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L'incipit di questo mio scritto odierno forse non piacer ad alcuni e lascer altri perplessi ma, nonostante ci,

esso per me frutto di una radicata e profonda convinzione che, negli ultimi tempi, si sta persino rafforzando. Ebbene, essa la seguente: La sinistra socialista non esiste. osa vuol dire infatti !sinistra socialista"# $uol dire una !corrente" di partito che si esprime nell%ambito di un contesto in cui vi sono altre !correnti" di matrice diversa, se non opposta, e nel quadro di un soggetto politico che unitario solo di nome e non di fatto. E ci non tanto per mancanza di dialettica democratica, che il sale di ogni democrazia e di qualsiasi forma di sana espressione politica, ma piuttosto perch& le !correnti" di partito giungono ad una loro !composizione" solo per la stipula di !equilibri strategici", che, tradotto in linguaggio militare, suona come !una pace armata". 'i pare che sia dunque questa la attuale condizione del ()*, stretto tra una cosiddetta !sinistra" su posizioni prudentemente !vendoliane", e cio pragmaticamente ma non fideisticamente disposta a sostenere la candidatura di $endola alla guida della sinistra italiana, un !centro" che pi+ centro non si pu, nemmeno col !candeggio", dato che la sua mira specifica proprio quella di far parte di un%aggregazione !puramente" centrista con (, ed -, , e infine una !destra" che ammicca, da non poco tempo, ai cosiddetti !fratelli in camicia azzurra", a coloro che pi+ che !socialisti" sono rimasti postcra.iani e che, usando e abusando ancora alquanto di tale !attributo", continuano a militare nelle file del centrodestra e del partito padronale berlusconiano. /llora, tornando alla mia affermazione iniziale, credo che questa convivenza alquanto !spuria" tra socialisti di tutte le !salse" e di tutti i colori, non sia n& auspicabile e nemmeno fruttuosa, per la cultura, per i valori e per le prospettive del socialismo italiano. /nzi, credo che proprio questa !impossibile convivenza" abbia ridotto il (artito )ocialista ad una sorta di !fantasma di se stesso" )e infatti ripercorriamo, come abbiamo fatto numerose volte anche qui, la storia di questo partito anche con ra.i, e non lo far di nuovo perch& c% gi chi lo ha fatto meglio di me, ci accorgiamo che il )ocialismo *taliano, fino all%avvento del berlusconismo e della metamorfosi centrista del postcomunismo italiano, in vena di compromesso storicamente eterno e permanente, stato sempre indissolubilmente legato alla sinistra, stato da sempre L/ )*0*)12/. Ecco perch& dico che per me l%espressione !sinistra socialista" non ha senso, non naturalmente perch& ritengo che i compagni che ne fanno parte, non esprimano il meglio dei valori della cultura e della specificit del socialismo italiano, ma, anzi, per il motivo diametralmente opposto. (roprio perch& considero che far parte di questa !minoranza illuminata", anche al di l dei confini ristretti di un ristrettissimo partito, sia oggi la migliore espressione dell%appartenenza ad una tradizione e ad una storia che !lumicino" solo in *talia, mentre nel resto del mondo continua a rischiarare validamente i foschi orizzonti del neoliberismo globalizzato a suon di totalitarismo economico a senso unico corporativo e guerrafondaio. E% per questo motivo che auspico in tempi rapidi, che spero non vengano penalizzati ulteriormente dall%incombenza elettorale, la ricostruzione di un soggetto politico che non abbia al suo interno pi+ tali componenti cos3 eterogeneamente autodistruttive, cos3 compulsivamente protese all%autoannientamento solo per lasciare il !postarello" a qualche residuale e spasmodica !ambizione" clientelare.4uello che auspico che non vi sia pi+ una !sinistra socialista", ma che i socialisti tornino ad essere indissolubilmente ed immancabilmente !la sinistra italiana". *o rispondo con un appello, da nord a sud, a tutte le nostre rosse bandiere e a tutte le nostre leghe, i net5or6, i socialisti incazzati, autonomi, dispersi e quant%altro, che abbiano conservato un minimo di dignit e di spina dorsale, / 7/2E 4-/L 8)/ 9E )*/ )8 */L*)1/ E 9E )*/ *''/0 /:*L'E01E L/ )*0*)12/.

0on voglio proporre l%ennesima creatura, la versione di una !cosa fenice", che ci sia ciascun lo sa e dove sia nessun lo dice, e non voglio nemmeno scivolare permanentemente in una superficie liquida, in cui mi si dica che tale obiettivo in !progress", che verr, magari con la luminosa speranza di un futuro messianico o escatologico, dalla benevolenza e lungimiranza di qualche leader, che magari nel passato non stato nemmeno socialista e che oggi si appella al socialismo ma senza voler !disturbare" i suoi vecchi compagni comunisti. 0o, compagni, voglio qualcosa di solido e non lo voglio per gentile concessione, ma me lo voglio costruire insieme a tutti coloro che lo sanno costruire e che ci credono fermamente. (er avere come risultato non il retino con cui acchiappare le farfalle del voto in fuga astensionista ;e in permanente equilibrio precario< ma per conquistare quei consensi che derivano dall%adesione ad un progetto condiviso da decine di milioni di persone nel mondo. E su precisi valori che sono quelli per la difesa di beni pubblici essenziali come la scuola e l'acqua, la tutela della salute, una libera contrattazione e non sotto la spada di ,amocle del ricatto della delocalizzazione aziendale, una giustizia uguale per tutti, una informazione senza bavagli, la stabilizzazione del lavoro precario, la pace come valore supremo.. (er questo desidero condividere la prospettiva socialista rivoluzionaria dell%oggi, che fu gi di 2osselli e Lombardi E cosa diceva 2osselli# !$aneggiamo# 0o. Le utopie dell%oggi possono essere le realt del domani. * movimenti rivoluzionari, che ancora si attardano alla politica dell%ieri, debbono osare una politica anticipatrice, la politica del domani" E Lombardi: !:isogna persuadersi che l%Europa si pu fare soltanto se socialista, o almeno tendenzialmente socialista. Lasciare che le cose si svolgano senza un intervento costante dei socialisti per ci che riguarda l%Europa, significa dire che l%Europa tra dieci anni finir pi+ capitalista, pi+ atlantica e meno autonoma rispetto agli -)/ di quanto non sia oggi" ,i anni ne sono passati => e abbiamo visto come andata e sta andando, con l% !armiamoci e partite" e tutti i morti che ne son seguiti e ne seguono ancora.. E allora !osiamo", cari compagni, non restiamo ostaggio di vecchie logiche del passato, della politica di ieri, non attardiamoci in diatribe sulla legittimit dello !stare" in questo o in quel partito, e tanto meno sulla !primazia" di questo o quel partito, questo o quel movimento. 08* ,8::*/'8 )8L8 8)/2E E))E2E 08* )1E))*: )8 */L*)1*, 82/ E )E'(2E ? )iamo )ocialisti convinti che la crisi delle economie dei paesi sviluppati abbia ormai assunto i caratteri di una vera e propria crisi di sistema, in grado di minare la fiducia collettiva nel futuro. -n futuro che non potr pi+ essere caratterizzato dai livelli di garanzie sociali finora conosciuti. -n futuro che vedr minacciata la stessa tenuta democratica delle societ occidentali. La )inistra ,emocratica, di fronte all%esaurimento definitivo delle idee@forza liberiste attorno a cui l%occidente ha consolidato gli equilibri di potere che hanno guidato i processi economici, finanziari e sociali, responsabili della crisi, deve necessariamente rivedere la propria impostazione culturale e programmatica, non pi+ adeguata alla profondit della crisi che sta coinvolgendo il capitalismo finanziario a livello globale.

La Lega dei )ocialisti si costituita per lavorare ad una ristrutturazione di tutta la )inistra *taliana nel quadro del processo in atto di rifondazione del )ocialismo Europeo, assumendo una concezione del riformismo socialista nuovamente proiettata a perseguire una trasformazione strutturale degli assetti economici e sociali che possa consentire di individuare un diverso modello di sviluppo, diversi parametri di riferimento della qualit della vita della societ, e nuove regole di controllo sociale delle variabili economiche. 'anifesto della Lega dei )ocialisti (er una societ di liberi ed eguali 2oma AB giugno C@ L%assenza in questi anni di una presenza e di una cultura socialista una componente rilevante del degrado del nostro paese. )olo da noi, anche tenendo conto delle difficolt oggettive che hanno coinvolto il socialismo europeo, si sostenuto la necessit del superamento dei valori e di una esperienza quale quello del movimento socialista, determinando una anomalia nella nostra vita politica. *n realt anche questa pretesa rappresenta una evidenza del declino di questo paese. E% tempo che questa anomalia venga superata iniziando dalla riproposizione dei principi fondanti dell%eguaglianza, della libert, della democrazia. )olo l%offuscamento della ragione pu considerare come superati questi principi. E% tempo che si costruisca anche nel nostro paese una grande forza socialista capace di rappresentare tutte le storie, i sogni e i problemi delle persone che si riconoscono negli ideali socialisti. $ogliamo indicare e dare soluzioni ai problemi individuali e collettivi della societ e offrire risposte concrete alla domanda di lavoro, di dignit, di giustizia, intendiamo manifestare la nostra capacit di elaborare le riforma che portino verso una globale e nuova qualit della vita sociale e pubblica. 4uesta , peraltro, l%esigenza che emerge anche dalla necessit di superare la gravissima crisi economia e finanziaria in atto a livello internazionale. 4uesto il compito di ogni socialista, questo l%impegno della Lega dei )ocialisti. A D 4uesta drammatica crisi economica e sociale, che ha colpito pressoch& tutti i paesi, conclude e sanziona l%esperienza liberista avviata negli anni settanta. on quella politica s%intendeva non solo sostituire l%impronta 6eEnesiana del dopoguerra ma, anche e in primo luogo, eliminare quel 5elfare che era uno dei lasciti del movimento socialista. 0on un caso che con una incredibile inversione della realt ;oltre a tutto dopo le rilevantissime risorse pubbliche impegnate per il salvataggio del sistema finanziario< si accusa ora questo movimento di essere la causa della crisi e di bilanci pubblici negativi non pi+ sostenibili. Fli interessi liberisti diffusi sotto varie spoglie, non intendono certo, meditare responsabilmente sui disastri prodotti, ma, giocando anche sulle debolezze del movimento socialista e della sinistra in genere, intendono caricare sulle risorse pubbliche collettive le perdite e gli errori accumulati lasciando sostanzialmente inalterate le cause e i meccanismi del sistema, arrivando alla sfacciataggine e alla disonest intellettuale di attribuire alla sinistra la responsabilit di quegli stessi fallimenti e dei conseguenti oneri sui bilanci pubblici. 0oi pensiamo che non sia sufficiente contrastare questa offensiva liberista, occorre sconfiggerla e recuperare valori e comportamenti conseguenti. 4uesto deve essere uno dei compiti della Lega dei )ocialisti. =@ *n questi anni numerosi e gravi errori sono stati compiuti dalla sinistra, in primo luogo la debolezza dell%aggiornamento dell%analisi politica a vantaggio di una acquiescenza alla moda liberista. Errata stata la posizione di considerare superato il movimento e i valori espressi dal

