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Corrosione
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il termine corrosione (dal latino com- particella indicante insistenza e
rodere, per "consumare"[1]) indica un processo di consumazione lenta e
continua di un materiale, che ha come conseguenze il peggioramento
delle caratteristiche o propriet fisiche del materiale inizialmente
coinvolto.
Possono essere coinvolti da tale fenomeno molte tipologie di materiali,
sebbene il termine "corrosione" venga comunemente associato ai
materiali metallici (cio i metalli e le loro leghe). La corrosione dei
metalli pu essere definita come un processo di degradazione e
ricomposizione con altri elementi. Tali elementi si trovano ad un livello
energetico maggiore di quello a cui stanno i corrispondenti minerali, per
cui sotto determinate condizioni ambientali sono soggetti a corrosione.

Una barra di tallio corrosa.

Indice [nascondi]
1 Trattazione elettrochimica dei fenomeni corrosionistici
2 Ambiente di corrosione
3 Meccanismi di corrosione
4 Morfologia dei fenomeni corrosivi
4.1 Corrosione intergranulare
4.2 Corrosione per aerazione differenziale
5 Corrosione atmosferica
6 Corrosione galvanica[11]
6.1 Nobilt dei metalli
6.2 Comportamento elettrochimico dei metalli
7 Corrosione del ferro e delle sue leghe
7.1 Corrosione dei ferri d'armatura delle strutture in calcestruzzo
armato
7.1.1 Protezione delle armature
7.2 Corrosione dei manufatti in ferro interrati
7.3 Corrosione dei manufatti in ghisa interrati
8 Corrosione di materiali non metallici
9 Incidenti dovuti alla corrosione
10 Pratiche contro la corrosione
10.1 Prove di corrosione
10.2 Tabelle di corrosione
10.3 Metodi di protezione dalla corrosione
10.4 Monitoraggio della corrosione
11 Note
12 Bibliografia
13 Voci correlate
14 Altri progetti
15 Collegamenti esterni

Trattazione elettrochimica dei fenomeni corrosionistici

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A prescindere da quale sia il particolare meccanismo scatenante la

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A prescindere da quale sia il particolare meccanismo scatenante la


corrosione, per avere luogo la corrosione necessario che
intervengano dei processi di natura elettrochimica a cui prendano parte
il materiale metallico (che funge da elettrodo) e l'ambiente di corrosione
(che funge da elettrolita).[2] Il sistema cos costituito pu essere
schematizzato con una cella galvanica in condizioni di corto circuito,
cio una cella galvanica in cui gli elettrodi sono da una parte separati
dall'elettrolita (all'interno del quale si ha trasporto di carica elettrica per
mezzo di ioni) e dall'altra parte sono in contatto attraverso un circuito
elettrico esterno (dove il trasporto di carica assicurato dal moto di
elettroni).[3]
La corrosione provocata dallo svolgersi di una reazione di
ossidazione, che ha luogo all'anodo della cella che rappresenta il
Due strumenti teorici utilizzati per lo studio dei
sistema corrosionistico, mentre al catodo ha luogo una reazione di
fenomeni corrosionistici: il diagramma di Pourbaix (a
riduzione. In tutti i processi corrosivi, oltre ad una semireazione di
sinistra) e il diagramma di Evans (a destra).
ossidazione del materiale metallico, ha luogo una semireazione di
riduzione. La specie chimica coinvolta nella semireazione di ossidazione principalmente il metallo, mentre le specie chimiche
coinvolte nella semireazione di riduzione dipendono dall'ambiente di reazione.
La semireazione di ossidazione pu essere schematizzata nel modo seguente:[3]

M Mz+ + z eIn cui z la carica dello ione metallico (Mz+) che si forma in seguito all'ossidazione del metallo M, allontanando z elettroni (e-).
Oltre allo studio della cella elettrochimica rappresentativa del fenomeno, durante le indagini dei fenomeni corrosionistici
vengono impiegati altri strumenti teorici sviluppati nell'ambito dell'elettrochimica, tra cui i diagrammi di Pourbaix (impiegati per
mostrare l'effetto del pH sul fenomeno della corrosione una volta noto l'ambiente di reazione) e i diagrammi di Evans (utilizzati
per ipotizzare la velocit di corrosione una volta noto lo stadio cineticamente determinante).

Ambiente di corrosione

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La corrosione dei materiali metallici pu essere classificata a seconda dell'ambiente in cui ha luogo la corrosione:[4][5]
corrosione a umido: se avviene in presenza di acqua o di altro elettrolita;
corrosione a secco: negli altri casi (ad esempio nell'ossidazione a caldo dei metalli o nell'ossidazione in atmosfera
secca).

Meccanismi di corrosione

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A seconda del meccanismo con cui avviene la corrosione, si parla di: [5]
corrosione per attacco diretto (o corrosione chimica): se il materiale metallico
attaccato da particolari sostanze chimiche in presenza di acqua (sotto forma di acqua liquida
o di vapore acqueo); un esempio di corrosione per attacco diretto la corrosione dei
materiali metallici esposti all'aria, denominata corrosione atmosferica;[6]
corrosione elettrochimica: se la corrosione avviene tra due parti metalliche poste a
contatto; se i metalli posti a contatto sono di natura differente, si parla in particolare di
corrosione galvanica[7]
corrosione meccano-chimica: se la corrosione causata dalla partecipazione di cause di
natura elettrochimica e sforzi meccanici; tale tipologia si suddivide in:

Esempio di corrosione
galvanica, determinata
dall'accoppiamento di due
materiali metallici di natura
differente.

corrosione per sfregamento: se gli effetti della corrosione vengono esaltati


dall'applicazione di forze di attrito, agenti sulla superficie del pezzo;
tensocorrosione (o stress corrosion cracking): se gli effetti della corrosione vengono
esaltati dall'applicazione di un carico costante nel tempo;
corrosione per fatica: se gli effetti della corrosione vengono esaltati dall'applicazione di un carico variabile nel
tempo.

