come modello di essenzialit per
la nostra vita, per la nostra quotidianit! Ges oggi nato per
noi, per ciascuno di noi "Gloria a Dio nel pi alto dei cieli."
Francesca Micocci

(SEGUE)

La Tenda

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

La semplicit, la spontaneit,
l'umilt di Maria durante la sua
gravidanza e la forza del suo uomo,
Giuseppe: questo ci che vuole
trasmettere Erri De Luca, narrando
proprio "la storia di una ragazza,
operaia della divinit, marcata da
Lei stessa; l'amore smisurato di
Iosef per la sua sposa promessa
Miriam che partorir da sola in una
stalla."
Canto di Mirim/Maria
Di chi questo figlio perfetto,
chiederanno frugandolo in viso,
di chi questo seme sospetto,
la paternit del tuo sorriso?
solamente mio, solamente mio,
di nessunaltra carne, solamente
mio.
solamente mio, solamente mio,
finch dura la notte solamente
mio.
Chi questo figlio cometa?
Chi questo mio clandestino?
Spillato da fonte segreta,
venuto al travaso del vino?
solamente Mio, Solamente Mio,
il suo nome stanotte Solamente
Mio.
Solamente Mio, Solamente Mio,
domani avr altro nome, adesso
Solamente Mio.

Michela Colaneri, Giada Cianfriglia,


Sara Testa

La Tenda

n. 1

08 dicembre 2014

Casa di formazione a San Vito


Sono giunto a San Vito Romano il 15 settembre 2014 e
sinceramente ignoravo perfino lesistenza di questo luogo. Fin
dallinizio don Carmelo, che non soltanto il pastore delle due
comunit parrocchiali di San Vito ma anche il responsabile
della nostra formazione, ha detto a me e agli altri nuovi
seminaristi che i Sanvitesi sono persone speciali. Pi passa il
tempo e pi mi rendo conto che questa affermazione verissima!
Ho notato nella gente di questo borgo, artistico e bel comune
della provincia di Roma, una fede genuina e sincera, sostenuta da
unumanit autentica e semplice. I Sanvitesi hanno aiutato me e i
miei compagni di viaggio a sentirci subito a casa: ho constatato
tutto questo specialmente durante la missione parrocchiale,
svoltasi durante il mese di ottobre, e in modo particolare durante
la visita alle famiglie. In linea teorica dovevamo essere noi
seminaristi gli evangelizzatori: in realt stato il popolo di San
Vito ad indicarci la strada concreta di un Vangelo vissuto in
modo coerente, cosciente, coraggioso e credibile! Ha proprio
ragione il vescovo, Mons. Domenico Sigalini, nel dire che San
Vito Romano il paese pi cattolico della diocesi. Perch tutto
questo possibile? Evidentemente i parroci del passato hanno
coltivato bene il cuore dei sanvitesi, seminando con abbondanza
il seme della Parola di Dio, la quale lampada ai nostri passi,
come ricorda la Sacra Scrittura. Inoltre sono convinto che anche
lesempio del santo martire Vito, quale patrono di questo paese,
incida notevolmente sulla qualit della fede vissuta dai sanvitesi.
Un autore cristiano antico, chiamato Tertulliano, diceva: Il
sangue dei martiri semenza di nuovi cristiani; la testimonianza
di fratelli nella fede, che hanno perso la vita per Cristo e per il
suo Vangelo, un continuo sprone per noi cristiani del Terzo
Millennio ad andare controcorrente e ad essere di esempio per un
mondo che sembra aver perso il senso cristiano dellesistenza.
San Vito Romano per noi seminaristi una casa, un cenacolo e
una scuola d vita: una casa perch qui il Vescovo Domenico
vuole che approfondiamo la nostra formazione verso il
presbiterato; un cenacolo perch in questo luogo alimentiamo
la nostra comunione con Dio attraverso la preghiera; infine una
scuola di vita perch proprio a San Vito ognuno di noi si abilita
ad essere ministro misericordioso, vicino alla gente e, come
spesso ricorda Papa Francesco, che abbia lodore delle pecore.
Per noi una gioia ed una benedizione il poter vivere a San Vito
Romano: abbiamo fortemente bisogno del sostegno e
dellesempio di tutti i Sanvitesi per poter costruire una Chiesa
nuova nellamore, fondata sulla comunione e sulla carit
vicendevole.
Vincenzo
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Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

n. 1

08 dicembre 2014

I PassaTenda
A casa di Babbo Natale
la vigilia di Natale e Babbo

Natale va nella stalla per prendere


le renne, ma quando arriva le
trova tutte rovesciate. Allora
chiama allarmato un dottore, che
gli d una polverina e le renne si
rigirano. A vedere ci, Babbo
Natale, sorpreso, chiede al dottore
come ha fatto. E il dottore:
Semplice! Gli ho dato un
VoltaRen!'