movimento socialista, dimenticare le analisi sul funzionamento del sistema capitalistico, scoprire il cittadino consumatore come indistinta figura finale di un processo produttivo finalizzato al consumo. 0oi crediamo che sia necessario superare questa lunga fase di annebbiamento, nel corso della quale anche la cultura laica ha dovuto affrontare ostacoli e oblii, chiamando in primo luogo tutti i socialisti ad operare per rinnovare analisi, responsabilit, comportamenti. La Lega dei )ocialisti si propone di operare in questa direzione tenendo presente la priorit dei valori dell%eguaglianza e della libert come bussola della decisioni politiche, potenziando nella elaborazioni e attuazione delle riforme il ruolo socialista. / questi fini occorre produrre un processo di ricostruzione della sinistra italiana, che porti l%insieme delle forze di progresso a recuperare una visione strutturale dei processi di riforma sociale ed economica necessari per uscire dal disastro in cui la crisi del modello liberista ha gettato l%intero occidente sviluppato e che nel nostro (aese si presenta in termini aggravati dai precedenti limiti qualitativi e quantitativi dello specifico sistema economico, industriale, sociale e culturale. G@ 0oi non temiamo il mercato ma a condizione che non sia uno strumento per accrescere le disuguaglianze economiche e le dislocazioni dei poteri, per una mercificazione di ogni cosa, di ogni persona, per contrastare l%estensione della democrazia. 0oi sappiamo che possiamo guidare il mercato nelle direzioni che siano allo steso tempo di sviluppo civile, sociale ed ambientale. E guidare il mercato vuol dire saper mettere in opera gli strumenti opportuni, significa disporre e alimentare quella cultura dei comportamenti e dei valori pubblici, a partire dai valori della legalit, che l%individualismo liberista tende a distruggere come condizione per alimentare e giustificare se stesso, in realt alimentando un inaccettabile dar5inismo sociale, vendendo la truffa della flessibilit teorica del lavoro mentre in realt si tratta del dramma della precariet. 'a noi oggi sappiamo che il patrimonio dell%economia della conoscenza consente di progettare e realizzare riforme e condizioni di sviluppo tali da incidere in maniera radicale sulla qualit e quantit del lavoro alienante. 'a sappiamo anche che una nuova qualit della domanda deve prevedere lo spostamento delle risorse verso la fruizione di beni culturali, ambientali, verso forme di partecipazione e di coinvolgimento. (er noi la societ pi+ ricca quella diversamente ricca proprio perch& ha ampliato la domanda non dello sperpero, ma di quella culturale del singolo e della societ. ome Lega dei )ocialisti, intendiamo aprire queste prospettive, affrontare questi percorsi e porre sul terreno delle scelte politiche le alternative possibili. La programmazione deve diventare il centro del processo di trasformazione economica e sociale. La centralit del lavoro e le politiche di piena occupazione ne devono costituire la prioritH la sostenibilit ambientale, economica e sociale i connotati verificati. 'a nel nostro (aese dobbiamo anche mettere nel nostro (rogetto la necessit di superare la storia di questi decenni che ci hanno portato in fondo alle classifiche internazionali in materia di competitivit, costo del lavoro, produttivit, cattiva distribuzione della ricchezza prodotta, istruzione, ricerca, rispetto dei beni culturali e ambientali. I@ 0oi temiamo maggiormente la strisciante operazione di azzeramento del 5elfare, l%offensiva contro la nostra ostituzione, la concezione delle istituzioni pubbliche come strumenti privati, l%annebbiamento dei costumi e dei comportamenti pubblici. 4uesta l%antitesi di una societ socialista, questo il mondo che non vogliamo. 0ella situazione particolare del nostro paese temiamo anche che la crisi economica che sancisce la crisi dell%egemonia culturale liberista induca una accelerazione e colpi di coda a favore di trasformazioni di ordine istituzionale per eliminare ostacoli alla propria restaurazione. L%appoggio del nostro Foverno all%operazione (omigliano d%/rco rappresenta una convergenza tra posizioni arretrate, unite nell%intento di abbattere ogni visione progressista dello sviluppo, una alleanza che potrebbe ritrovarsi ulteriormente anche su altri fronti, ad incominciare dall%art. GC della ostituzione. -na alleanza che richiede, dunque, una azione unitaria e forte di tutte le opposizioni: il nostro modello di sviluppo non e non pu essere questo. J D L%/ppello della Lega si rivolge a tutte le organizzazione e a tutti gli individui che,

indipendentemente dalla loro attuale collocazione, si possono ritrovare nel (rogetto generale, con l%intento di esserne autori attivi. 0on si tratta di ritornare al dibattito di un secolo f e alle divisioni di allora che vanno considerate come superate. ,a quei momenti si maturato in termini generali il valore essenziale della qualit degli strumenti democratici necessari per condizionare e modificare le logiche negative del sistema capitalistico. )i tratta di acquisizioni importanti perch& riconoscono la necessit della coerenza tra la qualit degli strumenti e la qualit dei fini. 0el frattempo l%economia della conoscenza ha elaborato capacit innovative nei contenuti e nei processi economici e sociali che se orientate da una cultura progressista possono concorrere in termini essenziali a modificare le condizioni e i tempi del lavoro alienate, ad eliminare gli impatti negativi per uno sviluppo socialmente, ambientalmente ed economicamente sostenibile. La Lega dei socialisti intende collocarsi su questo versante della qualit dello sviluppo, sostenendo il ruolo e le funzioni delle strutture pubbliche sia di ricerca che di programmazione, promuovendo e attuando elaborazioni, dibattiti e proposte. )olo un impegno di questa natura politica potr consentire di cogliere le opportunit di cambiamenti in positivo dello sviluppo del nostro paese e delle relazioni internazionali. B @ ome gi accennato, la gravit della situazione economica e del lavoro tende a mettere in secondo piano la crisi di un complesso di funzioni pubbliche che devono essere, invece rafforzate e rilanciate, dalla scuola la cui ultima riforma risale alla met degli anni sessanta, alla giustizia, al sistema dell%informazione per le quali la destra sta attuando una strategia di controriforme, con effetti assolutamente negativi di ordine sia sociale sia economico, nonch& di perdita sostanziale di democrazia. Esiste poi l%importanza della costruzione di una Europa politica. La recente crisi ne ha evidenziato la necessit ma anche i ritardi. )olo ora ci si accorge della pretesa liberista di affidare ai mercati i processi di riequilibrio tra le varie regioni, della debolezza nei confronti dei crescenti poteri finanziari. La creazione di una moneta unica senza il sostegno di forti coordinamenti politici ed economici rischia seriamente di rendere precario il modello europeo, fino alla impossibilit di reggere di fronte alle crescenti turbolenza finanziarie. /nche il ()E non pu essere escluso da questa analisi critica di grave insufficienza. 1uttavia solo intervenendo agli opportuni livelli e con la necessaria chiarezza di propositi si pu fare del movimento socialista a livello europeo un necessario attore positivo di crescita democratica degli equilibri internazionali, di progressiva eliminazione delle discriminazioni, dei focolai di guerra, delle ricorrenti e inaccettabili lotte razziali e fratricide, delle ingiustizie e prevaricazioni politiche, sociali e culturali. K D 2accogliere e orientare in termini generali l%impegno di tanti, elaborare e avanzare risposte, ascoltare e partecipare ai processi, alle analisi, significa porre le condizioni per una cambiamento della qualit civile del nostro convivere nella direzione finalmente di una societ socialista. 0oi siamo convinti che un mondo migliore non solo possibile ma anche alla portata delle nostre capacit se sapremo unirci e collaborare. La Lega non intende essere l%ennesima espressione partitica, non perch si ritiene inessenziale assumere responsabilit di Foverno, ma perch& queste devono essere precedute da una ricostruzione dei rapporti, degli ideali, dei valori e dei comportamenti. -n nuova partito nascer dalla costruzione di una rinnovata base culturale, da una nuova volont di assolvere ad una scelta collettiva, dalla partecipazione alla costruzione di un (rogetto e di un (rogramma senza i quali si ricreerebbero le logiche che intendiamo superare. 2iteniamo che ci siano forze nei (artiti della sinistra D ad incominciare da )EL e dalle posizioni di $endola D con le quali, nelle rispettive autonomie organizzative, intendiamo collaborare e con le quali verificare il comune intento del rinnovamento della politica, degli schieramenti, dello sviluppo di una societ socialista. L%iniziativa di $endola ha raccolto il consenso di molti compagni socialisti, anche aderenti alla Lega, in quanto si posta lungo una linea di superamento di residui di ordine settario ancora presenti anche in )EL, nonch& di aggiornamento culturale e dei comportamenti coerenti con i valori e con la tradizione socialista, mentre altri partiti esenziali nello schieramento di centro sinistra devono ancora superare le ambiguit originarie. La Lega dei )ocialisti intende

contribuire a questi sviluppi, intende sostenere tutte quelle espressioni di rinascita della sinistra nel nostro (aese con la necessaria memoria della storia del movimento socialista, intende arricchire questo processo aggiornando il costante riferimento ai valori e ai principi di quel movimento. 2iceviamo e volentieri pubblichiamo il contributo di arlo 7elici La Lega dei )ocialisti nasce dunque come associazione politica trasversale a tutta la sinistra italiana con lo scopo di rilanciare ed espandere, anche con una ramificata rete territoriale da costruire in maniera capillare, i contenuti avanzati del )ocialismo in *talia, lo stesso che, ovunque nel mondo, dal )udamerica all%Europa sinonimo dello stesso concetto di sinistra e che riesce ancora validamente ad arginare la deriva neoliberista tuttora in atto. Essa si riconosce pienamente nei principi del ()E e nei suoi orientamenti programmatici, mettendo conseguentemente in primo piano due punti essenziali, che risaltano gi da un famoso discorso del (residente (ertini, Libert e Fiustizia )ociale *l )ocialismo che noi affermiamo infatti non pu che essere espressione dell%affermazione della libert e dei diritti umani, in ogni settore della vita civile e politica, senza ambiguit e secondo quel principio che fu mirabilmente espresso dallo stesso 2osselli: !"La parola liberalismo ha servito purtroppo a contrabbandare merci di cos3 varia specie e natura, e fu a tal punto per il passato, che mal si piega oggi il socialista ad impiegarla. 'a qui non che si vuole proporre una nuova terminologia di partito. )i vuole solo ricondurre il moto socialista ai suoi principi primi. )i vuol solo dimostrare come il )ocialismo, in ultima analisi, sia filosofia di libert" Fiustizia )ociale perch& sappiamo che il lavoro non pu essere, nella nostra prospettiva, che una !variabile indipendente", perch& !oggi l%occupazione, il salario, tutto viene giudicato e organizzato in funzione della compatibilit con alcuni elementi: la bilancia dei pagamenti, la moneta, il profitto. :isogna invertire i criteri: fare della piena occupazione la variabile indipendente, saranno le altre variabili a doversi rendere compatibili con la piena occupazione, affrontando un processo di trasformazione certamente costoso" ;Lombardi< )appiamo infatti che non ci pu essere alcuna libert senza un lavoro dignitoso e senza condizioni contrattuali pienamente coerenti con i nostri principi costituzionali, n& lavoro senza libert di iniziativa e libera contrattualit tra parti sociali. oerentemente con ci, il nostro motto fondativo L*:E21/% E L/$828. *< L%equilibrio politico del sistema *talia viene nuovamente messo in discussione a livello internazionale per la sua incapacit a garantire la adesione del (aese ai nuovi processi di integrazione finanziaria mondiale, necessari a salvaguardare la tenuta del sistema Euro dall%onda d%urto della crisi del sistema finanziario e della conseguente recessione in atto nei sistemi economici piu% sviluppati. *l nostro sistema paese subisce, in tal modo, una pressione speculativa dai mercati finanziari mondali finalizzata ad ottenere lo smantellamento dei residui vincoli sociali che ancora persistono nei rapporti sociali e produttivi, quale condizione necessaria per riattivare, sulla base dei medesimi rapporti di ripartizione sociale della ricchezza prodotta, un processo di crescita economica compatibile con gli alti livelli di competitivit raggiunti dai nuovi produtori mondiali emergenti.

