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Viaggio naturalistico al fiume Sile (Ponte settimo, Quinto, Tv)e al fiume Marzenego (Zelarino, Ve)

(con le rispettive analisi chimiche e conferenza/lezione prima e dopo il viaggio)

(Zelarino, Ve) (con le rispettive analisi chimiche e conferenza/lezione prima e dopo il viaggio) Di Peruzzo

Di Peruzzo Matteo

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Lezione/conferenza Aqua program

Peruzzo Matteo II H 11 marzo ’08 Conferenziere: dott.ssa Patrizia Pedron

Primo incontro del progetto Aquaprogram, in questa lezione si è parlato di inquinamento, di come descrivere un ambiente, di quali indicatori si utilizzerà durante le analisi in campo aperto e come si faranno le analisi.

Analisi chimico, fisica e biologica di un corso d’acqua:

L a regione Veneto e la provincia di Venezia hanno patrocinato “l’aqua program”, ovvero le analisi della qualità delle acque fluviali. Nel momento in cui si andranno ad analizzare sul campo, si inizierà a

studiare per primo l’ambiente. Degli studi seri posso durare anche dieci anni. La valutazione di un corso d’acqua deve essere oggettiva e si deve dare un punteggio della qualità dell’acqua, che poi si consegnerà i dati alle regioni. Il

linguaggio che si deve utilizzare non deve essere di tipo accademico o troppo tecnico, ma deve essere un linguaggio comune affinché tutti possano comprendere i dati. Per dare un proprio giudizio, è importante essere al di sopra della propria umanità, e quando si va ad analizzare un ambiente è meglio andare in gruppi o in squadre perché ognuno controlli l’operato del collega. Bisogna anche essere non influenzati dai due estremi composti dagli allarmisti e dai non allarmisti. Quando un tecnico ambientale usa un insieme di tabelle, parametri più articolati, l’ I.B.E (indice biotico esteso come il ph) che impegna circa sei ore, ha la possibilità di determinare il S.E.C.A, cioè lo stato ecologico del corso d’acqua. Queste analisi sono molto costose e si fanno quando ci sono segnali ambientali di forte inquinamento; per esempio il cromo esavalente è un ossido di cromo, che quando un microrganismo si riproduce, esso si inserisce nella riproduzione cambiando il DNA dell’organismo coinvolto. I primi a degenerare per il cromo esavalente sono gli organismi vegetali che possono mutare

la struttura come avere delle margherite

con due teste. Per fare un’analisi si spende minimo 150€, ma si spende di più per la bonifica

di un territorio altamente inquinato.

più per la bonifica di un territorio altamente inquinato. La foto mostra uno strumento per l’analisi

La foto mostra uno strumento per l’analisi della presenza di inquinanti.

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Le industrie sono le principali cause dell’inquinamento del corso d’acqua; in particolare certe industrie versano i materiali inquinanti nel fiume e se poi vengono scoperte, dichiarano fallimento per non essere citate in causa. Il S.E.C.A. unito alle analisi di inquinanti dà il S.A.C.A. È importante anche notificare durante le analisi di un corso d’acqua, l’ecosistema: la parte dei viventi e quella dei non viventi sono in un equilibrio non statico ma dinamico. L’ecosistema può essere influenzato da fattori climatici, da agenti inquinanti ecc. Sapere lo stato di salute dell’acqua è molto importante per mantenere una buona qualità e per mantenere uno sfruttamento sostenibile:

infatti tutta l’acqua disponibile è per il 97% salata mentre per il 3% è dolce; però solo l’1,7% è potabile e sfruttabile e si trova contenuta nei ghiacciai o per lo 0,3% nelle falde acquifere. L’acqua ha un potere auto depurante ed è una risorsa rinnovabile, ma

le attività antropiche rende

non

rinnovabile e purtroppo la percentuale di acqua non rinnovabile sta aumentando.

I corsi d’acqua sono degli organi depuratori. La parte biotica che è il 70% è

formata da microrganismi, che creano il ciclo dell’organico e più un ambiente

è in salute, più c’è una biocenosi di microrganismi che hanno la capacità di

depurare l’acqua. Il potere auto depurante non è illimitato, se si compromette la comunità il fiume non riesce più ad auto depurarsi e la comunità muore. Si altera la comunità non solo con l’introduzione nell’ambiente acquatico di inquinanti ma anche con l’alterazione dell’ambiente naturale come interrare un corso d’acqua (pratica oggi diffusa ), il prelievo idrico, l’inquinamento chimico e la cementificazione.