Morfologia dei fenomeni corrosivi

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A seconda della parte del materiale metallico interessata dalla corrosione, si parla di: [8]
corrosione diffusa (o corrosione generalizzata): se tutta la superficie del materiale
interessata dalla corrosione;
corrosione uniforme: se la corrosione interessa tutta la superficie del materiale e
l'entit degli effetti corrosivi uguale in ogni punto della superficie;
corrosione disuniforme: se la corrosione interessa tutta la superficie del materiale e
l'entit degli effetti corrosivi pi o meno accentuata in punti differenti della superficie;[9]

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corrosione localizzata: se la corrosione interessa solo alcune zone del materiale; la zona
interessata dalla corrosione pu presentare diverse morfologie, ad esempio:
ulcere
crateri
caverne ("pitting cavernizzante")
punte di spillo ("pitting penetrante")
cricche (suddivise in intergranulari o transgranulari a seconda che le cricche seguano i
bordi di grano o attraversino i grani cristallini);

Morfologia di una superficie


metallica soggetta a:
corrosione generalizzata (in
alto, disuniforme) e
corrosione localizzata (in
basso).

corrosione selettiva: se la corrosione ha luogo in zone specifiche del materiale; tale tipologia si pu inoltre suddividere
in:
corrosione intragranulare (o cristallografica): si ha la corrosione di singoli grani cristallini)
la corrosione intergranulare: avviene in corrispondenza dei bordi di grano
corrosione interdendritica: associata a formazioni di forma dendritica all'interno del materiale;
dealloying: consiste nella separazione dei componenti che costituiscono le leghe metalliche.

Corrosione intergranulare [ modifica | modifica sorgente ]


La corrosione intergranulare (o intercristallina) si manifesta in corrispondenza dei
bordi di grano di una soluzione solida, in particolare dell'acciaio inossidabile
austenitico o ferritico che sia stato sensibilizzato con un riscaldamento oltre i 500 C.
In queste condizioni infatti si ha la precipitazione dei carburi di cromo, i quali, grazie
all'alta temperatura, diffondono verso le zone distorte (i bordi di grano), dove vi una
maggiore concentrazione di carbonio.
Si crea cos una situazione in cui i bordi di grano sono ricchi di carburi di cromo, che
fungono da catodo, e di matrice circostante con una percentuale di cromo minore del
12%, non pi passivata e quindi fungente da anodo: pu cos avere luogo la
Corrosione intergranulare in una
lastra di acciaio austenitico.
corrosione a umido. Una grana fine in questa situazione controproducente, in
quanto una maggiore estensione dei bordi di grano implica maggiore estensione delle
zone sottoposte a corrosione.
Per ridurre tale corrosione consigliabile attraversare velocemente l'intervallo critico di temperatura (per esempio con
raffreddamento in acqua) oppure prolungare il riscaldamento: questo per impedire o favorire la diffusione del cromo.
Un'ulteriore soluzione, adottata spesso negli acciai inossidabili austenitici, consiste nell'aggiungere in lega quantit
relativamente basse di metalli pi carburabili del cromo (Ti, Nb o Ta), che, formando i propri carburi, impediscono la
carburazione del cromo.
Una soluzione largamente diffusa consiste nel decarburare l'acciaio, portando la percentuale di carbonio al di sotto dello
0,03%, cos da limitare la formazione di carburi di cromo; i materiali cos costituiti sono contraddistinti dalla sigla "L" (Low
Carbon).

Corrosione per aerazione differenziale [ modifica | modifica sorgente ]


La corrosione localizzata per aerazione differenziale si
instaura quando sulla superficie del materiale metallico
sono presenti zone che presentano una differente
permeabilit nei confronti dell'ossigeno.
La parte della superficie metallica meno permeabile
all'ossigeno si comporta da regione anodica, quindi
sede del processo di dissoluzione del metallo; ad
esempio nel caso dell'acciaio si ha il seguente processo
di ossidazione:[3]
Fe Fe++ + 2ementre la parte della superficie metallica pi permeabile
all'ossigeno si comporta da regione catodica, quindi
sede del processo di riduzione dell'ossigeno:[3]

Un esempio di corrosione per aerazione differenziale: formazione di


ruggine su un acciaio in corrispondenza di una goccia d'acqua.

1 O + H O + 2e- 2 OH
2 2
2
-

Questa tipologia di corrosione avviene nelle strutture metalliche interrate che attraversano strati di terreno di natura
differente (ad esempio argilla, meno permeabile all'ossigeno, e sabbia, pi permeabile all'ossigeno) o nel caso in cui la
superficie del metallo sia parzialmente bagnata (essendo l'acqua poco permeabile all'ossigeno[3]), ad esempio all'interno di
condotte idriche quando per un malfunzionamento dei dispositivi di sfiato si abbia la formazione di sacche d'aria.

Corrosione atmosferica

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In genere i materiali metallici esposti all'atmosfera e a temperatura ambiente tendono

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a corrodersi formando ossidi; la stabilit di tali ossidi diminuisce all'aumentare della


temperatura. Ci dovuto al fatto che a temperatura ambiente quasi tutti i metalli
hanno un'affinit chimica per l'ossigeno positiva, cio tendono a reagire con
l'ossigeno, ossidandosi.
In particolare, nel caso di una lega bimetallica, si hanno i seguenti casi:
ossidazione del metallo soluto, se questo ha un'affinit per l'ossigeno maggiore e
la diffusione di quest'ultimo nella lega buona;
ossidazione del metallo solvente: si forma uno strato di ossido del solvente con
all'interno particelle del soluto;
ossidazione di entrambi i metalli della lega.