4uesti processi sui quali viene misurata la affidabilit dell%intera classe politica del paese implicano, come conferma l%episodio della lettera d%intenti inviata al governo dalla : E, una ulteriore compressione di ci che resta delle )ovranit 0azionali, ispirata dall%esigenza del sistema finanziario di stabilizzare gli effetti della esplosione della bolla finanziaria attraverso la sterilizzazione dei bilanci pubblici, ormai non piu% solo dei paesi meno competitivi d%Europa. *l quadro esistente definisce i contorni di un tentativo di risposta rigorosamente neo@liberista ad una vera e propria crisi di sistema del modello di crescita perseguito a partire dall% inizio degli anni %K> attraverso la progressiva trasformazione dell% investimento finanziario in elemento strutturalmente costitutivo della domanda, destinato ad integrare la restrizione tendenziale della base produttiva reale. 4uesto modello di sviluppo, vittima degli stessi squilibri finanziari che ne hanno costituito un elemento costitutivo, si dimostra non piu% in condizione di garantire quei livelli di crescita necessari al mantenimento dell%equilibrio sociale su cui l%occidente democratico ha costruito il suo modello di societa%, e pone a tutta la )inistra, con urgenza, la grande questione della trasformazione strutturale di un sistema di rapporti economici finanziari e sociali che distrugge la ricchezza sociale ed espropria il valore del lavoro e della vita degli individui. A< (arte della )inistra di governo, purtroppo, ancora si illude di poter cavalcare questo attacco alimentando una promessa di maggiore affidabilit, sperando in tal modo di supplire alla propria incapacit di costruire un consenso maggioritario nel paese attorno ad una propria autonoma proposta alternativa di modello di sviluppo. Lo stesso schieramento )ocialista europeo, pur avendo salvaguardato la sua tenuta politica quale forza politica alternativa alle destre, stenta ancora a definire una ristrutturazione democratica della costruzione istituzionale comunitaria, su cui riunificare polilticamente le forze della sinistra di ognuno dei singoli paesi dell%-nione Europea, anche se la proposta del ()E di designare un candidato comune per la presidenza della ommissione Europea, rappresenta un significativo passo avanti per un nuova governance europea. /ncora manca a sinistra, un nuovo progetto istituzionale capace di invertire la subalternit del momento delle decisioni politiche delle comunit nazionali agli indirizzi delle tecno strutture finanziarie sovranazionali, che vincolano le scelte dei governi attraverso l%intervento !correttivo" di mercati condizionati da concentrazioni finanziarie private ;cd sistema finanziario ombra< superiori alla stessa capacit di spesa degli stati nazionali pi+ sviluppati ;valore complessivo dei contratti su derivati ad alta leva finanziaria pari a I>>.>>> miliardi di dollari< i cui movimenti speculativi rispondono ad input diretti a forzare le scelte economiche e sociali dei paesi verso linee di indirizzo e scelte di sviluppo, anticipate e progettate negli organismi finanziari sovranazionali, compatibili le logiche assolutamente liberiste del sistema finanziario globale. ,i questo appare cosciente )teinbrLc6, gi 'inistro delle 7inanze della Frosse Moalition e probabile candidato ancelliere della )(, alle prossime elezioni tedesche, molto chiaro che riforme economiche sono possibili soltanto con una riforma delle istituzioni europee, con un%autorit che possa emettere Eurobond e corrispondente cessione di sovranit degli )tati nazionali: un buon investimento nel futuro tedesco e dell%Europa nella pace e nel benessere. ;'an mLsse den 'enschen er6lNren, dass ,eutschland politisch, O6onomisch und gesellschaftlich

von der 5eiteren *ntegration Europas profitiere. !,as bedeutet: 0atLrlich mLssen die ,eutschen zahlen", sagte )teinbrLc6, der ein mOglicher Manzler6andidat der )(, ist. /ber das Feld sei gut investiert !in unsere und die Pu6unft Europas, in 7rieden und Qohlstand." ,ie EinfLhrung von Euro@:onds hNlt )teinbrLc6 nur nach einer Rnderung der EuropNischen $ertrNge fLr sinnvoll. )onst gebe es 6eine europNische *nstitution, die diese emittiert und die damit verbundenen /uflagen 6ontrolliert und bei $erletzungen san6tioniert. Ein Land, das von Euro@ :onds profitieren 5olle, 5erde einen 1eil seiner :udgethoheit an unabhNngige *nstitutionen abgeben mLssen. )teinbrLc6: !Es 5ird seine nationalen 9aushaltsent5Lrfe genehmigen lassen und sich einer ma6roO6onomischen Sber5achung unter5erfen mLssen."< =< 2ispetto al %TA esiste per una differenza sostanziale che potrebbe costituire la base di partenza per la ricostruzione di un grande blocco democratico riformatore in tutte le societ economicamente pi+ sviluppate, teatro principale degli effetti della crisi finanziaria globale. 'entre nel %TA i processi di integrazione forzata erano diretti a costituire lo scenario istituzionale di un modello apparentemente di crescita, oggi tutte le opinioni pubbliche hanno chiaro, di fronte a s, come le forzature compiute dalle istituzioni finanziarie protagoniste dei mercati nei confronti dei sistemi economici ed aziendali dei paesi sviluppati in difficolt di bilancio, sono esplicitamente finalizzate a far accettare alle forze sociali il prezzo di un riequilibrio difficilissimo tra la situazione del deficit degli stati, le stringenti esigenze di produttivit dei rispettivi sistemi economici rispetto alle strettoie della concorrenza mondiale, gli eccessi di liquidit privata esistenti nei mercati finanziari rispetto alla ridottissima possibilit di nuova emissione monetaria da parte delle banche centrali, e l%indebitamento massiccio che grava su tutto il sistema bancario@assicurativo e finanziario mondiale. 4uesta consapevolezza diffusa dei limiti di un sistema economico integrato a livello sovranazionale, in cui l%elemento finanziario agisce ormai in contrasto con gli interessi, reali e concreti, delle comunit dei produttori, dei lavoratori e degli stessi imprenditori, pu costituire la base sociale di un nuovo grande patto democratico, nei popoli e tra i popoli, verso un nuovo modello di rapporti economici e sociali, in cui l%economia reale, la qualit concreta dei rapporti interpersonali, sociali, e produttivi, i parametri di valutazione della ricchezza sociale effettivamente goduta dai cittadini, la riqualificazione dei consumi all%interno di un pi+ generale processo di maturazione culturale delle societ sviluppate, possono tornare ad essere le pietre angolari di un progetto di rinascita democratica della societ. G< *l (artito )ocialista deve quindi lavorare lungo questa direttrice di azione, cercando di costruire una rete di alleanze con tutte le forze ed i movimenti interessati a riprendere le fila di un ragionamento critico sulle scelte di politica economica e sociale, solo apparentemente neutre, che le classi dirigenti delle societ dell%occidente democratico, pi+ o meno convintamente, si predispongono a proporre, in apparente assenza di alternative. *l (artito )ocialista deve in tal senso spendere la propria capacita% di tradurre in proposta di governo le domande dei soggetti sociali , la loro protesta, e le spinte al cambiamento , recuperando appieno un approccio critico al quadro dei rapporti economici e sociali che ci circonda, fondato sulla profonda convinzione di fondo che l%economia sia in realt una scelta sociale assolutamente complessa, e non una scenza esatta che non lascia margini alla creativit individuale, pur nella logica considerazione di una equilibrata e realistica valutazione dei dati della realt sociale e produttiva. 4uesta nostra tradizionale funzione di cerniera tra i movimenti e la azione riformatrice di una

sinistra di governo assume oggi ancor piu% rilevanza di fronte alla nascita di un nuovo grande movimento di contestazione del capitalismo finanziario globale che va assumendo una portata potenzialimente maggioritaria nella pubblica opinione, rappresentando in se% un moto di protesta che attraversa e rappresenta gli interessi e le difficolta% sociali di una parte maggioritaria della societa%, a differenza di altri movimenti che abbiamo conosciuto negli anni passati che hanno sempre mantenuto caratteri e livelli di rappresentativita% sociale tendenzialmente minoritari. 4uesta differenza di fondo, che trova la sua ragion d%essere nella profondita% strutturale della crisi che attraversa il modello capitalistico odierno, nella autoreferenzialita% del sistema politico, e nel tramonto della sovranita% decisionale degli organi istituzionali di rappresentanza democratica, offre alle capacita% di proposta di questo movimento possibilita% politiche assolutamente nuove nella storia politica della sinistra italiana, investendolo contemporaneamente di responsabilita% enormi sul terreno della sua tenuta democratica rispetto alle funzioni di supplenza a sinistra che si trova inaspettatamente a ricoprire. *l (artito deve quindi considerare il protagonismo politico di questo grande movimento pacifico di massa, che pone a livello mondiale il tema di un modello di sviluppo alternativo alla crisi del sistema finanziario globale, un elemento di forza che puo% contribuire alla rinascita della sinistra con cui interagire e dialogare sul terreno delle proposte, dei programmi, e della valorizzazione del potenziale di rinnovamento culturale di cui naturalmente portatore. I<*l ()*, sulla base di queste acquisizioni deve valorizzare a beneficio di tutta la sinistra italiana la sua appartenenza al ()E, che deve divenire un vero e proprio partito unico sovranazionale con dirette iscrizioni individuali dei cittadini europei, trasmettendo a tutto il contraddittorio schieramento del nostro centro@sinistra la convinzione che il )ocialismo Europeo resta il vero punto di riferimento principale per un%azione coordinata di trasformazione democratica del modello dei rapporti sociali a livello europeo, e nei singoli paesi resta tuttora la forza motrice di una credibile alternativa ai governi di destra e conservatori. *l (artito deve in tal senso assumere nel cuore della sinistra italiana un ruolo di catalizzatore di un processio di complessiva ristrutturazione politica, sul presupposto che in una situazione in cui problemi nazionali si intrecciano con quelli continentali e internazionali, ed in cui le risposte di governo di natura strutturale ai problemi posti dalla profondita% della crisi debbono necessariamente essere affrontati quantomeno su scala europea, una sinistra nazionale non ancorata in modo prevalente alle forze del )ocialismo Europeo rimarrebbe inadeguata sotto i profili della cultura politica, del programma, e dei suoi riferimenti sovranazionali, riducendosi inevitabilmente a trovare un suo ruolo di governo esclusivamente perseguendo il solito ricorrente orizzonte emergenziale, figlio della permanente incapacita%, direttamente ereditata dal vecchio ( *, di pensare se stessa come un autonomo maggioritario schieramento di governo ,libero dalle necessita% della continua ricerca della legittimazione da parte di forze e poteri esterni alla propria area di appartenenza . 4uesto quadro evidenzia la necessit del superamento dell%attuale schieramento di centro@sinistra, guidato da un (artito ,emocratico in piena crisi di rappresentanza, priva di una definita identit riformatrice, incapace a dispetto delle sue affermazioni di svolgere una autentica funzione nazionale, e soprattutto incapace per i suoi limiti strutturali e culturali di progettare un sistema di alleanze politiche e sociali potenzialmente maggioritario in grado di riattivare una autentica ,emocrazia dell%alternanza all%interno della quale misurare democraticamente la volont di cambiamento e di riforma di tutto lo schieramento progressista.

