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LESECUTIVO

Il cantiere nel progetto La ventilazione naturale/1


Il tema energetico di grande attualit. Il recepimento delle norme europee da parte del D.Lgs. 192/2005 ha rinnovato l'attenzione sul rapporto tra costruzione ed efficienza energetica. In questa nuova rubrica L'Esecutivo delineeremo alcuni percorsi progettuali, verificati dalla pratica costruttiva, con l'intento di suggerire al progettista interessanti soluzioni realizzate con tecniche e materiali tipici della tradizione di cantiere italiana. Nei prossimi numeri si proporranno alcune ipotesi inerenti la ventilazione dei muri, delle pavimentazioni, dei vani interrati e delle coperture

di Alessandro Casalini e Antonio Casalini

Per illustrare il significato di regola dell'arte occorrerebbe la redazione di un intero trattato, se non di una enciclopedia, in merito ai moltissimi, anche minuti, accorgimenti che occorre costantemente definire durante la fase progettuale per ottenere un buon risultato costruttivo. Nell'ambito che racchiude le stesse incombenze progettuali, dal software per il disegno al momento dell'apertura del cantiere, sta racchiuso un intero universo che abbraccia una complessit - costantemente mutevole - che la moderna e vasta produzione industriale potrebbe aiutare a risolvere. Ma il tempo necessario per la selezione conoscitiva dei componenti dell'edilizia, appositamente pensati per affrontare sempre nuove esigenze e facilitare la risoluzione degli innumerevoli aspetti costruttivo-funzionali, male si adatta a tutte le incombenze che opprimono e schiacciano i tempi riflessivi della progettazione. Ecco allora che il tecnico bene accetta il messaggio dell'informazione estemporanea, magari catturata fugacemente attraverso gli strumenti informatici, senza avere la materiale possibilit di soffermarsi e ricercare sistemi costruttivi innovativi e sostenibili e al passo con le necessit che sempre precedono l'atavica lentezza dell'innovazione edilizia, che diventa una scure incombente a ogni mutamento normativo. Si pensi solamente all'avvento della legge 373/1976, primo provvedimento in materia di risparmio energetico, in concomitanza della crisi del petrolio, della prima legge sismica a seguito della comparsa di eventi tellurici disastrosi e, per ultimo, l'incentivazione all'installazione di sistemi fotovoltaici, senza elencare, fra queste, le innumerevoli disposizioni che si sono succedute nell'ultimo trentennio. Alle mutate disposizioni normative, che si sovrapponevano e tuttora coincidono a una inarrestabile decadenza della formazione lavorativa delle mae-

stranze, ha corrisposto un andamento esattamente inverso rispetto alle fasi evolutive che gli intenti legislativi indicavano. La serie di approfondimenti editoriali che proponiamo in questa nuova rubrica si prefigge di analizzare alcuni aspetti costruttivi legati alla climatizzazione naturale; e, pi in particolare, alle soluzioni che consentono di sfruttare lo scambio termico che nel corso dei cicli stagionali si alterna fra la massa del terreno e gli ambienti confinati dalla perimetrazione muraria. Il terreno, che durante il periodo invernale freddo, nel corso dell'estate subisce un'inversione della propria temperatura innescando, in corrispondenza delle superfici protette dal confinamento murario, un flusso di calore che tende ad allontanarsi dagli ambienti verso la massa fredda del terreno - in fase di riscaldamento - determinando un abbassamento di temperatura. Questa fenomenologia pu essere utilizzata per essere convogliata quale ventilazione temperata estiva delle pareti d'ambito, attraverso particolari accorgimenti; questi potranno valere anche durante i periodi invernali, quando il ciclo s'inverte e la ventilazione favorisce il mantenimento delle pareti asciutte. Questi accorgimenti quindi - direttamente legati alla necessit di disporre soprattutto di ambienti asciutti (quando i cicli invernali della condensa, anche occulta, e la contemporanea evaporazione catturano una considerevole percentuale di energia) -, potrebbero essere utilizzati per un apporto di comfort estivo e invernale, legandolo a un sicuro risparmio energetico. In questa prima proposta vengono presentate alcune soluzioni progettuali, verificate dalla prassi di cantiere, inerenti la ventilazione di murature di edifici per la residenza, realizzate con l'adozione di materiali diffusi che fanno parte della tradizione costruttiva del nostro Paese.

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F IGU R A 1

La figura 1 propone una porzione in alzato contenente due pilastri contigui in cui si possono notare: a cavallo del pilastro (A), due canali che mostrano flussi d'aria che salgono da due prese di aspirazione poste al di sotto del piano di campagna; la risalita dei flussi d'aria, indotta dal riscaldamento dell'insolazione estiva, genera una forte espansione che, forzosamente, migra all'interno del canale opposto del pilastro (B), munito di comignolo di espulsione. La forte depressione richiama l'aria dai serbatoi freddi interrati (vespai ventilati, condotte d'acqua eminentemente bianche o altro) che, riscaldandosi, lungo il percorso all'interno della parete esterna, impediscono che la ragguardevole temperatura superi la barriera del pannello isolante. La parete interna pu, quindi, mantenere una temperatura sufficientemente bassa per consentire un naturale comfort

estivo senza il consumo di energia. Durante il periodo invernale, i flussi d'aria calda risalgono naturalmente e, per effetto camino, contribuiscono a mantenere la parete asciutta (avendo questa la tendenza a condensare il vapore acqueo a causa dell'effetto rugiada, soprattutto se a diretto contatto con un pannello isolante non traspirante), frapponendo contestualmente una barriera allo scambio termico passivo che tende a raffreddare l'ambiente. In virt del fenomeno opposto, la parete interna pu conservare pi a lungo la propria temperatura, grazie al contatto diretto con i flussi di aria calda risalenti dal terreno - il cui beneficio esaltato dall'effetto isolante del pannello, sul cui estradosso la condensa formatasi verr dissipata dalla ventilazione.
(A)

