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la Repubblica

GIOVED 25 LUGLIO 2013

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LINCHIESTA R2MONDO
Hanno scommesso sul web in mobilit quando nessuno si collegava a internet nemmeno

col pc. Sono sopravvissuti allignoranza digitale della classe politica italiana Hanno lavorato nellombra, sono cresciuti. E con i loro progetti hanno aperto la strada alla liberalizzazione dei servizi. Anche nel nostro Paese

Connessi dItalia Studenti, start up e Comuni


(segue dalla copertina)

RICCARDO LUNA

L SOGNATORE. Nel 2005 a Trento Massimiliano Mazzarella cambia vita: ha 27 anni, da otto lavora nella ditta del padre come assemblatore di pc e lanno prima con un gruppo di giovani imprenditori ha fondato Futur3. Ai suoi soci dice: Facciamo una rete wi-fi gratuita che copra tutto il Trentino e si ripaghi con la pubblicit. Oggi in Trentino c un hotspot ogni 300 abitanti che si connettono gratuitamente in cambio di spot, coupon, sondaggi di clienti come Feltrinelli, Mediaworld, Volkswagen. Ma il Trentino non basta: a Milano Futur3 ha 50 mila utenti e fra i 300 hotspot, ci sono 100 edicole. Ah: nel frattempo Massimiliano ha assunto il pap. Son segni.

le storie dei pionieri del wi-fi


versit gi sapeva chi fossero. Quanto ai turisti, bastava tenere aperto lufficio informazioni anche nel weekend... I FEDERALI Il 30 novembre 2010 nella sede dalla provincia di Roma a palazzo Valentini si firma un accordo a suo modo storico: tre belle esperienze di wi-fi pubblico si uniscono in Free Italia Wifi. In pratica nel comune di Venezia, nella provincia di Roma e nella regione Sardegna si naviga con la stessa password. linizio di una federazione alla quale hanno aderito i comuni di Torino, Genova e Pisa, la regione Friuli Venezia Giulia, le province di Prato e Firenze e tanti altri. Totale: oltre mezzo milione di utenti per 2707 hotspot. Ma qui vale la pena sottolineare che dietro quel protocollo cera la cocciutaggine di un gruppo di civic hackers. Ovvero persone appassionate di tecnologia pronte a tutto per svecchiare la propria amministrazione. A Roma per esempio il servizio era partito con un hotspot a Villa Borghese con la scusa che si trattava di uno spazio chiuso. Mentre a Venezia era stato usato il fascino delle Calamite, nonnine digitali che dovevano far passare il messaggio che la rete non una cosa per giovani. Trucchi a fin di bene. I PICCOLI In questa rivoluzione colpisce il ruolo giocato da comuni piccoli o piccolissimi. Fra i primi, c Prato. Qui lassessore provinciale Alessio Beltrame ingaggia sul tema del wi-fi tutta la cittadinanza. Il presidente del tribunale partecipa per snellire le code in cancelleria, la Questura per offrire un servizio agli immigrati, le scuole perch gli studenti lo pretendono e cos via. Oggi Prato ha 150 hotspot, una densit record. Fra i comuni piccolissimi c San Giovanni in Persiceto, nel bolognese. Qui come assessore allinnovazione c un giovane esponente della scena digitale italiana, Dimitri Tartari. lui ad inventarsi una partnership pubblico-privati che oltre al wi-fi copra anche la mancanza di rete internet. I comuni della zona mettono a disposizione torri, tetti, tralicci e i privati fanno il resto. Risultato: 27 hotspot entro lanno. LE NUVOLE Sono almeno due. La pi grande a Firenze. Qui un professore del Politecnico di Milano si inventato una nuvola di hotspot di sei ettari: copre tutto il centro cittadino, e si pu navigare da una via allaltra senza scollegarsi mai e guardandosi persino un video su YouTube. Questa rete di reti il professor Giovanni Menduni lha letteralmente costruita a mano, issandosi sulle scale per montare gli

