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Università del Sociale

Formazione in Costellazioni familiari

La nevrosi da fallimento
Qualunque sia la configurazione del tranello che ci tende l'albero genealogico, spetta a noi impedirgli di
entrare in contatto con la nostra coscienza, la nostra gioia di vivere, la nostra capacità creativa: infatti,
c'è sempre qualcosa che ci spinge a definirci come esseri limitati che esistono soltanto nel quadro
riduttivo del clan familiare.
Ogni volta che si manifesta la nevrosi da fallimento, perdiamo di vista il nostro scopo, la particolare
missione di vita che siamo i soli a poter realizzare. Alla base della nevrosi da fallimento troviamo una
scarsa autostima, fondata sull'adesione agli ordini e ai divieti di una famiglia che non ha smesso di
condizionarci.
Sono sei le cause principali che conducono al fallimento, sei credenze che si sono incapsulate
nell'Inconscio. Le presenteremo qui di seguito, ciascuna accompagnata da un suggerimento per
visualizzarla in modo positivo, al fine di poterla superare.

1. Sono fondamentalmente cattivo


Con un pretesto qualunque, l'albero genealogico non mi ha accettato così come sono. Il clan avrebbe
voluto un figlio di sesso diverso, con un altro aspetto fisico, con altre qualità, più veloce, più lento, più
energico . . . Tale rifiuto, reiterato più volte, mi ha ferito nel profondo, spingendomi a tentare di essere,
senza successo, quello che l'albero avrebbe voluto. Un'impresa evidentemente impossibile, perché io
posso essere pienamente soltanto me stesso. Nel momento del trionfo, vale a dire nel momento in cui
mi riconosco il diritto di esistere così come sono, ho la tentazione di andare verso il fallimento per dare
ragione al clan.

Visualizzazione positiva: Immagino l'intero albero genealogico simile a me stesso. Quale meraviglioso
rapporto avrei avuto con il clan se le caratteristiche che mi si rimproveravano fossero state comuni a tutti quanti?
Per esempio, se sono dolce e spirituale in un albero virile e materialista, immagino il mio clan dotato della mia
dolcezza; se sono una femmina e ci si aspettava un maschio, tutto l'albero sarà sensibile alle doti femminili, mio
padre, i miei nonni, gli zii saranno dotati di una grande femminilità interiore . . .

2. Sono stato di peso, un ostacolo


L'albero genealogico mi rende responsabile delle proprie incoerenze e incapacità. Sono nato "per
sbaglio" o in una famiglia travolta da problemi materiali. I miei genitori mi hanno abbandonato
affidandomi ad altri educatori o, al contrario, sostenevano di "essersi sacrificati" per me: mi hanno
accusato, più o meno apertamente, di avergli impedito di realizzarsi. Per cui non mi sento capace di
fare niente di buono. Nel momento del trionfo, per non tradire questa convinzione, boicotto da solo il
mio successo che sarebbe una soluzione, una gioia per il mondo: l'esatto opposto di quello con cui mi
sono identificato finora.

Visualizzazione positiva: Io sono un apporto importante, con me arriva il miracolo. Per esempio, nel momento
in cui nasco, immagino che i miei genitori ricevano un premio, un aiuto dal governo, un regalo per la mia nascita:
se mia madre ha dovuto abbandonare la carriera di cantante per colpa della mia nascita, immagino che la sua voce
sia miracolosamente migliorata durante la gravidanza, e che lei diventi famosa grazie a me per la sua magnifica
voce, magari duettando noi due insieme.

3. Non ho il diritto di tradire


Apparentemente il clan mi ha accettato. È possibile che abbia avuto un'infanzia felice, ma la mia
esistenza è condizionata da una lealtà assoluta all'albero familiare. Sono tenuto ad accettare le idee, i
comportamenti sociali, religiosi, ideologici, estetici, affettivi ecc. dei miei. In realtà, io esisto e sono
amato dalla mia famiglia soltanto se mi presento come un elemento indifferenziato di un tutto solidale.
Se mia madre mi ha inculcato l'odio per gli uomini (nel caso di una ragazza) o mi ha convinto che
nessuna donna vada bene per me (nel caso di un ragazzo), rovinerò tutti i miei rapporti amorosi per
non tradirla. Se mio padre ritiene che nessuna attività sia accettabile tranne il commercio, fallirò in tutto
quello che non ha a che fare con il commercio. Anche la coesione nazionale funziona secondo questo
modello. Di conseguenza, mi riconosco il diritto di esistere soltanto come elemento di un clan che, in
fondo, nega completamente la mia esistenza individuale.

