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Lintelligenza emotiva e il problem solving

Avviciniamoci ora al modo in cui possiamo migliorare ed utilizzare


lIntelligenza Emotiva servendoci dellEmpatia:

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Il nostro pensiero sulle dimensioni dellintelligenza
emotiva e le relative competenze ha subito unevoluzione
ed andato facendosi pi essenziale mentre si procedeva allanalisi
di nuovi dati mentre in precedenza il modello contemplava
cinque dimensioni essenziali di intelligenza emotiva, esse sono state
ora ridotte a quattro consapevolezza di s, gestione di s,
consapevolezza sociale e gestione delle relazioni con 18
competenze al posto delle originali 25.

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Ogni essere umano ha livelli di competenze diverse nei cinque ambiti
che hanno una base neurale ma che, con lallenamento adeguato,
possono essere sviluppati.

Naturalmente le persone hanno capacit diverse in ciascuno di


questi cinque ambiti; pu darsi, ad esempio, che alcuni di noi
riescano a controllare benissimo la propria ansia ma siano
relativamente incapaci di consolare i turbamenti altrui. Il nostro
livello di capacit ha, senza dubbio, una base neurale; come

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vedremo, per, il cervello eccezionalmente plastico, sempre
impegnato com nei processi di apprendimento. Le eventuali
carenze nelle capacit emozionali possono essere corrette: ciascuno
di questi ambiti rappresenta, in larga misura, un insieme di abitudini
e di risposte passibili di miglioramento, purch ci si impegni a tal
fine nel modo giusto.1

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1997, Daniel Goleman , Intelligenza Emotiva.

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Negli esempi che seguono il riferimento specifico allambito
lavorativo, ma in effetti le affermazioni sono estendibili a qualunque
aspetto della vita, come risulta evidente se si leggono le sue opere.

Ad esempio labilit nel fornire assistenza ai clienti una


competenza emotiva basata sullempatia. Analogamente la fidatezza
si fonda sulla padronanza di s, ossia sulla capacit di controllare
bene i propri impulsi. () Il semplice fatto di essere dotati di
intelligenza emotiva non garantisce che una

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persona acquisir le competenze che davvero contano sul lavoro
significa solo che si hanno le massime potenzialit per apprenderle.
Un individuo, ad esempio, potrebbe essere altamente empatico, e
tuttavia non aver acquisito tutte quelle capacit pratiche che si
fondano sullempatia e che permettono di offrire un servizio di
assistenza ai clienti superiore, di essere un allenatore o un mentore
di alta classe, n di dare coesione a un team composto di persone
molto diverse.2 2006-2011 FOR MOTHER EARTH

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1997, Daniel Goleman , Intelligenza Emotiva.

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LE 5 COMPONENTI DELLINTELLIGENZA EMOTIVA:

1. consapevolezza di s
2. padronanza di s
3. motivazione
4. empatia
5. abilit sociali

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Oltre lexpertise: il problem solving, imparare a risolvere
facendo
Problem Solving significa letteralmente risolvere problemi. Con
questo termine si fa riferimento alle abilit e ai processi implicati
nellaffrontare problemi di qualsiasi tipo, da quelli pratici a quelli
psicologici.

Attualmente il Problem Solving viene applicato nei pi svariati


ambiti come quello aziendale, nel counseling, per migliorare la

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capacit di risolvere i problemi trovando una metodologia stabile e
ripetibile nel tempo.

Gli strumenti di Problem Solving si differenziano a seconda delle


diverse aree di applicazione, fermo restando i suoi principi di base.

Spesso il Problem Solving viene sottovalutato in quanto ritenuto


inutile e banale, alcuni danno perfino limpressione di riuscire a
cavarsela in qualsiasi circostanza.

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Tuttavia sar capitato almeno una volta nella vita a ognuno di noi che
alcune circostanze complesse ci abbiano causato non poche difficolt
personali nella ricerca della soluzione, magari perch hanno elicitato
in noi pregiudizi o resistenze di cui eravamo inconsapevoli. Altre
volte ancora siamo cos assorbiti dal nostro malessere da non riuscire
a focalizzare il vero problema.

Sono proprio queste le circostanze in cui risulta pi utile applicare un


metodo che ci aiuti a inquadrare correttamente i problemi e a trovare

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soluzioni creative e realistiche, riducendo al minimo stress, contrasti,
fasi di stallo o pericolo di rinuncia.

Limportanza di cambiare per raggiungere i nostri obiettivi

Quand che abbiamo un problema? Quando non riusciamo a


raggiungere il nostro obiettivo, quando cio non riusciamo a
cambiare una situazione.

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Spesso il vero problema non corrisponde allostacolo in s ma a una
condizione in cui, a causa della presenza di ostacoli o impedimenti,
siamo costretti a individuare nuove azioni, chiamate soluzioni, per
raggiungere i nostri obiettivi.

