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Universit degli Studi di Modena e Reggio Emilia Facolt di Ingegneria di Modena ______________________________________________________________ TIROCINIO FORMATIVO ATTIVO A020 DISCIPLINE

MECCANICHE E TECNOLOGIA

ESERCITAZIONE GOLD: Le Buone Pratiche della Scuola Italiana

Prof.: Dott. Enrico Giliberti

Candidato: Matteo Panciroli

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Anno Accademico 2011/2012

Sommario
Introduzione e Contesto.................................................................................................... 3 Finalit generali del progetto ........................................................................................... 4 Obiettivi generali del progetto ......................................................................................... 4 Obiettivi specifi del progetto ............................................................................................ 5 Riflessione su aspetti metodologici e didattici (tecniche didattiche, materiali e strumenti, formato gruppi, ecc.) ...................................................................................... 7 Strumenti di valutazione.................................................................................................... 8 Considerazioni conclusive personali e possibili adattamenti ...................................... 9

DALLA GEOMETRIA ... ALL'OFFICINA

Introduzione e Contesto
Tra le varie esperienza del database Gold, la mia attenzione si concentrata su quella intitolata "Dalla Geometria... all'officina", percependone immediatamente un intento didattico di coniugare pi discipline didattiche, obiettivo spesso trascurato nei percorsi di studio. Si tratta di un progetto realizzato nell' Istituto Professionale per lIndustria e lArtigianato Giancarlo Vallauri di Carpi (MO); l'esperienza ha avuto inizio nel gennaio del 2010, per concludersi nel giugno del 2011. Nella scuola dove ho prestato servizio quest'anno come docente supplente (prima esperienza di insegnamento, ndr), un istituto professionale della provincia di Reggio Emilia, per motivazioni che esulano da questa trattazione, si in effetti pi volte discusso della necessit di portare avanti una didattica il pi possibile interdisciplinare; tale aspetto spesso trascurato, e nello specifico istituto in questione e nell'ambito delle scuole del nostro Paese. Questa mia convinzione deriva dalla mia duplice esperienza di studente prima, e docente/tirocinante poi. Tale esperienza sposa quindi un approccio volto a convogliare il programma delle differenti materie tecnico-scientifiche verso un'unica linea comune, finalizzata all'istruzione specifica del programma ministeriale. Tale nuovo approccio risulta assai attuale se contestualizzato alla riduzione delle ore di corso specifiche di indirizzo entrata in atto con l'ultima riforma della Scuola Secondaria Superiore.

Un altro aspetto non trascurabile che mi ha orientato all'analisi di tale esperienza risulta essere la cura e completezza nella compilazione delle varie sezioni della scheda progettuale. La compilazione delle varie sezioni della scheda risulta particolarmente curata e ricca di particolari, di cui diversi non banali. Questo mi ha motivato ancora di pi allanalisi di tale buona pratica, essendo io costantemente alla ricerca di migliorare la mia competenza di insegnante di materie tecniche.

Finalit generali del progetto


Le finalit perseguite attraverso tale progetto sono molteplici. Tra le principali possibile annoverare: lesigenza da parte di materie come fisica, tecnica professionale, laboratorio di tecnica professionale, esercitazioni pratiche, tecnologia meccanica, laboratorio di confezione, laboratori tecnologici ed esercitazioni, laboratorio di modello e ovviamente matematica, di conoscere le formule delle aree delle figure piane e dei volumi delle figure solide; confrontare ed analizzare figure geometriche, individuando invarianti e relazioni; nel calcolo letterale: riconoscere i monomi simili, quando sommare i monomi simili, il doppio prodotto nello sviluppo del quadrato del binomio ecc.; verificare e concretizzare una formula; uso delle nuove tecnologie. Lazione didattica risulta in tal senso di maggiore efficacia, grazie ad un coinvolgimento simultaneo di pi discipline nello svolgimento di unit didattiche previste dai programmi ministeriali.