Visualizzazione positiva: Tutto l'albero genealogico adotta le mie nuove idee, le mie iniziative, le mie scoperte.
Per esempio, se ho un'opinione politica diversa, loro si iscrivono al mio partito e votano per me; se m'innamoro di
una persona di un'altra razza, si appassionano alla sua cultura o si convertono alla sua religione ecc.

4. Non ho il diritto di andarmene via


Anche in questo caso, l'ambiente familiare era apparentemente felice. Purtroppo i miei genitori non mi
hanno cresciuto nell'ottica di rendermi indipendente, ma per trattenermi vicino a loro (in modo reale o
simbolico). L'insoddisfazione profonda dei membri del clan si riflette su di me: se lascio i miei genitori,
ne moriranno, oppure (nel caso di una coppia genitoriale con un nucleo sadomasochistico) si
uccideranno a vicenda, o ancora uno dei due cadrà in depressione ... Mi sento in colpa: devo pagare di
persona per tutto quello che ho ricevuto perché mi porto appresso una grande responsabilità, per
quanto fittizia. Qualsiasi successo rappresenta un passo verso il mondo, il che significherebbe lasciare
la famiglia per entrare nella comunità umana. Di conseguenza mi proibisco di avere successo.

Visualizzazione positiva: Tutti i membri della mia famiglia vivono sparpagliati in giro per il pianeta, e
si sono trovati un posto ideale lontano dalle radici famigliari. Visualizzo il mio intero albero
genealogico mentre popola il pianeta con grande gioia, emigrando un po' ovunque con successo.

5. Non ho il diritto di superare i miei genitori


Porto dentro di me la mancata realizzazione del clan, perché è composto da persone che magari hanno
fallito, oppure perché tra i miei antenati ci sono stati un "grand'uomo" o una "donna eccezionale" -
generalmente molto narcisisti - il cui successo è considerato insuperabile. Perciò mi sono stati inculcati i
limiti di ogni possibile successo: per me non è pensabile essere ricco, felice in amore, talentuoso,
avventuriero ecc. al di là di questo o quel limite.
Se per esempio mio padre e mio nonno erano dei medici falliti che hanno dovuto adattarsi a fare gli
infermieri, i dentisti o i fisioterapisti, io mi farò bocciare sistematicamente agli esami della facoltà di
medicina per non dimostrare che è possibile riuscire in tali studi. Se li superassi, demolirei la loro
autorità, la loro superiorità sulla mia inferiorità volontaria. E mi ritroverei simbolicamente orfano. Il
dolore del fallimento mi sembra meno cocente della sensazione di abbandono.

Visualizzazione positiva: Li innalzo tutti al livello della mia realizzazione. Ciascuno nel suo ambito riscuote
un successo eguale al mio e gode del trionfo in una grande festa collettiva, accettando l'idea che il successo e il
talento siano squisitamente individuali, e non si possano fare paragoni tra le persone.
·

6. Il piacere è pericoloso, sporco, vietato


Trionfare in quella che è la nostra vera vocazione è il più grande piacere che possa esistere. Se l'albero
genealogico soffre di una forte repressione sessuale, qualsiasi piacere sarà considerato sospetto, per non
dire diabolico. Generazione dopo generazione, il clan impedisce ai discendenti di godere della vita e
delle proprie capacità.
Nel momento del trionfo, questo divieto fondamentale si abbatte su di me, bloccandomi la strada verso
la realizzazione, e potrebbe anche influenzare la mia sessualità rendendomi frigida, impotente, o un
eiaculatore precoce.
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Visualizzazione positiva: Immagino un grande carnevale cui partecipano tutti i membri del mio albero,
ciascuno con un costume e una maschera che gli consentano di far agire una parte tenuta nascosta e censurata
della propria personalità. E tutti si abbandonano al piacere in un ambiente festoso e pieno di allegria.