*l ruolo dei socialisti ,per quanto ridotti a piccole percentuali , puo% essere determinante per accelerare processi poltici ancora troppo in ritardo rispetto alle necessita% imposte dal precipitare della crisi. *l partito deve quindi lavorare ad una maturazione della sinistra in senso )ocialista e democratico, in linea con i processi di ristrutturazione in atto nel campo del )ocialismo Europeo, mettendo in gioco anche la propria autosufficenza politica e la sua autonomia organizzativa qualora fosse necessario al raggiungimento di questo disegno complessivo. J</ppare quindi evidente che L%ipotesi di un Foverno di unit nazionale pu essere avanzata dalla )inistra esclusivamente allo scopo di costruire un Foverno di largo consenso nazionale che sia in grado, in virt+ del suo alto livello di rappresentativit, sociale e politica, di resistere alle richieste di compressione dello )tato )ociale, e di sterilizzazione della sovranit nazionale proveniente dalle autorit finanziarie sovranazionali, in grado di riuscire ad attivare meccanismi di crescita fuori dai dettami e dalle strettoie liberiste e monetariste sulla base di una diversa progettualita%, partendo dalla difesa dei redditi e dalla stabilizzazionezione dei rapporti di lavoro,dalla rigorosa patrmonialita% delle imposizioni fiscali contemporanea alla detassazione dei reinvestimenti produttivi, dalla concentrazione di risorse aggiuntive recuperate dal debito su ricerca e innovazione, e dall%avvio di una politica energetica sulle fonti rinnovabili che consolidi l%autonomia produttiva del paese e consenta l%avvio di una politica di ristrutturazione e riconversione industriale finalizzata all%aumento della base produttiva. 0on pu essere invece in alcun modo proposta , come purtroppo e% avvenuto finora, una soluzione di unit nazionale al solo scopo di costruire un quadro politico nuovo in cui venga avviata una progressiva sostituzione del centro@destra sul terreno di una maggiore affidabilit garantita al sistema finanziario mondiale da parte di una nuova classe dirigente, espressione della sinistra ufficiale, che si adegui alle soluzioni indicate dagli organismi finanziari internazionali quali strade obbligata per sottrarre il sistema economico del paese al tiro al bersaglio indiscriminato da parte delle concentrazioni finanziarie che governano con logica assoluta i mercati mondiali. La pressione continua dei mercati finanziari sulle nostre aziende e sui nostri :ond rappresenta tuttora il segnale di un attacco generale di natura e portata sistemica che travalica le valutazioni sulla compatibilita% dei nostri conti pubblici , ed e% chiaramente diretto a modificare nuovamente il sistema politico del nostro paese, gia U minato dalla crisi di credibilita% che investe le sue rappresentanze . La sinistra, se vuole sopravvivere politicamente a questo disegno diretto a favorire una ulteriore involuzione dei rapporti sociali, deve quindi puntare al ripristino della capacita%del sistema stato@ ordinamento di governare e regolare i processi economici ,sociali e finanziari, reali, attraverso la ricostruzione di istituti pubblici , dotati di poteri autoritativi finalizzati a consentire la riattivazione di una politica industriale del paese, e la attuazione degli interventi di programmazione e riforma necessari a dirigere ed orientare le scelte degli operatori economici , e deve abbandonare ogni difesa delle dispendiose prerogative di un ceto politico di scarsa qualita% complessiva, che in ragione della propria autoreferenzialita% rifiuta con pervicacia qualsiasi riforma del sistema politico orientata ad una deprofesionalizzazione del sistema delle rappresentanze . 0on deve piu%, quindi, accadere che di fronte ad una politica di tagli di bilancio, che comincia a far considerare l%idea di imposte di natura patrimoniale perfino alle forze conservatrici piu% responsabilii, la sinistra non sia pronta per prima a mettere sul tavolo i risparmi sugli emolumenti del personale politico in servizio, la omologazione *0() dei sistemi di calcolo delle indennit

pensionistiche di quello che ha cessato le funzioni, i tagli sulle guarentige e sui cerimoniali di tutte le istituzioni superiori dello stato, delle regioni e degli enti locali, la semplificazione dei livelli di governo degli enti locali, e la rivisitazione totale dei sistemi di nomina dei dirigenti degli enti e delle aziende pubbliche con l%abolizione dell%istituto delle consulenze esterne. B< *l (artito )ocialista in questo disegno di ristrutturazione della sinistra italiana secondo la appartenenza alla famiglia socialista europea deve favorire una adeguata ripresa di iniziativa unitaria del sindacato, in grado di contrastare la reale portata sociale della azione del governo di centro@destra, allineata al di6tat partito dai poteri forti finanziari internazionali riassunto nella lettera riservata inviata da 1richet e ,raghi al Foverno *taliano, andando a colmare un vuoto di proposta della sinistra" parlamentare" attardata su una ipotesi di governo di unita% nazionale, vista come delegittimazione di :erlusconi sul terreno della affidabilita% internazionale della nostra classe di governo. La gil ha gia% risposto , anche rischiando di esercitare una supplenza del momento politico, alla primaria esigenza di trasmettere a tutto il corpo sociale del paese un forte segnale critico rispetto alla iniquita% sostanziale della manovra correttiva dei conti pubblici del governo, compiuta concentrando i risparmi di bilancio sui tagli sui servizi sociali e minando i diritti del lavoro dipendente , con il disposto dell%art K del decreto, ben oltre i termini dello stesso accordo tra le parti sociali del AJ giugno. (urtroppo tutti i progetti sulla unita% sindacale sono passati in secondo piano di fronte al compito di rappresentare e difendere con immediatezza le ragioni di un fronte sociale maggioritario nel paese reale, evitando di consentire al governo di chiudere, senza lo scotto di una contestazione sociale di massa, le proprie contraddizioni interne attraverso un accordo blindato. La gil, dopo aver evitato di lasciare campo ad aree di protesta lontane da un programma in cui innovazione e produttivita% siano trattate all%interno di un quadro di programmazione e governo democratica delle scelte, in un nuovo sistema organico di contrattualita% ociale con il movimento dei lavoratori e le forze produttive, deve ora contribuire con assoluta priorita% a tessere un nuovo tessuto unitario con le altre confederazioni. La nuova posizione della -il sullo sciopero generale del pubblico impiego costituisce in tal senso un primo risultato importante che sancisce la fine dell%illusione delle altre sigle sindacali di poter ottenere risultati attraverso una concertazione esclusiva con un governo che ormai disattendere in toto le ragioni dello stesso imiziale accordo tra le parti sociali ,che lo aveva investito del compito di affrontare la emergenza finanziaria con una sorta di !mamdato nazionale" da svolgere con equita% e trasparenza. K< *l nostro (aese ormai privo di una politica estera autenticamente autonoma , oggi ancor piu% necessaria a fronte di una crescente tendenza ad un attivismo nazionalista di Fermania, 7rancia e *nghilterra che rischia di sgretolare il progetto europeo. *l ()*, che nella sua storia ha saputo sviluppare e sostenere la sua doppia vocazione, europeista e mediterranea, a partire dagli anni %J>, con l%appoggio a Enrico 'attei e all%integrazione comunitaria, fino agli anni %K>, con la forzatura sull%/tto -nico Europeo e la politica mediterranea cra.iana, deve saper aiutare il nostro (aese a recuperare ruolo politico in una Europa che tende a misurarci sul terreno esclusivo della inadeguatezza delle nostre variabili macroeconomiche. *l (aese e% stato costretto ad una marginalita% internazionale dalla subalternita% delle sue classi dirigenti, nonostante le relazioni internazionali , sempre piu% dettate dalla fame di risorse