Obiettivi generali del progetto

Lazione didattica si prefissata i seguenti obiettivi: stimolare lallievo allutilizzo delle conoscenze di geometria in contesti diversi dalla lezione di matematica in aula; portare lallievo ad effettuare e scrivere il risultato di una misura tenendo conto dellincertezza e della sua propagazione; indurre lallievo ad una esposizione del risultato conseguito tramite una relazione scritta attraverso un linguaggio specifico corretto; creare situazioni in cui consentire agli allievi di esprimere la propria creativit; apprendere la metodologia propria della progettazione e della ricerca; potenziare le capacit di lavorare in gruppo; promuovere il dialogo, la discussione e il confronto allinterno della classe; cogliere limportanza della ricerca come aspetto della scienza; operare scelte coerenti con le richieste del committente;

utilizzare i programmi applicativi per la gestione dei documenti, lelaborazione dei testi, la raccolta, presentazione e archiviazione dei dati (foglio elettronico), la realizzazione di ipertesti, luso delle reti; acquisire maggior consapevolezza sulla potenza dello strumento informatico solo se adeguatamente utilizzato e se in possesso di conoscenze comprese nella loro essenzialit; valorizzare gli interessi specifici degli allievi; utilizzare strumenti informatici per matematici/fisici comprendere differenze, analogie e interconnessioni tra i differenti modelli di introduzione dello specifico argomento; analizzare lo sviluppo storico dellargomento per individuare influenze tra la geometria e contesto sociale. arrivare alla comprensione di concetti

Gli obiettivi cui il progetto aspira a perseguire sono di grande interesse, specie considerando l'utenza media di un istituto professionale per l'industria e l'artigianato. Se da un lato non bisogna cadere nell'errore di pensare la classe intera come costituita da soli soggetti problematici, dall'altro spesso proprio la presenza di questi ultimi a rappresentare una sfida per i docenti nel raggiungimento degli obiettivi minimi della classe. Per quanto concerne la mia esperienza trovo comunque estremamente appagante condurre un ragazzo in apparenza poco interessato alla materia, stimolandolo attraverso un percorso di crescita in cui lo scambio reciproco di informazioni insegnante-studente risulta essere sempre presente. Una visione dell'insegnante, pertanto, visto non come tale ma come altro componente del gruppo con cui chiarire dubbi, da cui ricevere suggerimenti e a cui avanzare proprie proposte.

Obiettivi specifi del progetto


Contestualizzando gli obiettivi generali questi vengono tradotti nei seguenti obiettivi specifici, suddivisi negli specifici settori disciplinari. Per quanto concerne il laboratorio di fisica gli obiettivi specifici delle esperienze condotte sono: - verificare sperimentalmente il teorema di Pitagora alla maniera di Archimede,

ottenendo lequilibrio dei due piatti della bilancia dimostrando, cos, lequivalenza tra il quadrato costruito sullipotenusa e i due quadrati costruiti sui cateti.

- Verifica sperimentale, alla maniera di Archimede, dello sviluppo del quadrato di un binomio: (a + b)2 = a2 + 2ab + b2

confrontando i pesi di un quadrato di lato a+b, di un quadrato di lato a, di un quadrato di lato b, e di due rettangoli di lati a e b. Il quadrato di lato a+b dovr equilibrare gli altri quadrilateri.

- Determinare la densit di alcune sostanze solide di forma regolare. Una parte di solidi utilizzata per lesperienza sar quella costruita in officina che ricomposta fornisce la spiegazione geometrica dello sviluppo del cubo di binomio.

I ragazzi dellindirizzo di elettronica hanno raccolto tutti i materiali prodotti e li hanno tradotti in versione multimediale. Gli obiettivi dell'indirizzo in questione sono quindi cos definiti: -uso consapevole delle nuove tecnologie; - uso dei cellulari (visti come macchine fotografiche digitali) per fotografare le azioni salienti del percorso; - studio del software per la creazione di pagine web e utilizzo consapevole di Internet; - uso dellI-pod nel memorizzare i vari materiali fruibili in formato pdf, realizzati nei vari laboratori, scaricabili dal sito della scuola. Tale materiale potr essere ascoltato e utilizzato come formulario, per arrivare a creare un ebook personale del percorso effettuato. - uso dei cellulari aventi tecnologia wi-fi per laccesso ad Internet o alla Intranet scolastica al fine di utilizzare la documentazione didattica disponibile predisposta in forma organica per una pi facile fruibilit senza la necessit di dover scaricare i file sulla memoria del dispositivo.

