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PATRICIA RADELET-DE GRAVE


*

Questo contributo copre un arco temporale che va dal 1687 al 1783,
anno della morte di Leonhard Euler (1707-1783). Dapprima, senza entrare
troppo nei dettagli, sara illustrato qualche aspetto psicologico, per concen-
trarsi poi intorno ad alcuni temi scientiIici sui quali Euler e i Bernoulli si
sono conIrontati. Si tratta di una selezione operata in Iunzione degli studi
precedenti di chi scrive, poich sarebbe addirittura possibile delineare
l`intera storia delle matematiche, della meccanica e della Iisica del XVIII
secolo sulla base dei temi trattati dai due matematici.
Alcuni dati biograIici: Leonhard Euler, l`'eroe di quest`anno, e Iiglio
di Paul Euler (1670-1745) e avra tredici Iigli, di cui due scienziati: Johann
Albrecht (1734-1800) e Karl Albrecht (1740-1790). I Bernoulli, invece, sono
in otto, tre dei quali sono i piu importanti: Jacob (1654-1705), l`autore della
legge dei grandi numeri, Johann (1667-1748), che sviluppa il calcolo diIIe-
renziale leibniziano insieme con suo Iratello maggiore Jacob, e Daniel
(1700-1782), che approIondisce l`idrodinamica. Gli altri cinque sono studio-
si di minor calibro: Nicolaus I (1687-1759), Nicolaus II (1695-1726), Johann II
(1710-1790), Jacob II (1759-1789) e Johann III (1744-1807).
I. Rapporti fra le famiglie Euler e Bernoulli
I rapporti Ira le Iamiglie Euler e Bernoulli iniziano nel 1687-1688,
quando Paul Euler segue il corso di matematiche tenuto da Jacob Bernoulli
all`Universita di Basilea, dove quest`ultimo era stato nominato proIessore il
15 Iebbraio 1687, e stato dunque uno dei primi studenti in assoluto di Jacob
Bernoulli. Alla Iine del corso, l`8 ottobre 1688, Paul Euler, in occasione di
una Disputatio diIende la tesi Positiones mathematicae ae rationibus et pro-
portionibus
1
, il cui testo e inserito nell`Opera di Jacob Bernoulli, che presie-

*
Universit Catholique de Louvain-la-Neuve. Traduzione del testo Irancese a cura di Erika Luciano.
1
Jac. BERNOULLI, Opera XXXIV, Basilea, 1688; Opera, pp. 361-373; Werke, vol. 4, pp. 35-44.
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de la diIesa (all`epoca l`allievo era inIatti incaricato di diIendere tesi che
erano state elaborate dal suo proIessore). Si tratta di un`esposizione com-
mentata del libro V degli Elementi di Euclide, al cui interno si trova la Ior-
mula che esprime la somma di una serie geometrica Iinita e inIinita (Tesi 33-
35) e sono trattati i rapporti di inIiniti e di inIinitesimi.
Altri allievi sosterranno tesi preparate da Jacob Bernoulli e tra loro, in
particolare, cinque collaboreranno poi alla redazione delle Positionum ae
seriebus infinitis
2
e due avranno legami con Euler: Jacob Hermann (1678-
1733) e Nicolaus I Bernoulli.
II. Leonhara a Basilea, 1707-1727. i rapporti con Johann Bernoulli
Nove anni dopo, il 15 aprile 1707, ossia trascorsi due anni dalla morte di
Jacob, nasce a Basilea Leonhard Euler, Iiglio primogenito di Paul.
Nel 1723, Leonhard ha gia acquisito una buona Iormazione matematica
ma, seguendo la volonta dei suoi genitori, si iscrive a Teologia all`Universita
di Basilea. Tuttavia, per soddisIare la sua passione per le matematiche, segue
contemporaneamente nella stessa Universita i corsi di Johann Bernoulli.
Quest`ultimo riconosce immediatamente il valore del suo allievo e gli impar-
tisce contemporaneamente corsi privatissima, che Leonhard segue insieme
con Johann II, Iiglio di Johann, mentre i suoi Iratelli maggiori Daniel e Nico-
laus II, sono in Italia.
Nelle prime pubblicazioni di Euler si avverte Iortemente l`inIluenza
di Johann: molti testi si riallacciano ai lavori di Johann relativi alla pole-
mica che lo oppone ai matematici inglesi a proposito delle traiettorie reci-
proche e dei moti nei mezzi resistenti. Quest`ultimo tema e da lui aIIron-
tato dopo la lettura dei Principia
3
di Newton. Il secondo libro studia il
moto dei corpi soggetti a Iorze centrali, che gia costituiva l`oggetto del
primo libro, questa volta in mezzi resistenti. Johann scopre un errore in
questo libro e nel 1721 pubblica la Operatio Analytica per quam aeaucta
est efusaem solutio, quae extat in Actis Lips. 1719 m. Mafi, Problematis ae
invenienaa Curva, quae aescribitur a profectili gravi in meaio resistente
4
.
La prima pubblicazione di Euler, del 1726, e Constructio linearum isochro-

2
Jac. BERNOULLI, Opera XXXV, Basilea, 1689; Opera, pp. 375-402; Werke, vol. 4, pp. 45-64. Opera
LIV, Basilea, 1692; Opera, pp. 517-542: Werke, vol. 4, pp. 65-83. Opera LXXIV, Basilea, 1696; Opera,
pp. 745-767; Werke, vol. 4, pp. 84-106. Opera XC, Basilea, 1698; Opera, pp. 849-867; Werke, vol. 4,
pp. 107-126. Opera CI, Basilea, 1704; Opera, pp. 955-975; Werke, vol. 4, pp. 127-147.
3
Londini, 1687.
4
Opera CXXI, AE, 1721, pp. 228-230.
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narum in meaio quocunque resistente
5
e l`anno seguente pubblica la Disser-
tatio ae novo quoaam curvarum tautochronarum genere
6
. Quattro anni piu
tardi Johann pubblica nei Memoires di Paris, l`Opera CXXXIX Methoae
pour trouver les Tautochrones, aans aes Milieux resistants, comme le
Quarre aes Jitesses
7
. Quest`inIluenza si Ia ancora sentire nel De innume-
rabilibus curvis tautochronis in vacuo
8
e nella Curva tautochrona in fluiao
resistentiam faciente secunaum quaarata celeritatum
9
, pubblicata da Euler
nel 1735.
Il problema delle traiettorie reciproche e ortogonali costituisce
l`oggetto di una serie di note di Johann apparse Ira il 1722 e il 1729
10
.
Successivamente, in un articolo conclusivo, l`Opera CXXXIV Continua-
tio materiae ae Trafectoriis reciprocis, imprimis ae Pantogonia, quae
pro aiversa axis positione se ipsam in quovis angulo aato constanter
secat. Item aeterminatio alterius reciprocae algebraicae omnium post
primam simplicissimae. Conf. Act. Erua. 1722, 1723, 1724, 1725
11
, pub-
blicato nel 1729 nel Supplemento IX degli Acta Eruaitorum, Johann Ber-
noulli loda pubblicamente la terza pubblicazione di Euler del 1727 Me-
thoaus invenienai trafectorias reciprocas algebraicas
12
, proseguita nella
memoria Problematis traiectoriarum reciprocarum solutio
13
. L`elogio di
Johann e espresso in questi termini:
cio |proseguire lo studio delle traiettorie ortogonali| non e impossibile, co-
me mostra il lavoro di Leonhard Euler, un giovane matematico la cui intel-
ligenza e perspicacia ci promettono il meglio, dopo aver visto con quale

5
E1, AE, 1726, pp. 361-363.
6
E6, CP, II, 1727 (1729), pp. 126-138.
7
Opera CXXXIX, Mem. Paris, 1730, pp. 78-101.
8
E12, CP, 4, 1729 (1735), pp. 49-67.
9
E13, CP, 4, 1729 (1735), pp. 67-89.
10
Un primo gruppo comprende quattro lavori: 1722: Opera CXXVIII: Variae Solutiones &
Constructiones Problematis propositi in Act. Lips. Supplem. Tomo Vii Sect.7; p. 352: De Curvis motis
secunaum axem & se mutuo constanter aa angulos rectos secantibus; 1723 Opera CXXIX Comparatio
aa Anonymi Geometrae Britanni novam provocationem, ex occasione problematis ae Trafectoriis
reciprocis, hufusque solutionum eaitarum mense Aug. 1722; 1724: Opera CXXXI: Explicatio
Anagrammatis, quoa aeait in Actis Lips. 1723 M. Febr. in se continentis Descriptionem Curvae inter
omnes algebraicas Trafectorias reciprocas simplicissimae. Acceait Epicrisis in Solutionem problematis
Trafectoriis reciprocis, eaitam in Actor. Suppl. T. JIII Sect.JI; 1725: Opera CXXXIII: Demonstratio
Constructionis eaitae in Actis Lips. 1724 M. Jul. pro aescribenaa Trafectoria reciproca, quae inter omnes
algebraicas possibles sit simplicissima.
11
Opera CXXXIV, AE suppl. IX, 1729, pp. 265-278.
12
E3, AE, 1727, pp. 408-412.
13
E5, CP, II, 1727 (1729), pp. 90-111.
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Iacilita e acume egli ha penetrato, sotto i nostri auspici, il santuario delle
matematiche sublimi
14

L`ammirazione di Johann Bernoulli per Euler non Iara che aumentare
nel corso del tempo e ne vedremo altre testimonianze. Egli Iinira ad esempio
per aIIermare in una lettera del 1745, scritta tre anni prima della sua morte:
All`incomparabile Leonhard Euler, al principe dei matematici
15
.

Per chi conosca un po` il carattere di Johann Bernoulli che Truesdell
descrive come mighty, fealous ana irascible
16
, parole cosi elogiative non
possono che stupire. Johann ha in eIIetti riconosciuto la superiorita di Euler
Iin dai tempi delle lezioni Private che gli aveva impartito e quest`ultima lode
si puo considerare come il passaggio del testimone di un princeps mathema-
ticorum al suo successore.
Dal canto suo Euler non e meno parco di elogi nei riguardi di Johann, ad e-
sempio nel discorso preliminare della sua traduzione tedesca del trattato di arti-
glieria, Neue Grunast:e aer Artillerie
17
, di Benjamin Robins nel 1745 scrive:
I celebri Bernoulli Iurono i primi ad aver trattato in modo proIondo questa ma-
teria particolarmente oscura. Il Signor ProIessor Daniel Bernoulli di Basilea e
stato il primo a pubblicare la sua opera incomparabile su questo tema, col titolo:
Iaroainamica. |.| Solo suo Padre ha in seguito trovato il modo di dedurre tutte
queste proposizioni dalle leggi Iondamentali del moto. |.| Chi scorre questi
lavori, anche in modo superIiciale, constata subito che in questa scienza non si
puo determinare alcunch senza le matematiche superiori
18
.
Piu avanti, Euler aggiunge:
Queste estensioni importanti delle scienze matematiche le dobbiamo a due uo-
mini molto celebri, Johann e Daniel Bernoulli, l`ultimo dei quali aveva trattato
per primo questi argomenti in un`incomparabile opera sull`idrodinamica. |.|.
Il Signore suo padre, il ProIessor Johann Bernoulli di Basilea ha in seguito
spiegato in modo molto convincente la natura dei suoi moti, a partire dai Ion-
damenti della Meccanica
19
.
Cio nonostante, alla morte di Johann Bernoulli nel 1748, Euler riIiutera di
succedergli sulla cattedra di Basilea.