I prelievi idrici sono legati strettamente all’agricoltura, ma anche all’industria

(in particolare il settore siderurgico). I prelievi idrici provocano un’alterazione della sedimentazione, aumentano la temperatura dell’acqua, diminuiscono l’ossigeno contenuto nell’acqua, provocano al diminuzione dell’alveo bagnato, diminuiscono l’auto depurazione e fanno diminuire la presenza ittica nel corso d’acqua interessato. L’inquinamento chimico è causato dal settore agricolo, industriale, civile e zootecnico. Nel settore agricolo, l’inquinamento chimico è causato dall’utilizzo dei fertilizzanti che provocano l’eutrofizzazione, causata dai

fertilizzanti che provocano l’eutrofizzazione, causata dai Marzenego, la foto mostra un intervento antropico contro il

Marzenego, la foto mostra un intervento antropico contro il cedimento delle rive dovuto alla mancanza di alberi.

possono

quest’acqua

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fosfati, dai nitrati e dell’ammoniaca, che passano attraverso il terreno. L’eutrofizzazione non è solo un problema di alghe ma anche di proliferazione

di ciano batteri. Altra causa dell’eutrofizzazione sono le deiezioni e il liquame

di allevamenti che concentrano più di 5.000 capi di bestiame in un luogo

abbastanza ristretto.

Le alterazioni chimico-fisiche posso essere di due tipi: acute o croniche.

L’effetto acuto porta alla morte biologica, mentre quella cronica è uno

più

pericoloso inquinamento perché viene immesso e persiste per lunghi periodi

di tempo.

Un’altra alterazione di ambiente acquatico è la cementificazione e la semplificazione della forma. Per esempio in montagna si creano per bloccare la forza dell’acqua, però queste strutture creano ostacolo ai pesci che risalgono il fiume. Altre alterazioni sono le briglie, le dighe (che creano

discontinuità di un fiume), le difese spondali, i regolatori di velocità e le cave

stillicidio

1 ,

perché

il

fiume

muore

pian piano,

è

quest’ultimo

è

il

in

alveo.

Le

analisi chimico-fisiche e batteriologiche, permettono la valutazione della

presenza di inquinanti (se è cronico, se invece è acuto l’acqua trascina con se

gli inquinanti), esse sono facilmente traducibili in espressioni numeriche. Gli

svantaggi riguardano la situazione istantanea; queste analisi non rilevano gli

effetti e non rilevano tutti i tipi di alterazione. Ogni alterazione influisce direttamente o indirettamente sugli esseri viventi. I macroinvertebrati benotici (superiori a 1mm), le macrofite acquatiche e i pesci sono alcuni organismi che segnano la salute dell’ambiente anche se i pesci non sono sedentari. I microrganismi sono indicatori biologici, essi sono ubiquitari, sono facili da campionare, hanno sensibilità diverse all’inquinamento, hanno una vita abbastanza lunga da registrare in modo da poter essere integrata alla qualità dell’ambiente, sono relativamente sedentari quindi sono rappresentativi delle condizioni locali. Però non dicono in maniera precisa le cause e non sono in grado di identificare la concentrazione degli inquinanti. Più indicatori biologici fanno un indice biologico I.B.E. e per

osservare o studiare un fiume

indice biologico I.B.E. e per osservare o studiare un fiume La presenza di alberi sulla riva

La presenza di alberi sulla riva da ombra al fiume che così facendo non si riscalda l’acqua.

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Caduta dell'acqua o di liquido goccia a goccia. 2 (fig.) Ripetizione continua e monotona di qlco.

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ci si occupa anche del biotopo (I.E.F.) e della biocenosi. Importante per la qualità di un fiume è l’ombreggiatura del corso d’acqua data dagli alberi che si trovano sulle sponde; se e minima o nulla la temperatura dell’acqua aumenta provocando l’aumento della cinetica dei gas disciolti nell’acqua con l’effetto di poco ossigeno contenuto nell’acqua, se invece l’ombreggiatura e troppo alta o al 100% le alghe non si riproducono.

