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Uno dei temi che impegna Dante ne

Dante, all'inizio, am Beatrice secondo i canoni dell'amor cortese e la cant nei modi tipici del "Dolce Stil Novo", presto, tuttavia, quell'amore acquis un sig Se Semiramide, "leopatra e Didone #"erchio $$ % &ussuriosi' propongono un percorso di sublimazione dell'amore dal vizio alla passione, (rancesca da )imini rappresenta l'ultima, e pi* pericolosa, !rontiera del peccato+ Nel ,urgatorio Dante opera, tuttavia, un recupero dell'esperienza stilnovistica+ Nell'incontro con il poeta Bonagiunta -rbicciani teorizza il nucleo di quella sua esperienza giovanile. la rappresentazione poetica dell'amore cessa di essere una vicenda sentimentale, se pur stilizzata al massimo grado e diventa introspezione+ "os nella "ornice 0$$ del ,urgatorio 1uesto percorso si conclude nel "ielo $$$ del ,aradiso dove il poeta eleva le vicende biogra!iche di (olchetto di 2arsiglia e "unizza da )omano a modello di ri!erimento dell'esperienza dell'amore terreno sublimato nella consacrazione religiosa

"Un giorno" qualsiasi, in una condizione del tutto normale della vita di corte che, Dante conosceva bene, il turbamento nasce seguendo quei canoni dell'amor cortese, tranquillo e !orse un po' compiaciuto gioco sentimentale, ma acquista presto tutt'altra !orza e cessa di essere quell'"/mor ch'al cor gentil ratto s'apprende", uno dei cardini dello stilnovismo, e ricade nella s!era della passione senza regole e quindi del peccato+

Dante incontra 3uido 3uinizzelli ed /rnaldo Daniello, poeti che svilupparono nella loro opera il tema dell'amore vissuto nel suo duplice aspetto di passione e di elevazione dello spirito e dell'intelligenza e che, tuttavia, non risolsero appieno tale nodo+

Beatrice menu

Virgilio la guida di Dante nel viaggio attraverso i nove cerchi infernali e nell'ascesa al monte del Purgatorio. Dalla settima Cornice del Purgatorio ai due poeti si affianca Stazio, che ha completato il cammino di purgazione e si accinge ad ascendere al Paradiso. Giunti nel Paradiso Terrestre, Virgilio saluta Dante e si appresta a tornare nel im!o. "eatrice si sostituisce al poeta latino nel ruolo di guida attraverso i nove cieli del Paradiso. Giunti nel decimo cielo, l'#mpireo, "eatrice torna al suo seggio nella Candida $osa ed il ruolo di guida, nell'ultimo tratto del viaggio ultraterreno, viene assunto da S. "ernardo di Chiaravalle
Beatrice: persona e personaggio Vita Nuova Divina Commedia Citazioni

Beatrice: persona e personaggio "eatrice viene da Dante definita, nel sonetto %Tanto gentile e tanto onesta pare%, in un modo straordinario, cio come una %cosa venuta & di cielo in terra a miracol mostrare%. %Cosa% il termine dell'indefini!ile, e le parole di Dante indicano che "eatrice fu, insieme, una donna realmente vissuta, una creatura celeste, un riflesso dell'ansia di ascesa spirituale e di purificazione del poeta. "eatrice donna appartiene alla sfera privata della vita di Dante, alla sua giovinezza fiorentina, agli anni della maturazione umana e poetica. 'nche se i riscontri storici sono scarsi, nessuno du!ita che "eatrice sia realmente esistita e che sia da identificare con la "eatrice, o "ice Portinari, sposa di Simone De' "ardi, morta giovanissima l'( giugno del )*+,. Dante, all'inizio l'am- secondo i canoni dell'amor cortese, cantando la dolcezza del suo sguardo, %che 'ntender no la pu- chi no la prova%, la !ellezza del suo volto, la grazia e la modestia dei suoi gesti. Presto, tuttavia, .uell'amore ac.uis/ un significato diverso, li!ero da ogni aggancio con la realt0 terrena, stimolo ad una profonda introspezione umana e morale. Vita Nuova 'incontro con "eatrice diventa il punto di svolta della maturazione umana e poetica di Dante, la cui vita , da .uel momento %rinnovata dall'amore%. Dante, infatti, racconta che il suo primo incontro con "eatrice avvenne .uando entram!i avevano nove anni, numero che identifica il miracolo. 1ella Vita 1uova viene delineato il cammino interiore che porta il poeta a comprendere come il fine del suo amore non sia legato a nulla di materiale, neppure al semplice saluto, elemento pur cos/ caro all'amor cortese. 2nico fine dell'amore per il poeta cantare le lodi della sua donna3 "eatrice per Dante uomo stimolo per l'introspezione spirituale e per Dante poeta fonte di ispirazione letteraria. 'l termine della Vita 1uova Dante, che ha compreso la svolta impressa dalla donna alla sua spiritualit0 ma ancora incapace di trasferire nella realt0 .uesta ac.uisizione dell'anima, promette di non scrivere pi4 di lei se non .uando potr0 farlo in modo completamente degno. 1ella Vita 1uova "eatrice conserva sempre la sua precisa individualit0 storica, ma , al tempo stesso, %figura% di Cristo, e, come ui, incarna la rivelazione divina. Tale funzione , tuttavia, riservata esclusivamente all'uomo Dante, e solo nella Divina Commedia potr0 estendersi all'intera umanit0. Divina Commedia 'inizio della Divina Commedia riprende il filo della narrazione dove l'opera giovanile lo aveva

interrotto. a crisi spirituale e poetica in cui lo aveva gettato la morte della sua donna, fa smarrire il poeta in un intrico di falsi amori e futili scopi. a nuova e definitiva svolta nella vita del poeta si compir0 sempre nel nome di "eatrice. #', infatti lei, non pi4 donna ma solo creatura angelica, a dare inizio al processo di salvezza e di parallelo recupero della propria identit0 del poeta, inviando in suo soccorso Virgilio, il maestro, di !ello stile come di vita, e l'%autore%, il modello, la memoria, insieme personale e storica. 5a le possi!ilit0 umane, se pur eccellenti, impersonate da Virgilio, non possono condurre Dante oltre la comprensione della natura del peccato, nell'6nferno, e della necessit0 di redenzione, nel Purgatorio. 1el Paradiso guida del poeta la stessa "eatrice. Per comprendere la natura dell'amore divino necessario un totale a!!andono dell'anima3 nell'oltremondo non esistono pi4 convenzioni sociali, n tur!amenti, n fraintendimenti, e "eatrice pu- assumere in pieno il suo significato. 6l ruolo e la funzione della donna sono per- di portata !en diversa rispetto a .uelli descritti nella giovanile Vita 1uova. 1ella Commedia infatti Dante rappresenta l'intera umanit0, in nome della .uale compie il suo viaggio, voluto da Dio. 6n .uesta nuova dimensione il miracolo che "eatrice, incarnazione della rivelazione divina, aveva rappresentato per Dante ac.uista un nuovo significato ed una nuova pienezza. 6l compito di Dante .uello di indicare all'intera umanit0 la via per giungere alla salvezza3 il miracolo che era avvenuto per Dante diventa cos/ il miracolo di tutta l'umanit0. Se nella Vita 1uova "eatrice era stata %figura% di Cristo per il solo Dante, ora rivelazione incarnata e sim!olo di Cristo per l'intera umanit0. a donna amata da Dante, divenuta l'ispiratrice della sua poesia , nella Divina Commedia, maestra di verit0, il tramite che permette a Dante e all'intera umanit0 di arrivare al Paradiso e alla contemplazione di Dio. Citazioni Inferno 6nf. 66, 789 6nf. :, )8)9 6nf. :66, ((9 6nf. :V, +,. Purgatorio Pg. V6, ;<9 Pg. :V, ==9 Pg. :V666, ;(, =89 Pg. ::666, )*(9 Pg. ::V66, 8<, 789 Pg. :::, =89 Pg. :::6, (,, ),=9 Pg. :::66, 8<, (7, ),<9 Pg. :::666, ;. Paradiso Pd. 6, ;<,<;9 Pd. 66, **,*+,;<,7*9 Pd. 666, ),)*=9 Pd. 6V, ))(,)8+9 Pd. V, )<,(7,)**9 Pd. V66, )),);,)<9 Pd. V666, )7,;)9 Pd. 6:, )<9 Pd. :, 8=,7*,<,9 Pd. :6, ))9 Pd. :6V, (,=+,(;,)8)9 Pd. :V, 8*,7;,=,9 Pd. :V6, )89 Pd. :V66, 7,8,,));9 Pd. :V666, 8,)=,78,<89 Pd. ::6, *,;<,7),<89 ::66, ),),,,)*7, )7;9 Pd. ::666, ),,)+,8;,=<9 Pd. ::6V, ),,**,*(,8*,779 Pd. ::V, *(,;+,)),,)8=9 Pd. ::V6, ),,<(,==,(*9 Pd. ::V66, 8;,=<,(+,),*,),79 Pd. ::V666, 8,;,,<),(<,+=9 Pd. ::6:, (9 Pd. :::, );,=7,)*(9 Pd. :::6, 7<,7+,<;,<<,=),=<,=+,+)9 Pd. :::66, +9 Pd. :::666, 8(