Porta in ferro con evidenti segni di


corrosione

Quindi da un punto di vista termodinamico la corrosione atmosferica favorita.


possibile comunque sfruttare il fenomeno della passivazione per contrastare
l'avanzare della corrosione. La passivazione di un materiale metallico consiste nella
formazione di un film di ossido particolarmente stabile e sottile (dello spessore di
qualche micrometro); la formazione di tale film dipende delle condizioni esterne (tra
cui umidit atmosferica e temperatura) e della natura del materiale metallico.
Nel caso in cui tale film riesca a bloccare la diffusione dell'ossigeno nel materiale
metallico, si ha il fenomeno della passivazione; se invece tale strato di ossido non
ricopre in maniera adeguata la superficie del materiale, l'ossigeno ha la possibilit di
reagire con il metallo e il fenomeno della corrosione non viene bloccato.

Immagine ravvicinata di un film di


ossido.

Nel caso di rame o alluminio, l'ossido ha un peso specifico minore del peso specifico del metallo stesso, quindi a parit di
peso l'ossido occupa maggior volume e protegge il materiale sottostante. Nel caso dell'acciaio, invece, l'ossido ha un peso
specifico maggiore del peso specifico del metallo stesso, quindi, a parit di peso l'ossido occupa minor volume e si ritira e
crea delle crepe dove penetra altro ossigeno che continua il processo corrosivo nella parte sottostante. Pertanto la pellicola
di ossido di ferro (detta comunemente "ruggine"), essendo friabile e non sufficientemente aderente, non pu essere
considerata protettiva.
Aggiungendo all'acciaio altri metalli (come cromo e nichel) si riesce a ottenere una pellicola passivante molto aderente,
ottenendo il cosiddetto "acciaio inossidabile".[10]
I fattori che intervengono sulla velocit di accrescimento dello strato di ossido sono:
rapporto tra il volume dell'ossido che si forma e quello del metallo base ossidato, che determina lo stato del film di ossido:
tensionato, in leggera compressione, raggrinzito;
permeabilit all'ossigeno;
conducibilit elettrica dell'ossido;
all'aumentare della temperatura diminuisce l'energia liberata dal metallo nel processo di corrosione, quindi diminuisce
l'energia che pu passare all'ossigeno molecolare affinch si dissoci in ossigeno atomico e si leghi agli atomi metallici; in
generale, comunque, la velocit di accrescimento dello strato di ossido aumenta con la temperatura, ma non sempre con
andamento lineare; si preferiscono quindi metalli che obbediscono alle leggi logaritmiche e cubiche (alluminio e sue leghe,
aggiunte di cromo).

Corrosione galvanica[11]

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Il meccanismo della corrosione galvanica si produce secondo un processo ad


umido e si innesca quando due materiali avente un diverso valore di nobilt (oppure
due parti dello stesso materiale esposte a condizioni differenti), vengono posti a
diretto contatto (formando un accoppiamento galvanico), in presenza su entrambi di
un terzo elemento (detto "elettrolita").
Si viene a formare una cella galvanica in cortocircuito (detta macrocoppia) nella
quale gli elettrodi sono costituiti dai due materiali accoppiati.
Si genera un flusso di elettroni dal materiale meno nobile (avente potenziale minore),
denominato anodo (o polo negativo) che si ossida, verso quello pi nobile avente
Corrosione galvanica scaturita
dall'accoppiamento di una piastra in
potenziale maggiore, denominato catodo (o polo positivo), dove avviene la riduzione
acciaio galvanizzato con dadi e bulloni in
dei cationi, che pu rivestirsi di strati metallici.
acciaio inox.
Le reazioni che avvengono durante il processo di corrosione sono tutte redox
(dall'inglese reduction e oxidation).
Per convenzione, il verso della corrente elettrica assunto opposto al flusso degli elettroni, per cui si ha circolazione di una
corrente continua di intensit i dalla zona catodica a quella anodica; la stessa corrente circola in verso opposto nell'elettrolita,
trasportata dagli ioni disciolti.
I metalli meno nobili (per esempio zinco, ferro, nichel) presentano una maggiore tendenza a corrodersi rispetto ai metalli pi
nobili (per esempio rame, argento, acciaio inossidabile), per cui mettendo a contatto un metallo meno nobile e un metallo pi

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nobile sar il metallo meno nobile a corrodersi (fungendo da anodo)e la corrosione risulter accelerata, invece il metallo pi
nobile rimarr intatto a causa di un fenomeno di protezione.
I concetti che stanno alla base della corrosione per contatto galvanico di metalli possono essere estesi anche agli
accoppiamenti di metalli e leghe con materiali da loro differenti, quali ossidi e solfuri, purch dotati di conducibilit elettronica
(per esempio magnetite, solfuri di rame e ferro, grafite).
L'entit della corrosione dipende:
dalla differenza di potenziale che si crea tra i due elementi, che tanto pi grande quanto pi distanti sono gli elementi
stessi nella scala dei potenziali standard (o scala galvanica);
dalla quantit di ossigeno presente nell'ambiente;
dal rapporto tra la superficie complessiva dei due metalli e quella del metallo meno nobile.
La nobilt relativa dei diversi materiali metallici tiene conto di fattori cinetici, per cui non corrisponde ai valori termodinamici
riportati nella serie elettrochimica dei potenziali di equilibrio di ossidoriduzione per le reazioni di ionizzazione dei vari metalli.
necessario, infatti, conoscere anche i valori dei potenziali che i diversi materiali assumono una volta immersi in ambienti
aggressivi "reali", stabilendo in questo modo delle serie galvaniche "pratiche", relative al comportamento dei vari materiali
metallici qualora vengano accoppiati nei differenti ambienti in esame.
La nobilt di un materiale metallico pu infatti variare in un ampio intervallo di potenziale in dipendenza delle condizioni sia
dell'ambiente (composizione, valore di pH, temperatura, presenza o assenza di condizioni di scambio termico, agitazione) che
del materiale metallico (passivit a seguito della presenza di film superficiali protettivi o attivit quando la superficie metallica
direttamente a contatto con il mezzo aggressivo).

