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Introduzione alla Psicologia Analogica

Valter Gentili
Seguendo le intuizioni dello Psicologo e caposcuola Stefano Benemeglio, vogliamo in queste
pagine offrire i fondamenti della teoria della PSICOLOGIA ANALOGICA.
Una straordinaria e innovativa disciplina che studia le leggi e le regole che governano il
comportamento emotivo delluomo.
l pensiero logico e il pensiero emotivo convivono, proprio grazie al loro eterno conflitto, nella
mente delluomo condizionandone la personalit!, le scelte, i comportamenti. "a Psicologia
#nalogica giunge a studiare la nostra parte emotiva, altrimenti irraggiungi$ile, attraverso
losservazione dei segnali emessi inconsciamente.
%uali segnali emettiamo& Uninfinit!, e di vario genere. Gestuali innanzitutto. #nche se tentiamo di
controllarci il nostro corpo assume posture, compie gesti, si sposta senza un apparente significato.
'ppure ognuno di noi ha una gestualit! caratteristica, cosa significa& ' la comunicazione non
verbale, frutto diretto del nostro inconscio che, attraverso questo linguaggio, dichiara al mondo la
propria esistenza. ' tutto questo senza lintervento della nostra parte logica che non ( assolutamente
in grado di controllare la parte emotiva. Sono $en riconosci$ili segnali di tensione, di gradimento o
di rifiuto, che possono essere tranquillamente negati dalla parte logica.
)omunichiamo anche segnali importantissimi che esprimono le conflittualit! vissute, i tur$amenti,
le sindromi che ci affliggono. "a nostra personalit, insomma.
*utti questi segnali, involontari per la parte logica, sono linguaggio della parte emotiva+ il nostro
inconscio.
"a Psicologia #nalogica studia questo linguaggio, attraverso il quale riesce ad accedere alla parte
pi, profonda del nostro Io.
Perch- ( cos. importante conoscere il nostro inconscio& "a parte logica della nostra mente comunica
in modo tradizionale attraverso la parola. "a parola ( espressione del nostro pensiero logico ma
quello che dichiariamo ( veramente ci/ che intendiamo& Mai.
processi espressivi dellinconscio sono sempre in conflitto con quelli logici, spesso sono contrari,
anche se non vogliamo intenzionalmente mentire. #ttraverso la parola esprimiamo concetti logici,
riflessivi e ponderati. l nostro o Profondo ha altre esigenze, pi, forti perch- frutto dei nostri
turbamenti. "inconscio, per/, non pu/ esprimersi comunicando le emozioni alla parte logica
affinch- le traduca in chiaro con la parola. 0on c( alcuna comunicazione tra queste due istanze.
)iascuna comunica attraverso i mezzi a disposizione+ la parola per il pensiero logico, la
comunicazione non ver$ale per il pensiero emotivo.
'cco il significato di Psicologia #nalogica+ la psicologia che studia la parte emotiva, e non logica,
del nostro o+ linconscio, il contenitore delle nostre emozioni.
Seguendo il percorso predisposto su queste pagine si pu/ comprendere quanto sia importante
arrivare a conoscere le nostre vere esigenze emotive e riconoscere quelle dei nostri interlocutori.
# che serve sentirsi dire *i amo1 se la parte emotiva nega chiaramente questa affermazione con
segnali non ver$ali di rifiuto& %uel *i amo1 assume il significato di Vorrei amarti ma in realt!
non ti amo1.
2ppure capita spesso di sentire qualcuno che si lamenta di una insosteni$ile situazione
professionale, ma se il suo inconscio invece gradisce, contro ogni logica, essere maltrattato stiamo
pur certi che ce lo comunicher! con chiari segnali non verbali, magari anche solo accarezzandosi i
capelli mentre si lamenta, per dirci 3i piace essere mortificato14
%uanto ( difficile da accettare che il nostro inconscio gradisca un capoufficio tiranno. 'ppure il
nostro inconscio ( capace di $en altro. 0utrendosi di pure emozioni, senza avere la capacit! di
riconoscere il bene e il male che sono frutto di apprendimento solo della parte logica, pu/ spingerci
a scelte improponi$ili, creando le $asi per conflitti enormi nella nostra mente.
5iconoscere le proprie esigenze emotive ( un passo fondamentale per vivere meglio. 6opo aver
compreso come si forma la nostra personalit!, potrete comprendere anche quali pericoli corriamo
nellignorare il nostro Io ambino, quella parte di noi che cerca costantemente di ritrovare le forti
emozioni che lo hanno formato, conducendoci a volte a delle scelte e a dei comportamenti che
saranno fonte di infelicit!.
Il comportamento !uotidiano
"a Psicologia #nalogica ha ampiamente dimostrato quanto le conflittualit vissute
nell"infanzia portino ladulto a comportamenti $en distinti, con peculiarit! evidenti nelle relazioni.
"a conflittualit! infantile ( la vera causa di quello che definiamo il carattere1 o, come pi, corretto,
la personalit!1.
"insieme dei comportamenti tipici dei vari profili psicologici, sono stati osservati e codificati dalla
Psicologia #nalogica. Pur nella diversit! riscontra$ile tra vari individui anche appartenenti alla
stessa conflittualit!, si possono individuare chiaramente comuni comportamenti.
"a Psicologia #nalogica offre molti strumenti per riconoscere in se stessi e negli altri la
conflittualit! vissuta. )ome& #ttraverso il linguaggio dell"inconscio. "a nostra parte emotiva infatti
comunica tutto di noi, in continuazione. 3a non usa la parola. "a parte logica deve imparare questo
linguaggio o non sar! mai in grado di percepire cosa linconscio vuole comunicare.
l"inconscio non mente mai e la parte logica non pu# impedirlo$
"individuo forma la propria personalit! nei primi anni di vita. l neonato inizia la sua vita
relazionale con i genitori e nei primi conflitti tra le sue esigenze e il grado di appagamento, riceve
un primo imprinting che lo conduce definitivamente verso un comportamento rivolto al possesso o
al desiderio. l primo tratto della personalit! a formarsi sar! quindi la predisposizione a possedere
7distonia dell#vere8 o a desiderare 7distonia dell'ssere8.
%ualcuno pi, fortemente di altri ma tutti apparteniamo ad una delle due modalit!. 0ei mesi
seguenti, il $am$ino investe di responsa$ilit! uno dei due genitori. ' quello che sente meno amico,
lo reputa pi, ostile con la sua istintuale quanto limitata capacit! di valutazione. ' forse il genitore
che non ha gratificato una sua imperscruta$ile esigenza. "altro genitore lo fa sentire pi, sicuro.
5iesce con un linguaggio corporeo o forse con la voce a comunicargli pi, sicurezza. ' nata la
conflittualit.
%utti assegniamo un ruolo ai nostri genitori ed ( tra questi che distinguiamo il genitore $uono1 da
quello cattivo1. %uesto imprinting genitoriale, come per le paperette di Konrad Lorenz che
seguono luomo perch- ( stata la prima figura vista alla nascita, ci condizioner per tutta la vita.
' linconscio che sceglie, attraverso canali comunicativi che la nostra parte logica nemmeno riesce
ad immaginare. ' linconscio che vorr! rivivere continuamente questa conflittualit! in un
meccanismo definito COA&ION' A (IP'%'('.
"a stretta relazione tra conflittualit! infantile e comportamento adulto risulta pi, evidente in uno
stato tensionale, quando, per reazione ad un evento in grado di procurare emozioni inattese, la
nostra parte profonda, linconscio, emerge prepotentemente a governare la situazione.