14
Opera CXXXIV, Opera II, pp. 615-616.
15
Joh. BERNOULLI a Euler, 23 (12) settembre 1745, EULER, Opera, series IV, vol. 2, p. 449.
16
Introduzione di C.A. TRUESDELL a EULER, Opera, series II, vol. 12, 1954, p. XXXI.
17
E77, Berlin, 1742.
18
E77, Berlin, 1742, Vorrede, Iol. 5 r. et v.; EULER, Opera, series II, vol. 14.
19
E77, Neue Grunast:e aer Artillerie, Berlin, 1742, pp. 281-283; EULER, Opera, series II, vol. 14.
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Ritornando ancora al giovane Leonhard, poco prima della sua partenza
per San Pietroburgo nel 1727, egli e esortato da Johann a presentare la sua
candidatura come proIessore di Fisica a Basilea. In quest`occasione Euler
redige il lavoro Q. F. F. Q. S. Dissertatio physica ae sono quam annuente
numine aivino fussu magnifici et sapientissimi philosophorum orainis pro
vacante professione physica aa a. 18. febr. a. MDCCXXJI in auaitorio furi-
aico hora 9 publico eruaitorum examini subficit Leonharaus Eulerus A. L.
M. responaente aaolescente Ernesto Luaovico Burcarao, phil. cana
20
. Euler
pero, considerato troppo giovane, non otterra il posto.
III. Il primo soggiorno a San Pietroburgo, 1727-1741 e i rapporti con
Daniel Bernoulli
All`inizio del Settecento nasce l`Accademia di Bologna di cui Iaranno
parte Daniel e Nicolaus I Bernoulli. Proprio su quel modello, Pietro il Gran-
de elabora lo statuto dell`Accademia di San Pietroburgo, pochi giorni prima
di morire, il 27 gennaio 1725. Sua moglie Caterina I (1684-1727), che gli
succede sul trono dal 1725 al 1727, porta avanti l`iniziativa. Fra i primi ad
essere chiamati, ancora da Pietro il Grande, ad illustrare quest`Accademia vi
sono Johann Bernoulli e Jacob Hermann. Johann declina l`invito a causa
dell`eta avanzata e suggerisce di essere sostituito dai due suoi Iigli Nicolaus
II e Daniel. Essi giungono a San Pietroburgo il 27 ottobre 1725, la prima
lettera tuttora conservata di Daniel a Euler risale al settembre del 1726. E-
sprimendosi in Irancese, Daniel gli annuncia che e riuscito a Iarlo assumere a
San Pietroburgo e gli Iornisce alcuni dettagli sul compenso, sui costi del
viaggio e altre inIormazioni logistiche. Il 5 novembre 1727 Euler risponde
che e pronto a partire. Questa lettera, e la successiva che Euler gli inviera il
4 gennaio 1727, sono invece in latino. Seguono poi due lettere, in Hoch
Deutsch, la lingua tedesca colta, dopodich Daniel optera per il Basler
Dutsch, il dialetto tipico di Basilea mescolato a termini in latino e in Irance-
se, che da a questa corrispondenza una impronta molto particolare. Daniel si
scusa per questa sua scelta in un post scriptum
21
.
A San Pietroburgo, il 29 luglio 1726, muore Nicolaus II, Iiglio prediletto
di Johann Bernoulli Iino all`arrivo di Euler nel maggio del 1727. E questo un
periodo di grande conIusione, poich anche Caterina I e nel Irattempo dece-
duta. Il gruppo di accademici e composto da Euler, che ha esattamente

20
E2, Basilea, 1727.
21
CIr. D. BERNOULLI a L. Euler, 6 giugno 1729, originale: Tartu, Morg. ep. ph. II, Nr. 27; copia dattilo-
scritta, Basilea, Bernoulli Edition.
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vent`anni, Daniel, che ne ha ventisette, e Jacob Hermann, il piu anziano, che
ne ha quarantanove. Fra coloro che si occupano di matematica, Iisica e
astronomia, si devono anche citare Georg Bernhard BlIinger (1693-1750),
Friedrich Christoph Mayer (1697-1729), Christiaan Goldbach (1690-1764),
Joseph-Nicolas Delisle (1688-1768) e Georg WolIgang KraIIt (1701-1754).
La prima lettera di Euler a Johann Bernoulli reca la data 5 novembre
1727. Daniel Bernoulli trascorre sette anni a San Pietroburgo, dall`ottobre
del 1725 Iino al 24 giugno 1733 e, con Euler, che era giunto nel maggio
1727, condivide la stessa vita per sei anni, Iatto che sicuramente contribuisce
a rinsaldare il loro legame di amicizia. Questo soggiorno avra anche il van-
taggio di gettare le basi di una collaborazione tra i due giovani, che prosegui-
ra senza incomprensioni Iino alla morte, anche se in seguito essi non avranno
piu occasione di incontrarsi (si scriveranno Iino al 1768). I due matematici si
scambieranno lettere anche quando Euler, durante il periodo a San Pietro-
burgo, trascorrera un breve soggiorno a DuderhoI. Ne rimane una sola, in-
viata da Daniel in data 6 giugno 1729, che mostra come essi parlassero prin-
cipalmente delle ricerche che stavano conducendo, come gia prima della
partenza di Euler da Basilea. Nell`aprile del 1732 giunge a San Pietroburgo
Johann II, chiamato a sostituire Nicolaus II all`Accademia a Iianco di
Daniel. Vi restera quattordici mesi.
IJ. Lo stuaio assiomatico aella catenaria e il programma ai ricerche
sullelasticita
Nel corso della disputa Ira Jacob e Johann Bernoulli, impegnati a svi-
luppare il calcolo diIIerenziale leibniziano, vengono proposti diversi pro-
blemi alla comunita scientiIica. Il primo, posto da Jacob, e quello della cate-
naria, la curva secondo cui si dispone una catenella soggetta solo alla Iorza
peso, un problema che e completato da quelli della velaria, della lintearia,
posti da Johann, cioe della Iorma assunta da un panno immerso nell`acqua e
inIine da quello dell`elastica. In un testo, rimasto in Iorma manoscritta,
Jacob apre la via a un modo di raggruppare questi problemi che possiamo
descrivere schematicamente nel modo seguente, aiutandoci con le Iigure
tratte dalle Meaitationes
22
di Jacob (Fig. 1). Vedremo piu avanti che vi
e modo di raggruppare insieme questi problemi tramite gli isoperimetri, ma

22
Meaitationes, Annotationes, Animaaversiones Theologicae & Philosophicae, a me JB. concinnatae &
collectae ab anno 1677, Ms UB Basel, L I a 3.
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Fig. 1. Panoramica dei problemi posti da Jacob e da Johann Bernoulli
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che vi e anche un altro modo di Iar cio per mezzo di una generalizzazione as-
siomatica della catenaria, che utilizza la legge della leva come assioma Ionda-
mentale, alla quale Jacob accenna. Daniel Bernoulli prima, e Leonhard Euler
poco dopo, raccolgono il testimone nel 1728. Insieme iniziano a seguire il per-
corso aperto da Jacob nelle Meaitationes, e successivamente, come si vedra,
aIIronteranno i problemi con gli isoperimetri. Molti anni piu tardi, inIine, Euler
riprendera la via che consiste nel generalizzare la catenaria e la percorrera, da
solo, Iino a raggiungere l`obiettivo.
Nella Med. CCXLV-VP XI Jacob studia l`equilibrio di un Iilo soggetto
all`azione di un numero inIinito di Iorze con direzioni qualsiasi e complanari
23
,
cioe, in termini moderni, soggetto all`azione di un campo di Iorze qualunque.
Egli tenta di generalizzare il problema della catenaria che in origine era soggetta
solo all`azione del peso, cioe di un campo di Iorze parallele e verticali. Fra i casi
particolari che egli studia insieme all`elastica, al cerchio, alla velaria e ad altri, vi
e la lintearia, che si veriIica quando le pressioni sono perpendicolari alla corda.
Proseguendo l`idea di suo zio, Daniel Bernoulli pubblica l`articolo
Methoaus universalis aeterminanaae curvaturae fili a potentiis quamcunque
legem inter se observantibus extensi, una cum solutione problematum quo-
runaam novorum eo pertinentium
24
. Come si puo desumere dal titolo, in
questa nota egli riprende l`idea principale della Med. CCXLV di Jacob, ma
nel Irattempo Daniel ha scoperto la potenza della legge del parallelogramma
delle Iorze, che ha dimostrato assiomaticamente due anni prima
25
. Per questo
esordisce nel modo seguente (Fig. 2):
Quando un Iilo e soggetto unicamente all`azione di Iorze verticali o all`azione
di Iorze perpendicolari alla curva, e Iacile individuare una legge tra le Iorze ap-
plicate e il seno di un angolo, di modo che qualunque sia la legge che da queste
Iorze, si puo deIinire la curvatura del Iilo per mezzo di un`equazione diIIeren-
ziale di secondo ordine, riducibile a dei diIIerenziali semplici. In modo analogo
la catenaria, la velaria, la lintearia, l`elastica e altre curve Iurono scoperte da
eminenti matematici. Ma se in un punto di un medesimo Iilo sono applicate Ior-
ze di direzioni diverse, quest`uniIormita Ia diIetto e non si puo, in modo genera-
le, determinare le proprieta della curva, se non tramite dei diIIerenziali del terzo
ordine. Il mio metodo, che e generale per questo problema, si puo comprendere

23
Med. CCXLV-VP XI, Filum ACDEFGB extremitatibus suis A & B suspensum ab infinitis potentiis C,
D, E, F, G fuxta airectiones quas vis HE, HD, IE, KF, LG agentibus extenaitur. Quaeritur filum curvatu-
ra, efus airectio meaia LP, & vis qua 2aum LP impellitur, scritta Ira il maggio 1697 e il maggio 1698.
Opera, pp. 1036-1048.
24
Si indicano le pubblicazioni di D. Bernoulli con la numerazione data da H. Straub. St. 15, CP III, 1728
(1728), pp. 62-69.
25
St. 9, Examen principiorum mechanicae, et aemonstrationes geometricae ae compositione et resolutio-
ne virium, CP, I, 1726 (1728), pp. 126-142; Werke 3, pp. 119-135.
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chiaramente nel modo seguente: immaginiamo che siano applicate in un punto
del Iilo due Iorze, l`una perpendicolare alla curva e l`altra che Iorma un angolo
costante con l`asse. Quella legge si puo generalizzare in modo suIIiciente da in-
cludere come caso particolare tutte le curve che sono state prese in considera-
zione Iinora dai matematici
26
.
Daniel Bernoulli considera innanzitutto una corda sulla quale agiscono
quattro Iorze applicate in due punti e aIIerma che un punto generico e in
equilibrio sotto l`azione di queste quattro Iorze quando le risultanti sono a
due a due uguali ed opposte. Egli passa quindi a considerare degli elementi
inIinitesimi, riducendo lo spazio e separando i due punti dove sono applicate
le Iorze. Egli da allora l`espressione in Iunzione del raggio osculatore, ovve-
ro di quello che oggi chiamiamo raggio di curvatura. Grazie alla sua cono-
scenza della composizione delle Iorze puo accontentarsi di considerare due
tipi di Iorze: l`una verticale e l`altra perpendicolare alla curva. Tutti gli altri
casi saranno ottenuti tramite la composizione di queste Iorze. Nei corollari Da-
niel tratta diversi casi particolari
27
. Nel caso di Iorze solo perpendicolari alla
curva trova l`elastica, la velaria e la lintearia. Nel caso di Iorze parallele Ira loro
e verticali ritrova tutte le catenarie. Come aveva annunciato nel titolo, egli pro-
pone allora nuovi problemi, dal momento che tutti quelli precedenti, come si e
visto, erano gia stati aIIrontati.

