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Monti: La Germania dovrebbe dare una mano. Angela Merkel fa rispondere: LItalia pu fare da sola.

Quando si dice lEuropa unitay(7HC0D7*KSTKKQ(


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Mercoled 18 gennaio 2012 Anno 4 n 14


Redazione: via Valadier n 42 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 fax +39 06 32818.230

1,20 Arretrati: 2,00 Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

MONTI ASSEDIATO O DAI TASSISTI


Hanno circondato Palazzo Chigi e qualcuno ha tirato bombe carta Sulle liberalizzazioni il premier si gioca il futuro: ha promesso allEuropa di farle entro due giorni
di Carlo Tecce

Casta Crociere

di Marco Travaglio

Udi Stefano Feltri


GAS E FERROVIE, LA POSTA PI ALTA
essuna Mario ha N Bittarellitrattativa.tassistia Monti non conalcuna intenzione di sedersi negoziare Loreno e i suoi romani che ieri hanno assediato Palazzo Chigi. Negli ambienti di governo lincontro di ieri considerato unaudizione, mica un negoziato. E Monti lo ha chiarito in un modo molto concreto: lincontro con i tassisti lha gestito Manlio Strano, segretario generale alla Presidenza del Consiglio. pag. 3 z

sultano sparando di, promettono infiammaE la citt. Lascianodiviatredelpetarre Corso, per adesso, sicuri che Roma la controllano loro. Perch per un pomeriggio intero, fra insulti e cazzotti, i tassisti si prendono la Capitale: bloccano il traffico fra piazza Venezia e piazza del Popolo, rompono il (morbido) cordone di sicurezza e spingono la polizia a protezione di pag. 2 z Palazzo Chigi.

CONCORDIA x Si chiama Vtmis e costa 320 milioni, ma Finmeccanica non ha completato i lavori

MAI USATO IL RADAR ANTI-NAUFRAGI


Lammiraglio Lolli a Il Fatto: Controlla ogni nave, ma in ritardo di tre anni. Recuperate altre 5 salme. Ancora 28 i dispersi (tra cui 6 italiani, 4 francesi e 13 tedeschi). Schettino ai domiciliari pag. 6 - 7 - 8 z
Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia (FOTO LAPRESSE)

Udi Luca Telese


VADABBORDO, CAZZO!
ada Mai avremmo immaginare, infinita e dramV tutobbordocazzo!.nellasquadernata pomatica comdie humaine dal naufragio della Concordia, con le sue nefandezze e le sue pagine straordinarie, mai avremmo creduto che quella catastrofe sarebbe diventata una metafora della nostra pag. 7 z storia nazionale.

Lintervista

Udi Enrico Fierro

scandali n

Cos fui picchiato dal giovane Vattani


Andrea Sesti, dirigente tv: Lo ricordo nel 1989 a Roma in un raid del Fronte della Giovent con spranghe e cinte. E ora fa il diplomatico? Lillo pag. 9 z

Quando Formigoni IL MINISTRO NELL INFERNO in vacanza (a spese altrui) DI ROSARNO

osarno due anni dopo la rivolta dei braccianti di colore e la caccia al nero. Una citt che cerca di scrollarsi di dosso limmagine di Soweto di Calabria. La strada lunga. Due anni dopo i problemi che incendiarono la rivolta sono ancora l. pag. 10 z

Barbacetto pag. 11z

CATTIVERIE
Il comandante: Sulla carta non era segnalato alcuno scoglio. Almeno non in quella dei vini (www.spinoza.it)

ra diranno che noi italiani non riusciamo a diventare seri nemmeno nelle tragedie, anzi riusciamo subito a trasformarle in macabre farse. Gli altri hanno il Titanic, noi la Concordia. Litalianissima nave pi grande del mondo che, gi per com posizionata, mezza sottacqua e mezza sopra con uno squarcio nella chiglia, la migliore icona del paese che siamo. Pi che un naufragio, una parabola. Del capitano Schettino sappiamo tutto e forse, si spera, anche troppo. Ma non era mica solo, sulla nave. Invece come se lo fosse: se il comandante impazzisce, o si ubriaca, o picchia la testa, non c niente da fare. Nessun controllo, nessuna valvola di salvaguardia. Un uomo solo al comando, con potere di vita e di morte su tutti gli altri. E, se d via di matto o semplicemente si fa gli affari suoi, peggio per noi. Vi ricorda qualcosa? Poi ci sono i passeggeri, che al si salvi chi pu danno il meglio, ma anche il peggio. Uno, accecato dalla disperazione, strappa il salvagente al vicino e lo lascia affogare. Altri fanno a botte o calpestano la massa per arrivare prima alle scialuppe saltando la fila e, conquistato un posto sulla barchetta, scacciano i bambini o i vecchi o le donne o disabili perch non c pi posto. Vi ricordano qualcuno? Il particulare, lo chiamava Guicciardini. Poi c Costa Crociere, che prima difende il comandante e poi lo scarica, dichiarandosi parte lesa perch ha fatto tutto da solo (ma proprio perch poteva fare tutto da solo Costa Crociere non parte lesa). Vi ricorda qualcuno? E siamo a Schettino, per gli amici Top Gun, che nelle interviste fa il ganassa con le battute sul Titanic. Se cera bisogno di qualcuno che rinfocolasse i luoghi comuni sullitaliano in gita, eccolo pronto alla bisogna. Il tipico fesso che si crede furbo, ganzo, fico. Il bullo abbronzato coi ricci impomatati e i Ray-ban neri che conosce le regole e le rotte, ma abituato ad aggirarle, a smussarle. C lamico di un amico a riva da salutare a sirene spiegate? Che problema c, se po fa. C da accostare per il rito dellinchino ai turisti portati dalla proloco? Ma per carit, si accosta. Accosta Crociere. Perep. Crash! Ops, uno scoglio. E lui dov, al momento del cozzo? Una turista olandese giura che era al bar a farsi un drink con una bella passeggera appena rimorchiata. Perch la patonza deve girare, no? A quel punto, con la nave gonfia dacqua, si chiama la Capitaneria per dire Tutto ok, positivo. Poi si parla di guasto a un generatore. Minimizzare, sopire, troncare finch si pu. Crisi? Quale crisi? I ristoranti sono pieni, le stive pure. Laffondamento solo psicologico, il classico naufragio percepito. Basta non parlarne e sparisce. Negare tutto, anche levidenza. Infatti la Capitaneria a informarlo che la sua nave affonda. E allora abbandonate la nave: lui per primo, assicurando per stavo a poppa, ora torno sul ponte, a bordo ci sono solo 2-300 persone (sono ancora tutte e 4 mila, per il vero bugiardo d sempre cifre false ma precise). Il solito De Falco c sempre un De Falco sulla rotta dei furbi fessi lo sgama: Ma lei a bordo?. No. Vada a bordo, cazzo! un ordine. Sono qua sotto a coordinare i soccorsi, ora vado a bordo. Invece gi allasciutto, aggrappato a uno scoglio. Verr avvistato sulla banchina mentre aspetta il taxi per lhotel Bahamas. Manca ancora un ingrediente: la telefonata a mamm. Sto bene, ho cercato di salvare i passeggeri. Come si chiama mamm? Rosa, e come se no? Lui intanto mente pure sullultima manovra: Lho fatta io per facilitare i soccorsi. Invece lhan fatta le correnti. Poi pesca a piene mani dallinesauribile serbatoio dello scusario vittimistico nazionale: tutta colpa di uno sperone di roccia non segnalato, la carta nautica dice che non doveva essere l. Il solito complotto degli speroni rossi, degli scogli spuntati a sua insaputa: se Vespa lo chiama a Porta a Porta, lui tira fuori il plastico. Non resta che svignarsela nella notte, quatto quatto, per senso di responsabilit, lasciando fare agli altri, ai tecnici. Vi ricorda qualcuno? Tipo un altro che aveva cominciato sulle navi da crociera?

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LASSEDIO
LE MISURE IN CANTIERE

FARMACIE E ORDINI
Medicinali nelle parafarmacie Un nuovo concorso per farmacisti e lampliamento dei
prodotti vendibili nelle parafarmacie. Questa la traccia su cui lavora il governo: lobiettivo, dice Catrical, non ampliare i mercati, ma ridurre i prezzi. I farmacisti hanno gi scioperato e torneranno a farlo, come gli avvocati. Per tutti gli ordini, infatti, prevista fin da subito labolizione dei minimi tariffari e la possibilit di farsi pubblicit e costituire studi con soci non professionisti (probabilmente con partecipazioni di minoranza). Tra le ipotesi anche bandire due concorsi per aumentare di mille unit il numero dei notai.

TAXI
Pi licenze e si potranno fare sconti La prima e pi importante novit che anche i taxi
ricadranno sotto la vigilanza dellAutorit per i trasporti: sar un organismo nazionale e non i comuni a occuparsi di prezzi, licenze e qualit del servizio. La nuova struttura dovr aumentare le licenze ove necessario. I tassisti otterranno un risarcimento dallasta delle nuove licenze o attraverso il conferimento diretto per venderle o affittarle. Sar possibile per un tassista avere pi licenze e assumere personale, avere orari flessibili e fare sconti.

NEGOZI E BUROCRAZIA
Scompariranno le licenze Addio a licenze , limiti numerici o di spazio, assensi
preventivi alle attivit economiche (esclusi i servizi finanziari) a partire dallottobre 2012. quanto prevede la bozza di decreto: il timbro preliminare dei comuni rester solo per le attivit di interesse pubblico e costituzionalmente rilevanti, che andranno individuate per decreto entro giugno, insieme ai limiti dei controlli ex post. Prevista anche libert di praticare sconti per i negozi e la messa a gara delle concessioni per le spiagge ogni 4 anni (gli attuali concessionari potranno vincerle pareggiando lofferta pi alta).

TAXI, LA PRESA DI ROMA


Citt bloccata e auto dei crumiri assaltate Nessun accordo col governo. E oggi si replica
Tecce
da palazzo Chigi, disunita e spaventata. Prima di incrociare i cronisti, indicano la folla: Parliamo con i nostri, poi veniamo da voi. Qualcuno cerca di vendere un successo: Siamo stati chiari. Il testo che abbiamo letto, e che prevede pi licenze, non ci andr mai bene. Il governo deve accettare le nostre proposte. Loreno Bittarelli, il gran capo di Uritaxi e di 3570 (il servizio pi diffuso nella capitale), capisce che la fine lontana: Il governo si detto disposto ad incontrarci di nuovo domani pomeriggio per valutare il testo che dobbiamo preparare per dimostrargli, dati alla mano, che la liberalizzazione del settore taxi non porta benefici in maniera concreta. Alcuni tassisti arrivano a minacciare Bittarelli, guai a cedere. Lui: Io non ho paura. Ancora due petardi, ancora il fumo. Quella di ieri era la prova generale, ci sono ancora 48 ore prima che le paure di liberalizzazione si materializzino in un decreto legge, nel Consiglio dei ministri di venerd mattina. IERI MATTINA la prova generale cominciata presto, al Circo Massimo. Decine di auto bianche con targhe di mezza Italia si radunano per seguire da vicino il primo contatto con il governo. Non si fidano: Ma chisti che fanno? Perch lavorano? Noi siamo a Roma e questi si fanno i soldi, dice un tassista napoletano che maledice i colleghi romani rispettosi del turno. Un ragazzo, un crumiro, ci accompagna al circo Massimo con la paura di farsi vedere. Accosta sul marciapiede opposto, e sgomma via. Nessuno si accorge del traditore, anche se i napoletani accusano i romani, e i milanesi discutono con i fiorentini. C confusione su cosa fare. Qualcuno suggerisce: Che facciamo distanti chilometri da palazzo Chigi. Dividiamoci e andiamo in centro. Le guardie mica possono seguirci a passo duomo?. E cos si disperdono tra piazza Venezia e i fori Imperiali. Ore 15, primi avvisi, primi petardi. Non c tanta polizia a presidiare il palazzo del governo. Ai tassisti non piacciono le telecamere e i taccuini: spingono un operatore di
di Carlo

sultano sparando tre petardi, promettono di infiammare la citt. Lasciano via del Corso, per adesso, sicuri che Roma la controllano loro. Perch per un pomeriggio intero, fra insulti e cazzotti, i tassisti si prendono la capitale: bloccano il traffico fra piazza Venezia e piazza del Popolo, rompono il (morbido) cordone di sicurezza e spingono la polizia, in assetto antisommossa, a protezione di palazzo Chigi.

NON CHIEDONO nulla, non vogliono nulla. Parlano con accenti diversi, napoletano, milanese, romano, e poi cantano in coro: Mario Monti vaffanculo. Ci avete rotto il cazzo. La licenza non si tocca. Giurano: Non ci faremo ammazzare dal governo dei professori, noi siamo pronti a mettere a ferro e fuoco l'Italia per difenderci. Sorvegliano la delegazione che, compatta, entra puntuale e nervosa a palazzo Chigi, alle 18. Passano quasi tre lunghissime ore, la polizia prepara le cariche, l'incontro ritmato dal frastuono di bombe carta e illuminato con fumogeni rossi e bianchi. Giusto per far capire il clima a chi sta dentro. Se i sindacati pensano di fare una trattativa, sbagliano. Ore 20:30, la delegazione esce lentamente

In piazza la protesta dei tassisti a Roma (F


Skytg24 e una giornalista del Fatto Quotidiano. I CAPI PRENDONO il megafono e ordinano la ritirata al Circo Massimo, base operativa della rivolta. soltanto una tattica per evitare inutili scontri. Tornano, presto. Ore 17, manca unora al momento decisivo. I carabinieri si schierano davanti la galleria Alberto Sordi per tenere libera la citt, la sua parte centrale e simbolica, quella da cui altri generi di manifestanti vengono tenuti distanti chilometri. Ma basta correre un po per rompere il blocco e allungare il fiato su largo Chigi. I tassisti si sentono capaci di tutto. Sono mille. Per tre ore, con le camionette che scaricano la celere, il centro politico di Roma si trasforma in uno stadio, dove il tifo tutto contro Monti. La partita si gioca dentro, e i tassisti, fuori, aspettano il risultato: Noi andiamo avanti. Il governo deve mollare. Il risultato migliore, per evitare incidenti seri, un classico zero a zero. Un nulla di fatto che tiene aperto il decreto legge del governo, ma che trattiene la furia dei tassisti. Il nulla di fatto, per, avr breve scadenza. Oggi i tassisti si ritro-

OTO

ANSA E LAPRESSE)

Parolacce e cori contro lesecutivo E promettono di mettere lItalia a ferro e fuoco

vano al Circo Massimo, le proposte toccano a loro. Altro che sacrifici, si sentono in credito verso la politica: Sgravi fiscali, agevolazioni, rimborsi. Un programma che nasconde trattative, anche se il governo rifiuta qualsiasi mediazione. E i tassisti qualsiasi riforma. Ore 21, un po stanchi i tassisti riprendono i cartelloni e gli striscioni, e ancora pi arrabbiati invocano uno sciopero. Non un giorno: A oltranza. Perch se la partita vera, soltanto uno sar vincitore. O il governo o i tassisti. questa era soltanto l'anteprima.

RICHIESTE Il Piave dei tassisti

I paletti: una licenza, un guidatore e un solo territorio


di Salvatore Cannav

licenza, persona, un U na io. la una tassisti, cometerritor linea del Piave che il parlamentino dei tutti chiamano la riunione delle 22 sigle di categorie, traccia prima dellincontro con il segretario generale di Palazzo Chigi, Manlio Strano. I tassisti sono disposti a discutere di flessibilit, di orari, turnazione integrativa, anche di doppie guide, ma sulla titolarit della licenza e sulla sua appartenenza alla singola persona non transigono. Il governo ha riformulato leggermente la sua proposta demandando ai sindaci la decisione su territorialit e pluralit delle licenze. Per la Cisl un passo avanti ma per gli altri no. Lincontro proseguir oggi anche se i tassisti si sono dati ancora appuntamento al Circo Massimo. Del resto gi nel pomeriggio su quello slogan si era compattata la rabbia. E, ai lati di via

del Corso, quelli che non si riconoscevano nei metodi spicci dei napoletani, comunque ribadivano: Ma ci vedete? Non siamo forse lavoratori? Guardate i nostri vestiti, nessun capo di abbigliamento di marca, lavoriamo tanto, guadagniamo un po pi di un impiegato. Con Claudio Gianandrea, della Federtaxi-Cisal, ci faccia-

mo un giro in citt. Verso lora di pranzo alle varie fermate dei taxi c la fila e di clienti se ne vedono pochi ma nel pomeriggio, quando la tensione sale, di taxi a Roma non se ne trovano pi. La disponibilit a discutere di un progetto di miglioramento dei servizi c tutta. Basterebbe applicare la legge Bersani del 2007: licenze stagionali, possibilit di far circolare il taxi su pi turni con un doppio autista e un'unica licenza spiega Gianandrea. Ma oltre questa disponibilit non si riesce ad andare. E se il governo decide la linea dura saranno giorni pesanti. Lo si vede nella esasperazione esibita dai conducenti di Napoli, venuti in circa un migliaio a manifestare a Roma.
MA LIBERALIZZARE non significa far diminuire le tariffe? E poi, perch non vi mettete come tutti sul mercato e perch non dichiarate tutto

quello che guadagnate? Le risposte sono puntuali, ferme. Tutti ti propongono il documento Eurotest secondo il quale le tariffe in Italia sono tra le pi economiche, con tariffe pari a meno della met di quelle pi care anche se nello stesso test la qualit del servizio nostrano indicata come tra le peggiori. Ma non vuol dire, ci sono un sacco di colleghi che non fanno bene il loro lavoro e comunque ci sono margini per migliorare. Il punto che nessuno disposto a passare per un privilegiato da colpire. Io nel 2010 ho guadagnato 26.900 euro lordi e una volta tolte le tasse siamo sui 1600-1800 euro al mese, un po pi di un impiegato. Considerando che la tariffa oraria a Roma di 23,7 euro e che nessuno ha il taxi pieno per 7,5 ore, quanto dura un turno, quei numeri sono credibili. Laumento della benzina, poi, si sente molto. Il problema che, come ha detto un

giornalista in tv, noi dovremo fare la fine dei controllori di volo al tempo di Reagan, negli Stati Uniti. Siamo diventati un simbolo. Un simbolo di cosa? Della volont di mettere le mani sulle multiutilities. Ma anche del progetto di riconsegnare i taxi agli industriali di turno. Gli industriali erano i proprietari delle licenze negli anni 60, prima che ci fosse il boom dei lavoratori autonomi ci spiega Carlo Giaccaglia, memoria storica dei taxisti romani. Loro avevano trenta-quaranta vetture e ci facevano lavorare anche dieci ore al giorno prendendosi buona parte del guadagno. Poi, le lotte sindacali migliorarono i diritti e resero meno conveniente quel sistema e le licenze furono vendute agli stessi dipendenti. Io lacquistai nel 64 a 5 milioni di lire, lequivalente di un appartamento. Loro, invece, si sono messi a fare i palazzinari. Ora ci vogliono far tornare a quellepoca l.

Mercoled 18 gennaio 2012

LASSEDIO

BANCHE E ASSICURAZIONI
Fine delle polizze vendute con i mutui Il decreto dovrebbe contenere il divieto per le banche di
vendere obbligatoriamente a chi chiede un mutuo anche una polizza assicurativa. Niente da fare, invece, per lo scorporo di Banco Posta da Poste Spa. Tra le ipotesi la possibilit per il governo di abbattere il costo di carte di credito, di pagamento e simili. Previste norme dure contro le frodi assicurative e laumento delle pene per i periti che vi si prestano. Il governo vuole anche incentivare lattivit degli agenti plurimandatari e razionalizzare il sistema delle compensazioni tra compagnie per i risarcimenti diretti.

BENZINAI E TRASPORTI
Pi distributori no-logo La nuova Autorit dei trasporti si occuper non solo di taxi, ma anche di concessioni autostradali (la missione: diminuirne la durata e garantirne la messa a gara) e dovr valutare lo scorporo della rete ferroviaria dallex monopolista pubblico Trenitalia e garantirne un uso non penalizzante ai privati. Si salva Snam Rete Gas, che resta nella struttura dellEni. Sulla benzina si incentivano i distributori no logo e/o completamente automatizzati, si permette ai gestori di rifornirsi da chiunque senza esclusiva e di vendere la benzina assieme ad altri prodotti. Le grandi compagnie dovranno vendere il 30% dei loro impianti.
di Stefano Feltri

SERVIZI PUBBLICI
Privatizzazioni delle municipalizzate Il decreto intende rendere pi esplicita la normativa in materia di liberalizzazione dei servizi pubblici locali anche estendendo i poteri dellAutorit Antitrust: eliminazione delle societ piccolissime attraverso accorpamenti territoriali e messa a gara dei servizi. Incentivata anche la privatizzazione delle municipalizzate, in particolare per i Comuni indebitati. I vincoli del patto di stabilit vengono estesi anche a questo tipo di societ, divieti di nuove assunzioni compresi. Nelle bozze finora visionate questi provvedimenti riguardano anche il trasporto pubblico locale, ma non il servizio idrico.

essuna trattativa. Mario Monti non ha alcuna intenzione di sedersi a negoziare con Loreno Bittarelli e i suoi tassisti romani che ieri hanno assediato Palazzo Chigi. Negli ambienti di governo lincontro di ieri considerato unaudizione, mica un negoziato. Lincontro lha gestito Manlio Strano, segretario generale alla Presidenza del Consiglio. Un esponente della struttura amministrativa, privo di mandati politici. Che pu ascoltare, forse riferire al premier, ma non certo trattare. Ancora non sono chiari i dettagli dellintervento sui taxi, ma la linea s: nessun piano di liberalizzazioni, si ragiona negli ambienti di governo, pu essere preso sul serio dai mercati e dallEuropa se non si piega la lobby pi violenta.

LIBERALIZZAZIONI, LA CRUNA DELLAGO DEL PREMIER


La sopravvivenza di Monti appesa al decreto. Non si tratta con Bittarelli
mobilisti alzando le accise sui carburanti, ora il governo vorrebbe ridurre la parte industriale del prezzo. Consentire ai gestori degli impianti di vendere anche benzina senza marchio non basta, perch spesso le stazioni sono di propriet delle compagnie (tipo Esso, Q8, Ip). E Monti, con la sponda del ministro dello Sviluppo, Corrado Passera (che la Lega vuole sfiduciare con una mozione), sarebbe determinato anche ad affrontare i nodi pi impegnativi: le reti. Giusto una settimana fa Catrical, a Porta a Porta, diceva: Separare lEni dalla Snam non una priorit. Ma poi le cose sono cambiate, adesso rendere indipendente linfrastruttura del gas dal gruppo energetico controllato dal Tesoro unipotesi percorribile. Non per decreto, ovviamente, visto che lEni una societ quotata in Borsa. Ma il decreto dovrebbe contenere almeno unindicazione di volont politica, poi si proceder per altre vie con i dettagli. Idem sulle ferrovie: il decreto non sancir lo scorporo dellinfrastruttura dalle Ferrovie dello Stato, che sono al contempo titolari della rete e concorrenti su di essa. Ma dovrebbe sancirne il principio. LAutorit dei trasporti che abbiamo istituito avr tra i suoi compiti quello di decidere se necessario un livello ancora maggiore e far una proposta al governo, ha assicurato ieri Passera. I tempi, quindi, non saranno fulminei. TUTTO DECISO, quindi? Anche ammesso che tutti i buoni propositi di queste ore vadano a buon fine, ci sono alcuni punti su cui la spinta liberalizzatrice di Monti sembra un po arenata. Le Poste, per esempio, regno di Passera quando ne era amministratore delegato negli anni Novanta. Il Bancoposta, cio linsieme dei servizi bancari, rimarranno nel perimetro del gruppo. Sulle farmacie le lobby dei farmacisti speravano di incassare qualcosa. Ma stando ad Alessandro Mazzacca, lobbista delle parafarmacie, il ministro della Salute Renato Balduzzi avrebbe assicurato piena apertura alla vendita dei farmaci di fascia C con ricetta nelle parafarmacie. Anche a dicembre sembrava fatta, poi saltato tutto con un blitz in Parlamento. Vedremo venerd, quando Monti annuncer il decreto.

LIBERT ECONOMICA Italia al 92esimo posto ibert economica? L prima volta scendeGoodbye! Secondo lindice annuale dellHeritage Foundation-Wall Street Journal lItalia per la tra i paesi economicamente non liberi al 92esimo posto nel mondo. Il nostro Paese si ferma al 58,8 per cento, 1,5 punti percentuali in meno dellanno scorso, e cinque posizioni pi in basso. LItalia inoltre classificata penultima fra i Paesi europei: peggio di noi solo la Grecia, 119ma e ultima nella classifica generale. A incidere negativamente sono soprattutto laumentare della corruzione percepita e lincapacit, nonostante le diverse manovre, di mantenere sotto controllo le finanze pubbliche, incidendo sullo stock del debito. La classifica ancora una volta guidata da Hong Kong, Singapore e Australia. In Europa, il Paese pi libero lIrlanda.

IL RINVIO del vertice previsto per domani con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy stato una benedizione. Ci sono 24 ore in pi per affinare il decreto legge. Il suo impianto stato stravolto: non pi un provvedimento inaugurale della fase 2 ma un defibrillatore per leconomia italiana in recessione. Altro che un decreto al mese, come aveva promesso Corrado Passera. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catrical, sta lavorando al testo, questa sera dovrebbe essere pronta una bozza attendibile. Ma limpianto definito: forte del sostegno popolare (lo dicono i sondaggi) per lintervento sulle lobby pi note, Monti vuole mettersi al riparo dallaccusa di colpire soltanto i piccoli gruppi di potere e quindi crescono i provvedimenti dedicati a interessi pi rilevanti. questo il timore che avrebbe espresso ieri sera Silvio Berlusconi in un vertice a palazzo Chigi, ventilando una crisi dellesecutivo tecnico se le liberalizzazioni colpiranno solo i tassisti e i farmacisti, categorie care al Pdl. Nei testi che

circolavano ieri, per esempio, cera una parte consistente dedicata alle assicurazioni e alle banche: conti correnti a costo quasi zero, imposti dal ministero del Tesoro, rafforzamento del divieto del mandato di esclusiva per gli agenti assicurativi, per garantire che offrano prodotti tra loro concorrenti. Ma anche semplificazione burocratica per aprire una societ a responsabilit limitata e un articolo 19 del testo dallinfelice titolo Privatizzazione dei servizi pubblici locali, che ripropone la legge Ronchi cancellata dal referendum di maggio. Sulla benzina si sta ancora studiando: pur avendo massacrato gli auto-

AGRICOLTORI E TIR

I VESPRI DEL NUOVO MILLENNIO. LA SICILIA BLOCCATA DAI CAMIONISTI


di Giuseppe Lo Bianco Palermo

capo di Forza Nuova, che su Internet ha espresso pieno sostegno al maxi-sciopero.