energetiche, collochino naturalmente l%*talia in una posizione centrale, non solo geograficamente, rispetto ai flussi dell%interscambio energetico e commerciale, al centro di un 'editerraneo che si avvia a diventare terminale di una nuova !$ia della )eta" tra Europa, 0ord /frica, :alcani, ed /sia . *l disimpegno americano da una serie di teatri politici, l%ascesa economica e politica dei :2* ) , una (rimavera /raba la cui direzione ancora oscilla tra un rinnovato !orgoglio islamico" ed un accesso dei movimenti religiosi alla modernit sul modello turco, la ripresa di un dialogo di pace tra palestinesi e *sraele, la forte penetrazione commerciale cinese in /frica, costituiscono tutti fattori nuovi che" chiamano" il nostro paese ad una ripresa di iniziativa autonoma di mediazione di interessi, di sostegno allo sviluppo e di cooperazione internazionale , capace di ricostruire nel mediterraneo, dopo il trauma della guerra in libia, un nuovo inclusivo equilibrio, economico e politico, tale da assicurare una competizione equa, uno sviluppo sostenibile, ed una redistribuzione soddisfacente delle risorse, e sopratutto una coesistenza pacifica tra i popoli, respingendo in particolare gli scenari di guerra che periodicamente ;dalla )iria all%*ran alla (alestina< si addensano sulle linee di faglia tra vecchio centro politico@economico e le e.@ periferie emergenti. *l ()* , a livello globale , deve in ogni caso perseguire in accordo con l%*nternazionale )ocialista, un nuovo sistema di rapporti tra i popoli e gli stati in cui L/ (/ E e L/ 88(E2/P*80E *01E20/P*80/LE, divengano sistema vincolante e regola prima di riferimento delle relazioni internazionali, garantite da una riforma democratica degli organismi di rappresentanza delle 0azioni -nite, e degli altri organismi sovranazionali di natura Economica, 7inanziaria , )ociale e ommerciale, che ne rafforzi il carattere multipolare e garantisca la piena rappresntativita% delle comunita% sociali e nazionali che ne costituiscono la base di legittimazione. 4uesta ristrutturazione dmocratica deve garantire ,oltre al corretto svolgimento delle relazioni politiche internazionali, anche l%espressione di una superiore capacita% di governo e di controllo degli stessi processi economici globali, con efficacia vincolante rispetto alle funzioni ed ai compiti delle stesse tecnostrutture finanziarie e monetarie sopranazionali che devono essere limitate a regolare esclusivamente gli aspetti tecnici dei processi di globalizzazione esistenti. Fioved3 I febbraio, al centro congressi avour, si svolto il preannunciato convegno organizzato dalla )ezione socialista ).)aba !)andro (ertini", dal ircolo )ocialista 8stia /ntica !/ndrea osta" dall%/ssociazione !)ocialismo e sinistra", dalla sezione socialista 1ufello !Fiacomo 'atteotti" cui hanno aderito i !,emocratici a sinistra". *l successo di pubblico stato notevole, pi+ della met degli intervenuti ha seguito i lavori in piedi pur disponendo la sala di parecchi posti a sedere. La risonanza mediatica stata nulla, ormai il duopolio dei due maggiori partiti, non solo con la legge elettorale, cerca di tacitare e ignorare ogni altra fonte di idee e critica. L%interesse degli intervenuti stato palpabile e soprattutto parsa evidente la volont di un nuovo protagonismo, non tanto di questo o quel partito, ma della sinistra come tale. )enza entrare nella cronaca degli interventi di 7ranco :artolomei, 2enato Fatti, (aolo Leon, Fiorgio 2uffolo, /ntonio 7occillo e (iero )ansonetti, che tutti potranno visionare direttamente attraverso il video dei lavori che verr presto inserito nel blog, vorremmo qui riassumere le posizioni condivise emerse dai lavori, aggiungendo per i lettori del forum di )ocialismo e )inistra alcune ulteriori considerazioni connesse ai temi discussi nel convegno.

La crisi economica in atto non finanziaria n& la causa limitata all%area statunitense, da cui si propagata, ma essa comune a tutto il mondo globalizzato. *l fenomeno statunitense, che le forze liberiste vorrebbero confinare in un accidente che non mina la validit del modello liberista, un bubbone purulento che si sviluppato su un cancro mondiale che la vera causa della crisi. *l fenomeno statunitense per ragioni specifiche, avere la moneta di riferimento, essere oggetto dei reinvestimenti finanziari dei paesi che avevano disponibilit di dollari da parte dei paesi che esportano negli -sa, etc., ha esasperato l%aspetto finanziario generando, anche grazie a sviluppo di modelli econometrici non sperimentati, titoli tossici che hanno raggiunto volumi stratosferici ;CC volte il (*L mondiale<. 'a il cancro di base su cui si innestato questo bubbone la contraddizione, di categoria mar.iana, propria di tutte le economie pi+ sviluppate tra volume desiderato di domanda aggregata che si vorrebbe far crescere indefinitivamente e insufficiente massa di redditi ;in particolare salariale< che concorrono a formare questa domanda aggregata, che il modello di sviluppo economico mondiale affermatosi nell%ultimo ventennio ha allargato a dismisura, illudendo le societ pi+ sviluppate che la soddisfazione dei bisogni collettivi potesse essere assorbita con la rendita finanziaria diffusa, con la facilitazione del credito al consumo e l%indebitamento di massa, e non con una adeguata e progressiva crescita dei redditi da lavoro dipendente, e una crescita del valore aggiunto generato dalla produzione reale di beni e servizi, perseguita attraverso un reimpiego dei profitti in innovazione, ricerca, investimento produttivo, e spesa sociale impiegata a copertura delle necessit derivanti da ristrutturazioni del mercato del lavoro, che reclamate originariamente per esigenze di competitivit e produttivit si sono progressivamente ridotte a momenti , quasi esclusivi, di trasferimento di ricchezza dai salari a redditi non pi+ reinvestiti nel tessuto produttivo. *n sintesi i salari non sono sufficienti a consumare ci che si produce, ed in tal senso la crisi in atto una crisi di domanda a cui si risponde esclusivamente incrementando i fattori costituenti la domanda aggregata: consumi, spesa sociale ed esportazioni. (ertanto se la crisi non finanziaria, ma rappresenta la conclusione ultima dei reaganomics, di un modello di sviluppo basato sull%indebolimento dei sindacati, sull%appropriazione dei frutti della produttivit da parte dei profitti e delle rendite, sullo spostamento da salari a profitti di punti di (*L, sulla finanziarizzazione della economia come folle mezzo di sostegno strutturale della domanda nei paesi sviluppati minacciati dai nuovi produttori emergenti, la fine di questo tipo di modello capitalistico, e l%inizio di una nuova fase delle economie mondiali, fa risorgere la necessit di affermare le tematiche che costituiscono da sempre il cuore dell%esperienza storica e politica del socialismo europeo, di un modello cio che diffidando della mano invisibile del mercato, crede nel primato della ragione ;leggasi programmazione economica<, della solidariet ;leggasi 5elfare state<, e della governabilit ;leggasi riformismo<, e nell%equilibrio sociale come valore assoluto e costante di riferimento della azione dei governi . La sinistra europea,compreso il nostro -livo, ha purtroppo subito passivamente, in questa fase storica, il ricatto delle classi dirigenti che hanno imputato alle tradizionali politiche socialdemocratiche ;Leva fiscale, politica dei redditi, Qelfare, ,eficit spendine, rigidit e garanzie per il mercato del lavoro< il rischio di una impossibilit del sistema produttivo europeo di reggere la continuit della crescita economica rispetto ai fattori di concorrenza provenienti dai nuovi paesi produttori mondiali, adeguandosi a considerare ineluttabile, e priva di alternative, la svolta liberista e l%abdicazione ad ogni forma di controllo dei processi economici da parte dei governi in favore di una tecnocrazia finanziaria e bancaria, principale responsabile del disastro in atto. 1ale amara considerazione non oscura in ogni caso la considerazione che il )ocialismo europeo, pur con la sua difficolt a ragionare compiutamente attorno ad un nuovo modello di sviluppo

economico e sociale che giunga a ridefinire gli stessi criteri di riferimento e di qualificazione della crescita economica di una societ sviluppata, rappresenta pur sempre la forza politica decisiva per la ricostruzione di un nuovo progetto di riforma economica e sociale delle societ occidentali, a patto di recuperare una concezione del riformismo socialista pi+ attenta ad intervenire sugli assetti strutturali della societ, ed a non risolvere i suoi compiti e la sua funzione storica nella sola cura dei sintomi delle crisi e delle contraddizioni del sistema. )u tale riflessione di fondo si innesta il progetto di )ocialismo e )inistra, che ha costituito la ragione del convegno , di lavorare, anche di fronte ai tentativi di forzare il sistema delle rappresentanze elettive con sbarramenti elettorali, per una riunificazione politica delle forze politiche ;essenzialmente i )ocialisti del (artito)ocialista, i )ocialisti di )inistra ,emocratica, ed i compagni usciti con $endola e )ansonetti da 2ifondazione< che pur provenendo da storie diverse si trovano oggi a convergere sulla necessit di ricostruire un forza di )inistra che dal riferimento ai valori fondanti del )ocialismo europeo sappia e voglia trarre una maggiore capacit di interpretazione dei processi economici, ed una nuova volont di rappresentanza democratica della societ reale, che costituiscano le premesse di un lavoro di proposta e di programma in grado di riconnettere i fili spezzati di una iniziativa unitaria della sinistra italiana, ormai popolata solamente da soggetti politici raminghi, divisi, confusi e conflittuali, nella consapevolezza che in momenti in cui si profilano soluzioni autoritarie nella gestione dello stato, se la sinistra si presenta divisa, la battaglia persa ancor prima di nascere. L%appello per una convocazione degli )tati Fenerali della )inistra che costituisca il momento fondativo di incontro dei quadri di base ed intermedi di tutta la sinistra interessata a partecipare a questo processo costituente, che ha caratterizzato la proposta conclusiva del convegno, rappresenta quindi l%espressione della volont di non ridurre la riunificazione tra i )ocialisti del (artito )ocialista, i )ocialisti di )inistra ,emocratica, ed i compagni usciti da 2ifondazione con $endola e )ansonetti ad una difesa elettorale dei gruppi dirigenti ma di concepire e proporre al paese questo progetto come un atto di volont politica collettivo, espressione di un disegno ideale, condiviso e partecipato che vuole colmare un vuoto che ci che resta del centro@sinistra italiano non pu pi+ permettersi di sopportare, e soprattutto non intendono pi+ sopportare tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti della )inistra italiana, e con essa della ,emocrazia 2epubblicana. 7ranco :artolomei ,irezione 0azionale del (artito )ocialista C@ risi di sistema e crisi delle societ occidentali La crisi di sistema del modello economico neo@liberista, iniziata ad esplodere a partire dal A>>B, ormai giunta, a causa dell%evolversi a catena dei cortocircuiti dei processi di finanziarizzazione e terziarizzazione delle economie avanzate, ad un punto di maturazione tale da compromettere la stessa tenuta, nel medio periodo, dei tessuti produttivi delle economie occidentali di fronte alle capacit di espansione globale dei nuovi grandi produttori emergenti .*l modello di sviluppo attuale, vittima degli squilibri finanziari che ne hanno rappresentato uno dei fondamentali elementi propulsivi, si dimostra non pi+ in condizione di garantire quei livelli di crescita necessari al mantenimento dell%equilibrio sociale su cui l%occidente democratico ha costruito il suo modello di societ. L%illusorio tentativo di rianimarlo, a cui stanno lavorando le classi dirigenti economiche e finanziarie responsabili della crisi, rischia di generare nelle societ occidentali una crisi irreversibile dei propri modelli di garanzia sociale e della loro stessa articolazione democratica. La Lega dei )ocialisti ritiene che questa situazione drammatica costringa tutta la sinistra ad affrontare, con urgenza, la grande questione della trasformazione strutturale di un sistema di