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Il viaggio per arrivare da Mirano nel fiume Sile a Ponte Settimo (Quinto, Treviso) Si è partiti da Mirano alle ore 8.10. Si è utilizzato come mezzo di trasporto il pullman. Da Mirano, ci si è diretti alla città di Martellago. Ci si è avvicinati alla città di Scorzè, e da qui ci si su via Zeriolo per poi andare su via Tiveron . Si è arrivati a Ponte Settino a Quinto di Treviso alle 9.15. Si è mangiato al sacco vicino a un bar della città di Settimo. Lo scopo del viaggio era l’osservazione del fiume Sile, e l’analisi chimico- fisica delle sue acque e lo studio e l’osservazione della presenza di alcune specie di piante e macroinvertebrati. Il tempo è stato interessato da momenti di pioggia alternati lungo tutta la giornata, la temperatura si è tenuta abbastanza era un po’ bassa. Alle 15.00 si è partiti per Zelarino passando per Martellago. Durante le analisi il tempo è stato nuvoloso alternato da una leggera poiggia. Dopo aver analizzato il Marzenego (Zelarino), si è tornati a Mirano alle 17.35

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Il Sile (Ponte settimo, Quinto, Treviso)

Di Peruzzo Matteo 8 aprile 2008

Arrivati sul Sile si è subito impiantato un luogo vicino al fiume munito di tavoli e sedie per eseguire le analisi. Dopo si è subito andati a fare un sopraluogo sul Sile e a fare un campionamento biologico e a osservare il territorio che circonda il Sile; dopo aver preso dei campioni si è passati a fare le analisi chimico-fisiche dell’acqua e si sono classificati i macroinvertebrati e le piante prese durante il campionamento biologico in gruppi composti da 4 persone.

il campionamento biologico in gruppi composti da 4 persone. dei campionamenti con il guadino. Foto in

dei

campionamenti con il guadino. Foto in basso, il tecnico muove il fondale per altri campionamenti

Foto

in

alto

il

tecnico

sta

prendendo

Per fare un buon campionamento biologico, si deve intercettare tutti i macroinvertebrati che vivono nelle acque del fiume. Il campionamento viene fatto con un guadino, cioè uno strumento usato dai tecnici ambientali che è una paletta metallica con un piccolo rastrello sull’estremità e con un retino che ha alla fine di esso un contenitore. Il campionamento si deve fare prima raccogliendo l’acqua senza smuovere il fondale del fiume, poi con i piedi si muove il fondo del fiume (che subito renderà l’acqua torbida dal limo e dal fango che sono stati mossi) che si raccoglie con il guadino. Il campionamento biologico non

si raccoglie con il guadino. Il campionamento biologico non viene fatto solamente utilizzando questo strumento, ma

viene fatto solamente utilizzando questo strumento, ma anche con le mani con cui si raccolgono i sassi dove i macroinvertebrati si attaccano. Dal campionamento appena compiuto si nota subito i gammanidi che nuotano all’interno del contenitore del guadino. La vegetazione del fiume Sile è composta da piante che vivono sotto la superficie dell’acqua (idrofite), ma quando crescono possono sollevarsi e uscire dall’acqua (con le radici che però sono sotto la superficie dell’acqua); mentre altre che vivono nell’acqua non hanno un gambo di sostegno è

quindi non si ergono dall’acqua. Osservando il Sile, si può già notare che si tratta di un ambiente prevalentemente naturale (la presenza antropica si riscontra nella strada, nel ponte che attraversa il

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Le due foto mostrano la misurazione della profondità e della l a r g h
Le due foto mostrano la misurazione della profondità e della l a r g h

Le due foto mostrano la misurazione della profondità e della larghezza del fiume.