A PROTESTARE sono in prevalenza autotrasportatori e agricoltori, furibondi contro laumento del costo dei carburanti, gli incassi esigui a valle delle filiere ortofrutticole, i prezzi proibitivi delle compagnie assicurative, lassenza di una rete infra-

annunciate le cinque giornaL e avevanorischiando di comesotto lehanno blocte di Sicilia: alle porte di Palermo cato i binari finire ruote di un treno, a Catania hanno paralizzato la tangenziale, a Gela in migliaia hanno chiuso le strade di accesso attorno al petrolchimico e a Lentini un venditore ambulante esasperato ha accoltellato uno dei manifestanti. I Vespri formato 2000, come si sono autodefiniti, bloccano la Sicilia e al secondo giorno di protesta costringono il governo Monti a fare i conti con i problemi di ordine pubblico nellisola. Il leader un ex Mpa deluso da Lombardo, Forza durto piace molto a Grande Sud di Gianfranco Miccich e a Marcello DellUtri, ma sui Forconi siciliani ha messo il cappello anche Roberto Fiore, il

La rivolta per il caro carburanti I partiti fanno a gara per mettere il cappello sulla protesta

strutturale per la distribuzione. E se lisola si svegliata ieri tra blocchi stradali e cortei di tir, la temperatura sale di ora in ora e i presidi urlanti di gente sempre pi numerosa ed esasperata minacciano entro venerdi di bloccare porti e ferrovie: a Termini Imerese, nel deserto industriale lasciato dalla Fiat, il porto stato preso dassalto dagli operai marittimi, da mesi senza lavoro. Sorto apparentemente in modo spontaneo, lontano ufficialmente da ogni partito o gruppo politico, il movimento che porta in piazza migliaia di persone fa gola a pi duna forza politica e sono in molti a soffiare sul fuoco dell'indignazione di piazza. Il leader dei Forconi, il cuore movimentista della protesta, che nasce nella Sicilia orientale, Mariano Ferro, ex agricoltore con un passato nellMpa di Raffaele Lombardo, ma proprio del governatore ieri i manifestanti hanno chiesto le dimissioni: Lombardo ha tradito i siciliani, li ha imbrogliati promettendo loro la defiscalizzazione della benzina. Slogan che non ha impedito al deputato regionale Pippo Gennuso (Mpa), di girare tra i negozi di Rosolini (Siracusa) chiedendo, come scrive il giornale web Il Clandestino in maniera pi o meno gentile, di chiudere le saracinesche per

aderire alla protesta, assumendo le vesti di capopopolo e improvvisando un comizio. Comizi tenuti nella zona anche dagli uomini di Grande Sud di Miccich, che ieri pomeriggio hanno espresso il sostegno aperto ai manifestanti: Non possiamo non condividere le motivazioni che hanno indotto gli autotrasportatori siciliani in sciopero da oggi perch fortemente penalizzati rispetto ai colleghi del nord che godono delle infrastrutture, quali porti e autostrade, inesistenti o quanto meno carenti al Sud, ha detto Titti Bufardeci, presidente del gruppo Grande Sud allAssemblea regionale siciliana. GRIDANDO a morte questa classe politica, come si fatto con i francesi, con il Vespro, e chiamando a raccolta tutti i siciliani per liberare la regione dalla schiavit di questa classe politica, come gridano in coro i manifestanti di Forza durto, la protesta oggi attesa a Palermo, dove gi da ieri quaranta mezzi pesanti hanno bloccato laccesso alla statale per Sciacca. partita la carovana dei forconi ha commentato lo storico della Sicilia Giuseppe Casarrubea sappiamo dove vanno, ma non conosciamo chi li spinge.

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Mercoled 18 gennaio 2012

Documento unito di Cgil, Cisl e Uil: cambi la politica economica

EUROCRISI
condiviso il documento base su cui chiedono un confronto ampio. Con prime proposte dettagliate su riforma del lavoro, pensioni, liberalizzazioni. Insistendo per una riforma fiscale. E senza lasciare spazi al nodo dellarticolo 18. Abbiamo gi detto che se il governo vuole introdurre questo argomento vuol dire che non vuole il confronto con i sindacati, dice la leader della Cgil, Susanna Camusso. Al governo i sindacati chiedono di aprire un confronto che vada oltre la riforma del lavoro: chiedono di inquadrarla nel contesto pi ampio delle misure per sostenere la crescita, l'occupazione, di discutere anche del dossier liberalizzazioni, e di equit, a partire dalle pensioni e da una riforma fiscale che alleggerisca lavoratori, pensionati e famiglie andando a toccare i patrimoni. La convocazione del governo a un tavolo attesa a breve.

a gravit della crisi impone un cambiamento nella politica economica del governo che, dopo il rigore della manovra di dicembre, chiamato ora a mettere in atto politiche che favoriscano la crescita, il lavoro, lequit sociale e fiscale. Un pressing firmato Cgil, Cisl e Uil, che hanno riunito le segreterie unitarie per la prima volta dopo pi di tre anni (da maggio 2008), e hanno

MONTI LANCIA LA SFIDA ALLA MEKEL: RIGORE MA POI AIUTI DALLA BCE
Bankitalia: recessione pesante se non cala subito lo spread
di Stefano Feltri

i pu chiamare scambio, o forse ricatto: la Germania otterr il sostegno dellItalia per lapprovazione del (inutile) fiscal compact, il trattato internazionale sulle regole di bilancio che replica le norme gi approvate dalla Commissione e poi dovr cedere sul ruolo della Banca centrale europea nella crisi. Perch lItalia ha bisogno che i tassi di interesse scendano. Il premier Mario Monti lo dice chiaramente nellintervista pubblicata ieri dal Financial Times: Lindipendente Bce potr sentirsi pi rilassata con 27 o 26 firme sulla carta del fiscal compact. Rientra nella sua autonomia decidere di allentare la sua politica monetaria oppure non farlo. Gli risponde, a Bloomberg Tv, Wolfgang Franz, un consigliere del cancelliere Angela Merkel: No allintervento della Bce e no agli Eurobond. E poi una frecciata ad personam: I politici faranno del loro meglio per risolvere la crisi delleuro per quanto riguarda lItalia

ma anche la Grecia. Certo, la Bce nelle mani del suo presidente, Mario Draghi. Ma Monti ripete da settimane che serve un fondo salva Stati ben pi consistente di quello attuale (che ha meno di 250 miliardi da spendere e che stato azzoppato dal declassamento della Francia) e di quello ancora solo sulla carta, il Meccanismo di stabilit Esm che dovrebbe avere 500 miliardi. Con un finanziamento diretto della Bce allEsm si potrebbe avere quella potenza di azione di 1.000-3.000 miliardi, contando leffetto leva. Solo cos i mercati avrebbero la percezione che c una rete di sicurezza attorno agli Stati pi fragili dellEurozona, una rete capace di proteggere anche lItalia.
FINCH QUESTO non succeder i tassi di interesse sul debito pubblico resteranno elevati. In cambio della disciplina fiscale ha detto il premier al Financial Times ci deve essere qualche miglioramento su qualche altro punto. Che in un Paese come lItalia pu essere soltanto dal lato dei tassi di interesse. La ragione di questa urgenza la spiega il bollettino mensile della Banca dItalia diffuso ieri, il primo del 2012 e quindi molto atteso. La situazione questa: se lo spread, cio la differenza tra il rendimento dei titoli italiani e tedeschi a 10 anni, resta sui livelli di oggi attorno ai 500 punti avremo una recessione molto pesante questanno, -1,5 per cento e poi crescita zero nel 2013. Se tornasse la fiducia sui mercati attorno allItalia e lo spread scendesse di 200 punti tornando sui

Gli ispettori Ue fanno irritare il premier


di Marco Palombi

presidente del AnI lzi, diciamolache Consiglio, non ha gradito per niente.suoi era parecchio irritato. Luned ha infatti scoperto che Commissione europea stava inviando i ispettori a Roma per verificare nientemeno che lattuazione degli obiettivi indicati da Silvio Berlusconi nella sua lettera ai colleghi europei di ottobre. E ieri, puntualissimi, i cani da guardia di Bruxelles sono arrivati a Roma facendo visita ai ministeri del Tesoro, della Pubblica amministrazione e dello Sviluppo economico (oggi e domani toccher agli altri). Se uno si rilegge il questionario che il commissario Olli Rehn sped a Giulio Tremonti a novembre proprio su quella lettera, chiaro cosa cerchino: nel primo dicastero notizie di prima mano su nuova manovra economica (richiesta proprio in quel documento), pareggio di bilancio e dismissioni per abbattere il debito; lumi su semplificazioni amministrative e politica del personale pubblico nel secondo; certezze sulle liberalizzazioni nel terzo. Magari si sbagliano, ma a palazzo Chigi in questa visita hanno visto una tempistica sospetta: con le categorie sul sentiero di guerra, le agenzie di rating che ci declassano, una trattativa estenuante proprio sulle liberalizzazioni e alla vigilia di un viaggio promozionale a Londra (o meglio nella city) di grande importanza, perch chiamare lItalia di Monti a rispondere delle promesse di quella di Berlusconi? Il professore lha probabilmente vissuto come uno sgarbo personale, al pari delle parole sferzanti pronunciate ieri dal capo dei consiglieri economici di Angela Merkel, Wolfgang Franz: LItalia deve fare il proprio lavoro: ha uneconomia forte quindi pu e deve aiutarsi da sola. Per di pi, i ministri non che abbiano molto di nuovo da dire agli ispettori rispetto a quanto il governo italiano ha gi comunicato ai partner europei e alla stessa Commissione: il ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi ieri s affrettato ad annunciare un pacchetto di semplificazioni entro gennaio per migliorare i servizi e ridurre gli oneri amministrativi per cittadini e imprese; sulle liberalizzazioni bisogna aspettare domani e la fine dellestenuante trattativa con partiti e categorie e, quanto al pareggio di bilancio, dipende dallo spread e quindi da quanto la Germania vorr essere solidale coi paesi dellEuropa mediterranea.

Berlino risponde: LItalia faccia da sola, il presidente del Consiglio oggi tratta con Cameron
Parlamento Ue

livelli (comunque alti) di questa estate, le cose andrebbero un po meglio: il calo nel 2012 sarebbe solo dell1,2 per cento e nel 2013 si tornerebbe addirittura alla crescita, 0,8 per cento. Laggravarsi della crisi del debito sovrano e i segnali di rallentamento internazionale determinano un peggioramento delle prospettive di crescita, sia in Italia sia nellarea delleuro, scrive la Banca dItalia. OGGI RICOMINCIA la trattativa tra banche creditrici e governo greco: gli istituti devono accettare perdite volontarie sui crediti verso Atene in misura pari almeno al 50 per cento stabilito dal vertice Ue di fine ottobre. Ma nei giorni scorsi sembrava che la percentuale dovesse

salire al 70, e il negoziato si arenato. C sempre meno tempo, visto che il 20 marzo la Grecia potrebbe non riuscire a rinnovare 14,4 miliardi di euro di debito pubblico in scadenza. Anche nel cuore dellEurozona la crisi della Francia, finanziaria ed elettorale, si aggrava: ieri Nicolas Sarkozy ha provato a spiegare che la Francia ha ancora la tripla A visto che Moodys non ha seguito Standard & Poors nel downgrade (di venderd). Ma Moodys ha precisato di non aver ancora preso alcuna decisione ufficiale, ma solo di aver fatto un report preliminare. Limbarazzo politico per lEliseo, a 100 giorni dalle presidenziali, cresce e rende la Francia ancora meno in grado di contrastare la Merkel a livello europeo.

Schulz, un euro-preoccupato al vertice


UNICREDIT I vertici salgono al Quirinale
si ricordano A memoriail duomo nondei dirigenti, ilprecedenti. Ma ieri lamministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni e pi politico vicepresidente Fabrizio Palenzona, sono andati al Quirinale per illustrare al presidente della Repubblica i dettagli dellaumento di capitale in corso, da 7,5 miliardi. Perch andare al Colle a spiegare unoperazione strettamente finanziaria? La linea del Quirinale di understatement, normale che le grandi aziende italiane facciano comunicazioni al capo dello Stato sulla loro attivit. Ma lincontro stato concordato alcuni giorni fa, nel mezzo del disastro di Borsa che ha portato la banca milanese a dimezzare quasi la sua capitalizzazione in poche sedute, sotto il peso di un attacco speculativo e di alcuni errori nella tempistica dellaumento. Normale, quindi, che il capo dello Stato si sia allarmato per i destini del pi grosso gruppo bancario italiano. Nel 2008, in condizioni analoghe, Alessandro Profumo and al Tg1 a rassicurare sulla solidit dellazienda, Ghizzoni va al Quirinale. Sul settore finanziario continua a pesare intanto lagenzia di rating Standard & Poor's che ieri ha declassato le grandi assicurazioni: Generali, di Unipol e Cattolica.
di Giampiero Gramaglia Bruxelles

da preoccuparsi se, C dopoeuropea Mariodavvero,anil presidente della Banca centrale Draghi, che il neo-presidente del Parlamento europeo esordisce nel ruolo con toni se non euro-scettici certo euro-preoccupati. Martin Schulz, socialdemocratico tedesco, ringrazia i colleghi che lo hanno appena eletto e sbotta: Per la prima volta dalla sua fondazione, il fallimento dellUnione non unipotesi irrealistica. Nel discorso dinsediamento, Schulz lancia una sfida ai governi che da mesi passano da un Vertice allaltro e dice ci riportano a un periodo superato, quello del Congresso di Vienna. Per lui, linflazione dei Vertici esclude dal processo decisionale europeo i Parlamenti, anche i nazionali. E il neo-presidente se la prende con le agenzie di rating, al cui sistema bisogna dire un no chiaro perch una minaccia per il progetto europeo: Cresce il sospetto afferma che anonime agenzie con sede a New York siano

pi potenti di governi democraticamente eletti. A Strasburgo, questa la sessione plenaria di met mandato ed tempo di rinnovo delle cariche: presidente, 14 vice (scontata la conferma dei due italiani Gianni Pittella, Pd, e Roberta Angelilli, Pdl), questori, capigruppo. tutto gi deciso, o quasi, perch pure lEuropa terra dinciuci, o almeno dintese, quando ci sono di mezzo le poltrone. Il socialdemocratico Schulz passa al primo scrutinio. Lui, che fu un giorno apostrofato in aula dall'allora premier italiano Silvio Berlusconi come "kap", nega, con i giornalisti, che la sua carriera politica sia dipesa da quellepisodio. La presidenza dellAssemblea non mai toccata a un italiano da quando, nel 1979, il Parlamento viene eletto a suffragio universale Emilio Colombo fu lultimo presidente della fase precedente . Schulz, che prende il posto del popolare polacco Jerzy Buzek un avvicendamento concordato allinizio della legislatura, fra i due maggiori gruppi parlamentari , ha ottenuto

387 voti sui 670 validi espressi. La scelta del tedesco viene accolta con toni positivi da molti euro-deputati italiani, che gli presentano per una lista di richieste: il Pdl gli chiede equilibrio e saspetta difesa del ruolo del Parlamento, il Pd di dare la priorit alla lotta contro la crisi, lIdv di restituire forza alla voce dellEuropa. Critiche da Mara Bizzotto, Lega Nord: la sua elezione una vittoria dei poteri forti. Certo, a quel posto, in tempi di crisi e di dubbi, ci vorrebbe un leader vero, un uomo carismatico, piuttosto che un politico che stinge sul funzionario, spesso grigio, quando non cede allira. Per, lEuropa questo offre. E a Bruxelles e nelle capitali, non sempre c di meglio. Padre poliziotto, un passato da libraio, Schulz, 57 anni, faceva politica a livello locale, prima dessere eletto, nel 1994, deputato europeo: fece la gavetta e poi la trafila nel gruppo, fino a diventarne presidente nel 2004. Lepisodio che lo rende noto agli italiani risale al 2 luglio 2003: Berlusconi, allora premier, presenta allAssemblea il program-

ma della presidenza di turno italiana del Consiglio europeo. Da portavoce dei socialisti, Shulz critica lintervento del Cavaliere, esprime il timore che il virus del conflitto di interessi si espanda anche a livello europeo e chiede che cosa lItalia intenda fare per accelerare l'introduzione del mandato di arresto europeo. Altri eurodeputati si alzano mostrando cartelloni con la scritta La legge uguale per tutti in diverse lingue. Berlusconi reagisce male: li bolla come turisti della democrazia; e a Schulz dice: In Italia un produttore sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerir per il ruolo di kap. Lei perfetto!. Ne segue un putiferio. A Strasburgo, leco di quello scambio non s ancora perso.

Mercoled 18 gennaio 2012

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I guai di Alemanno Alle Politiche agricole consulenze agli amici

stato multato dalla Corte dei conti per una cifra di 100 mila euro per aver finanziato, quando era alla guida della societ Buonitalia (era stato messo l dal ministro dellAgricoltura, il suo amico Gianni Alemanno), consulenze non consone. Cos Fabrizio Mottironi, gi Terza Posizione, dovr risarcire lo Stato per quelle spese allegre. Che fece? I giudici hanno messo nel

PARENTOPOLI
mirino - lo scriveva ieri Sergio Rizzo sul Corriere della Sera - undici contratti di consulenza, tra i quali figurano quelli di persone vicine allattuale sindaco di Roma come Barbara Saltamartini, Aldo Di Biagi, Laura Mangiami e Cristiano Lancianise. Tutti percepivano, scrivono i giudici, distinti compensi per svolgere attivit che presentavano profili analoghi. Unaltra inchiesta, citata invece dal Messaggero, ci informa di come lex portavoce di Alemanno al ministero delle Politiche agricole, Cristiano Carocci, sia finito a giudizio assieme ad altri cinque funzionari dello stesso dicastero, per una vicenda legata a un concorso da dirigente che vide vincitori la moglie e la segretaria. Entrambe disponevano di una laurea ottenuta al Link Campus University of Malta. Non avevano quindi i titoli per partecipare. E vinsero.

LIGRESTI FAMIGLIA, AFFARI E PARCELLE


Dai La Russa a Milone, in molti a libro paga del costruttore di Patern
di Vittorio Malagutti Milano Alla guida per anni della holding Premafin, Salvatore Ligresti (FOTO ANSA)

gli orfani, chi ci pensa adesso agli orfani? Perch Salvatore Ligresti e famiglia, gratificati da 70 milioni e passa di buonuscita (paga Unipol), se la caveranno alla grande anche quando sar stata definita, forse gi nei prossimi giorni, la vendita del loro impero finanziario targato Fondiaria-Sai. Dopo la famiglia per vengono i famigli. Amici e parenti. Quasi sempre gente importante. Politici, banchieri, avvocati, professionisti vari, perfino prefetti della Repubblica. Ligresti per loro stato un punto di riferimento. Dall'ingegnere di Patern hanno ricevuto case, incarichi professionali e societari con tanto di lauti compensi, a volte milionari.

IN CIMA ALLA LISTA ci sono i La Russa, lex ministro Ignazio col figlio Geronimo e il fratello Vincenzo, entrambi avvocati. Il primo ha ricevuto circa 350 mila euro dal gruppo Ligresti a titolo di compensi per incarichi professionali. Mentre Vincenzo La Russa, consigliere di Fondiaria-Sai, tra il 2008 e il 2010 ha presentato allincasso fatture per 1,3 milioni pagate dalla compagnia di assicurazio-

ni. Quello tra i La Russa e i Ligresti un legame che si pu definire storico. Si tramanda di padre in figlio, ormai da tre generazioni, nella famiglia del politico targato Pdl. Unamicizia condita da affari e parcelle. Ne sa qualcosa anche Filippo Milone, catanese come La Russa, che grazie al rapporto strettissimo con entrambe le famiglie rimbalzato addirittura fino alla poltrona di sottosegretario alla Difesa. Prima di arrivare al governo chiamato da Mario Monti, il (quasi) sessantenne Milone ha sempre lavorato nelle societ immobiliari targate Ligresti. Inizia da qui, con il sottosegretario di fresca nomina, una curiosa saga dei prefetti che a vario titolo nellarco di quasi mezzo secolo hanno incrociato i Ligresti. Il padre di Milone, Antonino, era viceprefetto a Milano una cinquantina di anni fa, quando il futuro padrone di Fondiaria concluse i primi affari immobiliari nella metropoli, grazie anche ai rapporti con il senatore missino Antonino La Russa (padre di Ignazio) e il finanziere, anche lui catanese, Michelangelo Virgillito. Da Milone padre si arriva fino allattuale ministro degli Interni, Annamaria Cancellieri, che ha lavorato a lungo alla prefettura del

Ignazio La Russa

(FOTO ANSA)

Annamaria Cancellieri

(FOTO EMBLEMA)

Filippo Milone

(FOTO ANSA)

per Simone Tabacci, che consigliere d'amministrazione della Milano assicurazioni, controllata da Fondiaria. Suo padre Bruno, una lunga carriera politica alle spalle, attuale assessore della giunta Pisapia a Milano, vive in un appartamento del gruppo Ligresti nella torre Velasca, grattacielo a pochi metri dal Duomo. I LA RUSSA ovviamente non sono gli unici avvocati del gruppo Ligresti. A consigliare e assistere le aziende di famiglia troviamo da almeno un decennio un peso massimo come Carlo DUrso, uno dei legali di riferimento dellalta finanza nazionale. Lo studio DUrso viaggia a 1,5 milioni di compensi allanno. Infine, a proposito di famigli come non ricordare i parenti dei gran capi del gruppo Fondiaria? Carriera assicurata, ad esempio, per Fabio Marchionni. Suo padre Fausto per dieci fino a gennaio del 2011 stato amministratore delegato della compagnia di assicurazioni. Poi c Alessandra Talarico, figlia di Antonio, classe 1942, strettissimo collaboratore del patron Salvatore, e Barbara De Marchi, moglie di Paolo Ligresti. Insomma, tutto in famiglia. Almeno fino a quando i Ligresti non avranno ammainato la bandiera.

Una passione per i prefetti: nel gruppo trovarono lavoro Bruno Ferrante e il figlio della Cancellieri
capoluogo lombardo, collaborando tra gli altri negli anni Ottanta con lallora prefetto Enzo Vicari. Una volta lasciati gli incarichi pubblici, Vicari divent amministratore di alcune societ del gruppo Ligresti. Dopo Vicari, morto nel 2004, un altro ex prefetto milanese come Bruno Ferrante trov lavoro nel gruppo del finanziere immobiliarista

siciliano. Pure lattuale prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, successore di Ferrante nel 2005, ha ottimi rapporti con la famiglia Ligresti. In particolare suo figlio Stefano, avvocato, grande amico dei figli di Ligresti e anche di Geronimo La Russa. SI TORNA COS ai giorni nostri con Piergiorgio Peluso, attuale direttore generale di Fondiaria, che figlio del ministro Cancellieri. Fino a un anno fa, prima di approdare al gruppo assicurativo, Peluso ha lavorato come direttore generale al gruppo Unicredit, grande creditore di Ligresti. Questultimo stato anche padrone di casa del manager. Lerede del ministro ha infatti vissuto a lungo in una bella casa del centro di Milano di propriet del gruppo Fondiaria. Del resto Ligresti, che controlla attraverso le sue societ di uno

sterminato patrimonio immobiliare, ha sempre avuto unattenzione particolare verso un certo tipo di inquilini. A Roma in un palazzo dei Parioli si erano sistemati lex ministro e attuale segretario del Pdl Angelino Alfano, il deputato finiano Italo Bocchino, lex direttore generale della Rai, Mauro Masi. Qualche anno fa ha trovato casa in un immobile di Ligresti anche Marco Cardia, avvocato, figlio dell'allora presidente della Consob, Lamberto. Gi che cera limmobiliarista di Patern penso bene di offrire al rampollo del numero uno della Consob alcuni incarichi professionali. Prontamente accettati dal diretto interessato. E a proposito di padri e figli va segnalato tra gli amministratori di societ della galassia Ligresti anche Luigi Pisanu, erede di Beppe, politico gi democristiano, ex ministro, ora Pdl. Nellelenco c' posto anche

La casa di Patroni Griffi? Ai limiti dellabitabilit


FU UNA PERIZIA DEL SIIT (UFFICIO OGGI DISCIOLTO) CHE COSTRINSE LINPS A SVENDERE IL PALAZZO AL COLOSSEO. ECCO COSA DICEVA
di Daniele Martini

pi una perizia dei tecnici InV aleodivale di piinfrastrutturedel Serps una perizia vizio integrato e trasporti (Siit) del Lazio, un organismo semisconosciuto dipendente del ministero, che da un paio danni non esiste neanche pi, almeno con quel nome? La risposta fornita dai magistrati del Consiglio di Stato ha condizionato lesito dellaffare delle case davanti al Colosseo acquistate dal neoministro Filippo Patroni Griffi e dal deputato Pdl Giuliano Cazzola a un prezzo da barzelletta (177 mila euro per 109 metri quadrati lappartamento di Griffi).
NELLA SENTENZA cruciale depositata nel 2005 e che il Fatto Quotidiano ha consultato, i giudici amministrativi, colleghi del presidente di sezione Patroni Griffi, hanno ritenuto che non fossero affidabili i periti Inps che in un verbale e in una serie di schede tecniche avevano ufficialmente certificato il buono stato complessivo dellimmobile, stabilendo che fosse sicuramente da inserire tra quelli di pregio. Da vendere cio a prezzo pieno,

senza sconti o agevolazioni. I magistrati del Consiglio di Stato hanno invece considerato che fosse da prendere come oro colato la perizia del Servizio infrastrutture che giudicava quel palazzo una specie di bicocca, nonostante potesse far gola a qualunque acquirente al mondo. Partendo forse dal presupposto che la valutazione Inps era di parte in quanto ente venditore e quindi interessato a incassare

il pi possibile, i magistrati si sono affidati a un ufficio considerato terzo. Una scelta che per non solo ha determinato un esito che fa a pugni con il buon senso, ma che imbarazzante per una serie di motivi. Primo: di fronte alle valutazioni ufficiali di due organizzazioni ugualmente pubbliche, quella Inps non stata presa sul serio, mentre laltra ha dettato legge. Secondo: a quel punto lInps ha

dovuto vendere senza poter dire quello che avrebbe detto qualsiasi altro padrone di casa e cio: a quelle condizioni non vendo. Terzo: avendo negato il requisito del pregio al palazzo, limmobile stato ceduto nel 2008 con uno sconto complessivo del 40 per cento sul prezzo fissato 7 anni prima. In pratica grazie alleffetto congiunto perizia pi sentenza, lInps stato messo con le spalle al muro e costretto a svendere, mentre Patroni Griffi, Cazzola e gli altri inquilini hanno fatto laffare della vita con in pi lavallo dei giudici. I TECNICI del Siit sono impietosi nella valutazione del palazzo del Colosseo arrivando addirittura alla conclusione che esso risulta ai limiti dellabitabilit. Una stima cos esagerata ed estrema che il sottosegretario Maria Teresa Armosino, delegata dal governo alla vendita di quelle case, ricorda di aver dichiarato un po per scherzo e un po per provocazione che stando cos le cose, quellimmobile va evacuato al pi presto per evitare crolli e sciagure. I periti del Siit elencano 12 difetti seri,

anche se abbastanza comuni in molti palazzi romani depoca fino a pochi anni fa. Eccoli: impianto elettrico non a norma, impianto idrico in contenitori eternit, assenza di acqua diretta, assenza di un impianto fisso di riscaldamento e riscaldamenti azionati da impianti autonomi, lesioni passanti e diffuse nelle pareti e nei soffitti, difetti nei due terzi degli infissi, lesioni diffuse e passanti nella facciata, infiltrazioni di acqua piovana sul lastrico di copertura, inutilizzabilit delle cantine, precaria situazione strutturale, carenze funzionali. Allultimo posto la ciliegina sulla torta: Laccresciuta vulnerabilit sismica anche a causa della vicinanza della metropolitana. ANNI PI TARDI e a scandalo scoppiato si saputo che la perizia era opera di Raniero Fabrizi e Filippo Di Giacomo, due tecnici Siit che compaiono nelle intercettazioni dei Ros nellambito dellinchiesta sulla cricca degli appalti di cui esponente di spicco era Angelo Balducci, manager influente che per anni ha fatto il bello e il cattivo tempo al ministero delle Infrastrutture. Da cui il Siit dipendeva.