rapporti economici finanziari e sociali che distrugge la ricchezza sociale ed espropria il valore del lavoro e della vita degli individui, pensando di riattivare un processo di crescita attraverso nuovi processi di flessibilit nei processi produttivi, ed una compressione sistematica dei redditi da lavoro dipendente, quali condizioni indispensabili a sostenere un processo di crescita compatibile con il mantenimento della centralit decisionale del sistema finanziario, salvaguardata dalla garanzia della alta redditivit dell%investimento finanziario, fondato sull%azzeramento delle residue politiche di intervento pubblico degli stati sovrani. 4uesta nuova consapevolezza diffusa dei limiti di un sistema economico integrato a livello sovranazionale, in cui l%elemento finanziario agisce ormai in contrasto con gli interessi, reali e concreti, delle comunit dei produttori, dei lavoratori e degli stessi imprenditori, pu infatti costituire la base sociale di un nuovo grande patto democratico, nei popoli e tra i popoli, verso un nuovo modello di rapporti economici e sociali, in cui l%economia reale, la qualit concreta dei rapporti interpersonali, sociali e produttivi, i parametri di valutazione della ricchezza sociale effettivamente goduta dai cittadini, la riqualificazione dei consumi all%interno di un pi+ generale processo di maturazione culturale delle societ sviluppate, e sopratutto la centralit dei meccanismi e dei sistemi redistributivi della ricchezza socialmente prodotta, anche come protezione sistemica al calo tendenziale dei tassi quantitativi della crescita, possono tornare ad essere le pietre angolari di un progetto di rinascita democratica della societ. (er la sinistra la soluzione alla crisi del sistema non deve quindi essere la concentrazione delle politiche economiche sulla sterilizzazione del debito sovrano, che porterebbe alla impossibilit di realizzare qualsiasi possibile intervento pubblico sui rapporti economici in grado di riprogrammare le scelte complessive di modello, ma la individuazione di un nuovo modello di sviluppo fondato su diversi criteri valutativi della crescita economica, che salvi l%equilibrio sociale attraverso il mantenimento di alti livelli redistributivi della ricchezza sociale diversamente prodotta, e valutata in base a differenti parametri di riferimento sociale a fronte di una restrizione tendenziale di una crescita fondata sui tradizionali parametri quantitativi. -n nuovo modello di rapporto tra pubblico e privato, e tra sovranit, statuale o sovrastatuale, e finanza e mercati, che deve nascere dalla eliminazione di tutte le nuove norme costituzionali ;vedi art. KC<, o comunitarie ;fiscal compact< introdotte a garanzia forzosa di un pareggio di bilancio degli stati che non distinguono tra spesa corrente e spesa per investimenti, che hanno solo la finalit di azzerare i poteri di intervento pubblico in economia e di generare una assoluta dipendenza dell%investimento produttivo dal sistema creditizio privato, ed in ultima analisi dagli organismi finanziari e bancari globali, che in qualit di tecnostrutture libere da condizionamenti statuali ne organizzano a livello superiore gli indirizzi di azione e la supervisione funzionale. -n nuovo modello di sviluppo da realizzare nel quadro di una piena assunzione di poteri esecutivi e legislativi da parte degli organi di rappresentanza democratica della -nione Europea, le cui linee portanti possono fin da ora essere delineate, fondato sull%inversione delle regole che hanno governato le economie dei paesi sviluppati negli ultimi A> anni, e sulla riforma radicale della struttura dei modelli sociali costruiti sulle compatibilit con un mercato pienamente sovrano funzionalizzato alla garanzia assoluta del profitto nell%investimento finanziario, assunto ad elemento centrale del processo di creazione della ricchezza sociale, strutturalmente destinato, direttamente o attraverso l%indebitamento diffuso dei consumatori, al sostegno della domanda, in sostituzione della crescita progressiva e tendenziale del reddito del lavoro che costituiva l%elemento centrale del precedente modello 6eEnesiano. *n contesti sociali sempre pi+ impoveriti e inquieti, potrebbero verificarsi derive antidemocratiche, oligarchiche e tecnocratiche, di cui gi si avvertono i primi sintomi, come ad esempio in *talia con il governo dei tecnici, o una disperata recrudescenza di fenomeni terroristici .

'a , pi+ in generale, in tutta Europa che si avverte lo scollamento fra le popolazioni e la tecnocrazia dell%-nione Europea, rappresentata dalla ommissione ;organo non elettivo ma che di fatto detiene, oltre al potere esecutivo, anche quello di iniziativa legislativa< e della :ce, supportate dal capitale finanziario responsabile della crisi. *l sogno socialista novecentesco di un%Europa dei popoli rischia di diventare l%incubo di una euro@burocrazia neomonetarista, asservita agli interessi della finanza, con una rinascita degli antagonismi nazionali. La politica, quindi, deve riacquisire dignit, coraggio e solidariet per rompere le catene del degrado sociale ed umano del nostro presente e futuro, e proporre una alternativa di modello economico e di sistema sociale che sia punto di incontro, da una parte, ed opportunit politica, dall%altra. -na alternativa che sia socialista, nel senso pi+ nobile del termine, ed abbracci tutti coloro che hanno la determinazione di ricostruire *l socialismo e la sinistra in *talia ed in Europa. A D -n nuovo progetto sociale ed economico per il governo della sinistra La Lega dei )ocialisti vuole lavorare per un nuovo modello di societa% da costruire attraverso -0/ (8L*1* / ,* 2*782'E ,* )12-11-2/, concertata a livello europeo dalle forze del )ocialismo ,emocratico e dalle altre forze della sinistra, fondata innanzitutto sul recupero di una sovranit delle istituzioni governative, europee o statuali, sul governo complessivo dell%indirizzo dei processi monetari comunitari, in grado di consentire, o il recupero di autonomia monetaria e fiscale delle autorit statuali in un quadro di rinnovata ed ampia libera contrattualit con gli istituti di controllo monetari sopranazionali e comunitari, all%interno di una logica espansiva delle capacit produttive dei paesi aderenti al sistema, o l%assunzione a livello comunitario del debito degli stati, con la liberazione delle economie nazionali dal peso di interessi determinati dal mercato dei capitali privati e dalle valutazioni speculative delle agenzie di rating e la contemporanea attribuzione al nuovo governo comunitario del compito di riprogrammare e attuare uno sviluppo omogeneo di tutta la realt economica e produttiva europea in forma integrata e compatibile con le possibilit e le specifiche particolarit di tutte le aree omogenee che ad essa appartengono. -na trasformazione strutturale del modello liberista che dalla riappropriazione delle politiche fiscali e monetarie passi alla costruzione, a livello comunitario e dei singoli stati, di un sistema istituzionale di programmazione dello sviluppo, intergrato e rappresentativo, di natura politica e non solo tecnica, dotato di poteri vincolanti per realizzare i piani generali di una programmazione comunitaria degli indirizzi produttivi , articolati in piani regionali contrattati con i singoli stati nazionali, vincolanti per gli operatori economici privati e le istituzioni finanziarie del credito, le cui scelte generali di investimento debbono essere oggetto di verifiche in ordine alle loro compatibilit di piano. -n sistema di programmazione democratica degli indirizzi economici e delle conseguenti forme sociali, in grado di introdurre criteri di ridistribuzione interna delle risorse in ragione della loro finalizzazione alle scelte economiche programmate attraverso una riappropriazione sociale dei giudizi di valore sulla qualit dei processi di sviluppo economico, attraverso la realizzazione di nuove forme istituzionali di controllo delle scelte degli operatori e di verifica delle variabili economiche, orientate a garantire gli interessi generali della comunit civile. -n nuovo modello di sviluppo che riassegnando ai poteri statuali, espressione della sovranit popolare democraticamente espressa, il diritto@ dovere di dettare le regole dei rapporti economici e la selezione delle priorit sociali, attraverso il recupero di una politica di programmazione europea delle scelte economiche che qualifichi diversamente gli obiettivi della crescita economica,

valutandone la congruit secondo nuovi parametri informati a criteri di qualit sociale dello sviluppo ;es.: il 4-/2)<, non pi+ ancorati rigidamente ad indistinti criteri esclusivamente quantitativi connessi meccanicamente al tradizionale parametro del prodotto interno lordo ;(*L<. -n modello economico che inverta il processo di privatizzazioni che ha caratterizzato l%esperienza neo@liberista, realizzando: C<La 2*(-::L* *PP/P*80E ,* 1-11E LE 2E1* E, *072/)12-11-2E ,* *01E2E))E 8LLE11*$8, * -* *0128*1*, 72-118 ,* -0/ 0/1-2/LE 1/2*77/P*80E ,* 1*(8 '808(8L*)1/, ,E::808 1820/2E /, E))E2E -0/ E012/1/ (-::L* /, diretta a sostenere (28$$E,*'E01* ,* )(E)/ di intervento pubblico in economia 7*0/L*PP/1* / ) EL1E E 808'* 9E, )8 */L* e (28,-11*$E ,* *01E2E))E (-::L* 8, assunte e coordinate in base alle soluzioni individuate dagli istituti di (28F2/''/P*80E. A<La 0/P*80/L*PP/P*80E di tutti gli istituti di credito coperti a garanzia, in quantit di molto eccedente i mezzi propri, dai fondi statuali, conferiti a copertura delle insolvenze accumulate in conseguenza della crisi dei derivati esplosa nel A>>BVA>>K, e dai quantitave easing comunitari, in conseguenza delle speculazioni sui :ond nazionali comunitari realizzate nel periodo A>C>VA>CC. parallela ad una riaffermazione del ruolo statuale delle :anche entrali, come fulcro delle politiche monetarie )tatuali ed Europee, le quali devono essere ristrutturate e riformate secondo moduli giuridici a partecipazione totalmente pubblica. =<la 2*782'/, a livello sovranazionale, dei 8012/11* 7*0/0P*/2*, attraverso l%adozione di una convenzione mondiale, che porti all%abolizione, in tutte le piazze finanziarie mondiali, dei contratti borsistici meramente aleatori, privi di utilit economica, e dei contratti lucrativi aventi causa nella perdita di valore di imprese non in condizioni di dissestoH il ,*$*E18 di -'-L8 ,* 7-0P*80* tra banche di investimento finanziario e banche di credito produttivo e gestione di risparmio privatoH la 7*))/P*80E di 2*F*,* (/2/'E12* '/))*'* di grandezza delle banche private.