Gli studenti di Manutenzione e assistenza tecnica, nella fattispecie quelli di I^H e II^H hanno collaborato alla realizzazione, attraverso la fresa, dei cubi, dei parallelepipedi che

concorrono a formare lo sviluppo del cubo di binomio e dei fogli di lamiera per lo sviluppo del quadrato di binomio. Nello specifico gli obiettivi perseguiti sono stati: - realizzazione del disegno tecnico dei singoli particolari; - realizzazione in officina dei singoli particolari costituenti il complessivo, avendo cura di rispettare le misure dei lati, la giusta scelta dei parametri di taglio e avanzamento, nonch la scelta degli utensili.

Riflessione su aspetti metodologici e didattici (tecniche didattiche, materiali e strumenti, formato gruppi, ecc.).
Lo standard di insegnamento/apprendimento utilizzato quello del problem solving con luso da parte del docente di matematica della L.i.m. (lavagna interattiva). Lesperienza vissuta in un continuo di interazioni studenti/docente si sviluppata lungo un percorso con tappe scelte dal docente e condivise dagli studenti, secondo precisi obiettivi dapprendimento, raggiunti, anche se in misura differenziata da tutti gli allievi. Lidea centrale che ha animato tutta lattivit stata la convinzione che dare corpo allimmaginazione di un procedimento matematico in altri contesti possa contribuire a capirlo e a farne sedimentare lazione formativa. Per la realizzazione dei prodotti multimediali si data importanza alla significativit espressiva (colori, primi piani, movimenti, didascalie) per stimolare lattenzione al messaggio che si voleva comunicare. La conclusione del progetto sul sito della scuola che per le sue caratteristiche, oltre ad essere stato lo strumento attraverso il quale si realizzata questa esperienza, pu essere considerato a tutti gli effetti un oggetto didattico utile in tutte quelle situazioni in cui si voglia dare concretezza allimmaginazione attraverso unanimazione grafica del teorema di Pitagora, lo sviluppo del quadrato e del cubo di un binomio. Complessivamente lattivit formativa si quindi concretizzata a pi livelli: - in prima istanza come concretizzazione di un processo mentale teso a trovare conferma a ci che si era immaginato e a contribuire alla sedimentazione dei concetti matematici in gioco acquisizione di maggior consapevolezza sulla potenza dello strumento informatico e nuove tecnologie solo se adeguatamente utilizzato e se in possesso di conoscenze comprese nella loro essenzialit;

- in secondo luogo come educazione alla rigorosit dei concetti esposti e delle immagini proposte educazione alla ricerca dellefficacia del messaggio che si vuole proporre.

Le lezioni sono state condotte secondo molteplici tipologie: lezione frontale (da utilizzare per definire definizioni, trasmettere e fissare alcuni concetti nel modo pi chiaro ed esauriente possibile ed eseguire gli esercizi pi rilevanti); lezione di tipo induttivo, di tipo deduttivo; lezione con la lavagna interattiva; lavoro di gruppo; lavoro individuale.

Si sono cos alternati momenti di interazione in modo da coinvolgere gli studenti il pi possibile, sviluppando in loro un atteggiamento critico ed esplorativo e monitorando costantemente lapprendimento. Questo monitoraggio fondamentale per linsegnante per adeguare linguaggi e metodi.

Strumenti di valutazione
La valutazione dellesperienza ha riguardato due aspetti distinti: la valutazione degli apprendimenti; la valutazione di crescita della persona.

La prima ha preso in considerazione la qualit del lavoro presentato da ciascuna classe a seconda dei compiti assegnati, valutato secondo indicatori che tengano conto: della correttezza, completezza dei contenuti; del contributo aggiuntivo di materiale rispetto a quanto era stato illustrato nelle lezioni teoriche; del livello di approfondimento del materiale assemblato; della originalit di presentazione del materiale; della qualit delle immagini prodotte nella presentazione multimediale; della accuratezza nello svolgimento di compiti aggiuntivi;

I descrittori del comportamento hanno riguardato: la partecipazione, la seriet, la disponibilit allascolto, la puntualit nelleseguire la propria parte di lavoro, lo spirito di squadra. Tale punto, si aggiunga, rappresenta per quanto appreso durante i mesi di

supplenza del sottoscritto, un aspetto di vitale importanza. Spesso negli istituti professionali gli studenti delle classi prime e seconde, in cui la "selezione" nell'accesso alle classi superiori e la maturit dei ragazzi non sono del tutto compiuti, presentano poca propensione a svolgere i compiti assegnati da parte del docente. Questo rappresenta a mio avviso un importante gap da colmare, specie se si pensa al fatto che sovente gli studenti di un istituto professionale dopo il triennio (al termine del quale si consegue un diploma di qualifica) decidono di terminare il loro percorso di studi per cercare un futuro nel mondo del lavoro. Per questo ritengo che ad uno studente di un istituto professionale dovrebbe essere richiesta un'autonomia nel portare a termine i compiti assegnati dal docente ben superiore a quello che ho potuto verificare in prima persona nella mia breve esperienza come docente.