SE MI RA MI DE Inf . V, 52 Ce rch io 2Lu ssu rio si


me nu dei per son agg i me nu pri nci pal e &eg gen dari a regi na deg li /ss iri, !igli a dell a dea Der cet oe del siri ano

"ai stro , Se mir ami de spo s pri ma -n ne, poi il re ste sso Nin o, da cui ebb e il !igli o che , sec ond o la trad izio ne, div enu to adu lto, la sca cci dal tron oe la ucci se+ Dur ant e il suo reg no, Se mir ami de con qui st

la 2e dia, l'4g itto e l'4ti opi a ed a lei si attri bui sce la cos truz ion e dell e mur ae dei giar dini pen sili di Bab iloni a, una dell e sett e mer avi glie del mo ndo anti co+ Nel 2e dio evo !u se mpr e con sid erat a

un ese mpi o di corr uzi one e di luss uria in bas e al test o di ,ao lo -ro sio #,d +', stor ico del 0 sec + d+" +, che rac con ta co me la regi na legi ttim ass e la sua con dott a dis one sta, ren den do leg ale ci che a cias cun

o dei suo i sud diti pia cev a+ Del test o di ,ao lo -ro sio chi ara eco nell a terz ina dan tes ca. $n!+ 0, 55% 56 A vizi o di luss uria fu s rott a #ded ita' che libit o desi deri o' f licit o #res e lecit o' in sua leg

ge, per torr e il bias mo in che era con dott a Da nte la con sid era ese mpl are per luss uria , co me "le opa tra, div ers am ent e da Did one , che vie ne inv ece con sid erat a suic ida per am ore+

C!"#$A%&A 'nf V, () cit $d V', *( Cerchio +, !ussuriosi menu dei personaggi menu principale

)egina d'4gitto, "leopatra visse !ra il 78 ed il 98 a+"+, quando, a seguito della scon!itta ad /zio, si uccise+ /mante prima di dopo aver destituito il !ratello di lei :olomeo #,d+', colpevole di aver ucciso a tradimento ,ompeo #,d+', e, dopo la morte di lui, di /ntonio, che per lei si !ece assegnare la reggenza della provincia d'4gitto ed abbandon a )oma la legittima moglie, -ttavia, sorella di /ugusto &eggendarie sono le circostanze della morte di "leopatra. seguendo dalla sua nave lo svolgersi della battaglia nelle acque di /zio, vide la nave di /ntonio prendere !uoco e, credendolo morto, si ritir precipitosamente+ /ntonio, vedendo la regina abbandonare la battaglia si sent perduto e, per non cadere vivo nelle mani dell'avversario, si colp a morte+ "leopatra sapendo insieme della scon!itta e del suicidio di /ntonio, si uccise procurandosi la morte per mezzo del morso di un serpente velenoso per non cadere lei stessa prigioniera di -ttaviano /ugusto+

Dante la considera esemplare per lussuria come Semiramide considerata suicida per amore+

D'D #N " 'nf V, (cit .Di do/ $d V''', 01 .fig lia di Bel o/ $d '2, 0* Cer chi o +, !us sur iosi me nu dei per son agg i me nu pri nci pal e

(iglia di Belo, re di :iro, Didone era regina e !ondatrice di "artagine+ Narra la leggenda che, alla morte di Belo, salirono insieme al trono i suoi due !igli, ,igmalione #,g+' ed 4lisha+ $l

disaccordo, subito evidente, !ra i due !ratelli consegn, di !atto, il potere al marito di 4lisha, :iro+ ,igmalione per impadronirsi delle ricchezze e del potere !ece assassinare il cognato e la !rattura con la sorella divenne de!initiva+ "on l'appoggio di parte dell'aristocrazia di :iro, 4lisha si risolse ad abbandonare per sempre la patria. con l'inganno riusc ad impossessarsi delle navi di ,igmalione ed a portare con s l'oro nascosto dal marito, che 0irgilio narra esserle apparso in sogno per avvertirla dell'inganno del !ratello+ 1uesta vicenda le procur il nome Didone, la !uggitiva+ Dopo anni di peregrinazioni, che li portarono dapprima verso "ipro, i !uoriusciti approdarono sulle coste a!ricane ed iniziarono la ricostruzione di una patria+ &a prima necessit; degli esuli da :iro !u quella di occupare un territorio ed anche questo episodio !u trasposto in leggenda+ Si narra che il re $arba avesse concesso a Didone quell'area che era possibile coprire con una pelle di bue+ Si trattava, ad evidenza, di un inganno, ma la !utura regina di "artagine seppe risolverlo a suo !avore. essa, in!atti, tagli la pelle di bue in strisce sottilissime che leg !ra loro riuscendo, cos , a circondare interamente l'altura su cui doveva sorgere la citt;+ $nnamorandosi di dopo il lungo peregrinare da :roia distrutta, venne meno al patto di !edelt; giurato al marito de!unto Sicheo+

/bbandonata da 4nea Didone si tolse la vita+

me nu prin cip ale

3u ard ian o: 2in oss e Da nna ti: &us suri osi $n!+ 0, 9<% 9= i pec cat or car nali , che la rag ion so mm ett on o al tale nto #de sid erio '+ "ar atte risti ca co mu ne

a tutti i dan nati la mor te viol ent a, per ma no pro pria od altr ui, a cau sa dell' am ore. 4a mo r di nos tra vita dip arti lle4 #$n!+ 0, 7='+ $e na: Un a viol ent a bu! era trav olg ei dan nati

, per cuo ten doli e tras cin and oli per il "er chi o in!e rnal e+ $n!+ 0, 9>% 99 !a buf era infe rna l, che mai no n res ta, me na li spi rti con la sua rap ina1 volt and oe per cot end o li mol est a Co ntr apa sso

: "o me in vita non sep per o !ar pre val ere la ragi one sull a viol enz a dell e pas sio ni, cos ora la viol enz a del ven to non d; loro pac e+ $er son agg i: 0irg ilio indi ca a Da nte alc uni per son agg i