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I familiari delle vittime del Moby: La giustizia abbia coraggio

gregio procuratore, Le rivolgiamo un accorato appello, affinch la tragedia della Costa Concordia non diventi un ulteriore tragico mistero irrisolto. Troppe volte errori, negligenze, ritardi, omissioni della magistratura inquirente e giudicante hanno fatto s che i colpevoli rimanessero impuniti.

IL NAUFRAGIO
Purtroppo troppe volte mancato il coraggio o la possibilit di inchiodare al banco degli imputati i veri responsabili di tragici eventi. Noi familiari delle vittime del Moby Prince e dalla strage di Viareggio del 29 giugno 2009 abbiamo fiducia in quelle istituzioni e in quei magistrati che applicano con onest le leggi, che sono incorruttibili, che non sono asserviti ad alcun potere. Anche Lei con il suo lavoro pu dare fiducia nella Giustizia ed quello che noi ci auguriamo, come auspichiamo che in casi come questo non sia solo il comandante della nave a pagare, ma siano chiamati in causa chi lucra e risparmia sulla sicurezza e sulla salute dei passeggeri.

LULTIMA SCIALUPPA: HO SALVATO TANTE VITE


Il comandante va ai domiciliari
di Antonio Massari inviato a Grosseto

, ero io a comandare la nave. Procedevamo in modalit manuale. La manovra dellinchino? Lavevamo prevista sin dalla partenza da Civitavecchia. S, era un omaggio al comandante Mario Terenzio Palombo e alla mamma del maitre. Non stata la prima: lavevo gi eseguita tre o quattro volte, ma il 13 gennaio ho commesso un errore, avrei dovuto virare a destra, avrei dovuto ordinare al timoniere di farlo prima, ma quello scoglio non lho visto. E, comunque dopo, con la mia manovra, ho salvato centinaia, se non migliaia, di vite. Il comandante Francesco Schettino arriva in tribunale intorno alle 11.30 e quando ne esce, dopo circa tre ore dinterrogatorio, un uomo a pezzi. accusato domicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono di nave con minori a bordo. Dopo giorni disolamento nei quali non ha letto i giornali, n visto la tv questinterrogatorio (che riportiamo in una sintesi non letterale) il suo primo, reale impatto con la realt. lui il mostro di cui parla tutto il mondo. Schettino, difeso dallavvocato Bruno Leporatti, il capitano che tragicamente sbaglia manovra e abbandona nave e passeggeri, lasciandosi alle spalle 11 morti, 28 dispersi e una settantina di feriti. Da ieri non pi in carcere: il gip gli ha concesso gli arresti domiciliari. Non capisco, commenta il procuratore Francesco Verusio, che aveva chiesto la conferma del carcere. Ma forse Schettino non lunico mostro di questa tragedia. Non soltanto perch ieri la procura ha

iscritto nel registro degli indagati i nomi di altri cinque ufficiali presenti a bordo. Ma proprio perch ammette: Non stata la prima volta. possibile che nessuno, allinterno di Costa Crociere, sapesse di questa sua abitudine? Un ufficiale a dimostrazione che non si trattava di una novit, di unimprovvisazione, ma dun gesto consapevole ha ammesso di aver tracciato la rotta dellinchino sin dal primo momento, gi alla partenza da Civitavecchia, chiedendo a Schettino di prestare attenzione agli scogli. Schettino che nega daver abbandonato la nave aggiunge che in plancia di comando, oltre a lui, cera lufficiale: Ciro Bosio, anchegli indagato.
E ANCORA: cosa accade sulla Concordia dal momento dellimpatto in poi? Schettino dinanzi al procuratore Verusio e alla gip Valeria Montesarchio ammette di aver parlato al telefono sia con Palombo, prima dellimpatto, sia con la Costa Crociere, ma dopo lo scontro con lo scoglio. Non ricordo se sono stato io a chiamare lunit di crisi della Costa Crociere, o loro a chiamare me, spiega

Lincredibile autodifesa davanti a pm e gip: Non sono scappato, sono caduto dalla nave

agli inquirenti. Gli investigatori pensano che Schettino, prima dellimpatto, stesse parlando con Palombo e che questultimo gli avesse raccomandato sebbene fosse a Grosseto di avvicinarsi, s, ma a non pi di 150 metri dalla costa. Poi la telefonata si sarebbe interrotta bruscamente. Di l a poco la Concordia urta lo scoglio che laffonder. Poi partono le comunicazioni con la Costa. Ma perch il comandante aspetta unora e mezza prima di dare lallarme? Le risposte di Schettino non convincono gli inquirenti. Ho cominciato a capire l'entit del danno quando, dalla sala macchine, mi hanno avvertito che, su quattro compartimenti, due erano gi pieni d'acqua. A quel punto la Concordia non era pi governabile. Questo per non spiega lassenza dellallarme. I livelli dallarme sono due: lallarme generale e labbandono. Ho dato lallarme generale, facendo indossare i giubbetti, in modo da essere pronti per levacuazione. Agli inquirenti non risulta, per, che Schettino abbia attivato il microfono per avvertire i passeggeri. Il tempo passa, quindi, ma lallarme non arriva. Giunge la prima telefonata della Capitaneria di Porto, ma Schettino spiega ai colleghi di avere solo un guasto tecnico, chiede lausilio di alcuni rimorchiatori. Mi riferivo al blackout si difende - intendevo dire che la nave era priva di corrente, che non riuscivo a governarla, per questo ho chiesto dei rimorchiatori. Unaltra risposta che non convince la procura. Schettino aggiunge di aver provato un tentativo disperato: far incagliare la nave, in modo da adagiarla verso la costa, per agevolarne levacuazione. I video girati dalla

Guardia di Finanza mostrano la nave ancora perpendicolare: inizia a inclinarsi ben tre quarti dora dopo lincidente. Perch Schettino era fuori dalla nave prima che levacuazione fosse terminata? Mentre cercavo di sbloccare una scialuppa sono scivolato e ci sono caduto sopra. Per quanto incredibile, questa la versione del comandante, che spiega di non essere risalito a bordo perch non era tecnicamente possibile, considerata linclinazione della nave. Non indossavo neanche il giubbetto e se non ce l'avevo perch la mia vita, in quel momento, non era pi importante: dovevo pensare solo quella degli altri.

Inclinata In alto, unimmagine


TUTTO SEMBRA smentirlo ma questa la versione di Schettino. Una versione che non spiega, per, il ritardo nel dare lallarme. E porta a chiedersi se, durante lattesa, si sia consultato con i vertici della flotta oppure no: questo il vero interrogativo dellinchiesta. Schettino ieri ha comunque ammesso un errore, una distrazione, e gli inquirenti vogliono capire perch s distratto: alcuni testimoni hanno raccontato che sulla plancia di comando cera anche una donna, non dellequipaggio, e hanno chiesto di effettuare un test per verificare se il comandante fosse sotto leffetto di droghe. Per lalcol nessun test pi possibile, a cinque giorni di distanza, ma Schettino ha fornito il suo assenso al prelievo: Fate pure. Non fumo, non bevo e non mi drogo, ha detto, mentre gli inquirenti disponevano il sequestro della cassaforte sulla nave, per controllare se vi sono tracce di cocaina. stata una distrazione: Avrei dovuto dire al timoniere di virare prima. Il timoniere eseguiva gli ordini. Non poteva virare di sua spontanea volont. E quella era la rotta stabilita in partenza, tracciata da un altro ufficiale della Costa, sin dallinizio. La compagnia ha scaricato il mostro, accusandolo di gravissimi errori di giudizio che hanno portato a una tragedia, ma quellinchino era gi avvenuto altre volte, con Schettino al comando.
frontale della Costa Concordia con il fumo dellesplosione di una delle cariche usate per mettere in sicurezza la nave. La preoccupazione che la nave possa inabissarsi; a destra, e in basso a sinistra, gli interventi per cercare di salvare (o ritrovare) i 22 dispersi. Ieri hanno recuperato cinque cadaveri, tutti passeggeri. Con loro il numero dei morti salito a 11 (FOTO ANSA)

Altri 5 morti. E ne mancano 28 allappello


GIROLAMO, MUSICISTA, TRA I 28 DISPERSI, HA LASCIATO A UN BIMBO IL POSTO IN SCIALUPPA
di Sandra Amurri inviato a Orbetello

28 dispersi ieri cinA ncora morti accertati. in serata, arrique i Quando viamo allHotel del Sole a Orbetello la nostra presenza viene immediatamente notata. Gli sguardi dei responsabili dellufficio stampa della Costa si rincorrono con aria sospetta. Vogliono sapere chi siamo, di cosa abbiamo bisogno. Continuiamo a non capire la ragione del clima omertoso.
UNA COPPIA di anziani, un giovane uomo, due bambine che giocano con la Barbie, una donna. Sono loro, sono i genitori, figli, fratelli, sorelle di William Arlotti, della moglie Maria Dintrono e della figlia Diana, di 5 anni, di Rimini, delle due amiche siciliane Maria Grazia Trecanico e Lucia Virz, di Giuseppe Girolamo, il musicista di Alberobello che mentre la nave si piegava squarciata dal-

lo scoglio suonava in una delle sale. Era riuscito a salire su una scialuppa di salvataggio, poi sceso per lasciar posto a un bambino. Un testimone lo ricorda sul ponte con lo sguardo atterrito dalla paura perch non sapeva nuotare. E i responsabili della Costa Crociera che ad oggi, cio quattro giorni dopo la tragedia, non fornisce una lista completa degli occupanti della nave, proteggono i familiari dai giornalisti. O meglio impediscono ai giornalisti di fare domande che possano disturbare la verit. Sono persone dallabbigliamento semplice, facce pulite e occhi densi di speranza. Stanno l seduti, immobili, come pietrificati dai mille perch senza risposte, rapiti dal ricordo dellultimo abbraccio felice con la figlia, con la moglie, con la sorella prima che salisse sulla nave dei sogni diventata la nave della morte. Ad ora, mentre scriviamo, i dispersi sarebbero, 28: il condizionale dobbligo visto il valzer dei numeri come fossero co-

riandoli. Dispersi francesi, americani, ungheresi, peruviani e indiani. Kevin Rebello indiano che vive a Milano da 14 anni, arrivato qui domenica e da allora non ha smesso un solo attimo di cercare notizie di suo fratello Russel, 33 anni che sulla Costa faceva il cameriere: Lho sentito lultima volta il 16 ottobre, mi ha detto che sarebbe partito per gli Stati Uniti. Sabato lho chiamato, ma il suo cellulare era muto. Ho telefonato a mia cognata in India, non sapeva nulla. Il sito della Costa era oscurato. Il numero verde era staccato. Poi domenica mi hanno detto che era sulla Costa Concordia. Dei 200 lavoratori indiani solo Russel manca allappello. Lo hanno visto mentre aiutava chi si era gettato in acqua a raggiungere la riva. Ma lui, forse, non ce lha fatta. ACCANTO a lui c Madalen Soria Molina. Peruviana che vive a Madrid. Cerca sua sorella Erika, 26 anni, che sul-

la Costa lavorava come barman. Piange. Si passa le mani tra i capelli e piange. Tira fuori dalla tasca la foto di Erika, laccarezza e piange. Ogni suo gesto accompagnato dalle lacrime. Lacrime che da venerd la rendono muta: Tra qualche ora arriveranno i miei genitori dal Per sono sbarcati a Roma e io non sar piu sola ad aspettarla. Le ricerche sono continuate tutta la notte alla luce di fotoelettriche. E mentre il tempo trascorre, il mare dei ricordi consegna storie come quella che ci racconta Jos, che viene dallHonduras, 23 anni, meccanico di bordo per soli 800 dollari al mese, contratto stipulato nel suo Paese dorigine con una cooperativa. Lui per la Costa non esiste. Ha messo in salvo molte vite Jos, come Rossana, barista di bordo peruviana, lei si presa cura di un gruppo di ragazzi down che per la paura si graffiavano: Ho cercato di calmarli poi li ho aiutati a salire sulle scialuppe.

La lista pubblicata dalla Prefettura di Grosseto alle 21.24


Italia: Dintrono Maria, Girolamo Giuseppe (membro dellequipaggio), Trecarichi Maria Grazia, Virz Luisa Antonia, Arlotti Dayana, Arlotti Williams. Germania: Bauer Elisabeth, Ganz Christina Mathi, Ganz Norbert Josef, Goergens Gertrud, Grube Gabriele, Hoer Egon, Neth Margarethe, Schall Inge, Stumpf Siglinde, Werp Brunhild, Werp Josef, Galle Horst, Schroeter Margrit. Francia: Blemand Michael, Gannard Jeanne, Gregoire Pierre, Litzler Mylene. Ungheria: Feher Sandor, (membro dellequipaggio).

India: Rebello Russel Terence, (membro dellequipaggio).


Peru: Soriamolina Erika Fani, (membro dellequipaggio). Usa: Heil Barbara, Heil Gerald.

Mercoled 18 gennaio 2012

Il presidente del registro navale si dimette dopo le dichiarazioni su Costa

osta non poteva non sapere che i suoi comandanti usavano fare linchino davanti al Giglio. Dopo questa dichiarazione clamorosa, Gianni Scerni, presidente del RINA (il Registro Navale Italiano responsabile di controlli e certificazioni sulle navi), si dimesso. Lopinione era stata riportata dal Secolo XIX di ieri. Un macigno su una delle pi famose compagnie di

IL NAUFRAGIO
navigazione dItalia. E infatti ieri mattina ha sollevato immediate reazioni. Subito il RINA ha dovuto dichiarare: Ci dissociamo con fermezza dalle dichiarazioni. Il contenuto dellintervista attribuita a Scerni non risponde alla realt. RINA conosce le procedure che Costa applica e pu confermare che le rotte sono programmate dalla societ e rispondenti a tutti i criteri di buona navigazione... Costa ha sempre agito e agisce nel massimo rispetto della sicurezza, ponendosi obiettivi ben superiori a quelli richiesti dalle normative. Subito dopo la smentita di Scerni: Larticolo non rispecchia i miei commenti e il mio pensiero. Quindi la conferma del Secolo XIX che ha ribadito alla virgola il contenuto dellintervista. Infine le dimissioni di Scerni.

Lurlo di De Falco a Schettino: Vada a bordo cazzo!


LA TELEFONATA DURANTE LA TRAGEDIA CON LA CAPITANERIA DI PORTO DI LIVORNO
di Luca

Telese

ADABBORDOCAZZO!. Mai avremmo potuto immaginare, nella infinita e drammatica comdie humainesquadernata dal naufragio del Concordia, con le sue nefandezze e le sue pagine straordinarie, mai avremmo creduto che quella catastrofe sarebbe diventata una metafora della nostra storia nazionale, che quei personaggi si sarebbero tramutati in maschere e simboli, che quel grido (auto) intercettato del comandante Gualtiero De Falco al capitano Schettino avrebbe

cos rapidamente acquisito la sonorit accattivante e campionabile dello slogan, rimbalzando da un capo allaltro della rete.
CERTO, come abbiamo gi provato a dire, il gioco degli stereotipi rende caricaturale la realt invece che spiegarla: tutti dovremmo rifuggire alla tentazione della semplificazione consolatoria, al gioco degli eroi buoni da opporre ai cattivi turpi, degli angeli che combattono contro i Capitan Codardo, che quando esistono non sono mai figli di una follia individuale, ma di un sistema che la rende possibile. Ma altrettanto certo che, nello stesso momento in cui ci chiediamo quanti Schettino ci siano nelle nostre istituzioni, selezionati dallItalia del demerito, quel grido diventa una bandiera. vero che mentre si crocifigge il capitano in fuga (occultata oltre il limite della decenza) sulla scialuppa con i suoi ufficiali, nello stesso attimo in cui questa immagine diventa cos mediatica da tra-

mutarsi in un frammento della campagna per la corsa allEliseo (Hollande usa licona del capitano inetto contro Sarkozy) e in una clava con cui i quotidiani stranieri danno sfogo al loro sentimento anti-italiano e alla loro tentazione sciovinista, proprio in questo momento lululato di De Falco diventa il catalizzatore positivo dellaltra Italia. Vadabbordocazzo! siamo noi, direbbe Francesco De Gregori. IL PAESE meraviglioso degli abitanti del Giglio che corrono al soccorso, prima ancora che suonino le sirene degli allarmi. lItalia del parroco don Lorenzo che apre la Chiesa nella notte della tragedia. Del vicesindaco che porta aiuti, del commissario di bordo Manrico Giampredoni che sul ponte resta intrappolato sotto il frigorifero con la gamba fracassata perch ha cercato di salvare vite. il sorriso timido di Giuseppe Girolamo, il batterista di bordo che gi imbarcato lascia il posto in scialuppa a un bambino e che ora disperso. lItalia di De Falco che giustamente si schermisce e dice a Il Tirreno: Abbiamo fatto solo il nostro dovere, cio portare a regime il soccorso. Poi denuncia le omissioni e le bugie di Schettino, il fatto che il comandante parlasse di guasto elettrico non tornava con l'invito ai passeggeri di indossare i giubbotti di salvataggio. Un comandante serio non pu far preoccupare inutilmente i suoi passeggeri

facendo loro indossare i giubbotti se non necessario. E subito dopo: La Capitaneria unistituzione sana, bellissima, semplice: io sono innamorato del lavoro che faccio. EPPURE MENTRE De Falco resta con i piedi a terra, il suo slogan da maestro involontario vola: diventa un top tweet di Twitter, limmagine dellistituzione che c, che vigila, e che non si accontenta di una versione di comodo. Se lItalia cialtrona degli Schettino borbotta scuse inverosimili, infatti, quella dei

De Falco la inchioda alle sue contraddizioni. Non ci dovrebbe essere nulla di eroico, in questo, se non che in questi tempi la normalit si trasfigura in eroismo. Vadabbordocazzo!, infine, unaltra immagine importante, la rottura di un altro falso stereotipo che in questi anni ci stato propinato come verit di fede: lo Stato che pi serio del Mercato, il decoro dellistituzione marina contro la flottiglia low cost per abbattere le spese. il richiamo alla regola, contro lubriacatura dellarbitrio. Molti dicono: ma De Falco sapeva di essere registrato. vero, ovviamente, ed lui stesso che lo comunica al comandante della Concordia. Eppure non limprecazione che rende bello quel documento, ma linvestigazione: luomo della Capitaneria (e questa la parte pi interessante del suo racconto) usa lautorit per far cadere il castello di bugie. Non si fa abbindolare. Ce n in questo paese, di finti capitani, coraggiosi quasi mai, che dovrebbero scendere dalle scialuppe e obbedire a quellordine perentorio: Percorra in senso inverso le scale di biscaggina!. Il senso inverso ovviamente alla rotta della fuga.

La conversazione

Quindi la nave abbandonata?


Di seguito stralci delle telefonate che Gregorio De Falco, capitano della Capitaneria di Livorno fa al comandante Francesco Schettino durante la notte tra venerd e sabato. La prima alle 0.42

La denuncia del capitano: Un comandante serio non fa preoccupare inutilmente i passeggeri


I RESPONSABILI DEL RECUPERO

De Falco da Livorno. ci D e Falco: Sonointrappolatenave lato leiAscolti, Schettino,sua sono persone a bordo: adesso va con la scialuppa sotto la prua della dritto, c una biscaggina, sale e va a bordo e mi riporta quante persone ci sono. Le chiaro? Schettino: In questo momento sono qua di fronte, la nave inclinata di 90 gradi. De Falco: Ascolti, c gente che sta scendendo dalla biscaggiSchettino e De Falco (F A ) na di prua. Lei quella biscaggina la percorre in senso inverso, sale sulla nave e mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza e mi dice il numero di ciascuna di queste categorie. Guardi Schettino che lei si salvato forse dal mare, ma io le faccio passare lanima dei guai. Vada a bordo, cazzo. (...) Schettino: Sono qua per coordinare i soccorsi. De Falco: Che sta coordinando da l? Vada a bordo e coordini i soccorsi da bordo. (...) ha dichiarato labbandono nave, adesso comando io, lei vada a bordo cazzo, chiaro? (...) ci sono gi cadaveri, Schettino, avanti. Schettino: Quanti cadaveri ci sono?. De Falco: Me lo deve dire lei, Cristo. (...) Schettino: Io Comand voglio salirci a bordo, solo laltra scialuppa dei soccorsi si fermata alla deriva. De Falco: Lei unora che mi sta dicendo questa cosa. Ora lei va a bordo e mi viene a dire quante persone ci sono. Subito! La seconda telefonata unora dopo, all1.46 De Falco: Comandante, sono De Falco da Livorno. Schettino: "Comand, allora io ho avvisato pure la societ. Mi dicono che ci sono dei passeggeri a bordo sembra ci siano un centinaio di persone. De Falco: Non mi sa dare un dato esatto? (...) Schettino: Non possiamo pi salire. Abbiamo abbandonato la nave. De Falco: Con 100 persone a bordo abbandona la nave?. Schettino: Ma io non ho abbandonato nessuna nave. La nave ha sbandato di colpo e siamo stati catapultati in acqua. De Falco: Mi faccia sapere che accade da quella scialuppa e non si allontani, chiaro?. Schettino: Qua stiamo.
OTO NSA

SUL CARBURANTE ABBIAMO GRANDI DIFFICOLT


di Emiliano

Liuzzi
inviato allIsola del Giglio

e speranze di allisola del GiL glio portano chi abitaprofessione maun nome e cognome: Burt Huizing, olandese, rittimo e Comandante della flotta salvataggio della compagnia Smit, quella incaricata, insieme all'azienda della famiglia Neri di Livorno, di svuotare la nave dalle quasi duemilaquattrocento tonnellate di gasolio. Unoperazione che, nonostante le agenzie di stampa le annuncino per oggi, non inizier prima di sabato. Abbiamo grandi difficolt, dice al Fatto Huizing, perch non siamo mai stati impegnati in unoperazione cos grande, per le dimensioni della nave, ma soprattutto per l'altezza e la quantit di

carburante che dobbiamo togliere. Non una passeggiata. I serbatoi contengono 2380 tonnellate di gasolio in dodici serbatoi a doppio fondo. Per una nave lunga 290 metri, alta 52, con 1500 cabine e una stazza di 112 mila tonnellate. Nessun pericolo scongiurato. Per niente. Lo sanno bene gli isolani che guardano quell'enorme balena bianca ormai senza respiro, con gli occhi di chi sa che giocher sul loro futuro. Se il carburante dovesse finire in mare l'economia dell'isola chiuderebbe per fallimento, cos come una qualsiasi altra fabbrica. Ottocento persone oggi vivono con un occhio allimboccatura del porto e laltro alle condizioni meteorologiche: se il tempo dovesse peggiorare, e da stasera pre-

visto in peggioramento, nessuno sa quello che pu accadere. Sicuramente si fermerebbero i soccorsi e, di conseguenza, si allungherebbero i tempi per la rimozione del gasolio. Altro punto che oggi sembra in secondo piano, ma che domani non potrebbe pi esserlo, la rimozione del relitto. Sempre Huizing spiega che non esiste metodo per risollevare la nave dove si adagiata. Nemmeno la forza di cento rimorchiatori ci riuscirebbero. L'unica soluzione prevista quella di farla a pezzi e poi trascinarla via. Tempi previsti? Da uno a tre anni. Lo dice Eyk-Uwe Pap, direttore della Baltic Taucher, azienda specializzata in questo genere di operazioni, con sede nel porto tedesco di Rostock. Molto, spiega Pap in unintervista allagenzia Dpa, dipender dalle condizioni del tempo, dalla visibilit sottacqua, dalle correnti marine e dalla possibilit di accedere al relitto.

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Mercoled 18 gennaio 2012

LOnu: Riesamineremo i regolamenti di sicurezza delle grandi imbarcazioni

orrei esortare lamministrazione dello Stato di bandiera a condurre linchiesta coprendo tutti gli aspetti dellincidente, fornendo al pi presto i risultati allOmi, conformemente alle disposizioni Solas. Lo afferma il segretario generale dellOrganizzazione marittima internazionale (Oim) agenzia Onu responsabile della sicurezza del trasporto marittimo Koji

IL NAUFRAGIO
Sekimizu, in merito al naufragio della Costa Concordia, precisando che occorre attendere i risultati delle indagini senza pregiudizi e speculazioni in questa fase. Sekimizu si soffermato sul naufragio della Costa Concordia ricordando che le cause dellincidente non sono state ancora accertate e allo stesso tempo evidenziando come lagenzia specializzata dellOnu lOim non debba prendere questo incidente alla leggera. Dovremmo seriamente considerare le lezioni da apprendere e, se necessario, riesaminare i regolamenti di sicurezza delle grandi navi passeggeri alla luce dei risultati dellinchiesta. Nellanno che segna il centesimo anniversario dellaffondamento del Titanic, ci sono stati ancora una volta rammentati i rischi legati alle attivit marittime, ha concluso il segretario generale.