(Marianna Carrarini)

Completa il cruciverba secondo le definizioni.

Opinionidifferenziate
Mi rifiuto disse il netturbino.

Inserendo in ogni casella dello schema sottostante la lettera


presente nella casella del cruciverba con lo stesso simbolo,
otterrete una frase di Madre Teresa.

Orizzontali: 1. Il cuore per il poeta 3. in excelsis deo 9. Al centro del


coro 11. Se alpina bianca, ma se di Natale rossa 12. Il pandoro
senza pan 14. Il primo lo realizz San Francesco dAssisi a Greccio 18. La
vigilia a Londra 19. Pari in abete 20. Alla fine della luminaria 25. Onore
senza vocali 26. Si festeggia il 25 Dicembre 29. Il nome della stella che
guid i pastori 30. Il contrario di altanon bassa 32. Cos finisce il ciel
34. Un podi tanto 35. Lo preparano le nonne con canditi, uvetta e frutta
secca 37. N no n n 38. Tante sono le domeniche dAvvento

Al manicomio
Due pazzi al manicomio. Uno il
capo e l'altro il suo servo. Un
giorno il capo dice al suo servo:
Vai all'entrata del manicomio e
vedi come il cancello: se alto,
ci passiamo sotto; se basso, ci
passiamo sopra.
Il servo ritorna e dice: Capo non
possiamo proprio scappare
Perch ? domanda il capo
Perch il cancello non c'
proprio!
Aurora Trinchieri

La Tenda

Verticali: 1. Ce lha lasino, il buee il pianoforte 2. Uno dei doni portati

dai magi 4. Consonanti in Elisa 5. LAvventoallo specchio 6. La nota con


la corona 7. Larticolo del Pandoro 8. Ce lhanno gli angeli 10. Morbido,
duro o al cioccolato 13. In mezzo allarpa 15. Mezza pera 16. Festeggia
lonomastico il giorno dopo Natale 17. Dickens scrisse A Christmas.
20. Lo port in dono Baldassarre 22. Lo state leggendo adesso 24. Un pezzo
di panettone 27. I primi duea tavola 28. Articolo per vigilia 31. Nelle
vecchie audiocassette cera quello A e quello B 33. N lui n me 36. Si
scrive prima del nome sui regali

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

Per un dolce Natale!


Pizzicotti
4 uova
200 gr di burro
200 gr di farina
500 gr di noci
200 gr di cioccolato fondente
bustina di lievito per dolci
250 gr di zucchero.

n. 1

08 dicembre 2014

Aiuta Maria e Giuseppe ad arrivare alla capanna

PROCEDIMENTO:

Disporre a fontana la farina setacciata.


Al centro aggiungere le uova, lo
zucchero, il burro fuso, le noci spezzate
grossolanamente e il cioccolato
fondente a scaglie. Mescolare tutti gli
ingredienti e preriscaldare il forno a
180. Mettere su una teglia la carta da
forno e formare
con limpasto delle palline che
dovranno cuocere per 15 minuti circa

Pampepato
50 gr di mandorle pelate
50 gr di nocciole pulite
50 gr di noci pulite
90 gr di cioccolato fondente
50 gr di uvetta
70/80 gr di farina
100 ml di miele
2 cucchiai di vino rosso (se non
ce lo avete 2 di acqua)
pizzico di cannella
pizzico di noce moscata pepe
nero in grani
PROCEDIMENTO:
Tritare la frutta secca e la cioccolata
lasciando tutto in pezzi grandi e
metterlo in una ciotola. Aggiungere poi
luvetta (messa prima un poco a mollo
nellacqua). Far bollire in un tegame il
miele con i due cucchiai di vino rosso o
acqua. Versare il liquido nella ciotola
dove sono gli altri ingredienti e iniziare
a girare.
Aggiungere poi la noce moscata, la
cannella e il pepe macinato e
incorporare la farina setacciata,
continuando a mescolare fino a far
rassodare limpasto.
Ricavare dallimpasto due pagnottelle e
cuocerle in una teglia con carta da
forno a 180. Una volta cotto il
panpepato lasciarlo freddare e servirlo
tagliandolo a fette.
La Tenda