Fig. 2

26
St. 15, pp. 62-63.
27
St. 15, pp. 64-69.
EULER E I BERNOULLI 15
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Egli studia la lintearia, cioe la curva descritta da un panno pesante riem-
pito di liquido Iino ad una certa altezza (un problema che, ancora una volta,
esamina nel caso particolare di un panno senza peso, riempito di liquido) e
ritrova cio che aIIerma essere il risultato di suo zio Jacob. Per il panno sog-
getto al suo peso, ritrova poi la catenaria, un risultato che era dovuto invece
a suo padre Johann. Egli mostra che nel caso di Iorze perpendicolari alla
curva, cioe nel caso della lintearia, la Iorza e inversamente proporzionale al
raggio di curvatura e che nel caso di Iorze di direzioni diverse da quella
normale, ma parallele Ira loro, come nella catenaria, la Iorza e in ragione
reciproca composta del raggio di curvatura e del quadrato del seno dell`angolo
che la Iorza Ia con l`asse.
Daniel passa quindi a trattare l`elastica, riprendendo la dimostrazione di
suo zio. Considera il caso particolare della lama senza peso, aIIrontato da
suo zio, e rinvia al seguito il caso della lama soggetta al proprio peso, che
eIIettivamente non trattera poi, ma consentira a Euler di portare a compi-
mento. InIine Daniel aIIronta un problema proposto, inizialmente da Jacob e
da Johann, che pero era caduto nell`oblio, in quanto non era propriamente un
problema di isoperimetri, cioe quello della catenaria estensibile.
Nello stesso volume dei Commentarii dell`Accademia di San Pietrobur-
go si trova un testo di Euler sul medesimo argomento, nel quale egli rivela di
aver letto il lavoro di Daniel Bernoulli prima di redigere il suo, intitolato
Solutio problematis ae invenienaa curva quam format lamina utcunque ela-
stica in singulis punctis a potentiis quibuscunque sollicitata
28
. La nota di
Euler si colloca sulla scia dei lavori di Jacob e di Daniel Bernoulli ed e chia-
ro che e a loro che si deve l`idea di trattare questo tema, tuttavia la chiarezza
della esposizione e la completezza del progetto di ricerca di Euler spiccano
rispetto al lavoro di Daniel. Quest`ultimo gli Iornira numerose idee, non solo
in quest`occasione. Euler aIIronta il problema generale di una lama piegata
da una Iorza qualunque, che egli scinde in una componente verticale e in una
orizzontale. Il suo sistema di componenti e dunque ortogonale, a diIIerenza
di quello di Daniel Bernoulli che risentiva dell`inIluenza dei problemi della
catenaria, dove le Iorze sono parallele e verticali e della lintearia, dove le
Iorze sono ortogonali alla curva. Daniel Bernoulli si riconduceva a composi-
zioni di Iorze di questi due tipi, che non sono perpendicolari Ira loro. Intro-
ducendo un sistema di Iorze ortogonali, Euler compie invece un primo passo
verso la soluzione che adottera nel 1770, cioe quarantadue anni dopo, e che
consiste nel considerare da un lato le componenti tangenziali, e dall`altro
quelle lungo il raggio di curvatura di una Iorza qualunque (Fig. 3).

28
E8, CP, II, 1728 (1732), pp. 70-84.
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EULER E I BERNOULLI 17
Euler ritiene che la Iorza di richiamo in un punto qualunque M sia pro-
porzionale a
Y
U
, dove Y e la Iorza elastica in M ed Ue il raggio di curvatura
nello stesso punto.


Fig. 3
Egli tratta quindi i diversi casi possibili. Nel caso di perIetta Ilessibi-
lita il punto e o soggetto a un campo di Iorze verticali (peso) e, quando le
Iorze applicate sono uguali per elemento di linea GV, si ritrova la catena-
ria ordinaria, mentre quando le Iorze applicate sono uguali per elemento
G[ (orizzontale), si ottiene il cosiddetto ponte sospeso. Se invece e sog-
getto a un campo di Iorze perpendicolari alla curva o se e soggetto con-
temporaneamente ad un campo di Iorze perpendicolari alla curva e ad un
campo di Iorze verticali, si ritrova la lintearia pesante e riempita d`acqua
Iino a una certa altezza, che era gia stata studiata da Daniel Bernoulli, o la
velaria di peso uniIorme, o la velaria con un vento d`angolo qualunque
(catenaria). Se inIine e soggetto a un campo di Iorze perpendicolari e tan-
genziali Euler non introduce alcun nuovo nome. Nel caso elastico le possi-
bili situazioni sono le seguenti: A senza peso e senza elasticita; B senza
peso, ma con Iorza elastica uniIorme, che porta alla curva elastica ordina-
ria; C con peso e con Iorza elastica uniIorme; D lama elastica soggetta al
suo peso.
Tuttavia, bench il progetto sia questo, non sono Iornite tutte le solu-
zioni e bisognera attendere gli anni `70 per la deIinitiva realizzazione del
suo programma negli articoli: *HQXLQDSULQFLSLDGRFWULQDHGHVWDWXDHTXL
OLEULL HW PRWX FRUSRUXP WDP SHUIHFWH IOHVLELOLXP TXDP HODVWLFRUXP
29
e 'H

29
E410, NCP, 15, 1770 (1771), pp. 381-413.
EULER E I BERNOULLI 17
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 18
gemina methoao tam aequilibrium quam motum corporum flexibilium ae-
terminanai et utriusque egregio consensu
30
.
In questo lasso temporale Euler comprende meglio il concetto di tensio-
ne (o di pressione) e soprattutto si convince del Iatto che questi problemi non
possono essere risolti tutti in piena generalita n grazie al principio dei mo-
menti che caratterizza l`equilibrio della leva

&
M

0, n tramite il paralle-
logramma delle Iorze

&
F

0, ma bisogna Iare appello a entrambi simulta-


neamente.
J. Parten:a ai Daniel (1733) e laIIaire aellHydraulica (1738)
Daniel e Johann II lasciano San Pietroburgo il 24 giugno 1733 e durante
il viaggio di ritorno in patria tengono Leonhard al corrente dei loro incontri.
Il 21 agosto 1733 Johann II gli scrive da Amsterdam, mentre il 22 settembre
1733 Daniel gli invia una lettera da Parigi
31
.
Euler si sposa il 7 gennaio 1734 e il 27 novembre 1734 nasce suo Iiglio
Johann Albrecht, contemporaneamente in casa Bernoulli si prepara una vi-
cenda tormentata in cui Euler sara intimamente coinvolto.
A San Pietroburgo Daniel aveva proseguito alcuni studi avviati in Italia
e segnati dal passaggio dallo studio medico della circolazione sanguigna allo
studio Iisico dell`idrodinamica. Nel volume del 1727 egli pubblicava un
primo articolo sui Commentarii Acaaemiae Petropolitanae intitolato Theoria
nova ae motu aquarum per canales quoscunque fluentium
32
e consegnato
all`Accademia di San Pietroburgo nel 1729, come risulta dalla lettera datata
5 giugno 1729. Come certamente erano al corrente Euler e tutti gli accade-
mici, egli progettava la redazione di un importante trattato intitolato Hyaro-
aynamica, sive ae viribus et motibus fluiaorum commentarii
33
, e un mano-

30
E481, NCP, 20, 1775 (1776), pp. 304-326.
31
D. BERNOULLI a Leonhard Euler, 22 settembre 1733, St. Petersburg, AAN, I. 136, Op. 2, Nr. 7,
l.8-8R, copia dattiloscritta, Basilea, Bernoulli Edition: Das Problema ae invenienaa tautochrona in
meaio resistente in ratione quaarata velocitatum ist allhier von einigen solvirt woraen. Mein Jater hat
auch eine Solution in aen hisigen Memoires hiervon arucken lassen. Man kann hieraurch sehen, wie
prfuaierlich es fr unsern Commentariis ist, so langsam gearuckt :u weraen, inaem wir all:eit als aie
alte Fastnacht nach aen anaern kommen weraen.
32
St. 12, CP, II, 1727 (1729), pp. 111-125.
33
St. 31, Strassbourg, 1738.
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 18
EULER E I BERNOULLI 19
scritto molto avanzato di questo testo era stato depositato a San Pietroburgo,
prima del suo rientro a Basilea
34
.
A partire dal 1734, ripetutamente Daniel annuncia nelle sue lettere a Eu-
ler la prossima uscita dell`Hyaroaynamica, tuttavia il tipograIo di Strasburgo
impieghera ben quattro anni per stampare il volume. Daniel lo consegna nel
1734 cosi scrive a Euler il 18 dicembre di quell`anno
35
, dunque all`epoca
in cui pubblica un annuncio sul periodico Mercure suisse, intitolato Lettre
ae Mr. Daniel Bernoulli a Mr. Schpflin
36
, dove rivela in gran parte il conte-
nuto del suo libro. Egli si lamentera spesso e amaramente della lentezza e
dell`inettitudine del tipograIo, al punto da disperare, in certi momenti, di
riuscire a vederlo stampato. Questo lungo ritardo e indubbiamente una delle
cause dello sIortunato affaire che sorge. Dopo il ritorno di Daniel a Basilea,
il testo dell`Hyaroaynamica sara ancora rivisto, come testimoniano le diIIe-
renze Ira il manoscritto lasciato a San Pietroburgo e la versione edita; Daniel
il 3 agosto 1738 chiedera a Euler (il suo libro e appena uscito) di distruggere
il manoscritto di San Pietroburgo, Iatto pero che non avvenne.
Si era Irattanto creata una certa rivalita Ira Johann Bernoulli, divenuto
dopo la morte di Newton nel 1727 il princeps mathematicorum, e suo Iiglio
Daniel. Quest`ultimo ottiene nel 1725 un premio dall`Accademia di Parigi
37
,
prima di suo padre che, al suo secondo tentativo
38
, nel 1734, deve acconten-
tarsi di spartire il premio con suo Iiglio. Dopo il suo ritorno a Basilea, Daniel
riprende le discussioni con il padre ed essi condividono le loro ricerche.
Tuttavia, per quanto riguarda le pubblicazioni di Johann sul movimento
dei Iluidi, il bilancio e assai magro. Nel 1716 Johann pubblico un estratto di
una delle sue lettere a Jacob Hermann, intitolata Demonstratio Principii
Hyaraulici ae aequalitate velocitatis quacum aqua per foramina vasorum
erumpere incipit, cum ea quam aquae gutta acquirere posset motu naturali-
ter accelerato caaenao ex altituaine aequali illi quam aqua habet in vasi