Pertanto, per arrivare alla soluzione, necessario un cambiamento


nel nostro modo di vedere e sentire le cose o nei nostri
comportamenti, che ci consenta di raggiungere gli obiettivi.

Il Problem Solving ci aiuta a individuare il cambiamento di cui


abbiamo bisogno.

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Individuato lostacolo: cosa fare? Rimuovere, aggirare o
utilizzarlo?

Esistono infatti diversi modi per affrontare un ostacolo:

Rimuoverlo

Per alcuni problemi la soluzione pi semplice, se praticabile,


rimuovere lostacolo in quanto rappresenta un peso inutile.

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Aggirarlo

In altri casi, possiamo evitare di scontrarci con lostacolo cercando


soluzioni alternative. Ad esempio, se il nostro lavoro non ci fa
guadagnare abbastanza, cerchiamo un altro lavoro o dei lavoretti
saltuari per arrotondare.

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Utilizzarlo

Alcuni ostacoli non possono essere eliminati o aggirati ma, se


osservati da unaltra prospettiva, possono addirittura diventare una
risorsa: una piccola azienda che non in grado di espandersi pu
decidere di puntare sulla qualit del suo prodotto.

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Fasi del problem solving

Al contrario lo scopo del Problem Solving aiutarci ad integrare le


nostre risorse, sia quelle logiche e critiche, sia quelle creative,
indispensabili per arrivare alla soluzione.

Il processo di Problem Solving si suddivide in quattro fasi,


interdipendenti tra loro ma comunque autonome nella loro
generazione e processualit:

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FASE 1: Identificazione del problema e del nostro obiettivo:

Definizione dellobiettivo.
Analisi degli ostacoli.

FASE 2: Generazione di possibili soluzioni:

Generazione delle idee (brainstorming).


Trasformazione delle idee in soluzioni.

In questa fase la creativit e lintuizione sono fondamentali: dopo


aver identificato i nostri obiettivi e i reali ostacoli al loro

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raggiungimento, dobbiamo lasciare la mente libera di creare idee,
immagini, collegamenti, prendendo nota di tutto ci che ci passa per
la testa senza criticarlo o analizzarlo (brainstorming).

Solo dopo ci preoccuperemo di come le idee potranno essere


effettivamente realizzate e di tutti i possibili limiti e problemi del
progetto.

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FASE 3: Scelta, valutazione e pianificazione della soluzione:

Valutazione di efficacia, fattibilit e conseguenze.


Scelta della soluzione.
Pianificazione (cosa, quando, come e con quali risorse).

FASE 4: Implementazione della soluzione scelta:

Esecuzione del piano.


Valutazione dei risultati.

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Le quattro fasi sono consequenziali tra loro. Seguirle attentamente
nella loro progressione fondamentale per valutare quegli
atteggiamenti o aspetti di una situazione problematica che spesso ci
confondono, impedendoci di trovare delle soluzioni.

Non pensiamo per che il Problem Solving sia un processo


interamente razionale e lineare, come una specie di catena di
montaggio del pensiero.

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Il Problem Solving nei problemi emotivi e nelle relazioni

I problemi interpersonali nascono dalle difficolt di relazione con gli


altri; ad esempio si possono verificare quando non esprimiamo con
chiarezza i nostri obiettivi, quando questi non sono condivisi da altre
persone, oppure nei casi in cui non riconosciamo agli altri il diritto di
volere qualcosa.

I problemi emotivi sono quelli in cui sentiamo un forte senso di


disagio e abbiamo bisogno di eliminarlo o ridurlo almeno in parte;
questo avviene ad esempio quando ci sentiamo depressi, ansiosi

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oppure abbiamo paura di parlare in pubblico o non accettiamo il
nostro aspetto.

Anche quando non si tratta di problemi pratici ma emotivi o


interpersonali, i principi fondamentali del Problem Solving
rimangono gli stessi ma con alcuni adattamenti.

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Problema e disagio

Spesso facciamo confusione tra problema e disagio: il problema non


il disagio. Il disagio che proviamo ci informa sullesistenza del
problema: attraverso le emozioni negative infatti noi manifestiamo i
nostri bisogni e le nostre difficolt, che a loro volta ci informano
sullo stato di raggiungimento dei nostri scopi.

Questo spiega perch spesso ci proponiamo di non provare una certa


emozione, ad esempio la paura o limbarazzo, anche se il pi delle
volte non riusciamo nel nostro intento. Pertanto importante riuscire

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a identificare quali bisogni si celano dietro le emozioni, per arrivare a
porci gli obiettivi giusti, che devono essere formulati sempre
positivamente e non essere presentati come negazioni dellostacolo
che temiamo (es: ho bisogno di e non non voglio che).

Individuare obiettivi e ostacoli

Quando si tratta di rapporti umani non facile individuare gli


obiettivi e gli ostacoli che si frappongono tra questi e chi li esprime.
In tal senso una buona pratica di Problem Solving pu aiutarci per
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risolvere con pi facilit i momenti difficili in cui dobbiamo prendere
decisioni su come affrontare la situazione problematica.