)ome si comportano le diverse conflittualit! in occasione di un evento improvviso, a cui assistono e
possono partecipare&
Proviamo ad immaginare una situazione+ un incidente dauto allincrocio tra due vie. Un
conducente rimane lievemente ferito e necessita di aiuto. "a strada, alle 99 del mattino ( affollata,
diverse persone assistono allincidente+
S$aam4 5umore di fanali rotti e lamiere. *utti si voltano istintivamente a vedere cosa ha provocano
questo rumore, gi! intuendone la causa. n mezzo allincrocio, tra due strette vie cittadine, due auto
sono ferme. )apita spesso ma un incidente ( pur sempre uno spettacolo che vale la pena di
osservare. Su una delle due auto, una persona si tocca la testa dolorante. :a cozzato contro il
para$rezza e non scende su$ito. )he fare& 'cco un esempio di improvviso stato tensionale. )hi (
nei pressi ne viene coinvolto e reagisce secondo la propria personalit.
*ra gli spettatori, avremo innanzitutto gli Avere1 che non possono permettersi di svolgere un
semplice ruolo da spettatore. Si porranno in ruolo attivo, mentre gli 'ssere1 tenderanno ad
osservare levoluzione degli eventi, partecipando solo se necessario.
0on ( tutto ovviamente. nterviene un altro tratto caratteriale+ la conflittualit che ci ha tanto
segnato nella formazione.
'cco che i conflittuali padre, sia uomini che donne, che la Psicologia #nalogica descrive
sinteticamente come AS%', assumeranno un comportamento aderente allimmagine di un padre
ideale. )ome si comporter! un#sta& #ssumer! un ruolo attivo se dell#vere e interverr!, magari
avvicinandosi alle auto, iniziando a criticare il comportamento al volante di uno dei due
conducenti, preferi$ilmente colpevolizzando un masc)io. Se ( dellessere interverr! a distanza,
parlando con i presenti in tono accusatorio, con un atteggiamento rivolto a evidenziare i limiti dei
conducenti coinvolti.
Badate $ene, qualunque cosa possa dire, se ne guarder! $ene dal dare una mano al ferito4 nsomma
il ruolo dell#sta ( replicare ci/ che avre$$e detto un padre al figlio che ha avuto la malaccorta idea
di avere un incidente+ sgridandolo puntandogli contro un dito con atteggiamento accusatorio. Pensa
tra se 7se vuole evitare un conflitto fisico con i conducenti coinvolti8+ "o dico sempre che le patenti
le regalano4 0on sapete proprio guidare, adesso arrangiatevi41
la gestualit! dell;#sta
Pi, in l!, tra gli spettatori, ecco un %(IANGOLO. Una persona che ha vissuto la propria
conflittualit! infantile con la madre. ' una persona protettiva, assume il ruolo che avre$$e
desiderato vedere nella madre. )on il $isogno di un contatto fisico con loggetto da proteggere,
poser! la mano aperta sulla spalla del ferito. Se ( dell#vere, si avviciner! cercando di dare
soccorso ma litigher! con le donne presenti tacciandole di manifesta incapacit e occuper! la scena
indipendentemente dalle sue effettive capacit! di portare un aiuto costruttivo, difficile sottrarsi alle
sue attenzioni.
Se ( dell'ssere cercher! comunque di portare un aiuto, di sostituirsi agli altri indecisi, magari
procurandosi un cordiale al $ar dellangolo da porgere gentilmente al ferito. <orse non sa che altro
fare ma sentir! limpellente necessit! di assumere un ruolo protettivo, corrispondente alla sua idea
di madre ideale.
Pensa tra se+ Sono degli incapaci, meglio che faccia io quello di cui c( $isogno41
la gestualit! del *riangolo
<inalmente intervengono gli 'GO, che la Psicologia #nalogica sintetizza e descrive come Cerc)i.
Sono i controllori del traffico. mpartiscono direttive, con ampi gesti circolari, senza partecipare
alla realizzazione. Sono coloro che diranno cosa va fatto+ che $isogna telefonare a
unautoam$ulanza, che sare$$e meglio non spostare il ferito, che il modo migliore per non
intralciare la circolazione sare$$e quello di spostare le auto appena risolto il pro$lema del ferito.
nsomma osservano e indicano le soluzioni ma, $adate $ene, nessun cerchio sentir! limpulso di
rim$occarsi le maniche per fare alcunch-.
Se dell#vere lo vedremo in ruolo attivo, prendendo il controllo della situazione, distri$uir! compiti
ai passanti.
Penser!+ Bisogna che dia istruzioni e controller# che qualcuno lo faccia1.
Se ( dell'ssere, lo vedremo in disparte. 2sserver! la scena, offrir! un parere se richiesto e, dentro
di se, filosofegger! su )ome sare$$e migliore il mondo se tutti guidassero come dico io=1.
"'go ( una figura particolare. ' nato e ha percepito una conflittualit! con uno dei genitori, come
tutti, ma si ( successivamente trasformato. "e cause sono da ricercare nel rapporto con il genitore
buono1 quello gratificante, che nel corso della crescita ( stato percepito come sbagliato1 in
occasione di un evento in cui la gratificazione non ( giunta. l cerchio, non potendo cam$iare la sua
personale conflittualit! creatasi con il genitore cattivo1, trasforma il proprio comportamento in
diffidenza verso entrambi i genitori, ora visti come uomo e donna non pi, come padre e madre.
' un osservatore, cos. come ha dovuto osservare i genitori nella relazioni tra di loro e si comporta
come avrebbero dovuto comportarsi i genitori. ' intui$ile che il cerchio cerca di ricreare la triade
della famiglia di origine. 'cco quindi che i soggetti che intervengono sono almeno tre. "ui stesso,
una figura che interpreter! il padre ideale e una la madre ideale.
la gestualit! dell;'go

0el corso della vita, altri turbamenti contri$uiscono a formare ci/ che siamo ma nulla pu/ evitare
che, nei momenti di tensione, il nostro inconscio perda loccasione di farci rivivere la nostra
conflittualit!.
#l povero ferito del nostro esempio non rimane che augurarsi che la somma di tutti questi
comportamenti, porti a qualcosa di costruttivo. Sicuramente gradir! la vicinanza di uno solo dei
personaggi che sono intervenuti. Uno solo tra aste, cerchi e triangoli sar! oggetto della sua
attenzione e ne seguir! le mosse. 0e sar! stimolato emotivamente=
3a questa ( unaltra storia.
#ttraverso gli strumenti messi a disposizione dalla Psicologia Analogica si pu/ leggere
chiaramente, attraverso gesti e comportamenti, il linguaggio delle emozioni. 0on occorre essere
affermati psicologi per comprendere se stessi e il prossimo. 0on si tratta di curare distur$i
comportamentali ma comprendere le leggi c)e governano l"uomo e il suo comportamento*
I segnali emessi dall"inconscio sono sotto gli occ)i di c)iun!ue+ e sono un"infinit+ basta
imparare a leggerli*
Avere o 'ssere
ndividuate da 'ric) ,romm queste due modalit! di vita sono state riprese dalla
Psicologia #nalogica come punti fondamentali nella formazione della personalit!, con la scoperta
che questo aspetto evolutivo si forma fin dai primi mesi di vita e ci accompagna per la tutta la vita
con forti influenze sul comportamento.
"a modalit! dell#vere, secondo <romm, ( pi, indicata alle societ! consumistiche, dove il possesso
( una condizione essenziale. l presente ( il prolungamento dei ricordi posseduti. "a modalit!
dell'ssere, pi, emotiva, ( rivolta allosservazione delle cose, il tempo futuro riveste una maggiore
importanza che il passato. ' importante cercare di variare il proprio comportamento verso
questultima modalit!.
'rich <romm
Sintetizzando lesempio portato da <romm+
Un Avere deve possedere un fiore, lo coglie, lo fa suo. Un Essere ne contempla la bellezza,
godendo di questo, percependolo per immaginare altri orizzonti.
7#vere o essere& > 9?@A8
Un atteggiamento che riportato nelle relazioni umane crea enormi differenze nel comportamento.