Ogni docente coinvolto nel progetto ha valutato la parte che gli compete secondo i criteri stabiliti sopra (comuni a tutti i docenti). Lidea di sviluppare una modalit di valutazione il pi possibile omogenea tra docenti di discipline uguali, ma di indirizzi diversi.

Considerazioni conclusive personali e possibili adattamenti


L'azione sinergica ed interattiva delle varie discipline fra loro rappresenta un elemento essenziale, sia nel coinvolgimento motivazionale dello studente, sia in una ratio formativa che cerchi di eliminare le contraddizioni anche sul piano degli stili di insegnamento e di apprendimento. Quando cio un gruppo di docenti di discipline anche in apparenza differenti si pongono sul terreno dellimpostazione interdisciplinare della loro didassi, secondo un percorso il quale non pu che proporsi a lungo termine, operano in un orizzonte di insegnamentoapprendimento che privilegia la procedura cognitiva rispetto al dato conoscibile, che esalta lingerenza piuttosto che il mero apprendimento mnemonico, che opera per interazioni concettuali anzich per schemi iterati, che pone in rilievo la motivazione ad apprendere fondata sulla significativit (proprio nel valore di questioni di senso) delle tematiche e non avvalora la obbligatoriet di uno studio, di cui non si intravede lo scopo. Questa impostazione, allo stesso tempo, non mortifica la specificit delle discipline, bens mette in risalto la peculiarit dei loro linguaggi, loriginalit delle loro manifestazioni nella storia e la loro significativit nel percorso della conoscenza umana, ma sempre a partire

da unidea, condivisa ed esplicitata, di unitariet della vena culturale che recupera, cos, il significato profondo del conoscere. Si comprende bene che, in questa logica dellinterdisciplinarit, la stella polare orientante lintero processo della didassi viene ad essere costituito dalle finalit formative, su cui si declinano, man mano, i pi specifici e particolari obiettivi didattici. In tale sede si vuole sottolineare come l'intero percorso didattico non debba essere quello con cui le innovazioni sono un mezzo per mandare allo sbaraglio gli studenti, esponendoli alle conseguenze di giudizi negativi giustificati dal fatto che essi ignorano parti pi o meno estese del programma. Sono consapevole che siccome non abbiamo una programmazione culturale che riconosca l'autorit della ricerca siamo costretti a trovare un compromesso faticoso tra i programmi ufficiali e gli apprendimenti che sono propri della metodologia della ricerca. Per quanto concerne opere di "specializzazione", se dovessi applicare personalmente le varie tappe di questo processo, sarei propenso ad inserire nella fase di valutazione una sorta di valutazione popolare sulla qualit del materiale prodotto, all'interno di ciascuna specifica fase. Ci ritengo possa essere un valido strumento alla stimolazione di interessi nella processo delle attivit, nel quale un procedimento di "sana competizione" potrebbe essere la chiave di volta per ottenere un'ampia partecipazione da parte dei ragazzi. Si aggiunga che ci favorirebbe inoltre la creazione di una figura dell'insegnante meno "valutatore" e pi "facilitatore di obiettivi"; "mezzo" quindi col possibile interagire, collaborare e cooperare al fine di raggiungere un livello superiore di conoscenze tecnicopratiche. Un'ulteriore modifica cui sottoporrei il progetto se dovessi realizzarlo personalmente la suddivisione pi stretta di gruppi per ripartire le attivit, anche "a costo" di dare origine a gruppi che lavorano per le medesime sotto fasi del progetto. Nella fattispecie per quanto concerne la parte di laboratorio di informatica le classi sono state suddivise in n.5 gruppi; se supponiamo un dimensionamento di almeno venti alunni per classe questo si traduce in almeno quattro componenti per gruppo. Sarei pi propenso a creare gruppi di due persone, in modo tale da utilizzare la forma motivante del lavoro di gruppo senza permettere che i membri meno volenterosi possano astenersi dallattivit.