Tecniche di problem solving

Tra le tecniche pi note di Problem Solving ne proponiamo 2 in


questa sede, la prima quella definita come la domanda del
miracolo.

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Tecnica n.1 la domanda del miracolo

Questa strategia stata ideata da alcuni ricercatori inglesi per


focalizzare gli obiettivi e consiste nellimmaginare la seguente
situazione tipo:

Se domani mattina mi svegliassi e, per miracolo, il problema non


esistesse pi, come me ne accorgerei? Come vedrei il mondo?

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Cosa farei nel corso della giornata? Che progetti farei per il futuro?
Come mi descriverei in questa nuova situazione?

Per utilizzare al meglio la strategia della domanda del miracolo


dobbiamo cercare di immedesimarci il pi possibile nei panni di colui
che ha risolto il problema, sperimentandone le sensazioni provate, gli
stati danimo e gli stati mentali.

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Questi parametri ci aiuteranno a capire se quello che abbiamo
immaginato ci soddisfa veramente e dunque rappresenta lobiettivo o
se in realt stiamo cercando qualcosa di diverso.

Tecnica n. 2: le situazioni tipo

Dovremmo cercare delle situazioni tipo possibili allinterno delle


quali sperimentare il problema con i suoi ostacoli e cercare

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successivamente di descriverle in termini di immagini, sensazioni
corporee e dialoghi interni.

Ad esempio:

se riteniamo che il nostro problema sia parlare in pubblico, possiamo


pensare a cosa succede quando ci capita di farlo durante una riunione
di lavoro. La descrizione potrebbe essere pressappoco cos: quando
prendo la parola e tutti iniziano a guardarmi, le gambe cominciano a
tremare, sento un gran caldo e la fronte si copre di sudore.

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Mi imbarazza sapere che gli altri mi osservano mentre sono tutto
sudato, ma cerco di far finta di niente per non evidenziarlo ancora di
pi. Quasi involontariamente abbasso il tono della voce e faccio
fatica a trovare le parole per esprimere anche i concetti pi
semplici.

Secondo questa tecnica pi la descrizione particolareggiata e attenta


ai segnali lanciati dal corpo, pi diventa semplice individuare i vari
ostacoli che aggiungono stress al problema: ad esempio, lo sguardo

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degli altri puntato su di noi o la reazione psicofisica del sudare, con
limbarazzo che ne consegue.

Quali soluzioni?

Ovviamente le predette tecniche dipendono fortemente dal tipo di


problema e dalla personalit di chi si trova ad affrontarlo.

Nel caso dei problemi emotivi e interpersonali trattati in questa sede,


le soluzioni non sono rappresentate solamente da azioni da compiere,

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ma costituiscono delle rielaborazioni del nostro modo di vivere
alcune esperienze.

Cambiamo le convinzioni o i comportamenti?

Come abbiamo detto, la chiave per arrivare alla soluzione si trova in


un cambiamento nel nostro modo di vivere certe esperienze. Da dove
cominciare per realizzare un tale cambiamento? Non esiste una

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risposta assoluta: in alcuni casi il cambiamento potrebbe partire dalle
convinzioni che influenzano le nostre emozioni e comportamenti.

Ad esempio, per chi si considera una persona incapace, la soluzione


potrebbe trovarsi nel lavorare sulla propria autostima. In altre
situazioni potremmo invece iniziare modificando il comportamento e
le risposte corporee per arrivare a un cambiamento nelle convinzioni.

Ad esempio il sentirsi ansiosi quando ci troviamo in posti nuovi o in


mezzo a persone che non conosciamo potrebbe dipendere dalla
convinzione inconsapevole che siamo in pericolo. In tal caso pu

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essere utile superare questa idea negativa partendo dal corpo,
addestrandoci a rilassarci proprio nelle situazioni che temiamo.

Il cambiamento avvenuto nella nostra reazione automatica (lesserci


rilassati) pu produrre un cambiamento nella cognizione, che
diventer, appunto, sono al sicuro.

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In conclusione

Abbiamo visto che, nei problemi emotivi e interpersonali, la


risoluzione soprattutto un percorso di ascolto e di dialogo interno.

Il sovraccarico emotivo rende queste situazioni particolarmente


difficili da affrontare e spesso genera confusione ma, allo stesso
tempo, un forte segnale che ci spinge a cambiare qualcosa.

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Con il Problem Solving, nellambito di un aiuto professionale,
possiamo individuare le nostre vere esigenze, mettere in ordine
pensieri e comportamenti e arrivare pi facilmente a una soluzione
che ci consenta di star bene con noi stessi e con gli altri.

Bibliografia di Riferimento

2004, Spagnulo, P., Problem solving. Larte di trovare soluzioni,


Ecomind.

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FINE LEZIONE

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