%ual ( quindi la modalit! a cui $isogna tendere& )iascuno potre$$e filosofeggiare sullargomento
ma si pu/ scegliere di vivere secondo una delle due modalit!, imponendosi volontariamente un
controllo& #ssolutamente No.
0ei primi giorni di vita iniziamo a percepire il mondo che ci circonda. l neonato deve interagire
per soddisfare le sue esigenze primarie+ mangiare, dormire, farsi coccolare. ' in questa primissima
fase della vita che formiamo la nostra modalit!1. 'ssere o #vere non dipende da una scelta logica,
ponderata, di filosofia. l $am$ino ha delle esigenze e secondo quanto riesce ad ottenere, si forma
nel tendere al -esiderio o al Possesso. l profondo significato di 'ssere o #vere.
niziamo con laffermare che tutti, in varia misura, apparteniamo a una delle due -istonie. l
disequili$rio1 verso uno dei due versanti fa parte della nostra personalit!. l nostro equili$rio, la
nostra capacit! di relazionarci e fare delle scelte equili$rate, dipende da !uanto amiamo desiderare
o da !uanto do$$iamo possedere.
Vediamo come si forma la nostra distonia+
"a 6istonia dell#vere+
Proviamo ad immedesimarci nelle semplici ma fondamentali esigenze di un neonato. :a fame e
piange, la pappa non giunge subito perch- la mamma la sta ancora preparando. 0on pu/
comprendere che deve attendere. Percepisce solo una mancanza nellimmediato. 2ppure vorre$$e
dormire, piange per comunicare la sua esigenza, invece il pap! arriva dal lavoro e vuole prenderlo
in $raccio per consolarlo, lo fa saltare in $raccio, vuole trasmettergli la sua presenza per consolarlo.
l $am$ino 6esidera spesso ma non ottiene su$ito, inizia il percorso verso quella che chiamiamo la
-istonia dell"Avere.
' difficile comprendere le esigenze di un neonato che ha una comunicazione limitata al pianto o
poco pi,. 0el naturale e quotidiano trascorrere della relazione con i genitori, il $am$ino ha tanto
dovuto desiderare, pur avendo tutte le attenzioni, che nel suo inconscio si forma lesigenza del
Possesso. %uali conseguenze avr! questa evoluzione&
6a adulto il suo comportamento sociale avr! i tratti di una persona che cerca di giungere in tempi
brevi ai suoi o$iettivi, non amer! desiderare a lungo e si coinvolger! con persone che appagheranno
velocemente le sue esigenze. Per contro, una volta appagate le sue esigenze, incredi$ilmente non ne
trarr! il piacere sperato e tender! a decoinvolgersi ricercando nuove fonti di appagamento in un
ruolo relazionale attivo, sempre alla ricerca di un nuovo possesso.
Se un $am$ino ha dovuto 6esiderare troppo spesso per ottenere, da adulto e per tutta la vita
apparterr! alla distonia dell#vere.

"a 6istonia dell'ssere+
Proviamo ora ad immedesimarci in unaltra comune situazione del neonato. 0on ha fame ma la
mamma giunge ugualmente con la pappa, ( ora di mangiare per crescere anche se il $am$ino fa
storie e rifiuta il ci$o. Piange perch- non ne vuole ma deve almeno assaggiare per riuscire a
togliersi davanti agli occhi il $i$eron. Visto che ormai ha assaggiato, la mamma vorre$$e che
continuasse e il $am$ino vede frustrata la sua esigenza di non mangiare, viene violato un suo
desiderio+ desidera altro, invece ottiene la pappa. 2ttiene ci/ che non desidera. #nche in questo
caso, nel naturale e quotidiano trascorrere della relazione con i genitori, il $am$ino ha spesso tanto
posseduto che nel suo inconscio si forma lesigenza del -esiderio. %uali conseguenze avr! questa
evoluzione&
6a adulto il suo comportamento sociale avr! i tratti di una persona che giunger! in tempi pi, lung)i
ai suoi o$iettivi, amer! desiderare pi, che ottenere e si coinvolger! con persone che non
appagheranno le sue esigenze. Per contro, finalmente appagate le sue esigenze, incredi$ilmente non
ne trarr! il piacere sperato e tender! a decoinvolgersi ricercando nuove fonti di desiderio in un
ruolo relazionale passivo, dove saranno gli altri a condurre il gioco affinch- possa desiderare il pi, a
lungo possi$ile+ la sua vera fonte di appagamento.
Se un $am$ino ha troppo ottenuto, da adulto e per tutta la vita apparterr! alla distonia dell'ssere.

Bisogna notare che il comportamento dei genitori ( simile nei due casi, se ( invadente o gradito
dipende esclusivamente da come il $am$ino percepisce quegli eventi. 0el formare una distonia i
genitori svolgono solo un ruolo passivo e hanno la potenzialit! di influenzarne la formazione solo
con gravi mancanze come ignorare il $am$ino o scaricare su questo i propri pro$lemi, ma senza
indirizzarlo verso una o laltra distonia. 0e marc)eranno gli effetti nella vita adulta.

nfatti, tutti evolviamo naturalmente verso una predominanza di desiderio o possesso, ( una
splendida parte del nostro carattere. *utti infatti amiamo desiderare e in altri momenti preferiamo
possedere, mantenendo inalterata per tutta la vita linconscia preferenza per uno dei due
atteggiamenti. "a nostra distonia svolge un ruolo molto importante nelle scelte che facciamo e,
come vedremo pi, avanti, influenza in modo determinante il gioco delle relazioni
nell"innamoramento.

Solo l"eccesso di esigenza di desiderio o possesso pu/ rientrare a pieno titolo nel campo delle
patologie. Un adulto che sviluppa una eccessiva distonia avr! grandi difficolt! a esprimere la
propria personalit!.
Comunicare con le emozioni
come comunichiamo con le emozioni&
0egli stati emozionali il nostro comportamento pu/ variare $ruscamente e noi possiamo essere
indotti, dallesterno o dai nostri stessi pensieri a fare delle cose che normalmente non faremmo.
%uando sogniamo, i contenuti dei nostri sogni possono essere anche fortemente irreali. Possiamo
sognare cose che, mentre le sogniamo, sem$rano normalissime ma al risveglio ci rendiamo conto di
quanto fossero assurde.
#llora la nostra mente ha la possi$ilit! di vivere, in alcuni contesti particolari al di fuori del
principio di realt, al di fuori della logica, al di fuori di quelli che sono i nostri normali sistemi di
pensiero.
*utte le situazioni di relaB, tutte le situazioni emozionali sono situazioni in cui il nostro
comportamento fisico pu/ essere fortemente variato. Sono momenti in cui i nostri sistemi di
pensiero possono variare significativamente. "a mente cosciente vive le tensioni e le emozioni
come una cosa potenzialmente pericolosa, mentre linconscio si nutre di tensioni e di emozioni e
per lui sono una cosa piacevolissima. %uindi non ( linconscio che cerca di allontanarci dalle
tensioni ma ( la mente cosciente, l"inconscio tende a innamorarsi di tutto ci/ che genera tensioni.
"a distonia, cio( il dislivello tra desiderio e realt!, tra desiderio e possesso ( la vera molla
dellinconscio. "inconscio vive solo per colmare le distonie+ ( il suo piacere, la mente cosciente
invece evita se possi$ile tutte le situazioni distoniche.
Per la mente cosciente il piacere ( tornare a casa e sapere di trovare la moglie l. tranquilla che ti
aspetta, ma per linconscio il piacere consiste nel dire ci sar! o non ci sar!& )on chi sar!& 3i ama o
non mi ama&
2gnuno di noi ( come se dentro di s- avesse due forze, una che chiamiamo mente cosciente che
funziona in maniera logica, razionale, precisa, che cerca di evitare le distonie e le situazioni
tensiogene, unaltra che chiamiamo mente inconscia 7ma anche o $am$ino o intelligenza emotiva8
che funziona in maniera analogica 7nel senso che va oltre la logica8 e che si nutre e ricerca
emozioni. "a mente inconscia ( quella parte responsabile dei nostri comportamenti e delle nostre
emozioni.