fiume e nella presenza di alcune case

poco vicine al fiume). Il fiume Sile è un fiume di risorgiva che nasce poco lontano da questo luogo, esso presenta delle anse, cioè quando il fiume fa delle curve, e meandri; anche se nella zona di pianura tenderebbe a diventare rettificato. Il fondale del fiume è caratterizzato da limo e argilla e sassi, ghiaia e ciottoli soprattutto nella zona centrale del fiume. Velocità, larghezza e profondità: la misurazione della profondità di un fiume è

molto semplice è non occorrono strumenti particolari: una persona che si troverà sulla riva conterà con un metro la larghezza del fiume, mentre l’altra persona si immerge con un asta con un metro scritto su di essa. La persona che è sulla dirà la larghezza del fiume che è stata percorsa, mentre l’altra immergendo l’asta fino a raggiungere il fondo del fiume indicherà la profondità. Dalle misurazioni sono emersi i seguenti dati:

Larghezza (m)

Profondità (cm)

1

30

2

47

3

55

4

60

5

65

6

69

7

63

8

78

9

82

10

68

11

78

12

66

13

55

14

46

15

20

Profondità media: 0,58 m

Profondità massima: 82 cm

La larghezza del tratto campionato risulta di 14, 80 m e 15 m. Per misurare la velocità del fiume si butta un legnetto ne troppo pesante ne troppo leggero sull’acqua. Si conterà quanto tempo il legnetto impiega a compiere 10m. Si getterà il legnetto prima vicino alla riva e poi sempre di più vicina al centro del fiume. Infatti l’acqua quando è vicina alla riva fa attrito col fondale e questo diminuirà la velocità della corrente, mentre al centro del fiume l’acqua non fa attrito con il fondale è quindi scorre più veloce.

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Dopo aver contato il tempo dei 10m di percorrenza del legnetto si applica la seguente

formula: ; dai seguenti dati si hanno avute le rispettive velocità [0,64

(m/s); 0,63 (m/s); 1,19 (m/s); 0,9 (m/s); 0,4 (m/s)] con la velocità media di 0,84 (m/s).

Osservando il fiume si vede che sulle rive e anche sul fono sono presenti pochi rifiuti. Il livello dell’acqua risulta normale. Si vede subito che su entrambe le rive è presenti il bosco. È importante la presenza di un bosco sulle rive, come già detto nella prima lezione il bosco da ombra al fiume. L’ombreggiatura in questo caso è del 20%; un elemento fondamentale per stimare l’ombreggiatura è la stagione infatti in inverno quando gli alberi sono spogli l’ombreggiatura di un fiume è minima, mentre in estate la percentuale sarà più alta. Il bosco si può suddividere in bosco maturo, quando prevale la

disetaneità. Sulla riva destra c’è un bosco maturo e la vegetazione è abbastanza espansa, nella riva destra la strada crea una discontinuità del bosco, la vegetazione risulta integra ed è periflua. Gli alberi danno stabilità nella riva destra, per le radici degli alberi che trattengono il terreno senza che sia soggetto all’erosione. Dopo il bosco, la riva destra è caratterizzata dai giardini delle case e dal prato. Nella riva sinistra, il bosco è vicino alle case e gli alberi sono simili e coetanei; si può anche dedurre che questo bosco è artificiale perché l’ordine degli alberi non è sparso, ma sono piantati in modo dritto. La vegetazione è discontinua, non si può parlare di una grande erosione perché non ci sono parti del

terreno nude: infatti la riva sinistra è caratterizzata da piante erbacee e da arbusti che trattengono la riva. Il territorio della riva sinistra è caratterizzato da l’urbanizzazione.

Analisi fisiche dell’acqua: si inizia misurando il ph. Il

ph 2 è la stima dell’acidità di una

il ph . Il ph 2 è la stima dell’acidità di una La foto in alto

La foto in alto scatta sulla riva sinistra mostra la presenza di un bosco maturo nella riva destra.

mostra la presenza di un bosco maturo nella riva destra. sostanza o della basicità. La scala

sostanza o della basicità. La scala del ph va da 1 a 14. I valori che vanno da 0 a 8 sono acidi, mentre da 8 a 14 sono basici; una sosta che ha 7ph è neutra. Lo strumento per misurare il ph è il piaccametro. L’acqua deve avere il ph compreso tra 6 e 8 e il ph è influenzato dalla temperatura. Per non starare il piaccametro, si deve accendere lo strumento quando la sonda è immersa nell’acqua. Il ph è in relazione con gli ioni dell’idrogeno (H + ), infatti il ph è