320 MILIONI DI EURO AL RADAR SALVA NAVI MA NON C ANCORA


Soldi stanziati, doveva esser pronto dal 2009. E poteva evitare la strage
di Ferruccio Sansa Genova

mettendosi in contatto con lequipaggio della nave per chiedere ragione dellavvicinamento a una zona con bassi fondali. In pratica il sistema Vtmis avrebbe probabilmente consentito di fermare il comandante Schettino e di evitare la tragedia. Gi, in teoria. Perch in pratica, come succede spesso in Italia, poi le tecnologie allavanguardia di cui disponiamo rimangono nei cassetti. Ricostruisce Lolli: Il contratto prevedeva due fasi. La prima (siglata nel 1999 per circa 120 milioni), riguardava zone delicate come lo Stretto di Messina, le Bocche di Bonifacio. Poi le coste siciliane, pugliesi, e anche il porto di Genova. Qui il sistema gi attivo. Poi il 7 dicembre 2005 stata siglata la seconda fase per circa 200 milioni, relativa a tutto il resto dei nostri mari. LACCORDO prevedeva che il progetto esecutivo fosse pronto entro sei mesi e che i siti fossero completati entro linizio del 2009. Per la zona del disastro della Concordia erano previsti gli impianti radar del monte Capanne (Elba) e dellArgentario. Ecco, i soldi erano gi stati stanziati, ma finora nessun sito stato consegnato. Io avevo proposto la risoluzione del contratto per inadempienza. Ma come potuto succedere? Chiedete a Finmeccanica e Selex. Che cosa dicono le due societ, fiore allocchiello della tecnologia, ma al centro di scandali e polemiche? Non erano previste scadenze. Se ci sono stati ritardi, ci dovuto a problemi nellindividuazione dei siti, sostiene Selex (le cronache ricordano che lex ad Marina Grossi in Guarguaglini inaugur in pompa magna limpianto di Messina). Come dire, per i ritardi chiedete a chi si opposto ai lavori e alla Marina. Ma in Toscana dove avvenuto il naufragio? In effetti laggi il sistema Vtmis non attivo. C, per, a Livorno, giura Selex. Il Fatto Quotidiano ha interpellato fonti portuali e militari di Livorno che hanno riferito: Limpianto non assolutamente in servizio. Lo sar, forse, a met anno.

tmis, per gli amici Vts. Una sigla incomprensibile che sta per Vessel Traffic Management Information System. Ma per i profani si pu tradurre cos: il sistema di controllo della navigazione che poteva evitare la tragedia della Costa Concordia e invece ancora sulla carta. In Italia

doveva essere in funzione dal 2009, ma ancora oggi pi di met del servizio non stato avviato, denuncia lammiraglio Ferdinando Lolli. lui che fino a pochi mesi fa comandava tutte le Capitanerie di Porto dItalia e ha seguito il mega-contratto da 320 milioni per la realizzazione del Vtmis. Unaltra storia allitaliana, un progetto fortemente voluto dai diversi Governi che si sono succeduti nel tempo,

tra gli altri dal ministro Pietro Lunardi. Racconta Lolli: Il sistema Vtmis il meglio sul mercato. Peccato che la seconda fase del contratto sia in ritardo di tre anni. Ma di che cosa stiamo parlando? Il traffico marittimo sempre pi caotico, nei porti del mondo circolano migliaia di navi, sempre pi colossali: petroliere lunghe anche 400 metri, mercantili con 15mila containers, transatlantici con

Selex Finemeccanica sviluppa il Vtmis, super radar in grado di salvare le navi (FOTO ANSA)

Costa Concordia 80 MILIONI di euro sullail viaggio successivo. per A questi dovrebbero andi risarcimento dare, tra rimborso del biglietto e risarcimento per ntorno a 80 milioni di euro sar il la vacanza perduta, 5-6.000 euro ciaI totale diCrociere dovrrisarcimenti scuno. Diciotto milioni oltre ai rimrimborsi e in tutto. Per che Costa pagare per le le persone a bordo il naufragio di Costa Concordia, secondo Furio Truzzi, vicepresidente di Assoutenti, tra i promotori del Comitato naufraghi Concordia, costituito ieri. un calcolo ancora approssimativo precisa Truzzi ma d lidea delle dimensioni della vicenda. Bisogna tenere presente che a bordo, tra passeggeri ed equipaggio, erano pi di 4.200 persone. E altri 3.500 circa sono quelli che sono rimasti a Savona, dopo aver pagato il biglietto, non potendo imbarcarsi borsi e ai risarcimenti in caso di morte, che variano secondo le et, in genere sono sul milione di euro a testa, e quelli ai feriti, le voci sono tante, credo si arrivi sul totale alla sessantina di milioni almeno. Le associazioni invitano le vittime del disastro (naufraghi o passeggeri che non hanno potuto imbarcarsi) che hanno subito danni personali, materiali e non, a rivolgersi per ottenere aiuto, consulenza e assistenza a una qualsiasi di esse.

cinquemila passeggeri. Cos Selex-Finmeccanica sviluppa il Vtmis: Tutto il mondo ci guardava come un esempio, tanto che lUnione europea ha finanziato la prima fase del progetto, spiega Lolli. In concreto oggi la navigazione affidata al sistema Pac che risale ai primi anni Novanta. Ha un raggio dazione decisamente inferiore e non integrato a livello nazionale.
OGNI RADAR agisce per conto proprio. Ecco allora lidea di applicare alla navigazione marittima tecnologie allavanguardia simili a quelle usate per il trasporto aereo. Racconta Lolli: Con il sistema Vtmis le centrali di terra, distribuite su tutto il territorio nazionale, avrebbero avuto in tempo reale il controllo di ogni singola nave. Finora il controllo avviene in forma passiva (cio basandosi sulle richieste degli equipaggi in mare, ndr), mentre con il Vtmis gli operatori potrebbero intervenire nella navigazione. Come? Ogni momento della navigazione viene seguito, appena una nave si avvicina alla

Il sistema avrebbe sotto controllo tutto il traffico su mare Lazienda ribatte: Non ci hanno fornito i siti
rotta di unaltra imbarcazione, appena si spinge in una zona pericolosa o rischia una collisione, si interviene da terra. Ovviamente la responsabilit ultima delle decisioni resta al comandante. Proviamo a immaginare che cosa sarebbe successo la notte di venerd con il sistema Vtmis: quando la Costa Concordia decide di abbandonare la rotta impostata dagli strumenti di bordo per azzardare il passaggio a pochi metri dallisola del Giglio, il segnale subito viene trasmesso al centro di controllo. Loperatore viene avvisato e immediatamente interviene

500 dollari al mese per 84 ore lavorative a settimana


LALTRO LATO DELLA CROCIERA: CONTRATTI A TEMPO, NESSUN RISPETTO DELLE REGOLE E MAESTRANZE STRANIERE PER I POSTI UMILI
di Stefano Vergine

dipendenti a bordo delle 25 navi I della Costa Crociereha menototale sono in 18 mila. L80% di loro di 40 anni e proviene da 70 paesi diversi, dice l'azienda. Fatta eccezione per gli ufficiali, quasi tutti italiani e ben pagati, i membri dello staff sono per lo pi giovani provenienti da Asia e da America Latina. I pi numerosi sono i filippini, seguiti da indiani e indonesiani. A loro vengono affidati i compiti pi umili, come la pulizia delle camere o il lavaggio delle stoviglie. Gli europei lavorano invece a contatto con il pubblico, dall'animazione all'accompagnamento turistico. Funzionava cos anche per i 1.026 membri dell'equipaggio della Concordia, tra cui c'erano 296 filippini, 202 indiani, 170 indonesiani e 144 italiani. Le condizioni di lavoro? Herbert Rodelas un filippino di 28 anni sbarcato a novembre dalla Costa Magica. Lavora per la compagnia dal 2005 come uomo delle pulizie: Il mio ultimo stipendio stato di 547 dollari al mese. Lavoro in media 12 ore al

giorno, sette giorni su sette. Va un po meglio ai camerieri. Brijesh Patel, indiano, ha lavorato per Costa Crociere dal 2000 al 2007: Lo stipendio iniziale era di 550 euro, ma con le mance capitava di raggiungere anche 1.500 euro. I ritmi di lavoro? Dalle 12 alle 14 ore al giorno, sette su sette.
BRIJESH Patel stato fortunato: il suo stipendio gli sempre stato versato in euro. A febbraio del 2010, racconta Herbert Rodelas, la compagnia ha iniziato a pagare noi extracomunitari in dollari. Con un cambio uno a uno: quindi i miei 547 euro si sono trasformati in 547 dollari. Una perdita secca, a valori attuali, di circa 150 dollari al mese. Proteste? Nessuna, temevamo di perdere il posto. Gi, perch i contratti di lavoro sulle navi sono a tempo determinato, vanno dai quattro agli otto mesi. E non esistono garanzie di rinnovo. Anche gli europei non se la passano bene. Monica Lommi, 35 anni, stata a bordo delle navi Costa come accompagnatrice turistica, posto per cui richiesta la conoscenza di almeno tre

lingue: Lavoravo dalle 10 alle 15 ore al giorno, sette giorni su sette. Cos per tutti i sei mesi di contratto. Lo stipendio? 900 euro al mese. La legge italiana prevede che sulle navi da crociera non si possa lavorare in media pi di 11 ore al giorno. Leo Gaggiano, referente unitario della Cgil per il gruppo Costa Crociere, assicura che i dipendenti della compagnia lavorano al massimo 10 ore, ogni settimana beneficiano di una giornata di pausa e le loro paghe sono superiori a quanto stabiliscono le organizzazioni

internazionali. Tutti i lavoratori del gruppo contattati sostengono per un'altra versione. Come Melissa Virdi, 30 anni, operatrice al front desk, compito per cui richiesta la conoscenza scritta e orale di almeno quattro lingue: Ero occupata sette giorni su sette, per almeno 12 ore al giorno, turni notturni compresi, e lo stipendio era di 700 euro al mese. COME possibile? Il trucco lo spiega una manager che per Costa Crociere continua a lavorare e perci preferisce l'anonimato: Ogni 15 giorni dobbiamo inserire in un modulo elettronico le ore lavorate dai dipendenti del nostro ufficio. Il programma non permette per di riportare una media superiore alle 11 ore al giorno, quindi i dati ufficiali non sono reali. Ecco spiegata la bella vita di chi lavora sulle navi da crociera. Gente che dorme in cabine da 6 metri quadri, da dividere in due, senza un obl perch quelli sono riservati ai clienti. Gente che ci ha rimesso la vita davanti all'isola del Giglio. cos, grazie all'abbattimento dei costi della manodopera, che i clienti possono permettersi crociere

a prezzi abbordabili. Anche in virt di quei filippini bistrattati perch incapaci di parlare italiano. D'altronde sarebbe difficile trovare migliaia di connazionali disposti a ricevere uno stipendio di 500 dollari al mese per una media di 84 ore lavorative a settimana. E infatti, nonostante la maggioranza dei clienti sia italiana, parlare la nostra lingua non indispensabile per lavorare sulle navi della Costa. Il requisito fondamentale la conoscenza basilare dell'inglese. Su una cosa i dipendenti tengono per a fare chiarezza: la preparazione alle emergenze. Tutti i lavoratori prima di imbarcarsi devono sostenere a spese proprie (500 euro) il Basic Safety Training, un corso di tre giorni in cui vengono addestrati alle tecniche antincendio, al salvataggio in mare e alle operazioni di primo soccorso. A ci si aggiungono le simulazioni di abbandono nave: procedure che ogni lavoratore deve svolgere una volta iniziato l'imbarco. Sono le stesse esercitazioni che i passeggeri saliti a Civitavecchia avrebbero svolto sabato, a 24 ore dall'inizio della crociera, proprio come prevede la legge.

Mercoled 18 gennaio 2012

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Da oggi al Senato la Giunta per le immunit discuter il caso Tedesco

ITALIA
carcerazione. Laccusa, questa volta, di associazione a delinquere. Se i partiti confermeranno i loro orientamenti, potrebbe finire come la volta scorsa: a favore degli arresti domiciliari si espressero Pd, Idv, Terzo polo. Contro il Pdl, mentre la Lega diede lindicazione di libert di coscienza. E nel segreto dellurna Tedesco fu salvato.

orna in Giunta per le immunit al Senato il caso di Alberto Tedesco dopo la nuova richiesta darresto, presentata il 19 dicembre scorso dalla Terza sezione penale del Tribunale di Bari. Gli atti riguardano linchiesta sulla malasanit in Puglia, in relazione alla quale laula di Palazzo Madama aveva gi respinto una prima richiesta di

IL CONSOLE PICCHIATORE
Parla Andrea Sesti: Vattani mi aggred al cinema Capranica nel 1989. Non ha mai chiesto scusa
Il video
Roma dellintervista completa di Marco Lillo ad Andrea Sesti oggi sul Fattoquotidiano.it di Marco Lillo

ndrea Sesti oggi ha 44 anni, lavora in una tv nazionale come responsabile dei palinsesti ed un uomo maturo con tre figli. I due pi grandi hanno 11 anni e 9 anni, l'et in cui si vede il telegiornale insieme e a cena si fanno discorsi sul bene e il male, le regole, la giustizia. Cose cos. In questi giorni Andrea Sesti ha avuto qualche difficolt a spiegare loro perch in Giappone, lItalia si fa rappresentare da Mario Vattani, luomo che, 22 anni fa, davanti al cinema Capranica di Roma ha partecipato alla spedizione punitiva che poteva uccidere Andrea prima ancora che potesse sognare di essere il loro pap. Il console Vattani, 22 anni dopo quella notte di sangue, stato sorpreso a cantare in pubblico come leader di una band rock di ispirazione fascista. Sono passati 20 giorni da quando lUnit, con uno scoop di Maria Grazia Gerina, ha svelato la doppia vita di Katanga come si fa chiamare Mario Vattani, figlio del presidente dellIce ed ex segretario generale del ministero degli esteri Mario Vattani. Il ministro Giulio Terzi di Santagata non ha ancora detto nulla di chiaro n di definitivo sul caso. E Andrea Sesti ieri tornato davanti al Capranica per lanciargli (in unintervista video pubblicata sul Fattoquotidiano.it) un appello: Mario Vattani deve essere rimosso. Non si mai pentito come dimostra quel video. E assurdo che rappresenti lItalia a Osaka, la terza citt giapponese.

Mario Vattani durante un concerto con la sua banda di estrema destra. Sopra, Andrea Sesti

Sesti cosa ricorda di quella sera del giugno 1989? Ero andato con tre amici e due amiche a vedere una rassegna di film horror al cinema Capranica, a due passi dal Pantheon. Durante la proiezione, incrociammo gli sguardi con tre-quattro ragazzi. Erano chiaramente di destra e gi noti a Roma. Come noi, che on eravamo noti n violenti come loro, sembravamo gi dai ve-

Rappresenta lItalia a Osaka. Lui e i suoi amici mi colpirono a freddo. E continuarono quando ero a terra

stiti, di sinistra. Poi la lite degener? No, niente di particolare. Noi avevamo dimenticato il diverbio e quando uscimmo eravamo tranquilli. Appena usciti per abbiamo scoperto che loro erano tornati in forze per un vero e proprio agguato. Erano una quindicina e ci aggredirono. Non ci fu nemmeno il tempo di scappare. Caddi subito per terra colpito da una spranga di ferro. Chi la colp? La sprangata mi colp alle spalle e non sono in grado di dire chi sia stato. Poi mi colpirono a terra, a sangue freddo, pugni e

calci. Tanti calci. Quali sono state le conseguenze per lei? Pesanti perch mi picchiarono a lungo anche quando ero ormai a terra. A parte la frattura alla parte sinistra della testa, infatti, mi hanno rotto un braccio, il setto nasale e riportai molti punti di sutura sul viso. Cosa ricorda di Vattani? Ricordo nitidamente Mario Vattani, era uno dei pi attivi. Una delle poche immagini che mi rimasta impressa in mente quella di Vattani che rincorre un mio amico con la cinta in mano su per le scale del cinema. Lho anche riconosciuto nei confronti fotografici e al processo ho detto che lo ricordavo. Tanto che il presidente Santiapichi sembr sorpreso ma io ero sicuro.

Chi ha partecipato alla spedizione punitiva? Cerano sicuramente i due gemelli Stefano e Germano Andrini, e poi un altro che fu arrestato (Andrea Pennacchietti) e cera certamente Mario Vattani, che invece fu assolto completamente. Unora prima della prima udienza arrivarono con un libretto al portatore da 90 milioni di vecchie lire e me li offrirono per ritirare la costituzione di parte civile. Non so chi li pag ma certo Vattani era tra i personaggi coinvolti quello che sembrava avere le maggiori disponibilit. Dopo il pagamento il processo si chiuse? No continu ma certamente senza la parte civile che ha un ruolo importante. Io, comunque, ho deposto davanti alla Corte ma alla fine Vattani stato assolto. Vattani ha mai chiesto scusa? No n lui n nessuno del suo

gruppo. Non c stata nessuna abiura. Anzi nei loro comportamenti successivi non hano fatto altro che confermare i loro ideali scellerati. Cosa hai provato a vedere il video di Mario Vattani che canta? Rabbia. Vattani due anni fa, in occasione del caso Mockbel-Andrini aveva rilasciato delle dichiarazioni che somigliavano a una presa di distanza da quel periodo. Era tutto falso. Quando ho visto il video ho provato rabbia. Il rito che fanno con la cinta durante i suoi concerti a me richiama in modo evidente limmagine di Vattani che insegue il mio amico. Nei testi delle sue canzoni parla di un uomo che viene buttato a terra e preso a calci con tanta rabbia da slogarsi la caviglia. Mi corso un brivido lungo la schiena: quella persona potrei essere io. Cosa chiede al ministro Giulio Terzi di Santagata? Una persona simile incompatibile con la diplomazia italiana e non pu essere il console della terza citt del Giappone. Io chiedo al ministro che Mario Vattani sia rimosso dallorganico del pubblico impiego dello Stato italiano.

SOLDI E NOTIZIE

Il peggior Sardo chi non vuol capire


Unit diretta da Claudio Sardo torna a prendersela con noi del Fatto, che saremmo smemorati perch nel 2006 Padellaro, quando dirigeva lUnit e Travaglio era una delle firme di punta del quotidiano, firm un appello per i finanziamenti pubblici ai giornali di partito. E allora? Noi mica abbiamo chiesto al governo di togliere i fondi pubblici allUnit (ci limitiamo, se la cosa non troppo provocatoria, a rifiutarli per noi). Abbiamo invece scritto che lUnit non ha informato i suoi lettori sul caso Malinconico subito dopo che il sottosegretario Malinconico aveva rinnovato i fondi pubblici allUnit. A proposito di smemorati: ma tre anni fa leditore dellUnit Renato Soru non aveva promesso di rinunciare ai fondi pubblici? (m.trav.)

Legge & posizioni

Kamasutra elettorale
di Fabrizio

dEsposito

rima domanda: il siPincomprensibile in qualastruso stema elettorale pi e tutto l'orbe terracqueo? La risposta di un esperto studioso, Kenneth Benoit: Il sistema elettorale ungherese , dimostrabilmente, il pi complicato al mondo. Ora, qual la proposta di riforma elettorale del Pd di Pier Luigi Bersani? Semplice: la linea ufficiale del partito, ratificata nel giugno dell'anno scorso, rappresentata dal sistema ungherese. Il quale, detto per inciso, combina quattro tipi di elezione per la stessa Camera (no, non chiedeteci di spiegarli) e adesso, in quel Paese, sta spalancando le porte a una dittatura di destra. Incredibile ma vero. L'eterno tafazzismo della sinistra si incasella nella voce sadomasochismo passivo (oppure semplice masturbazione) dell'italianissimo Kamasutra intitolato Porcellum con le ali. Ossia

tutti i modi possibili per riformare la legge elettorale senza fare nulla. Meglio, senza fare nulla subito e in maniera chiara. Dopo il doppio no della Consulta ai referendum contro la porcata ideata dal leghista Roberto Calderoli (sistema proporzionale corretto con premio di maggioranza e liste bloccate senza preferenze) infatti partita un'estenuante melina politica (effetto ritardante, non stimolante) per discutere della riforma da fare. Ovviamente ci sar un tavolone, tripartisan non bipartisan, coi partiti che sostengono il governo di Mario Monti: Pd, Pdl e Udc. A Napoli, tavolone sinonimo proprio di orgia. Un tavolone con triangolo in cui le posizioni sono aggrovigliate: Casini vuole il tedesco corretto, il Pd ha l'ungherese, ma come sintesi del francese e un po' del tedesco, il Pdl propende per la spagnola, intesa come via. Trasversalmente, poi, si sta sviluppando una passione per il sistema anglosassone. C'

chi gode cos, bisogna farsene una ragione. Almeno fino a ottobre, quando dopo nove mesi di gravidanza isterica, i partiti della Grande Coalizione tecnica partoriranno presumibilmente la creatura in vista delle elezioni politiche del 2013. Indovinare il sesso, cio la nazionalit, del neonato impossibile. Sempre che non ci sia prima il coitus interruptus, nella prossima primavera, del voto anticipato. In quel caso il tavolone della Terza Repubblica salta e si ritorna al bunga bunga della Seconda con il Porcellum. Nel Kamasutra per la legge elettorale, le varie posizioni sono una gradazione mista dei due sistemi universali: maggioritario e proporzionale. C' chi vuole il 75 per cento del primo e il 25 del secondo, chi 70 e 30, chi 80 e 20 e chi si complica la vita con l'ungherese in salsa italiana (Bersani): modello maggioritario a doppio turno con quota proporzionale, soglia di sbarramento e diritto di tribuna. Non

solo: la scelta della legge implica una scelta di sistema: rimanere nel bipolarismo (tendenza maggioritario) oppure ritornare alla partitocrazia sic e et simpliciter (tendenza proporzionale alla Casini)? Il politologo Giovanni Sartori sostiene da sempre che le leggi elettorali devono tenere conto di un potenziale di coalizione dei partiti o di un loro potenziale di ricatto. Ecco, probabilmente sar un sistema misto anche in questo, con prevalenza del ricatto sulla coalizione. Nel nostro Paese, il Kamasutra del Porcellum ha passato in rassegna pure il sistema

neozelandese. Merito del costituzionalista veltroniano Stefano Ceccanti, un patito delle leggi elettorali, che alcuni anni fa mand in piena notte un sms ad amici politici e giornalisti per manifestare il suo entusiasmo

I partiti alla prova della riforma: chi la vuole fare alla spagnola, chi alla tedesca, chi allungherese

per gli effetti del neozelandese. Oggi questo sistema (misto con il 45 per cento di proporzionale) piace a esponenti di vari partiti anche se lo stesso Ceccanti si orientato verso altre ipotesi: mantenere l'uninominale con varie alternative, non esclusa quella australiana che prevede turno unico con voto alternativo trasferibile e ballottaggio preventivo. Non da tutti pensare queste cose. Resta da capire solo come si comporr il trenino finale del post-Porcellum al tavolone triangolare. Bersani, con la linea ungherese, ha tutte le carte in regola per finire davanti a tutti, la posizione peggiore.

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Mercoled 18 gennaio 2012

ITALIE

IL BATTESIMO DEI PROFESSORI NELLINFERNO DI ROSARNO


Il ministro Riccardi tra i braccianti a due anni dalla rivolta
di Enrico Fierro Inviato a Rosarno (Rc)

N
PALERMO

Demenza senile per Provenzano


ernardo Provenzano sarebbe affetto da una grave forma di demeneza senile e non sarebbe in grado di partecipare al processo in cui imputato di omicidio. Lo ritengono i legali del capomafia, che hanno ottenuto dalla corte dAssise dappello di Palermo che venga effettuata una perizia.

osarno due anni dopo la rivolta dei braccianti di colore e la caccia al nero. Una citt che cerca di scrollarsi di dosso limmagine di Soweto di Calabria. La strada ancora lunga. Perch due anni dopo i problemi che incendiarono la rivolta sono ancora l. Clementine e arance attirano migliaia di disperati alla ricerca del lavoro. Oggi sono 4 mila uomini, africani e braccianti dellEst che affollano la Piana di Gioia Tauro. Ma loro giallo di queste terre vale meno di zero sui mercati. Per un chilo di clementine i grossisti mi danno 15 centesimi, 5 per le arance da succo. Una miseria. Piccoli coltivatori e grandi proprietari terrieri si lamentano allo stesso modo, ma continuano a produrre. E scaricano la loro crisi sui migranti ai quali offrono paghe da fame.

VENTICINQUE euro a testa, oppure un euro per ogni cassetta raccolta. Soldi ai quali va sottratta la mazzetta da dare al caporale, lorganizzatore delle braccia, spesso un africano o un bracciante dellest che ha fatto carriera. Soldi pochi, condizioni di vita disperate in baraccopoli da dove anche i topi scappano, eppure la gente continua ad arrivare. In un solo giorno ci racconta don Pino De Masi, animatore di Libera nella Piana nel paese di San Ferdinando sono arrivati dieci pullman con 500 tra bulgari e romeni. Altre braccia che la mattina presto si offrono nella piazze dei paesi in attesa di un ingaggio che per non arriva per tutti. Chi non fortunato vaga per tutto il giorno aspettando unoccasione. questo linferno che ieri ha voluto vedere da vicino il ministro per lIntegrazione, Andrea Riccardi. Perch governo tecnico dice al cronista vuol dire anche avere orecchie e occhi attenti alla realt. Il ministro entra nel campo di accoglienza organizzato dal Comune.

Ci sono container con brandine e riscaldamento, docce e bagni chimici, un barlume di vita civile per 120 migranti. Una goccia nel mare. Per gli altri ci sono i ghetti. Quello della fabbrica Pomona, dove una volta si trasformavano gli agrumi, fa paura. Fango dappertutto, per dormire improvvisate tende fatte di plastica e legno. Non ci sono bagni, i bisogni si fanno dove capita. un ghetto indegno di un paese civile dice il ministro , si tratta di situazioni che abbiamo lobbligo morale di rimuovere al pi presto. Ma basta spostarsi in quello che chiamano il centro storico della citt per capire che linferno non finisce in una fabbrica abbandonata. Vico Esperia, via Posta Vecchia, case pericolanti, tufi sbriciolati dalla pioggia, sottoscala e cantine di pochi metri quadrati dove vivono in dieci, venti persone. Per letto materassi impregnati di sudicio e umidit per terra. Il professor Riccardi entra nei tuguri e parla con i migranti. Nessuno protesta pi di tanto per le paghe basse o per le condizioni di vita, ma tutti chiedono una cosa sola: la carta, il permesso di soggiorno, il diritto di sentirsi cittadini. il frutto di leggi assurde contro gli immigrati. Il ministro rifiuta la polemica: Lintegrazione va costruita, qui non si tratta di rivolgersi al passato per stracciarsi le vesti, ma di aprire una stagione diversa.

Octavius imputat Octavius imputatOctavius imputatOctavius imputat (FOTO ANSA)

IL SINDACO di Rosarno si chiama Elisabetta Tripodi, stata eletta in una coalizione di centrosinistra, ha organizzato il campo da 120 posti e chiesto altri container che la Protezione civile le ha per rifiutato. Quanti soldi ha avuto dalla regione? Zero. Sto ancora aspettando i 25 mila euro per lemergenza di un anno fa, dei 3 milioni di euro promessi per la costruzione di alloggi popolari da destinare ai migranti neppure lombra. Promesse, piani mai realizzati nella Calabria degli sprechi, il ministro annota tutto, nella sala riunioni del Comune ascolta. Parla Mamma Africa, Norina Ventre, unanziana signora che da ventanni assiste chi ha la pelle di un altro colore. Domenica avevo 200 persone da sfamare, c bisogno di un centro di accoglienza. Cristiana, donna e mamma del Ghana che chiama pap il ministro: Ho due figli da mantenere, vanno a scuola, sono da undici anni qui in Italia, ma non ho ancora la cittadinanza. E poi Adam, bracciante di colore, rappresentante di Africalabra. E il senegalese Mamad che parla della necessit del contratto, perch la Bossi-Fini dice che se perdi il lavoro perdi anche il permesso. La situa-

zione il commento del ministro di vera emergenza, come soluzione provvisoria, sar realizzata una tendopoli nel territorio del comune di San Ferdinando, accanto a Rosarno, dove saranno trasferiti molti immigrati che in questo momento stanno trovando rifugio in situazioni inaccettabili. Ma c bisogno di una fase 2. Siamo in presenza di lavoratori fedelmente stagionali per cui necessario lavorare alla loro integrazione, costruire un ponte tra loro e i cittadini di Rosarno, a partire dalla lingua. In un momento di crisi, di poco lavoro anche per gli italiani, occorre spiegare bene a questi nostri amici che non rimarranno soli.

TORINO

Investirono una famiglia, arrestati

La raccolta degli agrumi attira ancora migliaia di disperati Il parroco: In un solo giorno sono arrivati in 500

DOPPIO INCARICO due deputati Pdl via dalla Camera iulio Marini Adriano si sono zioni ha deliberato lincompatibilit. G dimessi sonoaCamera. IParolideputati nuta opzione, la presidente di turno Ro-dalla due Dopo aver comunicato allaula lavve del Pdl che anche presidente della
provincia di Viterbo (secondo mandato, iniziato il 28 aprile del 2008) e sindaco di Brescia (dal 14 aprile del 2008), allo scranno di Montecitorio hanno preferito continuare a sedere sulla poltrona di presidente e di primo cittadino. In virt della legge che vieta lassunzione del doppio incarico tra parlamentare e sindaco di un comune sopra i 20.000 abitanti, la Giunta per le elesy Bindi ha riferito che al posto di Marini e Paroli sono stati proclamati Angelo Santori e Antonio Giuseppe Maria Verro, attualmente componente del cda Rai, e anche per il quale scatta il divieto del doppio incarico: Non ho ancora deciso, far le mie valutazioni, compatibilmente con i tempi consentiti dalla legge, ha spiegato ieri a proposito della scelta tra le due cariche.

l 3 dicembre scorso unauto lanciata a forte velocit travolse unintera famiglia sulle strisce pedonali a Torino, uccidendo un bambino di sette anni. Il conducente fugg senza prestare soccorso. Ieri la Polizia municipale di Torino ha arrestato due persone: si tratta di due italiani residenti ad Aosta di 25 e 33 anni, rispettivamente guidatore e passeggero. Laccusa omicidio colposo pluriaggravato, lesioni colpose con colpa cosciente e omissione di soccorso.