Per la mente cosciente C D C fa sempre E, solo E e tutto quello che gli viene presentato come C D C
diverso da E la mente cosciente lo $utta via. Per la mente inconscia, invece, che funziona in maniera
analogica, sim$olica, emozionale, per la quale tutto ( possi$ile che cerca le situazioni distoniche, C
D C pu/ fare anche E, ma CDC pu/ anche fare F, oppure zero o magari potre$$e essere una formula
rituale per togliere il malocchio.
0on ( che linconscio sia pazzo per/ linconscio ha una logica diversa, la sua ( una logica
sim$olica, analogica, non di identit! ma di analogia.
<acciamo un esempio+ Una ragazza innamorata sta per sposarsi. Viene piantata sullaltare. # livello
logico chi lha piantata ( =..3ario 5ossi, quindi dovre$$e eventualmente odiare 3ario 5ossi e
$asta, ma questa donna cosa potre$$e fare + travolta dallo shocG emozionale di quellevento,
dallumiliazione, dalla delusione potre$$e fare unequazione+
3ario 5ossi H *utti gli uomini
Per cui da quel momento non ne vuole pi, vedere nessuno, si fa suora, U02 H *U**. oppure
allinverso, gli uomini sono tutti uguali, nessuno vale la pena, tanto vale andare con tutti.
"o shocG emozionale ha destrutturato la mente razionale che non ( pi, in grado di vedere
quellevento per quello che (+ hai preso una fregatura, hai s$agliato persona, avanti un altro, con il
prossimo andr! meglio ma viene attivata la mente inconscia la quale funzionando per analogia non
ha nessuna difficolt! a identificare uno con tutti e non ha nessuna difficolt! a mettere sullo stesso
piano due ipotesi completamente opposte+ siccome gli uomini sono tutti uguali tanto vale andare
con tutti, oppure tutti gli uomini sono uguali, tutti disgraziati, meglio che mi faccio suora=
# livello inconscio le due ipotesi, pur essendo diametralmente opposte possono essere e!uivalenti.
' quindi di vitale importanza imparare a comunicare con il nostro inconscio e con quello dei
nostri interlocutori per rendere la nostra comunicazione efficace e penetrante, per essere in grado di
fornire allinconscio del nostro interlocutore 7ma anche al nostro inconscio8 il servizio analogico
richiesto, in modo tale che questo sia $en predisposto nei nostri confronti e si generi una situazione
di empatia emotiva.
6o$$iamo quindi imparare a diventare il pi, rapidamente possi$ile bersaglio emozionale
dellinconscio del nostro interlocutore, do$$iamo cercare di fare innamorare di noi linconscio del
nostro interlocutore perch- se il suo inconscio si innamora di noi o meglio se il suo inconscio
capisce che noi gli erog)iamo emozioni, gli diamo lo zuccherino, gli diamo quello di cui ha
$isogno sar! il suo inconscio a desiderarci, a desiderare di compiacerci e quindi dal di dentro quella
persona sentir! nascere il desiderio di fare quello che noi gli chiediamo.
Una delle modalit! per comunicare con il nostro inconscio ( quella che prevede lutilizzo della
comunicazione non verbale e cio( di+
. Prossemica
. Cinesica
. Paralinguistica
. -igitale
%uesti sono mezzi attraverso i quali possiamo generare delle micro/tensioni. 3icro perch- sono al
di sotto dellindice di tolleranza della mente razionale, per cui la mente razionale non si sente
aggredita, non si sente preoccupata, non sente lesigenza di opporsi. 3a queste microItensioni
comunque sono eventi reali che accumulandosi ( come se scardinassero, aprissero sempre di pi, la
porta dellinconscio.
Vediamole un po pi, in dettaglio+
P(OSS'MICA+ J la gestione dello spazio come forma di comunicazione e di creazione di
tensione. #vvicinarsi in modo da procurare tensione, ma non troppo da farti scattare e dire ma che
vuoi &1 ma a$$astanza da farti stare in e$ollizione.
J come se io dentro di te avessi prodotto delle microItensioni e quindi avessi cominciato a preparare
il terreno per cui tutto quello che io dico arriva a livello inconscio e la mente razionale non ( in
grado di verificare il contenuto del messaggio. Un primo modo per generare tensione allinconscio
del nostro interlocutore ( quello di violare la prossemica, cio( avvicinarsi pi, di quanto
normalmente non tollerere$$e, ma non tanto da fargli scattare la reazione, si devono cogliere gli
eventuali scarichi di tensione negativi, per cali$rare al meglio la distanza.
CIN'SICA0 J la gestione della gestualit e della mimica. Vi sono degli atteggiamenti posturali,
degli atteggiamenti mimici che possono rilassare o indisporre, possono lasciarci indifferenti oppure
possono generarci tensioni ed emozioni.
2gnuno di noi, nella vita quotidiana assume certe posture, certi atteggiamenti che possono generare
tensione, rilassamento o indifferenza allinconscio del nostro interlocutore . ' quindi di vitale
importanza per essere a$ili comunicatori saper gestire la cinesica in modo da produrre emozioni.
PA(ALING1IS%ICA0 J linsieme di tutti i valori tonali, i suoni, la cadenza, la velocit!, il parlare
con un tono concitato, incalzante in certi casi ad esempio eleva la pro$a$ilit! che la suggestione
venga accettata.
)erti suoni, rumori, un certo tono possono generare tensione ed eccitare linconscio. )i sono
persone il cui inconscio viene attratto dai suoni duri, forti, ritmati, altri allinverso che hanno
linconscio che predilige i suoni dolci e melodici.
-IGI%AL'0 J il contatto fisico, lannullamento della prossemica, toccare delle persone in un
certo modo genera emozione, linconscio di alcune persone gradisce un contatto mor$ido, materno,
carezzevole, quello di altre un contatto stringente a tenaglia e quello di altre ancora un contatto solo
con la punta delle dita, penetrante.
' quindi importantissimo imparare a conoscere quale tipo di contatto fisico ( gradito per poter
entrare in empatia con il soggetto.
Le ralazioni con l"altro sesso
3olto spesso, le varie scuole di pensiero psicologico e, pi, in generale, i vari
orientamenti di pensiero che si occupano delle relazioni interpersonali sia sotto il profilo
evolutivoIeducativo sia sotto il profilo clinico sem$rano voler sminuire limportanza del disagio e
della sofferenza generate da situazioni fallimentari che si possono verificare nellam$ito delle
relazioni tra i sessi.
3eglio, sem$ra quasi che tali situazioni fallimentari diventino degne di nota e di studio solo nel
momento in cui ci si trova di fronte ad un contesto riconosciuto come patologico. n realt!, se fosse
possi$ile !uantificare la sofferenza su$ita, nel complesso, dal genere umano, quasi sicuramente,
dopo la mancata soddisfazione dei $isogni primari, scopriremmo che situazioni pro$lematiche nel
campo delle relazioni affettive e sessuali sono una delle maggiori fonti di sofferenza per il genere
umano.
Passando dalle vicende umane in generale alla scala delle singole storie individuali, notiamo che, a
partire dalle prime esperienze, le relazioni con laltro sesso, se da un lato ci permettono di
conoscerci meglio, di prendere, per cos. dire, le misure di quello che siamo, delle nostre qualit!,
dallaltro, inevita$ilmente, con i primi insuccessi, prendono corpo tutte quelle valutazioni negative
su noi stessi, legate ai nostri stati psicologici di disagio, che ci portano ad attri$uire alle nostre
mancanze, alle nostre insicurezze, la causa dei nostri insuccessi.
n altri casi, dette mancanze verranno attri$uite alle persone con le quali siamo entrati in una
qualche relazioneK sar! allora la controparte ad essere ritenuta responsa$ile dei vari fallimenti e
delle varie difficolt!.
n alcuni casi, la presenza di situazioni traumatiche adolescenziali e giovanili ( causa o
amplificazione di vere e proprie patologie psichiche ed pu/ aprire con estrema facilit! la strada a
varie forme di devianza.