Scala dei potenziali standard di alcuni materiali metallici in un ambiente marino.

La realizzazione di accoppiamenti di materiali prossimi tra loro nelle serie galvaniche quindi considerata favorevole,
risultando questi materiali tra loro "galvanicamente compatibili", mentre da evitare l'impiego di materiali tra loro lontani nella
serie galvanica d'interesse.
Nel processo di corrosione per contatto, in qualche caso pu verificarsi un'inversione di polarit della coppia, per cui il
materiale inizialmente si comporta da catodo e viceversa.
Un esempio classico quello della coppia Zn-Fe in acque naturali a temperatura elevata; lo zinco, metallo meno nobile e
inizialmente anodico rispetto al ferro, a seguito della formazione di un film passivante stabile di ossido di zinco dotato di
conducibilit elettronica, assumer nel tempo un comportamento catodico rispetto al ferro.
Tra i fattori che regolano la corrosione per contatto va ricordata la conducibilit elettrica dell'ambiente aggressivo. Infatti, nei
mezzi dotati di elevata conducibilit l'attacco intenso e si fa sentire a distanze elevate, mentre in ambienti con alta resistivit
la corrosione risulta limitata alla zona anodica in prossimit della giunzione con l'area catodica. Per tale motivo questo tipo di
corrosione risulta particolarmente grave in acque di mare ma non in acque dolci che hanno una conducibilit di almeno due
ordini di grandezza pi bassa.
Un altro fattore importante nella regolazione della corrosione galvanica rappresentato dal rapporto tra le aree catodiche e
quelle anodiche; le condizioni pi sfavorevoli si realizzano quando l'area anodica piccola rispetto a quella catodica, in
quanto l'attacco corrosivo si concentra sull'area limitata. Un esempio tipico pu essere l'impiego di elementi di giunzione in
ferro (chiodi o viti) su strutture in rame o (come succede spesso nelle costruzioni idrauliche) bulloni in acciaio inox su
tubazioni in acciaio al carbonio o in ghisa.
La prevenzione o il contenimento della corrosione per contatto possono essere realizzati evitando il contatto tra materiali di
nobilt molto diversa o isolando tra loro, ove possibile, materiali metallici differenti. Anche l'impiego di rivestimenti protettivi o
di inibitori pu ridurre il rischio di corrosione per contatto. Qualora sia impossibile evitare l'impiego di una coppia di materiali
metallici tra loro non compatibili, si pu ampliare la catena galvanica, introducendo un terzo metallo, meno nobile di quelli
costituenti la coppia, agente quindi come anodo sacrificale.

Nobilt dei metalli [ modifica | modifica sorgente ]


I metalli sono caratterizzati da una loro nobilt,[12] che indica la maggiore o minor

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I metalli sono caratterizzati da una loro nobilt,[12] che indica la maggiore o minor
facilit dei materiali a cedere un certo numero di elettroni.
I metalli pi nobili (ad esempio rame e argento) cedono pi difficilmente gli elettroni
che non i metalli meno nobili (ad esempio ferro e zinco).
Dal punto di vista puramente qualitativo, qui di seguito viene riportata la scala
galvanica (riferita all'elettrodo ad idrogeno) dei pi comuni metalli e leghe (partendo
dal meno nobile):
Litio
Sodio
Magnesio
Titanio
Alluminio
Manganese
Zinco
Cromo
Ferro - (Acciaio al carbonio, Ghisa)
Cadmio
Nichel
Stagno
Piombo
Rame
Acciaio inossidabile
Argento
Mercurio
Platino
Oro

Acausa della sua elevata nobilt,


l'oro nativo ha una cinetica di
corrosione lentissima.

Comportamento elettrochimico dei metalli [ modifica | modifica sorgente ]


Nei metalli, si distinguono due comportamenti elettrochimici:
il comportamento elettrochimico attivo caratteristico di quei metalli, come l'acciaio al carbonio, che ossidandosi
danno origine a prodotti di corrosione insolubili (ad esempio ruggine), che una volta depositati sul materiale formano un
film spugnoso e poco compatto, inadatto ad impedire il processo anodico e pertanto a passivare il sottostante metallo;
il comportamento elettrochimico passivo caratteristico di quei metalli, come l'acciaio inossidabile, che ossidandosi
danno origine a prodotti di corrosione insolubili che formano un sottile strato compatto e continuo capace di impedire il
processo anodico e di conseguenza la corrosione del materiale sottostante.

Corrosione del ferro e delle sue leghe

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Nelle leghe ferrose, come gli acciai al carbonio e basso legati e le