2 Il termine, che deriva dal francese pouvoir hydrogène, 'potere d'idrogeno', viene definito come il logaritmo della

concentrazione di ioni (protoni) H + cambiato di segno: cioè pH = -log 10 [H + ], dove [H + ] è la concentrazione di ioni

H

+ espressa in moli per litro. Siccome gli ioni H + si legano alle molecole d'acqua per formare ioni idronio (H 3 O + ),

il

pH è anche espresso in funzione della concentrazione di questi ioni. Nell'acqua pura a 22 °C, gli ioni H 3 O + e

ossidrile (OH - ) esistono in uguali quantità; la concentrazione di ogni specie è 10 -7 moli/litro, cosicché il pH dell'acqua pura è -log (10 -7 ), ossia il log 10 7 , cioè 7.

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il logaritmo negativo degli ioni di idrogeno disciolti nell’acqua; più ioni di idrogeno sono presenti in una sostanza più essa è acide e viceversa. L’ossigeno disciolto nell’acqua ci dà un grado di salubrità

del

L’ossigeno è strettamente legato alla temperatura, le acque più fredde hanno più ossigeno

per questo le trote vivono specialmente nelle acque più fredde, avendo bisogno di molto ossigeno. Nel corso di un fiume l’ossigeno

fiume.

molto ossigeno. Nel corso di un fiume l’ossigeno fiume. Foto a sinistra un piaccametro che sta
molto ossigeno. Nel corso di un fiume l’ossigeno fiume. Foto a sinistra un piaccametro che sta

Foto a sinistra un piaccametro che sta misurando il ph dell’acqua del Sile, foto a destra un ossimetro.

diminuisce quando va verso valle, mentre in quelli di risorgiva l’ossigeno rimane costante perché costante è la temperatura durante tutto l’arco dell’anno. L’ossigeno disciolto nell’acqua oltre ad essere legato

alla temperatura, è anche legato alla solubilità dei gas e dalla fotosintesi delle piante del fiume. L’acqua può arricchirsi di ossigeno anche quando fa delle cascate che le permettono di entrare in contatto con l’aria, mentre i fiumi di pianura l’acqua non entra in contatto con l’aria. L’ossigeno disciolto nell’acqua viene misurato con l’ossimetro, che ci dice la quantità

di ossigeno in ppm (parti per milione), la saturazione e la temperatura dell’acqua.

Nelle prime analisi la temperatura risultava essere di 11,5°C, con concentrazione di ossigeno di 9,3 ppm e saturazione dell’88%. I dati, soprattutto al saturazione, risultavano strani perché per la saturazione ottimale dovrebbe essere tra il 94-95%.

Si è quindi dedotto che lo strumento fosse starato, e dopo averlo calibrato i dati sono:

concentrazione (O) 10,2 ppm, saturazione 92% e temperatura 11,3°C. dai dati si deduce che lo stato delle acque del Sile è buono, infatti se la presenza dell’ossigeno

scende oltre a far morire o a far migrare molte specie di animali e piante, è anche indice di vari fattori come l’eutrofizzazione.

Un’altra analisi fisica è quella dell’elettricità. L’elettricità è data dagli ioni disciolti nell’acqua. Nell’acqua di un ghiacciaio l’elettricità risulta minore, mentre nel Sile che

è un fiume di risorgiva, quindi che scorre per molto tempo nel sottosuolo ha

un’elettricità maggiore, perché passando sotto la roccia , l’acqua si carica di Sali. Più Sali sono contenuti nell’acqua, più l’elettricità è maggiore perché lo ione attraversa il liquido più velocemente. L’elettricità si misura in micro simes (μS/cm), dedicato a

Simes, uno scienziato che ha studiato in quanto tempo un elettrone compiva 1cm. In questo caso l’elettricità dell’acqua è di 42,9 (μS/cm). L’acqua di risorgiva, poi, ha maggiore elettricità perché l’acqua che scorre oggi nel Sile è quella che è piovuta sulle basse Dolomiti 300-400 anni fa. Analisi chimica: le analisi chimiche compiute sono di tipo qualitative e colorimetriche, cioè si ha una misura tramite il colore della sostanza. Tutti i rifiuti

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chimici si devono versare, dopo la fine della reazione, su un apposito contenitore che verrà poi smaltito.