"a maggior parte delle persone supera queste sensazioni di disagio, di propria inadeguatezza o di
altrui insufficienza per demandare a relazioni future la realizzazione di un rapporto appagante. '
infatti cos. forte la spinta verso la soddisfazione delle proprie esigenze affettive e sessuali da
permetterci, in un certo senso, di ignorare del tutto o in parte quanto di negativo ( stato vissuto.
0onostante ci/, una traccia di queste prime esperienze negative rimane nella psiche di ogni
individuo e, qualora venissero ad aggiungersi altri fallimenti, altre simili esperienze, queste si
sommeranno alle precedenti, dando maggior forza a quelle valutazioni negative di cui parlavamo
in precedenza sino a farle diventare un vero e proprio vincolo in grado di modificare i sentimenti ed
il comportamento.
n alcuni casi si produrr! una totale c)iusura rispetto ai propri $isogni, ai propri sentimenti,
generalmente accompagnata da un forte senso di disistima nei propri confronti e da un
atteggiamento rinunciatario nei confronti del sesso opposto. n altri casi prevarr! la tendenza ad
usare il partner. n rapporti di questo genere, se la componente sessuale permane, la componente
affettiva tende ad affievolirsi sino a scomparire del tutto o almeno a giocare un ruolo decisamente
marginale nella relazione. L"incapacit di innamorarsi ( un tratto caratterizzante di queste
personalit!.
"a comprensione di queste complesse dinamiche ( possi$ile solo tenendo conto di alcune
caratteristiche generali fondamentali comuni ad ogni forma di coinvolgimento psicologico. l
bisogno di innamorarsi, cos. come quello di avere una fede di qualsiasi tipo essa sia, di seguire
una qualsiasi figura carismatica, di avere una qualunque ideaIguida sono antecedenti
allinnamoramento, alladesione ad una determinata fede filosofica, politica o religiosa o al
momento in cui ci si fa trascinare da qualcosa o qualcunoK su tutto ci/ ( prevalente l"esigenza di
coinvolgersi.
Senza du$$io, anche se alcune ricerche scientifiche hanno posto in rilievo come forme di
coinvolgimento paiono essere presenti in altre specie animali, questo fenomeno necessita per
manifestarsi inequivoca$ilmente, di una vita sociale, dunque di un pensiero e di un linguaggio $en
strutturati.
2ccorre, sulla scorta delle considerazioni precedenti, portare lattenzione su una caratteristica
peculiare dellamore+ sotto il profilo $iologico si tratta di una molla potentissima, necessaria per la
sopravvivenza stessa della specie umana e per la sua evoluzione mentre, sotto il profilo psicologico
esso pare rappresentare un modello puro di quel coinvolgimento di cui parlavamo poco pi, sopra.
0e deriva un ruolo centrale, imprescindi$ile, nellesperienza umana. 5itorniamo a quanto detto+ il
$isogno di innamorarsi ( presente prima dellinnamoramento stesso.
' stata esposta pi, volte in passato la metafora di quello stato danimo che ( comunemente definito
amore1 paragonato a unape mentre loggetto dellamore ( stato paragonato ad un fiore. l ronzare
dellape in cerca del suo fiore rappresenta quello stato di indefinita in!uietudine, a volte del tutto
impercetti$ile, che precede il momento dellinnamoramento. l sentimento verr! percepito
nitidamente solo quando lape si poser! sul fiore, solo quando potr! essere indirizzato verso una
determinata persona.
# questo punto le possi$ilit! sono molteplici, quasi illimitate, comunque sempre da vedersi come
comprese tra due estremi, tra due possi$ilit! $ase+ in una delle due loggetto damore appaga
completamente le aspettative, nellaltra nessuna aspettativa verr! appagata. 0ella prima eventualit!,
da vedersi fondamentalmente come ipotesi puramente teorica, il piacere ( lelemento prevalente, al
punto da portare ad una condizione di gioiaK ma la completa soddisfazione delle esigenze espresse
porter!, come vedremo in seguito, al decoinvolgimento, alla fine dellinnamoramento. 0ella
seconda eventualit! il ruolo determinante sar! svolto dalla sofferenza+ siamo qui in presenza di
quella che ( stata definita dalla nostra scuola come la rigenerazione del bisogno. "oggetto
damore, negandosi, render! ancora pi, forte il desiderio nella persona coinvolta.
"eventualit! che ognuno di noi, nelle proprie vicende, si trovi a relazionarsi con persone propense
a comportarsi in maniera pi, simile ad una o allaltra delle due possi$ilit!, cos. come la propensione
a reagire secondo luna o laltra ipotesi non ( frutto del caso ma lespressione delle nostre istanze
emotive pi, profonde, delle nostre esigenze inconsce, delle nostre paureK proprio queste,
contrariamente a quanto si possa credere comunemente, svolgono un ruolo determinante nella
nostra vita affettiva e sessuale.
"o studio di queste dinamiche ( loggetto della attivit! ventennale della nostra scuola e dei suoi
corsi di formazione.
Si tratta di una vera e propria rivoluzione concettuale e culturale, perch ci permette di andare alla radice del comportamento umano e di gestire
consapevolmente meccanismi dai quali fino a ieri eravamo dominati.
La comunicazione uno dei pi importanti strumenti che la natura ci fornisce, non soltanto per vivere la nostra vita ma addirittura per
sopravvivere, anche se la sua reale importanza emerge solo quando un avvenimento limita questa facolt (un banale esempio come ci si sente
quando il telefono non funziona!".
#ella comune accezione viene inteso per $comunicazione% il complesso dei segnali necessari a trasmettere informazioni. &nche l'uso cui
vengono normalmente adibiti questi strumenti conforme a questo assunto usiamo infatti la comunicazione per informare, istruire, educare,
socializzare, controllare e per tutte le esigenze del nostro quotidiano( facciamo quindi della comunicazione il mezzo per trasmettere informazioni
o concetti.
)li studi di Stefano Benemeglio hanno permesso di conoscere meglio le dinamiche di un altro canale della comunicazione, il canale $emotivo%,
che nell'uso comune non tenuto in alcuna considerazione. L'aver intuito che l'uomo governato dalle sue emozioni e che fonti e canali emotivi
rappresentano una miniera di informazioni per la conoscenza dei dinamismi della mente si poi rivelata una carta vincente dalla semplice
$conoscenza% si giunti alla interpretazione e da quest'ultima alle strategie di i intervento.
L'approfondimento di questa materia ha messo in luce una peculiarit esistente in un qualsiasi rapporto diatico il $canale comunicativo% che si
stabilisce un duplice canale a due vie , in cui entrambi i protagonisti raddoppiano i ruoli recettori e trasmettitori, creando un rapporto interattivo
fatto anche di gesti e segni inconsci, di sensazioni, oltre che di parole( un rapporto quindi anche emozionale oltre che logico .
*in dalla prima fase di studio Stefano +enemeglio ipotizz, che potesse trattarsi di reminiscenze arcaiche, del primordiale sistema di
comunicazione che ha preceduto la parola, del $primo linguaggio% o $linguaggio universale%.
L'ipotesi iniziale, poi diventata convinzione, stata suffragata dalla pubblicazione di uno studio sul linguaggio dei bambini nei primi mesi di vita vi
si afferma, infatti, che i suoni emessi in questo periodo sono identici in tutte le razze del nostro pianeta.