!am osi dell a stor ia anti ca, del mit o, dei poe mi me die vali. Se mir ami de, Did one , "le opa tra, 4le na, /ch ille, ,ari de, :ris tan o+ &'e se mpi o tratt o dall' attu alit ; , inv ece , cos titui to da (ra nce sca da )im ini

e ,ao lo 2al ate sta

"!"NA 'nf V, (5 Cerchio +, !ussuriosi menu dei personaggi menu principale

(iglia di ?eus e di &eda, cui ?eus si present in !orma di cigno, 4lena era sorella di "litennestra e dei Dioscuri #,g+', "astore e ,olluce+ &a sua bellezza straordinaria le valse l'appellativo di "donna pi* bella del mondo" e moltissimi pretendenti+ :indaro, il padre putativo, !ece giurare a tutti i principi di di!endere colui sul quale sarebbe caduta la scelta di 4lena+ $l prescelto !u 2enelao, re di Sparta+ Dopo qualche tempo ,aride, !iglio di ,riamo, re di :roia, !u inviato a Sparta come ambasciatore+ & vide 4lena e, innamoratosi della sua bellezza, la rap con il consenso di 0enere, che nel noto episodio del "giudizio di ,aride" era stata da lui giudicata pi* bella di 2inerva e 3iunone+ Da questo "incidente" nacque il lungo e sanguinoso con!litto narrato da -mero nell'$liade e da 0irgilio nell'4neide, cui parteciparono, come da giuramento, tutti i principi greci+ 2orto ,aride in battaglia, 4lena ne spos il !ratello Dei!obo, ed alla morte di questi, si ritir a )odi+ Secondo la tradizione !u uccisa da una donna greca per vendicare la morte del marito sotto le mura di :roia+

AC I

LL E Inf . V, !5 cit. 6nf. :66 , =)9 Pg. 6:, 8;9 Pg. :: 6,+ * Ce rch io 2Lu ssu rio si
me nu dei per son agg i me nu pri nci pal e /ch ille era !igli o di ,el eo, re dei 2ir mid oni, e dell a

nin! a :eti #,g +'+ /lla nas cita , la ma dre lo res e inv uln era bile im mer gen dol o nell e acq ue in!e rnal i dell o Stig e, ma, tratt ene ndo lo per il tall one , !ec es che que sto !os se l'uni co pun to vul ner abil e del

suo cor po+ "re sce ndo , /ch ille ven ne edu cat o dal cen taur o "hi ron e+ :eti , poi, in!o rma ta dall' ind ovi no "al can te che /ch ille sar ebb e mor to a :roi a, allo sco ppi o dell a gue rra lo nas cos e alla cort e di

Scir o, ves tito da don na, !ra le !igli e del re &ic om ede +& !u trov ato e sm asc her ato con un ing ann o da Ulis se, inc aric ato di con durr e l'er oe a :roi a per ch un ora col o ave va pre dett o che sen za

di lui la citt ; non sar ebb e stat a esp ugn ata+ $l dec imo ann o di ass edi o, a cau sa di una con trov ersi a sort a !ra i 3re ci, /ch ille si ritir dal co mb atti me nto per torn are sul ca mp o sol o per ven dic

are la mor te dell' ami co ,at rocl o+ Ucc ise in un due llo 4tto re e !u ucci so a sua volt a da ,ari de, che lo col p nel suo uni co pun to vul ner abil e, il tall one + Sec ond o una trad izio ne, inv ece , am pia me nte

di!! usa nel 2e dio evo dai rom anz i che si ispi rav ano al cicl o troi ano , ma risa lent e ad -vi dio, /ch ille, inn am orat osi di ,oli sse na, !igli a di ,ria mo, !u attir ato in un tran ello ed ucci so+

6&ANC"7CA e $A#!# 'nf V, *) Cerchio + , !ussuriosi menu dei personaggi menu principale

$ personaggi danteschi sono da identi!icarsi con (rancesca da ,olenta, !iglia di 3uido il 0ecchio, signore di )avenna #che 4siede4, !ondata, 4su la marina dove il $o discende4, la riviera /driatica', e ,aolo 2alatesta+ (rancesca aveva sposato, di certo dopo il >@65, 3ianciotto 2alatesta, il !iglio de!orme e zoppo #4ciotto4' di 2alatesta da 0errucchio, signore di )imini+ 4ra un matrimonio stipulato per ragioni politiche. in!atti esso sanciva e garantiva la pace !ra le due !amiglie e le due citt; dopo un lungo periodo di scontri+ )omanzeschi sono i particolari relativi all'incontro tra (rancesca ed il cognato ,aolo 2alatesta. si narra che ,aolo si rec a )avenna per sposare, per procura di suo !ratello, (rancesca, certo che i due si innamorarono e !urono sorpresi e trucidati da 3ianciotto di certo dopo il >@<@% >@<9, periodo in cui ,aolo !u capitano del popolo a (irenze, e pi* probabilmente nel >@<5, anno in cui 3ianciotto !u podest; a ,esaro+ &e tre terzine dantesche raccontano, secondo l'ampia trattatistica del tempo, i momenti salienti della vicenda d'amore e della perdizione eterna di ,aolo e (rancesca+ / parlare con il poeta sempre la donna, ma, a contrappunto delle parole di (rancesca, c' il pianto

silenzioso di ,aolo, che completa l'e!!etto unitario del narrare 4come colui che piange e dice4+ $n!+ 0, >88%>8@ Amor ch8al cor gentil ratto s8apprende, prese costui de la bella persona che mi fu tolta1 e 8l modo ancor m8offende &a corrispondenza !ra 4amore4 e 4cuore gentile4 uno dei cardini dello stilnovismo. Dante stesso aveva scritto che "/more e cor gentil sono una cosa" e, prima di lui, anche il 3uinizzelli aveva a!!ermato che "/l cor gentil rempaira sempre amore"+ 1uesta terzina rende, quindi, conto del sentimento di ,aolo, che, a causa della sua gentilezza d'animo e della bellezza della cognata, non pu non provare un sentimento d'amore, pericolosamente al margine, !orse, !ra l'amore% gioco e l'amore passione+ &'inciso che chiude il verso >8@ 4e 8l modo ancor m8offende4 uno dei nodi del testo dantesco ed ha impegnato a lungo la critica+ /lcuni hanno voluto vedervi il primo accenno alla morte violenta, !orse prematuro, se si considera la per!etta scansione nei tre tempi canonici del racconto di (rancesca #nascere del sentimento, reciprocit;, conclusione', e !uori luogo, se si considera che nella valutazione di Dante la !ine della vicenda non la morte, ma 4il doloroso passo4, il drammatico passaggio dall'amor cortese alla passione+ $n Dante, poi, il vocabolo 4offendere4 ha raramente il signi!icato corrente, mentre pi* attestato il valore di "avvincere" oppure di "danneggiare"+ &'inciso pu essere cos interpretabile come il rimpianto di (rancesca non per il sentimento in s, accettato e voluto a tal punto che dura immutato nell'eternit; #4come vedi ancor non m8abbandona4 $n!+ 0, >85', ma per il modo il cui quell'amore si realizzato, non secondo i gentili canoni dell'amor cortese, ma nei modi della passione che !ece perdere ad entrambi l'onore in vita e la salvezza per l'eternit;+ $n!+ 0, >88%>8@ Amor, ch8a nullo amato amar perdona mi prese del costui piacer s forte, che, come vedi, ancor non m8abbandona &a seconda terzina, invece, rende conto del sentimento di