34
Si tratta del manoscritto dell`Hyaroaynamica di San Pietroburgo, attualmente in corso di edizione (Die
Werke von Daniel Bernoulli, vol. 4, a cura di MIKHAILOV.
35
D. BERNOULLI a L. Euler, 18 dicembre 1734, St. Petersburg, AAN, I. 136, Op. 2, Nr. 7, l. 9-10; Fuss,
Correspondance, t. II, St. Ptersbourg, 1843, pp. 415-418.
36
Mercure Suisse, settembre 1734.
37
St. 8, Discours sur la manire la plus parfaite ae conserver sur mer legalite au mouvement aes clepsi-
ares ou sabliers, Prix Paris, 1725.
38
Opera CXLVI, Essai aune nouvelle Physique celeste, Servant a expliquer les principaux Phenomenes
au Ciel, & en particulier la cause physique ae linclinaison aes Orbites aes Planetes par rapport au plan
ae lEquateur au Soleil. Piece ae M. Jean Bernoulli, de l`Academie Royale des Sciences, & de celles de
Londres, Petersbourg & c. et ProIesseur de Mathematique en l`Universit de Ble. Qui a partag le prix
double de l`anne 1734, Prix Paris, 1734. St. 24, Quelle est la cause physique ae linclinaison aes plans
aes orbites aes plantes par rapport au plan ae lequateur ae la revolution au soleil autour ae son axe,
Prix Paris, 1734.
EULER E I BERNOULLI 19
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 20
supra foramen
39
.... E questo e tutto. D`altronde, il 7 marzo 1739, cioe dopo
la pubblicazione dell`Hyaroaynamica di Daniel, Johann annuncia a Euler
l`invio di un`opera sull`idrodinamica e gli promette di inviarne il seguito, se
avra apprezzato la prima parte
40
. Avra il tempo di terminare la seconda parte
mentre Euler sta leggendo la prima. Alla Iine dello stesso anno Euler gli
chiedera la seconda parte dell`Hyaraulica, e cosi che Johann intitolera
l`opera, e quest`ultimo gli rispondera che la sua salute si sta deteriorando di
giorno in giorno:
Per lo stesso motivo, io non posso ancora inviarvi la seconda parte delle
mie considerazioni sull`idraulica, poich in eIIetti essa non e ancora scritta,
bench io l`avessi gia pronta da lungo tempo. Si aggiunga a cio che questa
seconda parte e molto piu voluminosa dell`altra, e la supera di un terzo. Voi
comprenderete dunque Iacilmente che il lavoro di copia e estremamente
Iaticoso, sia a causa della debolezza degli occhi, sia per il tremore delle
mani
41
.
Il testo non e dunque pronto al punto da consentire di aIIidarlo ad un copista,
tuttavia del materiale e stato raccolto.
Questo saggio, il cui titolo deIinitivo e Dissertatio Hyaraulica ae Motu
Aquarum per vasa aut per canales quamcunque figuram habentes fluentium,
Dissertationis Hyaraulicae Pars Secunaa continens methoaum airectam et
universalem solvenai omnia problemata hyaraulica, quaecunque ae aquis
per canales cuiuscunque figurae fluentibus formari ac proponi possunt
42
,
sara pubblicato due volte: dall`Accademia di San Pietroburgo e nell`Opera
Omnia di Johann. La prima parte compare nei Commentari di San Pietrobur-
go, nel volume IX (1737), dato alle stampe nel 1744, e la seconda parte nel
volume X (1738), pubblicato nel 1747. La consegna del testo avrebbe quindi
dovuto precedere l`uscita del libro di Daniel ma, come si e detto, nel dicem-
bre del 1739 egli non lo aveva ancora terminato e per di piu solo il 31 (20)
agosto 1740 Johann invia a Euler la seconda parte del suo saggio
43
. Tuttavia,
sul Irontespizio dell`Hyaraulica Johann retrodata il suo testo al 1732, cioe ad
un anno prima della Iine della redazione dell`Hyaroaynamica da parte di
Daniel.
Il testo apparira per la prima volta nel 1742 nell`Opera omnia di
Johann, dove si ritrova la pagina del Irontespizio con la data 1732: essa e

39
Opera XCIX, AE, agosto 1716, pp. 370-377.
40
Joh. BERNOULLI a L. Euler, 7 marzo (24 Iebbraio) 1739, EULER, Opera, series IV, vol. 2, p. 280.
41
Joh. BERNOULLI a L. Euler, 12 (1) dicembre 1739, EULER, Opera, series IV, vol. 2, pp. 316-317.
42
Opera CLXXXVI, CP, IX, 1737 (1744), pp. 3-49 e CP, X, 1738 (1747), pp. 3-49; Opera, IV,
pp. 387-488.
43
Joh. BERNOULLI a L. Euler, 31 (20) agosto 1740, EULER, Opera, series IV, vol. 2, p. 372.
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 20
EULER E I BERNOULLI 21
seguita da un estratto di una lettera che Euler
44
invia a Johann quando ha
Iinito di leggere la seconda parte dell`+\GUDXOLFD, il (29) 18 ottobre 1740.
Johann ha ovviamente omesso nell`2SHUD il seguito della lettera in
cui Euler gli Iaceva rilevare un errore a proposito della reazione di un
tubo all`uscita dell`acqua. In eIIetti, come avviene per il cannone che
lancia una proiettile, il tubo deve subire un rinculo, dovuto alla reazione
del tubo e Euler precisa che la soluzione di suo Iiglio e corretta. La rispo-
sta di Johann a questa lettera e stupeIacente: e scritta Ira il 18 (7 Ieb-
braio) e il 1 settembre (21 agosto) 1741. Innanzitutto l`entusiasmo con
cui ringrazia Euler per gli elogi e proIondo e ben evidenzia la stima che
nutriva nei suoi conIronti. Il modo in cui poi egli riconosce il suo errore e
anch`esso molto simpatico. Il tono dei complimenti non collima aIIatto
con il proIilo che di solito si traccia di Johann, seguendo Truesdell:
0LJKW\MHDORXVDQGLUDVFLEOH. Non dimentichiamo che Euler e piu giova-
ne di Daniel: all`epoca non ha che trent`anni. Piu stupeIacente ancora e
l`ultimo commento, in risposta a una domanda che Euler, del resto, non
Iece neppure:
Perch dunque avrei citato mio Iiglio, se il mio risultato diIIerisce dal suo?
Poiche io credevo che la sua soluzione diversa dalla mia si trovasse nella
sua Idrodinamica e che percio sarebbe stato assurdo tacerla, e che il pubbli-
co avrebbe visto che noi eravamo in disaccordo
45
.
Questa lettera mostra un Johann Bernoulli sinceramente toccato
dall`elogio di Euler, che accetta con interesse e umilta le critiche, del
resto giustiIicate.
Egli non ha mai tentato di entrare in rivalita con Leibniz o con
Newton e ha riconosciuto in Euler, Iin dall`inizio, colui che gli sarebbe
succeduto come SULQFHSV PDWKHPDWLFRUXP. Anche l`ultima Irase su
Daniel esce dal quadro dell`immagine tradizionale dell`uomo che retroda-
ta il suo testo per umiliare suo Iiglio. Da parte sua Daniel non sembra
aver saputo nulla dell`+\GUDXOLFD prima della pubblicazione dell`2SHUD
RPQLD di suo padre, nel 1742. La prima reazione si trova nella lettera a
Euler del 4 settembre 1743 dove scrive di aver appena letto l`estratto
della lettera di Euler posto in apertura all`+\GUDXOLFD e grida il suo
dispiacere, senza Ialso pudore e senza acrimonia.

44
L. EULER a Joh. Bernoulli, 29 (18) ottobre 1740, EULER,2SHUD, series IV, vol. 2, p. 382.
45
Joh. BERNOULLI a L. Euler, tra il 18 (7) Iebbraio 1741 e il 1 settembre (21 agosto) 1741, EULER,
2SHUD, series IV, vol. 2, p. 394.
EULER E I BERNOULLI 21
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 22
Fig. 4. Titolo dell`+\GUDXOLFD con la data Ialsa. -RKDQQLV %HUQRXOOL +\GUDXOLFD QXQF
SULPXPGHWHFWDDFGHPRQVWUDWDGLUHFWHH[IXQGDPHQWLVSXUHPHFKDQLFLV, 1732

Fig. 5. Lettera manoscritta di Euler
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 22
EULER E I BERNOULLI 23
Egli si rivolge a un amico e, proprio come suo padre, si rimette al giudizio di
Euler, senza tacergli l`ultima speranza:
Vi prego egli scrive di darmi, in amicizia e in conIidenza, il vostro pa-
rere sull`Opera di mio Padre, e in particolare sul secondo tomo. |.| I nuovi
problemi di meccanica sono principalmente miei, e mio Padre ha anche po-
tuto vederne le soluzioni, prima di risolverli a modo suo
46
.
Se i problemi sono gli stessi, il metodo e dunque diverso, ma prosegue
Daniel:
Tutta la mia Iaroainamica, che non deve uno iota a mio Padre, mi e stata
interamente rubata in un colpo solo e io perdo in un`ora i Irutti di dieci anni
di lavoro. Tutte le proposizioni sono tratte dalla mia Iaroainamica e mio
Padre intitola il suo scritto Hyaraulicam, nunc primum aetectam a. 1732,
mentre la mia Iaroainamica non e stata stampata che nel 1738. Nel Irattem-
po mio Padre ha preso tutto da me, salvo il Iatto che egli utilizza un altro
metodo generale per determinare l`incremento della velocita, un`invenzione
che non riempie che poche pagine e il colmo della sIortuna e che inserisce
una vostra lettera nella quale voi sminuite le mie scoperte in un campo dove
io non solo sono il primo ma sono anche il solo autore, e per giunta io pre-
tendo di averlo sviscerato del tutto. Voi dite che io ho determinato la pres-
sione dei Iluidi che scorrono nei canali solo nel caso del regime permanen-
te, mentre io aIIermo, a p. 259 verso la Iine, che la pressione e generaliter
c
vv a
2

; e quale sarebbe il contributo di mio Padre a questa materia nuova e


importante
47
?
Sono poi enumerate le idee che suo padre ha ripreso da lui:
E tutto cio non e che una piccola parte delle ragioni che ho di lamentarmi.
All`inizio tutto cio mi era insopportabile; alla Iine mi sono rassegnato, ma
ho un sentimento di disgusto e delusione per i miei studi anteriori, al punto
da desiderare di aver imparato il mestiere del ciabattino, invece delle ma-
tematiche. Non ho piu avuto la Iorza di lavorare su qualche ricerca di ma-
tematica, da allora
48
.

46
D. BERNOULLI a L. Euler, 4 settembre 1743, St. Petersburg, AAN, I. 136, Op. 2, Nr. 7, l. 88-90R, Fuss,
vol. 2, pp. 529-530.
47
D. BERNOULLI a L. Euler, 4 settembre 1743, St. Petersburg, AAN, I. 136, Op. 2, Nr. 7, l. 88-90R, Fuss,
vol. 2, pp. 529-530.
48
D. BERNOULLI a L. Euler, 4 settembre 1743, St. Petersburg, AAN, I. 136, Op. 2, Nr. 7, l. 88-90R, Fuss,
vol. 2, p. 532.
EULER E I BERNOULLI 23
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 24
Daniel chiede a Euler di non intercedere piu per lui a Berlino, poich nella
sua attuale condizione di spirito, riIiuterebbe, ma malgrado tutto, assicura ad
Euler la sua amicizia con queste parole:
La vostra preziosa amicizia mi reca un piacere proIondo e autentico, e io la
apprezzo piu per questo che per i vantaggi ch`essa potrebbe darmi. Non ho
potuto trattenermi dal rivolgermi a voi come al mio migliore amico, spe-
rando che vi si presentera l`occasione di levarmi di dosso l`ingiusto sospet-
to di plagio, senza Iare torto a mio Padre, e senza che la verita su questa
controversia Ira mio Padre e me sia deIormata. Io stesso non avrei il corag-
gio di diIendermi
49
.
Il metodo di Daniel e basato sul principio di conservazione delle Iorze
vive. Gia nel suo articolo del 1727, sopra citato, Daniel Iaceva ricorso a
questa conservazione, ma ora ne Iornisce anche una dimostrazione, di cui
Johann era stato uno dei primi sostenitori e diIensori, pur non utilizzandolo
nell`Hyaraulica, se non alla Iine dell`opera, per mostrare che si ritrovavano
gli stessi risultati. Daniel si appella a un`ipotesi: che le velocita di tutte le
particelle di una medesima porzione perpendicolare al movimento del Iluido
siano uguali e la stessa ipotesi e sIruttata da Johann. Da parte sua Johann
riIiuta la conservazione delle Iorze vive che aveva in altri scritti ardentemen-
te sostenuto, e se pure cita nell`Hyaraulica, ai numeri CXXXV, CXXXVI e
CXL, alcuni articoli dove essa e utilizzata, aIIerma che questo principio non
e universalmente ammesso e che si deve quindi presentare la teoria in modo
diverso
50
. Dunque, in modo sorprendente, egli cita il lavoro di Daniel come
gia pubblicato. Johann ricorre dunque a principi classici, cioe a quelli ne-
wtoniani. DeIinisce la Iorza e la sua relazione con la massa e l`accelerazione,
inoltre deIinisce la pressione di un liquido nel modo seguente:
IX. Le parti piu basse dell`acqua contenuta in un vaso sono premute dalla
massa d`acqua sovrastante in Iunzione della sola proIondita, indipendente-
mente dalla Iorma del vaso
51
.
Tutte queste osservazioni sulle diIIerenze di metodo avvalorano il so-
spetto di plagio, ma vi e un`altra diIIerenza di metodo annunciata da Johann