G< -n generale processo di 2E*0,-)12*/L*PP/P*80E, ecocompatibile ,dei paesi europei, finalizzato anche ad un potenziamento della domanda interna , programmato ed assistito tecnicamente e finanziariamente a livello comunitario , ed attuato anche attraverso il rientro progressivo delle delocalizzazione di impianti produttivi effettuate a fine di profitto nei paesi caratterizzati da bassi costi del lavoro e privi di garanzie normative del lavoro dipendente. -n processo di riqualificazione e riposizionamento sul territorio dei sistemi industriali ,e produttivi ,da realizzare al fine di ricostruire livelli occupazionali , riconsolidare la domanda interna attraverso la ricostruzione di monte salari, e recuperare una piu% complessiva rifocalizzazione sulla base produttiva reale da parte di economie , tuttora ricche di formidabili conoscenze industriali , sospinte nell%ultimo ventennio dai modelli di finanziarizzazione a spostare risorse impressionanti dai redditi reali del lavoro ad un monte profitti , non reinvestito per l% allargamento della base produttiva ,o in innovazione tecnica dei sistemi , ma impiegato in maggior parte in speculazione finanziaria o immobiliare ,o al piu% diretto ad incrementare fenomeni di terziarizzazione delle economie occidentatali fondato su una induzioneVomologazione sociale verso una crescita delle propensioni ai consumi in campi di esperienza della vita delle persone precedentemente non oggetto di attivita% commerciale ed imprenditoriale 4uesto processo di ricostruzione delle strutture produttiva deve essere accompagnato dalla trasformazione del ruolo degli organismi internazionali di cooperazione economica ;es. l%8' o l%

8 )E<, f*nalizzata a creare condizioni tendenziali di equilibrio sui diritti del lavoro e dei lavoratori contemporanee alla garanzia del diritto al libero scambio di merci e servizi, utile a riequilibrare le condizioni di competizione internazionale attraverso una elevazione dei diritti sociali nei paesi emergenti che porti alla riconversione de facto dei processi di delocalizzazione delle produzioni . -n generale processo di 2*/ -L1-2/P*80E che investa tutti i campi dell%universo culturale delle societ europee, ed in particolare della nostra, come premessa di una pi+ generale riconversione dei modelli di consumo e di riqualificazione della domanda sociale, finalizzata a considerare l%investimento sui livelli culturali del paese come una scelta di priorit all%interno di un pi+ generale disegno di riaggregazione sociale, in cui la capillarizzazione della vita culturale, la diffusione dei saperi e l%accesso ai processi formativi, come vero e proprio diritto pubblico soggettivo, possano concretamente rappresentare fattori determinanti di una ricostruzione qualitativa del tessuto civile del paese, ed una opportunit di creazione di nuova ricchezza sociale, reale e pulita, fondata sulla tutela delle capacit creative degli individui. -n processo generale di riacculturazione dell%intero sistema paese necessario a riacquisire una complessiva capacit di innovazione sociale, tecnologica e produttiva, necessaria ad evitare che il nostro sistema produttivo, confinato prevalentemente a gamme di produzioni di bassa qualit e ridotto valore aggiunto, rimanga prigioniero delle logiche soffocanti di un confronto con nuovi produttori mondiali che poggiano la propria estrema competitivit su un quadro di arretratezza sociale di fondo, in cui la contrazione dei costi del lavoro e la mancanza di garanzie segnano livelli incompatibili con un normale sviluppo democratico. -n modello di sviluppo che consideri l%attivit culturale, diffusa ed autoprodotta in modo autonomo, o associato, da operatori liberi ed indipendenti , come una attivit sociale da riconoscere, promuovere, e garantire, pone le basi di un nuovo elemento strutturale di creazione di reddito, che in un paese sviluppato, in cui la soddisfazione dei bisogni secondari rappresenta una enorme voce di consumo dei cittadini, andrebbe a coinvolgere un numero di attori di notevole entit, attraverso attivit svolte con forme, tempi e modi di lavoro pressoch& liberamente autoregolati, secondo moduli settoriali di flessibilit lavorativa socialmente accettabili in quanto strettamente inseriti in una logica di apprendistato finalizzata alla diretta acquisizione di competenze su cui costruire nel futuro una propria iniziativa autonoma. La Lega dei )ocialisti vuole, quindi, lavorare ad un nuovo progetto sociale della sinistra che affermi : il L/$828, inteso come asse centrale dell% essere sociale, in tutte le diverse forme in cui concretamente si esplica nella economia reale ed in cui concorre alla creazione di valore nei processi produttivi ed organizzativi, d%impresa o autonomi, ed in tutte le sue differenti rappresentanze sociali ed articolazioni produttive, come l% elemento strutturale di riferimento di un nuova aggregazione maggioritaria di interessi e di valori che identifica un nuovo modello di sviluppo alternativo, in cui il rispetto del rapporto reale tra crescita della ricchezza sociale prodotta e crescita del reddito dei lavoratori e dei cittadini evolva da imprescindibile esigenza di giustizia sociale a fattore essenziale dello stesso equilibrio dei processi di crescita e fattore di certezza della solidit di una economia che torna a valorizzare ed incentivare i processi produttivi reali. -n nuovo sistema di crescita della economia reale in cui L/ 2E,*)12*:-P*80E ,E* 2E,,*1* e ,ELL/ 2* 9EPP/ )8 */LE, intese su un piano di valore come elementi di garanzia reale della qualit di base della convivenza civile, e della qualit sociale dei processi di produzione della ricchezza, divengono elementi strutturali di un modello sociale che rovescia una interpretazione della flessibilit come strumento di compressione dei costi del lavoro finalizzato al recupero di profitti in gran parte sottratti al reinvestimento diretto nel circuito produttivo, o non utilizzati per innovazione e ricerca finalizzata al rafforzamento della capacit produttiva. -n nuovo modello di sviluppo che considera quindi L/ F*-)1*P*/ )8 */LE l%elemento di

qualificazione morale e civile assoluta dei parametri del sistema di vita associata, ed assume a valore di riferimento la garanzia di uguali diritti ed opportunit per tutti, senza discriminazione alcuna, dal diritto all%istruzione all%assistenza sanitaria, ad un equo trattamento fiscale, all%assistenza sociale in rapporto ai bisogni dei singoli, all%accesso alla cultura ed ai processi formativi diffusi, ed alla fruizione di tutti i diritti sociali connessi con una concezione sostanziale della democrazia. -n progetto di rafforzamento della ,E'8 2/P*/, come regola suprema e fondante di tutti i processi istituzionali, decisionali, gestionali, amministrativi, esecutivi e giudiziali, e quale metodo di impostazione e regolazione dei processi sociali di interesse generale, attraverso la difesa della ostituzione e dei suoi principi fondamentali, e la affermazione assoluta dei principi di legalit, di libert, di partecipazione, di integrazione, di solidariet e di eguaglianza. *l compito dei socialisti, diviene quindi sempre pi+, la costruzione di una nuova sinistra impegnata a lavorare ad un modello alternativo di sviluppo fondato sulla priorit degli interessi generali delle comunit dei produttori e dei consumatori, in grado di svincolare la vita delle societ dal totale assorbimento nelle logiche di mercato raggiunto nell%attuale fase di finanziarizzazione integrale della economia, ed in grado, su un piano globale di rappresentare un potenziale alternativo sistema di riferimento per gli stessi paesi emergenti e per il resto del mondo in via di sviluppo, e la base strutturale economica su cui fondare un nuovo sistema di relazioni internazionali, in cui i processi di integrazione economica e commerciale vengano governati da istituzioni, anche sovranazionali, legittimate esclusivamente delle sovranit democratiche dei popoli e degli stati. (er la Lega dei )ocialisti diviene quindi fondamentale lavorare per nuovo sistema di rapporti tra i popoli e gli stati in cui L/ (/ E e L/ 88(E2/P*80E *01E20/P*80/LE, divengano sistema vincolante e regola prima di riferimento delle relazioni internazionali, garantite da una riforma democratica degli 8rganismi di 2appresentanza delle 0azioni -nite, finalizzata a consolidare e difendere i diritti umani in tutti gli stati aderenti , garantire il diritto di autodeterminazione dei popoli e tutelare la sovranita% degli stati@nazione ,e degli altri 8rganismi )ovranazionali di natura economica, finanziaria, sociale e commerciale, che ne rafforzi il carattere multipolare ed affermi e garantisca nei loro processi decisonali la piena rappresentativit delle comunit sociali e nazionali che ne costituiscono la base di legittimazione, potenziandone ed estendendone i compiti fino a garantire, oltre al corretto svolgimento delle relazioni politiche internazionale, anche l%espressione di una superiore capacit di governo e di controllo degli stessi processi economici globali, con efficacia vincolante rispetto alle funzioni ed ai compiti delle stesse tecnostrutture finanziarie e monetarie sovranazionali, che allo stato costituiscono il nocciolo decisionale delle attuali istituzioni economiche sovranazionali, che agiscono e condizionano le politiche nazionali con logica propria fuori da ogni vincolo di mandato , o di semplice rappresentanza, con i paesi ad esse aderenti. = D Limiti della sinistra italiana, socialismo democratico e sinistra europea La Lega dei )ocialisti ritiene che nella sinistra italiana si riscontrano due particolari debolezze di fondo, costituite dal permanere della confusione sulla reale identit del (,, connessa al suo abbandono, ormai strutturale, di qualsiasi velleit di riformismo di sinistra, direttamente derivato dal ruolo ricoperto nella ** repubblica e riconfermato dalla sua subordinazione al governo 'onti, e l%estrema debolezza della capacit di proposta dei partiti di sinistra alternativi al (,, unita ad una loro frammentazione rispondente pi+ a inutili logiche di difesa di posizione che all%esigenza di ricostruire un rapporto organico con la societ sulla base di una chiarezza di programmi. La Lega dei )ocialisti ritiene che questo stato di cose costituisca un gravissimo limite della sinistra italiana, fortunatamente in via di superamento in tutta la sinistra europea che va ricostruendo una maggiore ampiezza delle sue capacit di rappresentanza , messe a rischio dalla dissoluzione sociale