TORPIGNATTARA

Forse ucciso il ricercato


er la morte di Mohammed Nasiri, il marocchino ricercato per il duplice delitto di Torpignattara, il pm di Roma, Luca Tescaroli, non esclude alcuna ipotesi: suicidio, istigazione al suicidio oppure omicidio. Mohamed Nasiri stato trovato impiccato domenica in un casolare di campagna in zona Boccea a Roma.

Il ventennio della giustizia al contrario


MAGISTRATI A CONVEGNO: NON ABBIAMO MEZZI SERI PER COMBATTERE LA CRIMINALIT ECONOMICA
di Antonella Mascali

a verit nuda e cruda sul perch lItalia un Paese ancora pieno di corrotti, di evasori, di collusi con la mafia, la dice Piercamillo Davigo, ex pm di Mani pulite a Milano e giudice in Cassazione. Si fatto ci che non si doveva fare. Centrodestra e centrosinistra hanno reso pi difficile scoprire la corruzione e hanno reso pi facile il trucco dei bilanci e la costituzione dei fondi neri. Davigo ha parlato ieri a un convegno a Roma dellAssociazione nazionale magistrati. Allo stesso tavolo si sono ritrovati chi persegue la criminalit economica, come il procuratore aggiunto Francesco Greco e chi la mafia, come il procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone (in pole position per guidare la procura di Roma) e il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso.

TUTTI, a cominciare dal presidente dellAnm, Luca Palamara e dal segretario, Giuseppe Cascini, chiedono lintroduzione di reati come lautoriciclaggio, la corruzione privata, il traffico di inf luenza; tempi di prescrizione pi lunghi per i reati economici, la riscrittu-

ra del ddl anti corruzione, ora un testo inutile che giace alla Camera. questa la sfida, di fatto, che viene lanciata dal convegno dellAnm al ministro della Giustizia, Paola Severino, assente per gli impegni in Parlamento. Greco, capo del dipartimento reati finanziari di Milano ed ex pm di Mani pulite, mette in dubbio lelenco di priorit del governo: Chi contribuisce maggiormente alla crescita zero di questo Paese la domanda retorica che si pone il tassista o levasore fiscale? C un aumento smisurato di reati economici, causa principale della crescita zero dellItalia. Il magistrato denuncia che il 90% dei reati fiscali va in prescrizione e come Davigo, dice che non esistono mezzi seri per combattere la criminalit economica. La prescrizione scatta dopo 7 anni e mezzo. Se scopriamo dopo 5 anni una corruzione anche di 100 milioni di euro, non riusciamo a ottenere una sentenza definitiva perch in soli due anni e mezzo dobbiamo trovare le prove e andare a processo con 3 gradi di giudizio. Dalla denuncia alla proposta: Da 20 anni gli organismi internazionali ci dicono cosa fare e non lo facciamo. Lelenco significativo di quanto successo nellera

berlusconiana inframezzata da due governi di centrosinistra. Ci chiedono ricorda Greco trasparenza contabile, invece abbiamo depenalizzato il falso in bilancio. Ci chiedono trasparenza dei flussi finanziari, invece non abbiamo introdotto il reato di autoriciclaggio. Ci chiedono tempi pi lunghi per perseguire la corruzione e le frodi fiscali e invece abbiamo varato la ex Cirielli che ha dimezzato la prescrizione. Ci chiedono strutture di coordinamento e invece abbiamo decine di organismi, spesso litigiosi fra loro. Secondo Greco ci vorrebbe un Autorithy veramente indipendente in materia di riciclaggio, evasione e frode fiscale. Il procuratore aggiunto si schiera anche contro un accordo con la Svizzera (raggiunto da Germania e Gran Bretagna) per recuperare i capitali italiani trasferiti illecitamente: sarebbe una forma di condono. Bisogna adottare degli strumenti legislativi interni per recuperare quel denaro. A proposito di nuovi poteri di indagine, Greco vorrebbe un controllo sulle agenzie internazionali di rating che vivono in una sorta di free zone. Va gi pesante anche Grasso. Ricorda alcune cifre che messe una dietro laltra, sono impressionanti. Evasione fisca-

le: 120 miliardi; fatturato dellindustria del riciclaggio:150 miliardi, pari al 10% del Pil annuo dell'Italia; corruzione: 60 miliardi. Il procuratore nazionale ha parlato anche del partito degli evasori, nato perch la ricerca del consenso politico si attuata attraverso agevolazioni e privilegi, scudi fiscali e condoni. IL PROCURATORE Pignatone, daccordo sulle proposte di riforma avanzate dai suoi colleghi, ricorda anche la storia fallimentare della legge degli anni 90, che ha concesso alle banche il potere istruttorio per la concessione di finanziamenti europei alle imprese: Spesso i contributi, per esempio in Calabria, finiscono alla ndrangheta. Al convegno di ieri c stata anche una tavola rotonda con il ministro Filippo Patroni Griffi e il presidente dellInps, Antonio Mastrapasqua, che per non ha alcuna responsabilit nella vendita al ministro, a prezzo stracciato, della casa con vista Colosseo. Tra i componenti dellAnm c chi era sicuro che Patroni Griffi non si sarebbe presentato e ufficiosamente ci dice che gli ospiti sono stati decisi prima che il Fatto rivelasse la storia del fortunato inquilino dellInps diventato ministro.

NAPOLI

Ancora ordigni contro Equitalia


re ordigni artigianali sono scoppiati davanti alla sede di Equitalia a Napoli. Le esplosioni hanno provocato la rottura dei vetri e danni a tre saracinesche. Nessun danno a persone. A Roma, alcuni manichini impiccati sono stati collocati nella notte davanti alla sede di via Aurelia. Lo riferisce in una nota l'associazione di destra Roma Nord, rivendicando il gesto. una protesta contro i metodi di riscossione della societ dell'Agenzia delle Entrate.

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COSE DI CASTA
di Gianni Barbacetto

hiss che cosa pensa don Julin delle vacanze di Roberto Formigoni. Don Julin Carrn lerede di don Luigi Giussani che da sette anni guida Comunione e liberazione. I ciellologi sostengono stia ora tentando, assieme al cardinale di Milano Angelo Scola, di raddrizzare la rotta al movimento, dopo lubriacatura berlusconiana e gli scandali allombra del Pirellone. Lultimo colpo stato larresto di Massimo Ponzoni, ex assessore del presidentissimo della Regione Lombardia. Il ragioniere che curava i conti (piuttosto disastrati) delle societ di Ponzoni, Massimo Pennisi, in una sua lettera-testamento scrive: La stessa Immobiliare Mais ha pagato varie volte noleggi di barche e vacanze esotiche allo stesso Ponzoni e al suo capo Formigoni. Una societ di Ponzoni dunque, la Immobiliare Mais, secondo il ragioniere avrebbe saldato il conto di barche e vacanze al Celeste. Pi che imbarazzante, se si dimostrasse vero: ma Formigoni ha smentito subito con decisione e ieri ha cinguettato su Twitter: Whoever wishes to delegitimize the political system of the Lombardy Region is deluding himself (Chiunque speri di delegittimare il sistema politico della Regione Lombardia sta deludendo se stesso).

FORMIGONI, DEVOTO ALLE BARCHE DI LUSSO


La passione del presidente per le vacanze a spese altrui
to Cl accusato dalla Procura di Milano di aver fatto sparire nei suoi conti allestero i soldi sottratti al San Raffaele di don Luigi Verz. E non c solo la barca del faccendiere che sussurrava a Formigoni. C anche laereo di don Verz. Su quel velivolo il Celeste volato a Saint Marteen, Caraibi. Parola di Stefania Galli, fedele segretaria di Mario Cal, sventurato braccio destro di don Verz: Ricordo che una volta, detta a verbale, mi fu chiesto dal dottor Cal di prenotare un volo per Saint Marteen a bordo del quale ci sarebbero stato Dacc e Formigoni. Ci aveva provato, a non avere la tentazione di andare sulle barche degli altri. Nei primi anni del Duemila aveva la sua, 15 metri e due motori da 400 cavalli: Obelix, ormeggiata nel porto di Lavagna, in Liguria. Oddio, non era proprio sua: in quanto membro dei Memores Domini, nucleo dacciaio di Cl, ha fatto il voto di povert, oltre che di obbedienza e di castit. Era una barca comunitaria, Obelix, propriet collettiva dei Memores. Il vecchio proprietario, Adelio Garavaglia, laveva venduta nel 2002 a persone tutte del Gruppo Adulto di Cl: Fabrizio Rota, Alberto Perego, Alfredo Perico e Formigoni. In pi, cera anche Oriana Ruozi, unica non appartenente ai Memores e moglie di Mazarino De Petro, braccio destro del presidentissimo (condannato e poi prescritto per le tangenti degli affari petroliferi Oil for food con Saddam). Garavaglia aveva incassato 670 milioni di lire, 470 dichiarati e 200 in nero. Il pagamento di Obelix unavventura. Formigoni versa a Garavaglia 111 mila euro dai suoi conti: 10 mila nel gennaio 2002 con un assegno della Banca Popolare di Sondrio; 51 mila euro nel febbraio 2002 con un bonifico che parte dalla Banque Populaire dAlsace; e 50 mila euro nel luglio 2002 con un altro assegno della Popolare di Sondrio. Il resto lo paga De Petro un po alla volta, per lo pi in contanti. RACCONTA Garavaglia: Ci incontravamo nei fine settimana a Lavagna, nei pressi della mia ex imbarcazione; io chiedevo a De Petro se avesse portato qualcosa per me, e lui tirava fuori dal suo borsello a tracolla mazzette di banconote tenute insieme da un elastico, sempre tra i 10 e i 15 mila euro per volta. In altre occasioni, Garavaglia incassava assegni, a volte intestati a nomi falsi (gli inesistenti Carlo Rossi e Giancarlo Rossi).
Roberto Formigoni in barca (FOTO OLYCOM)

NON PU negare di essere salito sullo yacht di un altro arrestato, il faccendiere Piero Dacc: lo incastrano le foto. Pantaloni bianchi, torso nudo o canottiera fucsia, il Formiga se la gode in buona compagnia, nel mare cristallino della Costa Smeralda. E Dacc il mediatore targa-

Si aperto un conflitto ai vertici di Cl : don Carrn e monsignor Scola contro i formigoniani

Massimo Ponzoni e Piero Dacc, entrambi arrestati, nellelenco dei benefattori

I Memores si affollano a portar soldi per pagare Obelix. Alberto Villa, per esempio, versa 10 mila euro presi da una cassetta di legno che tiene sotto il letto. la mia esigua quota di partecipazione, spiega al pm Alfredo Robledo. Quando questi gli dice che dagli atti non risulta tra i proprietari, Villa cade dalle nuvole: Apprendo solo in questa sede di non avere alcuna partecipazione nella propriet dellimbarcazione, ero convinto di esserne proprietario anchio. Chiss se don Julin Carrn sa queste cose. Dicono che il suo programma sia ora quello di mettere al riparo Cl-movimento ecclesiale da Cl-Compagnia delle Opere-movimento economico e politico. Ha addirittura minacciato di dimettersi e di tornarsene in Spagna: vedremo chi vincer, tra lerede spirituale di don Giussani e il presidentissimo dalle vacanze pericolose.

Partecipate allaumento di capitale: conto alla rovescia, il termine scade il 27 gennaio.

Ultimi giorni per nuovi traguardi.


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UniCredit, la banca made in Italy nel mondo.

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Mercoled 18 gennaio 2012

ALTRI MONDI
Onu Il secondo che divide il mondo Anni di discussioni all'Onu per decidere se spostare le lancette del mondo di un secondo: dopo un decennio di dibattiti, i 192 Paesi membri dellUnione internazionale delle telecomunicazioni (Itu) dovranno pronunciarsi a Ginevra sul destino del leap second, il secondo intercalare che dal 1972 sincronizza a intervalli irregolari il tempo coordinato universale (Utc), o tempo atomico, al tempo della rotazione terrestre, che subisce l'influsso di alcune variabili (FOTO LAPRESSE) Gran Bretagna S al nuovo yacht per la regina Ministri
in metr e in autobus, se non in bicicletta; ma s allo yacht per la Regina. Il premier David Cameron si dichiarato a favore di un nuovo panfilo reale da regalare alla sovrana nei 60 anni della sua ascesa al trono. Cameron ha avallato lo splendido progetto (dal valore di 80 milioni di sterline) di un Britannia Due con cui festeggiare questanno il Giubileo di Diamante purch non vi vengano impegnati finanziamenti dello Stato (FOTO ANSA)

CRISI ALLA CINESE IL PIL SALE SOLO DEL 9%


E la popolazione urbana supera per la prima volta quella rurale
di Simone Il centro di Shanghai (FOTO ANSA)

Pieranni
Pechino

a Cina si urbanizza, decresce lievemente, inonda le reti telematiche e mette nel mirino un 2012 di stabilit e ritorno alla crescita. la fotografia del paese nel 2011, dopo la pubblicazione dei dati eco-

nomici da parte dell'Istituto Nazionale di statistica. Per la prima volta la popolazione urbana supera quella rurale, in un paese con tradizione e spirito agricolo. Il 51,27% del miliardo e 340 milioni di cinesi, vive infatti in citt a seguito di una mastodontica opera di urbanizzazione, che ha spogliato i centri rurali. La

crescita della popolazione urbana stata dell'1,32% pi alta rispetto al 2010. Tra i nuovi cittadini sono inclusi infatti anche i lavoratori migranti, la schiena e le mani dello sviluppo cinese, per un numero di 252 milioni. I migranti, proprio loro, quelli che alcuni giorni fa, un procuratore capo di Shenzhen

FALKLAND Dopo 30 anni abbraccio tra ex nemici guerra Falkland del tra A quasi trent'anni dallaveteranodelleLeeds900partito1982due Argentina e Gran Bretagna, con oltre morti sui fronti in 74 giorni, un di per incontrare e abbracciare il nemico, un pilota argentino che credeva daver ucciso. Il 22enne Neil Wilkinson, a bordo dellIntrepid, aveva abbattuto un aereo da combattimento Skyhawk durante labattaglia della Baia di San Carlos, ma non sapeva che il pilota Mariano Velasco era sopravvissuto. Dopo averlo incontrato, siamo diventati amici, ha detto Wilkinson citato dalla Bbc. Allepoca del conflitto era addetto alla contraerea a bordo dellIntrepid e quel giorno era stato lunico ad aprire il fuoco. Limmagine dellaereo abbattuto che scompariva lasciando una scia di fumo lo aveva accompagnato per anni. Velasco ha rievocato il momento in cui stato colpito in un attacco che lo ha costretto ad azionare l'espulsione del seggiolino e quindi a camminare per 16 chilometri sull'isola, ferito alla caviglia, fino a un rifugio dove venne soccorso.

Il totale degli abitanti della Repubblica popolare ha superato i 2,5 miliardi


con una proposta choc voleva mandare via dalla citt, attraverso la demolizione di massa dei loro dormitori. Un'idea gi ritirata, ma che dimostra l'esistenza di un problema sociale, sotto la coltre armonica propagata dai media di Stato. Questione sociale sotto osservazione, a maggior ragione dopo le statistiche sulla salute economica del paese: seppure con numeri impor-

tanti, la Cina nel 2011 ha rallentato: secondo i dati diffusi nella mattinata pechinese di ieri la crescita del Dragone nel 2011 stata complessivamente del 9,2%, rispetto al 10,4% del 2010. Nell'ultimo trimestre la crescita del Prodotto interno lordo cinese stato dell'8,9% confermando un trend in discesa. Nel 2011 la produzione cresciuta del 13,9%, pi lentamente rispetto al 2010 a causa della crisi in Usa ed Europa. Sono cresciuti meno anche gli investimenti del governo in infrastrutture urbane e le vendite al dettaglio. Gli analisti cinesi per dispensano un cauto ottimismo: la lettura politica dei dati economici vede infatti alcune cause precise del rallentamento: da un lato la diminuzione degli ordini a causa della crisi europea e americana, dall'altro una necessaria politica di stretta al credito, che ha frenato la crescita, ma ha anche cercato di limitare l'inflazione, che sul finire dell'anno si attestata al 4,1% (dopo aver

1, 34 MILIARDI

4,1%

IL NUMERO DEI CINESI CHE ORMAI VIVE NELLE CITT


raggiunto anche vette del 6,5%). Il 2012, secondo le autorit cinesi, rivedr una spinta alla crescita, in modo da tenere sotto controllo quanto pi importante per Pechino, ovvero la stabilit sociale. A fine del 2012 infatti cambieranno i vertici politici, con la definitiva ascesa della quinta generazione di leader. Pechino non vuole problemi sociali e, come specificato dalle autorit ieri, proseguir sul tasto delle riforme iniziate trent'anni fa da Deng Xiaoping.
NEI GIORNI SCORSI anche il China Internet Network Information Center (Cnnic) ha rilasciato dei dati, questa volta sull'Internet cinese: la Cina ha 513 milioni di utenti online, di cui la met gestisce almeno un microblog. 55,8 mi-

IL TASSO DI INFLAZIONE, IN CRESCITA


lioni sono i nuovi utenti Internet del 2011, con un tasso di penetrazione del 38,3%. Il numero di microblogger aumentato del 296% raggiungendo il numero di 250 milioni a dicembre scorso, il che suggerisce che circa la met degli utenti di Internet utilizzano microblog, specifica il rapporto. Aumentato l'anno scorso l'uso di Internet anche nelle aree rurali (8,9 punti percentuali) raggiungendo la cifra di 136 milioni di persone, pur esistendo ancora enormi disparit tra regioni ricche e povere. Le statistiche dimostrano come esempio che pi del 70% dei residenti di Pechino ha utilizzato Internet lo scorso anno, mentre solo il 24,2% delle persone della provincia di Guizhou si potuta collegare alla rete.

La tregua armata degli spagnoli per gli inganni di Rajoy


A DUE MESI DAL VOTO IL PREMIER DISATTENDE LE PROMESSE ELETTORALI PER FRENARE LA CRISI E CROLLA NEI SONDAGGI
di Alessandro

Oppes
Madrid

frase, la pi L ultimanel marmo. Erecente, di quelle che meritano di essere scolpite che rischiano di segnare, tristemente, unepoca. Nella vita filosofeggia Mariano Rajoy niente per sempre. Gli spagnoli, in verit, hanno cominciato a rendersene conto, quando non trascorso neppure un mese dallinsediamento alla Moncloa del leader del Partito popolare. Di promesse, in campagna elettorale, ne aveva fatte ben poche, tanto da meritarsi gi lappellativo di Muto di Galizia, la sua terra dorigine.
MA ANCHE I RARI, presunti pilastri del Rajoy-pensiero hanno cominciato a essere smontati sin dalla prima riunione del Consiglio dei ministri. Il pi clamoroso? Laumento dellIrpef per tutte le fasce di reddito, fino a un incremento massimo del 7 per cento per i pi ricchi. Non solo negava di voler ritoccare le imposte, ma sosteneva che

lunico modo per far ripartire leconomia era abbassarle. Le videoteche sono letali, sghignazza sarcastico il conduttore del talk-show televisivo Al rojo vivo. E subito dopo manda in onda, tutto difilato, ventuno dichiarazioni della segretaria generale del Pp, Maria Dolores de Cospedal, pronunciate prima del voto del 20 novembre: Ridurremo le imposte, non aumenteremo le imposte, meno imposte, e via promettendo. Tutto dimenticato in un baleno. Cos come la strenua opposizione alla Tobin Tax che, quando veniva proposta dai socialisti, era liquidata dal responsabile economico dei popolari (oggi ministro

delle Finanze), Cristbal Montoro come retorica inutile su figure tributarie inesistenti e inapplicabili. Due giorni fa, comparendo accanto a Nicolas Sarkozy, Rajoy diceva senza arrossire: Io sono a favore della tassa sulle transazioni finanziarie. Dopo avergli firmato un assegno in bianco, consegnandogli la maggioranza assoluta in Parlamento, gli spagnoli cominciamo a manifestare sconcerto. Un sondaggio dellistituto Sigma Dos pubblicato su El Mundo (che pure uno dei quotidiani pi vicini al premier) rivela che 6 elettori su 10 si sentono gi ingannati da Rajoy. Tra questi, ci sarebbero anche il 30 per cento di quanti

hanno votato per il Partito Popolare. Lui si difende sostenendo che non aveva alternative, che la situazione di bilancio trovata al momento dellinsediamento era molto pi grave di quella che gli era stata annunciata dal governo uscente. EPPURE, sin dal giorno successivo al voto, Soraya Senz de Santamara (poi nominata vice-premier) ha curato personalmente il passaggio delle consegne tra il vecchio e il nuovo esecutivo. E dopo settimane di lavoro a stretto contatto con i ministri di Zapatero dichiar che i popolari avevano ricevuto tutte le informazioni necessarie, tanto che si dichiaravano pienamente soddisfatti. Un altro inganno? possibile. Anche perch, se il deficit ammonta all8 per cento (anzich il 6 previsto) una grossa responsabilit imputabile alla voragine nei conti delle amministrazioni regionali, quasi tutte governate dal Pp. A cominciare dalla Comunidad Valenciana, per anni indicata dallo stesso Rajoy come esempio di buongoverno, e ormai paragona-

Dopo la manovra di Natale da 15 miliardi se ne prepara gi unaltra attorno ai 40 miliardi

ta in seguito alla sua disastrosa situazione finanziaria a una nuova Grecia. Risultato: il drastico pacchetto dausterit da 15 miliardi approvato alla vigilia di Natale diventato solo lantipasto di una manovra molto pi pesante che potrebbe ammontare ad almeno 36 miliardi, forse 40. Sar il pi duro plan de ajuste della democrazia, anche se per ora resta il mistero su quali saranno i tagli di spesa e le nuove entrate. Di certo, alla promessa di non aumentare lIva, ormai non crede nessuno. E cos pure agli impegni per varare, a qualunque costo, una riforma del mercato del lavoro, anche in assenza di un accordo tra confindustria e sindacati. Lultimatum del governo alle parti sociali scaduto dieci giorni fa ma Rajoy, ancora ieri, ripeteva allargando le braccia: Il governo non pu fare tutto da solo. La piazza, per il momento, tace. Gli indignados appaiono in ritirata strategica, in attesa di individuare nuove, efficaci forme di lotta. Di sicuro, la tregua non durer a lungo.

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ALTRI MONDI
SudSudan Cinquanta morti in scontri etnici Sono
almeno 51 le persone uccise in scontri etnici nello Stato di Jonglei, nel SudSudan. Lo ha denunciato il governatore regionale Kuol Manyang precisando che le vittime sono in maggioranza donne e bambini. Nella notte hanno incendiato la citt. 51 sono le morti accertate e sappiamo che ci sono 22 (feriti, ndr) trasferiti a Juba, ha detto il governatore. Sono decine di migliaia i profughi nella regione a causa degli scontri (FOTO ANSA)

Etiopia Miliziani uccidono turisti stranieri


Miliziani armati avrebbero ucciso un turista tedesco e uno austriaco in Etiopia, nella remota regione settentrionale dell'Afar: lo ha reso noto la televisione di Stato citando fonti delle forze di sicurezza, secondo cui un sesto turista riuscito a fuggire illeso. L'aggressione risale alla sera di luned. Gli assassini, ha aggiunto l'emittente, sarebbero sconfinati dalla vicina Eritrea (FOTO ANSA)

LA COPPA DEI POVERI LA RICCHEZZA DEL GABON


Al via il torneo africano tra business e rivoluzioni
di Giampiero Calap e Luca De Carolis

lzare la Coppa dAfrica al 90 minuto della finale, il 12 febbraio, sarebbe un miracolo, un sogno per i calciatori libici. Non sono pi comandati dalla follia di Saadi Gheddafi, figlio del ras sopravvissuto alla Seria A italiana e alla guerra, ma neppure possono contare sulle cure da Ct di Claudio Gentile, nato a Tripoli, che prima della cattura di Gheddafi senior aveva alimentato il sogno. Ne restano pochi di sogni a questa Coppa dAfrica, che ritorna per la prima volta ospitata dai poverissimi Stati di Gabon e Guinea Equatoriale dopo la Primavera araba che ha rivoluzionato lassetto geopolitico della parte Nord del continente e con un Sudan, in gara, orfano del Sud dopo una guerra sanguinosa e la secessione. Ritorna non in grande stile, con una sola super-stella pronta al fischio dinizio, quel Didier Drogba che ora nel Chelsea non riesce pi a brillare, ma che, assieme a Yaya Tour, dovrebbe portare la sua Costa dAvorio, favorita, a una vittoria monca, perch non si sono qualificate le squadre di maggior blasone: lEgitto, appunto, il Camerun di Etoo, la Nigeria e il Sudafrica.