ghise, come vedremo in seguito, i prodotti insolubili che si formano per
effetto della corrosione elettrochimica non risultano protettivi per il
sottostante materiale e pertanto tali leghe hanno un comportamento
elettrochimico attivo.
La condizione necessaria affinch si manifesti la corrosione
elettrochimica del ferro, a temperatura normale, che il manufatto si
trovi in presenza di acqua e ossigeno.
In un metallo M isolato, immerso in una soluzione acquosa, avviene
naturalmente la seguente reazione:
M Mn+ + neQuesto significa che il metallo M ha la tendenza a far passare in
Ruggine e sporcizia su una placca da forno.
soluzione alcuni atomi disposti sulla sua superficie sotto forma di ioni
Mn+.
Poich gli ioni che passano in soluzione lasciano nel metallo i loro elettroni pi esterni ne-, il metallo stesso si carica
negativamente.
In questa situazione alcuni ioni Mn+ verranno attratti dal metallo e si ridepositeranno sulla sua superficie in forma metallica
secondo la reazione:
Mn+ + ne- M
Quando le due reazioni raggiungono la stessa velocit si ha un equilibrio dinamico in cui il numero di atomi che lasciano il
metallo uguale al numero di ioni che si ridepositano su questo.
A questo punto Il metallo assumer un determinato potenziale elettrico di equilibrio Eeq(potenziale di ossidoriduzione).
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Qualora due metalli (o parti dello stesso metallo) a diverso potenziale vengono messi a contatto in presenza di un elettrolita,
si forma una cella galvanica.
Il suddetto processo dipende dalla natura chimico-fisica del metallo e dal tipo di ambiente in cui immerso.
Sulla superficie dei manufatti in acciaio, a causa delle lavorazioni subite, vi sono sempre zone o punti che differiscono tra loro
fisicamente o chimicamente e che pertanto hanno un diverso potenziale; .
Tra due di questi punti, nonostante la differenza di potenziale (E), non vi per passaggio di corrente se l'ambiente
secco, anche in presenza di ossigeno, non potendosi realizzare un conduttore ionico.
Se invece sulla superficie del manufatto si deposita uno strato di acqua
o un leggero velo di umidit, normalmente contenuta nell'atmosfera, tra
i due punti con differenza di potenziale si vengono a costituire miriadi di
minuscole pile, poich:
si genera un circuito ionico corrispondente al velo di acqua o
umidit (conduttore di seconda specie)
si genera un circuito elettronico corrispondente al metallo
(conduttore di prima specie).
L'acqua infatti a causa del suo carattere anfotero debolmente
dissociata in ioni idrogeno H+ e ossidrili OH-:
H2O H+ + OH-

Meccanismo di corrosione del ferro in presenza di


acqua: nell'area anodica i cationi di ferro lasciano i
loro siti per disperdersi nell'ambiente, mentre gli elettroni
rimasti nella struttura si spostano sull'area catodica
permettendo la formazione di ioni ossidrile

Pertanto, anche se l'acqua purissima, presenta una piccola ma


misurabile conducibilit elettrica.
Per quanto sopra la corrosione nel ferro segue il seguente processo.
Nella zona anodica, il ferro passa in soluzione cedendo all'acqua o al velo di umidit, lo ione Fe++ e liberando nel contempo
degli elettroni:[13]
Fe Fe++ + 2eGli elettroni liberati dagli atomi di ferro in corrispondenza dell'anodo, migrano attraverso il metallo (circuito elettronico) al
catodo, dove reagiscono con gli ioni idrogeno H+ provenienti dal circuito ionico:[13]
2H+ + 2e- H2

Questo ha un duplice effetto: in primo luogo, venendo meno ioni idrogeno nel velo d'acqua aumenta la concentrazioni di ioni
ossidrili OH- e pertanto l'area catodica diviene alcalina; in secondo luogo, la formazione di gas idrogeno tende a polarizzare
ed inibire ulteriori reazioni. Il mantello gassoso che si forma rallenta l'avvicinamento di molti ioni idrogeno verso la zona
catodica e ostacola la fuga di nuovi elettroni da essa. A questo punti interviene l'ossigeno presente nell'acqua o nel velo di
umidit reagendo con il gas idrogeno, con formazione di acqua, che depolarizza il catodo:
2H2 + O2 2H2O
Nel contempo nella zona anodica gli ioni ossidrili provenienti dal catodo attraverso il circuito ionico, incontrano gli ioni ferrosi
Fe++ che si diffondono dall'anodo nell'acqua o nel velo di umidit, formando idrato ferroso:
2Fe++ + 4OH- 2Fe(OH)2
In presenza di sufficiente ossigeno nella zona anodica, lo ione ferroso viene ossidato a ione ferrico con formazione di ossido
ferrico idrato (che costituisce chimicamente la ruggine),[10] poco solubile, che precipita sul metallo:
2Fe(OH)2 + O2 Fe2O3.nH2O + H2O
Data la tendenza degli ioni ferrosi a diffondersi dall'anodo prima di combinarsi e formare la ruggine, questa depositatasi sulla
superficie del manufatto in ferro, si presenta come un prodotto spugnoso con labile adesione sul metallo all'anodo.
Pertanto la sua azione protettiva (passivazione) non sufficiente a inibire od arrestare il processo corrosivo come avviene
invece nell'acciaio inossidabile (o nelle leghe di rame e di alluminio) per il quale i prodotti della corrosione, formando un film
di ossidi continui ed aderenti alla superficie del materiale, inibiscono il processo anodico in modo tale che la velocit di
corrosione diventa del tutto trascurabile (comportamento elettrochimico passivo).
La continua perdita di metallo all'anodo pu verificare profonde cavit e persino la perforazione dello stesso elemento in
acciaio.
Quanto su detto vale per l'azione dell'acqua e dell'ossigeno sulla corrosione dell'acciaio.
La conducibilit elettrica, dell'acqua, e pertanto la velocit di corrosione, aumenta in funzione della quantit di sali disciolti.
In atmosfera marina o in acqua di mare la conducibilit elettrica raggiunge valori molto superiori a quelli che si riscontrano
nell'acqua chimicamente pura.
In questa situazione resta valido il meccanismo visto precedentemente, ma gli ioni ferrosi che si diffondono dall'anodo si
combinano pi facilmente con gli ioni cloro prodotti dalla dissociazione elettrolitica del cloruro di sodio nell'acqua o nel velo di
umidit, formando cloruro ferroso:
4NaCl 4Na+ + 4Cl2Fe++ + 4Cl- 2FeCl2
Contemporaneamente nella zona catodica gli ioni sodio si combinano con gli ioni ossidrili (OH-) formando idrato di sodio:
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4Na+ +4OH- 4NaOH


La successiva reazione tra cloruro ferroso, idrato di sodio e l'ossigeno, presente nell'acqua o nel velo d'umidit, determina la
formazione di ossido ferrico:
4FeCl2 + 8NaOH + O2 2Fe2O3 + 8NaCl + 4H2O
Poich anche in questa caso sia il cloruro ferroso che l'idrato sodico sono molto solubili, diffondendosi nel circuito ionico sia
nella zona anodica che catodica, la ruggine che deposita sulla superficie del materiale ferroso risulta ancora molto spugnosa
e molto labile e pertanto non riesce a passivare il metallo.
Inoltre il processo di corrosione ulteriormente facilitato dalla rigenerazione del cloruro di sodio.