-l prezioso lavoro svolto da etologi e antropologi, da .esmond /orris in poi, servito a riconoscere la funzione biologico0adattiva dei
comportamenti umani, ma stata sottovalutata la strategia inconscia di ciascun essere umano, forse perch ritenuta poco importante.
L'-stituto di 1sicologia &nalogica si occupa da oltre vent'anni di questo specifico canale relazionale $la 2omunicazione non 3erbale%, ovvero
della valenza e quindi del potere che gli stimoli delle componenti emotive, presenti in ogni processo comunicativo, hanno su ciascuno di noi.
#el contesto in argomento, $processo comunicativo% va inteso in senso lato, non riferito quindi alla sola comunicazione verbale, perch tutto
comunica con noi. 4ualunque cosa pu,, infatti, stimolarci, procurarci emozioni oggetti, avvenimenti, fiori, suoni, animali, musica, situazioni,
immagini, ecc5
4uesto concetto poi suscettibile di successivi approfondimenti analizzando alcune risposte o reazioni caratteriali istintive, che non possono
essere addebitate al normale apprendimento esperienziale della persona. 2i riferiamo a comportamenti diversi in situazioni simili, che fanno
pensare a informazioni geneticamente trasmesse dai primordi dell'umanit, come ad esempio le differenze istintive di comportamento tra
bambini di sesso diverso, le differenti reazioni di fronte a fatti similari (perch un fiore commuove pi una donna che un uomo!" e per restare nel
campo di nostro interesse, le differenti reazioni di bambini o persone messi per la prima volta a contatto con un animale come il cavallo.
4ualunque ipotesi pu, trovare conferme, dall'inconscio collettivo ipotizzato da 6ung, agli engrammi di Semong, agli archetipi della filosofia
platonica.
#el contesto di nostro interesse, per,, non importante la genesi di certi comportamenti, importante invece riconoscerli anche se non sono
espressi secondo la consueta prassi. Le ricerche effettuate da Stefano +enemeglio ci hanno permesso di decodificare e valutare la gestualit
inconscia. 4uesto significa che siamo in grado, ad esempio, di rilevare nel nostro interlocutore segnali di gradimento, rifiuto, grado di emotivit
(piacere7sofferenza".
8 da precisare che il concetto di $segnale inconscio% va ben oltre
le precedenti classificazioni dei $linguaggi del corpo% o di quelle che vengono denominate $stereotipie%.
Le stereotipie sono tratti comportamentali caratterizzati da un notevole grado di fissit e costanza (posture, gestualit, movimenti, ecc5", che
hanno la caratteristica di ripetersi in modo automatico, quasi come un rituale, indipendentemente dalla situazione.
- segnali da noi presi in considerazione, invece, sono gestualit originate da $stimolazioni emotive%, quindi $risposte% in tempo reale ad atti
analogici programmati.
La nostra classificazione permette non solo di riconoscere ma anche di valutare l'effetto, ovvero l'intensit dell'emozione provocata, di tutti i
segnali che il corpo trasmette atteggiamenti, gestualit, posture, comportamenti, soprattutto quelli normalmente non rilevati perch considerati
privi di valore o di interesse nella cultura moderna.
-n altre parole, se l'uomo governato dalle emozioni, noi affermiamo di essere in grado di governare le emozioni.
9 pensare che questi concetti sono antichi come l'umanit: L'emotivit certamente nata con l'uomo come $carburante% del motore della sua
mente (*reud la defin; libido, 6ung energia psichica" e la possibilit di avvalersi di essa per scopi personali stato scoperto fin dal primo
insorgere dei nuclei societari. - primi segnali certi di $riconoscimento%del potere dell'emotivit nella comunicazione risalgono a circa <.=>> anni fa
e possono essere attribuiti ad &ristotele, che in una disamina della $ars oratoria% (che allora era denominata retorica", individu, tre elementi che
giudic, fondamentali logos (logica" ? pathos (emozioni" ? ethos (etica, intesa come convinzione di quanto si dice". @nAulteriore e autorevole
prova di quanto si afferma possiamo ritrovarla nella reprimenda di 2atone, circa =>> anni dopo, che accusava di illiceit chi abusava della
retorica come opera di convincimento.
Stefano +enemeglio ha iniziato analizzando la particolare
peculiarit del $pathos% nella comunicazione, riuscendo a comprenderne i dinamismi e a definire una strategia comportamentale che ne permette
la gestione, raggiungendo cos; un importante traguardo nella conoscenza della mente e nel miglioramento dei rapporti interpersonali. @n
successivo e importantissimo traguardo stato poi raggiunto con la scoperta di tre simboli, Asta Triangolo Cerchio, secondo i loro
riferimenti iconografici, della loro valenza magnetica e della loro importanza all'interno della psiche dell'uomo. L'&sta ha come riferimento la
figura paterna, il 2erchio si riferisce alla persona stessa e il triangolo ha come riferimento la figura materna.
4uesti simboli, che possono essere definiti archetipi, sono presenti in ciascun individuo in composizione diversa e ogni composizione (o
tipologia" indica caratteristiche personali specifiche, individuabili con un semplice test.
/a non solo, perch il processo perfettamente reversibile questa simbologia fa parte infatti dei segni e dei gesti inconsci espressi dalla
comunicazione non verbale. La semplice osservazione permette, quindi, l'identificazione della tipologia di una qualsiasi persona e, con essa, le
connotazioni caratteriali, le caratteristiche comportamentali sue e quelle a lei gradite, le conflittualit che derivano dal suo vissuto, gli
atteggiamenti in lei prevalenti e quelli graditi nel campo relazionale. Si riesce, in pratica, a definire, la mappatura completa delle caratteristiche
affettivo?comportamentali di una persona, permettendo cos; di identificare la strategia relazionale che meglio le si addice.
#on certamente questa la sede per illustrare in modo esaustivo questo argomento ma forse sufficiente pensare quanto possa essere utile, in
qualsiasi campo, riconoscere che con un ipotetico interlocutore un comportamento $&sta% (archetipicamente paterno, quindi dominante,
coercitivo" sia da preferire a quello a $Briangolo% che si riferisce all'archetipo di madre quindi dolce, permissivo, avvolgente".
L'identificazione della tipologia ci permette ancora, tra l'altro, di riconoscere se esiste diffidenza (o gradimento" verso la figura femminile o
maschile o, ancora pi in dettaglio, verso un certo $tipo% di figura femminile o di figura maschile. 8 difficile contestare l'importanza di queste
scoperte, pi facile, invece, dubitare delle scoperte stesse, che possono essere considerate e definite $troppo innovative% anche se sono state
oggetto di osservazione ed analisi, con giudizi positivi, da parte di eminenti personaggi della cultura psicologica in -talia e nel mondo.
& questo proposito Stefano +enemeglio afferma I miei protocolli di ricerca non seguono gli schemi classici, secondo i quali prima si formula una
teoria e poi se ne cerca la conferma: il metodo da me usato ha un pragmatismo diverso. Le intuizioni nascono sul campo, dallosservazione
diretta e dallesperienza quotidiana, subendo poi il consueto processo di verifica e sperimentazione da parte della nostra equipe di collaboratori.
8 comprensibile per, una certa diffidenza per delle affermazioni
cos; profondamente innovative, che non trovano alcun riferimento nella letteratura esistente possibile che un semplice gesto possa essere cos;
denso di significati profondi o causare una qualsiasi reazione!
1u, essere eseguita una semplice prova
2on un interlocutore in piedi, braccia lungo i fianchi, iniziate a mostrargli in sequenza i tre simboli (&sta, 2erchio e Briangolo" all'altezza degli
occhi, partendo da una distanza di circa C metro per arrivare fino a circa C> cm dal suo viso. Scegliete una posizione laterale al soggetto, dalla
quale poter osservare ogni minimo movimento del corpo. 2i si pu, rendere conto che due di queste simbologie otterranno come reazione
ondeggiamenti del corpo uno in avanti (segnale di gradimento" ed uno indietro (segnale di rifiuto".