Giulia Luzzi

Lo sapevi che
Il primo albero di Natale artificiale fu fatto in Germania,
decorato con piume doca tinte di verde.
Nella notte di Natale, in passato, si accendeva nel
caminetto un gran ceppo di abete, detto il "Ceppo di Natale", per
rendere confortevole l'ambiente in segno di ospitalit e accogliere
meglio la nascita di Ges.
La Statua della Libert stato il pi grande regalo di
Natale nonch il pi pesante al mondo: 46.5metri di altezza e 225
tonnellate di peso, regalata agli americani dalla Francia.
Jingle Bells stata la prima canzone cantata nello Spazio,
il 16 Dicembre 1965, dagli astronauti di Gemini 6.

La parola Presepe deriva dal Latino PRAESAEPE che


significa mangiatoia.

Giornale Parrocchiale di San Vito Romano

n. 1

08 dicembre 2014

La pagina degli Avvisi


Intanto nella Diocesi

Programma pastorale 2014-2015 San Vito Romano


- Domenica 14 Dicembre: III Domenica di Avvento Gaudete

CORSO VOCAZIONALE
VIENI E SEGUIMI
Ore 18.30 in Cattedrale
Per decidere la propria strada nella
vita, la vita dono di Dio, come vuoi
usarla?
13 Dicembre Sabato
15 Gennaio Gioved

MISSIO EST
Ore 20:45
Punto e a capo Caff Letterario
Centro Diocesano di Pastorale Giovanile
Giovanni Paolo II Viale della Vittoria
17, Palestrina.

12 Dicembre Venerd
09 Gennaio Venerd

GIOVANI IN PREGHIERA
Fin dal mattinoper vivere uniti
al Maestro.
Via Petrini n34, Palestrina ore 21:00

5 Dicembre Mache cosa


pregare?
9 Gennaio Pregare amare!

CON IL VANGELO IN TASCA


Ore 20.45
15 Gennaio Gioved Paliano
22 Gennaio Gioved San Cesareo

Sante Messe ad orario consueto:


Nella Santa Messa delle 11.30 a San Biagio: conferimento del Ministero
dellAccolitato al seminarista Pierantonio Sottile e del Ministero del
Lettorato al seminarista Franco Ferro da parte del nostro Vescovo, S.E.R.
Mons. Domenico Sigalini.
NOVENA E SOLENNIT DEL SANTO NATALE DEL SIGNORE
- Marted 16 Dicembre: Inizio della Novena del Santo Natale ogni
sera fino al 23 Dicembre (il 24 Dicembre non ci sono le Messe del
pomeriggio)
San Biagio: ore 16 Santo Rosario e Novena ore 16.30 Santa
Messa
San Rocco: ore 17 Santo Rosario e Novena ore 17.30 Santa
Messa
- Mercoled 24 Dicembre: Notte Santa del Natale del Signore
San Biagio: ore 23.30 Veglia e Santa Messa della Notte
Santa Maria: ore 23.30 Veglia e Santa Messa della Notte
Al termine della Santa Messa, da entrambe le Chiese, partir una
processione con il bambino Ges verso la grotta allestita in Piazza San
Biagio per linaugurazione del Presepe Vivente.
- Gioved 25 Dicembre: Solennit del Natale di Nostro Signore Ges
Cristo
Sante Messe ad orario consueto (tranne quella del pomeriggio, che
sospesa)
Madonnina: ore 8.30 Santa Messa
Santa Maria: ore 9.30 Santa Messa (se Santa Maria non
sar pronta le celebrazioni continuano a San Rocco)
Santa Maria: ore 10.30 Santa Messa
San Vito: ore 10.30 Santa Messa
San Biagio: ore 11.30 Santa Messa
PRESEPE VIVENTE
Sar allestito un presepe vivente, nel centro storico, con ingresso sotto
Santa Maria, scendendo verso San Biagio, nei seguenti giorni:
25 Dicembre, ore 1.00: al termine della Santa Messa della
Notte inaugurazione
27 Dicembre, ore 17.00 20.00
2 Gennaio, ore 17.00 20.00

6 Gennaio, ore 16.00 20.00: con arrivo dei Magi a cavallo da


Piazza Roma alle 16.00 e corteo per il Borgo. Al termine del
Presepe recita dei bambini a San Biagio.

A TUTTI UND
SINCERO AUGURIO DI UN SANTO NATALE
E BUON 2015!
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La Tenda

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