Corrosione dei ferri d'armatura delle strutture in calcestruzzo armato [ modifica | modifica sorgente ]
Anche l'armatura del calcestruzzo armato, pur essendo immersa nella matrice
cementizia, pu essere soggetta a fenomeni corrosivi.
Questo avviene quando nel calcestruzzo, a seguito del processo di carbonatazione
che si innesca per la diffusione dell'anidride carbonica all'interno della pasta
cementizia, si ha una diminuzione del pH che determina l'ambiente ideale per l'innesco
della corrosione dei ferri di armatura (per un calcestruzzo completamente
carbonatato, il pH scende a circa 8,5).
Infatti esistono varie forme di idrossido di ferro che si genera a seguito
Frattura nel calcestruzzo armato in
dell'ossidazione del ferro metallico; in particolare in ambiente molto basico con pH >
seguito alla corrosione
11 (come si verifica nel calcestruzzo per effetto della presenza della calce), si forma
dell'armatura.
un tipo di idrossido denominato lapidocrocite, il quale si presenta stabile, denso,
compatto ed aderente al sottostante supporto metallico creando una barriera impenetrabile all'ossigeno e all'umidit a tal
punto che il processo di ossidazione avviene ad una velocit trascurabile (ferro passivato).
In ambienti meno basici con pH < 11 (come si verifica nel calcestruzzo quando la calce stata neutralizzata per effetto della
carbonatazione) o, come vedremo in seguito, in ambienti contenti cloruro, l'idrossido di ferro diviene poroso, permeabile
all'ossigeno ed all'umidit e quindi non pi protettivo per il ferro sottostante (depassivazione del ferro) e pertanto si pu
innescare la corrosione.
La corrosione dei ferri d'armatura presenta sostanzialmente i seguenti fenomeni
degradanti:
la diminuzione della sezione resistente del tondino con conseguente riduzione del
suo carico portante e della sua resistenza a fatica;
la fessurazione del copriferro con conseguente espulsione locale del copriferro
(cricca o spalling se l'espulsione angolare) o totale delaminazione (quando
l'effetto di dirompente interessa pi ferri vicini); questo avviene quando le tensioni
che si generano nel calcestruzzo a causa dei fenomeni espansivi che
accompagnano la formazione della ruggine, superano la resistenza a trazione del
materiale. Naturalmente l'espulsione del copriferro provoca la completa
esposizione dei ferri all'azione aggressiva dell'ambiente che viene pertanto
accelerata.
la riduzione di aderenza acciaio - calcestruzzo

Effetto dell'espulsione locale del


copriferro

che pu addirittura causare la perdita di ancoraggio con gravissime conseguenze.


nel caso di acciai ad elevato limite di snervamento (acciai armonici), cedimenti improvvisi per infragilimento da idrogeno.
In presenza di ioni cloro Cl-, la corrosione dei ferri di armatura pu innescarsi anche con pH elevati (> 9), in questo caso si ha
una corrosione localizzata detta corrosione per pitting (o vaiolatura).
Tale tipologia di corrosione pu attaccare anche l'acciaio inox.
Protezione delle armature [ modifica | modifica sorgente ]
La protezione delle armature d'acciaio contro la corrosione dipende dalla massa volumica del calcestruzzo, dalla qualit e
dallo spessore del copriferro e dal grado di fessurazione.
la massa volumica e la qualit del copriferro si ottengono controllando il massimo rapporto acqua/cemento e il minimo
contenuto di cemento.[14]

Corrosione dei manufatti in ferro interrati [ modifica | modifica sorgente ]


In assenza dell'azione dei batteri, la velocit di corrosione delle strutture interrate a matrice ferrosa (ghisa, acciaio) decresce
al crescere della resistivit dei terreni.
La resistivit dipende da diversi fattori e in particolare da:
struttura geologica
dimensioni delle particelle
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porosit
permeabilit
contenuto di acqua.
Pertanto di norma i terreni che garantiscono un maggiore tenore di ossigeno, un idoneo contenuto di acqua (non asciutti ne
troppo saturi) e un idoneo contenuto di sali elettroliti risultano a pi alta corrosivit.
La velocit di corrosione dipende inoltre da altri fattori quali:
il pH: pi acido il terreno maggiore l'azione corrosiva del terreno;
il contenuto di cloruri e solfati, i quali esplicano un effetto depassivante e danno luogo a sali con il ferro con scarse
propriet protettive.