(rancesca+ &a reciprocit; dell'amore un altro dei temi !ondamentali dell'amor cortese. per /ndrea "appellano, in!atti, l'amore non pu tollerare che l'oggetto amato non ricambi il sentimento+ $n!+ 0, >89%>8A Amor condusse noi ad una morte Caina attende chi a vita ci spense 3li ultimi versi rendono conto del tragico epilogo di questa vicenda e, al tempo stesso, !orniscono lo spunto per la meditazione di Dante sul tema !ondamentale del rapporto !ra amore%virt* ed amore%passione+ (rancesca, con dolcezza composta e dolente, racconta il momento del peccato, il pi* irri!lessivo ed insieme determinante, che chiude la sua vita spirituale+ 49n giorno4 qualsiasi, in una condizione del tutto normale della vita di corte che, Dante conosceva bene, i due cognati leggono insieme uno dei romanzi tanto di!!usi+ $l turbamento nasce seguendo ancora quei canoni dell'amor cortese, tranquillo e !orse un po' compiaciuto gioco sentimentale, codi!icato nel "De /more" di /ndrea "appellano, ma acquista presto tutt'altra !orza+ $n!+ 0,>99%>9< :uando leggemmo il disiato riso esser basciato da cotanto amante, ;uesti, che mai da me non fia diviso, la bocca mi basci< tutto tremante 3aleotto fu 8l libro e chi lo scrisse: ;uel giorno pi= non vi leggemmo avante ":ra l'amante ed il peccato si gitta in mezzo l'in!erno, e il tempo !elice si congiunge con la miseria, e quel momento d'oblio, il peccato, non si cancella pi*, diviene l'eternit;+" #(+ De Sanctis, Saggi "ritici, vol+@'+ $l libro ha ormai svolto il suo ruolo di portare i due cognati alla reciproca consapevolezza del loro sentimento, ed i due possono smettere di leggere la passione della !inzione e vivere la passione della realt;, ma non per questo si deve supporre che !urono uccisi quel giorno stesso+ &a morte un !atto occasionale che eterna, nella condizione in cui colse i due amanti, uno stato di perdizione gi; in atto+ Scrive U+ Bosco #"ommento pag+ 77'. "$l punto di arrivo, per cos dire, del poeta era questo. non solo il "vizio di lussuria" di Semiramide e di "leopatra, ma anche l'amore di Didone, cui nel suo poema 0irgilio aveva tanto indulto, anche quello esaltato dai romanzi cavallereschi, e persino l'amore stilnovistico, di cui ,aolo e (rancesca, come questa dir;, si erano nutriti, possono condurre a perdizione

terrena ed ultraterrena+ +++ "he cosa pu !ar s che un'attrazione innocente si tramuti in peccatoB +++ Dante in cospetto della !ragilit; non solo di ,aolo e (rancesca, ma della !ragilit; sua propria e di tutti china pensoso la testa+ Un momento improvviso e inopinato, e il "talento", il desiderio di dolcezza e di !elicit;, ha il sopravvento e ci perde+ Da qui la piet;. per (rancesca, per se stesso, per tutti+"+

'i den 1uesta scheda !a parte dell'ipertesto tifi ",urgatorio"C non caz possibile proseguire oltre nella ion navigazione+ di Selezionare e "BacD" per tornare al .ue percorso tematico+ sto per son agg io no n co mp leta me nte sic ura . Gli anti chi co m me ntat ori rite nev ano che la Pia di Da nte fos

/ttenzione+

se Pia dell a fa mi glia dei Tol om ei di Sie na. 'n dat a spo sa a 1el lo dei Pa nn occ hie sch i, che ric opr / la cari ca di po des t0 di Vo lter ra e di u cca ver so la fin

e del )* ,,, Pia mo r/ pre cipi tan do dal !al con e del Cas tell o dell a Pie tra, in 5a re m ma. Sec on do alc uni l'uc cisi one di Pia pu niv a un adu lter io, real eo solt ant o

pre sun to dall a gel osi a, sec on do altr i cop riv a pi4 se mp lice me nte l'as pir azi one del ma rito a nu ove e pi4 van tag gio se noz ze con 5a rgh erit a deg li 'l do !ra

nde sch i. &e var ie ipo tes i sul la sc om par sa di ,ia tes tim oni an o qu ant o qu est a vic en da int ere ss as se l'o pin ion e pu bbl ica del te mp o di Da

nte . l'es em pla rit; di ,ia !on dat a, du nq ue, sul la su a not ori et; , co s co me av vie ne per mo lti altr i per so na ggi del ,u rga tori o #2 an! red i, Ea

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lla cer im oni a del lo sp os ali zio si dis tin gu ev an o, nel 2e dio ev o, du e atti dis tint i. il 4di sp os ar e4 ch e era la dic hia raz ion e del la vol ont ; all' uni

on e, e l' na nel lar e4 ch e, inv ec e, era il do no del l'a nel lo nu zia le+ /lc uni crit ici ha nn o vol uto de su me re dal tes to da nte sc o ch e ,ia avr eb be

sp os ato Ne llo dei ,a nn oc chi es chi do po es ser e gi; sta ta "in an ell ata ", cio in se co nd e no zz e, ma a qu est a ipo tes i ma nc a og ni co ntr

opr ov a do cu me nta ria+ $l tes to di Da nte no n chi ari sc e tutt ii par tic ola ri del la vic en da #la col pa di ,ia , le mo dal it; del la mo rte ', ma !a luc e sul

no do es se nzi ale , sul le cir co sta nz e vio len te del la mo rte, e sui se nti me nti del la do nn a. ,ia !u uc cis a dal ma rito e no n vu ole ve nd ett a+

>A%"!DA $g 22V''', 5?1 .donna/ $g 22'2, -1 $g 222', 0+1 $g 222'', @+1 $g 222''', --0 cit $g 222'', +@ $aradiso terrestre

/ttenzione+ 1uesta scheda !a parte dell'ipertesto ",urgatorio"C non possibile proseguire oltre nella navigazione + Selezionare "BacD" per tornare al percorso tematico+

'ufficio di 5atelda, unica a!itante permanente del Paradiso Terrestre, immergere nelle ac.ue del et>, il fiume che canceller0 anche il ricordo del peccato, le anime che hanno completato la purificazione attraverso le cornici del Purgatorio e poi condurle a !ere le ac.ue dell'#uno>, il fiume che ravviva la virt4. Due questioni hanno impegnato la critica dantesca intorno a questo personaggio. la sua identit; storica ed il suo valore simbolico+ ,er quanto riguarda l'identi!icazione di 2atelda, tutti gli antichi commentatori non ebbero dubbi nel riconoscervi 2atilde di "anossa, anche se Dante non pot certo apprezzare la sua opposizione all'imperatore 4nrico $0, ampliando e ra!!orzando il potere temporale del papato con l'eredit; dei suoi domini lasciata alla

"hiesa+ 3li altri guardiani e custodi della "ommedia, si sottolineato, sono personaggi e!!ettivamente esistiti nel mito o nella storia, ma a di!!erenza dei tre regni oltremondani, il ,aradiso terrestre non stato creato perch le anime vi trovino sede stabile. un luogo di transito, un luogo rituale che segna il passaggio dal ,urgatorio al ,aradiso+ 2atelda , dunque, soprattutto un concetto al quale il poeta ha dato un nome il cui valore e signi!icato oggi ci s!ugge+ :aluni critici hanno tentato di interpretare il nome di 2atelda, invertendo l'ordine di lettura ed ottenendo in questo modo l'espressione "/d laetam" o, seguendo la pronuncia, "/d letam"+ 2atelda diviene, cos , "colei che conduce alla beatitudine", ovvero "colei che conduce alla acque

del &etF"+ D'altra parte la caratteristica predominante di questo personaggio la levit;, che contrasta con qualsiasi precisa determinazione+ Se il ,aradiso :errestre rappresenta l'et; dell'oro dell'umanit;, 2atelda la ra!!igurazione della !elicit;, dell'umanit; in armonia con il "reatore+ 2atelda conserva la sua levit; anche quando spiega. il suo u!!icio un rito che compie nei con!ronti di ogni anima che abbia compiuto la sua puri!icazione+ 2atelda, quindi, !a gi; parte del grande quadro liturgico che conclude la seconda cantica+ &a !elicit;, terrena ed ultraterrena, , tuttavia, amore e l'unico amore che possa essere piena !elicit; senza tormenti l'amore stilnovistico nella nuova reinterpretazione dantesca resa

esplicita nell'incontro con Bonagiunta -rbicciani+ ,g+ GG$0, 5@%5A 4'8 mi son un che, ;uan do Amor mi spira , noto, ea ;uel mod o ch8e8 ditta dentr o vo signi fican do4 &a rappresentazione poetica dell'amore cessa di essere una vicenda sentimentale, se pur stilizzata al massimo grado e diventa introspezione+ 2atelda si inserisce, quindi, appieno nel recupero degli anni giovanili e dell'esperienza dello Stilnovo

avviato e concluso nel ,urgatorio+

$'C CA &D A D# NA %' $d ''', )5 cit $g 22' V,?1 $d 'V, 0* Cie lo ', !u na, Ani me ma nca nti ai voti