Schema di funzionamento dei canali di ventilazione esterna

(B)

F IGU R A 2

Sezioni verticale e orizzontale del muro di tamponamento

Dalla figura 2 si rileva il principio costruttivo del muro di tamponamento con materiali tradizionali. Risulta della massima importanza che, fra il pannello isolante e gli elementi di laterizio, siano interposti due strati di malta a base di calce spenta. Esternamente, un rinzaffo former un volano igroscopico per l'accumulo della condensa che verr dissipata, per assorbimento dal corpo di laterizio esterno, dalla ventilazione. Internamente, durante la

formazione della parete in foglio, occorre sigillare accuratamente, con impasto di calce spenta e sabbia fine, tutti gli interstizi. L'accurata esecuzione della parete stratificata - condizione fondamentale per una sicura efficacia del flusso di ventilazione - dovr essere realizzata da personale qualificato con l'utilizzo di malta fortemente plastica, ottenuta con ricchi dosaggi di sabbia fine e l'aggiunta quanto basta della stessa calce spenta, all'interno dell'impasto cementizio.
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Nella figura 3 sono proposti due stralci planimetrici (fuori terra), del muro di tamponamento a cavallo di un pilastro; la sezione A-A in corrispondenza dello spicco del muro, la sezione D-D in un punto generico in elevazione. Dalle didascalie evidenziate possibile comprendere come i canali di aspirazione e di espulsione siano del tutto simili costruttivamente, valendo per qualsiasi pilastrata. Lo stralcio planimetrico della sezione B-B, di cui alla figura 4, posta in corrispondenza dell'anima della fondazione, illustra come all'interno della stessa siano configurate le due prese di aspirazioni nel pilastro (A); mentre le stesse sono assenti in corrispondenza del pilastro (B). In figura si evidenzia la presa esterna del diametro di 16 mm che si sdoppia fino alle prese di aspirazione - costituita da una normale condotta di PVC; dalla stessa presa fino all'estensione di tutta la massa del vespaio - da cui si diparte una rete di condotte microforate del diametro di 20 cm finalizzate a una libera circolazione dell'aria all'interno della massa del vespaio, condizionato dalla temperatura del terreno. L'aria presa dalla rete delle acque bianche tender a miscelarsi con quella del vespaio, garantendo una temperatura sufficientemente costante a seconda del periodo stagionale, ma comunque sempre idonea al mantenimento asciutto della parete esterna.

F IGU R A 3

Sezioni generica e con la presa di ventilazione

F IGU R A 4

Sdoppiamento della presa di ventilazione. Sezione orizzontale B-B


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F IGU R E 6 / 7

La planimetria rappresentata dalla sezione orizzontale C-C della figura 5, eseguita in corrispondenza della massa fondale sull'asse delle condotte, completa la rappresentazione della modalit costruttiva proposta, unitamente alle sezioni trasversali 1-1 e 2-2, rappresentate rispettivamente nelle figure 6 e 7. Nota: i muri stratificati con interposti pannelli isolanti non possono essere considerati traspiranti in quanto: con pannelli a cellula aperta, la condensa che si forma nel punto di rugiada - a ridosso o all'interno del pannello isolante penetra fino alle superfici opache interne; con pannelli a cellula chiusa, la traspirazione osmotica viene bloccata e la condensa resta confinata fra la parete esterna e il pannello isolante, che colando fino alla base del muro, pu (a seconda degli orientamenti) manifestare le proprie tracce di umidit pi o meno accentuate al di sopra del battiscopa. Rispettando le modalit di cui alla figura 2, numerose esperienze hanno dimostrato come il volano igroscopico offerto dalla calce spenta consenta una dissipazione della condensa verso l'esterno, anche senza che la parete sia ventilata. Diversamente, con pannelli a cellula aperta, occorre adottare una barriera al vapore traspirante.

Pianta e sezioni della soluzione costruttiva proposta

F IGU R A 5

Pianta e sezioni della soluzione costruttiva proposta. Sezione orizzontale C-C

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F IGU R A 8

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Planimetria nodi A e B

Planimetria nodo A

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Sezione A1

Sezione A

F IGU R A 12

F IGU R A 13

Planimetria nodo B

Sezione B

Assieme a quanto descritto, occorre considerare anche tutte le opere attinenti lo stato d'avanzamento dei lavori, che prevede la predisposizione degli allacciamenti e delle adduzioni. Facendo riferimento alla planimetria rappresentata nella figura 8 e ai particolari planimetrici che emergono dai riquadri [A] e [B] delle figure 9 e 10, sono estrapolabili le sezioni trasversali delle
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figure 11,12 e 13, dalle quali emergono, rispettivamente, gli allacciamenti delle acque bianche e saponose, nonch di quelle nere. Si nota come l'ingombro del canale interno perimetrale di ventilazione condizioni il percorso interno degli allacciamenti, con particolare riguardo delle acque saponose e nere che presentano un percorso difficilmente emendabile nelle case a schiera.