Si inizia con la ricerca dei nitrati. È importante sapere ancora prima della reazione, che il reagente che si utilizza è il No 3 -2A che è composto per il 96%

si utilizza è il No 3 -2A che è composto per il 96% Foto in alto,

Foto in alto, I reagenti per l’analisi dei nitrati.

da acido solforico, sostanza

molto corrosiva. Quindi si deve fare molta attenzione all’utilizzo

di questa sostanza e in

particolare bisogna usare durante la reazione i guanti protettivi e gli appositi occhiali. Si inizia prelevando l’acqua raccolta dal fiume, e si versa su una delle due provette 1,6 ml di acqua da analizzare; è importante che queste provette siano pulite, se non lo sono vanno subito lavate e asciugate con

pulite, se non lo sono vanno subito lavate e asciugate con della carta. Nell’altra provetta (asciutta),

della

carta.

Nell’altra

provetta

(asciutta),

si

versano

due

micro

cucchiai

di

No 3 -1A.

Sempre

in

questa

provetta

si

aggiunge

5ml

si

NO 3 -2A

(utilizzando l’apposita

siringa).

provetta e si agita per

un reattivo No 3 -2A non si è

sciolto.

In

un’altra

si

il

la

Si

chiude

finché

minuto

completamente

questa

provetta

con

aggiunge

siringa 1,5 ml d’acqua e

questa provetta con aggiunge siringa 1,5 ml d’acqua e Foto a destra e a sinistra: due

Foto a destra e a sinistra: due analisi in corso. Foto in basso a destra lo strumento per dare i valori ai nitrati

chiudendo la provetta

agita

immediatamente. La

reazione sviluppa calore, quindi la sostanza prodotta è esotermica. Dopo 10 minuti si inseriscono le due provette (quella con l’acqua a sinistra, mentre l’altra a destra) nell’apposito

strumento per la lettura dei dati. Ruotando la rotella si cerca il colore della finestra che sia uguale al colore della sostanza. Il risultato è espresso in mg/l NO 3 . L’analisi mostra i valori dei nitrati abbastanza alti (10mg/l NO3), questo potrebbe essere causato dal dilavamento della pioggia dei nitrati dei concimi.

si

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abbastanza alti (10mg/l NO3), questo potrebbe essere causato dal dilavamento della pioggia dei nitrati dei concimi.

Per l’analisi dell’ammonio si prende l’acqua da analizzare e si mette 6ml di essa nelle due provette. Una conterrà solo acqua mentre l’altra servirà per la reazione. Si inserisce 0,6 ml di NH 4 -1B che si andrà a mescolare (questa soluzione rende alcalina

la sostanza). Si aggiunge sempre in questa provetta 1 micro cucchiaino di NH 4 -2B

(che funge da colorante) si fa sciogliere e si lasci riposare per 5 minuti. Si aggiungono poi 4 gocce di NH 4 -3B (catalizzatore) e si lascia riposare per 7 minuti. Si inserisce le due provette (quella con l’acqua a sinistra, mentre l’altra a destra) nell’apposito strumento per la lettura dei dati. Ruotando la rotella si cerca il colore della finestra che sia uguale al colore della sostanza. L’ammonio presente nell’acqua è di 0 mg/l NH 4 . Lo stesso procedimento lo si fa per le analisi dei fosfati, che risultano essere presenti

per lo 0,015 mg/l P. Identificazione e classificazione delle specie animali e vegetali presenti nel fiume Sile: dalla classificazione si è visto che il Sile è un fiume in buona salute perché vi è una buona biodiverità sia aniamle che vegetale. Infatti nei macroinvertebrati acquatici sono stati trovati: 3 tipi di efemenotteri, 4 tipi

di tricotteri, 1 coleottero (elmitidae), 2 tipi di ditteri, 1 crostaceo, 2 tipi di molluschi tra

i quali la Physa, 1 tricladi (planaria), 2 tipi di Irudei e tre tipi di oligochechi. Nel regno vegetale sono state trovate 6 specie di macrofite acquatiche (vedi tabella

dati) e 2 elofiti.

di macrofite acquatiche (vedi tabella dati) e 2 elofiti. Foto a sinistra un tricottero, a destra

Foto a sinistra un tricottero, a destra Mentha aquatica.