/ttenzione+ 1uesta scheda !a parte dell'ipertesto ",urgatorio"C non possibile proseguire oltre nella navigazione + Selezionare "BacD" per tornare al percorso tematico+

,d+ $$$, A7% A=

'8 fui nel mo nd o ver gin e sor ella #su ora ' e se la me nte tua be n sA rig uar da, no n mi ti cel erB l8es ser pi= bel la #lu min osa ', ma ric on os cer ai ch8i 8 so

n $ic car da (ig lia di Si mo ne Do nat i, ,ic car da sor ell a di (o res e #, g+', l'a mi co di gio ve nt* del po eta ,e di "o rso #4; uei ch e pi = n8h a col

pa 4 ,g + GG $0, <@% <6' , il vio len to ca po del la par te Ne ra !ior ent ina , no nc h cu gin a del la mo gli e di Da nte , 3e m ma Do nat i+ &a !a mi gli a

Do nat i ap par tie ne, du nq ue, all a s!e ra pri vat a del la vit a di Da nte , all a su a gio vin ez za. la mo na ca zio ne di ,ic car da, bel la e gio va nis si

ma , !a mi a sor ella , ch e tra bel la e bu on a no n so ;u al fos se pi= #,g + GG$ 0, >8 ', dic e di lei il !rat ell o (o res e, do vet te col pir e il po

eta , ch e si av via va all a ma turi t; um an ae po eti ca, ed un' o!! es a do vet te ap par irgl i il rap im ent o dal co nv ent o di S+ "h iar aa (ir en ze+ "o rso

, in! atti , pro ba bil me nte nel de ce nni o co mp res o !ra il >@ <9 ed il >@ =9, per iod o in cui ric opr var ie car ich e pu bbl ich ea Bol og na, co stri ns e

la sor ell aa sp os are )o ss elli no del la :o sa, stri ng en do, co s, un a par ent ela mo lto va nta ggi os a per gli int ere ssi del la !a mi gli ae per la per so nal e

car rier a pol itic a+ ,d+ $$$, >87 % >8< 9o mi ni poi ,a ma l pi= ch8 a be ne usi , fuo r mi rap iro n de la dol ce chi ost ra: 'dd io si sa ;u al poi mi a vit a

fus i $ pri mi co m me nta tori ri!e ris co no un a leg ge nd a ch e rac co nta va co me ,ic car da av es se ott en uto di co ns erv are la ver gin it; pro me

ss a, am ma lan do si di leb bra e mo ren do in po chi gio rni, ma Da nte , di cer to be n in! or ma to sul le vic en de di ca sa Do nat i, lo es clu de net ta me nte

se pur e ste nd e un vel o sul la vit a di ,ic car da su cc es siv a al rap im ent o. sar eb be sta to un inu tile sc av are !ra par tic ola ri pri vat i, poi ch la

vic en da um an a di ,ic car da, si chi ud e co n qu ell' ev ent o, il rap im ent o, ch e se gn la su a esi ste nz a spi ritu ale + &a su a vit a co niu gal

e un !att o oc ca sio nal e ch e pro lun ga nel te mp o ter ren o un o sta to di sal ve zz a gi; in att o+

>A &'A $d 22 2'', C1 $d 22 2''',

Cie lo 2, "m pir eo , Ca ndi da &o sa, pri mo ord ine di seg gi

/ partire da Beatri ce, perso na e perso naggi o della "omm edia, quest o percor so propo ne sei !igure !emmi nili attrav erso le quali possib ile seguir e lo svilup po del tema dell'id ealizz azione progre ssiva, in senso trasce ndent e, della donna + Beatri ce !u, insiem

e, una donna realm ente vissut a, una creatu ra celest e, un ri!less o dell'an sia di asces a spiritu ale e di puri!ic azione del poeta+ Dido ne (ran cesc a da )imi ni inizia no ques to perc orso com e donn e anco ra segn ate dalla passi one e pro!o nda ment e legat e alla realt ; terre na dei senti ment ie dei turba ment i che essi prov ocan o+ Nel ,urgatorio il poeta incontra ,ia de' :olomei+ $l testo non chiarisce tutti i particolari della vicenda biogra!ica ma !a luce sul nodo essenziale, sulle circostanze violente della morte, e sui sentimenti della donna. ,ia !u uccisa dal marito e non vuole vendetta, segno dell'amore terreno elevato dal perdono ad una realt; di salvezza+ Nel ,aradiso :errestre, 2atelda perde gi; ogni precisa identi!icazione, la ra!!igurazione della !elicit;, dell'umanit; in armonia con il "reatore+ Nel ,aradiso, Dante dovette intuire il dolore e la rassegnazione silenziosa,

che mai cede al rancore, della vita di ,iccarda Donati accanto al marito che le era stato imposto e su questi sentimenti costru la sua salvezza eterna e la !ece portavoce della necessit; del beato, come dell'uomo, di accordare la sua volont; a quella di Dio per raggiungere la personale pienezza+ $l percorso si conclude con 2aria. tutta la Divina "ommedia intessuta della presenza di 2aria, "umile ed alta pi* che creatura"+ 4llla, in!atti, la "!accia che a "risto pi* si somiglia", il passaggio !ondamentale che prepara l'uomo Dante alla contemplazione di Dio+

Ca nto V arg om ent o del ca nto

Da nte e 0irg ilio disc end ono dal pri mo al sec ond o cer chi oe sull' entr ata ved ono 2in oss e che , avv olg end o into rno al suo cor po mo stru oso la cod a, indi ca in qua le cer chi o l'ani ma dan nat a deb ba sce

nde re per inizi are la sua pun izio ne+ /nc he 2in oss e non vuo le lasc iar pas sar e Da nte ed anc he a lui 0irg ilio rac co ma nda di non opp orsi al vol ere divi no+ Sup erat o 2in oss ei due poe ti si inol tran o nel sec ond

o cer chi o. qui, trav olti da una viol ent a bu! era, si trov ano i luss urio si, tutti mor ti di mor te viol ent a, per ma no pro pria od altr ui, a cau sa dell' am ore cui non sep per o resi ster e con la ragi one + 0irg ilio indi

ca a Da nte alc uni per son agg i !am osi dell a stor ia anti ca, del mit oe dei cicli me die vali e poi gli con sen te di parl are con (ra nce sca da )im ini e ,ao lo 2al ate sta+ Sop ra!! atto dai suo i sen tim enti Da nte

svie ne+

"os discesi del cerchio primaio gi* nel secondo, che men loco cinghia e tanto pi* dolor, che punge a guaio+ Stavvi 2ins orribilmente, e ringhia. essamina le colpe ne l'intrataC giudica e manda secondo ch'avvinghia+ Dico che quando l'anima mal nata li vien dinanzi, tutta si con!essa. e quel conoscitor de le peccata vede qual loco d'in!erno da essaC cignesi con la coda tante volte quantunque gradi vuol che gi* sia messa+ Sempre dinanzi a lui ne stanno molte. vanno a vicenda ciascuna al giudizio, dicono e odono, e poi son gi* volte+ H- tu che vieni al doloroso ospizioI, disse 2ins a me quando mi vide, lasciando l'atto di cotanto o!!izio, Hguarda com'entri e di cui tu ti !ideC non t'inganni l'ampiezza de l'intrareJI+ 4 'l duca mio a lui. H,erchF pur grideB Non impedir lo suo !atale andare. vuolsi cos col; dove si puote ci che si vuole, e pi* non dimandareI+ -r incomincian le dolenti note a !armisi sentireC or son venuto l; dove molto pianto mi percuote+ $o venni in loco d'ogne luce muto, che mugghia come !a mar per tempesta, se da contrari venti combattuto+ &a bu!era in!ernal, che mai non resta, mena li spirti con la sua rapinaC voltando e percotendo li molesta+ 1uando giungon davanti a la ruina, quivi le strida, il compianto, il lamentoC bestemmian quivi la virt* divina+ $ntesi ch'a cos !atto tormento enno dannati i peccator carnali, che la ragion sommettono al talento+ 4 come li stornei ne portan l'ali nel !reddo tempo, a schiera larga e piena, cos quel !iato li spiriti mali di qua, di l;, di gi*, di s* li menaC nulla speranza li con!orta mai, non che di posa, ma di minor pena+ 4 come i gru van cantando lor lai, !accendo in aere di sF lunga riga,