49
D. BERNOULLI a L. Euler, 4 settembre 1743, St. Petersburg, AAN, I. 136, Op. 2, Nr. 7, l. 88-90R, Fuss,
vol. 2, p. 532.
50
Op. CLXXXVI, In opere Hyaroaynamico, quoa ita prifem in lucem eaiait Filius meus, felicioribus
auspiciis aggressus est materiam istam, sea funaamento nixus inairecto, conservatione scilicet virium
vivarum, licet verissimo atque a me aemonstrato, noaum temen omnibus Philosophis recepto. Joh.
BERNOULLI, Opera, vol. 4, p. 392.
51
Op. CLXXXVI, Opera, vol. 4, p. 395.
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 24
EULER E I BERNOULLI 25
nel suo indice analitico Iinale:
Seconda parte dell`Idraulica: Metodo diretto e universale per risolvere i
problemi idraulici di ogni tipo e che possono essere Iormulati e proposti
circa l`acqua che scorre in condotti di qualsivoglia Iorma
52
.
Egli propone qui un metodo diretto e universale che non e legato a un
principio Iisico, bensi al modo di impiegare il calcolo diIIerenziale. InIatti,
se e vero che sia Daniel sia Johann nella prima parte ricorrono al calcolo
diIIerenziale, tuttavia nella seconda parte Johann si spinge oltre, perch Ior-
nisce un metodo generale per tradurre in equazione dei problemi qualsiasi. In
eIIetti in Daniel vi e l`utilizzo di elementi inIinitesimi, ma non si trova la
traduzione in equazione. Come rileva Truesdell non vi sono equazioni diIIe-
renziali
53
. Il metodo di Euler nella sua Iamosa trilogia sul moto dei Iluidi
54
si
pone sulla scia di Johann Bernoulli e non Ia alcuna allusione alla conserva-
zione delle Iorze vive. Tuttavia, secondo l`avvisio di chi scrive, la scelta di
Euler non e guidata da una deIinizione migliore della pressione, bensi da un
metodo che apre la via ad una traduzione in equazioni del tutto generale, che
si trova all`inizio del lavoro E226:
VI. Soit donc coul apres un tat primitiI le tems t; & que maintenant le
Iluide se trouve dans un tat & mouvement, qu`il Iaut chercher. Quel que
soit l`espace que le Iluide occupe a prsent, je commence par considrer un
point qulconque Z, qui se trouve dans la masse Iluide; & pour Iaire entrer
dans le calcul la situation de ce point Z, je le rapporte a trois axes Iixes,
OA, OB, & OC, perpendiculaires entr`eux au point O, & donns de posi-
tion. Que les deux axes OA & OB se trouvent dans le plan, que la Planche
reprsente, & le troisieme OC y soit eprpendiculiare. Qu`on tire donc du
point Z au plan AOB la perpendiculaire ZY, & du point Y a l`axe OA la
normale YX pour avoir les trois coordonnes: OX x, XY y, & YZ z,
paralleles a nos trois axes. Pour claque point conu dans la masse Iluide,
ces trois coordonnes x, y, & z, auront des valeurs dtermines, & en don-
nant a ces trois coordonnes successivement toutes les valeurs possibles,
tant positives que ngatives, on parcourra tous les points de l`espace inIini,
& partant aussi ceux, qui se trouvent dans l`espace, que le Iluide occupa a
claque instant.

52
Index numerorum, 2SHUD, vol. IV, p. 525.
53
TRUESDELL, ,QWURGX]LRQH a EULER,2SHUD, series II, vol. 12, 1954, p. XXVIII.
54
E225: 3ULQFLSHV JHQHUDX[ GH OHWDW GHTXLOLEUH GHV IOXLGHV, 1753; E226: 3ULQFLSHV JHQHUDX[ GX
PRXYHPHQW GHV IOXLGHV, 1755; E227: &RQWLQXDWLRQ GHV UHFKHUFKHV VXU OD WKHRULH GX PRXYHPHQW GHV
IOXLGHV, 1755.
EULER E I BERNOULLI 25
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 26
VII. En second lieu, je considre les Iorces acclratrices, qui agissent dans
l`instant prsent sur la particele de Iluide, qui se trouve en Z; or quelles que
soient ces Iorces, on les peut toujours rduire a trois, qui agissent suivant
les trois directions ZP, ZQ, & ZR, paralleles a nos trois axes OA, OB, &
OC. En prenant donc l`unit pour marquer la Iorce acclratrice de la gravi-
ta naturelle, soient P, Q, & R, les Iorces acclratrices, qui agissent sur le
point Z suivant les directions ZP, ZQ, & ZR; & ces lettres P, Q, & R, mar-
queront des nombres absolus. S`il y a toujours les mmes Iorces, qui agis-
sent dans le mme point de l`espace Z, les quantits P, Q, & R, seront ex-
primes par des certaines Ionctions des trois coordonnes x, y, & z; mais en
cas que les Iorces variassent aussi avec le tems t, elles renIermeront ancore
le tems t. Or je suppose ces Ionctions connues, puisqu`on doit computer les
Iorces sollicitantes parmi les quantits connues, soit qu`elles dpendent
uniquement des variables x, y, & z, ou encore du tems t
55
.


Fig. 6




55
E 226.
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 26
EULER E I BERNOULLI 27
Si vede che questo metodo presuppone la nozione di pressione, quella
di campo e conduce inevitabilmente a scrivere un`equazione alle derivate
parziali:
XIV. Si la petite ligne Zz avoit t prise dy, & parallele a l`axe OB, par le
mme raisonnement on trouveroit, que le Iluide qui occupoit cette ligne It
transport sur une autre


G\
GY
GW G\ ] = 1 ' ' , & dont l`inclinaison a l`axe
OB Iut aussi inIiniment petite. Et si l`on prenoit la ligne Zz dz, & paral-
lele au troisieme axe OC, le Iluide qui l`occupoit seroit transport sur une
autre ligne


G]
GZ
GW G] ] = 1 ' ' , & qui seroit inIiniment peu inclin a
l`axe OC. Donc, si nous considrons un parallelepipedo rectangle ZPQRzpqr
Iorm des trois cts ZP dx, ZQ dy, & ZR dz, le Iluide qui occupoit
cet espace sera transport pendant le tems dt a remplir l`espace
Z`P`Q`R`z`p`q`r`inIiniment peu diIIrent d`un parallelepipedo rectangle,
dont les trois cts seront:


G[
GX
GW G[ S = 1 ' ' ,


G\
GY
GW G\ 4 = 1 ' ' ,


G]
GZ
GW G] 5 = 1 ' '
Car les cts ZP, ZQ, ZR, tant transports en Z`P`, Z`Q`, Z`R`; on ne sau-
roit douter que le Iluide contenu dans le premier espace ne soit transport
dans l`autre espace pendant le temps dt.
La lettera che Euler invia a Johann il 5 maggio 1739 ci conduce nel con-
tempo a domandarci se Johann non trasse semplicemente ispirazione dal suo
giovane allievo. In eIIetti, in questa lettera, che si colloca Ira il ricevimento
da parte di Euler della prima e della seconda parte dell`+\GUDXOLFD, Euler
sviluppa cio che Johann ha Iatto nella prima parte e gli Iornisce molto mate-
riale per la seconda, Ira cui la generalizzazione a un vaso di Iorma qualsiasi
del problema dell`acqua che Iuoriesce da un vaso con un Ioro sul Iondo:
Sia dunque ABCD un vaso di Iorma qualunque |Fig. 7|, da cui l`acqua inizi
a deIluire attraverso il Ioro CD, Iino a che si riempia Iino ad AB e l`altezza
del vaso AC sia a e la grandezza del Ioro CD sia n. Supponiamo che mentre
l`acqua discende Iino a PS nell`intervallo di tempo in cui l`acqua esce dal
Ioro CD a velocita corrispondente all`altezza, in un tempo minimo anche la
superIicie PS discende di Pp, con Ppdp e la larghezza del vaso sia ps,
zdz indichi l`altezza corrispondente alla velocita dell`acqua che esce
quando la superIicie superiore dell`acqua scende Iino a ps. Per Iar conosce-
re ora il cambiamento di moto veriIicatosi in questo piccolo intervallo di
tempo consideriamo una superIicie RY qualunque dell`acqua, e si ponga
EULER E I BERNOULLI 27
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 28
ARr e la larghezza RYy, la velocita dello strato RY corrispondera
all`altezza nnz/yy
56
.

Fig. 7
Questa lettera consente a Johann di generalizzare i problemi trattati nella
seconda parte dell`+\GUDXOLFD come si desume, senza entrare nei dettagli di
calcolo, dalla Iigura che illustra lo stesso problema studiato da Euler nel caso
di un Iluido che Iuoriesce da un vaso di Iorma qualsiasi (Fig. 8).


Fig. 8
Dalla seconda parte dell`+\GUDXOLFD, Iigura redatta dopo la lettura della lettera di Euler

56
L. EULER a Joh. Bernoulli, 16 (5) maggio 1739, EULER,2SHUD, series IV, vol. 2, pp. 287-288.
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 28
EULER E I BERNOULLI 29
JI. I Premi aellAccaaemia ai Parigi
Nel 1715 Jean Baptiste Rouill, Conte di Meslay (1656-1715) donava
una parte dei suoi beni aIIinch l`Accademia di Parigi istituisse i seguenti
due premi:
I. Un trait philosophique ou dissertation dont le sujet sera touchant ce
qui contient, soutient et Iait mouvoir en son ordre les planettes et autres
substances contenues en l`univers, le Iond premier et gnral de leurs
productions et Iormations, le principe de la lumiere et du mouvement.
II. A celuy qui aura mieux russi en une mthode et regle plus courte et
plus Iacile pour prendre plus exactement les hauteurs et les degrs de longi-
tude en mer et en dcouvertes utiles a la navigation et grands voyages
57
.
Nel 1727 Euler, ventenne, si presenta al premio proponendo una prima
risposta al seguente quesito: Quelle est la meilleure manire ae mater les
Jaisseaux, tant par rapport a la situation quau nombre & a la hauteur aes
mats. Il premio sara vinto da Pierre Bouguer e Charles Etienne Louis Ca-
mus e Euler dovra accontentarsi di un accessit e della pubblicazione di uno
dei suoi primi articoli: Meaitationes super problemate nautico ae implanta-
tione malorum quae proxim accessere aa Praemium anni, 1727
58
. Dieci
anni dopo, con altre trenta pubblicazioni uscite nel Irattempo, Euler ritenta il
concorso. Con il saggio Dissertatio ae igne, in qua eius natura et proprieta-
tes explicantur
59
consegue il premio, che deve pero condividere con Lozeran
de Fiesc, conte di Crqui. In totale Euler conseguira dieci volte il premio
dell`Accademia delle Scienze di Parigi (solo Daniel Bernoulli lo uguagliera).
Anche due dei Iigli di Euler si distingueranno in questo contesto: Johann
Albrecht, che conseguira il premio tre volte, di cui una per un lavoro scritto
in collaborazione con suo padre, e Karl Albrecht che lo ricevera una volta,
rispondendo nel 1758 alla domanda:
S`il y a de l`altration dans le moyen mouvement des Planetes; & suppos
qu`il y en ait, quelles sont les causes de ces altrations?
Nel 1740 Leonhard Euler deve condividere il premio sul Ilusso e sul ri-
Ilusso del mare con il gesuita Antoine Cavalleri, con Daniel Bernoulli, suo
eterno rivale nel conseguimento di questo premio, e con Colin MacLaurin. Il
titolo dato da Euler al suo testo, scritto in latino, e Inquisitio physica in cau-