8 una prova veramente semplice, ma sufficientemente indicativa per dimostrare che questi simboli hanno una loro specifica propriet e sono in
grado di stimolare una reattivit inconscia che si manifesta in linguaggio corporeo.
2ome si pu, facilmente dedurre, siamo ben lontani da quanto affermava nel CDED sulla rivista Scientific merican *rancis FricG, premio #obel
per la /edicina $5la psicologia tenta di trattare il cervello come una scatola nera. Lo sperimentatore studia gli ingressi e le uscite e, sulla base
dei risultati, tenta di dedurre strutture e funzionamento di ci, che contenuto all'interno della scatola5%
.ifficile negare che l'applicazione di queste tecniche possa costituire un supporto terapeutico di notevole importanza la possibilit di individuare
le connotazioni caratteriali del soggetto7paziente al di l di quanto esso mostra, di penetrare nel suo inconscio profondo, di insinuarsi sotto la
maschera0corazza che la sua patologia psicogena lAha indotto a erigere, sono certamente nuove ed efficaci armi a disposizione di chi intendesse
farne uso.
&cquisire una competenza specifica in questa nuova disciplina una conquista sia culturale sia strettamente scientifica, che pu, arricchire non
soltanto medici e terapeuti nell'esercizio della loro professione, ma anche coloro il cui ruolo sociale comporta responsabilit di dirigere altre
persone.
2ome si pu, facilmente immaginare la ricerca, soprattutto in settori o campi quasi vergini, trae nuove energie dal suo stesso essere (a proposito
di stimoli emotivi5"( non poteva essere altrimenti per l'-stituto di 1sicologia &nalogica.
L'evoluzione logica successiva delle ricerche porta al traguardo una nuova disciplina, la 1sicoterapia &nalogica, consequenziale risultato delle
conoscenze e delle scoperte della 1sicologia &nalogica.
La 1sicoterapia &nalogica la prassi applicativa delle scoperte di Stefano +enemeglio nel campo della 1sicologia &nalogica (o psicologia delle
emozioni" e sAinserisce nelle terapie brevi di tipo abreativo. @na volta focalizzati con relativa facilit i gangli emotivi che condizionano il
comportamento attuale, il cammino per la ricerca della cura0rimedio di gran lunga facilitato.
L'-stituto di 1sicologia &nalogica ha sviluppato settori didattici diversi, rivolti a diverse figure professionali. &ll'interno dell'-stituto, accanto alla
Scuola di 1sicologia &nalogica che dal CDEH prepara medici e psicologi all'applicazione di questa disciplina, esiste il dipartimento di 1sicologia
&pplicata, composto da un'equipe di consulenti specializzati che si rivolge ad operatori del settore, managers, professionisti ed appassionati.
La successiva tappa evolutiva porta alla nascita della 1sicologia &nalogica, disciplina che propone una propria visione dell'architettura della
mente e dei suoi dinamismi attraverso lo studio dell'emotivit dell'individuo e della valenza incisiva che l'emotivit stessa acquisisce
nellAevoluzione della personalit, del carattere e delle problematiche psichiche dell'essere umano.
La 1sicologia &nalogica getta le basi epistemologiche nella psicologia cognitivo0comportamentale e studia le leggi e le regole che governano i
sistemi mentali dellAindividuo e la sua emotivit .
Secondo il 2ognitivismo, la 1sicologia &nalogica studia e classifica gli individui in mappe psicologiche di appartenenza, denominate Bipologie e
ne rivela le caratteristiche psicologiche e comportamentali.
Secondo il 2omportamentismo, la 1sicologia &nalogica studia e utilizza la comunicazione come stimoli0risposte0rafforzi di tipo verbale e non
verbale, trasformando cos; una semplice comunicazione informativa, in una pi efficace comunicazione interattiva, al fine di creare le condizioni
analogiche necessarie allAottenimento del consenso di tipo fenomenologico o comportamentale nei diversi settori applicativi.
1er accedere allAinterno dei sistemi mentali dellAindividuo, la 1sicologia &nalogica utilizza tre linguaggi interattivi
La comunicazione non verbale
La comunicazione simbolica
La comunicazione analogica
Lo studio sintattico dei linguaggi interattivi sopra descritti, permette alla 1sicologia &nalogica di sistematizzare e di classificare i pi significativi
S9)#-, )9SB-, 1&IJL9 e 2J/1JIB&/9#B- espressi dallAindividuo, definendone le diverse interpretazioni, in termini di stimoli 0 risposte 0
rafforzi.
Lo studio semantico dei linguaggi interattivi permette alla 1sicologia &nalogica di scoprire le origini delle analogie e con esse le tappe evolutive
pi significative dellAindividuo, decifrandone le mappe cognitive.
Lo studio pragmatico dei linguaggi interattivi e il loro uso, permette di indicare gli elementi di intervento necessari per ottenere il consenso, per
favorire lAottimizzazione delle risorse umane e per la risoluzione dei problemi emotivi e comportamentali.
La 1sicologia &nalogica studia la 2omunicazione 9motiva nei seguenti tre punti
L'espressione
La relazione
Il comportamento
1er ottenere sempre pi rapidi consensi e conoscere sempre pi approfonditamente se stessi e gli altri.
LAespressione, allAinterno della 2omunicazione &nalogica, stata studiata esaminando gli effetti emotivi della .istonia, della 2ontrapposizione e
dellA&ntitesi di tipo comparativo e sostitutivo.
La relazione, allAinterno della 2omunicazione &nalogica, viene studiata in base agli effetti emotivi che la natura di relazione complementare e
simmetrica nellAindividuo determina secondo struttura base o &lterata di appartenenza e in base allAoggetto della comunicazione che secondo
distonia 9ssere o &vere dovr gradualmente risultare non disponibile secondo tipologia distonica.
-l comportamento, allAinterno della 2omunicazione &nalogica, viene studiato valutando gli effetti emotivi della relazione significativa, in diade nella
Bipologia )enitoriale e in triade nella Bipologia 9gocentrica dellAindividuo.
Lo studio dei metodi e dei comportamenti globali allAinterno della 2omunicazione 9motiva, permette di evidenziare lAimportanza che le diverse
tappe evolutive hanno per lAindividuo( la comunicazione stessa sar per tutta la sua vita condizionata Kdalle relazioni significativeK subite nella
fase infantile7adolescenziale allAinterno della famiglia di origine (padre e madre".
La 1sicologia &nalogica classifica lAindividuo in diverse Bipologie 1sicologiche costituite dal suo vissuto emotivo0esperienziale e le distingue in
Conflittuale padre
Conflittuale madre
Conflittuale go!maschio
Conflittuale go!femmina
1er le diverse classificazioni tipologiche, la 1sicologia &nalogica definisce le regole, le leggi e i codici specifici di comportamento dellAindividuo,
per interagire con ogni dinamismo del sistema mentale scaturito dalle sue esigenze.
La 1sicologia &nalogica, nellAanalisi di un fenomeno comportamentale, non prende in considerazione le possibili correlazioni di causa0effetto
secondo i comuni schemi della logica formale, ma le analogie precostituite che hanno le radici nei processi irrazionali tipici del pensiero emotivo.
-l meccanismo notoriamente definito come Kcoazione a ripetereK, porta lAindividuo a rivivere nel presente, gli eventi emotivi del passato
identificando come significative idee, cose, persone e relazioni in base alla duplicazione nel presente di fatti o eventi accaduti nel passato.
LAottica di osservazione e di analisi che viene utilizzata nella 1sicologia &nalogica per lo studio dei fenomeni umani e comportamentali, di tipo
analogico7emotivo e non di tipo logico7digitale.
4uesta distinzione evidenzia la diversa ottica di osservazione e analisi tra la 1sicologia &nalogica e le altre discipline.