GLI STUDENTI Se non ci fossero stati i sedicimila studenti universitari, Ferrara non avrebbe la rete wi-fe: ti autentichi con un sms e navighi 24 ore su 24. E invece il 17 aprile 2009 il servizio partito contando sul fatto che almeno gli studenti non cera bisogno di autenticarli come chiedeva la legge visto che luni-

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GIOVED 25 LUGLIO 2013

PER SAPERNE DI PI www.ipcc.ch www.nytimes.com

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Il wi-fi in Italia

Il caso
Bolzano Trento

13,7%
Milano

2,6% 2,5% 2,0% 8,6% 0,6%


Brescia Verona Bergamo

Lapp di CheFuturo! per smartphone e tablet ed un progetto open data: tutti possono arricchirla

0,7%
Novara

0,9%
Padova

66%
gratis

2,2%
Torino

3,7%
Venezia

0,8%
Cuneo

0,7%
Trieste

Ventiquattromila luoghi per navigare ecco la prima mappa nazionale


ALESSANDRO LONGO
ono 24 mila i punti dove possiamo navigare su internet via wi-fi, in Italia, con cellulare, tablet o computer. Gratis, nella maggior parte dei casi. E solo adesso possiamo sapere dove sono e come raggiungerli tutti. nata ieri, infatti, la prima mappa nazionale del wi-fi italiano, due giorni dopo la totale liberalizzazione di questi servizi varata con il decreto del fare. La mappa con lapp di CheFuturo! (progetto editoriale online di CheBanca!), utilizzabile su cellulari, smartphone e tablet. Prima di questa iniziativa, i dati sulla distribuzione geografica dei punti wi-fi erano sparsi sulle decine di siti delle diverse reti. Tanto che una delle mappe internazionali pi famose, Jiwire.com, ne censiva solo 3 mila per lItalia, contro i 180 mila del Regno Unito e i 35 mila della Francia. Allora CheFuturo! ha contattato i gestori delle reti wi-fi italiane e ha raccolto le loro segnalazioni. In sole quattro settimane e senza spendere un euro, nata la mappa con le piazze, i bar, i ristoranti, gli aeroporti, gli hotel e altri luoghi in cui possibile navigare. Il progetto serve a molte cose. Non solo a trovare, con lapp, i posti vicini dove navigare veloci e spesso gratis. La mappa racconta infatti anche lItalia tecnologica. Illumina ritardi ed eccellenze. Per ora, va detto che lapp contiene 10 mila punti, dei 24 mila in archivio, perch sono quelli effettivamente verificati (numeri che crescono di ora in ora). Di quei 10 mila, il 60 per cento al Nord e solo il 12 per cento al Sud. Qui i