57
Recueil aes pices qui ont remporte les prix ae lAcaaemie royale aes sciences, aepuis leur fonaation
fusqua present, T. 1, 1720 (1727), introduzione.
58
E4, Prix Paris, 1727 (1748), pp. 1-49.
59
E34, Prix Paris, 1738 (1739), pp. 1-19.
EULER E I BERNOULLI 29
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 30
sam fluxus ac refluxus maris,
60
mentre Daniel optando per la lingua Irancese
intitola il suo saggio (St. 33) Sur le flux et le reflux ae la mer
61
.
I testi presentati per il premio erano anonimi e riconoscibili solo da un
motto; le lettere scambiate Ira Daniel Bernoulli e Euler ci dicono molto del
loro fair play. Anche se intrattengono a quest`epoca una vivace corrispon-
denza e discutono delle loro ricerche in corso, i nostri due autori risponde-
ranno in modo indipendente al problema posto dall`Accademia. Si puo in
eIIetti leggere in una lettera di Daniel a Leonhard del 29 agosto 1739:
Io vi prego anche d`intervenire presso i Presidenti perch si scriva a Kola e
Archangel aIIinch siano Iatte delle osservazioni sul Ilusso e il riIlusso del
mare. |.| Vostra Signoria sembra anch`essa interessata a questo problema
e non dubito che abbia anch`essa inviato un Saggio su questo argomento a
Parigi
62
.
Il 14 novembre dello stesso anno Daniel torna sull`argomento, pur sa-
pendo che Euler ha partecipato a questo concorso, gli illustra a grandi linee il
suo lavoro, dicendogli che, se l`avesse saputo prima, non avrebbe perso il
suo tempo in questa competizione, essendo convinto che Euler avrebbe pre-
sentato uno studio molto piu generale del suo. Si noti qui la lucidita di Da-
niel che sottolinea come Euler lo superi e nell`organizzazione generale del
pensiero
63
. Egli riconosce in modo puntuale la grande Iorza di Euler che,
come abbiamo gia visto nel caso dell`elasticita assiomatica, gli permette di
percepire immediatamente tutta la portata di un problema e di valutarne
esattamente le conseguenze e i problemi connessi.
Le loro conversazioni epistolari proseguono e Daniel chiede a Euler di
Iar prendere alcune misure nei mari del nord, incarico che egli aIIidera
all`Accademia di San Pietroburgo. Rileviamo un punto particolare di questa
teoria: la diIIicile spiegazione della doppia marea, cioe la spiegazione del
Iatto che il livello del mare si alza non solo dal lato della Iaccia illuminata
della luna, ma anche, in modo uguale, all`antipodo di questo punto
un`osservazione che era gia stata enunciata da Grgoire de Saint-Vincent
64
e

60
E57, Prix Paris, 1740 (1741), pp. 235-350.
61
St. 33, Prix Paris, 1740 (1741), pp. 53-191.
62
D. BERNOULLI a L. Euler, 29 agosto 1739, St. Petersburg, AAN, I. 1, Op. 3, Nr. 28, l. 143-145R; copia
dattiloscritta, Basilea, Bernoulli Edition.
63
D. BERNOULLI a L. Euler, 14 novembre 1739, St. Petersburg, AAN, I. 1, Op. 3, Nr. 28, l. 172-173R;
copia dattiloscritta, Basilea, Bernoulli Edition: Ich habe in meiner Piece nichts anaeres gethan, als aie
causam Aestus maris a Newtono assignatam physices :u erklren, una ai Phaenomena aeutlicher una
umstnalicher als Newton gethan hat, aaraus :u aeaucieren, welches let:tere mich in schwere una weit-
luffige Calculos gefhrt hat. Ich bin aber versichert Ew. Hocheaelgeb. Weraen auf eine gant: anaere
Causam gefallen sefn aus welcher:weifels ohne alle Phaenomena natrlicher folgen.
64
Bibliotheque Royale de Belgique di Bruxelles, Ms 5782, Iols. 379r-383r.
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 30
EULER E I BERNOULLI 31
da Stevin
65
che ne avevano cercato delle spiegazioni, ma senza successo. Per
quanto riguarda Daniel e Euler, essi Iiniscono per Iornire entrambi, indipen-
dentemente, la stessa spiegazione desunta dalla teoria di Newton. Essendo
decrescente la Iorza di attrazione gravitazionale, un corpo posto in A e mag-
giormente attratto verso la luna che il centro C di gravita della terra. Questo
Iatto spiega l`innalzamento delle acque dalla parte della Iaccia illuminata
dalla luna, ma cosa avviene dall`altra parte? Il corpo in C e maggiormente
attratto rispetto a quello posto in B. Il corpo in B va dunque allontanandosi
dal centro C e vi e pertanto un eguale innalzamento delle acque agli antipodi.
JII. Il soggiorno a Berlino, 1741-1766, laIIaire Maupertuis e lelasticita,
1744
In una lettera datata 28 gennaio (1 Iebbraio) 1741 Daniel Bernoulli si
congratula con Euler per la sua nomina a Berlino:
Per la vostra nomina a Berlino, vi esprimo le mie Ielicitazioni di tutto cuo-
re. |.| Quando sarete a Berlino, sarete gia molto piu vicino a noi
66
.
Tale trasIerimento non modiIica le loro relazioni epistolari. Durante il sog-
giorno di Euler a Berlino si veriIica il Iamoso affaire di Maupertuis, presi-
dente dell`Accademia di Berlino, con la redazione da parte di Voltaire della
Diatribe au aocteur Akakia
67
. Non si entrera qui nei dettagli di questa pole-
mica
68
, che coinvolge proIondamente sia Euler sia i Bernoulli: Euler perch
sostiene il principio della minima azione di Maupertuis e i Bernoulli perch
sono legati a Maupertuis, che muore a Basilea a casa di Johann II.
Ritorniamo ora alla storia dell`elasticita, iniziata a narrare sopra con la
generalizzazione della catenaria. Nel 1697 Jacob Bernoulli aveva compiuto
un passo in avanti verso un`ulteriore generalizzazione dei problemi della
catenaria, della velaria, della lintearia e dell`elastica. Al termine della sua
Op. LXXV, Solutio problematum fraternorum, egli poneva il problema degli



65
Jan ae spiegheling aer ebbenvloet in Wisconstige Geaachtenissen, Leide,1608.
66
D. BERNOULLI a L. Euler, 28 gennaio (1 Iebbraio) 1741, St. Petersburg, AAN, I. 136, Op. 2, Nr. 7, l.
39-41R, Fuss, Correspondance, St. Ptersbourg, 1843, vol. 2, pp. 466-472.
67
Histoire au aocteur Akakia et au natif ae St-Malo, ed. Jacques TuIIet, Paris, Nizet, 1967.
68
P. RADELET-DE GRAVE, La aiatribe au Docteur Akakia, meaecin au Pape, Sminaire InterIrences
du Centre interIacultaire d`tude en histoire des Sciences, Louvain, Revue des questions scientiIiques,
vol. 169, 1998, pp. 209-250.
EULER E I BERNOULLI 31
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 32
isoperimetri, che giochera un ruolo importante nella polemica con il Iratello
Johann:
Ma queste speculazioni |Egli ha appena parlato del moto di un corpo in un
mezzo di densita variabile e della curva di riIrazione della luce in un mezzo
di indice variabile. Questi problemi erano stati proposti da Leibniz al ter-
mine della Nova Methoaus, nel 1684. Il secondo e stato anche aIIrontato da
Huygens| danno adito a dei problemi piu diIIicili, del tipo, come si possono
Iormare curve isoperimetriche. Si domanda, per esempio, quali Ira quelle
hanno la massima superIicie? Non conta chi risponde, a ragione, che e il
cerchio, ma senza dimostrazione. Quali hanno il baricentro della loro super-
Iicie o del loro contorno piu distante dalla base? Mio Iratello ha osservato
che era la catenaria, ma per altre ragioni. Noi proponiamo di risolvere que-
sti problemi e altri simili con il metodo dei massimi e minimi
69
.
L`altro ragionamento utilizzato da Johann e a cui allude qui Jacob e di
natura Iisica, mentre Jacob cerca un metodo matematico. Si sapeva, grazie a
Huygens, che la curva piu stabile era quella con il centro di gravita piu bas-
so. Jacob propone un nuovo problema per caratterizzare la complessita che
intravede (Fig. 4):
Fra gli isoperimetri aventi una stessa base BN trovare BFN, che non sia es-
so stesso un massimo, ma che generi una curva BZN di superIicie massima,
essendo BZN tale che le ordinate PZ sono in relazione moltiplicativa o su-
bmoltiplicativa qualsiasi del segmento PF, o dell`arco BF
70
?

Fig. 9. Figura di Jacob inerente il problema generalizzato degli isoperimetri

69
Jac. BERNOULLI, Op. LXXV, Solutio Problematum Fraternorum, una cum Propositione reciproca
aliorum, Acta Eruditorum, maggio 1697, pp. 211-218.
70
Ibiaem.
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 32
EULER E I BERNOULLI 33
Tutti i problemi di Jacob sulla catenaria, la velaria, la lintearia di Johann
e l`elastica possono, come vedremo in Euler, essere raggruppati per mezzo
degli isoperimetri. Jacob prepara il suo problema nella Med. CCXXXIX,
Inter omnes Figuras Isoperimetras vel aequalium arearum invenire illam,
quae habeat maximum vel minimum aliquoa. Methoaus Nova
71
, redatta Ira il
Iebbraio e il maggio del 1697. In questo testo si trova una prima trattazione
diIIerenziale del problema degli isoperimetri, cui seguono numerosi esempi:
1 Fra le Iigure isoperimetre trovare quella avente il centro di gravita piu
basso: egli trova la catenaria.
2 Fra le Iigure isoperimetre trovare quella che racchiude la superIicie
maggiore: e il cerchio.
3 Fra le Iigure isoperimetre trovare quella il cui centro di gravita della
superIicie e il piu basso: egli constata che non si ottiene l`elastica che egli ha
considerato, ma si ritrova invece la Iunicolare o catenaria.
4 Fra le curve che racchiudono una stessa superIicie trovare quella il
cui centro di gravita della superIicie e il piu basso: egli arriva ad una condi-
zione di impossibilita.
5 Fra le Iigure isoperimetre trovare quelle che soddisIano delle condi-
zioni relative a terzi o quarti proporzionali: egli ritrova la catenaria.
Si comprende Iacilmente che la catenaria, la velaria e la lintearia Ianno
parte delle Iigure isoperimetre, di curve aventi la stessa lunghezza, nel caso
in cui questi oggetti siano inestensibili. L`elastica e piu complessa. La sua
appartenenza agli isoperimetri discende dall`esistenza della Iibra neutra.
Questa Iibra, che si trova al limite Ira la zona di compressione e quella di
dilatazione, non subisce n l`una n l`altra, e conserva dunque esattamente la
sua lunghezza.
Tuttavia l`elastica resiste ai calcoli dei due Bernoulli piu anziani, alme-
no nella sua piena generalita e in termini di maximis e minimis e la nuova
generazione, con Daniel Bernoulli e Euler, non se ne esce cosi Iacilmente.
Un po` prima del primo articolo di Maupertuis sulla minima azione,
pubblicato nel 1740, il 5 maggio 1739 Euler scrive a Daniel Bernoulli:
Non dubito del Iatto che la curva elastica non soddisIi a una proprieta di
massimo o di minimo. In eIIetti una curva siIIatta, Iormata dalla natura, a-
vra una proprieta di questo genere, proprio come la catenaria, la lintearia;
ma l`espressione che si deve rendere massima nell`elastica di primo acchito
mi e parsa oscura; tuttavia intuisco che questa debba essere la quantita
di Iorza potenziale che si insinua nella curvatura, ma sarei curioso di