9 7 = >@ >5 >< @> @A @6 98 99 97 9= A@ A5

cos vid'io venir, traendo guai, A< ombre portate da la detta brigaC per ch'i' dissi. H2aestro, chi son quelle genti che l'aura nera s gastigaBI+ 5> H&a prima di color di cui novelle tu vuo' saperI, mi disse quelli allotta, H!u imperadrice di molte !avelle+ 5A / vizio di lussuria !u s rotta, che libito !F licito in sua legge, per trre il biasmo in che era condotta+ 56 4ll' Semiram s, di cui si legge che succedette a Nino e !u sua sposa. tenne la terra che 'l Soldan corregge+ 78 &'altra colei che s'ancise amorosa, e ruppe !ede al cener di SicheoC poi "leopatr;s lussurKosa+ 79 4lena vedi, per cui tanto reo tempo si volse, e vedi 'l grande /chille, che con amore al !ine combatteo+ 77 0edi ,ar s, :ristanoIC e pi* di mille ombre mostrommi e nominommi a dito, ch'amor di nostra vita dipartille+ 7= ,oscia ch'io ebbi il mio dottore udito nomar le donne antiche e ' cavalieri, piet; mi giunse, e !ui quasi smarrito+ 6@ $' cominciai. H,oeta, volontieri parlerei a quei due che 'nsieme vanno, e paion s al vento esser leggieriI+ 65 4d elli a me. H0edrai quando saranno pi* presso a noiC e tu allor li priega per quello amor che i mena, ed ei verrannoI+ 6< S tosto come il vento a noi li piega, mossi la voce. H- anime a!!annate, venite a noi parlar, s'altri nol niegaJI+ <> 1uali colombe dal disio chiamate con l'ali alzate e !erme al dolce nido vegnon per l'aere, dal voler portateC <A cotali uscir de la schiera ov' Dido, a noi venendo per l'aere maligno, s !orte !u l'a!!ettLoso grido+ <6 H- animal grazKoso e benigno che visitando vai per l'aere perso noi che tignemmo il mondo di sanguigno, =8 se !osse amico il re de l'universo, noi pregheremmo lui de la tua pace, poi c'hai piet; del nostro mal perverso+ =9 Di quel che udire e che parlar vi piace, noi udiremo e parleremo a voi, mentre che 'l vento, come !a, ci tace+ =7 Siede la terra dove nata !ui su la marina dove 'l ,o discende per aver pace co' seguaci sui+ == /mor, ch'al cor gentil ratto s'apprende, prese costui de la bella persona che mi !u toltaC e 'l modo ancor m'o!!ende+ >8@ /mor, ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer s !orte, che, come vedi, ancor non m'abbandona+ >85

/mor condusse noi ad una morte+ "aina attende chi a vita ci spenseI+ 1ueste parole da lor ci !uor porte+ 1uand'io intesi quell'anime o!!ense, china' il viso, e tanto il tenni basso, !in che 'l poeta mi disse. H"he penseBI+ 1uando rispuosi, cominciai. H-h lasso, quanti dolci pensier, quanto disio men costoro al doloroso passoJI+ ,oi mi rivolsi a loro e parla' io, e cominciai. H(rancesca, i tuoi mart ri a lagrimar mi !anno tristo e pio+ 2a dimmi. al tempo d'i dolci sospiri, a che e come concedette amore che conosceste i dubbiosi disiriBI+ 4 quella a me. HNessun maggior dolore che ricordarsi del tempo !elice ne la miseriaC e ci sa 'l tuo dottore+ 2a s'a conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto a!!etto, dir come colui che piange e dice+ Noi leggiavamo un giorno per diletto di &ancialotto come amor lo strinseC soli eravamo e sanza alcun sospetto+ ,er pi* !Kate li occhi ci sospinse quella lettura, e scolorocci il visoC ma solo un punto !u quel che ci vinse+ 1uando leggemmo il disKato riso esser basciato da cotanto amante, questi, che mai da me non !ia diviso, la bocca mi basci tutto tremante+ 3aleotto !u 'l libro e chi lo scrisse. quel giorno pi* non vi leggemmo avanteI+ 2entre che l'uno spirto questo disse, l'altro piangMaC s che di pietade io venni men cos com'io morisse+ 4 caddi come corpo morto cade+

>8< >>> >>A >>6 >@8 >@9 >@7 >@= >9@ >95 >9< >A>

>' N# 77 " 'nf V,5 cit 'nf 22, )(1 'nf 22

V'', -+5 1 'nf 22' 2, -+? 1 .>i nos / $g ',** Cer chi o+ , !us sur iosi , gua rdi ano me nu dei per son agg i me nu pri nci pal e

2inosse, !amoso per la sua severit; e giustizia, era, secondo il mito, re di "reta+ 4ra !iglio di 3iove e della nin!a 4uropa #,d+', che il dio aveva sedotto sotto le spoglie di un toro bianco+ 3i; -mero lo aveva posto come giudice delle anime nell'/de, ma Dante trasse la !igura di 2inosse da 0irgilio. 1ueste dimore in!ernali non sono state assegnate senza giudizio e giudice. 2inosse inquisitore scuote l'urna dei !ati, convoca l'assemblea dei morti silenziosi, li interroga, ne apprende i delitti e la vita+ +++ "neide, V',C)0,C5) %rad C Vivaldi 2inosse, come "aronte, "erbero, 3erione, (legias e ,luto, uno dei demoni pagani passati nell'in!erno cristiano di Dante e collocati poi come guardiani dei vari cerchi, dopo essere stati tras!ormati in esseri demoniaci sulla traccia dell'interpretazione !igurale dei ,adri della "hiesa, concludendo, cos , il processo di assimilazione della cultura classica, iniziato !in

dalle origini del cristianesimo+ 2inosse si trova all'entrata del "erchio $$ perch le anime del &imbo #"erchio $' non hanno peccati da con!essare e non vengono giudicate+ 2inosse indica all'anima dannata il numero dei cerchi in!ernali che dovr; discendere per giungere in quello dove sconter; la sua pena eterna in modo singolare. avvolge, in!atti, la coda intorno al suo corpo enorme tante volte quanti sono i cerchi che l'anima dannata dovr; percorrere+ Per son agg i cita ti La nci llot to 6nf. V, )* (
me nu dei per son agg i cita ti me nu pri nci pal e

&ancillotto del &ago, cavaliere della :avola )otonda di )e /rt*, era il protagonista del poema "&ancellotto" di "hrtien de :roNes e del "&ancellotto" in prosa del >@@5 circa, molto noto negli ambienti di corte, che narrava il suo amore in!elice e segreto per la regina 3inevra+ :ale amore, tuttavia, implica il tradimento della !iducia in lui riposta da /rt*, suo signore ed amico+ $l brano che (rancesca e ,aolo stanno leggendo e che scatena il trapasso dall'amore%virt*, tipicamente stilnovistico, all'amore%passione che li perder; per l'eternit;, quello dell'omaggio d'amore il cui rituale ricalca quello dell'investitura cavalleresca+ "ome il cavaliere !eudale, l'amante chiedeva di essere accolto a servire la sua dama, ricevendone in cambio l'amore, come dal signore riceveva protezione+ 1uel bacio era, dunque, un pegno di !edelt;, un patto che, per essere rati!icato, aveva bisogno di testimoni. per &ancillotto e 3inevra !u testimone 3alehaut #3aleotto', siniscalco della regina+