prodotta dalla crisi, riorganizzandosi attorno a due entit distinte, destinate a collaborare attorno a programmi comuni, costituite dalle grandi maggioritarie tradizionali forze socialdemocratiche e dalle nuove consistenti formazioni socialiste di sinistra, che ricollocano la vecchia sinistra radicale su un nuovo terreno di rapporti politici unitari. (er questo, anche in Europa, ci schieriamo con forza affinch& le forze socialiste tradizionali legate al ()E ed all%*nternazionale )ocialista, grandi forze sempre centrali e decisive dello schieramento di progresso, non si chiudano al rapporto con esperienze e sensibilit diverse e nuove ;dai partiti raccolti attorno al gruppo F-EV0FL, ormai quasi tutti diretti da compagni provenienti dalle file delle sinistre socialiste europee, ai $erdi, fino ai pi+ ampi settori progressisti<, e sopratutto prendano in considerazione quello che un elemento nuovo della societ europea: il sentimento di rivolta generazionale di quei giovani cresciuti con la speranza ;o l%illusione< di un impiego nel terziario avanzato e nel settore dei servizi, oggi schiacciati dalla crisi verso prospettive di disoccupazione e precariato spaventose. 4uesti giovani, che vivono in prima persona il fallimento della grande illusione neo@liberista di una societ di mercato in cui la garanzia di una ampia e progressiva mobilit sociale, costruita alimentando i processi di crescita con la leva finanziaria, avrebbe dovuto costituire la grande contropartita della compressione degli spazi di potere e di ripartizione della ricchezza del lavoro dipendente, costituiscono la base sociale ed elettorale di nuovi movimenti che esprimono insofferenza e voglia di cambiamento, come i grillini italiani o i (irati nordici, seppure con le dovute grosse differenze, e vanno coinvolti, con le loro istanze, nella realizzazione di un nuovo progetto di ricostruzione democratica delle nostre societ. *n tal senso riteniamo che il 'anifesto di (arigi e il 'anifesto per l%/lternativa )ocialista Europea, che hanno spianato la strada alla vittoria del compagno 9ollande, costituiscano i primi passi per ridefinire una forte identit riformatrice delle forze del socialismo europeo, aperto a tutte le altre forze della sinistra europea. *n *talia, ancor pi+ che nel resto d%Europa, la sinistra deve avere un punto di riferimento socialista nuovo e forte, al momento mancante, sopratutto di fronte ad un (artito ,emocratico che rifiutando una chiara identit socialista continua a scaricare sull%intera sinistra tutti i suoi limiti di rappresentativit e la sua subalternit culturale, ed a volte esplicitamente politica, ad un insieme di poteri ed interessi economici, finanziari ed internazionali , tradizionalmente estranei all%area di rappresentanza della sinistra, la cui legittimazione per il (, continua a costituire tuttora elemento ineludibile delle proprie necessit politiche. ,i fatto, fra i grandi paesi europei, l%*talia l%unico a non avere un partito di sinistra unitario, in grado di fare sintesi fra il mar.ismo, il socialismo democratico, l%ecosocialismo, il libertarismo e le dottrine del socialismo del WW* )ecolo, e che dia uno sbocco politico ai movimenti sociali ed alle forme di aggregazione spontaneistica della societ civile. 4uesta assenza, costituisce un elemento di gravissimo indebolimento delle possibilit di difesa delle classi subalterne, e di logoramento di tutto il nostro sistema democratico. % una enorme domanda di sinistra insoddisfatta all%interno dell%elettorato, e che pu essere calcolata non soltanto aggregando il consenso attribuito a partiti come )EL , la 7d) o il ()*, ma che si rivolge anche a soggetti politici che non sono di sinistra, ma sanno gestire bene la fase comunicativa con tali frange di elettorato ;si pensi ad *d$ o al 'ovimento I )telle, che pur essendo lontani da una visione ed una tradizione di sinistra, catalizzano voti di elettori di sinistra, o alle componenti di elettorato e.@,) presenti ancora nel (,< oppure che, in assenza di riferimenti politici validi, si rifugia in un astensionismo in forte crescita, che oramai supera il =>X dell%elettorato, e che

secondo i principali studi demoscopici composto perlopi+ da elettori con orientamento politico a sinistra. La Lega dei )ocialisti, convinta che il logoramento e la sfiducia verso il sistema politico non riguardi solo lo schieramento conservatore, vuole intervenire con il proprio progetto su questo terreno di crisi delle rappresentanze e di perdita di credibilit della politica come veicolo della domanda sociale, per evitare che la sinistra italiana, in assenza di un progetto per la ridefinizione di una sua forte identit come forza di cambiamento reale della societ, venga inghiottita dalla crisi di questo sistema politico e dalla sua inevitabile ristrutturazione. G D La Lega dei )ocialisti ed il suo progetto per la ricostruzione della sinistra italiana E% in questo quadro generale di analisi della crisi e di individuazione delle linee portanti di un modello alternativo dello sviluppo, che la Lega dei )ocialisti, consapevole dei limiti della iniziativa politica del ()*, duramente critica del ruolo e della natura del (artito ,emocratico, preoccupata per la fragilit delle attuali alternative politiche che ad esso tentano di contrapporsi , vuole esercitare un ruolo importante di attrazione, coesione e sintesi di tutte le anime del socialismo italiano fuori dal solco neo@liberista, e, di conseguenza, proporsi in prospettiva, qualora fosse necessario, anche come autentico soggetto politico autonomo socialista, portatore di una alternativa di modello economico, e di una concezione diversa dei processi di crescita della ricchezza e di sviluppo dei rapporti sociali. La Lega dei )ocialisti un soggetto strutturato a livello nazionale, organizzato sulla base di leghe regionali e cittadine, che ha il compito di sviluppare l%azione di promozione politica necessaria ad aggregare tutti i socialisti, attualmente dispersi in diverse forze della sinistra, che condividono l%idea di superare la pretesa di autosufficienza del socialismo italiano, per rifondare la sinistra attraverso la costruzione di una nuova forza socialista e democratica che abbia come cardini di riferimento, come deciso al congresso del giugno A>CC, i seguenti punti: La ricostruzione nella sinistra di una prassi politica fondata sulla rappresentanza democratica degli interessi reali dei cittadini come vincolo ineludibile della propria legittimazione sostanziale, e su una interpretazione critica dei processi sociali, economici, e culturali in atto, necessaria a definire un nuovo progetto programmatico che traduca in proposta politica concreta una visione alternativa dello sviluppo economico e dei suoi nuovi modelli culturali e sociali di riferimento, che renda concreto, a partire dalla nostra realt nazionale, un processo ineludibile di rifondazione a sinistra di tutto il socialismo democratico europeo. La necessit di tradurre in un progetto politico conseguente la constatazione che la crisi delle economie dei paesi sviluppati abbia assunto i caratteri di una crisi di sistema, tale da incrinare la fiducia collettiva in un futuro caratterizzato dai livelli di garanzia sociale finora conosciuti, e possa quindi rendere possibile il superamento definitivo di quella egemonia delle idee@forza liberiste, neoconservatrici e tecnocratiche, attorno a cui l%8ccidente ha consolidato gli equilibri di potere responsabili dei processi economici, finanziari e sociali oggi entrati in crisi, sul cui altare, nella fase storica trascorsa, la socialdemocrazia europea e l%-livo italiano, di cui il (,)@,)@(, rappresenta la forza chiave, ha purtroppo, per acquiescenza, sostanziale logorato la propria credibilit. La convinzione che la sinistra italiana debba quindi necessariamente ripensare la propria impostazione culturale e programmatica rispetto alla profondit della crisi che sta coinvolgendo il capitalismo a livello globale, recuperando appieno una concezione del riformismo socialista fondata sulla affermazione della superiorit del momento della decisione politica rispetto alla centralit degli interessi del mercato, nuovamente proiettata a perseguire una trasformazione strutturale degli assetti economici e sociali, ed in grado di individuare un diverso modello di sviluppo, diversi

parametri di riferimento della qualit della vita della societ, e nuove regole di controllo sociale delle variabili economiche. L%idea che il superamento della autosufficienza del socialismo italiano passi conseguentemente attraverso una ristrutturazione di tutta la sinistra, in cui il pensiero e l%esperienza storica, culturale , e politica , del )ocialismo *taliano assuma in termini unitari una nuova centralit a sinistra, essendo evidente che la straordinariet della crisi implica il superamento della distinzione tra coloro che provengono dalle file del socialismo europeo e chi si finora riconosciuto in esperienze politiche nominalmente pi+ radicali, che possa consentire alla sinistra di recuperare la propria piena autonomia politica, fuori dai condizionamenti e dalle necessit di legittimazione esterna da parte di forza estranee alla sua area sociale di riferimento. )ulla base di questi punti fermi di riferimento la Lega dei )ocialisti intende dialogare e lavorare con tutte le organizzazioni politiche della sinistra storica che continuano a voler mantenere la loro alter nativit al (,, e vuole porsi come soggetto costituente di un nuova forza della sinistra italiana, di ispirazione e caratteri chiaramente socialisti, all%interno della quale i socialisti sappiano essere nelle condizioni di 7/2 $/LE2E, 8'E /-1E01* 8 $/L82E /FF*-018, la propria *,E01*1/% 2*782'/12* E 8'E ELE'E018 ,E *)*$8 ,ELL/ E$8L-P*80E di tutta la )*0*)12/ verso una concezione della propria azione politica in cui il governo dei processi economici rappresenta la soluzione naturale della propria opera di ricostruzione della rappresentanza sociale delle classi subalterne, ed il lavoro di individuazione di un programma alternativo di modello diviene l%asse portante della propria proposta politica alternativa, e la garanzia sostanziale della ripresa di una piena autonomia politica e culturale della sinistra italiana, al pari delle migliori esperienze del socialismo democratico, e nel solco della elaborazione teorica compiuta nel tempo dalle sinistre socialiste europee. *n questo processo di ristrutturazione , ricostruzione e riunificazione della sinistra la Lega dei )ocialisti ritiene propri iniziali interlocutori naturali il ()*, )EL e la stessa 7d), qualora il suo progetto di superamento unitario della identit comunista venga mantenuto, i grandi movimenti per la legalit, la pace, i diritti civili e sociali, il rinnovamento della politica, la critica della globalizzazione finanziaria , e naturalmente il sindacato, ed naturalmente aperto alle forze che, all%interno del (,, condividono e si battono per un suo esplicito approdo al socialismo europeo e lavorano per l%abbandono di una politica di unit nazionale, finalizzata, nell%immediato, al sostegno del governo 'onti ed in prospettiva elettorale ad un accordo di Frosse Moalition. -na sinistra nuova di questa natura, costruita con la nostra determinante partecipazione, in grado di ottenere un buon risultato, avrebbe la possibilit concreta di produrre un ripensamento complessivo della natura e delle scelte del (, verso un programma comune della sinistra, che potrebbe sostenere i progetti innovativi per un nuovo ben pi+ equilibrato modello di crescita, una ricostruzione democratica dello stato e della sua sovranit sui processi sociali, e per la riprogrammazione di una vera politica industriale, propri di una vera sinistra socialista di governo di rango europeo, in grado di rispondere alla crisi di sistema in atto con un modello di sviluppo alternativo. *n questo senso vogliamo lavorare alla costruzione di una nuova forza politica della sinistra che sia parte sostanziale della storia del movimento socialista europeo ed internazionale, al di l di appartenenze formali che in *talia sono rese impossibili dalla ambiguit della scelta identitaria della forza di riferimento centrale del ()E costituita dal (,, convinti della necessit di liberare la sinistra italiana dalle contraddizioni e dei limiti del (,, e della sua tendenza costante a scaricare le sue difficolt di rappresentanza elettorale e sociale sulla rappresentativit del sistema politico. La Lega dei )ocialisti ha, quindi, la necessit di essere un soggetto politico che abbia dignit di

interlocutore nel quadro politico, per poter lavorare alla nascita di un nuovo, grande, soggetto della sinistra che abbia una forte identit socialista e sia portatore di una alternativa di modello, sociale ed economico, alla crisi di sistema che sta travolgendo le nostre democrazie. La Lega dei )ocialisti lavora, in questo senso, come realt di cerniera e proposta, ad un progetto di fondamentale importanza per la sinistra italiana, fondato sulla necessit di ricostruire una unit tra i socialisti di sinistra, come condizione necessaria per affrontare un percorso di riunificazione a sinistra nel solco del processo di rifondazione e ridefinizione degli obiettivi in atto in atto nel socialismo democratico in tutta Europa. *n tale contesto, le compagne e i compagni socialisti che operano in questa prospettiva e ne fanno parte, hanno piena dignit indipendentemente dalla eventuale adesione a questo o quel partito. La Lega dei )ocialisti avvier il percorso di adesione dei singoli attraverso una campagna nazionale di tesseramento, necessaria a consolidare la propria identit associativa ed a reperire i necessari mezzi di autofinanziamento.