Corrosione dei manufatti in ghisa interrati [ modifica | modifica sorgente ]


La ghisa, sia grigia che sferoidale, insieme all'acciaio il materiale pi impiegato per la fabbricazione di tubi metallici.
Per mentre nell'acciaio il ferro passa in soluzione nell'elettrolita lasciando dei crateri visibili sulla superficie del metallo, nelle
ghise i prodotti della corrosione della ferrite non si allontanano e restano frammisti alla grafite.
Questo fenomeno noto come grafitizzazione.
I tubi grafitizzati mantengono spesso l'aspetto di quelli integri ed una indicazione sull'estensione dell'attacco si pu avere solo
dopo la rimozione dei prodotti di corrosione.
Questi tubi danno un suono sordo quando sono percossi e possono essere facilmente incisi con una punta metallica.
In questa situazione il tubo pu rompersi improvvisamente anche a basse pressioni, a seguito di sollecitazioni (quali ad
esempio colpo d'ariete, traffico stradale o vibrazioni).
Una serie di prove effettuate negli Stati Uniti dal National Bureau of Standards (attualmente noto come National Institute of
Standards and Technology o NIST) ha dimostrato che l'acciaio, la ghisa grigia e la ghisa sferoidale negli stessi terreni si
corrodono pressoch con uguale velocit.[senza fonte]

Corrosione di materiali non metallici

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Incidenti dovuti alla corrosione

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Di seguito sono riportati alcuni incidenti storici dovuti alla corrosione:


1967: crollo del ponte sospeso Silver Bridge tra Point Pleasant (West Virginia) e
Kanauga (Ohio); caus la morte di 46 persone oltre a un grave danno economico
di milioni di dollari;[15]
1988 incidente del volo Aloha Airlines 243 : attribuito alla corrosione di una parte
della fusoliera;[16][17]
1991: disastro della petroliera Kirki, che port la morte di 120 persone;[18]
1992: la corrosione di una tubazione sotterranea una miscela idrocarburica e il
conseguente riversamento nelle condotte della rete fognaria provoca la morte di
230 persone a Guadalajara, in Messico.[19][20]

Pratiche contro la corrosione

Il crollo del Silver Bridge del 1967.

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Prove di corrosione [ modifica | modifica sorgente ]


Durante le prove di corrosione il materiale viene sottoposto a particolari condizioni
che ne dovrebbero provocare la corrosione e a prova eseguita (o anche durante la
prova) se ne misurano gli effetti.
Un esempio di prova di corrosione la camera a nebbia salina: si tratta di
un'apparecchiatura all'interno della quale il materiale che si vuole testare sottoposto
ad un ambiente ad elevata concentrazione salina; in questa maniera possibile
simulare il comportamento del materiale in ambienti marini.
Le camere cicliche di corrosione (o CCT, dall'inglese Cyclic Corrosion Test Chambers)
Camera a nebbia salina
permettono di simulare anche ambienti salini (come nel caso delle camere a nebbia
salina), secchi o umidi ed possibile modificare ciclicamente le condizioni all'interno della camera, in modo da simulare
l'utilizzo del materiale in una molteplicit di possibili condizioni reali.

Tabelle di corrosione [ modifica | modifica sorgente ]


Un modo immediato per prevedere se un materiale a contatto di una determinata sostanza soggetto a corrosione consiste

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nell'utilizzo di "tabelle di corrosione",[21] le quali indicano alcune combinazioni materiale-elettrolita e per ciascuna di tali
combinazioni indicano se il materiale corrodibile o no.
Tali tabelle possono essere utilizzate in una prima fase della progettazione per scegliere il materiale pi adatto per una
determinata applicazione all'interno di una ristretta selezione di materiali.

Metodi di protezione dalla corrosione [ modifica | modifica sorgente ]


Per arrestare la corrosione si possono utilizzare una protezione di tipo passivo e/o di
tipo attivo.
Nel primo caso la protezione serve ad isolare la superficie del metallo dall'ambiente
esterno mediante il suo rivestimento (previo accurata pulizia della stessa) con ad
esempio:
un film di pittura protettiva;
manti protettivi a base di polietilene (secondo la UNI 9099), bitume (secondo la
norma UNI 5256) e poliuretano, frequentemente usati come rivestimento esterno
delle tubazioni in acciaio interrate; spesso si utilizzano anche nastri di polietilene
autoadesivi applicati a freddo;[22]
prodotti di ossidazione ottenuti ad esempio mediante l'ossidazione anodica,
utilizzata per metalli come l'alluminio, il nichel o il cobalto; gli ossidi di tali materiali
sono molto tenaci ed aderenti allo strato superficiale e pertanto passivano il
metallo;
Ricopertura di un metallo con rame
tramite galvanostegia.
metalli meno nobili, quali lo zinco; in questo caso si parla della zincatura, usata per
proteggere il ferro, effettuata immergendo il metallo, in un bagno fuso di zinco;
poich lo zinco pi riducente del ferro, anche se una parte della superficie ferrosa rimane scoperta, l'ossidazione
procede sullo zinco (con formazione di ruggine bianca costituita prevalentemente da idrossido di zinco e in minima parte
da ossido e carbonato) e il ferro rimane protetto fino a quando non stato consumato tutto lo zinco;
metalli pi nobili, quali il cromo; in questo caso si parla di cromatura che viene utilizzata per proteggere i manufatti di ferro;
il rivestimento della superficie del ferro avviene per lo pi per via elettrolitica.
Le protezioni attive sono chiamate protezioni catodiche e sono utilizzate per eliminare i
fenomeni di corrosione dei manufatti di ferro interrati.
Si possono distinguer due tipologie di protezioni catodiche:
a corrente impressa: consiste nell'applicare dall'esterno una fem contraria, ossia
collegare il manufatto al polo negativo di un generatore esterno il cui polo positivo
a sua volta collegato ad un elettrodo inerte (esempio grafite) interrato in
prossimit del manufatto. L'umidit del terreno funge da elettrolita.
ad anodo sacrificale o ad accoppiamento galvanico: consiste nel collegare
direttamente il manufatto in ferro ad un elettrodo interrato costituito da un metallo
meno nobile (pi riducente) del ferro stesso, quali lo zinco o il magnesio. Si viene
a creare una cella galvanica in cui il ferro funge da catodo e l'elettrodo da anodo
che di conseguenza si corrode preservando cos l'integrit del manufatto in ferro
fino a quando l'anodo non si consuma completamente.[10]

Un esempio di protezione catodica:


anodo sacrificale sullo scafo di una
nave.