Per

son agg i cita ti Ga leo tto 6nf. V, )8 =


me nu dei per son agg i cita ti me nu pri nci pal e

3alehaut, siniscalco della regina 3inevra, moglie di re /rt*, !u testimone dell'investitura d'amore di &ancillotto del &ago+ "ome il cavaliere !eudale riceveva l'investitura dal suo signore, cos l'amante era accolto a servire la sua dama, ricevendone in cambio l'amore+ $l bacio costituiva, dunque, un patto che, per avere validit;, necessitava di testimoni+ $l libro che ,aolo e (rancesca stavano leggendo compie, nella loro storia, la !unzione che 3alehaut #3aleotto' aveva svolto nella vicenda del romanzo. spinge, cio, i due amanti non all'amore, che in loro era gi; nato, ma alla reciproca presa di coscienza di esso+

Paradiso - canto 33 )) DVergine >adre, figlia del tuo figlio, )) + umile e alta pi= che creatura, )) ) termine fisso d8etterno consiglio, )) 5 )) C )) ( )) * )) @ )) 0 )) -? )) -tu se8 colei che l8umana natura nobilitasti s, che 8l suo fattore non disdegn< di farsi sua fattura Nel ventre tuo si raccese l8amore, per lo cui caldo ne l8etterna pace cos germinato ;uesto fiore :ui se8 a noi meridiana face di caritate, e giuso, intra 8 mortali,

)) -+ )) -) )) -5 )) -C )) -( )) -* )) -@ )) -0 )) +? )) +)) ++ )) +) )) +5 )) +C )) +( )) +* )) +@ )) +0 )) )? )) ))) )+ )) )) )) )5 )) )C )) )( )) )* )) )@ )) )0 )) 5? )) 5)) 5+ )) 5) )) 55 )) 5C )) 5( )) 5* )) 5@ )) 50 )) C? )) C)) C+ )) C) )) C5 )) CC )) C(

se8 di speranza fontana vivace Donna, se8 tanto grande e tanto vali, che ;ual vuol grazia e a te non ricorre sua disianza vuol volar sanz8ali !a tua benignitB non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate liberamente al dimandar precorre 'n te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s8aduna ;uantun;ue in creatura di bontate #r ;uesti, che da l8infima lacuna de l8universo infin ;ui ha vedute le vite spiritali ad una ad una, supplica a te, per grazia, di virtute tanto, che possa con li occhi levarsi pi= alto verso l8ultima salute " io, che mai per mio veder non arsi pi= ch8i8 fo per lo suo, tutti miei prieghi ti porgo, e priego che non sieno scarsi, perchA tu ogne nube li disleghi di sua mortalitB co8 prieghi tuoi, s che 8l sommo piacer li si dispieghi Ancor ti priego, regina, che puoi ci< che tu vuoli, che conservi sani, dopo tanto veder, li affetti suoi Vinca tua guardia i movimenti umani: vedi Beatrice con ;uanti beati per li miei prieghi ti chiudon le maniEF !i occhi da Dio diletti e venerati, fissi ne l8orator, ne dimostraro ;uanto i devoti prieghi le son grati1 indi a l8etterno lume s8addrizzaro, nel ;ual non si dee creder che s8invii per creatura l8occhio tanto chiaro " io ch8al fine di tutt8i disii appropin;uava, s com8io dovea, l8ardor del desiderio in me finii Bernardo m8accennava, e sorridea, perch8io guardassi suso1 ma io era giB per me stesso tal ;ual ei volea: chA la mia vista, venendo sincera, e pi= e pi= intrava per lo raggio de l8alta luce che da sA vera Da ;uinci innanzi il mio veder fu maggio che 8l parlar mostra, ch8a tal vista cede,

)) C* )) C@ )) C0 )) (? )) ()) (+ )) () )) (5 )) (C )) (( )) (* )) (@ )) (0 )) *? )) *)) *+ )) *) )) *5 )) *C )) *( )) ** )) *@ )) *0 )) @? )) @)) @+ )) @) )) @5 )) @C )) @( )) @* )) @@ )) @0 )) 0? )) 0)) 0+ )) 0) )) 05 )) 0C )) 0( )) 0* )) 0@ )) 00 )) -?? )) -?-

e cede la memoria a tanto oltraggio :ual colui che sognando vede, che dopo 8l sogno la passione impressa rimane, e l8altro a la mente non riede, cotal son io, chA ;uasi tutta cessa mia visione, e ancor mi distilla nel core il dolce che nac;ue da essa Cos la neve al sol si disigilla1 cos al vento ne le foglie levi si perdea la sentenza di 7ibilla # somma luce che tanto ti levi da8 concetti mortali, a la mia mente ripresta un poco di ;uel che parevi, e fa la lingua mia tanto possente, ch8una favilla sol de la tua gloria possa lasciare a la futura gente1 chA, per tornare al;uanto a mia memoria e per sonare un poco in ;uesti versi, pi= si conceperB di tua vittoria 'o credo, per l8acume ch8io soffersi del vivo raggio, ch8i8 sarei smarrito, se li occhi miei da lui fossero aversi "8 mi ricorda ch8io fui pi= ardito per ;uesto a sostener, tanto ch8i8 giunsi l8aspetto mio col valore infinito #h abbondante grazia ond8io presunsi ficcar lo viso per la luce etterna, tanto che la veduta vi consunsiE Nel suo profondo vidi che s8interna legato con amore in un volume, ci< che per l8universo si s;uaderna: sustanze e accidenti e lor costume, ;uasi conflati insieme, per tal modo che ci< ch8i8 dico un semplice lume !a forma universal di ;uesto nodo credo ch8i8 vidi, perchA pi= di largo, dicendo ;uesto, mi sento ch8i8 godo 9n punto solo m8 maggior letargo che venticin;ue secoli a la 8mpresa, che fA Nettuno ammirar l8ombra d8Argo Cos la mente mia, tutta sospesa, mirava fissa, immobile e attenta, e sempre di mirar faceasi accesa A ;uella luce cotal si diventa, che volgersi da lei per altro aspetto

)) -?+ )) -?) )) -?5 )) -?C )) -?( )) -?* )) -?@ )) -?0 )) --? )) --)) --+ )) --) )) --5 )) --C )) --( )) --* )) --@ )) --0 )) -+? )) -+)) -++ )) -+) )) -+5 )) -+C )) -+( )) -+* )) -+@ )) -+0 )) -)? )) -))) -)+ )) -)) )) -)5 )) -)C )) -)( )) -)* )) -)@ )) -)0 )) -5? )) -5)) -5+ )) -5) )) -55 )) -5C

impossibil che mai si consenta1 per< che 8l ben, ch8 del volere obietto, tutto s8accoglie in lei, e fuor di ;uella defettivo ci< ch8 l perfetto #mai sarB pi= corta mia favella, pur a ;uel ch8io ricordo, che d8un fante che bagni ancor la lingua a la mammella Non perchA pi= ch8un semplice sembiante fosse nel vivo lume ch8io mirava, che tal sempre ;ual s8era davante1 ma per la vista che s8avvalorava in me guardando, una sola parvenza, mutandom8io, a me si travagliava Ne la profonda e chiara sussistenza de l8alto lume parvermi tre giri di tre colori e d8una contenenza1 e l8un da l8altro come iri da iri parea reflesso, e 8l terzo parea foco che ;uinci e ;uindi igualmente si spiri #h ;uanto corto il dire e come fioco al mio concettoE e ;uesto, a ;uel ch8i8 vidi, tanto, che non basta a dicer Gpoco8 # luce etterna che sola in te sidi, sola t8intendi, e da te intelletta e intendente te ami e arridiE :uella circulazion che s concetta pareva in te come lume reflesso, da li occhi miei al;uanto circunspetta, dentro da sA, del suo colore stesso, mi parve pinta de la nostra effige: per che 8l mio viso in lei tutto era messo :ual 8l geomtra che tutto s8affige per misurar lo cerchio, e non ritrova, pensando, ;uel principio ond8elli indige, tal era io a ;uella vista nova: veder voleva come si convenne l8imago al cerchio e come vi s8indova1 ma non eran da ci< le proprie penne: se non che la mia mente fu percossa da un fulgore in che sua voglia venne A l8alta fantasia ;ui manc< possa1 ma giB volgeva il mio disio e 8l HvelleH, s come rota ch8igualmente mossa, l8amor che move il sole e l8altre stelle