Grande assente quindi, lEgitto, che fu di Mubarak, mentre ogni tanto piazza Tahrir si riempie ancora per protestare contro i militari al potere. C per la Tunisia del post-Ben Al, accreditata tra le favorite alla vittoria finale. Ma questa Coppa dAfrica, lultima che verr disputata in anni pari (per non sovrapporla pi ai Mondiali), parler anche cinese. La cinesizzazione di questa parte dAfrica in atto e, appena sintravede il

petrolio, come in Gabon, appunto, Pechino non tarda ad arrivare. Il nuovo stadio di Libreville, capitale del Gabon, stato costruito con i 370 milioni di dollari arrivati dal governo di Hu Jintao (per il nuovo Juventus Stadium a Torino hanno speso poco pi di 100 milio-

ni). Denaro, quello di Pechino, per un impianto da 40 mila posti, modernissimo, realizzato in 22 mesi proprio da una ditta cinese (con tanto di operai della grande madre patria Cina al seguito, impegnati nella realizzazione dellarena del pallone dAfrica): la Shanghai Construction. Non a caso, intitolato stadio dellamicizia cino-gabonese. Allinaugurazione dello scorso 15 novembre, celebrata con lamichevole Gabon-Brasile, era presente anche lambabuio, rendendo inutili i maxi-schermi disseminati per la citt. Un contrattempo che ha il sapore del contrappasso: quasi che la sorte volesse ricordare al Gabon che certi lussi non sono sostenibili. Da Libreville per dipingono la Coppa come un volano per leconomia nazionale. Grazie ai lavori di preparazione del torneo, il pil del Paese cresciuto del 4,2% nel 2011, mentre per il 2012 si prevede un +4,8%. Unimpennata che, sempre secondo fonti locali, dovuta al piano quinquennale del governo: previsti investimenti in infrastrutture per 9 miliardi di dollari. Bilanci da capogiro, mentre in Europa le agenzie di scommesse seminano quote e previsioni sul torneo. Per la Snai, la favorita la Costa dAvorio di Drogba, quotata a 2,5. Seguono il Ghana, orfano del milanista Boateng (ha lasciato la Nazionale per dedicarsi solo ai rossoneri) a 5, e il Senegal a 7. Ma c pi duno che punta sul Mali, quotato a 10 assieme alla Tunisia.

sciatore cinese. Presenza di riguardo, al varo dello stadio che il 12 febbraio ospiter la finale della Coppa dAfrica. Peccato, per, che allinizio della partita inaugurale ci sia stato un black-out di un quarto dora. La gara poi ripresa, ma a Libreville lhanno vista in pochi. Interi quartieri, come la zona universitaria, sono rimasti al

Seydou Keita (Mali) e Didier Drogba (Costa dAvorio). Nella foto piccola, Saadi Gheddafi
( FOTO ANSA)

Sabato calcio dinizio per 16 squadre, tra cui Libia e Sudan, in due degli Stati meno sviluppati del continente

SENEGAL Lepopea di Youssou Ndour

Il cantante che vuole essere presidente


di Alessio Altichieri

dispiaciuta che Yous sou Ndour, ail molti lalanotiziaconquist i cantante che giovani occidentali con musica mbalax, si candida alla presidenza del suo Paese, il Senegal, che fu perla del colonialismo francese ed ebbe il raffinato poeta Lopold Senghor come primo presidente dopo lindipendenza. Immagina Paul McCartney che voglia fare il premier, scrive lObserver. E con quale programma?, dice a Le Monde il direttore di Le Quotidien di Dakar, Madiambal Diagne: perch, effettivamente, rimettere al lavoro il Senegal, come recita lo slogan di Ndour, progetto assai vago.
PI SEVERO Christopher Caldwell, sul Financial Times, che accusa Ndour dimportare in Africa, lui che stato un esportatore netto di cultura africana, un vizio occidentale, quello di usare la celebrit per fini politici. Con una contraddizione: Mister Ndour promette lealt agli elettori del Senegal, ma deve la sua fama e quindi la sua forza politica ai consumatori stranieri. Insomma, vuole vendere in patria un successo internazionale: cos grave? Proprio perch sta a cavallo tra occidente e

Africa profonda, il caso notevole. Youssou Ndour un africano autentico, non lartificio di case discografiche. Figlio di un meccanico dauto, cominci a cantare da bambino, nelluso dei trovatori dellAfrica occidentale, i djeli, depositari delle tradizioni orali. Al meglio, questi bardi africani sono cantori dinni religiosi, al peggio alzano lodi al potente di turno. Ndour, che da bambino cantava alle cerimonie di circoncisione, emerse a fine anni 70, fu sentito a Parigi da Peter Gabriel, gi cantante dei Genesis, e lanciato in Europa. Il piccolo principe di Dakar, comera chiamato, appagava la fame di esotismo etnico degli anni 80 e sfond, vincendo un disco di platino, con 7 Seconds, cantata in duetto, in inglese e in Wolof, con Neneh Cherry: perfetta conta-

minazione. Si esibito con Sting, Springsteen e tantissimi altri, ma ha tenuto la linea: nel 2005 ha vinto un Grammy con Egypt, un album di canti musulmani. Politicamente, Ndour correttissimo. Il suo islam, della fratellanza sufi maggioritaria in Senegal, moderato quanto basta: Sono un musulmano moderno, prego, e se ho dubbi chiedo a chi ne sa pi di me. Penso che sbagliato usare la religione in politica e che non si debba uccidere neanche una persona per la causa dellislam. Ha invocato la liberazione di Nelson Mandela, stato ambasciatore per lUnicef, ha sostenuto Amnesty International, ha toccato temi spinosi come la crisi in Darfur, la carestia in Somalia e la fame dinternet degli africani. Ha interpretato Amazing Grace,
Youssou Ndour (FOTO ANSA)

il film di Michael Apted sullo schiavismo. Eppure alcuni paragonano la sua candidatura al fallito assalto del calciatore George Weah alla presidenza della Liberia, nel 2005. O, anche, ai frustrati tentativi di Fela Kuti, il pioniere dellafropop, arrabbiato, poligamo e panafricanista, di abbattere le dittature che infierivano sulla sua Nigeria. SONO CONFRONTI che non convincono. Il Senegal, per i parametri africani, non linferno, bens un purgatorio: Abdoulaye Wade, il presidente di 85 anni che cerca il terzo mandato negato dalla Costituzione, un megalomane che ha intitolato al Rinascimento africano il pi grande monumento del continente, un bronzo stalinista di 47 metri che incombe su Dakar, che vorrebbe fare vicepresidente il figlio Karim e che malgoverna uneconomia scassata, con disoccupazione al 50 per cento, ma non il tipico dittatore africano. E il Senegal, in mezzo secolo dindipendenza, non ha mai patito un colpo di Stato: anche queste elezioni, il 26 febbraio, sannunciano pi o meno regolari. N Youssou Ndour pu essere leroe vendicatore venuto dal nulla: grazie a oculati investimenti delle sue royalties, a 52 anni oggi luomo

la personalit pi famosa in patria e allestero. Ma la sua candidatura viene criticata anche in Europa

pi ricco del paese (controlla un giornale, una stazione radio, uno studio dincisione) e di gran lunga il pi celebre. Come raccontano i giornalisti che lhanno intervistato a Dakar, ammette di essere nella grazia di Dio. Ora chiede solo la certificazione popolare, cio lelezione a presidente. Messa cos, la vicenda sembra solo lennesimo capitolo nella serie dei big men, la sindrome degli uomini onnipotenti e carismatici, che tanto hanno contato (nel bene, come Nyerere in Tanzania, o nel male, come Mugabe in Zimbabwe, e tanti altri) nellAfrica post-coloniale. In fondo, sono anni che i ragazzini a Dakar applaudono il cantante al grido di Youssou presidente!. Sarebbe, pi che la maligna influenza della cultura della celebrit occidentale sullAfrica, il ritorno a un vecchio vizio indigeno. Eppure Richard Dowden, presidente della Royal African Society di Londra e uno dei massimi esperti occidentali del continente, non dispera: ha dedicato al Senegal un capitolo affettuoso del suo superbo libro Africa: Altered States, Ordinary Miracles e conosce bene Youssou Ndour: una persona davvero seria, che simpegna per le cause che sposa. Perci il Senegal (e forse lAfrica stessa) deve ora sperare nella sua buona volont.

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Mercoled 18 gennaio 2012

SECONDOTEMPO
SPETTACOLI,SPORT,IDEE
in & out

CARLO MONNI

Da Benigni a Nuti, da Benvenuti a Ceccherini: un attore-icona della toscanit racconta quarantanni di carriera. Ora scrivo unopera rock e smetto
di Andrea

GODO DI PI A POGGIBONSI CHE A NEW YORK


Scanzi

Beyonc La star si sbianca con Photoshop: proteste dei fan

Tarantino Il suo film del 2011? Midnight in Paris di Woody Allen

Farhadi Per Teheran, Una separazione distorce la realt

Festival LHeineken Jammin si sposter da Mestre a Milano

ozzone ha gli occhi stretti, piccole fessure consumate da molte risate e qualche lacrima. Indossa un cappotto marziale, pi adatto alla vecchia Unione Sovietica che alle Cascine. Qualcuno lo riconosce e glielo fa notare. Lui, Carlo Monni, 69 anni, risponde ironico: Vado a conoscere la suocera, almeno il primo giorno mi fo vede per bene. Linusuale eleganza interrotta dagli immancabili sandali, devastati da calzini bianchi che sfidano la fanghiglia di una Firenze allagata. I toscanismi si alternano a stilnovismi improvvisi: Devo ancora desinare, Poi prendo il tramvia e mi reco a teatro, bello progredire sullerba. Niente cellulare, la passione per il bere, poca voglia di stare in casa: Dopo un po mi rompo i coglioni. Un fastidio per il registratore (Puoi tenerlo spento?). I capelli lunghi, da profeta. Ne interpretai uno, per un film Rai di Ugo Gre-

goretti, Lassedio di Firenze. Era il 75. Salii sul pulpito, in una Chiesa vera: finzione pura, ma la gente mi ascoltava e aveva paura sul serio. Lintervista coincide con una lunga passeggiata, lungo la riva destra dellArno. Vengo spesso qui. Il Ceccherini dice: Dov i Monni? A battere alle Cascine. Come le prostitute. Il Bozzone che diceva cose sboccatissime in Berlinguer ti voglio bene, e trasmetteva con un imberbe Roberto Benigni da una stalla di Capalle sul finire dei Settanta, memoria storica del cinema italiano. Basta chiedere. Che fa, adesso, il Monni? Teatro e piazze, soprattutto Toscana. Chitarra, batteria, basso tuba. Musica dautore e prosa. Quando cresci nelle Feste de lUnit, ti abitui allarena. Mica come il teatro impegnato. Che senso ha fare Pirandello? Per vedere icch?.
E IL CINEMA? Ogni tanto. In Manuale damore 3 cera Scamarcio: credevo peggio, non malaccio. Uno bravo Valerio Mastandrea. Ero suo padre in Tutti gi per terra (1997), tra i miei preferiti. Ho appena finito La mia mamma suona il rock, del Ceccherini. La storia di due frocioni con desiderio di maternit. Passare da Benigni a Ceccherini il segno dei tempi. Ceccherini lunico artista vero della sua generazione. Il nostro Pinocchio era bellino davvero. Gli manca la continuit, ma un geniaccio. Meglio di Pieraccioni e Panariello: loro sono accomodanti, non hanno svettature. il gruppo di Aria fresca, di Carlo Conti: centro poco. La tiv storia passata? Arbore mi aveva chiamato per Indietro tutta, ma la tiv non mi garba. Anche Onda libera (1976) non mi sembrava mica un granch. Al massimo faccio qualcosa a Stracult. Ovvero lelogio del trash. O quasi. Di bischerate se ne fa tante. Ho girato anche con Christian De Sica (il film era 3, anno 1996). Giovanni Veronesi, lo sceneggiatore, mi diceva: C una parte bella per te. S, figurati. Roba da affogarli tutti. Abitavo a Roma e avevo bisogno di soldi. Che troiai. E i cinepanettoni? Io, i cinemapanettoni (testuale, NdA), non li ho mai visti. Una volta mi invitarono a un festival di genere. Mi misi a guardare il pubblico. Ravvisai che i ragazzi sembravano dei trogloditi e le passere, anche se dotate, non le avrei mai trombate. L son razzista: se vai a vedere i cinemapanettoni, non ti trombo. Lattore peggiore? Peggiore non so, il pi volgare Bombolo. Ero con lui ne I carabbinieri (1981). Un filmaccio. Prima di girare, Bombolo mi anticipava le battute che voleva improvvisare. Tutte sui gay. Terribili. Benigni, con lei, era ancora quello del Cioni Mario. Sempre stato un genio, si capiva dai tempi di Vergaio. Uno scienziato della co-

che piangere, quando sono tornato a Firenze. Forse la conversione amorosa dipende da Nicoletta Braschi. Lamore cieco, non puoi farci niente. Guarda anche questo qui (indica lamico che passeggia accanto). innamorato da anni di una maiala, e lo sa che maiala, ma mica la lascia. SI MAI sposato? Non ancora, per fortuna. Cos posso andare a passera. Non ha ancora parlato di Francesco Nuti.Lo sketch nel lettino di Caruso Pascoski passato alla (F O ) storia. Per CaCarlo Monni. Sotto, sablanca, Casacon Troisi e blanca (1985) Benigni in Non ci cera una sceresta che piangere na al bar, di notte, malinconica. La rivide e non gli piaceva. Lui uno preciso. Mi disse che non aveva i soldi per pagarmi di pi. Io: Vien via, rifacciamola. Dieci minuti micidiali. Ci si poteva disai nulla?. Attrice di teatro, vertire ancora parecchio, inabituata ai copioni. Risponde- sieme, se non si ammalava. vo che gli sceneggiatori erano Alessandro Benvenuti. A teaquei due l. Lei scrollava la te- tro bravo. Per il cinema deve sta: Mammina mia. Chi era il abbassare la cresta e affidarsi pi bravo? Benigni ha pi ge- al digitale, 500mila euro e via. nio, pi gamma di racconto. Ha scritto la terza puntata delUna fusione tra colto e popo- la Saga Gori, quella in cui lare: le case del popolo, la To- muoio io. Prima o poi si far. scana antica. Repertorio infi- Novello Novelli. Mio suocero nito, ce lho anchio. Quello in Benvenuti in casa Gori. Non un che ha fatto Benigni sul pal- attore straordinario, ma con la coscenico, non c omo in Eu- faccia giusta. Lho sentito di reropa. E Troisi? Pi vis comi- cente, ma anche lui ormai ha ca, con lui ti buttavi proprio in 82 anni, depresso. Ha stuterra. Ricordo No grazie, il caffe diato per fare lattore? Macmi rende nervoso (1982). Inter- ch: autarchico, come Nanni pretavo un ispettore di polizia. Moretti. Dovevo recitare in un Non centravo niente, ma suo film, quello dei briganti, quando fai banda fai banda. ma avevo un impegno a teatro Dovevo sorvegliare la protago- (allude a Domani accadr, lenista (Maddalena Crippa). Dis- sordio di Luchetti nel 1987). si col mio accento la battuta e Ci ha trombato la miseria e Massimo cominci a prender- siamo rimasti incinta, diceva mi in giro. Attaccammo a ri- nel monologo Noi siamo dere per ore, tocc smettere quella razza di Berlinguer ti vodi girare. Lultimo Benigni glio bene. E adesso? Adesso annacquato. Eh, ora lo chia- scrivo unopera rock e smetto. mano in Parlamento, parla del- Intanto ringrazio Dio di non lInno. Il discolo non lo pu avermi dato troppo successo. pi fare. Il successo ti rovina. Fuori dalla Toscana sanno una Non sei pi libero. Secondo sega chi Carlo Monni, ma va me, in cuor suo, Benigni si di- bene cos. Godo pi alla Festa verte parecchio meno. Lho dellUnit di Poggibonsi che al perso di vista dopo Non ci resta Metropolitan.
OTO LYCOM

Ho girato anche con Christian De Sica: C una parte bella per te. S, figurati. Roba da affogarli tutti
micit. Berlinguer ti voglio bene (1978) e i nostri sketch erano roba sua, poi Giuseppe Bertolucci gli dava forma. Non ci resta che piangere (1984) era improvvisazione pura. Lui e Troisi si fecero pagare anticipatamente per la sceneggiatura. Dissero che avevano bisogno di viaggiare per scrivere. Tre mesi in montagna: No, niente. Tre mesi allArgentario: Macch. Tre mesi in campagna: Nulla. E GI, SOLDI. Poi tornarono dai produttori e dissero: Ci sono due che si perdono e incontrano Colombo. Fine della sceneggiatura. Le riprese? Da piegarsi dal ridere. Ad esempio quando Troisi, in chiesa, dice S s, ho capito alla Sandrelli. Si svegliavano e decidevano sul momento. La Parisina (Lidia Venturini) faceva la mi mamma (Monni era Vitellozzo). Mi implorava: Tu

CAMUS a teatro e la tv del dolore


e figlia, prigioniere del loro alD ue assassine, madrepassaggio. Paolo Fallai riscrive bergo, che nutrono i loro sogni uccidendo e rapinando i viaggiatori di Albert Camus e porta in scena La madre, da domani al 29 gennaio in prima nazionale al Teatro del Vascello di Roma. Il testo, liberamente tratto da Il malinteso (il primo dramma di Camus) per la regia di Alessandro Berdini e linterpretazione di Paola Rinaldi e Vittoria Faro, porta sul palcoscenico la spettacolarizzazione del dolore che va in scena attraverso lintervista televisiva tra una figlia e una madre, condannata per aver commesso una lunga serie di omicidi. I dodici efferati omicidi affiorano lentamente e progressivamente fino allo svelamento finale come in un gioco maledetto. Siamo in un angolo remoto del Nord Europa, ma Avetrana dietro langolo.

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SECONDO TEMPO

I SETTANTANNI / DI CASSIUS CLAY

MUHAMMAD E LE SUE ALI


Diceva di s Volo come una farfalla, colpisco come unape, ed era la pura verit
Sono convinto che Ali, troppo veloce per un orso come Liston, avrebbe comunque vinto ma credo che, avendo in mano una fabbrica da soldi come Ali, non abbiano voluto rischiare. A ogni modo, spogliato di tutto il clamore che lo ha sempre circondato, rimane un campione che ha interpretato il pugilato con una eleganza e una velocit mai avvicinate da nessun altro peso massimo. Durante tutta la carriera Ali ha avuto una inarrestabile vocazione per lo spettacolo. Anni fa (1979) ho avuto lopportunit di accompagnare lui e sua moglie con la mia macchina da Fiumicino al Colosseo. La conversazione stata tranquilla e piacevole, ma appena siamo arrivati al Colosseo e Ali stato circondato da turisti e cronisti, ha prevalso listrione e ha cominciato a recitare come quando, agli inizi della carriera, pronosticava in versi il round in cui avrebbe steso i suoi avversari. A far crescere il mito di Ali hanno contribuito lo storico match di Kinshasa con Foreman e le due sfide con Spinks. Purtroppo, come tanti campioni prima di lui, anche Ali ha voluto disputare due incontri di
di Rino Tommasi

on so se sia possibile affermare che Cassius Clay o, se preferite, Muhammad Ali sia stato il miglior pugile nella storia dello sport, ma si pu con certezza affermare che stato uno dei personaggi pi importanti e pi riconoscibili dellultimo mezzo secolo. diventato famoso prima ancora di vincere la medaglia doro alle Olimpiadi di Roma nel 1960 e anche prima di diventare campione del mondo dei pesi massimi. La sua vita e la sua carriera sono state caratterizzate da episodi che ne hanno ingigantito la popolarit anche fuori dai confini della boxe, della quale stato interprete straordinario come del resto recita la sua presuntuosa, ma felice definizione mi muovo come una farfalla e pungo come unape! Si racconta che dopo essere stato escluso da un ristorante di Louiville a causa del colore della sua pelle abbia scagliato in un fiume la medaglia olimpica. I due incontri con Sonny Liston che gli hanno consentito di conquistare e di difendere il titolo mondiale hanno lasciato uno strascico di dubbi e di polemiche mai risolte. Il primo incontro si svolto a Miami il 25 febbraio 1964 e si concluso con labbandono di Liston alla settima ripresa per un problema alla spalla, un infortunio che non ha riscontri in tutta la storia della boxe. Ancora meno chiare le circo-

troppo. Penoso quello con Larry Holmes che era stato uno dei suoi sparring partner e che nei limiti del possibile ha cercato di risparmiarlo. Lultimo colpo di teatro stata lapparizione di Ali durante la cerimonia dapertura delle Olimpiadi di Atlanta. Ieri Ali ha compiuto 70 anni. Combatte con dignit un male complicato come il Parkinson,

Eleganza e velocit mai eguagliate da altri pesi massimi, e una vera vocazione per lo spettacolo
ma a noi piace ricordarlo come quando danzava come una farfalla. Era talmente veloce che nessuno ha visto il colpo che ha steso Liston nella sfida di Lewiston. Anche perch forse quel colpo non c' stato.

I due volti di Muhammad Ali; sopra nel 1974, nel tondo invece nel 2009 (FOTO LAPRESSE)

stanze che hanno preceduto e caratterizzato la rivincita. Nessuno ci ha mai spiegato perch per un incontro che avrebbe riempito qualsiasi stadio di una grande metropoli sia stato scelto il piccolo palazzetto di una cittadina, Lewiston nel Maine, davanti a un pubblico di 1.500 persone e perch come arbitro sia stato scelto un ex campione del mondo, Jersey Joe Walcott, privo di esperienza specifica, come si chiaramente visto per il modo da principiante con cui ha gestito lepisodio decisivo.

Come da copione, dopo un minuto e 52 della seconda ripresa Liston andato al tappeto su un colpo che non era sembrato decisivo. Quando si rialzato Walcott ha iniziato il conteggio e stava per far riprendere lincontro, ma dal tavolo della giuria gli hanno fatto capire che il match doveva considerarsi concluso. Una scena davvero imbarazzante. Da fonte che non posso citare ho saputo che il passaggio del titolo da Liston ad Ali era stato stabilito nei dettagli. Liston avrebbe ricevuto una somma importante e avrebbe poi incassato una percentuale sui futuri guadagni di Ali.

certo comunque che tutto andato come previsto, solo che quando le borse di Ali sono diventate importanti (due milioni e mezzo di dollari per la sfida con Frazier) Liston stato trovato morto nella sua camera dalbergo a Las Vegas.

Sei un cane? Allora ti do lOscar


bizzarrie di Hollywood, arriva un vivace diT ra le tanteQuestione istituire ilpremio gli eventuali prebattito: perch non Oscar anche per gli animali? amletica su cui miati non possono dire la loro resa attuale dalla performance di Uggie, co-protagonista assieme a Jean Dujardin di The artist, fresco di Golden Globes. Il terrier, in realt, ha gi vinto un riconoscimento: il Palm Dog a Cannes, trofeo alternativo al Festival vero, che dal 2001 viene consegnato al miglior cane sullo schermo. Il Palm Dog ha visto incoronati, tra gli altri, Boss di Tamara Drewe, il cagnolino di Up anche se era un cartone animato e lautorialissimo Moses, il guardiano dellinospitale di citt di Dogville di Lars Von Trier. Gli Academy Awards sono unaltra cosa, apparentemente seria, e perci restia a una cos bestiale innovazione. Eppure non si pu non prendere in considerazione il fatto che il 2011 sia stato un anno con molti animali. Oltre a Uggie, ci sono infatti anche il cavallo Joey, protagonista di War Horse di Spielberg, dove recitano una decina di equini, ma pure la cagnetta Laika di Miracolo a Le Havre di Kaurismki. Tecnicamente, per, il film del finlandese non in lingua inglese, per cui Laika non potrebbe agguantare in ogni caso la dorata statuetta. Per, se dibattito deve essere, val la pena chiedersi perch premiare solo animali che appaiono in film nella lingua madre degli americani. Perch discriminare Laika, soave bastardina senza parole, solo perch di nazionalit scandinava? Altra questione: per i fautori della proposta c un rischio. Che i cani siano favoriti per empatia, visto che sono i migliori amici delluomo tra le altre bestie. Un gatto, un cavallo, una gallina, avrebbero meno chance. Bisogner provvedere con apposite quote? E se la pazza idea dovesse davvero trovare terreno fertile, la prima a dover essere premiata, alla carriera, per senza alcun dubbio Cheeta. Che, essendo morta tre volte, una delle quali di recente, di per s immortale e di per s sempre attuale. La querelle degli Oscar per la migliore interpretazione non umana non nuova, per la verit. Rin Tin Tin e Lassie avevano posto gi, negli anni Trenta e Quaranta, lannoso dubbio. Ma niente da fare: lAcademy non aveva ceduto. Chiss se levidente talento (?) di Uggie non possa portare alla grande riforma. Secondo Omar Von Muller, il suo addestratore, venuto il momento che anche gli animali siano premiati. E chiss se poi qualcuno si accorger di aver gi incoronato qualche cane, benElisa Battistini ch umano, nel passato.

LALTRO MARIO

I SOGNI NON AIUTANO A FAR POLITICA E LA CASTA SNOBBA VARGAS LLOSA


di Fabrizio dEsposito

Vargas Llosa; a destra il cane Uggie (FOTO ANSA)

Q uando Pamela Villoresi, passate le sette di sera, dice che il 70 per cento delle persone che cambiano sesso si
suicida, Gianfranco Fini annuisce gravemente, poi fa passare qualche secondo e guarda lorologio, con una leggera smorfia sul viso. lora di andare. I saluti finali sono suoi. Il presidente della Camera congeda i presenti alle diciannove e quindici in punto: In questaula a volte unora e venti sembra non passare mai, oggi non stato cos. Grazie per essere intervenuti. Montecitorio, esattamente unora prima. Nellauletta ipertecnologica dei gruppi parlamentari, c il premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa. lospite donore di una conferenza dedicata alle realt parallele. Fini si rivolge anche ai colleghi. Ma la casta dei parlamentari diserta in massa lappuntamento. Lauletta piena in ogni ordine di posti grazie agli alunni dellUniversit popolare di Roma. Nemmeno

Il Nobel parla alla Camera, ma non ci sono deputati. Fini fa lapologia dello scrittore e passata unora chiude i lavori

un deputato. Anzi, s uno arriva a conferenza iniziata ed Alessandro Maran del Pd. Fini fa lapologia di Vargas Llosa contro ogni autoritarismo (anche quelli pi striscianti e subdoli, potremmo dire moderni), gli riconosce il valore della sua cartografia delle strutture del potere, cita pure il critico del Corsera Antonio DOrrico, esalta infine limpegno civile che diventa politico. Un discorso istituzionale per un liberale come lo scrittore peruviano. Che in realt una volta era di sinistra. Cos come Fini era missino e poi ha scoperto la destra democratica. La politica evoluzione. Fino a un certo punto, per. Basta non oltrepassare le colonne dErcole della fantasia, del sogno, dellutopia. Vita e letteratura sono due realt parallele, ma politica e letteratura sono due realt conflittuali, se non antitetiche. Parola di Mario, il nome di persona pi in auge del momento. Dice Vargas Llosa, rispondendo a una domanda

sul Sessantotto, lanno della fantasia al potere: In campo politico preferibile il realismo. Scegliere lirrealt in politica porta alla disgrazia e al fallimento, alla tragedia e al caos. Per questo noi latino americani abbiamo dei Paesi sottosviluppati. Bisogna rassegnarsi alla realt, non ci sono altre strade. Fini annuisce sempre e a differenza degli altri non segue lo scrittore con le cuffie traduzione simultanea. Il presidente della Camera parla lo spagnolo fluentemente, come conferma il suo portavoce. E sembra entusiasmarsi quando lo psicanalista che conduce la conversazione introduce la gelosia di Otello. Del resto Fini pur sempre laureato in Pedagogia. Otello fa la fine del Maggio francese: Reagisce in modo fanatico e istintivo alle sue paranoie, che sono la costruzione di una realt che con esiste. Insomma, la fantasia, limmaginazione, il sogno vanno bene quando si rimane scrittori. Ma se lintellettuale decide di fare politica deve farsi trascinare dalla realt e non viceversa. Il gramscismo di un altro secolo. Siamo in unera post-ideologica e la destra italiana, in politica, passa da Tolkien a Vargas Llosa. La parola magica realismo. Parola di Mario. Non Monti, ma Vargas Llosa.