Monitoraggio della corrosione [ modifica | modifica sorgente ]


Il monitoraggio della corrosione consiste nel misurare l'entit dei fenomeni corrosionistici durante l'utilizzo del materiale.
Ad esempio nel caso di sistemi di tubazioni si possono applicare dei sensori che forniscono una misura indiretta della velocit
di corrosione, misurando ad esempio lo spessore o la resistivit elettrica del materiale. In questa maniera possibile
pianificare eventuali attivit di manutenzione o sostituzione dei tubi.

Note

[ modifica | modifica sorgente ]

1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.

^ Davis, op. cit., p. 2


^ Ullmann's, op. cit., cap. 1.
^ a b c d e Ullmann's, op. cit., cap. 2.
^ Pedeferri, op. cit., p. 27
^ a b Davis, op. cit., p. 4
^ http://www.euroviti.it/200mantec/PDFDOC/Sezione_06_3.pdf
^ (EN) IUPAC Gold Book, "contact corrosion"
^ Pedeferri, op. cit., pp. 23-25
^ IUPAC Gold Book, op. cit., Non-uniform corrosion
^ a b c The Columbia Encyclopedia, op. cit.
^ Lacciaio inox a contatto con altri materiali metallici
^ Esistono due definizioni di "metallo nobile": un metallo detto nobile se appartiene al gruppo 11 della tavola periodica oppure se
posto in cima alla scala di nobilt dei metalli (definita in termini di facilit alla corrosione).
13. ^ a b Concise Encyclopedia of Science and Technology, op. cit.

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14.
15.
16.
17.
18.
19.
20.
21.
22.

^ vedere UNI EN 206-1:2001 e UNI 11104:2004


^ Davis, op. cit., p. 3
^ Aloha Incident - Corrosion A-H - NACE International
^ Roberge, op. cit., pp. 3-4
^ Roberge, op. cit., p. 4
^ Corriere della Sera, Nel cerchio della morte di Guadalajara
^ Roberge, op. cit., p. 3
^ http://www.oleodinamicatoscana.it/prodotti/tabelle/corrosione.pdf
^ Questo tipo di rivestimento esterno molto utilizzato in cantiere, dove viene applicato a mano, per proteggere esternamente le
zone di giunzione saldate, normalmente sprovviste di rivestimento esterno per circa 10+10 cm a cavallo della saldatura, oppure nel
rivestite i pezzi speciali in acciaio(curve, T, ecc.) costruiti in cantiere, al fine di garantire la continuit dielettrica esterna all'intera
condotta interrata; raramente vengono applicati in stabilimento mediante macchina avvolgitrice. Normalmente si procede nel
seguente modo a) asportazione di ogni scoria, impurit ecc. dalla zona da rivestire mediante spazzole o attrezzi analoghi; b)
applicazione a pennello del primer bituminoso; c) avvolgimento a spirale di di nastri adesivi di protezione dalla corrosione (inner
tape), normalmente di colore nero, con una sovrapposizione minima di 25 mm tra gli avvolgimenti contigui e di almeno 100 mm sul
manto protettivo esterno esistente; d) avvolgimento a spirale di nastri adesivi di protezione meccanica (outer tape), normalmente di
colore bianco, procedendo nel medesimo modo del punto c) ma sovrapponendolo al rivestimento esterno esistente per almeno 50
mm.

Bibliografia

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Pietro Pedeferri, Corrosione e protezione dei materiali metallici , 2 ed., CittStudi, 1978. ISBN 88-251-0130-9.
Luciano Lazzari, Pedeferri Pietro, Ormellese Marco, Protezione catodica, Polipress, 2006. ISBN 88-7398-028-7.
Michele Cioffi, La pitturazione delle costruzioni di acciaio, CISIA, 1973.
Adriano Sacco, Chimica, Adriatica Editrice.
Pietro Pedeferri, L. Bertolini, La corrosione nel calcestruzzo e negli ambienti naturali, McGraw-Hill.
(EN) Hubert Grfen, Elmar-Manfred Horn, Hartmut Schlecker, Helmut Schindler, Ullmann's Encyclopedia of Industrial
Chemistry, "Corrosion", 7 ed., Wiley-VCH, 2004. DOI:10.1002/14356007.b01_08 .
(EN) Joseph R. Davis, Corrosion: understanding the basics , ASM International, 2000. ISBN 0-87170-641-5.
(EN) Pierre R. Roberge, Handbook of corrosion engineering , McGraw-Hill Professional, 2000. ISBN 0-07-076516-2.
(EN) M. McNaught, A. Wilkinson, IUPAC. Compendium of Chemical Terminology ("Gold Book") , 2 ed., Oxford, Blackwell
Scientific Publications, 1997. DOI:10.1351/goldbook , ISBN 0-9678550-9-8.
(EN) The Columbia Encyclopedia , New York, Columbia University Press, 2008.
(EN) Concise Encyclopedia of Science and Technology , New York, McGraw-Hill, 2006.

Voci correlate

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Biocorrosione
Erosione
Inibitore di corrosione
Passivabilit
Potenziale standard di riduzione
Ruggine
Tensocorrosione
Inibitore volatile di corrosione
Corrosione per turbolenza
Sostanza corrosiva

Altri progetti

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Commons contiene immagini o altri file su Corrosione

Collegamenti esterni

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Modi di guasto per corrosione.


Tabella qualitativa di resistenza alla corrosione di alcuni materiali.
Elettrochimica della corrosione.
Corrosione dell'acciaio.
La corrosione dell'acciaio
Corrosione
Principali forme di corrosione
(EN) Electrochemistry of corrosion
(EN) Kinetics of Aqueous Corrosion
VDM

Portale Chimica

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Modi di cedimento meccanico


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Portale Ingegneria

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