1,9% 1,1%
Imperia Reggio Emilia

pagamento

34%

1,7%
Genova

0,8%
Forl- Cesena

0,9%
Piacenza

1,6%
Rimini

0,9%
Modena

1,7%
Bologna

0,7%
Bari

0,7%
Prato

14,1%
Roma

1,1%
Lecce

4,8%
Firenze

0,7%
Frosinone

1,2%
Napoli

24.212
Hotspot geolocalizzati

0,7%
Catania

turisti dovranno penare un bel po, quindi, per trovare un posto dove connettersi a internet. La mappa rileva che in testa alla classifica dei comuni meglio serviti c un testa a testa tra Roma e Milano, ma al terzo posto c Trento, poi Firenze. Spiccano anche i casi di comuni minori come Prato e Lecce, pieni di punti di accesso wi-fi. Cos la mappa pu essere anche letta come una pagella degli amministratori pubblici. Dietro una buona rete, infatti, c quasi sempre lo zampino di un assessore o di un dirigente comunale (o provinciale) che ha capito limportanza del wi-fi per la crescita della cultura digitale dei cittadini, del turismo, e delleconomia del territorio. La mappa infine servir per la nascita di servizi e applicazioni, perch se tutti possono segnalare gli hotspot conosciuti, i suoi dati sono disponibili gratis (secondo il modello dellopen data). Chiunque potr prenderli per fare unapp turistica valorizzando i monumenti o i ristoranti coperti dal wi-fi gratuito. il momento giusto. Questi servizi vanno verso uninevitabile crescita, perch con il decreto del fare chiunque potr offrire internet wi-fi senza obblighi burocratici. il risultato di una modifica dellarticolo 10 del decreto, compiuta due giorni fa in extremis in Commissione Bilancio alla Camera, grazie alle pressioni provenienti da alcuni parlamentari (tra cui Stefano Quintarelli di Scelta Civica, Marco Meloni del Pd) e alloperato del capo dipartimento Comunicazioni allo Sviluppo economico Roberto Sambuco.
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60

Distribuzione degli hotspot (le prime 5 regioni)


Lombardia Lazio Emilia Romagna Trentino Alto Adige Nord

Sud Centro e isole

Veneto

20% 16,1% 11,6% 11,6% 9,6%


Tanti piccoli centri si sono gi mossi: Prato ha coinvolto tutti i cittadini e conta su 150 punti

28
% 12

Fonte: # chewifi! un database aperto, rilasciato in base alla licenza Open Data Commons Open Database License (ODbl)

%
RTV-LAEFFE
Nelledizione delle 13,50 di RNews, sul canale 50 del digitale terrestre, il video sul wi-fi libero

A Ferrara grazie agli universitari il servizio partito nel 2009: basta un sms per usarlo

access point, ruotandoli mille volte per aumentarne il raggio di copertura. La seconda nuvola a Napoli dove il wi-fi partito grazie al successo della Coppa America. Quando si saputo che la pi importante competizione velica del mondo sarebbe sbarcata nel golfo, il wi-fi diventato obbligatorio. Come fare senza soldi? Con la fantasia. Un bando per far pagare e gestire gli hotspot ai privati che devono offrire connettivit gratis in cambio di pubblicit. Ha vinto una azienda di Giugliano, Wiphonet. Ora vedremo come va. I RIBELLI Sono i consiglieri della regione Piemonte che nel 2011 hanno approvato una legge che ha levato qualunque autenticazione per gli hotspot regionali. Oltre 36 mila connessioni negli ultimi cinque mesi. Ma la notizia unaltra: Sapete quanti abusi o cattivi usi della rete abbiamo registrato in due anni? domanda lattivista Fabio Malagnino. Nessuno. GLI STARTUPPER Nel 2011 a Mattinata sul Gargano, Massimo Ciuffreda e il suo amico Michele che da un paio di anni provano a sbarcare il lunario portando fisicamente Internet sui tetti pugliesi, decidono di scom-

mettere tutto sullabbinamento del wi-fi con Facebook. Invece di procedure complesse, con WiMan chiunque si pu registrare con un clic, dando le credenziali usate sul social network. facile, gratis e in cambio chi offre la connettivit ha i dati di chi naviga e pu fare offerte commerciali. Funziona anche in Europa. LA MANSARDA quella di Martino Massalini, 28 anni, Pesaro. Qui monta il primo hotspot. Oggi nelle Marche ne gestisce 350 con la sua WiSocial. Ti connetti con un tweet, un mipiace e un check-in. E lo usano i comuni di Pesaro e Sinigallia. IL FUTURO Il primo hotspot pubblico forse quello di Bologna, piazza Maggiore, Ufficio Relazioni con il Pubblico: nel 2005. Oggi a Bologna ce ne sono 64 che servono seimila utenti al mese. Ma soprattutto nel 2012 il consiglio comunale ha approvato una proposta della giunta che stabilisce che mettere un hotspot obbligatorio per ogni bar o ristorante che voglia avere dei tavolini allaperto. Dal wi-fi vietato al wifi obbligatorio la strada stata lunga ma ne valsa la pena.
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