71
Med. CCXXXIX, Ms UB Basel, L Ia 3, pp. 285-289; Streitschriften, pp. 228-247.
EULER E I BERNOULLI 33
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 34
apprendere, dal saggio che mi avete promesso, come si puo esprimere que-
sta quantita
72
.
Nel caso dell`elastica lo stesso Euler non sa quale quantita rendere
estremale e Ia appello all`intuizione Iisica del suo amico. In una lettera del
20 ottobre 1742 Daniel gli risponde che la Iorza viva potenziale, cioe la
quantita da rendere minima nell`elastica, e
as
R
2

. Egli scrive:
Potreste riIlettere sulla questione seguente: non si potrebbe dedurre la cur-
vatura ABC |l`elastica| dai principi della meccanica, senza ricorrere alla
leva. Io esprimerei la Iorza viva della lamina naturalmente rettilinea e
incurvata con

2
R
as
, assumendo che l`elemento as sia costante e indicando
con R il raggio osculatore. Siccome nessuno ha esteso il metodo degli iso-
perimetri al pari di voi, voi risolverete questo problema, che richiede che

2
R
as
sia un minimo
73
.
Il momento in cui Euler riceve questa risposta di Bernoulli coincide con
l`uscita di un lavoro di Maupertuis, in cui egli generalizza il suo principio di
minima azione, stabilito in statica per tutti i problemi meccanici. Ora, Euler
ha appena terminato un libro puramente matematico sulla teoria degli isope-
rimetri e sui maxima e minima, intitolato Methoaus invenienai lineas curvas
maximi minimive proprietate gauaentes, sive solutio problematis isoperime-
trici lattissimo sensu accepti
74
. Egli lavorava su questo tema gia da qualche
anno, come prova l`articolo Problematis isoperimetrici in latissimo sensu
accepti solutio generalis
75
del 1732. L`enunciato di Maupertuis rende il suo
Methoaus invenienai essenziale per la Iisica e Euler si accinge a mostrarlo in
due Aggiunte di pura Iisica, la prima delle quali riguarda proprio l`elastica.
Nella sua introduzione all`Aaaitamentum I De curvis Elasticis all`opera
Methoaus invenienai Euler rende allora giustizia ai Bernoulli con le seguenti
parole:
I. Tutti i migliori matematici hanno da tempo riconosciuto che il metodo
presentato in questo libro e non solo estremamente utile in analisi, ma che
esso contribuisce anche molto alla soluzione di problemi Iisici. InIatti,

72
L. EULER a D. Bernoulli, 5 maggio 1739, St. Petersburg, AAN, I. 1, Op. 3, Nr. 27, l. 138-141R; copia
dattiloscritta, Basilea, Bernoulli Edition.
73
D. BERNOULLI a L. Euler, 20 ottobre 1742, St. Petersburg, AAN, I. 136, Op. 2, Nr. 7, l. 64-65R, Fuss,
Correspondance, vol. 2, St. Ptersbourg, 1843, pp. 499-507.
74
E65, Lausanne-Geneve, 1744.
75
E27, CP, VI, 1732 (1738), pp. 123-155.
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 34
EULER E I BERNOULLI 35
poich la Iabbrica dell`universo e la piu perIetta, ed e l`opera di un Creato-
re di saggezza massima, non vi e nulla che avviene nell`Universo in cui non
appaia una relazione di massimo e minimo. Pertanto non vi e assolutamente
alcun dubbio che ogni eIIetto nell`universo si puo spiegare in modo soddi-
sIacente a partire dalle cause Iinali, tramite il metodo dei massimi e minimi,
come e possibile dalle stesse cause eIIettive. |.| Altri esempi simili sono
stati portati in gran numero dai piu eminenti Bernoulli e da altri, che hanno
dato contributi di grande importanza sia al metodo della soluzione a priori,
sia alla conoscenza delle cause eIIettive. |.| Percio, vedendo che l`uomo
piu illustre e perspicace in questo sublime modo di studiare la natura, Da-
niel Bernoulli, mi ha Iatto notare che egli poteva esprimere in una singola
Iormula, che egli chiama Iorza potenziale, l`intera Iorza che e insita in una
strato elastico curvo, e che quest`espressione deve essere un minimo nella
curva elastica, e poich grazie a questa scoperta il mio metodo dei massimi
e dei minimi esposto in questo libro ha ricevuto nuovi lumi in modo mera-
viglioso e la sua applicazione piu ampia e Iinalmente stabilita, non posso
lasciar passare quest`occasione a lungo sperata, senza evidenziare allo stes-
so tempo sia l`applicazione del mio metodo sia la pubblicazione dell`im-
portante proprieta caratteristica della curva elastica scoperta dal celebre
Bernoulli. InIatti questa caratteristica contiene in s diIIerenziali del secon-
do ordine, in modo cosi pregnante che i metodi Iinora pubblicati per risol-
vere problemi di isoperimetri non sono in grado di scioglierli
76
.
JIII. Il magnetismo e i successivi premi aellAccaaemia ai Parigi
Nel 1742-1743 Euler, che da piu di un anno risiede a Berlino, risponde
per la quarta volta a una richiesta dell`Accademia delle Scienze di Parigi. Il
problema per il premio del 1743 e enunciato: dunque e pubblicato un anno
prima e verte Sur la meilleure construction aes boussoles ainclinaison pour
faire avec le plus ae precision quil est possible, les Observations ae
lInclinaison ae lAiguille aimantee, tant sur mer que sur terre. Questa volta
Euler Iinira per condividere il premio con Daniel Bernoulli.
Lo scopo perseguito dall`Accademia in quest`occasione e ben riassunto
da Daniel Bernoulli, qualche anno dopo, nel 1757, nell`articolo Sur les nou-
velles aiguilles ainclinaison, faites a Basle par M. Dietric, con le seguenti
parole:
Outre l`avantage que la physique peut se promettre de la perIection des
boussoles d`inclinaison, il y a lieu d'en esprer encore quelque utilit pour
la navigation: l`illustre Capitaine Halley a trac sur notre globe des lignes

76
E65, pp. 245-246.
EULER E I BERNOULLI 35
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 36
pour les diIIrentes dclinaisons; si l`on en avoit de pareilles pour les diII-
rentes inclinaisons, l`intersection de ces deux especes de lignes donnero
it en quelque maniere a connoitre l'endroit ou l'on se trouveroit: il n`y
auroit plus que la variabilit de ces lignes, qui Iormeroient le plus grand
obstacle
77
.
Si trattava di proseguire il progetto di Halley volto ad aiutare i marinai a
determinare la loro longitudine. Poich il tracciato delle isodecline, cioe
delle linee halleyiane, e troppo irregolare per consentire, da solo, la determi-
nazione della longitudine, si completano questi dati tracciando curve aventi
la stessa inclinazione. La combinazione delle due carte dovrebbe consentire
la determinazione delle longitudini. La risposta Iornita da Euler all`Acca-
demia, nell`articolo De observatione inclinationis magneticae aissertatio
78
e
la prima pubblicazione dedicata allo studio del magnetismo, e lo stesso av-
viene per Daniel Bernoulli
79
. La risposta di quest`ultimo alla stessa questio-
ne, Memoire sur la manire ae construire les boussoles ainclinaison
80
, e
anch`essa la sua prima pubblicazione su questo soggetto, ma la sua corri-
spondenza, Ira cui le lettere scambiate con Euler, prova che entrambi gia si
interessavano a questo argomento
81
. A partire dall`8 novembre 1738, i
due scienziati si interrogano sulla validita della legge della decrescenza
della Iorza magnetica determinata in modo sperimentale da Piet van
Muschenbroek
82
. Tuttavia sara necessario lo stimolo del premio dell`Acca-
demia per spingerli a redigere alcuni lavori su un problema che non era an-
cora sulla via della matematizzazione. Vedremo che Euler, cosi come Ber-
noulli, riconduce la sua risposta a un problema di meccanica, evitando di
addentrarsi nello studio del magnetismo propriamente detto, e annuncia di
riservare un tale studio alla risposta del premio dell`anno successivo. Si
limita qui inIatti ad asserire che il magnetismo e dovuto a una materia sottile,
che per mezzo del suo moto orienta la calamita in una certa direzione, e
causa l`attrazione e la repulsione.

77
St. 49, in Die Werke von Daniel Bernoulli, Bd. 7 (Magnetisme, a cura di P. RADELET-DE GRAVE),
Basel, Birkhuser, 1994, p. 150.
78
E108, Prix Paris, 1743 (1748).
79
P. RADELET-DE GRAVE, Introduzione a Die Werke von Daniel Bernoulli, Bd. 7 (Magnetisme), Basel,
Birkhuser, 1994.
80
St. 39, Prix Paris, 1743 (1748).
81
P. RADELET-DE GRAVE, Stuaies of magnetism in the corresponaance of Daniel Bernoulli, in Two
cultures, Essays in honour of Davia Speiser, Basel, Birkhuser, 2006, pp. 115-131.
82
PIET VAN MUSSCHENBROEK, Physicae experimentales, et geometricae ae magnete. tuborum capil-
larium vitreorumque speculorum attractione. magnituaine terrae. cohaerentie corporum firmorum
aissertationes. ut et ephemeriaes meteorologicae Ultrafectinae, Vienna, Trattner, 1729.
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 36
EULER E I BERNOULLI 37
Nel 1742, la questione posta dall`Accademia di Parigi per il conse-
guimento del premio era: Lexplication ae lattraction mutuelle ae
laimant & au fer, ae la airection ae laiguille aimantee vers le nora, ae sa
aeclinaison & ae son inclinaison. Tuttavia, non essendo giunta nessuna
risposta soddisIacente, il premio Iu riproposto nel 1744, e poi ancora nel
1746. Nell`ultimo concorso Euler dovette spartirsi il triplice premio con du
Tour e i due Iratelli Bernoulli, Daniel e Johann II.
Fin dall`esordio del suo testo Dissertatio ae magnete
83
sulla teoria del
magnetismo, Euler segnala che soltanto la teoria di Descartes gli sembra
interessante nell`ambito del magnetismo e che poco e stato aggiunto dai suoi
successori:
I Fisici contemporanei non hanno Iatto molti progressi in questa spiegazio-
ne. Descartes e il primo, a mio avviso, che si e accostato a questo problema
con ragione; non aggiungo che gli altri si sbagliano, n che bisogna rigetta-
re del tutto le loro idee
84
.
Daniel Bernoulli, convinto diIensore di Newton nell`ambito della
gravitazione tanto quanto Euler, condivide l`apprezzamento della teoria
cartesiana del magnetismo nel saggio, Nouveaux Principes ae Mecanique et
ae Physique, tenaans a expliquer la Nature & les Proprietes ae lAimant
85
:
J`ai commenc mes recherches sur l`Aiman par la lecture du systeme de
Descartes, a laquelle j`ai Iait succder celle des Auteurs les plus clbres
qui en ont trait apres lui. Je n`ai p reIuser mon admiration aux concep-
tions tout-a-Iait heureuses du premier, ni a la sagacit des autres a Iaire de
nouvelles expriences, & a dcouvrir de nouvelles proprits de l`Aiman;
mais il est vrai qu`a cela pres, je n`ai trouv dans ces derniers aucune ide diIIrente
de celles de M. Descartes, qui et le moindre air de probabilit
86
.
La prima analisi dei principali Ienomeni magnetici risale al Medioevo,
con una Iamosa lettera di Pierre de Maricourt detto il Pellegrino
87
, in cui egli
Iorniva una descrizione dettagliata dei Ienomeni magnetici e descriveva
accuratamente gli esperimenti che permettono di osservarli. Tuttavia, anche
se nuove proprieta saranno scoperte in seguito, bisognera attendere i Princi-
pes ae philosophie di Descartes, del 1644, per vedere il primo abbozzo di