1. colui che tutto move: Dio il motore supremo dell'Universo; " penetra e risplende " in tutte le creature ma pi in quelle per ette! e meno in quelle che sono ma""iormente lontane dalla per e#ione. $. %el ciel: nel cielo &mpireo! che! essendo la pi compiuta opera di Dio! ma""iormente riceve ' " prende " ( la luce divina. ). al suo disire: a Dio! sommo *ene al quale aspira il nostro intelletto 'c r. Pur". c. +++,! -3--$(. 1.. re"no santo: il Paradiso. 1/. come dimandi: nel modo che tu chiedi! esi"i! per concedere la corona di poeta. Per l'a""ettivo " amato " c r. nota 33. 10. l'un "io"o: un solo "io"o di Parnaso! quello sacro alle 1use! cio l'&licona. 1a ora anche 2irra! l'altro "io"o! quello sacro ad 3pollo! necessario '" m' uopo "( per percorrere l'ultima distan#a '" arin"o "( dell'opera intrapresa. -.. 1arsia: satiro ri"io! vinto in una "ara musicale da 3pollo! che e"li aveva s idato; il vincitore! potendo disporre! secondo i patti! dell'avversario! lo scortic4 traendolo " de la va"ina de le mem*ra sue "! come se s"uainasse un'arma dal odero. -3. l'om*ra: il ricordo appena adom*rato. -/. del tuo diletto le"no: l'alloro 'c r. n. 33(. -5. per triun are : per solenni##are il trion o di un imperatore! o la ama di un poeta. 3-. del ica: 3pollo aveva a Del o il suo tempio pi venerato. 33. peneia: Da ne! i"lia del iume Peneo! u amata da 3pollo

'c r. v. 1/ e -/(! ma! restia a soddis arne le vo"lie! u da"li dei tramutata in alloro. 3$. Poca avilla: una "ran iamma tien dietro! se"ue! una piccola scintilla. 30. 2irra: il "io"o di Parnaso sacro ad 3pollo. 3). oci: punti dell'ori##onte. 36. la lucerna del mondo: il sole. 35. che quattro cerchi... : dal punto ' " oci " ( che con"iun"e insieme quattro cerchi e cio lo #odiaco! l'equatore! il coluro equino#iale e l'ori##onte! in modo che quest'ultimo! intersecando "li altri tre orma tre croci! il sole sor"e " con mi"lior corso " perch7 porta i "iorni radiosi della primavera! e " con mi"liore stella "! in quanto la costella#ione dell'3riete reca i *en ici in lussi e ricorda la con"iun#ione in cui si trovava il sole quando Dio mosse i cieli 'c r. ,n . c. ,! 36 e se"".(. $-. tempera e su""ella: dispone nei suoi elementi! cui imprime il suo se"no! il suo su""ello. 8i ten"a presente che i quattro cerchi e le tre croci potre**ero avere il si"ni icato alle"orico delle tre virt teolo"ali e delle quattro cardinali. $3. di l9: nell'emis ero australe! ove si trova il Pur"atorio; " di qua " il nostro emis ero. $6. aquila: si credeva che l'aquila osse capace di issare il sole con lo s"uardo 'c r. c. ++! 31-3-(. $5. secondo ra""io: il ra""io ri lesso suole derivare '" uscir "( dal ra""io incidente '" primo "(. /3. il mio: il mio atto del ri"uardare in alto. //. non lece: non concesso! non possi*ile. /0. merc7 del loco: "ra#ie al luo"o! cio il Paradiso :errestre! ove Dante ancora si trova! creato proprio per il "enere umano. 0.. *o"liente: *ollente! incandescente. 01. "iorno a "iorno: raddoppiata la luminosit9. 0$. l'etterne rote: i cieli! eternamente rotanti. 00. di l9 s rimote: dopo averle allontanate! distolte dal sole. 06. ;lauco: pescatore della <eo#ia il quale! avendo notato che alcuni pesci da lui presi tornavano a vivere! dopo aver toccato una certa er*a! prov4 a man"iarne lui stesso! sentendosi cos= mutar dentro! da divenir compa"no '"consorto"( de"li altri di marini! per aver acquistato l'immortalit9. ).. :rasumanar: l'andar oltre alla natura umana! per acquisire la divinit9! non si potre**e spie"are a parole '" per ver*a ": c r. lat. ver*um(. )-. a cui: a chi la "ra#ia celeste riser*a di ar l'esperien#a del " trasumanar ". )3. quel che creasti: quello che creasti da ultimo '" novellamente "(! cio l'anima. )0. la rota: i cieli! mossi a rotare dal desiderio eterno di te. )). a s7 mi ece atteso: attrasse a s tutta la mia atten#ione! con l'armonia! cio con il suono che tu re"oli '" temperi "( e distri*uisci '" discerni "(. >a teoria dell'armonioso risonare delle s ere celesti in movimento risale a Pita"ora e Dante dovette apprenderla da 2icerone nel "8omnium 8cipionis". )5. tanto allor del cielo: tanta parte del cielo. 6/. vedea me s= com'io: le""eva nei miei pensieri! come io stesso li vedevo. 66. "rosso: "rossolano! cio! qui! di mente ottusa. 5.. se l'avessi scosso: se da te avessi allontanato il " also ima"inar ". 53. ad esso riedi: ritorni al cielo! cio al " sito " proprio

dell'anima. 5). requievi: latinismo per "mi acquetai". ,l corrispondente vol"are al v. 60. 56. ammiro: mi meravi"lio 'c r. lat. admiror(. 55. questi corpi levi: queste sostan#e le""ere! ossia le re"ioni dell'aria e del uoco. 1.-. i"lio deliro: il i"lio che vane""ia in preda alla e**re. 1.$. orma: principio in ormatore. 1.0. ?ui: in quest'ordine le creature dotate d'intelli"en#a 'an"eli e uomini( scor"ono l'impronta '" orma "( della virt di Dio! il quale costituisce il ine ultimo! a cui tende detto ordine '" la toccata norma " (. 1.5. accline : inclinate! cio so""ette. 11-. a diversi porti: a vari ini! cui "uida l'istinto. 11/. ?uesti: tale istinto. 110. permotore: spin"e "li esseri animati verso il loro ine. 11). strin"e e aduna: tiene raccolta per or#a di coesione. 116. n7 pur: n7 soltanto le creature che son prive di ra"ione! ecc. 1-1. assetta: dispone. 1--. 'l ciel: il cielo &mpireo! entro il quale ruota il Primo 1o*ile; questo il pi vicino all'&mpireo e ruota pi velocemente de"li altri! perch7 animato da ma""ior desiderio di con"iun"ersi a Dio! che nell'&mpireo risiede. ,noltre! il pi ampio e -a ma""ior circon eren#a- compone ma""ior velocit9 di rota#ione! dato che i cieli sono concentrici. 1-$. l=: all'&mpireo! come a luo"o sta*ilito '" decreto "(. 1-/. corda: il naturale istinto. 13.. da questo corso: dal cammino ispirato dall'istinto. 13$. oco di nu*e: il ulmine! che si credeva di uoco! elemento che tende all'alto! si rivol"e invece al *asso. 136. se d'alto monte: se scende dal monte al piano. 1$1. com'a terra: come are**e meravi"lia in terra l'immo*ilit9 '" quiete "( in un uoco acceso '" vivo "( e iamme""iante.

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