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di macrofite acquatiche (vedi tabella dati) e 2 elofiti. Foto a sinistra un tricottero, a destra

Il Marzenego (Zelarino, Ve)

Come precedentemente, si sono presi campioni biologici e si son compiute le analisi (ved. Analisi fiume Sile). Vengono descritti i risultati delle analisi, i campionamenti biologici e l’ambiente circostante al Marzenego.

biologici e l’ambiente circostante al Marzenego. 13 Le tre foto mostrano il Marzenego, privo di boschi,
biologici e l’ambiente circostante al Marzenego. 13 Le tre foto mostrano il Marzenego, privo di boschi,
13
13

Le tre foto mostrano il Marzenego, privo di boschi, con presenze antropiche.

Differentemente dal Sile, il territorio circostante al Marzenego risente fortemente della presenza antropica. Il fiume scorre su un’area altamente urbanizzata, entrambe le rive non hanno bosco e sono caratterizzate da piante erbacee; si nota che le rive sono soggette all’erosione e si vedono degli interventi artificiali per rendere stabili le rive. L’ambiente risulta seminaturale, sono presenti anse e meandri e il fondo è composto da ghiaia, limo e argilla. Sono assenti rifiuti ma si possono vedere due scarichi domestici sul tratto analizzato La trasparenza dell’acqua è scarsa (a differenza dell’acqua del Sile la cui trasparenza era ottima); il ph è 8,3 la temperatura è 13,5°C, la conducibilità elettrica è di 447(μS/cm) e l’ossigeno disciolto è 9,6 mg/l e la saturazione è 91%(minore del Sile). Importante è la quantità in cui sono presenti i nitrati, fosfati e l’ammoniaca. I nitrati sono 5-10mg/l NO 2 ; i fosfati 0,11 mg/l P e l’ammoniaca è 0,2 mg/l NH 4 (mentre nel Sile era 0).

Se la biodiversità nel Marzenego persiste (1 efemerottero, 1 tricottero, 3 tipi di ditteri (larve), 2 tipi di crostacei da segnalare la presenza di un gambero di fiume di dimensioni abbastanza grandi- 3 tipi di molluschi e un pesce ghiozzo di fiume-) quella delle piante è minore (3 specie di macrofiti acquatiche); infatti la vegetazione perifluviale è profondamente alterata. Indubbiamente la condizione di questo fiume è meno salutare del Sile.

la condizione di questo fiume è meno salutare del Sile. La presenza di alberi sulla riva
la condizione di questo fiume è meno salutare del Sile. La presenza di alberi sulla riva

La presenza di alberi sulla riva da ombra al fiume che così facendo non si riscalda l’acqua.

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Lezione Aquaprogram

Tenuta dalla dott.ssa Patrizia Pedron Di Peruzzo Matteo 11 aprile 2008

In quest’ultimo incontro con la dottoressa Patrizia Pedron si sono discussi i dati raccolti nell’uscita fatta l’8 aprile 2008. Si è poi dato un punteggio ai due corsi d’acqua analizzati.

è poi dato un punteggio ai due corsi d’acqua analizzati. Il Sile nasce vicino a Treviso,