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SECONDO TEMPO

TELE COMANDO
TG PAPI

IL PEGGIO DELLA DIRETTA

Telenovela Anita
Galella
si possiede una grande creativit o si ha una buona conoscenza dei fatti realmente accaduti. Bisogna essere in grado di coprire i vuoti fra gli aneddoti noti, se si possiedono solo quelli, lavorare di fantasia dove la storiografia latita. In questa fiction Rai mancano entrambe le condizioni. La sceneggiatura, a pi firme, sembra ricalcata sulla sintesi di una voce enciclopedica, di quelle che si possono agevolmente trovare su Google. I dialoghi sono imbarazzanti, spesso didascalici. Pedro, perch lhai fatto. Perch ci hai tradito?: Anita prigioniera, allex compagno di Garibaldi, in un contesto in cui sarebbe bastato uno sguardo per definire lo stato danimo e in cui ogni parola suona ridondante. E ancora: Anita al suo uomo, mentre gli mostra il figlio, appena nato: Guarda com bello. S, bello. Jos. Brava. Vorrei chiamarlo Menotti. il nome di un patriota. Uno che ha dato la vita per lItalia. I due protagonisti, Valeria Solarino e Giorgio Pasotti, ci provano a dare il meglio di
Lattrice Valeria Solarino interpreta Anita Garibaldi nella serie Rai

Esami tossicologici
di Paolo Ojetti

Schettino di arrampicarsi su quella biscaggina di fortuna perch solo lass, sullultimo gradino di corda c lonore perduto. Schettino balbetta risposte senza senso, sembra uscito di senno.

di Luigi

C om evidente, non la popolarit che conferisce autorevolezza. Se un romanzo si


trova in cima alle classifiche di vendita, non per questo crederemo che si tratti di un capolavoro. Altrimenti dovremmo pensare a Fabio Volo come al nuovo Dostoevskij. Allo stesso modo, non il successo di ascolti il paradigma che garantisce qualit alla tv. Che Anita Garibaldi, fiction in due puntate (Rai 1, luned e marted, 21.10) abbia superato abbondantemente il numero di spettatori del Grande Fratello con poco sforzo non vuol dire che ci troviamo di fronte a un prodotto di qualit. Gi lidea di raccontare un frammento di Risorgimento, nel centocinquantasesimo ormai trascorso - dellUnit, attraverso la vicenda della compagna e moglie dellEroe dei due mondi, una scelta temeraria. Le fonti sono poche, il personaggio controverso, complesso. Nel senso che sarebbe interessante sempre che sia possibile indagarne il carattere e il significato storico. Quando si sceneggia la Storia si corre sempre un rischio: o

T g3adesso aesami tossicoE Schettino faranno accurati


logici. Forse solo nei meandri degli stupefacenti o dell alcol si potr trovare la spiegazione del crollo di un marinaio dal passato ineccepibile. Gianni Bianco ha mandato in onda una seconda telefonata fra De Falco e Schettino, altrettanto drammatica. Il capitano della Concordia non solo non risalito sulla nave in agonia, ma sulla sua lancia sono gi scesi anche altri ufficiali. Vediamo la scena: loro sono in salvo, nel buio, sotto la prua del relitto illuminato dove qualcuno sta morendo. la perfetta inversione della realt (pensiamo alle tragedie delle guerre in mare) e dellimmaginario filmico, dove il comandante, solo, sparisce sotto le onde sullattenti e la mano alla visiera, mentre la scialuppe si allontanano con donne e bambini in salvo. Bisogna occuparsi anche delle proteste dei tassisti, ma laccostamento fra una tragedia e una piazzata di clacson e sputi non li aiuta.

T g1 incursori della Marina Gli militare sono professionisti di


livello. Sanno dove piazzare le micro cariche di esplosivo, dove spalancare gli ingressi giusti per i sommozzatori. Rispondono con competenza indiscutibile alle domande vaghe dei cronisti. Ma sono loro la notizia del giorno da mettere nei titoli di testa letti da Susanna Petruni? Forse la prima notizia alquanto sorprendente era quella degli arresti domiciliari concessi a Schettino. Una volta si finiva in fortezza e poi direttamente davanti alla corte marziale. I tempi sono cambiati, ma non si poteva aspettare almeno per rispetto che fossero esaurite le ricerche delle persone che non rispondono e non risponderanno pi allappello? Si finisce con Vasco Rossi che deve avere qualche

santo nel Tg1: lestate scorsa lo invase con le sue depressioni ciclotimiche.

T g2 ultimei cinque cadaveri Le notizie hanno la precedenza,


recuperati, linterrogatorio di Schettino, lavvocato del comandante che dice provate voi a risalire su una nave sbandata di 90 gradi, ammettendo che Schettino aveva abbandonato la Concordia gi molto prima dellirreparabile. Servizi essenziali e puliti di Daniela Orsello e Gianmarco Sicuro. Ma tutto impallidisce di fronte alla telefonata ritrasmessa per tutto il giorno del comandante De Falco a Schettino. In ballo non sono i soccorsi, non ha importanza da dove si coordina meglio: De Falco ordina a Schettino di risalire sulla nave subito, a tutti i costi, soprattutto per salvare limmagine della marineria italiana. De Falco ordina a

s, ma limpresa quasi disperata. La raffinata, sensibile attrice torinese in balia di se stessa. Non sa come raccapezzarsi. Alle prese con un personaggio tutto da costruire, non sembra comprendere da quale angolazione afferrarlo. Se affidarsi alla retorica della storiografia risorgimentale, che trasmette lidea dellimpavida eroina dei due mondi, sempre al fianco del suo uomo, o tentare una rilettura storica, in fieri, in cui ci si sporca con le contraddizioni della storia e non si ha paura di guastare i miti, per raccontare gli uomini. Pretesa eccessiva, in questo caso. Sar per lambientazione naturale, sar per lapprossimazione della sceneggiatura, la lentezza del ritmo e la pochezza dei dialoghi, ma questa Anita Garibaldi di Claudio Bonivento si avvicina molto al genere della telenovela degli esordi. Una successione di cartoline oleografiche, che non riescono a farsi narrazione, punteggiate da un patriottismo didascalico. Unoccasione persa. Perch di spunti narrativi il Risorgimento, soprattutto quello ideale e velleitario degli anni Trenta, ne offrirebbe tanti. Ma bisognerebbe studiarsi la storia, prima. E cercare di riscriverla. Troppa fatica.

LA TV DI OGGI
11.00 NOTIZIARIO TG1 11.05 ATTUALIT Occhio alla spesa 12.00 VARIET La prova del cuoco 13.30 NOTIZIARIO TG1 14.00 NOTIZIARIO TG1 Economia NOTIZIARIO TG1 Focus 14.10 ATTUALIT Verdetto Finale 15.15 ATTUALIT La vita in diretta 18.50 GIOCO Leredit 20.00 NOTIZIARIO TG1 20.30 ATTUALIT Qui Radio Londra 20.35 GIOCO Soliti ignoti 21.10 ATTUALIT Primaserata Porta a Porta 23.50 PRIMA TV FILM Anche se sar sola 1.15 NOTIZIARIO TG1 Notte - TG1 Focus 1.45 PREVISIONI DEL TEMPO Che tempo fa 1.50 ATTUALIT Qui Radio Londra (REPLICA) 11.00 ATTUALIT I Fatti Vostri 13.00 NOTIZ. TG2 Giorno 13.30 RUBRICA TG2 Costume e Societ 13.50 RUBRICA Medicina 33 14.00 ATT. Italia sul Due 16.10 TELEFILM Ghost Whisperer 17.00 TELEFILM Desperate Housewives 17.45 NOTIZIARIO TG2 Flash L.I.S. - Meteo 2 18.15 NOTIZIARIO TG2 18.45 TELEFILM Numb3rs 19.35 TELEFILM Squadra Speciale Cobra 11 20.30 NOTIZIARIO TG2 20.30 20.55 SPORT Calcio, Coppa Italia: Tim Cup 2011/2012 Ottavi di finale Milan - Novara (DIRETTA) 23.10 NOTIZIARIO TG2 23.25 ATTUALIT Tracce 0.50 ATTUALIT TG Parlamento 11.00 ATT. Apprescindere 12.00 NOTIZIARIO TG3 Sport Notizie - Meteo 3 12.25 ATT. TG3 Fuori TG 12.45 ATTUALIT Le storie 13.10 PRIMA TV TELEFILM Julia 14.00 NOTIZ. TG Regione - Meteo - TG3 - Meteo 3 14.50 . TGR Leonardo 15.00 EVENTO Question time - Interrogazioni a risposta immediata (DIR.) 15.45 NOTIZ.TG3 L.I.S. 15.50 DOCUMENTARIO Cose dellaltro Geo 17.40 DOCUM. Geo & Geo 19.00 NOTIZIARIO TG3TG Regione - Meteo 20.00 VARIET Blob 20.15 FILM Gelosia 20.35 SOAP OPERA Un posto al sole 21.05 ATT, Chi lha visto? 23.15 RUBRICA Glob Spread 0.00 ATUALIT. TG3 Linea notte 20.57 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 21.00 NOTIZIARIO News lunghe da 24 21.27 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 21.30 RUBRICA Meridiana - Scienza 1 21.57 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 22.00 ATTUALIT Inchiesta 3 (Interni) (REPLICA) 22.30 NOTIZIARIO News lunghe da 24 22.57 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 23.00 RUBRICA Consumi e consumi 23.27 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 23.30 RUBRICA Tempi supplementari 23.57 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 0.00 NOTIZIARIO News lunghe da 24 0.27 PREVISIONI DEL TEMPO Meteo 11.00 REAL TV Forum 13.00 NOTIZIARIO TG5 Meteo 5 13.40 SOAP OPERA Beautiful 14.10 SOAP OPERA CentoVetrine 14.45 TALK SHOW Uomini e Donne 16.15 REALITY Amici 16.55 ATTUALIT Pomeriggio Cinque 18.50 GIOCO The Money Drop 20.00 NOTIZIARIO TG5 Meteo 5 20.30 ATTUALIT Striscia la notizia - La voce della contingenza 21.10 Riassunto: Il tredicesimo Apostolo - Il Prescelto 21.15 PRIMA TV TELEFILM Il tredicesimo Apostolo - Il Prescelto 23.30 ATTUALIT Matrix 1.30 NOTIZIARIO TG5 Notte - Meteo 5 Notte 12.25 NOTIZIARIO Studio Aperto - Meteo - Sport 13.40 CARTONI Bugs Bunny 13.50 CARTONI I Simpson 14.35 CARTONI Whats my destiny Dragon Ball 15.00 CARTONI Dragon Ball 15.30 PRIMA TV SIT COM Camera Caf Ristretto 15.40 PRIMA TV SIT COM Camera Caf 16.20 TELEFILM The Middle 16.45 TELEFILM La vita secondo Jim 17.45 GIOCO Trasformat 18.30 NOTIZ. Studio Aperto - Meteo - Studio Sport 19.25 TELEFILM C.S.I. 21.10 FILM I Fantastici 4 23.05 PRIMA TV SIT COM Cos fan tutte 0.00 FILM Scuola di ladri 1.55 NOTIZ. Studio Aperto - La Giornata 2.10 TFThe Shield 11.30 NOTIZIARIO TG4 Meteo 12.00 TELEFILM Un detective in corsia 13.00 TELEFILM La signora in giallo 13.50 REAL TV Il tribunale di Forum - Anteprima 14.05 REAL TV Sessione pomeridiana: il tribunale di Forum 15.10 TELEFILM Hamburg Distretto 21 16.15 SOAP OPERA Sentieri 16.30 FILM Scelta damore - La storia di Hilary e Victor 18.55 NOTIZIARIO TG4 Meteo 19.35 SOAP OPERA Tempesta damore 20.30 TELEFILM Walker Texas Ranger 21.10 FILM Non c due senza quattro 23.35 I bellissimi di R4 23.40 FILM Nome in codice: Nina 11.10 ATTUALIT Laria che tira 12.30 RUBRICA I men di Benedetta 13.30 NOTIZIARIO TG La7 14.05 FILM Risvegli 16.15 DOCUMENTARIO Atlantide - Storie di uomini e di mondi (REPLICA) 17.30 TELEFILM Lispettore Barnaby 19.20 VARIET G Day 20.00 NOTIZIARIO TG La7 20.30 ATTUALIT Otto e mezzo 21.10 FILM Philadelphia 23.30 TELEFILM Medical Investigation 0.20 NOTIZIARIO TG La7 0.30 ATTUALIT (ah)iPiroso 1.30 VARIET G Day (REPLICA) 2.05 ATTUALIT Otto e mezzo (REPLICA) 2.45 ATTUALIT Omnibus - Dibattito (REPLICA)

TRAME DEI FILM


/ I Fantastici 4
Superman, Batman, lUomo Ragno. Spesso Hollywood ha pescato nellinesauribile vena del fumetto e allappello non potevano certo mancare i Fantastici Quattro. La storia inizia nello spazio. Quattro scienzati e un ex collega, ora industriale con pochi scrupoli ma tanti soldi, studiano gli effetti di una tempesta cosmica che potrebbe svelare i segreti del DNA umano. Ma qualcosa (guarda caso) va storta...

PROGRAMMIDA NON PERDERE


Primaserata Porta a Porta
Il naufragio della Costa Concordia. Porta a Portatorna sul drammatico naufragio della nave Costa Concordia. La nave da crociera, arenatasi sulle coste dellIsola del Giglio (GR), si resa protagonista di uno dei pi gravi incidenti in mare avvenuti nel nostro Paese. Dopo la puntata di luned scorso, Bruno Vespa continuer a occuparsi dellinchiesta e delle conseguenze del naufragio al largo del Giglio.

Tracce
Padania al verde. Decine e decine di piccole aziende agricole rischiano di essere travolte per il crollo del prezzo del latte. La grande industria e la grande distribuzione minacciano il cuore pulsante del Made In Italye rendono molto difficile distinguere la qualit del cibo che mangiamo ogni giorno.Autori del reportage sono Roberto Pozzan e Monica Giandotti, ledizione curata da Riccardo Zoffoli.

/ Rimbalzi damore
A Leslie Wright, fisioterapista, capita loccasione di una vita: lavorare con Scott McKnight, star dellNBA.Tutto va per il meglio fino a quando la donna si rende conto di essere sul punto di innamorarsi del suo paziente. Che fare? Sopire le emozioni e aggrapparsi a una razionale professionalit o seguire la voce del cuore? A complicare le cose ci si mette Morgan, amica dinfanzia di Leslie...

/ Anche se sar sola


Film tv ispirato al best seller Though None Go with Medi Jerry Jenkins. La storia ruota attorno a una donna, Elizabeth Leroy (interpretata prima da Amy Grabow, negli anni giovanili, poi dallex Chalies AngelsCheryl Ladd). Sono gli anni Cinquanta. Siamo a Three Rivers. Elizabeth vive con il padre, un medico, ha perso la madre, morta per cancro, e, ora, terminati gli studi, desidera conoscere il mondo...

Glob spread
E cambiato qualcosa nel modo degli inglesi di vedere gli italiani? E cosa c di diverso, oggi, rispetto a qualche tempo fa? A Glob SpreadEnrico Bertolino lo chiede ad un inglese doc, innamorato dellItalia: lattore John Sloan che si sofferma sulla percezione del mutamento politico italiano. Un cambiamento al quale anche Stefano Bartezzaghi dedica le sue note linguistiche, e non solo...

Italia 1 21,10

Rai 1 21,10

Rai 2 23,25

Sky Cinema 1 21,10

Rai 1 23,50

Rai 3 23,15

Mercoled 18 gennaio 2012

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SECONDO TEMPO

MONDO
di Luca

WEB

IL CALCIO TRUCCATO FINISCE IN RETE

LHUFFINGTON POST sbarca in Italia? ntro lHuffington Post, la testata E neglilestatenon solo), potrebbe arrivarecliccatissima Usa (e anche in Italia. A rivelare lindiscrezione la testata online Lettera43,
che appare molto informata sui possibili scenari futuri. Il portale di news e attualit fondato da Arianna Huffington comprato lo scorso anno da Aol per 315 milioni di dollari , starebbe cercando un partner italiano e si sarebbe rivolto in prima battuta al gruppo LEspresso: a largo Fochetti, per, non hanno trovato convincente lipotesi di un accordo con il gruppo americano. La trattativa sarebbe invece ancora aperta con il gruppo Rcs-Corriere della Sera che potrebbe convogliare sul nuovo sito alcuni giornalisti della testata free-press City. Fondato nel 2005, lHuffington Post raccoglie nella sola versione Usa 10 milioni di lettori unici al mese. Presto, in collaborazione con Le Monde , aprir una versione francese (a dirigerla la moglie di Dominique Strauss-Khan, Anne Sinclair), e una spagnola in cordata con El Pais. (fm)

feedback $
Commenti al post su www.ilfattoquotidiano.it Schettino, il capro espiatorio non libera tutti di Luca Telese IL CAPRO espiatorio serve ad evitare che i veri colpevoli rimangano impuniti. 1- Come mai una persona cos stata scelta come comandante della Concordia? 2- Come mai, pur essendo la rotta verso gli scogli visibile persino su internet, nessuno intervenuto? 3- Come mai, nessuno ha vietato l'inchino, gi fatto in precedenza? 4- Un treno, se il macchinista non rispetta il rosso, si ferma da solo. Come mai non c' l'equivalente su una nave da 450 milioni? 5- Come mai possibile spegnere il GPS, come avvenuto? 6- Perch una petroliera obbligata ad avere il doppio scafo? Eugenio Castelli CAPRO espiatorio il comandante di una nave?? Caro Eugenio, mi sembra abbastanza grande e maturo per capire cosa significhi essere comandante di una nave! Il potere e le responsabilit che si hanno! Con la nave in mare non comanda costa crociere! Con la nave in mare comanda il comandante! E egli ha ogni responsabilit in merito a qualsiasi cosa accada! mimmo123liberocittadino MI AUGURO lei stia scherzando... Capro espiatorio! CHI LO HA nominato questo comandante, forse quel signore che nei primi momenti non riusciva a deglutire. Donato Mario SIAMO nel paese degli obblighi facoltativi. C una rotta da seguire, ma se vogliamo divertirci come il camionista di Duel nessuno ci dir nulla, tranne scaricarci a disastro compiuto. A Venezia navi delle stesse dimensioni della Concordia entrano in porto transitando a pochi metri da piazza San Marco, muovendo migliaia di tonnellate di fanghi dei fondali, emettendo fumi di nafta come dodicimila tir, ma, anche se sarebbe vietato, poich quattromila turisti sbarcano e, come minimo, comperano la gondoletta e la bottiglietta d'acqua a sei euro, si continua cos, come se niente fosse e dei danni all'ambiente e alla citt chi se ne frega. oflodor CHE ABBAIATA. Ci sono morti veri qui, e pure una vera responsabilit finale. Non importa cosa diranno le indagini, il capitano responsabile di tutto a bordo e ha il potere anche di arrestare chi non ubbidisce ai suoi ordini. MarcoBonechi LARTICOLO corretto ma prescinde da unamarissima verit, e cio che per quanti sistemi di controllo si possano ipotizzare alla fine ci sar sempre la possibilit che anche luomo che controlla venga meno al suo dovere... Insomma sono inutili i controlli se non ci si pone il problema essenziale: come impedire che gli irresponsabili (e peggio) arrivino a posizioni che non gli devono competere (e per converso selezionare gli abili e i capaci per le posizioni di responsabilit). francy68

Quel cenno sospetto sul rigore di Vidal


De Carolis
a calunnia, o il sospetto, L un soprattuttoEsu YouTuventicello. corre veloce, be, e soprattutto in tempi di calcio scommesse. Dopo il portiere del Napoli, Morgan De Sanctis, messo sulla graticola giorni fa per un video che lo ritraeva furioso dopo il quarto gol della sua squadra contro il Lecce, ieri nel mirino degli internauti sono finiti il centrocampista cileno della Juventus, Arturo Vidal, e il difensore uruguaiano del Cesena, Guillermo Rodriguez. Laccusa: un presunto cenno dintesa di Rodriguez, portiere improvvisato, a Vidal, prima che il cileno battesse il rigore che valso il 2 a 0 della Juventus contro il Cesena, il 4 dicembre scorso. Vale la pena di riavvolgere il nastro di quella gara. il 37 della ripresa, quando Antonioli, il portiere del Cesena, finisce in area contro lex cesenate Giaccherini. Fallo quanto mai dubbio, eppure larbitro Doveri assegna il rigore, e per

giunta espelle Antonioli per fallo da ultimo uomo. Rimasto senza cambi, il Cesena deve mandare in porta uno dei giocatori in campo.
A INFILARSI la maglia numero uno e i guantoni Rodriguez, 27 anni, al suo primo anno in Italia. Il difensore si avvia verso la porta con laria non troppo convinta. Prima del rigore, luruguaiano guarda dritto davanti a s. Si piazza sulla linea di porta, e a un

tratto fa un rapido cenno con la testa, verso la sua destra. Vidal parte dal dischetto e piazza la palla allangolo opposto, con Rodriguez che fa un paio di passi verso destra: proprio dove aveva girato la testa, prima del rigore. Il feroce tribunale del web lo accusa di aver dato un chiaro segnale a Vidal, come a invitarlo a tirare nellangolo opposto. Obiezione: un difensore di solito non ha la pi pallida idea di come si pari un

rigore. Ed complicato che lavversario abbia bisogno di un suo aiuto per batterlo dagli 11 metri. Ma la risposta pi forte, come prevedibile, arriva dai due club. Il direttore tecnico del Cesena, lex calciatore Lorenzo Minotti, secco: Lo sapevamo, lo avevamo visto: riteniamo che la situazione sia surreale e che non meriti nemmeno un commento. Per questo non avevamo ritenuto il caso di intervenire ufficialmente. Furibonda la Juventus, che ha reagito con una nota: La diffusione delle immagini relative al calcio di rigore realizzato da Vidal, che secondo alcuni rivelerebbero un cenno dintesa tra il calciatore del Cesena, incaricato di parare, e il giocatore bianconero, co-

stituiscono un tentativo subdolo e maldestro di ledere limmagine della societ e del calciatore. Agiremo in ogni sede, a tutela dell'immagine di Vidal e della societ. IN SERATA, il video del rigore ancora su YouTube, ma con i commenti disattivati. Opinioni e battute impazzano allora su Facebook. Tra un sito e laltro, rimbalza anche la voce secondo cui il filmato di Rodriguez sarebbe una risposta a quello di De Sanctis. Quel filmato in cui pareva dolersi del gol di Cavani, allargando le braccia, costato al portiere una convocazione dalla Procura di Napoli. C un clima da caccia alle streghe comment poi.

LA RETE SCATENATA
I FILM
SC1= Cinema 1 SCH=Cinema Hits SCP=Cinema Passion SCF=Cinema Family SCC=Cinema Comedy SCM=Cinema Max

LO SPORT
SP1=Sport 1 SP2=Sport 2 SP3=Sport 3

VIENI AVANTI SCHETTINO


di Federico Mello

19.15 Un Natale per due SC1 19.20 Mr. Deeds SCC 19.35 Tutto lamore del mondo SCH 21.00 Sharm El Sheikh Unestate indimenticabile SCC 21.00 Get over it SCF 21.00 Prima tv Grida nella notte SCM 21.00 John Q. SCP 21.10 X-Men 2 SCH 21.10 Prima tv Rimbalzi SC1 damore 22.30 Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi SCF 22.40 Big trouble Una valigia piena di guai SCC 23.00 Solitaire SCM 23.00 Stanno tutti bene SCP 23.00 The Son of No One SC1 23.25 S.F.W. SCH 0.10 Lultimo dominatore dellaria SCF 0.30 Per amare Ofelia SCC 0.40 Pandorum - Luniverso parallelo SCM 0.40 Come lo sai SC1

18.15 Calcio, Coppa del Re 2011/2012 Quarti di finale, andata Espanyol - Mirandes (R) SP3 19.00 Wrestling WWE SuperSP2 stars Episodio 29 19.30 Calcio, Serie A 2011/2012 Posticipo 18a giornata Napoli - Bologna (Sintesi) SP1 19.45 Calcio, Liga 2011/2012 16a giornata Real Madrid Barcellona (Sintesi) SP1 21.00 Basket, NBA 2011/2012 Miami Heat - San Antonio Spurs (Replica) SP2 21.00 Calcio, Serie A 2011/2012 Posticipo 18a giornata Milan - Inter (Replica) SP3 22.00 Calcio, Coppa del Re Quarti di finale, andata, Real Madrid - Barcellona (D) SP1 23.15 Wrestling WWE Experience Episodio 29 SP2 0.15 Poker WPT Series 5 Episodio 3 SP2 0.45 Calcio, Serie B 2011/2012 22a giornata Padova Sampdoria (Replica) SP3

un il S e fossedellafilm, sarebbe lacuore scena madre, punta pi alta del climax. Va da a bordo cazzo! urlerebbe il capo della capitaneria di porto al comandante infedele che balbetta dallaltra parte della cornetta. La frase, cos, virgolettata, entrerebbe di diritto nella storia del cinema, al pari di Sono Wolf, risolvo problemi di Pulp Fiction o Ehi tu Biff toglile le mani di dosso! di Ritorno al Futuro. Invece, come sappiamo, si tratta della realt, lassurda realt italiana nelle sue due facce speculari del gaglioffo incosciente e del probo servitore dello Stato. Ieri su Internet la telefonata De Falco-Schettino diventata im-

mediatamente un tormentone. Non poteva essere altrimenti visto che anche i tg allestero hanno rimandato in onda la surreale conversazione. Ma la Rete mastica, ironizza, critica, rielabora, inventa. Qualcuno, inevitabilmente, prende la frase del giorno e la riscrive in chiave soliti idioti: Dai cazzo Schettino vai a bordo e nun fa grid pap che

RADIO
A Radio2 SuperMax Paolo Rossi e Martina Colombari
Gli attori Paolo Rossi e Martina Colombari saranno ospiti della puntata di Radio2 SuperMax, il varietcondotto da Max Giusti con Francesca Zanni, in onda questa mattina dalle 11.00 alle 12.25 in diretta dalla Sala B dalla sede Rai di Via Asiago a Roma. Lattore, impegnato fino al 29 gennaio al Teatro Vittoria di Roma con lo spettacolo Cronaca di un disonore, una selezione dal suo repertorio e contenuti inediti, racconter lesperienza vissuta sul set del film Benvenuti al Nord , il sequel di Benvenuti al Sud nelle sale da oggi, accanto a Claudio Bisio e Alessandro Siani. Martina Colombari parler, invece, della fiction Il Restauratore, in onda la domenica in prima serata su Rai 1, coproduzione Rai Fiction ed Albatross Entertainment, per la regia di Giorgio Capitani, di cui protagonista con Lando Buzzanca. La fiction racconta la storia di Basilio Corsi, ex galeotto in grado di vedere il futuro.

SOPA: Wikipedia conferma lo sciopero vviso agli i AgeWikipediastudenti! Fatedelvostri compiti presto, mercoled protesta contro una cattiva leg : questo lannuncio fondatore Jimmy Wales sul suo profilo Twitter, a proposito del Sopa (Stop Online Piracy Act), la legge antipirateria di cui si discute in questi giorni negli Usa. Come aveva fatto in Italia contro la legge bavaglio sulle intercettazioni, lenciclopedia digitale ha predisposto per oggi un black-out che dovrebbe riguardare la sua versione inglese ( sar rimpiazzata con le istruzioni per contattare i membri locali del congresso Usa). Il Sopa, scaricato anche dalla Casa Bianca, al momento in discussione alla Camera dei Rappresentanti, al Senato invece allo studio unaltra versione, il Protect Ip Act. Entrambi i testi hanno ottenuto il sostegno di Hollywood e dellindustria discografica americana. Google, Twitter, Yahoo! e gli altri colossi del web hanno espresso riserve su entrambe le versioni spiegando in una lettera aperta che concederebbero al governo Usa il potere di censurare internet come in Cina, Iran e Malesia.

Radiodue 11,00

sta a mori de prostatite cazzo pardia lutente Gianmaria su Facebook. C chi, come il sito frankezze.it, si butta invece sul fotomontaggio in stile Lino Banfi: Vieni a bordo Schettino dice un comandate nei panni del disgraziato maledetto. E non manca chi, alla modica cifra di 12,90, la butta sul commerciale mettendo in vendita sul web una maglietta bianca con una scritta nera (la scritta, ca va sans dire, riposta lordine di De Falco). Su Twitter, infine, #vadaabordocazzo stata tutto il giorno lhastag pi calda. C chi la rilegge in chiave storico-fascista: #vadaabordocazzo: la storia si ripete. Magari ci fosse stato un #DeFalco, l8 settembre 43. Anche allora il capitano abbandon la nave...; chi come Nicola Savino torna sul film tormentone dellanno: Questa hashtag uno dei motivi per cui Twitter bello. Che poi per me un po parente del #daicazzo de i soliti idioti; e chi ci trova delle corrispondenze con il mondo reale: LItalia come la vorremmo (#defalco) e lItalia com (#schettino)... sottolinea il giornalista Gennaro Carotenuto. Eppure non tutti concordano sulla tag: il decano dei blogger italiani Massimo Mantellini twitta sullargomento del giorno tre cose impopolari, ovvero: la telefonata non andava diffusa, De Falco fa il solito militare arrogante, la foga della rete giacobina #vadaabordocazzo e cos il giornalista Tommaso Labbate : Secondo me un hashtag non bello e poco opportuno rispetto a tragedia. Volenti o nolenti, la frase di De Falco gi nella storia.