La 1sicologia &nalogica, per meglio conoscere lAuomo e di conseguenza i suoi fenomeni e i suoi problemi, studia i modelli interattivi per accedere
allAinterno dei suoi sistemi mentali e determinare le variazioni atte al raggiungimento dellAequilibrio psicologico per il suo potenziamento mentale e
lo sviluppo della sua personalit .
"sicologia Analogica #uindi come sinonimo di "sicologia delle mozioni$
L9stratto da diverse edizioni di MMM.istitutopsicologiaanalogica.itN
1na comunicazione complementare ( una comunicazione che, partendo dallindividuazione della
tipologia prevalente dellinterlocutore, porta ad adottare uno stile, appunto, complementare ad esso
al fine di facilitare la relazione. 2 !uindi una comunicazione strategica nel senso c)e prevede
una consapevolezza dei processi e la conseguente adozione di strategie adeguate* Adottare uno
stile Asta con una persona che ha uno stile Asta probabile che creer delle frizioni, degli attriti in
cui alla fine prevale il pi, forte in senso gerarchico, ma con un impegno energetico spesso
spropositato. #nche una comunicazione tra due stili *riangolo pu/ non funzionare al meglio perch-
non si va da nessuna parte quando uno cerca dallaltro quello che laltro non sa dargli e riceve
dallaltro esattamente ci/ che non desidera ricevere.
*utti noi apparteniamo prevalentemente alluna o allaltra tipologia e quindi tutti possiamo
spontaneamente arrivare alla complementariet! con laltro oppure possiamo effettuare uno sforzo di
adeguamento che non ( manipolazione ma solo una modalit!, appunto strategica, finalizzata a
raggiugere i traguardi am$iti.
n altri termini, la comunicazione complementare ( lindividuazione dello stile dellaltro per
modificare il proprio, se diverso, al fine di raggiungere lo$iettivo di una comunicazione che ottiene
lassenso e il consenso. La comunicazione simmetrica, al contrario, fa specc)iare la persona nel
suo comportamento+ !uello c)e adotta inconsapevolmente pur detestandolo+ con tutte le
conseguenze del caso.
# questo punto ( pi, facile cominciare a dare una spiegazione a quelle incomprensi$ili antipatie1
che proviamo per certe persone senza alcuna giustificazione logica ma, appunto, con tante
giustificazioni analogiche4
Provare da su$ito per credere, a cominciare dallidentificazione dello stile prevalente di
comunicazione delle persone importanti che ci circondano e con le quali siamo chiamate a
interagire+ prevalentemente #sta o prevalentemente *riangolo&
Prima una piccola ma decisiva precisazione+ ci agganciamo e per noi diventano importanti le
persone che ci procurano una stimolazione emotiva. J la tensione emotiva che muove lindividuo, (
il ci$o energetico dellinconscio che si lascia attrarre anche da ci/ che la parte logica giudica
negativo e sconveniente.
0ella prima parte a$$iamo visto che il coinvolgimento dell'ssere e dell#vere ( sempre relativo al
possesso di cosa, idea e persona, con una grande differenza per/+ che l"'ssere si aggancia al
desiderio e vive il vincolo per il possesso mentre l"Avere si aggancia al possesso e vive il vincolo
del desiderio.
*i spiego cosa significa tutto questo con un paio di esempi.
Prometti di chiamare la tua partner, c)e appartiene alla tipologia dell"'ssere, alle 9L,MM per
programmare la serata. "ei aspetta la tua chiamata, ( in ansia per il telefono che non squillaK tu che
cosa fai per coinvolgerla ancora di pi, emotivamente& "a chiami alle 9L,NM, meglio ancora alle
9?,MM e amplifichi il suo desiderio di sentirti, la lasci desiderare. "a sua parte emotiva si aggancer!
alla grande e non ti preoccupare, invece, se la sua parte logica ti rimproverer! e dir! che sei il solito
inaffida$ile+ va $ene cos.4
In ogni contesto+ all"'ssere sottrai il possesso in generale e otterrai il suo forte aggancio
emotivo$
*ra qualche giorno ( il compleanno della tua fidanzata, che appartiene alla tipologia dell#vere, hai
gi! acquistato il regalo, glielo dici, le dici che vuoi farle una sorpresaK lei si agita, scatta il vincolo al
desiderio e la voglia di possesso immediatoK se le fai la sorpresa e le consegni il regalo la sera prima
del compleanno, le garantisci un gradimento emotivo sopraffino. 3agari ti dir! che sare$$e stato
meglio aspettare il giorno del compleanno, ma intanto ha posseduto e tu sai che hai fatto in modo
che accadesse esattamente ci/ che il suo inconscio voleva che accadesse.
In ogni contesto+ all"Avere togli il senso di desiderio in generale e otterrai il suo forte aggancio
emotivo$
)on l"'ssere allontana l"obiettivo+ si coinvolge nel desiderare4
#llAvere fai sentire c)e avr pi3 di !uello c)e si aspetta+ si coinvolge nel possesso4
A proposito+ all"'ssere non fare complimenti+ non li gradisce emotivamente4 *e ne accorgi
perch- su$ito dopo che riceve il complimento oscilla indietro con il corpo, o magari si gratta il naso
o, ancora, si schiarisce la voce4 l fatto ( che l'ssere ha una $uona opinione di s- e il tuo
complimento lo avverte come un ulteriore e superfluo possesso di cui fare$$e volentieri a meno e
tu, con le migliori intenzioni, parti su$ito con il piede s$agliato.
Con l"Avere 4 esattamente l"opposto0 non )a un buon ideale di s5 e apprezza il tuo
complimento. J un possesso immediato che gli metti sul piatto, che prende al volo e per il quale ti
restituisce qualche $el segnale non ver$ale di gradimento. l primo fra tutti ( venire avanti con il
corpo, poi magari un $el mordicchiamento del la$$ro. :ai raggiunto il tuo o$iettivo4
l vissuto dalla nascita alladolescenza allinterno della famiglia a contatto con pap! e mamma
comporta delle tappe evolutive che definiscono aspetti importanti della personalit! dellindividuo,
aspetti che rimarranno tali per tutta la vita. dentificare queste tappe evolutive e i conseguenti profili
psicologici a cui hanno dato origine significa comunicare con laltro in modalit! pi, efficaci+
sappiamo come prendere1 laltro, come toccare i giusti tasti che lo coinvolgono, come regolare la
comunicazione per raggiungere gli o$iettivi che ci stanno a cuore. Per esempio+
per vendere un prodotto.
per sedurre una persona desiderata.
per persuadere un collega.
per ottenere una qualsiasi cosa che ci sta a cuore.
Si tratta di osservare, ascoltare, stimolare, insomma essere partecipi di una comunicazione sempre
attiva in cui lo stimolo allaltro e la lettura dei suoi comportamenti di risposta ci forniscono preziosi
feed$acG per arrivare alla definizione certa della sua tipologia.
"a prima importantissima tappa di questo percorso riguarda quella che, nel linguaggio delle
discipline analogiche, definiamo la tipologia distonica 'ssere o Avere* *utti su questo pianeta,
nessuno escluso, appartengono prevalentemente a una o allaltra di queste due grandi famiglie.
l primo esercizio di applicazione pratica, dopo aver letto quanto segue, ( valutarsi e valutare chi ci
circonda, parenti, amici, partner, colleghi, per individuare la loro appartenenza alla distonia
dell'ssere o alla distonia dell#vere. 'cco i due identiGit nelle loro linee generali.
0aturalmente entram$i vivono momenti di sofferenza+
La sofferenza dell"essere0 desidera e soffre per il poco possesso, si crogiola nel ruolo passivo del
desiderio piuttosto che a fare1 per il possesso.
La sofferenza dell"avere0 possiede ma non desidera a$$astanza ci/ che possiede. Passa su$ito
allazione, macina possesso ma poi, dopo, non desidera ci/ che possiede