Il Sile nasce vicino a Treviso, una parte sfocia nella laguna veneta, mentre l’altra parte, deviata dai veneziani con il taglio del Sile, sfocia vicino a Jesolo. Già dall’I.B.E. si vede che il Sile è migliore del Marzenego, anche se entrambi sono dei fiumi di risorgiva. In provincia di Treviso si valorizza molto il territorio, mentre nella provincia di Venezia si continua ancora a sperperarlo. Il Sile, poi, non attraversa soltanto zone coltivate e abitative come il Marzenego, ma è anche attraversato da grandi arterie stradali , e questo dovrebbe essere un punto di svantaggio per il Sile, perché si immettono nell’acqua i metalli pesanti che provengono dagli scarichi dei veicoli a motore, e d’inverno il sale usato come anticongelante sulle strade dovrebbe nuocere al fiume. L’indicatore biologico dice, in base alla sovrabbondanza o alla morte e mutazioni degli organismi, la qualità del luogo. Le alterazioni chimiche, fisiche e morfologiche compromettono la cenosi iniziando dagli organismi più sensibili. Nel Sile sono presenti nicchie e micro nicchie; infatti in base alle misurazioni del fondale si è visto che il fondo non scende a parabola ma è irregolare, e quindi grazie a questa caratteristica, il Sile ospita diverse comunità di animali e piante. Il Marzenego è il contrario del Sile, il fondale non è irregolare e quindi questo fiume (assieme ad altri fattori) ospita meno comunità di animali e piante. Questo fiume potrebbe migliorare se non venisse periodicamente scavato da draghe o scavatori. Nei campionamenti biologici sono stati scelti i macroinvertebrati e le macrofiti perché hanno sensibilità differenti all’inquinamento, hanno una vita abbastanza lunga e sono relativamente sedentarie e facili da campionare. Il decreto legge sulle acque D.L. 152/1999, anche se c’è il D.L 152/2006 che è più restrittivo però è fermo perché non è stato ancora approvato dal governo, dice che la qualità chimica delle acque è dato dai macrodescrittori e la qualità è data dal biotico che danno il S.E.C.A. che unito agli inquinanti chimici danno il S.A.C.A. I macrodescrittori sono l’ossigeno disciolto, la richiesta biologica dell’ossigeno, la richiesta chimica dell’ossigeno (cioè viene usato il di cromato di potassio che però attacca sia l’ossigeno della parte organica si di quella inorganica e quindi sovrastima la presenza di ossigeno), ammonica, i nitrati, il fosforo totale, l’Escherichiacoli (cioè fare delle piastre di coltura di batteri per poi vedere quali colonie si formano) e l’I.B.E.

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Importanti per un’analisi sono gli inquinanti; essi si dividono in: inquinanti inorganici (Cd, Cu, Zn, Pb) e sono di tipo naturale, mentre gli inquinanti chimici organici (DDT proibito in Europa ma ancora usato in Sud America- diossine , composti aromatici) sono derivati dall’attività antropica e sono più pericolosi di quelli inorganici. Un dato molto importante nell’analisi di un fiume è la portata. Essa si misura con larghezza media per la profondità media per la velocità, cioè:

Durante le analisi si è presa in considerazione la funzionalità del bosco sulle rive del fiume, esso non solo fa ombra, ma è anche un corridoio ecologico, consolida le

sponde e crea un habitat con l’aumento della biodiversità, fa da filtro e da barriera, controlla le piene e ha altre funzioni non biologiche. Un altro dato preso in considerazione nell’uscita è stata la conducibilità elettrica, che è causata dai Sali disciolti nell’acqua. Essa varia dai 400 ai 800 se è di più le uova di pesce si disidratano per l’osmosi. L’aumento dei Sali disciolti nell’acqua è dato dalle attività antropiche come il versamento della salamoia dei caseifici nel fiume o può essere caratterizzato dal cuneo salino come a Concordia Saggitaria, si tratta dell’avanzamento delle acque marine nell’entroterra attraverso i fiumi.

Il ph ci dice il grado di acidità, ma non ci dice le cause. Il ph neutro è il ph dell’acqua

senza Sali e Co 2 e che si trova a 25°C di temperatura. Le analisi chimiche sono state condotte su il fosforo, molto importante perché costituisce il DNA però se è in dosi maggiori è tossico. In agricoltura si utilizza il fosforo per la concimazione, il fosforo è poco solubile e poco mobile perché viene

subito intercettato dalle piante. Viene usato anche nei detersivi perché riflettendo la luce fa apparire il bucato bianco, però è la principale causa dell’eutrofizzazione.

I nitrati sono un composto dell’azoto. La presenza dei nitrati nell’acqua è

regolamentata, infatti se ingeriti si uniscono con l’emoglobina facendo la meta globina cioè l’emoglobina trasporta meno ossigeno. Ci sono stati casi in Inghilterra di

neonati intossicati dai nitrati. Le analisi hanno riguardato anche la solubilità dell’ossigeno che è anche data dalla presenza di ammoniaca e dalla salinità dell’acqua. Dai dati avuti si promuove il Sile per la qualità dell’acqua e si boccia il Marzenego.

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