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Mercoled 18 gennaio 2012

SECONDO TEMPO

PIAZZA GRANDE
Per non affogare nelle correnti
di Bruno Tinti

Il badante

di Oliviero Beha

TEDE SCO E IL COMMA 22 N

o spiegato come le Correnti si sono impadronite del Csm e quali ne sono state le conseguenze: nomine dei dirigenti degli uffici inquinate dallappartenenza a questa o a quella Corrente; procedimenti disciplinari influenzati dalla potenza dellincolpato e della sua Corrente; rifiuto di ottemperare alle sentenze dei Tribunali amministrativi che annullavano le decisioni del Csm (ovviamente quelle influenzate da logiche di appartenenza correntizia) e che il Csm puntualmente reiterava per anni e anni. In una parola clientelismo. Cos si spiegano i casi che ho descritto negli articoli precedenti. Ma ce ne sono tanti altri. Quello di Arcibaldo Miller, capo degli ispettori del ministero e pezzo grosso di MI, sottoposto a procedimento per trasferimento dufficio e revoca dellautorizzazione a ricoprire incarichi fuori ruolo (doveva abbandonare la sua carica presso il ministero); il procedimento durato pi di 2 anni con escamotage di tutti i tipi per evitare di decidere, fino a quando arrivato il ministro Severino e Miller ha dato le dimissioni spontaneamente, cio per non essere cacciato. Quelli di Manuela Romei Pasetti (Unicost), presidente della Corte dappello di Venezia, e di Giovanni Palombarini (MD), Avvocato generale presso la Corte di cassazione, mantenuti al loro posto a dispetto delle decisioni di Tar e Consiglio di Stato, Palombarini addirittura fino alla pensione e Romei Pasetti fino al pensionamento del collega che aveva fatto ricorso contro di lei. E decine di altri. Un panorama desolante.

tunit di por mano a una riforma del Csm, si darebbe un addio allindipendenza della Magistratura. Ne approfitterebbero subito per costruire un sistema che affiderebbe alla politica il controllo sui giudici, sulla loro carriera, sui loro stipendi e sulla loro vera o presunta responsabilit disciplinare. Sicch, non c dubbio, i giudici devono mettersi una mano sulla coscienza e riformarsi da soli. Come? Di nuovo un punto fermo: non con labolizione delle Correnti. Sarebbe inaccettabile una simile violazione della libert di associazione e di espressione; e sarebbe improponibile impedire ai giudici di confrontarsi intellettualmente e professional-

ventano votati e vanno al Csm. La Costituzione salva, non c bisogno di una nuova legge e le Correnti restano fuori dal Csm. OBIEZIONE: con questo sistema chiss chi finir al Csm, magari qualcuno ambizioso o incapace. E si tratta di unobiezione infondata. Quanto allambizione, merce assai pi presente tra i correntocrati che tra i giudici normali, quelli che quotidianamente spalano centinaia di processi e si fanno un mazzo cos per depositare sentenze e provvedimenti vari. E, quanto alla capacit, davvero si pensa che un giudice che pu infliggere un ergastolo, decidere di fallimenti che mettono sul lastrico decine

COME SE NE pu uscire? C un punto fermo: non con una nuova legge; che poi dovrebbe essere una legge costituzionale perch le modalit di scelta (elezione) dei componenti del Csm sono previste appunto dalla Costituzione. Chiunque capisce che, se i partiti avessero loppor-

mente. E sarebbe per contro ingenuo aspettarsi una riforma dallinterno, in esito alla quale le Correnti si privassero autonomamente della loro caratteristica di gruppo di potere, del conseguente clientelismo come strumento per garantirsi consenso e quindi potere, in una spirale infrangibile. E allora? C una sola strada: un accordo tra i giudici tutti, i non correntizzati, i semplici associati alle Correnti, i correntocrati pentiti, per gestire lelezione del Csm con un by pass che impedisca alle Correnti di imporre i suoi candidati. Il sorteggio, il sistema pi semplice e meno inquinabile che si possa immaginare. Si sorteggiano, tra tutti quelli in servizio, 16 magistrati; 2 tra i giudici di Cassazione, 10 tra i giudici di Tribunale e di Corte dappello, 4 tra i Pubblici ministeri (cos come previsto per legge). Poi i sorteggiati confluiscono in una lista (loro e solo loro) e tutti i giudici la votano. E i sorteggiati di-

Come salvare il Csm dalle proprie fazioni? Con un nuovo metodo di selezione dei componenti: il sorteggio, il sistema pi semplice e il meno inquinabile dai poteri interni

di persone, stabilire a chi affidare i figli in caso di separazioni o divorzi, non sia in grado di stabilire chi deve fare il presidente del Tribunale di Poggio Fiorito o se il collega Servo Suo Eccellenza meriti la censura, la perdita di anzianit o lespulsione dalla magistratura? In realt proprio questa obiezione che rivela di che pasta sono fatti i correntocrati: gente convinta che il governo della magistratura sia un fatto politico, che richiede doti politiche; che, e questo assolutamente vero, non tutti posseggono. Fate largo dunque; e lasciateci lavorare. No, non deve andare cos. Una magistratura capace di garantire la legalit, comporre i conflitti e reprimere gli illeciti non pu permettersi di essere inquinata al suo interno dalle stesse illegalit, piccole o grandi che siano, che pretende di sanzionare. Non lautorit che le viene meno a seguito del diffuso clientelismo che ha permeato le Correnti senza possibilit di ritorno. Lautorit delle sentenze garantita dalla legge, non dalla persona del giudice. Ci che questo sistema perverso sottrae alla magistratura lautorevolezza; e questa si conquista sul campo, con la propria condotta quotidiana. Vivendo, per dirla con Kant, con il cielo stellato sopra di s e la legge morale dentro di s. E questo incompatibile con le Correnti.
Lex senatore Pd, Alberto Tedesco (FOTO ANSA)

on ci sarebbe molto da aggiungere al chiarissimo intervento di Nando dalla Chiesa, qui, sabato 14, dallesaustivo titolo Il network salva-casalesi, a proposito del voto della Camera che ha tenuto fuori di gattabuia Nicola Cosentino. E il sommario, Per capire tale voto bisogna tornare a quella riunione segreta venuta a galla nel luglio del 2010 e che proiett sullItalia limmagine di qualcosa di simile a una nuova P2, completava lopera. Perch queste cose si leggano quasi solo su Il Fatto (prego documentarsi per anche sulla meritoria La Voce delle Voci...) un ulteriore e decisivo elemento che spiega come mai siamo ridotti a questo commovente network, non solo parlamentare. Come pure c stato chi ha egregiamente commentato lapplauso da stadio salva-Nick (cfr. RaiNews di Corradino Mineo) che corroborava limpressione che si ha di questaula sonora e variopinta. In libreria poi appena arrivata linchiesta di Paolo Bracalini Partiti S.p.A., ovvero Non solo finanziamenti pubblici, ma societ, banche, immobili, sponsor privati e occulti: come e perch i partiti sono diventati imperi finanziari. E pensare che un referendum aveva ricacciato indietro il finanziamento pubblico di questo network gi nel 1993: come sia andata dopo lo sappiamo purtroppo tutti, alla faccia dellaberrante accusa di anti-politica mossa ai contestatori dellabominio. Che centri la politica nel senso migliore, teorico e pratico, con questa interminabile sfilza di nequizie che ha prostrato il Paese fino a farsi commissionare da Monti e C., rimane questione impregiudicata... Ma se leditoriale di Dalla Chiesa, appoggiato al libro citato, basterebbe di suo, che motivo c di tornare sul caso? Il motivo Tedesco, inteso come senatore Alberto Tedesco, ex Pd oggi nel Gruppo misto, per il quale alla vigilia del voto su Nick o mericano spuntata una nuova richiesta darresto da parte della Procura di Bari per associazione per delinquere, concussione, corruzione, turbativa dasta e abuso dufficio. la stessa inchiesta per la quale in luglio si era votato al Senato, Tedesco aveva eroicamente chiesto alla Giunta lautorizzazione a essere arrestato e gli era stato pur troppo votato a favore a maggioranza mentre in contemporanea calcistica, da tutte le autorizzazioni minuto per minuto, il pidiellino Papa finiva a Poggioreale. Adesso, in dicembre, dopo undici mesi di rimpalli tra la Procura e gli avvocati difensori, la Corte di cassazione ha avallato la richiesta darresto che torna dunque alla Giunta in Senato. Mettiamo dunque che stavolta sia andato in porto questo scambio garantista tra Cosentino e Tedesco, il gomitolo del quale, in qualit di assessore alla Sanit pugliese imputato dei reati summenzionati, appena tirato rimanda a DAlema e pu rovinare Vendola. E di nuovo Tedesco resti in libert magari con la benedizione del voto radicale bipartisan, perch laccordo tra le parti parlamentari era/ questo: che ne pensa il presidente del Consiglio, un tecnico/Professore/Precettore chiamato a risolvere i guai della politica politicante cos bene rappresentata da questi baratti? E che ne pensa il presidente della Repubblica, eletto da un Parlamento molto simile a questo che deve decidere su Tedesco e ha gi deciso su Cosentino? Credo di saperlo: penseranno che bisogna cambiare lintiera classe parlamentare con il voto, senza perderci in quisquilie da Cosentini o Tedeschini. Gi. Ma allora bisogna votare. E con quale legge elettorale, se dopo la bocciatura del referendum da parte della Consulta resta il Porcellum da cooptazione che ha formato queste Camere? Le stesse Camere che dovrebbero varare una nuova legge che magari (!!!) lasciasse fuori quasi tutti lorsignori? Siamo a Comma 22, carissimi Presidenti... Oppure no.
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Parlamentari a cottimo
di Sandro Brusco*

a discussione sui salari dei parlamentari seguita alla pubblicazione del rapporto della commissione Giovannini sui costi della politica partita male ed finita nel nulla. Proviamo a porci una domanda un po' differente: non quanto, ma come giusto pagare i parlamentari. La pratica consolidata a livello internazionale di pagarli con un salario fisso. Ci sono almeno due ottime ragioni perch, in casi normali, sia cos. Primo, difficile definire cosa sia un buon risultato per i parlamentari. Secondo, ammesso che sia possibile trovare variabili esattamente misurabili da cui far dipendere la remunerazione, rischioso far dipendere la compensazione dai risultati perch si rischia che gli sforzi si

concentrino sulle variabili pi facilmente misurabili a scapito di altre meno esattamente misurabili, ma magari pi importanti. Per esempio, se si pagano gli insegnanti in base ai risultati raggiunti dai loro studenti in test standardizzati, si rischia che gli insegnanti dedichino troppo tempo a sviluppare capacit nozionistiche che permettono di ottenere buoni risultati nei test a scapito dell'abilit a pensare in modo innovativo e creativo. In presenza di compiti multipli e con differenti gradi di misurabilit quindi consigliabile usare una compensazione fissa.
PUR ESSENDO cosciente delle difficolt che una compensazione basata sui risultati pu generare, io credo che il momento sia sufficientemente eccezionale da consigliare una deviazione

In questi anni di crisi sospendiamo lo stipendio fisso dei politici e paghiamoli solo se raggiungono risultati concreti: avanzo primario e crescita del Pil pari a quelli della Germania
temporanea dalla regola del salario fisso. La mia proposta che per i prossimi 5 anni i parlamentari vengano remunerati in funzione di due variabili: l'avanzo primario e il tasso di crescita del Pil. In particolare propongo un processo in due passi: 1) Se il bilancio pubblico non presenta un avanzo primario, la remunerazione dei parlamentari zero. 2) Se il bilancio pubblico presenta un avanzo primario, la remunerazione dipende dalla differenza

tra il tasso di crescita del Pil italiano e il tasso di crescita del Pil tedesco. Specificamente, la remunerazione (identica a quella attuale) viene pagata per intero se il Pil italiano cresce almeno quanto il Pil tedesco, e viene ridotta proporzionalmente altrimenti, fino ad azzerarsi quando

il Pil italiano cresce molto meno del tedesco. QUALI SONO i vantaggi di tale formula? importante che il governo mantenga l'avanzo primario (ossia, le entrate devono essere superiori alle spese non per interessi). Una dipendenza esclusiva dal tasso di crescita del Pil pu generare incentivi perversi, portando a politiche di aumento della spesa in deficit che generano effetti positivi di breve

periodo, ma creano enormi problemi debitori nel medio e lungo periodo (tutti ricordiamo gli anni Ottanta). Anche una dipendenza esclusiva dall'equilibrio di bilancio pu generare incentivi perversi, portando ad aumenti draconiani delle tasse che ammazzano la crescita. quindi opportuno che entrambe le variabili entrino in gioco. La remunerazione non deve dipendere solo dalla crescita del Pil italiano, dato che essa influenzato non solo dalle politiche domestiche, ma anche dal ciclo internazionale. Appunto per depurare gli effetti del ciclo internazionale opportuno guardare alla differenza con un paese di riferimento. La formula pu essere cambiata, ad esempio, prendendo la media dell'area euro anzich la Germania o altre simili combinazioni del genere. L'importante che sia chiara e che il principio di base, ossia la dipendenza della remunerazione dal tasso di crescita italiano depurato degli effetti del ciclo internazionale, resti. Anche se il bilancio pubblico stato portato sotto controllo, principalmente grazie a una caterva di tasse, ormai abbastanza chiaro che il Parlamento ita-

liano stato completamente incapace, e non da oggi, di affrontare il problema della crescita. C' un problema di assenza di cultura economica tra i nostri parlamentari, ma c' anche un problema di incentivi: per il parlamentare medio risulta essere polticamente pi remunerativo difendere le corporazioni, che bloccano la crescita, piuttosto che puntare allo sviluppo economico. Rendere la compensazione dei parlamentari dipendente dalla crescita pu quindi servire da bilanciamento, aumentando gli incentivi dei parlamentari ad approvare provvedimenti efficaci per la crescita. NEL PI LUNGO periodo, credo sia giusto tornare a remunerare i parlamentari come in tutti gli altri Paesi, ossia con un salario fisso. Ma per questa situazione emergenziale un periodo transitorio in cui i nostri parlamentari son pagati a cottimo in base alla crescita del paese pu fornire un notevole aiuto al miglioramento delle nostre decisioni in tema di politica economica.
*professore alla University of New York at Stony Brook

Mercoled 18 gennaio 2012

pagina 19

SECONDO TEMPO

MAIL
In certi casi, non c niente da ridere
Stamani mattina durante un servizio di Rainews direttamente dall'Isola del Giglio (o nei paraggi) una giovane giornalista, dall'accento romano e assai carina, intervistava un comandante per avere (e dare) notizie sui superstiti. Ridente e garrula. Forse qualcuno dovrebbe spiegare a questi giovani giornalisti che anche l'espressione del viso, quando ci si rivolge al pubblico su notizie drammatiche, dovrebbere essere un po circostanziata. Pur evitando espressioni da prefica coreana, ritengo che un atteggiamento meno gaio avrebbe giovato al contenuto dell'informazione. Grazie,
Gabriella Bassi

BOX
Furio Colombo

LA VIGNETTA

7
C

A DOMANDA RISPONDO QUAL IL VALORE DELLE BUONE NOTIZIE


bambino sotto il fascismo, stata una bellissima notizia. Ha dato senso, coraggio, speranza, fiducia nel futuro a tutte le persone giovani in uno spaventoso momento della storia. Nel tempo in cui viviamo gli eventi sono meno drammatici nel senso di vita e di morte, ma non meno tristi e umilianti nel senso di partecipare o no, da cittadini a pieno diritto, alle vicende e decisioni che riguardano tutti. E cos la distinzione fra buone e cattive notizie un po diversa. Per esempio: una buona notizia che ogni giorno ci sia in edicola questo giornale che d cattive notizie che altri nascondono e pretendono di ignorare. Per esempio una buona notizia far sapere ci che disonesti e mafiosi vorrebbero tenere sepolto (anche se il fatto brutto). E certe notizie, buone ma false, che il governo Berlusconi ha dato all'Italia ogni giorno negli ultimi tre anni, sono state causa di pericolo e danno da cui solo adesso notizie brutte ma vere ci stanno mettendo in condizione di cercare soluzioni e di avere il rispetto degli altri. Ecco, una volta fatta questa correzione (non tutte le brutte notizie sono cattive, non tutte le buone notizie sono davvero buone) sono d'accordo. E spero che l'Italia entri al pi presto in un mondo di fatti veri e buoni.
Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano 00193 Roma, via Valadier n. 42 lettere@ilfattoquotidiano.it

Linammissibile leggerezza del Comandante Schettino


Per il Giglio, un romantico e irragionevole gesto costato troppo. un discutibile tratto distintivo di un certo modo di essere Italiani? Ora dal momento che tra i dispersi ci sarebbero una decina di tedeschi (gruppo pi numeroso tra le possibili vittime?), chi glielo dice alla Merkel di questa arlecchinata pazzesca? La leggerezza della folle sfida del comandante del Concordia ha portato a una catastrofe inammissibile per soddisfare un prurito sentimentale: voler far transitare un grattacielo marino cos rasente la riva e su un fondale di pochi metri d'acqua (magari cercando di far meglio di chi l'aveva preceduto). Gli esperti ci informano che al momento la nave coricata su un gradino degli scogli sotto il quale avrebbe un ulteriore inabissamento con mare mosso e successivamente altro ancora se si dovesse alleggerire i serbatoi dal carburante (in cui perderebbe altra stabilit). Auguriamoci che l'annesso danno ecologico sia pi circoscritto possibile soprattutto per quella attraente zona dell'Argentario e del suo turismo. Scatola nera e approfondimenti vorranno chiarire l'accaduto che scuoter l'attenzione sulla pi rigida osservanza delle norme marittime ed altre se ne vorranno aggiungere al pensiero che queste grandi navi da crociera (belle da vedere) sommano anche problemi di transitabilit, come pare verificarsi anche lungo la Laguna veneta, dove il passaggio rasenta troppo gli attracchi e, quindi, preoccupare i residenti stessi. Saluti.
Angelo Mandara

aro Colombo, rinnovo la mia richiesta che questo giornale dia anche le notizie positive. I risultati sarebbero: uno, avremmo una visione dei fatti pi aderente alla realt; due, minore sfiducia, direi disperazione; tre, appena cambiata la legge elettorale, poter eleggere persone degne. Se denunciate solo le malefatte, otterrete un cittadino pi arrabbiato, per il risultato devastante. Fa venir voglia di cercare un salvatore della Patria. Franco

La corruzione che viene dal basso


Nel dibattito pubblico e nell'analisi sulla societ italiana degli ultimi anni manca qualcosa: la insufficiente presa d'atto dell'esistenza di una massiccia corruzione, materiale e finanziaria, ma anche morale e civile, diffusa in larghi strati della popolazione, trasversale al censo, all'et, al livello di istruzione, al luogo di residenza, alle mansioni. La tanto esaltata societ civile impregnata di una sottocultura affaristico-clientelare fatta di elogio della furbizia, disinteresse totale per il bene comune, sistematica violazione delle regole, arroganza ed aggressivit sempre maggiori. C' un forte senso di impunit anche nei gradini pi bassi della scala sociale, riscontrabile a partire dai comportamenti quotidiani. La casta riempie quotidianamente giornali, tg e conversazioni; si grida contro i politici ed i loro innumerevoli ed odiosi privilegi. In gran parte a ragione. Esistono anche molte altre caste e corporazioni, tutte tenacemente resistenti a qualsiasi tentativo di riforma. Ma se abbiamo tanta corruzione, nepotismo e criminalit, una pubblica amministrazione elefantiaca e societ pubbliche e private zeppe di parenti, amici e amiche, dipende da una intensa e continua richiesta dal basso (voto per te e ti faccio votare se mi fai ottenere la tal cosa o il tal posto). La politica degradata e screditata. Ma noi cittadini cosa vogliamo dalla politica? Prospettive, una classe dirigente capace, una gestione trasparente, uno sviluppo sostenibile e pi equilibrato, risposte ai bisogni collettivi oppure scorciatoie, favori e singoli privilegi indebiti? Certo manca l'esempio dall'alto. Latita per l'esercizio di cittadinanza. La consapevolezza di essere soggetti a doveri e portatori di diritti. Membri di una

IL DESIDERIO di buone

notizie profondamente radicato in tutti noi fin da quando, bambini scrutiamo le facce degli adulti per capire che cosa stanno per dirci. Nel periodo politico in cui stiamo vivendo la richiesta pi che mai giustificata dal peso e dalla quantit di detriti che ci cadono addosso. Dunque concordo. Ma occorre una precisazione. Buone e cattive notizie (e certo il nostro lettore non intende soltanto il titolo ma anche la interpretazione, la coloritura, il senso, il commento) non si dividono, come sembra, pensando alle notizie in astratto. Per esempio, vero che c' la guerra una cattiva notizia a confronto con quella buona da tutti desiderata (c' la pace). Ma la guerra di liberazione, per me che ero

comunit di persone in grado di riconoscersi come tale e pretendere rappresentanza. Purtroppo da tempo i diritti sono stati barattati con i favori. In uno scambio alla lunga decisamente in perdita, se guardiamo alle condizioni ed alle sorti generali dell'Italia, ma in particolare ai milioni di persone gi povere o candidate ad esserlo.
Andrea Di Meo

Liberalizzare sulle rovine del neo liberismo


Liberalizzazioni: come voler riparare il tetto di una casa diroccata. Le rovine sono state provocate dal cosiddetto neoliberismo (ovvero licenza di creare all'interno del sistema la peggior concorrenza possibile, quella fra poveri, nonostante il progresso civile e culturale avvenuto: tutte parole, concettualmente non si imparato niente, anzi). Toccherebbe rimuovere queste rovine, invece si pensa a come farne altre, persino in buona fede. Entrare nel merito delle liberalizzazioni, vuol dire perdere di vista il problema principale, con il rischio di sofismi fini a se stessi e di battaglie sociali con temperini spuntati.
Dario Lodi

to, l'et pensionistica era gi stata di nuovo aumentata passando da retributivo a contributivo; 3) in base a tale previsto aumento di et media si erano gi pi volte fatte innumerevoli manovre, tese ad allungare l'et pensionabile; 4) sempre per adeguare una gi adeguatissima et pensionabile all'allungamento della sopravvivenza media si erano inventate le finestre che prorogavano di mesi e giorni l'entrata in pensione; pi volte. 5) Si era poi allungata l'et pensionistica perch ci raccontavano che l'Europa lo voleva; in realt l'Europa non voleva che l'et pensionabile delle donne fosse

allungata perch troppo giovani ma solo perch ritenevano una sperequazione rispetto agli uomini che fossero obbligate ad andare in pensione prima. 6) Ora la Fornero allunga di altri sette anni l'et pensionabile per lo stesso motivo, o perlomeno dichiarando lo stesso motivo: l'et media si allunga. Per, oltre ai sette anni in pi permangono tutti gli altri provvedimenti gi presi per il supposto aumento dell'et media. Ma si possono usare sei parametri diversi contemporaneamente per ottenere uno scopo? come se una malattia fosse curata con sei volte il dosaggio previsto di far-

maci. Spero di essere stato chiaro. In poche parole: ci stanno prendendo in giro. Se a fare una cosa del genere fosse una societ assicuratrice privata sarebbe condannata da qualsiasi giudice. Ma, il nostro Giudice, i sindacati, sembrano protestare e basta; e con poca convinzione. Sciopero: se non ora, quando? Si trovasse altrove la cura alla crisi, cercando i soldi nelle casseforti di chi l'ha creata e non nei borsellini dei lavoratori e pensionati.
Giuseppe Casagrande

I nostri errori
Nella rubrica "Voti a perdere" di Giancarlo Padovan pubblicata ieri, per un errore redazionale invece della pagella di Davide Ballardini stata ripetuta quella di Serse Cosmi. Ce ne scusiamo con i lettori e con l'autore del pezzo.

Monti, dai un colpo al cerchio e uno alla botte!


Avrei sperato in una sinistra pi spontanea, pi berlingueriana, che si offende quando la Boccassini dice: "Ndrangheta trasversale ai partiti" (questa signora, purtroppo per tutta la politica, circondata da una forte stima). La denuncia della signora Boccassini, fa sembrare ancora pi assordante il silenzio di tutti i partiti sulla corruzione. Tutti i partiti ne parlano una o due volte lanno. Monti dovr tirare fuori capacit proprie non professionali, ma intelligentemente oneste, ed umano che in questo momento solo lui lo potr fare perch nessuno avr il coraggio di ostacolare. Un colpo al cerchio potrebbe essere sulle pensioni per la sinistra, un colpo alla botte potrebbe essere per la destra sulla patrimoniale, e un colpo per gli onesti combattendo con la legge la corruzione.
Marco Grasso

IL FATTO di ieri18 gennaio 1925


Storica antenata della Rai, lURI aveva aperto a Roma lera della radiofonia nellottobre 1924, fortemente sponsorizzata da Marconi, Ciano e dai gruppi industriali del Nord, Fiat compresa. Concepita come potenziale fabbrica del consenso, la nuova radio di Mussolini muove i primi passi con un paio dore dascolto quotidiano, per lo pi bollettini filogovernativi e musica. Affiancata, il 18 gennaio 1925, da un proprio house-organ che ne promuova immagine e programmi, che educhi i neoascoltatori al linguaggio e ai contenuti del nuovo medium, creando una fidelizzazione speciale. Nasce cos il periodico Radio Orario, 1,50 lire a numero, abbonamento annuo 45 lire per lItalia e per le colonie, target ancora limitato ai pochi possessori di apparecchi, oscillanti attorno alle 3.l000 lire. Con le sue sgargianti copertine dco, articoli di costume, guida al palinsesto, pagine tecniche sullutilizzo della nuova scatola magica, il Radio Orario, sempre pi ricco di inserzioni pubblicitarie, arriver nel 29 alle 51.000 copie settimanali. Un boom di vendite che, nel gennaio 1930, aprir la strada al Radiocorriere, organo ufficiale della neonata EIAR e per 80 anni settimanale cult al fianco di radio e telespettatori.
Giovanna Gabrielli

IL FATTO QUOTIDIANO via Valadier n. 42 - 00193 Roma lettere@ilfattoquotidiano.it

Sei scuse per alzare let pensionabile


Prendessero nelle casseforti, non nei borsellini. Le motivazioni addotte da chi ha violato unilateralmente un contratto pensionistico sono ingiustificate, tanto pi che l'et pensionabile, in pochi anni, gi stata allungata pi volte. Infatti, si dice, l'et media si allungata. Ma, di questo allungamento, tutto da verificare, si era: 1) Gi tenuto conto nell'originario impianto pensionistico degli Istituti pensionistici, quando avevano calcolato, col metodo retributivo, la media delle et, tra chi crepava subito e chi campava cento anni; 2) in base a tale previsto allungamen-

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