83
E109, Prix Paris, 1746 (1748).
84
E109, EULER, Opera, series III, vol. 10, p. 141.
85
St. 41 e Joh. II 12, Prix Paris, 1746 (1748).
86
St. 41, Prix Paris, 1746 (1748) e Die Werke von Daniel Bernoulli, Bd. 7 (Magnetisme), Basel, Birk-
huser, 1994, p. 113.
87
P. RADELET-DE GRAVE, D. SPEISER, Le De Magnete ae Pierre ae Maricourt, traauction et commen-
taires, Revue d`Histoire des Sciences, 28 (1975), pp. 193-233.
EULER E I BERNOULLI 37
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 38
una teoria di questi Ienomeni, teoria che termina quest`opera e nella quale
Descartes ravvisa la prova sperimentale della sua teoria dei vortici, a sua
volta probabilmente ispirata dallo studio del magnetismo
88
. La teoria di
Descartes Iu successivamente sempliIicata e rielaborata da Christiaan
Huygens. Esaminiamola attraverso alcune /HWWUHVdi Euler. Immediatamente
dopo le lettere sulla soluzione magnetica del problema delle longitudini,
Euler dedica dieci lettere alla teoria del magnetismo. Egli passa da un argo-
mento all`altro richiamando cos`e la direzione magnetica in ogni punto, cioe
modernamente il campo magnetico in ogni punto, dato tramite la declinazio-
ne e l`inclinazione dell`ago magnetizzato intorno a quel grande magnete che
e la terra, e poi descrive l`esperimento della limatura di Ierro (Fig. 10).

Fig. 10
Questo esperimento consiste nel disporre una calamita su una plancia
cosparsa di limatura di Ierro. Le particelle di limatura, agendo come gli aghi
calamitati rispetto alla terra, prendono un`orientazione particolare e si Iorma
il tracciato di un vortice intorno alla calamita. La considerazione del traccia-
to Ia dire a Euler:
L`arrangement que nous observons dans la limaille de Ier ne nous laisse pas
douter que ce ne soit une matiere subtile et invisible qui enIile les parcelles
de limaille, et les dispose dans la direction que nous voyons. Outre cela il
est galement clair que cette matiere subtile traverse l`aimant mme, en y
entrant par l`un de ses ples, et sortant par l`autre: de sorte qu`elle Iorme
par son mouvement continuel autour de l`aimant, un tourbillon qui re-

88
P. RADELET-DE GRAVE, ,QIOXHQFLDGHORVYRUWLFHVPDJQpWLFRVVREUHODLGHDFDUWHVLDQDGHORVYRUWLFHV
SODQHWDULRV LQ 'HVFDUWHV \ OD FLHQFLD GHO VLJOR ;9,,, ed. Carlos Alvarez, J. RaIael Martinez Enriquez,
Messico, Fac. Ciencia UNAM, pp. 272-290.
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 38
EULER E I BERNOULLI 39
conduit la matiere subtile d`un pole a l`autre et il n`y a aucun doute que ce
mouvement ne soit extrmement rapide
89
.
Questa materia sottile non agisce che sulle calamite, sul Ierro e
sull`acciaio, e gli altri corpi le sono perIettamente permeabili. Essa deve
dunque essere piu sottile dell`etere luminoso, che non penetra in questi ulti-
mi. Per contro, nelle calamite, nel Ierro e nell`acciaio vi sono dei Iori molto
piccoli che lasciano passare unicamente il Iluido magnetico. Questi pori
Iormano dei canali (Fig. 11) nelle calamite, nel Ierro e nell`acciaio, che van-
no da un polo all`altro. La materia magnetica, passando in questi canali,
orienta la calamita.

Fig. 11. Un canale magnetico visto da Leonhard Euler
La teoria di Daniel Bernoulli non diIIerisce sostanzialmente da quella di
Euler, poich tutte e due si riconducono alla teoria di Descartes. Cionono-
stante esse diIIeriscono su un punto essenziale, che ci dice molto sul loro
modo di lavorare. In eIIetti Euler, come Bernoulli, spera di matematizzare il
modello puramente meccanico elaborato da Descartes. Mentre Euler, all`atto
di sviluppare le equazioni del moto dei Iluidi, tenta di ricondurre tutto al
moto del Iluido magnetico, Daniel, che si occupa dell`equazione della corda
vibrante, si orienta a considerare il moto di un Iluido determinato dai moti
oscillatori delle pareti dei tubi in cui circola (Fig. 12).

Fig. 12. Tubi attraverso i quali passa il Iluido magnetico

89
E 417, /HWWUHVDXQHSULQFHVVG$OOHPDJQHVXUGLYHUVVXMHWVGHSK\VLTXHGHSKLORVRSKLH, in EULER,
2SHUD, series III, vol. 12, lettera 176.
EULER E I BERNOULLI 39
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 40
La corrispondenza intercorsa dopo il 1750 Ira Euler e Daniel si inter-
rompe in una data incerta Ira il 1754 e il 1766, quando Euler trasmette a
Daniel un invito del re di Prussia Federico II a lavorare all`Accademia di
Berlino, a testimonianza del Iatto che egli non dimentica il suo amico di
inIanzia. Daniel riIiuta pero, invocando la stanchezza dell`eta.
IX. Il seconao soggiorno a San Pietroburgo, 1766-1783. la messa a punto
ael calcolo aifferen:iale ea integrale e la coraa vibrante
Non e possibile terminare questa panoramica senza sottolineare il ruolo
di Euler nell`elaborazione del calcolo diIIerenziale e integrale, accennando a
tre dei suoi testi di maggiore importanza: Introauctio in analysin infinito-
rum
90
, Institutiones calculi aifferentialis
91
e Institutionum calculi integralis
92
.
Nonostante si tratti della prosecuzione dei lavori di Leibniz e dei Iratelli
Bernoulli, non si puo considerare questa una ricerca in collaborazione con
quegli autori, che erano stati suoi maestri, ma che erano ormai scomparsi e
non si tratta neppure piu di una collaborazione con Daniel Bernoulli.
Bench la loro corrispondenza diventi meno intensa, i due amici Daniel
Bernoulli e Leonhard Euler non si dimenticano l`uno dell`altro. A San Pie-
troburgo Euler ottiene il ripristino del compenso di Daniel come membro
onorario, il che gli varra dei calorosi ringraziamenti e l`assicurazione di
un`amicizia inscalIibile
93
. Malgrado cio la loro corrispondenza si interrompe
il 23 novembre 1768 con un`ultima lettera di Daniel, che si conclude sul
tema della corda vibrante, che non ho purtroppo ancora avuto il tempo di
analizzare, e con l`assicurazione della sua amicizia:
J`ai toujours eu la meme ide que vous sur la propagation des ondulations
et je crois l`avoir dit dans quelques uns de mes memoires. J`ai vu cette suc-
cession des ondes a Saint-Pertersbourg en regardant lancer un vaisseau a la
Neva; mais qu`arrivera-t-il si la corde est d`abord branle exactement dans

90
E101, E102, Lausanne, 1748.
91
E212, St. Peterburg, 1755.
92
E342, E366, E385, St. Peterburg, 1768, 1769, 1770.
93
D. BERNOULLI a L. Euler, 7 marzo 1767, St. Petersburg, AAN, I. 1, Op. 3, Nr. 51, l. 56-57R; copia
dattiloscritta, Basilea, Bernoulli Edition: Si ma nouvelle reception au nombre aes membres honoraires et
pensionaires etrangers ae lAcaaemie Imperiale aes sciences peut, en me rapprochant ae vous, renouvel-
ler notre ancienne connoissance et amitie, fe laccepterai avec aautant plus ae confiance. fe presume
que cest vous qui ave: fait venir liaee ae cette reception a la Commission Imperiale pour la airection ae
lAcaaemie et a cet egara fe la regarae comme votre ouvrage, cest aonc aussi a vous, mon genereux
ami, a concourir avec moi pour me la faire meriter et a moi ae vous en temoigner reconnoissance. Je
commence a me faire vieux et surement mes memoires sentiront lage ae lauteur..
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 40
EULER E I BERNOULLI 41
son milieu et avec une parIaite galit des deux cts? Mes respects et
complimens a toute votre belle Iamille; n`oubliez pas M. votre Iils
l`Acadmicien. J`ai l`honneur d`tre avec la plus inviolable et le plus res-
pectueux attachement .
94

Tuttavia non si chiudono qui i legami Ira le due Iamiglie, poich Johann III
Bernoulli si incarichera della traduzione Irancese dell`opera Jollstanaige
Anleitung :ur Algebra
95
del 1770.
X. Storie ai rispetto, amici:ia e collabora:ione
Si puo dire che la personalita di Leonhard Euler troppo spesso scompaia
dietro l`immensita della sua opera. La storia, o meglio le storie che sono
state qui illustrate, mostrano uno studioso che Iin dalla gioventu ha saputo
guadagnarsi il rispetto di un uomo diIIicile come Johann Bernoulli, e che e
riuscito al contempo a mantenere un`amicizia di qualita, Iondata su uno
scambio totale di conoscenze con Daniel Bernoulli, e cio malgrado la sua
posizione assai scomoda Ira padre e Iiglio, in occasione della polemica
sull`Hyaraulica e sull`Hyaroaynamica.
La storia dell`elasticita, dallo sviluppo della catenaria prima e
dall`applicazione del principio della minima azione poi, mostra la comple-
mentarieta delle intelligenze di Daniel Bernoulli e di Euler. Il primo coglie
intuitivamente i Ienomeni Iisici e permette allo spirito razionale e organizza-
to del secondo di elaborare dei programmi di ricerca che si sviluppano su un
lungo arco temporale. La loro collaborazione, ad esempio nella ricerca della
quantita che deve essere resa minima nell`elastica, mostra che non solo Iuro-
no grandi studiosi, ma anche uomini estremamente generosi. Se ne trae una
ulteriore prova, per quanto concerne Daniel Bernoulli, nel passo della lettera
a Euler gia citata, scritta durante la polemica con suo padre:
La vostra preziosa amicizia mi reca un piacere proIondo e autentico, e io la
apprezzo piu per questo che per i vantaggi ch`essa potrebbe darmi. Non ho
potuto trattenermi dal rivolgermi a voi come al mio migliore amico, spe-
rando che si presentera l`opportunita per voi di levarmi di dosso l`ingiusto
sospetto di plagio, senza Iare torto a mio Padre, e senza che la verita sulla

94
D. BERNOULLI a L. Euler, 23 novembre 1768, St. Petersburg, AAN, I. 1, Op. 3, Nr. 51, l. 234-235R,
copia dattiloscritta, Basilea, Bernoulli Edition.
95
E387, Berlin 1796.
EULER E I BERNOULLI 41
PATRICIA RADELET-DE GRAVE 42
controversia Ira mio Padre e me sia distorta in alcun modo. Io stesso non
avrei il coraggio di diIendermi
96
.
Anch`esso prova la sua generosita. Si tratta di una bella amicizia, ben meri-
tata da una parte e dall`altra, che si snoda Ira numerosi dibattiti che la storia
delle scienze si compiace di evocare.

96
D. BERNOULLI a L. Euler, 4 settembre 1743, St. Petersburg, AAN, I. 136, 2S2, Nr. 7, l. 88-90R, Fuss,
vol. 2, p. 532.
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